Filmscoop

Tutto il mio cinema

Gli Oscar del 1989

Banner Oscar 1989

Oscar

La sera del 29 marzo 1989 a Los Angeles nella sede dello Shrine Civic Auditorium di Los Angeles si tiene la consueta cerimonia per il conferimento degli Academy Awards, gli Oscar cinematografici relativi a film in programmazione nel 1988.
Secondo previsioni, a vincere l’Oscar come miglior film è Rain man, l’uomo della pioggia di Barry Levinson che a fine serata porterà a casa altre 3 statuette su 8 nomination. Il film di Levinson batte un parterre di alto livello, composto da Turista per caso (The Accidental Tourist), regia di Lawrence Kasdan, da Le relazioni pericolose (Dangerous Liaisons), regia di Stephen Frears, da Mississippi Burning – Le radici dell’odio (Mississippi Burning), regia di Alan Parker e infine da Una donna in carriera (Working Girl), regia di Mike Nichols.
Levinson vince anche il premio per la miglior regia, mentre è Dustin Hoffman a vincere l’Oscar come miglior attore protagonista,aggiudicandosi la sua seconda statuetta a distanza di 9 anni da quella vinta nel 1980 con Kramer contro Kramer.

Shrine Civic Auditorium

Shrine Civic Auditorium di Los Angeles

La sua vecchia partner Meryl Streep, che condivise con lui l’Oscar è in lizza ancora una volta ma viene battuta da una grande Jodie Foster, interprete del drammatico Sotto accusa (The Accused) diretto da Jonathan Kaplan mentre tra le nomination troviamo Glenn Close per Le relazioni pericolose (Dangerous Liaisons),Melanie Griffith per Una donna in carriera (Working Girl) e Sigourney Weaver per Gorilla nella nebbia (Gorillas in the Mist: The Story of Dian Fossey).
La Weaver aveva la nomination anche come miglior attrice non protagonista per Una donna in carriera, ma rimase a secco anche in questa categoria.
Miglior attore protagonista è Kevin Kline per Un pesce di nome Wanda mentre miglior attrice non protagonista è Virginia Elizabeth Davis ovvero Geena Davis per il film Turista per caso (The Accidental Tourist).
Miglior film straniero è Pelle alla conquista del mondo (Pelle erobreren), regia di Bille August; grande sconfitto della serata è Mississipi Burning alle radici dell’odio, il film di Alan Parker che alla fine su sette nomination vince solo l’Oscar, peraltro prestigioso per la miglior fotografia.
Invece il grande protagonista della serata è Chi ha incastrato Roger Rabbit diretto da Robert Zemeckis, film dalla tecnica particolare con presenza contemporanea di cartoni e di attori in carne ed ossa.
Il film di Zemeckis vince l’Oscar con Arthur Schmid per il Miglior montaggio,con Ken Ralston, Richard Williams, Edward Jones e George Gibbs per i Migliori effetti speciali,con Charles L. Campbell e Louis L. Edemann per il Miglior montaggio sonoro.
Il premio alla carriera va Alla Eastman Kodak Co., per i fondamentali contributi all’arte del cinema durante il primo secolo della sua storia e
alla National Film Board of Canada, per l’impegno dedicato alla realizzazione di un’attività artistica, creativa e tecnologica e dell’eccellenza raggiunta in ogni settore della cinematografia.

Legenda :in neretto i film e i protagonisti vincitori

Banner Oscar 1989,3

Miglior film

1 Rain man

Rain Man – L’uomo della pioggia (Rain Man), regia di Barry Levinson

1 Turisti per caso
Turista per caso (The Accidental Tourist), regia di Lawrence Kasdan

1 Le relazioni pericolose
Le relazioni pericolose (Dangerous Liaisons), regia di Stephen Frears

1 Mississippi Burning
Mississippi Burning – Le radici dell’odio (Mississippi Burning), regia di Alan Parker

1 Una donna in carriera
Una donna in carriera (Working Girl), regia di Mike Nichols

Miglior regia

2 Rain Man

Barry Levinson – Rain Man – L’uomo della pioggia (Rain Man)

2 Un pesce di nome Wanda
Charles Crichton – Un pesce di nome Wanda (A Fish Called Wanda)

2 Una donna in carriera
Mike Nichols – Una donna in carriera (Working Girl)

2 Mississippi Burning
Alan Parker – Mississippi Burning – Le radici dell’odio (Mississippi Burning)

2 L'ultima tentazione di Cristo
Martin Scorsese – L’ultima tentazione di Cristo (The Last Temptation of Christ)

Miglior attore protagonista

3 Dustin Hoffman

Dustin Hoffman – Rain Man – L’uomo della pioggia (Rain Man)

3 Gene Hackman - Mississippi Burning - Le radici dell'odio
Gene Hackman – Mississippi Burning – Le radici dell’odio (Mississippi Burning)

3 Tom Hanks - Big
Tom Hanks – Big (Big)

3 Edward James Olmos - La forza della volontà
Edward James Olmos – La forza della volontà (Stand and Deliver)

3 Max von Sydow - Pelle alla conquista del mondo
Max von Sydow – Pelle alla conquista del mondo (Pelle erobreren)

Migliore attrice protagonista

4 Sotto accusa

Jodie Foster – Sotto accusa (The Accused)

4 Glenn Close Le relazioni pericolose
Glenn Close – Le relazioni pericolose (Dangerous Liaisons)

4 Melanie Griffith Una donna in carriera
Melanie Griffith – Una donna in carriera (Working Girl)

4 Meryl Streep - Un grido nella notte
Meryl Streep – Un grido nella notte (A Cry in the Dark)

Gorilla nella nebbia

Sigourney Weaver – Gorilla nella nebbia

Miglior attore non protagonista

5 Kevin Kline - Un pesce di nome Wanda

Kevin Kline – Un pesce di nome Wanda (A Fish Called Wanda)

5 Alec Guinness - Little Dorrit
Alec Guinness – Little Dorrit (Little Dorrit)

5 Martin Landau - Tucker, un uomo e il suo sogno
Martin Landau – Tucker, un uomo e il suo sogno (Tucker: The Man and His Dream)

5 River Phoenix - Vivere in fuga
River Phoenix – Vivere in fuga (Running on Empty)

5 Dean Stockwell - Una vedova allegra... ma non troppo
Dean Stockwell – Una vedova allegra… ma non troppo (Married to the Mob)

Migliore attrice non protagonista

6 Geena Davis - Turista per caso

Geena Davis – Turista per caso (The Accidental Tourist)

6 Joan Cusack - Una donna in carriera
Joan Cusack – Una donna in carriera (Working Girl)

6 Frances McDormand - Mississippi Burning - Le radici dell'odio
Frances McDormand – Mississippi Burning – Le radici dell’odio (Mississippi Burning)

6 Michelle Pfeiffer - Le relazioni pericolose
Michelle Pfeiffer – Le relazioni pericolose (Dangerous Liaisons)

6 Sigourney Weaver - Una donna in carriera
Sigourney Weaver – Una donna in carriera (Working Girl)

Miglior sceneggiatura originale

Ronald Bass e Barry Morrow – Rain Man – L’uomo della pioggia (Rain Man)
John Cleese e Charles Crichton – Un pesce di nome Wanda (A Fish Called Wanda)
Naomi Foner – Vivere in fuga (Running on Empty)
Gary Ross e Anne Spielberg – Big (Big)
Ron Shelton – Bull Durham – Un gioco a tre mani (Bull Durham)

Miglior sceneggiatura non originale

Christopher Hampton – Le relazioni pericolose (Dangerous Liaisons)
Jean-Claude Carrière e Philip Kaufman – L’insostenibile leggerezza dell’essere (The Unbearable Lightness of Being)
Christine Edzard – Little Dorrit (Little Dorrit)
Frank Galati e Lawrence Kasdan – Turista per caso (The Accidental Tourist)
Anna Hamilton Phelan e Tab Murphy – Gorilla nella nebbia (Gorillas in the Mist: The Story of Dian Fossey)

Miglior film straniero

Pelle alla conquista del mondo (Pelle erobreren), regia di Bille August
La notte dei maghi (Hanussen), regia di István Szabó (Ungheria)
Il maestro di musica (Le maître de musique), regia di Gérard Corbiau (Belgio)
Salaam Bombay! (Salaam Bombay!), regia di Mira Nair (India)
Donne sull’orlo di una crisi di nervi (Mujeres al borde de un ataque de nervios), regia di Pedro Almodóvar (Spagna)

Miglior fotografia

Peter Biziou – Mississippi Burning – Le radici dell’odio (Mississippi Burning)
Dean Cundey – Chi ha incastrato Roger Rabbit (Who Framed Roger Rabbit)
Conrad L. Hall – Tequila Connection (Tequila Sunrise)
Sven Nykvist – L’insostenibile leggerezza dell’essere (The Unbearable Lightness of Being)
John Seale – Rain Man – L’uomo della pioggia (Rain Man)

Miglior montaggio

Arthur Schmidt – Chi ha incastrato Roger Rabbit (Who Framed Roger Rabbit)
Stuart Baird – Gorilla nella nebbia (Gorillas in the Mist: The Story of Dian Fossey)
Gerry Hambling – Mississippi Burning – Le radici dell’odio (Mississippi Burning)
Stu Linder – Rain Man – L’uomo della pioggia (Rain Man)
Frank J. Urioste e John F. Link – Die Hard – Trappola di cristallo (Die Hard)

Miglior scenografia

Stuart Craig e Gerard James – Le relazioni pericolose (Dangerous Liaisons)
Albert Brenner e Garrett Lewis – Spiagge (Beaches)
Ida Random e Linda DeScenna – Rain Man – L’uomo della pioggia (Rain Man)
Elliot Scott e Peter Howitt – Chi ha incastrato Roger Rabbit (Who Framed Roger Rabbit)
Dean Tavoularis e Armin Ganz – Tucker, un uomo e il suo sogno (Tucker: The Man and His Dream)

Migliori costumi

James Acheson – Le relazioni pericolose (Dangerous Liaisons)
Milena Canonero – Tucker, un uomo e il suo sogno (Tucker: The Man and His Dream)
Deborah Nadoolman – Il principe cerca moglie (Coming to America)
Patricia Norris – Intrigo a Hollywood (Sunset)
Jane Robinson – Il matrimonio di Lady Brenda (A Handful of Dust)

Miglior trucco

Ve Neill, Steve La Porte e Robert Short – Beetlejuice – Spiritello porcello (Beetlejuice)
Rick Baker – Il principe cerca moglie (Coming to America)
Tom Burman e Bari Dreiband-Burman – S.O.S. fantasmi (Scrooged)

Migliori effetti speciali

Ken Ralston, Richard Williams, Edward Jones e George Gibbs – Chi ha incastrato Roger Rabbit (Who Framed Roger Rabbit)
Richard Edlund, Al DiSarro, Brent Boates e Thaine Morris – Die Hard – Trappola di cristallo (Die Hard)
Dennis Muren, Michael McAlister, Phil Tippett e Chris Evans – Willow (Willow)

Migliore colonna sonora

Dave Grusin – Milagro (The Milagro Beanfield War)
George Fenton – Le relazioni pericolose (Dangerous Liaisons)
Maurice Jarre – Gorilla nella nebbia (Gorillas in the Mist: The Story of Dian Fossey)
John Williams – Turista per caso (The Accidental Tourist)
Hans Zimmer – Rain Man – L’uomo della pioggia (Rain Man)

Miglior canzone

Let the River Run, musica e testo di Carly Simon – Una donna in carriera (Working Girl)
Calling You, musica e testo di Bob Telson – Bagdad Cafè (Out of Rosenheim)
Two Hearts, musica di Lamont Dozier e testo di Phil Collins – Buster (Buster)

Miglior sonoro

Les Fresholtz, Dick Alexander, Vern Poore e Willie D. Burton – Bird (Bird)
Don Bassman, Kevin F. Cleary, Richard Overton e Al Overton – Die Hard – Trappola di cristallo (Die Hard)
Robert Knudson, John Boyd, Don Digirolamo e Tony Dawe – Chi ha incastrato Roger Rabbit (Who Framed Roger Rabbit)
Robert Litt, Elliot Tyson, Rick Kline e Danny Michael – Mississippi Burning – Le radici dell’odio (Mississippi Burning)
Andy Nelson, Brian Saunders e Peter Handford – Gorilla nella nebbia (Gorillas in the Mist: The Story of Dian Fossey)

Miglior montaggio sonoro

Charles L. Campbell e Louis L. Edemann – Chi ha incastrato Roger Rabbit (Who Framed Roger Rabbit)
Ben Burtt e Richard Hymns – Willow (Willow)
Stephen H. Flick e Richard Shorr – Die Hard – Trappola di cristallo (Die Hard)

