Filmscoop

Tutto il mio cinema

Morte a Venezia

Gustav von Aschenbach,cinquantenne compositore di successo,sceglie Venezia per riposare e riprendersi da problemi cardiaci che ne stanno minando la salute.
E’ il 1911,Gustav arriva nella città lagunare con un battello in una brumosa e fredda giornata;è diretto al Lido,al lussuoso Hotel des Bains.
Una volta arrivato,Gustav ha un nuovo attacco di cuore.
Si ristabilisce e partecipa nella hall dell’albergo ad un concerto di musica classica,dove rimane folgorato dalla presenza di un adolescente efebico e bellissimo,Tadso,figlio di una famiglia polacca in vacanza.
Ben presto la morbida e al tempo stesso conturbante bellezza del giovane si trasforma in una autentica ossessione per il maturo compositore;prende a seguirlo, a studiarne il comportamento,le amicizie.


Se da un lato Gustav è attratto irresistibilmente dal giovane,dall’altro è intimamente allontanato dallo stesso da un complesso di sentimenti contrastanti.
Prova anche per lo stesso una forte attrazione sessuale e alla fine,nel tentativo di apparire più giovane,nell’illusione di recuperare la propria giovinezza Gustav si tinge i capelli ed arriva anche a truccarsi.
E’ solo un tentativo patetico;l’uomo non riesce a comunicare con il giovane.Una mattina,in spiaggia,segue con lo sguardo Tadso mentre si immerge nell’acqua;è il suo ultimo sguardo alla vita,pochi istanti dopo si accascia
sulla sedia a sdraio.La morte lo coglie con la tintura dei capelli che cola lentamente sul volto.
Con Morte a Venezia Luchino Visconti scrive la seconda parte della sua trilogia tedesca che comprende anche La caduta degli dei (1969) e Ludwig (1972).
E’ l’opera più malinconica del grandissimo regista lombardo,che riporta sullo schermo il racconto lungo omonimo (o se vogliamo un romanzo breve) dello scrittore tedesco Thomas Mann.
Visconti amava molto le opere di Mann,avrebbe voluto portare sullo schermo un’altra opera dello stesso,La montagna incantata.
Ma subito dopo Ludwig,Gruppo di famiglia in un interno e L’innocente,quando avrebbe finalmente potuto dedicarsi alla riduzione cinematografica di La montagna incantata morì per una trombosi a 70 anni.


In Morte a Venezia Visconti di discosta molto dall’originale di Mann;un’operazione che alcuni critici contesteranno,dimenticando che una trasposizione cinematografica deve essere una personale elaborazione,non una pedissequa trasposizione.Che senso ha riportare sullo schermo un’opera se non ha nulla di chi l’ha rielaborata?
Visconti accentua la componente sessuale già latente nel romanzo,la sublima e la trasforma in un’angoscia esistenziale del protagonista,che vede nel giovane e bellissimo Tadso una raffigurazione quasi ellenistica della bellezza,una sublimazione della bellezza e della perfezione opposta a quello che è evidente in lui stesso,la decadenza fisica,la malattia,la vecchiaia.
In questo il maestro lombardo mostra ancora una volta un tocco di altissima classe,riuscendo a trasferire sullo schermo il tormento di un uomo che assiste al trionfo della giovinezza sulla vecchiaia,della salute e della bellezza sul disfacimento fisico.
Il grottesco tentativo di “ringiovanimento” di Gustav testimonia proprio questo,l’incapacità di ricreare fisicamente quello che è ormai perso.
E Gustav muore in una Venezia dall’aria rarefatta,in una spiaggia che sembra deserta,occupata da Tadso che si allontana nell’acqua avvolto da un sole tiepido mentre lui,lentamente,scivola verso l’oblio,con quella ancor più grottesca tintura che gli bagna il viso,
il dissolvimento dell’artificio con cui aveva voluto fermare l’avanzare dell’età.
Un film dolentemente lirico,malinconico,triste.


