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Quel movimento che mi piace tanto

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Un buon 2017 a tutti,quanto meno sereno.

Quando nel 1976 Franco Rossetti gira Quel movimento che mi piace tanto, involontariamente, (visto anche la natura della pellicola) anticipa un tema di grande attualità, quello dei volta gabbana della politica.

Quarant’anni fa il cambio di casacca,o se vogliamo di ideologia politica,non era affatto un fenomeno frequente;gli schieramenti politici erano fermi, granitici, arroccati  sulla difesa delle idee e della passione politica per esse.
Oggi le cose sono ben diverse, più sfumate.
Il tramonto delle ideologie ha determinato un fenomeno ampio,quello del cambio della casacca,dello schieramento politico molto disinvolto,con buona pace degli elettori.
Discorso lungo,che tra l’altro non appartiene nemmeno al film,poiché in realtà si tratta di una commedia sexy che parla fugacemente dell’argomento,senza approfondimento o satira.

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Il protagonista della pellicola è l’avvocato Fabrizio Siniscalchi,deputato al parlamento di un partito non specificato,donnaiolo e perennemente alle prese con guai economici.
Vorrebbe cambiare schieramento politico,più per opportunismo che per convinzione nell’ideologia di sinistra,ma è bloccato in questo dalla relazione che intrattiene con Livia Bonoli-Serpieri,esponente della nobiltà senese,donna focosa e sessualmente irrefrenabile.
Per Fabrizio,che deve anche quotidianamente subire le rampogne di suo fratello Salvatore,pragmaticamente convinto che la relazione creerebbe imbarazzo in uno schieramento come quello della sinistra,nasce quindi la necessità di sbarazzarsi di Livia.
Troppo,per il volubile avvocato.
Nonostante i ricatti della nobildonna,che lo tiene legato anche economicamente,in qualche modo Fabrizio riesce a lasciare Livia.
La donna,vendicativa,si rivolge ad un amico marchese per incastrare il “fedifrago”; i due decidono di assoldare una baby prostituta,la bella Anna Gilioli facendo in modo che l’ignaro Fabrizio allacci con lei una relazione per poi renderla pubblica e creare uno scandalo.
Anna riesce ad agganciare l’avvocato,che ne resta irretito.

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Ma quello che la nobildonna non può prevedere è che tra i due le cose vadano ben diversamente dal preventivato… .
Quel movimento che mi piace tanto è una commedia dell’abbondante filone della commedia sexy,diretta dal senese Franco Rossetti,che omaggia la sua città girando la pellicola in una splendida e assolata Siena.
Uno dei suoi otto film,l’ultimo di un livello accettabile,anche se,come leggerete nel trafiletto sotto,il film venne addirittura denunciato da alcuni giovani come stupido e volgare,tanto da costringere il pretore ad emettere una sentenza di assoluzione in quanto il film (testualmente) “è opera scadente e volgarmente indecente,e quindi più ripugnante che contrario alla morale“.
Giudizio severissimo e assolutamente tranciante.
Non siamo di certo di fronte ad un’opera da consigliare tout court,ma nemmeno ad un prodotto indecente.
La storia in fondo è ben congegnata e il cast assoldato ha un indiscusso buon livello;si va infatti dalla presenza di due ottimi attori della commedia leggera come Carlo Giuffrè e Renzo Montagnani (piutto in ombra,invero) oltre alla presenza del bravo Cannavale.
Le parti femminili sono affidate a due attrici particolarmente affascinanti,come Martine Brochard e Cinzia Monreale.

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Basterebbe questo quindi a dare una patente di “serietà” al prodotto,che tra l’altro,se è vero che abbonda di casti nudi,non è certo opera softcore.
Del resto la commedia sexy aveva questa peculiarità: mostrare quanti più centimetri di epidermide per stuzzicare la fantasia degli spettatori.
Il film non brilla per particolare comicità,tuttavia è discretamente congegnato grazie alla sceneggiatura di Francesco Milizia,dello stesso Giuffrè e di Rossetti,gente che conosceva il proprio mestiere.
La satira è lievissima,tanto da risultare impalpabile,mentre tutto il carico del film è portato sulle caratteristiche di Giuffrè,attore di indubbio talento;peccato per il sacrificio di Montagnani,una volta tanto relegato in terz’ordine, mentre appare
per la prima volta sullo schermo un attore che da lì a qualche anno avrebbe fatto fortuna: Carlo Verdone, nei panni di un garzone del bar.
Bene la Brochard e la Monreale,bella decisamente la location senese,discrete le musiche di Manuel De Sica.
Film ricomparso dopo una lunghissima latitanza,disponibile in una versione più che buona su You Tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=WMitKg9YCw4

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Quel movimento che mi piace tanto
Un film di Franco Rossetti. Con Renzo Montagnani, Martine Brochard, Mario Colli, Carlo Giuffrè,Francesca Benedetti, Cinzia Monreale,
Enzo Cannavale Commedia, durata 103 min. – Italia 1975.

