Decameron N.4….le belle novelle di Boccaccio
Un gruppo di donne si ritrova quotidianamente nel lavatoio pubblico della cittadina nella quale vivono; mentre lavorano si raccontano storie licenziose per ingannare il tempo.
– Tofano è un marito geloso che però non dedica abbastanza tempo a sua moglie Ghita, che naturalmente decide di farsi un’amante.Generalmente la donna usa la tecnica di far ubriacare l’uomo per poi correre a trastullarsi con l’amante.Ma Tofano capisce che la moglie nasconde qualcosa,la coglie in fallo ma viene beffata da quest’ultima che gli fa credere di essersi suicidata gettandosi in un pozzo.

– Calandrino eredita una grossa somma in denaro, ma da sciocco integrale qual’è racconta la cosa in giro; i suoi amici riusciranno a togliergli tutti i soldi facendogli credere che è incinto.Lo guariranno dandogli un purgante.
– Frate Rinaldo ha un debole per le donne e sopratutto per Agense. Il marito li coglie in inequivocabili atteggiamenti ma il furbo frate farà credere all’uomo che la donna è affetta da parassitosi e che l’unica cura che funzioni è accoppiarsi carnalmente con lei.
– Simona è appartata con un ragazzo su un prato.Il giovane inavvertitamente mastica dell’erba velenosa e muore. Simona, per salvarsi dall’accusa di omicidio è costretta a ripetere l’accaduto davanti ad un giudice.
– Alberto è un giovane costretto, suo malgrado, a farsi frate da un eremita.Ma lui smania per Lisetta, così escogita uno stratagemma:si traveste da Arcangelo gabriele e finalmente seduce l’oggetto delle sue brame.Mal gliene incorrerà perchè alcuni giovani, scoperta la cosa, non solo lo bastoneranno ma ne approfitteranno per sostituirsi a lui.

Sciaguratissima versione cinematografica, l’ennesima, ricavata dalle novelle del povero Boccaccio, qui saccheggiato indegnamente in un decamerotico tra i più brutti concepiti nel periodo del massimo fulgore del genere.
Diretto da Paolo Bianchini sotto opportuno pseudonimo (Paul Maxwell) con un cast assemblato al minor costo possibile, Decameron n. 4… Le belle novelle di Boccaccio arriva nelle sale nel 1972 cercando di spillare qualche lira e contando come al solito su un gruppetto di belle attricette da mostrare nude e poco altro.
L’impianto narrativo è ridotto all’osso, le storie non brillano nemmeno per originalità (l’episodio dell’Arcangelo Gabriele è copiato dal film Boccaccio) e la recitazione del gruppo di attori di serie B raccolto è a livello di film di serie Z.
Desolante in tutto, Decameron n. 4… Le belle novelle di Boccaccio è opera di Paolo Bianchini, regista che fino ad allora aveva diretto qualche western anonimo come Dio li crea… Io li ammazzo! o Quel caldo maledetto giorno di fuoco.

Girato con un budget stringatissimo il film non emerge nemmeno per originalità degli episodi e indulge solo sui congressi carnali delle protagoniste, peraltro attricette in cerca di gloria. L’unico nome di rilievo è quello di Mariangela Giordano,all’epoca ormai trentacinquenne e che era stata protagonista del Decameron 2 di Guerrini, prodotto di ben altra caratura.
Insipido o sciapo che dir si voglia, il film non ha alcuna dote e tra l’altro non smuove nemmeno per errore l’ombra di un sorriso, rivelandosi alla fine come uno dei prodotti più squallidi del genere decamerotico, che pure al 70% è stato sotto genere pieno di prodotti insulsi.
Nulla in assoluto da segnalare:regia sciatta, location ristretta, recitazione da oratorio.
Di conseguenza, film da dimenticare sotto tutti i punti di vista.
Praticamente impossibile da trovare in una versione che non sia quella pessima ricavata da una vecchia VHS che circola in rete.
Decameron nº 4 – Le più belle novelle del Boccaccio
Un film di Paolo Bianchini (Paul Maxwell). Con Nino Musco, Mariangela Giordano, Ciccio Antonacci, Lee Banner, Enzo Pulcrano, Claudia Bianchi, Anna Odessa Erotico, durata 95 min. – Italia 1972.
Nino Musco: Tofano
Anna Odessa: Moglie di Tofano
Lorenzo Piani: Ricciardetto
Mariangela Giordano: Tessa
Francesco Antonacci: Calandrino
Sergio Rovelli: Buffalmacco
Luigi Antonio Guerra: Nello
Ennio Colaianni: Mastro Simone
Giulio Baraghini: Fra’ Rinaldo
Mimma Gori: Agnesa
Luca Sportelli: Il marito
Claudia Bianchi: Simona
Fernando Mopago: Pasquino
Marcello Monti: Stramba
Benise Clara Tundis: Lacina
Enzo Pulcrano: Frate Alberto
Susy Kuster: Lisetta
Regia Paolo Bianchini
Soggetto Paolo Bianchini
Sceneggiatura Paolo Bianchini
Produttore Gabriele Crisanti
Casa di produzione Compagnia Generale Cinematografica
Fotografia Antonio Modica
Montaggio Otello Colangeli
Musiche Roberto Pregadio, Vassili Kojucharov
Scenografia Francesco Antonacci
Costumi Francesco Antonacci
L’opinione di mm40 dal sito http://www.filmtv.it
Forse – e vale la pena di ribadire il forse, perchè la materia del dibattito è fin troppo vasta e i dubbi possono fiorire legittimamente – il filone decamerotico è stato il più povero e squallido dell’intera storia del cinema italiano. Nel giro di un paio di anni successe tutto, a seguito del clamore e degli incassi del Decameron pasoliniano (1971); ma il vero problema del decamerotico è che venne portato avanti pressochè solamente da mestieranti, terze scelte e sciagurati, sia per quanto riguarda i registi che per gli interpreti. Paolo Bianchini, per esempio, che qui si firma Paul Maxwell, rimarrà per tutta la sua carriera nell’anonimato, fino a raggiungere un minimo di notorietà nei primi anni Duemila girando qualche fiction – e non fra le più famose – della Rai; gli attori di questo Decameron n°4, invece, sono e sono rimasti dei perfetti sconosciuti: e per fortuna, perchè il livello della recitazione è davvero infimo. Oltrettutto la scelta – in voga in quegli anni di commediacce sguaiate – di impostare i personaggi con esasperate parlate dialettali è proprio pessima: ancora ancora potrebbe essere comprensibile in una metropoli odierna, ma figuriamoci nelle campagne del Trecento quanti interscambi culturali fra le varie zone d’Italia potessero esserci. La sceneggiatura è firmata dal regista; in un ruolino compare Luca Sportelli (caratterista di serie B, comunque Marlon Brando in tale contesto); le musiche di Vasili Kojucharov sono dirette dal maestro Pregadio, in quegli anni ancora lontani dal successo della Corrida di Corrado in tv.
L’opinione di Undjing dal sito http://www.davinotti.com
Cinque novelle, introdotte da un gruppo di lavandaie con un volgare senso dell’umorismo: dal marito siciliano (ovviamente più anziano della consorte) fatto becco quando rientrato dal lavoro perché ubriacato dalla moglie (bolognese!) alla coppia di ingenui che riescono a farsi rubare l’eredità dopo che a lui è stato detto ch’è incinta; dal giudice avvelenato perché attivo “sessualmente” su una presunta scena di omicidio agli inevitabili fratacchioni vispi e virili. Si ride poco, per via di un cast per niente efficace, una parlata dialettale approssimativa e ironia davvero di basso profilo.
L’opinione di Homesick dal sito http://www.davinotti.com
Introdotte da un gruppo di lavandaie cafone, cinque novelle del Boccaccio opportunamente rivedute, corrette e ampliate negli elementi più spinti e volgari. La realizzazione è misera e la comicità di bassa lega; quindi inutile dire che il valsente provenga dal reparto femminile, con le rustiche Ann Odessa e Mariangela Giordano, la fine Claudia Bianchi e la mai più rivista Susy Kuster, l’unica prescelta per il nudo integrale. Francesco Antonacci (il “Calandrino pregno” del secondo episodio, nonché costumista e scenografo) sembra un sosia magro di Burt Young.
Classifica al botteghino 1985
1) Rambo 2 – La vendetta di George Pan Cosmatos

con Sylvester Stallone, Richard Crenna, Charles Napier, Julia Nickson, Steven Berkoff
2) Rocky IV di Sylvester Stallone

con Sylvester Stallone, Talia Shire, Dolph Lundgren, Brigitte Nielsen, Burt Young, Carl Weathers, James Brown, Michael Pataki
3) 9 settimane e 1/2 (9 1/2 Weeks) di Adrian Lyne

con Mickey Rourke, Kim Basinger, Margaret Whitton, Christine Baranski
4) La mia Africa (Out of Africa) di Sidney Pollack

