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Il seme dell’uomo

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Uomini, donne e bambini dagli sguardi tristi sfilano sullo schermo di un bianco e nero abbacinante.
Poi, fulmineamente, tutto cambia.
Una ragazza eterea, che stringe tra le braccia un pupazzo dagli occhi chiusi,annuncia da quella che scopriremo essere una rete tv,
che “un segnale di questo colore (un giallo smunto ndr.) significa che la zona è infetta. Giallo uguale peste”
La scena cambia.Siamo in un autogrill,tutti mangiano,silenziosi e indifferenti,l’unica a mostrare qualche segno di reazione è una ragazza,che siede ad un tavolo con un giovane.
Quasi guardassimo un quadro di Hopper ,con figure inanimate,immobili o comunque scarsamente reattive,veniamo introdotti in un film distruttivo,nichilista,un autentico colpo di maglio alla speranza e all’umanità,alla gioia e al futuro.

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Il seme dell’uomo è il film più duro e senza mediazioni di Marco Ferreri; se si guarda ai vari messaggi,spesso simbolistici contenuti in quest’opera,datata 1969,ci si rende conto del messaggio dirompente lanciato da Ferreri in un momento storico davvero particolare.
I temi toccati sono diversi, e vanno dalla critica ferocissima alla società dei consumi all’inutilità del dialogo fra sessi alla stessa mancanza di utile per il frutto dell’amore fra uomo e donna,la progenie.
Un film di siffatta specie non poteva passare inosservato e difatti sollevò un vespaio di critiche.
Ma ancora una volta,come spesso accaduto con opere controverse,i critici più spietati non capirono la forza dirompente del messaggio in bottiglia lanciato da Ferreri;fermandosi all’epidermide,si limitarono a massacrare una filosofia nichilista a loro modo di vedere ripugnante.
Eppure sarebbe bastato guardare il film con gli occhi della mente,lasciarsi condurre nel viaggio senza speranza di Ferreri per capire che i temi anticipati dal geniale regista erano anche un campanello d’allarme,doloroso e al tempo stesso necessario.
Tornando alla descrizione del film,mentre la gente è intenta a mangiare,sullo schermo si vedono immagini di distruzione,che una lugubre voce commenta anticipando quello che da li a poco accadrà realmente.

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Ancora bianco nero,ancora angoscia mescolata al gelido colore.
I due giovani,a bordo di una splendida dune buggy entrano in una galleria,mentre attorno c’è un trionfo di colori e mentre una canzoncina li accompagna;quando usciranno nulla sarà come prima.
Un autobus disseminato di morti,tutti bambini,da le dimensioni di quello che è stato annunciato dalla Tv; non c’è stato tempo di vedere nulla,quasi che i due compagni di viaggio avessero imboccato un tunnel temporale,spettatori e protagonisti si trovano catapultati in un mondo diametralmente opposto a quello conosciuto.
Inizia un viaggio angoscioso,ben diverso da quello quasi idilliaco di pochi minuti prima.
I due si rifugiano in una casupola in riva al mare;non hanno ben capito cosa è successo al mondo conosciuto,ma confusamente immaginano,grazie anche alla tv che ossessivamente mostra immagini di distruzione,che nulla è più come prima.
I contatti con l’umanità superstite si limitano a persone che casualmente capitano nel loro rifugio;ma a sconvolgere l’equilibrio tra i due è una misteriosa straniera che il giovane incontra vicino una balena spiaggiata.
Con lei ha un rapporto sessuale,che porta la compagna ad ucciderla.
Ritornati ad essere soli,tra i due iniziano ad emergere problemi esistenziali.
Lui vorrebbe avere un figlio,dare una speranza all’umanità,lei no.
Sarà con l’inganno che il giovane riuscirà a metterla incinta.

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Il seme dell’uomo è germogliato.Ho seminato.Tutti i figli.I figli dei figli.Diecimila milioni di figli.“,urla il giovane.
Ma una beffarda esplosione cancella le sue grida di gioia…
Opera complessa,allegorica,carica di simboli non sempre di facile decrittazione e lettura,Il seme dell’uomo ha tantissimo fascino ma è anche
molto disuguale.
Ad una prima parte affascinante per il rigore con cui è girata se ne aggiunge una seconda che si avvita su se stessa,con l’arrivo di uno strano personaggio con il suo gruppo che propone delle unioni sessuali per ripopolare il mondo,mentre la terza,scandita dall’arrivo della misteriosa straniera uccisa a bastonate dalla ragazza è sicuramente quella più riuscita e disperata,
perchè introduce ad un finale beffardo che culmina con l’esplosione che cancella le risa del giovane e la disperazione della donna.
In mezzo anche la difficoltà di comunicazione tra i due sessi,lui che esprime comunque fiducia e voglia di andare avanti mentre lei è quasi rassegnata ad una fine inevitabile,e molto altro ancora, con immagini allegoriche come la balena spiaggiata,i vari simboli della società del consumismo sparsi qua e là (il mangiadischi,la macchina per scrivere ecc.) tanti pregi,qualche difetto.

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Il linguaggio meta cinematografico di Ferreri colpisce nel segno,e questo è quanto il regista si proponeva.
I totem della civiltà dei consumi,votati all’annientamento sono tra i principali bersagli di tutta la cinematografia del regista.
Che in seguito diverrà più complesso e strutturato in maniera dissimile.
Il seme dell’uomo non raggiunge la cupezza stilistica,la cattiveria e la rigorosità di Dillinger è morto ma è opera degna di rilievo.
Unico grande neo la recitazione; assolutamente inadeguato,anzi,da dimenticare l’inespressivo e quasi tonto (cinematograficamente parlando) Marco Margine,con una barba da sacerdote francescano che ne amplifica l’assoluta incapacità attoriale,mentre sufficiente è Anne Wiazemsky,reduce da altri film di grande spessore come Au hasard Balthazar di Bresson,Teorema e Porcile di Pasolini.
Di ben altro calibro è Annie Girardot,che spicca tra gli attori come una rosa nel deserto.
Bella la fotografia;vi segnalo la presenza del film su You tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=dDksTQcc6kk&t=3382s
in una versione digitale molto curata.

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Il seme dell’uomo

Un film di Marco Ferreri. Con Annie Girardot, Anne Wiazemsky, Marco Margine, Marco Ferreri, Angela Pagano,
Rada Rassimov, Mario Bagnato, Milvia Frosini, Maria Teresa Piaggio, Adriano Aprà, Vittorio Armentano, Sergio Giussani,
Luciano Odorisio Drammatico, durata 113 min. – Italia 1969

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Anne Wiazemsky: Dora
Marco Margine: Cino
Annie Girardot: donna straniera
Rada Rassimov: la donna bionda a seguito del Maggiore
Maria Teresa Piaggio: la donna riccia a seguito del Maggiore
Milvia Frosini: il prete
Angela Pagano:
Adriano Aprà: il giornalista televisivo
Mario Vulpiani: il maggiore elicotterista
Vittorio Armentano: il tecnico/scienziato bruno
Sergio Gussani:l’elicotterista con la bottiglia di whisky
Mario Bagnato:il militare spagnolo
Luciano Odorisio:il tecnico/scienziato biondo

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Regia Marco Ferreri
Soggetto Marco Ferreri
Sceneggiatura Marco Ferreri e Sergio Bazzini
Casa di produzione Polifilm
Distribuzione (Italia) Cineriz
Fotografia Mario Vulpiani
Montaggio Enzo Micarelli
Musiche Teo Usuelli, Richard Teitelbaum
Scenografia Luciana Vedovelli Levi
Costumi Lina Nerli Taviani
Trucco Alfonso Gola

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Il Dvd del film è disponibile online anche su IBS dal 4 dicembre 2012
Produzione CG Entertainment
Formato digitale video PAL – Area 2
9 Singola faccia, doppio strato
Formato schermo: 1,66:1
Lingua italiano, Dolby Digital 2.0 – stereo
Prezzo: 6,49 euro

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gennaio 3, 2017 Pubblicato da: | Drammatico | , , | Lascia un commento

Quel movimento che mi piace tanto

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Un buon 2017 a tutti,quanto meno sereno.

