Riavanti,marsch….


A vent’anni di distanza dal servizio militare, cinque ex soldati vengono richiamati, per quaranta giorni in caserma, per apprendere l’uso di missili teleguidati.
Ognuno di loro, in vent’anni, ha avuto alterna fortuna.
Giovanni Crippa è stato il più fortunato, perchè è diventato un industriale: anche se per lui i problemi non mancano, afflitto com’è da una moglie che lo cornifica e da un’amante sanguisuga; Alessio invece , nonostante tre lauree, è rimasto un intellettuale di sinistra, che sogna la rivoluzione e vive da precario con una signora russa, Matrioska; poi c’è Francesco Paternò, nobile siciliano, barone per l’esattezza, tormentato dall’incubo che la giovane moglie possa cornificarlo.

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Paola Quattrini e Renzo Montagnani

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Carlo Giuffrè, Alberto Lionello, Stefano Satta Flores

Infine, Otello, che non ha fatto fortuna, vive sul GRA di Roma con un camper che gli viene sequestrato vendendo panini alla porchetta e cocomeri e Pietro, anonimo marito di una parrucchiera, uomo però felicemente sposato.
Le diverse personalità, le diverse vite vengono così riportate assieme dalla naia; per i cinque sarà un po come ritornare ai vent’anni, e l’occasione servirà per riannodare i rapporti fra di loro ma non solo.
Tra scherzi di ogni genere e angherie da parte del solito colonnello dispettoso, che li costringe a scavare un’inutile bunker, i cinque troveranno il modo di stare una svolta alla loro vita.

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Alberto Lionello e Sandra Milo

Giovanni ritroverà l’amore e la possibilità di liberarsi di moglie e amante grazie all’incontro con una sua vecchia fiamma, Zaira, ex prostituta che gestisce una pompa di benzina, donna dal cuore grande e dai sentimenti autentici; Francesco, il barone, ritroverà la giovane moglie e quindi la sua tranquillità, Pietro scoprirà di avere avuto durante il periodo militare una figlia, otterrà un lavoro da Giovanni, mentre Alessio, scapolone convinto che tutte le donne siano delle poco di buono, troverà l’amore e un nuovo camper grazie alla generosità di Giovanni.

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Carlo Giuffrè e Adriana Russo

Anche Alessio avrà la sua parte di gloria trovando finalmente l’amore.
Riavanti marsch, film di Luciano Salce del 1979, è una commedia amarognola che prende un po qua e un po la temi portanti di altri film: evidente il tributo ad Amici miei, almeno nella parte ironica degli scherzacci e dell’amicizia tra reduci, come è ancora più evidente il tributo a C’eravamo tanto amati nella parte nostalgica degli amici che si ritrovano dopo tanti anni, con un bagaglio di esperienze molte delle quali negative.

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Silvia Dionisio

Alla fine il risultato è un ibrido molto modesto; Salce non graffia, forse perchè indeciso sul tono da dare al film.
Amici miei era graffiante, ironico e dissacrante, C’eravamo tanto amati nostalgico e malinconico: Riavanti marsch resta in bilico tra tutte queste caratteristiche, puntando però sullo sberleffo, tentanto anche la via drammatica, come nel caso della storia di Pietro, che troverà una figlia della quale ignorava l’esistenza.
Ma il tono dato al tutto resta leggero, quasi Salce avesse esaurito quella sua carica ironica, dissacrante che ne aveva caratterizzato la produzione precedente: così il film resta nelle intenzioni, limitandosi a far sorridere di volta in volta, sopratutto negli scherzacci da caserma, tralasciando invece le storie personali dei cinque che avrebbero meritato ben altro sviluppo.

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Olga Karlatos

Succede quando non si sposa una sceneggiatura originale, ma ci si limita al compitino in classe.
Il che è un vero peccato, tenendo conto anche del cast di buon livello che il regista chiamò a recitare: si va da Renzo Montagnani a Aldo Maccione, da Carlo Giuffrè a Stefano Satta Flores, oltre a Gigi Reder, Alberto Lionello (forse il più convincente di tutti), le bellissime Olga Karlatos e Silvia Dionisio, Paola Quattrini, Sandra Milo e Adriana Russo, Annamaria Rizzoli e Carmen Russo.

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Silvia Dionisio e Renzo Montagnani

Davvero un’occasione sprecata, per mancanza di coraggio o forse, più semplicemente, per necessità di cassetta: l’errore fondamentale resta quello di aver tentato di nobilitare un genere, quello militar/caserma, ormai troppo sfruttato per essere ancora credibile.