con Meryl Streep, Robert Redford, Klaus Maria Brandauer, Michael Kitchen, Malick Bowens
5) Ritorno al futuro (Back to the Future) di Robert Zemeckis

con Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson, Crispin Glover, Thomas F. Wilson, Claudia Wells, Billy Zane
6) Amici miei Atto III di Nanni Loy

con Ugo Tognazzi, Adolfo Celi, Renzo Montagnani, Gastone Moschin, Bernard Blier
7) Speriamo che sia femmina di Mario Monicelli

con Liv Ullmann, Catherine Deneuve, Philippe Noiret, Giuliano Gemma, Giuliana De Sio, Stefania Sandrelli, Athina Cenci, Bernard Blier, Paolo Hendel, Lucrezia Lante della Rovere, Ron
8) Tutta colpa del Paradiso di Francesco Nuti

con Francesco Nuti, Ornella Muti, Roberto Alpi, Laura Betti, Marco Vivio, Novello Novelli
9) Scuola di polizia 2: Prima missione (Police Academy 2) di Jerry Paris

con Steve Guttenberg, Bubba Smith, David Graf, George Gaynes, Michael Winslow, Bruce Mahler, Colleen Camp, Art Metrano
10) 007 Bersaglio mobile (A View to a Kill) di John Glen

con Roger Moore, Tanya Roberts, Grace Jones, Christopher Walken, Patrick Bauchau, Fiona Fullerton, Desmond Llewelyn, Lois Maxwell
11) Commando (Commando) di Mark L. Lester

con Arnold Schwarzenegger, Rae Dawn Chong, Dan Hedaya, Vernon Wells, Patrick Kelly, Alyssa Milano
12) Troppo forte di Carlo Verdone

con Carlo Verdone, Stella Hall, Alberto Sordi, John Steiner, Mario Brega
13) L’onore dei Prizzi (Prizzi’s Honour) di John Huston

con Jack Nicholson, Kathleen Turner, Anjelica Huston, Robert Loggia, John Randolph, William Hickey, Lawrence Tierney
14) L’anno del dragone (Year of the Dragon) di Michael Cimino

con Mickey Rourke, John Lone, Ariane, Ray Barry
15) Miranda di Tinto Brass

con Serena Grandi, Andrea Occhipinti, Franco Branciaroli, Andy J. Forrest, Franco Interlenghi
16) Cercasi Susan disperatamente (Desperately Seeking Susan) di Susan Seidelman

con Rosanna Arquette, Madonna, Aidan Quinn, John Turturro, Mark Blum
17) Yuppies – I giovani di successo di Carlo Vanzina

con Massimo Boldi, Jerry Calà, Christian De Sica, Ezio Greggio, Federica Moro, Corinne Cléry, Valeria D’Obici
18) Cocoon – L’energia dell’universo (Cocoon) di Ron Howard

con Don Ameche, Hume Cronyn, Wilford Brimley, Brian Dennehy, Steve Guttenberg, Maureen Stapleton, Jessica Tandy, Tahnee Welch
19) Il gioiello del Nilo (The Jewel of the Nile) di Lewis Teague

con Michael Douglas, Kathleen Turner, Danny DeVito, Spiros Focas, Avner Eisenberg
20) Maccheroni di Ettore Scola