Quando nel 1976 Franco Rossetti gira Quel movimento che mi piace tanto, involontariamente, (visto anche la natura della pellicola) anticipa un tema di grande attualità, quello dei volta gabbana della politica.

Quarant’anni fa il cambio di casacca,o se vogliamo di ideologia politica,non era affatto un fenomeno frequente;gli schieramenti politici erano fermi, granitici, arroccati  sulla difesa delle idee e della passione politica per esse.
Oggi le cose sono ben diverse, più sfumate.
Il tramonto delle ideologie ha determinato un fenomeno ampio,quello del cambio della casacca,dello schieramento politico molto disinvolto,con buona pace degli elettori.
Discorso lungo,che tra l’altro non appartiene nemmeno al film,poiché in realtà si tratta di una commedia sexy che parla fugacemente dell’argomento,senza approfondimento o satira.

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Il protagonista della pellicola è l’avvocato Fabrizio Siniscalchi,deputato al parlamento di un partito non specificato,donnaiolo e perennemente alle prese con guai economici.
Vorrebbe cambiare schieramento politico,più per opportunismo che per convinzione nell’ideologia di sinistra,ma è bloccato in questo dalla relazione che intrattiene con Livia Bonoli-Serpieri,esponente della nobiltà senese,donna focosa e sessualmente irrefrenabile.
Per Fabrizio,che deve anche quotidianamente subire le rampogne di suo fratello Salvatore,pragmaticamente convinto che la relazione creerebbe imbarazzo in uno schieramento come quello della sinistra,nasce quindi la necessità di sbarazzarsi di Livia.
Troppo,per il volubile avvocato.
Nonostante i ricatti della nobildonna,che lo tiene legato anche economicamente,in qualche modo Fabrizio riesce a lasciare Livia.
La donna,vendicativa,si rivolge ad un amico marchese per incastrare il “fedifrago”; i due decidono di assoldare una baby prostituta,la bella Anna Gilioli facendo in modo che l’ignaro Fabrizio allacci con lei una relazione per poi renderla pubblica e creare uno scandalo.
Anna riesce ad agganciare l’avvocato,che ne resta irretito.

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Ma quello che la nobildonna non può prevedere è che tra i due le cose vadano ben diversamente dal preventivato… .
Quel movimento che mi piace tanto è una commedia dell’abbondante filone della commedia sexy,diretta dal senese Franco Rossetti,che omaggia la sua città girando la pellicola in una splendida e assolata Siena.
Uno dei suoi otto film,l’ultimo di un livello accettabile,anche se,come leggerete nel trafiletto sotto,il film venne addirittura denunciato da alcuni giovani come stupido e volgare,tanto da costringere il pretore ad emettere una sentenza di assoluzione in quanto il film (testualmente) “è opera scadente e volgarmente indecente,e quindi più ripugnante che contrario alla morale“.
Giudizio severissimo e assolutamente tranciante.
Non siamo di certo di fronte ad un’opera da consigliare tout court,ma nemmeno ad un prodotto indecente.
La storia in fondo è ben congegnata e il cast assoldato ha un indiscusso buon livello;si va infatti dalla presenza di due ottimi attori della commedia leggera come Carlo Giuffrè e Renzo Montagnani (piutto in ombra,invero) oltre alla presenza del bravo Cannavale.
Le parti femminili sono affidate a due attrici particolarmente affascinanti,come Martine Brochard e Cinzia Monreale.

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Basterebbe questo quindi a dare una patente di “serietà” al prodotto,che tra l’altro,se è vero che abbonda di casti nudi,non è certo opera softcore.
Del resto la commedia sexy aveva questa peculiarità: mostrare quanti più centimetri di epidermide per stuzzicare la fantasia degli spettatori.
Il film non brilla per particolare comicità,tuttavia è discretamente congegnato grazie alla sceneggiatura di Francesco Milizia,dello stesso Giuffrè e di Rossetti,gente che conosceva il proprio mestiere.
La satira è lievissima,tanto da risultare impalpabile,mentre tutto il carico del film è portato sulle caratteristiche di Giuffrè,attore di indubbio talento;peccato per il sacrificio di Montagnani,una volta tanto relegato in terz’ordine, mentre appare
per la prima volta sullo schermo un attore che da lì a qualche anno avrebbe fatto fortuna: Carlo Verdone, nei panni di un garzone del bar.
Bene la Brochard e la Monreale,bella decisamente la location senese,discrete le musiche di Manuel De Sica.
Film ricomparso dopo una lunghissima latitanza,disponibile in una versione più che buona su You Tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=WMitKg9YCw4

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Quel movimento che mi piace tanto
Un film di Franco Rossetti. Con Renzo Montagnani, Martine Brochard, Mario Colli, Carlo Giuffrè,Francesca Benedetti, Cinzia Monreale,
Enzo Cannavale Commedia, durata 103 min. – Italia 1975.

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Carlo Giuffrè …Avvocato Fabrizio Siniscalchi
Martine Brochard …Livia Bonoli-Serpieri
Renzo Montagnani …Marchese Cecco Ottobuoni
Cinzia Monreale …Anna Gilioli
Francesca Benedetti… Lucy
Enzo Cannavale …Salvatore Siniscalchi

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Regia Franco Rossetti
Soggetto Francesco Milizia, Franco Rossetti
Sceneggiatura Carlo Giuffré, Francesco Milizia, Franco Rossetti
Produttore Franco Rossetti
Casa di produzione Pan Hubris
Distribuzione (Italia) Stefano Film
Fotografia Roberto Gerardi
Musiche Manuel De Sica
Scenografia Gaia Romanini Rossetti
Costumi Gaia Romanini Rossetti
Trucco Maurizio Giustini

Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

B. Legnani

Spottistico. Commediola per e con Giuffrè, che, se non fosse ipotesi assurda, si potrebbe ipotizzare commissionata dall’Azienda di Promozione Turistica della città. Si basa su una sola idea buona, che rischiara la parte centrale del film, in corrispondenza di arrivo e prima “rivelazione” della Monreale. Poi il film si avvita un po’, cercando un secondo colpo di scena che funziona assai meno del primo. Giuffré fa ciò che gli viene chiesto, mal sfruttati la Brochard e (ancor meno) Montagnani, così così Cannavale. Bruttino. Comparsata di Verdone.
Undying

Il regista della Cavalla tutta nuda porta sullo schermo una commedia ben costruita (i dialoghi sono curati da Francesco Milizia) e resa gradevole dalla presenza (spesso nuda) della piacevole Cinzia Monreale (poi vista in Buio Omega, L’aldilà e in un altra manciata di horror massaccesiani). Oltre al debutto di Verdone, va segnalata la convincente prestazione offerta da Giuffré e il (sempre) esilarante ruolo di Montagnani. A suo modo, oltre al divertissement, il film tenta un approccio “politico”, pur sempre modico, ma presente…
Markus

Curiosa commedia sexy di ambientazione senese. Il protagonista assoluto è un surreale Carlo Giuffrè in una delle poche occasioni avute per essere protagonista assoluto e, volendo guardare, cinematograficamente al canto del cigno. Cast nutrito e funzionale al racconto: certamente spicca una sexy Cinzia Monreale, la cui carriera però non è propriamente decollata, sebbene la buona riuscita di questo film. La parte comica, per altro contenuta, è affidata, oltre che a Giuffrè, ad Enzo Cannavale e, meno risalto in questa occasione, a Renzo Montagnani.
Daidae

Non malaccio, considerando anche che lo stesso regista è “colpevole” della regia del pessimo Una cavalla tutta nuda. Discreta commedia sexy, con un valido cast sia maschile che femminile, su tutti la interpretazione dell’ottimo Giuffrè e della bella Monreale.
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Commedia sexy a tutti gli effetti, nonostante una parvenza di critica sociale e politica ben interpretata dalla coppia Giuffrè-Cannavale, che mostrano un certo contegno nonostante l’esibizione costante di nudi e atti sessuali. Il film si perde proprio in questa morbosa sceneggiatura, che vorrebbe proporre la Monreale come una verginella adolescente da un lato, prostituta abile e con tendenze lesbo dall’altro. Il finale scade nel ridicolo, con dichiarazioni a dir poco imbarazzanti se non proprio comico-demenziali.
Dusso

