Filmscoop

Tutto il mio cinema

Festival di Cannes 1968

Quella del 1968 è l’edizione più controversa e contestata dell’intera storia del Festival di Cannes.
Sin dall’apertura,il 10 maggio,si respira un’aria strana;in tutta la Francia ci sono forti tensioni,scontri tra polizia e studenti originati da una serie concomitante di fattori,principalmente dalla rivolta dei giovani contro lo strapotere di De Gaulle, a cui si aggiunsero in seguito vasti strati della popolazione oltre che la quasi totalità del mondo operaio.
Ben presto il movimento spontaneo assunse la caratteristica di una contestazione generale al sistema,una vera e propria opposizione al potere nella sua globalità,alle istituzioni,alla cultura.
La contestazione varcò le frontiere e si estese a macchia d’olio in Europa;ma in Francia ebbe una fortissima eco,tanto da costringere De Gaulle,che era in visita ufficiale in Romania a rientrare per affrontare gli eventi.
Il 13 maggio è una data storica per la Francia;l’intero paese è completamente paralizzato da uno sciopero generale che nasce spontaneamente,sorprendendo gli stessi sindacati.
Centinaia di migliaia di persone partecipano ad un corteo a Parigi,il più grande dal 1936.
In questo quadro estremamente confuso,il 10 si inaugura il festival,con occhi e orecchie però più tese all’esterno che al festival.
Per la sua stessa composizione,per il parterre dei partecipanti,appare chiaro che non sarà un festival qualsiasi.
In giuria ci sono:

André Chamson, scrittore (Francia) – presidente
Claude Aveline, scrittore (Francia)
Veljko Bulajic, regista (Jugoslavia)
Paul Cadeac d’Arbaud, produttore (Francia)
Jean Lescure, scrittore (Francia)
Louis Malle, regista (Francia)
Jan Nordlander (Svezia)
Roman Polanski, regista (USA)
Robert Rojdestvensky, scrittore (Unione Sovietica)
Monica Vitti, attrice (Italia)
Boris von Borrezholm, regista (Germania)
Terence Young, regista (Gran Bretagna)

A creare un clima incandescente c’è anche la decisione da parte del ministro della cutura di rimuovere dalla carica di direttore della Cinémathèque française Henri Langlois pioniere del restauro e della conservazione delle pellicole cinematografiche e fondatore della stessa Cinémathèque.
François Truffaut, Jean-Luc Godard, Claude Lelouch,Louis Malle,illustri presenti al festival con le loro opere,contestano la decisione e organizzano una clamorosa manifestazione proprio sul palco di Cannes.


Gli stessi registi,pur con distinguo,si erano schierati con gli studenti e i manifestanti;Truffaut aveva detto:”Tutto ciò che ha valore ed è importante in Francia deve fermarsi” mentre Godard era stato ancora più duro: “Dobbiamo demolire le strutture di Cannes
In questa situazione caotica il Festival passa in second’ordine.
Il 17 maggio l’Assemblea d’azione e informazione del cinema francese con la partecipazione di 1000 professionisti riuniti presso la scuola nazionale di fotografia e cinema dirama un comunicato in cui definendosi “Gli stati generali del cinema” chiedono ai registi e produttori francesi presenti a Cannes di “opporsi,in armonia con i colleghi stranieri alla continuazione dei lavori,in segno di solidarietà
con gli studenti e i lavoratori in sciopero e per protestare contro il potere gollista e le presenti strutture dell’industria cinematografica


L’appello viene raccolto e Truffaut,Malle,Lelouch,Godard ritirano i loro film;a Cannes improvvisati oratori e registi,gente di cinema e giornalisti si ritrovano a dibattere più che di film di politica e sociale.
Louis Malle, Monica Vitti e Roman Polanski si dimettono dalla giuria e sabato 18 maggio,quando viene ritirato anche il film di Saura,l’edizione numero ventuno del Festival di Cannes viene chiusa senza attribuire premi.
Salta cosi la presentazione dell’atteso film di Resnais,il programma finsice per essere accantonato.
Ci fu spazio anche per uno scontro,molto violento,tra Polanski e Truffaut e Godard;il regista polacco accusò i due registi di essere intransigenti e di ricordargli “il clima stalinista polacco“.
Lo stesso Polanski era giunto a Cannes con sua moglie Sharon Tate che esattamente un anno dopo sarebbe stata massacrata dalla famiglia “satanica” di Charles Manson.
L’edizione del 1968 tuttavia ebbe anche la conseguenza di “liberalizzare” la partecipazione al Festival stesso,con una maggior attenzione alle opere di qualità e sopratutto vide la nascita della Quinzaine des Réalisateurs, organizzata dalla Société des Réalisateurs de Films,mostra parallela che dal 1969 proietta opere di alto valore.

 

Nuda sotto la pelle (The Girl on Motorcycle), regia di Jack Cardiff (Gran Bretagna/Francia)
Mali vojnici, regia di Bato Cengic (Jugoslavia)


Un lungo giorno per morire (The Long Day’s Dying), regia di Peter Collinson (Gran Bretagna/USA)
Les gauloises bleues, regia di Michel Cournot (Francia)


Vingt-quatre heures de la vie d’une femme, regia di Dominique Delouche (Francia/Germania)


Girando intorno al cespuglio di more (Here We Go Round the Mulberry Bush), regia di Clive Donner (Gran Bretagna)


L’errore di vivere (Charlie Bubbles), regia di Albert Finney (Gran Bretagna)

I protagonisti, regia di Marcello Fondato (Italia)


Al fuoco pompieri! (Horí, má panenko), regia di Milos Forman (Cecoslovacchia)
Tuvia Vesheva Benotav, regia di Menahem Golan (Israele/Germania)


L’armata a cavallo (Csillagosok, katonák), regia di Miklós Jancsó (Ungheria/Unione Sovietica)
Venti lucenti (Fényes szelek), regia di Miklós Jancsó (Ungheria)


Petulia, regia di Richard Lester (USA)
Zywot Mateusza, regia di Witold Leszczynski (Polonia)


