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Calmos

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Provate un po ad immaginare, ai nostri giorni, la figura di un produttore che si ritrova fra le mani il copione di Calmos e che dopo averlo letto decida di produrre il film di Blier.
Credo che il fantomatico produttore, dopo aver letto le prime dieci pagine del copione prenderebbe lo stesso e lo tirerebbe sulla testa dell’incauto agente che ha osato proporglielo.
Perchè Calmos, uscito nel 1976 fra la delusione e le critiche ferocissime di molti addetti ai lavori è un film assolutamente scomodo, politicamente scorrettissimo, misogino all’ennesima potenza, sbeffeggiatore, anti femminista, cattivo e irriverente.
Potrei continuare per parecchio con gli aggettivi: però per giudicare Calmos occorre calma, mente serena, sgombra da pregiudizi e sopratutto occorre resistere alle provocazioni che il regista francese spande qua e la con invidiabile corposità, senza mai mostrare di essere pentito della linea seguita.

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Pochi secondi dall’inizio della pellicola e si parte con la prima, grossa provocazione; facciamo la conoscenza di Paul Dufour, ginecologo,che nel suo studio è intento a prepararsi un gustoso panino.
Quasi assente, non si rende nemmeno conto dell’ingresso di una paziente, che visto l’atteggiamento del ginecologo, scuote le spalle, si spoglia e allarga le gambe per la visita.
Paul non sembra ancora notare la donna, ma mentre addenta con famelica voracità il suo panino, finalmente vede la vulva spalancata della donna (sulla quale Blier fa un primo piano), la sua mano che si gratta nervosamente.L’uomo, quasi disgustato,esce dallo studio e arriva in strada dove incontra il suo amico Albert.
Ecco la prima provocazione ha colpito immediatamente:l’espressione di disgusto di Paul alla vista della vulva femminile non appare solo come conseguenza del lavoro che lui fa e che effettivamente, come scopriremo, ormai non gli piace più quanto piuttosto da un’overdose di genitali femminili, di quella parte dell’essenza femminile che,anche questo scopriremo in seguito, ormai non gli interessa più.

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Ed ecco che il film vira verso la seconda provocazione:i due decidono di abbandonare la città e trasferirsi in campagna, in un posto dove le donne non ci siano e dove possano dedicarsi ai bagordi “salutari”, ovvero un’indigestione di cibi genuini,aria pulita e calma totale.
Quà i due compagni di viaggio conoscono un curato gaudente (solo dal punto di vista del cibo e del vino) e altre persone che sembrano vivere beati anche perchè non hanno donne tra i piedi.
Ma l’illusione dei due amici non dura molto: ecco che Susanne (moglie di Paul) e Genevieve (compagna di Albert) raggiungono i due mariti, reclamando la “soddisfazione del talamo”
I due scappano, Albert finisce in un vagone del tram nel quale è l’unico uomo, guardato con concupiscenza da tutte le donne presenti;una di esse apre l’impermeabile mostrando ad Albert di essere nuda.L’uomo riesce a fuggire e ricongiuntosi con Paul fugge nelle campagne dove però vengono fermati da un gruppo di Amazzoni con tanto di armi.
Le donne li portano in un campo dove, sotto le tende,i due vengono costretti ad avere rapporti sessuali ogni due minuti con le assatanate donne del campo stesso.
Ma cosa è successo intanto?

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Molto semplicemente, seguendo l’esempio dei due amici altri uomini hanno scelto di lasciare mogli, compagne e fidanzate e rifugiarsi in campagna, sottraendosi a quello che ormai considerano un atto noioso e ripetitivo.
Paul e Albert sono in fuga, provati, stremati dal tour de force a cui sono stati sottoposti e dopo lungo vagare arrivano vicino ad una distesa d’acqua dove trovano una gigantesca donna di colore che giace nuda.I due uomini entrano nella vulva della donna e ….
E’ l’ultimo sberleffo, la fuga dalle donne e dal sesso culmina con un ritorno alle origini; sono stati partoriti da una vulva e li ritornano, non sapendo che poco dopo la donna avrà un rapporto sessuale con loro all’interno.
Il senso del grottesco e dell’eccesso trova così il suo culmine, Calmos irride tutte le istituzioni (matrimonio,rapporti di coppia,sessualità) con l’uso dell’iperbole, con immagini scioccanti e con un delirio fatto di estrema misoginia che trova il suo culmine nella fuga disperata dei due uomini e nell’inseguimento che le loro donne dapprima, poi tutte le altre dopo tentano allo scopo di riportare alla normalità i due fuggiaschi.

