Filmscoop

Tutto il mio cinema

Il sesso della strega

Il sesso della strega locandina 1

Agghiacciante.
Non illudetevi, è un aggettivo che non serve a qualificare questo film come un film dell’orrore o come un thriller di caratura che tiene avvinti alla poltrona.
Siamo di fronte infatti ad uno dei film più scombinati, peggio realizzati e mal interpretati della storia del cinema italiano, un prodotto all’altezza di z movie ormai diventati leggenda come Incontri molto ravvicinati del quarto tipo,La bestia in calore o Un lupo mannaro contro la camorra, girato in tempi relativamente più recenti.
Il sesso della strega, distribuito all’estero con il titolo Sex of the witch, girato nel 1973 è opera dell’ineffabile Angelo Pannacciò, responsabile tra l’altro di aver diretto altre due brutture indescrivibili come Un urlo dalle tenebre (del quale ho già parlato) e Holocaust parte seconda: i ricordi, i deliri, la vendetta, altra bruttura inenarrabile.
Scoordinato,con una sceneggiatura scritta in pochi minuti e raffazzonata come poche, mal recitato e penalizzato ulteriormente da evidentissimi limiti di budget Il sesso della strega è la quintessenza di tutto quello che andrebbe evitato quando si dirige un film.

Il sesso della strega 3

Il sesso della strega 4
La storia è di una banalità imbarazzante e inizia attorno al capezzale di Sir Hilton, che sentendosi in prossimità della morte ha radunato i suoi discendenti, che in un lungo e tediosissimo monologo racconta spezzoni della sua vita e in ultimo confida di voler portare nella tomba il terribile segreto di famiglia.
L’uomo finalmente muore, con gran sollievo degli spettatori e subito dopo viene letto il testamento.
Tutti i beni di Hilton dovranno essere divisi tra i legittimi eredi fatta salva la parte destinata alla sorella Evelyn, che è la pecora nera della famiglia, in quanto odiava tutta la discendenza di Hilton.
Gli eredi credono di aver ereditato una fortuna ma in realtà hanno anche ereditato una vendetta;una mano misteriosa infatti semina la morte tra di loro.
Pannacciò, amante del gotico e delle storie a sfondo “magico” torna a rielaborare una sceneggiatura sullo stile del peraltro pessimo Un urlo dalle tenebre;lo fa nel modo peggiore, dimostrando che i maestri a cui si ispira, da Bava a Freda, non solo non gli hanno insegnato niente ma hanno avuto su di lui un influsso nefasto.
Non si contano infatti gli errori elementari nelle inquadrature, nella direzione del cast già di per se di un livello molto basso e sopratutto la mancanza assoluta della capacità di creare il colpo ad effetto, quel quid che innalzi almeno a tratti il livello del film.

Il sesso della strega 2

Il sesso della strega 1

Il sesso della strega 5
Per di più, Pannacciò abbonda con l’erotismo, creando un effetto domino che trascina ancor più verso il basso il tutto; non avendo il senso della misura,il regista inserisce scene di nudo o di erotismo nei momenti topici della pellicola, con conseguenze a tratti anche esilaranti.
Basti vedere una delle sequenze iniziali, quella in cui il maggiordomo e una servetta si dedicano ad un amplesso nella cappella della villa, con primo piano del maggiordomo a cui la servetta pratica (evidentemente) una fellatio e in cui lo stesso sembra più in preda a spasmi intestinali che al piacere provocato dall’atto.
E si potrebbe proseguire a lungo con l’elenco delle nefandezze proposte:si guardi l’entrata in scena surreale dell’ispettore, una sorta di tenente Colombo con tanto di impeccabile impermeabile e sorriso idiota stampato sul volto, roba da far invidia a Jeff Blinn in Giallo a Venezia.

Il sesso della strega 6

Il sesso della strega 7
Insomma, per farla breve,un campionario difficilmente ripetibile di bestialità e orrori cinematografici.
Il cast è quanto di peggio si possa assemblare e include il solito Gianni Dei,dall’espressione ancor più sperduta del solito,Jessica Dublin ormai over 50 e Camille Keaton, nipotina del grande Buster in un piccolo ruolo che fortunatamente le impedisce di partecipare allo scempio.
Se qualcuno dovesse butrire dei dubbi su quanto esposto su, consiglio la visione del film all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=2JJGKL1fkLY La versione è decisamente bruttina ma è quanto di meglio circoli in rete.
Il sesso della strega
Un film di Elio Pannacciò. Con Susanna Levi, Assunta Liemezza, Jessica Dullin, Sergio Ferrero, Ferruccio Viotti, Gianni Dei, Jessica Dublin, Lorenza Guerrieri, Marzia Damon, Camille Keaton Thriller/Horror, durata 91 min. – Italia 1973.

