Filmscoop

Tutto il mio cinema

Youth La giovinezza

Wiesen Davos,Alpi Svizzere

In un lussuoso hotel immerso nella natura un gruppo eterogeneo di persone si appresta a passare le vacanze.
Fra di loro ci sono Fred, un celebre direttore d’orchestra e Mick,un famoso regista cinematografico.
Pur diversissimi fra loro, i due sono legati da una grande amicizia che risale a ben sessant’anni prima e in più hanno anche un vincolo di parentela acquisito,visto che Lena,la figlia di Fred ha sposato Julian, figlio di Mick.
Accanto a loro ci sono altri ospiti,come Jimmy, un famoso attore che soffre del fatto di essere riconosciuto da tutti solo per aver interpretato un serial fantascientifico e non per le opere anche importanti a cui ha partecipato,un calciatore obeso e asmatico nel quale è facile riconoscere Diego Armando Maradona e altri villeggianti.
Fred è quasi atassico, vive o meglio, vegeta senza quasi più alcuna aspirazione, da quando è rimasto solo mentre Mick sta finendo la sua opera cinematografica, con la quale vuole congedarsi dal cinema, il suo testamento,come lo chiama.

Tanto appare opaco e apatico Fred, tanto Mick sembra un ottimista, ancora innamorato della vita,convinto che la giovinezza, anche se ormai lontana si possa ritrovare da anziano semplicemente scoprendo tutto quello che di buono la vita può riservare.
Ma la placida vacanza di Fred, la sua sonnolenta e rassegnata indolenza subisce un primo colpo quando sua figlia tra le lacrime gli rivela di essere stata piantata dal marito, che le ha preferito una avvenente cantante a suo dire molto più brava a letto.
In un drammatico colloquio all’interno della Spa dell’albergo, Lena rimprovera al padre di essere sempre stato assente nei suoi confronti, di aver tradito ripetutamente la moglie e di fatto di essere stato un uomo profondamente egoista.


Per Fred è il primo colpo e come si vedrà nel corso del film apparirà chiaro anche il secco rifiuto opposto ad un inviato della Regina Elisabetta di dirigere un concerto con le sue famose Canzoni semplici interpretate da una nota soprano.
Il secondo,molto più devastante lo porterà a riconsiderare la sua vita e a fare scelte diverse…
Un bel film,Youth La giovinezza,su un tema che di per se porta lo spettatore ad una forma di nostalgia, di malinconia, sopratutto quella parte di pubblico che ha superato la sessantina e che quindi trova forme di comunanza con la storia raccontata da Paolo Sorrentino,con il suo
solito stile asciutto, a tratti fantastico altre volte forse troppo elitario ma di sicuro valore simbolico.
Youth racconta l’amicizia tra due uomini e il diverso approccio che hanno nei confronti del “viale del tramonto“:tanto appare rassegnato, nostalgico Fred tanto Mick è partecipe del presente, senza inclinazioni nostalgiche verso il passato, cosa esplicitata da una frase rivelatrice
diretta a Fred: “”Questo è quello che si vede da giovani: si vede tutto vicinissimo; quello è il futuro… e questo è quello che si vede da vecchi: si vede tutto lontanissimo; quello è il passato


Piedi ben piantati per terra, quindi. Ma anche per Mick arriverà la cocente delusione, rappresentata dalla sua attrice e amica da una vita, la donna che ha lavorato con lui in 11 film e che ha lanciato e che con spietata e brutale sincerità gli dice che è vecchio,che la sua arte si è dissolta e che
non avrebbe interpretato il suo film,considerandolo una porcheria. Una svolta,per Mick,che non resterà senza conseguenze.
I due appaiono i veri protagonisti del film,del resto sono loro ad essere la rappresentazione di quella che era la giovinezza; Lena e Jimmy sono appendici, anche perchè sono giovani e hanno ancora delle opportunità.
Lena per esempio conoscerà uno stravagante alpinista e inizierà con lui una ben strana relazione mentre Jimmy,grazie anche all’apprezzamento di una ragazzina troverà nuova linfa a cui attingere, quello che comunemente chiamiamo scopo.
Il vero protagonista però è Mick,perchè è lui a dire le cose più importanti nel film, è lui con i suoi ragionamenti a far riflettere l’apatico Fred; quando dice “Io devo scegliere cosa vale la pena raccontare, se l’orrore o il desiderio. E ho scelto il desiderio… il mio desiderio così impuro, così impossibile, così immorale, ma non importa.Perché è quello che ci rende vivi.” confronta il suo spirito ancora vitale con quello ormai rassegnato dell’amico.
Insegnamenti.