La Venezia decadente,con il lusso del grand hotel opposto al colera che serpeggia in città,con la sua bellezza che però sembra appannata,quasi sfiorita immersa com’è in una luce crepuscolare testimonia quasi l’assoluta comunione tra il compositore sfiorito,sfibrato dalla lunga ricerca della bellezza dell’arte nelle sue forme più rappresentative e la bellezza del giovane Tadso,folgorante,una sfida eterna alla vita.
Forse Gustav è attratto da tutto ciò che Tadso incarna:la sua bellezza,la sua gioventù sono il suo rimpianto per quello che non ha più;ma è anche il rimpianto più terreno,più autenticamente carnale.
Non puoi avere ciò che non puoi possedere concretamente.
Così Gustav finirà per struggersi sino a quel dito puntato verso l’orizzonte di Tadso;un’orizzonte che per il giovane è ancora tutto da scoprire…
Visconti usa poche parole;il linguaggio è quasi tutto affidato alle immagini.
Dalla lunga sequenza iniziale a quella struggente che chiude il film,è tutto un ripetersi di immagini simili a centinaia di quadri esposti uno dietro l’altro.


L’interprete principale del film,Dirk Bogarde,trasmette l’immagine della sofferenza interiore dapprima,di quella anche fisica poi.
Il suo volto appare quasi smarrito,preda di un coacervo di sentimenti che il suo volte trasmette splendidamente.
Sotto la direzione di Visconti l’attore londinese fornisce una delle prove più convincenti della sua lunga carriera.
Da segnalare anche il giovane Björn Johan Andrésen (16 anni durante le riprese del film) che lo storico cinematografico Lawrence J. Quirk definì “degno di essere preso in alcune immagini dalla pellicola e appeso nelle sale del Louvre o del Vaticano
L’attore svedese non ebbe praticamente più visibilità dopo questo film,in pratica si può definire una creatura di Visconti nata e finita con lui.
Bene la Mangano,in un piccolo ruolo c’è Carole Andrè,grandissimo Romolo Valli nel ruolo del servile direttore dell’albergo.
Stupenda la colonna sonora,nella quale spicca il IV movimento della Quinta Sinfonia oltre a Per Elisa di Beethoven e La vedova allegra di Franz Lehár.Chi è alla ricerca del film può guardarlo in una bella versione HD in streaming all’indirizzo http://altadefinizione.bid/morte-a-venezia-1971/

Morte a Venezia

Un film di Luchino Visconti. Con Dirk Bogarde, Romolo Valli, Mark Burns, Nora Ricci, Marisa Berenson, Björn Andersen, Carole André, Silvana Mangano, Leslie French, Franco Fabrizi, Marco Tulli, Antonio Appicella, Sergio Garfagnoli,
Ciro Cristofoletti, Luigi Battaglia, Masha Predit, Eva Axen, Marcello Bonini Olas, Bruno Boschetti, Nicoletta Elmi, Mirella Pamphili, Dominique Darel Drammatico, durata 120 min. – Italia 1971

Dirk Bogarde: Gustav von Aschenbach
Romolo Valli: direttore dell’albergo
Mark Burns: Alfred
Nora Ricci: governante
Marisa Berenson: signora von Aschenbach
Carole André: Esmeralda
Björn Andrésen: Tadzio
Silvana Mangano: madre di Tadzio
Leslie French: agente di viaggi
Franco Fabrizi: barbiere
Antonio Apicella: il girovago
Sergio Garfagnoli: Jaschu, giovane polacco
Ciro Cristofoletti: ragazzo dell’hotel
Luigi Battaglia: Scapegrace

Regia Luchino Visconti
Soggetto Thomas Mann
Sceneggiatura Nicola Badalucco e Luchino Visconti
Produttore Luchino Visconti
Produttore esecutivo Mario Gallo
Casa di produzione Warner Bros.
Fotografia Pasquale De Santis
Montaggio Ruggero Mastroianni
Musiche Gustav Mahler, Franz Lehár, Modest Mussorgsky e Ludwig van Beethoven
Scenografia Ferdinando Scarfiotti
Costumi Piero Tosi
Trucco Maria Teresa Corridoni, Gilda De Guilmi, Mario Di Salvio, Mauro Gavazzi, Goffredo Rocchetti e Luciano Vito