con Marcello Mastroianni,Jack Lemmon
I Razzie Awards 1990-1999

Nell’articolo precedente dedicato ai Razzie award, https://filmscoop.wordpress.com/2012/04/17/i-razzie-awards/ abbiamo visto i primi dieci anni di attività del gruppo che attribuisce I lamponi dorati, i contro Oscar che “premiano” i peggiori film della stagione.
Il 24 marzo 1991 al Roosvelt Hotel di Hollywood vengono attribuiti i poco ambiti Razzie ai film distribuiti nel 1990; vero trionfatore della serata è I fantasmi non possono farlo diretto da John Derek e interpretato dalla signora Derek, Bo.
L’attrice statunitense di origini irlandesi,vera beniamina della giuria dei Razzie porta a casa la statuetta come peggior attrice, mentre suo marito quella come peggior regista. Un trionfo storico diviso tutto in famiglia, insomma.
Il film I fantasmi non possono farlo su ben 9 nomination raccoglie 4 Razzie, e vede sottrarsi il premio come peggior film da Le avventure di Ford Fairlane (The Adventures of Ford Fairlane), regia di Renny Harlin mentre questo film permette a Andrew Dice Clay di guadagnarsi un poco onorevole Razzie come peggior attore protagonista.
Nel lotto dei Razzie finisce anche lo splendido Padrino parte III per colpa di una giovanissima Sofia Coppola, che vince, all’unanimità, due Razzie come peggior attrice non protagonista e peggior esordiente, riconoscimento davvero poco onorevole e troppo severo per la figlia del grande Francis Ford.
I fantasmi non possono farlo, peggior regia del 1989 nell’edizione 1990 dei Razzie
Le avventure di Ford Fairlane, Razzie come peggior film edizione 1990
Milla Jovovich, peggior attrice esordiente dell’anno
Tra i nominati per il peggior film c’è Brian De Palma, con il discusso Falò delle vanità mentre non manca il solito Stallone che rischia la vittoria con il film Cobra, affiancato anche da un altro simbolo della Hollywood blockbuster, Mickey Rourke finito nel mirino per Orchidea Selvaggia.
L’anno successivo, il 29 marzo 1992 al Hollywood Roosevelt Hotel di Hollywood c’è la consueta serata che premia i film peggiori del 1991; questa volta non c’è un film o un cast a svettare su tutti e la lotta è più serrata.
Peggior film alla fine risulta essere Hudson Hawk – Il mago del furto di Michael Lehmann interpretato da Bruce willis,Andie Mac Dowell e Danny Aiello; su 6 nomination la pellicola vince le due più importanti ( o meno onorevoli, se vogliamo) ovvero quelle attribuite al peggior film e al peggior regista.
Bruce Willis in Hudson Hawk il mago del furto, peggior film del 1991 nell’edizione 1992 degli award
Kevin Costner, peggior attore per il film Robin Hood principe dei ladri
Pauly Shore, peggior attore esordiente dell’anno
Kevin Costner è il peggior attore per Robin Hood principe dei ladri mentre Sean Young interprete di Un bacio prima di morire vince sia come attrice protagonista che come attrice non protagonista, un caso unico in quanto la Young interpreta un doppio ruolo.
Costner è.al primo dei suoi quattro Razzie Awards vinti, tre ottenuti come peggior attore protagonista per Robin Hood – Principe dei ladri, Wyatt Earp e L’uomo del giorno dopo e uno come peggior regista sempre per L’uomo del giorno dopo. Da segnalare come Ritorno alla laguna blu, con protagonista una giovane Milla Jovovich sia candidato a 5 Razzie senza però vincerne nessuno.
Nel 1993 il parterre degli aspiranti al premio è decisamente molto più illustre e ben rappresentato; la sera del 28 marzo 1993 all’ Hollywood Roosevelt Hotel di Hollywood ad ambire a ben 7 premi è uno dei successi della stagione precedente, Guardia del corpo-The bodyguard diretto da Mike Jackson e interpretato ancora una volta dal povero Kevin Costner e da Whitney Houston.
Edizione Razzie award del 1993: vince come peggior film del 1992 Vite sospese
Janet Jackson, peggior attrice esordiente 1993
Melanie Griffith, peggior attrice e Razzie award 1993
Nel lotto dei concorrenti finiscono Analisi finale di Joanou come peggior film e ancora una volta Costner con nientemeno che Nicholson e Michael Douglas come peggiori attori,Melanie Griffith,Kim Basinger, Whitney Houston e Sean Young come peggiori attrici, David Seltzer e Barry Levinson come peggiori registi.
Un lotto davvero prestigioso, non c’è che dire.
La parte del leone la fa Vite sospese di David Seltzer, peggior film e peggior regista, 5 nomination e 3 Razzie vinti: Melanie Griffith sale sul gradino più alto con Vite sospese, mentre Sean Young per il secondo anno consecutivo è in lizza per il premio.Tom Selleck vince, senza storia,il Razzie per Cristoforo Colombo: la scoperta battendo il collega Marlon Brando, che aveva interpretato il ruolo di Torquemada nello stesso film. A rischiare di vincere come peggior attore è anche Robert Duvall per Gli strilloni che vede in lizza la splendida Ann Margret come peggior attrice non protagonista.
Cristoforo Colombo: la scoperta alla fine è uno dei film più nominati e meno premiati, 1 solo razzie su 6 candidature; di meglio fa The bodyguard che su 7 nomination sfugge a tutti i premi.
Burt Reynolds in Un piedipiatti e mezzo, peggior attore protagonista 1994
Madonna in Body of evidence, peggior attrice protagonista 1994
Anne Nicole Smith, peggior attrice esordiente 1994
Il 20 marzo 1994 tocca a due grandi successi dell’anno precedente, Proposta indecente e Body of Evidence – Corpo del reato dividersi 13 nomination globali;Proposta indecente di Adrian Lyne ottiene 7 nomination,Body of Evidence – Corpo del reato 6. Alla fine il primo otterrà tre riconoscimenti e il secondo uno solo.Peggior film della stagione precedente è Proposta indecente (Indecent Proposal), regia di Adrian Lyne mentre attori come Redford,William Baldwin,Arnold Schwarzenegger,Burt Reynolds,Willem Dafoe si disputano la palma come peggior attore protagonista.
A spuntarla è Burt Reynolds con Un piedipiatti e mezzo mentre Madonna trionfa per Body of Evidence – Corpo del reato battendo in volata ancora una volta le poco amate (dalla critica) Melanie Griffith, Sharon Stone e Demi Moore.Da notare che la bellissima Sharon scansa per la seconda volta consecutiva un Razzie…
Spazio anche per una grande attrice di Hollywood,Faye Dunaway, che accanto alle due nomination all’Oscar dovrà aggiungere due razzie award come peggior attrice; tra le peggiori attrici non protagoniste nomination per Sandra Bullock, interprete di Demolition Man, uno dei pochissimi film con protagonista Stallone ad essere sfuggito ai razzie.
Il colore della notte, 9 candidature ma 1 solo Razzie vinto come peggior film nel 1995
Kevin Costner, ancora una volta Razzie award come peggior attore per Wyatt Earp nel 1995
Elizabeth Berkley, peggior attrice esordiente 1996
Nel 1995 la maggior novità è rappresentata dal cambio di location della sede deputata alla serata finale; si passa quindi dal Roosvelt Hotel di Hollywood al El Rey Theatre di Los Angeles. E’ la sera del 26 marzo 1995 e ovviamente c’è molta attesa tra il pubblico e molto timore tra i nominati per l’attribuzione dei premi.
Il maggior numero di candidature, ben nove, è per Il colore della notte (Color of Night), regia di Richard Rush che ha di fronte ancora una volta Kevin Costner, questa volta interprete del film di Kasdan Wyatt Earp.
Il peggior film è Il colore della notte che però si ferma qui;è il premio meno voluto, ma gli altri otto lamponi restano a casa.
Costner non la scampa e vince il premio come peggior attore, battendo Macaulay Culkin candidato per ben tre film Papà ti aggiusto io! (Getting Even with Dad), Pagemaster – L’avventura meravigliosa (The Pagemaster), Richie Rich – Il più ricco del mondo (Richie Rich)
Questa volta Sharon Stone interprete di Trappola d’amore e di Lo specialista, alla sua terza finale consecutiva nei razzie non può evitare l’onta di vincere come Peggior attrice protagonista, battendo la sexy rivale Kim Basinger in lizza per Getaway.
Il peggior regista è Steven Seagal per Sfida tra i ghiacci, premio abbondantemente meritato per uno degli attori più “cani” di Hollywood, mentre la strana coppia Stone-Stallone stravince nel settore peggior coppia,battendo di misura Tom Cruise e Brad Pitt per Intervista col vampiro mentre Costner rischia l’ennesimo Razzie abbinato a “una qualsiasi delle sue tre mogli“(Annabeth Gish, Joanna Going e Mare Winningham) per il film Wyatt Earp.
Record di nomination per Showgirl, ben 13, peggior film del 1995 nell’edizione Razzie 1996
Pauly Shore in Un lavoro da giurato,Razzie award per il peggior attore protagonista
Pamela Anderson peggior attrice protagonista
Il 24 marzo 1996 è il The Hollywood Roosevelt Hotel Academy Room ad accogliere la serata finale; c’è molta attesa per Showgirl, il film di Paul Verhoeven che per una volta ha messo d’accordo critica e pubblica nel giudizio finale;giudicato bruttissimo e assolutamente inguardabile, Showgirl porta a casa ben 13 nomination anche se alla fine vincerà poco più della metà dei premi a cui suo malgrado aspirava, ben 7 Razzie awards.
Il film vince un razzie con Elizabeth Berkley peggior attrice protagonista,uno come Peggior sceneggiatura, come peggior film e altri minori.
Lo scontro nella categoria Peggior attore vede protagonisti due vecchie conoscenze dei Razzie, Kevin Costner e Sylvester Stallone: a sorpresa vince Pauly Shore con Un lavoro da giurato e Costner si deve “accontentare” di veder vincere il grande Dennis Hopper nella categoria Peggior attore non protagonista per Waterworld, gran bel film ingiustamente osteggiato dalla critica e diventato poi uno dei maggiori flop economici della storia del cinema.
Madonna non ha rivali con Four rooms e vince come Peggior attrice non protagonista mentre il grande escluso della serata ( e se vogliamo giustamente) è Corsari, il flop più costoso in assoluto della storia di Hollywood.
Inaspettatamente in lizza troviamo ottimi film come Jade di Friedkin,Il profumo del mosto selvatico di Arau,Il bacio della morte di Barbet Schroeder che però alla fine non vinceranno nemmeno un razzie minore.
Il premio più sprezzante è attribuito al cast completo in qualsiasi combinazione possibile di due persone (o due parti del corpo) per Showgirls che diventa uno dei film più spernacchiati di sempre nella storia dei Razzie.
E veniamo all’edizione del 1997, tenutasi il 23 marzo 1997 al The Hollywood Roosevelt Hotel Academy Room.
Marlon Brando, Razzie award per L’isola perduta
Dennis Rodman peggior attore esordiente 1997
Striptease, peggior film 1997
Nel corso del 1996 uno dei film più visti della stagione era stato Striptease di Andrew Bergman; ed è proprio questo film a raccogliere il maggior numero di candidature, 7, sfuggendo per un pelo al trionfo con 6 premi vinti.
Proprio Striptease è il peggior film dell’anno e Bergman completa il trionfo vincendo come Peggior regista e con Demi Moore come peggior attrice protagonista.
Un bolso e sfatto Marlon Brando in versione oversize vince come Peggior attore per l’orrido L’isola perduta mentre Melanie Griffith con Scomodi omicidi è nuovamente la Peggior attrice non protagonista di un soffio sulla Dunaway. Segnalo l’inaspettata presenza tra le peggiori sceneggiature che abbiano incassato almeno 100 milioni di dollari di Independence day, Mission;impossible e Il gobbo di notre dame!
Edizione 1998: Hollywood brucia e The Avengers – Agenti speciali sono candidati a nove premi, mentre Armageddon e Spice Girls: il film sono candidati a sette razzie, Godzilla a cinque.
Bruce Willis peggior attore protagonista nell’edizione 1999 dei Razzie
Demi Moore, ancora peggior attrice per Soldato Jane
Hollywood brucia, peggior film edizione 1999
E’ la sera del 20 marzo 1999 e presso il The Hollywood Roosevelt Hotel Academy Room il film Hollywood brucia (An Alan Smithee Film: Burn Hollywood Burn), regia di Arthur Hiller e Alan Smithee trionfa come Peggior film, mentre Bruce Willis fa l’en plein meritandosi il Razzie per le sue interpretazioni nei film Armageddon,Codice Mercury e Attacco al potere.Per questa ultima interpretazione sicuramente il premio è più che meritato.
Il gruppo delle Spice girls vince meritatamente il premio per la Peggior attrice: nel gruppo non viene fatta alcuna distinzione e così Melanie B, Melanie C, Emma Bunton, Geri Halliwell e Victoria Adams gruppo musicale amatissimo dai più giovani vince in blocco il Razzie.
Premi anche per Joe Eszterhas in Hollywood brucia e Maria Pitillo in Godzilla rispettivamente come peggior attore e peggior attrice non protagonista mentre Gus Van Sant con Psycho remake del capolavoro di Hitchcock è il peggio regista, mentre detto che Vi presento Joe Black (Meet Joe Black), regia di Martin Brest viene assurdamente candidato al Razzie come peggior remake possiamo passare all’ultima edizione dei
Adam Sandler in Big Daddy – Un papà speciale, peggior film dell’anno 1999 nell’edizione 2000
Heather Donahue peggior attrice in The Blair Witch Project – Il mistero della strega di Blair
Razzie per il secolo XXI, tenutasi il 25 marzo 2000 al The Hollywood Roosevelt Hotel Academy Room. Wild Wild West per la regia di Barry Sonnenfeld candidato a nove premi si aggiudica 5 lamponi con grandissimo merito, visto che si tratta di un film ai confini con il trash mentre incredibilmente Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma si vede attribuire ben sette nomination ma fortunatamente vince un solo Razzie come Peggior sceneggiatura.
Peggior attore è Adam Sandler per Big Daddy – Un papà speciale mentre peggior attrice è Heather Donahue per The Blair Witch Project – Il mistero della strega di Blair e infine peggior regista è Barry Sonnenfeld con Wild Wild West.
Poichè è l’ultima edizione del decennio novanta, vengono attribuiti premi speciali che vanno nell’ordine a :
– Showgirls di Verhoeven (1995) come peggior film del decennio;
– Madonna come peggior attrice del decennio novanta;
– Pauly Shore come peggior esordiente dello stesso periodo.
E’ tutto, nell’ultima parte dedicata al periodo 2000-2013 arriveremo con questa breve cronistoria a scoprire i film giudicati dalla giuria dei Razzie award i più brutti di ogni anno a seguire.
Vite sospese, Razzie award 1993
Demi Moore in Proposta indecente, Razzie 1994
Sharon Stone, Razzie come peggior attrice nel 1994 per Lo specialista
Elizabeth Berkley peggior attrice protagonista 1996
Demi Moore peggior attrice 1997
Spice girls, Razzie award a tutto il gruppo musicale come peggior attrice 1998
Wild wild west peggior film del 1999
Pauly Shore, peggior attore esordiente del decennio
Sylvester Stallone, peggior attore del secolo
Madonna, peggior attrice del secolo
Showgirls, peggior film del decennio
Prostituzione
Un quartiere periferico immerso nell’oscurità.
Una sera come tante, nei vialetti che circondano una strada di periferia, sotto i cui lampioni come ogni sera si consuma il triste rito dell’amore a pagamento.
Una ragazza, Giselle, adesca un giovane e consuma un frettoloso rapporto sotto un albero, mentre un maturo guardone assiste soddisfatto tra i cespugli.
Ritroviamo Giselle stesa nuda su un tavolo operatorio:la ragazza è morta, uccisa da un misterioso assassino.
E’ il commissario Macaluso ad essere incaricato delle indagini.

