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San Babila ore 20:un delitto inutile

San Babila ore 20 un delitto inutile locandina 6

25 maggio 1975
A Milano è una domenica qualunque,calda.
Alberto Brasili,26 anni,studente,passeggia su via Mascagni in pieno centro,non lontano da piazza San Babila.
E’ in compagnia di Lucia Corna,la sua ragazza.
In tarda serata mentre cammina nota un adesivo elettorale del MSI e lo rimuove dal palo sul quale è attaccato;il gesto non sfugge ad un gruppo di
simpatizzanti di destra che stazionano nelle vicinanze di piazza San Babila,un luogo di aggregazione frequentato escusivamente dai giovani dell’estrema destra milanese,chiamati appunto “sanbabilini
Per i cinque il gesto è un affronto;armati di coltello aggrediscono i due fidanzati.
Basili colpito da un fendente al cuore,muore quai immediatamente mentre Lucia scampa alla morte solo perchè il coltello la colpisce a pochi centimetri dal cuore.
E’ uno dei tanti gesti assurdi di quegli anni,scanditi dalle morti di giovani dell’una e dell’altra fazione politica,segnati anche dal quasi regolare attentato giornaliero alle sedi dei partiti,dagli scontri di piazza,dagli attentati dinamitardi e alle persone,come giudici,magistrati,politici,giornalisti.
Un clima di terrore.
Basta un loden o un paio di Ray ban,un Eskimo o i jeans a stabilire se uno debba vivere o morire.

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Questo clima e l’avvenimento della morte di Basili danno spunto a Carlo Lizzani per la realizzazione di San Babila ore 20:un delitto inutile,un film girato nel 1976 proprio nei luoghi dove morì lo sfortunato studente,che in qualche modo riprende l’aria plumbea della Milano di metà anni settanta,divenuta sua malgrado la capitale della violenza politica.
Il regista romano quindi non sceglie la sua città,Roma,ma il simbolo dell’Italia contraddittoria degli anni settanta,la città nella quale era iniziata la triste stagione delle stragi il 12 dicembre 1969 con la strage di Piazza Fontana,la madre di tutte le stragi, la prima in assoluto di quella che diverrà tristemente famosa come la stagione della strategia della tensione.
16 morti,86 feriti per un delitto terribile pieno di ombre,ancora oggi senza un colpevole certo.
In questa atmosfera torbida si muove Lizzani,raccontando le gesta di quattro sanbabilini che commettono un delitto atroce ed inutile (come recita il titolo) dopo una giornata convulsa in cui muovendosi come la gang dell’Arancia meccanica seminano terrore fra gli operosi milanesi.
Lizzani prosegue sulla scia del suo fortunato Storia di vita e malavita scegliendo di non avvalersi dell’opera di attori conosciuti per il ruolo dei quattro protagonisti.
Devono essere quanto di più simile a dei ragazzi comuni,uniti però non da vincoli di amicizia o da ideali,ma semplicemente da una ribellione confusa e senza logica alla loro stessa estrazione sociale, alla famiglia e ai valori fondanti del vivere comune.
Sono di destra, fascisti,come si usava dire in quel periodo.
Ma l’ideologia centra poco o nulla nella descrizione di Lizzani.
I quattro sembrano più dei teppisti alla Alex De Large che degli attivisti politici.

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Il loro credo è più la violenza e la cupa ribellione a tutto ciò che li circonda che un ideale superiore.
Così nascono le figure di Michele,Franco,Fabrizio e Alfredo,assolutamente slegati dalle origini sociali e culturali.
Michele e Franco sono figli di famiglie benestanti,alta borghesia milanese mentre Fabrizio è di estrazione popolare,lavora saltuariamente impegnato in chissà cosa.
Il quarto,Alfredo,è di estrazione sotto proletaria ed è figlio di una delle tante famiglie emigrate al nord in cerca di migliori condizioni di vita.Lavora,ma è un precario ed è anche l’unico sposato.
Non certo felicemente,visto che ha dovuto riparare ad una violenza carnale con un matrimonio non voluto.
Quattro giovani uniti quindi solo dalla rabbia,dalla mancanza di ideali,da una confusa ribellione all’ordine costituito.
Si,non hanno un’ideologia o quantomeno non emerge dai loro discorsi.
Appartengono alla destra,ma forse solo più per moda che per altro.Negli anni settanta si aderisce ad una ideologia anche per motivi banali…
Li seguiamo in una giornata balorda,scandita da un’escalation di aberrazioni e atti di violenza.
I quattro partecipano all’inumazione di un gerarca fascista;qui sbeffeggiano i nostalgici intervenuti accusandoli di essersi rammolliti.
Poi,non paghi,prendono a colpi di catena i ciclomotori di un liceo e subito dopo imbrattano con delle svastiche alcune vetrine di negozi gestiti da ebrei,colpendo poi a colpi di palle d’acciaio scagliate con delle fionde le persone intervenute per pulire le scritte.
L’escalation continua con il tentativo di violenza una ragazza e culmina,dopo un excursus sulle vicende private dei due ragazzi meno abbienti,
sui loro rapporti con la famiglia,con l’omicidio di un giovane copevole solo di passare nel raggio d’azione dei quattro balordi.
Finale drammatico.

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San Babila ore 20:un delitto inutile è un film controverso,pieno di luci ed ombre con netta predominanza delle seconde.
I quattro protagonisti della storia narrata appaiono più come degli sbandati sfigati piuttosto che rappresentanti di quella destra estrema che pur in nome di un’ideologia condannata dalla storia combattevano una personale battaglia contro lo stato e le istituzioni.
Le azioni dei giovani sono casuali,l’ispirazione politica sembra più che altro una parvenza che un modo di credere o di essere.
Quindi il film ha più valore come testimonianza (parziale) dell’atmosfera che si respirava all’epoca dei fatti raccontati che come valore minimamente storico.
Il film in se è anche abbastanza banale,con un personaggio,quello di Lalla (interpretata da Brigitte Skay) incomprensibile nella sua logica e slegato dal film.
Lizzani va avanti a strappi,fra qualche felice intuizione (il lancio delle biglie di ferro sulla folla e cadute verticali (la delazione di Lalla),in un saliscendi poco coinvolgente quando non anche apertamente schierato.
Che ci fosse negli anni settanta una destra pericolosa e stragista è indubbio;tuttavia era una destra che agiva clandestinamente,con la complicità di apparati dello stato e la connivenza di politici.
Cosa che però si può tranquillamente asserire per l’altro versante politico,quello brigatista giusto per essere chiari,con le loro connivenze mai del tutto chiarite e le bugie,le mezze verità che nascondono segreti inconfessabili.
Va da se che quantomeno funziona la ricostruzione ambientale,con una Milano attonita davanti alla quotidiana violenza,quasi rassegnata;chi ha vissuto quegli anni ricorda benissimo il clima che si respirava nelle città in cui più forte era lo scontro politico,che fosse Roma o Torino,Padova o Napoli,Roma o Bologna.

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Un clima da guerra civile,con scontri tra polizia e studenti,carabinieri e operai,tra estrema destra ed estrema sinistra.
Bastava vestire un Eskimo e avere la barba incolta,oppure portare degli stivaletti a punta e un giubbotto di pelle per rischiare la vita.
Una chiave inglese e una mazza da baseball,una molotov o un giravite erano alcune delle armi usate per offesa e per difesa,senza contare ovviamente la diffusione sempre maggiore delle armi da fuoco.
Tutto questo è trattato da Lizzani solo marginalmente.
I quattro ragazzi appaiono quasi scollegati dalla politica,tanto che alla fine ci si chiede se si sia visto un film politico in senso lato o un
poliziottesco molto simile a quelli che spopolavano negli anni settanta.
La scelta rischiosissima di affidare i ruoli dei teppisti a quattro sconosciuti alla fine si rivela vincente;i giovani appaiono quasi ripugnanti nella loro naturalezza,quattro ragazzi qualsiasi capaci però di interpretare bene i ruoli a loro affidati.Bella Brigitte Skay in un ruolo evanescente,discrete le musiche di Ennio Morricone.
Un film adatto oggi più alla fiera del vintage,fra auto non più in circolazione e abiti che nessun ragazzo indosserebbe che degno di una lettura critica sul fenomeno della violenza politica.
Un film irrimediabilmente figlio di un periodo storico per fortuna alle nostre spalle.

San Babila ore 20: un delitto inutile
Un film di Carlo Lizzani. Con Pietro Brambilla, Daniele Asti, Giuliano Cesareo, Walter Valdi,Brigitte Skay Drammatico,durata 105 min. – Italia 1976

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Pietro Brambilla: Fabrizio
Giuliano Cesareo: Michele ‘Miki’ Castiglioni
Daniele Asti: Franco
Pietro Giannuso: Alfredo Somma
Brigitte Skay: Lalla
Gilberto Squizzato: Paolo
Grazia Beccari: Ragazza di Paolo
Mario Mattia Giorgietti: Insegnante
Walter Valdi: Commissario della Buon costume
Franca Mantelli: Madre di Franco
Paola Faloja: Madre di Michele
Vittorio Pinelli: Agente di Polizia

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Regia Carlo Lizzani
Soggetto Mino Giarda, Carlo Lizzani
Sceneggiatura Mino Giarda, Carlo Lizzani, Ugo Pirro
Produttore Carlo Maietto
Casa di produzione PTA (Produzioni Thousand Associate)
Distribuzione (Italia) Agora
Fotografia Piergiorgio Pozzi
Montaggio Franco Fraticelli
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Pier Luigi Basile

San Babila ore 20 un delitto inutile banner recensioni

L’opinione di tylerdurden73 dal sito http://www.filmscoop.it

La piazza milanese di San Babila negli anni ’70 fu noto luogo di ritrovo per simpatizzanti e gruppi organizzati dell’estrema destra.Lizzani riferisce con l’abituale stile asciutto e diretto della giornata di quattro giovani,partendo dal funerale di un anziano “camerata” per finire in tragedia sotto i portici che costeggiano una delle tante vie del capoluogo lombardo.
Precursori degli attuali skinheads sono divisi dalla diversa estrazione sociale ma uniti da un fanatismo che li induce a tormentare i così detti “rossi” o comunque in generale tutti coloro mostrino debolezze.Il benestare della polizia è evidente,pronta ad intervenire solo quando ci scappa il morto o per mettere a tacere iniziative tutto sommato burlesche.
Svastiche sulle vetrine dei negozi,pericolose biglie di ferro scagliate contro i cittadini o motorini distrutti non sono atti sufficientemente gravi per un intervento delle autorità,cui Lizzani imputa senza troppi giri di parole una compartecipazione implicita.
Tratto da un fatto di cronaca nera che insanguinò Milano nel Maggio del ’75 il film vanta un bel ritmo.Gli avvenimenti si incastrano bene tra loro rendendo uno spaccato sociale verosimile culminante con la scena dell’inseguimento,momento segnato da grande tensione e una follia che ha radici al di fuori del semplice credo politico.
Lizzani ha però il torto di approfondire maluccio le origini di tale astio e le motivazioni personali ,ciò che ci viene offerto poggia su luoghi comuni e soluzioni troppo semplicistiche.
Discreti gli interpreti, mentre piuttosto sciatto è il personaggio della ninfomane Lalla che avrebbe dovuto avere un valore simbolico di tutt’altro spessore.
Film difettoso ma importante,piccola storia di un’ Italia da alcuni dimenticata e dai più giovani mai conosciuta.