Banditi a Milano, regia di Carlo Lizzani (Italia)
Un’estate capricciosa (Rozmarné léto), regia di Jirí Menzel (Cecoslovacchia)
La festa e gli invitati (O slavnosti a hostech), regia di Jan Nemec (Cecoslovacchia)
Il castello (Das schloß), regia di Rudolf Noelte (Germania)
Trilogy, regia di Frank Perry (USA)


Je t’aime, je t’aime, regia di Alain Resnais (Francia)


Grazie zia, regia di Salvatore Samperi (Italia)
Feldobott kö, regia di Sándor Sára (Ungheria)
Joanna, regia di Michael Sarne (Gran Bretagna)


Frappé alla menta (Peppermint Frappé), regia di Carlos Saura (Spagna)
Kuroneko (Yabu no naka no kuroneko), regia di Kaneto Shindô (Giappone)


Anna Karenina, regia di Aleksandr Zarkhi (Unione Sovietica)
Doctor Glas (Doktor Glas), regia di Mai Zetterling (Danimarca)


Seduto alla sua destra, regia di Valerio Zurlini (Italia)

Claude Lelouch,Jean Luc Godard e Francois Truffaut sul palco

L’arrivo al festival di Sharon Tate e suo marito Roman Polanski

Tre giurati a passeggio sulla Croisette:Louis Malle,Monica vitti e Roman Polanski

La Croisette affollata:si proietta Via col vento

George Harrison con sua moglie Patti Boyd,Ringo Starr con sua moglie

Incidenti sul palco

La sala delle proiezioni occupata da studenti,intellettuali e operai

La grande manifestazione a Cannes organizzata dagli “Stati generali del cinema”

Clima incandescente mentre parla Truffaut

 

novembre 8, 2017 Pubblicato da: | Festival di Cannes | | Lascia un commento

I pirati sul grande schermo

Capitan Sinbad 1963

Gordon il pirata nero 1961

Il bucaniere 1958

I pirati del fiume rosso 1962

I pirati della costa 1960

I pirati della Malesia 1964

Il conquistatore di Maracaibo 1960

La tigre dei 7 mari 1962

Il corsaro della mezzaluna 1957

Il corsaro nero 1976

Morgan il pirata 1960

Il filibustiere della costa d’oro 1964

Il segreto dello sparviero nero 1961

Robinson nell’isola dei corsari 1960

La venere dei pirati 1960

Sandokan la tigre di Mompracem 1963

Il pirata del diavolo 1964

I moschettieri del mare 1961

L’avventuriero della Tortuga 1960

Ciclone sulla Giamaica 1965

novembre 5, 2017 Pubblicato da: | Miscellanea | | Lascia un commento

Gli Oscar del 1969

La cerimonia per la consegna degli Academy Awards 1969,gli Oscar del cinema,si tiene la sera del 14 aprile 1969 a Los Angeles presso
il Dorothy Chandler Pavilion.
Numerosi presentatori di eccezione si alternano per la consegna delle statuette;Burt Lancaster,Jane Fonda,Frank Sinatra,Gregory Peck,Walter Matthau,Ingrid Bergman,Nathalie Wood e altri premiano film e artisti scelti dall’Accademia.
Con una decisione incomprensibile (e francamente scandalosa) tra i 5 film in lizza come miglior film non c’è 2001 odissea nello spazio di Kubrick (presente come miglior regista) e di conseguenza la lotta è fra Oliver!, regia di Carol Reed,Funny Girl, regia di William Wyler,Il leone d’inverno (The Lion in Winter), regia di Anthony Harvey,La prima volta di Jennifer (Rachel, Rachel), regia di Paul Newman
e il nostro Romeo e Giulietta, regia di Franco Zeffirelli.Vince,comunque a sorpresa,Oliver! di Reed che fa clamorosamente il bis come miglior regista,battendo oltre al citato Kubrick,uno dei registi meno amati da Hollywood registi come Zeffirelli e Pontecorvo (La battaglia di Algeri).Italiani quindi a secco nelle categorie maggiori,mentre vinceremo l’Oscar per la Miglior fotografia con Pasqualino De Santis per Romeo e Giulietta e con Danilo Donati per i Migliori costumi con lo stesso film.Il premio per la Miglior attrice protagonista viene attribuito ex aequo a Katharine Hepburn per Il leone d’inverno e a Barbara Streisand per Funny girl;la Hepburn diserterà la premiazione mentre la Streisand si farà notare per un discutibile abito nude look.

Il Dorothy Chandler Pavilion, sede degli Oscar 1969

Come Miglior attore protagonista ancora una sorpresa:a vincere è Cliff Robertson per la sua interpretazione in I due mondi di Charly che batte il favorito Peter O’Toole grande protagonista in Il leone d’inverno.
A vincere l’Oscar come migliore attrice non protagonista per il ruolo della diabolica vecchietta Signora Minnie Castevet nel film di Polanski Rosemary’s Baby è Ruth Gordon mentre Mel Brooks ottiene la statuetta grazie alla sceneggiatura di Per favore, non toccate le vecchiette.
Il Miglior film straniero è Guerra e pace: Natascia – L’incendio di Mosca regia di Sergej Bondarcuk,che batte,tra gli altri,La ragazza con la pistola di Mario Monicelli,mentre il citati capolavoro di Kubrick ottiene un beffardo Oscar solo per i Migliori effetti speciali.
In conclusione,Oliver! candidato a ben 12 Oscar se ne porta a casa 4,Il leone d’inverno 3 su 7 nomination,Romeo e Giulietta di Zeffirelli 2 su 4 nomination.
Funny girl,di William Wyler su 8 candidature porta a casa la statuetta per la miglior attrice grazie a Barbara Streisand.
Il bel film di Robert Wise Un giorno…di prima mattina,candidato a sette Oscar torna a casa a mani vuote.
Segnalazione per l’Oscar alla carriera di John Chambers,grazie anche ai trucchi per Il pianeta delle scimmie e per Onna White autrice delle coreografie di Oliver!
Premio umanitario Jean Hersholt a Martha Raye,premiata nel 1993 dal presidente USA Bill Clinton che la insignì della Medaglia presidenziale della libertà per i suoi meriti nei confronti della nazione,tanto da essere
seppellita con gli onori militari nel cimitero di Fort Bragg (Carolina del Nord).

