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Third Person

Tre vicende interconnesse anche se da un filo molto tenue si sviluppano in tre luoghi differenti; a Parigi Michael, scrittore che ha anche vinto il Pulitzer
si è rinchiuso in un albergo per scrivere un libro e ha lasciato in America sua moglie. Nell’albergo dimora anche Anna, una scrittrice che vorrebbe un aiuto nella stesura del suo libro e che ha una relazione complicata, conflittuale con Michael.
Nello stesso tempo a Roma Scott, che di professione ruba le idee e i progetti di stilisti è costretto a sottrarre le opere di alta moda italiana, che detesta profondamente così come detesta in genere l’Italia. In un bar della capitale conoscerà Monika, una rom
molto bella che dopo alcune vicende si troverà a vivere una storia d’amore con Scott, all’inizio niente affatto disinteressata ma che evolverà con il tempo.
E a New York si dipana la vicenda del pittore Rick e della ex moglie Julia, che, accusata di aver tentato di uccidere il figlio, si è vista togliere lo stesso dai servizi sociali e che per tentare di vedersi riaffidare il figlio è costretta a ingaggiare un’impari battaglia legale
con il ricco marito.


Le tre storie, fra alti e bassi si avviano alla conclusione che,per una serie di coincidenze si scopriranno legate anche se molto alla lontana, con un finale aperto.
Third Person, film del 2015 diretto da Paul Haggis soffre di alcuni peccati capitali imperdonabili, tali da inficiare anche il poco di buono ricavabile da una visione di oltre 135 minuti durante la quale lo spettatore è chiamato all’improbo sforzo di decifrare le situazioni che si succedono
e che trovano nel finale una spiegazione non solo oscura, ma fuorviante, che porta lo spettatore a interrogarsi sul reale valore di quanto ha seguito.
Uno dei peccati capitali è rappresentato dall’espediente di creare i tre personaggi femminili come depositari di segreti inconfessabili; Anna ha una relazione proibita con suo padre (lo scopriamo alla fine), Monika ha accettato l’aiuto ( e anche la corte) di Scott per spillare soldi, almeno inizialmente e Julia, personaggio per il quale si prova una istintiva simpatia, legata al ruolo di madre che combatte contro il denaro pur di riavere suo figlio in realtà non è la persona innocente che si immaginava.


Ecco quindi che il gioco di ombre di Haggis si trasforma nel solito bieco ritratto di donne opportuniste,pronte a tutto pur di realizzare i propri scopi.
Certo, anche Michael non è un agnellino,visto che ha corteggiato Anna principalmente per studiarne le reazioni e per farne la protagonista del proprio libro, ma sembra essere un peccato veniale di fronte alle colpe della donna stessa.
E infine c’è il solito triste repertorio anti italiano: Scott odia l’Italia perchè non ama la moda italiana, disprezza i romani e Haggis di suo ci aggiunge il personaggio antipaticissimo del barista (interpretato da Scamarcio) e figure di romani pavidi.
Insomma c’è abbastanza per detestare una pellicola irritante, irrisolta e che per una volta ha visto d’accordo molta parte della critica e del pubblico, che hanno stroncato senza appello un film


pretenzioso, presuntuoso che vorrebbe stimolare chi guarda e portare lo stesso spettatore all’uscita del labirinto attraverso una visione confusa e contraddittoria di vicende
che in comune hanno solo l’ambiguità. In questo Haggis si è mantenuto coerente, con un finale che più ambiguo e sconcertante che mai.
In quanto al cast,ricchissimo, che include Kim Basinger (molto sacrificata) e Liam Neeson,Maria Bello e Moran Atias,Olivia Wilde e il nostro Scamarcio,oltre a Adrien Brody sono tutti largamente insufficienti,penalizzati anche dalla confusione di una sceneggiatura a tratti indecifrabile.
Spiace stroncare così un film diretto da un regista che aveva esordito con il sorprendente Crash Contatto fisico e che ha scritto la sceneggiatura del bellissimo Million Dollar Baby; ma  la voglia di strafare, di stupire, di essere originali porta ad una spocchiosa supponenza che,tradotta in linguaggio cinematografico si tramuta in un naufragio quasi totale.
Un film del quale sconsiglio assolutamente la visione

Third Person
Un film di Paul Haggis. Con Liam Neeson, Olivia Wilde, Adrien Brody, Moran Atias, James Franco, Mila Kunis, Kim Basinger, Maria Bello, Riccardo Scamarcio, Vinicio Marchioni, David Harewood, Caroline Goodall, Isabella Blake-Thomas,
Gisella Marengo, Loan Chabanol, Patrick Duggan, Emanuela Postacchini Titolo originale Third Person. Drammatico, durata 130 min. – Belgio 2013. – Distribuito da M2 Pictures