Incipit romanzo

Gustav Aschenbach o von Aschenbach, come ufficialmente suonava il suo nome dal giorno del suo cinquantesimo compleanno, in un giorno di primavera dell’anno 19.., quello che per mesi e mesi aveva mostrato al nostro continente una faccia tanto minacciosa,
aveva intrapreso, da solo, una lunga passeggiata partendo da casa sua nella Prinzregenterstrasse di Monaco.
Sovreccitato dal lungo, difficile ed insidioso lavoro del mattino, che lo aveva costretto a procedere con la massima concentrazione, attenzione, prudenza e rigore della volontà, lo scrittore non era riuscito a contenere, nemmeno dopo il pranzo, l’impulso produttivo che gli urgeva dentro, quel motus animi continuus che,
secondo Cicerone, è l’essenza della stessa retorica, né aveva potuto trovare nel sonnellino, che, a compensazione dell’esaurirsi sempre più rapido delle sue forze, gli era ormai così necessario, una volta nell’arco della giornata.

“Io mi ricordo che c’era una clessidra come questa in casa di mio padre… La sabbia scorre attraverso un forellino così sottile che all’inizio sembra che il livello della parte superiore non debba cambiare mai.
Cominciamo ad accorgerci che la sabbia scorre via solo verso la fine. Ma prima di allora ci vuole tanto… che non vale la pena di pensarci. Poi all’ultimo momento, quando non c’è più tempo, ci si accorge che è troppo tardi…
ci si accorge che è troppo tardi per pensarci…”

“Hai raggiunto il perfetto equilibrio. L’uomo e l’artista sono ormai una cosa sola: hanno toccato il fondo insieme.”

“Il genio è un dono di Dio. No, anzi… è una punizione di Dio. È un divampare peccaminoso e morboso di doti naturali.”

“Tu non hai mai posseduto la castità. La castità è un dono della purezza, non il penoso risultato della vecchiaia, e tu sei vecchio, Gustav.
E non c’è al mondo impurità così impura come la vecchiaia.”

L’Hotel Des Bains,Venezia

Un fotogramma tratto dal film…

E il Picnic di Vettriano…

ottobre 17, 2017 Posted by | Drammatico | , , , , , , | 3 commenti

La caduta degli dei

La caduta degli dei locandina

Oberhausen, Germania, 27 febbraio del 1933.
A casa von Essenbeck si riunisce la famiglia al gran completo per festeggiare il compleanno del patriarca della famiglia, Barone Joachim von Essenbeck.
L’uomo è uno dei più importanti industriali di Germania nel campo dell’acciaio, forse il materiale più ambito nella nazione tedesca pre bellica.
Joachim von Essenbeck, da capitano d’industria furbo e lungimirante, è riuscito fino a questo momento attraverso una rete di relazioni importanti a mantenere la sua azienda ai vertici della produzione industriale.
Mentre stanno per sedersi a tavola, gli Essenbeck sono raggiunti dalla notizia dell’incendio del Reichstag, la sede del parlamento tedesco.
Il Barone, che era in procinto di nominare il suo successore alla guida dell’impero industriale decide di escludere dalla corsa il marito della nipote Elisabeth, Herbert Thallman a tutto favore di Konstantin von Essenbeck (l’altro suo nipote), che gode dell’alta protezione del potentissimo capo delle SA (le Sturmabteilung i battaglioni di assalto) Ernest Rohm che in quel periodo storico era praticamente il braccio destro del Furher Adolf Hitler.
La decisione provoca l’ira di Herbert, fervente antinazista che dopo aver litigato con il patriarca per la decisione che di fatto consegna le aziende sotto il controllo del regime decide di preparare la partenza dal paese, nella convinzione fondata che di li a poco gli eventi sarebbero precipitati.
La decisione di Herbert risulterà fatale per la storia della famiglia.

La caduta degli dei 1
Umberto Orsini interpreta Herbert Thallman

La caduta degli dei 2
Charlotte Rampling interpreta Elisabeth von Essenbeck, moglie di Herbert

Alla cena infatti è presente anche Friedrich Bruckmann, dirigente della società e amante della moglie del figlio di Joachim von Essenbeck, Sophie; la donna è anche madre del cinico e opportunista Martin, che prima della cena si era esibito in uno spettacolo travestendosi da donna, suscitando lo scandalo del resto della famiglia.
Con Bruckman c’è anche Aschenbach, importante ufficiale delle SS (nemiche giurate delle SA di Rohm), le Schutzstaffel (reparti di difesa) che costituivano il corpo d’elite al servizio del Fuhrer.
L’ufficiale convince l’ambizioso Bruckman ad uccidere il Barone, in modo da permettere al giovane Martin (controllato dalla madre Sophie) di ereditare l’impero di Joachim von Essenbeck.
Così accade e Martin diventa presidente.