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Carlo Giuffrè …Avvocato Fabrizio Siniscalchi
Martine Brochard …Livia Bonoli-Serpieri
Renzo Montagnani …Marchese Cecco Ottobuoni
Cinzia Monreale …Anna Gilioli
Francesca Benedetti… Lucy
Enzo Cannavale …Salvatore Siniscalchi

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Regia Franco Rossetti
Soggetto Francesco Milizia, Franco Rossetti
Sceneggiatura Carlo Giuffré, Francesco Milizia, Franco Rossetti
Produttore Franco Rossetti
Casa di produzione Pan Hubris
Distribuzione (Italia) Stefano Film
Fotografia Roberto Gerardi
Musiche Manuel De Sica
Scenografia Gaia Romanini Rossetti
Costumi Gaia Romanini Rossetti
Trucco Maurizio Giustini

Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

B. Legnani

Spottistico. Commediola per e con Giuffrè, che, se non fosse ipotesi assurda, si potrebbe ipotizzare commissionata dall’Azienda di Promozione Turistica della città. Si basa su una sola idea buona, che rischiara la parte centrale del film, in corrispondenza di arrivo e prima “rivelazione” della Monreale. Poi il film si avvita un po’, cercando un secondo colpo di scena che funziona assai meno del primo. Giuffré fa ciò che gli viene chiesto, mal sfruttati la Brochard e (ancor meno) Montagnani, così così Cannavale. Bruttino. Comparsata di Verdone.
Undying

Il regista della Cavalla tutta nuda porta sullo schermo una commedia ben costruita (i dialoghi sono curati da Francesco Milizia) e resa gradevole dalla presenza (spesso nuda) della piacevole Cinzia Monreale (poi vista in Buio Omega, L’aldilà e in un altra manciata di horror massaccesiani). Oltre al debutto di Verdone, va segnalata la convincente prestazione offerta da Giuffré e il (sempre) esilarante ruolo di Montagnani. A suo modo, oltre al divertissement, il film tenta un approccio “politico”, pur sempre modico, ma presente…
Markus

Curiosa commedia sexy di ambientazione senese. Il protagonista assoluto è un surreale Carlo Giuffrè in una delle poche occasioni avute per essere protagonista assoluto e, volendo guardare, cinematograficamente al canto del cigno. Cast nutrito e funzionale al racconto: certamente spicca una sexy Cinzia Monreale, la cui carriera però non è propriamente decollata, sebbene la buona riuscita di questo film. La parte comica, per altro contenuta, è affidata, oltre che a Giuffrè, ad Enzo Cannavale e, meno risalto in questa occasione, a Renzo Montagnani.
Daidae

Non malaccio, considerando anche che lo stesso regista è “colpevole” della regia del pessimo Una cavalla tutta nuda. Discreta commedia sexy, con un valido cast sia maschile che femminile, su tutti la interpretazione dell’ottimo Giuffrè e della bella Monreale.
Luchi78

Commedia sexy a tutti gli effetti, nonostante una parvenza di critica sociale e politica ben interpretata dalla coppia Giuffrè-Cannavale, che mostrano un certo contegno nonostante l’esibizione costante di nudi e atti sessuali. Il film si perde proprio in questa morbosa sceneggiatura, che vorrebbe proporre la Monreale come una verginella adolescente da un lato, prostituta abile e con tendenze lesbo dall’altro. Il finale scade nel ridicolo, con dichiarazioni a dir poco imbarazzanti se non proprio comico-demenziali.
Dusso

Una delle tante commedie sexy anni 70; è un film dignitoso, piacevole e abbastanza divertente. Nudissima una giovanissima Cinzia Monreale ma anche la Brochard ci concede un nudo integrale. Esordio assoluto per Carlo Verdone che è assistente alla regia e che fa una comparsata in un bar dove vanno Cannavale e Giuffrè. Si parla di una versione del film ancora più spinta e per questo la Monreale sembrava un po’ preoccupata… (Martine Brochard da Cine 70 n.6)
Giacomovie