L’opinione del sito http://www.nocturno.it

Se esiste nella filmografia di Carlo Lizzani un film che non si sa da che parte prendere, questo è San Babila ore 20: un delitto inutile. Formalmente si tratta di un resoconto sulle ripugnanti imprese
(si va dal minimo delle biglie di ferro scagliate contro vetrine e passanti a colpi di fionda, ad attentati bombaroli, sevizie ed omicidi) di un manipolo di giovani fascisti, detti “sanbabilini” dal nome
della piazza centrale di Milano che, per un tratto degli anni Settanta, gli estremisti di destra avevano eletto a loro quartier generale – con il silenzioso assenso delle forze dell’ordine.
Nessuno, memore di quegli anni, si meraviglierà che gli esponenti di questo nucleo siano tratteggiati da Lizzani senza alcuna possibile rendenzione, come bestie stupide e feroci: personaggi grotteschi e mostruosi,
espressione di un mondo borghese grottesco e mostruoso che Lizzani descrive con semplicità ed efficacia nei quadretti di vita familiare dei teppisti, saldando il discorso a quanto già era venuto
illustrando in alcuni momenti di Storie di vita e malavita. Dunque, da una parte l’anima “politica” del film, che non si esime dal puntare il dito accusatore sulle azioni di tali squadracce che con la connivenza
della polizia spadroneggiavano nella piazza marciando con il passo dell’oca, nella loro divisa d’ordinanza (giubbotti di pelle, stivaletti a punta, occhiali ray-ban).(…)

L’opinione del sito http://www.cinemah.com

Chi si ricorda più dei sanbabilini? Nessuno. Invece ci ricordiamo bene e ancora oggi ne leggo dei tanti brigatisti combattenti del proletariato
Lizzani diede un taglio sociologico già vecchio al quel tempo, ora, anche se storicizzato non regge, in qualsiasi prospettiva vogliamo guardarlo.
I fascisti di Piazza San Babila a Milano sono delle macchiette. Come macchiette sono i poliziotti, i preti, i tranquilli passanti, anche quando cercano
con un fazzoletto di cancellare una svastica disegnata con la vernice su una vetrina di un negozio. Sono belli, buoni e bravi i tanti comunisti manifestanti
i quali si muovono come api operose all’interno della Casa del Popolo. Franco è poi uno stereotipo di fascista. Viene rappresentato con tutti i conformismi popolari
ma nulla di culturalmente valido. La famiglia ricca, la crisi dei genitori, una madre possessiva, capace solo di riversare sul figlio la sua povertà umana.
Il padre è occupato a fare soldi e a dedicarsi a Dio. Poi c’è l’impotenza di Franco e il suo disprezzo per le donne. C’erano altri luoghi comuni?
No, si trovano tutti all’interno del film. Non è invecchiato solo il film, sono invecchiato anche io. Quando lo ho visto alla sua uscita mi era piaciuto.
Mi aveva colpito la forte violenza, la nulla considerazione della donna, il nichilismo su cui stavano cercando di costruire qualcosa.
Ora è solo un bel film di azione, un poliziesco e nulla più. Forse Lizzani questo ci voleva narrare, un genere alla Arancia meccanica all’italiana, accompagnato da una bella ironia e sarcasmo.
Letto sotto quest’aspetto il film può tenere, può avere una valenza. Sarà la semplice e stupida Lalla a portarci la freschezza migliore al film. Si ride di fronte alla sua ingenuità.
Lei è l’altra faccia della medaglia: la credono stupida ma altrettanto stupido e vuoto è il retroterra culturale dei ragazzi fascisti. “Tu ascoltami anche se non capisci” gli dice un ragazzo a Lalla,
la quale comprende chiaramente invece e gli risponderà: “Io in questa fortezza non ci voglio entrare.” Nessuno vuole entrare nella fortezza politica del neofascismo,
una forma di necrofilia più che una tendenza politica. L’unico momento di vera politica del film è quando i ragazzi, dopo aver comperato dei dildo in uno sex shop, si divertono a scandalizzare i passanti.
Allora la polizia arriva velocemente. Uno dei ragazzi lancerà una profezia vera. Discutendo con i poliziotti che li hanno arrestati ha un momento di lucidità per urlare “Piace ai democristiani,
piace ai comunisti, piace a tutti.” Si, i sex shop piacciono a tutti ma forse non alludeva solo a quello.(…)

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gennaio 2, 2016 Pubblicato da: | Drammatico | , | 1 commento

Ondata di calore

Ondata di calore locandina 1

Caldo soffocante,sabbia spazzata via e riportata perennemente in ciclo che imperversa su una città costruita nel deserto del Marocco.
E una donna che sembra quasi soffocare in casa,irrequieta.
Lei è Joyce Grasse.
E’ sposata ad un ingegnere che è una presenza invisibile, che sembra comunicare con lei solo attraverso nastri registrati.
Joyce si muove prigioniera nell’appartamento.
Si fa una doccia,vaga per la stanza chiusa nei suoi pensieri.
Scopre casualmente una bambola gonfiabile,prova evidente della perversione di suo marito,si sente spiata da uomini sulla strada,si agita.
Ma resta chiusa nell’appartamento.
Fuori l’onnipotente sabbia imperversa e lei diventa sempre più ansiosa,sfoga il suo malessere sulla donna di servizio,poi tenta di sedurre senza
successo Ali,un amico di suo marito.
Ad eccitarle i sensi è stata la visione dei suoi vicini nudi,ma l’uomo la respinge.
Joyce tenta il suicidio,ma è salvata dal dottor Volterra.

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L’uomo la porta in clinica,ma Joyce sembra preda di oscuri fantasmi,di ombre che nella mente la sconvolgono fino al punto
di fuggire dalla clinica.
Il ritorno a casa le fa scoprire una realtà inquietante…
Ondata di calore,diretto nel 1970 da Nelo Risi,figlio del grande Dino è un film sperimentale e gelido,retto per intero da una straordinaria Jean Seberg,attrice di talento scomparsa purtroppo a soli 40 anni in seguito ad un misterioso e mai spiegato suicidio.
Appiccicaticcio,lunare,claustrofobico:Ondata di calore è una specie di diario giornaliero di una donna frustrata e sola,preda di angosce e fantasmi
che nel film sono spiegati quasi marginalmente,a tutto vantaggio di una descrizione ambientale che sovrasta la figura stessa di Joyce,una specie di viaggio onirico nei meandri della psiche di una donna evidentemente disturbata,sposata con un uomo assente ma che scopriamo essere un vizioso.
Joyce è anche circondata dal nulla.
La città spettrale nella quale vive è spazzata da tempeste di sabbia,i suoi vicini sono anonimi e inquietanti,sembrano spiarla di continuo.
Ma è così?
Oppure tutto quello che avviene è solo è il delirio di una mente allucinata?
Lo scopriamo alla fine,quando dopo la fuga Joyce torna nel suo appartamento.

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A quel punto tutto appare quanto meno più chiaro,anche se il finale non dissipa i dubbi che Risi semina a piene mani nel film.
Un incubo.
O una realtà nella quale il fantastico,i ricordi,le ansie e le paure si mescolano inestricabilmente al presente.
Tutto è confuso,senza margini,non afferrabile.
E Joyce affonda così in una follia quasi vigile,dalla quale prova a fuggire ma che la riporta nel modo più crudele ad una realtà dalla quale
si è estraneata.Inutilmente.
Ondata di calore è un film dai ritmi ipnotici,lentissimi e avvolgenti.
Nei primi venti minuti in pratica a parte la tv,non si ode voce umana.
Si osserva solo Joyce aggirarsi in quella che è una prigione,e non solo ambientale.
E’ una prigione mentale.
Un film quasi fatto a pezzi dalla critica.
Scrive Tullio Kezich nel suo Millefilm:
«Dopo il “Diario di una schizofrenica” non è questo il film che ci attendevamo dal talento di Nelo Risi. Certo un’opera come “Ondata di calore” può impressionare favorevolmente per il rigore quasi geometrico della sua costruzione. Da un romanzo di Dana Moseley, ambientato nella provincia americana, Risi ha ricavato il ritratto di una donna sconvolta da una profonda crisi.
E per rendere la situazione ancora più eloquente, il regista l’ha trapiantata nella cornice della città di Agadir (Marocco), quasi completamente ricostruita dopo il terremoto del 1961: a monte del personaggio, come della città in cui vive, c’è insomma un trauma che ha determinato la nevrosi. Per Agadir è stato il terremoto, per la protagonista qualcosa che scopriamo un po’ per volta fino a conquistarci
un finale addirittura giallo. Dietro “Ondata di calore” c’è un certo cinema italiano degli anni cinquanta, legato soprattutto all’esperienza di Antonioni, tanto suggestivo quanto aperto (e talvolta incerto) nelle sue definizioni culturali. Dopo aver assimilato così felicemente la cultura psicanalitica nel suo film più riuscito., Risi qui regredisce a uno studio di comportamento molto meno interessante e utile; e non sempre sfugge al primo rischio di chi rappresenta un personaggio annoiato., che è quello di annoiare. Ne risulta un gioco impeccabile, ma anche fine a se stesso.»
Oppure dal solito ineffabile Morandini,con il quale modestamente sono in disaccordo una volta si e l’altra pure:
“«Ritratto di donna americana in crisi esistenziale e coniugale con finale giallo sullo sfondo della città marocchina di Agadir, ricostruita dopo il terremoto del 1961. Tratto da un romanzo di Dana Moseley, è un passo indietro (uno solo?) rispetto a Diario di una schizofrenica di cui conserva soltanto il rigore geometrico della scrittura. Qui Risi fa dell’antonionismo di riporto. J. Seberg, però, ci crede. E convince.»”

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Se è vero che i riferimenti di Risi sono al maestro Antonioni,è anche vero che lo stesso segue una sua via autonoma,coraggiosamente.
Mostrare le nevrosi di una donna,affidando alla potenza dell’immagine e alla cornice claustrofobica la lotta che la stessa affronta tra un io cosciente
e un io che la donna volutamente trascura,per paura o per semplice ignoranza,richiede una ars narrativa di prim’ordine.
E Risi utilizza una fotografia fredda,un’ambientazione angosciante,una Jean Seberg semplicemente perfetta per rappresentare una storia dai contorni indefiniti,un viaggio analitico e allo stesso tempo destrutturato di una mente imprigionata in un corpo a sua volta imprigionato in una stanza,a sua volta imprigionata nella gabbia di un matrimonio distruttivo,ancora una volta imprigionata in una città polverosa e angosciante,in cui l’unica vera presenza viva e vitale sembra essere la sabbia.
Il tutto con un contorno di sogni (o incubi) ad occhi aperti.
Straordinaria Jean Seberg.
L’inquietudine del suo personaggio sembra spandersi per la stanza,grazie al suo volto mobile ed espressivo.
Marginale il ruolo di Luigi Pistilli,ma svolto con la consueta eleganza.
Un film rimasto sepolto per quasi mezzo secolo e che oggi può essere rivisto sul Youtube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=pDT9_cTdtME in una versione ricavata da un miracoloso passaggio televisivo su Rai 3 HD.