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Ma è normalità la vita di un uomo quando è costretto a subire gli isitinti irrefrenabili delle donne, quella loro sessualità indecente,esposta come un’esigenza di riproduzione animale, selvaggia?
Blier capovolge tutto:dalla società maschilista, basata sul sesso e sullo sfruttamento dello stesso ecco che passa ad una società dominata dalle donne, nelle cui pieghe si muovono i poveri uomini, costretti ad accettare un ruolo eminentemente riproduttivo.
Questa teoria, esposta in lungo e in largo in tutto il film, indignò e scandalizzò in egual misura critici e donne, incapaci di vedere il grandioso disegno grottesco ed estremista di Blier.
Si può ovviamente non essere d’accordo e ci mancherebbe:nella società moderna la donna non ha minimamente il ruolo ascritto loro dal regista francese,anzi.
Ma l’insieme delle surreali immagini, aggiunte ad alcune irresistibili trovate e ad alcuni quadretti ben riusciti rende il film, aldilà del valore stesso della sua feroce anarchia, meritevole di essere visto con attenzione e perchè no, con indulgenza.
Grandissimo protagonista del film Jean Pierre Marielle, uno degli attori più bravi della storia del cinema francese;il suo volto disgustato davanti alla vulva di Claudine Beccarie meriterebbe di essere incorniciato in una gigantografia.
Bene sicuramente anche Jean Rochefort,irresistibile Bernard Blier bene anche il resto del cast;in pratica la stragrande maggiornza delle donne del film compaiono nude nel film stesso.
Ben coordinata la fotografia, belle le location.
Non esiste una versione italiana del film, mentre è facilmente rintracciabile in streaming in rete la versione originale francese in ottima qualità video.

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Calmos
un film di Bertrand Blier, con Jean-Pierre Marielle,Jean Rochefort,Bernard Blier,Brigitte Fossey,Micheline Kahn,Claudine Beccarie Grottesco Francia 1976

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Jean-Pierre Marielle … Paul Dufour
Jean Rochefort … Albert
Bernard Blier … Il curato
Brigitte Fossey … Suzanne Dufour
Claude Piéplu …L’anziano combattente
Pierre Bertin …Il canonico
Micheline Kahn … Geneviève
Jacques Rispal … L’assassino
Jacques Denis …Un combattente della resistenza
Sylvie Joly …Il capo dei dottori
Claudine Beccarie …La cliente del ginecologo
Gérard Jugnot … Un seguace

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Regia:Bertrand Blier
Sceneggiatura:Bertrand Blier, Philippe Dumarçay
Produzione:Bernard Artigues,Claude Berri,Christian Fechner
Musiche:Georges Delerue
Fotografia:Claude Renoir
Montaggio:Claudine Merlin
Production Design:Jean André
Costume Design:Michèle Cerf

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dicembre 15, 2014 Posted by | Commedia | , , , , | Lascia un commento

Calde labbra

Francesca è una ragazza schiva e fragile che vive con sua madre e che ha un autentica fobia per gli uomini.
Una sera ha infatti assistito non vista ad un focoso amplesso tra sua madre e suo padre, in cui la donna ha subito le avance del marito.
Da quel momento Francesca ha visto gli uomini come dei bruti, ragion per cui quando a casa sua arriva l’istitutrice Lise Braille finisce per prendere una sbandata per la donna , rivedendo in lei la figura della madre assente ma anche dell’amante premurosa e gentile.