Uno dei tanti filmetti-pretesto per mostrare le bellezze di turno senza veli, che riesce almeno a tenere un piede fuori dal banale. Il solito erotismo casereccio è inserito in situazioni che strappano qualche risata, col collaudato duo Montagnani- Cannavale a proprio agio. Simpatica la trovata della “puttana vergine”. Curioso poi che un film con poco senso facia riferimento a Senso, col personaggio della contessa Serpieri che nel film di Visconti era di Alida Valli. **
Motorship

Simpatica e divertente commedia sexy anni 70. Il film, pur non essendo un capolavoro, sa ben coadiuvare nudi da urlo con scene assai divertenti e altre amarognole. Il film funziona principalmente per un ottimo e istrionico Carlo Giuffrè, il quale regge praticamente da solo il film; funzionano anche Cannavale e Montagnani, bellissime le frequenti nudità della splendida Cinzia Monreale (anche se Martine Brochard ci concede un nudo da urlo). Apparizione per un giovanissimo Carlo Verdone. Non male.
Maxx

Il film segue quel filone scollacciato che tanto andava di moda all’epoca. Si ride poco e bisogna dire che l’occhio, a parte qualche nudo piuttosto fugace, gode pochetto. Montagnani solito istrione, Giuffré esagerato, Cannavale annacquato e piuttosto sprecato. L’idea non sarebbe male ma non parliamo di satira politica riuscita. Si può perdere.

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gennaio 1, 2017 Posted by | Commedia | , , , , | 2 commenti

Le regine dei sogni anni 70 oggi parte seconda

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Uno degli articoli più seguiti su Filmscoop riguarda certamente la gallery di foto delle attrici più belle e famose degli anni 60 e 70 ai giorni odierni https://filmscoop.wordpress.com/2010/11/05/le-regine-dei-sogni-anni-70-oggi/

Ecco una nuova galleria di altre attrici. Sono donne bellissime,sensuali alle prese con il passare degli anni; oggi sono tutte delle mature signore,ancora belle e affascinanti.Alcune di loro hanno proseguito regolarmente l’attività cinematografica,altre sono diventate manager,lavorano nel cinema ma non più come attrici, altre non hanno più avuto a che fare con il grande schermo.Questi sono i loro volti,oggi.

 Cinzia MonrealeSempre bellissima e affascinante,comprimaria in molte commedie sexy: Cinzia Monreale

Carole AndrÞ

La celebre Marianna del Sandokan televisivo,attrice di talento: Carole Andrè

Carla Gravina

Sempre affascinante: Carla Gravina

Barbara Magnolfi

Barbara Magnolfi

Barbara De Rossi

Reginetta dei fotoromanzi,buona attrice di film e fictionBarbara De Rossi

Ania Pieroni

L’indimenticabile volto di Inferno: Ania Pieroni

Claudine Auger

L’ex Bond girl Claudine Auger

Stella carnacina

Sempre bellissima,l’attrice e cantante Stella Carnacina

 Olga Karlatos

E’ stata una delle protagoniste del cinema 70, Olga Karlatos

Nadia Cassini

Il posteriore più ammirato del cinema sexy, Nadia Cassini

Monica Zanchi

Protagonista dei film della serie Emanuelle, Monica Zanchi

Maria Grazia Buccella

Reginetta di bellezza nella commedia anni 70, Maria Grazia Buccella

Lisa Gastoni

Bellissima e sensuale, Lisa Gastoni

Lilli Carati

Una storia personale travagliata, Lilli Carati

Ines Pellegrini

L’attrice preferita da Pasolini, Ines Pellegrini

Haydee Politoff

Inconfondibile il sorriso di Haydee Politoff

Francoise Fabian

Splendida: Francoise Fabian

Florinda Bolkan

Un autentico mito: Florinda Bolkan 

Florence Guerin

Sempre affascinante la reginetta dei soft core anni 80, Florence Guerin

Elke Sommer

La protagonista dei film di Bava, Elke Sommer

Dominique Sanda

L’indimenticabile Dominique Sanda

Daria Nicolodi

La regina del thriller, Daria Nicolodi

Daniela Giordano

Sempre bella, l’ex reginetta Daniela Giordano

Seguite il link aggiornamenti per vedere le gallerie ricaricate!