Una delle tante commedie sexy anni 70; è un film dignitoso, piacevole e abbastanza divertente. Nudissima una giovanissima Cinzia Monreale ma anche la Brochard ci concede un nudo integrale. Esordio assoluto per Carlo Verdone che è assistente alla regia e che fa una comparsata in un bar dove vanno Cannavale e Giuffrè. Si parla di una versione del film ancora più spinta e per questo la Monreale sembrava un po’ preoccupata… (Martine Brochard da Cine 70 n.6)
Giacomovie

Uno dei tanti filmetti-pretesto per mostrare le bellezze di turno senza veli, che riesce almeno a tenere un piede fuori dal banale. Il solito erotismo casereccio è inserito in situazioni che strappano qualche risata, col collaudato duo Montagnani- Cannavale a proprio agio. Simpatica la trovata della “puttana vergine”. Curioso poi che un film con poco senso facia riferimento a Senso, col personaggio della contessa Serpieri che nel film di Visconti era di Alida Valli. **
Motorship

Simpatica e divertente commedia sexy anni 70. Il film, pur non essendo un capolavoro, sa ben coadiuvare nudi da urlo con scene assai divertenti e altre amarognole. Il film funziona principalmente per un ottimo e istrionico Carlo Giuffrè, il quale regge praticamente da solo il film; funzionano anche Cannavale e Montagnani, bellissime le frequenti nudità della splendida Cinzia Monreale (anche se Martine Brochard ci concede un nudo da urlo). Apparizione per un giovanissimo Carlo Verdone. Non male.
Maxx

Il film segue quel filone scollacciato che tanto andava di moda all’epoca. Si ride poco e bisogna dire che l’occhio, a parte qualche nudo piuttosto fugace, gode pochetto. Montagnani solito istrione, Giuffré esagerato, Cannavale annacquato e piuttosto sprecato. L’idea non sarebbe male ma non parliamo di satira politica riuscita. Si può perdere.

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gennaio 1, 2017 Pubblicato da: | Commedia | , , , , | 2 commenti

Natale in casa Cupiello

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Un uomo,la sua famiglia,le tradizioni,gli affetti;l’essere un candido,rendersi conto che la vita in famiglia in realtà significa anche ferite e lacerazioni,
dolori e invidie,gelosie ecc. e contemporaneamente il capire che la vita non è un “preseppio”,che puoi isolarti nel tuo mondo fatto di ideale bontà e purezza ma che non puoi purtroppo isolarti perchè gli altri sono vicini a te,pronti a ferirti nelle cose a cui tieni di più,a colpire i tuoi sentimenti,volontariamente o no.
Queste sono alcune delle chiavi di lettura dell’opera più intimista di Eduardo De Filippo,trasportata dal teatro sullo schermo nel 1977,a ben 46 anni dalla sua uscita nei teatri.
Correva l’anno 1931 e De Filippo,che aveva esattamente 31 anni essendo nato nel 1900,rappresenta teatralmente il 25 dicembre di quell’anno la sua opera probabilmente più complessa e più densa di significato,la più tormentata se vogliamo,visto che negli anni successivi lo stesso De Filippo la modificò più volte.
Proprio nel 1977,dopo innumerevoli passaggi teatrali e riduzioni televisive ottenute da rappresentazioni a teatro,De Filippo porta sullo schermo l’ennesima variante di quella che è, a tutti gli efetti,una commedia a sfondo tragico.

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Commedia per alcune situazioni farsesche,per alcuni dialoghi che alle volte appaiono surrealmente divertenti o semplicemente ridanciani,tragedia per il suo epilogo,perfettamente in linea però con il fiabesco personaggio di Luca Cupiello, il “Lucariello” che con la sua presenza dolente e indolente,seria e scherzosa,farsesca e tragica scorazza per tutto il film,divertendo e infine lasciando l’amaro in bocca allo spettatore.
Perchè Lucariello è il buono che c’è in noi,la fiducia nel prossimo e nella vita,l’ideale utopistico.
Non è un santo,Lucariello, “tiene e difiett
Ma è convinto che gli altri,pur con i difetti inevitabili,siano un’umanità degna di essere conosciuta,con cui convivere anche se alle volte questa convivenza va stretta.
Il presepio è la naturale conseguenza di questa visione,molto ingenua,che Lucariello ha della vita;è contemporaneamente un modo per sfuggire ad un presente opprimente con il carico quotidiano di noia, di amarezze,di delusioni (come il tormentato rapporto con suo figlio) e dall’altro lato l’evasione in un mondo suggestivo e pulito,quello della natività.
Che a Napoli è la tradizione,un continuum con il passato ma anche con il futuro,qualcosa da tramandare perchè pulito,pieno di speranza.
La realtà delle cose è ben diversa,naturalmente.

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Nel quodiano della famiglia Cupiello convivono le anime speculari dell’umanità.
C’ è la moglie Concetta,la vera anima pratica della famiglia,costretta a districarsi nelle difficoltà del quotidiano,con un figlio impudente e fanullone,un cognato mal sopportato,un marito quasi etereo,una figlia fonte di continue preoccupazioni.
C’è Tommasino,il rampollo dei coniugi Cupiello,ladro,fannullone,quello che oggi qualcuno chiamerebbe “bamboccione”,viziato un po troppo dalla madre e in perenne conflitto con il padre.
Ancora,c’è Ninuccia,la primogenita,una donna in bilico tra un matrimonio praticamente fallito (con il benestante Nicolino) e l’amore impossibile nutrito per Vittorio,più giovane e fascinoso di Nicolino benchè decisamente più povero,che ama però teneramente Ninuccia.
Infine due personaggi quasi di contorno,ovvero Pasqualino,fratello di Luca,domiciliato in casa di quest’ultimo e Nicolino,marito di Ninuccia,un parvenu arricchito che è in realtà solo un greve e rozzo popolano arricchito,che considera la moglie una proprietà intangibile.
Questo microcosmo,che sembra una proiezione di un piccolo paese,vive il giorno prima della vigilia una commedia che si trasformerà,nei passi successivi,in una tragedia.
Dalle difficoltà di Luca di adeguarsi al suo squallido presente,alleviato solo dalla costruzione dell’opera alla quale tiene veramente,la costruzione del presepe,ai lamenti del fratello che si lamenta per non aver trovato più al risveglio il cappotto e le scarpe

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(sottratte dal diabolico Tommasino e vendute) alla rassegnata presenza di Concetta,costretta a dover mediare fra quelle persone così poco rispettose della sua presenza all’arrivo di Ninuccia,che distrugge il presepe in una crisi isterica,pronta a lasciare finalmente
suo marito,perdendo sbadatamente la lettera in cui confessa il tradimento e la sua decisione di scappare con Vittorio, alla crisi di Concetta che sviene,tutta la prima parte del film sembra mostrare un quadro tipico del proletariato urbano,in fondo non dissimile da quello di un’altra famiglia dello stesso ceto.
La commedia inizia a mutare pelle nella parte centrale,ovvero nel giorno della vigilia,quando alcune pure casualità si trasformeranno in casus belli e sfoceranno nella tragedia finale.
L’arrivo di Tommasino con Vittorio,suo amico,del quale ignora la relazione con la sorella e la consegna della lettera di Ninuccia,raccolta dall’inconsapevole Luca e consegnata a Nicolino avviano la commedia alla sua parte finale,attraverso equivoci,incomprensioni e situazioni paradossali e comiche.
La scoperta dell’adulterio avviene nel momento culmine della storia;Luca, Pasqualino e Tommasino,che ignorano quello che è accaduto,vestiti da Magi trovano Concetta svenuta dopo che Nicolino ha scoperto Vittorio e Ninuccia abbracciati.
L’ultima parte è quella liricamente più dolente.
Luca è colto da un colpo apoplettico alla scoperta della relazione di sua figlia.