La caduta degli dei 3
Helmut Berger interpreta Martin von Essenbeck

Ma Konstantin, che doveva diventare presidente come stabilito da Joachim von Essenbeck intuisce i piani di Frederick Bruckman e ne ottiene conferma durante una riunione con i capi dello Stato maggiore tedesco; è infatti in corso una vera e propria guerra interna tra le SA di Rohm e l’esercito, che mal sopporta la presenza di un corpo paramilitare divenuto ormai potente come l’esercito. Lo stesso Hitler teme Rohm perchè si rende conto di correre il rischio di essere oscurato dal suo braccio destro e in più il Fuhrer ha bisogno dell’appoggio incondizionato dell’esercito.
Un avvenimento tuttavia aggrava la posizione della famiglia Essenbeck; Martin, che possiede una personalità paranoica e deviata, mentre è in attesa di Olga,una prostituta che frequenta abitualmente, incontra una bambina e la violenta.
La piccola, per la vergogna si uccide, mentre Martin fugge lasciando però nell’appartamento il suo portasigarette.
E’ Konstantin a salvare dallo scandalo sia la famiglia che Martin; grazie ai buoni uffici e alle conoscenze nella polizia, mette tutto a tacere, chiedendo però in cambio a Friedrich e a Sophie di diventare il nuovo presidente in luogo di Martin.
Sophie, come in occasione della morte di Joachim, convince Friedrich della necessità di uccidere anche Konstantin e l’uomo, sempre più succube della donna e del suo sfrenato arrivismo, accondiscende confidando nel matrimonio con Sophie e nella posizione di capo assoluto dell’azienda per mantenere comunque il suo status di controllore degli eventi.
Ma una serie di accadimenti porta la storia verso un drammatico epilogo.

La caduta degli dei 8
Ingrid Thulin interpreta Sophie von Essenbeck

Elisabeth e le sue due figlie vengono arrestate per costringere Herbert a ritornare in patria,proprio mentre sta per arrivare la notte del 30 giugno 1934.
Quella sera le SA di Rohm vengono sterminate dalle SS di Heydrich e si compie anche il destino di Konstantin che viene ucciso da Friedrich.
Aschenbach, onnipresente e diabolico ispiratore convince Martin a sciogliere finalmente il suo legame con la madre Sophie e a rendersi  indipendente.

Così, mentre arriva Herbert che vuol salvare la moglie e le figlie dalla deportazione nel campo di sterminio di Dachau, si compie la tragedia finale in casa Essenbeck; Martin rivela a Gunther,il figlio di Konstantin il ruolo avuto da Friedrich nell’assassino del padre e subito dopo stupra sua madre, che invano ha tentato di metterlo in guardia dalla nefasta influenza di Aschenbach.
Mentre Friedrich si rende conto che non avrà mai il potere tanto agognato e mentre Sophie precipita nella follia attraverso uno stato di completa catatonia, Martin li costringe al suicidio dopo averli costretti ad un matrimonio farsa.
Morti i due, per Martin non ci sono più avversari e da questo momento è libero di guidare le industrie Essenbeck.
Un’illusione, in realtà, perchè da quel momento consegna l’azienda e l’acciaio nelle mani di Hitler.
La caduta degli dei è un grande affresco diretto da Luchino Visconti nel 1969; più che un affresco, il termine esatto sarebbe una tragica saga familiare ma affresco serve a rendere l’idea del quadro d’assieme in cui si mescolano sicuramente i peggiori sentimenti dell’animo umano.