Rosemarie Lindt

Tra le due donne nasce quindi un complesso legame lesbico, che però si interromperà bruscamente.
Nel frattempo la sempre più confusa Francesca cerca di sostituire l’affetto di Lise legandosi alla sua amica Monica, ma quando farà delle avance a quest’ultima, Monica reagirà male.

Leonora Fani

Disperata, alla vigilia di Natale Francesca cercherà di farla finita, ma verrà salvata in extremis proprio da sua madre.
A sorpresa, Calde labbra, firmato nel 1976 da Demofilo Fidani risulta essere un film non disprezzabile, pur essendo scopertamente un’opera di stampo erotico.
Muovendosi nello stretto ambito del film di genere, l’onesto mestierante Fidani, autore di opere come il discreto A.A.A. Massaggiatrice bella presenza offresi… (1972) e La professoressa di lingue (1976) dirige un film di discreta fattura, con una buona ambientazione, aiutato sopratutto dalla protagonista principale, l’attrice Leonora Fani.
Ancora una volta la bravissima Fani interpreta il personaggio di un’adolescente problematica, in questo caso traumatizzata dalla vista di un rapporto sessuale violento fra i suoi genitori con una abilità che conferma la sua indubbia bravura nei ruoli drammatici.

Claudine Beccarie

Se è vero che il film non ha una sceneggiatura particolarmente complessa, va detto che Fidani gioca le sue carte con abilità: la storia del rapporto lesbico che si crea tra la matura istitutrice e la debole Francesca è esplicitato senza il ricorso continuo all’eros, bensi a situazioni torbide come quella che vedrà protagonista la ragazza e la sua amica Monica, che reagirà violentemente alle profferte di Francesca.
Il finale è drammatico, con il salvataggio della ragazza da parte della madre e con la ripresa di un rapporto tra le due che sembrava definitvamente compromesso.
Il resto del cast si muove egregiamente: bene Sofia Dionisio che interpreta Monica, l’amica del cuore di Francesca, bene anche Rosemarie Lindt (la madre di Francesca) anche se nel film si vede poco e bene anche la futura pornostar Claudine Beccarie, ancora una volta in un ruolo estremamente sexy.
Calde labbra non è un film di facile reperibilità: io sono riuscito a rivederlo solo in un divx recuperato da una vecchia e malandata versione VHS.

Sofia Dionisio

Con molta pazienza è possibile rintracciarlo in rete e può valere la pena vedere questo film in cui c’è la Fani, uno dei motivi che mi hanno spinto a rivedere il film di Fidani.
Ancora una volta penso alla miopia dei registi e dei produttori del cinema di genere che utilizzarono così poco una delle migliori attrici del decennio settanta.

Calde labbra, un film di Demofilo Fidani. Con Flavia Fabiani, Leonora Fani, Didier Faya, Rose Marie Lindt, Walter Romagnoli, Jacques Stany, Claudine Beccarie.Drammatico Italia 1976

Claudine Beccarie … Lise Braille
Leonora Fani … Francesca
Sofia Dionisio … Monica
Walter Romagnoli … Gianni
Rosemarie Lindt … Teresa
Didier Faya … Franco
Jacques Stany …Padre di Francesca

Regia: Demofilo Fidani
Sceneggiatura:Otello Cocchi,Demofilo Fidani
Produzione: Otello Cocchi
Musiche: Coriolano Gori
Fotografia: Luigi Ciccarese
Montaggio:Alessandro Lucidi
Sound Department:Romano Checcacci

 

ottobre 20, 2012 Posted by | Erotico | , , , , | 1 commento

Fraulein Kitty

Durante l’occupazione nazista della Francia, nel 1943, i capi delle SS per spiare ufficiali e semplici graduati dell’esercito, allo scopo di individuare spie o semplici insoddisfatti del regime, organizzano un bordello ambulante, utilizzano un treno diretto in Germania, che riporta a casa i militari.
L’organizzazione del tutto è affidata a Kitty Ackermann, una spietata prostituta, che non esita a far uccidere coloro che in qualche modo si macchiano di colpe più o meno gravi nei confronti del Reich. Kitty, amante del maggiore Franz Holbach, usa il pugno di ferro: ama anche sedurre i giovani soldati, eliminandoli subito dopo.