https://filmscoop.wordpress.com/2014/09/01/aggiornamenti/

settembre 18, 2014 Posted by | Miscellanea | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Perdutamente tuo… mi firmo Macaluso Carmelo fu Giuseppe

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Carmelo Macaluso ha trentacinque anni, quindici dei quali passati in Germania.
E’ un ex emigrante, figlio di un mezzadro siciliano che si suicidò per aver contratto un debito con l’affittuario delle terre su cui lavorava, debito non più restituito.
Dopo tanti anni è arrivata l’ora della rivincita, per Carmelo.
Ha lavorato duramente, ma ha risparmiato cento milioni e ora viaggia in Mercedes e al rientro nel paesino da quale è emigrato anni addietro ha la soddisfazione di vedere gli sguardi di invidia dei compaesani.
Il primo gesto plateale è l’apertura di un libretto di risparmio, contenente i cento milioni faticosamente guadagnati, seguito dalla restituzione del mezzo milione del debito contratto da suo padre, che il siciliano, sprezzante, raddoppia.

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Stefano Satta Flores

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Macha Meril

Sempre inseguendo il sogno di una rivincita, Carmelo accetta la corte interessata della baronessa Lamia, moglie del barone proprietario delle terre su cui lavorava suo padre.
La donna è anche disposta ad un matrimonio di interesse, ma per sua fortuna Carmelo è avvisato delle vere intenzioni della baronessa da Don Calogero, che a sua volta vuol far sposare il giovane con la figlia.
Carmelo inizia a capire che la realtà del suo paese non è quella che aveva lasciato tanti anni prima, che l’avidità, la grettezza e l’interesse sono molle potentissime, che fanno del suo denaro non certo un mezzo di rivalsa, ma un concreto rischio di essere avvicinato solo per motivi di interesse.

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Finirà in malo modo,con Carmelo che, dopo varie peripezie, perderà tutti i soldi.
In un drammatico e amaro dialogo impossibile con suo padre morto, Carmelo racconterà il modo in cui ha guadagnato i suoi soldi e riprenderà il treno verso la Germania, povero in canna come era partito.
Commedia amara e con una garbata vena di satira sociale, Perdutamente Tuo,mi Firmo Macaluso Carmelo fu Giuseppe è un film piacevole ed interessante che narra una storia di emigrazione molto simile a quella narrata in Pane e cioccolata di Brusati, in cui però la storia è capovolta.
Carmelo ha fatto soldi con il duro lavoro.
Ha lavorato in una birreria, per poi prendere servizio in un garage e in ultimo ha affittato dieci materassi a compatrioti che come lui hanno cercato fortuna in una terra indifferente e se vogliamo ostile.

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Il suo sogno di una rivincita sulla vita ma sopratutto sul paese e sul barone che ha costretto suo padre al suicidio si infrange malinconicamente davanti ad una serie di situazioni che Carmelo non è pronto ad affrontare.
Il paese che ha lasciato lo respinge, per invidia sopratutto ma anche perchè la mentalità meschina dei suoi abitanti è impossibile da scardinare.
Lo scopriamo attraverso i vari volti che si susseguono nel racconto, pieno di personaggi avidi, gretti; per Carmelo, più simile ad un agnello che al lupo calato per mostrare la sua forza a chi lo aveva costretto all’emigrazione, non c’è scampo.
Il finale amarissimo vede il siciliano dividere lo scompartimento di seconda classe con tre emigranti in Germania, ai quali racconta la storia di un emigrante partito tanti anni prima e tornato ricco “con cento milioni e una Mercedes 220 diesel che ha perso tutto per colpa di una ragazza minorenne“.

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E’ l’ultima umiliazione, perchè i tre scoppiano a ridere di fronte a tanta ingenuità: “cento milioni per una fimmina?” sarà il loro commento beffardo e spietato.
Vittorio Sindoni, regista del film, realizza un ritratto grottesco e amaro della Sicilia della provincia, in cui con toni garbati e mai sopra le righe racconta una storia di un perdente diventato vincente che vuole stravincere e finisce viceversa per ritornare perdente.
Il regista siciliano, diventato in seguito fertile regista di fiction televisive utilizza al meglio l’ottimo cast di cui dispone, piegandolo al servizio di una commedia di costume che ha come difetto qualche pausa e qualche sbavatura ma anche al suo attivo una storia crudele quanto basta interpretrata magnificamente dal compianto Stefano Satta Flores, uno che con i perdenti aveva grande dimestichezza (come dimenticare lo splendido ritratto di Nicola Palumbo in C’eravamo tanto amati).
L’attore napoletano, prematuramente scomparso nel 1985 a soli 48 anni è interprete di classe: lo dimostra giganteggiando in un film che sembra essere al suo servizio, in cui l’identificazione con il personaggio triste e sconfitto di Carmelo è quasi assoluta.

