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Marina Malfatti

Marina Malfatti foto

Una lunghissima carriera, che ha superato il mezzo secolo ricca di soddisfazioni e di riconoscimenti, sopratutto in ambito teatrale caratterizza la carriera artistica di Marina Malfatti, una delle più belle e brave artiste del mondo dello spettacolo.
Oggi che ha 71 anni, la Malfatti continua a lavorare a tempo pieno, dividendo la sua vita tra il privato e il teatro, nel quale ha ormai un ruolo di primo piano e che ha sostituito nei suoi impegni l’attività cinematografica che pure le ha dato tante soddisfazioni.

Marina Malfatti Un fiocco nero per Deborah
Un fiocco nero per Deborah

Bella e aristocratica, con un volto nobile e fine la Malfatti è stata sopratutto negli anni settanta, il prototipo dell’antidiva; lei così bella è stata sempre gelosa della sua vita privata così come ha sempre accettato lavori che non fossero dozzinali e improvvisati.
Se è vero che nel suo curriculum manca il film a cinque stelle, quello che viene citato negli annali del cinema come il capolavoro, va detto che manca anche il filmetto da due soldi, quello girato per raccattare soldi o ravvivare la popolarità.

Marina Malfatti La dama rossa
Marina Malfatti in La dama rossa uccide sette volte

Del resto la Malfatti ha fatto sempre scelte ben precise, puntando più sulla qualità che sulla quantità, scegliendo per esempio di studiare al Cours d’Art Dramatique di Parigi per avere quelle basi indispensabili per diventare un’attrice vera e non solo un semplice volto confuso nella marea delle starlette che popolarono gli schermi nella stagione più fortunata del cinema italiano.
Attrice di cinema, quindi, almeno agli esordi e per buona parte della sua vita, ma non solo; attrice televisiva nel periodo d’oro degli sceneggiati tv e in seguito attrice tra le più importanti del nostro teatro.

Marina Malfatti Tutti i colori del buio
Un’intensa espressione di Marina Malfatti in Tutti i colori del buio

Nata a Firenze il 25 aprile 1940, ha il suo battesimo cinematografico nel 1959 nel film di Carlo Ludovico Bragaglia Le cameriere accanto all’attrice di punta del film stesso Giovanna Ralli e accanto al grande Andrea Checchi, che sarà per lunghi anni uno dei volti più importanti della tv che proponeva quegli sceneggiati rimasti nel cuore degli spettatori.
Cosa che farà anche Marina, sopratutto dopo la prima metà degli anni settanta; per 15 anni sceglierà di lavorare nel cinema diventando molto popolare grazie ad una serie di film a sfondo thriller tutti di ottima fattura.
Nel periodo compreso tra gli esordi e il 1970 Marina Malfatti lavora in alcune produzioni importanti, anche se non in ruoli di primissimo piano; vanno citati per esempio Un uomo da bruciare del 1962, un importante film sulla mafia diretto dai fratelli Taviani con protagonista un grande Volontè.
Nel cast di questo film figura anche un’attrice/cantante che avrà una discreta popolarità in film a sfondo erotico sopratutto negli anni settanta, Carmen Villani.
Nel 1963 lavora con un importante cast nel film I fuorilegge del matrimonio, film diretto da Valentino Orsini con la collaborazione dei fratelli Taviani anticipatore della spinosa questione del divorzio.
Nel 1966 va segnalata la partecipazione allo sceneggiato televisivo Le inchieste del commissario Maigret, nell’episodio “L’ombra cinese” che in pratica diverrà il suo debutto sul piccolo schermo, così come vanno segnalate le sue partecipazioni ai film Pronto… c’è una certa Giuliana per te di Franciosa, uno dei primi film ad utilizzare un cast quasi completamente fatto con protagonisti giovani come Gianni Dei, la futura soubrette Mita Medici oltre ad una giovanissima Silvia Dionisio e la partecipazione al film C’era una volta… (1967) diretto da Francesco Rosi, una curiosa favola con protagonista un principe che si innamora di una splendida popolana specialista in fatture. I protagonisti della pellicola sono Omar Sharif e Sophia Loren mentre Marina interpreta bene il ruolo di Olimpia Capace Latro, principessa di Altamura.
Nel periodo tra il 1967 e il 1970 Marina si dedica alla tv, che ormai sta assumendo la stessa popolarità del cinema, complice l’effetto positivo del boom economico che ha portato nelle case il televisore, che diverrà ben presto un totem  capace di catalizzare l’attenzione di intere famiglie che la sera passano il loro tempo in attesa dei programmi tv.
Lei partecipa di suo con apparizioni nella fortunata serie dedicata a Sherlock Holmes, precisamente nei tre episodi dedicati al L’ultimo dei Baskerville accanto ad un altro grande della tv e del teatro, Nando Gazzolo e ad Anna Miserocchi, poi allo sceneggiato Dal tuo al mio di Mario Landi accanto ad Amedeo Nazzari e infine a Die Welt des Pirandello – Liebe! – Liebe? accanto a Jacques Sernas e Gabriele Ferzetti.

Marina Malfatti Sette orchidea macchiate di rosso 2

Sette orchidee macchiate di rosso

Nel 1971 la svolta con il film In fondo alla piscina, diretto da Eugenio Martín, una produzione spagnola conosciuta anche come La última señora Anderson; il film è un thriller ben congegnato e la Malfatti interpreta la moglie del protagonista sospettato di aver ucciso le tre mogli precedenti.
E’ una svolta perchè la sua interpretazione misurata convince il regista Miraglia ad affidarle il ruolo di Gladys Cunningham nel film La notte che Evelyn uscì dalla tomba; il film, un thriller di discreta fattura in cui interpreta la moglie di un lord che uccide donne con i capelli rossi ossessionato com’è dal ricordo della prima moglie che aveva questa particolare caratteristica.
Nel film rivaleggia in bellezza e bravura con l’altra protagonista, Erika Blanc e tratteggia un personaggio che rimarrà nella memoria degli amanti di questo particolare genere cinematografico.
In altri articoli ho già parlato dell’importanza del thriller all’italiana nato sull’onda del successo dei film di Bava e Fulci e portato definitivamente ai massimi livelli da Dario Argento.
Il film di Miraglia mescola bene atmosfere gotiche e thriller, mentre Marina Malfatti si ritaglia un ruolo così ben caratterizzato da spingere altri registi ad affidarle parti in film dello stesso genere.
Ma non ci sono solo thriller in questo periodo della vita artistica di Marina; sempre nel 1971 lavora, anche se non accreditata nel western Era Sam Wallash… lo chiamavano ‘Così Sia’ diretto da Demofilo Fidani, un lavoro poco meno che mediocre come mediocre è l’altro western intepretato accanto a Tony Kendall, Una pistola per cento croci! mentre decisamente più importante è il bellissimo e introvabile Doppio gioco di Anton Giulio Majano girato accanto ad Ugo Pagliai, uno sceneggiato del quale purtroppo si è persa ogni traccia.
Nel 1972 troviamo la Malfatti sul set di ben 7 film; è il periodo più importante del cinema italiano con diversi generi cinematografici che si contendono le platee.
Lei lavora nel mediocre giallo Testa in giù, gambe in aria di Ugo Novello accanto a Corrado Pani e sopratutto nel buon Sette orchidee macchiate di rosso di Umberto Lenzi nel ruolo di Kathy Adams accanto ad altre bellezze come Gabriella Giorgelli e Marisa Mell.
E diventa anche una cattivona nell’altro thriller girato nel 1972, Tutti i colori del buio diretto dallo specialista Sergio Martino; lei è Mary Well, l’ambigua seguace di una setta satanica incaricata di fare impazzire la bella Jane (Edwige Fenech) per permettere alla sorella Barbara (Susan Scott alias Nieves Navarro) di incassare il ricavato dell’eredità della donna.

Marina Malfatti Il clan del quartiere latino 1

Il clan del quartiere latino

Il ruolo della cattiva di turno le riesce naturale, cosa che mostra una volta di più la duttilità dell’attrice capace di ricoprire tutti i ruoli cinematografici, che siano drammatici o leggeri, che includano personaggi positivi o negativi.
Non manca in questo periodo la partecipazione ad un film del genere decamerotico; si tratta dell’elegante Decameron 3, uno dei film meno scollacciati del fortunato filone, nel quale la nostra bellissima è impegnata nel ruolo di Madonna Lucrezia , sposata ad un uomo geloso in maniera patologica, che la costringe a vivere da reclusa in una camera da letto recintata da inferriate e chiusa a doppia mandata da una pesante porta di legno.
In soccorso della donna arriva un giovane che la vede attraverso un finestrino e che pratica una feritoia nel muro.La donna, per stornare i sospetti del marito, gli confessa di essere visitata la notte da un prete della quale lei si è innamorata.