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Malisa Longo

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Tra le ragazze del treno, ingaggiate per tenere occupati piacevolmente i militari, c’è Liselotte, una giovane tedesca che lavora anche come spia; il suo compito è esattamente lo stesso di Kitty, solo che agisce per motivi diametralmente opposti. Lei deve individuare, infatti, tutti coloro che per un motivo o per l’altro, sono stanchi del regime nazista, per farli diventare cospiratori in clandestinità. La ragazza si innamora, ricambiata, proprio del maggiore Holbach, che è ormai disilluso dalla politica nazista, e che aderisce ben presto alle idee della ragazza.

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Durante il viaggio, il convoglio viene attaccato dai clandestini, mentre è ancora in territorio francese: i due amanti tentano così la fuga, ma vengono raggiunti dalla spietata Kitty, che uccide con un colpo di pistola Liselotte. Un partigiano fa giustizia.
Fraulein Kitty (conosciuto anche come Elsa fraulein SS ) è un film da inserire nel genere nazisploitation, anche se diverge dalla totalità del filone d’appartenenza per la mancanza di cruente scene di tortura, tipiche dei film che caratterizzarono questo specifico genere.
Una spruzzata di sesso, qualche scena di nudo, e un teno che corre per le campagne della Francia, un pizzico di suspense legata ai giochi clandestini dei partigiani da un lato e dagli spioni di Fraulein Kitty Ackermann dall’altro e poco più.

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Evidente il tributo al più celebre Salon Kitty di Tinto Brass, film capostipite (involontario) del florido filone nazi; sin dal titolo il richiamo all’opera di Brass, datata 1975, Fraulein Kitty ricalca pedissequamente Salon Kitty. C’è l’ex prostituta che gestisce il tutto, con la differenza che in salon Kitty la maitresse non era in uniforme; c’è la centrale di ascolto usata non per ricatto ma solo come arma difensiva.
Ci sono i buoni (Liselotte, il maggiore), i cattivissimi, ovvero la Kitty Ackermann: tutto secondo copione per un film che non presenta particolari motivi di interesse, vista la trama molto scontata, i dialoghi abbastanza monotoni e la parata di bellezze scarmigliate.

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Unico vero motivo di interese del film è la presenza della bellissima Malisa Longo, attrice di buone qualità spesso relegata in ruoli di secondo piano: in Fraulein Kitty ha la parte della protagonista, e la rende bene, facendosi apprezzare anche per la florida bellezza, esposta con generosità.
Nella mediocrità più aurea il resto del cast, che comprende il poco espressivo Olivier Mathot, il tormentato Holbach, Claudine Beccarie, destinata ad una poco onorevole carriera nel cinema porno e la bella Patrizia Gori, un’altra attrice dalle discrete doti poco utilizzate nel cinema o meglio, mal sfruttate.

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La regia di Patrice Rhomm, regista presso che sconosciuto ai più, è piatta e uniforme, senza alcun guizzo creativo. Rhomm, che diresse il duo Longo- Gori anche in Helga la lupa di Spilberg, diresse giusto qualche filmetto senza particolari ambizioni

Fraulein Kitty, un film di Patrice Rhomm, con Claudine Beccarie, Patrizia Gori, Malisa Longo, Jules Mathau, Pamela Stafford,Olivier Mathot, Italia 1977

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Malisa Longo …     Kitty-Elsa Ackermann
Olivier Mathot …     Maggiore  Frantz Holbach
Patrizia Gori …     Liselotte Richter
Pamela Stanford    Gundrun, la cantante
Claudine Beccarie
Erik Muller
Rudy Lenoir    …     Generale von Glück
Jean Le Boulbar    …     Werner
René Gaillard    …     Mheim
Thierry Dufour    …     Disertore
Nadine Pascal
Roger Darton    …     Heim
Daniel White    …     Ufficiale al piano
Dany Chennevieres
René Douglas    …     Ufficiale Ss

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gennaio 18, 2010 Posted by | Erotico | , , , | Lascia un commento