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Ondata di calore
Un film di Nelo Risi. Con Luigi Pistilli, Jean Seberg, Paolo Modugno, Stefano Oppedisano, Franco Acampora Drammatico, durata 91 min. – Italia 1970.

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Jean Seberg : Joyce Grasse
Luigi Pistilli : Dottor Volterra
Lilia Nguyen : Cameriera
Gianni Belfiore : Ali
Paolo Modugno : Cherif
Franco Acampora : Bianchi
Stefano Oppedisano : Ispettore

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Regia Nelo Risi
Soggetto Dana Moseley
Sceneggiatura Nelo Risi, Anna Gobbi e Roger Mauge
Fotografia Giulio Albonico
Montaggio Gianmaria Messeri
Musiche Peppino De Luca e Carlo Pes
Scenografia Giuseppe Bassan e Mario Ambrosino

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L’opinione di Zombi dal sito http://www.filmtv.it

Marocco. una donna è letteralmente prigioniera del suo appartamento a causa di una tempesta di sabbia. nella casa sembrano esserci anche dei fantasmi con la quale lei sembra dialogare nella sua mente
o nei suoi ricordi. grosse fotografie ritraggono un uomo con gli occhiali(il marito) e un ragazzo più giovane del posto che si chiama alì. la donna sembra in balia di se stessa, abbandonata dal marito
andato a caccia con un amico. non succede nulla anche quando finalmente la tempesta finisce e lei può uscire di casa vagando in auto. ogni tanto accende un magnetofono per sentire le registrazioni del marito,
ingegnere impegnato nella ricostruzione della città di agadir recentemente rasa al suolo da un terremoto disastroso, e per registrare il suo messaggio da spedirgli. il film in pieno mood settantesco,
poggia tutto sulle spalle della bella e brava jean seberg che sopporta un tour de force davanti alla telecamera. le atmosfere di caldo torrido e di alcuni furtivi nudi, forse controfigurati dal momento
che non la si vede mai in faccia, avvicinano questo film a certo autorialismo pruriginoso tipico di quegli anni. il tormento della donna sola in quella casa con l’aria condizionata rotta, insofferente alla
donna delle pulizie e a chiunque le si avvicini, in particolare ad un giovanotto che pare seguirla insistentemente come mette piede fuori di casa, è piuttosto riuscito e riesce a mettere sinceramente a disagio.
il senso di prigionia prima e di abbandono poi quando vaga per le vie di quella città sconosciuta senza sapere dove vuole andare, e lo stesso spaesamento quando si reca al club a nuotare, sono segnali sgradevoli
di una mente che sta cedendo. lontana dai posti che ama, da un marito che non c’è se non per il lavoro e per qualsiasi cosa la tenga lontana da lei, joyce crolla fino al colpo di scena finale che a quel punto può o non può interessare.
insieme alla seberg molto coinvolgente e coinvolta nel ruolo, il bravo luigi pistilli in un piccolo ruolo.

L’opinione del sito http://www.nuovocinemalocatelli.com

Chi l’ha visto? Chi se lo ricorda? Raro. Dimenticato. Rimosso. Eppure imprescindibile. Uscito nel 1970 e finito subito nel cono d’ombra, come quasi tutti i film (non molti peraltro) del suo regista Nelo Risi, fratello minore di Dino.
Uno per cui il cinema di fiction arrivò abbastanza tardi, come ulteriore campo di interesse, come espansione di una vita e una carriera fino ad allora perlopiù focalizzate da una parte sulla poesia (Nelo Risi è considerato dalle antologie
un poeta post-ermetico, qualunque cosa questo voglia dire) e sulla documentaristica in film. Mai avuti la fortuna travolgente del fratello e il suo successo di massa. Film, i suoi, che si collocano su tutt’altro versante rispetto alla commedia,
fortemente autoriali come li si intendeva in quegli anni, austeri, rigorosi, influenzati dalla psicanalisi, dagli avanguardismi della Nouvelle Vague e del Nouveau Roman, dagli estremismi e sperimentalismi stilistici di Antonioni.(…)

L’opinione di Fauno dal sito http://www.davinotti.com

Di ottima fattura. Non ci si annoia anche se il film è incentrato sulla grande solitudine della protagonista, causa l’inesistente rapporto col marito, che la porta ad avere incubi, mentre vive in un paese per lei di fantasmi
(Agadir, Marocco, con tempeste di sabbia annesse, spioni, bambini che colonizzano la sua auto di serie…). Buona la conclusione, anche se è discretamente a libera interpretazione dello spettatore.

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dicembre 30, 2015 Pubblicato da: | Drammatico | , | Lascia un commento

Le copertine di Cine Revue terza parte

 

25 Dagmar LassanderCine Revue

Dagmar Lassander

24 Sharon Tate Cine Revue

Sharon Tate

23 Minnie Minoprio Cine Revue

Minnie Minoprio

22 Brigitte Bardot Cine Revue

Brigitte Bardot

21 Cinzia De Carolis Cine Revue

Cinzia De Carolis

20 Britt Ekland Cine Revue

Britt Ekland

19 Simonetta Stefanelli Cine Revue

Simonetta Stefanelli

19 Laura Belli Cine Revue

Laura Belli

19 Carla Romanelli Cine Revue

Carla Romanelli

18 Rossana Podestà Cine Revue

Rossana Podestà

18 Pia Giancaro Cine Revue

Pia Giancaro

18 Clio Goldsmith Cine Revue

Clio Goldsmith

17 Marlene Jobert Cine Revue

Marlene Jobert

17 Marg. Rose Keil Cine Revue

Margaret Rose Keil

16 Magda Konopka Cine Revue

Magda Konopka

15 Lucretia Love Cine Revue

Lucretia Love

15 Lisa Gastoni Cine Revue

Lisa Gastoni

14 Maria Grazia Buccella Cine Revue

Maria Grazia Buccella

13 Dominique Boschero Cine Revue

Dominique Boschero

12 Lova Moor Cine Revue

Lova Moor

11 Bo Derek Cine Revue

Bo Derek

10 Anita Ekberg Cine Revue

Anita Ekberg

1 Nastassja Kinskj

Nastassja Kinskj

1 Cine revue Scilla Gabel

Scilla Gabel

1 Cine revue Paola Quattrini

Paola Quattrini

1 Cine revue Lorenza Guerrieri

Lorenza Guerrieri

1 Cine revue Krista Nell

Krista Nell

1 Cine revue Karin Schubert

Karin Schubert

1 Cine revue Ingrid Schoeller

Ingrid Schoeller

1 Cine revue Eleonora Vallone

Eleonora Vallone

1 Cine revue Ajita Wilson

Ajita Wilson

25 Joan Collins Cine Revue

Joan Collins

dicembre 29, 2015 Pubblicato da: | Miscellanea | | Lascia un commento

L’Antico Egitto nel cinema

001 Banner Egitto principale

Il fascino immortale dell’antico Egitto,la prima grande civiltà umana ha sempre esercitato un fascino avvolgente sul cinema,che ha saccheggiato
la sua storia per ambientarvi storie d’avventura o d’amore,drammatiche e belliche.
Difficile dire quanti siano i film con ambientazione specifica nella storia antica dell’Egitto,anche perchè alcuni film hanno un’ispirazione solo
marginale,come La mummia di Karl Freund (1939) fino al recente Exodus Dei e re.
Quelli che ho selezionato sono quelli più famosi in mezzo alla produzione dedicata all’Egitto;tra essi ne figurano molti dedicati ad uno dei personaggi più famosi della storia egiziana antica,ovvero Cleopatra VII Thea Philopatore,alla quale sono stati dedicati almeno una trentina di film, senza includere quelli che la vedono protagonista delle storie d’amore con Marc’Antonio o con Giulio Cesare.
Una produzione di qualità poco più che discreta,alla luce del valore intrinseco dei film stessi;tra i film dedicati alla storia dell’antico Egitto
segnalerei principalmente I dieci comandamenti di De Mille e Cleopatra di Joseph L. Mankiewicz.La storia di questo ultimo film è anche quella
del quasi fallimento della 20th Century Fox,costato 44 milioni di dollari dell’epoca,ovvero quasi 300 di oggi,uno dei fallimenti più costosi della storia del cinema.

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1-1 Cleopatra 1912

Cleopatra (1912)

1-2 Cleopatra 1917

Cleopatra (1917)

1-3 I dieci comandamenti 1923

I Dieci comandamenti (1923)

1-4 Cleopatra 1934

Cleopatra (1934)

1-5 Cesare e Cleopatra 1945

Cesare e Cleopatra (1945)

1-6 Gli amori di Cleopatra 1953

Gli amori di Cleopatra (1953)

1-7 Due notti con Cleopatra 1953

Due notti con Cleopatra (1953)

1-8 Sinuhe l'egiziano 1954

Sinuhe l’egiziano (1954)

1-9 La regina delle piramidi 1955

La regina delle piramidi (1955)

1-10 I dieci comandamenti 1956

I Dieci comandamenti (1956)

1-11 Le egioni di Cleopatra 1959

Le legioni di Cleopatra (1959)

1-12 Nefertite regina del Nilo (1961)

Nefertiti regina del Nilo (1961)

1-16 Cleopatra 1963

Cleopatra (1963)

1-13 Leone di Tebe

Il leone di Tebe (1964)

1-14 Il faraone

Il Faraone (1966)

1-15 All'ombra delle piramidi

All’ombra delle piramidi (1972)

1-20 Sfinge

Sfinge (1981)

1-19 La mummia

La mummia (1999)

1-17 Il re Scorpione

Il re scorpione (2002)

1-18 Cleopatra 2007

Cleopatra (2007)

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3-1 Helen Gardner in Cleopatra

Helen Gardner

3-2 Theda Bara in Cleopatra 1917

Theda Bara in Cleopatra (1917)

3-3 Claudette Colbert in Cleopatra 1934

Claudette Colbert in Cleopatra (1937)

3-4 Vivien Leight inCesare e Cleopatra 1934

Vivien Leight in Cesare e Cleopatra (1934)

3-5 Rhonda Fleming Gli amori di Cleopatra 1953

Rhonda Fleming in Gli amori di Cleopatra (1953)

