La pelle
Sgradevole.Spietato.Cattivo.
Eppure anche terribilmente vero,allucinante.
Un viaggio tra le umane miserie mostrato senza alcun filtro,attraverso la testimonianza di prima mano dello scrittore Curzio Malaparte,(pseudonimo di Kurt Erich Suckert ) autore di La pelle,un’opera neorealistica sulle sue esperienze come ufficiale di collegamento con l’esercito americano del neonato,scalcinato esercito italiano post fascista.
Un romanzo sgradevole,dal quale Liliana Cavani trae un film molto aderente all’opera di Malaparte,trasmettendo con le immagini il viaggio attraverso l’inferno di Malaparte (novello Virgilio) che accompagna una moltitudine di Dante attraverso le bolge dell’inferno stesso,che in questo caso è una Napoli in cui la guerra ha lasciato ferite talmente profonde da aver trasformato gli stessi abitanti della città in anime perdute,pronte ad ogni bassezza per salvare la vita,per il pane e perchè no,per i simboli di quelli che saranno i totem del futuro,come un semplice pacchetto di sigarette.
La Cavani dirige La pelle nel 1981,in un momento storico in cui il cinema italiano vive ormai solo di glorie passate,che sta per essere travolto da una crisi scaturita da fattori contingenti,dei quali ho ampiamente parlato in altre occasioni.

Il prodotto finale è una pellicola che disturba,pur facendo riflettere.
Un film in cui tutti i protagonisti appaiono in bianco e nero,senza sfumature e con la predominanza totale del secondo colore.
Curzio Malaparte,protagonista del film,il Virgilio del viaggio,è un uomo ormai cinico e disincantato,che ha visto nel corso della sua vita nascere e poi agonizzare quel fascismo a cui in principio aveva aderito con entusiasmo,salvo poi abbandonare quando la dittatura aveva mostrato il suo vero volto,portando il paese,gli italiani,alla rovina economica,morale e materiale.
Malaparte,come detto all’inizio,è ufficiale di collegamento con i “liberatori americani“,che deve guidare attraverso un acclimatamento culturale problematico ad un rapporto che sia il più morbido possibile con gli ex nemici,ora alleati,quegli italiani
che da un giorno all’altro hanno cambiato alleanza,tra diffidenze comprensibili degli ex nemici.

Diffidenze che Malaparte non smette mai di sottolineare,senza però mai prendere posizione,quasi fatalmente rassegnato all’impossibilità oggettiva di conciliare le culture di due mondi inconciliabili,storicamente e socialmente.
Con l’appoggio del generale Mark Clark,tipico yankee preoccupato più dalle apparenze che dalla sostanza,Malaparte conduce di volta in volta i suoi compagni di viaggio,come il Tenente Jimmy Wren o il Capitano Deborah Wyatt,attraverso una Napoli ridotta ad una casbah impenetrabile di abiezione morale,sconvolta dalla fame,dai bombardamenti,dalla miseria.
Così,di volta in volta,guardiamo esterefatti la prostitute napoletane (una marea) che cambiano colore al pube “perchè i neri amano le bionde“,un carro armato che due soldati americani tentano di vendere al losco Eduardo Mazzullo e che mentre avviene la trattativa

viene completamento smontato da una banda di scugnizzi napoletani,la ragazza vergine che il padre mostra,a pagamento,alle truppe americane e che fa dire a Malaparte “Quel popolo che nelle strade faceva commercio di se stesso, del proprio onore, del proprio corpo, e della carne dei propri figli,
poteva mai essere lo stesso popolo che pochi giorni innanzi, in quelle stesse strade, aveva dato così grandi e così orribili prove di coraggio e di furore contro i tedeschi?“,i bambini venduti dalle madri ai soldati marocchini che abusano sessualmente degli stessi.
E poi il soldato yankee che salta su una mina e resta con le budella in mano,la sirena servita al pranzo a cui sono presenti il Generale Mark Clark e la Capitano Deborah Wyatt,i soldati tedeschi venduti a peso da Marzullo che ne ricaverà ben 50.000 dollari.