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Cinzia Monreale

Attorno a lui si muovono gli altri attori ingaggiati per il cast, nel quale ognuno fa la sua parte con diligenza:molto brava (ed affascinante) Macha Meril nel ruolo della baronessa Lamia, bravo anche Umberto Orsini in quello dell’avvocato amante della baronessa.
Bella e brava Cinzia Monreale, un’attrice che avrebbe meritato ben altro spazio nelle produzioni a cui ha partecipato, mentre ci sono camei preziosi per Luciano Salce e Marisa Laurito.
Perdutamente Tuo,mi Firmo Macaluso Carmelo fu Giuseppe è un film rimasto per tantissimi anni in un angolo, prima di essere riproposto dai canali Mediaset; oggi ci sono in rete copie di buon livello del film, che può anche essere visionato su You tube in versione completa.

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Un film di Vittorio Sindoni. Con Leopoldo Trieste, Macha Méril, Stefano Satta Flores, Cinzia Monreale,Pino Ferrara, Luciano Salce, Giuliano Persico, Umberto Orsini, Renato Pinciroli, Vito Cipolla, Marisa Laurito, Deddi Savagnone Commedia, durata 100′ min. – Italia 1976.

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Perdutamente vostro mi firmo Macaluso Carmelo banner personaggi

Stefano Satta Flores: Carmelo Macaluso
Leopoldo Trieste: don Calogero Liotti
Macha Méril: Baronessa Valeria Lamia
Cinzia Monreale: Jessica
Umberto Orsini: avvocato Vito Orsini
Luciano Salce: Barone Alfonso Lamia
Marisa Laurito: Tindara Liotti
Roberto Della Casa: Impiegato di banca
Pino Ferrara: L’avvocato difensore
Renato Pinciroli: don Saverio
Deddi Savagnone: La moglie di don Calogero

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Regia Vittorio Sindoni
Soggetto Ghigo De Chiara, Vittorio Sindoni
Sceneggiatura Ghigo De Chiara, Vittorio Sindoni
Produttore Luciano Giotti
Fotografia Safai Teherani
Montaggio Mariano Faggiani
Musiche Enrico Simonetti
Scenografia Vittorio Sindoni

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Il paese di Stignano

Perdutamente vostro mi firmo Macaluso Carmelo location Gerace

Gerace

Perdutamente vostro mi firmo Macaluso Carmelo location Caulonia

Caulonia

Perdutamente vostro mi firmo Macaluso Carmelo location Villa Caristo a Stignano

Villa Caristo a Stignano

gennaio 23, 2013 Posted by | Commedia | , , , | 4 commenti

Buio Omega

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Francesco è un giovane imbalsamatore, fidanzato con Anna, una graziosa ragazza bionda. Vive in una bella villa, che ha ereditato dai suoi genitori, in compagnia di una balia/governante, Iris, che ha la segreta mira di sposare il giovane per diventare la padrona di casa. Un giorno sembra che il caso dia una mano a Iris; Anna, la fidanzata di Francesco, muore in clinica per un attacco di cuore.

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Cinzia Monreale (Anna nel film) in ospedale

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Il giovane, inconsolabile, decide di rubarne le spoglie mortali, e si introduce nel cimitero dove viola la sepoltura della ragazza, trafugandone il cadavere per caricarlo su un furgoncino, destinazione la sua villa, dove ha intenzione di imbalsamarne il corpo. Ma le cose non vanno lisce, perchè durante il viaggio di ritorno si imbatte in una ragazza, Ketty, e si addormenta durante il viaggio di ritorno.

