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Zora Kerova

Zora Kerova 1

Zora Ulla Keslerová, conosciuta in Italia con il nome d’arte Zora Kerova, ha avuto da noi una discreta fama negli anni a cavallo tra il 1978 e il 1982, arco di tempo in cui ha girato la gran parte dei 25 film che ha interpretato.
Tra il 1978 che è l’anno d’esordio sullo schermo con Le evase – Storie di sesso e di violenze e il citato 1982 l’attrice ceca, nata a Praga nell’agosto del 1950 ha interpretato 13 film, quasi tutti appartenenti ai B movies, mentre nei 14 anni successivi ha interpretato altri 12 film intervallati da lunghe pause.
Ballerina e modella oltre che cantante, la Kerova ha esordito nel cinema molto tardi, all’età di 28 anni e nel periodo peggiore per la cinematografia italiana.

Zora Kerova La vera storia della monaca di Monaca
Zora Kerova protagonista di La vera storia della monaca di Monza

Il finire del decennio settanta infatti corrisponde al periodo di massima crisi del cinema italiano e Zora compare in produzioni di medio e basso livello, senza l’acuto che caratterizza l’attrice di razza.
Carina, fisico armonico anche se lontano dai canonici corpi da vamp, la Kerova si è fatta notare già dal suo film d’esordio, Le evase – Storie di sesso e di violenze film diretto da Giovanni Brusadori nel quale recita con il nome di Zora Keer.

Zora Kerova La ragazza del vagone letto 1
La Kerova nel film La ragazza del vagone letto

Il film narra la storia di Monica Hadler, una terrorista, che fugge dal carcere in cui è rinchiusa grazie all’aiuto del fratello Pierre con la compagnia di tre detenute, tutte psicopatiche e condannate a lunghe pene.
Nella fuga, le donne salgono su un pulman che trasporta alcune atlete che devono gareggiare in incontri di tennis; grazie alla segnalazione di una di loro, Terry, si recano ad una villa in cui abita in solitudine un giudice.

Zora Kerova Luna di sangue
La ultime apparizioni della Kerova: Luna di sangue

Zora Kerova La radice del male
… e La radice del male

La Kerova interpreta Anna, una delle sfortunate passeggere del pullman; l’attrice compare nuda in una sequenza del film, una costante che si ripeterà molte altre volte nel corso della sua carriera.
I film di fine anni settanta puntano molto sulla presenza di attrici pronte a spogliarsi, spesso più per compiacere un certo tipo di pubblico che per reali necessità artistiche.
Dopo una breve parentesi con un film cecoslovacco, Zora lavora nel film La febbre americana di Claudio Giorgi, passato assolutamente inosservato; tuttavia le capita una buona opportunità quando entra nel cast del film
La ragazza del vagone letto, diretto nel 1979 da Ferdinando Baldi.

Zora Kerova Quando Alice ruppe lo specchio
Quando Alice ruppe lo specchio

Zora Kerova Mollo tutto
Mollo tutto

Interpreta Anna, una donna che finirà violentata da banditi che si sono di fatto impossessati del vagone letto sul quale la donna viaggia con il marito.
Lei interpreta una delle scene più scabrose del film, quella in cui viene sodomizzata nei bagni dello scompartimento.
Il passo successivo è lavorare in Ragazze in affitto s.p.a. (Les filles de Madame Claude), opera di Régine Deforges coadiuvata da Mauro Ivaldi, che non compare nemmeno nei credit; la pellicola infatti è un pasticciaccio erotico nel quale sia lei che la giovane Carmen Russo appaiono spesso nude senza giustificazione se non quella di compiacere un pubblico assolutamente voyeur.

Zora Kerova Ragazze in affitto spa
Zora Kerova in Ragazze in affitto Spa (Le ragazze di madame Claude)