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Il mondo perfetto in cui credeva,l’oasi di pace e tranquillità relativa,il suo mito della famiglia unita si è dissolto.
Nel suo letto di dolore,Luca vede ormai altro;delira,vaneggia,confonde il mondo reale e quello fantastico che ha costruito.
E mentre vicini,la moglie,il figlio ed altri protagonisti lo assistono affettuosamente lui vagheggia un fantastico presepe,paradigma di una vita semplice,sperata e che per lungo tempo si è illuso quasi essere reale.
Le ultime scene del film sono le più commoventi:Luca chiede a Tommasino se gli piace il presepe e il ragazzo,finalmente,lo accontenta dicendogli si.
La trasposizione tv è molto fedele al testo teatrale:
“Ottenuto il sospirato “si”, Luca disperde lo sguardo lontano, come per inseguire una visione incantevole: un Presepe grande come il mondo, sul quale scorge il brulichio festoso di uomini veri, ma piccoli piccoli,
che si danno un dà fare incredibile per giungere in fretta alla capanna, dove un vero asinello e una vera mucca, piccoli anch’essi come gli uomini, stanno riscaldando con i loro fiati un Gesù bambino grande grande che palpita e piange,
come piangerebbe un qualunque neonato piccolo piccolo…
Luca (perduto dietro quella visione, annuncia a se stesso il privilegio) Ma che bellu Presebbio! Quanto è bello!
Cala la tela.”
Con la morte di Luca è come se si spegnesse la luce.
Non c’è spazio per i sogni.
La realtà è ben crudele e gli esseri umani altro non sono che barche alla deriva.

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Luca ha avuto la fortuna,il privilegio come dice Eduardo,di vedere il mondo come dovrebbe essere,in speculare e opposto modo nel quale è realmente.
Il successo dell’opera di Eduardo è rimasto sempre inalterato,fin dalla sua uscita.
L’indubbia bravura di Eduardo nel tratteggiare le figure umane più popolari,il tema stesso della piccola saga familiare,i personaggi oltre modo riusciti dei vari Tommasino,Luca,Concetta eccetera sono da sempre dei totem per il teatro
così come Natale in casa Cupiello è tradizionalmente una delle opere più importanti della storia del nostro teatro del novecento.
La versione tv (poi passata anche nei cinema) del 1977 è,stilisticamente ineccepibile.
Bravi gli attori,dallo stesso Eduardo a Luca De Filippo,alla bravissima Pupella Maggio a Gino Maringola a Lina Sastri; tuttavia la presenza del colore toglie più che aggiungere qualcosa a quella insuperata qualitativamente del 1962,
che in un vivido bianco e nero,più adatto alla tragicommedia rappresentata,affascina sicuramente di più.
Per i pochi che non avessero mai visto quest’opera imprescindibile per la nostra cultura contemporanea,suggerisco la visione dello stesso su:
http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d5a1a3da-053a-4762-9422-dc5fe1618ec7.html.
Per chi volesse vederlo off line,quindi in download basta incollare questo indirizzo nel sito www.http://pasty.link/

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Natale in casa Cupiello
Un film di Eduardo De Filippo. Con Eduardo De Filippo, Pupella Maggio, Luca De Filippo, Lina Sastri, Angelica Ippolito .Riduzione teatrale – Italia 1977.

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Pupella Maggio … Concetta
Eduardo De Filippo … Luca Cupiello
Luca De Filippo … Tommasino
Gino Maringola … Pasquale
Lina Sastri … Ninuccia
Luigi Uzzo … Nicola
Franco Folli … Raffaele
Marzio Honorato … Vittorio
Linda Moretti … Carmela
Marina Confalone … Olga Pastorello
Marisa Laurito … Rita
Lidia Ferrara … Maria
Bruno Marinelli … Alberto
Maria Facciolà … Armida
Sergio Solli … Luigi

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“Lucariè…Lucariè…scetate,song’ e nove”

“Luca Dove siamo arrivati? Oramai sei un giovanotto, non sei più un bambino. Io non sono eterno. I soldi ci vogliono. Dopo Natale, viene il sarto, porta i campioni e ti fai un bel vestito di stoffa pesante, questo che tieni addosso ormai è partito. Ti faccio pure due camicie. Un vestito e due camicie. (indica il presepio, ammiccando) Te piace, eh? Te piace!
Tommasino (annodandosi la cravatta) No
Luca Bè, certo adesso è abbozzato, non si può dare un giudizio, è giusto. Ti compro pure due cravatte, E per Natale ti regalo dieci lire, così se ti trovi con gli amici, puoi offrire pure tu qualche cosa, e fai bella figura. (indicando un altro punto del presepe) Qua faccio il laghetto e dalla montagna faccio l’acqua vera!
Tommasino (scettico) Già, l’acqua vera!
Luca Sì, l’acqua vera. Metto l’interoclisemo dietro, apro la chiavetta e scende l’acqua. Te piace, eh?
Tommasino No
Luca E’ questione che tu vuoi fare il giovane moderno… ti vuoi sentire superiore. Come si può dire: “non mi piace”, se quello non è finito ancora?
Tommasino Ma pure quando è finito non mi piace”
” E a chi aspettate? Fatelo! Uccidetemi pure… (imprecando contro il suo destino) ma perché sono stata così disgraziata? Però ricordatevi che io non sono più stupida come una volta…. Adesso non potete fare di me tutto quello che volete. I nervi so’ nervi e io non li controllo più comme stongo mo cu ‘e nierve, scasso tutte cose!”

“Certo. E voi fate sempre ricevimenti. Tu hai diritto. Ma vedi un padre che si vede toglire la figlia femmina che si sposa e se ne va…. (si commuove al pensiero) Che vuoi sapere…. Che vuoi sapere…. (fissando Tommasino, considera ed ammette il caso paradossale) Ti potevi sposare a quello. (indica Tommasino) Ti facevo una statua d’oro! (ne ride con gli altri).”

“Tommasino “cara madre, da oggi in poi voglio diventare un bravo giovane. Ho deciso: mi voglio cambiare. Prepararmi…”
Pasquale (interviene pronto e ironico) … ‘a cammisa, ‘a maglia e ‘e cazettine. (come tutta risposta Tommasino lancia violentemente un piatto che va a frantumarsi in mille pezzi ai piedi di Pasqualino; questi si alza di scatto e guarda esterrefatto i cocci sparsi intorno a lui, spaventato di quello che gli poteva capitare se il piatto l’avesse preso in pieno) Neh, Lucarie’, chilo m’ha menato nu piatto!”

dicembre 30, 2016 Pubblicato da: | Commedia | , , , , , | Lascia un commento

Erna Schurer

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Negli anni sessanta, nel cinema italiano, c’era un’abitudine diffusa: quella di assumere pseudonimi stranieri.
Questo fenomeno si diffuse anche a causa di una spiccata esterofilia degli spettatori e dei produttori i quali preferivano
lanciare nel campo cinematografico personaggi provenienti dai floridi mercati americani, inglesi ecc.
In virtù di questo, attori come Massimo Girotti,Carlo Pedersoli,Erika Colombatti ecc. si trasformarono in Terence Hill, Bud Spencer e Erika Blanc.Una moda,potremmo definirla così,alla quale non sfuggirono nemmeno i registi: anche Sergio Leone scelse di chiamarsi Bob Robertson e Barboni si trasformò in Clucher.
Così l’italianissima,napoletana, Emma Costantino divenne Erna Schurer,nome con il quale girerà 39 pellicole e parteciperà a qualche
format tv.
Bionda,molto carina,fisico da modella, la Schurer entrò da subito nel mondo dello spettacolo,lavorando con il più prestigioso dei registi teatrali,quel Giorgio Strehler che formerà molti prestigiosi nomi dello stesso teatro.
Contemporaneamente Erna lavorò come fotomodella per Harper’s Bazaar e Vogue,dove il suo fisico longilineo e la sua bellezza le spalancarono le porte verso un lusinghiero successo nel campo della moda.

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Carnalità

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Insolitamente bruna nel film Che notte quella notte!