Un campionario di varia umanità che Malaparte riassume così “Napoli […] è la più misteriosa città d’Europa, è la sola città del mondo antico che non sia perita come Ilio, come Ninive, come Babilonia. È la sola città del mondo che non è affondata nell’immane naufragio della civiltà antica.
Napoli è una Pompei che non è stata mai sepolta. Non è una città: è un mondo. Il mondo antico, precristiano, rimasto intatto alla superficie del mondo moderno. […] Non potete capire Napoli, non capirete mai Napoli.”
Il finale del film è pervaso da un pessimismo senza fine,e lo testimoniano gli ultimi minuti dello stesso,nei quali accadono alcuni fatti:dapprima l’eruzione del Vesuvio,con il classico ognuno pensi per se,con ulteriori distruzioni che colpiscono una città già martoriata;lo stupro del capitano Deborah Wyatt, perpetrato dai suoi stessi soldati e infine la drammaticissima scena finale che fa esclamare a Malaparte,rivolto al tenente Jim “Tu vai,Jim,tu vai.Hai vinto“,mentre guarda i poveri resti di un civile travolto da un carro armato e ridotto ad una poltiglia sanguinolenta.
E’ la definitiva resa di un uomo che ha perso anche l’ultimo brandello di speranza,quella speranza ammantata di cinismo che nonostante tutto lo aveva sorretto per tutto il percorso fatto.
Un finale triste,desolante.
Così come desolante è tutta la storia raccontata da Liliana Cavani con immagini terribili,un vero pugno nello stomaco.
Un pugno negli occhi anche,perchè visivamente il film non risparmia nulla.

Solo la scena dello stupro è tralasciata,quasi a simboleggiare la differenza tra due stupri di differente portata,quello perpetrato ai danni di una città secolarmente sfruttata dai vari dominatori che si sono succeduti al potere e quello ai danni di una cittadina americana proprio da quei soldati che Malaparte aveva difeso,dicendo “Voglio bene agli americani, qualunque sia il colore della loro pelle, e l’ho provato cento volte, durante la guerra. Bianchi o neri, hanno l’anima chiara, molto più chiara della nostra.
Voglio bene agli americani perché sono buoni cristiani, sinceramente cristiani. Perché credono che Cristo sia sempre dalla parte di coloro che hanno ragione. Perché credono che è una colpa grave aver torto, che è una cosa immorale aver torto.
Perché credono che essi soli son galantuomini, e che tutti i popoli d’Europa sono, più o meno, disonesti. Perché credono che un popolo vinto è un popolo di colpevoli, che la sconfitta è una condanna morale, è un atto di giustizia divina.”
Liliana Cavani chiama, a raffigurare Malaparte,a darne sfumature e dettagli,personalità e pensieri,un ottimo Mastroianni,che viaggia per tutto il film con un sorriso a metà strada tra il rassegnato e il comprensivo,il cinico e lo sconfortato.
Bravi anche Burt Lancaster (il Generale) che è uno yankee tutto di un pezzo,incarnazione di quell’America così ben descritta da Malaparte nel pensiero su citato,una ottima Claudia Cardinale e un altro giovanottone tipicamente yankee,Ken Marshall,ovvero il Tenente Jimmy Wren.
In ultimo segnalazione per il losco trafficante Marzullo,splendidamente interpretato da Carlo Giuffrè.
Un film da vedere,possibilmente in una serata in cui non si è di pessimo umore….
La pelle
Un film di Liliana Cavani. Con Claudia Cardinale, Marcello Mastroianni, Burt Lancaster, Marta Bifano, Ken Marshall,Jacques Sernas, Cristina Donadio, Liliana Tari, Peppe Barra, Carlo Giuffrè, Jeanne Valérie, Nuccia Fumo, Linda Moretti, Alexandra King, Yann Babilee, Cristina Arnadio, Maria Rosaria Della Femmina, Gianni Abbate, Anna Maria Ackermann, Concetta Barra, Giselda Castrini, Antonella Cioli,
Giovanni Crosio, Antonio Ferrante, Giuliana Gargiulo, Elio Polimeno, Paolo Pieri, Bruno Parisio, Anna Walter, Dan Waddle, Bob Braun, Gene Tootle, Jack Flick, Marc Dyer, Brad Nimmo, Steve Reardon,Al Braun, Tomas Arana Drammatico, durata 133 min. – Italia 1981.