Ormai la Kerova ha fama di essere attrice da B movies e da film sexy ed infatti Bruno Mattei la sceglie come protagonista di La vera storia della monaca di Monza, nel quale ricopre il ruolo di Virginia de Leyva.
Ovviamente è una versione cinematografica che punta più sull’aspetto erotico della vicenda che sull’aderenza storica.
Il film riscuote comunque un discreto successo tanto da permetterle di entrare nel cast di Antropophagus (Antropofago) di Aristide Massaccesi alias Joe D’Amato, uno dei cannibal movie più violenti e sanguinari.
Lai è Carol, sorella del protagonista, una specie di sensitiva che sente presenze malefiche e che vede la propria morte mentre legge le carte.
Ancora una volta è un ruolo da B movies, anche se va detto che il film di D’Amato ottiene recensioni non disprezzabili.
E’ il primo dei cannibal movie che interpreta.
Infatti l’anno successivo Lenzi la chiama sul set di Cannibal ferox, nel quale la Kerova diventa famosa per la celebre scena in cui viene martirizzata dai cannibali appesa per i seni a dei ganci da macellaio.
Una delle scene più famose dell’intero genere, del quale il film di Lenzi è uno dei pochi esempi di cinema di discreta fattura.
Nel 1982 recita in Lo squartatore di New York, opera tarda del maestro Fulci, con poche luci e tante ombre; Zora interpreta una piccola parte, quella di una attricetta di un sexy show che finisce ammazzata.
I nuovi barbari di Castellari è l’opera successiva.
Siamo nel 1983, il film di Castellari è un’anomalia assoluta, un film che sembra ripercorrere il celebre Mad Max con Mel Gibson; la Kerova è interprete di una piccola parte e di lei non resta traccia nella memoria dello spettatore.
Infatti dal 1983 al 1988 dell’attrice non c’è alcuna traccia, almeno in Italia.
Lei lavora in tre produzioni nei paesi dell’est, all’epoca ancora paesi comunisti: si tratta di tre film mai arrivati in Italia, Vítr v kapse (1983) Andel s dáblem v tele (1984) e Perinbaba (1985)

Zora Kerova Cannibal ferox 1
Cannibal ferox

Quando torna in Italia ormai i tempi sono profondamente cambiati.
La crisi del cinema è devastante, finisce per accettare una piccola parte in Quando Alice ruppe lo specchio film diretto da un Fulci ormai malinconicamente sul viale del tramonto.
Lai interpreta Virginia, una delle tante vittime del Landru moderno Lester Person.
Il film è bruttissimo, e non le va meglio con Il fantasma di Sodoma ancora sotto la regia di un Fulci che dirigeva i suoi ultimi film per motivi meramente economici.
In questa pellicola assolutamente da dimenticare, lei finisce per non essere nemmeno citata fra i credit, il che tutto sommato fu anche una fortuna.

Zora Kerova The New York ripper 1
Il breve ruolo della spogliarellista interpretato in Lo squartatore di New York

L’ultimo film in cui riveste un ruolo di qualche rilievo è Luna di sangue, un mediocre thriller diretto da Enzo Milioni e passato (anche questo) assolutamente inosservato.
La parabola discendente della carriera di Zora è già iniziata; l’attrice torna in patria dove gira tre pellicole che da noi non vengono distribuite, prima di tornare nel film Mollo tutto, diretto da José María Sánchez e interpretato da Renato Pozzetto, ormai anche lui in una fase involutiva della carriera.
Dopo una piccola parte in Altrove di Enzo Balestrieri (1995), l’attrice compare nel mediocre Papà dice messa diretto e interpretato da Renato Pozzetto.
E’ il 1996 e da quel momento della Kerova si perdono completamente le tracce.

Zora Kerova Il fantasma di Sodoma
Una breve comparsata della Kerova nel pessimo Il fantasma di Sodoma

Ricomparirà a sorpresa nel 2006 con il thriller La radice del male, nel quale ha la parte della protagonista.
Da allora null’altro.
Un’attrice arrivata troppo tardi al cinema che conta, Zora Kerova; imprigionata in ruoli poco gratificanti, anche per la concomitante grande crisi del cinema.
Un’attrice che oggi è ricordata più che altro dai nostalgici dell’effimera stagione dei cannibal movie, dagli amanti di Lenzi e di Massaccessi, di quei film cioè a metà strada tra il B movies e il cinema di cassetta.