Miglior documentario

Hotel Terminus: The Life and Times of Klaus Barbie (Hôtel Terminus), regia di Marcel Ophüls
The Cry of Reason – Beyers Naude: An Afrikaner Speaks Out (The Cry of Reason – Beyers Naude: An Afrikaner Speaks Out), regia di Robert Bilheimer
Let’s Get Lost – Perdiamoci (Let’s Get Lost), regia di Bruce Weber
Promises to Keep (Promises to Keep), regia di Ginny Durrin
Who Killed Vincent Chin? (Who Killed Vincent Chin?), regia di Christine Choy e Renee Tajima-Pena

Miglior cortometraggio

The Appointments of Dennis Jennings (The Appointments of Dennis Jennings), regia di Dean Parisot
Cadillac Dreams (Cadillac Dreams), regia di Matia Karrell
Gullah Tales (Gullah Tales), regia di Gary Moss

Miglior cortometraggio documentario

You Don’t Have to Die (You Don’t Have to Die), regia di Malcolm Clarke e Bill Guttentag
The Children’s Storefront (The Children’s Storefront), regia di Karen Goodman
Family Gathering (Family Gathering), regia di Lise Yasui e Ann Tegnell
Gang Cops (Gang Cops), regia di Thomas B. Fleming e Daniel Marks
Portrait of Imogen (Portrait of Imogen), regia di Meg Partridge

Miglior cortometraggio d’animazione

Tin Toy (Tin Toy), regia di John Lasseter
The Cat Came Back (The Cat Came Back), regia di Cordell Barker
Technological Threat (Technological Threat), regia di Brian Jennings e Bill Kroyer

Premio Special Achievement

Richard Williams – Chi ha incastrato Roger Rabbit (Who Framed Roger Rabbit?) – per la direzione delle animazioni

Premio alla carriera

Alla Eastman Kodak Co., in riconoscimento dei fondamentali contributi all’arte del cinema durante il primo secolo della sua storia.
Alla National Film Board of Canada, in riconoscimento del suo cinquantesimo anniversario, del suo impegno dedicato alla realizzazione di un’attività artistica, creativa e tecnologica e dell’eccellenza raggiunta in ogni settore della cinematografia.

Banner Oscar 1989,4

 

Barry Levinson oscar

 

Barry Levinson regista di Rain Man tra Goldie Hawn e Kurt Russell

Dustin Hoffman oscar

Dustin Hoffman, premio Oscar come miglior attore con Tom Cruise

Dustin Hoffman oscar 2

Jodie Foster oscar

Jodie Foster premio Oscar come miglior attrice

Jodie Foster Hoffman oscar

Geena Davis

Geena Davis, premio Oscar come miglior attrice non protagonista

Geena Davis 2

Jodie Foster oscar 2

Kevin Kline

Kevin Kline premio Oscar come miglior attore non protagonista

Kevin Kline 2

Nomination Oscar miglior attore

Nomination Oscar miglior attore non protagonista

Nomination Oscar miglior attrice

Nomination Oscar miglior attrice non protagonista

febbraio 3, 2014 Pubblicato da: | Oscar | | Lascia un commento

Florinda Bolkan Photogallery

Florinda Bolkan Photobook 19

 

Florinda Bolkan Photobook 18

 

Florinda Bolkan Photobook 17

 

Florinda Bolkan Photobook 16

 

Florinda Bolkan Photobook 15

 

Florinda Bolkan Photobook 14

 

Florinda Bolkan Photobook 13

 

Florinda Bolkan Photobook 12

 

Florinda Bolkan Photobook 11

 

Florinda Bolkan Photobook 10

 

Florinda Bolkan Photobook 9

 

Florinda Bolkan Photobook 8

 

Florinda Bolkan Photobook 3

 

Florinda Bolkan Photobook 7

 

Florinda Bolkan Photobook 6

 

Florinda Bolkan Photobook 2

 

Florinda Bolkan Photobook 5

 

Florinda Bolkan Photobook 1

 

Florinda Bolkan Photobook 4

 

Florinda Bolkan Photobook 20

febbraio 3, 2014 Pubblicato da: | Photogallery | | Lascia un commento

Arcana

Arcana locandina 1

Arcana è un non film.
Arcana è, come lascia presagire il titolo stesso,che suggerisce qualcosa di misterioso, inafferrabile, un viaggio metropolitano e al tempo steso un viaggio ancestrale alla ricerca dell’autentico spirito popolare dominato dalla superstizione, che può nascondersi tranquillamente all’interno di una famiglia proletaria, per usare un termine tanto caro al periodo storico in cui venne girato (il 1972) o all’interno di una famiglia medio borghese.
Un viaggio nell’anima, nei tabù,alle radici della cultura stessa.
Un viaggio disomogeneo ai massimi livelli, caotico e carico di simbolismi, ma non per questo meno affascinante.
E coraggioso.
Chiunque si avvicini oggi a questo film non potrà non restare impressionato dalla sua carica sperimentale e sognatrice, didascalica e ferocemente anti borghese, espressa con un linguaggio cinematografico raramente così efficace e coraggioso.
Giulio Questi, il regista del film, è alla sua terza ed ultima regia per il cinema:dopo il coraggioso e anticonvenzionale Se sei vivo spara,un western anomalo dentro il quale si riconosce facilmente una visione apocalittica di quello che era stato il mito del dopo guerra, la resistenza al fascismo e dopo La morte ha fatto l’uovo, durissima critica al consumismo del post boom economico Questi approda ad Arcana.

Arcana 6

Arcana 5
Che viene girato con pochissimi mezzi e con due lire; unico lusso del film la partecipazione di due attrici di ottimo livello come Lucia Bosè e Tina Aumont.
Per colmo di sventura Arcana venne stampato in pochissime copie che fecero una fugace apparizione nelle sale cinematografiche in quanto il produttore del film fallì, impedendo tra l’altro la circolazione dello stesso all’estero.
Si deve al CSC,il Centro di sperimentazione cinematografico l’operazione meritoria di aver riesumato la pellicola dagli archivi della Cineteca Nazionale, che per inciso possiede 80.000 pellicole, 600.000 fotografie e 50.000 manifesti e averne pubblicato la versione integrale, che però non è mai passata in tv.
Veniamo al film, la cui descrizione sinottica è semplicemente riduttiva e di difficile esplicazione.
La signora Tarantino e suo figlio provengono dalla Sicilia.

Arcana 15

Arcana 14
Lei è vedova e ben presto deve fare i conti con la borsa della spesa, per cui decide di mettere a frutto il suo talento che consiste nella conoscenza arcaica di riti magici che si mescolano a rituali superstiziosi, che ben presto attirano un gruppo eterogeneo di persone, fra le quali non è predominante la componente popolare, ma consta anche di un nutrito gruppo di borghesi.
La donna ha un rapporto ambiguo con suo figlio, ai limiti dell’incestuoso e d’altro canto anche il giovane nutre gli stessi sentimenti edipici per sua madre;il giovane capisce che l’arte magica della madre può servirgli e decide di impadronirsi dei segreti che a suo modo di vedere la madre custodisce gelosamente.
A sua insaputa il ragazzo possiede già delle conoscenze arcane e misteriose sulle forze “magiche” che vorrebbe strappare alla madre.
Ma sono conoscenze latenti e non dominate.
Dopo aver tentato di strappare alla madre gli oscuri segreti che la donna sembra manipolare con facilità, il giovane utilizza i suoi poteri estesi per creare un autentico caos nel quartiere:un asino vola sulla cima di un campanile, un villino che sembra magico strega una famiglia, dalla bocca della madre escono rospi vivi.E buon ultimo, uno stupro.Il giovane infatti conosce una cliente della madre, Marisaa, e la violenta mettendola di conseguenza incinta.
Il che provocherà un drammatico finale…

Arcana 13

Arcana 12
Arcana è un film sperimentale e come tale necessita di una buona dose di pazienza per essere visto compiutamente e sopratutto per assistere alla successione di immagini che ondeggiano e poi vagano tra l’onirico e il reale, immagini spesso criptiche nel loro simbolismo esasperato.
La celebre sequenza delle rane o rospi che siano ha palesi riferimenti ai miti della fertilità egizi o anche aztechi, vista la mitologia azteca sull’origine della vita mentre altre sequenze sono decisamente di più difficile interpretazione.
Di certo c’è da dire una cosa: oggi una pellicola coraggiosa e anticonformista come Arcana sarebbe assolutamente improponibile nel panorama cinematografico attuale, fatto di pellicole poco affascinanti, stereotipate nei loro paludamenti tra decine di cine panettoni natalizi o pasquali.
La cosa più triste è leggere alcuni commenti che circolano in rete, chiara dimostrazione di come il cinema venga interpretato da molti come evasione pura o come totale disimpegno, come se non ci fosse un’alternativa alle vacanze alle Bahamas o alle commediole nostalgiche che infarciscono e inflazionano gli schermi.
Il film di Questi è indubbiamente indigesto: tuttavia ha il coraggio e il pregio di rompere gli schemi, parlando apertamente delle ipocrisie che si nascondono nella classe medio borghese oppure nel rappresentare una realtà, oggi in larga parte svanita, di un meridione superstizioso ma ugualmente magico, legato a riti ancestrali che solo chi vive la realtà meridionale può oggi vagamente comprendere.

Arcana 11

Arcana 10
Basta farsi un viaggio in Lucania o in Calabria, in alcuni paesini e parlare con la gente più anziana per comprendere quello che Questi raccontava nel suo Arcana, un mondo ormai quasi completamente dissolto.
Arcana è bello, sofisticato e misterioso, a tratti incompleto e inconcludente,a tratti maestoso: vizi e difetti, pregi e perle si alternano senza soluzione di continuità nel film, lasciando però affascinato lo spettatore.
Non lascia assolutamente indifferenti.
Quanto meno fa discutere.
Il che è molto di più di quello che si poteva pretendere da un film costruito senza soldi, con pochi mezzi, ma con tante idee.A tratti confuse, ma vivaddio vitali.
Grandissima Lucia Bosè, nel film: l’attrice italiana diffonde una sensualità, un magnetismo che spiegano attraverso le belle immagini di Questi il suo rapporto problematico e al tempo stesso edipico con il figlio, interpretato da Maurizio Degli Esposti, un attore molto espressivo che è comparso in quattro film affascinanti come questo arcana, come Uccidete il vitello grasso e arrostitelo, Una ragazza di nome Giulio e Simona, tutti film particolari e caratterizzati dall’anticonformismo più libertario e totale.

Arcana 9
Un vero peccato che dopo Simona del 1974 sia assolutamente scomparso dagli schermi.
Molto brava anche Tina Aumont che nel film interpreta Marisa, la giovane donna a cui il figlio della Tarantino riserva uno stupro che avrà conseguenze drammatico.
Chiunque voglia vedere questo film troverà una versione purgata su You tube o in streaming, che è poi la stessa; tuttavia il mio consiglio è quello di vedere l’edizione completa, quella restaurata che in tv non è mai passata e che potrete trovare a questo indirizzo http://wipfiles.net/hpqmn2f3psxp.html
Per poter scaricare il file occorre una registrazione (fittizia) con un account libero;fatelo, perchè ne vale la pena.
Questa versione contiene circa 25 minuti addizionali presenti nella versione originale del film e inspiegabilmente tagliati in tv, oltre ad essere digitalmente perfetta.
Importante è per esempio la lunga sequenza notturna dell’incesto, suggerito e mai mostrato in maniera esplicita,tra la Tarantino e suo figlio oltre alla sequenza dello stupro, anche questa trattata con molta sobrietà e senza morbosita da Questi.