Alla ricerca di emozioni e di avventura,Erna finirà per trasferirsi a Londra, in attesa del momento giusto per entrare nel mondo del cinema.
Nel 1960 arriverà il suo primo film,Il rossetto di Damiano Damiani e in seguito Wanted Johnny Texas di Emimmo Salvi,28 minuti per 3 milioni di dollari di Maurizio Pradaux,Lola Colt di Siro Marcellini e La battaglia dell’ultimo panzer di José Luis Merin.
Si tratta di piccoli ruoli che costituiscono finalmente l’attesa occasione per mettersi in mostra;come racconta,per poter andare avanti,in un mondo competitivo, devi accettare tutto:

“I distributori ti chiedevano,quà la scena di sesso,là la scena di sangue,questo e quell’altro…
E tante volte non avevano nemmeno letto magari la sceneggiatura che gli presentavi.Se facevi una cosa tutta intellettuale,la distribuzione insomma
non ti dava una lira.I registi come gli attori erano quindi costretti a scendere a questi compromessi,a meno che non avessero i mezzi per prodursi da soli.Molte volte,diventando amica dei registi,mi rendevo conto delle loro problematiche,della loro necessità di restare legati ad un certo tipo di cinema,nonostante avessero tutti i numeri per fare cose diverse…”.

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Erotissimo

Nel 1969 Alberto Cavallone la sceglie per il ruolo da protagonista accanto a Beryl Cunningham nel thriller con sfumature erotiche
Le salamandre.
Il ruolo di Ursula le fruisce una vasta visibilità;il suo fisico praticamente perfetto,messo a nudo quel tanto che era possibile mostrare in un
periodo di forte moralismo,in estremo contrasto con quello della Beryl Cunningham, diametralmente diversa, finisce per applicarle l’etichetta di reginetta dell’erotismo.
In una intervista concessa a Davide Pulici apparsa sul mensile specializzato Nocturno,la Schurer ricorda tra l’altro di aver scelto lo pseudonimo
utilizzato come omaggio ad una sciatrice tedesca,Erna Scheurer e di aver poi modificato in Schurer il cognome per gli errori di scrittura sui manifesti cinematografici.

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Il castello dalle porte di fuoco

A proposito di Le salamandre racconta:”Era una sceneggiatura che all’inizio non era stata giudicata abbastanza interessante.I distributori poi inserirono la storia di questo rapporto lesbico tra me che facevo la fotografa e la modella di colore…intendiamoci,rivisto con gli occhi di oggi,era una cosa da educande. Insomma,finalmente si riuscì a distribuirlo bene,anche perchè nel film entrò Aldo Adobbati,il quale mise giganteschi manifesti ovunque,lo lanciò e il film incassò uno sproposito.” (oltre un miliardo di lire ndr.)
Il successo di Le salamndre la porta ad un contratto per il film Erotissimo di Gerard Pires,nel cui cast c’è Annie Girardot;nel frattempo studia per diventare regista,la sua passione.
Come racconta, “mio zio era regista di documentari,quindi volevo un pò seguire questa strada.Anche perchè mi sembrava mi permettesse come donna di dare qualcosa di più. Allora non era come oggi;la donna doveva essere bella e basta.A me invece sarebbe interessato fare qualcosa di diverso,tanto di belle ce n’erano trecentomila…”
Nel 1969 gira un altro film che amplia notevolmente la sua popolarità.
Si tratta di La bambola di Satana,diretto da Ferruccio Casapinta nel quale è Elisabeth,una ricchissima ereditiera che verrà coinvolta in un complotto per assassinarla e che sopravviverà grazie ad una investigatrice che smaschererà i colpevoli.
Il film,pur essendo a tutti gli effetti un B movie,ottiene un discreto successo tanto da essere scritturata,nuovamente come protagonista,per il pruriginoso Le altre di Renzo Maietto,storia di un amore lesbico nella quale due compagne decidono di procreare un figlio.
Un film scandalo che dipinge ancora di più la fama di Erna come attrice trasgressiva.

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Il cineromanzo del film Le tue mani sul mio corpo

In realtà, come racconta nell’intervista a Pulici, l’attrice non si sentiva tale e non amava le scene di nudo.
“Non amavo le scene di nudo gratuito anche se sembra scontato dirlo.Però nel momento in cui il nudo era giustificato,non avevo problemi…
Come si sa,si metteva sempre un cerotto che copriva le intimità,sia per gli uomini sia per le donne per cui non era mai un nudo.”
Nel 1970 interpreta tre film con un buon riscontro di pubblico;si tratta di Le Mans scorciatoia per l’inferno di Osvaldo Civirani accanto ad una giovane ed emergente Edwige Fenech,Il castello dalle porte di fuoco di José Luis Merino,un gotico horror nel quale ha il ruolo di protagonista mentre un’altra giovanissima destinata ad un lusinghiero successo,Agostina Belli,è relegata in un ruolo secondario,quello della cameriera Cristiana.
Nell’ultimo film di questo trittico lavora con Brunello Rondi,nell’erotico thriller Le tue mani sul mio corpo,accanto a Lino Capolicchio.
Sembra quindi lanciata verso un futuro scintillante,eppure resta sempre confinata in film di secondo piano.
Nel 1971 lavora in un ottimo film di Avallone,il thriller con connotazioni sovrannaturali Un gioco per Eveline.
Un aneddoto rivelato da Erna nella sua intervista:

“Il film era finanziato da un mafioso!Era uno che ci pagava mettendo i soldi dentro un giornale,me lo ricordo che veniva ogni fine settimana
con i soldi in questi cartoccetti.Una volta ebbi mal di denti e andai dal dentista con un taxi;raccontai al taxista che stavo girando un film a Mondello e che c’era questo signore che ci dava i soldi.
Scendendo dal taxi gli dico “quanto le devo” e lui ” ah no,no!Io non prendo i soldi,questo è un mafioso,che scherza?Mi fanno un cappotto di cemento e io sparisco…”.

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Il tuo piacere è il mio

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Le tue mani sul mio corpo

Il 1972 è per lei un anno intenso;lavora in I leoni di Pietroburgo di Siciliano,in un film con modesti mezzi e dagli esiti ancor più modesti,nel pretenzioso e irrisolto film di Rondi Valeria dentro e fuori,nel quale la protagonista è Barbara Bouchet,nel modestissimo La grande avventura di Scaramouche di Piero Pierotti ed infine fa il suo esordio sul piccolo schermo,nella riduzione televisiva Sorelle Materassi tratto dal famoso romanzo di Palazzeschi.
Da questo momento in poi la sua parabola cinematografica inverte il trend;lavora ancora con buona lena,ma non raggiunge mai la piena notorietà,restando confinata in un limbo in cui i lavori che le propongono appartengono,irrimediabilmente,a film di secondo piano.
Il tuo piacere è il mio di Claudio Racca (1973),un decamerotico scadente nonostante la presenza nel cast di Eva Aulin,Femi Benussi,Barbara Bouchet,Sylvia Koscina seguito nello stesso anno da Tecnica di un amore, film sibillino ed enigmatico di Rondi (accanto a Janet Agren) e La notte dell’ultimo giorno di Adimaro Sala non lasciano praticamente traccia e rappresentano solo numeri nel suo curriculum.
Nel 1974 è ancora Brunello Rondi a scritturarla per il Wip Women in prison Prigione di donne,nel quale ha una breve parte,un pò schiacciata dalla presenza di un nutrito cast femminile che include Martine Brochard e Marilu Tolo,Katia Christine e Cristina Galbó;il ruolo di Gianna è però interpretato con stile e bravura.

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Il suo film più importante,Le salamandre

Dello stesso anno è il cinematograficamente invisibile Scusi, si potrebbe evitare il servizio militare?… No! di Luigi Petrini,accanto ad un’altra affascinante presenza del cinema sexy italiano,Orchidea De Santis.
Nel 1975 torna ad essere protagonista principale nel film di Imperoli Istantanea di un delitto,con discreti risultati al box office,mentre passa praticamente inosservato Furia nera di Demofilo Fidani;discreto successo invece per  Carnalità, di Alfredo Rizzo,dove ruba la scena alla più famosa Femi Benussi.
Nel 1975 la troviamo ancora accanto alla Fenech nel thriller Nude per l’assassino,in una piccola parte,nel 1976 nel nazisploitation Le deportate della sezione speciale SS.
Sono ormai le sue ultime prove di un certo rilievo;Erna lavora sempre meno,stanca di un cinema che non offre più alcun appagamento alle sue ambizioni e che,d’altro canto,è in fase declinante.La crisi morde,e se è vero che i suoi due lavori successivi,ovvero La vergine, il toro e il capricorno e Che notte quella notte! di Ghigo De Chiara hanno buone ambizioni,in realtà
la lasciano abbastanza in ombra,relegata in ruoli di contorno.