Liam Neeson: Michael O’Leary
Olivia Wilde: Anna
Mila Kunis: Julia
James Franco: Rick
Adrien Brody: Scott
Moran Atias: Monika
Maria Bello: Theresa
Kim Basinger: Elaine
Riccardo Scamarcio: Marco
Vinicio Marchioni: Carlo
Caroline Goodall: Dr. Gertner
David Harewood: Jake Long
Bob Messini: Giuseppe
Oliver Crouch: Jesse
Fabrizio Biggio: Claude
Vincent Riotta: Gerry
Daniela Virgilio: Claire
Katy Louise Saunders: Gina
Loan Chabanol: Sam

Regia Paul Haggis
Soggetto Paul Haggis
Sceneggiatura Paul Haggis
Produttore Paul Haggis, Paul Breuls, Michael Nozik
Produttore esecutivo Nils Dünker, Fahar Faizaan, Arcadiy Golubovich, Andrew David Hopkins, Tim O’Hair, Guy Tannahill, Anatole Taubman
Casa di produzione Corsan, Hwy61
Distribuzione in italiano Moviemax
Fotografia Gianfilippo Corticelli
Montaggio Jo Francis
Effetti speciali Terence Alvares
Musiche Dario Marianelli
Scenografia Laurence Bennett
Costumi Sonoo Mishra
Trucco Tracey Levy, Maurizio Silvi
Sfondi Raffaella Giovannetti

marzo 31, 2020 Posted by | Drammatico | , , , , , , , , , | Lascia un commento

La vita segreta della signora Lee

Per Pippa Lee è il momento di un cambio di vita radicale.
In seguito ad un infarto subito da Herb,suo marito,molto più grande di lei, ha deciso di seguirlo in quella che l’uomo chiama la residenza della pensione dopo una vita passata nell’editoria.
E’ anche il momento di guardare al passato con occhi nuovi, rivedere quello che è accaduto e sopratutto capire il perchè sia diventata per tutti una specie di enigma vivente.
Perchè Pippa sembra avere per tutti parole di comprensione, essere conscia del suo ruolo di moglie e madre di due figli ormai adulti,un figlio che è ormai prossimo a diventare avvocato e una figlia fotografa e reporter di zone di guerra,che però ha con lei un rapporto conflittuale.
Attraverso l’uso del flash back conosciamo così particolari sulla vita di Pippa, sulla sua famiglia nativa,con una madre dall’umore incostante che avendo 5 figli e un marito pastore protestante tirava avanti assumendo sempre più anfetamine e che la plasmava secondo i desideri del momento,come una bambola o come una vamp per esempio, condizionandole l’infanzia.


Fino al giorno in cui aveva deciso di trovare una strada nuova, allontanandosi da casa accolta da sua zia, che intratteneva una relazione saffica con una scrittrice/fotografa.
Poi la fuga anche dal nuovo rifugio, scoperta da sua zia mentre posava per delle foto erotiche scattate da Kat, la sua compagna e l’inizio di una fase turbolenta, con l’assunzione di stupefacenti fino al momento di svolta,l’incontro con Herb, editore con 30 anni più di lei, il matrimonio e la nascita di figli.
Così la vita di Pippa aveva preso una strada sicura tranquilla e borghese, fino al presente, in cui la donna è diventata per amici e vicini un punto di riferimento, un porto sicuro e una confidente alla quale ricorrere nei casi di problemi quotidiani.
Che ovviamente non mancano,come in tutte le esistenze.
Pippa però è rimasta troppo nell’ombra, sacrificando se stessa alla famiglia e al marito, un uomo terrorizzato dall’età che avanza e dalla morte al punto che allaccerà una relazione extraconiugale con l’amica di sua moglie, Sandra,una donna fragile ed emotiva sposata ma in crisi con suo marito.
La scoperta inaspettata porterà Pippa ad analizzare in modo diverso tutto ciò che la circonda e a prendere coscienza di se stessa; si è annullata, è stata una moglie fedele ma ora è il momento di cambiare.
Ed è esattamente quello che la donna farà…