Arcana
Un film di Giulio Questi. Con Tina Aumont, Lucia Bosè, Maurizio Degli Esposti, Dario Viganò, Gianfranco Pozzi, Renato Paracchi Drammatico, durata 111′ min. – Italia 1972

Arcana banner gallery

Arcana 8

Arcana 7

Arcana 4

Arcana 3

Arcana 2

Arcana 1

Arcana banner protagonisti

Lucia Bosé: signora Tarantino
Maurizio Degli Esposti: il figlio
Tina Aumont: Marisa
Renato Paracchi: passante

Arcana banner cast

Regia Giulio Questi
Sceneggiatura Franco Arcalli, Giulio Questi
Fotografia Dario Di Palma
Montaggio Franco Arcalli
Musiche Romolo Grano, Berto Pisano
Scenografia Francesco De Stefano
Costumi Marilù Carteny

Arcana locandina 2

Arcana banner recensioni

 

L’opinione del Morandini

Alla vigilia delle nozze, Marisa (T. Aumont) va a farsi predire l’avvenire da Maria delle Rose Tarantino (L. Bosé), cartomante lucana immigrata a Milano, il cui figlio, apprendista stregone, la violenta. Scritto dal regista con Kim Arcalli e prodotto a basso costo, è un film rituale ed eccentrico sul disordine metropolitano e i suoi misteri, difficile da catalogare e da decifrare perché conduce il suo discorso per linee interne con accostamenti e contrapposizioni di carattere poetico più che prosastico, in continua oscillazione tra antropologia e psicanalisi, normale e paranormale, realistico e fantastico, magia e rivolta sociale. Eastmancolor di Dario De Palma. Insolita colonna musicale di Romolo Grano e Berto Pisano con un ossessivo brano di violino che fa da Leitmotiv, trascrizione di un brano popolare macedone. Una memorabile Bosé.
L’opinione di Kotrab dal sito http://www.filmtv.it

Terzo e ultimo film di G. Questi per il cinema, Arcana indica già dal titolo la sua particolarità, il proprio carattere misterioso e bizzarro, fuori dagli schemi come d’altronde lo erano anche i film precedenti di Questi, tutte rivisitazioni originali, uniche e multiformi dei generi cui si riferivano. Se prima però si potevano “tranquillamente” riconoscere il western (Oro hondo – Se sei vivo spara) e il thriller (La morte ha fatto l’uovo), con Arcana è difficile, anzi impossibile, individuare una classificazione, sebbene si possa considerare con la solita espressione di B-Movie per la limitatezza dei mezzi, che però non impedisce l’espressione delle idee di Questi e del fido sceneggiatore e montatore Franco Arcalli.
Il soggetto prende in esame i riti di magia, le sedute spiritiche e la cartomanzia di una donna (L. Bosé, notevole) emigrata dal sud Italia nella periferia di Milano con il figlio (M. Degli Esposti), orfano di padre morto in miniera. La sua pensione però non basta per fare una vita agiata e quindi si cercano nuove e più consistenti entrate grazie alle potenzialità della magia e all’attrazione che essa ha sulla popolazione, di cui però sono ovviamente accettate più volentieri le persone dell’alta borghesia. Il figlio ha invece, a differenza della madre, veri poteri paranormali che a volte non vengono pienamente dominati e influiscono sia sul ragazzo stesso che sulle sue vittime, tra cui una ragazza, Marisa, in procinto di sposarsi (T. Aumont). Una figura, questa, che si intromette in un certo senso tra madre e figlio, così legati non solo professionalmente, ma anche da un rapporto edipico morboso, che però è trattato dal regista con grande tatto, suggerito in modo sinistro e inquieto, caratteristiche d’altra parte che dominano il film dall’inizio alla fine.
Il film ha quindi uno stile particolare, tra il surreale, l’onirico, il grottesco, sensazioni ambigue, di fascinazione malsana, una regia attenta alle inquadrature, ai punti di vista deformanti, agli ambienti angusti dei corridoi del palazzo, alle atmosfere cupe tanto nell’oscurità dell’appartamento durante le sedute collettive, quanto nei luminosi ma sinistri momenti all’aperto, nella periferia cittadina o in posti isolati della campagna, in cui si svolgono alcune delle scene più criptiche e simboliche, con l’accompagnamento di una musica popolare di violino dall’effetto quasi ipnotico. A queste, nella seconda parte, si alterna la sequenza in cui gli ospiti sono invasati e dalla bocca della Bosé saltano fuori alcune rane con effetti visivi davvero incisivi e affascinanti (complice il montaggio di Arcalli). Riferendosi infatti all’aborto di Marisa con pratiche magiche, la rana era la raffigurazione della dea egiziana Heket ma è anche il simbolo del dominio sulla stessa ragazza, secondo le sue potenzialità nella magia popolare, e ancora simbolo di eresia, secondo i Padri della Chiesa, per la loro vita condotta nel fango, oppure è un animale onirico espressamente femminile-materno (E. Aeppli; cfr. la Garzantina Simboli).
L’unico film, credo, a cui si potrebbe accostare è forse, per certe tematiche comuni, Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci, ma al rovescio: là siamo in Lucania, qua a Milano, ma c’è sempre il rapporto tra magia e modernità, tra luce e ombra; là l’incontro tra estranei e popolazione locale di paese e contadina, qua invece la venuta di immigrati in una metropoli, nel bel mezzo di una borghesia che è però legata a superstizioni radicate e ad ambienti avvolti da strane incombenze e sensazioni; là siamo più sul versante thriller, horror e antropologico di un mondo che vive in se stesso, qua in una terra di nessuno in ogni senso, in cui volteggiano le efficaci musiche di Romolo Grano e Berto Pisano, a volte torbide e insinuanti, altre volte spensierate ma ambigue e contrastanti.
Difficile, imperfetto, ma affascinante e degno di rispetto. La casa produttrice fallì durante la stampa.

L’opinione del sito http://www.exxagon.it

Ex film rarissimo e maledetto del duo Questi-Arcalli che incappò nel fallimento della produzione mentre si stampavano le copie, sicché reperirlo nella verisione “director’s cut” è un impresa. La versione tagliata da tv locale invece ormai circola un po’ ovunque, però si sente male e si vede peggio, così che lo scaricatore possa trovarsi faccia a faccia con le brutture delle proprie azioni. E parlo per me. D’altra parte Arcana non è quel genere di film che si tesaurizza sullo scaffale, ma piuttosto è un esperimento di cinema libero che val la pena di guardare una volta per avere un quadro di quando si poteva pensare e realizzare produzioni senza pensare troppo alla leggi del mercato e del successo… correndo sull’orlo del fallimento. Leggo in giro, a proposito del lavoro di Questi, aggettivi del calibro di “imprescindibile”. Orbene, sarò meno weird di quanto alcuni possano pensare, ma tali aggettivi relativamente al cinema italiano li applicherei a pellicole quali Amarcord di Fellini, ad esempio. Le parole vanno usate con cautela perché portano con loro dei significati e i significati danno un senso all’esistenza:, dire che Arcana è un film “imprescindibile” significa fraintendere la storia del cinema. Imprescindibile sì, se però si sta parlando di Questi. E’ infatti interessante capire come il regista sia passato dalla rielaborazione pop dello spaghetti thriller di La Morte ha Fatto l’Uovo (1967) al surrealismo antiborghese di Arcana. In effetti Questi non ha fatto nessun particolare balzo estremo. Già nel film del 1967 si potevano leggere critiche verso la società borghese e rappresentazioni pesantemente influenzate dai lavori buñueliani, semplicemente in quel film si faceva uso di soluzioni visive tipiche della pop-art. In Arcana i temi, o meglio la forza critica, rimangono i medesimi, semplicemente cambia il modo di rappresentarli. La storia è quella di una famiglia di emigrati meridionali che viene in quel di Milano e tenta di sbarcare il lunario, cosa ancor più difficile visto che l’uomo di casa è morto. La soluzione è la magia, la truffa e la metafisica. Ne esce quindi un discorso relativo al fatto che alla base di una cultura moderna, razionalista e borghese vi siano fondamenta magiche, ignoranti e ritualistiche esattamente come secoli fa. Nulla è cambiato, tutto si basa su profonde contraddizioni. E ciò si manifesta soprattutto al limitare della metropoli, in quartieri desolati e degradati in cui futuro e passato mal si integrano. Il modo in cui Questi decide di indagare e rappresentare questo tema è assai peculiare: il suo quadro è dipinto per metà con toni crudi e realistici e per l’altra metà Questi non dimentica la lezione surrealista e visionaria, per cui la Bosé che fa uscire dalla bocca delle vere rane è solo la punta dell’iceberg. Il regista dimostra un disinteresse programmatico verso le normali regole della narrazione e piuttosto un interesse verso il simbolo e l’immagine come veri media del significato, cioé il cinema come viatico principale di significati e controsignificati, al di là dell’ortodossa coerenza narrativa (… e qui mi viene in mente Brega…”Ah Ruggé, ma come cazzo parli?”). Certo, Questi non ha la visionarietà di Jodorowsky e di sicuro non ha la capacità (i soldi?) di tramutare l’immagine mentale in un’immagine visiva a forte impatto; la visionarietà di Questi si perde troppo spesso in un accumulo di allogorie, metafore o immagini a sé stanti che straniano per straniare e rischiano di annoiare. La durata del film non giova. Tuttavia Arcana non è un’opera involontariamente weird o stranita, la sua è stranezza artistica programmatica, tanto più affascinate oggi che siamo inondati da cultura omogeneizzata e predigerita. La volotà di scuotere occhi e menti dello spettatore c’è, l’operazione è però compiuta su piccola scala e il fallimento produttivo in itinere sta lì a dimostrarlo. Arcana non è mai decollato e ancor oggi vola undergorund. Si vede che è il destino di queste cose. Per esoteristi del cinema di genere.
L’opinione di Brainiac dal sito http://www.davinotti.com

Insolito, visionario, possente questo Arcana. Questi è un Lynch ante-litteram che si diploma in surrealismo italiano. O un Elio Petri che si laurea in storia e critica del cinema horror. Ma le definizioni, per quanto ingegnose, non possono riprodurre lo straniamento provocato dal fascino tenebroso di una pellicola in cui si associano frustate di critica sociale (il padre morto in galleria) ed ombre sovrannaturali degne del mistery più conturbante. Non tutto verrà svelato, il puzzle non sarà ricomposto appieno, ma la visione è consigliatissima. Inquietantissimi fantasmi, Questi.

L’opinione di aal dal sito http://www.davinotti.com

Film introvabile e cult assoluto. La cartomante e vedova Lucia Bosè cerca di sbarcare il lunario predicendo il futuro. Il lunatico figlio (Maurizio Degli Esposti) però possiede davvero poteri soprannaturali e se ne serve impulsivamente per soggiogare le sue vittime, scatenare forze oscure, provocare fenomeni incontrollabili e isteria di massa. Un film surreale ed ammaliante, criptico e iquietante, bellissimo, da recuperare assolutamente.
L’opinione di Guy Picciotto dal sito http://www.filmscoop.it

Film culto, quasi introvabile, ma finalmente trovato , anche se tagliato di 20 minuti.
Ultimo film di Questi (che peccato!), Arcana mi conferma la libertà espressiva di un regista insofferente alle leggi del mercato e ai generi preconfezionati.
E un film profondamente anti-borghese, che sarebbe piaciuto a Giordano Bruno, magia nera e alchimia esistono e sono sempre esistiti in natura e nel cosmo, questo alle religioni monoteistiche non è mai piaciuto, poichè solo a pochi maestri e ai loro iniziati è dato possedere la vera conoscenza, questo è l’assunto bruniano, Questi deraglia sin dall’inizio, ed è orgasmo indolente:
momenti cult e scene di straniamento e scompaginamento dell’impianto tradizionale filmico ( e del miserevole tran tran quotidiano borghese).
Sedute spiritiche tetre e ombrose, personaggi irrequieti che oscillano quasi come in un quadro impressionista, cartomanzia e riti propiziatori singolari con fuoriuscite di numerose rane dalla bocca della maga terrona in trance.
E una visione apocalittica e di decadenza urbana , proprio a metà strada tra contesto cittadino cattolico e borghese e campagna satanica (la storia si snoda in un quartiere decentrato rispetto alla città Milano).
Un film che sotto sotto fa luce sul perché la cultura magico-esoterica sia sopravvissuta così tanto nella vita culturale meridionale e come questa si sia mossa accanto al razionalismo e relativismo etico da cui è nata la civiltà moderna borghese.