Miglior film

Oliver!, regia di Carol Reed


Funny Girl, regia di William Wyler


Il leone d’inverno (The Lion in Winter), regia di Anthony Harvey


La prima volta di Jennifer (Rachel, Rachel), regia di Paul Newman


Romeo e Giulietta, regia di Franco Zeffirelli

Miglior regia

Carol Reed – Oliver!


Franco Zeffirelli – Romeo e Giulietta


Anthony Harvey – Il leone d’inverno (The Lion in Winter)

Gillo Pontecorvo – La battaglia di Algeri

Stanley Kubrick – 2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey)

Miglior attore protagonista

Cliff Robertson – I due mondi di Charly (Charly)


Alan Arkin – L’urlo del silenzio (The Heart Is a Lonely Hunter)


Alan Bates – L’uomo di Kiev (The Fixer)


Peter O’Toole – Il leone d’inverno (The Lion in Winter)


Ron Moody – Oliver!

Migliore attrice protagonista

Katharine Hepburn (ex aequo) – Il leone d’inverno (The Lion in Winter)


Barbra Streisand (ex aequo) – Funny Girl


Joanne Woodward – La prima volta di Jennifer (Rachel, Rachel)


Patricia Neal – La signora amava le rose (The Subject Was Roses)


Vanessa Redgrave – Isadora

Miglior attore non protagonista

Jack Albertson – La signora amava le rose

Seymour Cassel – Volti (Faces)
Daniel Massey – Un giorno… di prima mattina (Star!)
Jack Wild – Oliver!
Gene Wilder – Per favore, non toccate le vecchiette (The Producers)

Migliore attrice non protagonista

Ruth Gordon – Rosemary’s Baby (Rosemary’s Baby)
Lynn Carlin – Volti (Faces)
Sondra Locke – L’urlo del silenzio (The Heart Is a Lonely Hunter)
Kay Medford – Funny Girl
Estelle Parsons – La prima volta di Jennifer (Rachel, Rachel)

Miglior sceneggiatura originale

Mel Brooks – Per favore, non toccate le vecchiette (The Producers)
Franco Solinas e Gillo Pontecorvo – La battaglia di Algeri
John Cassavetes – Volti (Faces)
Ira Wallach e Peter Ustinov – Milioni che scottano (Hot Millions)
Stanley Kubrick e Arthur C. Clarke – 2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey)

Miglior sceneggiatura non originale

James Goldman – Il leone d’inverno (The Lion in Winter)
Neil Simon – La strana coppia (The Odd Couple)
Vernon Harris – Oliver!
Stewart Stern – La prima volta di Jennifer (Rachel, Rachel)
Roman Polanski – Rosemary’s Baby (Rosemary’s Baby)

Miglior film straniero

Guerra e pace: Natascia – L’incendio di Mosca (Voina i mir), regia di Sergej Bondarcuk (Unione Sovietica)
Baci rubati (Baisers volés), regia di François Truffaut (Francia)
La ragazza con la pistola, regia di Mario Monicelli (Italia)
Fuoco ragazza mia! (Horí, má panenko), regia di Miloš Forman (Cecoslovacchia)
I ragazzi della via Paal (A Pál utcai fiúk), regia di Zoltán Fábri (Ungheria)

Miglior fotografia

Pasqualino De Santis – Romeo e Giulietta
Harry Stradling – Funny Girl
Daniel L. Fapp – Base artica Zebra (Ice Station Zebra)
Oswald Morris – Oliver!
Ernest Laszlo – Un giorno… di prima mattina (Star!)

Miglior montaggio

Frank P. Keller – Bullitt
Frank Bracht – La strana coppia (The Odd Couple)
Ralph Kemplen – Oliver!
Robert Swink, Maury Winetrobe e William Sands – Funny Girl
Fred Feitshans e Eve Newman – Quattordici o guerra (Wild in the Streets)

Miglior scenografia

John Box, Terence Marsh, Vernon Dixon e Ken Muggleston – Oliver!
George W. Davis e Edward Carfagno – L’uomo venuto dal Kremlino (The Shoes of the Fisherman)
Boris Leven, Walter M. Scott e Howard Bristol – Un giorno… di prima mattina (Star!)
Tony Masters, Harry Lange e Ernie Archer – 2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey)
Mikhail Bogdanov, Gennady Myasnikov, G. Koshelev e V. Uvarov – Natascia – L’incendio di Mosca (Voyna i mir)

Migliori costumi

Danilo Donati – Romeo e Giulietta
Margaret Furse – Il leone d’inverno (The Lion in Winter)
Phyllis Dalton – Oliver!
Morton Haack – Il pianeta delle scimmie (Planet of the Apes)
Donald Brooks – Un giorno… di prima mattina (Star!)

Migliori effetti speciali

Stanley Kubrick – 2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey)
Hal Millar e Joseph McMillan Johnson – Base artica Zebra (Ice Station Zebra)

Migliore colonna sonora

Drammatica

John Barry – Il leone d’inverno (The Lion in Winter)
Lalo Schifrin – La volpe (The Fox)
Jerry Goldsmith – Il pianeta delle scimmie (Planet of the Apes)
Alex North – L’uomo venuto dal Kremlino (The Shoes of the Fisherman)
Michel Legrand – Il caso Thomas Crown (The Thomas Crown Affair)

Adattamento con canzoni originali

John Green – Oliver!
Ray Heindorf – Sulle ali dell’arcobaleno (Finian’s Rainbow)
Walter Scharf – Funny Girl
Lennie Hayton – Un giorno… di prima mattina (Star!)
Michel Legrand e Jacques Demy – Josephine (Les demoiselles de Rochefort)

Miglior canzone

The Windmills of Your Mind, musica di Michel Legrand, testo di Alan Bergman e Marilyn Bergman – Il caso Thomas Crown (The Thomas Crown Affair)
Chitty Chitty Bang Bang, musica e testo di Richard M. Sherman e Robert B. Sherman – Citty Citty Bang Bang
For Love of Ivy, musica di Quincy Jones, testo di Bob Russell – Un uomo per Ivy (For Love of Ivy)
Funny Girl, musica di Jule Styne, testo di Bob Merrill – Funny Girl
Star!, musica di Jimmy Van Heusen, testo di Sammy Cahn e Marilyn Bergman – Un giorno… di prima mattina (Star!)