Marina Malfatti Il prato macchiato di rosso 1

Il prato macchiato di rosso

Furibondo, il marito veglia fuori dalla porta non sapendo che Lucrezia e il suo amante nel frattempo si divertono nel letto della donna stessa.
Un ruolo che la vede anche in sequenze di nudo castigatissime, una delle rare concessioni del suo splendido corpo.
Torna in un ruolo drammatico nel film La dama rossa uccide sette volte, di Miraglia, altro film culto del periodo d’oro del thriller; lei è Franziska Wildenbrück sorella di Kitty (Barbara Bouchet), destinata ad una crudele reincarnazione della leggenda della dama nera e della dama rossa che seminerà morte tra i protagonisti della vicenda.
L’ultimo film di questo prolifico e fecondo anno è il buon western di Alfonso Balcázar Il ritorno di Clint il solitario accanto a George Martin e Klaus Kinskij; nell’anno successivo i film interpretati spazieranno dal drammatico La notte dell’ultimo giorno caratterizzato da un eccellente cast (Franco Fabrizi, Fiorenzo Fiorentini, Tony Kendall, Corrado Pani, Enrico Maria Salerno, Erna Schurer), un’operazione poco fortunata al box office al buon giallo di Bruno Gantillon Il clan del quartiere latino accanto a Maurice Ronet all’horror thriller Il prato macchiato di rosso in cui è la cattivissima Nina, una trafficante di sangue umano (nel film compare anche il cantante Lucio Dalla), passando per il lacrima movie (i film strappa lacrime) Il venditore di palloncini e sopratutto  Un fiocco nero per Deborah che rimane uno dei suoi lavori più significativi dal punto di vista della recitazione.

Marina Malfatti Sette orchidea macchiate di rosso

Due dei più bei gialli anni 70: una splendida Marina Malfatti in Sette orchidee macchiate di rosso

Marina Malfatti La notte che Evelyn usci dalla tomba 1
… e in La notte che Evelyn uscì dalla tomba

Si tratta di un film in stile thriller/mistery con punte di horror in cui interpreta il personaggio drammatico di Deborah, una donna dotata di facoltà medianiche con il grosso problema di non riuscire a diventare madre.
Resterà incinta davvero, ma suo marito la crederà pazza con il risultato finale che la donna morirà in un incidente subito dopo aver partorito un bambino.
Nel 1974 da corpo all’indimeticabile personaggio di Marina  nel Malombra televisivo ridotto per il piccolo schermo da Raffaele Meloni che utilizza il personaggio creato da Fogazzaro; è un grande successo, nella stagione più felice degli sceneggiati televisivi che hanno visto produzioni di altissimo livello come Il segno del comando ecc.
E’ un momento chiave della sua carriera: distratta dal teatro, impegnata sui set televisivi la bellissima Marina, che è ormai una affascinante signora di 35 anni inizia a trascurare il cinema.

Marina Malfatti Il clan del quartiere latino 2
Il clan del quartiere latino

Per rivederla sul set dovremo attendere il 1976 quando interpreterà il ruolo di Stella nello sfortunato Lezioni di violoncello con toccata e fuga nel quale lavora con Carlo Giuffrè, con il quale farà il bis nel film Per amore o per forza diretto da Massimo Franciosa accanto anche all’affascinante Michele Mercier, la protagonista dei film su Angelica marchesa degli angeli.
Non sono film importanti, ben più rilevanti sono gli impegni televisivi, come quello nella serie tv accanto a Nando Gazzolo L’ultimo aereo per Venezia del 1977, diretto dal grande Daniele D’Anza, il bellissimo Fauno di marmo nel ruolo di Miriam.
E’ un personaggio molto complesso, quello dell’artista Miriam, destinata a rivivere il passato di una donna del tutto simile a lei assieme ai suoi tre amici, braccata da una figura spettrale soprannominata Il persecutore.

Marina Malfatti Decameron 3
Marina Malfatti in Decameron 3

La Malfatti è ormai una beniamina del pubblico televisivo, che la apprezza come straordinaria professionista capace di calarsi perfettamente nei ruoli che le vengono affidati; nel 1978 lavora ancora in na serie televisiva, questa volta non molto fortunata.
Si tratta del remake parziale di Il prigioniero di Peter Grenville, ed è diretta da Aldo Lado.
Non lavora più al cinema, dedicandosi anima e corpo al teatro e alla tv, per la quale da corpo al personaggio di Anna Kuliscioff nel 1981, la ormai leggendaria femminista rivoluzionaria fondatrice del Partito socialista italiano e compagna per lungo tempo di Filippo Turati.
Si diradano anche le apparizioni tv, a tutto vantaggio del suo impegno in teatro che ormai è davvero il suo unico amore; la rivedremo ancora, sporadicamente negli sceneggiati Teresa Raquin (1985), Silvia è sola (1988) La signora Morlì, una e due (1991), Un posto freddo in fondo al cuore (1992) e infine in quella che è la sua ultima interpretazione televisiva, A rischio d’amore del 1996
Il teatro d’ora in poi sarà tutta la sua vita; sarà Lisistrata ed Elettra, affrontando quindi personaggi classici in opere di Goldoni, di Shaw e Pirandello, così come ridurrà per il teatro il grande successo letterario di Va dove ti porta il cuore.
Oggi Marina Malfatti ha superato la settantina, ma continua ad avere quel fascino magnetico che l’ha sempre caratterizzata.

Marina Malfatti In fondo alla piscina 1

 In fondo alla piscina (La ultima senora Anderson)

Continua a lavorare in teatro, una delle sue ultime cose è Le sorelle Materazzi, riduzione teatrale dall’opera di Palazzeschi che ha avuto anche un grande successo in tv nel 1972 nello sceneggiato interpretato da due grandi attrici come Rina Morelli e Ave Ninchi.
Elegante, aristocratica nella sua bellezza, bravissima.
Sono aggettivi che ben si coniugano con la personalità e la fisicità di questa attrice toscana che ha attraversato con grazia gli ultimi cinquant’anni della storia cinematografica, teatrale e televisiva del nostro paese.

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Marina Malfatti Un fiocco nero per Deborah 2

Un fiocco nero per Deborah

Marina Malfatti Il venditore di palloncini
Il venditore di palloncini

Marina Malfatti Il ritorno di Clint il solitario
Il ritorno di Clint il solitario

Marina Malfatti Il prato macchiato di rosso 2
Il prato macchiato di rosso

Marina Malfatti In fondo alla piscina 2

In fondo alla piscina

Marina Malfatti  Più tardi Claire, più tardi...

Più tardi Claire più tardi

Marina Malfatti  Una pistola per cento croci

Una pistola per cento croci

Marina Malfatti banner filmografia

1996 A rischio d’amore (TV )
1992 Un posto freddo in fondo al cuore (TV )
1991 La signora Morlì, una e due (TV )
1988 Silvia è sola (TV )
1985 Teresa Raquin (TV mini-series)
1981 Anna Kuliscioff (TV mini-serie)
1979 Racconti di fantascienza (TV )
1978 Il prigioniero (TV )
1977 Il Fauno di marmo (TV mini-serie)
1977 L’ultimo aereo per Venezia (TV mini-serie)
1976 Per amore o per forza
1976 Lezioni di violoncello con toccata e fuga
1974 Malombra (TV )
1974 Un fiocco nero per Deborah
1974 Il venditore di palloncini
1973 Il figlio di Zorro
1973 Il prato macchiato di rosso
1973 Il clan del quartiere latino
1972-1973 Alexander Zwo (TV )
1973 La notte dell’ultimo giorno
1972 Il ritorno di Clint il solitario
1972 La dama rossa uccide sette volte
1972 Il decameron No. 3 – Le più belle donne del Boccaccio
1972 Tutti i colori del buio
1972 Sette orchidee macciate di sangue
1972 Testa in giù, gambe in aria
1971 Black Killer
1971 La notte che Evelyn uscì dalla tomba
1971 Una pistola per cento croci!
1971 In fondo alla piscina
1971 Doppio gioco (TV)
1971 Era Sam Wallash… lo chiamavano ‘Così Sia’
1969 I dannati della terra
1969 Dal tuo al mio (TV )
1968 Sherlock Holmes (TV mini-series)
1968 Più tardi Claire, più tardi…
1967 C’era una volta…
1967 Pronto… c’è una certa Giuliana per te
1966 Le inchieste del commissario Maigret (TV series)
1966 Io, io, io… e gli altri
1965 Una bella grinta
1963 I fuorilegge del matrimonio
1962 Un uomo da bruciare
1960 Une fille pour l’été
1959 Le cameriere