Perchè anche a 80 anni puoi insegnare,anche a 80 anni puoi imparare.
Hai detto che le emozioni sono sopravvalutate? Ma è una stronzata: le emozioni sono tutto quello che abbiamo!
Con questa frase Mick frusta l’amico,emotivamente. Anche se sarà il suo gesto finale a costringere Fred a rivedere tutto il suo presente.
Troverà il coraggio di fare una cosa che voleva da una vita, andare a Venezia e deporre un fiore sulla tomba di Stravinsky,avrà finalmente il coraggio di visitare la sua compagna di una vita,la moglie, ricoverata in una clinica perchè completamente demente.
E finalmente,in omaggio anche a sua moglie, dirigerà il concerto alla presenza della Regina, nel corso del quale una soprano giapponese canterà le “canzoni semplici”, che lui aveva composto per la moglie e che non aveva mai fatto cantare a nessuna, geloso di un ricordo ormai sepolto dal tempo.
Come dicevo prima Youh La giovinezza è un bel film,ottimamente recitato anche se non esente da qualche pecca; che poi pecca in realtà non è,ovvero la presenza di personaggi che sembrano quasi comparse tanto sono poco delineati.
Ma il cinema di Sorrentino è anche questo, alcuni personaggi che affollano i suoi lavori appaiono come interrogativi per lo spettatore,che in loro può vederci quello che desidera, assegnando loro un valore simbolico più o meno pregnante.


Momenti davvero topici del film sono la visione onirica iniziale,in una Piazza San Marco a Venezia completamente deserta e con l’acqua alta,con miss Universo (una meravigliosa Mădălina Diana Ghenea) che avanza in tutta la sua straordinaria bellezza sulle passerelle, i dialoghi a cui ho accennato fra Fred e Lena (con l’affascinante Rachel Weisz) e fra Mick e Brenda Morel, l’ingrata (se vogliamo) vecchia amica di
Mick interpretata dalla sempre bravissima Jane Fonda.
Bella la colonna sonora nella quale si riconoscono She Wolf di David Guetta e Dirty Hair di Bavid Byrne; in ultimo vanno segnalate le ottime interpretazioni di due leoni dello schermo,Michael Caine nel ruolo di Fred e Harvey Keitel in quello di Mick.
Un film che vi consiglio caldamente di vedere.

Youth-La giovinezza

un film di Paolo Sorrentino, con Michael Caine, Harvey Keitel, Rachel Weisz, Paul Dano, Jane Fonda, Neve Gachev. Drammatico – Italia, Francia, Svizzera, Gran Bretagna, 2015, durata 118 minuti,distribuito da Medusa

Michael Caine: Fred Ballinger
Harvey Keitel: Mick Boyle
Rachel Weisz: Lena Ballinger
Paul Dano: Jimmy Tree
Jane Fonda: Brenda Morel
Mark Kozelek: se stesso
Robert Seethaler: Luca Moroder
Alex MacQueen: emissario della regina
Luna Zimic Mijovic: massaggiatrice
Tom Lipinski: sceneggiatore innamorato
Chloe Pirrie: sceneggiatrice
Alex Beckett: sceneggiatore intellettuale
Nate Dern: sceneggiatore divertente
Mark Gessner: sceneggiatore timido
Paloma Faith: se stessa
Ed Stoppard: Julian
Sonia Gessner: Melanie
Mădălina Diana Ghenea: Miss Universo
Roly Serrano: riferimento a Diego Armando Maradona
Sumi Jo: se stessa
Gabriela Belisario: escort
Viktorija Mullova: se stessa
Aldo Ralli: cameriere
Loredana Cannata: moglie del presunto Maradona
Maria Letizia Gorga: la cantante francese
Demetra Avincola: fidanzata di Jimmy

