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Lettomania

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Lettomania è un filmetto erotico del 1976, tutto incentrato sulle grazie della cantante e attrice Carmen Villani, protagonista di 17 pellicole quasi tutte a sfondo erotico interpretate tra il 1974 e il 1984.
In questo caso la trama e la sceneggiatura stessa del film possono essere tranquillamente definite la cosa più brutta alla quale abbia partecipato la biondissima attrice modenese, che pur nel corso della sua non esaltante carriera ha partecipato a film di una pochezza imbarazzante.
Qui siamo di fronte alla storia di una donna sposata ad uno scrittore avanti con gli anni;Dora,questo il nome della donna,conosce a Londra durante un servizio fotografico Max, un giovane con poca voglia di lavorare ma attratto dalla professione di fotografo.

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L’uomo vive con Giulio, un altro scioperato che non ha alcuna intenzione di prendere il posto in banca del padre; al lavoro di routine preferisce infatti quello del concertista da piano bar.
Altro elemento in comune tra i due, oltre la scarsa attitudine al lavoro e alla cronica mancanza di denaro è la facilità che mostrano nell’accalappiare ragazze facili; nella rete di Max cade anche la bella Dora che alla fine si concederà anche a Giulio.
Ma passata la sbornia di gioventù la donna preferirà ritornare al rapporto con il marito e ai due giovani non resterà altro da fare che cercare di mettere la testa a partito; Giulio entrerà, molto malvolentieri,in banca mentre Max riprenderà il suo lavoro al genio civile,mantenendo quanto meno la sua attitudine agli scherzi.
Diretto da Vincenzo Rigo, qui alla sua terza e ultima regia cinematografica dopo il thriller Gli assassini sono nostri ospiti e Zelmaide- Passi furtivi in una notte boia nel quale aveva diretto la Villani accanto a Walter Chiari,Lettomania è un prodotto scialbo, noioso e recitato ancor peggio, tirato su più che altro per attirare spettatori grazie alla esibizione del bellissimo corpo della Villani, in verità esposto con parsimonia.

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La mancanza di una trama rende il film praticamente costretto a vivacchiare fotogramma per fotogramma; la qual cosa alla fine contribuisce a dare la sensazione di un polpettone assolutamente indigesto e praticamente inguardabile, oltre che insalvabile.
A parte la Villani, che fa quello che le è chiesto senza entusiasmare troppo, troviamo il buio più assolto:la parte di Max, il fotografo per hobby è interpretata da Harry Reems, porno attore americano divenuto famoso grazie a Gola profonda; paradossalmente Reems qualche dote recitativa la mostra anche mentre il suo collega Alberto Squillante, che interpreta Giulio è davvero poca cosa.
Il resto del cast è quasi trasparente, a parte la citazione d’obbligo per il bravo Pietro Tordi impegnato a dare un minimo di credibilità al personaggio del marito della Villani.

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Film da dimenticare, quindi.
Per chi proprio volesse cimentarsi nella sua visione, consiglio lo streaming all’indirizzo http://www.cineblog01.net/lettomania-1976/ nel quale si può assistere ad una riduzione in divx tutto sommato accettabile dal punto di vista della qualità visiva della pellicola.Del suo valore intrinseco ho già detto tutto…

Lettomania
Un film di Vincenzo Rigo. Con Carmen Villani, Harry Reems, Alberto Squillante, Armando Celso,Pietro Tordi, Enzo Fisichella, Daniela Morelli, Rosanna Callegari, Flavio Bonacci Erotico, durata 91 min. – Italia 1976.

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Carmen Villani … Dora
Harry Reems … Max
Alberto Squillante… Giulio
Armando Celso … Leone
Pietro Tordi … Hermann Tiller

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Regia:Vincenzo Rigo
Sceneggiatura:Vincenzo Rigo
Musiche:Franco Campanino
Fotografia:Gino Santini
Montaggio:Giancarlo Venarucci