Marcello Mastroianni: Curzio Malaparte
Burt Lancaster: Generale Mark Clark
Claudia Cardinale: Principessa Consuelo Caracciolo
Ken Marshall: Tenente Jimmy Wren
Alexandra King: Capitano Deborah Wyatt
Carlo Giuffré: Eduardo Mazzullo
Yann Babilée: Jean-Louis
Jeanne Valérie: Principessa a Capri
Liliana Tari: Maria Concetta
Peppe Barra: Sarto
Cristina Donadio: Amica di Anna
Rosaria della Femmina: Amante di Jimmy
Jacques Sernas: Generale Guillaume
Giselda Castrini: Mafalda
Regia Liliana Cavani
Soggetto Curzio Malaparte
Sceneggiatura Robert Katz, Liliana Cavani
Produttore Renzo Rossellini jr., Alain Poiré
Musiche Lalo Schifrin, Roberto De Simone
Erano i giorni della «peste» di Napoli. Ogni pomeriggio alle cinque, dopo mezz’ora di punching-ball e una doccia calda nella palestra della P.B.S., Peninsular Base Section, il Colonnello Jack Hamilton ed io scendevamo a piedi verso San Ferdinando, aprendoci il varco a gomitate nella folla che, dall’alba all’ora del coprifuoco, si accalcava tumultuando in via Toledo.
Eravamo puliti, lavati, ben nutriti, Jack ed io, in mezzo alla terribile folla napoletana squallida, sporca, affamata, vestita di stracci, che torme di soldati degli eserciti liberatori, composti di tutte le razze della terra, urtavano e ingiuriavano in tutte le lingue e in tutti i dialetti del mondo. L’onore di essere liberato per primo era toccato in sorte, fra tutti i popoli d’Europa, al popolo napoletano: e per festeggiare un così meritato premio, i miei poveri napoletani, dopo tre anni di fame, di epidemie, di feroci bombardamenti, avevano accettato di buona grazia, per carità di patria, l’agognata e invidiata gloria di recitare la parte di un popolo vinto, di cantare, di battere le mani, saltare di gioia tra le rovine delle loro case, sventolare bandiere straniere, fino al giorno innanzi nemiche, e gettar dalle finestre fiori sui vincitori.
ma nonostante l’universale e sincero entusiasmo, non v’era un solo napoletano, in tutta Napoli, che si sentisse un vinto. Non saprei dire come questo strano sentimento fosse nato nell’animo del popolo.
“Non posso abbandonare i miei morti, Jimmy. I vostri morti ve li portate in America. Ogni giorno partono per l’America piroscafi carichi di morti. Sono morti ricchi, felici, liberi. Ma i miei morti non possono pagarsi il biglietto per l’America, sono troppo poveri. Non sapranno mai che cosa è la ricchezza, la felicità, la libertà. Sono vissuti sempre in schiavitù; hanno sempre sofferto la fame e la paura. Saranno sempre schiavi, soffriranno sempre la fame e la paura, anche da morti. E’ il loro destino, Jimmy. Se tu sapessi che Cristo giace fra loro, fra quei poveri morti, lo abbandoneresti?”
“Non vorrai darmi a intendere” disse Jimmy “che anche Cristo ha perso la guerra.”
“E’ una vergogna vincere la guerra” dissi a voce bassa.
Curzio Malaparte
Frida
La folgorante esistenza di Frida Kahlo vista poco prima del drammatico incidente che le condizionò pesantemente la vita alla sua morte,avvenuta
il 13 luglio del 1954,quando la grande pittrice aveva da poco compiuto 47 anni.
Il film diretto da Julie Taymor nel 2002,tratto dal libro Frida: A Biography of Frida Kahlo di Hayden Herrera è un’opera veritiera e scorrevolmente piacevole
che racconta i primi approcci di Frida con la pittura,l’incidente in tram che la menomò,l’incontro della vita con il pittore Diego Rivera,che lei amò e dalla quale fu riamata nonostante la tendenza di Rivera a sedurre tutte le donne che incontrava,passando per altri incontri con personalità fondamentale del XX secolo,come Tina Modotti, militante comunista e fotografa
nel Messico degli anni venti,con uno dei principali artefici della rivoluzione russa,Lev Trotsky,del quale fu anche amante e il poeta Breton.
