Filmscoop

Tutto il mio cinema

Il sesso della strega

Il sesso della strega locandina 1

Agghiacciante.
Non illudetevi, è un aggettivo che non serve a qualificare questo film come un film dell’orrore o come un thriller di caratura che tiene avvinti alla poltrona.
Siamo di fronte infatti ad uno dei film più scombinati, peggio realizzati e mal interpretati della storia del cinema italiano, un prodotto all’altezza di z movie ormai diventati leggenda come Incontri molto ravvicinati del quarto tipo,La bestia in calore o Un lupo mannaro contro la camorra, girato in tempi relativamente più recenti.
Il sesso della strega, distribuito all’estero con il titolo Sex of the witch, girato nel 1973 è opera dell’ineffabile Angelo Pannacciò, responsabile tra l’altro di aver diretto altre due brutture indescrivibili come Un urlo dalle tenebre (del quale ho già parlato) e Holocaust parte seconda: i ricordi, i deliri, la vendetta, altra bruttura inenarrabile.
Scoordinato,con una sceneggiatura scritta in pochi minuti e raffazzonata come poche, mal recitato e penalizzato ulteriormente da evidentissimi limiti di budget Il sesso della strega è la quintessenza di tutto quello che andrebbe evitato quando si dirige un film.

Il sesso della strega 3

Il sesso della strega 4
La storia è di una banalità imbarazzante e inizia attorno al capezzale di Sir Hilton, che sentendosi in prossimità della morte ha radunato i suoi discendenti, che in un lungo e tediosissimo monologo racconta spezzoni della sua vita e in ultimo confida di voler portare nella tomba il terribile segreto di famiglia.
L’uomo finalmente muore, con gran sollievo degli spettatori e subito dopo viene letto il testamento.
Tutti i beni di Hilton dovranno essere divisi tra i legittimi eredi fatta salva la parte destinata alla sorella Evelyn, che è la pecora nera della famiglia, in quanto odiava tutta la discendenza di Hilton.
Gli eredi credono di aver ereditato una fortuna ma in realtà hanno anche ereditato una vendetta;una mano misteriosa infatti semina la morte tra di loro.
Pannacciò, amante del gotico e delle storie a sfondo “magico” torna a rielaborare una sceneggiatura sullo stile del peraltro pessimo Un urlo dalle tenebre;lo fa nel modo peggiore, dimostrando che i maestri a cui si ispira, da Bava a Freda, non solo non gli hanno insegnato niente ma hanno avuto su di lui un influsso nefasto.
Non si contano infatti gli errori elementari nelle inquadrature, nella direzione del cast già di per se di un livello molto basso e sopratutto la mancanza assoluta della capacità di creare il colpo ad effetto, quel quid che innalzi almeno a tratti il livello del film.

Il sesso della strega 2

Il sesso della strega 1

Il sesso della strega 5
Per di più, Pannacciò abbonda con l’erotismo, creando un effetto domino che trascina ancor più verso il basso il tutto; non avendo il senso della misura,il regista inserisce scene di nudo o di erotismo nei momenti topici della pellicola, con conseguenze a tratti anche esilaranti.
Basti vedere una delle sequenze iniziali, quella in cui il maggiordomo e una servetta si dedicano ad un amplesso nella cappella della villa, con primo piano del maggiordomo a cui la servetta pratica (evidentemente) una fellatio e in cui lo stesso sembra più in preda a spasmi intestinali che al piacere provocato dall’atto.
E si potrebbe proseguire a lungo con l’elenco delle nefandezze proposte:si guardi l’entrata in scena surreale dell’ispettore, una sorta di tenente Colombo con tanto di impeccabile impermeabile e sorriso idiota stampato sul volto, roba da far invidia a Jeff Blinn in Giallo a Venezia.

Il sesso della strega 6

Il sesso della strega 7
Insomma, per farla breve,un campionario difficilmente ripetibile di bestialità e orrori cinematografici.
Il cast è quanto di peggio si possa assemblare e include il solito Gianni Dei,dall’espressione ancor più sperduta del solito,Jessica Dublin ormai over 50 e Camille Keaton, nipotina del grande Buster in un piccolo ruolo che fortunatamente le impedisce di partecipare allo scempio.
Se qualcuno dovesse butrire dei dubbi su quanto esposto su, consiglio la visione del film all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=2JJGKL1fkLY La versione è decisamente bruttina ma è quanto di meglio circoli in rete.
Il sesso della strega
Un film di Elio Pannacciò. Con Susanna Levi, Assunta Liemezza, Jessica Dullin, Sergio Ferrero, Ferruccio Viotti, Gianni Dei, Jessica Dublin, Lorenza Guerrieri, Marzia Damon, Camille Keaton Thriller/Horror, durata 91 min. – Italia 1973.

Il sesso della strega banner gallery

 

Il sesso della strega 8

Il sesso della strega 9

Il sesso della strega 10

Il sesso della strega 11

Il sesso della strega 12

Il sesso della strega 13

Il sesso della strega 14

Il sesso della strega 15

Il sesso della strega banner protagonisti

Susanna Levi … Susan
Jessica Dublin … Evelyn Hilton
Sergio Ferrero … L’uomo di Ingrid
Camille Keaton … Ann
Franco Garofalo … Tony
Donald O’Brien …L’ispettore
Gianni Dei … Simon Boskin
Augusto Nobile … Edward
Maurizio Tanfani … Nath
Marzia Damon … Gloria
Irio Fantini … Assistent Inspettore
Ferruccio Viotti … Notaio
Giovanni Petrucci Johnny
Annamaria Tornello … Ingrid

Il sesso della strega banner cast

Regia:Angelo Pannacciò
Sceneggiatura:Angelo Pannacciò
Musiche:Daniele Patucchi
Fotografia:Maurizio Centini,Girolamo La Rosa
Montaggio:Marcello Malvestito
Art Direction:Egidio Spugnini
Costume Design :Osanna Guardini

Il sesso della strega banner recensioni

L’opinione del sito http://www.exxagon.it

L’incipit l’ho trovato interessante: questo moribondo circondato dai parenti e ripreso con un grandangolo che deforma l’immagine e la sua voce che pontifica sulla vita, la morte e i “morti-viventi”, con le parole scritte dallo sceneggiatore Franco Brocani (quello di Necropolis, 1970, e si capiscono tante cose…). Anche il tema musicale di Patucchi non mi è parso malaccio. Quindi, sempre nel bel mezzo di quel diluvio di parole, una bara, e due che scopano vicino ad essa. Niente male. Poi il film inizia davvero e sono guai. Il Sesso della Strega è un film di Pannacciò (è non ci si può sbagliare perché ce lo stampa a tutto schermo in titoli da fumetto), lo stesso dietro ad ineffabili lavori quali Porno erotico western (1979) e Un urlo nelle tenebre (1975). L’idea sarebbe quella di mescolare giallo ad horror soprannaturale e spolverare tutto con diverse scene di sesso che non guastano mai, ma il risultato ottenuto da Pannacciò è sotto il livello della decenza soprattutto per la noia abissale che sprigiona da questo whodunnit pecoreccio con grandi primi piani sugli occhi abborracciati dei protagonisti. E’ la noia che proprio non si può perdonare perché con brutture, sciatterie e illogicità ci si potrebbe anche divertire ma con la noia no. Gianni Dei, al secolo Gianni Carpanelli, nei panni del segretario amante del defunto non ci fa una bella figura (non che altrove…) e così il Donald O’Brien nei panni di un ispettore decisamente incompetente. Curiosa la partecipazione di Camille Keaton che cinque anni dopo diventerà famosa (più o meno) come protagonista dello shock exploitation Non Violentate Jennifer. Il finale del film proprone una soluzione dell’enigma quantomeno assurda però si sà, il paranormale… Invece riguardo il sesso così così, anche perché Pannacciò non è un maestro dell’eros, ma non escludo che possano esserci stati dei tagli. In più, grande delusione perché sul dizionario di Giusti si dice: “L’ultima scena del film si chiude sul sesso della strega esibito in primo piano, ben divaricato”. Giusti sì che è un maestro dell’eros perché solo a leggere mi ero galvanizzato e invece salta fuori che si tratta di una con delle orribili mutande blu. Vatti a fidare. Sconsigliato. Fidatevi.
L’opinione del sito http://www.horrormovie.it