Dario Penne: Fred Ballinger
Rodolfo Bianchi: Mick Boyle
Giuppy Izzo: Lena Ballinger
Simone D’Andrea: Jimmy Tree
Maria Pia Di Meo: Brenda Morel
Marco Mete: emissario della regina
Chiara Gioncardi: Paloma Faith
Gianfranco Miranda: Julian
Ughetta d’Onorascenzo: Miss Universo

Regia Paolo Sorrentino
Sceneggiatura Paolo Sorrentino
Produttore Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori
Casa di produzione Indigo Film, Bis Films, Pathé, RSI[1] C-Films, Number 9 Films, Medusa Film, Barbary Films, France 2 Cinéma, Film4
Distribuzione in italiano Medusa Film
Fotografia Luca Bigazzi
Montaggio Cristiano Travaglioli
Effetti speciali Peerless
Musiche David Lang, Mark Kozelek
Scenografia Ludovica Ferrario
Costumi Carlo Poggioli
Trucco Maurizio Silvi

gennaio 29, 2020 Posted by | Drammatico | , , , , , | Lascia un commento

Una romantica donna inglese

La romantica donna inglese del titolo del film di Losey è Elizabeth,moglie dello scrittore Lewis Fielding,madre di un bambino,donna dalla vita agiata
ma inappagata.
Le manca qualcosa,forse una presenza più affettuosa del marito,forse qualcosa che lei avverte ma non riesce a identificare con certezza.
Decide di prendersi un periodo di riposo e riflessione recandosi alle terme di Baden Baden in Germania;
qui conosce il bellissimo e affascinante Thomas,che dice di essere un poeta ma in realtà è solo un trafficante di droga.
Ne parla con il marito che è alle prese con la stesura di una sceneggiatura cinematografica.
Thomas arriva quindi a casa della coppia dove,complice il comportamento fin troppo conciliante di Lewis,i due allacciano una relazione.
Relazione che è scoperta da Lewis che allontana i due da casa.
La coppia,ormai non più clandestina ,si rifugia in Francia,sulla Costa Azzurra dove all’inizio sembra tutto filare liscio.
Ma le prime emergenze economiche mettono in difficoltà la coppia,mentre Swan,un boss della droga,che deve riscuotere un grosso debito da
Thomas riesce a rintracciarlo.


Il giovane avventuriero decide di non coinvolgere Elizabeth nel fallimento della sua vita e chiama Lewis,che riprende la moglie sotto il tetto coniugale.
E’ stata solo una tempesta che ha imperversato per poco nella loro vita,che riprende il vecchio status quo…
Joseph Losey in questo Una romantica donna inglese riesuma il tradizionale triangolo lui-lei l’altro, prende la ancor più tradizionale moglie insoddisfatta e romantica che soffre di carenza di affetto matrimoniale e trasporta il tutto sullo schermo,mettendo sullo sfondo una cornice platinata e di classe.
Che però resta fine a se stessa.
Il film non coinvolge,nonostante lo sfondo lussuoso.
Il tema della vita coniugale,dei suoi limiti in materia affettiva,il matrimonio borghese visto come gabbia dorata che imprigiona i sentimenti sono temi affrontati  in maniera ossessiva dal cinema.
Losey di suo ci mette una confezione impeccabile ma che non ottiene alcun effetto visibile e sopratutto non dice nulla di nuovo su questa tematica.
Elizabeth è una donna frustrata,schiacciata dalla evidente personalità egocentrica del marito che dal canto suo sembra soffrire del complesso del generale,ovvero
di colui che vuole che tutto attorno a se fili in ordine e senza sussulti.
In questo contesto la donna,insofferente della situazione,si lascia sedurre da un gigolò truffaldino e se vogliamo da strapazzo;Elisabeth alla fine ne ricava una sbandata