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Francesco, con una complessa procedura, inizia a lavorare sul corpo di Anna, estraendo dapprima il sangue dal corpo, e infine togliendo tutti gli organi dal suo interno. Durante la procedura di imbalsamazione, Ketty si sveglia e assiste, con raccapriccio, alla macabra operazione. Francesco, la cui mente è ormai ottenebrata dal dolore e dalla follia, la uccide, dopo averle tolto le unghie delle mani. Iris, la governante, che assiste impassibile a tutto, aiuta il giovane a sbarazzarsi del corpo della sventurata autostoppista, che viene smembrata nella vasca da bagno e sciolta con dell’acido, mentre i resti del povero corpo vengono seppelliti in giardino.

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Qualche giorno dopo Francesco, mentre fa footing, si imbatte in una ragazza che ha problemi ad una caviglia; la soccorre e la porta con se alla villa. Tra i due scoppia subito la scintilla della passione, e Francesco la porta sul suo letto, dove c’è il corpo mummificato di Anna. La ragazza, inorridita, cerca di scappare, e Francesco uccide anche lei. Con l’aiuto dell’immancabile Iris, Francesco si sbarazza del corpo bruciandolo, mentre l’ultima vittima è ancora viva. Questa volta, però,Iris chiede a Francesco, in cambio del silenzio, di sposarlo.

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Il giovane, alle strette, accetta. Durante la festa del fidanzamento, però, appare chiaro che la mente del giovane è ormai sconvolta, e la situazione precipita.Un detective scopre il corpo imbalsamato di Anna e da quel momento……

Buio Omega, diretto da Aristide Massacesi nel 1979, con il suo abituale pseudonimo di Joe D’Amato è un classico horror splatter, con un impianto thriller; è uno dei film più violenti, dal punto di vista visivo, del cinema italiano degli anni settanta, sopratutto in virtù delle scene di sezionamento delle varie vittime di francesco.

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Assolutamente degna di menzione la terribile scena dell’imbalsamazione di Anna, girata con un realismo tale da dare l’illusione, allo spettatore, che tutto sia vero. Identico discorso per le violente scene di smembramento dei corpi, in particolare di quello dell’autostoppista, fatta a pezzi in bagno in un mare di sangue.

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Scene per stomaci forti sono anche l’addentamento del cuore di Anna, scena che vede Francesco protagonista nel suo delirio ormai totale, oppure quella della selvaggia lotta finale tra Iris e lo stesso giovane, che si conclude con la morte della governante e la scena terribile dell’estrazione degli occhi dalle orbite. Un film molto forte, prototipo degli splatter successivi, a cui molti registi si ispireranno; punti di forza del film sono ovviamente, per gli amanti del genere, le scene descritte, mentre sull’altro piatto della bilancia va messa la recitazione piatta di Kleran Carter, monocorde nelle espressioni. Assolutamente straordinaria invece Franca Stoppi, che disegna una Iris ambigua e cinica, pronta a tutto pur di soddisfare la sua brama arrivistica.

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Il film è di buona fattura, con una tensione palpabile, e in fondo può passare anche come la storia di un uomo che ama fino all’impossibile, un uomo che non si arrende nemmeno davanti all’inevitabile. E’ una chiave di lettura che può benissimo integrarsi con la visione di un film cupo, in cui l’estremizzazione delle scene può anche essere considerata corollario del tema centrale, l’amore che non si arrende nemmeno davanti alla morte, l’amore che porta alla follia.

Buio Omega, un film di Joe D’Amato. Con Franca Stoppi, Cinzia Monreale, Kieran Canter, Sam Modesto, Anna Cardini
Horror, durata 93 min. – Italia 1979.

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Kieran Canter: Francesco
Cinzia Monreale: Anna/Teodora
Franca Stoppi: Iris
Sam Modesto: signor Kale
Anna Cardini: ragazza che fa jogging
Lucia D’Elia: l’autostoppista
Mario Pezzin: prete
Klaus Rainer: dottore
Walter Tribus: rivenditore
Edmondo Vallini: detective
Simonetta Allodi: ragazza della discoteca

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Regia Joe D’Amato
Soggetto Giacomo Guerrini
Sceneggiatura Ottavio Fabbri
Produttore Marco Rossetti, Oscar Santaniello, Silvio Colecchia
Casa di produzione D.R. Mass Communications
Fotografia Aristide Massaccesi
Montaggio Ornella Micheli
Musiche Goblin
Scenografia Ennio Michettoni, Donatella Donati
Costumi Mario Paladini
Trucco Cesare Biseo

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aprile 27, 2009 Posted by | Thriller | , , | Lascia un commento