Filmscoop

Tutto il mio cinema

Gorky Park

Mosca,Gorky Park.
In un laghetto giacciato vengono rinvenuti tre corpi congelati,che il lungo inverno moscovita ha celato agli occhi di tutti;sono la da un tempo imprecisato, non hanno più le impronte digitali e i volti sono orrendamente sfigurati.Appare chiaro che queste azioni sono state compiute per impedire l’identificazione dei cadaveri,ed è quello che pensa immediatamente Arkady Renko,capo della polizia di Mosca.
Dalle prime indagini Arkady si rende conto che il suo è un caso spinoso,che coinvolge non solo personaggi influenti ma anche Osborne,un ricchissimo americano ammanigliato con personaggi importanti della nomenklatura.
Grazie all’aiuto di Andreev,studioso dell’accademia etnologica sovietica,che è in grado di ricostruire un volto grazie semplicemente
al teschio,Arkady identifica uno dei corpi,una ragazza americana.


A questo punto l’ispettore,che è fortemente critico verso il sistema comunista,temendo di finire in una trappola organizzata dai superiori,decide di lasciare il caso nelle mani del KGB,il Comitato per la sicurezza dello Stato,l’onnipotente servizio di polizia segreta dell’Urss.
Ma il procuratore Iamskoy lo obbliga a proseguire le indagini;seguendo una pista,quella di Irina che aveva dichiarato lo smarrimento di una coppia di pattini di ghiaccio,ritrovati accanto al corpo dell’americana,scopre che la ragazza è legata,in qualche modo a Osborne.
Nel frattempo Arkady stringe un’insolita alleanza con William Kirwill,un poliziotto americano giunto in Russia per scoprire i motivi della misteriosa scomparsa di suo fratello
La strana coppia poco alla volta riesce a dipanare la matassa,scoprendo che…
Thriller asciutto,ottimamente ridotto dal celebre omonimo romanzo di Martin Cruz Smith del 1981 (il film è del 1983),Gorky Park si avvale di una regia asciutta e lineare,
che non deraglia mai dal racconto originale,con il risultato che il film avvince grazie proprio alle logiche successioni delle varie fasi ottimamente descritte da Smith nel romanzo.


Per forza di cose Michael Apted,il regista, è costretto a sorvolare sul complesso personaggio Renko,che ovviamente nel romanzo appare descritto in tutti i suoi tormenti di ufficiale di polizia che crede nel suo paese,che è un patriota ma che è deluso dalla corruzione e dall’evidente strapotere dei boiardi del regime comunista.
Al solito siamo di fronte al limite assoluto delle riduzioni da romanzi,che possono avere molto più respiro attraverso la descrizione psicologica dei personaggi,che per forza di cose non può avvenire in un film di 90 minuti.
Ma il film è teso,nervoso,scandito dai progressi dell’intuitivo Arkady,che troverà una inaspettata collaborazione in quello che dovrebbe essere un suo nemico giurato,ovvero un americano, emblema del capitalismo.Ma Arkady,uomo intelligente,approfitta senza pregiudizi dell’esperienza di Kirwill e dopo l’iniziale,ovvia diffidenza i due costruiscono una squadra vincente.


Non dimentichiamo che il romanzo è scritto un decennio prima della dissoluzione dell’Urss,in un periodo storico di fortissima contrapposizione ideologica tra il blocco orientale e quello occidentale.
Un’atmosfera da guerra fredda che Apted riesce a rendere con ottima mano;il regista inglese,essenzialmente fino a quel momento dedito a fictione serie tv,autore in passato del più che buono Il segreto di Agatha Christie e in futuro degli ottimi Nell ed Enigma,dirige con mano esperta un cast di professionisti tra i quali spicca un eccellente William Hurt nei panni del tormentato Arkady Renko,
la solita sicurezza rappresentata da Brian Dennehy,il luciferino Lee Marvin e la pressoche sconosciuta,fino ad allora Joanna Pacula.
L’attrice polacca è brava e molto bella,ha le phisique du role e recita intensamente.
Un film decisamente bello,una delle migliori riduzioni da romanzi del genere giallo/thriller,comedel resto davvero eccellente è lo scritto di Cruz Smith.
Consigliato vivamente.