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Aldo Maccione e Carmen Russo

Troppo vicino l’esempio dei vari La dottoressa ci sta con il colonnello e affini per dare credibilità ad un film che vuole distaccarsi dal genere ma che finisce per assumerne gli stilemi.
Riavanti, marsch…

un film di Luciano Salce. Con Sandra Milo, Olga Karlatos, Stefano Satta Flores, Renzo Montagnani, Silvia Dionisio,Alberto Lionello, Carlo Giuffrè, Adriana Russo, Nello Pazzafini, Gigi Reder, Paola Quattrini, Elisa Mainardi, Venantino Venantini, Roger Browne, Rita Forzano, Aldo Maccione, Carmen Russo, Renato Cecilia, Renzo Rinaldi
Commedia, durata 118 min. – Italia 1979.

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Riavanti,marsch….banner protagonisti

Stefano Satta Flores: Alessio
Adriana Russo: Valeria
Annamaria Rizzoli: Immacolata
Gigi Reder: Colonnello
Paola Quattrini: Sofia
Renzo Montagnani: Pietro Bianchi
Sandra Milo: Zaira
Aldo Maccione: Otello Cesarini
Alberto Lionello: Giovanni Crippa
Olga Karlatos: Elena
Carlo Giuffré: Il Barone Francesco Paternò
Silvia Dionisio: Marina
Venantino Venantini: Sergente Sconocchia

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Regia:     Luciano Salce
Soggetto:     Augusto Caminito, Teodoro Agrimi
Sceneggiatura:     Luciano Salce, Augusto Caminito
Casa di produzione:     Produzioni Atlas Consorziate
Distribuzione (Italia):     PAC
Fotografia:     Sergio Rubini
Montaggio:     Antonio Siciliano
Musiche:     Piero Piccioni

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2 Risposte

  1. Interesante, curiosa

  2. Forse è uno dei più deboli film del grande Luciano Salce,il quale qui dimostra di non avere più il sarcasmo pungente degli anni 60 e dell’inizio dei 70.Come me,tu ricorderai di lui film come “Il federale”con un grandissimo Ugo Tognazzi,sempre con Tognazzi e una splendida Catherine Spaak ne “La vita agra”pungente satira sull’età matura,ma anche il nostalgico “Basta guardarla”aveva un suo perchè ed è pertanto un film molto riuscito sull’avanspettacolo.Questo film non si capisce cosa voglia dire:da un lato c’è l’intenzone di fare un film di pura commedia all’italiana,dall’altra fare una versione “A movies” del filone militaresco-sexy di quegli anni.Insomma alla fine prevale il secondo,già perchè ricorda più quel genere di commedia,più demenziale e prettamente militare che non quella classica dei maestri.Eppure il regista è Salce,il cast comprende attori di razza come Alberto Lionello,Carlo Giuffrè,Stefano Satta Flores,Renzo Montagnani e Aldo Maccione,attori capaci di mandarti avanti un film da soli,uno per uno.Dunque ci si aspettava di più da un esercito (tanto per restare in tema..)del genere.Ma,vuoi per timore dello stesso Salce di risultare obsoleto,vuoi anche dalla scarsezza di idee dello stesso,in questo periodo (ma non è solo da questo punto di vista),alla fine la butta tutto sul demezial-pecoreccio.Infatti a prevalere sono gli scherzi,le battute sulle donne li nei paraggi presenti,gli scherzi al colonnello dispettoso e al Sergente “nonno” e fissato con i “froci”,insomma alle classiche tematiche dei vari “La dottoressa nella corsia dei militari”per capirici.
    Forse gli unici a mettersi davvero in mostra sono Alberto Lionello e Renzo Montagnani.Il primo assieme a Sandra Milo,ripropone siparietti quasi d’avanspettacolo,che risultano talvolta gustosi,oltre che a un delineamento del personaggio dello stesso Lionello più riuscito,e che permette al compianto attore milanese di esprimersi meglio degli altri.Il secondo invece ha in mano il personaggio più dolente e malinconico del gruppo,cioè colui che ritrova in una bella barista della caserma la figlia avuta 20 anni prima,ossia durante la naja,dunque questa situazione da luogo a spazi quasi drammatici,più amari rispetto alla goliardia generale del film.La figlia avuta fuori dal letto è sicuramente uno dei personaggi più riusciti e forse più memorabile del film,anche perchè è interpretata dalla stupenda,bellissima e bravissima Silvia Dionisio sempre capace di dare ai personaggi da lei interpretati un impronta decisa e forte.Il resto sono fotocopie di B-movies,come il barone geloso compulsivo interpretato da Giuffrè e personaggi fotocopie di altri come quello di Satta Flores uguale a quello proposto dallo stesso povero attore napoletano nel capolavoro di Scola “C’eravamo tanto amati”,personaggi dei quali le storie sono pressocchè ignote.Non è propriamente una boiata,ma da Salce ci si aspettava un livello maggiore,ma anche dal cast stesso,forse troppo in balia dell’incertezza generale(es la Karlatos mi pare un pò spaesata in questo film)della pellicola stessa.

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