(…) Per la serie “al brutto non c’è mai limite” eccoci di fronte a “Il sesso della strega”, titolo ad effetto per uno dei più scombinati e brutti thriller a tinte paranormali che la cinematografia italiana abbia prodotto negli anni ’70.
Il nostro cinema di genere tra gli anni ’60 e ’70 ha raggiunto vette altissime aggiungendo ottimi film su ottimi film. Registi del calibro di Mario Bava, Dario Argento, Lucio Fulci, Riccardo Freda e Antonio Margheriti, solo per fare i nomi dei più celebri, hanno donato all’immaginario collettivo cinematografico veri gioielli mai più eguagliati dalle produzioni nostrane. Ma c’era anche un sottobosco di registi che si barcamenavano tra l’horror, l’erotico e chissà cos’altro che rappresentavano il lato oscuro di questa armoniosa combriccola di “Grandi nomi”, artigiani con non troppo talento che coglievano al balzo il filone in voga del momento e davano vita a discutibili Il Sesso della Stregalungometraggi che oggi vengono venerati come autentici “scult”. Tra i tanti sicuramente Angelo (in arte Elo) Pannacciò è uno dei più rappresentativi, soprattutto per questo “Il sesso della strega”, un thriller di rara bruttezza che fonde insieme il gotico italiano, il giallo-thriller (in quel periodo al suo massimo grado di diffusione) e l’erotico.
Pannacciò, autore anche della sceneggiatura insieme a Franco Brocani, aveva uno spunto interessante e soprattutto originale su cui lavorare: la magia (mista alla scienza) utilizzata per il cambiamento di sesso di un individuo. Purtroppo questo spunto non viene affatto approfondito e l’intera sceneggiatura appare troppo sconclusionata, composta da pochi eventi che si inseriscono nella narrazione spesso senza un vero nesso logico. Inoltre lo stesso autore non sembra avere le idee troppo chiare su quale genere ripiegare, se sul thriller-horror o sull’erotico. Se infatti la struttura è quella tipica del thriller, con tanto di omicidi all’arma bianca e killer misterioso da smascherare, non viene mai enfatizzata la suspense e gli stessi omicidi sono coreografati in modo Il Sesso della Stregagoffo e sicuramente poco “spaventoso”. Invece il film abbonda di scene erotiche, focosi amplessi e frequenti nudi, spesso inseriti in modo molto gratuito, solo che, ahinoi, anche in questo caso Pannacciò fallisce e le sue scene non riescono a infondere un reale erotismo, dal momento che anche in questo caso abbiamo scenette impacciate, mal girate e spesso ridicole (praticamente ogni volta che entra in scena il maggiordomo erotomane).(…)
L’opinione di B.Legnani dal sito http://www.davinotti.com

Viene la tentazione, davanti a film indescrivibili come questo, di fare la lista delle cose involontariamente esilaranti. Mi limito all’ispettore, che indossa l’impermeabile “da ispettore” anche al momento della prima colazione, e all’ambulanza che, arrivando a sirene spiegate, viene a lungo impallata da un muretto. Il resto è in linea, compreso il pazzesco finale. Nomi britannici, ma targhe automobilistiche italianissime e ambientazione nell’Appennino Laziale. Il c.s.c. Irio Fantini ha vari primi piani: un po’ poco per salvare il film..