Marina Malfatti banner tv

Marina Malfatti Tv MalombraNello sceneggiato tv Malombra

Marina Malfatti Tv Maigret

Nel celebre Maigret elevisivo

Marina Malfatti Tv Va dove ti porta il cuoreLa Malfatti nella recente pieces teatrale Va dove ti porta il cuore

Marina Malfatti Tv Gallina vecchiaNel lavoro teatrale Gallina vecchia

Marina Malfatti Tv Anna Kuliscioff
Anna Kuliscioff

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Marina Malfatti La locandina di PirandelloLa locandina di Pirandello

Marina Malfatti Tv Le sorelle Materazzi

Marina Malfatti e Simona Marchini in Le sorelle Materazzi

Marina Malfatti Tv con Ivana Monti

Marina Malfatti e Ivana Monti

aprile 16, 2011 Pubblicato da: | Biografie | | 3 commenti

Helga Liné

Helga Linè foto

Una bellezza altera e statuaria, una carriera lunghissima con un curriculum impressionante composto da quasi 130 film e poco meno di una decina di partecipazioni a serie tv; sono le caratteristiche salienti della vita di Helga Line Stern, divenuta famosa con il nome d’arte di Helga Liné, autentico oggetto di culto sopratutto in Spagna, sua terra d’adozione.
Ma la bellissima attrice di origini tedesche (è nata a Berlino nel 1932) è popolare anche da noi, sopratutto tra il pubblico over 40 per alcuni lavori divenuti con il passare del tempo oggetto di rivalutazione critica.
Helga Linè ha lavorato praticamente in tutti i generi cinematografici, rivelandosi un’attrice di genere versatile e duttile.
E’ stata protagonista o co-protagonista di peplum, western, gialli, thriller, horror e infine anche di commedie sexy ed erotiche, queste ultime sopratutto a fine anni settanta quando l’attrice aveva superato la cinquantina .

Helga Linè Cosi dolce cosi perversa
Helga Liné nel giallo di Lenzi Così dolce, così perversa

Con 130 film all’attivo è praticamente impossibile citare tutti i suoi lavori, alcuni dei quali risalgono addirittura agli anni 40 e 50, quando mosse i primi passi in un cinema molto diverso dall’attuale.
Un cinema quasi sempre in bianco e nero, nel quale la sua statuaria bellezza spiccava inconfondibile anche nelle particine di inizi carriera.

Helga Linè Mio caro assassino
Una splendida Helga Linè in Mio caro assassino

Helga Linè El appartamento de la tentacionEl appartamento de la tentacion

Da giovanissima si trasferisce in Portogallo, dove approda al mondo circense lavorando come ballerina e  acrobata, prima di trasferirsi in quella che sarà la sua terra d’adozione, la Spagna.
Sono gli inizi degli anni 60 e la Linè ha già lavorato in una quindicina di film facendosi quindi conoscere dal grande pubblico, alternando il lavoro di attrice a quello di modella aiutata sicuramente da quella bellezza così poco teutonica e così regale.
Il suo volto infatti ben si prestava a ruoli di donna sofisticata, di principessa o regina ed è praticamente così che il pubblico la vedrà per larga parte della sua carriera.

Helga Linè La saga de los Dracula

La saga de los Dracula

La parte più importante della sua carriera cinematografica inizia con il decennio sessanta e con il film di Eugenio Martin Il conquistatore di Maracaibo, uno dei tanti film di ambientazione piratesca che affollarono gli schermi prima del declino del genere, sancito dalla nascita dei peplum che ebbero tanto successo per buona parte degli anni sessanta.
E’ proprio in questo particolare genere cinematografico che Helga costruisce la sua solida fama; film come Gli invincibili sette, diretto da Alberto De Martino (produzione spagnola), la vedono protagonista assoluta.
In questo film per esempio è Lydia, la donna che ama Leslio e che contribuirà in maniera decisiva alla liberazione di Sidone dalla tirannia di Rabirio.
Ovviamente non ci sono solo peplum in questa fase della sua carriera; nel 1963 lavora nel film di Caiano Il segno di Zorro, classico cappa e spada dedicato ancora una volta alla vita del leggendario giustiziere mascherato.

Helga Linè Kriminal
Kriminal

Helga Linè Il marchio di Kriminal
Il marchio di Kriminal

Il film è una coproduzione spagnola-italiana-francese e ottiene un buon successo; la Linè, che ha già 31 anni è agevolata nell’interpretare i suoi ruoli dall’incredibile dote di essere una donna quasi ferma in un limbo d’età.
Mostra sicuramente dieci anni in meno ed è quindi preziosissima per i registi, che possono contare sulla sua maturità di donna e sulla sua abilità camaleontica nel celare la vera età.
Tra il 1964 e il 1965 lavora esclusivamente nell’ambito dei peplum, che sono nel periodo di massimo fulgore; se ciò può apparire limitativo, basti pensare a come fosse difficile per un’attrice trentenne interpretare parti che generalmente venivano offerte a ragazze molto più giovani.

Helga Linè Plus ca va moins ca va
Helga Linè nuda a 45 anni nel film Plus ça va, moins ça va (titolo italiano Che scalogna!)

Sono film di discreta fattura, come Il trionfo dei dieci gladiatori di Nick Nostro (nel film ci sono Staccioli e Sal Borgese) o come il sequel Spartacus e i dieci gladiatori, sempre diretto da Nostro (nel film c’è ancora il nostro validissimo Sal Borgese e c’è anche Alfredo Varelli)

Helga Linè Il terrore sorge dalla tomba
Il celebre nudo di Il terrore sorge dalla tomba

Il peplum era ormai agli apici della popolarità ed era il genere più amato dal grande pubblico, tanto che molti registi, usando set già sfruttati riuscivano a dirigerne diversi nell’arco dello stesso anno.
Helga è ormai una piccola star del genere e lavora in altre produzioni come Ercole contro i tiranni di Babilonia (conosciuto anche come Golia alla conquista di Bagdad) accanto a Peter Lupus per la regia di Domenico Paolella, La rivolta dei sette diretto ancora da De Martino accanto a Tony Russell e un giovane Howard Ross.
Alle soglie del 1965 il peplum mostra la corda; il pubblico è stanco di storie che sembrano ripetersi all’infinito ed è saturo delle decine di produzioni che sono state proposte a ritmo vertiginoso nelle sale.
Il genere emergente, anche se non è corretto usare questa definizione in quanto le sue origini si perdono sino agli albori della nascita del cinema è l’horror.
Un horror ben diverso da quello pionieristico degli anni 30 e 40.

Helga Linè banner

Hlega è chiamata ancora da Caiano per il film Amanti d’oltretomba, un piccolo gioiello in bianco e nero destinato a diventare un punto fermo della cinematografia horror; la parte della protagonista assoluta è affidata a Barbara Steel, indiscussa regina del genere ma Helga tratteggia in maniera perfetta il ruolo di Solange, amante del dottor Stephen che uccide sua moglie per sposarne la sorella erede dei beni della defunta, che tornerà con il suo amante dall’oltretomba per perseguitare il suo assassino.
Il film riscuote grande successo, ed Helga ottiene ancora un ruolo da protagonista nel film di Grieco Agente 077 missione Bloody Mary prima di girare il western di Grimaldi All’ombra di una colt.
I lavori si susseguono senza sosta, Helga in pratica entra nei set di una dozzina di film in due anni, prima di approdare sul set di Kriminal di Umberto Lenzi; il cinema ha da poco scoperto gli eroi del fumetto e i personaggi di Magnus e Bunker (Kriminal e Satanik) o il Diabolik delle sorelle Giussani.