Il sesso della strega banner gallery

 

Il sesso della strega 8

Il sesso della strega 9

Il sesso della strega 10

Il sesso della strega 11

Il sesso della strega 12

Il sesso della strega 13

Il sesso della strega 14

Il sesso della strega 15

Il sesso della strega banner protagonisti

Susanna Levi … Susan
Jessica Dublin … Evelyn Hilton
Sergio Ferrero … L’uomo di Ingrid
Camille Keaton … Ann
Franco Garofalo … Tony
Donald O’Brien …L’ispettore
Gianni Dei … Simon Boskin
Augusto Nobile … Edward
Maurizio Tanfani … Nath
Marzia Damon … Gloria
Irio Fantini … Assistent Inspettore
Ferruccio Viotti … Notaio
Giovanni Petrucci Johnny
Annamaria Tornello … Ingrid

Il sesso della strega banner cast

Regia:Angelo Pannacciò
Sceneggiatura:Angelo Pannacciò
Musiche:Daniele Patucchi
Fotografia:Maurizio Centini,Girolamo La Rosa
Montaggio:Marcello Malvestito
Art Direction:Egidio Spugnini
Costume Design :Osanna Guardini

Il sesso della strega banner recensioni

L’opinione del sito http://www.exxagon.it

L’incipit l’ho trovato interessante: questo moribondo circondato dai parenti e ripreso con un grandangolo che deforma l’immagine e la sua voce che pontifica sulla vita, la morte e i “morti-viventi”, con le parole scritte dallo sceneggiatore Franco Brocani (quello di Necropolis, 1970, e si capiscono tante cose…). Anche il tema musicale di Patucchi non mi è parso malaccio. Quindi, sempre nel bel mezzo di quel diluvio di parole, una bara, e due che scopano vicino ad essa. Niente male. Poi il film inizia davvero e sono guai. Il Sesso della Strega è un film di Pannacciò (è non ci si può sbagliare perché ce lo stampa a tutto schermo in titoli da fumetto), lo stesso dietro ad ineffabili lavori quali Porno erotico western (1979) e Un urlo nelle tenebre (1975). L’idea sarebbe quella di mescolare giallo ad horror soprannaturale e spolverare tutto con diverse scene di sesso che non guastano mai, ma il risultato ottenuto da Pannacciò è sotto il livello della decenza soprattutto per la noia abissale che sprigiona da questo whodunnit pecoreccio con grandi primi piani sugli occhi abborracciati dei protagonisti. E’ la noia che proprio non si può perdonare perché con brutture, sciatterie e illogicità ci si potrebbe anche divertire ma con la noia no. Gianni Dei, al secolo Gianni Carpanelli, nei panni del segretario amante del defunto non ci fa una bella figura (non che altrove…) e così il Donald O’Brien nei panni di un ispettore decisamente incompetente. Curiosa la partecipazione di Camille Keaton che cinque anni dopo diventerà famosa (più o meno) come protagonista dello shock exploitation Non Violentate Jennifer. Il finale del film proprone una soluzione dell’enigma quantomeno assurda però si sà, il paranormale… Invece riguardo il sesso così così, anche perché Pannacciò non è un maestro dell’eros, ma non escludo che possano esserci stati dei tagli. In più, grande delusione perché sul dizionario di Giusti si dice: “L’ultima scena del film si chiude sul sesso della strega esibito in primo piano, ben divaricato”. Giusti sì che è un maestro dell’eros perché solo a leggere mi ero galvanizzato e invece salta fuori che si tratta di una con delle orribili mutande blu. Vatti a fidare. Sconsigliato. Fidatevi.
L’opinione del sito http://www.horrormovie.it