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Zora Kerova Papa dice messa

Papà dice messa

Zora Kerova The New York ripper 2

Lo squartatore di New York

Zora Kerova Antropophagus 1

Zora Kerova Antropophagus 2

Due fotogrammi dal film Antropofago

Zora Kerova Cannibal ferox 2

Cannibal ferox

Zora Kerova La ragazza del vagone letto 2

La ragazza del vagone letto

Zora Kerova La vera storia della monaca di Monaca 2

La vera storia della monaca di Monza

Zora Kerova Le evase

Le evase

Zora Kerova Ragazze in affitto spa 2

Ragazze in affitto Spa

Zora Kerova La casa dalle finestre che ridono

La casa dalle finestre che ridono

Zora Kerova banner filmografia

2006 La radice del male
1996 Papà dice messa
1995 Altrove (come Ulla Zora Keslerova)
1995 Mollo tutto
1990 Andel svádí dábla
1990 Hansel e Gretel
1989 Fesák Hubert
1989 Luna di sangue (come Ulla Z. Kesslerova)
1988 Il fantasma di Sodoma (non accreditata)
1988 Quando Alice ruppe lo specchio (come Zora Ulla Kesler)
1985 Perinbaba
1984 Andel s dáblem v tele
1983 Vítr v kapse (come Zora-Ulla Kesslerová)
1983 I nuovi barbari
1982 Sny o Zambezi
1982 Lo squartatore di New York (come Zora Kerowa)
1981 Cannibal ferox
1981 Retez
1980 Antropofago
1980 La vera storia della monaca di Monza
1980 Ragazze in affitto s.p.a.
1979 La ragazza del vagone letto
1979 La febbre americana
1979 Krehké vztahy (come Zora Ulla Kesslerová)
1978 Le evase – Storie di sesso e di violenze (come Zora Keer)

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Zora Kerova 3

marzo 14, 2011 Posted by | Biografie | | Lascia un commento

La ragazza del vagone letto

La ragazza del vagone letto locandina

Un treno corre sui binari; all’interno degli scompartimenti c’è il solito campione di varia umanità.
C’è Giulia, una bella e affascinante prostituta, che per agganciare i clienti si serve dell’aiuto dell’amico capotreno, c’è Anna con suo marito, con il quale vive un momento di profonda crisi,.
Ancora, ci sono la signora Mary, affetta da una grave malattia accudita amorevolmente dal marito,la famiglia Sino composta da marito moglie e dalla giovane figlia di costoro ovvero la bella Elena, alla quale il padre è legato in maniera ossessiva.
In ultimo ci sono due uomini completamente diversi fra loro, sia come carattere sia come ruolo: Pierre è un detenuto, ammanettato e scortato da un poliziotto ligio al suo dovere.

La ragazza del vagone letto 1
Silvia Dionisio

A questo gruppo di persone si aggiungono tre teppisti, David , Elio e Nico che ben presto mostrano di non aver alcuna intenzione di far viaggiare tranquillamente gli occupanti del treno.
Iniziano a molestare a turno tutti gli occupanti del treno e alla fine riescono anche ad appropriarsi della pistola del poliziotto che scorta Pierre e da quel momento gli occupanti degli scompartimenti precipitano in un incubo.

La ragazza del vagone letto 2

La ragazza del vagone letto 3

La prima a pagare le conseguenze dell’incauto gesto del poliziotto, che si è fatto derubare dell’arma di ordinanza è Giulia, che viene costretta a prostituirsi gratuitamente con i viaggiatori, mentre Anna viene portata in una toilette e violentata dai teppisti.
La signora anziana, già gravemente malata, muore per un arresto cardiaco mentre anche la giovane Elena è costretta a subire le attenzioni del gruppo.
La situazione precipita, ma a risolvere il tutto ci penserà proprio l’unico vero prigioniero del treno, il detenuto Pierre che coraggiosamente affronterà i tre.
Riuscirà a vincere la partita e probabilmente anche a trovare l’amore nella riconoscente Giulia.

La ragazza del vagone letto 4
Pallido e sciatto clone di L’ultimo treno della notte, La ragazza del vagone letto esce nel 1979 e mescola con furbizia alcuni stilemi del genere Thriller/giallo con l’erotismo più smaccato.
Il prodotto che ne consegue è un film barboso e poco credibile, oltre che mal recitato e dall’esito finale scontatissimo.
I tre teppisti in puro stile Arancia meccanica terrorizzano gli sventurati passeggeri, ma sembrano più in preda a frenesie sessuali che a raptus di violenza.

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Così tra una sodomizzazione e uno stupro, tra dialoghi ferocemente stupidi e imbarazzanti colloqui tra i protagonisti, il film scivola nella noia più assoluta verso l’happy end con i colpevoli puniti con la morte e i vari protagonisti che possono ritornare alla vita di tutti i giorni.
La banalità viene assunta quindi a emblema finale di un film davvero brutto e incolore, che il regista Ferdinando Baldi, autore di una sfilza di film poco interessanti non riesce in alcun modo a vivacizzare nè rendere interessante alcun passo del film stesso.