Gorky Park

Un film di Michael Apted. Con Lee Marvin, William Hurt, Ian Bannen, Joanna Pacula,Brian Dennehy Thriller, durata 128 min. – USA 1983

William Hurt: Arkadij Renko
Lee Marvin: Jack Osborne
Brian Dennehy: William Kyrwill
Joanna Pacula: Irina Asanova
Ian Bannen: Jamskoj
Michael Elphick: Pasha
Rikki Fulton: Maggiore Pribluda
Ian McDiarmid: Professor Andreev
Alexey Sayle: Theodor Golodkin

Carlo Marini: Arkadij Renko
Vittorio Di Prima: Jack Osborne
Gabriele Carrara: William Kyrwill
Daniela Caroli: Irina Asanova
Ettore Conti: Jamskoj
Giancarlo Padoan: Pasha

Regia Michael Apted
Soggetto Martin Cruz Smith
Sceneggiatura Dennis Potter
Fotografia Bob Larson, Hawk Kockh
Montaggio Mary Selway
Musiche James Horner
Scenografia Paul Sylbert
Costumi Jurij Harkham
Trucco Gene Kirkwood

Ogni notte dovrebbe essere così buia, ogni inverno così mite, tutti i fari così abbaglianti.
Il furgone slittò, rallentando, e andò a fermarsi contro un banco di neve. Ne scese la Squadra Omicidi: agenti ricavati da uno stesso stampino – braccia corte e fronte bassa – in pastrano foderato di pecora. L’unico in borghese era un uomo alto e pallido: l’Investigatore-capo. Questi ascoltò con attenzione il racconto della guardia che aveva trovato i cadaveri fra la neve, allorché si era un po’ allontanato dal sentiero – nel cuore della notte – per un’urgenza corporale. Li aveva visti, allora, e a momenti gli prendeva un accidente.

“In quegli ultimi mesi si era comportato come un cadavere vivente, tanta era la sua impassibilità durante gli interrogatori. Era come un suicidio, il suo; una morte necessaria, ma pur sempre una morte.
Ora però l’immagine di lei era tornata e lui, per una notte almeno, si sentiva ancora vivo.
L’incendio della torbiera cominciò il mese seguente. Si propagò a poco a poco, finché tutto l’orizzonte settentrionale divenne una barriera di fiamme. Poi, anche l’orizzonte meridionale si coprì di fumo. L’aereo con le provvigioni non poteva più atterrare.
Arrivò un’autobotte, coi pompieri che sembravano guerrieri medievali… Una vera e propria guerra, combattuta da un esercito di pompieri, genieri e volontari, con autobotti, idranti, trattori, ruspe. Arkady, Pribluda e gli altri della villa costituirono un drappello a sé. Non appena essi entrarono in azione, però, il fronte si ruppe. La boscaglia ardeva a tutto spiano, il vento mutava direzione di continuo, il fumo accecava, asfissiava. I combattenti si dispersero, chi qua chi là, allontanandosi dagli automezzi. Il terreno era accidentato, franoso, c’erano buche improvvise, capaci di inghiottire un uomo, o anche un camion. Molti procedevano a caso, dietro questo o quel trattore, senza coordinamento fra i reparti. Ogni tanto qualcuno scappava per mettersi in salvo, coi vestiti bruciacchiati. Arditamente, si affrontavano le fiamme con i badili, nel tentativo di arrestarne l’avanzata scavando trincee, o gettando contro di esse palate di terra. A un certo punto, Arkady si trovò solo con Pribluda: isolati dagli altri del loro drappello.
Il fuoco era imprevedibile. Un tratto di boscaglia ardeva pian piano, un altro veniva divorato in un baleno. Il guaio era la torba.”

maggio 13, 2018 Posted by | Thriller | , , , , , | 6 commenti

Un’ombra nell’ombra

La giovane Carlotta Rhodes con le sue amiche Elena Merrill, Raffaella e  Agatha decide di avere rapporti sessuali con Lucifero; Elena e Carlotta partoriscono due bambine, Anna e Daria.
Per le donne l’unione con il demone significa la castità assoluta; Lucifero è geloso e non ammette che una delle sue adepte possa diventare la donna di un mortale.
Le due figlie di Lucifero crescono mostrando due caratteri completamente diversi; mentre Anna Merrill, figlia di Elena è una ragazza normalissima e di indole fondamentalmente buona Daria Rhodes impara da subito a capire la forza dei suoi poteri. Al contrario di Anna, Daria è una ragazza cattiva e disumana, che tenta di aumentare i suoi poteri per poter dominare gli altri.