(…) Per la serie “al brutto non c’è mai limite” eccoci di fronte a “Il sesso della strega”, titolo ad effetto per uno dei più scombinati e brutti thriller a tinte paranormali che la cinematografia italiana abbia prodotto negli anni ’70.
Il nostro cinema di genere tra gli anni ’60 e ’70 ha raggiunto vette altissime aggiungendo ottimi film su ottimi film. Registi del calibro di Mario Bava, Dario Argento, Lucio Fulci, Riccardo Freda e Antonio Margheriti, solo per fare i nomi dei più celebri, hanno donato all’immaginario collettivo cinematografico veri gioielli mai più eguagliati dalle produzioni nostrane. Ma c’era anche un sottobosco di registi che si barcamenavano tra l’horror, l’erotico e chissà cos’altro che rappresentavano il lato oscuro di questa armoniosa combriccola di “Grandi nomi”, artigiani con non troppo talento che coglievano al balzo il filone in voga del momento e davano vita a discutibili Il Sesso della Stregalungometraggi che oggi vengono venerati come autentici “scult”. Tra i tanti sicuramente Angelo (in arte Elo) Pannacciò è uno dei più rappresentativi, soprattutto per questo “Il sesso della strega”, un thriller di rara bruttezza che fonde insieme il gotico italiano, il giallo-thriller (in quel periodo al suo massimo grado di diffusione) e l’erotico.
Pannacciò, autore anche della sceneggiatura insieme a Franco Brocani, aveva uno spunto interessante e soprattutto originale su cui lavorare: la magia (mista alla scienza) utilizzata per il cambiamento di sesso di un individuo. Purtroppo questo spunto non viene affatto approfondito e l’intera sceneggiatura appare troppo sconclusionata, composta da pochi eventi che si inseriscono nella narrazione spesso senza un vero nesso logico. Inoltre lo stesso autore non sembra avere le idee troppo chiare su quale genere ripiegare, se sul thriller-horror o sull’erotico. Se infatti la struttura è quella tipica del thriller, con tanto di omicidi all’arma bianca e killer misterioso da smascherare, non viene mai enfatizzata la suspense e gli stessi omicidi sono coreografati in modo Il Sesso della Stregagoffo e sicuramente poco “spaventoso”. Invece il film abbonda di scene erotiche, focosi amplessi e frequenti nudi, spesso inseriti in modo molto gratuito, solo che, ahinoi, anche in questo caso Pannacciò fallisce e le sue scene non riescono a infondere un reale erotismo, dal momento che anche in questo caso abbiamo scenette impacciate, mal girate e spesso ridicole (praticamente ogni volta che entra in scena il maggiordomo erotomane).(…)
L’opinione di B.Legnani dal sito http://www.davinotti.com

Viene la tentazione, davanti a film indescrivibili come questo, di fare la lista delle cose involontariamente esilaranti. Mi limito all’ispettore, che indossa l’impermeabile “da ispettore” anche al momento della prima colazione, e all’ambulanza che, arrivando a sirene spiegate, viene a lungo impallata da un muretto. Il resto è in linea, compreso il pazzesco finale. Nomi britannici, ma targhe automobilistiche italianissime e ambientazione nell’Appennino Laziale. Il c.s.c. Irio Fantini ha vari primi piani: un po’ poco per salvare il film..

L’opinione di Ilgobbo dal sito http://www.davinotti.com

Scompiscevole guazzabuglio di Pannacciò con vago plot occultistico sulla scia di chissà quali turpitudini di famiglia nobile, mentre per lo più nipoti lubrichi si limitano a trombare tutti con tutti (nè è da meno la servitù, dove spicca un grande Franco Garofalo in versione Igor de’ noantri), su musiche da porno-soft di Patucchi. O’Brien, che al confronto nei western pare Henry Fonda, contende al Jeff Blynn di Giallo a Venezia la palma di poliziotto più ciula, spaventosissime le mises di Gianni Dei. Irredimibile

L’opinione di Homesick dal sito http://www.davinotti.com

Sul lato tecnico non c’è nulla da fare, viste la regia esangue e la totale incuria di ritmo, montaggio, continuità e locations spudoratamente nostrane spacciate per anglosassoni. Il film di Pannacciò si guadagna la fama di cult per un soggetto all’insegna di un cinema bizzarro oggi estinto: una classica trama giallo-gotica a sfondo ereditario che si contamina con l’occultismo e la fantascienza delle mutazioni genetiche, nonché con frequenti intermezzi sexploitation e musiche stranianti. Argentiano l’omicidio con la mazza. Gli attori? «Fantasmi grigi e smunti, persone di oggi e senza spessore».