Miglior sonoro

Shepperton Studio Sound Department – Oliver!
Warner Bros. – Seven Arts Studio Sound Department – Bullitt
Warner Bros. – Seven Arts Studio Sound Department – Sulle ali dell’arcobaleno (Finian’s Rainbow)
Columbia Studio Sound Department – Funny Girl
20th Century-Fox Studio Sound Department – Un giorno… di prima mattina (Star!)

Miglior documentario

Journey Into Self, regia di Bill McGaw
A Few Notes on Our Food Problem, regia di James Blue
Legendary Champions, regia di Harry Chapin
Other Voices, regia di David H. Sawyer
Young Americans, regia di Alexander Grasshoff

Miglior cortometraggio

Robert Kennedy Remembered, regia di Charles Guggenheim
De Düva: The Dove, regia di George Coe e Anthony Lover
Duo (Pas de deux), regia di Norman McLaren
Prelude, regia di John Astin

Miglior cortometraggio documentario

Why Man Creates, regia di Elaine Bass e Saul Bass
The House that Ananda Built, regia di Fali Bilimoria
The Revolving Door, regia di Lee R. Bobker
A Space to Grow, regia di Thomas P. Kelly Jr.
A Way Out of the Wilderness, regia di Dan E. Weisburd

Miglior cortometraggio d’animazione

Troppo vento per Winny-Puh (Winnie the Pooh and the Blustery Day), regia di Wolfgang Reitherman
The House that Jack Built (La maison de Jean-Jacques), regia di Ron Tunis
The Magic Pear Tree, regia di Jimmy Murakami
Windy Day, regia di John Hubley e Faith Hubley

Premio alla carriera


A John Chambers per il suo straordinario risultato come truccatore de Il pianeta delle scimmie.
A Onna White per gli straordinari risultati per la coreografia di Oliver!.

Premio umanitario Jean Hersholt
A Martha Raye

Carol Reed,Oscar  miglior regia e miglior film per Oliver!

Cliff Robertson Oscar miglior attore protagonista

Barbra Streisand Oscar miglior attrice protagonista

Jack Albertson Oscar miglior attore non protagonista

Ruth Gordon miglior attrice non protagonista

Martha Raye Premio Umanitario Hersholt

I PRESENTATORI

Jane Fonda consegna l’Oscar a Carol Reed

Burt Lancaster

Diahaan Carroll

Frank Sinatra

Gregory Peck

Ingrid Bergman

Jane Fonda

Nathalie Wood

Sidney Poitier

Tony Curtis

Walter Matthau

 

novembre 3, 2017 Pubblicato da: | Oscar | | Lascia un commento

Andavamo al cinema-Parte 27

Chiunque voglia contribuire alla diffusione di immagini di vecchi cinema può contattarmi tramite i commenti o tramite l’indirizzo email: paolobari@email.it.Se qualcuno identifica una sala senza denominazione può postare nei commenti.Grazie.

Cine Teatro Verdi,Poviglio (Parma)

Cinema Ariston,Penne (Pescara)

Cinema Astra,località non identificata

Cinema Canossa,Castelnuovo de monti (Reggio Emilia)

Cinema Corso,Torino

Cinema non identificato,Aprica (Sondrio)

Cinema non identificato,Cantù

Cinema non identificato,Milano

Cinema Jolly,Parma (identificato grazie a Ivan)

Cinema non identificato,Sondrio

Cinema Nuovo,Bergamo

Cinema Nuovo,Bisceglie (Bari)

Cinema Nuovo,Bosco Mesola (Ferrara)

Cinema Nuovo,Breno (Brescia)

Cinema Nuovo,Calderara di Reno (Bologna)

Cinema Nuovo,Cervignano del Friuli

Cinema Teatro Oratorio,Ghedi (Brescia)

Cinema Umberto,Bari

Cinema Vittoria,Torino

Sala Cine Teatro Regio,Bolzano

Sala Cine Teatro Savoia San Antioco (Cagliari)

Sala Cine Teatro Smeraldo,Milano

Sala Cine Teatro Verdi,Genova

novembre 2, 2017 Pubblicato da: | Vecchie sale cinematografiche italiane | | Lascia un commento

Festival di Cannes 1970

Quella del 1970 è l’edizione numero 23 del Festival di Cannes;viene inaugurata il 2 e termina il 16 maggio del 1970.
A Cannes si tiene annualmente uno dei più importanti appuntamenti per la cinematografia mondiale;assieme alla notte degli Oscar,
l’attribuzione della Palma d’oro è un avvenimento anche mondano,che richiama sulla Croisette nomi di richiamo del cinema,attrici e attori,registi e produttori alla ricerca di un riconoscimento prestigioso,visto che ad attribuire i vari premi sono esperti del settore.
Con un occhio alla qualità più che al Box Office;a differenza degli Oscar,la Palma d’oro è assegnata con più attenzione ai meriti artistici che a quelli commerciali.
In questa edizione a selezionare i film e i personaggi vincenti nelle varie categorie ci sono:

– Miguel Ángel Asturias,scrittore (Guatemala),presidente della giuria
– Guglielmo Biraghi, critico cinematografico (Italia)
– Kirk Douglas, attore (USA)
– Christine Gouze-Rénal, produttrice (Francia)
– Vojtech Jasny, regista (Repubblica Ceca)
– Félicien Marceau, scrittore (Francia)
– Serguei Obraztsov, regista (Russia)
– Karel Reisz, regista (Gran Bretagna)
– Volker Schlöndorff, regista (Germania)