L’uomo deve muoversi nello squallido sottobosco in cui si muovono le esistenze delle prostitute, che si chiamano Benedetta,Primavera,Immacolata:nomi in netto contrasto con le loro esistenze di professioniste dell’amore.
Giselle era una di loro, ma marginalmente:la ragazza infatti era fuori dal giro delle prostitute da strada,lei era una studentessa universitaria, che si prostituiva con uomini facoltosi.
Mentre Macaluso inizia a muoversi in quel mondo sordido, brancolando alla cieca anche per il muro di omertà che sembra circondare la vicenda, si intrecciano le storie delle varie protagoniste, come quella di Benedetta, che una sera viene brutalizzata da un gruppo di giovani e che viene selvaggiamente vendicata dall’organizzazione a cui lei appartiene, o come quella di Primavera, una prostituta avanti negli anni che ha una relazione con il giovane pappone Antonio.
Proprio quest’ultimo la tradisce incapricciandosi della di lei figlia Daniela, con la quale scappa.

Nel frattempo Macaluso porta avanti le sue indagini e sarà il guardone che spiava Giselle a mettere il funzionario di polizia sulla strada giusta…
Prostituzione è un thriller-poliziesco girato nel 1974 da Rino Di Silvestro, regista romano scomparso cinque anni addietro all’età di 77 anni;Di Silvestro, che nel corso della sua carriera ha diretto solo 8 pellicole,fra le quali La lupa mannara e Hanna D.la ragazza del Vondel park aveva diretto l’anno precedente un discreto Wip, quel Diario segreto da un carcere femminile accolto da un lusinghiero successo di pubblico.
dalla vita delle recluse di un carcere, fra soprusi e violenze morali, Di Silvestro passa all’ esterno, raccontando a modo suo una storia squallida di prostituzione, mostrando le vite di un gruppetto di belle di notte alle prese con il loro degradante lavoro.

Il film è essenzialmente un poliziesco con venature thriller, alle quali il regista romano aggiunge un’ambientazione sordida ben ricostruita e qualche piccola denuncia del mondo degradato moralmente in cui le vittime del mestiere più antico del mondo vivono.
Lo fa senza forzare eccessivamente l’aspetto morale della cosa, limitandosi a intrecciare storie che potrebbero essere quelle di qualsiasi donna che viva l’esperienza della prostituzione con un cannovaccio strettamente giallistico, con tanto di omicidio e sorpresa finale sull’identità del misterioso assassino.
Il film è caratterizzato da una buona scorrevolezza e da un andamento dark, visto anche il mondo in cui si muove; qualche scena erotica, parecchi nudi ma se vogliamo funzionali a quanto raccontato.
Grazie ad un cast di comprimari e a qualche attore di primo livello De Silvestro filma un’opera non dozzinale, che in qualche modo emerge dalla montagna di film erotici prodotti tra il 1971 e il 1976; questo Prostituzione, ripreso all’estero con i titoli di Red city lights,Love Angels,Street Angels e Sex slayer è opera dignitosa e di discreta fattura.
Grazie anche a Aldo Giuffrè, che interpreta il misurato commissario Macaluso, alla bravissima Maria Fiore, che riveste i panni della matura Primavera e a Orchidea De Santis, splendida come sempre nelle vesti della prostituta Benedetta, la ragazza violentata e vendicata dall’organizzazione a cui appartiene.

Accanto a loro ci sono anche altri ottimi comprimari, che segnalo sopratutto per l’alto grado di professionalità mostrata:Lucretia Love,Umberto Raho, Magda Konopka,Krista Nell,Andrea Scotti e Gabriella Lepori, Luciano Rossi e Liana Trouche oltre a Elio Zamuto, conferiscono un’aria di professionalità ad un film che rischiava di passare come l’ennesimo prodotto di serie B del sotto cinema italiano.
Così non è per fortuna.
Il film purtroppo è molto raro e non esiste almeno a quanto ne so in edizione digitale italiana, anche se qualche anno addietro è stato trasmesso dalla scomparsa Odeon tv; su You tube c’è un mediocre riversaggio da VHS in lingua inglese, chiunque voglia cimentarsi con l’ardua comprensione dei dialoghi potrà farlo seguendo questo link: http://www.youtube.com/watch?v=otNojdFxkg8
Prostituzione
Un film di Rino De Silvestro, con Orchidea De Santis,Aldo Giuffrè,Maria Fiore,Lucretia Love,Umberto Raho, Magda Konopka,Krista Nell,Andrea Scotti,Gabriella Lepori, Luciano Rossi Liana Trouche,Elio Zamuto Italia 1974 Drammatico Durata 105 minuti
Aldo Giuffrè: Ispettore Macaluso
Maria Fiore: Primavera
Elio Zamuto: Michele Esposito
Krista Nell: Immacolata Mussomecci
Orchidea de Santis: Benedetta
Magda Konopka: Signora North
Andrea Scotti: Il poliziotto Variale
Paolo Giusti: Antonio
Gabriella Lepori: Giselle Rossi
Luciano Rossi: Faustino
Genere drammatico, commedia
Regia Rino Di Silvestro
Sceneggiatura Rino Di Silvestro
Produttore Giuliano Anellucci
Casa di produzione Angry Film
Fotografia Salvatore Caruso
Montaggio Angelo Curi
L’opinione di renato dal sito http://www.davinotti.com
Si parla ovviamente dell’argomento del titolo, tra un’ovvia citazione di Mamma Roma e qualche scena comica davvero evitabile. Finché il film resta sul registro giallo/drammatico non dispiace, comunque: ci sono delle belle musiche, la buona prova di Maria Fiore ed un ottimo finale, quello davvero riuscito. Insomma una pellicola che va un po’ troppo a corrente alternata, ma curiosa ed in definitiva che vale la pena di vedere.
L’opinione di Fauno dal sito http://www.davinotti.com
Che lo si voglia o meno è un bel film in quanto, omicidio a parte, per una volta ci si cala nel mondo della prostituzione senza sfregi, vetriolo, lupara bianca o dentature spaccate a pugni. In particolare la figura di Primavera, magnificamente interpretata da Maria Fiore, dà una connotazione più umana ad una figura spesso ingiustamente vilipesa. D’altronde se c’è una persona che da quando esiste il mondo è sempre stata in prima linea e ha sempre pagato sulla propria pelle e senza sconti tutto il peggio, quella è la meretrice… Bravo pure Giuffrè.
I grandi flop del cinema americano (seconda parte)