La caduta degli dei 4
La cena con la famiglia Essenbeck al completo

L’arrivismo, la meschinità e la gelosia, l’odio e l’orgoglio, la follia e la corruzione, la dissolutezza e quant’altro si mescolano in un’opera nichilista e senza speranza, come del resto annunciato dall’argomento, ovvero il ritratto di una famiglia coinvolta totalmente in quell’abominio che fu il nazismo.
Il quadro storico si mescola quindi al dramma familiare, attraverso la costruzione di ritratti di gente meschina il cui unico credo è il potere e il denaro, proprio mentre attorno si stanno creando le premesse per l’orrore nazista.
I personaggi del film sono moralmente abietti, a cominciare da Martin, pedofilo e più o meno consciamente propenso all’incesto, per passare all’ambizioso e senza scrupoli Friedrich per finire con Aschenbach, vera incarnazione dell’inferno nazista raffigurato potentemente quasi fosse una malefica e sinistra incarnazione del peggio degli esseri umani.
Il nichilismo di Visconti si esprime in una serie di ritratti al vetriolo, quindi; tutti i personaggi della tragedia, che assomiglia tanto al Machbeth di Shakespeare sono preda dei propri istinti, dominati dalle proprie debolezze.
A parte Martin e Friedrich, non appaiono di certo migliori la ambiziosa Sophie o l’ambiguo Konstantin; tutti appartengono all’aristocrazia tedesca, responsabile in primis dell’appoggio dato ad Hitler e al nazismo.
Dal punto di vista storico il film è abbastanza fedele agli avvenimenti narrati; dall’incendio del Reichstag (provocato dai nazisti) alla notte dei lunghi coltelli (che provocò l’epurazione delle SA) fino al massacro delle SA stesse, tutto è ripreso dagli avvenimenti reali. La sequenza del massacro delle SA dopo orge notturne forse è esagerata, ma è di sicuro impatto.

La caduta degli dei 6
Florinda Bolkan interpreta Olga

Questa sequenza si aggiunge ad altre che sono rimaste nell’immaginario collettivo, come quella in cui Martin violenta la bambina o quella con protagonista sempre Martin in cui assistiamo all’incesto-stupro verso sua madre Sophie.
Visconti per questo film si avvale di un cast di attori molto bravi; sicuramente degni di menzione sono Helmut Berger, qui nel ruolo più convincente della sua carriera, Dirk Bogarde che rende alla perfezione l’ambiguo personaggio di Friedrich Bruckmann, Ingrid Thulin nel difficile ruolo di Sophie e poi ancora Charlotte Rampling (Elisabeth Thallman), una giovanissima e quasi sconosciuta Florinda Bolkan nel ruolo della prostituta Olga,Umberto Orsini nella parte di uno dei pochissimi personaggi positivi della storia ovvero Herbert Thallman e via via tutti gli altri.

La caduta degli dei 5

La caduta degli dei dura 160 minuti, che cinematograficamente sono un’eternità per un film drammatico; ma mentre si assiste alle tragiche vicende della famiglia Essenbeck il tempo sembra scorrere velocemente, nonostante per lunghi tratti sia principalmente composto da dialoghi.
Ma l’aria da tragedia incombente che si respira contribuisce a rendere palpabile l’atmosfera di tensione del film mentre la colonna sonora di Jarre avvolge come una spirale alcune sequenze del film stesso.

La caduta degli dei 7
L’ultima orgia delle SA prima del loro massacro

La critica accolse in maniera discorde il film; alcuni rimproverarono al regista un’eccessivo catastrofismo virato al negativo, paragonando il film ad un clone cocktail di I demoni di Dostoevskij contaminato da influenze wagneriane e di Thomas Mann. Altri puntarono l’indice sulla citata eccessiva lunghezza del film, altri ancora sul nichilismo disperato che avvolge il film attraverso la descrizione di un mondo senza speranza teso com’era al culto di valori negativi.
Personalmente trovo La caduta degli dei affascinante proprio in quelle che vengono segnalate come debolezze del film; il nichilismo è giustificato proprio dalla storia, da quegli anni in cui si posero le premesse per la più grande tragedia della storia dell’umanità, il nazismo e tutte le sue nefaste conseguenze come la morte di oltre 50 milioni di esseri umani inclusa la aberrante esperienza della Shoah.

La caduta degli dei 15

Mai, nemmeno nel medioevo, l’uomo era sceso così in basso e Visconti racconta proprio questo, le premesse al nazismo e alla guerra attraverso la descrizione dell’atmosfera di dissoluzione morale che precedette la seconda guerra mondiale.
Un film molto bello, che andrebbe proiettato nelle scuole come esempio di grande cinematografia unita al rigore della regia e alla fedeltà storica.