Helga Linè Il grande attacco
Il grande attacco

Con Glenn Saxson interpreta il doppio ruolo di Inge e Trude, sempre con bravura e classe mentre Kriminal è interpretato proprio da Saxson; il film non ebbe molto successo principalmente per la abissale differenza con il fumetto noir di Magnus e Bunker che avevano creato un criminale violento e distruttivo mentre nel film di Lenzi questa carica viene assoluamente meno ed Anthony Logan (vero nome di Kriminal) appare un ladro in puro stile Arsenio Lupin.
Anche il seguito del film, Il marchio di Kriminal diretto nel 1968 da Cicero e Cerchio non migliorerà le cose e alla fine l’unica nota di rilievo è ancora una vola la prsenza dell’affascinante Helga.Scorrendo ancora la carriera della Linè, arriviamo al 1969 e al film di Lenzi Così dolce così perversa, antesignano della gloriosa stagione del thriller all’italiana; lei è Helene Valmont amante del protagonista Jean (Jean-Louis Trintignant), assassinato dalla crudele Carroll Baker in combutta con Erika Blanc.

Il film è un grande successo, e anche se la Linè non compare come vera e propria protagonista la fa conoscere ancora di più al pubblico di casa nostra, quello sopratutto che non aveva seguito i peplum e che scopre un’artista versatile e bellissima.
Il decennio settanta la vede ormai sulla soglia dei quarantanni: ha una bellezza invidiabile, un fisico assolutamente splendido e la maturità di una donna che sa di avere fascino da vendere.
Se per molte attrici la fatidica età dei quarantanni ha rappresentato il momento dell’eclisse, a lei succede il contrario.
E’ l’inizio dell’età dell’oro del cinema e Helga lavora a pieno regime.

Helga Linè L’orgia notturna dei vampiri
L’orgia notturna dei vampiri

Helga Linè La venganza de la momiaCon Paul Naschy in La venganza de la momia

In Italia è la commedia sexy a imperversare, accanto al genere thriller; nel 1970 lavora in Un caso di coscienza, diretta ancora una volta da Grimaldi accanto a Dagmar Lassander e Lando Buzzanca mentre nel 1971 lo stesso regista la chiama per il film ad episodi Le belve, ancora interpretato da Buzzanca attorniato da uno stuolo di splendide attrici come Femi Benussi, Annabella Incontrera, Ira Furstenberg, Margaret Lee e Maria Baxa.
Il suo ruolo è limitato all’episodio del fachiro, in cui è la moglie dello stesso, che per avidità fa quasi morire il povero marito in scena.
Solo nel 1971 Helga Linè è nel cast di ben 9 film, alcuni dei quali di buon livello come il bellico I Leopardi di Churchill (regia di Maurizio Pradeaux) o Buon funerale, amigos!… paga Sartana diretto da Carnimeo accanto a Gianni Garko e alla bellissima Daniela Giordano.

Helga Linè Ercole contro i tiranni di Babilonia
Ercole contro i tiranni di Babilonia

Divide il suo impegno quindi tra produzioni italiane e produzioni spagnole, saltando da un set all’altro e passando indifferentemente da un film in costume come L’arciere di Sherwood ispirato alle vicende di Robin Hood al western Su le mani, cadavere! Sei in arresto oppure al thriller Mio caro assassino.
Ormai è un’attrice dalla fama solida, anche se limitata al cinema di genere eppure la parte migliore della sua carriera (o meglio, quella che le diede miglior fama) non è ancora iniziata.
E’ una produzione spagnola a introdurla definitvamente in quello che in Spagna è il genere principe del cinema, l’horror.
Nel 1972 gira Horror express accanto ai due mostri sacri del genere, Christopher Lee e Peter Cushing nel film diretto dallo specialista Eugenio Martín e contemporaneamente lavora in Esperienze prematrimoniali di Pedro Masó, accanto alla coppia Muti-Orano che fanno coppia anche nella vita.
Subito dopo L’ultimo vampiro (regia di León Klimovsky), partecipa all’horror La venganza de la momia (1973) conosciuto anche come The Mummy’s Revenge accanto alla star del genere Paul Naschy che cura anche la sceneggiatura del film stesso.
Lei interpreta la parte della malvagia Zenifer, assistente di Assad Bey che resuscitano dalla morte prima di essere uccisi dal fuoco provocato da un archeologo.
Il film è una curiosa mescolanza di elementi tipici dell’horror conditi da elementi sottilmente erotici e riscuote grande successo.
E’ un anno d’oro per la Linè, forse il più fortunato della sua carriera, perchè lavora contemporaneamente ai western Fuori uno sotto un altro arriva il passatore e Campa carogna… la taglia cresce, al film in costume Le guerriere dal seno nudo (Le Amazzoni) di Terence Young e sopratutto a quello che è il film per cui diventa un autentico culto.

Helga Linè Le belve
Helga Linè e Lando Buzzanca in Le belve

Si tratta di Il terrore sorge dalla tomba (El espanto surge de la tumba in Spagna, Horror Rises from the Tomb negli Usa); accanto a lei c’è il grande Paul Naschy con cui crea una coppia perfettamente assortita in uno degli horror meglio riusciti di sempre.
E’ il 1973, Helga ha 41 anni, e compare nuda in una celebre sequenza del film, mostrando un fisico strepitoso e sopratutto dando corpo ad un personaggio indimenticabile, quello di Mabille De Lancré.

Helga Linè El consenso
El consenso

Un altro film diventato ormai un cult è L’abbraccio mortale di Lorelei diretto dallo specialista Armando de Ossorio, datato 1974, nel quale Helga è protagonista accanto a Tony Kendall.
Ma non ci sono solo film horror nella sua filmografia di metà anni settanta; troviamo infatti L’amante adolescente (1974) di Pedro Masò, protagonista una incantevole Ornella Muti, horror erotico Aberrazioni sessuali in un penitenziario femminile, Las correrías del Vizconde Arnau accanto a Sylva Koscina…

Helga Linè 077 missione Bloody Mary
o77 missione Bloody Mary

Helga Linè La venganza de la momia 2
Ancora con Naschy in La venganza de la momia

Dopo il 1975, la Linè lavora principalmente in Spagna, specializzandosi in ruoli di contorno e partecipando curiosamente a diversi film scopertamente erotici, complice anche la liberalizzazione dei costumi nel paese iberico, reduce dalla dura dittatura di Francisco Franco.
Tra i molteplici film interpretati a cavallo tra il 1975 e il 1980, segnalo Amore piombo e furore, un western inconsueto diretto da Monte Hellman e Tony Brandt nel 1978 in cui lavorano la bella Jenny Agutter e il nostro Fabio Testi, Plus ça va, moins ça va , una produzione francese tradotta in spagnolo come Eróticos juegos de la burguesía e in italiano Che scalogna!, in cui Helga all’età di 46 anni si mostra completamente nuda per alcuni secondi mostrando un fisico assolutamente invidiabile e infine Enigma rosso di Alberto Negrin, nel quale però non figura tra i credit.
Preferisco sorvolare sull’ultima parte della carriera della Linè, consumata tra film erotici dai titoli espliciti come Mírame con ojos pornográficos (1980), Las alumnas de madame Olga (1981) fino al famoso Los ritos sexuales del diablo (1982) nel quale Helga compare nuda a 50 anni esatti.
L’ultima parte della carriera di Helga Linè si svolge quasi completamente in Spagna, dove l’attrice si divide tra i set cinematografici e quelli televisivi con un rallentamento inevitabile dell’attività, che si conclude, almeno al momento nel 2005 con la serie tv Vientos de agua, un grande successo in terra iberica.
Ricomparirà solo per uno spot promozionale destinato alle giovani coppie spagnole.
Una carriera lunghissima e gratificante, quello della splendida attrice tedesca dai tratti così mediterranei.
Una carriera lusinghiera nella quale manca probabilmente l’acuto ovvero il film d’autore che ti rende immortale, ma caratterizzata senza dubbio da una indiscutibile professionalità unita alle sue doti principali, la bellezza del volto e del fisico.