Si inizia con Frida che,giovanissima,frequenta l’università;un giorno l’autobus che la riporta a casa ha un incidente.Per Frida,rimasta ferita, la diagnosi è infausta:subisce la frattura di alcune vertebre oltre ad una lesione alla spina dorsale.

Dopo mesi passati a letto,la ragazza con spirito indomito annuncia alla famiglia di voler rendersi indipendente e di voler contribuire alle spese di casa con il suo lavoro,quello di pittrice.
Va alla ricerca del più famoso pittore messicano,Diego Rivera,che colpito dalla forte personalità della donna,dal suo talento e in ultimo anche dal suo fascino,la incoraggia a proseguire sul cammino intrapreso.
Non solo;il pittore le permette di entrare in ambienti culturali vivaci e anticonformisti,come quello messicano.Qui conosce Tina Modotti e altri membri politicamente schierati sul fronte comunista messicano.
Ben presto la relazione tra Frida e Diego diventa anche sentimentale e i due si sposano.
Ma Frida deve fare i conti dapprima con le frequenti infedeltà del marito (non ultimo il tradimento di Diego con sua sorella) e con la recrudescenza dei suoi dolori,che la tormenteranno per il resto della vita.

Mentre tutto sembra comunque filare bene,con Diego che è stato chiamato in America per dipingere un affresco nel Rockfeller centre e lei che aspetta un bambino,arrivano le prime sciagure.
Frida perde il bambino che aspettava mentre Rivera viene licenziato per aver dipinto un quadro palesemnte ispirato alla rivoluzione d’ottobre nel tempio del capitalismo americano.
Il tradimento di Diego con sua sorella è l’ultima goccia:lei lo lascia e subito dopo allaccia una relazione con Trotsky,molto più grande di lei ma del quale subisce il potente fascino intellettuale.
Partita per la Francia,conosce Breton e inizia un periodo intenso e folgorante sia dal punto di vista intellettuale sia da quello artistico.
Il ritorno in patria è condizionato da due tragici avvenimenti.
Per ordine di Stalin,Trotskj viene assassinato a colpi di piccozza da Ramón Mercader mentre a Frida viene amputata una gamba in seguito ad una cancrena che le sta avvelenando anche il sangue.

Le condizioni di Frida vanno man mano aggravandosi,una polmonite ne mina definitvamente il fisico e Frida muore prprio durante l’inaugurazione di una mostra a lei dedicata.
Accanto a lei c’è il grande amore della sua vita,Diego Rivera.
Diretto da Julie Taymor,ottima regista autrice tra l’altro dell’affascinante Titus del 1999 e in seguito del bellissimo Across the universe (2007),Frida è un biopic un tantino convenzionale ma di sicuro effetto
nobilitato dalla interpretazione di una splendida Salma Hayek,che si cala perfettamente nel ruolo della pittrice,finendo per assomigliarle fisicamente anche più di quanto previsto.
Bravo anche Alfred Molina,che interpreta il ruolo di Rivera,mentore,amante e marito di Frida Kahlo,della quale probabilmente fu sempre innamorato,finendo per stabilire con lei un legame completo,intellettualmente e sentimentalmente travolgente.
Molto bene Geoffrey Rush che è Leon Trotsky mentre brevi parti sono affidate a Ashley Judd che è Tina Modotti (con la quale probabilmente Frida ebbe una relazione) e Valeria Golino che interpreta Lupe Marín,modella messicana che divenne la seconda moglie di Rivera ed anche soggetto di alcuni quadri di Frida Kahlo.

Un film scorrevole,con poche pause,che racconta senza grossi voli pindarici quella che fu la folgorante esistenza di Frida Kahlo,una delle pittrici più originali della storia della pittura.
Nel film compaiono alcune delle tele più belle della pittrice,un tributo a lei e a quella che fu una delle esperienze di vita più anticonformiste e vere della storia dell’arte.
Frida
Un film di Julie Taymor. Con Salma Hayek, Alfred Molina, Geoffrey Rush, Antonio Banderas, Valeria Golino, Edward Norton. Biografico, USA, 2002. Durata 120 min.