La caduta degli dei 9

La caduta degli dei, un film di Lucino Visconti, con Helmut Berger, Albrecht Schoenhals, Umberto Orsini, Ingrid Thulin, Renè Koldehoff, Karl Otto, Richard Beach, Dirk Bogarde, Florinda Bolkan, Ester Carloni, Peter Dane, Jessica Dublin, Wolfgang Ehrlich, Antonietta Fiorito, John Frederick, Helmut Griem, Werner Hasselmann, Wolfgang Hillinger, Klaus Hohne, Reinhard Kolldehoff, Ernst Kuhr, Karin Mittendorf, Piero Morgia, Charlotte Rampling, Nora Ricci, Valentina Ricci, Nelson H. Rubien, Mark Salvage, Bill Vanders, Irina Vanka, Renaud Verley.Drammatico, Italia 1969 Durata 160 minuti.

La caduta degli dei banner gallery

La caduta degli dei 14

La caduta degli dei 13

La caduta degli dei 12

La caduta degli dei 11

La caduta degli dei 10

La caduta degli dei banner personaggi

Dirk Bogarde: Friedrich Bruckmann
Ingrid Thulin: Sophie von Essenbeck
Helmut Griem: Aschenbach
Helmut Berger: Martin von Essenbeck
Renaud Verley: Gunther von Essenbeck
Umberto Orsini: Herbert Thallman
Reinhard Kolldehoff: Konstantin von Essenbeck
Albrecht Schoenhals: Joachim von Essenbeck
Florinda Bolkan: Olga
Nora Ricci: Governante
Charlotte Rampling: Elisabeth Thallman
Irina Wanka: Lisa
Karin Mittendorf: Thilde Thallman
Valentina Ricci: Erika Thallman
Wolfgang Hillinger: Janek
Ester Carloni: Madeline

La caduta degli dei banner cast

Regia     Luchino Visconti
Soggetto     Nicola Badalucco, Enrico Medioli, Luchino Visconti
Sceneggiatura     Nicola Badalucco, Enrico Medioli, Luchino Visconti
Fotografia     Pasqualino De Santis, Armando Nannuzzi
Montaggio     Ruggero Mastroianni
Musiche     Maurice Jarre, Walter Kollo, Willy Kollo
Scenografia     Vincenzo Del Prato

La caduta degli dei banner citazioni

“Siamo vicini alle elezioni, Friedrich. E dobbiamo vincerle a tutti i costi se vogliamo che siano le ultime.
“Vedi, Gunther, tu questa notte hai conquistato qualcosa di veramente straordinario. La brutalità di tuo padre, l’ambizione di Friedrich, la stessa crudeltà di Martin, non sono assolutamente nulla a confronto di quello che tu adesso possiedi: l’odio, Gunther. Tu possiedi l’odio, un odio giovane, puro, assoluto. Ma sta’ attento: questo potenziale d’energia e furore è troppo importante per farne la ragione di una personale vendetta: sarebbe un lusso, uno spreco inutile. […] Tu verrai con me: noi ti insegneremo ad amministrare questa tua immensa ricchezza, ad investirla nel modo giusto.

La caduta degli dei banner foto di scena

La caduta degli dei foto 1
Helmut Berger

La caduta degli dei foto 2
Florinda Bolkan e Helmut Berger

La caduta degli dei foto 3
Helmut Berger con il regista Luchino Visconti

La caduta degli dei foto 4
Charlotte Rampling

La caduta degli dei foto 5
Ingrid Thulin

La caduta degli dei foto 6
Charlotte Rampling

 

ottobre 22, 2011 Posted by | Drammatico | , , , , | Lascia un commento

Portiere di notte

Portiere di notte locandina

Un viaggio oscuro,attraverso il labirinto dei comportamenti umani,attraverso la sindrome di Stoccolma,vera o presunta,che si instaura tra una vittima e il suo carnefice.

Al tempo stesso un viaggio asettico e in bianco e nero,senza morali aggiuntive,senza denuncia,quasi un documentario su una relazione ambigua.Questo potrebbe essere uno dei fulcri del film Portiere di notte,di Liliana Cavani.Potrebbe,non è detto che lo sia.

Portiere di notte 15

Portiere di notte 7

In una Vienna livida e cupa arriva Lucia,(Charlotte Rampling),una giovane donna dal passato è tragico;è stata detenuta in un campo di concentramento nazista,e ne è uscita segnata per sempre.

