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Incontro d’amore-Bali

Incontro d'amore Bali locandina

Strano destino quello di questo film: girato da Ugo Liberatore nel 1970 con il titolo emblematico di Bali, nel 1972 uscì nei cinema con il titolo di Incontro d’amore e ancora successivamente come Incontro d’amore a Bali.
Della stesura originale del 1971 restava l’impianto generale, ma al film vennero aggiunte sequenze iniziali dirette da Paolo Heusch, che in teoria dovevano servire per completare la trama, ma in realtà aggiunsero ben poco al film, se non l’elemento torbido rappresentato dalla presenza di alcune scene di nudo girate da Ilona Staller, con lo pseudonimo di Elena Mercury.

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Laura Antonelli

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Scena presente solo nella seconda versione; Ilona Staller

La Staller in pratica prese il posto della Antonelli, che nella prima versione era la protagonista principale del film.
Il montaggio definitivo pur non snaturando il film, non aggiunse gran che al senso generale del film, limitandosi a proporre delle sequenze in cui viene in qualche modo esplicato il rapporto tra i due coniugi protagonisti del film.
La vicenda parte, nella versione definitiva, con l’omicidio da parte di Carlo di sua moglie Daria e il successivo arrivo della polizia; al commissario che chiede il perchè dell’assassinio, Carlo racconta la sua storia.

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Lui e Glenn, scrittori, partono per l’isola di Bali dove Carlo si diletta in fotografia e con l’amico partecipa alla stesura di un libro.
Glenn, in profonda crisi spirituale, trova in un bramino conforto per la sua anima, nonostante le benevole prese in giro dell’amico.
Sull’isola arriva Daria, la splendida moglie di Carlo, che ben presto inizia a provare simpatia e qualcos’altro per il giovane tormentato. arrivando alla fine ad offrirsi fisicamente pur di distoglierlo dagli strani pensieri che il giovane ha.
Tutto inutile, perchè alla fine, con la morte del bramino, anche Glenn subirà la stessa sorte.
Ritornato a casa,Carlo ucciderà la moglie, sopraffatto dalla gelosia e si ucciderà davanti agli occhi esterrefatti del commissario tagliandosi la gola con un frammento di vetro.

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John Steiner è Glenn

Incontro d’amore è un film che ha nell’ambientazione la sua parte migliore; lo splendido scenario dell’isola di Bali supplisce in qualche modo alla storia, francamente scontata e alla banalità dei dialoghi; il film è monotono, a tratti davvero noioso, non fosse per gli scenari intriganti che accompagnano la vicenda.
Così tra templi indù, lunghe pause e scenari esotici, si dipana la vicenda, fino al finale che ovviamente conosciamo tranne che per la parte che riguarda il suicidio di Carlo;

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chi ha avuto modo di vedere la prima stesura del film, non resta ovviamente disorientato dal passaggio del personaggio di Daria dall’interpretazione della Staller a quella della Antonelli. Viceversa immagino cosa abbia provato lo spettatore non al corrente dello stratagemma.
Gli attori svolgono diligentemente il loro ruolo; assolutamente ingiudicabile la Staller, che resta in scena pochi minuti, ripresa in volto per pochi fotogrammi, bene la Antonelli, assolutamente splendida, mentre Steiner che interpreta Glenn cerca di dare una profondità spirituale al suo personaggio con alterne fortune. Viceversa Umberto Orsini se la cava dignitosamente.Il commissario è interpretato da un sobrio Ettore Manni, mentre le musiche sono ben costruite da Giorgio Gaslini.

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Un film non memorabile di Ugo Liberatore, che veniva dal grande successo dell’altrettanto esotico Bora Bora; in questo caso, il fiasco al botteghino, si trasformò in una battuta d’arresto che vedrà la sua carriera in declino, con la parziale eccezione di Nero veneziano.

La pellicola è disponibile in un’ottima versione digitale di circa 700 mega,in italiano, ai seguenti link:

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Incontro d'amore Bali 7

Incontro d’amore – Bali un film di Ugo Liberatore, Paolo Heusch. Con Ettore Manni, Umberto Orsini, John Steiner, Laura Antonelli, Ilona Staller, Carla Mancini, Petra Pauly
Drammatico, durata 95 min. – Italia 1970.