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Davvero poca cosa anche il cast, in cui l’unica a recitare su un livello appena sotto la sufficienza è Silvia Dionisio; tutti gli altri protagonisti o vanno oltre le righe o sono autori di una prova opaca e senza mordente.
Tra di essi c’è Zora Kerova, inespressiva e da ricordare solo per i numerosi nudi esposti, oltre a Venantino Venantini autore di una prova piatta come poche.

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Un film da scansare assolutamente, anche perchè privo di qualsiasi interesse che non siano le generose nudità delle protagoniste.
E’ davvero difficile ambientare un film su un treno, location claustrofobica come poche; per poter dare un senso di oppressione occorre però avere ritmo, senso del colpo di scena, attori all’altezza.
Poichè a La ragazza del vagone letto manca in assoluto tutto ciò….

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La ragazza del vagone letto, un film di Ferdinando Baldi. Con Venantino Venantini, Carlo De Mejo, Silvia Dionisio, Werner Pochat, Zora Kerova, Andrea Scotti, Giancarlo Maestri, Antonio Maimone, Gino Milli
Drammatico, durata 93 min. – Italia 1979.

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La ragazza del vagone letto banner personaggi

Silvia Dionisio – Giulia
Werner Pochath – David
Zora Kerova – Anna
Gianluigi Chirizzi -Peter
Carlo De Mejo – Ernie
Giancarlo Maestri – Il poliziotto
Fausto Lombardi     Fausto Lombardi     …
Gino Milli – Il capotreno
Antonio Maimone – Il signor  Hobbes
Roberto Caporali – Il padre di Elena
Gianfranca Dionisi – La madre di Elena
Rita Livesi – La signora Mary
Fiammetta Flamini – Elena
Venantino Venantini – Michele

Le recensioni appartengono al sito http://www.davinotti.com

TUTTI I DIRITTI RISERVATI

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Tre delinquenti spadroneggiano su un treno facendo brutto e cattivo tempo. Il controllore gestisce anche un extra: Giulia (Silvia Dionisio) piacevole ragazza ospite fissa d’un vagone letto che a pagamento non disdegna compagnia. Anna (Zora Kerowa) è la prima a subire l’attacco di due scalmanati erotomani che saranno contrastati nel loro folle piano di supremazia da un prigioniero politico. Debitore sino all’osso del più raffinato e significativo L’Ultimo Treno della Notte, il film di Baldi (girato back to back con La Compagna di Viaggio) spinge molto (ma con semplicità) sul pedale dell’erotismo.

Sgangherato thriller ferroviario scritto da Montefiori probabilmente dopo un viaggio su un diretto Milano-Reggio Calabria, e regia (?) di un Baldi ben lontano dai suoi fasti western. Attori cagnacci in confezione da tv-movie di Reteitalia che fu, sprecate la Dionisio e la Kerowa che dice scemenze stile Giovanna Melandri, improbabilissimo Carlo De Mejo come vigoroso copulatore che si fa tutte e tre le donne (di cui due consenzienti) potabili del vagone. In mancanza della TAV, ci si affida al telecomando.

Maldestro e povero di idee. Un rape and revenge che si rifà all’ottimo L’ultimo treno della notte, ma che sceglie di concentrarsi sul sesso spinto e sulle solite violenze teppistiche, perpetrate da tre balordi guidati da Pochat, da sempre specializzato in ruoli da psicopatico. La vendetta – messa a punto da un improbabile Chrizzi, con la sua faccia da chierichetto in licenza – è debole e quasi sempre mostrata off-screen. Discrete le musiche di Giombini.

Un filmetto. Le intenzioni di critica alla borghesia sono velleitarie mentre il regista si dedica con impegno decisamente maggiore a mostrare le grazie delle sue attrici. Però c’è da dire che le scene erotiche sono lunghe e spesso francamente noiose… insomma un film evitabile. Certo, la Dionisio è sempre la Dionisio.

Baldi indugia molto sull’erotismo e presenta poca violenza, forse con un pizzico in più il film sarebbe potuto migliorare un pochino. Non che la visione sia impossibile, il film scorre, ma probabilmente questo titolo è il più debole del genere. E poi la tematica della borghesia ricca e corrotta peggio dei 3 criminali era già stata molto abusata all’epoca. Cast ottimo, in compenso, con un Pochat in parte (forse anche troppo). Se siete appassionati del genere gradirete, ma non è un capolavoro.