L’opinione di Max92 dal sito http://www.davinotti.com

Chi si inerpica nella visione di questa pellicola da Olimpo del trash non nutre grandi aspettative. Ma Pannacciò è riuscito a superare se stesso, sciorinando allo spettatore un film di una bruttezza inusitata. Riprese amatoriali, interpreti allo sbaraglio più completo (Buster Keaton si starà rivoltando nella tomba nel vedere dove si era infognata la nipotina Camille) e scene di sesso di uno squallore indicibile (vedere la sfatta Dublin nuda, che comunque rimane recitativamente la migliore, è un’esperienza che lascia il segno). Titolo finissimo.

Il sesso della strega banner cineromanzo

 

Il sesso della strega cineromanzo 16

Il sesso della strega cineromanzo 15

Il sesso della strega cineromanzo 14

Il sesso della strega cineromanzo 13

Il sesso della strega cineromanzo 12

Il sesso della strega cineromanzo 11

Il sesso della strega cineromanzo 10

Il sesso della strega cineromanzo 9

Il sesso della strega cineromanzo 8

Il sesso della strega cineromanzo 7

Il sesso della strega cineromanzo 6

Il sesso della strega cineromanzo 5

Il sesso della strega cineromanzo 4

Il sesso della strega cineromanzo 3

Il sesso della strega cineromanzo 2

Il sesso della strega cineromanzo 1

Il sesso della strega locandina 2

Il sesso della strega lobby card 3

Il sesso della strega lobby card 2

Il sesso della strega lobby card 1

Volete essere sempre aggiornati sulle novità del sito?

Filmscoop è su Facebook: richiedetemi l’amicizia.

Il profilo è il seguente:

http://www.facebook.com/filmscoopwordpress.paultemplar

maggio 20, 2014 Posted by | Horror, Thriller | , , , | Lascia un commento

Sollazzevoli storie di mogli gaudenti e mariti penitenti

Sollazzevoli storie locandina 2

Tre storie boccaccesche introdotte da un corteo di frati che si recano in un convento femminile dove vengono accolti da un gruppo di novizie smaniose di incontri “particolari”

Sollazzevoli storie 11
La prima delle tre storie,intitolata Le cognate, racconta della relazione tra lo scultore Raffaello e Madonna Lucrezia, il cui marito parte per un viaggio di lavoro;la donna ovviamente fa entrare in casa sua l’amante e si congiunge con lui, non sapendo che il marito sta rientrando improvvisamente.
Nascosto l’uomo sotto il letto,la donna distrae il marito, ma nel frattempo ecco arrivare sua cognata che improvvidamente va in camera da letto ed inizia a spogliarsi.Scoperto l’amante di Madonna Lucrezia sotto il letto, si congiunge bramosa con lui; intanto il marito della donna riparte e le due donne decidono di dividersi Raffaello.Il quale, però, dopo un pò non regge al super lavoro con il risultato che le due donne dopo averlo fatto rivestire, lo scaraventano fuori dalla porta di casa.

Sollazzevoli storie 12
Il secondo episodio, intitolato Fra Giovanni, narra la vicenda di un frate, Giovanni, che ascolta in confessione i turbamenti di Madonna Tonia;Fra Giovanni si incapriccia della donna e tenta di sedurla.La donna accetta in cambio di una somma di denaro, che il frate recupera derubando la propria chiesa delle offerte dei fedeli.Così ottiene i favori della donna che però gli ha teso una trappola:subito dopo l’amplesso, infatti, compare sulla porta di casa il marito, seguito da un brutto ceffo.L’uomo applica al frate un curioso meccanismo sui genitali, lasciandolo prigioniero legato ad un tavolo sul quale c’è un coltello.L’unica alternativa per liberarsi per il frate, nudo come un verme, è auto castrarsi, cosa che fra Giovanni farà.