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Helga Linè Los caraduros
Los caraduros

Helga Linè Mister X
Helga Linè in Mister X

Helga Linè Tres suecas para tres RodríguezTres suecas para tres Rodríguez

Helga Linè Campa carogna la taglia cresce
Campa carogna la taglia cresce

Helga Linè Estigma
Estigma

Helga Linè Su le mani,cadavere, sei in arresto
Su le mani,cadavere, sei in arresto

Helga Linè I leopardi di Churchill
I leopardi di Churchill

Helga Linè Spartaco e i dieci gladiatori
Spartaco e i dieci gladiatori

Helga Linè Los ritos sexual
Los ritos sexual del diablo

Helga Linè Los dios de cabirios
Los dios de cabirios

Helga Linè Lorelai graspe
Lorelay graspe

Helga Linè Le protecteur
Le protecteur

Helga Linè Le labirynth de passion
Le labirynth de passion

Helga Linè Le amazzoni
Le amazzoni

Helga Linè Horror express
Horror express

Helga Linè Fin de semana al desnudo
Fin de semana al desnudo

Helga Linè L'arciere di fuoco
L’arciere di Sherwood

Helga Linè Goliath
Goliath

Helga Linè Los assassinos de las muenacas
Los assassinos de las muenacas

Helga Linè Cuentos de la sabana blanca
Cuentos de las sabanas

Helga Linè-Su le mani, cadavere sei in arrestoSu le mani cadavere, sei in arresto

Helga Linè-Santo contra el doctor Muerte

Santo contra el doctor Muerte

Helga Linè-Las alumnas de madame olga

Las alumnas de madame Olga

Helga Linè-Las alimanas

Las aliminas

Helga Linè-La moglie giovane

La moglie giovane

Helga Linè-Il trionfo dei dieci gladiatori

Il trionfo dei 10 gladiatori

Helga Linè-Golia alla conquista di Bagdad

Golia alla conquista di Atlantide

Helga Linè-Gli invincibili sette

Gli invincibili sette

Helga Linè-El sexologo

El sexologo

Helga Linè-Tres suecas para tres Rodríguez

Tres suecas para tres Rodríguez

Helga Linè The vampires night orgy

The vampyres night orgy

Helga Linè Operazione Mogador

Operazione Mogador

Helga Linè Las alumnas de madame Olga

Las alumnas de Madame Olga

Helga Linè Una señora llamada Andrés

Un lujo a su alcance

Helga Linè All'ombra di una colt

All’ombra di una Colt

Helga Linè Amanti d'oltretomba

Amanti d’oltretomba

Helga Linè Caccia ai violenti

Caccia ai violenti

Helga Linè Il segno di Zorro

Il segno di Zorro

Helga Linè La rivolta dei Sette

La rivolta dei sette

Helga Linè Los novios de mi mujer

Los novios de mi mujer

Helga Linè NazarèNazarè

Helga Linè Operazione Poker

Operazione Poker

Helga Linè Spartaco e i 10 gladiatori

Spartaco e i 10 gladiatori

Helga Linè Un caso di coscienza

Un caso di coscienza

Helga Linè Una rosa al viento

Una rosa al viento

Buon funerale amigo,paga Sartana

Gli invincibili sette

Helga Linè banner memorabilia

Helga Linè-Foto 1


2006 Vientos de agua (TV ) III stagione
2005 Torrente 3: El protector
2004 Hospital Central (TV)
2004 Aires de tormenta
2001 El comisario (TV series)
1993 El aliento del diablo
1990 Pareja enloquecida busca madre de alquiler
1987 La legge del desiderio
1986 Turno de oficio (TV )
1985 La comedia musical española (TV )
1985 Una y sonada…
1985 Playa azul
1984 Una rosa al viento
1984 Las alegres chicas de Colsada
1984 Pulsaciones
1983 Los caraduros
1983 Venere nera
1982 Labirinto di passioni
1982 Los ritos sexuales del diablo
1981-1982 Verano azul (TV )
1982 Femenino singular
1981 Dos y dos, cinco
1981 Las alumnas de madame Olga
1980 Mírame con ojos pornográficos
1980 El canto de la cigarra
1980 Memorias de Leticia Valle
1980 El consenso
1980 Estigma
1979 La boda del señor cura
1979 Que usted lo mate bien (TV )
1979 El juglar y la reina (TV series)
1978 Enigma rosso (uncredited)
1978 Amore, piombo e furore
1978 Pepito Piscina
1977 Makarras Conexion
1977 Plus ça va, moins ça va-Che scalogna!
1977 Cazar un gato negro
1977 Hasta que el matrimonio nos separe
1977 Las locuras de Jane
1977 Cuentos de las sábanas blancas
1976 Call Girl: La vida privada de una señorita bien
1976 La amante perfecta
1976 La casa
1976 El alijo
1976 Las alimañas
1975 Un lujo a su alcance
1975 Una abuelita de antes de la guerra
1975 El asesino de muñecas
1975 Tres suecas para tres Rodríguez
1975 Novios de la muerte
1975 Vida íntima de un seductor cínico
1974 Dick Turpin
1974 Fin de semana al desnudo
1974 L’orgia notturna dei vampiri
1974 Le mele marce
1974 Las correrías del Vizconde Arnau
1974 Il protettore
1974 Aberrazioni sessuali in un penitenziario femminile
1974 El amor empieza a medianoche
1974 El chulo
1974 L’amante adolescente
1974 L’abbraccio mortale di Lorelei
1974 La moglie giovane
1973 Santo contra el doctor Muerte
1973 Le guerriere dal seno nudo- Le amazzoni di Terence Young
1973 Il terrore sorge dalla tomba
1973 Estudio 1 (TV )
1973 Campa carogna… la taglia cresce
1973 Fuori uno sotto un altro arriva il passatore
1973 La venganza de la momia
1973 L’ultimo vampiro
1973 Il chiodo nel cervello
1972 Esperienze prematrimoniali
1972 Horror Express
1972 Doppia coppia con Regina
1972 Mio caro assassino
1972 Los novios de mi mujer
1971 Los días de Cabirio
1971 Su le mani, cadavere! Sei in arresto
1971 L’arciere di Sherwood
1971 El apartamento de la tentación
1971 Buon funerale, amigos!… paga Sartana
1971 Hay que educar a papá
1971 Si Fulano fuese Mengano
1971 Simón, contamos contigo
1971 Le belve
1970 Una señora llamada Andrés
1970 I Leopardi di Churchill
1970 Un caso di coscienza
1969 Così dolce… così perversa
1968 Il marchio di Kriminal
1968 Caccia ai violenti
1968 Brutti di notte
1968 Colpo sensazionale al servizio del Sifar
1967 Mister X
1966 Kriminal
1966 Cifrato speciale
1966 Password: Uccidete agente Gordon
1966 Missione speciale Lady Chaplin
1966 Missione sabbie roventi
1966 Der Mörder mit dem Seidenschal
1965 Operazione poker
1965 L’ombrellone
1965 All’ombra di una colt
1965 Agente 077 missione Bloody Mary
1965 Amanti d’oltretomba
1965 Sette ore di fuoco (uncredited)
1965 Golia alla conquista di Bagdad
1964 La rivolta dei sette
1964 Golia alla conquista di Bagdad
1964 Spartacus e i dieci gladiatori
1964 Il trionfo dei dieci gladiatori
1964 Un amore e un addio
1964 Rueda de sospechosos
1963 Gli invincibili sette
1963 Le avventure di Scaramouche (uncredited)
1963/I Horror
1963 Las gemelas
1963 Il segno di Zorro
1963 Rocío de La Mancha
1962 Canción de juventud
1961 Alerta en el cielo
1961 Il conquistatore di Maracaibo
1954 O Cerro dos Enforcados
1953 Duas Causas
1952 Nazaré
1952 Kill or Be Killed
1952 Os Saltimbancos
1952 Madragoa
1951 El gran Galeoto (as Helga Lina Stern)
1951 La trinca del aire (come Helga Lina Stern)
1951 El negro que tenía el alma blanca (come Hega Lina Stern)
1946 La mantilla de Beatriz
1946 Ladrão, Precisa
1941 Porto de Abrigo

aprile 2, 2011 Pubblicato da: | Biografie | | 8 commenti

Brigitte Skay

Brigitte Skay foto

Brigitte Johanna Riedle, conosciuta nel mondo del cinema come Brigitte Skay, deve moltissimo al nostro paese in temini di popolarità e sopratutto deve il lancio della sua carriera cinematografica fatta da 22 film e 14 sceneggiati televisivi.
Rossa, con il volto costellato da tantissime efelidi, copro da modella ma non da autentica pin up, la teutonica Brigitte resta un mistero assoluto per gli amanti del cinema di genere; è un mistero la sua data di nascita, così come il luogo stesso dove è nata.