L’opinione di Ilgobbo dal sito http://www.davinotti.com

Scompiscevole guazzabuglio di Pannacciò con vago plot occultistico sulla scia di chissà quali turpitudini di famiglia nobile, mentre per lo più nipoti lubrichi si limitano a trombare tutti con tutti (nè è da meno la servitù, dove spicca un grande Franco Garofalo in versione Igor de’ noantri), su musiche da porno-soft di Patucchi. O’Brien, che al confronto nei western pare Henry Fonda, contende al Jeff Blynn di Giallo a Venezia la palma di poliziotto più ciula, spaventosissime le mises di Gianni Dei. Irredimibile

L’opinione di Homesick dal sito http://www.davinotti.com

Sul lato tecnico non c’è nulla da fare, viste la regia esangue e la totale incuria di ritmo, montaggio, continuità e locations spudoratamente nostrane spacciate per anglosassoni. Il film di Pannacciò si guadagna la fama di cult per un soggetto all’insegna di un cinema bizzarro oggi estinto: una classica trama giallo-gotica a sfondo ereditario che si contamina con l’occultismo e la fantascienza delle mutazioni genetiche, nonché con frequenti intermezzi sexploitation e musiche stranianti. Argentiano l’omicidio con la mazza. Gli attori? «Fantasmi grigi e smunti, persone di oggi e senza spessore».

L’opinione di Max92 dal sito http://www.davinotti.com

Chi si inerpica nella visione di questa pellicola da Olimpo del trash non nutre grandi aspettative. Ma Pannacciò è riuscito a superare se stesso, sciorinando allo spettatore un film di una bruttezza inusitata. Riprese amatoriali, interpreti allo sbaraglio più completo (Buster Keaton si starà rivoltando nella tomba nel vedere dove si era infognata la nipotina Camille) e scene di sesso di uno squallore indicibile (vedere la sfatta Dublin nuda, che comunque rimane recitativamente la migliore, è un’esperienza che lascia il segno). Titolo finissimo.

Il sesso della strega banner cineromanzo

 

Il sesso della strega cineromanzo 16

Il sesso della strega cineromanzo 15

Il sesso della strega cineromanzo 14

Il sesso della strega cineromanzo 13

Il sesso della strega cineromanzo 12

Il sesso della strega cineromanzo 11

Il sesso della strega cineromanzo 10

Il sesso della strega cineromanzo 9

Il sesso della strega cineromanzo 8

Il sesso della strega cineromanzo 7

Il sesso della strega cineromanzo 6

Il sesso della strega cineromanzo 5

Il sesso della strega cineromanzo 4

Il sesso della strega cineromanzo 3

Il sesso della strega cineromanzo 2

Il sesso della strega cineromanzo 1

Il sesso della strega locandina 2

Il sesso della strega lobby card 3

Il sesso della strega lobby card 2

Il sesso della strega lobby card 1

Volete essere sempre aggiornati sulle novità del sito?

Filmscoop è su Facebook: richiedetemi l’amicizia.

Il profilo è il seguente:

http://www.facebook.com/filmscoopwordpress.paultemplar

Mag 20, 2014 Posted by | Horror, Thriller | , , , | Lascia un commento

Femina ridens

Femina ridens locandina

Un uomo cresciuto con la convinzione che le donne siano simili alle mantidi religiose, abituate a divorare il maschio dopo l’accoppiamento; una donna che accetterà supinamente il ruolo di vittima sacrificale delle deviazioni di lui, e che si rivelerà essere ben altro. Questo lo schema, l’impianto di Femina ridens, un thriller anomalo targato Pietro Schivazappa, girato nel 1969 con due attori non particolarmente conosciuti, all’epoca: la bellissima Dagmar Lassander e un insolitamente biondo Philippe Leroy.