Sollazzevoli storie 13
Nel terzo episodio,Lavinia e Lucia, il protagonista è un giovane che si incapriccia di Madonna Lucia, sposata ad un uomo talmente avaro da trascurare la moglie Lucia nel talamo nuziale per non sciuparle la pelle.
Il giovane così si traveste da donna ed entra al servizio della famiglia.
Quando l’avaro parte per un viaggio, il giovane si mostra a Lucia per quello che è, un uomo,con la conseguenza che lui e Lucia diventano amanti.
Al ritorno, l’avaro scopre che la moglie non vuol più fare sesso con lui; così tenta di concedersi una scappatella insidiando la cameriera.

Sollazzevoli storie 15

Sollazzevoli storie 14

Sollazzevoli storie 10
Scopre quindi la verità ma il giovane si salva dicendogli che il sesso maschile è comparso all’improvviso in seguito allo spavento riportato.
Benchè dubbioso, l’uomo consulta un medico che gli racconta una verità stravagante:Lavinia è un ermafrodito e qualsiasi donna che abbia rapporti con lui metterà al mondo un figlio maschio…
Sollazzevoli storie di mogli gaudenti e mariti penitenti (distribuito anche con il sotto titolo Decameron nº 69) è un tradizionale decamerotico che segna l’esordio alla regia di Aristide Massaccesi, che però sceglie di far firmare al suo collaboratore Romano Gastaldi la regia del film,ritenendo il film immeritevole di un impegno in prima persona come regista.
Pur non essendo certo un prodotto di cui andare fieri,Sollazzevoli storie non è da gettare in toto; realizzato con pochissimi spiccioli, sia come ambientazioni sia per la scelta del cast fatto di onesti comprimari, il film ha dalla sua qualche buona trovata ed un’eccellente fotografia.

Sollazzevoli storie 8
Tre storie prevedibili corredate da una sfilza di nudi femminili esposti però con un certo decoro costituiscono l’ossatura di un film che è senza infamia e senza lode.
Poco più che un esercizio di stile per il regista romano, che firma la sceneggiatura e che si cimenta anche come direttore della fotografia.
Null’altro da segnalare, visto che al cast non è richiesto praticamente nessun impegno;si segnala comunque la presenza di Marzia Damon, non fosse altro che per l’avvenenza fisica.
Curiosamente il film è stato uno dei primi del genere decamerotico ad essere digitalizzato; una sua versione di ottima fattura è presente su you tube all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=ySQGcX_t4OI

Sollazzevoli storie 9
Sollazzevoli storie di mogli gaudenti e di mariti penitenti
Un film di Romano Gastaldi – (Aristide Massaccesi non accreditato). Con Marzia Damon, Attilio Dottesio, Monica Audras, Stefano Oppedisano.Commedia erotica durata 92 min. – Italia 1972.

Sollazzevoli storie banner gallery

sollazzevoli-storie-di-mogli-gaudenti-e-mariti-penitenti

Sollazzevoli storie 7

Sollazzevoli storie 6

Sollazzevoli storie 5

Sollazzevoli storie 4

Sollazzevoli storie 3

Sollazzevoli storie 2

Sollazzevoli storie 1

 

Sollazzevoli storie banner personaggi

Monica Audras: Madonna Lucrezia
Marzia Damon: Madonna Lavinia
Francesca R. Davila: Tonia
Attilio Dottesio: Raffaello
Ari Hanow: Fra’ Giovanni

Sollazzevoli storie banner cast

Regia Romano Gastaldi, Joe D’Amato (non accreditato)
Soggetto Aristide Massaccesi
Sceneggiatura Aristide Massaccesi
Casa di produzione Transglobe Italia
Fotografia Aristide Massaccesi
Montaggio Gianfranco Simoncelli, Piera Bruni
Musiche Franco Salina
Costumi Osanna Guardini

sollazzevoli-storie-di-mogli-gaudenti-e-mariti-penitenti

settembre 16, 2013 Posted by | Erotico | | Lascia un commento

La mano che nutre la morte

La mano che nutre la morte locandina

In una tradizionale villa con annessa tradizionale cripta si aggira la figura velata di Tania Nijinski: la donna è rimasta sfigurata in un incidente nel laboratorio della villa di proprietà di suo padre Ivan Rassimov. Suo marito, il professor Nijinski, continua l’opera intrapresa dal suocero con l’intento doppio di portare a termini gli studi di Rassimov e contemporaneamente trovare una cura che rigeneri i tessuti dell’epidermide ottenendo così una soluzione alla devastazione del volto di Tania.