Un film che si muove tra flash back e presente analizzando il comportamento di una donna che realizza,nel momento in cui tutto sembra scorre come un placido fiume, una nuova possibilità di vita dopo essere stata nell’ombra,tranquilla custode
e moglie affettuosa relegata in un ruolo marginale, quasi un soprammobile bello ma di pura decorazione per un marito fondamentalmente egoista e per degli amici e conoscenti abituati a vederla troppo in ruoli subalterni.
E’ la sintesi di La vita segreta di Pippa Lee, film diretto da Rebecca Miller (figlia del grande commediografo Arthur) nel 2009; una storia raccontata come una biopic nella quale si assiste all’evoluzione di una donna che finalmente prende coscienza di se stessa
dopo un’infanzia condizionata fortemente da una madre instabile e un’adolescenza turbolenta, segnata dalla ribellione e dagli eccessi,fatta di occasionali amanti e di droghe fino all’episodio che la spingerà ancora una volta a mettere in discussione tutto, alla ricerca
del suo vero ruolo umano e sociale.
Non più moglie fedele e madre, donna comprensiva con tutti e confidente,ma persona capace di scegliere e di decidere, di riannodare i fili dell’esistenza con la consapevolezza che ci sono nuove sfide,nuove occasioni.


Con un uso non ossessivo del flashback la Miller mostra così quella che è stata la vita di Pippa Lee almeno fino all’incontro con suo marito,che la donna sposerà quasi avesse una missione,prendersi cura di un uomo tanto più anziano di lei.
Herb, suo marito, si trasformerà in un padre pigmalione, un doppio ruolo che però finirà fatalmente per stringere Pippa in un recinto.
Dal quale la donna avrà la forza di uscire,complice anche un avvenimento che porterà le cose in una direzione imprevista.
La vita segreta di Pippa Miller è anche un film blandamente satirico sul vuoto pneumatico che sembra avvolgere le esistenze borghesi, prive di problemi concreti e quindi soffocate dalla noia generata dall’agiatezza; il barbecue,le cene, il pettegolezzo,amori clandestini,ovvero
l’armamentario con cui si combatte un quotidiano fondamentalmente votato alla noia.
Per contrappasso la ribellione e la presa di coscienza di una donna,Pippa, che finalmente realizza come oltre i simboli citati ci sia una via differente ;la vita non termina certo con un tradimento,anzi,può ricevere nuova linfa e spingere a decisioni impreviste.


Film gradevole, caratterizzato dalla presenza di un cast di sicuro valore: da Robin Wright Penn (Pippa Lee) a Keanu Reeves ( Chris) da Julianne Moore (Kat) a Alan Arkin (Herb) e Winona Ryder (Sandra), da Maria Bello (Suky) Monica Bellucci (la prima moglie di Herb) ogni componente
del cast fa la sua parte con professionalità facendo acquisire valore ulteriore al film.
Che resta una commedia leggera con momenti drammatici tenuti volutamente con bassi profili; perchè lo scopo della MIller è quello di raccontare un’evoluzione,quella di Pippa,che avviene per gradi.
Dall’iniziale senso di colpa agli accadimenti di varia natura che condizioneranno la vita di Pippa, tutto è mostrato con abilità dalla Miller e il risultato finale è un film di buon livello che si gusta senza particolari momenti di noia.
Consigliato.

La vita segreta della signora Lee

Un film di Rebecca Miller. Con Winona Ryder, Robin Wright, Julianne Moore, Keanu Reeves, Monica Bellucci, Blake Lively, Maria Bello, Alan Arkin, Zoe Kazan, Robin Weigert, Tim Guinee, Mike Binder, Madeline McNulty, Ryan McDonald, Drew Beasley, Christin Sawyer Davis, Beckett Melville, Adam Shonkwiler, Cornel West, Audrey Lynn Weston, Teresa Yenque Titolo originale: The Private Lives of Pippa Lee.Drammatico, durata 100 min. – USA 2009.

 

Robin Wright Penn: Pippa Lee
Keanu Reeves: Chris
Monica Bellucci: Gigi
Winona Ryder: Sandra
Alan Arkin: Herb Lee
Maria Bello: Suky Sarkissian
Julianne Moore: Kat
Blake Lively: Pippa Lee adolescente
Robin Weigert: Trish
Zoe Kazan: Grace Lee
Mike Binder: Sam Shapiro

Regia Rebecca Miller
Soggetto Rebecca Miller
Sceneggiatura Rebecca Miller
Produttore Brad Pitt, Lemore Syvan
Casa di produzione IM Global
Fotografia Declan Quinn
Montaggio Sabine Hoffmann
Scenografia Michael Shaw

febbraio 9, 2020 Posted by | Commedia | , , , , , , , | Lascia un commento