Arcana foto 2

Arcana foto 1

febbraio 2, 2014 Pubblicato da: | Drammatico | , , , | 3 commenti

I Top 100 della British Film Institute

Banner top 100

Nel 1999 il BFI acronimo di British Film Institute decise di indire un sondaggio per stabilire, a quella data, quali fossero i più importanti film della storia del cinema inglese.La scelta, limitata a 100 titoli, venne effettuata consultando produttori, registi, sceneggiatori, attori e distributori, esercenti ecc. lasciando massima libertà di scelta.
Alla fine, da una lista che includeva oltre 800 titoli, la BFI stilò una classifica, che troverete in fondo all’articolo.
La British Film Institute è la più prestigiosa associazione cinematografica britannica, che possiede uno dei massimi archivi della cinematografia mondiale dedicato al cinema, con 50.000 film, 100.000 filmati e oltre 620.000 programmi televisivi.
La BFI organizza anche il London Film Festival, dal 1956;il festival, assolutamente non competitivo, vede registi e attori dialogare con il pubblico in un’autentica festa dedicata al cinema.
Tornando ai 100 film selezionati dal BFI, ecco la divisione per decenni dei film selezionati:

Film anni 30: 2
Film anni 40: 15
Film anni 50: 9
Film anni 60: 22
Film anni 70: 10
Film anni 80: 17
Film anni 90: 25

A sorpresa, il decennio più votato è quello degli anni 90, seguito dagli anni 60, dagli 80 e molto dietro dagli anni 70, probabilmente il più fertile per la storia del cinema.In base alla classifica, tralasciando i film fino al 1960, troverete una breve descrizione dei titoli che ho visionato.Una curiosità:è
David Lean con 7 titoli il più rappresentato.Il regista di Croydon vincitore di 2 Oscar (1953 e 1963) e 8 nomination precede il trio Michael Powell, Emeric Pressburger e John Schlesinger.Quest’ultimo è di gran lunga il regista più amato da Hollywood, come dimostra l’Oscar per Un uomo da marciapiede.
Un’altra curiosità: nonostante i film antecedenti al 1960 siano soltanto 26 su 100, nelle prime 10 posizioni troviamo ben 6 film di questo periodo mentre le prime due posizioni riguardano 2 dei 15 titoli ante 1960.

In terza posizione:

1- Lawrence D'Arabia

Lawrence D’Arabia, regia di David Lean, film del 1962 con Peter O’Toole,Anthony Quinn,Omar Sharif e Alec Guinness
L’epopea in 220 minuti di Thomas Edward Lawrence, il leggendario agente del servizio segreto britannico che guidò la rivolta degli arabi contro i turchi.
Un film ormai leggendario, che il grande Loach vide premiato tra l’altro con 7 Oscar, uno dei quali per la miglior regia.

In ottava posizione:

2- A Venezia un dicembre rosso shocking

A Venezia… un dicembre rosso shocking (Don’t Look Now), regia di Nicolas Roeg film del 1973 con Donald Sutherland, Julie Christie
Roeg dirige un thriller parapsicologico semplicemente perfetto, utilizzando una Venezia nebbiosa e misteriosa come location.
Un film di una bellezza e perfezione stilistica esemplare.

In decima posizione:

3- Trainspotting

Trainspotting, regia di Danny Boyle film del 1996 con Ewan McGregor, Robert Carlyle, Ewen Bremner, Kelly MacDonald, Jonny Lee Miller
Storia di droga, di drogati, di gente brutta sporca e cattiva che stimola più la pietà che lo sdegno;un film in soggettiva visto dall’interno di un mondo senza speranza e senza bussola, quello dei tossici e della tossico dipendenza.

In dodicesima posizione:

4- Se

Se… (If….), regia di Lindsay Anderson, film del 1968 con Malcolm McDowell, David Wood, Richard Warwick, Robert Swann, Christine Noonan
Film sessantottino in tutti i sensi, inclusa la ribellione dei giovani studenti di un college che, puniti e umiliati, decidono di massacrare con le armi tutti quelli che incontrano.Malcom McDowell anticipa nelle smorfie del volto il leggendario Alex DeLarge

In sedicesima posizione

5- Carter

Carter (Get Carter), regia di Mike Hodges film del 1971 con Michael Caine, Britt Ekland, Ian Hendry, John Osborne.
Violento gangster movie che narra le vicende di Carter,un malvivente alla ricerca degli assassini di suo fratello, che troverà, vendicandolo, ma senza
potersi godere il frutto della sua vendetta.Un bravissimo Michael Caine tra i protagonisti-

In diciannovesima posizione

6- Momenti di gloria

-Momenti di gloria (Chariots of Fire), regia di Hugh Hudson film del 1981 con Nigel Havers, Ben Cross, Ian Holm, Ian Charleson, Dennis Christopher
Alle Olimpiadi del 1924 due atleti inglesi, anche amici, vincono le gare di corsa;vivranno due esistenze profondamente diverse, avranno due diversi destini.Un ritratto una volta tanto non celebrativo o nostalgico del passato, con un occhio ai veri problemi della società inglese analizzati nel corso di alcuni decenni.

In ventunesima posizione

7-Quel lungo venerdì santo

Quel lungo venerdì santo (The Long Good Friday), regia di John Mackenzie film del 1980 con Bob Hoskins e Helen Mirren
Un gangster londinese vorrebbe riciclare del denaro sporco alleandosi con un gangster americano investendo il denaro in un’operazione immobiliare.
Alcuni aattentati rischiano di far saltare tutto e l’uomo deve lottare per salvarsi la vita e scoprire cosa accade.

In ventitreesima posizione

8-Quattro matrimoni e un funerale

-Quattro matrimoni e un funerale (Four Weddings and a Funeral), regia di Mike Newell film del 1994 con Hugh Grant, Andie MacDowell, Simon Gallow, John Hannah, Kristin Scott Thomas
Simpatica commedia intrisa di humour british su un giovane scapolo che ad ogni matrimonio degli amici arriva puntualmente in ritardo;alla fine si innamora ma la donna gli preferisce un altro.

In venticinquesima posizione

9- The Full Monty

-Full Monty – Squattrinati organizzati (The Full Monty), regia di Peter Cattaneo film del 1997 con Tom Wilkinson, Robert Carlyle, Mark Addy, Steve Huison
Quando la crisi ti toglie il lavoro, per campare si può scegliere di organizzare uno spogliarello.Questa volta tutto al maschile per un pubblico ovviamente femminile.Divertente e amara commedia sui tempi della crisi.

In ventiseiesima posizione:

10-La moglie del soldato

La moglie del soldato (The Crying Game), regia di Neil Jordan film del 1992 con Forest Whitaker, Stephen Rea, Miranda Richardson, Jaye Davidson e Adrian Dunbar
Strano film dalla trama avviluppata che si muove su tre binari distinti; un film drammatico che si trasforma, inaspettatamente in un film d’amore.

In ventinovesima posizione:

11-Shakespeare a colazione

-Shakespeare a colazione (Withnail and I), regia di Bruce Robinson film del 1987 con Paul McGann, Michael Elphick, Richard E. Grant, Richard Griffiths
Una coppia di scrittori in piena crisi deve combattere con tutto; commedia a tratti drammatica, più volentieri umoristica

In trentaquattresima posizione:

12-Gandhi

-Gandhi, regia di Richard Attenborough film del 1982 con Ben Kingsley, Candice Bergen, Edward Fox, Ian Bannen, Martin Sheen.
La vita dell’apostolo della non violenza vista dal grande regista inglese attraverso oltre tre ore di grande cinema; premiato con otto Oscar

In trentottesima posizione

13-The commitments

-The Commitments, regia di Alan Parker film del 1991 con Robert Arkins, Michael Aherne, Angeline Ball, Colm Meaney, Ger Ryan
Un gruppo di ragazzi cerca di emergere, nel mondo musicale; un’occasione di riscatto, un inno alla musica e al suo valore.

In quarantunesima posizione

14-Agente 007 licenza di uccidere

Agente 007 – Licenza di uccidere (Dr. No), regia di Terence Young film del 1962 con Sean Connery e Ursula Andress
Il primo leggendario Bond, l’agente segreto con licenza di uccidere creato da Jan Fleming con una storica coppia, Connery-Andress.

In quarantottesima posizione

15-Sadismo

Sadismo (Performance), regia di Donald Cammell e Nicolas Roeg film del 1970 con James Fox, Anita Pallenberg, Mick Jagger
Roeg esordisce con il botto con un film psichedelico sugli aspetti inquietanti del potere; nel film c’è anche il leader dei Rolling Stones Mick Jagger

Banner top 100,2

 

001 Il terzo uomo locandina

 

001 Il terzo uomo

1-Il terzo uomo (The Third Man), regia di Carol Reed (1949)

002 Breve incontro locandina

002 Breve incontro
2-Breve incontro (Brief Encounter), regia di David Lean (1945)

003 Laurence D'Arabia locandina

003 Laurence D'Arabia
3-Lawrence d’Arabia (Lawrence of Arabia), regia di David Lean (1962)

004 Il club dei 39 locandina

004 Il club dei 39
4-Il club dei trentanove (The 39 Steps), regia di Alfred Hitchcock (1935)

005 Grandi speranze locandina

005 Grandi speranze
5-Grandi speranze (Great Expectations), regia di David Lean (1946)

006 Sangue blu
6-Sangue blu (Kind Hearts and Coronets), regia di Robert Hamer (1949)

007 Kes
7-Kes, regia di Ken Loach (1969)

008 A Venezia un dicembre rosso shocking
8-A Venezia… un dicembre rosso shocking (Don’t Look Now), regia di Nicolas Roeg (1973)

009 Scarpette rosse
9-Scarpette rosse (The Red Shoes), regia di Michael Powell ed Emeric Pressburger (1948)

15-Sadismo
10-Trainspotting, regia di Danny Boyle (1996)

11-Il ponte sul fiume Kwai (The Bridge on the River Kwai), regia di David Lean (1957)
12-Se… (If….), regia di Lindsay Anderson (1968)
13-La signora omicidi (The Ladykillers), regia di Alexander Mackendrick (1955)
14-Sabato sera, domenica mattina (Saturday Night and Sunday Morning), regia di Karel Reisz (1960)
15-Brighton Rock, regia di John Boulting (1947)
16-Carter (Get Carter), regia di Mike Hodges (1971)
17-L’incredibile avventura di Mr. Holland (The Lavender Hill Mob), regia di Charles Crichton (1951)
18-Enrico V (Henry V), regia di Laurence Olivier (1944)
19-Momenti di gloria (Chariots of Fire), regia di Hugh Hudson (1981)
20-Scala al paradiso (A Matter of Life and Death), regia di Michael Powell ed Emeric Pressburger (1946)
21-Quel lungo venerdì santo (The Long Good Friday), regia di John Mackenzie (1980)
22-Il servo (The Servant), regia di Joseph Losey (1963)
23-Quattro matrimoni e un funerale (Four Weddings and a Funeral), regia di Mike Newell (1994)
24-Whisky a volontà (Whisky Galore!), regia di Alexander Mackendrick (1949)
25-Full Monty – Squattrinati organizzati (The Full Monty), regia di Peter Cattaneo (1997)
26-La moglie del soldato (The Crying Game), regia di Neil Jordan (1992)
27-Il dottor Živago (Doctor Zhivago), regia di David Lean (1965) – produzione statunitense
28-Brian di Nazareth (Monty Python’s Life of Brian), regia di Terry Jones (1979)
29-Shakespeare a colazione (Withnail and I), regia di Bruce Robinson (1987)
30-Gregory’s Girl, regia di Bill Forsyth (1981)
31-Zulu, regia di Cy Endfield (1964)
32-La strada dei quartieri alti (Room at the Top), regia di Jack Clayton (1958)
33-Alfie, regia di Lewis Gilbert (1966)
34-Gandhi, regia di Richard Attenborough (1982)
35-La signora scompare (The Lady Vanishes), regia di Alfred Hitchcock (1938)
36-Un colpo all’italiana (The Italian Job), regia di Peter Collinson (1969)
37-Local Hero, regia di Bill Forsyth (1983)
38-The Commitments, regia di Alan Parker (1991)
39-Un pesce di nome Wanda (A Fish Called Wanda), regia di Charles Crichton (1988)
40-Segreti e bugie (Secrets & Lies), regia di Mike Leigh (1996)
41-Agente 007 – Licenza di uccidere (Dr. No), regia di Terence Young (1962)
42-La pazzia di Re Giorgio (The Madness of King George), regia di Nicholas Hytner (1994)
43-Un uomo per tutte le stagioni (A Man for All Seasons), regia di Fred Zinnemann (1966)
44-Narciso nero (Black Narcissus), regia di Michael Powell ed Emeric Pressburger (1947)
45-Duello a Berlino (The Life and Death of Colonel Blimp), regia di Michael Powell ed Emeric Pressburger (1943)
46-Le avventure di Oliver Twist (Oliver Twist), regia di David Lean (1948)
47-Nudi alla meta (I’m All Right Jack), regia di John Boulting (1959)
48-Sadismo (Performance), regia di Donald Cammell e Nicolas Roeg (1970)
49-Shakespeare in Love, regia di John Madden (1998)
50-My Beautiful Laundrette, regia di Stephen Frears (1985)
51-Tom Jones, regia di Tony Richardson (1963)
52-Io sono un campione (This Sporting Life), regia di Lindsay Anderson (1963)
53-Il mio piede sinistro (My Left Foot), regia di Jim Sheridan (1989)
54-Brazil, regia di Terry Gilliam (1985)
55-Il paziente inglese (The English Patient), regia di Anthony Minghella (1996) – produzione statunitense
56-Sapore di miele (A Taste of Honey), regia di Tony Richardson (1961)
57-Messaggero d’amore (The Go-Between), regia di Joseph Losey (1971)
58-Lo scandalo del vestito bianco (The Man in the White Suit), regia di Alexander Mackendrick (1951)
59-Ipcress (The Ipcress File), regia di Sidney J. Furie (1965)
60-Blow-Up, regia di Michelangelo Antonioni (1966)
61-Gioventù, amore e rabbia (The Loneliness of the Long Distance Runner), regia di Tony Richardson (1962)
62-Ragione e sentimento (Sense and Sensibility), regia di Ang Lee (1995)
63-Passaporto per Pimlico (Passport to Pimlico), regia di Henry Cornelius (1949)
64-Quel che resta del giorno (The Remains of the Day), regia di James Ivory (1993)
65-Domenica, maledetta domenica (Sunday Bloody Sunday), regia di John Schlesinger (1971)
66-Quella fantastica pazza ferrovia (The Railway Children), regia di Lionel Jeffries (1970)
67-Mona Lisa, regia di Neil Jordan (1986)
68-I guastatori delle dighe (The Dam Busters), regia di Michael Anderson (1955)
69-Amleto (Hamlet), regia di Laurence Olivier (1948)
70-Agente 007 – Missione Goldfinger (Goldfinger), regia di Guy Hamilton (1964) – coproduzione britannico-statunitense
71-Elizabeth, regia di Shekhar Kapur (1998)
72-Addio, Mr. Chips! (Goodbye, Mr. Chips), regia di Sam Wood (1939)
73-Camera con vista (A Room with a View), regia di James Ivory (1985)
74-Il giorno dello sciacallo (The Day of the Jackal), regia di Fred Zinnemann (1973)
75-Mare crudele (The Cruel Sea), regia di Charles Frend (1952)
76-Billy il bugiardo (Billy Liar), regia di John Schlesinger (1963)
77-Oliver!, regia di Carol Reed (1968)
78-L’occhio che uccide (Peeping Tom), regia di Michael Powell (1960)
79-Via dalla pazza folla (Far from the Madding Crowd), regia di John Schlesinger (1967)
80-I misteri del giardino di Compton House (The Draughtsman’s Contract), regia di Peter Greenaway (1982)
81-Arancia meccanica (A Clockwork Orange), regia di Stanley Kubrick (1971)
82-Voci lontane… sempre presenti (Distant Voices, Still Lives), regia di Terence Davies (1988)
83-Darling, regia di John Schlesinger (1965)
84-Rita, Rita, Rita (Educating Rita), regia di Lewis Gilbert (1983)
85-Grazie, signora Thatcher (Brassed Off), regia di Mark Herman (1996)
86-La rivale di mia moglie (Genevieve), regia di Henry Cornelius (1953)
87-Donne in amore (Women in Love), regia di Ken Russell (1969)
88-Tutti per uno (A Hard Day’s Night), regia di Richard Lester (1964)
89-Fires Were Started, regia di Humphrey Jennings (1943)
90-Anni ’40 (Hope and Glory), regia di John Boorman (1987)
91My Name Is Joe, regia di Ken Loach (1998)
92-Eroi del mare (In Which We Serve), regia di Noel Coward e David Lean (1942)
93-Caravaggio, regia di Derek Jarman (1986)
94-The Belles of St. Trinian’s, regia di Frank Launder (1954)
95-Dolce è la vita (Life is Sweet), regia di Mike Leigh (1990)
96-The Wicker Man, regia di Robin Hardy (1973)
97-Niente per bocca (Nil by Mouth), regia di Gary Oldman (1997)
98-Small Faces, regia di Gillies MacKinnon (1995)
99-Carry On up the Khyber, regia di Gerald Thomas (1968)
100-Urla del silenzio (The Killing Fields), regia di Roland Joffé (1984)