Sexploitation decisamente modesto che tenta di rifarsi a L’ultimo treno della notte risultando, però, di livello assolutamente non paragonabile a quello del notevole film di Lado. Qui la confezione è decisamente poco curata, la trama e i dialoghi sono decisamente mediocri, così come gli attori (l’unico minimamente espressivo è Carlo De Mejo che, però, è totalmente fuori parte) e il tutto è sorretto (si fa per dire) delle nudità delle attrici. Molto sesso, pochissima violenza, ma nel complesso non ci si annoia eccessivamente.

Un film piuttosto mediocre, ma la cosa sconcertante è il montaggio che davvero non aiuta a risollevare il film dalla noia assoluta. Gli attori fanno del loro peggio, ma certamente con quei testi perfino Robert De Niro avrebbe sfigurato! Scene a carattere sexy piuttosto frequenti, ma a parte la bellezza della “cerbiatta” Silvia Dionisio, rimane poco. Evitabile, ma una certa fama di culto (trash) lo ha ottenuto.

Nonostante lo sceneggiatore Luigi Montefiori sostenga di essersi ispirato a tutt’altro, è palese l’influenza di L’ultimo treno della notte di Lado su questo film di Baldi, tanto da sfiorarne il plagio. Ancora borghesucci sessualmente viziosi, delinquenti che prendono in ostaggio un vagone pieno di gente, ancora stupri e violenze assortite. Ma purtroppo manca il cinico realismo e la brutalità del film di Lado e Baldi sembra più interessato a girare un soft-core. Tuttavia il cast non è male (ottimi Pochat e De Mejo) e il ritmo è discreto. **

Mamma mia! A parte le belle Dionisio e Kerowa c’è davvero poco da salvare in questo film più simile a un porno-soft che a un “violenza e vendetta”. Le scene di violenza sono poche, in compenso il film si concentra sui rapporti sessuali: uno ottenuto col ricatto e due consenzienti o quasi. Ignobile.

Che noia ragazzi, nemmeno le scene di nudo (noiose ed improbabili pure quelle) risollevano questa pellicola del buon Baldi. Attori che a mio modo di vedere non sono affatto adatti al ruolo assegnato, fatta eccezione solo per Werner Pochat. Ma chi l’ha girata questa pellicola, Blindman?

I vizi non appartengono solo ai banditi: è un po’ questa la morale (banale) che Baldi ci vuol raccontare. Un film scritto da Eastman e messo in scena su 2-3 vagoni letto di un treno a lunga percorrenza. Il riferimento, non velato, è ad Aldo Lado e al suo capolavoro L’ultimo treno della notte. Qui si rimane nell’ambito del b-rape’n’revenge, senza toccare quei tasti di ribellione interna che animarono Enrico Maria Salerno. Come sempre, bellissima Silvia Dionisio (e anche Fiammetta Flamini).

Filmaccio. Copia l’idea de L’ultimo Treno della Notte senza avere la minima ispirazione, forza e tensione. Manca tutto: la recitazione, la sceneggiatura, la violenza… Unica certezza è la ripresa notturna del passaggio del treno, riproposta ossessivamente ogni tre minuti, a nascondere l’imbarazzo del regista quando non sa più cosa proporre o far dire agli interpreti. Resta qualche ripresa insistita da porno soft. Terribile.

Rape & revenge piuttosto brutto dove, purtroppo, si indugia troppo sul lato rape e poco su quello revenge. Più di metà del film infatti indugia sulle violenze, principalmente sessuali, perpetrate da tre balordi su ogni donna presente sul treno del film. Il finale che dovrebbe suggellare gli stilemi del genere con una gran vendetta sui tre malandrini viene trattato in maniera troppo sbrigativa. Peccato… Da vedere solo per la presenza delle belle Kerowa e Dionisio.

 

gennaio 22, 2011 Posted by | Erotico | , , | 9 commenti

Cannibal ferox

Cannibal ferox locandina

Due storie che finiranno per incrociare due destini, quelle di Mike, spacciatore di New York e di un suo amico e quelle di Gloria, studentessa alla vigilia della tesi in antropologia, di Rudy, il suo compagno e della sorella di quest’ultimo, Pat, una ragazza dal passato turbolento. Mike e l’amico sono in fuga, dopo aver trafugato alla banda che gestisce il traffico di droga nel loro quartiere una grossa somma di denaro; si recano in Amazzonia per cercare smeraldi, per racimolare quindi i soldi necessari per coprire la somma ed evitare di essere uccisi.

