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Quando i califfi avevano le corna

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Di ritorno da una battuta di caccia,il Califfo di Baghdad scopre che sua moglie sta partecipando ad un’orgia con schiave e schiavi.
Offeso a morte nella sua virilità,il Califfo sta per ucciderla,ma la donna si suicida davanti a lui con un pugnale.
Da quel momento il Califfo si trasforma in uno spietato assassino;non pago di trascorrere le notti con donne vergini,alla fine
di ogni rapporto uccide la sventurata e occasionale compagna.
Il suo comportamento suscita indignazione e orrore nel popolo,mentre lo stesso Califfo scopre di essere diventato impotente.
La giovane e bella Sherazade,figlia del gran Vizir decide di tentare un’opera disperata e pericolosa:offrirsi al Califfo e tentare di
sopravvivere alla sua furia.

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Così Sherazade dapprima lo cura sessualmente guarendolo dall’impotenza,poi,conquistandolo con le sue novelle,una per ogni notte
ne conquista il cuore…
Quando i califfi avevano le corna di Amasi Damiani è coevo del fortunato Il fiore delle Mille e una notte di Pier Paolo Pasolini,
che così ancora una volta come era capitato con Il Decameron e I racconti di Canterbury si ritrova a fare da involontario padre di un nuovo
filone di commedie scollacciate e sexy.
Ma i tempi sono ormai mutati,la sovraesposizione di pellicole boccaccesche ha finito per saturare il mercato con conseguente fine dei lauti guadagni al botteghino con il minimo investimento.
Questo film,girato in economia e con una povertà di idee desolante esce nel 1973 e ben presto sparisce dagli schermi senza lasciare traccia;un film che parte anche bene,con un piglio drammatico che però si dissolve d’incanto quando giunge in scena la bella Sherazade con le sue novelle becere e volgari.
Il film così si trasforma nel solito coacervo di luoghi comuni,parolacce ecc.

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A peggiorare le cose,un cast a dir poco penoso;unica attrice con un minimo di background scenico è Pia Giancaro,,quanto meno bella da vedere.
Il resto è di una pochezza sconcertante.
Qualche nudo,parolacce,qualche ardita scena sadica e null’altro,in un vuoto di sceneggiatura mortificante.
Amasi Damiani,che avrebbe poi diretto il buon Contronatura,si conferma regista artigianale senza molte ambizioni;la povertà di mezzi a disposizione certo non aiuta il regista livornese a cavare il tradizionale ragno dal buco.
Filmetto senza qualità,Quando i califfi avevano le corna è letteralmente scomparso fino a pochissimo tempo fa quando qualcuno ha riversato in rete
una edizione discreta tratta probabilmente da un Dvd pubblicato in sordina dalla rivista Nocturno per la collana cine Kult.
Ora è disponibile in discreta qualità all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=G3-0WfGfPVs

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Quando i califfi avevano le corna

Un film di Amasi Damiani. Con Maria Pia Giancaro, Aldo Bufi Landi, Gordon Mitchell, Giorgia Tani, Margaret Rose Keil, Fedele Gentile, Andrea Aureli, Rosemarie Lindt, Empedocle Buzzanca, Piero Mazzinghi, Laila Shed, Angela Bo, Spartaco Conversi Erotico, durata 92 min. – Italia 1973.

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Regia:Amasi Damiani
Musiche: Elvio Monti,Franco Zauli
Produzione: Elettra film

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Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

Undying

Nata sull’onda del chiaccherato (ed imminente) film pasoliniano, questa pellicola è realizzata sul filo della novellistica orientale de “Le Mille e una notte”, anche se il titolo declama una non reale affinità elettiva a Quando le donne avevano la coda. Purtroppo l’insieme è caratterizzato da attori poco in parte e da location inadeguate; e pure Damiani, a differenza di qualche pellicola indovinata, non è regista particolarmente stimolato e stimolante.
Il Gobbo

Titolo da fatwa per questo mille e una nottico al cacciucco, col solito sultano crudele gabbato dalla solita Sheherazade che raccontandogli delle storie evita di essere frustata e sgozzata.
Dopo un promettente inizio il film svacca appena partono le storielle, desolanti (locations palesemente toscane, tripudio di napoletano, “un par di ciufoli” e “me’ cojoni”); non aiutano le troppe vecchie facce da spaghetti western (Bufi Landi, Conversi, Mitchell). Chissà cosa ricorda del film la principessa Ruspoli née Gianporcaro.