La giuria è chiamata ad assegnare la Palma d’oro (o Gran Prix) ad un film scelto tra quelli in concorso,tra i quali spiccano M*A*S*H, regia di Robert Altman (USA),Metello, regia di Mauro Bolognini (Italia),Fragole e sangue (The Strawberry Statement), regia di Stuart Hagmann (USA),Indagine su un parà accusato di omicidio (Le dernier saut), regia di Édouard Luntz (Italia/Francia),Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, regia di Elio Petri (Italia),L’amante (Les choses de la vie), regia di Claude Sautet (Francia/Italia/Svizzera),Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca, regia di Ettore Scola (Italia/Spagna)
Ottima la rappresentanza italiana,ma la Palma d’oro va a M*A*S*H di Altman,feroce satira antimilitarista che anche in patria ha avuto grande successo ma che nella notte degli Oscar del 1971 porterà a casa,su sei nomination solo quello per la miglior sceneggiatura.
Decisione molto contrastata quella della giuria;alcuni avrebbero preferito premiare Fragole e sangue di Hagman,peraltro film molto bello che racconta gli anni della contestazione in America.
Fuori concorso si segnalano Tristana di Bunuel,La vergine e lo zingaro di Christopher Miles,Non si uccidono così anche i cavalli? di Pollack e un altro film sul 68,Woodstock – Tre giorni di pace, amore e musica (Woodstock), regia di Michael Wadleigh.
Il Grand Prix Speciale della Giuria va meritatamente a Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, regia di Elio Petri e la grande annata del cinema italiano viene confermata dal Prix d’interprétation féminine a Ottavia Piccolo per Metello, regia di Mauro Bolognini
e per il Prix d’interprétation masculine assegnato a Marcello Mastroianni per Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca, regia di Ettore Scola.
Il premio della giuria viene assegnato ex aequo a I falchi regia di István Gaál (Ungheria) e Fragole e sangue regia di Stuart Hagmann.
Il Prix de la mise en scène è assegnato a John Boorman per Leone l’ultimo,il Premio per la migliore opera prima al film francese Sciuscià nel Vietnam (Hoa-Binh), regia di Raoul Coutard.
Il film di Petri fa il bis attribuendosi il prestigioso Premio FIPRESCI (Fédération Internationale de la Presse Cinématographique,federazione internazionale della stampa cinematografica)
In ultimo,segnalo la presenza,nella Quinzaine des Realisatuers,quella di alcuni film italiani come Don Giovanni, regia di Carmelo Bene,I cannibali, regia di Liliana Cavani,L’urlo, regia di Tinto Brass.

Grand Prix: M*A*S*H, regia di Robert Altman (USA)

Grand Prix Speciale della Giuria: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, regia di Elio Petri (Italia)

Premio della giuria: Fragole e sangue (The Strawberry Statement), regia di Stuart Hagmann (USA)

ex aequo I falchi (Magasiskola), regia di István Gaál (Ungheria)


Prix d’interprétation masculine: Marcello Mastroianni – Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca, regia di Ettore Scola

Prix d’interprétation féminine: Ottavia Piccolo – Metello, regia di Mauro Bolognini (Italia)

Metello, regia di Mauro Bolognini (Italia)

Leone l’ultimo (Leo the Last), regia di John Boorman (Gran Bretagna)

I tulipani di Haarlem, regia di Franco Brusati (Italia/Francia)

Indagine su un parà accusato di omicidio (Le dernier saut), regia di Édouard Luntz (Italia/Francia)

Dimmi che mi ami, Junie Moon (Tell Me That You Love Me, Junie Moon), regia di Otto Preminger (USA)

L’amante (Les choses de la vie), regia di Claude Sautet (Francia/Italia/Svizzera)

Paesaggio dopo la battaglia (Krajobraz po bitwie), regia di Andrzej Wajda (Polonia)

Tristana, regia di Luis Buñuel (Francia/Spagna/Italia)

Il ballo del conte d’Orgel (Le bal du comte d’Orgel), regia di Marc Allégret (Francia)

La vergine e lo zingaro (The Virgin and the Gypsy), regia di Christopher Miles (Gran Bretagna)

Non si uccidono così anche i cavalli? (They Shoot Horses, Don’t They?), regia di Sydney Pollack (USA)

Woodstock – Tre giorni di pace, amore e musica (Woodstock), regia di Michael Wadleigh (USA)

Cannes nel 1970,la Croisette

Cannes 1970,le foto

Il vincitore,Robert Altman

Florinda Bolkan,Ottavia Piccolo e Mastroianni ritirano i premi vinti dall’Italia

Gilbert Becaud e Liza Minnelli

Otto Preminger

Otto Preminger con Liza Minnelli

Sammy Davis e Kirk Douglas

Lea Massari,Michel Piccoli e Romy Schneider

Faye Dunaway

Romy Schneider

 

ottobre 29, 2017 Pubblicato da: | Festival di Cannes | | Lascia un commento

I senza nome

I senza nome (Le cercle rouge) è il penultimo film di Jean-Pierre Melville,uscito nelle sale nel 1970,quindi tre anni prima della morte del bravissimo
regista parigino.
Un vero e proprio testamento artistico,che precede di soli due anni l’ultimo film di Melville,Due contro la città nel quale il protagonista di I senza nome,Alain Delon,passerà (cinematograficamente parlando) dall’altro lato della barricata.
Un noir d’eccezione,I senza nome,anche se a voler essere precisi trattasi di “polar“,termine tecnico per identificare un film (ma anche i romanzi) che fondono elementi di genere poliziesco e noir (policier et noir),un film parlato pochissimo che lascia tutta la narrazione alle immagini,di conseguenza alle espressioni dei volti dei vari protagonisti.
Che sono quattro,fondamentalmente.
Il primo è Corey,un rapinatore che esce di prigione dopo una rapina;un perdente,come del resto gli altri due che si ritroveranno a condividere,per volere del fato,la sua stessa strada.