Salma Hayek: Frida Kahlo
Alfred Molina: Diego Rivera
Geoffrey Rush: Leon Trotsky
Mía Maestro: Cristina Kahlo
Ashley Judd: Tina Modotti
Valeria Golino: Lupe Marín
Roger Rees: Guillermo Kahlo
Antonio Banderas: David Alfaro Siqueiros
Edward Norton: Nelson Rockefeller
Amelia Zapata: Domestica
Alejandro Usigli: Professore
Diego Luna: Alejandro Gonzalez Arias
Saffron Burrows: Gracie
Ilaria Stagni: Frida Kahlo
Ennio Coltorti: Diego Rivera
Ugo Pagliai: Leon Trotsky
Chiara Colizzi: Cristina Kahlo
Francesca Fiorentini: Tina Modotti
Franca D’Amato: Lupe Marín
Angelo Maggi: Guillermo Kahlo
Massimo Rossi: David Alfaro Siqueiros
Massimiliano Manfredi: Nelson Rockefeller
Nanni Baldini: Alejandro Gonzalez Arias
Regia Julie Taymor
Soggetto dal libro di Hayden Herrera
Sceneggiatura Clancy Sigal, Diane Lake, Gregory Nava, Anna Thomas
Produttore Lindsay Flickinger, Sarah Green, Nancy Hardin, Salma Hayek, Jay Polstein, Ann Ruark, Roberto Sneider, Lizz Speed
Produttore esecutivo Mark Amin, Brian Gibson, Mark Gill, Jill Sobel Messick, Margaret Rose Perenchio, Amy Slotnick
Casa di produzione Handprint Entertainment, Lions Gate Prints, Miramax Films, Ventanarosa Productions
Distribuzione (Italia) Buena Vista International Italia
Fotografia Rodrigo Prieto
Montaggio Françoise Bonnot
Effetti speciali José Luis Capilla, Lazaro Cervantes, Víctor Morán, Carlos Ochoa, Galdino Roberto, Bernabé Rosales, Salvador Servin, Alejandro Vázquez
Musiche Elliot Goldenthal
Scenografia Felipe Fernandez Del Paso
Costumi Julie Weiss
Trucco John Jackson, Beatrice De Alba
Frida Kahlo
Firda Kahlo e Diego Rivera
Autoritratto con collana di spine e colibri
Diego in my mind
Abitanti del Messico
Pensando alla morte
Ritratto di Donna Rosita Morillo
Viva la vida
Andavamo al cinema-Parte 37

Con questa puntata,la trentasettesima dedicata alle vecchie sale cinematografiche italiane,tocchiamo le 1100 foto;oggi voglio ringraziare Valentino per le preziose foto di cinema di Torino,alcune delle quali assolutamente uniche in rete.Ricordo che l’indirizzo mail è: paolobari@email.it Questa serie di post è seconda,in rete (relativamente al nostro paese) solo a quella creata da Giuseppe Rausa,che ha ricostruito la storia di tutti i cinema di Milano (e di parte della provincia) nel suo bellissimo sito http://www.giusepperausa.it

Cine Teatro Dauno,Foggia
Cine Teatro Japigia,Santeramo in Colle (Bari)
Cinema Alcione,Torino (grazie a Valentino)
Cinema Alpi,Torino (grazie a Valentino)
Cinema Ambrosio,Torino (grazie a Valentino)
Cinema America,Torino (grazie a Valentino)
Cinema Belgio ,Torino (grazie a Valentino)
Cinema Bernini,Torino (grazie a Valentino)
Cinema Branzo,Montagnana (Padova)