febbraio 1, 2014 Pubblicato da: | Miscellanea | | Lascia un commento

Brigitte Skay Photogallery

Brigitte Skay Photobook 16

 

Brigitte Skay Photobook 15

 

Brigitte Skay Photobook 14

 

Brigitte Skay Photobook 11

 

Brigitte Skay Photobook 10

 

Brigitte Skay Photobook 9

Brigitte Skay Photobook 8

Brigitte Skay Photobook 7

Brigitte Skay Photobook 6

 

Brigitte Skay Photobook 5

Brigitte Skay Photobook 4

Brigitte Skay Photobook 3

Brigitte Skay Photobook 2

Brigitte Skay Photobook 1

Brigitte Skay Photobook 17

 

 

gennaio 31, 2014 Pubblicato da: | Photogallery | | Lascia un commento

Haydeè Politoff Photogallery

Haydee Politoff Photobook 13

 

Haydee Politoff Photobook 12

 

Haydee Politoff Photobook 11

 

Haydee Politoff Photobook 10

 

Haydee Politoff Photobook 9

 

Haydee Politoff Photobook 8

 

Haydee Politoff Photobook 7

 

Haydee Politoff Photobook 6

 

Haydee Politoff Photobook 5

 

Haydee Politoff Photobook 4

 

Haydee Politoff Photobook 3

 

Haydee Politoff Photobook 2

 

Haydee Politoff Photobook 1

 

Haydee Politoff Photobook 14

gennaio 31, 2014 Pubblicato da: | Photogallery | | Lascia un commento

L’assassinio di Sister George

L'assassinio di Sister George locandina 2

Sister George è un volto popolare della televisione: è un’infermiera bonaria e amorosa verso i suoi pazienti, a tal punto da essere uno dei personaggi più amati del serial tv in cui appare.
Ad interpretare il personaggio è June Buckridge, una donna ormai in la con gli anni, che al contrario del personaggio interpretato ha un carattere difficile.
E’ ormai un’alcolizzata, una donna nevrotica che ha anche una sessualità poco ortodossa; ha infatti come amante la bella Childie, una ragazza dal carattere docile e remissivo, che colleziona bambole e che vive con lei.
Le frustrazioni che la donna ha nella vita e in parte sullo schermo June le trasmette alla giovane amante, che subisce tutto forse per amore o forse perchè il legame simbiotico con June è ormai così forte da averne annullato la personalità.
June però inizia a rendersi conto che la produzione dello sceneggiato le riserva ruoli sempre più risicati, probabilmente perchè ha un carattere che ormai crea problemi e imbarazzi alla troupe, un po anche per quel suo essere scandalosamente, sessualmente lesbica.

The Killing Of Sister George 15

 

The Killing Of Sister George 14
I problemi di June si moltiplicano e quando la donna mette in palese imbarazzo due suore e di conseguenza lo staff della produzione, la vicenda personale di June degenera.
Mercy Croft,inviata dalla produzione, sembra essere interessata alla vicenda personale di June; è solo apparenza, perchè Mercy deve annunciare alla donna la decisione presa dalla produzione stessa, ovvero l’eliminazione del personaggio di Sister George dallo sceneggiato.
Non solo: Mercy tenta di sedurre, con successo, la debole Childie.
Il personaggio di george muore definitivamente e per June si prospetta un fturo desolante, prestare la propria voce al doppiaggio di Clarabella, la mucca personaggio della Disney.
Cattivo, pessimista e al tempo stesso spietato atto d’accusa dei meccanismi della tv,L’assassinio di Sister George (The killing of Sister George) è un film diretto nel 1968 da Robert Aldrich, l’anno dopo il bellico Quella sporca dozzina che lo aveva portato a sbancare i botteghini.

The Killing Of Sister George 13

The Killing Of Sister George 12
L’assassinio di Sister George gioca le sue carte su un doppio binario, legandosi alla figura di Sister George a doppio filo: il primo è uno sguardo impietoso alle regole della tv, al mondo ipocrita e spietato che si muove dietro le quinte della sorella minore del cinema senza per questo distaccarsi dalle meschinità e dalle invidie che si nascondono dietro la patina di rispettabilità del mondo della celluloide.
L’altro è legato indissolubilmente alla sessualità della protagonista, esplicitamente lesbica in un periodo storico, quello della fine degli anni sessanta nel quale l’omosessualità era ancora un tabù invincibile.
Aldrich caratterizza, volutamente, in maniera eccessiva il personaggio di June:iraconda, alcolizzata, instabile, la donna appare però viva e vitale, pur in tutte le sue debolezze, in aperto e netto distacco con gli altri personaggi, tutti mossi da sentimenti meschini.
L’establishment è quello, immutabile e immutato, tutti sono apparentemente posati e privi di emozioni pulsanti, tutti indistintamente agiscono in base al proprio tornaconto.

The Killing Of Sister George 11

The Killing Of Sister George 10

The Killing Of Sister George 9

The Killing Of Sister George 8
Mercy e Childie, le due protagoniste principali dietro l’irascibile George-June sono mosse da diverse pulsioni: Mercy deve apparentemente recuperare alla produzione il personaggio dell’infermiera tranquilla e rassicurante di George, ma in realtà persegue uno scopo preciso, ovvero la seduzione di Childie.
Che è a sua volta personaggio fragile e privo di identità precisa.
La ragazza alla fine infatti segue la sua nuova amante docilmente, abbandonando quella June che ormai non è più un personaggio di primo piano e che inoltre appare ormai alla deriva, preda dei suoi vizi e delle sue debolezze.
E’ un raffronto impossibile, quello che fa Aldrich: così ricorre a mezzi scorretti e sleali.delineando in bianco e nero le figure dei protagonisti.
Non ci sono buoni, ci sono i cattivi che però sono mimetizzati e celati dietro un manto di rispettabilità, di perbenismo che ce li rende ancor più odiosi.
E’ questo il vero volto dello spettacolo?
Probabilmente si.
Per chi non è addentro alle cose dello show business si tratta solo di prendere o lasciare, accettare la descrizione al vetriolo di Aldrich o al massimo gustarsi il film e accantonarlo pensando alle solite esagerazioni.
Ma il sasso nello stagno Aldrich lo lancia e si può dire che colga nel segno.
Per quanto riguarda il cast, i personaggi più importanti sono esclusivamente femminili e quelli maschili sono essenzialmente di contorno:spazio quindi a tre figure (June Buckridge,Mercy Croft e Childie) perfettamente delineati, in ombre e sfumature.

The Killing Of Sister George 7
Beryl Reid è grandissima nel ruolo di June, donna tormentata, eccessiva ma al tempo stesso vera,reale.
Coral Browne è Mercy Croft viscida quanto serve, donna aggressiva sessualmente, che vuole Childie e la ottiene.
Susannah York è Childie fragile,infantile e sottomessa a June, ma al omento buono la tradisce anche lei.
Tre donne, tre profili completamente diversi: la più collerica però alla fine è anche quella che è più vicina ad un doloroso reale, un’esistenza problematica ma viva.
Bel film davvero, questo L’assassinio di Sister George.
Ed è un vero peccato che sia assolutamente introvabile in una versione decente in italiano.

L’assassinio di Sister George

Un film di Robert Aldrich. Con Susannah York, Beryl Reid, Coral Browne, Patricia Medina Titolo originale The Killing of Sister George. Drammatico, durata 138′ min. – USA 1968.