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settembre 10, 2016 Posted by | Erotico | , , | 2 commenti

Boccaccio

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Beffe e storie tratte liberamente dal Decameron di Giovanni Boccaccio.
Buffalmacco e Bruno degli Olivieri, due giovani fiorentini scaltri,ordiscono una beffa nei confronti dell’ingenuo Calandrino, allo scopo di estorcergli del denaro;gli vendono una pietra che, a loro dire, ha il potere miracoloso di renderlo invisibile.
Alla bella Monna Lisa fra Ignazio fa credere di essere l’incarnazione in vesti umane del beato Marcuccio;in questo modo potrà godersene le gioie,mentre è intento in un convegno carnale con la donna, Buffalmacco spia i due e quando fra Ignazio ha finito il suo piacevole compito, approfitta anch’esso delle grazie della giovane sposa, mentre Calandrino, credendo di essere invisibile fa lo stesso ma verrà bastonato dal marito della donna.
Altre beffe sono in arrivo per i cittadini, come quella in cui Buffalmacco riesce finalmente a sedurre Fiammetta,la donna della quale si è invaghito; scoperto dopo aver consumato un rapporto con la donna,il giovane viene costretto da Pietro da Vinciolo,marito della donna, a dividere il talamo coniugale,la dove a Buffalmacco verrà riservata una brutta sorpresa.

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Enrico Montesano e Silvia Koscina

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Bernard Blier e Maria Baxa

A Firenze arriva la peste e i due amici Buffalmacco e Bruno degli Olivieri fuggono dalla città incontrando per strada la Principessa di Chivignì e la sua serva;incontrano anche Lambertuccio da Cecina un capitano di ventura sfuggito dalla città dopo aver tentato di sedurre la bella Ambrogia ed essere stato costretto a sposare la racchia figlia del marito della donna.
Lambertuccio è in compagnia di un uomo, al quale un appestato toglie involontariamente il mantello;in realtà sotto le spoglie del compagno di Lambertuccio c’è la bellissima Belcolore, completamente nuda.Ed è con lei che il capitano di ventura va via.
Antesignano di tutti i decamerotici, Boccaccio, diretto nel 1972 da Bruno Corbucci che scrive anche la sceneggiatura del film con Mario Amendola, si distingue completamente dalla massa quasi informe dei film del genere decamerotico sia per l’eleganza con cui vengono curate le varie componenti del film, ovvero scenografie, costumi e fotografia sia per i dialoghi, meno volgari degli epigoni e sopratutto per la mancanza delle solite scosciate che furono il marchio di fabbrica del florido filone.

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Antonia Santilli

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Pia Giancaro

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Paola Tedesco e Pippo Franco

Le novelle tratte dal Decameron sono raccontate visivamente da Corbucci con brio ed eleganza; si ride finalmente senza la solita grana grossa e senza battute triviali, si assiste alle performance di un gruppo nutrito di attori e di splendide protagoniste che non ebbe in seguito rivali.
Enrico Montesano e Pippo Franco interpretano Buffalmacco e Bruno, i due protagonisti principali attorno ai quali si muovono tutti gli altri, ovvero Fra Ignazio, interpretato da Lino Banfi, Alighiero Noschese che è Lambertuccio da Cecina (Banfi e Noschese, con Montesano saranno protagonisti anche del simpaticissimo Il prode Anselmo),Mario Carotenuto che è il giudice Nicola, il grande Bernard Blier che interpreta il dottor Mazzeo fino ad Andrea Fabbricatore, campione del Rischiatutto televisivo a cui va il ruolo dell’ingenuo Calandrino.
Di primissimo ordine anche il parterre femminile, che include attrici bellissime e di sicuro valore recitativo come Sylvia Koscina (Fiammetta),Isabella Biagini che è Ambruogia, e ancora Maria Baxa,Pia Giancaro,Helene Chanel, Antonia Santilli,Paola tedesco,Pascal Petit.
Un cast prestigioso quindi per un film a tratti molto divertente, una delle cose migliori di quell’anno, eppure penalizzato in seguito dalla mancanza di una distribuzione su supporti digitali.

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Infatti il film è rimasto per 40 anni praticamente invisibile, fino all’anno scorso momento in cui è stata realizzata un’edizione digitale del film.
Tuttavia la pellicola non è di facile reperibilità.
Se qualcuno vuole visionarla può scaricare il seguente link: http://wipfiles.net/628rm3dr1bjj.html che contiene una splendida versione del film, ricordando ovviamente che i file sono protetti da diritto d’autore e che devonoe ssere cancellati dopo 48 ore.
Tornando al film, siamo di fronte ad una commedia simpatica e gradevole, che merita sicuramente una visione.

Boccaccio

Un film di Bruno Corbucci. Con Enrico Montesano, Lino Banfi, Sylva Koscina, Alighiero Noschese, Pippo Franco, Andrea Fabbricatore, Guido Celano, Bernard Blier, Franca Dominici, Rosita Pisano, Mario Carotenuto, Andrea Aureli, Giacomo Furia, Mimmo Poli, Nello Pazzafini, Ignazio Leone, Toni Ucci, Isabella Biagini, Hélène Chanel, Gastone Pescucci, Sandro Dori, Pascale Petit, Luca Sportelli, Maria Baxa,Raymond Bussières Commedia, durata 92′ min. – Italia 1972.