Cine Teatro estivo Edison,Treviso
Cinema Teatro Lirico,Magenta (Milano)
Cine Teatro Metropolitan,Catania
Cine Teatro Schiavone,Francavilla Fontana (Taranto)
Cinema Trieste,Zogno (Bergamo)
Il cinema Verdi,Firenze,dopo un bombardamento
Cinema Vittoria,Torino
Cinema Vittorio Veneto,Torino (grazie a Valentino)
Cinema Vox,Milano
Politeama Chiarella,Torino
Politeama Italia,Bisceglie (Bari)
Sala Cinema Odeon,Brescia
Sala Cine Teatro Rex,Milano
Sala Cinema Alhambra,Firenze
Sala Cinema Casa del soldato,Bari
Sala cinema Esedra,Bari
Sala cinema King,Bari
Una sala cinema non identificata del Friuli,semidistrutta dal terremoto
Cinema non identificato,Roma
Cinema parrocchia Santa Maria,Peveragno (Cuneo)
Supercinema,Firenze
Biglietto del cinema Cielo di Cattolica (Forli)
I Kolossal
I dieci comandamenti
La Bibbia
Cleopatra
Ben Hur
Barabba
El Cid
Il re dei re
Spartacus
Quo Vadis
Waterloo
La caduta dell’impero romano
Nicola e Alessandra
Il gladiatore
I tre moschettieri
Lawrence d’Arabia
Via col vento
Andavamo al cinema-Parte 36

Vi ricordo l’indirizzo mail per l’invio di foto di vecchi cinema: paolobari@email.it

Cinema Arena,Cesena
Arena Ducale,Milano
Arena La lucciola,Firenze
Cine Teatro Adriatico,Termoli
Cinema Teatro Centrale,Salsomaggiore (Parma)
Cinema Teatro Concordia,Anguillara Veneta (Padova)
Cine Teatro Elena,Sesto San Giovanni (Milano)
Cinema Rialto (Roma)
Cinema Roma,Casacalenda (Campobasso)
Cinema Santa Lucia,Modugno (Bari)
Cinema Santa Maria in Punta,Rovigo
Cinema Sociale,San Giovanni in Lupatoto (Verona)
Cinema Stadio,Firenze
Cinema Titanus,Roma
Cinema Villa Revel,San Raffaele (Torino)
Cinema Volta,Milano
Cinematografo Sanremese,Sanremo
Foyer del cinema Augustus,Torino
Foyer del cinema Istria,Milano
Foyer cinema Palazzo,Orvieto (Terni)
Politeama Suzzara (Orvieto)
Sala Cine Teatro san Luigi,Concorezzo (Monza e Brianza)
Sala Cine Teatro Villoresi,Monza
Sala Cine Teatro Zogno,Bergamo
Galleria del cinema teatro Ambrosio,Torino
Sala cinema Boglianco (Verbano-Cusio-Ossola)
Sala Cinema Metropol,Rimini
Supercine Astoria,Como
Supercinema Ponti,Monza
Supercinema Pucci,Roma
Biglietto del cinema Bristol,Savignano sul Panaro (Modena)
Mariangela Melato
Un breve omaggio a quella che,a mio giudizio,è stata l’attrice italiana più brava del decennio settanta e di quelli successivi.Una delle più grandi attrici italiane della storia del cinema,Mariangela Melato
Basta guardarla
Per grazia ricevuta
La classe operaia va in paradiso
La violenza:quinto potere
Mimi metallurgico ferito nell’onore
La polizia ringrazia
Lo chiameremo Andrea
Film d’amore e d’anarchia
Sterminate gruppo zero
Travolti da un insolito destino
Di che segno sei?