The Killing Of Sister George banner gallery

 

The Killing Of Sister George 6

 

The Killing Of Sister George 5

 

The Killing Of Sister George 4

 

The Killing Of Sister George 3

 

The Killing Of Sister George 2

 

The Killing Of Sister George 1

The Killing Of Sister George banner protagonisti

Beryl Reid: June ‘George’ Buckridge
Susannah York: Alice ‘Childie’ McNaught
Coral Browne: Mercy Croft
Ronald Fraser: Leo Lockhart
Patricia Medina: Betty Thaxter
Hugh Paddick: Freddie

The Killing Of Sister George banner cast

Regia Robert Aldrich
Soggetto Frank Marcus
Sceneggiatura Lukas Heller
Produttore Robert Aldrich
Walter Blake (associato)
Casa di produzione Palomar Pictures / Associates & Aldrich Company
Fotografia Joseph F. Biroc
Montaggio Michael Luciano
Musiche Gerald Fried
Scenografia William Glasgow,John Brown
Costumi Renié Marie Osborne

The Killing Of Sister George locandina wallpaper

The Killing Of Sister George banner recensioni

L’opinione di Bradipo68 dal sito http://www.filmtv.it

Pur essendo avvezzo allo stile disturbante di Aldrich devo ammettere che questo film mi ha impressionato per la sua cattiveria e sgradevolezza.A me piace definirlo un noir dei sentimenti in cui il vero assassinio non è quello di una figurina televisiva edulcorata per ragioni di audience.Il vero assassinio è quello della persona disturbata e insicura che c’è dietro la Sister George del titolo.In realtà Aldrich parla di omosessualità al femminile senza metafore e lo fa usando il marciume del mondo televisivo come sfondo di una generale ridefinizione di valori.Non importa chi sia omosessuale o chi non lo sia,ma la lente di Aldrich ci inquadra un mondo alla deriva e non è certo per colpa di una coppia di lesbiche.In questo film emerge prepotente la figura della protagonista,che si fa chiamare George anche in privato:una donna un po’in là con gli anni e col vizio di alzare il gomito,gelosa all’eccesso di Childie la sua compagna che più che altro sembra solo sua succube.Il suo mondo crolla quando il suo personaggio è fatto morire per esigenza di scena:la sua psiche ne è sconvolta fatalmente,la sua reazione è scomposta,l’unico lavoro che le viene proposto è quello di fare la voce di un animale in una serie televsiva per bambini e da qui,dopo l’assassinio di Sister George,c’è il collasso totale.Lei che si dimostra l’unica persona vera in un universo dominato da comparse ipocrite e da figurine di cartone finalmente si accorge di aver vissuto per vari anni in un’imitazione di mondo in cui tutto è illusorio,anche la bara utilizzata per il funerale di Sister George.Ma quel poco di concreto che c’è in quell’ambiente(la potente Mercy Croft),le sottrae l’intimità domestica,le sottrae Childie,probabilmente l’unica ragione di proseguire dopo la morte televisiva di Sister George.Morte che arriva per il comportamento non adamantino dell’attrice ma soprattutto per il suo essere lesbica senza alcun bisogno di nascondere la propria sessualità.E per questo viene punita.Aldrich ci regala un ritratto impietoso del glamourama televisivo,culla di immoralità e di sotterfugi.Ma l’unica che viene punita per quello che è e non per come appare è George,l’unica persona vera in un mausoleo di statue di cera.Eccellente la prova di Beryl Reid attrice a me praticamente sconosciuta ma che si produce in una performance entusiasmante.
L’opinione di Maria Silvia Avanzato dal sito http://www.orizzontidigloria.com
(…) Questo è un film di ribaltamento e asfissia. Da un lato c’è la protagonista con i suoi eccessi e l’incapacità di nascondersi, con la scomoda e dichiarata omosessualità, con il sadico ma commovente legame verso una ragazza tanto più giovane. Dall’altro c’è la scintillante indoratura della Tv, dove ognuno colloca in ombra le proprie perversioni, risultando lineare e rispettabile nella vita di tutti i giorni. Gli affetti di June sono sassolini colorati destinati a scivolarle fra le dita: ama una giovane bambola assai meno svampita di quanto sembri, non ha amici eccettuata la prostituta della porta accanto. Tutti, intorno a June, vogliono uccidere Sister George e June stessa, punendola per la sua sfrontata spontaneità, per i suoi vizi, per le sue scelte alla luce del sole. La BBC è il grande maestro di cerimonia, che insabbia colpe e ridimensiona carriere con una netta cesura di forbice, da un giorno all’altro.
C’è poi una sfavillante panoramica sul Gateways Club (locale gay dell’epoca ripreso nella sua realtà, scelta che diede luogo a sfrenate polemiche), sui bar sempre aperti dove è facile trovare quel rinfrancante whisky della sera, sulla televisione come rifugio ultimo per le vecchie glorie del teatro. La sessualità emerge in questo film con un crudo contorno di dettagli, senza mezze misure.
June è rancorosa e maldestra, ribelle, lesbica e incapace di edulcorare la sua natura: per questo viene ingiustamente punita e diventa la trottola senza riposo che vaga sul set della falsità e della finzione altrui.
Dove vanno a morire le stelle?
Per Robert Aldrich, muoiono là dove gli altri decidono di dimenticarle.(…)

L’opinione di Lospaccone dal sito http://www.filmscoop.it
Aldrich già in altri film (“Baby Jane” e “Dolce Carlotta”) aveva dimostrato il suo interesse per storie che esplorassero le zone più oscure dell’universo femminile. In questo caso si spinge ancora oltre portando sul grande schermo un dramma che intreccia il tema dell’omosessualità femminile ad una satira degli ambienti televisivi. E lo fa in un modo terribilmente reale e crudo, brutale per certi versi, non risparmiando momenti di morbosità sorprendenti se si considera l’anno in cui il film uscì. La protagonista è una signora ormai avanti con gli anni che, a dispetto del personaggio gentile e misurato (una suora) che interpreta in una serie tv di successo, nella vita reale è una persona sgradevole, sguaiata, che non evita di spiattellare in faccia a tutti la sua condizione di lesbica alcolizzata. Questo non gli viene perdonato dal mondo in cui lavora (quello televisivo) il quale pur nutrendosi della finzione della recitazione e dello spettacolo, esige, per motivi etici o professionali, il conformismo dei comportamenti e delle idee. L’assassinio di Sister George va interpretato metaforicamente come l’emarginazione di chi osa non nascondere una condizione personale non accettata collettivamente. Gli ultimi minuti del film sono secondo me i migliori.

L’opinione del Morandini

Sister George è un personaggio d’infermiera che un’attrice di mezza età, abbrutita dall’alcol e lesbica, interpreta da anni in un serial TV della BBC, ma i dirigenti pensano di “eliminarlo”: l’assassinio è metaforico. Forse il film più sgradevole di Aldrich, un’altra impietosa variazione sul mondo dello spettacolo, rappresentato come una realtà corrotta e squallida, con risvolti espliciti nella patetica e grottesca descrizione dei rapporti tra B. Reid e S. York, sua succuba. “Mai rivolta contro l’establishment era stata più angosciosa e impotente, sterile nella sua inerzia” (C. Salizzato). Un finale tremendo nella sua regressione allo stato animale. Girato in Inghilterra.

The Killing Of Sister George banner foto e recensioni

The Killing Of Sister George foto 8

The Killing Of Sister George foto 7

The Killing Of Sister George foto 6

The Killing Of Sister George foto 5

The Killing Of Sister George foto 4

The Killing Of Sister George foto 3

The Killing Of Sister George foto 2

The Killing Of Sister George foto 1

L'assassinio di Sister George locandina 1

L'assassinio di Sister George locandina 3

The Killing Of Sister George locandina 6

The Killing Of Sister George locandina 5

The Killing Of Sister George locandina 4

The Killing Of Sister George locandina 3

The Killing Of Sister George locandina 2

The Killing Of Sister George locandina 1

The Killing Of Sister George lc4

The Killing Of Sister George lc3

The Killing Of Sister George lc2

The Killing Of Sister George lc1

The Killing Of Sister George foto 9

gennaio 30, 2014 Pubblicato da: | Drammatico | , , | 5 commenti

Decameron N.4….le belle novelle di Boccaccio

Decameron quattro locandina 1

Un gruppo di donne si ritrova quotidianamente nel lavatoio pubblico della cittadina nella quale vivono; mentre lavorano si raccontano storie licenziose per ingannare il tempo.
Tofano è un marito geloso che però non dedica abbastanza tempo a sua moglie Ghita, che naturalmente decide di farsi un’amante.Generalmente la donna usa la tecnica di far ubriacare l’uomo per poi correre a trastullarsi con l’amante.Ma Tofano capisce che la moglie nasconde qualcosa,la coglie in fallo ma viene beffata da quest’ultima che gli fa credere di essersi suicidata gettandosi in un pozzo.

Decameron quattro 15

Decameron quattro 14
Calandrino eredita una grossa somma in denaro, ma da sciocco integrale qual’è racconta la cosa in giro; i suoi amici riusciranno a togliergli tutti i soldi facendogli credere che è incinto.Lo guariranno dandogli un purgante.
Frate Rinaldo ha un debole per le donne e sopratutto per Agense. Il marito li coglie in inequivocabili atteggiamenti ma il furbo frate farà credere all’uomo che la donna è affetta da parassitosi e che l’unica cura che funzioni è accoppiarsi carnalmente con lei.
Simona è appartata con un ragazzo su un prato.Il giovane inavvertitamente mastica dell’erba velenosa e muore. Simona, per salvarsi dall’accusa di omicidio è costretta a ripetere l’accaduto davanti ad un giudice.
– Alberto è un giovane costretto, suo malgrado, a farsi frate da un eremita.Ma lui smania per Lisetta, così escogita uno stratagemma:si traveste da Arcangelo gabriele e finalmente seduce l’oggetto delle sue brame.Mal gliene incorrerà perchè alcuni giovani, scoperta la cosa, non solo lo bastoneranno ma ne approfitteranno per sostituirsi a lui.

Decameron quattro 13

Decameron quattro 12
Sciaguratissima versione cinematografica, l’ennesima, ricavata dalle novelle del povero Boccaccio, qui saccheggiato indegnamente in un decamerotico tra i più brutti concepiti nel periodo del massimo fulgore del genere.
Diretto da Paolo Bianchini sotto opportuno pseudonimo (Paul Maxwell) con un cast assemblato al minor costo possibile, Decameron n. 4… Le belle novelle di Boccaccio arriva nelle sale nel 1972 cercando di spillare qualche lira e contando come al solito su un gruppetto di belle attricette da mostrare nude e poco altro.
L’impianto narrativo è ridotto all’osso, le storie non brillano nemmeno per originalità (l’episodio dell’Arcangelo Gabriele è copiato dal film Boccaccio) e la recitazione del gruppo di attori di serie B raccolto è a livello di film di serie Z.
Desolante in tutto, Decameron n. 4… Le belle novelle di Boccaccio è opera di Paolo Bianchini, regista che fino ad allora aveva diretto qualche western anonimo come Dio li crea… Io li ammazzo! o Quel caldo maledetto giorno di fuoco.

Decameron quattro 11

Decameron quattro 10
Girato con un budget stringatissimo il film non emerge nemmeno per originalità degli episodi e indulge solo sui congressi carnali delle protagoniste, peraltro attricette in cerca di gloria. L’unico nome di rilievo è quello di Mariangela Giordano,all’epoca ormai trentacinquenne e che era stata protagonista del Decameron 2 di Guerrini, prodotto di ben altra caratura.
Insipido o sciapo che dir si voglia, il film non ha alcuna dote e tra l’altro non smuove nemmeno per errore l’ombra di un sorriso, rivelandosi alla fine come uno dei prodotti più squallidi del genere decamerotico, che pure al 70% è stato sotto genere pieno di prodotti insulsi.
Nulla in assoluto da segnalare:regia sciatta, location ristretta, recitazione da oratorio.
Di conseguenza, film da dimenticare sotto tutti i punti di vista.
Praticamente impossibile da trovare in una versione che non sia quella pessima ricavata da una vecchia VHS che circola in rete.

Decameron nº 4 – Le più belle novelle del Boccaccio

Un film di Paolo Bianchini (Paul Maxwell). Con Nino Musco, Mariangela Giordano, Ciccio Antonacci, Lee Banner, Enzo Pulcrano, Claudia Bianchi, Anna Odessa Erotico, durata 95 min. – Italia 1972.