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L’opinione di Undijng tratta dal sito http://www.davinotti.com
Terza ed ultima regia (nonché sceneggiatura) per Vincenzo Rigo, cineasta ch’è stato in grado di confezionare film “proiettati” in calare: inizia con Gli Assassini sono Nostri Ospiti (1974), prosegue con Zelmaide (1976) e chiude – che peggio non si può – con questa commediaccia poco ironica, meno erotica (la Villani, nel ruolo di fedifraga pentita, si spoglia con parsimonia pur se “lettomaniaca”) e rovinosamente action (la gara automobilistica in chiusa). Forse resta uno dei peggiori titoli interpretati dalla bionda cantante…

L’opinione di daidae tratta dal sito http://www.davinotti.com
Davvero un pessimo film: noioso, senza senso, malrecitato. Un filmaccio che sembra un impasto buttato lì a casaccio tanto per fare. Da vedere solo se si soffre di insonnia o si è cinemasochisti. Ho visto di peggio, ma penso che l’oscar al non senso questo film lo meriti tutto.

L’opinione di saitgifts dal sito http://www.davinotti.com
Carmen Villani un suo fascino ce l’ha, non scopro niente; voglio dire che più che il suo corpo (niente male) è il suo visetto: le sue espressioni, i suoi occhi che sprizzano una sana malizia priva di qualsiasi equivocità. Disinvolta anche nel recitare. Ed è il motivo per cui film come questo esistono, sono stati fatti, persone ci hanno lavorato. Si può notare anche un certo impegno nel farlo. Purtroppo creare sceneggiature non è come raccontare una storiella al bar con gli amici; anche se gli ingredienti ci sono, il minestrone non ha sapore.

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ottobre 20, 2013 Posted by | Erotico | | Lascia un commento

La supplente va in città

La supplente va in città locandina

L’ex maestra veneta Rubina cala in città alla ricerca del fidanzato Carlo che non ha più rivisto da quando ha finito la leva militare.
Arrivata a Roma Rubina incontra Carlo, che nel frattempo è diventato un fanatico del ballo; delusa dal suo comportamento, la ragazza lo fa arrestare sotto l’accusa di violenza carnale dopo avergli teso una trappola.
Per svangare la giornata, si fa assumere dai coniugi Davide e Adele, proprietari di un negozio di tessuti; i due hanno un maschio, Leo, che si considera un Casanova mentre in realtà è solo un giovane senza fascino e una femmina, Delia, dalla sessualità ambigua.

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Ben presto Rubina si insinua nella famiglia come un parassita, assecondando le segrete voglie dei componenti della stessa; riesce anche a far allontanare da casa lo spasimante di Delia, ben felice della cosa.
Quando Rubina apprende che Carlo è uscito di galera, passa decisamente al contrattacco; si fa sposare da Leo dopo averlo tenuto sulla corda, anche perchè la donna nel frattempo è rimasta incinta proprio dell’ex fidanzato, riesce finalmente a staccare Adele dai suoi adorati programmi tv, trova una fidanzata di colore a Delia e infine provoca una paralisi a Davide, l’unico che nel frattempo ha capito e visto il gioco di Rubina.

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La supplente va in città esce nelle sale nel 1979 per la regia di Vittorio De Sisti, che ricicla il titolo di “supplente” richiamando il fortunato film che lanciò la breve carriera cinematografica della cantante Carmen Villani. In realtà nel film non c’è alcuna contiguità con il film precedente e il titolo è solo un mero specchietto per le allodole, visto che il personaggio di Rubina non si muoverà in ambito scolastico ma all’interno di una famiglia di persone deboli che la donna manovrerà a suo piacimento fino a diventare la vera padrona di casa grazie ad astute mosse che metteranno tutti i componenti della famiglia sotto il suo controllo.

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Non lasciatevi ingannare dal sunto della trama che ho esposto; il film è debolissimo e malfatto, una commediaccia sexy senza capo ne coda e priva anche di spunti umoristici, tanto che non fosse per la splendida Villani, che non lesina le parti anatomiche, si finirebbe per sbadigliare come ippopotami.
Colpa principalmente della assoluta mancanza di fantasia della trama (quante volte abbiamo visto la subdola cameriera abbindolare i datori di lavoro!), di una recitazione approssimativa che risente ovviamente anche dell’inesistenza di una qualsiasi sceneggiatura accettabile e infine aggiungiamoci la mancanza anche di soldi della produzione, che costringe il regista ad arrangiarsi con quello che ha.