3-6 Sofia Loren

Sofia Loren in Due notti con Cleopatra

3-7 Victor Mature

Victor Mature

3-8 Joan Collins La regina delle piramidi

Joan Collins in La regina delle piramidi

3-9 Anne Baxter

Anne Baxter in I Dieci comandamenti

3-9 Charlton Heston

Charlton Heston in I Dieci comandamenti

3-9 Yul Brinner

Yul Brinner in I Dieci comandamenti

3-10 Jeanne Crain

Jeanne Crain

3-11 Mark Forest

Mark Forest

3-12 Hildegarde Neil

Hildegarde Neil

3-13 Liz Taylor

Elizabeth Taylor

3-13 Richard Burton

Richard Burton

3-14 The rock

The Rock

3-15 Rachel Weisz

Rachel Weisz

3-16 Lesley Ann Down

Lesley Ann Down

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2 -1 Cleopatra 1912

2 -2 Cleopatra 1917

2 -3 I dieci comandamenti 1923

2 -4 Cleopatra 1934

2 -5 Cesare e Cleopatra 1945

2 -6 Gli amori di Cleopatra 1953

2 7 Due notti con Cleopatra 1953

2 8 Sinuhe l'egiziano 1954

2 9 La regina delle piramidi 1955

2 10 I dieci comandamenti 1956

2 11 Le legioni di Cleopatra 1959

2 12 Nefertite regina del Nilo (1961)

2 13 Il leone di Tebe

2 15 All'ombra delle piramidi

2 16 Cleopatra 1963

2 17 Il re scorpione

2 18 Cleopatra 2007

2 19 La mummia

2 20 Sfinge

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4-1 Charles L. Gaskill Cleopatra

Charles Gaskill

4-2 J. Gordon Edwards Cleopatra 1917

J.Gordon Edwards

4-3 Cecil De Mille

Cecil De Mille

4-4 Gabriel pascal

Gabriel Pascal

4-5 William Castle

William Castle

4-6 Mario Mattoli

Mario Mattoli

4-7 Michael Curtiz

Michael Curtiz

4-8 Howard Hawks

Howard Hawks

4-9 Vittorio Cottafavi

Vittorio Cottafavi

4-10 Giorgio Ferroni

Giorgio Ferroni

4-11 Jerzy Kawalerowicz

Jerzy Kawalerowicz

4-12 Joseph L. Mankiewicz

Joseph L.Mankiewicz

4-13 Chuck Russell

Chuck Russell

4-14 Franklin J. Schaffner

Franklin J.Schaffner

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5 Cesare e Cleopatra lc

5-1 Cesare e Cleopatra lc

5-2 Cesare e Cleopatra lc

5-3 Cesare e Cleopatra lc

5-4  I dieci comandamenti lc

5-5 Le legioni di Cleopatra lc

5-6 Nefertite, regina del Nilo lc

5-7 Due notti con Cleopatra lc

5-8  Cleopatra lc

5-9n Il leone di Tebe lc

5-10 All'ombra delle piramidi lc

5-11 Il mistero della mummia lc

5-12 La vita intima di Marcantonio e Cleopatra lc

dicembre 28, 2015 Pubblicato da: | Miscellanea | | 2 commenti

Marilyn Monroe portrait

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2015-12-23_204544

Questo articolo è un omaggio ad una diva,attrice,ma prima di tutto donna diventata un mito.
E’ anche di gran lunga il post con il più grande numero di immagini,ben 160, scelte attraverso la sterminata serie di foto
scattate a Marilyn.
Una scelta particolare,con foto poco conosciute,tenere,sexy;foto che testimoniano la sua straordinaria bellezza.
Ne approfitto per farvi gli auguri di un sereno Natale;e oltre a farli a voi,voglio farli ad una carissima amica diventata per me
un punto fermo e una presenza costante,l’unica vera consolazione di un anno personalmente orribile.
Ylva è la persona migliore in cui potessi imbattermi.Una vera amica,un rifugio sicuro,una persona pulita.
Ed è a lei che va il mio personalissimo grazie,vanno i miei auguri e la dedica di questo articolo.

Sereno Natale a tutti

Ero un bimbo,e appresi dalla tv,in una calda giornata di agosto,che quella signora biondissima e bellissima,dallo sguardo dolce,se n’era andata.
L’idea della morte da bambino è un concetto astruso.
Così ci vollero anni per capire appieno il significato della sua scomparsa.
Negli anni settanta acquistai cinque poster con la sua immagine,che andarono ad aggiungersi al poster del Che,a quello del viet con la scritta Why? e al poster di Bakunin.
Così,ogni volta che entravo nella mia cameretta,il suo volto mi guardava da tutte le angolazioni.
Un volto in cui molti leggevano una sfida erotica,o anche la banalità di un cervello poco fertile.
Io leggevo dietro lo sguardo,e ci vedevo un’ansia di vivere mescolata al sottile e strisciante mal d’essere.
La su immagine di donna nel corso degli anni è stata associata a quella di una persona sfortunata,a cui tutti hanno tolto qualcosa.
I suoi mariti,i suoi innumerevoli amanti.
Eppure mi è sempre sembrato che lei non appartenesse a nessuno:come se avesse ceduto temporaneamente il suo corpo,la sua bellezza,ma avesse conservato religiosamente la sua anima.
Grande attrice,capace di sorridere come un’oca,lei che oca non era.
Un’immagine di sano erotismo,che sembrava seguire sorniona gli sguardi degli uomini fissi su di lei.
Forse è vero che la sua fama è cresciuta a dismisura per il fatto di essere morta giovane.Ma è indubbio che le sue doti di simpatia e di umanità travalicavano la sua immagine pubblica.
Le donne non vedevano in lei una rivale pericolosa.
Vedevano oltre quel suo sguardo sognante e sbarazzino.
E le concedevano la loro simpatia.
Quarant’anni dopo,il suo mito,nato molto prima della sua tragica morte,continua ad essere ben presente,come in nessun altro caso di star del cinema.
E’ vero,a lei il tempo ha risparmiato le crudeli rughe,la vecchiaia.
Ma nella sua immagine di donna sorridente,in quel suo essere nonostante tutto altera e semplice,nel suo sguardo che supera le barriere del tempo c’è qualcosa che non potrà non colpire anche uno spettatore del futuro.
Un pò come Monna Lisa,guarda verso lo spettatore,immobile e serena.

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1-1 La confessione della signora Doyle (1952)

La confessione della signora Doyle

1-2 Niagara

Niagara

1-3 Dangerous Years

Dangerous years

1-4 Scudda Hoo! Scudda Hay!

Scudda hoo scudda hay

1-5 I verdi pascoli del Wyoming

I verdi pascoli del Wyoming

1-6 Something's Got to Give

Somethings got to give

1-7 Orchidea bionda

Orchidea bionda

1-8 Come sposare un milionario

Come sposare un milionario

1-9 Gli uomini preferiscono le bionde

Gli uomini preferiscono le bionde

1-10 La figlia dello sceriffo

La figlia dello sceriffo

1-10 Una notte sui tetti

Una notte sui tetti

1-11 Giungla d'asfalto

Giungla d’asfalto

1-12 La tua bocca brucia

La tua bocca brucia

1-13

Eva contro Eva

1-14 L'affascinante bugiardo

L’affascinante bugiardo

1-15 Facciamo l'amore

Facciamo l’amore

1-15 Home town story

Home town story

1-16 Le memorie di un Don Giovanni

Le memorie di un dongiovanni

1-17 A qualcuno piace caldo

A qualcuno piace caldo

1-18 Il principe e la ballerina

Il principe e la ballerina

1-19 Fermata d'autobus

Fermata d’autobus

1-20 Quando la moglie è in vacanza

Quando la moglie è in vacanza

1-21 Gli spostati

Gli spostati

1-22 Follie dell'anno

Follie dell’anno

1-23 Il poliziotto e il salmo

Il poliziotto e il salmo

1-24 Matrimoni a sorpresa

Matrimoni a sorpresa

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02 Marilyn Monroe magazine 10

02 Marilyn Monroe magazine 11

02 Marilyn Monroe magazine 12

02 Marilyn Monroe magazine 13

02 Marilyn Monroe magazine 14

02 Marilyn Monroe magazine 15

02 Marilyn Monroe magazine 16

02 Marilyn Monroe magazine 17

02 Marilyn Monroe magazine 18

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3 Marilyn Monroe e Adele Jergens

Con Adele Jergens

3 Marilyn Monroe e Arthur Miller

Con suo marito Arthur Miller

3 Marilyn Monroe e Betty Grable

Marilyn e Betty Grable

3 Marilyn Monroe e Billy Wilder

Marilyn e Billy Wilder

3 Marilyn Monroe e Bogart

Marilyn con la Bacall e Bogart

3 Marilyn Monroe e Brando

con Marlon Brando

3 Marilyn Monroe e Cary Grant

Marilyn e Cary Grant

3 Marilyn Monroe e Clark Gable

Con Clark Gable

3 Marilyn Monroe e Cliff

Marilyn e Montgomery Clift

3 Marilyn Monroe e David Wayne

Con David Wayne

3 Marilyn Monroe e George Sanders

con George Sanders

3 Marilyn Monroe e Groucho Marx

con Groucho Marx

3 Marilyn Monroe e Henry Hathaway

Con Henry Hathaway

3 Marilyn Monroe e i Kennedy

Con Bob e John Kennedy

3 Marilyn Monroe e Joe Di Maggio

Con il marito Joe Di Maggio

3 Marilyn Monroe e Joseph Mankiewicz

Con Joseph Mankiewicz

3 Marilyn Monroe e Lollobrigida

Con Gina Lollobrigida

3 Marilyn Monroe e Maria Callas

Marilyn e Maria Callas

3 Marilyn Monroe e Mitchum

Con Robert Mitchum

3 Marilyn Monroe e Montand

Con Yves Montand

3 Marilyn Monroe e Olivier,Leight,Miller

Con L.Olivier,Janet Leight e Arthur Miller

3 Marilyn Monroe e Reagan

Con Ronald Reagan

3 Marilyn Monroe e Richard Widmark

Con Richard Widmark

3 Marilyn Monroe e Sammy Davis

Con Sammy Davis Jr.