Come abbiamo visto nella prima parte di questo articolo dedicato ai fallimenti di film prodotti dall’industria hollywoodiana, a cadere sotto i colpi impietosi del box office sono speso film partiti con grandi ambizioni, con grossi budget e con cast a volte stellari.
Progetti ambiziosi che nelle intenzioni avrebbero dovuto incontrare il favore del pubblico.
Ma alle volte ciò non accade, per colpa di una serie spesso imprevedibile di fattori concomitanti:sceneggiature poco affascinanti, cast male affiatati, bizze delle star ecc.
Speed Racer film dei fratelli Wachowski del 2008, è stato uno dei progetti più ambiziosi di Hollywood; la storia del diciottenne amante delle corse automobilistiche che dopo varie peripezie scopre che il suo adorato fratello non è morto durante una corsa e che ha corso proprio in sua memoria si rivela una palude in cui finiscono 106 milioni di dollari, persi a fronte di un investimento di 200 milioni e con ricavi di poco superiori ai 94 milioni.
Nonostante il cast presenti attori del calibro di Cristina Ricci, Susan Sarandon,Matthew Fox e Emile Hirsch, la pellicola viene sbeffeggiata dalla critica, ottenendo solo un Razzie award laddove si era partiti con ben altre ambizioni.
Speed racer, dei fratelli Wachowski, un fallimento da 106 milioni di dollari
Stealth arma suprema, 93 milioni di perdite sul budget iniziale
La produzione prevedeva introiti superiori ai 300 milioni e la delusione fu cocente, tanto che il produttore Silver, che aveva sotto contratto per altri due film i Wachowki preferì prudentemente annullare il contratto, onde risparmiarsi altri eventuali naufragi.
Clamoroso il fiasco del film a sfondo fantascientifico Stealth arma suprema, basato sulla storia di un avveniristico aereo dotato di intelligenza artificiale che alla fine si ribella all’uomo; a fronte di un investimento iniziale di 170 milioni il film portò a casa 77 milioni, perdendo cioè la metà del capitale investito.
Il film fu un autentico fiasco anche in Italia, con incassi di poco superiori ai 300.000 euro.
Final fantasy, ambizioso film in computer grafica ispirato al popolare video gioco, partì con giuste ambizioni e difatti almeno a livello di critica fu un successo, grazie alle potenti immagini generate dai migliori computer del 2001, anno in cui venne prodotto.
Ma impietosamente e in modo anche abbastanza inaspettato, il pubblico non gradì: all’investimento iniziale di 167 milioni di collari fecero seguito incassi per 85 milioni, con una perdita secca del 50% del capitale.
Final fantasy, film tratto dall’omonimo videogioco, 80 milioni di perdite
Blitz nell’oceano, un fallimento colossale
Andando a ritroso nel tempo, va segnalato il clamoroso flop di un altro film tratto,come il citato Sahara, da un romanzo di Clive Cussler, uno scrittore che ha venduto decine di milioni di copie dei suoi romanzi con protagonista l’affascinante Dirk Pitt.
Si tratta di Blitz nell’oceano, storia avventurosa del tentativo di recupero del Titanic con tanto di trama spionistica e ambientazione di piena guerra fredda.
L’insuccesso fu totale, perchè il pubblico lo snobbò e la critica lo fece a pezzi; costato 40 milioni (cifra molto elevata, 35 anni addietro),il film incassò solo 7 milioni, rivelandosi un fiasco commerciale da spavento, qualcosa come 100 milioni di euro di oggi.
Costruire a tavolino un film che funzioni poi al box office è operazione molto complicata; i gusti del pubblico sono mutevoli e spesso non basta un buon regista, una buona storia e un buon cast ad assicurare il successo di una pellicola.
Ne sanno qualcosa alla Universal pictures e sopratutto ora lo sa anche Wych Kaosayananda, che nel 2002 diresse un buon thriller/fantasy scritturando Antonio Banderas e Lucy Liu per Ballistic, investendo nell’operazione circa 90 milioni e trovandosi alla fine solo 20 milioni di incasso.
Lucy Liu e Antonio Banderas in Ballistic, bello e sfortunato
The fan-il mito, grosse perdite per il blockbuster Robert De Niro e per il regista Scott
Un flop da 70 milioni, quindi, assolutamente ingiustificato alla luce della buona qualità della pellicola.
Anche il compianto Tony Scott ha conosciuto la sua Waterloo al botteghino quando nel 1996 diresse The fan-il mito utilizzando nel cast Robert De Niro, Wesley Snipes, e Benicio Del Toro.Il film, basato sul mondo del baseball e seguendo l’ossessione del protagonista per questo sport fallì miseramente al responso del box office, incassando solo 18 milioni di dollari a fronte di un investimento di quasi 55.
Un altro buon film, ottimamente interpretato da Sean Penn prese una batosta memorabile al botteghino: si tratta di Tutti gli uomini del re (All the King’s Men) un film del 2006 diretto da Steven Zaillian, tratto dall’omonimo romanzo di Robert Penn Warren.La storia del piazzista che tenta la scalata alla carica di governatore e che perde per strada tutti i suoi buoni propositi è ben costruita e sopratutto ottimamente recitata ma iene massacrata al box office.
55 milioni investiti e solo 9,5 milioni realizzati: il film diventa uno dei fiaschi della stagione e uno dei più pesanti del decennio.
Tutti gli uomini del re, un fallimento da 45 milioni di dollari
Identico fallimento per Le regole del gioco, 47 milioni di dollari di perdite
Dello stesso budget iniziale godeva Le regole del gioco (Lucky You) film del 2007 diretto da Curtis Hanson, con un ottimo cast costituito da Drew Barrymore,Robert Duvall,Debra Messin: e Robert Downey Jr. storia poco avvincente di un padre che ha insegnato al figlio il gioco del poker,figlio che svilupperà un rancore ossessivo verso l’uomo ma che vedrà il tradizionale happy end trionfare.
Pesantissimo il responso finale, impietoso:i 55 milioni di investimento si tramutano in soli 8 milioni con in pratica lo stesso risultato del citato Tutti gli uomini del re.
Chiamarsi Tim Robbins e mettersi dietro la macchina da presa, ottenere nomination e applausi dalla critica non significa vendere più biglietti al cinema: Il prezzo della libertà (Cradle Will Rock) film del 1999 diretto dall’attore e regista Tim Robbins perde il 92% di quanto investito, una percentuale pesantissima frutto di un investimento iniziale di 36 milioni che portano a casa meno di 3 milioni, assicurando al povero Robbins solo un posto tra i registi con il più alto indice di perdite rispetto al capitale investito.
Il prezzo della libertà, di Tim Robbins
Liz Taylor in Il giardino della libertà,solo un milione di incassi
La cosa era capitata nel lontano 1977 ad una leggenda di Hollywood, George Cukor: il suo Il giardino della felicità,tratto da L’uccellino azzurro di Maurice Maeterlinck, storia surreale e fantastica di due fratellini nonostante la presenza di tre leggende come Liz Taylor, Ava Gardner e Jane Fonda perde il 93% di quanto investito, 12 milioni con meno di un milione di incasso, una frana colossale da circa 45 milioni rivalutati e che è diventata una leggenda nera ad Hollywood.
Stessa storia,altro grande.
Lawrence Kasdan gira, nel 1994, Wyatt Earp, un western biografico sulla vita del leggendario sceriffo del West;il budget è rilevante circa 64 milioni di dollari e il regista punta tutto su Kevin Costner, uno che ai flop sopratutto come regista è ormai abbonato (si vedano ad esempio le sciagure delle sue due mega produzioni, Waterworld e L’uomo del giorno dopo).
Wyatt Earp, ancora un flop per Kevin Costner, questa volta come attore protagonista
Ridley Scott dirige 1492: la conquista del paradiso, un grosso flop al botteghino
Il film ottiene, alla sua uscita, buone critiche ma fu un disastro al box office.
Costner si beccò anche un Razzie award come peggior attore e il film alla fine raccolse la miseria di 25 milioni, che significarono una perdita del 60% del capitale.
Anche Ridley Scott, regista che di solito non sbaglia un colpo ha avuto il suo personale Vietnam.
1492 – La conquista del paradiso (1492: Conquest of Paradise) , il suo film del 1992 che doveva celebrare il cinquecentesimo anniversario della scoperta dell’America, partito con un budget di 47 milioni, nonostante la presenza di Gérard Depardieu,Angela Molina, Sigourney Wheaver e Fernando Rey, nonostante la superba colonna sonora di Vangelis franò al box office per motivi peraltro poco comprensibili, vista la splendida fotografia del film, le sue location selvagge e la buona tenuta del film stesso.
Un flop per il botteghino, ma non per la critica: Fino alla fine del mondo, di Wim Wenders
Dominion: Prequel to the Exorcist di Paul Schrader, 250.000 dollari di incasso
Alla fine della programmazione cinematografica si contarono tra gli incassi solamente 11 milioni di dollari, con una perdita secca di 36 milioni pari al 77% del capitale.
Ci sono poi da segnalare alcuni disastri epocali, film cioè ce non hanno permesso ai produttori di recuperare praticamente nulla rispetto ai soldi investiti.
E’ il caso di Fino alla fine del mondo (Bis ans Ende der Welt in tedesco e Until the end of the world in inglese) film del 1991 di Wim Wenders che peraltro è una delle sue opere più apprezzate dai critici. La storia fantascientifica che parla di un’umanità a rischio di apocalisse portò al cinema pochissima gente; alla fine l’incasso globale della pellicola fu di 700.000 dollari, un’inezia rispetto ai 23 milioni investiti e con una perdita globale quindi di circa il 97% del capitale.
The Worst Movie Ever! il film che ha visto un solo spettatore!
Melanie Griffith in Una estranea fra noi
Leonard salverà il mondo, considerato il peggio film/commedia degli ultimi 25 anni
Peggio ancora è capitato a Dominion: Prequel to the Exorcist di Paul Schrader, film del 2005 che ebbe vita tormentata;il regista venne sostituito e il film ultimato da Renny Harlin per essere distribuito con il titolo L’esorcista – La genesi.
Il budget del film era di 30 milioni ma alla fine incassò 250.000 dollari.Un fallimento assoluto, totale, pari al 99% dell’investito.
E adesso faccio un breve excursus per parlare di The Worst Movie Ever! che suona tradotto come Il peggior film di sempre.Già dal titolo si può intuire come Glenn Berggoetz, factotum del film ovvero produttore e regista immaginasse lo scarso credito che il film avrebbe avuto presso il pubblico.
Certo non immaginava che il giorno della sua uscita in un cinema di Los Angeles ci sarebbe stato un solo spettatore a vederlo, per un incasso di 11 dollari a fronte però di soli 1000 dollari investiti.
Ha dichiarato Glenn Berggoetz:
“”Ho pensato che avrei potuto promuovere il film come avevo fatto con il mio film precedente, che ha ricevuto una versione teatrale … fare un po ‘di social networking tramite e-mail e Facebook, e contattare persone, media locali fare interviste di pianificazione e recensioni. Sono stato impegnato tutto il giorno Lunedi scorso 15 ero in giro, così il Martedì 16 ho iniziato contattando media nella zona di Los Angeles inviando e-mail e messaggi. La settimana passava … ho notato due cose, due brutti segnali : tutti i miei contatti a Los Angeles erano o occupati per il fine settimana o fuori città (io vivo a Denver, ma un certo numero di miei membri del cast precedenti vivono nell’area di Los Angeles ).Bene, non una delle tante persone che conosco a Los Angeles si sono interessate di me. Ho cominciato a preoccuparmi. ”
Il film è ovviamente al momento il film meno visto e di conseguenza meno redditizio di sempre…
Ritornando ai flop dei maestri, va citato il film Una estranea fra noi (A Stranger Among Us) del 1992 diretto dal maestro Sidney Lumet; il dramma poliziesco interpretato dalla signora Banderas, Melanie Griffith, incassa 12 milioni su 33 di budget, o anche l’altro personale flop di Tony Scott,Domino, film del 2005 diretto da con Keira Knightley e Mickey Rourke che narra la storia Domino Harvey, figlia di una modella e di un attore che sceglie nientemeno che la carriera di bounty killer.Il film con budget iniziale di 50 milioni incassa meno della metà.
In ultimo va necessariamente citato il meritatissimo flop in cui incorse Leonard salverà il mondo (Leonard Part 6) film del 1987 diretto da Paul Weiland e interpretato da Bill Cosby. Il film su 24 milioni di finanziamenti incassò solo 4 milioni e si beccò tre Razzie award oltre ad essere nominato come peggior film degli ultimi 25 anni.