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Gloria, con l’aiuto di Rudy e Pat, si reca in Amazzonia  per completare la sua tesi sul cannibalismo; la ragazza è convinta che il cannibalismo non esista, che sia solo un’invenzione dei colonizzatori bianchi. Arrivati sul posto, i tre, che hanno dovuto abbandonare la loro jeep, si imbattono in Mike e il suo compagno d’avventura, che stanno fuggendo da un villaggio indios. Mike racconta di essere stato catturato assieme all’amico da una tribù ostile e di essere riuscito a fuggire solo per miracolo.

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Lorraine De Selle (Gloria) e Zora Kerova (Pat)

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Il compagno di Mike, gravemente ferito, necessita di cure, così il gruppo decide di raggiungere il villaggio vicino per curarlo; ma la realtà è ben diversa. Mike, che cercava smeraldi, inferocito dall’assenza di risultati si era lasciato andare a gesti di disumana crudeltà nei confronti degli indios. Aveva evirato uno di loro, e perpetrato autentiche torture su altri. Il compagno di Mike muore, e i quattro vengono fatti prigionieri. Inizierà così per loro un autentico calvario; gli indios infatti si vendicheranno atrocemente.

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Mike, responsabile delle torture inflitte ai nativi, verrà dapprima evirato e in seguito decapitato, Pat verrà appesa per i seni a due uncini e sospesa in aria, finendo per morire dissanguata, mentre Rudy troverà la morte dopo un tentativo di fuga, nel corso del quale verrà ucciso dai morsi dei piranha. A salvarsi miracolosamente sarà la sola Gloria: un nativo, infatti, la libererà, e la ragazza, allo stremo delle forze, sarà raccolta casualmente da due cacciatori di scimmie. Tornata a New York, completerà la sua tesi, mantenendo però l’assoluto segreto su quello che realmente è accaduto nella giungla.

Violentissimo e crudo, Cannibal ferox, film del 1981 diretto con mano ferma da Umberto Lenzi, si basa su una sceneggiatura una volta tanto credibile e coerente, pur nei limiti di un genere, il cannibal movie, che ebbe troppi proseliti dediti all’illustrazione di scene morbose e raccapriccianti. Il film di Lenzi corre spesso su questo filo ambiguo, pur evitando per esempio le solite scene di sesso, questa volta limitate ad un fugace amplesso tra Mike e Pat, basandosi invece su scene splatter davvero forti.

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Impressionante per esempio la scena dell’evirazione di Mike, tanto realistica da apparire vera, così come impressionante è la scena della decapitazione dello stesso, con gli indios che poi si cibano del suo cervello. Cruenta è anche la scena dell’esecuzione di Pat, ripresa per lunghi secondi nella sua agonia, appesa per i seni a due ganci che la porteranno alla morte. Anche se questo film non raggiunge la ferocia di Cannibal holocaust, ne si propone di dare un giudizio sul solito confronto civiltà-primitivi, siamo di fronte ad un prodotto realizzato con cura, pieno purtroppo delle solite, orrende scene di sevizie sugli animali. Particolarmente disturbante quella dell’animaletto ingoiato da un anaconda, un effettaccio di cui davvero non si sentiva la necessità.

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Bene Lorraine De Selle nel ruolo di Gloria, bene anche Zora Kerova in quello di Pat, mentre il ruolo di Mike, ricoperto da Giovanni Lombardo Radice appare ben strutturato e aderente al reale. Non c’è il fascino morboso di Cannibal holocaust, con le famose foto della natura lussureggiante, ma una giungla molto vicina ad uno dei nostri boschi. Lenzi non indugia troppo sulla location, badando di dare al tutto ritmo e velocità. Un film di discreta fattura, quindi, che ebbe comunque grossi problemi di censura legati alle scene splatter.

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Tiepida l’accoglienza della critica, se non addirittura negativa; Lenzi rimarca, senza molta convinzione, la differenza tra una cultura elevata, come quella occidentale e quella nativa, ripercorrendo in pratica il percorso di Deodato con il suo Cannibal holocaust; il risultato è molto edulcorato, proprio perchè il film ha un ritmo diverso, meno attento alle effettive differenze tra le due culture. La stessa soundtrack del film non ha il fascino di quella composta da Riz Ortolani, rimanendo alla fine abbastanza anonima.

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Cannibal ferox, un film di Umberto Lenzi. Con Lorraine De Selle, John Bartha, Brian Redford, Venantino Venantini,Zora Kerova,Giovanni Lombardo Radice
Drammatico, durata 93 min. – Italia 1981

Giovanni Lombardo Radice: Mike Logan
Robert Kerman: Tenente Rizzo
Zora Kerowa: Pat Johnson
Lorraine De Selle: Gloria Davis
Perry Pirkanen: Paul

Regia Umberto Lenzi
Sceneggiatura Umberto Lenzi
Fotografia Giovanni Bergamini
Montaggio Enzo Meniconi
Musiche Budy Maglione

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Cannibal ferox locandina 2

Cannibal ferox locandina 1

Mag 12, 2009 Posted by | Drammatico | , , , | Lascia un commento

Lo squartatore di New York

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Lo squartatore di New York 7

Inizio dalla fine; questo film di Lucio Fulci è una delusione. Divenuto un cult per motivi abbastanza misteriosi, per altro; forse sarà stata la concomitanza di due elementi di cui il film abbonda, il connubio sempre valido sesso-violenza, forse l’atmosfera cupa e morbosa in cui il film è immerso, un’atmosfera malata, reale, forse la combinazione di questi fattori più altri, inspiegabili.

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Fatto sta che il film, con il passare degli anni, è diventato quasi il simbolo della produzione di un regista tra i più bravi e tecnicamente dotati del cinema italiano. E allora perchè parlo di delusione? Semplicemente perchè la sceneggiatura è molto lacunosa, la recitazione a tratti irritante (vedere il pessimo Andrea Occhipinti, per esempio), perchè aldilà dello splatter tutto appare preso per i capelli, messo assieme alla rinfusa con un risultato finale di dubbia validità.

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Zora Kerova

Partiamo dall’inizio, e dalla scena che da il via al film; un uomo, che gioca con il suo cane sulle rive dell’Hudson, fiume di New York, si vede riportare la mano di un cadavere. E’ quello di una donna, che è stata orrendamente sventrata. Il tenente Williams non dedica molto tempo alla cosa, perchè, come fa notare all’anatomo patologo, “a New York muoiono assassinate 10 persone al giorno e sette sono donne “.

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Poco tempo dopo tocca ad una studentessa finire massacrata, all’interno di un ferry boat; abbiamo già una prima descrizione dell’assassino, che parla in falsetto, con la voce di Paperino. Questo secondo omicidio, avvenuto con le stesse modalità del primo, porta il tenente Williams a sospettare dell’esistenza di un serial killer. Mentre è a letto con Kitty, una prostituta, il tenente riceve una telefonata del misterioso assassino, che lo sfida annunciandogli, sempre parlando in falsetto con la irritante voce di Paperino, una serie di omicidi.

Lo squartatore di New York 4

Lo squartatore di New York 3

Il tenente decide così di consultare uno psicologo, l’ambiguo dottor Davis, che però si limita ad annunciargli l’impossibilità, visti gli elementi in mano al tenente, di identificare in qualche modo la causa scatenante degli omicidi. L’assassino si rifà vivo poco dopo; in un quartiere a luci rosse, una donna, Jane, assiste ad uno spettacolo porno. Al suo fianco c’è un uomo misterioso, con la mano destra priva di due dita.

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La donna si masturba durante l’esibizione degli attori, e subito dopo l’assassino colpisce ancora, uccidendo con una bottiglia la ragazza protagonista del live show erotico. Jane, sempre alla ricerca di forti emozioni, sobillata anche dal marito, si reca in un quartiere abitato da ispanico americani, dove cerca di concedersi un’altra delle sue trasgressioni. Qui però viene umiliata da due giovani portoricani, e la donna fugge.

Lo squartatore di New York 2

Nel frattempo Faye, una brillante  studentessa, viene molestata e inseguita  in metro da un uomo con la mano mancante di due dita. Si rifugia, dopo una corsa, in un cinema, dove viene aggredita dal misterioso serial killer; la donna riesce a sfuggire all’attacco e si risveglia in ospedale, con il tenente Williams che le chiede spiegazioni. La ragazza fornisce al tenente la descrizione dell’uomo on le due dita in meno, e in tal modo da il via alle indagini che ora hanno qualcosa di concreto su cui muoversi.

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Intanto Jane ha agganciato il misterioso uomo dalla mano monca; lo segue in un albergo e si fa legare ad un letto. Ma alla fine dell’amplesso, mentre l’uomo dorme, ascolta il comunicato della polizia, con quella che è la descrizione del killer presunto. La donna si libera e fugge, ma viene uccisa in albergo. La polizia identifica l’uomo dalla mano monca: è Mikos Scellenda, erotomane e modello di foto porno.

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Scatta la caccia, che però porta ad una scoperta inaspettata. L’uomo viene rinvenuto cadavere 8 giorni dopo. Nel frattempo il misterioso killer si è fatto beffe del tenente, portandolo ad una cabina telefonica nella quale ha attivato un registratore, mentre nel frattempo fa ascoltare in diretta a Williams le fasi delle sevizie e della successiva morte di Ketty, la prostituta che il tenente frequenta.

Mi fermo qui con la descrizione della trama, perchè da questo punto in poi l’assassino è facilmente identificabile. Non c’è un vero colpo di scena finale, perchè negli ultimi minuti si intuisce il finale, anche se mancano le motivazioni degli omicidi. La trama, fin quà, pur tra vari contorcimenti, ha retto. Non regge il finale, frettoloso e a tratti inverosimile, così come sono inverosimili alcune scene, Una, in particolare, ha anche del comico: Faye viene inseguita in una metro deserta ( a New York!), dal misterioso uomo con la mano monca.

Non solo:  quando la ragazza esce dalla stazione della metro, è inseguita per le strade sempre dallo stesso uomo, e durante il lungo percorso non si vede un’anima viva in giro. A parte queste incongruenze, appare forzatissimo l’inserimento del personaggio di Jane, la ninfomane a caccia di emozioni, così come appare inspiegabile per lunghi tratti la figura di Mikos, che agisce evidentemente per conto del serial killer, ma la cui figura non è mai centrata nelle motivazioni dei suoi comportamenti, nè lo sarà in seguito. A tratti la mano del regista è sicura, ferma; a tratti è impacciata, colpa probabilmente dei buchi della sceneggiatura, colpa della voglia di stupire attraverso scene splatter che in seguito saranno ampiamente sforbiciate dai censori. Il film, violentemente pessimista e cinico, rischia il naufragio in vari punti, concludendosi poi in maniera frettolosa. Aiutano poco po le performance degli attori, fra i quali si possono segnalare, come degne di menzione, quelle di Howard Ross e di Alessandra Delli Colli. Poco credibili quelle di Malco, che interpreta lo psicologo, quella di Jack Hedley nel ruolo del tenente Williams e sopratutto quella di Andrea Occhipinti, personaggio chiave della storia, fidanzato di Faye, interpretata da un’incerta Almanta Keller.Tante ombre, poche luci.

Fulci ha già superato, nel 1982, data di uscita di Lo squartatore di New york, la sua fase più creativa. D’ora in poi girerà film di modesto livello, con l’unica eccezione del durissimo e crudo Gatto nel cervello. Film per fulciani accaniti, quindi, coloro che perdonano tutto ad un regista entrato con questo film nella parte meno importante della sua luminosa carriera.

Lo squartatore di New York, un film di Lucio Fulci. Con Jack Hedley, Howard Ross, Almanta Keller, Andrea Occhipinti, Daniela Doria, Paolo Malco,Zora Kerova, Alessandra Delli Colli, Cinzia De Ponti Thriller, durata 92 min. – Italia 1982.

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Lo squartatore di New York banner personaggi

Jack Hedley: Tenente Williams
Howard Ross: Mikos Scellenda
Andrea Occhipinti: Peter Bunch
Alessandra Delli Colli: Jane Lodge
Paolo Malco: Dottor Davis
Daniela Doria: Kitty
Zora Kerowa: donna del sexy show
Lucio Fulci: funzionario di polizia
Urs Althaus: uomo del sexy show
Cinzia De Ponti: studentessa
Almanta Keller: Fay Majors

Lo squartatore di New York banner cast

Regia Lucio Fulci
Soggetto Gianfranco Clerici, Vincenzo Mannino, Lucio Fulci
Sceneggiatura Gianfranco Clerici, Vincenzo Mannino, Lucio Fulci, Dardano Sacchetti
Produttore Fabrizio De Angelis
Casa di produzione Fulvia Film
Fotografia Luigi Kuveiller
Montaggio Vincenzo Tomassi
Musiche Francesco De Masi
Scenografia Massimo Lentini
Costumi Massimo Lentini
Trucco Manlio Rocchetti, Luigi Rocchetti, Rosario Prestopino (assistente), Franco Di Girolamo (assistente)

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Mag 11, 2009 Posted by | Thriller | , , , , | Lascia un commento