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Così per la prima volta troviamo un arresto fatto da un solo agente (non viene inquadrata nemmeno l’auto della polizia), una carcerazione in cui viene mostrata solo una stanza con l’ombra delle sbarre e via dicendo in un continuo tentativo di De Sisti di far galleggiare la barca che però, malinconicamente sprofonda man mano che lo spettatore si rende conto dell’assoluta povertà del tutto.

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La supplente va in città è l’ultimo film “italiano” di Carmen Villani, prima del periodo spagnolo che la portò a girare altri 4 film e a chiudere malinconicamente la carriera cinematografica nel 1984, con soli 17 film all’attivo (quasi tutti appartenenti al genere sexy) e all’età di 40 anni.

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Va da se che il film di De Sisti è girato con la chiara intenzione di sfruttare le doti fisiche di Carmen Villani, reduce da La signora ha fatto il pieno e da L’anello matrimoniale, film che avevano avuto qualche noia con la censura e che quindi avevano avuto una certa fama proprio in virtù delle loro vicissitudini, più che per meriti intrinseci delle pellicole stesse.
Questo film va ricordato principalmente per essere stato l’ultimo in cui compare un bravo caratterista della commedia all’italiana, Francesco Mulè; dopo oltre 80 film, si chiude la carriera del bravo attore romano, che sarebbe scomparso 5 anni più tardi.
Il resto del cast va segnalato solo per la firma, perchè la recitazione di tutti, inclusa quella del compianto Vincenzo Crocitti, è da dimenticare, così come da dimenticare è anche la colonna sonora di Stelvio Cipriani.
Desolante davvero, questo film.

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Siamo al tramonto di un genere e il film di De Sisti conferma come alla fine degli anni settanta fossero ormai finite le idee e la capacità di dirigere opere che non usassero i soliti stereotipi e le solite trame che avevano caratterizzato gli ultimi tre anni del decennio.

Una fine davvero ingloriosa e malinconica per un genere, quello della commedia sexy, che se pur non particolarmente interessante di per se aveva comunque espresso alcuni buoni prodotti.

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La supplente va in città
Un film di Vittorio De Sisti. Con Francesco Mulè, Vincenzo Crocitti, Carmen Villani, Mario Frittella, Alberto Squillante Erotico, durata 98′ min. – Italia 1979.

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La supplente va in città banner protagonisti

Carmen Villani: Rubina
Vincenzo Crocitti: Leo Romiti
Mauro Frittella: Carlo Pasquini
Josele Román: Delia Romiti, la figlia
Francisco Cecilio: Giovanni
María Luisa Ponte: Adele Romiti
Sandra Cardini: Margherita
Alberto Squillante: negoziante
Francesco Mulè: Davide Romiti, Davide

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Regia Vittorio De Sisti
Soggetto Roberto Natale, Domenico Calandruccio
Sceneggiatura Vittorio De Sisti, Roberto Natale, Franco Mercuri, Comas, Domenico Calandruccio
Casa di produzione T.R.A.C.
Distribuzione (Italia) Martino
Fotografia Raúl Pérez Cubero
Montaggio Anita Cacciolati, Vittorio De Sisti
Musiche Stelvio Cipriani

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luglio 22, 2012 Posted by | Erotico | , | 5 commenti

La supplente

La supplente locandina

Solito liceo romano, solito galletto della classe che si spupazza due liceali prima di perdere completamente la testa per la bella e fascinosa Loredana Cataluzzi, insegnante supplente di scienze nominata in loco della titolare della cattedra Teresa Scifuni, considerata dai ragazzi una menagramo di prim’ordine.
Il cambio si rende necessario per la dipartita della Sciguni; così i ragazzi, senza alcun rimpianto accettano ben volentieri la nuova arrivata.
Il povero galletto, un giovinastro di nome Stefano, cerca in tutti i modi di sedurre Loredana, che viceversa lo canzona non alimentando le sue speranze.