La mano che nutre la morte 8

All’interno del maniero alloggia da qualche tempo la giovane Katiuscia che ufficialmente risiede nella casa per svolgere ricerche per un libro, ma che in realtà cerca prove della scomparsa di sua sorella aiutata in questo da Fjodor, che inutilmente ha tentato di convincere il riottoso responsabile della legge nel vicino villaggio a interessarsi al caso. Il poliziotto in realtà non ha alcun interesse a inimicarsi nè Nijinski ne sua moglie Tania, per cui le ricerche avvengono molto blandamente.

La mano che nutre la morte 7

Ma cosa succede realmente nella villa? Nijinski per trovare una cura utilizza corpi di donne, quindi effettivamente il dottore è responsabile della scomparsa della sorella di Katiuscia: i suoi tentativi ottengono finalmente il successo sperato ma accadono altre cose…

La mano che nutre la morte 2

Una coppia di giovani, Masha e Alex, di passaggio in zona ha un incidente di carrozza e trova rifugio presso il castello. Per Nijinski è l’occasione tanto attesa: uccide Masha e ne preleva il tessuto epidermico innestandolo sul volto della moglie, ma non vivrà abbastanza per godersi il trionfo perchè….

La mano che nutre la morte, per la regia di Sergio Garrone esce nelle sale italiane nel 1974; siamo di fronte ad un film realizzato in strettissima economia con metà del budget utilizzato per il cachet di Klaus Kinski, eppure sorprendentemente interessante. Merito della buona mano del regista che riesce a manipolare una sceneggiatura equilibrata anche se non originale utilizzando il poco che ha a portata di mano, senza utilizzare effetti splatter (le scene nel laboratorio sono davvero realizzate con poco) e senza usare a sproposito l’elemento erotico.

La mano che nutre la morte 5

Pure alla fine il prodotto risultante è gradevole, grazie all’abilità del regista che fino ad allora aveva diretto principalmente western all’italiana come Django il bastardo e Bastardo, vamos a matar; il buon risultato del film lo spingerà poco più tardi a dirigere un film sulla falsariga di questo, intitolato Le amanti del mostro.

La mano che nutre la morte 1

Nel cast troviamo un Klaus Kinski sorprendentemente misurato, che recita quasi con il freno a mano tirato mentre sicuramente affascinante è Katia Christine,l’attrice olandese comparsa in diversi ruoli di supporto in film di inizi anni 70 come La vittima designata o La prima notte del Dottor Danieli, industriale col complesso del… giocattolo. Di Marzia Damon si apprezza principalmente qualche apparizione senza veli.

La mano che nutre la morte 4

Curioso il nome del professore padre di Tania: Ivan Rassimov infatti è uno degli attori più eclettici del cinema di genere anni 60-70. Può valere la pena cercare una versione accettabile in dvx di questo film oppure aspettare con molta pazienza che capiti su qualche tv privata; se cercate in rete vedrete che è possibile trovarlo in streaming.

La mano che nutre la morte 3

La mano che nutre la morte 6

La mano che nutre la morte,un film di Sergio Garrone. Con Klaus Kinski, Katia Christine, Marzia Damon, Carmen Silva, Stella Calderoni, Romano De Gironcoli, Alessandro Perrella, Carla Mancini, Luigi Bevilacqua, Bruno Arié, Osiride Peverello, Amedeo Timpani, Pasquale Toscano Fantascienza, durata 85 min. – Italia, Turchia 1974.