Valentina Cortese e Paola Tedesco (Elena e Anna Merril)

Lara Wendel (Daria Rhodes)

Anna finisce per non accettare i poteri demoniaci che possiede e sceglie di suicidarsi, lasciando nello sconforto Elena; la donna è un’insegnante e fra le sue allieve c’è proprio Daria, che non esita a mostrare alla donna i poteri di cui dispone.
Elena, già duramente provata dalla morte di Anna, non regge alle pressioni psicologiche di Daria e ne segue il triste destino.
A quel punto le tre amiche superstiti decidono di correre ai ripari e riunitesi chiedono l’aiuto di un prete in crisi di vocazione.

Anne Heywood (Carlotta Rhodes)

Il prete tenta un’impossibile esorcismo su Daria, che, aiutata da Lucifero, riesce a sconfiggere il prete; vittoriosa, prende un taxi e si fa accompagnare a piazza San Pietro, decisa a lanciare la sfida al capo della cristianità.
Come si può notare già dal plot, Un’ombra nell’ombra tenta disperatamente di rinverdire i fasti di L’esorcista, mescolando anche parte della storia di The Omen-Il presagio; ma Pier Carpi, regista e sceneggiatore del film indeciso su che binari mantenere la pellicola, ovvero se privilegiare l’horror a scapito della velocità della pellicola finisce per rimanere a mezza strada creando sin dall’inizio un filmaccio a cui ben presto verrà a mancare ogni motivo di interesse, trasformando il film stesso in un pasticcio aggravato anche da una trama inverosimile e arruffata come poche.
Più che un horror, siamo di fronte ad una bizzarria con momenti che inducono al riso più che al tremito; basta seguire la prima fase del film per capire cosa ci attende, con un balletto introduttivo che porta all’orgia in cui Lucifero fa sue le donne che vorrebbero adularlo (ma in cambio di cosa?) in cui senza nessuna logica vediamo le protagoniste dimenarsi discinte e lascive.

Marisa Mell

Il seguito mostra che l’impatto deludente dell’inizio della pellicola purtroppo è solo un prologo ad un film in cui non solo non accade nulla di rilevante, ma in cui ci si annoia mortalmente nel seguire le vicissitudini delle due protagoniste, le demoniache figlie di Lucifero che seguono vite parallele interrotte, nel caso di Anna, da un volontario suicidio per scampare al dominio dell’angelo ribelle.
Il tutto senza alcun approfondimento psicologico del personaggio; mi si obietterà che in fondo, davanti ad un horror demoniaco non è che bisogna formalizzarsi più di tanto.
Il guaio è che mentre in L’esorcista viene sviscerata la vicenda personale di Regan e a margine di quella della madre, in Omen-Il presagio assistiamo alle nefandezze del piccolo Damian e alle indagini del padre che porteranno lo stesso a scoprire l’orribile segreto della nascita dell’anticristo, in Un’ombra nell’ombra tutto sembra andare avanti per forza d’inerzia, con personaggi malamente delineati che sembrano agire per motivi francamente incomprensibili.

Irene Papas

La scena finale dell’esorcismo e la conseguente vittoria della diabolica Daria sono poi quanto di peggio visto in film a sfondo demoniaco; John Philip Law appare così stralunato e fuori parte da suscitare tenerezza e al tempo stesso costernazione.
Una parte consistente del film si svolge in una scuola, precisamente nella classe in cui insegna Elena Merrill e in cui come alunna troviamo la diabolica Daria; la ragazza sfida l’amica di sua madre mostrando di che tempra è fatta, aggredisce senza motivo uno dei ragazzini che vorrebbe essere suo amico, si comporta insomma come la degna figlia di indegno padre.
Il tutto però con un’approssimazione di tempi, di situazioni e se vogliamo con una recitazione così fuori dalle righe da rendere ancor più strampalato il risultato finale.
Pensare che nel cast ci sono attrici di sicuro valore, come Anne Heywood (Carlotta Rhodes) che però appare fuori parte nonchè pesantemente penalizzata da un ruolo poco delineato, come Valentina Cortese (Elena Merrill), l’unica forse a livello di uno standard accettabile, come Lara Wendel (Daria Rhodes) che fa il suo senza infamia e senza lode, anch’essa penalizzata dalle astrusità della trama.