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Carmen Villani è Loredana Cataluzzi, la supplente

Loredana invece accetta la corte di Cazzaniga, l’insegnante di educazione fisica un tantino spaccone.
Ma il giovane Stefano riesce a mandare a monte i tentativi di “accoppiamento” dei due, chiudendo il docente nei gabinetti di un cinema o facndo suonare l’allarme della sua auto mentre sta consumando finalmente l’atto carnale.
Stefano avrà modo di rifarsi quando corteggerà la bella sorella di Loredana, Sonia, grazie ad un equivoco che si rivelerà prezioso.
A quel punto Loredana, punta nell’amor proprio e vedendosi trascurata, concederà le sue grazie a Stefano.
Nonostante questo verrà rimandato in scienze, oltre che in educazione fisica dal risentito cazzaniga.
Loredana, Sonia e Stefano passeranno così le vacanze in montagna, dove il giovane avrà modo di studiare scienze, anatomia (grazie a Sonia) ed educazione fisica impartita da un bellimbusto muscoloso che servirà anche da passatempo alla volubile Loredana.

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Dayle Haddon è Sonia, la sorella di Loredana

Trama decisamente esile al servizio della bellissima e fascinosa Carmen Villani, ormai a tutti gli effetti ex cantante e attrice di film sexy, questa del film La supplente; un film appartenente al genere studentesco, che vanta anche una sfilza di titoli molto simili come La liceale, L’insegnante va in collegio ecc.
La variazione questa volta è solo nell’attrice protagonista, la già citata Villani; gran corpo, seno prosperoso anche se non over size, la Carmen è simpatica e bella.
Null’altro.
Probabilmente inserita in film dal contesto diverso avrebbe avuto un’altra carriera cinematografica, ma evidentemente i registi, come questo Guido Leoni che la dirige nel 1975 in lei vedevano solo il prototipo della vamp e le affidavano unicamente ruoli sexy.

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A sinistra si riconosce Ilona Staller

Con le premesse di una sceneggiatura ridotta all’osso e la partecipazione del solo Aldo Giuffrè a tenere alto il livello recitativo, La supplente si segnala solo per qualche scena ardita come quella in cui Stefano si spupazza le due liceali (una delle due è la celebre Ilona Staller alias Cicciolina) e per la fresca bellezza dell’altra attrice protagonista, Dayle Haddon.
Eligio Zamara, che interpreta il focoso Stefano fa il minimo richiesto, anche se va detto che si comprta meglio di altri attori “liceali” comparsi in seguito in altri film; il regista, Guido Leoni ( che nella sua carriera dirigerà 14 film, tra i quali Oh mia bella matrigna e Le seminariste) bada semplicemente a mostrare il meglio della Villani e delle altre ragazze del cast.
La Staller compare per poche sequenze, ovviamente nuda, mentre c’è un piccolo spazio per Gisela Hahn.

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Un film non particolarmente interessante, ma nemmeno da gettare in toto; da segnalare anche la colonna sonora, opera del grande Renato Rascel.
Qualche sprazzo di comicità salva il tutto da un naufragio annunciato già dal titolo; questo tipo di pellicole aveva, a metà anni settanta, un pubblico molto limitato.
Il film ebbe un sequel almeno nel titolo, La supplente va in città (1979) con protagonista sempre la Villani nel ruolo di Rubina per la regia di Vittorio De Sisti.

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La supplente,un film di Guido Leoni. Con Carmen Villani, Carlo Giuffrè, Dayle Haddon, Eligio Zamara, Ilona Staller, Giacomo Furia, Gastone Pescucci, Gisela Hahn, Gloria Piedimonte
Erotico, durata 95 min. – Italia 1975.

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Carmen Villani     …     Loredana Cataluzzi
Eligio Zamara          …     Stefano Baldesi
Carlo Giuffrè          …     Prof.Cazzaniga
Dayle Haddon         …     Sonia
Alvaro Brunetti         …     Sergio

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Regia: Guido Leoni
Sceneggiatura: Guido Leoni
Musiche: Renato rascel
Editing: Angelo Curi

aprile 12, 2011 Posted by | Erotico | , , , , | Lascia un commento

Ecco lingua d’argento

Ecco lingua d'argento locandina

Nel film L’amica di mia madre avevamo lasciato il giovane e imbranato Billy a smaniare d’amore ( e di sesso) per la bella Andrea, che gli aveva concesso qualche piccolissima consolazione ma mai il “fattaccio”.
Il giovane alla fine si era fatto consolare dalla bella Barbara con somma soddisfazione di entrambi.
Così adesso troviamo Billy, più allupato che mai, in Africa sempre alle costole di Andrea; le cose però si complicano perchè a trovare Andrea arriva il fidanzato di quest’ultima, Bobby.