3 Marilyn Monroe e Sinatra

Con Frank Sinatra

3 Marilyn Monroe e Tony Curtis

Marilyn e Tony Curtis

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4 Marilyn Monroe foto 9

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5 Marilyn Monroe pb 27

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9 Marilyn Monroe frasi famose 4

9 Marilyn Monroe frasi famose 3

9 Marilyn Monroe frasi famose 2

9 Marilyn Monroe frasi famose 1

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Vista da Andy Wahrol

8 Monroe6 Jim Dougherty

Il primo matrimonio con Jim Dougherty

8 Monroe5

Da Norma Jean a Marilyn Monroe

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8 Monroe2

8 Monroe1

8 Monroe Wahrol

Il celebre quadro di Wahrol

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8 Monroe dead 4

8 Monroe dead 2

8 Monroe dead 3

8 Monroe dead 1

8 Monroe 10

8 Monroe 9

L’atto della sua nascita

dicembre 23, 2015 Pubblicato da: | Biografie | | 2 commenti

Marcello Mastroianni Foto biografia

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1-1 L'assassino 1961

L’assassino

1-2 La città delle donne

La città delle donne

1-3 Divorzio all'italiana

Divorzio all’italiana

1-4 Questi fantasmi

Questi fantasmi

1-5 Il passo sospeso della cigogna

Il passo sospeso della cicogna

1-6 Allonsenfan

Allonsanfan

1-7 Domenica d'agosto

Domenica d’agosto

1-8 Aldilà delle nuvole

Aldilà delle nuvole

1-9 La legge

La legge

1-10 L'ingorgo

L’ingorgo

1-10 tempo d'amore

Tempo d’amore

1-11 Un mondo nuovo

Un mondo nuovo

1-12 La notte

La notte

1-13 Fantasma d'amore

Fantasma d’amore

1-14 La bella mugnaia

La bella mugnaia

1-15 La dolce vita

La dolce vita

1-16 Casa Ricordi

Casa Ricordi

1-17 I soliti ignoti

I soliti ignoti

1-18 Il bell'Antonio

Il bell’Antonio

1-19 Maccheroni

Maccheroni

1-20 Divorzio all'italiana

Divorzio all’italiana

1-21 La pelle

La pelle

1-22 Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici

Fatto di sangue tra due uomini

1-23 Una giornata particolare

Una giornata particolare

1-25 Rappresaglia

Rappresaglia

1-26 La cagna

La cagna

1-27 Leone l'ultimo

Leone l’ultimo

1-27 Oci ciornie

Oci ciornie

1-28 Stanno tutti bene

Stanno tutti bene

1-29 Verso sera

Verso sera

1-30 Sostiene Pereira

Sostiene Pereira

1-31 Le due vite di Mattia Pascal

Le due vite di Mattia Pascal

1-32 La grande abbuffata

La grande abbuffata

1-33 Giallo napoletano

Giallo napoletano

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3-1Marcello Mastroianni e Milo

Mastroianni con Sandra Milo

3-2 Marcello Mastroianni,Fellini Masina

Con Federico Fellini e Giulietta Masina

3-3 Marcello Mastroianni,Ekberg

Con Anita Ekberg

3-4 Marcello Mastroianni,Moreau

Mastroianni e Jeanne Moreau

3-5 Marcello Mastroianni,Loren

Con Sofia Loren

3-6 Marcello Mastroianni,Lisi

Mastroianni e Virna Lisi

3-7 Marcello Mastroianni,Shirley MacLaine

Con Shirley Mac Laine

3-8 Marcello Mastroianni,Laura Antonelli

Con Laura Antonelli

3-9 Marcello Mastroianni,Deneuve

Con Catherine Deneuve

3-10 Marcello Mastroianni,De Sica

Con Vittorio De Sica

3-11 Marcello Mastroianni,Anouk Aimee

Con Anouk Aimeè

3-12 Marcello Mastroianni,Claudia Cardinale

Con Claudia Cardinale

3-13 Marcello Mastroianni,Ljuba Rizzoli

Con Ljuba Rizzoli

3-14 Marcello Mastroianni,Monica Vitti

Con Monica Vitti

3-15 Marcello Mastroianni

3-16 Marcello Mastroianni Dunaway

Con Faye Dunaway

3-17 Marcello Mastroianni Salvatori Gassman

Con Salvatori e Gassman

3-18 Marcello Mastroianni Maria Schell

Con Maria Schell

3-19 Marcello Mastroianni Cardinale

Con Claudia Cardinale

3-20 Marcello Mastroianni melato

Con Mariangela Melato

3-21 Marcello Mastroianni

3-22 Marcello Mastroianni Troisi

Con Massimo Troisi

3-23 Mastroianni Lollobrigida

Con Gina Lollobrigida

3-24 Mastroianni Baker

Marcello Mastroianni e Carroll Baker

3-25 Mastroianni Bardot

Con Brigitte Bardot

3-26 Mastroianni Interlenghi

Con Franco Interlenghi

3-27 Mastroianni

3-28 Mastroianni

3-29 Mastroianni Tiffin

Con Pamela Tiffin

3-30 Mastroianni Orfei

Con Moira Orfei

3-31 Mastroianni Andress

Con Ursula Andress

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4 Mastroianni giornali 3

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4 Mastroianni giornali 8

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4 Mastroianni giornali 10

4 Mastroianni giornali 11

4 Mastroianni libro 1

7 Mastroianni frasi 12

5 Mastroianni a teatro 10

A Teatro 10 con Gassman e Corrado

5 Mastroianni al Musichiere

Con Mario Riva al Musichiere

5 Mastroianni da Letterman Tv

Con Letterman

5 Mastroianni Studio uno

Con Mina a Studio 1

5 Mastroianni Varietà Quartetto Cetra

Con il Quartetto Cetra

5 Mastroianni Varietà Tv

Varietà

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7 Mastroianni frasi 13

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6 Mastroianni lobby card 2

6 Mastroianni lobby card 1

dicembre 21, 2015 Pubblicato da: | Miscellanea | | Lascia un commento

Nino Manfredi Foto biografia

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01 Nino Manfredi film gallery

1-1 Monastero di Santa Chiara

Monastero di Santa Chiara

1-2 Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo

Guardia,guardia scelta,brigadiere e maresciallo

1-3 Totò, Peppino e la... malafemmina

Totò Peppino e la malafemmina

1-4 Susanna tutta panna

Susanna tutta panna

1-5 Guardia, ladro e cameriera (1958)

Guardia ladro e cameriera

1-6 Carmela è una bambola (1958)

Carmela è una bambola

1-7 Audace colpo dei soliti ignoti (1959)

Audace colpo dei soliti ignoti

1-8 Le pillole di Ercole (1960)

Le pillole di Ercole

1-9 Il giudizio universale

Il giudizio universale

1-10 Gli anni ruggenti

Gli anni ruggenti

1-11 La Parmigiana

La parmigiana

1-12 La ballata del boia

La ballata del boia

1-13 Le bambole

Le bambole

1-14 I complessi

I complessi

1-15 Io la conoscevo bene

Io la conoscevo bene

1-16 Adulterio all'italiana

Adulterio all’italiana

1-17 Operazione San Gennaro

Operazione San Gennaro

1-18 Italian Secret Service

Italian Secret Service

1-19 Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa

Riusciranno i nostri eroi a ritrovare…

1-20 Vedo nudo

Vedo nudo

1-21 Nell'anno del Signore

Nell’anno del signore

1-22 Contestazione generale

Contestazione generale

1-23 Per grazia ricevuta

Per grazia ricevuta

1-24 Roma bene

Roma bene

1-25 Pane e cioccolata

Pane e cioccolata

1-26 Attenti al buffone

Attenti al buffone

1-27 Brutti, sporchi e cattivi,

Brutti sporchi e cattivi

1-28 Signore e signori, buonanotte

Signore e signori buonanotte

1-29 In nome del Papa Re

In nome del Papa re

1-30 Café Express

Cafè express

1-31 Nudo di donna

Nudo di donna

1-31 Spaghetti House

Spaghetti house

1-32 Grandi magazzini

Grandi magazzini

1-33 Secondo Ponzio Pilato

Secondo Ponzio Pilato

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4 Manfredi Allasio

Nino Manfredi e Maria Allasio

4 Manfredi Loy

Con Nanni Loy

4 Manfredi Pisu

4 Nino Manfredi con Alberto Sordi e Monica Vitti

Con Sordi e la Vitti

4 Nino Manfredi con Alberto Sordi

4 Nino Manfredi con Claudia Cardinale

Nino Manfredi e Claudia Cardinale

4 Nino Manfredi con De Sica e la Melato

Con Vittorio De Sica e Mariangela Melato

4 Nino Manfredi con Ettore Scola, Sophia Loren, Carlo Ponti,

Nella foto:Ettore Scola,Sofia Loren,Carlo Ponti e Nino Manfredi

4 Nino Manfredi con Franco Brusati

Con Franco Brusati

4 Nino Manfredi con Lolloobrigida e Vitti

Con Gina Lollobrigida e Monica Vitti

4 Nino Manfredi con Luigi Magni

Con Luigi Magni

4 Nino Manfredi con Mercier

Con Michele Mercier

4 Nino Manfredi con Panelli e Scala

Paolo Panelli,Delia Scala e Nino Manfredi

4 Nino Manfredi con Ugo Tognazzi

Con Ugo Tognazzi

4 Nino Manfredi con Virna Lisi

Con Virna Lisi

4 Nino Manfredi con Vittorio Gassman

Con Vittorio Gassman

4 Nino Manfredi e Catherine Spaak

Con Catherine Spaak

4 Nino Manfredi e Erminia Ferrari Manfredi

Nino e Erminia Manfredi

4 Nino Manfredi e Fulvia Franco

Con Fulvia Franco

4 Nino Manfredi e Lea Massari

Con Lea Massari

4 Nino Manfredi e Senta Berger

Con Senta Berger

4 Nino Manfredi e Stefania Sandrelli

Con Stefania Sandrelli

4 Nino Manfredi e Totò

Totò e Nino Manfredi

4 Vicky Ludovisi, Nino Manfredi e Gassman

Con Vicky Ludovisi e Vittorio Gassman

4 Nino Manfredi

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5 Nino Manfredi Le avventure di Pinocchio

Le avventure di Pinocchio

5 Nino Manfredi Linda e il brigadiere

Linda e il brigadiere

5 Nino Manfredi Meglio tardi che mai 1999

Meglio tardi che mai

5 Nino Manfredi Un commissario a Roma 1993

Un commissario a Roma

5 Nino Manfredi Una storia qualunque tv 2000

Una storia qualunque

5 Nino Mnafredi Chiaroscuro tv 2003

Chiaroscuro

5 Nino Mnafredi La notte di Pasquino tv 2003

La notte di Pasquino

5 Nino Mnafredi Un difetto di famiglia tv 2002

Un difetto di famiglia

5 Nino Mnafredi Un posto tranquillo tv 2003

Un posto tranquillo

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6 Nino Manfredi dischi 2

6 Nino Manfredi dischi 3

6 Nino Manfredi dischi 4

6 Nino Manfredi dischi 5

6 Nino Manfredi dischi 6

6 Nino Manfredi dischi 7

6 Nino Manfredi dischi 8

6 Nino Manfredi dischi 9

6 Nino Manfredi dischi 10

6 Nino Manfredi dischi 11

6 Nino Manfredi dischi 12

6 Nino Manfredi dischi 13

6 Nino Manfredi dischi 14

01 Nino Manfredi la sua tv

7 Caffe 2

7 Caffe

La celebre pubblicità Lavazza

7 Canzonisima

da Canzonissima

7 La piazzetta

La piazzetta

7 Mina

Con Mina a Canzonissima

7 Roma

Nel Rugantino

8 Canzonissima

Con Corrado a Canzonissima

8 Carosello 1958

Uno sketch a Carosello nel 1958

8 Carosello sketch Locatelli

Lo sketch per la Locatelli

8 Cosi per caso

Con Don Lurio a Così per caso

8 Rugantino

01 Nino Manfredi LOBBY CARD banner principale

9 Lobby card 1

9 Lobby card 2

9 Lobby card 3

9 Lobby card 4

9 Lobby card 5

9 Lobby card 6

9 Lobby card 7

9 Lobby card 8

9 Lobby card 9

9 Lobby card 10

9 Lobby card 11

9 Lobby card 12

9 Lobby card 13

9 Lobby card 14

9 Lobby card 15

01 Nino Manfredi frasi film

10 Le frasi 15

10 Le frasi 14

10 Le frasi 13

10 Le frasi 12

10 Le frasi 11

10 Le frasi 10

10 Le frasi 9

10 Le frasi 8

10 Le frasi 7

10 Le frasi 6

10 Le frasi 5

10 Le frasi 4

10 Le frasi 3

10 Le frasi 2

10 Le frasi 1

dicembre 20, 2015 Pubblicato da: | Biografie | | 2 commenti

Le locandine del cinema italiano anno 1971

Banner locandine 1971

1 Giù la testa locandina

Giù la testa
Regia di Sergio Leone. Con Rod Steiger, James Coburn, Rick Battaglia, Romolo Valli, Maria Monti
Genere Western, produzione Italia, 1971. Durata 150 minuti circa.

2 Il Decameron locandina

Il Decameron
Regia di Pier Paolo Pasolini. Con Franco Citti, Ninetto Davoli, Angela Luce, Silvana Mangano, Pier Paolo Pasolini
Genere Commedia, produzione Italia, 1971. Durata 111 minuti circa.

3 Morte a Venezia locandina

Morte a Venezia
Regia di Luchino Visconti. Con Dirk Bogarde, Romolo Valli, Mark Burns, Nora Ricci, Marisa Berenson
Genere Drammatico, produzione Italia, 1971. Durata 120 minuti circa.

4 Continuavano a chiamarlo Trinità locandina

… Continuavano a chiamarlo Trinità
Regia di E.B. Clucher. Con Bud Spencer, Terence Hill, Yanti Somer, Enzo Fiermonte, Adriano Micantoni,Furio Meniconi, Enzo Tarascio,
Gérard Landry, Benito Stefanelli, Franco Ressel, Vittorio Fanfoni, Riccardo Pizzuti, Fortunato Arena, Dana Ghia, Pupo De Luca,
Harry Carey, Jessica Dublin, Emilio Delle Piane Genere Western, produzione Italia, 1971. Durata 128 minuti circa.

5 Quattro mosche di velluto grigio locandina

Quattro mosche di velluto grigio
Regia di Dario Argento. Con Mimsy Farmer, Michael Brandon, Aldo Bufi Landi, Jean-Pierre Marielle, Oreste Lionello,
Renzo Marignano, Stefano Oppedisano, Calisto Calisti, Corrado Olmi, Sandro Dori, Marisa Fabbri, Fabrizio Moroni,
Jacques Stany, Fulvio Mingozzi, Francine Racette, Guerrino Crivello Genere Giallo, produzione Italia, 1971. Durata 105 minuti circa.

7 Il gatto a nove code locandina

Il gatto a nove code
Regia di Dario Argento. Con Rada Rassimov, Tino Carraro, James Franciscus, Catherine Spaak, Karl Malden,
Emilio Marchesini, Umberto Raho, Stefano Oppedisano, Horst Frank, Vittorio Congia, Corrado Olmi, Ugo Fangareggi,
Martial Boschero, Jacques Stany, Fulvio Mingozzi, Aldo Reggiani, Pier Paolo Capponi,Cinzia De Carolis
Genere Giallo, produzione Italia, Francia, Germania, 1971. Durata 112 minuti circa.

6 Sacco e Vanzetti locandina

Sacco e Vanzetti
Regia di Giuliano Montaldo. Con Gian Maria Volonté, Riccardo Cucciolla, Rosanna Fratello, Armenia Balducci, Sergio Fantoni.
Valentino Macchi, Sergio Serafini, Marisa Fabbri, Felicity Mason, Claude Mann, Geoffrey Keen, William Prince, Cyril Cusack,
Desmond Perry Genere Drammatico, produzione Italia, Francia, 1971. Durata 111 minuti circa.

8 Detenuto in attesa di giudizio locandina

Detenuto in attesa di giudizio
Regia di Nanni Loy. Con Gianni Bonagura, Alberto Sordi, Lino Banfi, Elga Andersen,Antonio Casagrande, Andrea Aureli,
Giuseppe Anatrelli, Mario Pisu, Tano Cimarosa, Gianfranco Barra, Nazzareno Natale, Michele Gammino Genere Drammatico,
produzione Italia, 1971. Durata 99 minuti circa.

9 Per grazia ricevuta locandina

Per grazia ricevuta
Regia di Nino Manfredi. Con Nino Manfredi, Mario Scaccia, Lionel Stander, Mariangela Melato, Paola Borboni,
Delia Boccardo, Véronique Vendell, Gianni Rizzo, Fausto Tozzi, Fiammetta Baralla, Enzo Cannavale, Tano Cimarosa,
Gastone Pescucci, Ugo Adinolfi, Antonella Patti Genere Commedia, produzione Italia, 1971. Durata 122 minuti circa.

10 In nome del popolo italiano locandina

In nome del popolo italiano
Regia di Dino Risi. Con Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Yvonne Furneaux, Renato Baldini, Ely Galleani, Michele Cimarosa,
Checco Durante, Pietro Tordi, Pietro Ceccarelli, Franco Angrisano, Simonetta Stefanelli, Paolo Paoloni,
Mario Maranzana Genere Commedia, produzione Italia, 1971. Durata 103 minuti circa.

11 Bello onesto emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata locandina

Bello onesto emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata
Regia di Luigi Zampa. Con Claudia Cardinale, Alberto Sordi, Angelo Infanti, Riccardo Garrone,Corrado Olmi,
Tano Cimarosa Genere Commedia,produzione Italia, 1971. Durata 115 minuti circa.

12 Il merlo maschio locandina

Il merlo maschio
Regia di Pasquale Festa Campanile. Con Lando Buzzanca, Laura Antonelli, Lino Toffolo, Ferruccio De Ceresa, Pietro Tordi,
Elsa Vazzoler, Gianrico Tedeschi, Corrado Olmi, Aldo Puglisi, Bruno Boschetti, Adolfo Belletti, Enzo Robutti,
Gino Cavalieri, Enzo Spitaleri Genere Commedia, produzione Italia, 1971. Durata 113 minuti circa.

13 Addio fratello crudele locandina

Addio fratello crudele
Regia di Giuseppe Patroni Griffi. Con Fabio Testi, Charlotte Rampling, Oliver Tobias, Rik Battaglia,
Antonio Falsi, Angela Luce Genere Drammatico, produzione Italia, 1971. Durata 111 minuti circa.

14 Scipione detto anche l'africano locandina

Scipione detto anche l’africano
Regia di Luigi Magni. Con Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Silvana Mangano, Turi Ferro,Ruggero Mastroianni, 
Enzo Fiermonte, Philippe Hersent, Ennio Antonelli, Rosita Torosh, Adolfo Lastretti, Wendy D’Olive, Christian Alegny,
Genere Commedia, produzione Italia, 1971. Durata 108 minuti circa.

15 Basta guardarla locandina

Basta guardarla
Regia di Luciano Salce. Con Maria Grazia Buccella, Umberto D’Orsi, Luciano Salce, Mariangela Melato, Riccardo Garrone,
Franca Valeri, Pippo Franco, Spiros Focas, Carlo Giuffrè, Dino Curcio, Pinuccio Ardia, Loredana Berté,Ettore Mattia
Genere Commedia, produzione Italia, 1971. Durata 96 minuti circa

16 Reazione a catena locandina

Reazione a catena
Regia di Mario Bava. Con Luigi Pistilli, Claudine Auger, Isa Miranda, Claudio Volonté, Anna Maria Rosati
Genere Horror, produzione Italia, 1971. Durata 90 minuti circa.

17 I clowns locandina

I clowns
Regia di Federico Fellini. Con Anita Ekberg, Riccardo Billi, Liana Orfei, Tino Scotti, Fanfulla,
Pierre Etaix, Annie Fratellini, Gustav Fratellini, Nando Orfei, Maya Morin, Rinaldo Orfei, Lina Alberti,
Alvaro Vitali, Federico Fellini, Giacomo Furia, Gasparino, Nino Vingelli, Alfredo Rizzo, Alberto Sorrentino,
Gigi Reder, Nino Terzo, Galliano Sbarra, Sandro Merli, Enzo Maggio Genere Commedia, produzione Italia, 1971. Durata 93 minuti circa.

18 Trastevere locandina

Trastevere
Regia di Fausto Tozzi. Con Nino Manfredi, Leopoldo Trieste, Rosanna Schiaffino, Vittorio De Sica, Milena Vukotic,
Umberto Orsini, Vittorio Caprioli, Ottavia Piccolo, Nino Musco, Enrico Formichi, Rossella Como, Gina Mascetti,
Luciano Pigozzi, Stefano Oppedisano, Marcella Valeri, Fiammetta Baralla, Enzo Cannavale, Carlo Gaddi, Nerina Montagnani,
Vittorio Fanfoni, Gigi Ballista, Don Powell, Giorgio Maulini, Lino Coletta
Genere Commedia, produzione Italia, 1971. Durata 104 minuti circa.

19 Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica

Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica
Regia di Damiano Damiani. Con Claudio Gora, Marilù Tolo, Martin Balsam, Arturo Dominici, Franco Nero,
Nello Pazzafini, Calisto Calisti, Sergio Serafini, Giancarlo Prete, Bruno Boschetti, Giancarlo Badessi,
Adolfo Lastretti, Luciano Lorcas, Giuseppe Alotta, Wanda Vismara, Michele Gammino
Genere Poliziesco, produzione Italia, 1971. Durata 106 minuti circa.

20 Lo strano vizio della signora Wardh locandina

Lo strano vizio della signora Wardh
Regia di Sergio Martino. Con George Hilton, Edwige Fenech, Ivan Rassimov, Cristina Airoldi,
Manuel Gill, Brizio Montinaro, Bruno Corazzari, Manuel Gil Genere Giallo, produzione Italia, 1971. Durata 90 minuti circa.

21 Una lucertola con la pelle di donna locandina

Una lucertola con la pelle di donna
Regia di Lucio Fulci. Con Florinda Bolkan, Leo Genn, Jean Sorel, Stanley Baker, Franco Balducci,
Georges Rigaud, Gaetano Imbrò, Ezio Marano, Silvia Monti, Anita Strindberg
Genere Giallo, produzione Italia, 1971. Durata 91 minuti circa.