Attenti al buffone
Caro Michele
Todo modo
Casotto
Il gatto
Dimenticare Venezia
Saxofone
Flash Gordon
Il pap’occhio
Il petomane
Notte greca con profilo a mandorla…
L’affare Makropulos
Il dolore
Un tram chiamato desiderio
Orlando furioso
Lulù
Vestire gli ignudi
Filomena Marturano
Con De Sica e Manfredi
Con Giancarlo Giannini e Lina Wertmuller
Con Ugo Tognazzi
Con Michele Placido e Vittoria Mezzogiorno
Mariangela Melato e Giuseppe Bertolucci
Con Eleonora Giorgi
Con Giancarlo Giannini
Con Renzo Arbore
Con il Presidente Carlo Azeglio Ciampi
Con Dacia Maraini
Con Vittorio De Sica
Con Elio Petri
Con Federico Fellini
Con Fernanda Pivano
Con Nino Manfredi
Con Mario Monicelli
Con il Presidente Napolitano
Con Nichetti
Con Massimo Ranieri
Con Stefania Sandrelli
Con Valentina Cortese
Con Monica Vitti
Con Gian Maria Volontè
Il cast di Segreti segreti
I film della Cineriz
Kapò
Era notte a Roma
Boccaccio 60
Don Camillo Monsignore ma non troppo
Il Conte di Montecristo
Totò e Peppino divisi a Berlino
Letto a tre piazze
L’anno scorso a Marienbad
Otto e mezzo
Satyricon
Serafino
La dolce vita
I due marescialli
Come si distrugge la reputazione del più grande agente segreto del mondo
Dio li crea,io li ammazzo
L’assoluto naturale
Le castagne sono buone
Top sensation
Il secondo tragico Fantozzi
In nome del Papa re
Pasquale Festa Campanile
Un tentativo sentimentale
Adulterio all’italiana
Una vergine per il principe
Il marito è mio e l’ammazzo quando mi pare
La cintura di castità
La matriarca
Dove vai tutta nuda
Scacco alla regina
Con quale amore,con quanto amore
Il merlo maschio
Jus primae noctis
La calandria
Rugantino
La sculacciata
Conviene far bene l’amore
Il soldato di ventura
Autostop rosso sangue
Come perdere una moglie e trovare un’amante
Il corpo della ragassa
Il ladrone
Con Agostina Belli
Il cast di Con quale amore con quanto amore
Pasquale Festa Campanile con Alberto Bevilacqua
Con Catherine Spaak
Con Giulietta Masina
Con Grazia Maria Spina
Con Lilli Carati
Con Enrico Montesano
Con Virna Lisi
Con Renzo Montagnani
Con Trintignant e la Spaak
Con Mondadori e Luciano De Crescenzo
Con Dorelli e la Bouchet
Con Gigi Proietti
Con Nanni Loy
Le locandine dell’anno 1969
Fellini – Satyricon – Un film di Federico Fellini. Con Martin Potter, Capucine, Fanfulla, Hiram Keller,
Salvo Randone, Max Born. Fantastico, Italia, 1969. Durata 128 min
La caduta degli dei – Un film di Luchino Visconti Con Dirk Bogarde, Ingrid Thulin, Helmut Griem,
Renaud Verley, Umberto Orsini, Reinhard Kolldehoff. Drammatico, Italia, 1969. Durata 155 min.
Nell’anno del Signore – Un film di Luigi Magni. Con Nino Manfredi, Claudia Cardinale, Enrico Maria Salerno,
Britt Ekland, Robert Hossein. Commedia, Italia, 1969. Durata 117 min.
I girasoli – Un film di Vittorio De Sica. Con Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Glauco Onorato,
Anna Carena, Silvano Tranquilli. Drammatico, Italia, 1969. Durata 107 min.
Dillinger è morto – Un film di Marco Ferreri. Con Michel Piccoli, Annie Girardot, Anita Pallenberg, Gino Lavagetto, Carole André.
Drammatico, Italia, 1969. Durata 95 min.
Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue
Un film di Luciano Salce.Con Claudio Gora, Alberto Sordi, Evelyn Stewart,
Pupella Maggio, Nanda Primavera, Marco Tulli. Commedia, Italia 1969
Porcile – Un film di Pier Paolo Pasolini. Con Ugo Tognazzi, Franco Citti, Jean-Pierre Léaud, Ninetto Davoli,
Pierre Clémenti, Alberto Lionello. Drammatico, Italia, 1969. Durata 98 min
Queimada – Un film di Gillo Pontecorvo. Con Renato Salvatori, Marlon Brando,
Giampiero Albertini, Evaristo Marquez, Dana Ghia. Drammatico, Italia, 1969. Durata 112 min.