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Nadia Cassini, la psicanalista Emmanuelle

Con sorpresa ( e sconcerto) di Billy, ad accompagnare Bobby c’è una bella psicanalista, la dottressa Emmanuelle, che scoperte le paturnie di Billy per il sesso, cerca di consolarlo usando il vecchio sistema biblico.
Ma alla fine Andrea, delusa dal fidanzato, si concederà a Billy.
Già dalla trama si capisce come Ecco lingua d’argento appartenga al florido filone della commedia sexy; il regista Mauro Ivaldi che aveva già diretto nel 1975 L’amica di mia madre, utilizzando come attori principali Carmen Villani (sua moglie) nel ruolo di Andrea e Roberto Cenci in quello di Billy ci riprova peggiorando se possibile ancora di più le cose.

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Carmen Villani, Andrea

Il film, non potendo contare su una sceneggiatura che abbia un minimo di decenza e credibilità, viene lanciato con un titolo pecoreccio, quel Ecco lingua d’argento che sottintende una visione di un film peccaminoso e dedicato alla celebre arte della fellatio.
In realtà il film è quasi casto, fatte salve alcune scene che però rientrano nei canonici margini tollerati dalla censura; così alla fine il povero spettatore si trova a fare i conti con un film insulso e privo di qualsiasi attrazione se non quella rappresentata dalla visione dei corpi generosamente esposti di Carmen Villani e Nadia Cassini.
Degradato da dialoghi quasi demenziali e surreali, il film scivola nella noia più assoluta verso il finale annunciato, quello cioè nel quale il tristemente inespressivo Cenci riesce finalmente a godere le grazie della sua concupita Andrea/Carmen Villani.

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Che dal canto suo si segnala per tre caratteristiche dominati; il cappello da cow boy che la rende simile ad una mandriana del Texas, l’abitudine di fumare un ingombrante sigaro Avana e un torace assolutamente affascinante, una delle scperte del cinema anni 70.
L’ex cantante utilizza in pratica una sola espressione, visto che quando si toglie il cappello è praticamente indistinguibile da quando lo indossa, mentre l’altra protagonista, una Nadia Cassini insolitamente bionda, mostra il meglio del suo repertorio che non è costituito certo dall’abilità recitativa, ma da un fisico assolutamente ineccepibile.
In questa triste commedia si perde anche la simpatia di Gianfranco D’Angelo, che sembra capitato sul set più per raccattare quattrini che per intima convinzione.
Un filmaccio, quindi.
Uno dei peggiori anche.

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Mauro Ivaldi sfrutta il successo di sua moglie, passata da un degno passato di cantante a quello molto meno glorioso a probabilmene più remunerativo di attrice sexy.
Il regista, che dirigerà per l’ultima volta la moglie nel ben più che mediocre L’anello matrimoniale (1979), prima di concludere la sua carriera di regista con Ragazze in affitto s.p.a. si segnala per l’assoluta mancanza di idee.
Per fortuna appenderà la macchina da presa al classico chiodo, risparmiandoci così altre imbarazzanti operazioni tipo Ecco lingua d’argento.
Che resta un film da scansarsi come un attacco di colite, a meno di non volersi male sul serio.

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Roberto Cenci (Billy) e Gianfranco D’Angelo (Bobby)

Ecco lingua d’argento,un film di Mauro Ivaldi. Con Carmen Villani, Roberto Cenci, Nadia Cassini, Enzo Andronico, Gianfranco D’Angelo
Commedia sexy, durata 90 min. – Italia 1976.