22 La bestia uccide a sangue freddo locandina

La bestia uccide a sangue freddo
Regia di Fernando Di Leo. Con Klaus Kinski, Margaret Lee, Rosalba Neri, Jane Garret,
Gioia Desideri, Fernando Cerulli, John Karlsen, Monica Strebel, Ettore Geri, Carla Mancini
Genere Horror, produzione Italia, 1971. Durata 90 minuti circa.

23 Noi donne siamo fatte così locandina

Noi donne siamo fatte così
Regia di Dino Risi. Con Enrico Maria Salerno, Monica Vitti, Ettore Manni, Carlo Giuffrè, Michele Cimarosa,
Jean Rougeul, Giuliano Persico, Renzo Marignano, Greta Vaillant, Ileana Rigano, Clara Colosimo, Pupo De Luca
Genere Commedia, produzione Italia, 1971. Durata 112 minuti circa.

24 La notte che Evelyn uscì dalla tomba locandina

La notte che Evelyn uscì dalla tomba
Regia di Emilio Miraglia. Con Anthony Steffen, Erika Blanc, Marina Malfatti, Giacomo Rossi Stuart, Rod Murdock,
Umberto Raho, Roberto Maldera, Brizio Montinaro Genere Horror, produzione Italia, 1971. Durata 91 minuti circa.

25 Una farfalla con le ali insanguinate locandina

Una farfalla con le ali insanguinate
Regia di Duccio Tessari. Con Helmut Berger, Evelyn Stewart, Giancarlo Sbragia, Silvano Tranquilli,
Wolfgang Preiss, Stefano Oppedisano, Dana Ghia, Carole André, Günther Stoll
Genere Giallo, produzione Italia, 1971. Durata 100 minuti circa.

Banner locandine sound

1 Giù la testa locandina sound

3 Morte a Venezia locandina lc

4 Continuavano a chiamarlo Trinità locandina sound

5 Quattro mosche di velluto grigio locandina lc

6 Sacco e Vanzetti sound

7 Il gatto a nove code sound

8 Detenuto in attesa di giudizio sound

9 Per grazia ricevuta locandina sound

11 Bello onesto emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata sound

12 Il merlo maschio locandina sound

13 Addio fratello crudele sound

15 Basta guardarla sound

16 Reazione a catena locandina sound

17 I clowns  sound

18 Trastevere locandina sound

14 Scipione detto anche l'africano locandina sound

19 Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica sound

20 Lo strano vizio della signora Wardh locandina sound

21 Una lucertola con la pelle di donna sound

23 Noi donne siamo fatte così locandina sound

24 La notte che Evelyn uscì dalla tomba sound

25 Una farfalla con le ali insanguinate sound

Banner locandine lc

1 Giù la testa locandina lc

2 Il Decameron locandina lc

3 Morte a Venezia locandina lc 2

4 Continuavano a chiamarlo Trinità locandina lc

5 Quattro mosche di velluto grigio lc

6 Sacco e Vanzetti lc

7 Il gatto a nove code lc

8 Detenuto in attesa di giudizio lc

9 Per grazia ricevuta lc

10 In nome del popolo italiano locandina lc

12 Il merlo maschio lc

13 Addio fratello crudele lobby card

16 Reazione a catena lobby card

19 Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica locandina

20 Lo strano vizio della signora Wardh lc

21 Una lucertola con la pelle di donna lc

22 La bestia uccide a sangue freddo lc

24 La notte che Evelyn uscì dalla tomba lobby card

25 Una farfalla con le ali insanguinate lc

dicembre 17, 2015 Pubblicato da: | Miscellanea | | 4 commenti

Il Conte di Montecristo (Sceneggiato tv 1966)

Il Conte di Montecristo locandina 2

Amore e tradimento,gelosia e amicizia venduta,un tesoro favoloso,una vendetta implacabile.
Tutti ingredienti profusi a piene mani nel più celebre dei romanzi di appendice,Il Conte di Montecristo,scritto da Alessandro Dumas
e pubblicato a puntate dallo scrittore francese a partire dal 1844.
Dumas,con il suo stile classico,crea un personaggio che vive una terribile esperienza,passando dalla libertà ad una ingiusta detenzione;libero grazie ad
un espediente e diventato ricchissimo con la scoperta di un favoloso tesoro,Edmond Dantes,il protagonista della storia si vendica crudelmente
di coloro che lo avevano tradito privandoli di onori e ricchezze accumulate durante la sua detenzione,in alcuni casi anche della vita anche se mai di propria mano.
Dumas pubblicò questo romanzo a puntate,un feuilleton allungato a dismisura sia per creare suspence,sia per guadagnare qualche soldo in più,
visto che era pagato per creare storie che attirassero lettori.
Così il romanzo appare lungo a dismisura,con molte pagine descrittive che in alcuni casi tolgono tensione al romanzo;quando nel 1966 la RAI – Radiotelevisione italiana decide di ridurre il romanzo in uno sceneggiato lungo 8 puntate,ci si attende una versione che sacrifichi personaggi e situazioni a tutto vantaggio della scorrevolezza del racconto visivo.
Ed accade un qualcosa che francamente non era nelle previsioni;lungi dall’essere semplicistico e superficiale,lo sceneggiato si rivela superiore anche al romanzo,grazie ad una serie di fattori concomitanti.
In primis la sintesi presso chè perfetta del racconto,che viene sfrondato dalle parti inutili a tutto vantaggio di una trama molto più scorrevole e intuitiva;

Il conte di Montecristo 1

Il complotto tra Caderousse,Mondego e Danglars

Il conte di Montecristo 2

Dantes davanti a Villefort

poi l’utilizzo di un cast formato da attori con grande esperienza teatrale,che interpretano perfettamente i vari personaggi protagonisti del romanzo e la puntuale,precisa regia di Edmo Fenoglio,che qualche anno dopo curerà le riduzioni di Il berretto a sonagli e dei Buddenbrock.
Uno sceneggiato dal grande respiro,quindi,lungo 480 minuti che riassumono la storia di Edmond Dantes,della sua discesa all’inferno e della sua resurrezione nei panni del ricchissimo e spietato Conte di Montecristo,assetato di vendetta e di giustizia.
La trama:
-Edmond Dantes,giovane marinaio è a un passo dal realizzare i suoi personali sogni.
Pierre Morrel,l’armatore del Faraone,la nave sulla quale è imbarcato Edmond,sta per nominarlo capitano e il giovane inoltre sta per impalmare la sua amata Mercedes.
Ma attorno a lui si muovono personaggi ostili,che l’ingenuo Edmond considera amici;sono Danglars,scrivano sul Faraone che aspira anche lui al posto di capitano e si ritiene penalizzato e Fernando Mondego che ama ovviamente non ricambiato la bella Mercedes.
Durante una festa per il fidanzamento tra Edmond e Mercedes,Danglars e Mondego,con la collaborazione di Caderousse,scrivono una lettera anonima alla procura del regno,accusando Dantes di essere un bonapartista.
La lettera arriva nelle mani di Gérard de Villefort,che lo fa arrestare il momento esatto in cui scopre che Edmond aveva fatto da inconsapevole postino di una missiva compromettente diretta a suo padre Nortier.
Incarcerato nella prigione del Castello di If, Edmond grida disperatamente la sua innocenza,ma ben presto è costretto ad abituarsi alla detenzione.
Nonostante l’intervento a suo favore di Morrel,per Edmond il carcere diviene ben presto la sua casa.

Il Conte di Montecristo 3

L’arrivo nel carcere del Castello di If

Il Conte di Montecristo 4

Un anno dopo

Qui conosce l’abate Faria,suo vicino di cella che ha scavato un tunnel sperando di sbucare fuori dalla cella.
Tra i due nasce una profonda amicizia e l’abate Faria diviene ben presto,grazie alla sua enorme cultura,un maestro e un padre per lo sventurato Edmond,arrivando a rivelargli di possedere una mappa che localizza il favoloso tesoro del Conte Spada.Faria ricostruisce la vicenda che ha portato Dantes in prigione e con acume ricostruisce la vicenda,spiegando all’incredulo Edmond il ruolo avuto dai suoi nemici nel complotto che lo ha portato in prigione.
I due prigionieri si dedicano alla costruzione di un tunnel che dovrebbe portarli fuori dalla cella ma un giorno Faria muore;per Dantes è la fine del sogno di poter evadere dal carcere,ma con un colpo di genio si sostituisce all’abate e viene gettato in mare dai carcerieri.
Edmond viene salvato da Jacopo,un giovane contrabbandiere genovese che navigava al largo di If e con lui resta un po di tempo,prima di raggiungere l’isola di Montecristo;qui scopre che il tesoro di Faria esiste veramente e da quel momento cessa di essere il marinaio Edmond e diventa il Conte di Montecristo.
Elabora un piano complicatissimo per vendicarsi dei suoi nemici che nel frattempo (sono passati 14 anni dal suo internamento ad If) sono diventati ricchi e potenti.
Danglars è diventato un banchiere stimato e rispettabile,Fernando Mondego si è trasformato nel conte de Morcerf,grazie ad una carriera militare folgorante e (come si scoprirà in seguito) al tradimento del Pascià di Giannina Alì-Tebelen.
Gérard de Villefort è diventato procuratore del re mentre Caderousse è l’unico a sopravvivere facendo l’albergatore di un’infima locanda.
Morrel,che tanto si era adoperato per Dantes,vive invece in grosse difficoltà economiche mentre Mercedes ha sposato Fernando.
Grazie alla sua ricchezza immensa e dopo una serie infinita di colpi di scena,Edmond-Montecristo avrà la sua vendetta,scoprendo alla fine però che…
L’impianto dello sceneggiato è quello classico del teatro;largo spazio quindi ai dialoghi,alle espressioni e alla caratterizzazione dei personaggi a tutto scapito dell’azione.
Fenoglio privilegia infatti l’ambientazione interna,raccontando così con dovizia di particolari le relazioni tra i personaggi,che sono tantissimi e legati indissolubilmente fra loro.