Medea – Un film di Pier Paolo Pasolini. Con Massimo Girotti, Maria Callas, Giuseppe Gentile,
Laurent Terzieff, Sergio Tramonti. Drammatico, Italia, 1969. Durata 118 min
Metti, una sera a cena-Un film di Giuseppe Patroni Griffi. Con Jean-Louis Trintignant, Florinda Bolkan,
Lino Capolicchio, Tony Musante, Annie Girardot. Commedia, durata 123 min. – Italia 1969
Certo certissimo… anzi probabile-Un film di Marcello Fondato. Con Claudia Cardinale, Robert Hoffmann,
Catherine Spaak, Nino Castelnuovo, Antonio Sabato Commedia, durata 120 min. – Italia 1969
Amore mio aiutami-Un film di Alberto Sordi. Con Monica Vitti, Alberto Sordi, Silvano Tranquilli,
Laura Adani, Ugo Gregoretti. Commedia, durata 124 min. – Italia 1969
Un esercito di 5 uomini-Un film di Italo Zingarelli, Dario Argento. Con Claudio Gora, Peter Graves,
Nino Castelnuovo, Bud Spencer, Tetsurô Tanba.Avventura, durata 105 min. – Italia 1969
I cannibali – Un film di Liliana Cavani. Con Britt Ekland, Tomas Milian, Delia Boccardo,
Marino Masé, Pierre Clémenti, Sergio Serafini. Drammatico, Italia, 1969
Il commissario Pepe – Un film di Ettore Scola. Con Ugo Tognazzi, Giuseppe Maffioli, Silvia Dionisio,
Marianne Comtell, Elsa Vazzoler. Commedia, Italia, 1969. Durata 107 min.
La battaglia d’Inghilterra-Un film di Enzo Girolami Castellari. Con Luigi Pistilli, Francisco Rabal, Frederick Stafford,
Evelyn Stewart, Van Johnson. continua» Guerra, durata 170 min. – Italia, Francia, Spagna 1969.
Un bellissimo novembre-Un film di Mauro Bolognini. Con Gabriele Ferzetti, Paolo Turco, Gina Lollobrigida,
Corrado Gaipa. Commedia, durata 91 min. – Italia 1969
Cuore di mamma-Un film di Salvatore Samperi. Con Philippe Leroy, Beba Loncar, Carla Gravina,
Yorgo Voyagis, Rina Franchetti. Drammatico, durata 91 min. – Italia 1969
Gli intoccabili -Un film di Giuliano Montaldo. Con John Cassavetes, Britt Ekland, Peter Falk, Gabriele Ferzetti,
Luigi Pistilli. Poliziesco, durata 115 min. – Italia 1969
Brucia ragazzo, brucia-Un film di Fernando Di Leo. Con Françoise Prévost, Monica Strebel, Gianni Macchia,
Michel Bardinet. Anna Pagano, Leonora Ruffo, Ettore Geri Drammatico, durata 91 min. – Italia 1969
Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano-Un film di Luigi Comencini. Con Maria Grazia Buccella,
Tina Aumont, Senta Berger, Raoul Grassilli, Leonard Whiting, Nino Vingelli, Evi Maltagliati, Linda Sini,
Gigi Reder, Umberto Raho, Mario Scaccia, Ennio Balbo, Lionel Stander, Sandro Dori, Jacques Herlin, Ida Meda,
Isabella Savona, Clara Colosimo, Gino Santercole, Silvia Dionisio, Wilfrid Brambell, Sara Franchetti, Elisabetta Fanti,
Loredana Martinez Commedia, durata 96 min. – Italia 1969
La bambolona-Un film di Franco Giraldi. Con Ugo Tognazzi, Lilla Brignone, Isabella Rei, Filippo Scelzo,
Ignazio Leone, Giorgio Arlorio, Susy Andersen, Marisa Bartoli, Margherita Guzzinati, Bruna Beani,
Brizio Montinaro Commedia, durata 107 min. – Italia 1969
Vedo nudo-Un film di Dino Risi, con Nino Manfredi, Sylva Koscina, Véronique Vendell, John Karlsen,
Umberto D’Orsi, Nerina Montagnani. Genere Commedia – Italia, 1969
Orgasmo – Un film di Umberto Lenzi. Con Colette Descombes, Tino Carraro, Carroll Baker, Tina Lattanzi,
Lou Castel, Franco Pesce. Giallo, Italia, 1969. Durata 91 min
I flani del 1974-Seconda parte




























































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