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Carmen Villani     …     Andrea
Nadia Cassini          …     Emmanuelle
Roberto Cenci          …     Billy
Gianfranco D’Angelo          …     Bobby

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Regia     Mauro Ivaldi
Sceneggiatura     Mauro Ivaldi, Guido Leoni
Casa di produzione     Summit Film
Fotografia     Gino Santini
Montaggio     Carlo Reali
Musiche     Alberto Baldan Bembo
Costumi     Silvio Laurenzi

Le recensioni qui sotto appartengono al sito http://www.davinotti.com

TUTTI I DIRITTI RISERVATI


I contenuti del film sono, a dispetto delle attese, ben lontani da quelli che l’immaginifico titolo può evocare. Cosa che si ripete -costantemente- nella filmografia della Villani (Lettomania, 1976; La signora ha fatto il pieno, 1977; Es Pecado… Pero me Gusta, 1978). La trama è oscurata da una serie di episodi che vorrebbero essere stuzzicanti ma che sono -prevalentemente- costituiti da dialoghi prolissi ed inconcludenti. C’è anche Nadia Cassini, in una delle sue peggiori interpretazioni… La soubrette è diretta -come spesso- dal marito.

Il seguito de L’amica di mia madre è sempre una commedia erotica di bassa lega, costruita su un canovaccio che è animato per i suoi personaggi ma noioso per lo spettatore. Cenci è il solito rampollo voglioso che dà la caccia alla bella Villani la quale, tra spacchi e scollature, concede anche un bel nudo nel deserto africano. È lei l’unico traino del film, visti i deboli apporti comici di D’Angelo e una Cassini del tutto improbabile come psichiatra freudiana.

Gli do mezzo pallino più del dovuto (ovvero uno) vista l’alta carica erotica della Villani, compensata però da una recitazione orrida. Sulla scia del pessimo L’amica di mia madre anche qui dobbiamo sorbirci le “ottime” battute del ridicolo Cenci. Non mi pronuncio sul resto del cast; trama totalmente insensata per un film davvero inutile.

Si fa fatica ad arrivare in fondo… La sceneggiatura è, se mi permettete, squallida: quando non ci vengono mostrate le grazie della Villani dobbiamo sorbirci dialoghi del calibro “me la devi dare” ripetuti come un mantra da un Cenci arrapatissimo, o delle gag su cui è meglio stendere un velo pietoso. Quando poi Cenci ricicla le battute di Milian con i santi, è la fine. D’Angelo appare poco e non fa nulla per risollevare le sorti del film. Ah, volete sapere la trama? Boh!

Anche se nella commedia erotica italiana si è visto di tutto, è difficile trovare un film così insopportabile come questa pellicoletta firmata da Mauro Ivaldi e da lui scritta con la complicità di Guido Leoni. Pensato per un pubblico di minorati, condito da dialoghi che più idioti è impossibile, infestato dalla presenza di un personaggio di rara antipatia come Roberto Cenci, il filmaccio umilia indegnamente in ruoli demenziali e che soprattutto nulla hanno di erotico, le povere Carmen e Nadia.

marzo 2, 2011 Posted by | Commedia | , , , , , | Lascia un commento

Carmen Villani

Carmen Villani Foto

Una carriera dai due volti, quella di Carmen Villani, nata in provincia di Modena, a Ravarino, comune abitato da 6000 anime il 21 maggio 1944; una come cantante, con discreto successo e una come attrice di punta del florido filone della commedia sexy all’italiana, anche se limitata a pochi film, girati prevalentemente tra il 1974 e il 1979, con qualche eccezione prima e dopo questo periodo.
Appassionata di musica, la Villani esordi molto giovane nell’ambito musicale, a 15 anni, con un repertorio che includeva brani ripresi dalla tradizione swing; era il 1959, la musica italiana non era ancora stata scossa dalle fondamenta dai cicloni Modugno e Celentano, che portarono novità sostanziali nel panorama musicale italiano.
Carmen Villani si mette in mostra proprio come attrice, grazie al film Un uomo da bruciare,  di Valentino Orsini e dei fratelli Taviani , girato quando aveva 18 anni, nel 1962 , film nel quale canta in maniera eccellente il brano Un domani per noi,le cui musiche sono composte da Enrico Intra, futuro jazzista e musicista di valore e da Federico Monti Arduini, che avrà una buona fama con il soprannome di Guardiano del faro.