Decameron quattro banner gallery

 

Decameron quattro 9

 

Decameron quattro 8

 

Decameron quattro 7

 

Decameron quattro 6

 

Decameron quattro 5

 

Decameron quattro 4

 

Decameron quattro 3

 

Decameron quattro 2

 

Decameron quattro 1

 

Decameron quattro locandina 2

 

Decameron quattro banner protagonisti

Nino Musco: Tofano
Anna Odessa: Moglie di Tofano
Lorenzo Piani: Ricciardetto
Mariangela Giordano: Tessa
Francesco Antonacci: Calandrino
Sergio Rovelli: Buffalmacco
Luigi Antonio Guerra: Nello
Ennio Colaianni: Mastro Simone
Giulio Baraghini: Fra’ Rinaldo
Mimma Gori: Agnesa
Luca Sportelli: Il marito
Claudia Bianchi: Simona
Fernando Mopago: Pasquino
Marcello Monti: Stramba
Benise Clara Tundis: Lacina
Enzo Pulcrano: Frate Alberto
Susy Kuster: Lisetta

Decameron quattro banner cast

Regia Paolo Bianchini
Soggetto Paolo Bianchini
Sceneggiatura Paolo Bianchini
Produttore Gabriele Crisanti
Casa di produzione Compagnia Generale Cinematografica
Fotografia Antonio Modica
Montaggio Otello Colangeli
Musiche Roberto Pregadio, Vassili Kojucharov
Scenografia Francesco Antonacci
Costumi Francesco Antonacci

Decameron quattro banner recensioni

L’opinione di mm40 dal sito http://www.filmtv.it
Forse – e vale la pena di ribadire il forse, perchè la materia del dibattito è fin troppo vasta e i dubbi possono fiorire legittimamente – il filone decamerotico è stato il più povero e squallido dell’intera storia del cinema italiano. Nel giro di un paio di anni successe tutto, a seguito del clamore e degli incassi del Decameron pasoliniano (1971); ma il vero problema del decamerotico è che venne portato avanti pressochè solamente da mestieranti, terze scelte e sciagurati, sia per quanto riguarda i registi che per gli interpreti. Paolo Bianchini, per esempio, che qui si firma Paul Maxwell, rimarrà per tutta la sua carriera nell’anonimato, fino a raggiungere un minimo di notorietà nei primi anni Duemila girando qualche fiction – e non fra le più famose – della Rai; gli attori di questo Decameron n°4, invece, sono e sono rimasti dei perfetti sconosciuti: e per fortuna, perchè il livello della recitazione è davvero infimo. Oltrettutto la scelta – in voga in quegli anni di commediacce sguaiate – di impostare i personaggi con esasperate parlate dialettali è proprio pessima: ancora ancora potrebbe essere comprensibile in una metropoli odierna, ma figuriamoci nelle campagne del Trecento quanti interscambi culturali fra le varie zone d’Italia potessero esserci. La sceneggiatura è firmata dal regista; in un ruolino compare Luca Sportelli (caratterista di serie B, comunque Marlon Brando in tale contesto); le musiche di Vasili Kojucharov sono dirette dal maestro Pregadio, in quegli anni ancora lontani dal successo della Corrida di Corrado in tv.
L’opinione di Undjing dal sito http://www.davinotti.com
Cinque novelle, introdotte da un gruppo di lavandaie con un volgare senso dell’umorismo: dal marito siciliano (ovviamente più anziano della consorte) fatto becco quando rientrato dal lavoro perché ubriacato dalla moglie (bolognese!) alla coppia di ingenui che riescono a farsi rubare l’eredità dopo che a lui è stato detto ch’è incinta; dal giudice avvelenato perché attivo “sessualmente” su una presunta scena di omicidio agli inevitabili fratacchioni vispi e virili. Si ride poco, per via di un cast per niente efficace, una parlata dialettale approssimativa e ironia davvero di basso profilo.

L’opinione di Homesick dal sito http://www.davinotti.com
Introdotte da un gruppo di lavandaie cafone, cinque novelle del Boccaccio opportunamente rivedute, corrette e ampliate negli elementi più spinti e volgari. La realizzazione è misera e la comicità di bassa lega; quindi inutile dire che il valsente provenga dal reparto femminile, con le rustiche Ann Odessa e Mariangela Giordano, la fine Claudia Bianchi e la mai più rivista Susy Kuster, l’unica prescelta per il nudo integrale. Francesco Antonacci (il “Calandrino pregno” del secondo episodio, nonché costumista e scenografo) sembra un sosia magro di Burt Young.

gennaio 29, 2014 Pubblicato da: | Erotico | , | Lascia un commento

Classifica al botteghino 1985

1) Rambo 2 – La vendetta di George Pan Cosmatos

1 Rambo 2 locandina

1 Rambo 2 foto
con Sylvester Stallone, Richard Crenna, Charles Napier, Julia Nickson, Steven Berkoff

2) Rocky IV di Sylvester Stallone

2 Rocky 4 locandina

2 Rocky 4 foto
con Sylvester Stallone, Talia Shire, Dolph Lundgren, Brigitte Nielsen, Burt Young, Carl Weathers, James Brown, Michael Pataki

3) 9 settimane e 1/2 (9 1/2 Weeks) di Adrian Lyne

3 Nove settimane e mezzo locandina

3 Nove settimane e mezzo foto
con Mickey Rourke, Kim Basinger, Margaret Whitton, Christine Baranski

4) La mia Africa (Out of Africa) di Sidney Pollack

4 La mia africa locandina

4 La mia africa foto
con Meryl Streep, Robert Redford, Klaus Maria Brandauer, Michael Kitchen, Malick Bowens

5) Ritorno al futuro (Back to the Future) di Robert Zemeckis

5 Ritorno al futuro locandina

5 Ritorno al futuro foto
con Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson, Crispin Glover, Thomas F. Wilson, Claudia Wells, Billy Zane

6) Amici miei Atto III di Nanni Loy

6 Amici miei atto terzo locandina

6 Amici miei atto terzo foto
con Ugo Tognazzi, Adolfo Celi, Renzo Montagnani, Gastone Moschin, Bernard Blier

7) Speriamo che sia femmina di Mario Monicelli

7 Speriamo che sia femmina locandina

7 Speriamo che sia femmina foto
con Liv Ullmann, Catherine Deneuve, Philippe Noiret, Giuliano Gemma, Giuliana De Sio, Stefania Sandrelli, Athina Cenci, Bernard Blier, Paolo Hendel, Lucrezia Lante della Rovere, Ron

8) Tutta colpa del Paradiso di Francesco Nuti

8 Tutta colpa del paradiso locandina

8 Tutta colpa del paradiso foto
con Francesco Nuti, Ornella Muti, Roberto Alpi, Laura Betti, Marco Vivio, Novello Novelli

9) Scuola di polizia 2: Prima missione (Police Academy 2) di Jerry Paris

9 Scuola di polizia 2 locandina

9 Scuola di polizia 2 foto
con Steve Guttenberg, Bubba Smith, David Graf, George Gaynes, Michael Winslow, Bruce Mahler, Colleen Camp, Art Metrano

10) 007 Bersaglio mobile (A View to a Kill) di John Glen

10 007 bersaglio mobile

10 007 bersaglio mobile foto
con Roger Moore, Tanya Roberts, Grace Jones, Christopher Walken, Patrick Bauchau, Fiona Fullerton, Desmond Llewelyn, Lois Maxwell

11) Commando (Commando) di Mark L. Lester

11 Commando locandina

11 Commando foto
con Arnold Schwarzenegger, Rae Dawn Chong, Dan Hedaya, Vernon Wells, Patrick Kelly, Alyssa Milano

12) Troppo forte di Carlo Verdone

12 Troppo forte locandina

12 Troppo forte foto
con Carlo Verdone, Stella Hall, Alberto Sordi, John Steiner, Mario Brega

13) L’onore dei Prizzi (Prizzi’s Honour) di John Huston

13 L'onore dei Prizzi locandina

13 L'onore dei Prizzi foto
con Jack Nicholson, Kathleen Turner, Anjelica Huston, Robert Loggia, John Randolph, William Hickey, Lawrence Tierney

14) L’anno del dragone (Year of the Dragon) di Michael Cimino

14 L'anno del Dragone locandina

14 L'anno del Dragone foto
con Mickey Rourke, John Lone, Ariane, Ray Barry

15) Miranda di Tinto Brass

15 Miranda locandina

15 Miranda foto
con Serena Grandi, Andrea Occhipinti, Franco Branciaroli, Andy J. Forrest, Franco Interlenghi

16) Cercasi Susan disperatamente (Desperately Seeking Susan) di Susan Seidelman

16 Cercasi Susan disperatamente locandina

16 Cercasi Susan disperatamente foto
con Rosanna Arquette, Madonna, Aidan Quinn, John Turturro, Mark Blum

17) Yuppies – I giovani di successo di Carlo Vanzina

17 Yuppies locandina

17 Yuppies foto
con Massimo Boldi, Jerry Calà, Christian De Sica, Ezio Greggio, Federica Moro, Corinne Cléry, Valeria D’Obici

18) Cocoon – L’energia dell’universo (Cocoon) di Ron Howard

18 Cocoon locandina

18 Cocoon foto
con Don Ameche, Hume Cronyn, Wilford Brimley, Brian Dennehy, Steve Guttenberg, Maureen Stapleton, Jessica Tandy, Tahnee Welch

19) Il gioiello del Nilo (The Jewel of the Nile) di Lewis Teague

19 Il gioiello del Nilo locandina

19 Il gioiello del Nilo foto
con Michael Douglas, Kathleen Turner, Danny DeVito, Spiros Focas, Avner Eisenberg

20) Maccheroni di Ettore Scola

20 Maccheroni locandina

20 Maccheroni foto
con Marcello Mastroianni,Jack Lemmon

gennaio 28, 2014 Pubblicato da: | Box office | | Lascia un commento

I Razzie Awards 1990-1999

Nell’articolo precedente dedicato ai Razzie award, https://filmscoop.wordpress.com/2012/04/17/i-razzie-awards/ abbiamo visto i primi dieci anni di attività del gruppo che attribuisce I lamponi dorati, i contro Oscar che “premiano” i peggiori film della stagione.
Il 24 marzo 1991 al Roosvelt Hotel di Hollywood vengono attribuiti i poco ambiti Razzie ai film distribuiti nel 1990; vero trionfatore della serata è I fantasmi non possono farlo diretto da John Derek e interpretato dalla signora Derek, Bo.
L’attrice statunitense di origini irlandesi,vera beniamina della giuria dei Razzie porta a casa la statuetta come peggior attrice, mentre suo marito quella come peggior regista. Un trionfo storico diviso tutto in famiglia, insomma.
Il film I fantasmi non possono farlo su ben 9 nomination raccoglie 4 Razzie, e vede sottrarsi il premio come peggior film da Le avventure di Ford Fairlane (The Adventures of Ford Fairlane), regia di Renny Harlin mentre questo film permette a Andrew Dice Clay di guadagnarsi un poco onorevole Razzie come peggior attore protagonista.
Nel lotto dei Razzie finisce anche lo splendido Padrino parte III per colpa di una giovanissima Sofia Coppola, che vince, all’unanimità, due Razzie come peggior attrice non protagonista e peggior esordiente, riconoscimento davvero poco onorevole e troppo severo per la figlia del grande Francis Ford.

1991 i fantasmi non possono farlo

I fantasmi non possono farlo, peggior regia del 1989 nell’edizione 1990 dei Razzie

1991 Le avventure di Ford Fairlane

Le avventure di Ford Fairlane, Razzie come peggior film edizione 1990

1991 Peggior esordiente Milla Jovovich

Milla Jovovich, peggior attrice esordiente dell’anno

Tra i nominati per il peggior film c’è Brian De Palma, con il discusso Falò delle vanità mentre non manca il solito Stallone che rischia la vittoria con il film Cobra, affiancato anche da un altro simbolo della Hollywood blockbuster, Mickey Rourke finito nel mirino per Orchidea Selvaggia.
L’anno successivo, il 29 marzo 1992 al Hollywood Roosevelt Hotel di Hollywood c’è la consueta serata che premia i film peggiori del 1991; questa volta non c’è un film o un cast a svettare su tutti e la lotta è più serrata.
Peggior film alla fine risulta essere Hudson Hawk – Il mago del furto di Michael Lehmann interpretato da Bruce willis,Andie Mac Dowell e Danny Aiello; su 6 nomination la pellicola vince le due più importanti ( o meno onorevoli, se vogliamo) ovvero quelle attribuite al peggior film e al peggior regista.

1992 Hudson HawkBruce Willis in Hudson Hawk il mago del furto, peggior film del 1991 nell’edizione 1992 degli award

1992 Robin Hood Prince of ThievesKevin Costner, peggior attore per il film Robin Hood principe dei ladri

1992 Peggior esordiente Pauly Shore - Il mio amico scongelatoPauly Shore, peggior attore esordiente dell’anno

Kevin Costner è il peggior attore per Robin Hood principe dei ladri mentre Sean Young interprete di Un bacio prima di morire vince sia come attrice protagonista che come attrice non protagonista, un caso unico in quanto la Young interpreta un doppio ruolo.
Costner è.al primo dei suoi quattro Razzie Awards vinti, tre ottenuti come peggior attore protagonista per Robin Hood – Principe dei ladri, Wyatt Earp e L’uomo del giorno dopo e uno come peggior regista sempre per L’uomo del giorno dopo. Da segnalare come Ritorno alla laguna blu, con protagonista una giovane Milla Jovovich sia candidato a 5 Razzie senza però vincerne nessuno.
Nel 1993 il parterre degli aspiranti al premio è decisamente molto più illustre e ben rappresentato; la sera del 28 marzo 1993 all’ Hollywood Roosevelt Hotel di Hollywood ad ambire a ben 7 premi è uno dei successi della stagione precedente, Guardia del corpo-The bodyguard diretto da Mike Jackson e interpretato ancora una volta dal povero Kevin Costner e da Whitney Houston.

1993 Melanie Griffith Vite sospese

Edizione Razzie award del 1993: vince come peggior film del 1992 Vite sospese

1993 Peggior esordiente Janet Jackson

Janet Jackson, peggior attrice esordiente 1993

1993 Melanie Griffith Vite sospese

Melanie Griffith, peggior attrice e Razzie award 1993

Nel lotto dei concorrenti finiscono Analisi finale di Joanou come peggior film e ancora una volta Costner con nientemeno che Nicholson e Michael Douglas come peggiori attori,Melanie Griffith,Kim Basinger, Whitney Houston e Sean Young come peggiori attrici, David Seltzer e Barry Levinson come peggiori registi.