Incontro d'amore banner gallery

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John Steiner … Glenn
Laura Antonelli … Daria
Umberto Orsini … Carlo
Petra Pauly … Brigitte
Johannes Schaaf … Bradford
Ettore Manni … Commissario di polizia
Lydiawati … Tillem

Incontro d'amore banner cast

Regia:Paolo Heusch, Ugo Liberatore
Sceneggiatura:Fulvio Gicca Palli,Pier Giuseppe Murgia,Ottavio Alessi,Ugo Liberatore
Produzione:Eliseo Boschi,Luggi Waldleitner
Musiche:Giorgio Gaslini
Montaggio:Giancarlo Cappelli,Lisbeth Neumann
Fotografia:Roberto D’Ettorre Piazzoli,Angelo Lotti
Production Design :Marilù Carteny,Andrea Crisanti,Gianni Scolari

L’opinione di mm40 dal sito http://www.filmtv.it

Dopo aver girato lavori come Bora Bora (ambientato nell’oceano Pacifico) o Il sesso degli angeli (trama: tre belle ragazze su una barca nel mare – fine), non esattamente grandi successi di pubblico nè di critica, Ugo Liberatore insiste con i suoi scenari prediletti in questo Bali, noto anche come Incontro d’amore: bastava il primo titolo. Il secondo è melenso e fuorviante, perchè la parte romantica della trama è blanda e neppure troppo importante ai fini della storia, che di partenza vorrebbe essere un dramma, ma ben presto finisce per divenire una cartolina esotica abbastanza patinata con accenni di erotismo a base di personaggi dalle vaghissime velleità intellettuali. Il fatto che in pratica si stia parlando di due film, comunque, cambia poco la materia del discorso; due film, sì: uno è quello effettivamente diretto da Liberatore, l’altro è costituito dagli inserti posizionati qua e là da Paolo Heusch e girati in Italia, su richiesta della produzione pesantemente insoddisfatta dalla pellicola licenziata dal primo. Heusch conferisce così alla trama un tocco di poliziesco che a ben guardare non guasta; il problema è però che la sceneggiatura di Ottavio Alessi (unico accreditato sui titoli di testa) fa in ogni caso acqua da tutte le parti. Anche gli interpreti, pur non disprezzabili in sè, non convincono granchè, forse non convinti della bontà del prodotto loro per primi; si parla di John Steiner, Umberto Orsini, Laura Antonelli (strasplendida, poco da aggiungere) ed Ettore Manni; la cosa senza dubbio migliore nel complesso è l’ariosa colonna sonora firmata da Giorgio Gaslini. Liberatore girerà un altro paio di pellicole prima di desistere e tornare a ciò che sapeva meglio fare, cioè le sceneggiature

L’opinione del sito http://www.cinetecadicaino.blogspot.com

Incontro d’amore (Bali) si ricorda per un’ambientazione perfetta e una suggestiva fotografia, non certo per una sceneggiatura sfilacciata e zeppa di buchi, per una storia che presenta molte incongruenze, giustificate con grande fatica da Ottavio Alessi. La stupenda scenografia balinese supplisce alla pochezza del soggetto, monotono, montato con compassata lentezza, tra lunghi silenzi, scenari esotici, templi indù, riti magici, inutili passeggiate tra giungla e oceano. Tecnica di regia indonesiana molto suggestiva, a metà strada tra il reportage naturalistico e la fiction, grande uso dello zoom con particolari degli occhi in primissimo piano, come se fossimo in un western di Sergio Leone. Parte romana più anonima, a parte una bella panoramica della città eterna che scorre sui titoli di testa e le sequenze truci dopo le brevi parti erotiche. Il genere passa dal mondo movie all’esotico – erotico, senza soluzione di continuità, ma grazie alla parte romana contamina persino il thriller con elementi di horror metropolitano e suggestioni magiche.

Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

Undying

Titolo ripescato dal dimenticatoio verso il 2000, sottoforma di VHS, dalla infaticabile Shendene & Moizzi (della quale i cultori del cinema italiano sentono la mancanza). In effetti, pur essendo fascinosa l’ambientazione esotica e piacevole la presenza di attori scafati (nonché aggraziati), si fa fatica a sopportare – per intero – lo sviluppo di un plot drammatico che sfiora, in più contesti, la noia generata dalla banalità di situazioni (e dialoghi) e da una trama confusa e poco chiara. Solo per appassionati del cinema “segreto” italiano.
Il Gobbo

Liberatore, dopo Bora Bora tenta il bis esotico-erotico, ma poco erotico e più mistico-intellettuale: fiasco. Allora il produttore Bini fa girare a Paolo Heusch un prologo e un epilogo, con Cicciolina a “controfigurare” (le virgolette hanno un perché non svelabile) la Antonelli, e rimonta il film di Liberatore. Insomma, caos totale, fra locations notevoli, pretenziosità, ma poco pelo: questa è la versione che circola, il director’s cut appare verosimilmente palloso, ma forse più intrigante… Citato in Io sono un autarchico!
Homesick

Esotico, mistico e piuttosto fiacco. Spiccano comunque la bellezza ancora pudica della Antonelli e quella più selvaggia della Pauly, oltre ad una bellissima Elena Mercury-Ilona Staller nelle scene aggiunte da Paolo Heusch. Orsini è sempre molto professionale e Steiner incarna con convinzione la figura dell’occidentale in crisi mistico-esistenziale. Sensualmente avvolgenti le musiche di Gaslini; suggestiva la cornice balinese.
Daidae

Stupenda ambientazione esotica e ottime scene erotiche (anche se è palese l’uso della controfigura nelle scene più spinte). Film non eccezionale ma che si può digerire benissimo (non aspettatevi però chissà cosa). Ripescato dopo anni di oblio e passato anche in tv regionale.

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Incontro d'amore locandina 1

aprile 19, 2010 Posted by | Drammatico | , , , , , , | Lascia un commento

Lucrezia giovane

Lucrezia giovane locandina

La vicenda si svolge a Roma, sul finire del 1400. Lucrezia, figlia del papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia e della sua amante ufficiale, Giovanna Cattanei detta Vannozza, data in sposa a soli 13 anni al conte di Pesaro Giovanni Sforza, si vede annullare il matrimonio con la scusa ufficiale che lo stesso non è stato consumato. In realtà il Papa ha bisogno di stringere nuove alleanze, così briga in maniera tale da sciogliere le nozze della figlia.

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Simonetta Stefanelli è Lucrezia Borgia

Nel frattempo Cesare Borgia, il Valentino, uno degli altri figli del papa nato sempre dalla relazione con Vannozza, segretamente innamorato della sorella, uccide in un agguato l’altro fratello,Giovanni il duca di Gandia; l’assassinio lo costringe ad allontanarsi da Roma, dove i sospetti su di lui sono diventati di dominio pubblico.  Lucrezia, sempre in nome della ragion di stato, viene maritata ad Alfonso d’Aragona; la donna allaccia una relazione sentimentale con uno dei compagni d’armi di Cesare, Pierotto, del quale resta incinta.

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Massimo Foschi è Cesare Borgia

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Il Valentino, tornato dalla campagna d’armi, geloso sempre più di sua sorella, uccide prima Pierotto e poi Alfonso d’Aragona, del quale la sorella si è ormai innamorata. Lo scandalo, che sta per investire direttamente il papato, costringe Alessandro VI a allontanare il Valentino, mentre per Lucrezia è pronto un altro matrimonio, quello con Alfonso I d’Este.

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Diretto da Luciano Ercoli nel 1974, Lucrezia giovane è un film senza infamia e senza lode; storicamente è del tutto inattendibile, in quanto la figura di Lucrezia, dipinta come una lussuriosa e incestuosa divoratrice di uomini in realtà è stata molto diffamata dai tantissimi nemici dei Borgia. Non esiste alcuna prova che abbia mantenuto rapporti incestuosi con il fratello, o, come adombrato nel film, addirittura con il padre. fu vittima della ragion di stato questo si.