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Carmen Villani La signora ha fatto il pieno 2

Carmen Villani in due fotogrammi tratti da La signora ha fatto il pieno

Per tre anni la cantante si fa le ossa, cantando un po dappertutto, prima di ottenere un grande successo con quella che sarà la sua hit più conosciuta, Bada Caterina, colonna sonora inserita nel film Adulterio all’italiana con Nino Manfredi e Catherine Spaak, diretto dal regista Pasquale Festa Campanile, bissato poi da Piccola piccola, un altro brano che le darà fama anche all’estero.
Per qualche anno la cantante gode di buona fama, anche se non diverrà mai una star della musica, nonostante il buon impianto vocale; così, agli inizi degli anni settanta, inizia a valutare meglio le possibilità di una carriera cinematografica, spinta in questo anche dal marito, il regista Mauro Ivaldi, che la lancia proprio come attrice in Brigitte, Laura, Ursula, Monica, Raquel, Litz, Florinda, Barbara, Claudia, e Sofia le chiamo tutte… anima mia, una commedia velata di nero che narra le vicende di un playboy convertito al matrimonio dalla bella Francesca, interpretata proprio dalla Villani, che rischierà la vita per colpa di quella che crede una sua ex amante e che invece si rivelerà essere un suo amico troppo invidioso del successo che l’uomo ha con le donne.

Carmen Villani Lettomania
La Villani nel film Lettomania

Il discreto successo riscontrato dal film e dalla sua interpretazione la convince a ripresentarsi sul set nel 1975, nella commedia sexy L’amica di mia madre, nuovamente diretta da Mauro Ivaldi; il film è davvero brutto, ma riscuote ancora un discreto successo, nonostante l’esile trama del film; la Villani è Andrea, che fa girare la testa al giovane Billy, che finirà per consolarsi con un’amica di sua madre, interpretata da Barbara Bouchet.

Carmen Villani Ecco lingua d'argento
Ecco lingua d’argento

Nello stesso anno ecco il grande successo, anche se limitato ovviamente dall’appartenenza al filone della commedia sexy, del film La supplente: il suo ruolo principale, quello della affascinante professoressa Loredana, che fa girare la testa ai ragazzi della classe in cui è chiamata a sostituire l’insegnante di ruolo, ottiene grande successo, principalmente perchè la bionda attrice si mostra generosamente senza veli.

Carmen Villani L'amica di mia madre
Nel film L’amica di mia madre

Di gran carriera viene girato da Vincenzo Rigo il film Lettomania, proprio per sfruttare la popolarità dell’attrice; nel film Carmen interpreta Dora, una donna sposata ad un anziano scrittore che tornerà dal marito dopo aver tentato inutilmente di avere una relazione stabile con il giovane protagonista del film. Nel 1976 Rigo ripresenta la Villani nel film Passi furtivi in una notte boia – Zelmaide, discreta commedia in cui la Villani è affiancata da uno dei grandi comici del cinema italiano, Valter Chiari. Carmen vi interpreta il ruolo di Ida ( Zelmaide),una cameriera decisa a diventare proprietaria di un bar, che non esita a coinvolgere il suo amante in un goffo tentativo di furto che insperatamente avrà esiti positivi.

Carmen Villani Polvos magicos
Polvos magicos (Lady Lucifera)

La commedia riscuote un tiepido successo, anche se va detto che la Villani se la cava in maniera sufficiente; l’anno successivo lavora in La signora ha fatto il pieno , di Juan Bosch, commedia sexy in cui è Lola, una escort ingaggiata per sedurre un politico.
Il film è davvero poca cosa, e ancora una volta si fa apprezzare solo per le nudità della belle attrice, che replica in maniera standard il suo ruolo in Ecco lingua d’argento, ancora su direzione del marito Ivaldi, che riprende in qualche modo la trama di L’amica di mia madre, con gli stessi protagonisti; questa volta il giovane Billy riuscirà alla fine a sedurre l’ambita preda.

Carmen Villani Passi furtivi in una notte boia
Passi furtivi in una notte boia

Ormai musa del marito, la Villani recita in Grazie tante arrivederci (1977), interpretando il ruolo di Monica, una disinibita fotomodella che riuscirà a sedurre un giovane destinato a prendere i voti, titubante però sul suo futuro.
La stella di Carmen Villani però sta arrivando velocemente al declino; il finire degli anni settanta, con la conseguente morte della commedia sexy, non la vede pronta ad un cambio di passo: intrappolata nel clichè della bellona sexy, la Villani non riesce ad ottenere parti che la stacchino dal clichè che ormai le si è cucito addosso.