Il fato,dicevo.
Si,perchè il fato è il grande protagonista,assieme alla legge,del film e delle vite del citato Corey,di Vogel,rapinatore che in fuga dal treno che deve portarlo da Marsiglia a Parigi a rifugiarsi nel bagagliaio dell’auto di Corey e infine Jansen,ex tiratore scelto della polizia radiato dal corpo per problemi di alcolismo con conseguente delirium tremens e allucinazioni.
Tre sconfitti,tre uomini al (e del) “milieu” e legati inesorabilmente al mondo del crimine dal quale non possono ormai più sfuggire.
Inevitabilmente le vite dei tre finiranno per intrecciarsi fatalmente,per quel destino che alle volte spinge le vite degli uomini a incrociarsi.
E a condividere la stessa fine.

Corey,Vogel e Jansen decidono di fare un colpo,l’ultimo.
E lo sarebbe davvero se,dopo averlo eseguito perfettamente,non venissero traditi proprio dalla malavita e sopratutto se non avessero,alle loro calcagna,un mastino indomabile come il commissario Mattei che,inseguendo Vogel,finisce per incrociare il terzetto (ancora il destino) e a segnarne la fine.


Un film teso,senza sorrisi,scandito implacabilmente dalle vicende dei tre impegnati a portare a termine il colpo della vita e quella dell’implacabile commissario Mattei deciso a catturare Vogel.
Melville mescola con eccezionale bravura e senso della misura i temi a lui più cari,come la solitudine,l’amicizia,l’ineluttabilità del destino,creando tre figure che appaiono sconfitte sin dai primi fotogrammi.
Sono tre personaggi della malavita,eppure alla fine della storia la simpatia dello spettatore va a loro,agli sconfitti.
Non sappiamo molto delle loro vite,ma istintivamente simpatizziamo per quegli uomini traditi anche dalla legge omertosa della malavita,inseguiti implacabilmente dalla legge,quella stessa legge che in realtà tutela gli onesti cittadini.
Ma Melville semina,quà e là,dosi di veleno nei confronti di questa impacabile legge,dei suoi rappresentanti.
Non è forse un secondino a proporre a Corey il colpo?

I senza nome è davvero un gran bel film;da gustare e da assaporare in ogni suo fotogramma.Un film giocato su ombre,fotografiche e caratteriali.
Fotografiche perchè pur essendo un film a colori vede la colorazione stessa sfumare in colori tenui,malinconici.
Caratteriali perchè i tre protagonisti,che dovrebbero esserlo in negativo essendo dei criminali,posseggono un codice d’onore al quale sono ligi.
Bravissimi tutti i protagonisti,da Alain Delon a Gian Maria Volontè (che ebbe memorabili liti con Melville),a Yves Montand a Bourvil,che morirà improvvisamente subito dopo le riprese del film.
Quattro grandi attori e mai come in questo caso i complimenti non sono sprecati.
A quasi 50 anni di distanza,I senza nome mantiene una freschezza assolutamente unica e resta una delle migliori produzioni del decennio settanta.
Il film è disponibile,in una discreta versione,all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=vFAuMJ6cC6w&t=846s

I senza nome

Un film di Jean-Pierre Melville. Con Gian Maria Volonté, Alain Delon, Yves Montand, François Périer, André Bourvil Titolo originale Le cercle rouge. Poliziesco, durata 125 min. – Francia 1970

 

Alain Delon: Corey
Gian Maria Volonté: Vogel
Yves Montand: Jansen
Bourvil:[1] il commissario Mattei
Paul Crauchet: il ricettatore
Paul Amiot: il capo della polizia
Pierre Collet: il guardiano della prigione
François Périer: Santi
André Ekyan: Rico
Jean-Pierre Posier: l’assistente di Mattei
Yves Arcanel: il giudice istruttore
René Berthier: il direttore del P.J.
Jean-Marc Boris: il figlio di Santi
Jean Champion: il casellante
Yvan Chiffre: un poliziotto
Anna Douking: la vecchia amica di Corey
Robert Favart: il venditore vicino a Mauboussin
Roger Fradet: un poliziotto
Édouard Francomme: il guardiano del biliardo
Jean Franval: il proprietario dell’hotel

Regia Jean-Pierre Melville
Soggetto Jean-Pierre Melville
Sceneggiatura Jean-Pierre Melville
Produttore Robert Dorfmann, Jacques Dorfmann
Fotografia Henri Decaë
Montaggio Marie-Sophie Dubus, Jean-Pierre Melville
Musiche Eric Demarsan, Jimmy Webb
Scenografia Théobald Meurisse, Pierre Charron
Costumi Colette Baudot

Massimo Turci: Corey
Gian Maria Volonté: Vogel
Giuseppe Rinaldi: Jansen
Pino Locchi: Santi
Stefano Sibaldi: il commissario Mattei
Carlo Alighiero: il venditore vicino a Mauboussin
Alessandro Sperlì: il guardiano della prigione
Bruno Persa: Rico

ottobre 27, 2017 Pubblicato da: | Drammatico | , , , , , | Lascia un commento

Ultimo domicilio conosciuto

Car la vie est un bien perdu quand on n’a pas vecu comme on l’aurait voulu
Perché la vita è un bene perso quando non abbiamo vissuto come avremmo voluto…-una frase del grande poeta romeno Mihai Eminescu
chiude degnamente questo film bellissimo,autentico gioiello della tradizione noir francese.
Diretto da Josè Giovanni nel 1969,tratto dal romanzo “The Last Known Address” di Joseph Harrington,Ultimo domicilio conosciuto (in originale
Dernier domicile connu) il film è un noir più introspettivo e psicologico che non d’azione tout court.
Due personaggi completamente diversi tra loro,una Parigi grigia e frenetica,una storia dal finale amarissimo sono gli ingredienti di un film che già dai primi fotogrammi mostra un personaggio,quello del commissario Marceau Leonetti ligio al proprio dovere,un poliziotto che crede nella legge.
Fino al giorno in cui commette un passo falso,arrestando la persona sbagliata,il figlio ubriaco di un avvocato con agganci potenti,cosa che gli costa
il trasferimento in un arrondissement periferico.