Il Conte di Montecristo 5

Il cimitero del carcere:il mare

Il Conte di Montecristo 6

Il procuratore del re Villefort

Il Conte di Montecristo 7

Cinque anni dopo…

Spazio quindi alle vicende di Villefort e della baronessa Danglars,dalla cui relazione nascerà Benedetto,il giovane criminale che il Conte trasformerà nel nobile Cavalcanti per attirare in trappola
Danglars,promettendo allo stesso di far sposare sua figlia con il rampollo del nobile italiano decaduto.
Largo spazio alla storia della famiglia Morrel,l’unica a godere della benevolenza del Conte;dopo aver salvato l’armatore dal fallimento,Montecristo veglierà su Massimiliano,figlio dell’armatore incoraggiando la sua relazione con Valentina Villefort,arrivando alla fine a salvarla da morte certa e dagli agguati mortali di Eugenia Villefort.
Ampiamente raccontata la drammatica vicenda di Fernando Mondego,di suo figlio Alberto e di Mercedes,alla quale alla fine si rivelerà e che finirà per pagare anch’essa la voglia di vendetta di Dantes.
Tanti personaggi che sono legati a filo doppio e che popolano un romanzo denso di intrighi e colpi di scena,tutti perfettamente descritti sia caratterialmente sia inquadrati nelle proprie vicende personali e che finiscono per dare un tocco ulteriore di qualità al romanzo.
Dantes-Montecristo è una divinità crudele,un uomo che si sostituisce a Dio nel somministrare la giustizia;grazie al favoloso tesoro ereditato dall’Abate Faria,si erge dal carcere d’IF come un giustiziere implacabile che travolge tutti coloro che hanno avuto a che fare con la sua storia.
E a pagare sono anche gli incolpevoli,come Massimiliano e Valentina,come Alberto di Morcerf o il figlio minore di Villefort,vittime di una furia vendicativa che si placherà solo nel finale,quando Dantes scoprirà che la vendetta non riscalda il cuore,cosa che lo porterà a perdonare Danglars e a scoprire che anche per lui può esserci un futuro,accanto alla fedele e innamorata Haydee.

Il Conte di Montecristo 8

La malattia dell’Abate Faria

Il Conte di Montecristo 9

La fuga

Il Conte di Montecristo 10

Nella barca dei contrabbandieri

A 50 anni di distanza,Il Conte di Montecristo si rivela ancora uno splendido esempio di come si possa ottenere uno spettacolo visivo semplicemente usando la qualità e la cura.
Come siamo lontani dalle moderne fiction prive di anima e di contenuti.
Per quanto riguarda il cast,lodi a piene mani a tutti i grandi nomi del nostro teatro impiegati,senza alcuna esclusione.
Lo sceneggiato è stato riproposto varie volte in tv ed è disponibile su You tube in una buona versione ricavata da Dvd.

Il Conte di Montecristo
regia di Edmo Fenoglio,con Andrea Giordana,Giuliana Lojodice,Ugo Pagliai,Fosco Giacchetti,Sergio Tofano,Enzo Tarascio,Lino Capolicchio,Anna Miserocchi Sceneggiato Tv Italia 1966

Il conte di Montecristo banner gallery

Il Conte di Montecristo 11

Il Conte di Montecristo 12

Il Conte di Montecristo 13

Il Conte di Montecristo 14

Il Conte di Montecristo 15

Il Conte di Montecristo 16

Il Conte di Montecristo 17

Il Conte di Montecristo 18

Il Conte di Montecristo 19

Il Conte di Montecristo 20

 

Il conte di Montecristo banner protagonisti

Andrea Giordana: Edmond Dantès / Conte di Montecristo
Giuseppe Pagliarini: Padre di Edmond
Giuliana Lojodice: Mercedes
Ruggero Miti: Albert Morcerf
Ugo Pagliai: Franz
Sergio Tofano: Faria
Alberto Terrani: Fernando Mondego Morcerf
Achille Millo: Danglars
Enzo Tarascio: Villefort
Quinto Parmeggiani: Caderousse
Fosco Giachetti: Bertuccio
Maddalena Gillia: Valentine de Villefort
Tina Lattanzi: Duchessa
Nino Fuscagni: Beauchamps
Lorenzo Terzon: Chateau-Renaud
Carlo Ninchi: Noirtier de Villefort
Luigi Pavese: Morrel
Silvia Silveri: Eugénie Danglars
Anna Miserocchi: Baronessa Danglars
Fulvia Mammi: Signora Villefort
Loris Loddi: Edouard Villefort
Mariolina Bovo: Julie Morrel
Mila Stanic: Haydée
Giorgio Favretto: Maximilien Morrel
Michele Riccardini: Penelon
Nietta Zocchi: Carconte
Simone Mattioli: Battistino
Arthur Young: Dukas
Lino Capolicchio: Benedetto e impersona Andrea Cavalcanti
Nino Besozzi: impersona il Maggiore Cavalcanti padre di Andrea
Mario Scaccia: Luigi XVIII
Francesco Sormano: Saint-Meran
Elena Da Venezia: Signora Saint-Meran
Riccardo Garrone: Luigi Vampa
Michele Malaspina: Padron Gaspero
Edoardo Torricella: Un marinaio
Luigi La Monica: Un marinaio
Franco Castellani: Un marinaio
Enzo Consoli: Il barbiere
Manlio Busoni: Il commissario
Angiolina Quinterno: Una donna
Franca Mazzoni:Signora Morrel
Giustino Durano: Signor Monçon
Gianni Agus: Ministro
Nello Riviè: Uomo in nero
Giorgio Bandiera: Altro signore
Nino Scardina: Marchesino
Dante Biagioni; Giovane segretario
Paolo Lombardi: Ufficiale
Corrado Olmi: Segretario
Gastone Pescucci: Un uomo
Consalvo Dell’Arti: Un signore
Pino Ferrara: Debray

Il conte di Montecristo banner cast

Regia Edmo Fenoglio
Soggetto Dal romanzo Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas
Sceneggiatura Edmo Fenoglio – Fabio Storelli
Fotografia Mario Bernardo
Musiche Gino Marinuzzi jr.
Costumi Danilo Donati
Casa di produzione Rai

Il conte di Montecristo banner episodi

Il complotto
Il Castello d’If
Il tesoro
Il conte
Il pane e il sale
L’agguato
Il giudizio
Il perdono
8 puntate per 480 minuti totali,in onda sul primo canale dal 6 novembre 1966 al 23 dicembre 1966

Il conte di Montecristo banner attori

01 Andrea Giordana Edmond Dantes

Andrea Giordana è Edmond Dantes

02 Giuseppe Pagliarini padre di Edmond

Giuseppe Pagliarini è il padre di Edmond Dantes

03 Giuliana Lojodice Mercedes

Giuliana Lojodice è Mercedes

04 Achille Millo Danglars

Achille Millo è Danglars

05 Enzo Tarascio Villefort

Enzo Tarascio è Villefort

06 Mario Scaccia Luigi XVIII

Mario Scaccia è Luigi XVIII

07 Quinto Parmeggiani Caderousse

Quinto Parmeggiani è Gaspare Caderousse

07 Sergio Tofano Faria

Sergio Tofano è L’Abate Faria

8 Luigi Pavese Morrel

Luigi Pavese è Morrell

9 Ugo Pagliai Franz Quesnel d'Epinay

Ugo Pagliai è Franz Quesnel D’Epinay

10 Nino Besozzi Maggiore Cavalcanti e Lino Capolicchio Andrea Cavalcanti-Benedetto

Nino Besozzi è il Maggiore Cavalcanti,Lino Capolicchio è Andrea Cavalcanti e Benedetto

11 Giustino Durano Signor Monçon

Giustino Durano è Monchon

12 Giorgio Favretto Maximilien Morrel

Giorgio Favretto è Maximilien Morrel

12 Maddalena Gillia Valentine de Villefort

Maddalena Gillia è Valentine de Villefort

13 Fosco Giachetti Bertuccio

Fosco Giacchetti è Bertuccio

14 Alberto Terrani Fernando Mondego Morcerf

Alberto Terrani è Fernando Mondego,Morcerf

15 Ruggero Miti Albert Morcerf

Ruggero Miti è Alberto Morcerf

16 Fulvia Mammi Signora Villefort

Fulvia Mammi è Eugenia Villefort

17 Carlo Ninchi Noirtier de Villefort

Carlo Ninchi è Nortier de Villefort

17 Riccardo Garrone Luigi Vampa

Carlo Garrone e Luigi Vampa

18 Nietta Zocchi Carconta

Nietta Zonchi è Carconta

19 Mariolina Bovo Julie Morrel

Mariolina Bovo è Julie Morrel

20 Nino Fuscagni Beauchamps

Nino Fucagni è Beauchamps

21 Anna Miserocchi Baronessa Danglars

Anna Miserocchi è la Baronessa Danglars

Il conte di Montecristo banner incipit

3 Alessandro Dumas

Alessandro Dumas

“Il 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia dette il segnale della nave a tre-alberi il Faraone, che veniva da Smirne, Trieste e Napoli.
Com’è d’uso, un pilota costiere [sic] partì subito dal porto, passò vicino al Castello d’If e salì a bordo del naviglio fra il capo di Morgiou e l’isola di Rion.
Contemporaneamente com’è egualmente d’uso, la piattaforma del forte San Giovanni si ricoprì di curiosi; poiché è sempre un avvenimento di grande interesse a Marsiglia
l’arrivo di qualche bastimento, in particolare poi quando questo legno, come il Faraone, si sapeva costrutto, arredato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée
e appartenente ad un armatore della città.”

Il conte di Montecristo banner citazioni

-Io sono uno di questi esseri eccezionali; sì, monsieur, lo credo; fino a oggi nessun uomo si è trovato in circostanze simili alle mie. I regni dei monarchi sono circoscritti da montagne,
da fiumi, da cambiamenti di costumi o di lingua. Il mio regno, invece, è grande come l’universo perché non sono né italiano, né francese, né indiano, né americano, né spagnolo: io sono cosmopolita.
Nessun paese può dire di avermi visto nascere; Dio solo sa quale terra mi vedrà morire. Io adotto tutti gli usi, parlo tutte le lingue. Voi mi credete francese, non è vero? Perché parlo il francese
con la stessa facilità e purezza di voi. Ebbene! Alì, il mio moro, mi crede arabo; Bertuccio, il mio intendente, mi crede romano; Haydée, la mia schiava, mi crede greco. Dunque capirete che, non essendo di alcun paese,
non chiedo protezione ad alcun governo; non riconoscendo alcun uomo per mio fratello, non può arrestarmi né paralizzarmi alcuna sorta di scrupoli che arrestano i potenti o di ostacoli che paralizzano i deboli.
Io non ho che due avversari, non dirò due vincitori, perché li sottometto con la tenacia: la distanza e il tempo.-

-– Mercedes! – ripeté Montecristo. – Mercedes! Ebbene sì, avete ragione, mi è ancora dolce pronunciare questo nome… È la prima volta, dopo lunghi anni, che risuona così chiaro sulle mie labbra.
Ah, Mercedes! Il vostro nome l’ho pronunciato con i sospiri della malinconia, con i gemiti del dolore, col la rabbia della disperazione; l’ho pronunciato gelido per il freddo, rattrappito sulla paglia della mia prigione;
l’ho pronunciato divorato dal caldo; l’ho pronunciato rotolandomi sul pavimento del mio carcere. Mercedes, bisogna che mi vendichi perché ho sofferto per quattordici anni, ho pianto, ho maledetto. Ve lo ripeto Mercedes,
bisogna che mi vendichi! E il conte di Montecristo, temendo di cedere alle lacrime di colei che aveva amato tanto, chiamava in aiuto del suo odio il passato.

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dicembre 16, 2015 Pubblicato da: | Serie tv | , , , , , , , , | 4 commenti

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dicembre 14, 2015 Pubblicato da: | Miscellanea | | 1 commento