Carmen Villani La supplente
La supplente

Così arrivano film come L’anello matrimoniale (1979), in cui stancamente ripete il personaggio della donna affascinante, questa volta attratta da un vicino di casa, che arriva a chiedere al marito il permesso di poterlo tradire proprio con l’uomo di cui è infatuata, ricevendone in cambio un poco credibile nulla osta.
Dopo aver tentato senza successo di esportarsi a livello internazionale con Polvos mágicos (1979), diretto da José Ramón Larraz, arrivato in sordina in Italia con il titolo di Lady Lucifera, la Villani tentò il rilancio in Italia con La supplente va in città, sempre nel 1979, film  diretto da Vittorio De Sisti;

Carmen Villani La supplente va in città
La supplente va in città

lei è Rubina, una giovane maestrina veneta ( la Villani era poco credibile, a 35 anni, in quel ruolo) che con astuzia e arti erotiche sedurrà una famiglia intera presso la quale andrà a servizio.
E’ l’ultimo film di discreto successo dell’attrice; i successivi La sposa allegra (1981), I flirts di Stefania (1982) e Una spia innamorata diretti tutti e tre da Augusto Fenollar, girati in Spagna, non ottengono nessun successo e l’attrice abbandona le scene.
Una carriera che si è evoluta in due distinti binari, quindi; se dal punto di vista musicale si può dire che abbia lasciato una traccia, sia perchè interprete di buon livello, sia perchè dotata di una voce ben impostata, non altrettanto si può dire dal punto di vista cinematografico.

Carmen Villani La supplente va in città 2
La supplente va in città

Carmen Villani L'anello matrimoniale
L’anello matrimoniale

Va detto che l’attrice Carmen Villani è stata sfruttata male, confinata sopratutto in ruoli tipici della commedia sexy, senza avere la possibilità di mostare le doti che indubbiamente aveva in ruoli diversi da quelli standard della bellona fatale.
In Passi furtivi in una notte boia Carmen mise in mostra un talento che poteva essere sicuramente sfruttato meglio; purtroppo per lei la sua carriera iniziò a metà anni settanta, quando il genere commedia sexy era si al massimo dello splendore, ma era ormai completamente inflazionato; erano tante, troppe le starlette di un genere che mostrava già le prime crepe.

Carmen Villani Los lios de Estefania
Los lios de estefania

Va anche detto che per fortuna la Villani evitò l’errore di voler ad ogni costo restare sulla breccia; non partecipò quindi all’ultima fase della trasformazione della commedia sexy in commedia softcore prima e hard poi; l’attrice tentò un rilancio come cantante prima nel 1984, poi nel 1988, ma la distanza temporale tra le sue interpretazioni di fine anni sessanta e il nuovo panorama musicale di metà anni ottanta era troppo ampia, con la conseguenza che passò quasi inosservata.

Carmen Villani L'amica di mia madre 2
L’amica di mia madre

Resta oggi oggetto di culto di un nutrito gruppo di fans che non hanno dimenticato la sua carica sensuale e la sua bellezza; c’è anche un folto gruppo di persone che la ricorda sopratutto come cantante di buone doti e di buone possibilità, probabilmente non compiutamente espresse.

Carmen Villani La supplente 2

La supplente

Carmen Villani Le chiamo tutte anima mia

Brigitte, Laura, Ursula, Monica, Raquel, Litz, Florinda, Barbara, Claudia, e Sofia le chiamo tutte… anima mia

                                                                                                        La spia innamorata

 

Un uomo da bruciare (1962)
Per una valigia piena di donne (1965)
Brigitte, Laura, Ursula, Monica, Raquel, Litz, Florinda, Barbara, Claudia, e Sofia le chiamo tutte… anima mia, regia di Mauro Ivaldi (1974)
L’amica di mia madre (1975)
La supplente (1975)
Lettomania (1976)
Passi furtivi in una notte boia (1976)
Ecco lingua d’argento (1976)
La signora ha fatto il pieno (1977)
Grazie tante arrivederci (1977)
L’anello matrimoniale (1979)
Polvos mágicos (1979)
La supplente va in città (1979)
La sposa allegra (1981)
I flirts di Stefania (1982)
Una spia innamorata (1984)

febbraio 26, 2010 Posted by | Biografie | | 16 commenti