Femina ridens 11
Philippe Leroy

Femina ridens 15
Lorenza Guerrieri

Sayer, il dottore traumatizzato, ha sviluppato una sessualità contorta, che lo porta a cercare, nei rapporti sessuali, un ruolo contemplativo, in cui si presenta come aguzzino e torturatore sia fisico che psicologco; la sua morbosità lo porta a cercare un ruolo dominante, e per appagare i suoi istinti, non esita ad assoldare, una volta alla settimana, delle donne che accettino il ruolo supino delle vittime. Per caso ( ma scopriremo che il caso non c’entra nulla), un giorno appare una nuova vittima, Marie, segretaria del dottore. Su di lei la follia contorta dell’uomo trova la massima espressione: le torture psicologiche si sommano a quelle fisiche. La donna viene messa in una piscina e colpita con violenti getti d’acqua, costretta a simulare di avere un rapporto sessuale con un uomo/totem in gomma, sotto gli occhi del dottore e via dicendo.

Femina ridens 8
Dagmar Lassander

Femina ridens 1

Maria sembra accettare in qualche modo il suo ruolo, e questo porta il dottore a provare per lei un sentimento diverso dai precedenti; forse si sta innamorando di lei, e dopo aver spinto la donna fin quasi sull’orlo del suiìcidio, le confessa che nei giochi precedenti ha sempre portato il gioco stesso fino alle estreme consguenze, senza però uccidere mai la propria vittima. Per la prima volta il dottore è innamorato e sembra che Marie lo ricambi. Ma la realtà è diversa…..

Femina ridens 2

Femina ridens 3

Film più psicologico che d’effetto, Femina ridens è un curioso melange di vari generi; dal cinema psicologico al thriller, dall’erotico, peraltro assolutamente castigato, all’horror. Ma in realtà non appartiene a nessun genere ben definito, e si distingue per la morbosa aria di peccato, mai esplicitata nemmeno nei dialoghi, che pervade la pellicola. I due attori sono molto bravi neld elineare i due personaggi; da un lato c’è un Leroy quasi satanico agli inizi, dall’altro una Lassander ingenua al punto giusto

Femina ridens 4

Femina ridens 5

Il capovolgimento dei ruoli sorprenderà lo spettatore proprio per l’abilità dei due protagonisti nel mascherare, ognuno, le vere motivazioni di quello che vedremo avvenire nel film. Buone le atmosfere, tra il gotico e il dark al punto giusto, buona la musica, d’effetto.

Femina ridens 6

Femina ridens,un film di Piero Schivazappa. Con Philippe Leroy, Dagmar Lassander, Lorenza Guerrieri, Mirella Pamphili
Drammatico, durata 88 min. – Italia 1969.

Femina ridens banner gallery

Femina ridens 7

Femina ridens 9

Femina ridens 10

Femina ridens 12

Femina ridens 13

Femina ridens 14

Femina ridens banner protagonisti

Philippe Leroy: dottor Sayer
Dagmar Lassander: Mary
Lorenza Guerrieri: Gida
Varo Soleri: amministratore
Maria Cumani Quasimodo: segretaria
Mirella Pamphili: prostituta

Femina ridens banner cast

Regia Piero Schivazappa
Sceneggiatura Piero Schivazappa
Produttore Giuseppe Zaccariello
Casa di produzione Cemo Film
Fotografia Sante Achilli
Montaggio Carlo Reali
Effetti speciali Carlo Rambaldi
Musiche Stelvio Cipriani
Tema musicale Femina ridens di Giulia De Mutiis-Schivazappa-Cipriani, cantata da Olympia
Scenografia Francesco Cuppini
Costumi Enrico Sabbatini
Trucco Franco Freda

Femina ridens banner locandine

Femina ridens foto 2

Femina ridens foto 1

Femina ridens locandina sound

Femina ridens locandina 3

Femina ridens locandina 2

Femina ridens locandina 1

Femina ridens locandina sound 2

febbraio 21, 2009 Posted by | Thriller | , , , | 10 commenti