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Boccaccio locandina protagonisti

Alighiero Noschese: Lambertuccio da Cecina
Enrico Montesano: Buffalmacco
Pippo Franco: Bruno degli Olivieri
Sylva Koscina: Fiammetta
Isabella Biagini: Ambruogia
Raymond Bussières: Cagastraccio
Mario Carotenuto: Giudice Nicola
Bernard Blier: dottor Mazzeo
Pia Giancaro: Monna Lisa
Paola Tedesco : Lidia
Lino Banfi: Padre Ignazio
Andrea Fabbricatore: Calandrino
Pascale Petit: Giletta
Rosita Pisano: Mannocchia, serva di Mazzeo
Sandro Dori: Nicostrato
Maria Baxa: Tebalda
Toni Ucci: Pietro da Vinciolo
Franca Dominici: Perdicca
Luisa Dominici: Belcolore
Guido Celano: messer Anselmo
Andrea Aureli: Maso
Hélène Chanel: Perincipessa di Civignì
Ignazio Leone: il Bargello
Antonia Santilli: donna nella tinozza
Nello Pazzafini: Marito della donna nella tinozza
Gastone Pescucci: Giovanni Cioppolo
Mimmo Poli: Spettatore grasso
Luca Sportelli: Loderinghi
Antonella Santi: donna piccione

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Regia Bruno Corbucci
Soggetto Mario Amendola
Bruno Corbucci
Sceneggiatura Mario Amendola
Bruno Corbucci
Produttore Dino De Laurentiis
Distribuzione (Italia) Columbia

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Boccaccio locandina recensioni

L’opinione del Morandini
6 sketch cavati dal Decamerone che hanno per protagonisti Buffalmacco (E. Montesano) e Bruno degli Olivieri (P. Franco), burlatori di Calandrino (A. Fabbricatore) e di altri gonzi. Nel filone dei “decameronidi” uno dei meno trucidi.

L’opinione di Undjing dal sito http://www.davinotti.com
Assieme a Fiorina la vacca uno dei migliori esemplari del filone decamerotico, coniato dal successo pasoliniano (Il Decameron). La valida regia di Corbucci, esperto di commedia all’italiana, è sorretta pienamente dal buon cast, che contempla un convincente (e simpatico) Montesano nel ruolo di Buffalmacco. A margine si fanno notare anche Pippo Franco, Noschese, Lino Banfi ed il celebre vincitore nel Rischiatutto (d’epoca): Andrea Fabbricatore, nei panni di Calandrino, ch’è poi il “legame” di continuità delle varie storie sparpagliate con azzeccato senso del ritmo e dell’ironia. Significativo.

L’opinione di Rfe dal sito http://www.davinotti.com
Uno dei decamerotici migliori, meno rozzi e meno volgari. Un gruppo d’attori mai più visto in un boccaccesco: Pippo Franco, Enrico Montesano, Alighiero Noschese o Lino Banfi sono ben affiatati e divertono. Degne di attenzione soprattutto le belle attrici coinvolte (per fortuna Corbucci si rifiuta intelligentemente di accodarsi al criterio anti-estetico seguito da Pasolini nella Trilogia della vita): Koscina, Biagini, Petit. C’è anche Pia Giancaro, prima di diventare Principessa Ruspoli.

L’opinione di Ronax dal sito http://www.davinotti.com
Decamerotico di classe, girato con buon mestiere da Corbucci che aveva a disposizione mezzi (i soldi di De Laurentiis) nettamente superiori alla media. Partito quasi come un musical, procede con ritmo indiavolato e una notevole cura dal punto di vista scenografico. Montesano fa la parte del leone, ben coaudiuvato da Pippo Franco e da altri valorosi caratteristi, mentre Noschese, insuperabile come imitatore, si conferma un attore piuttosto opaco. Superbo il ricco comparto femminile, cioè la sostanziale ragion d’essere di un film come questo.

L’opinione di motorship dal sito http://www.davinotti.com
Bel decamerotico per nulla volgare e con nudi non esagerati. Inoltre è un film molto divertente, spassoso e diretto davvero molto bene da Corbucci. Incredibile il cast, sia quello femminile (Koscina, Biagini, Petit) che quello maschile, con la coppia Montesano-Noschese (con il primo che domina praticamente la scena) in testa, anche se Pippo Franco e Lino Banfi non sono da meno. Esilarante il finale e simpatiche le canzoncine a mo’ di musical. Da vedere.

L’opinione di tomasmilia dal sito http://www.davinotti.com
Uno dei più fortunati epigoni del Decameron pasoliniano. Grande cast (forse il più ricco per un decamerotico, più comico che erotico) sebbene la trama consista in una decina di novelle (dis) unite tra loro. Pippo Franco e Montesano (istrionico, si esalta tra balli, canti e “parlate”, il gagà) si muovono come Encolpio e Ascilto nel Satyricon petroniano con lo spirito boccaccesco. Sono loro che danno avvio agli scherzi a danno del povero Calandrino (il campione di Rischiatutto, Fabbricatore). Divertenti gli stornelli.

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dicembre 11, 2013 Posted by | Commedia | , , , , , , , , | Lascia un commento