salutare,perchè il suo comportamento finisce per ravvivare nel marito l’interesse per lei.
Il suo colpo di coda ottiene l’effetto di svegliare,nel marito,l’attenzione per lei che ha dimostrato di avere personalità.
Tutto qui,siamo alla fiera del già visto,cambia solo il vestito sotto il quale daero c’è ben poco.
Film dai ritmi lentissimi,con personaggi sfumati;proprio quello di Elisabeth doveva essere approfondito,alla fine viene in qualche modo messo in risalto quello di Lewis,uomo
visto come ensemble di alcuni vizi capitali maschili,ovvero la superiorità machista,il perbenismo borghese,l’attenzione alle apparenze.
Il finale è molto debole,con il playboy finito fuori gioco e il ritorno alla normalità.
Intendiamoci non siamo di fronte ad un brutto film ma ad un film senza anima,in definitva poco interessante.
Bene gli attori,una Glenda Jackson borghese che più borghese non si può,imbronciata,classica casalinga insoddisfatta,bene Michael Caine che ha davvero la capacità di rendere,


attraverso mille sfumature,i caratteri dei personaggi che interpreta.
Discreto Berger,il solito bello e dannato condannato,ancora una volta a impersonare un personaggio con mille vizi e poche virtù.
Bellissima la fotografia,che passa dallo sfumato alla luminosità massima per il resto null’altro da segnalare.
Poco successo per Losey all’uscita del film,scarso pubblico tanto da aver confinato Una romantica donna inglese in un cassetto.
Film di difficilissima reperibilità in italiano.Vi segalo una bellissima versione inglese,in download all’indirizzo http://fboom.me/file/c90d5977435cb/rn7ti5eg.part1.rar
e http://fboom.me/file/a96b75fa140bd/rn7ti5eg.part2.rar

Una romantica donna inglese
Un film di Joseph Losey. Con Helmut Berger, Glenda Jackson, Nathalie Delon, Michael Caine, Michael Lonsdale, Kate Nelligan Titolo originale The Romantic Englishwoman.
Drammatico, durata 115 min. – Gran Bretagna 1975

 

 

Glenda Jackson: Elizabeth Fielding
Michael Caine: Lewis Fielding
Helmut Berger: Thomas
Michael Lonsdale: Swan
Béatrice Romand: Catherine
Kate Nelligan: Isabel
Nathalie Delon: Miranda
Reinhard Kolldehoff: Herman
Anna Steele: Annie
Marcus Richardson: David

Regia Joseph Losey
Soggetto Tom Stoppard
Sceneggiatura Thomas Wiseman
Produttore Daniel M. Angel
Musiche Richard Hartley

ottobre 22, 2017 Posted by | Drammatico | , , , , | Lascia un commento

7 volte donna

Sette volte donna locandina 1

Un grande regista premiato con l’Oscar, un grande sceneggiatore ed un cast internazionale stellare non sono necessariamente garanzia di un prodotto di altissimo livello.
Ed infatti 7 volte donna (Woman seven times nell’edizione internazionale), diretto nel 1967 da Vittorio De Sica che nel 1965 aveva vinto il suo terzo Oscar (prima del quarto del 1972 per Il giardino dei Finzi Contini) con Ieri oggi e domani, sceneggiato dal grande Cesare Zavattini ed interpretato da star quali la protagonista assoluta Shirley Mc Laine,Peter Sellers,Michael Caine,Vittorio Gassman,Philippe Noiret,Anita Ekberg,Elsa Martinelli è un film disomogeneo e in fin dei conti deludente in rapporto alla qualità dei personaggi che sono dietro alla pellicola.
Un film ad episodi, sette per la precisione, come del resto anticipato dal titolo;sette episodi con una tematica precisa, la donna ed un’unica protagonista assoluta di tutti gli episodi, un’affascinante ed irresistibile Shirley Mc Laine.

Sette volte donna 1

Sette volte donna 3

Sette volte donna 4
Ecco gli episodi e le loro trame in breve:
-Primo episodio, “Neve
Un misterioso corteggiatore segue con discrezione la bella Jeanne, che dapprima infastidita, in seguito si sente lusingata della cosa.La ragazza è sposata ed è proprio il gelosissimo marito ad aver creato la figura del corteggiatore che in realtà è un detective privato incaricato di seguirla costantemente…
Secondo episodio,”I suicidi
Un coppia irregolare, due amanti, ha preso una decisione drammatica e definitva, quella di suicidarsi assieme.Scelto così un fatiscente alberghetto, i due cercano di mettere in atto il proposito, ma alla fine abbandoneranno l’idea spaventati sia dalla morte sia perchè attratti dalla vita.