Il colore della notte, 21 milioni di perdite
Falso tracciato, flop da 24 milioni di dollari
Il remake di Psycho, un flop da 23 milioni di dollari
Trespass del 2011, 27 milioni di perdite
L’invidia del mio migliore amico, un flop da 25 milioni
Domino
The warrior way, oltre 30 milioni di perdite
Un pesantissimo flop, quello di Land of the lost: 70 milioni di dollari di perdite
Lucky numbers
Cavalcando con il diavolo
L’ottimo Strange days, un imprevedibile flop
Un flop annunciato: Eliminate Smoochy
Un pesante fallimento: Il monaco, 40 milioni di perdite
Supergirl
Alexander, di Oliver Stone: 202 milioni di investimenti e 166 di incassi
Little Nicky, un diavolo a Manhattan
I grandi flop del cinema americano (parte prima)
Qualche tempo fa ho parlato di una serie di film che si sono rivelati, al botteghino, un fallimento più o meno grave.
In questo articolo: https://filmscoop.wordpress.com/2008/09/05/quando-il-cinema-fa-flop/ abbiamo visto alcune super produzioni hollywoodiane partire ambiziosamente in fase di creazione e arrivare poi sugli schermi tra il totale disinteresse del pubblico.
Come già detto nell’articolo segnalato, alle volte alcuni di questi film non erano affatto brutti, ma avevano caratteristiche tali da non affascinare il grande pubblico; trame troppo complesse o troppo banali, sceneggiature poco affascinanti ecc.
Sono centinaia le produzioni che nell’impietoso raffronto costo/benefici all’atto praticato si sono rivelate degli autentici bagni di sangue.
Una di queste produzioni, ambiziosa sia come costi, sia come cast e scenari è Corsari (Cutthroat Island) film americano del 1995 diretto dal finlandese Renny Harlin, caratterizzato da scenografie sfarzose e una colonna sonora opera nientemeno che della prestigiosa London Symphony Orchestra.
Due foto di Geena Davis protagonista del disastroso Corsari
Il film, interpretato da ottimi attori come Geena Davis,Matthew Modine e Frank Langella è un tentativo di riportare in auge le avventure marinare dei pirati e dei corsari, attraverso la storia di Morgan Adamsuna donna pirata, figlia del pirata Black Henry che vuol impadronirsi di un tesoro e vendicare la propria famiglia.
Il film,costato 115 milioni di dollari (quasi vent’anni fa,una cifra da rivalutare per l’inflazione almeno del 25%) incassò al botteghino un’autentica miseria, poco più di 18 milioni di dollari, divenendo di fatto uno degli investimenti peggiori della storia del cinema.
Il film sostanzialmente non era nemmeno brutto, ma ebbe una lavorazione travagliata e un management assolutamente imbarazzante,con spese folli e una gestione del capitale finanziato dalla Carolco Pictures stravagante a tal punto che vennero acquistati,solo per accontentare il regista e il cast, tir di merendine e succhi di frutta.A ciò va aggiunto il continuo rimandarsi dell’ultimazione del film, che in pratica portò come conseguenza al fallimento della citata Carolco Pictures.
Will Smith in Pluto Nash, fiasco da 103 milioni di dollari in perdite
Omar Sharif e Antonio Banderas nel bello e sfortunato Il 13° guerriero
Identica sorte è toccata ad una mega produzione ambiziosa, Alamo-gli ultimi eroi, film rievocativo del celebre assedio portato dall’esercito messicano al comando del dittatore Sant’Anna verso la cittadina texana di Alamo, difesa da un pugno di eroi tra i quali il celebre David Crockett, che vi perse la vita.
Costato oltre 145 milioni di dollari, il film si rivelò un fiasco terribile al box office, incassando la miseria di circa 26 milioni di dollari, con una perdita secca di 120 milioni;il futuro blockbuster Ron Howard rifiutò, per sua fortuna di dirigere il film che di fatto è da considerare uno tra i primi cinque disastri economici del cinema americano.
A passare dalle forche caudine dei disastri non ci sono solo film a medio budget, ma anche grosse produzioni con capitali di partenza altissimi. Film spesso potenzialmente remunerativi, rivelatisi poi autentici flop nonostante le premesse di partenza fossero ottimistiche.
E’ il caso di Sahara, un film del 2005 diretto da Breck Eisner e interpretato da due star del calibro di Matthew McConaughey e Penélope Cruz, tratto dal romanzo omonimo di Clive Cussler con protagonista il celebre direttore della NUMA Dirk Pitt, affiancato dall’inseparabile Al Gordino.
Il film, costato qualcosa come 245 milioni di dollari, incassò tutto sommato bene, circa 120 milioni ma le altissime spese di partenza ne decretarono il fallimento commerciale, con una ingente perdita rispetto al budget iniziale di circa il 50% e tutto ciò nonostante il film fosse il più visto del week end di uscita.
Due fotogrammi tratti da Supernova
Jade, diretto dal grande Friedkin, partito con le migliori intenzioni, con un ottimo cast e una buona sceneggiatura si rivelò un autentico insuccesso perchè a fronte dell’investimento di 50 milioni riuscì a mala pena a portare a casa 10 milioni mentre La vendetta di Carter (Get Carter) film del 2000, diretto da Stephen Kay ed interpretato da Sylvester Stallone perse 44 milioni al box office, fruttando alla fine solo 2 Razzie award e le risate dei critici.Costò caro anche a Brian de Palma il tentativo di cambiare genere registico: il suo Il falò delle vanità (The Bonfire of Vanities) del 1990 ad onta del cast di tutto rispetto che includeva Tom Hanks,Bruce Willis,Melanie Griffith,Kim Cattrall,F. Murray Abraham e Morgan Freeman, stroncato dalla critica rimediò appena 15 milioni sui 47 investiti, assorbiti in gran parte dai cachet dei protagonisti.
Clamoroso il fiasco del fantascientifico/comico Pluto Nash, diretto da Ron Underwood e interpretato da un attore che fino a quel momento non aveva mai sbagliato un colpo, Eddie Murphy;la storia ambientata sulla luna, che vede il protagonista Pluto Nash non voler cedere il suo locale al tradizionale gangster che lo vuole a tutti i costi venne snobbato dal pubblico.
Il film, costato ben 120 milioni incassò una cifra ridicola, poco più di 7 milioni, con una perdita secca di quasi il 95% dell’importo finanziato, diventando uno dei fiaschi più colossali della storia del cinema.
Pianeta rosso, flop da 66 milioni di dollari
Il secondo flop consecutivo di Kostner, L’uomo del giorno dopo
Due immagini dal pessimo remake Lolita, con Dominique Swain
La surrealità di Murphy non bastò ad attirare pubblico e alla fine ci si aggiunse anche la critica, definendola senza mezze misure una porcata.Il film finì in lizza per i temibili Razzie award con ben 6 nomination, anche se alla fine non ne vinse nessuno nell’anno in cui a “trionfare” fu la riedizione di Travolti da un insolito destino questa volta intitolato semplicemente Travolti dal destino e interpretato dal nostro Giannini,nl ruolo che fu del padre e da Madonna.
A proposito della rockstar americana, un flop è stato il film girato accanto a Sean Penn nel 1986, Shangai surprise diretto da Jim Goddard; a fronte di un budget di 15 milioni (cifra di tutto rispetto negli anni ottanta) incassò all’incirca 2 milioni e costò al film ben 7 nomination ai famigerati Razzie e a Madonna stessa il premio come peggior attrice.
Disastro completo per il film d’animazione Milo su Marte prodotto dalla Walt Disney Pictures nel 2011, uno dei pochissimi fiaschi della casa statunitense che a fronte di un budget di 175 milioni ha portato a casa incassi per miseri 39 milioni.
Identica sorte per l’ambizioso e tutto sommato più che discreto Il tredicesimo guerriero (The 13th Warrior) film del 1999 diretto da John McTiernan, tratto dal romanzo Mangiatori di morte di Michael Crichton che a sua volta si ispirava al leggendario Beowulf.
Tre immagini della splendida Sharon Stone, interprete del disastroso nonchè bruttissimo Basic Instinct 2