La mano che nutre la morte banner gallery

La mano che nutre la morte 15

La mano che nutre la morte 14

La mano che nutre la morte 13

La mano che nutre la morte 11

La mano che nutre la morte 12

La mano che nutre la morte 10

La mano che nutre la morte 9

La mano che nutre la morte banner personaggi

Klaus Kinski     …     Prof. Nijinski

Katia Christine          …     Masha / Tanja Nijinski

Marzia Damon          …     Katja Olenov

Stella Calderoni          …     Sonia

Alessandro Perrella     …     Feodor

Ayhan Isik     …     Alex

La mano che nutre la morte banner cast

Regia: Sergio Garrone

Sceneggiatura: Sergio Garrone

Produzione: Amedeo Mellone, Claudio Sinibaldi

Musiche:  Stefano Liberati, Elio Maestosi

Editing: Cesare Bianchini

Costumi: Amedeo Mellone

Le recensioni appartengono al sito http://www.davinotti.com

TUTTI I DIRITTI RISERVATI

Tardo gotico che assembla: un mad-doctor (il convincente Kinski) in vena di esperimenti sulla pelle di giovani vittime, al fine di recuperare la bellezza perduta della donna amata; la solita coppietta con carrozza accidentata, costretta a trovar riparo nella casa del folle; una scrittrice che rimèmbra lo scopritore del trapianto, tale dott. Marshall (Rassimov); tanta faciloneria, nello stile d’un Garrone che è però già eccessivo (come dimostrerà nei Nazi e nei W.I.P.) e non lèsina Sex&Violence, ingredienti abbondantemente sparsi lungo i 90 minuti della pellicola. Discreta la colonna sonora.

La cosa più grandiosa di questo film e del suo gemello Le amanti del mostro è il coraggio di Garrone nel negare che i due film siano gemelli: cast, staff tecnico e canovaccio (il mad doctor) identici, e scene che si ritrovano nell’uno e nell’altro… Vecchiotto come concezione già al periodo, poverissimo, desolante nei generici (turchi), imbarazzante nel cast (tranne, s’intende, il grande Klaus), in breve un disastro. Avvistabile la musa del Legnani?

Miserrima coproduzione italo-turca, girata con sciatteria desolante, eguagliata solo da certi gotici spagnoli tipo Il mostro dell’obitorio. Kinski, ennesimo mad doctor, è vano e svogliato, la Christine inespressiva, i due comprimari turchi (Isik e Tas) pessimi. Un minimo accenno di recitazione proviene solo dalla graziosa Caterina Chiani aka Marzia Damon, protagonista pure di una focosa sequenza lesbo: unico sussulto di tutto il film.

Gotico italiano di scarso valore incentrato su una serie di situazioni trite e ritrite tra cui l’assunto principale della storia che si fonda sul solito scienzato pazzo che fa esperimenti ai danni di belle e sprovvedute fanciulle. Tutto già visto ed il peggio è la grossolanità dell’insieme (fatta eccezione per gli effetti truculenti che sono più curati della media). Per il resto la noia fa capolino in più di un momento. Tuttavia è leggermente, ma di poco, al di sopra dell’indecenza.

Forse questa suonerà ai più come un’eresia, ma io non l’ho trovato così male, questo film. Oltre alla presenza di Kinski vi sono da segnalare nel cast la regale Katia Christine (doppiata superbamente da Vittoria Febbi), i particolari splatter (molto audaci per l’epoca) dell’operazione chirurgica, le musiche. Poco sesso tranne una spinta scena lesbica, ottimo il doppiaggio eseguito dalla c.d.c. (e questo non è poco). Io mi sento di consigliarlo.

Poverissimo gotico di serie C, i cui unici elementi positivi risiedono nella buona interpretazione di Kinski, nella quasi accettabile colonna sonora e in alcune rare inquadrature riuscite (Kinski con la bambola). Tecnicamente modestissimo, con discontinuità varie nel montaggio e nella fotografia, squallido nelle location (una sequenza è ambientata in villaggio western) e diretto in maniera più che svogliata. Gore abbondante ma casareccio, nonostante la firma di Rambaldi. Cultissime le zoomate sulla tomba di Ivan Rassimov (!). Mediocrissimo.

Non malaccio questo orrore, buona la prova di Kinski mentre il resto del cast è perlomeno discutibile. Negli anni 70 furono prodotte diverse schifezze, mentre questo, pur mostrando degli enormi limiti, riesce comunque a farsi apprezzare. Trama banale e già vista, ma film che se la cava.

E riecco il grande Klaus nei panni del mad doctor che si lancia in folli esperimenti sul corpo umano. Horror gotico poverissimo, ha comunque dei notevoli picchi nelle scene splatter e il cast femminile (su cui svetta una fantastica Katia Christine) è di quelli che da solo può giustificare una visione. Non male, dopo tutto, anche se la scena lesbo era francamente gratuita ed evitabile. Buone le musiche. Insomma si può vedere.

La mano che nutre la morte locandina 1

La mano che nutre la morte locandina 2

La mano che nutre la morte locandina sound

giugno 23, 2011 Posted by | Horror | , , , | 1 commento