Leonetti è un uomo solitario,con dei valori ma con alle spalle una tragedia che lo condiziona pesantemente,la morte della moglie e di suo figlio in un incidente.
Quando gli viene affidato un caso spinoso,la ricerca di uno scomparso che è ricercato anche dalla malavita,Marceau si trova ad essere affiancato da una giovane e inesperta collega,Jeanne Dumas.
Dopo un periodo di reciproca diffidenza,i due iniziano a lavorare al caso,giungendo a ritrovare l’uomo;ma le cose avranno sviluppi inaspettati…
Non illustro buona parte della trama perchè il film va scoperto e gustato senza avere indicazioni sulla trama,vedendolo quindi come un viaggio attraverso le disillusioni di Marceau e la candida fiducia di Jeanne,figura diametralmente opposta a quella del commissario,per gustare l’atmosfera distaccata,quasi nebbiosa di una Parigi distante,sopratutto per interrogarsi su alcuni interrogativi e spunti offerti dal film,come l’indifferenza della polizia nei confronti dei testimoni nei processi alla malavita,la mancanza di umanità sia della polizia che della malavita stessa.Ma non solo.
Tante chiavi di lettura per un film che,come dicevo,punta tutto sull’atmosfera;

siamo di fronte ad un vero e proprio noir,quindi un film che ha nella descrizione ambientale e psicologica i suoi punti di forza.Del resto Josè Giovanni è stato uno specialista del genere;film come Il clan dei marsigliesi o Due contro la città sono diventati dei veri e propri classici.
Come questo Ultimo domicilio conosciuto,che ha anche un altro punto d’eccellenza,la recitazione di Lino Ventura e Marlene Jobert.
Malinconico,dolente,disincantato il personaggio di Leonetti a cui Ventura trasmette una carica di umanità eccezionale,candida,entusiasta dapprima,disillusa alla fine Marlene Jobert,con quel suo volto malizioso ma al tempo stesso ingenuo.
Due ottimi interpreti per un film davero notevole.
Per chi volesse riscoprirlo c’è una bella versione su You tube,all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=YK7BsQpjCs4

Ultimo domicilio conosciuto

Un film di Josè Giovanni. Con Marlène Jobert, Lino Ventura, Michel Constantin Titolo originale Dernier domicile connu. Poliziesco, durata 95 min. – Francia 1969

Lino Ventura: ispettore Marceau Leonetti
Marlène Jobert: Jeanne Dumas
Michel Constantin: Greg
Paul Crauchet: Jacques Loring
Alain Mottet: Frank Lambert
Béatrice Arnac: Silvia
Guy Heron: Soramon
Albert Dagnant: Arnold
Monique Mélinand: signora Loring
Marcel Pérès: Lenoir
Germaine Delbat: signora Lenoir
Hervé Sand: Gravel

Regia José Giovanni
Soggetto Joseph Harrington
Sceneggiatura José Giovanni
Fotografia Étienne Becker
Montaggio Kenout Peltier
Musiche François de Roubaix
Scenografia Jean-Jacques Caziot e Claude Reytinas

ottobre 26, 2017 Pubblicato da: | Drammatico | , , , | Lascia un commento

I flani del 1973-Seconda parte

Il flano dello splendido A Venezia…un dicembre rosso shocking

Lo 007 dell’anno 1973:Si vive solo due volte

Ancora una volta prima di lasciarci

Il flano dell’ultimo capitolo della saga del pianeta delle scimmie,Anno 2670 ultimo atto

Baba Yaga

L’essenziale flano di Bisturi la mafia bianca

Il flano del bellissimo film di Fosse,Cabaret

Molto bello il flano di Cari Genitori

Casa di bambola

Flano dello spassoso Che cosa è successo tra mio padre e tua madre?