Brigitte Skay Quando suona la campana
Brigitte Skay nel film Quando suona la campana

Brigitte Skay Quante volte quella notteIn Quante volte quella notte, di Mario Bava

Probabilmente la rete stessa ha dimenticato la carriera di Brigitte, evolutasi nel periodo che va dal 1963, anno in cui fa il suo esordio ufficiale sulla Tv tedesca nel film tv Alsterstrasse, un dramma familiare che ebbe un notevole successo sia di pubblico che di critica.
La bellezza della Skay deve aver colpito in qualche modo i produttori cinematografici, che la chiamarono lo stesso anno per un film mai arrivato in Italia, Heute kündigt mir mein Mann (1963) diretto da Peter Goldbaum e Rudolf Nussgruber con protagonista Gert Frobe, il famoso Goldfinger della serie degli Agente 007.

Brigitte Skay Reazione a catena
Una celebre immagine tratta da Reazione a catena

Fino al 1967 Brigitte si fa strada sopratutto grazie alle produzioni televisive tedesche, nelle quali compare per sei volte fino all’esordio cinematografico, avvenuto nel 1968 con il film Sexy baby diretto dal regista norvegese Hansjörg Amon, con protagonisti autenti carneade del cinema.
E’ un film del quale almeno in Italia non esiste traccia, che probabilmente non venne nemmeno doppiato come tante delle produzioni del cinema tedesco che nel nostro paese non hanno mai avuto largo seguito.

Brigitte Skay Morte sul Tamigi
La Skay in Morte sul Tamigi

Poche notizie anche sul suo film successivo, ovvero Il mandrillo (1968) diretto dal regista bulgaro Marran Gosov, mentre decisamente più conosciuto è Le 10 meraviglie dell’amore diretto da Sergio Bergonzelli, nel quale Brigitte lavora con Al Cliver e Angelo Infanti, un curioso film che parla di un gruppo di studenti che prepara una tesi sull’amore e sul sesso e che per sperimentare il tutto decide di vivere in una comunità allargata, con problematiche però molto diverse dalla teoria.

Brigitte Skay La bestia in calore
La bestia in calore (film realizzato con spezzoni di Quando suona la campana, la Skay non compare tra i credit)

La grande occasione ( e una relativa fama) arriva con la chiamata di Sergio Corbucci che nel 1969 decide di portare sullo schermo le avventure di una delle eroine dei fumetti, Isabella De Frissac conosciuta anche comeIsabella duchessa dei diavoli.
Brigitte ha in comune molto con la bella eroina sexy del fumetti chiamato, all’epoca, per adulti: è bella, è rossa, ha i capelli lunghi e un’aria spavalda, che sembrano la perfetta riproduzione di quella che è la “personalità” dell’avventurosa duchessa Isabella.
Il film è ben diretto, ben sceneggiato e si rivela una delle migliori trasposizioni dal mondo delle nuvolette (così erano chiamati anche i fumetti) a quello dell’immagine in movimento.
La Skay è fisicamente perfetta, anche se come attrice non possiede doti eccelse.
Tuttavia il film diventa abbastanza noto, anche e sopratutto per le traversie giudiziarie dovute alla sovra esposizione di nudi della pellicola; la bellissima attrice tedesca non si nega all’obiettivo, anche se va sottolineato che il film non ha nulla di erotico.
Alcuni critici particolarmente feroci battezzano il nuovo filone inaugurato da Corbucci come film di “chiappa e spada”, sottolinenando malignamente la presenza di molti nudi femminili.
Nonostante il buon successo della pellicola, la Skay resta confinata in produzioni confinanti con i B movies o comunque in pellicole realizzate senza grossi budget e con cast molto limitati.
E’ il caso del film di De Sisti L’interrogatorio, datato 1970, un discreto giallo/poliziesco che racconta la storia di un giovane che verrà incriminato per un delitto che non ha commesso, nonostante sia del tutto innocente.
Sempre nel 1970 lavora con Luigi Batzella in Quando suona la campana, nel ruolo della partigiana Dorina; il regista, che lavora sotto lo speudonimo di Paolo Solvay utilizzerà le immagini della Skay per un film assolutamente degradante, La bestia in calore, realizzato nel 1977 utilizzando diversi spezzoni del film Quando suona la campana.
Il risultato finale sarà una pellicola agghiacciante, sconclusionata e brutta, nella quale la povera Brigitte centrerà come un cavolo a merenda.
Nel frattempo la Skay accetta qualche altro lavoro televisivo, prima di tornare al cinema con Reazione a catena, girato nel 1971 sotto la regia del grande Mario Bava.
Brigitta interpreta Brunhilda, la ragazza che fa il bagno nuda nella baia e che scopre casualmente il corpo del marito di una contessa, cosa che le costerà la vita.

Brigitte Skay Isabella duchessa dei diavoli 3

Brigitte Skay Isabella duchessa dei diavoli 2

Brigitte Skay Isabella duchessa dei diavoli 1
Il suo film più famoso, Isabella duchessa dei diavoli

Anche in questo caso non è una gran parte, destinata però a rimanere nella memoria degli spettatori.
La sequenza della corsa sul pontile di Brigitte, completamente nuda, è da antologia.
Nel 1971 lavora nel ruolo di una cameriera (poche sequenze davvero) nel film di Marco Vicario Homo eroticus mentre nel 1972 ha ancora una breve ma incisiva parte in un film minore di Bava, Quante volte quella notte accanto a Daniela Giordano.
Il cinema degli anni settanta è molto generoso con le attrici disinibite, ovvero con quelle attrici disponibili a mostrarsi senza veli ed è anche un formidabile veicolo per la fama e la notorietà; tuttavia la Skay non riesce ad avere ruoli principali, trasformandosi ben presto in un’attrice di supporto, quelle attrici cioè che figurano in ruoli secondari.
Nel 1972 è nel cast di Tutti fratelli nel west… per parte di padre, un western costruito attorno ad Antonio Sabato e in cui la vera protagonista femminile è Miss Dynamite, l’attrice Marisa Mell; non va meglio nel buon thriller di Harald Philipp Morte sul Tamigi dove ancora una volta ha un ruolo secondario, quello della bella Maggy McConnor, mentre il ruolo principale è affidato alla emergente Uschi Glass.

Brigitte Skay Studio legale

Probabilmente rassegnata a dover comparire in ruoli di contorno, la Skay partecipa anche all’anomimo Studio legale per una rapina (1973) di Tano Boccia, confuso pasticciaccio sul mondo della mala.poco significativa è anche l’opera successiva, Zeta uno datata 1973 e diretta da Michael Cort.
Il film è una strana pellicola fantascientifica, che da noi no ebbe alcun successo.
Viaggia, ragazza, viaggia, hai la musica nelle vene (1974), diretto da Pasquale Squitieri è il film successivo; ambizioso e riuscito film sul mondo della droga, caratterizzato da un cast di buon livello, nel quale figurano Leopoldo Trieste e Raymond Pellegrin e che ebbe grossi problemi di censura.

Brigitte Skay St. Pauli Nachrichten Thema Nr. 1

Morte sul Tamigi

Lentamente le parti offerte a Brigitte si diradano: dopo aver lavorato in patria per l’ennesimo serial Tv, torna sugli schermi in Lo strano ricatto di una ragazza per bene, nel quale è finalmente protagonista nel ruolo di Babel, una ragazza viziata che diverrà protagonista di un giallo che sfocerà grottescamente in un sogno dovuto agli effetti della droga, un’altra boiata diretta dall’ineffabile Batzella.
Ormai attrice di B movies a tutti gli effetti, viene chiamata da Lizzani per San Babila ore 20 un delitto inutile (1977), nel quale è la ragazza stupidina che accetta un passaggio da alcuni sanbabilini e che finirà per dover offrire le sue grazie agli stessi.

Brigitte Skay San Babila ore 20,3

Brigitte Skay San Babila ore 20,2

Brigitte Skay San Babila ore 20,1
Due fotogrammi tratti da San Babila ore 20: un delitto inutile

Come accennato agli inizi, compare anche in La bestia in calore, ma in realtà non partecipò al film essendo lo stesso girato con larghi spezzoni di repertorio.
L’ultima apparizione di Brigitte Skay è una piccola parte nel bel film di Sergio Gobbi Enfantasme, poi il nulla.
Ancora una volta, un’attrice scompare senza lasciare tracce: come diverse sue colleghe, la Skay si ritira dallo schermo, o forse non le vengono più proposte parti.