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Tornando al film, è lento e noioso, abbastanza pruriginoso nelle intenzioni, che si esplicitano in diversi nudi femminili, in cui generosamente abbonda la bellissima Simonetta Stefanelli, sensuale e tinteggiata di biondo, che non è evidentemente il suo colore naturale di capelli, e nel film il perchè lo si vede abbastanza bene.
Aldilà di questo, il film non decolla mai, essendo molto descrittivo; non mancano alcune scene gore, come l’amputazione di un dito e altre amenità varie; il truce (nel film) Valentino è interpretato, sopra le righe, da Massimo Foschi,

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mentre il lussurioso Alessandro Vi è un discreto Ettore Manni. Segnalazione per la bella Elizabeth Turner, l’amante del papa e per Aldo reggiani, che interpreta lo sfortunato Giovanni Sforza, marito legittimo di Lucrezia costretto a dare pubblica prova di impotenza (cosa mai avvenuta nella realtà)
Film con qualche pretesa, ma fondamentalmente rimaste tali nelle intenzioni.

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Lucrezia giovane, un film di Luciano Ercoli, Con Ettore Manni, Simonetta Stefanelli, Massimo Foschi, Piero Lulli, Anna Orso, Fred Robsham, Aldo Reggiani, Raffaele Curi, Paolo Malco
Storico, durata 92 min. – Italia 1972.

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Simonetta Stefanelli    Lucrezia Borgia
Massimo Foschi    Cesare Borgia
Ettore Manni                 Rodrigo Borgia – Papa Alessandro VI
Anna Orso        Giovanna Cattanei , Vannozza
Paolo Malco        Duca di Gandia , Giovanni Borgia
Elizabeth Turner        Giulia, la’mante del Papa
Fred Robsahm         Alfonso d’Aragona
Raffaele Curi                  Perotto
Aldo Reggiani        Giovanni Sforza
Piero Lulli        Ludovico Maria Sforza ‘il Moro’
Teodoro Corrà        Cardinale Sisto Borgia
Edoardo Florio                Il segretario privato del papa
Guglielmo Spoletini       Giaco

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Regia Luciano Ercoli
Sceneggiatura Luciano Ercoli
Produttore Enzo Doria
Fotografia Aldo De Robertis
Montaggio Angelo Curi
Musiche Franco Micalizzi
Scenografia Giovanni Agostinucci e Carlo Gentili

L’opinione di Ezio dal sito http://www.filmtv.it
Film che mescola attendibilita’ storica (poca) con un erotismo neanche tanto spinto.Si lascia pero’ vedere con una trama abbastanza avvincente fino alla fine.Insomma non annoia e questo e’ gia’ una cosa positiva.
L’opinione di B.Legnani dal sito http://www.davinotti.com
Erotico da Anni Settanta, con interpretazioni di livello medio-basso, qualora si escluda Ettore Manni. Tutto sommato può ricordare i fumetti porno, all’epoca reperibili in ogni buon negozio di barbiere della provincia italiana… Da citare, in mancanza di altre cose memorabili, la coprolalìa alla quale si abbandonano, durante gli amplessi, alcuni personaggi (scena tagliata in tv). Desolante la Stefanelli.

L’opinione di Undying dal sito http://www.davinotti.com
Deludente tentativo di raccontare la storia familiare dei Borgia, con regia distratta da un’impostazione prettamente volgare, grazie a dialoghi incredibilmente kitsch. Qualche nudo, diverse ammucchiate e molta approssimazione si alternano a momenti che si vorrebbero drammatici (l’omicidio a calci di Paolo Malco) e riescono, invece, a suscitare un involontario clima grottesco. Luciano Ercoli, peraltro regista dotato di certa sensibilità, sembra dunque (non) firmare una pellicola palesemente alimentare.

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ottobre 21, 2009 Posted by | Erotico | , , , , | 2 commenti