Crescete e moltiplicatevi

Il flano del primo grande successo di Spielberg,Duel

Splendido film Effetto Notte…

Giordano Bruno

Gli occhi della notte

Il flano dell’ottimo Hanno cambiato faccia

I corpi presentano tracce di violenza carnale

I terrificanti delitti della via Morgue

Il flano del gran bel film di Scola Il commissario Pepe

Il delitto Matteotti

Il grande valzer

Incensurato,provata disonestà carriera assicurata cercasi

La più bella serata della mia vita

La verità secondo Satana

L’amante giovane

L’isola delle salamandre

Il flano dello splendido L’ultimo spettacolo

Macbeth

Malizia

Milano rovente

ottobre 25, 2017 Pubblicato da: | Flani | | Lascia un commento

Gli anni degli sceneggiati Rai-Parte seconda

E le stelle stanno a guardare

L’idiota

La fiera delle vanità

La figlia del capitano

Le inchieste del commissario Maigret

Ligabue

I grandi camaleonti

Luisa Sanfelice

I racconti del faro

Melissa

Giocando a golf una mattina

Oblomov

I racconti del maresciallo

Sherlock Holmes

I Nicotera

Jekyll

Qui squadra mobile

L’eredità della Priora

Antonio Meucci,cittadino toscano contro il monopolio Bell

Le 5 giornate di Milano

Giancarlo Giannini in E le stelle stanno a guardare

Lina Volonghi in L’idiota

Ilaria Occhini in La fiera della vanità

Umberto Orsini in La figlia del Capitano

Gino Ceri in Le inchieste del Commissario Maigret

Flavio Bucci in Ligabue

Giancarlo Sbragia in La figlia del Capitano

Lydia Alfonsi in Luigia Sanfelice

Fosco Giacchetti in I racconti del faro

Luigi Vannucchi in Giocando a golf una mattina

Alberto Lionello in Oblomov

Turi Ferro in I racconti del Maresciallo

Nando Gazzolo in Sherlock Holmes

Micaela Esdra in I Nicotera

Massimo Girotti in Jekyll

Orazio Orlando in Qui squadra mobile

Anita Strindberg in L’eredità della Priora

Paolo Stoppa in Antonio Meucci cittadino toscano contro il monopolio Bell

Silvano Tranquilli in Le 5 giornate di Milano

Rossano Brazzi in Melissa

I Registi

Edmo Fenoglio

Daniele Danza

Sandro Bolchi

Leonardo Cortese

Flaminio Bollini

Vittorio Cottafavi

Alberto Negrin

Piero Schivazappa

Anton Giulio Maiano

Silverio Blasi

Mario Bava

Franco Rossi

ottobre 23, 2017 Pubblicato da: | Miscellanea | | Lascia un commento

Una romantica donna inglese

La romantica donna inglese del titolo del film di Losey è Elizabeth,moglie dello scrittore Lewis Fielding,madre di un bambino,donna dalla vita agiata
ma inappagata.
Le manca qualcosa,forse una presenza più affettuosa del marito,forse qualcosa che lei avverte ma non riesce a identificare con certezza.
Decide di prendersi un periodo di riposo e riflessione recandosi alle terme di Baden Baden in Germania;
qui conosce il bellissimo e affascinante Thomas,che dice di essere un poeta ma in realtà è solo un trafficante di droga.
Ne parla con il marito che è alle prese con la stesura di una sceneggiatura cinematografica.
Thomas arriva quindi a casa della coppia dove,complice il comportamento fin troppo conciliante di Lewis,i due allacciano una relazione.
Relazione che è scoperta da Lewis che allontana i due da casa.
La coppia,ormai non più clandestina ,si rifugia in Francia,sulla Costa Azzurra dove all’inizio sembra tutto filare liscio.
Ma le prime emergenze economiche mettono in difficoltà la coppia,mentre Swan,un boss della droga,che deve riscuotere un grosso debito da
Thomas riesce a rintracciarlo.


Il giovane avventuriero decide di non coinvolgere Elizabeth nel fallimento della sua vita e chiama Lewis,che riprende la moglie sotto il tetto coniugale.
E’ stata solo una tempesta che ha imperversato per poco nella loro vita,che riprende il vecchio status quo…
Joseph Losey in questo Una romantica donna inglese riesuma il tradizionale triangolo lui-lei l’altro, prende la ancor più tradizionale moglie insoddisfatta e romantica che soffre di carenza di affetto matrimoniale e trasporta il tutto sullo schermo,mettendo sullo sfondo una cornice platinata e di classe.
Che però resta fine a se stessa.
Il film non coinvolge,nonostante lo sfondo lussuoso.
Il tema della vita coniugale,dei suoi limiti in materia affettiva,il matrimonio borghese visto come gabbia dorata che imprigiona i sentimenti sono temi affrontati  in maniera ossessiva dal cinema.
Losey di suo ci mette una confezione impeccabile ma che non ottiene alcun effetto visibile e sopratutto non dice nulla di nuovo su questa tematica.
Elizabeth è una donna frustrata,schiacciata dalla evidente personalità egocentrica del marito che dal canto suo sembra soffrire del complesso del generale,ovvero
di colui che vuole che tutto attorno a se fili in ordine e senza sussulti.
In questo contesto la donna,insofferente della situazione,si lascia sedurre da un gigolò truffaldino e se vogliamo da strapazzo;Elisabeth alla fine ne ricava una sbandata


salutare,perchè il suo comportamento finisce per ravvivare nel marito l’interesse per lei.
Il suo colpo di coda ottiene l’effetto di svegliare,nel marito,l’attenzione per lei che ha dimostrato di avere personalità.
Tutto qui,siamo alla fiera del già visto,cambia solo il vestito sotto il quale daero c’è ben poco.
Film dai ritmi lentissimi,con personaggi sfumati;proprio quello di Elisabeth doveva essere approfondito,alla fine viene in qualche modo messo in risalto quello di Lewis,uomo
visto come ensemble di alcuni vizi capitali maschili,ovvero la superiorità machista,il perbenismo borghese,l’attenzione alle apparenze.
Il finale è molto debole,con il playboy finito fuori gioco e il ritorno alla normalità.
Intendiamoci non siamo di fronte ad un brutto film ma ad un film senza anima,in definitva poco interessante.
Bene gli attori,una Glenda Jackson borghese che più borghese non si può,imbronciata,classica casalinga insoddisfatta,bene Michael Caine che ha davvero la capacità di rendere,


attraverso mille sfumature,i caratteri dei personaggi che interpreta.
Discreto Berger,il solito bello e dannato condannato,ancora una volta a impersonare un personaggio con mille vizi e poche virtù.
Bellissima la fotografia,che passa dallo sfumato alla luminosità massima per il resto null’altro da segnalare.
Poco successo per Losey all’uscita del film,scarso pubblico tanto da aver confinato Una romantica donna inglese in un cassetto.
Film di difficilissima reperibilità in italiano.Vi segalo una bellissima versione inglese,in download all’indirizzo http://fboom.me/file/c90d5977435cb/rn7ti5eg.part1.rar
e http://fboom.me/file/a96b75fa140bd/rn7ti5eg.part2.rar

Una romantica donna inglese
Un film di Joseph Losey. Con Helmut Berger, Glenda Jackson, Nathalie Delon, Michael Caine, Michael Lonsdale, Kate Nelligan Titolo originale The Romantic Englishwoman.
Drammatico, durata 115 min. – Gran Bretagna 1975

 

 

Glenda Jackson: Elizabeth Fielding
Michael Caine: Lewis Fielding
Helmut Berger: Thomas
Michael Lonsdale: Swan
Béatrice Romand: Catherine
Kate Nelligan: Isabel
Nathalie Delon: Miranda
Reinhard Kolldehoff: Herman
Anna Steele: Annie
Marcus Richardson: David

Regia Joseph Losey
Soggetto Tom Stoppard
Sceneggiatura Thomas Wiseman
Produttore Daniel M. Angel
Musiche Richard Hartley

ottobre 22, 2017 Pubblicato da: | Drammatico | , , , , | Lascia un commento