Brigitte Skay Zeta 1
Nel film Zeta uno

Il che, ancora una volta, è un vero peccato perchè la sua presenza nei film a cui ha partecipato si notava, se pur nei limiti di partecipazioni secondarie.
Resta però un’icona per coloro che hanno amato il suo film più famoso, isabella, bel aldilà degli effettivi meriti del film peraltro ridotti.
Un’attrice dalla gran bellezza, della quale chiedo ai lettori del blog, notizie aggiornate.

Brigitte Skay banner gallery

Brigitte Skay Sexy baby

Nel rarissimo Sexy baby

Brigitte Skay Reazione a catena 2

Reazione a catena

Brigitte Skay Morte sul Tamigi 2

Morte sul Tamigi

Brigitte Skay Lo strano ricatto

Due fotogrammi da Lo strano ricatto di una ragazza perbene

…il secondo

Brigitte Skay Enfantasme

Con Agostina Belli nel film Enfantasme

Brigitte Skay Black mail

Black mail

Brigitte Skay Homo eroticus

Homo eroticus

Brigitte Skay Heute kündigt mir mein Mann

Brigitte Skay in Heute kündigt mir mein Mann

St. Pauli Nachrichten: Thema Nr. 1

Beiß mich, Liebling

Viaggia ragazza viaggia,hai la musica nelle vene

L’interrogatorio

                                                                                                Studio legale per una rapina

Brigitte Skay flano
Il flano italiano del film Isabella Duchessa dei diavoli

Brigitte Skay flano 2
Il flano francese dello stesso film

Brigitte Skay lobby card
Altre lobbycard dell’edizione italiana

Brigitte Skay discoUn disco per Brigitte

Brigitte Skay lobby card 2

Lobby card dell’edizione tedesca di Morte sul tamigi

Brigitte Skay giornale 1

Brigitte Skay giornale 2

Brigitte Skay banner filmografia

1978 Enfantasme
1977 San Babila ore 20 un delitto inutile
1977 La bestia in calore (non accreditata, spezzoni di repertorio)
1974 Lo strano ricatto di una ragazza per bene
1974 Sergeant Berry (TV series)
1974 Viaggia, ragazza, viaggia, hai la musica nelle vene
1973 Zeta uno
1973 Studio legale per una rapina
1973 Morte sul Tamigi
1972 Tutti fratelli nel west… per parte di padre
1972 Quante volte… quella notte
1972 Tatort (TV series)
1971 Einfach sterben… (TV movie)
1971 Homo Eroticus
1971 Reazione a catena
1971 Zu dumm zum…
1971 St. Pauli Nachrichten: Thema Nr. 1
1970 Dem Täter auf der Spur (TV series)
1970 Beiß mich, Liebling
1970 Quando suona la campana
1970 Ach, so eine nette Person (TV movie)
1970 L’interrogatorio
1969 Isabella, duchessa dei diavoli
1969 Der ewige Gatte (TV movie)
1969 Kurz vor dem Sprung (TV movie)
1969 Le 10 meraviglie dell’amore
1968 Il mandrillo
1968 Sexy baby
1967 Das Arrangement (TV movie)
1965 Ein Tag im Leben von… (TV movie)
1964 Mit zwei Füßen im Grab (TV movie)
1963 Hafenpolizei (TV series)
1963 Der Vater (TV movie)
1963 Don Juan kommt zurück (TV movie)
1963 Heute kündigt mir mein Mann
1963 Alsterstrasse (TV series)

Brigitte Skay foto 4

Brigitte Skay foto 3

Brigitte Skay foto 2

Brigitte Skay foto 1

marzo 23, 2011 Pubblicato da: | Biografie | | 5 commenti

Zora Kerova

Zora Kerova 1

Zora Ulla Keslerová, conosciuta in Italia con il nome d’arte Zora Kerova, ha avuto da noi una discreta fama negli anni a cavallo tra il 1978 e il 1982, arco di tempo in cui ha girato la gran parte dei 25 film che ha interpretato.
Tra il 1978 che è l’anno d’esordio sullo schermo con Le evase – Storie di sesso e di violenze e il citato 1982 l’attrice ceca, nata a Praga nell’agosto del 1950 ha interpretato 13 film, quasi tutti appartenenti ai B movies, mentre nei 14 anni successivi ha interpretato altri 12 film intervallati da lunghe pause.
Ballerina e modella oltre che cantante, la Kerova ha esordito nel cinema molto tardi, all’età di 28 anni e nel periodo peggiore per la cinematografia italiana.

Zora Kerova La vera storia della monaca di Monaca
Zora Kerova protagonista di La vera storia della monaca di Monza

Il finire del decennio settanta infatti corrisponde al periodo di massima crisi del cinema italiano e Zora compare in produzioni di medio e basso livello, senza l’acuto che caratterizza l’attrice di razza.
Carina, fisico armonico anche se lontano dai canonici corpi da vamp, la Kerova si è fatta notare già dal suo film d’esordio, Le evase – Storie di sesso e di violenze film diretto da Giovanni Brusadori nel quale recita con il nome di Zora Keer.

Zora Kerova La ragazza del vagone letto 1
La Kerova nel film La ragazza del vagone letto

Il film narra la storia di Monica Hadler, una terrorista, che fugge dal carcere in cui è rinchiusa grazie all’aiuto del fratello Pierre con la compagnia di tre detenute, tutte psicopatiche e condannate a lunghe pene.
Nella fuga, le donne salgono su un pulman che trasporta alcune atlete che devono gareggiare in incontri di tennis; grazie alla segnalazione di una di loro, Terry, si recano ad una villa in cui abita in solitudine un giudice.

Zora Kerova Luna di sangue
La ultime apparizioni della Kerova: Luna di sangue

Zora Kerova La radice del male
… e La radice del male

La Kerova interpreta Anna, una delle sfortunate passeggere del pullman; l’attrice compare nuda in una sequenza del film, una costante che si ripeterà molte altre volte nel corso della sua carriera.
I film di fine anni settanta puntano molto sulla presenza di attrici pronte a spogliarsi, spesso più per compiacere un certo tipo di pubblico che per reali necessità artistiche.
Dopo una breve parentesi con un film cecoslovacco, Zora lavora nel film La febbre americana di Claudio Giorgi, passato assolutamente inosservato; tuttavia le capita una buona opportunità quando entra nel cast del film
La ragazza del vagone letto, diretto nel 1979 da Ferdinando Baldi.

Zora Kerova Quando Alice ruppe lo specchio
Quando Alice ruppe lo specchio

Zora Kerova Mollo tutto
Mollo tutto

Interpreta Anna, una donna che finirà violentata da banditi che si sono di fatto impossessati del vagone letto sul quale la donna viaggia con il marito.
Lei interpreta una delle scene più scabrose del film, quella in cui viene sodomizzata nei bagni dello scompartimento.
Il passo successivo è lavorare in Ragazze in affitto s.p.a. (Les filles de Madame Claude), opera di Régine Deforges coadiuvata da Mauro Ivaldi, che non compare nemmeno nei credit; la pellicola infatti è un pasticciaccio erotico nel quale sia lei che la giovane Carmen Russo appaiono spesso nude senza giustificazione se non quella di compiacere un pubblico assolutamente voyeur.