Sette volte donna 2
Terzo episodio,”Due contro uno
-Linda è una bella ma contemporaneamente fredda hostess che, durante un congresso di cibernetica, si ritrova a perdere tutta la sua glacialità per colpa (o merito) di due diverse persone, uno scozzese ed un italiano;
Quarto episodio,”Il corteo funebre
A Paulette è morto il marito, così arriva il giorno dei funerali e la donna accompagna la salma del marito al cimitero per la sepoltura;è una donna abituata agli agi ed infatti, mentre è in corso il corteo funebre, ecco che un amico di famiglia, molto ricco, le fa delle avance e lei accetta di sposarlo…
Quinto episodio,”Amateur night
Una donna morigerata,Maria Teresa, onesta e dedita alla famiglia, scopre casualmente che suo marito la tradisce.Sconvolta, decide di rendergli pan per focaccia e si unisce ad un gruppo di prostitute.Ma tra queste c’è un protettore che percuote suo marito, allora lei ne prende le difese scoprendo che vuol bene ancora a suo marito.

Sette volte donna 5
Sesto episodio,”Una sera all’Opera“.
Una moglie ricca e viziata tenta i tutti i modi di evitare che una sua conoscente usi per la prima di una serata all’opera un vestito identico al suo
Settimo episodio,”La Super Simone“.
Simone è la bella moglie di uno scrittore di successo;poichè suo marito ha creato un personaggio del quale lei è fondamentalmente gelosa decide di assomigliarle in tutti i modi, creando situazioni di imbarazzo, paradossali a tal punto da essere presa per pazza.

Le sceneggiature ad episodi sono da sempre un terreno minato, sopratutto quando nel breve arco di un’ora e mezza bisogna condensare troppi elementi, come storie con un minimo di credibilità o almeno paradossali con senso della misura,ironia, umorismo ecc.
Al film di De Sica manca il ritmo, un collante che unisca in qualche modo le varie storie o quanto meno un filo comune; si sorride in alcuni tratti, per la maggior parte del film si assiste impassibili a sequenze poco affascinanti e coinvolgenti.

Sette volte donna 6

Sette volte donna 7
L’unico episodio che in qualche modo si stacca dagli altri è quello del funerale, amaro e grottesco ma il resto del film sembra un esercizio diligente di stile e null’altro.
Ed evidentemente così devono averla pensata gli spettatori di mezzo mondo che, attratti dal nome del regista e dai nomi dei protagonisti affollarono i primi giorni della proiezione, salvo poi spandere la voce che la pellicola stessa non aveva alcuna dote particolare per cui meritasse una visione.
L’accoglienza freddissima della critica fece il resto con il risultato che la pellicola praticamente scomparve a breve tempo dai circuiti cinematografici.Vittorio De Sica dovrà attendere l’anno successivo, il 1968, per tornare ai livelli abituali,con il discreto Amanti prima di ritornare ad essere il grande regista che tutti noi conosciamo con il successivo I girasoli, nel quale ricostituisce la coppia Mastroianni-Loren e sopratutto con Il giardino dei  dei Finzi Contini che gli valse il quarto Oscar della sua bellissima e indimenticabile carriera.
Sette volte donna va considerato come un film “divertissement” o come una pausa in una carriera straordinaria, sia come regista che come attore di Vittorio De Sica, uno dei padri del cinema italiano.
Per quanto riguarda il cast, l’unica presente in tutti gli episodi è Shirley Mc Laine, bella e adorabile ed è la sua presenza a salvare la pellicola da un grigiore altrimenti totale.
Tutti gli altri sono solo delle comparse, nonostante i grandi nomi.

Sette volte donna 8

Sette volte donna 9

7 volte donna
Sette volte donna

Un film di Vittorio De Sica. Con Shirley MacLaine, Vittorio Gassman, Anita Ekberg, Rossano Brazzi, Michael Caine, Peter Sellers, Elsa Martinelli, Lex Barker, Alan Arkin, Judith Magre, Catherine Samie, Philippe Noiret, Robert Morley, Elspeth March, Clinton Greyn, Patrick Wymark, Adrienne Corri Titolo originale Woman Times Seven. Film a episodi, durata 95′ min. – USA 1967

Sette volte donna banner gallery

 

Sette volte donna 10

Sette volte donna 11

Sette volte donna 12

Sette volte donna 13

Sette volte donna 14

Sette volte donna 15

Sette volte donna 16

Sette volte donna 17

Sette volte donna banner protagonisti

Shirley MacLaine: Paulette / Maria Teresa / Linda / Edith / Eve Minou / Marie / Jeanne
Elspeth March: Annette – episode ‘Funeral Procession’
Peter Sellers: Jean (segmento “Funeral Procession”)
Rossano Brazzi: Giorgio – episode ‘Amateur Night’
Laurence Badie: Prostituta – episode ‘Amateur Night’
Judith Magre: Bitter Thirty – episode ‘Amateur Night’
Catherine Samie: Jeannine – episode ‘Amateur Night’
Zanie Campan: episode ‘Amateur Night’
Robert Duranton: Didi – episode ‘Amateur Night’
Lex Barker: Rik – episode ‘Super Simone’
Elsa Martinelli: Pretty woman – episode ‘Super Simone’
Robert Morley: Dr. Xavier – episode ‘Super Simone’
Jessie Robins: Marianne, Edith’s Maid – episode ‘Super Simone’
Patrick Wymark: Henri (segmento “At The Opera”)
Michael Brennan: (segmento “At The Opera”)
Adrienne Corri: Mme. Lisiere (segmento “At The Opera”)
Alan Arkin: Fred (segmento “The Suicides”)
Michael Caine: Handsome Stranger (segmento “Snow”)
Anita Ekberg: Claudie (segmento “Snow”)
Philippe Noiret: Victor (segmento “Snow”)
Clinton Greyn: MacCormack – episode ‘Two Against One’
Georges Adet: Old Man (segmento “Snow”) (non accreditato)
Jacques Ciron: Féval (segmento “At The Opera”) (non accreditato)
Vittorio Gassman: Cenci – episode ‘Two Against One’ (non accreditato)
Jacques Legras: Salesman (segmento “Snow”) (non accreditato)
Roger Lumont: Nossereau (segmento “At The Opera”) (non accreditato)

Sette volte donna banner cast

Regia Vittorio De Sica
Sceneggiatura Cesare Zavattini
Produttore Arthur Cohn
Produttore esecutivo Joseph E. Levine
Casa di produzione Joseph E. Levine Productions
Fotografia Christian Matras
Montaggio Teddy Darvas, Victoria Spiri-Mercanton
Musiche Riz Ortolani
Costumi Marcel Escoffier
Trucco Georges Bouban, Alberto De Rossi

Sette volte donna banner recensioni

 

L’opinione di atticus dal sito http://www.filmscoop.it

Lo promuovo controvoglia, solo perché Shirley MacLaine è a dir poco fantasmagorica. In realtà il film mi è sembrato un campionario di occasioni mancate: con un’attrice simile come protagonista, con un tale cast di supporto e con la premiata coppia De Sica-Zavattini fuori le scene, il risultato sarebbe dovuto essere ben altro che questo scialbo collage di barzellette senza vita.
Il primo segmento, con Shirley vedova (in)consolabile, è senz’altro il peggiore, si fa notare quello in cui interpreta una hostess fissata per l’esistenzialismo che stuzzica un eccitatissimo Gassman, o quello in cui cerca di dimostrare il proprio amore al marito scrittore travestendosi dalle sue eroine e venendo scambiata per pazza. Ma in generale il livello è piuttosto basso e il più delle volte si sorride solo grazie alla verve della protagonista.
Bellissime musiche di Riz Ortolani.

L’opinione di mm40 dal sito http://www.filmtv.it

De Sica in regia e Zavattini in sceneggiatura: ragionevolmente ci si poteva aspettare di più. Un cast inernazionale stellare (Sellers e la Ekberg, Gassman e Noiret, Caine e ancora molti altri nomi famosi) che fa perno sulla protagonista unica di tutti e sette gli episodi, ovvero Shirley McLaine. Senz’altro tutti discreti i protagonisti, ma si tratta della classica disarticolata pellicola ad episodi – quasi tutti non sono che poco più di spunti – di quegli anni, seppure con un tentativo di lancio internazionale dell’operazione (peraltro non esattamente riuscito). Poco sotto la sufficienza, nel complesso.

L’opinione del Morandini

Sette aneddoti o novellette per un’attrice sola. Il migliore l’ultimo, con M. Caine, è quello della signora che si crede seguita da un corteggiatore innamorato e timido mentre è un investigatore incapace, sguinzagliato dal marito geloso. Festival personale di S. MacLaine che era allora l’attrice più completa di Hollywood. L’incontro con De Sica-Zavattini avrebbe dovuto dare frutti più sostanziosi.

L’opinione di Guru dal sito http://www.davinotti.com

La camaleontica Shirley MacLaine elabora sette figure femminili, diverse tra loro per ceto sociale e cultura, con l’intento di mostrare le reazioni, gli istinti repressi e le insoddisfazioni sviluppate nei confronti del maschio predominante. Ma anche la competizione tra il gentil sesso non viene risparmiata di fronte ad argomenti molto appetibili come… il modello esclusivo di un abito da sera. La grande personalità della protagonista ripaga della carente sceneggiatura di Zavattini.

Sette volte donna banner foto

Sette volte donna foto 6

Sette volte donna foto 5

Sette volte donna foto 4

Sette volte donna foto 3

Sette volte donna foto 1

Sette volte donna locandina sound

Sette volte donna locandina 11

Sette volte donna locandina 10

Sette volte donna locandina 9

Sette volte donna locandina 8

Sette volte donna locandina 7

Sette volte donna locandina 6

Sette volte donna locandina 5

Sette volte donna locandina 4

Sette volte donna locandina 3

Sette volte donna locandina 2

Sette volte donna locandina sound 2

maggio 25, 2014 Posted by | Commedia | , , , , , , , | 2 commenti

Ashanti

Ashanti locandina 2

La dottoressa Anansa, discendente della grande tribù degli Ashanti è sposata al dottor David Linderby, un funzionario inglese che lavora sotto l’egida dell’Onu;i due, in perfetta simbiosi, aiutano le popolazioni dell’Africa occidentale ma un giorno, mentre Anansa è in riva ad un fiume per farsi un bagno, viene rapita da alcuni nativi che agiscono per ordine di un mercante di schiavi, il temibile Suleiman.
L’uomo, fatta prigioniera la bellissima dottoressa, la conduce con una terribile marcia, verso il Mar Rosso.
David si mette sulle sue tracce grazie all’aiuto di Jim Sandell (un avventuriero) e in seguito di un tuareg,Malik (che odia mortalmente Suleiman); nel frattempo Suleiman, dopo una serie di peripezie, riesce a cedere la donna al Principe Hassan, ma ben presto arriva la resa dei conti…
Ashanti è un film del genere avventuroso diretto nel 1979 da Richard Fleischer, autore in passato di ottimi lavori come Tora, Tora,Tora, Mandingo,2022: i sopravvissuti ; la mano felice ed esperta del regista di Brooklin si nota nell’elegante confezione, anche se il film ha diverse pause che nuociono alla sua economia.