Molto marginali le figure di Marisa Mell (Agatha) e Irene Papas (Raffaella) pesantemente penalizzate dalla mancanza di contorno e di spessore dei loro personaggi.
Bene Paola Tedesco, almeno per le poche sequenze che la vedono protagonista nel ruolo della sfortunata Anna.
In quanto a Lucifero, interpretato da Enzo Miani, non vale la pena spendere una parola, tanto palesemente ridicola risulta sia la caratterizzazione dell’attore che il personaggio in se.
Completa il disastro su tutti i fronti una colonna sonora debole e inadatta composta Stelvio Cipriani; da segnalare in ultimo la presenza in piccolissime parti di alcune buone caratteriste del cinema italiano come Carmen Russo (la protagonista del bizzarro balletto iniziale), di Patricia Webley e di Sofia Dionisio.

In quanto a Carpi, regista di questa bizzarra e bislacca pellicola, c’è poco da dire se non rallegrarsi del fatto che Un’ombra nell’ombra sia stata la seconda e ultima prestazione cinematografica, che fece seguito al suo precedente lavoro Povero Cristo interpretato da un Mino Reitano palesemente inadatto e penalizzato da una sceneggiatura sciagurata, in cui assistiamo alle avventure di un investigatore incaricato di provare l’esistenza nientemeno che del messia.
Di Pier Carpi preferisco ricordare la feconda e brillante attività di fumettista

(sue le sceneggiature di I Naufraghi, Lancillotto, Bob Lance, Zakimort, Teddy Bob, Boy, Brancaleone, l’Agente senza Nome, Kolosso, I Serpenti, Uranella, Jessica) e quella di scrittore (La morte facile (1964),Storia della magia, Il mistero di Sherlock Holmes e Le società segrete (1968), Cagliostro il taumaturgo (1972), I mercanti dell’occulto (1973), Un’Ombra nell’Ombra, Rasputin (1975), Le profezie di Papa Giovanni XXIII (1976), Palazzo d´Estate (1978), La Banda Kennedy (1980), Il caso Gelli (1982), Il diavolo (1988), Il venerabile (1993), Gesù contro Cristo (1997).
Film praticamente inguardabile, con l’unico pregio di aver riproposto sullo schermo le attrici citate su, alcune rispolverate dal malinconico cassetto dei ricordi in
cui erano finite, ovvero Marisa Mell e Anne Heywood.

Un’ombra nell’ombra
Un film di Pier Carpi. Con Irene Papas, Valentina Cortese, Paola Tedesco, Marisa Mell,Anne Heywood, John Philip Law, Frank Finlay, Ian Bannen, Sonia Viviani, Lara Wendel, Carmen Russo
Horror, durata 106 min. – Italia 1979.

Anne Heywood    …     Carlotta Rhodes
Valentina Cortese    …     Elena Merrill
Frank Finlay    …     Paul
John Phillip Law    …     L’esorcista
Marisa Mell    …     Agatha
Irene Papas    …     Raffaella
Paola Tedesco    …     Anna Merrill
Lara Wendel    …     Daria Rhodes
Ian Bannen    …     Il professore
Ezio Miani    …     Lucifero
Carmen Russo        Una ballerina
West Buchanan    …     Peter Rhodes
Marina Daunia    …     Prostituta
Patrizia Webley    …     Prostituta

Regia     Pier Carpi
Soggetto     Pier Carpi
Sceneggiatura     Pier Carpi e Audrey Strinton
Fotografia     Guglielmo Mancori
Montaggio     Manlio Camastro
Musiche     Stelvio Cipriani
Scenografia     Piero Basile
Costumi     Michaela Gisotti

Soundtrack del film

maggio 22, 2012 Posted by | Horror | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento