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L’oro di MacKenna

Mentre cavalca in una valle,lo sceriffo Glen Mackenna si imbatte in un anziano pellerossa,ormai morente;l’uomo,prima di spirare,racconta allo sceriffo
che in una valle esiste una gola con un giacimento d’oro immenso.Seguendo le indicazioni del defunto,MacKenna trova tra le sue cose un’antica mappa.
Convinto che si tratti di una fandonia,lo sceriffo la distrugge.
Inseguito da un apache,convinto della responsabilità della morte del vecchio,MacKenna riesce a scamparla per finire nelle mani
di Colorado (un fuorilegge) e della sua banda a cui ben presto si aggiunge un’altra banda di avidi tagliagole,capeggiati da Ben Baker.
Costretto a fare da guida al branco di fuorilegge,MacKenna si trascina dietro le bande,attraverso una serie di pericoli e di emozionanti avventure.
L’uomo,che ha impresso nella mente la mappa e l’eterogeneo gruppo riescono miracolosamente a scampare ad un attacco dell’esercito e infine ad uno degli Apache,con gravi perdite e senza tregua per i superstiti.


Arrivati alla gola che porta al canyon,i pochi rimasti scoprono che l’oro non era una leggenda ma non riusciranno a goderselo.
Prima gli Apache poi un terremoto lasciano in vita solo tre persone;sorpresa finale…
Un buon western,L’oro di Mackenna;nel 1969,l’anno di uscita del film,il genere in Italia era ancora popolarissimo e gli “spaghetti western” erano prodotti in gran numero.
Ma la qualità americana restava insuperabile,del resto basta guardare il cast impiegato nel film che vede star del calibro di
Gregory Peck,Omar Sharif,Eli Wallach,Telly Savalas,Lee J. Cobb,Burgess Meredith,Anthony Quayle e niente meno che Edward G. Robinson.
Ovvio che con un cast del genere si è già a metà dell’opera; a questo va aggiunta la buona mano del regista J. Lee Thompson,

uno specialista in film
del genere avventuroso,autore tra l’altro dei più che discreti I cannoni di Navarone,Il promontorio della paura,I re del sole.
Il film è tratto dal romanzo Mackenna’s Gold, 1963 di Will Henry,un discreto successo editoriale.
Così come fu un buon successo di pubblico il film,attirato sia dal cast sia da un battage pubblicitario rilevante.
Sicuramente un film in cui non mancano le componenti canoniche del genere western;i banditi,Omar Sharif e Eli Wallach,lo sceriffo tutto d’un pezzo,un bravissimo Gregory Peck, il soldato traditore,Telly Savalas e via via tutti gli altri.


Molto bello il finale,che premia l’onestà di Mackenna e in qualche modo risarcisce Inga,la donna che lo sceriffo salva dopo che le hanno ammazzato il padre, bella la colonna sonora opera di Quincy Jones.
Pellicola trasmessa con buona regolarità dalle tv,è disponibile in streaming all’indirizzo http://mondolunatico.org/stream/movies/loro-di-mackenna/

L’oro di MacKenna

Un film di J. Lee Thompson. Con Lee J. Cobb, Gregory Peck, Eli Wallach, Keenan Wynn, Edward G. Robinson,
Anthony Quayle, Telly Savalas, Camilla Sparv, Burgess Meredith, Omar Sharif Titolo originale MacKenna’s Gold.
Western, durata 128 min. – USA 1969.

Gregory Peck: Sceriffo Mackenna
Omar Sharif: Colorado
Eli Wallach: Ben Baker
Telly Savalas: Sgt. Tibbs
Camilla Sparv: Inga Bergmann
Eduardo Ciannelli: Cane della prateria
Keenan Wynn: Sanchez
Julie Newmar: Hesh-Ke
Ted Cassidy: Hachita
Lee J. Cobb: Sam Fuller
Raymond Massey: Predicatore
Burgess Meredith: Weaver
Anthony Quayle: L’inglese
Edward G. Robinson: Adams

Sergio Graziani: Sceriffo Mackenna
Giuseppe Rinaldi: Colorado
Renato Turi: Sgt. Tibbs
Fiorella Betti: Inga Bergmann
Giampiero Albertini: Sanchez
Glauco Onorato: Hachita
Alessandro Sperlì: Sam Fuller
Roberto Bertea: Predicatore
Gianfranco Bellini: Weaver
Manlio Busoni: Inglese adulto
Gino Baghetti: Adams
Renato Cortesi: Accompagnatore di Adams
Romano Ghini: Capitano
Riccardo Mantoni: Besh
Ferruccio Amendola: Laguna
Bruno Persa: Cane della prateria
Sergio Tedesco: Ben Baker
Giulio Panicali: Voce Narrante

Regia J. Lee Thompson
Soggetto dal romanzo Mackenna’s Gold, 1963 di Will Henry
Sceneggiatura Carl Foreman
Produttore Carl Foreman, Dimitri Tiomkin
Fotografia Joseph MacDonald
Montaggio Bill Lenny
Musiche Quincy Jones, Jose Feliciano
Scenografia Geoffrey Drake
Costumi Norma Koch
Trucco Virginia Jones

1. “Overture” 4:36
2. “Ole Turkey Buzzard” 2:46
3. “Canon del Oro” 5:13
4. “Waterhole Trek” 2:37
5. “Reve Parisien” 2:40
6. “Ole Turkey Buzzard (Instrumental version)” 2:30
7. “Soul Full o Gold” 2:40
8. “Main Title” 3:00
9. “Apache Camp” 4:36
10. “Massacre Montage” 2:42
11. “Ole Turkey Buzzard (Spanish version)” 1:30
12. “Finale”

Mag 14, 2018 Posted by | Western | , , , , , , , , | 4 commenti

Il giorno della civetta

“Voi mi state dicendo a vostro modo che non parlate perché gli assassini sono ancora in libertà. Ma gli assassini sono in libertà perché voi non parlate.”
In questa frase pronunciata dal Capitano Bellodi,protagonista del film Il giorno della civetta,c’è l’essenza del film stesso e in modo lato della mafia,vera protagonista della pellicola e del romanzo di Sciascia del quale è la fedele riduzione su pellicola.
Un film sulla mafia,quindi,un film sulla corruzione e sui poteri forti con essa collusi.
Uno dei primi ad affrontare in modo organico un fenomeno che già negli anni 60 sembrava avvolgere come una piovra (che non a caso sarà il titolo di una fortunata serie tv sulla mafia) tutto il tessuto sociale della Sicilia,rendendo inestricabile un mondo omertoso,fiancheggiato da una pletora di personaggi che con essa hanno sviluppato un’economia occulta che ha finito per diventare un cancro della società.
Il libro di Sciascia,strutturato come un romanzo,ma in realtà vero atto di accusa verso un mondo impenetrabile capace di avvelenare e al tempo stesso di coartare un’intero consesso civile, racconta una storia che negli anni successivi sarebbe diventata una triste litania,replicata all’infinito e responsabile di una scia di sangue lunghissima e dolorosa.


La storia di un paese,di una regione intera che finisce,un pò per paura,un pò per convenienza per convivere con il fenomeno mafioso quasi in simbiosi.
Sciascia analizza il fenomeno,racconta una storia che avremo rivisto tante volte,fino alla nausea e alla fine chiude il romanzo quasi sconfitto, comunque rassegnato:la mafia,come dirà Giovanni Falcone,è una cosa umana e come tale avrà un termine,ma qui siamo nel 1961 (il romanzo è del 1960 ma sarà pubblicato l’anno dopo) e il fenomeno mafia è purtroppo vivo e vitale.

E’ il 1961,siamo in Sicilia.
Il Capitano Bellodi,emiliano purosangue di Parma,è stato trasferito in Sicilia;si trova a dover indagare sul misterioso omicidio Salvatore Colasberna,imprenditore edile che ha pagato con la vita il diniego a lasciare un appalto a favore di un’azienda protetta dalla mafia.
L’uomo è stato ucciso nei pressi dell’abitazione di Salvatore Nicolosi e di sua moglie Rosa;anche l’uomo scompare,ma Bellodi,con caparbietà riesce a far dire a Rosa il nome dell’uomo che Salvatore ha incontrato sul luogo dell’omicidio,Zecchinedda.
La circostanza viene confermata da un informatore della polizia,Parrinieddu;ma i due uomini sono destinati a fare una brutta fine.
Dietro la loro scomparsa c’è la lunga mano di Don Mariano Arena,potente capo mafia della zona,protetto da poteri forti e con amicizie altolocate.
Le indagini di Bellodi arrivano fino a lui,Arena verrà arrestato.


Ma nell’ombra le amicizie si muovono e l’uomo torna libero:il capitano viene trasferito in altra sede.
Analisi dura,nuda e cruda ambientale e sociologica,Il giorno della civetta si apre e si chiude in modo asciutto,ripercorrendo in maniera fedele i passi del Capitano Bellodi,uomo di sani principi e ligio alla legge,nella quale ha una fede incrollabile attraverso i meandri di una società rigidamente strutturata come una piramide.
Una piramide umana,però,al cui vertice c’è il potere assoluto,parallelo a quello legale ma al tempo stesso molto più potente.
La mafia è la vera legge,rispettata da tutti non solo per paura ma quasi come un’istituzione sacra,con il suo complesso di regole che ha come corredo comportamenti omertosi se non anche fiancheggiatori da parte di apparati dello stato.
Magistrati,poteri economici,politici,tutti sono al servizio in qualche modo dell’anti stato.
E alla fine sarà proprio l’anti stato a vincere e le parole di Bellodi,che ho citato all’inizio,resteranno lettera morta.
C’è un passo,nel film,in cui il Capitano incontra Arena,il capo mafia,che gli racconta di come vede lui la gente che lo circonda:
” …e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà…
Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancora più in giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…
E ancora di più: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha pià senso e più espressione di quella delle anatre…(cit.lett.)
Nel finale del film, quando il Capitano mestamente lascia il paese per essere sostituito da un funzionario di polizia meno zelante, i mafiosi rimasti tranquillamente al loro posto definiranno quest’ultimo “quacquaracquà”,in netta contrapposizione con Bellodi,nemico si ma degno del massimo rispetto.


Il film trasuda pessimismo che si afferra,palpabilmente,per tutta la durata della pellicola.
E il finale è ovviamente il punto più alto di questo pessimismo serpeggiante.
Il giorno della civetta è un film importante che analizza il fenomeno mafia sotto varie angolazioni;lo è anche perchè è il primo ad affrontare senza paure lo scomodo tema del malaffare,fino ad allora trattato cinematograficamente senza la dovuta profondità.
E lo fa con un linguaggio perfettamente costruito,con dialoghi secchi ed efficaci,aiutato anche dalla recitazione corale di un gruppo di attori tutti di altissimo livello.Come il bravissimo Franco Nero che interpreta il probo e integerrimo capitano Bellodi,
una splendida Claudia Cardinale ancora una volta “siciliana”,bella come ai tempi di “Il gattopardo” ma sopratutto in possesso di uno sguardo,di una fisicità che parlano da soli.
E poi ancora un credibilissimo Lee J. Cobb nei panni di Don Mariano Arena,eminenza “nera” e vera anima dannata che è dietro alla piovra che strangola il paese.
Bravi anche Serge Reggiani,Nehemiah Persoff e Tano Cimarosa,per un film che non può mancare in nessuna videoteca.
Damiani dirige il primo dei suoi film che avranno come tema la mafia o comunque la violenza,la sopraffazione e l’omertà,il silenzo complice:seguiranno film di denuncia come La moglie più bella,il bellissimo Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica,L’istruttoria è chiusa: dimentichi,Perché si uccide un magistrato,tutti film con un comune denominatore,quello dell’impegno civile e della denuncia.
Il film è disponibile su You tube in una splendida versione all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=Ypg5SxbDhE4

Il giorno della civetta

Un film di Damiano Damiani. Con Claudia Cardinale, Lee J. Cobb, Franco Nero, Serge Reggiani, Ugo D’Alessio,
Nehemiah Persoff, Fred Coplan, Ennio Balbo, Brizio Montinaro, Lino Coletta Drammatico, Italia 1968

Franco Nero: capitano Bellodi
Claudia Cardinale: Rosa Nicolosi
Lee J. Cobb: Don Mariano Arena
Tano Cimarosa: Zecchinetta
Nehemiah Persoff: Pizzuco
Serge Reggiani: Parrinieddu
Ennio Balbo: il primo mafioso al banchetto
Ugo D’Alessio: il secondo mafioso al banchetto
Fred Coplan: il brigadiere
Giovanni Pallavicino: maresciallo dei Carabinieri
Laura De Marchi: La figlia di don Mariano
Brizio Montinaro: il figlio del maresciallo
Lino Coletta: il giovane baffuto in casa di Don Mariano
Vincenzo Falanga: uno scagnozzo di Don Mariano

Genere drammatico, giallo
Regia Damiano Damiani
Soggetto Leonardo Sciascia
Sceneggiatura Damiano Damiani, Ugo Pirro
Produttore Luigi Carpentieri, Ermanno Donati
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Montaggio Nino Baragli
Musiche Giovanni Fusco

Sergio Graziani: capitano Bellodi
Rita Savagnone: Rosa Nicolosi
Corrado Gaipa: Don Mariano Arena
Arturo Dominici: Pizzuco
Oreste Lionello: Parrinieddu
Ignazio Balsamo: maresciallo dei Carabinieri

Incipit romanzo

L’autubus stava per partire, rombava sordo con improvvisi raschi e singulti. La piazza era silenziosa. nel grigio dell’alba, sfilacce di nebbia ai campanili della Matrice: solo il rombo dell’autobus e la voce del venditore di panelle, panelle calde panelle, implorante ed ironica.
Il bigliettaio chiuse lo sportello, l’autobus si mosse con un rumore di sfasciume. L’ultima occhiata che il bigliettaio girò sulla piazza, colse l’uomo vestito di scuro che veniva correndo; il bigliettaio disse all’autista «un momento» e aprì lo sportello mentre l’autobus ancora si muoveva.
Si sentirono due colpi squarciati: l’uomo vestito di scuro, che stava per saltare sul predellino, restò per un attimo sospeso, come tirato su per i capelli da una mano invisibile; gli cadde la cartella di mano e sulla cartella lentamente si afflosciò.

 

– “Come andò il gioco?”
– “A zacchinetta vinsi, poi arrivarono i carabinieri e ci arrestarono tutti; così tutti abbiamo perduto.”

“Fesso” è quasi grave come “cornuto”. Ma “cornuto” è più grave di tutto.

 

ottobre 14, 2017 Posted by | Drammatico | , , , , | Lascia un commento

L’esorcista

L'esorcista locandina 2

Un’equipe di archeologi è al lavoro su un sito in Iraq;durante gli scavi uno di loro dissotterra una statuetta raffigurante il demone Pazuzu. Alla scena assiste padre Merrin,un sacerdote,che rimane molto colpito dalla cosa. La scena si sposta a Georgestown,dove l’attrice Chris si è trasferita con la figlia Regan;durante la lavorazione del film nota un sacerdote,padre Damian,che è ancora sconvolto per la perdita della madre,alla quale si rimprovera di non essere stato abbastanza vicino.

L'esorcista 1

L'esorcista 0

Un nuovo cambio di scena:Regan va dalla mamma,e le chiede di poter dormire con lei,perché,a suo dire,il letto si muove,non lasciandola riposare.

Qualche sera più tardi Chris organizza una serata,a cui partecipano il regista del film,Burke,e padre Dyers;durante la cena Regan scende le scale,e mentre orina sul pavimento guarda Burke e gli dice :”tu morirai presto” E’ questo il vero inizio del film,che fino alla scena descritta ha vissuto di una tensione palpabile,espressa dai volti di Chris e di Regan,entrambe alle prese con gli strani fenomeni a cui sembra soggetta la ragazzina.

L'esorcista 3

Chris decide di portare Regan in ospedale per degli accertamenti,che però non danno risultati;accade invece che Burke viene trovato morto giù dalla scala che porta in camera di Regan.

Il tenente Kinderman,incaricato delle indagini,sospetta un omicidio e si reca da Chris;la quale,a questo punto,è convinta che la figlia,in qualche modo,sia coinvolta nella morte dell’amico. Le visite psichiatriche a cui viene sottoposta Regan non danno alcun esito,mentre la ragazzina inizia a comportarsi in modo violento,arrivando ben presto a cambiare voce e,in alcuni casi,anche i lineamenti del volto.

L'esorcista 2

Chris decide,disperata,di consultare padre Damian,che dopo una serie di visite alla ragazza,si convince che sia posseduta dal diavolo;chiede pertanto ai suoi superiori di poter sottoporre Regan ad una pratica di esorcismo. La situazione precipita,e nella stanza della ragazza accadono fenomeni assolutamente straordinari;la ragazza si solleva dal letto come in levitazione,parla in lingue sconosciute,bestemmia e si comporta come chi è davvero posseduto da un’entità estranea,diabolica.

L'esorcista 4

Damian,inesperto in esorcismi,chiama affianco a se padre Merrin,che riconosce immediatamente il demone che possiede Regan;durante la prima drammatica seduta di esorcismo,Damian cede quando il diavolo,per bocca di Regan,parla con la voce di sua madre;padre Merrin lo fa uscire dalla stanza,ma quando Damian torna,trova il vecchio sacerdote morto,stroncato da un infarto.

Damian si lancia contro Regan,sfida il diavolo ad impossessarsi di lui,e quando ciò avviene,si getta fuori dalla finestra,morendo sul selciato.

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Regan è libera,è può finalmente abbracciare sua madre. L’esorcista è in assoluto uno dei film più belli sul tema della possessione,forse il più rigoroso e meglio girato;il perfezionista Friedkin non lesinò tutte le astuzie del mestiere per rendere veritiere le scene,incluso il trucco di abbassare la temperatura della stanza dell’esorcismo per creare la condensa dell’alito,o utilizzare il pasticcio di piselli che Regan vomita addosso al sacerdote senza avvisare l’attore della trovata.

Assecondato da ottimi attori,Friedkin riesce a girare un film in cui la tensione è palpabile in ogni singola scena,creando una maschera,quella di Regan,che per lungo tempo fece venire gli incubi agli spettatori. Splendida la colonna sonora di Mike Oldfield,Tubular bells,mentre una citazione particolare va al cast,con le bravissime Linda Blair (Regan) ed Hellen Burstyn (Chris),oltre al gigante Max Von Sidow (padre Merrin) e Jason Miller (padre Damian). Il film ha avuto due seguiti e due prequel.

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L’esorcista
un film di William Friedkin. Con Lee J. Cobb, Max von Sydow, Ellen Burstyn, Linda Blair, Jason Miller, Kitty Winn.
Genere Horror, colore 120 minuti. – Produzione USA 1973.

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L'esorcista banner protagonisti

Max von Sydow: Padre Lankaster Merrin
Jason Miller: Padre Damien Karras
Ellen Burstyn: Chris MacNeil
Lee J. Cobb: Tenente William F. Kinderman
Kitty Winn: Sharon Spencer
Jack MacGowran: Burke Dennings
Linda Blair: Regan Theresa MacNeil
Reverend William O’Malley: Padre Dyer
Barton Heyman: Dr. Klein
Peter Masterson: Dr. Barringer, Direttore della Clinica
Rudolf Schündler: Karl
Gina Petrushka: Willi
Robert Symonds: Dr. Taney
Arthur Storch: Psichiatra
Reverend Thomas Bermingham: Tom, Presidente dell’Università
Vasiliki Maliaros: madre di Karras
Titos Vandis: zio di Karras
Wallace Rooney: Vescovo Michael
Donna Mitchell: Mary Jo Perrin
Roy Cooper: Jesuit Dean
Robert Gerringer: Senatore al Party
William Peter Blatty: Producer
Mary Boylan: Primo paziente
Richard Callinan: Astronauta
Yvonne Jones: Infermiera del Bellevue
John Mahon: Direttore del laboratorio del linguaggio
Reverend John Nicola: Prete
Vincent Russell: vagabondo della metropolitana

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Regia:     William Friedkin
Soggetto:     William Peter Blatty (romanzo)
Sceneggiatura:     William Peter Blatty
Fotografia:     Owen Roizman, Billy Williams
Montaggio:     Norman Gay, Evan A. Lottman, Bud Smith
Effetti speciali:     Marcel Vercoutere
Musiche:     Mike Oldfield, Jack Nitzsche
Tema musicale: Mike Oldfield, Tubular bells
Scenografia:     Bill Malley


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Il demone è bugiardo. Mentirà per confonderci e alle menzogne mescolerà anche la verità per aggredirci.

Anche il Diavolo spesso è tentato dal fare del bene contro la sua volontà.

Giornata ideale per un esorcismo (Il demone rivolto a padre Karras)

Demi… perchè hai fatto questo a me, Demi ? Perchè ?
(la madre di Karras, ispirata dal demone)


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L'esorcista locandina 3

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Mag 14, 2008 Posted by | Horror | , , , , | 2 commenti