Il giudice e la minorenne


Il giudice e la minorenne locandina

Mentre sta per recarsi in tribunale dove svolge il suo quotidiano lavoro di giudice, il dottor Serra si trova coinvolto in una rapina con conseguente incidente dei ladri in fuga; è quasi un segno del destino, visto cosa gli succederà nel finale del film. Al giudice viene affibbiato un caso scottante, anche se all’apparenza semplice: una ragazza ha subito quella che sembra una violenza carnale da parte di un idraulico di mezza età.

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Susan Scott, la moglie del giudice

Durante gli interrogatori il giudice si trova di fronte alle testimonianze sia dell’uomo, che accusa la ragazza di averlo adescato, sia a quella della ragazza che invece conferma l’accusa di violenza. L’idraulico, durante gli interrogatori, ricorda al giudice che le ragazze,anche le più giovani, hanno ormai assunto le vesti di moderne Circe, abdicando anche in tenera età alle abitudini tipiche delle adolescenti e passando subito al mondo delle adulte.

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Il giudice vede confermate le teorie dell’uomo proprio da una delle giovanissime amiche della figlia, che lo seduce. Cosa che fa anche la presunta vittima dello stupro. A colmare la misura, arriva la scoperta che la giovane figlia, Mirella, appartiene ad un’organizzazione terroristica. Nonostante una sua ex sottoposta, ora giudice anche lei si offra di insabbiare la faccenda, il giudice decide di andare avanti. Ma è destino che le sorprese non debbano mai finire: l’uomo scopre che la moglie ha una relazione adulterina con un pilota civile, e dopo averli seguiti, decide di togliersi la vita lanciandosi con la sua auto contro quella in cui i due amanti si stanno intrattenendo.

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Film con qualche scoperta ambizione moralistica, Il giudice e la minorenne potrebbe anche raggiungere la sufficienza, non fosse per alcune cose francamente inspiegabili del film, come la decisione del magistrato donna amica del giudice che si propone per insabbiare l’inchiesta sulla figlia del giudice. Tuttavia, il tentativo di denuncia della corruzione dilagante del costume funziona, anche se solo a tratti,

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Un po troppo smaccata infatti, è l’atmosfera erotica in cui si immerge volutamente il film. Le attrici, a parte la solita splendida Susan Scott o Nieves Navarro, se preferite, sono delle sconosciute, a cominciare da Antiniska Nemour, ex centralinista del programma televisivo di Tortora, Portobello. Ci sono anche Flora Saggese e Ketty Berbero. Curioso il ruolo affidato a Teo Teocoli,quello del pilota amante della bella signora Serra. Le musiche del film sono di Mino Reitano.

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Il giudice e la minorenne

un film di Franco Nucci. Con Susan Scott, Chris Avram, Romy Schell, Flora Saggese, Giuliana Rivera, Piero Mazzarella, Romy Shell
Drammatico, durata 91 min. – Italia 1974.

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Il giudice e la minorenne banner protagonisti

Chris Avram: Marco Serra, il giudice
Nieves Navarro: Laura, moglie di Serra
Antiniska Nemour: Mirella, figlia di Serra
Piero Mazzarella: Mariani, l’idraulico
Flora Saggese: Cinzia, compagna scolastica di Mirella
Caterina Barbero: Annetta Rossi, la vittima di Mariani
Giuliana Rivera: la madre di Annetta
Annibale Papetti: il padre di Mariani
Romy Schell: la donna al cimitero

Il giudice e la minorenne banner cast
Regia Franco Nucci
Soggetto Franco Nucci
Sceneggiatura Franco Nucci, Gianni Martucci
Produttore Oscar
Distribuzione (Italia) Alpherat
Fotografia Enzo Oddone
Montaggio Enzo Monachesi
Musiche Mino Reitano, Franco Reitano

 

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Il giudice e la minorenne banner recensioni

L’opinione del sito http://www.bmoviezone.com

La trama appare in realtà molto poco verosimile per non dire letteralmente esagerata, e così pure il finale catartico che il regista propone. La duplicità del contenuto del film poi potrebbe spiazzare più di uno spettatore (come detto Nucci infarcisce la pellicola di discorsi e ragionamenti moralisti, ma poi basa le scene clou del suo prodotto su spogliarelli e maliziose allusioni messe in bocca a ragazzine minorenni). Sembra quasi che Nucci sia addirittura maschilista nello sviluppo dell’idea cardine che c’è alla base del film (che si potrebbe riassumere in qualcosa del tipo “le femmine sono tutte puttane”).
Tra gli attori, il protagonista Chris Avram appare un po’ monoespressivo, ma tutto sommato regge con decenza il ruolo. Susan Scott/Nieves Navarro, nei panni della moglie, non è al top della sua carriera. Meglio le giovani e sconosciute attrici che interpretano le tre maliziose ragazzine del film (Flora Saggese, Caterina Barbero, Antiniska Nemour), che con i loro ammiccamenti rendono interessanti le scene su cui Nucci punta maggiormente per dare un senso al suo prodotto. Forse il migliore del cast è però Piero Mazzarella nella parte dell’idraulico accusato di stupro. Da sottolineare la colonna sonora dei fratelli Reitano, che si fa più martellante nelle scene più drammatiche, e soprattutto quando le certezze del protagonista sembrano frantumarsi da un momento all’altro. In totale: non un brutto film, ma sicuramente più particolare per la commistione di generi così diversi che ben realizzato.

L’opinione del sito http://www.robydickfilms.blogspot.it

Il film non è brutto solo non completamente riuscito, ma è apprezzabile soprattutto per la curiosa singolarità con cui commistiona i vari generi e filoni, una certa amarezza e disincanto di fondo, assieme all’azione (come nell’abbastanza bello e ben girato inseguimento iniziale) e all’intento di denuncia moralistica del malaffare, la quale però funziona a corrente alternata, anche perchè sono troppo scoperte certe assurdità della trama quali la magistrato donna collega ed innamorata del giudice, che vorrebbe nascondere l’inchiesta sul gruppo eversivo perchè coinvolge sua figlia, e la forte componente cochòn del film.
In fondo, alla fine l’unica cosa che rimane del film a cui appigliarsi, peraltro irrisolto in molte altre cose, è che semplicisticamente le donne di oggi sarebbero tutte propositive ed offerenti sé stesse, fin dall’età nella quale dovrebbero essere ancora e soltanto delle bambine, come dirà difendendosi nell’interrogatorio, l’idraulico di mezza età, paccianesco-meneghino, Mariani/Piero Mazzarella.
E soprattutto dietro la promessa di soldi come le 100’000£ a lui chieste, che queste adolescenti solo di età e per bene solo di nomea, donne adulte di fatto, perlopiù di buona famiglia, non fanno altro che provocare gli uomini per delle sane trombate no-stop. Ma dove? Nella Milano anni ’70 in cui è ambientato -anche bene- il film. Ma che appunto, è solo un film, per di più infarcito di approssimativi luoghi comuni maschilisti, da sempre molto in voga, in Italia.
Magari ‘ste lolite fossero tutte “maiale”, ma purtroppo non è mai stato proprio così. O forse si profetizzava senza saperlo le ben più spregiudicate Papi-girl delle “notti di Arcore”,in cerca addirittura di un posto in Parlamento, o ne L’Isola dei famosi?

Una Risposta

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