Quando arriva nell’albergo in cui prenderà alloggio,Lucia si trova immediatamente di fronte i fantasmi del suo passato,incarnati da Max,il portiere dell’albergo,l’uomo che l’aveva violentata durante la sua reclusione.

Portiere di notte 1

L’uomo che la aveva utilizzata come strumento di piacere per gli ufficiali del lager,il responsabile dei suoi incubi;ma il rapporto tra i due ha mantenuto un sottile filo perverso,e ben presto nasce tra loro un complesso rapporto sado masochistico,in cui si allacciano mortalmente lussuria,senso di possesso,senso di sottomissione,in un intreccio inestricabile di sensazioni.

Portiere di notte 2

Portiere di notte 3

Max,che copre anche con il suo lavoro alcuni dei vecchi gerarchi del campo,lavora per una donna,la Contessa,e gli procura giovani e focosi amanti;i vecchi aguzzini,però,hanno paura che la donna parli,e riveli particolari del loro fosco passato.E il film sfocia,fatalmente,in tragedia.

Portiere di notte 4

Portiere di notte 5

Liliana Cavani affrontò con grande intelligenza esenza alcuna paura un tema scottante,assolutamente mal visto da intellettuali e non solo;e lo fece raccontando una storia nera al punto giusto,senza indugiare su sensi di colpa o su condanne etiche.

Portiere di notte 6

Il risultato è un film cupo e drammatico,in cui la confusione di ruoli tra colpevoli e vittime,tra potere e succubi del potere assume confini incerti.

Grande prova d’autore per Bogarde e per la Rampling,due personaggi sinistri e tragici,resi con vigore nelle loro paure,angosce e nelle loro esaltazioni;eros e thanatos inestricabilmente uniti,in un gioco delle parti in cui nessuno ha un ruolo definito.Non ci sono vincenti o eroi,c’è solo l’ineluttabilità del destino.

Portiere di notte 8

il-portiere-di-notte-2

Portiere di notte

un film di Liliana Cavani. Con Gabriele Ferzetti, Charlotte Rampling, Philippe Leroy, Isa Miranda, Dirk Bogarde, Nora Ricci, Giuseppe Addobbati, Marino Masé, Piero Mazzinghi, Ugo Cardea, Amedeo Amodio. Genere Drammatico, colore 114 minuti. – Produzione Italia 1974.

Portiere di notte banner gallery

Portiere di notte 9

Portiere di notte 10

Portiere di notte 11

Portiere di notte 12

Portiere di notte 13

Portiere di notte 14

Portiere di notte banner protagonisti

Dirk Bogarde: Maximilian Theo Aldorfer
Charlotte Rampling: Lucia Atherton
Philippe Leroy: Klaus
Gabriele Ferzetti: Hans
Giuseppe Addobbati: Stumm
Isa Miranda: contessa Stein
Nino Bignamini: Adolph
Marino Masè: Atherton
Nora Ricci: la “vicina”

Portiere di notte banner cast

Regia Liliana Cavani
Soggetto Barbara Alberti, Liliana Cavani,
Amedeo Pagani e Italo Moscati
Sceneggiatura Liliana Cavani
Fotografia Alfio Contini
Montaggio Franco Arcalli
Musiche Daniele Paris
Scenografia Nedo Azzini
Costumi Piero Tosi

Giuseppe Rinaldi: Dirk Bogarde
Vittoria Febbi: Charlotte Rampling
Pino Locchi: Philippe Leroy
Lydia Simoneschi: Isa Miranda

Portiere di notte banner recensioni

il-portiere-di-notte

Portiere di notte banner foto

Portiere di notte foto 1

Portiere di notte foto 2

Portiere di notte foto 3

Portiere di notte foto 4

Portiere di notte foto 5

Portiere di notte foto 6

Portiere di notte foto 7

Portiere di notte foto 8

Portiere di notte foto 10

Portiere di notte lc1

Portiere di notte lc2

Portiere di notte lc3

Portiere di notte lc4

Portiere di notte locandina 1

Portiere di notte locandina 2

Portiere di notte locandina 3

Portiere di notte locandina 4

Portiere di notte locandina 5

Portiere di notte locandina 6

aprile 29, 2008 Posted by | Drammatico | , , , , | Lascia un commento