La storia del cortigiano Ahmed (Antonio Banderas) e delle sue avventure non andò poi malissimo al botteghino, incassando circa 62 milioni; ma il film era costato alla casa di produzione diretta proprio dallo scrittore Crichton una cifra enorme, circa 160 milioni con perdite finali di oltre il 60% della cifra investita.
Del colossale flop di I cancelli del cielo, splendida e potente rievocazione della frontiera americana ho già parlato nell’articolo precedente;un flop terribile che si tradusse nel fallimento della celebre United Artist.
Di parziale fallimento si può parlare anche nel caso di Lanterna verde, film del 2011 diretto da Martin Campbell tratto dai fumetti della DC Comics; in questo caso si partiva da un budget stratosferico, 325 milioni; a fronte di un impegno così rilevante il film non andò poi tanto male ai botteghini, incassando circa 220 milioni, cifra veramente alta.
Ma dal raffronto tra costi e ricavi si vede benissimo come la perdita secca di 105 milioni sia davvero importante, anche se nell’ordine del 30%.
Brutto e deludente: Conan the barbarian 45 milioni di perdite
Un costosissimo flop da 120 milioni di dollari:Alamo-gli ultimi eroi
Sono proprio le produzioni fantascientifiche o del genere fantasy ad aver il maggior numero di rappresentanti in questa poco onorevole classifica: prodotti come Battaglia per la terra,L’uomo del giorno dopo,Pianeta rosso o Supernova lo testimoniano abbondantemente.
Battaglia per la Terra (Battlefield Earth) film di fantascienza del 2000 diretto da Roger Christian, troppo liberamente tratto dall’omonimo romanzo di L. Ron Hubbard del 1982 è una delle cose peggiori che abbia visto e meritatamente, a fronte di un investimento di 103 milioni, ne incassò poco più di 29 milioni; pesanti responsabilità vanno attribuite a John Travolta (interprete principale) e al suo cast che imposero ridicole modifiche al copione stravolgendo del tutto la storia di Hubbard provocando la ironica reazione di J.D. Shapiro, sceneggiatore del film che dopo la raffica di recensioni sbertuccianti disse testualmente “Spero di riuscire a imbottigliare questa cosa e utilizzarla come anticoncezionale…”
Madonna in Shangai surprise
Un costosissimo flop dei giorni nostri: Lanterna verde
Il film naufragò nelle sale e la critica lo distrusse; a testimonianza imperitura di tal destino restano i 10 Razzie award racimolati dal film (Razzie Awards al peggior film
Razzie Awards al peggior attore protagonista, John Travolta, al peggior attore non protagonista, Barry Pepper, al peggior attore non protagonista, Forest Whitaker , alla peggior attrice non protagonista, Kelly Preston
al peggior regista, Roger Christian, alla peggior sceneggiatura di Corey Mandell e J.D. Shapiro, basata sul romanzo di L. Ron Hubbard alla peggior coppia, John Travolta e cast generale, al peggior film drammatico dei nostri primi 25 anni e al peggior film del decennio.
Una raffica di spernacchiamenti assolutamente unici.
Un altro film di fantascienza finito male ai botteghini, abbastanza ingiustamente è Supernova, diretto nel 2000 dal bravo Walter Hill;la storia della Nightingale 229 e del suo equipaggio che si ritroverà a vivere una claustrofobica avventura non riscosse il gradimento del pubblico e il film, costato circa 90 milioni alla fine rese una cifra ridicola, poco più di 14 milioni con una perdita secca dell’83% del capitale investito.
Analoga sorte è toccata a Pianeta rosso (Red Planet) , film di fantascienza sempre del 2000 diretto da Antony Hoffman, ambientato su Marte ed interpretato da Val Kilmer e Carrie-Anne Moss; a fronte di 100 milioni di investimento il film incassò poco più di 34 milioni.
Uno dei film più brutti e contemporaneamente più antieconomici della storia: Battaglia per la terra
Bello e sfortunato: Jade di Friedkin
I sequel generalmente hanno un’accoglienza tiepida da parte del pubblico, fatti salvi alcuni prodotti che lasciano aperte le sceneggiature originali a sviluppi futuri legati a finali aperti o a storie con protagonisti alla Indiana Jones, solo per citare un personaggio, o a cicli organici come le saghe di Guerre stellari, personaggi idolatrati dal pubblico di tutto il mondo come Harry Potter o saghe per adolescenti come la recente Twilight.
Questi sequel, dicevo, spesso si rivelano un fallimento.
E’ il caso di Basic instinct 2 ,film del 2006 diretto da Michael Caton-Jones che riprende il conturbante personaggio di Catherine Tramell lanciato da Verhoeven con il fortunato Basic instinct del 1992.
La sexy e affascinante Sharon Stone è ancora una garanzia, ma il film è debole e decisamente brutto, ragion per cui a fronte di un budget iniziale di 70 milioni alla fine il film, nonostante un battage pubblicitario enorme, riuscì a mala pena ad incassare la metà rivelandosi un autentico fallimento.
Identica sorte capita spesso ai remake, ovvero quei film che riprendono vecchi successi ammodernandone la trama e tilizzando cast rinnovati; un espediente dagli esiti spesso disastrosi come nel caso di Lolita, film diretto da Adrian Lyne nel 1997, remake dell’omonimo film del 1962 di Stanley Kubrick.
A fronte di un cospicuo investimenti di circa 60 milioni di dollari il film naufragò al botteghino rastrellando la miseria di poco più di un milione, rivelandosi quindi un disastro epocale;nonostante un buon cast, la colonna sonora di Morricone e le discrete accoglienze della critica, Lolita, candidato anche a 4 premi Oscar il film non incontrò in alcun modo il favore del pubblico.
Idem dicasi di Conan the Barbarian, film del 2011 diretto da Marcus Nispel che riprende sostanzialmente l’omonimo film diretto da John Milius.nel 1982; stroncato dalla critica e poco seguito dal pubblico, che pure nel primo week end di programmazione aveva fatto la fila per vederlo, il film dicevo su un budget di 90 milioni riuscì a mala pena a recuperare poco più della metà della somma investita, per colpa di una trama risibile e dello scarso valore del prodotto stesso.
Le avventure di Stanley, uno dei film meno visti della storia:poco più di 1000 spettatori
Chiudo questa prima parte dedicata ai flop più costosi della storia del cinema recente citando la devastante (economicamente) disavventura capitata ad un film, quella di Le avventure di Stanley, film d’animazione statunitense del 1994 diretto da Don Bluth e Gary Goldman.Costato all’incirca 24 milioni il flm incassò 72 mila dollari, divenendo il film con il più basso indice di redditività della storia, qualcosa come il 97% di perdita in relazione alla somma investita. Sono davvero pochissime le persone che hanno visto questo film in sala,poco più di un migliaio.
Milo su Marte, oltre 130 milioni di dollari persi
La vendetta di Carter
Il falò delle vanità,il flop di Carpenter
Un grande film, penalizzato ai botteghini: Cotton club
Lena Olin nello sfortunato Havana
La casa degli spiriti, un imprevedibile flop ai botteghini
La leggenda di Bigger Vance
Un flop mega milionario: Le avventure del barone di Munchausen
Il remake di Rollerball, grande fiasco ai botteghini
Speed racer, un clamoroso flop
L’amour violè
E’ una vita tranquilla, quella di Nicole Seret.
Ha un lavoro che ama, un fidanzato premuroso, una famiglia, degli amici.
Una vita fatta di piccole cose, una esistenza mescolata a quella di tantissime altre persone in un paese della Francia.
Tutto però cambia, drammaticamente, una sera che Nicole rientra a casa dal lavoro sul suo inseparabile motorino; viene affiancata da un furgone con a bordo quattro balordi, che la seguono e la affiancano, costringendola quindi a fermarsi.
Le intenzioni dei quattro sono evidenti,da subito.
Difatti Nicole viene stuprata brutalmente dal branco e lasciata come una povera cosa, ferita nel corpo e sopratutto umiliata moralmente.
Ci vuole tempo per guarire e Nicole, poco alla volta, si ristabilisce almeno fisicamente.
Ma la terribile, devastante esperienza le ha condizionato ormai la vita e il ricordo di quella sera non la abbandona mai.