Ashanti 15

Ashanti 16

Ashanti 3

Beverly Johnson

Ashanti 9

William Holden e Michael Caine

Tuttavia una splendida fotografia e la scelta di location affascinanti rendono il film degno di una visione, anche se il film non deraglia mai dal binario su cui lo fa scorrere Fleischer; la scelta di prediligere l’avventura nega al film qualsiasi velleità di denuncia di una delle piaghe più tristi della storia del continente africano, lo schiavismo.
Grazie all’allestimento di un cast di grandissimo livello, il regista americano maschera le inevitabili pecche della sceneggiatura;

Ashanti 14

 

Omar Sharif

Ashanti 13

Peter Ustinov e Omar Sharif

Ashanti 12

Kabir Bedi

disponendo di attori come William Holden (che interpreta Sandell), Michael Caine (David Linderby), Peter Ustinov (Suleiman),Kabir Bedi (Malik),la bellissima Beverly Johnson (La dottoressa Anansa), Rex Harrison (Brian Walker) e Omar Sharif (Il principe Hassan), Fleischer conduce in porto un’opera tutto sommato egregiamente costruita.
Trasmesso più volte in tv, Ashanti è tuttavia abbastanza raro da trovare in rete.

Ashanti
Un film di Richard Fleischer, con Michael Caine,Peter Ustinov,Kabir Bedi,Beverly Johnson, Omar Sharif,Rex Harrison,William Holden Avventuroso Usa 1979

Ashanti banner gallery

 

Ashanti 4

 

Ashanti 2

 

Ashanti 1

 

Ashanti 11

 

Ashanti 10

 

Ashanti 8

 

Ashanti 7

 

Ashanti 6

 

Ashanti 5

 

Ashanti banner personaggi

Michael Caine … Dr. David Linderby
Peter Ustinov … Suleiman
Kabir Bedi … Malik
Beverly Johnson … Dr. Anansa Linderby
Omar Sharif … Principe Hassan
Rex Harrison … Brian Walker
William Holden …Jim Sandell
Zia Mohyeddin … Djamil
Winston Ntshona … Ansok
Tariq Yunus … Faid
Tyrone Jackson … Dongaro
Akosua Busia … La ragazza Senoufo
Jean-Luc Bideau … Marcel
Olu Jacobs … Batak
Johnny Sekka … Capitano Bradford

Ashanti banner cast

Regia: Richard Fleischer
Sceneggiatura:Stephen Geller
Romanzo:Alberto Vázquez Figueroa
Produzione:Georges-Alain Vuille,John C. Vuille
Musiche:Michael Melvoin
Fotografia:Aldo Tonti
Montaggio:Ernest Walter

Ashanti banner recensioni

L’opinione di rambo90 dal sito http://www.davinotti.com
Film d’avventura vecchio stampo, ben diretto (Fleischer è un veterano del cinema) e ottimamente interpretato da un cast di lusso: Caine protagonista carismatico senza dimenticare i piccoli ma incisivi contributi di Holden e Sharif. Ogni personaggio è approfondito psicologicamente e la storia entra subito nel vivo senza inutili introduzioni. La Johnson è bellissima, qualche lungaggine di troppo ma nel complesso un film più che buono.
L’opinione di marcopolo30 dal sito http://www.filmtv.it
Tratto da “Ebano”, opera (non fra le migliori) del romanziere Spagnolo Vazquez Figueroa, “Ashanti” prende l’intero fascio di personaggi presenti nel libro, da una buona mescolata e finisce col tirarne fuori una storia assai più ovvia (e politicamente corretta). Bella la fotografia (e la protagonista femminile), grande Kabir Bedi nel ruolo di Malick, probabilmente l’unico attore di un cast costosissimo cui Fleischer assegnò il ruolo giusto.

L’opinione di Galbo dal sito http://www.davinotti.com
Una grande caccia all’uomo per migliaia di miglia nel deserto allo scopo di recuperare una nobile araba rapita da un mercante di schiavi. Questa in sintesi la vicenda raccontata nel film di Richard Fleischer che ha il chiaro obiettivo di recuperare il cinema avventuroso hollywoodiano. Il risultato delude: il film è troppo patinato e poco emozionante ed anche la regia non riesce ad imprimere il giusto ritmo alla vicenda.

Ashanti banner locandine

 

Ashanti locandina 5

 

Ashanti locandina 4

 

Ashanti locandina 3

 

Ashanti locandina 1

 

Ashanti locandina 6

 

Ashanti foto 4

 

Ashanti foto 3

 

Ashanti foto 2

 

Ashanti foto 1

marzo 3, 2014 Posted by | Drammatico | , , , , , , , | Lascia un commento