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Nude per l’assassino

Due apparizioni in tv,qualche lavoro con lo stesso mezzo in cui tenta di riciclarsi,ma null’altro.
Dopo il pessimo Baila guapa,di Adriano Tagliavia del 1979 che monta una storiella per sfruttare il successo televisivo della trasmissione Disco ring e sopratutto della bellissima Gloria Piedimonte che ballava la sigla dei Bus Connection,Erna abbandona praticamente lo schermo.Tornerà nel 1987 in una piccola parte,quella di una guida delle catacombe nel film Spettri,diretto da colui che l’aveva in pratica fatta scoprire,Avallone.
Una carriera decisamente in chiaro scuro,quella di Erna Schurer;qualche buona prova,ma limitata al cinema bis;che,beninteso,aveva un pubblico numericamente non indifferente ma che in pratica limitava pesantemente la carriera di un’artista, condannandola ad una fama effimera.
Ma a sentire lei la cosa non le ha creato alcun problema; il teatro con Ugo Gregoretti, Garinei & Giovannini, Mario Missiroli le ha dato qualche soddisfazione,cosi come la partecipazione a trasmissioni tv come Sereno variabile e Domenica insieme.

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Con Janet Agren in Tecnica di un amore

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Wanted Johnny Texas

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Valeria dentro e fuori

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Un gioco per Eveline

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Nel suo ultimo film,Spettri

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Sortilegio

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Prigione di donne

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Panzer division

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Nude per l’assassino

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Lola Colt

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Le tue mani sul mio corpo

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Le Mans scorciatoia per l’inferno

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Le deportate della sezione speciale SS

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Le altre

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La grande avventura di Scaramouche

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La battaglia dell’ultimo panzer

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La bambola di satana

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Ancora da La bambola di satana

                                                                                           La vergine,il toro e il capricorno

I leoni di Pietroburgo

                                                                                          28 minuti per 3 milioni di dollari

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Nel fotoromanzo Satanik

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Nel fotoromanzo Jacques Douglas della casa editrice Lancio

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Due sequenze del fumetto fotoromanzo Killing

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1987 Spettri
1979 Baila guapa
1979 Bactron 317 ou L’espionne qui venait du show
1978 Giorno segreto (Serie Tv)
1977 Reporter’s Story (Serie Tv)
1977 Che notte quella notte!
1977 La vergine, il toro e il capricorno
1976 Lo sceicco la vede così’
1976 Le deportate della sezione speciale SS
1975 Les lesbiennes
1975 Due Magnum .38 per una città di carogne
1975 Nude per l’assassino
1975 Furia nera
1975 Istantanea per un delitto
1974 Carnalità
1974 Scusi, si potrebbe evitare il servizio militare?… No!
1974 Prigione di donne
1974 Il romanzo di un giovane povero
1973 La notte dell’ultimo giorno
1973 Tecnica di un amore
1973 Il tuo piacere è il mio
1972 La grande avventura di Scaramouche
1972 Sorelle Materassi (Serie tv)
1972 Valeria dentro e fuori
1972 I leoni di Pietroburgo
1971 Un gioco per Eveline
1970 Le tue mani sul mio corpo
1970 Il castello dalle porte di fuoco
1970 Le Mans scorciatoia per l’inferno
1969 Le altre
1969 La bambola di Satana
1969 Erotissimo
1969 Le salamandre
1969 La battaglia dell’ultimo panzer
1967 Lola Colt
1967 28 minuti per 3 milioni di dollari
1967 Wanted Johnny Texas
1960 Il rossetto

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dicembre 27, 2016 Pubblicato da: | Biografie | | 1 commento

Thriller gallery

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Una carrellata fotografica che documenta,attraverso fotogrammi e locandine,lobby card e flani oltre alle copertine delle soundtrack,un genere fra i più amati degli anni sessanta e settanta,il thriller.Molte locandine o alcuni flani sono degli autentici capolavori di creatività.

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L’assassino ha le mani pulite (o Omicidio per vocazione)

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Nude…si muore

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La coda dello scorpione

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La vittima designata

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Una farfalla con le ali insanguinate

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Giornata nera per l’ariete

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Una lucertola con la pelle di donna

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Lo strano vizio della signora Wardh

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La volpe dalla coda di velluto

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Tutti i colori del buio

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Mio caro assassino

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Perchè quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?

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Non si sevizia un paperino

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La corta notte delle bambole di vetro

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La morte accarezza a mezzanotte

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La notte che Evelyn usci dalla tomba

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La tarantola dal ventre nero

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Sette orchidee macchiate di rosso

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Chi l’ha vista morire

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Cosa avete fatto a Solange?

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dicembre 6, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | | 3 commenti

Andavamo al cinema-Parte 15

Edizione numero quindici per Andavamo al cinema,una serie di post essenzialmente fotografici che documentano la storia delle sale cinematografiche del nostro paese,dagli albori alla fine degli anni novanta.Ancora una volta la scelta è quella di mostrare immagini in un rigoroso e affascinante bianco e nero,immagini che appaiono cristallizzate nel tempo.Dalle Alpi agli Appennini fin giù alle isole,cinema di città e di periferia;città molto differenti dalle attuali,almeno dal punto di vista architettonico,ma non solo.Auto e passanti sembrano tratte da dipinti appartenenti ad epoche preistoriche,tanto sono differenti da come appaiono oggi.

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Atrio del cinema Ambrosio di Torino

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Atrio del Cinema Oratorio di Stezzano,Bergamo

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Il Supercinema di Roma

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Il Supercinema di Caltanisetta alle spalle della fontana

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Atrio del cinema Perla di Genova

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Il Cine Teatro Corso di Mestre in un’altra veduta d’epoca

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La biglietteria del cinema Italia a Mira (Venezia)

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Veduta notturna del cinema Manzoni di Monza

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Il Cine Teatro di Riccione

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Il Cine Teatro Rosati di Camerino (Ancona)

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La sala parrocchiale Monsignor Farina a Foggia

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Sala del cinema Politeama Lucioli di Terni

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Cinema Pitigliano di San Giustino Umbro (Perugia)

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Sala Cinema non identificata di Fiumicino,Roma

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Sala Cinema Artemisio di Velletri (Roma)

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Sala Cine Teatro Adua,Torino

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Sala cinema Odeon di Firenze

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Cinema Savoia,Savona

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Cinema Elios di Vigliano Biellese (Biella)

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Gran Cinema Galleria,Foggia

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Cinema Vittoria,Torino

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Cinema Vittoria,Milano

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Cinema Astor,Agrigento

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Cinema Ariston,Torino

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Cinema Ariston,Ponte Buggianese (Pistoia)

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Cinema Ariston,Bologna

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Cinema Arcobaleno,Genova

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Cinema Apollo,Bellaria

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Cinema Admiral,Roma

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Cine Teatro Sardo,Siracusa

dicembre 5, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | | Lascia un commento

I flani del 1975

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Una nuova selezione di flani,riguardanti l’anno 1975,uno degli ultimi,se non l’ultimo,dell’età dell’oro del cinema.Anche i flani intanto sono evoluti,sono diventati più professionali,meno artigianali.Si può cogliere in alcuni di essi l’estrema cura nella realizzazione grafica,una creatività che andrà di pari passo con la crisi del cinema,che da questo momento in poi diverrà irreversibile.

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Perchè si uccide un magistrato di Damiani,un flano semplice e lineare

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Il volto di Oliver Reed campeggia sul flano di … E poi non ne rimase nessuno

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Bellissimo il flano di Le orme,film di gran fascino di Bazzoni

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Ancora un flano molto sobrio per Il colpo della metropolitana

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Flano di Colpo in canna di Di Leo,con in primo piano Ursula Andress

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Memorabile film di Dino Risi,da segnalare la presenza dello sfortunato Momo

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Flano sopra le righe per un film per lo più appena discreto,Il saprofita

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Insolitamente parco di aggettivi urlati il flano di L’ossessa

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Divertente la definizione di film “polluction” per Spogliati,protesta,uccidi

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Lo 007 dell’anno,L’uomo dalla pistola d’oro

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Ineffabile la presentazione del film La sbandata

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Rigoroso il flano di 5 donne per l’assassino di Stelvio Massi

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Davvero bello il flano di Storie di vita e malavita,che riprende la locandina ufficiale del film

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Ottimi attori nel film La città gioca d’azzardo,davvero ben fatto il flano

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La parodia dell’esorcista,L’esorciccio

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Uno dei tanti flani del grande successo dell’anno,Profondo rosso di Dario Argento

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Dalla tv al cinema:il flano di Spazio 1999

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L’ambizioso

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Bello ed elegante il flano del thriller Dossier Odessa

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Ancora una versione in flano del film Il colpo della metropolitana

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Mirabolanti effetti promessi per il film horror Chi sei?

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Una ripresa dagli anni sessanta,Ondata di calore riproposto nel 1975

14

L’uomo della strada fa giustizia,con degli incappucciati che sembrano appartenere al Ku Klux Klan

13

Un flano ripetitivo,con cadaveri allineati:Un cadavere di troppo

9

La casa dell’esorcismo di Mario Bava

6

Divertimento forse poco ma tanto da riflettere nel film Finchè c’è guerra c’è speranza

4

Cosa sono le 72 risate del film Amore mio non farmi male?

2

Raffinato il flano del film di Visconti Gruppo di famiglia in un interno

1

Film bruttissimo,esaltato oltre misura nel flano,Codice d’amore orientale

dicembre 2, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | | Lascia un commento

Shakespeare nel cinema

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E’ di gran lunga lo scrittore e drammaturgo più rappresentato nel cinema;William Shakespeare da Stratford-upon-Avon,il grande bardo,
ha avuto circa 1200 rappresentazioni cinematografiche e televisive delle sue opere,37 testi teatrali e circa duecento tra sonetti e poemi.
Dal 1898,anno in cui venne proposto un corto del Macbeth,quindi subito dopo l’invenzione del cinema,quasi tutte le sue opere teatrali e letterarie hanno avuto riduzioni cinematografiche.
Dal Romeo e Giulietta all’Amleto,l’opera del grande bardo ha sempre attirato registi di fama e attori lusingati dal cimentarsi con i personaggi delle tragedie o commedie shakespiriane.
Con alterna fortuna.
Buona parte delle trasposizioni cinematografiche infatti hanno stravolto l’ambientazione originaria,sono state trasportate in altre epoche mantenendo spesso solo l’impianto narrativo.
Fino alla fine degli anni settanta infatti si è sempre prediletta la trasposizione classica delle opere;grandi attori come Laurence Olivier (Come vi piace del 1936,Enrico V del 1944,Amleto del 1948 ecc) o Orson Welles (Macbeth del 1948,Otello del 1952,King Lear del 1953 ecc)hanno proposto opere rigorosamente rispettose dei testi del grande bardo,con risultati rimasti nella storia del cinema.
Le cose cambiano radicalmente negli anni 70;alcune opere cambiano ambientazione,si trasformano in storie dallo sfondo tragico ma ambientate al presente,come il recentissimo Coriolanus di Ralph Fiennes o il Titus di Julie Taymor,trasformazione in chiave moderna del Titus Andronicus shakespiriano.
Il successo rimane sempre identico;come all’epoca delle rappresentazioni teatrali,le opere del grande bardo affascinano e intrigano gli spettatori,con il loro carico di ironica maestria nelle commedie
o di lirico esistenzialismo nelle tragedie.
Quella che segue è una breve rassegna di alcune delle opere di maggior successo ricavate dal complesso della produzione di Shakespeare.

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Amleto (1969)

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La bisbetica domata (1967)

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Come vi piace (2006)

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Coriolanus (2011)

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La dodicesima notte (1996)

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Enrico V (1944)

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Falstaff (1965)

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Giulio Cesare (1953)

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Macbeth (1971)

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Il mercante di Venezia (1952)

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Molto rumore per nulla (1993)

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Othello (1965)

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King Lear (1971)

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Riccardo III (1995)

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Titus (1999)

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The tempest (2010)

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Romeo e Giulietta (1964)

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Romeo e Giulietta (1968)

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Sogno di una notte di mezza estate (1999)

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Pene d’amor perdute (1999)

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Cymbeline (2016)

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Macbeth (2015)

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Il trono di sangue (1957)

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 Il mercante di Venezia (2004)

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L’ultima tempesta (2016)

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Re Lear (1987)

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Nicol Williamson nell’Amleto del 1969

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Liz Taylor in La bisbetica domata,1967

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Bryce Dallas Howard in Come vi piace,2006

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Ralph Fiennes in Coriolanus,2011

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Helena Bonham-Carter in La dodicesima notte,1996

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Laurence Olivier nell’Enrico V (1944)

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Orson Welles nel Falstaff,1966

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Jon Finch in Macbeth,1971

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Keanu Reeves in Molto rumore per nulla,1993

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Laurence Olivier nell’Otello,1965

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Juri Jarvet nel Re Lear,1971

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Jim Broadbent in Riccardo III,1995

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Anthony Hopkins in Titus,1999

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Helen Mirren in The tempest,2010

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Rosemarie Dexter in Romeo e Giulietta,1964

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Olivia Hussey in Romeo e Giulietta,1968

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Michelle Pfeiffer in Sogno di una notte di mezza estate,1999 

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Alicia Silverstone in Pene d’amor perdute,1999

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Dakota Johnson nel Cymbeline,2016

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Michael Fassbender in Macbeth 2015

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Toshiro Mifune in Il Trono di sangue,1957

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Al Pacino in Il mercante di Venezia,2004

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John Gielgud in L’ultima tempesta,1991

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Julie Delpy in Re Lear,1987

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Alida Valli in Ophelia,1963

novembre 30, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | | Lascia un commento

Emilio Salgari e il cinema

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Intere generazioni di ragazzi sono cresciuti con le sue opere;Emilio Salgari da Verona,autore di 80 romanzi e altri 120 racconti brevi,è stato uno
degli scrittori più fertili e al tempo stesso più amati sin dall’ultimo ventennio dell’ottocento,quando vennero pubblicate le sue opere.
Dal ciclo dei pirati a quello dei corsari,i suo racconti esotici e misteriosi hanno trasportato i  lettori in terre leggendarie,
tra avventure e intrighi,raccontati con uno stile sobrio e documentati in maniera stupefacente,alla luce del fatto che Salgari
descrisse gli ambienti dell’India o del Borneo,della Malesia e degli altri posti che illustrava senza averli mai visti,basandosi semplicemente
sui libri che trovava nelle biblioteche,sopratutto quella di Verona che divenne una delle sue mete preferite.
Una vita sfortunata,la sua.
Dalla quale non trasse mai,nonostante la grande popolarità raggiunta,la sicurezza economica e che fu funestata dalla morte del padre,suicida,dalla malattia mentale della moglie infine chiusa dal suo stesso suicidio,dovuto ad un fortissimo esaurimento nervoso che lo colse ai primi del novecento e che lo portò alla morte nel 1911 a soli 49 anni.

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Emilio Salgari

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Francobollo commemorativo dedicato allo scrittore veronese

I suoi lettori amavano delle sue opere l’ambientazione esotica,i personaggi romantici e cavallereschi,come il pitata Sandokan,l’inseparabile amico Yanez,il fido Tremal-naik o la bella lady Marianna.
Ma non solo;dal Corsaro nero a sua figlia Yolanda,dal capo dei Thugs Suyodhana a Kammamuri,i tanti personaggi che popolavano i suoi racconti
divennero sopratutto tra i più giovani modelli d’ispirazione,personaggi nei quali identificarsi.
Nel 1976 Sergio Sollima girò uno sceneggiato in sei puntate dedicato al celebre pirata Sandokan forse il personaggio più famoso creato dalla penna dello scrittore veronese,incontrando un successo straordinario che incollò alla tv un pubblico eterogeneo,fatto da genitori cresciuti nel mito del pirata e molti dei loro figli che avevano letto o leggevano ancora i libri di Salgari.
Kabir Bedi (Sandokan), Philippe Leroy (Yanez), Carole André (Marianna), Andrea Giordana (William Fitzgerald) e Adolfo Celi (Lord James Brooke) divennero estremamente popolari e beniamini del pubblico,contribuendo alla riscoperta della straordinaria produzione salgariana.
I romanzi di Salgari interessarono anche i primi produttori cinematografici;già nel 1920 Vitale De Stefano girò un film muto intitolato Il corsaro nero che ebbe molto successo,tanto da portare lo stesso regista a dirigere in un anno ben 5 film tratti da opere salgariane ovvero Jolanda, la figlia del Corsaro Nero,La regina dei Caraibi,Gli ultimi filibustieri,Il Corsaro Rosso,Il figlio del Corsaro Rosso.

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Negli anni sessanta l’interesse per le opere salgariane aumentò a dismisura,complice anche la fortunata stagione del cinema italiano.
I produttori investivano denaro in opere commerciali destinate ad un pubblico molto vasto,così registi come Umberto Lenzi,che
diresse Sandokan, la tigre di Mompracem (1963),I pirati della Malesia (1964),La montagna di luce (1965) o Luigi Capuano con Sandokan alla riscossa (1964),Sandokan contro il leopardo di Sarawak (1964),I misteri della giungla nera (1965),L’avventuriero della Tortuga (1965)
conobbero un lusinghiero successo al box office.
Poi venne il grande successo citato del Sandokan televisivo,di Kabir Bedi e della fortunata sigla firmata dagli Oliver Onions;il regista romano Sollima,forte del travolgente successo riscontrato diresse anche Il corsaro nero (1976) e La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! (1977)
Anche negli anni ottanta e novanta si ebbero significativi successi per due opere salgariane riproposte in serial televisivi;
Il segreto del Sahara, miniserie televisiva del 1987 diretta da Alberto Negrin incollò allo schermo milioni di spettatori come del resto I misteri della giungla nera, miniserie televisiva del 1991 diretta da Kevin Connor.
Un rapporto quello con il cinema decisamente proficuo,come abbiamo visto.
Lo sfortunato Salgari,che in vita non ebbe mai un riscontro economico apprezzabile dalle sue opere si trasformò in una miniera d’oro per editori e produttori cinematografici e sopratutto in uno degli scrittori più amati da ragazzi e adulti
accanto a Dumas,Verne e parzialmente Hugo.
Quella che segue è una breve rassegna delle trasposizioni cinematografiche più significative.

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I pirati della Malesia,1941

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La figlia del Corsaro Verde,1941

1-3-jolanda-la-figlia-del-corsaro-nero-1952

Jolanda la figlia del Corsaro nero ,1952

1-16-i-tre-corsari-1952

I tre Corsari,1952

1-15-il-tesoro-del-bengala-1953

Il tesoro del Bengala,1953

1-4-il-figlio-del-corsaro-rosso-1959

La figlia del Corsaro rosso,1959

1-5-cartagine-in-fiamme-1959

Cartagine in fiamme,1959

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Sandokan la tigre di Mompracem, 1963

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I pirati della Malesia,1964

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Sandokan contro il leopardo di Sarawak,1964

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La montagna di luce,1965

1-10-lavventuriero-della-tortuga-1965

L’avventuriero della Tortuga,1965

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Il Corsaro nero,1971

1-11-il-corsaro-nero-1976

Il Corsaro nero,1976

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La tigre è ancora viva-Sandokan alla riscossa,1977

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Il segreto del Sahara,1987

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Il ritorno di Sandokan,1996

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Libri & Fumetti

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novembre 27, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | | Lascia un commento

I film della Fida Cinematografica

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Agente 077 Missione Bloody Mary (1965)

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Agente 077 dall’Oriente con furore (1965)

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100.000 dollari per Ringo (1965)

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Django spara per primo (1966)

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Frank Costello Faccia d’angelo (1967)

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Dalle Ardenne all’inferno (1967)

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Colpo maestro al servizio di sua maestà britannica (1967)

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Vado l’ammazzo e torno (1967)

1-11-la-feldmarescialla-1967

La feldmarescialla (1967)

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Rapporto Fuller base Stoccolma (1968)

1-13-donne-botte-e-bersaglieri-1968

Donne,botte e bersaglieri (1968)

1-14-sartana-non-perdona-1968

Sartana non perdona (1968)

1-15-vacanze-sulla-costa-smeralda-1968

Vacanze sulla costa Smeralda (1968)

1-16-quel-caldo-maledetto-giorno-di-fuoco-1968

Quel maledetto giorno di fuoco (1968)

1-17-una-magnum-special-per-tony-saitta-1976

Una magnum speciale per Toni Saitta (1976)

1-18-la-moglie-vergine-1975

La moglie vergine (1975)

1-19-nonostante-le-apparenze-e-purche-la-nazione-non-lo-sappia-allonorevole-piacciono-le-donne-1972

All’onorevole piacciono le donne (1972)

1-20-il-commissario-pelissier-1971

Il commissario Pellissier (1971)

1-21-non-drammatizziamo-e-solo-questione-di-corna-1970

Non drammatizziamo,è solo questione di corna (1970)

1-22-le-manie-di-mr-winninger-omicida-sessuale-1970

Le manie di Mister Winninger maniaco sessuale (1970)

1-23-la-battaglia-dinghilterra-1969

La battaglia d’Inghilterra (1969)

1-24-professione-bigamo-1969

Professione bigamo (1969)

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2-1-jeff-gordon-il-diabolico-detective-1963

2-2-i-due-mafiosi-1964

2-3-mata-hari-agente-segreto-h21-1964

2-4-agente-077-missione-bloody-mary-1965

2-5-agente-077-dalloriente-con-furore-1965

2-6-100-000-dollari-per-ringo-1965

2-7-missione-speciale-lady-chaplin-1966

2-8-django-spara-per-primo-1966

2-9-frank-costello-faccia-dangelo-1967

2-10-dalle-ardenne-allinferno-1967

2-11-colpo-maestro-al-servizio-di-sua-maesta-britannica-1967

2-12-come-rubare-la-corona-dinghilterra-1967

2-13-il-piu-grande-colpo-del-secolo-1967

2-21-una-magnum-special-per-tony-saitta-1976

2-22-la-moglie-vergine-1975

2-23-nonostante-le-apparenze-e-purche-la-nazione-non-lo-sappia-allonorevole-piacciono-le-donne-1972

2-24-il-commissario-pelissier-1971

2-25-non-drammatizziamo-e-solo-questione-di-corna-1970

2-26-il-cadavere-dagli-artigli-dacciaio-1970

2-27-le-manie-di-mr-winninger-omicida-sessuale-1970

2-28-la-battaglia-dinghilterra-1969

2-29-professione-bigamo-1969

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3-1-i-due-mafiosi-1964-lc

3-2-mata-hari-agente-segreto-h21-1964-lc

3-3-agente-077-missione-bloody-mary-1965-lc

3-4-agente-077-dalloriente-con-furore-1965-lc

3-5-100-000-dollari-per-ringo-1965-lc

3-6-missione-speciale-lady-chaplin-1966-lc

3-7-django-spara-per-primo-1966-lc

3-8-frank-costello-faccia-dangelo-1967-lc

3-9-colpo-maestro-al-servizio-di-sua-maesta-britannica-1967-lc

3-10-il-piu-grande-colpo-del-secolo-1967-lc

3-11-vado-lammazzo-e-torno-1967-lc

3-12-la-feldmarescialla-1967-lc

3-13-sartana-non-perdona-1968-lc

3-14-la-moglie-vergine-1975-lc

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4-1-django-spara-per-primo-1966-flano

4-2-frank-costello-faccia-dangelo-1967-flano

4-3-sciarada-per-quattro-spie-1966-flano

4-4-vado-lammazzo-e-torno-1967-flano

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4-6-una-magnum-special-per-tony-saitta-1976-flano

4-7-il-cadavere-dagli-artigli-dacciaio-1970-flano

4-7-il-commissario-pelissier-1971-flano

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novembre 26, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | | 4 commenti