E torna, implacabile, quando un giorno Nicole si ritrova faccia a faccia con il suo principale violentatore, l’uomo che l’ha stuprata brutalmente per primo:è un meccanico di nome Berthot, sposato e padre di due figli, un teppista dalla vita comune e proprio per questo ancor più ributtante.
Nicole decide che quell’uomo e i suoi complici vadano puniti, non solo per ciò che ha subito lei, ma anche per evitare che possano riprendere impunemente la loro attività squallida e criminale.
Consigliata da Catherine, una sua amica, Nicole lo denuncia.
E’ un atto coraggioso, ma carico di problematiche legate alla concezione arcaica del sesso, del ruolo della donna e perchè no, dello stupro stesso nella piccola comunità in cui Nicole vive.
Contro di lei, apertamente, si schiera sua madre, che non vuole pubblicità negativa sulla sua famiglia e sopratutto l’amato Jacques, il fidanzato, che vorrebbe evitare pubblicità sul fatto temendo l’impatto negativo dello stupro su se stesso.

Ha paura di apparire un cornuto, detto brutalmente.
La sua è una concezione della donna legata agli stereotipi arcaici che regolano la vita della comunità;la donna è palesemente in un ruolo subalterno, deve essere madre e sposa.
Poco conta che lo stupro abbia messo in ginocchio l’animo di quella donna che evidentemente non ama abbastanza da seguire in una crociata contro l’omertà che sembra calare sul drammatico stupro.
Così Nicole si ritrova a combattere una battaglia che sembra persa in partenza, sopratutto quando, dopo la denuncia i famigliari degli stupratori tentano in tutti i modi di persuaderla a ritirare la denuncia, usando mezzi meschini come il denaro in cambio del silenzio o usando l’arma sottile e vigliacca della compassione e della pietà.
Non vogliono turbare gli equilibri delle proprie famiglie, le persone coinvolte nel fatto, genitori e mogli che siano.
Ma Nicole prosegue la sua battaglia, in suo nome ma anche in nome delle vittime della violenza sessuale.
La sua battaglia contro i pregiudizi, contro la falsa morale va avanti e si concluderà con un processo verso i violentatori…

Non c’è compiacimento verso l’effettistica o lo scandalismo fine a se stesso, in L’amour violè, di Yannick Bellon, c’è solo la drammatica e desolante rappresentazione di un atto di violenza, lo stupro, esecrabile e potenzialmente devastante per le sue vittime.
Siamo nel 1978, nel film, anno in cui fu girato ma potremmo essere a stamattina. O purtroppo anche a domani.
Se alcune cose sono cambiate e lo stupro oggi è perseguito con ben altra severità e sopratutto non ha più lo stesso diffuso sistema omertoso ad avvolgerlo occorre dar atto a mutate sensibilità verso il tema.
Non si è certo debellato il fenomeno, ma quanto meno oggi una donna può ragionevolmente pensare di essere maggiormente tutelata dalle leggi.
Tornando alla pellicola, Bellon racconta con piglio asciutto e senza compiacimenti eccessivi, senza morbosità inutili il dramma di Nicole, una ragazza qualsiasi immersa in un’atmosfera paesana qualsiasi.
E’ la Francia, siamo nei dintorni di Grenoble ma potremmo essere nelle campagne italiane, in quelle inglesi o quelle tedesche.

La sequenza dello stupro è di forte impatto:girata in notturna, al buio,quasi a voler sottolineare il buio della ragione che avvolge le menti dei sequestratori, L’amour violè racconta il calvario di una donna che da quel momento in poi, da quello stupro selvaggio e animalesco, cercherà di allontanare da se i fantasmi della spaventosa tragedia subita.
Inutilmente, perchè la mente la riporterà sempre a quei momenti.
Si guarisce nel fisico, e Nicole guarisce: ma probabilmente non si guarisce mai nell’animo.
Yannick Bellon dirige con grande equilibrio un film che pone al centro della storia la triste vicenda di Nicole, senza però andare troppo in la con la commiserazione così come riesce ad evitare la trappola del sensazionalismo o semplicemente quella della sovra esposizione della storia di Nicole.
La vicenda è raccontata con sobrietà e si avvale della intensa interpretazione di Nathalie Nell, l’attrice parigina che all’epoca delle riprese aveva alle spalle qualche buona interpretazione in film come La meravigliosa amante di Adolphe, L’amore di Nathalie e sopratutto Morire d’amore di André Cayatte.
Nel cast c’è anche un giovanissimo Daniel Auteuil.
Un film bello e a tratti crudele, una drammatica raffigurazione di una tematica sempre attuale, oggi come nel 1978.
Il film è di difficilissima reperibilità mentre c’ è una discreta riduzione in divx su You tube, ma in lingua francese http://www.youtube.com/watch?v=PnIABNEkw5E
L’Amour violé
Un film di Yannick Bellon. Con Pierre Arditi, Nathalie Nell, Alain Fourès, Michéle Simonnet, Daniel Auteuil Drammatico, durata 113′ min. – Francia 1977
Nathalie Nell … Nicole
Alain Fourès … Jacques
Michèle Simonnet … Catherine
Pierre Arditi … Julien
Daniel Auteuil … Daniel
Bernard Granger … Patrick
Alain Marcel … Jean-Louis
Gilles Tamiz … René
Tatiana Moukhine … La madre di Nicole
Lucienne Hamon … Il giudice
Guylène Péan … L’avvocato
Marianne Epin … La donna di Patrick
François Lalande … Un ammalato
Marco Perrin … Il padre di Jean-Louis
Andrée Damant … La madre di Jean-Louis
Regia:Yannick Bellon
Soggetto:Yannick Bellon
Sceneggiatura:Yannick Bellon
Montaggio:Jeannine See
Fotografia:Georges Barsky
Musiche:Abraham Sedefian
Produzione:EQUINOXE DRAGON MK2
Distribuzione:CIDIF CAD (1979)
L’opinione del Morandini
Una sera, nei dintorni di Grenoble, Nicole è aggredita e violentata da quattro giovanotti di buona famiglia. Con l’aiuto di un’amica passa dalla vergogna e dall’illusoria speranza dell’oblio alla denuncia degli stupratori. 4° film della bretone Y. Bellon, su un tema già affrontato con La femme de Jean, che allarga il discorso alla violenza di una società, fondata su valori maschilisti. Film didattico dove la finezza dell’analisi psicologica e una puntigliosa chiarezza informativa prevalgono sulla pedanteria della tesi. Ammirevole la sequenza dello stupro, senza perifrasi pietose, ma anche senza compiacimenti morbosi.
L’opinione di Lucius dal sito http://www.davinotti.com
Crudo e violento nella prima fase, a tal punto da chiedersene il senso (non si rappresenta una violenza con la violenza), diventa riflessivo con il prosieguo della visione tra mille analisi e considerazioni. Femminista, metodico con una protagonista che non riesce mai a guarire fino in fondo (e questo è plausibile), quindi realistico, ma estremizzato anche nei dialoghi. Un film di denuncia per un amore violato, per una vita che non sarà mai più la stessa. Impegnato anche civilmente e in grado di scuotere dentro. Niente sarà più come prima?
L’opinione di Lucky78 dal sito http://www.davinotti.com
Film drammatico, interamente incentrato sulla riflessione di una donna violentata che tra mille difficoltà trova il coraggio di denunciare i suoi aggressori. Realistico e delicato, a tratti anche poetico, riesce invece ad essere incredibilmente cruento nella scena dello stupro, girata in modo talmente veritiero da destare notevole impressione. Molto brava ed affascinante l’attrice protagonista, Nathalie Nell, che riesce a dare al suo personaggio dei toni mai eccessivi ma al tempo stesso drammatici.


































































































































































































































































