Un lotto davvero prestigioso, non c’è che dire.
La parte del leone la fa Vite sospese di David Seltzer, peggior film e peggior regista, 5 nomination e 3 Razzie vinti: Melanie Griffith sale sul gradino più alto con Vite sospese, mentre Sean Young per il secondo anno consecutivo è in lizza per il premio.Tom Selleck vince, senza storia,il Razzie per Cristoforo Colombo: la scoperta battendo il collega Marlon Brando, che aveva interpretato il ruolo di Torquemada nello stesso film. A rischiare di vincere come peggior attore è anche Robert Duvall per Gli strilloni che vede in lizza la splendida Ann Margret come peggior attrice non protagonista.
Cristoforo Colombo: la scoperta alla fine è uno dei film più nominati e meno premiati, 1 solo razzie su 6 candidature; di meglio fa The bodyguard che su 7 nomination sfugge a tutti i premi.

1994 Burt Reynolds Un poliziotto e mezzo

Burt Reynolds in Un piedipiatti e mezzo, peggior attore protagonista 1994

1994 Madonna Body of Evidence

Madonna in Body of evidence, peggior attrice protagonista 1994

1994 Peggior esordiente Anna Nicole Smith - Una pallottola spuntata 33 - L'insulto finale

Anne Nicole Smith, peggior attrice esordiente 1994

 Il 20 marzo 1994 tocca a due grandi successi dell’anno precedente, Proposta indecente e Body of Evidence – Corpo del reato dividersi 13 nomination globali;Proposta indecente di Adrian Lyne ottiene 7 nomination,Body of Evidence – Corpo del reato 6. Alla fine il primo otterrà tre riconoscimenti e il secondo uno solo.Peggior film della stagione precedente è Proposta indecente (Indecent Proposal), regia di Adrian Lyne mentre attori come Redford,William Baldwin,Arnold Schwarzenegger,Burt Reynolds,Willem Dafoe si disputano la palma come peggior attore protagonista.

A spuntarla è Burt Reynolds con Un piedipiatti e mezzo mentre Madonna trionfa per Body of Evidence – Corpo del reato battendo in volata ancora una volta le poco amate (dalla critica) Melanie Griffith, Sharon Stone e Demi Moore.Da notare che la bellissima Sharon scansa per la seconda volta consecutiva un Razzie…
Spazio anche per una grande attrice di Hollywood,Faye Dunaway, che accanto alle due nomination all’Oscar dovrà aggiungere due razzie award come peggior attrice; tra le peggiori attrici non protagoniste nomination per Sandra Bullock, interprete di Demolition Man, uno dei pochissimi film con protagonista Stallone ad essere sfuggito ai razzie.

1995 Il colore della notte

Il colore della notte, 9 candidature ma 1 solo Razzie vinto come peggior film nel 1995

1995 Kevin Costner Wyatt Earp

Kevin Costner, ancora una volta Razzie award come peggior attore per Wyatt Earp nel 1995

1995 Peggior esordiente Elizabeth Berkley Showgirls

Elizabeth Berkley, peggior attrice esordiente 1996

Nel 1995 la maggior novità è rappresentata dal cambio di location della sede deputata alla serata finale; si passa quindi dal Roosvelt Hotel di Hollywood al El Rey Theatre di Los Angeles. E’ la sera del 26 marzo 1995 e ovviamente c’è molta attesa tra il pubblico e molto timore tra i nominati per l’attribuzione dei premi.
Il maggior numero di candidature, ben nove, è per Il colore della notte (Color of Night), regia di Richard Rush che ha di fronte ancora una volta Kevin Costner, questa volta interprete del film di Kasdan Wyatt Earp.
Il peggior film è Il colore della notte che però si ferma qui;è il premio meno voluto, ma gli altri otto lamponi restano a casa.
Costner non la scampa e vince il premio come peggior attore, battendo Macaulay Culkin candidato per ben tre film Papà ti aggiusto io! (Getting Even with Dad), Pagemaster – L’avventura meravigliosa (The Pagemaster), Richie Rich – Il più ricco del mondo (Richie Rich)
Questa volta Sharon Stone interprete di Trappola d’amore e di Lo specialista, alla sua terza finale consecutiva nei razzie non può evitare l’onta di vincere come Peggior attrice protagonista, battendo la sexy rivale Kim Basinger in lizza per Getaway.
Il peggior regista è Steven Seagal per Sfida tra i ghiacci, premio abbondantemente meritato per uno degli attori più “cani” di Hollywood, mentre la strana coppia Stone-Stallone stravince nel settore peggior coppia,battendo di misura Tom Cruise e Brad Pitt per Intervista col vampiro mentre Costner rischia l’ennesimo Razzie abbinato a “una qualsiasi delle sue tre mogli“(Annabeth Gish, Joanna Going e Mare Winningham) per il film Wyatt Earp.

1996 Showgirls

Record di nomination per Showgirl, ben 13, peggior film del 1995 nell’edizione Razzie 1996

1996 Pauly Shore - Un lavoro da giurato

Pauly Shore in Un lavoro da giurato,Razzie award per il peggior attore protagonista

1996 Peggior esordiente Pamela Anderson Barb wire

Pamela Anderson peggior attrice protagonista

Il 24 marzo 1996 è il The Hollywood Roosevelt Hotel Academy Room ad accogliere la serata finale; c’è molta attesa per Showgirl, il film di Paul Verhoeven che per una volta ha messo d’accordo critica e pubblica nel giudizio finale;giudicato bruttissimo e assolutamente inguardabile, Showgirl porta a casa ben 13 nomination anche se alla fine vincerà poco più della metà dei premi a cui suo malgrado aspirava, ben 7 Razzie awards.
Il film vince un razzie con Elizabeth Berkley peggior attrice protagonista,uno come Peggior sceneggiatura, come peggior film e altri minori.
Lo scontro nella categoria Peggior attore vede protagonisti due vecchie conoscenze dei Razzie, Kevin Costner e Sylvester Stallone: a sorpresa vince Pauly Shore con Un lavoro da giurato e Costner si deve “accontentare” di veder vincere il grande Dennis Hopper nella categoria Peggior attore non protagonista per Waterworld, gran bel film ingiustamente osteggiato dalla critica e diventato poi uno dei maggiori flop economici della storia del cinema.
Madonna non ha rivali con Four rooms e vince come Peggior attrice non protagonista mentre il grande escluso della serata ( e se vogliamo giustamente) è Corsari, il flop più costoso in assoluto della storia di Hollywood.
Inaspettatamente in lizza troviamo ottimi film come Jade di Friedkin,Il profumo del mosto selvatico di Arau,Il bacio della morte di Barbet Schroeder che però alla fine non vinceranno nemmeno un razzie minore.
Il premio più sprezzante è attribuito al cast completo in qualsiasi combinazione possibile di due persone (o due parti del corpo) per Showgirls che diventa uno dei film più spernacchiati di sempre nella storia dei Razzie.
E veniamo all’edizione del 1997, tenutasi il 23 marzo 1997 al The Hollywood Roosevelt Hotel Academy Room.

1997 marlon Brando L'isola perduta

Marlon Brando, Razzie award per L’isola perduta

1997 peggior esordiente Dennis Rodman - Double Team - Gioco di squadra

Dennis Rodman peggior attore esordiente 1997

1997 Striptease

Striptease, peggior film 1997

Nel corso del 1996 uno dei film più visti della stagione era stato Striptease di Andrew Bergman; ed è proprio questo film a raccogliere il maggior numero di candidature, 7, sfuggendo per un pelo al trionfo con 6 premi vinti.
Proprio Striptease è il peggior film dell’anno e Bergman completa il trionfo vincendo come Peggior regista e con Demi Moore come peggior attrice protagonista.
Un bolso e sfatto Marlon Brando in versione oversize vince come Peggior attore per l’orrido L’isola perduta mentre Melanie Griffith con Scomodi omicidi è nuovamente la Peggior attrice non protagonista di un soffio sulla Dunaway. Segnalo l’inaspettata presenza tra le peggiori sceneggiature che abbiano incassato almeno 100 milioni di dollari di Independence day, Mission;impossible e Il gobbo di notre dame!
Edizione 1998: Hollywood brucia e The Avengers – Agenti speciali sono candidati a nove premi, mentre Armageddon e Spice Girls: il film sono candidati a sette razzie, Godzilla a cinque.

1998 Bruce Willis Armageddon

Bruce Willis peggior attore protagonista nell’edizione 1999 dei Razzie

1998 Demi Moore Soldato Jane

Demi Moore, ancora peggior attrice per Soldato Jane

1998 Hollywood brucia

Hollywood brucia, peggior film edizione 1999

E’ la sera del 20 marzo 1999 e presso il The Hollywood Roosevelt Hotel Academy Room il film Hollywood brucia (An Alan Smithee Film: Burn Hollywood Burn), regia di Arthur Hiller e Alan Smithee trionfa come Peggior film, mentre Bruce Willis fa l’en plein meritandosi il Razzie per le sue interpretazioni nei film Armageddon,Codice Mercury e Attacco al potere.Per questa ultima interpretazione sicuramente il premio è più che meritato.
Il gruppo delle Spice girls vince meritatamente il premio per la Peggior attrice: nel gruppo non viene fatta alcuna distinzione e così Melanie B, Melanie C, Emma Bunton, Geri Halliwell e Victoria Adams gruppo musicale amatissimo dai più giovani vince in blocco il Razzie.
Premi anche per Joe Eszterhas in Hollywood brucia e Maria Pitillo in Godzilla rispettivamente come peggior attore e peggior attrice non protagonista mentre Gus Van Sant con Psycho remake del capolavoro di Hitchcock è il peggio regista, mentre detto che Vi presento Joe Black (Meet Joe Black), regia di Martin Brest viene assurdamente candidato al Razzie come peggior remake possiamo passare all’ultima edizione dei

1999 Adam Sandler - Big Daddy - Un papà speciale

Adam Sandler in Big Daddy – Un papà speciale, peggior film dell’anno 1999 nell’edizione 2000

1999 Heather Donahue - The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair

Heather Donahue peggior attrice in  The Blair Witch Project – Il mistero della strega di Blair

Razzie per il secolo XXI, tenutasi il 25 marzo 2000 al The Hollywood Roosevelt Hotel Academy Room. Wild Wild West per la regia di Barry Sonnenfeld candidato a nove premi si aggiudica 5 lamponi con grandissimo merito, visto che si tratta di un film ai confini con il trash mentre incredibilmente Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma si vede attribuire ben sette nomination ma fortunatamente vince un solo Razzie come Peggior sceneggiatura.
Peggior attore è Adam Sandler per Big Daddy – Un papà speciale mentre peggior attrice è Heather Donahue per The Blair Witch Project – Il mistero della strega di Blair e infine peggior regista è Barry Sonnenfeld con Wild Wild West.
Poichè è l’ultima edizione del decennio novanta, vengono attribuiti premi speciali che vanno nell’ordine a :
Showgirls di Verhoeven (1995) come peggior film del decennio;
Madonna come peggior attrice del decennio novanta;
Pauly Shore come peggior esordiente dello stesso periodo.
E’ tutto, nell’ultima parte dedicata al periodo 2000-2013 arriveremo con questa breve cronistoria a scoprire i film giudicati dalla giuria dei Razzie award i più brutti di ogni anno a seguire.

1 Banner award

1993 Vite sospese

Vite sospese, Razzie award 1993

1994 Proposta indecente

Demi Moore in Proposta indecente, Razzie 1994

1995 Sharon Stone Lo specialista

Sharon Stone, Razzie come peggior attrice nel 1994 per Lo specialista

1996 Showgirls Elizabeth Berkley

Elizabeth Berkley peggior attrice protagonista 1996

1997 Striptease Demi Moore

Demi Moore peggior attrice 1997

1998 Spiceworld

Spice girls, Razzie award a tutto il gruppo musicale come peggior attrice 1998

1999 Wild wild west

Wild wild west peggior film del 1999

1999 Pauly Shore peggior attore del decennio

Pauly Shore, peggior attore esordiente del decennio

1999 Peggior attore del secolo Stallone

Sylvester Stallone, peggior attore del secolo

1999 Peggior attrice del decennio Madonna

Madonna, peggior attrice del secolo

1999 Peggior film del decennio Showgirl

Showgirls, peggior film del decennio

gennaio 27, 2014 Pubblicato da: | Miscellanea | | Lascia un commento