Zora Kerova Ragazze in affitto spa
Zora Kerova in Ragazze in affitto Spa (Le ragazze di madame Claude)

Ormai la Kerova ha fama di essere attrice da B movies e da film sexy ed infatti Bruno Mattei la sceglie come protagonista di La vera storia della monaca di Monza, nel quale ricopre il ruolo di Virginia de Leyva.
Ovviamente è una versione cinematografica che punta più sull’aspetto erotico della vicenda che sull’aderenza storica.
Il film riscuote comunque un discreto successo tanto da permetterle di entrare nel cast di Antropophagus (Antropofago) di Aristide Massaccesi alias Joe D’Amato, uno dei cannibal movie più violenti e sanguinari.
Lai è Carol, sorella del protagonista, una specie di sensitiva che sente presenze malefiche e che vede la propria morte mentre legge le carte.
Ancora una volta è un ruolo da B movies, anche se va detto che il film di D’Amato ottiene recensioni non disprezzabili.
E’ il primo dei cannibal movie che interpreta.
Infatti l’anno successivo Lenzi la chiama sul set di Cannibal ferox, nel quale la Kerova diventa famosa per la celebre scena in cui viene martirizzata dai cannibali appesa per i seni a dei ganci da macellaio.
Una delle scene più famose dell’intero genere, del quale il film di Lenzi è uno dei pochi esempi di cinema di discreta fattura.
Nel 1982 recita in Lo squartatore di New York, opera tarda del maestro Fulci, con poche luci e tante ombre; Zora interpreta una piccola parte, quella di una attricetta di un sexy show che finisce ammazzata.
I nuovi barbari di Castellari è l’opera successiva.
Siamo nel 1983, il film di Castellari è un’anomalia assoluta, un film che sembra ripercorrere il celebre Mad Max con Mel Gibson; la Kerova è interprete di una piccola parte e di lei non resta traccia nella memoria dello spettatore.
Infatti dal 1983 al 1988 dell’attrice non c’è alcuna traccia, almeno in Italia.
Lei lavora in tre produzioni nei paesi dell’est, all’epoca ancora paesi comunisti: si tratta di tre film mai arrivati in Italia, Vítr v kapse (1983) Andel s dáblem v tele (1984) e Perinbaba (1985)

Zora Kerova Cannibal ferox 1
Cannibal ferox

Quando torna in Italia ormai i tempi sono profondamente cambiati.
La crisi del cinema è devastante, finisce per accettare una piccola parte in Quando Alice ruppe lo specchio film diretto da un Fulci ormai malinconicamente sul viale del tramonto.
Lai interpreta Virginia, una delle tante vittime del Landru moderno Lester Person.
Il film è bruttissimo, e non le va meglio con Il fantasma di Sodoma ancora sotto la regia di un Fulci che dirigeva i suoi ultimi film per motivi meramente economici.
In questa pellicola assolutamente da dimenticare, lei finisce per non essere nemmeno citata fra i credit, il che tutto sommato fu anche una fortuna.

Zora Kerova The New York ripper 1
Il breve ruolo della spogliarellista interpretato in Lo squartatore di New York

L’ultimo film in cui riveste un ruolo di qualche rilievo è Luna di sangue, un mediocre thriller diretto da Enzo Milioni e passato (anche questo) assolutamente inosservato.
La parabola discendente della carriera di Zora è già iniziata; l’attrice torna in patria dove gira tre pellicole che da noi non vengono distribuite, prima di tornare nel film Mollo tutto, diretto da José María Sánchez e interpretato da Renato Pozzetto, ormai anche lui in una fase involutiva della carriera.
Dopo una piccola parte in Altrove di Enzo Balestrieri (1995), l’attrice compare nel mediocre Papà dice messa diretto e interpretato da Renato Pozzetto.
E’ il 1996 e da quel momento della Kerova si perdono completamente le tracce.

Zora Kerova Il fantasma di Sodoma
Una breve comparsata della Kerova nel pessimo Il fantasma di Sodoma

Ricomparirà a sorpresa nel 2006 con il thriller La radice del male, nel quale ha la parte della protagonista.
Da allora null’altro.
Un’attrice arrivata troppo tardi al cinema che conta, Zora Kerova; imprigionata in ruoli poco gratificanti, anche per la concomitante grande crisi del cinema.
Un’attrice che oggi è ricordata più che altro dai nostalgici dell’effimera stagione dei cannibal movie, dagli amanti di Lenzi e di Massaccessi, di quei film cioè a metà strada tra il B movies e il cinema di cassetta.

Zora Kerova banner gallery

 

Zora Kerova Papa dice messa

Papà dice messa

Zora Kerova The New York ripper 2

Lo squartatore di New York

Zora Kerova Antropophagus 1

Zora Kerova Antropophagus 2

Due fotogrammi dal film Antropofago

Zora Kerova Cannibal ferox 2

Cannibal ferox

Zora Kerova La ragazza del vagone letto 2

La ragazza del vagone letto

Zora Kerova La vera storia della monaca di Monaca 2

La vera storia della monaca di Monza

Zora Kerova Le evase

Le evase

Zora Kerova Ragazze in affitto spa 2

Ragazze in affitto Spa

Zora Kerova La casa dalle finestre che ridono

La casa dalle finestre che ridono

Zora Kerova banner filmografia

2006 La radice del male
1996 Papà dice messa
1995 Altrove (come Ulla Zora Keslerova)
1995 Mollo tutto
1990 Andel svádí dábla
1990 Hansel e Gretel
1989 Fesák Hubert
1989 Luna di sangue (come Ulla Z. Kesslerova)
1988 Il fantasma di Sodoma (non accreditata)
1988 Quando Alice ruppe lo specchio (come Zora Ulla Kesler)
1985 Perinbaba
1984 Andel s dáblem v tele
1983 Vítr v kapse (come Zora-Ulla Kesslerová)
1983 I nuovi barbari
1982 Sny o Zambezi
1982 Lo squartatore di New York (come Zora Kerowa)
1981 Cannibal ferox
1981 Retez
1980 Antropofago
1980 La vera storia della monaca di Monza
1980 Ragazze in affitto s.p.a.
1979 La ragazza del vagone letto
1979 La febbre americana
1979 Krehké vztahy (come Zora Ulla Kesslerová)
1978 Le evase – Storie di sesso e di violenze (come Zora Keer)

Zora Kerova 2

Zora Kerova 3

marzo 14, 2011 Pubblicato da: | Biografie | | Lascia un commento

Sylva Koscina

Sylva Koscina foto

Per molti anni Sylva Koscina è stata il prototipo della diva americana, quella che nel nostro paese aveva fama di essere bellissima e inavvicinabile, sofisticata e allo stesso tempo viziata e altezzosa.
Pregi e difetti che in realtà la Koscina possedeva in egual misura, che la distinsero sempre e comunque nel panorama cinematografico italiano.
Attrice che doveva proprio all’Italia le sue fortune e che restò legata per sempre al nostro paese, lei che era nata in quella che oggi è la repubblica Croata e che all’epoca della sua nascita in Zagabria, avvenuta il 22 agosto del 1933 era parte integrante del regno Jugoslavo, non ancora divenuto una repubblica socialista.
Una donna capricciosa, ma anche un’artista estremamente versatile in grado di ricoprire ruoli drammatici e comici, capace di svariare nei vari generi cinematografici con disinvoltura.

Sylva Koscina Toto a Parigi
Una giovanissima Sylva in Totò a Parigi

Una delle poche attrici a potersi vantare di aver lavorato con attori come Kirk Douglas, Orson Welles e Paul Newman e con i nostri Alberto Sordi, Nino Manfredi e Ugo Tognazzi, con registi come Federico Fellini, Pietro Germi,Alberto Lattuada, Dino Risi, con Robert Siodmak e Abel Gance….
Un curriculum impressionante il suo, composto da 120 interpretazioni in film e sceneggiati televisivi, distribuiti nell’arco di una carriera trentennale conclusasi nel 1994, quando scomparve prematuramente all’età di 61 in quella Roma che era diventata la sua città adottiva.
Una diva, quindi. Che sapeva coltivare questo aspetto esteriore senza malizia, quasi con candore.
Simpatica ai più, ma anche detestata.
Cosa che accade alle persone con forte personalità.

Sylva Koscina Nini Tirabuscio
Il celebre topless di Nini Tirabusciò, la donna che inventò la mossa

Lei la personalità l’ aveva da vendere e lo dimostrò sempre nel corso della sua vita vivendo di luce piena, partecipando ad avvenimenti mondani e vivendo in un lusso quasi eccessivo e che fu la causa del suo dissesto finanziario che divenne drammatico proprio nella parte finale della sua vita.
Il suo vero nome era Sylva Koskinon, suo padre era greco mentre sua madre polacca.
Un vero miscuglio geografico, che culminò con il suo arrivo in Italia.
Attraverso gli spostamenti da Bergamo a Brescia, da Ancona a Napoli, la giovane Sylva ebbe modo di imparare la lingua italiana, che parlava molto bene e con un inconfondibile e vezzoso accento.

Sylva Koscina Mazzabubù, quante corna stanno quaggiù
Mazzabubù, quante corna stanno quaggiù?

Bella, fisicamente splendida anche se non con il classico fisico da maggiorata, la Koscina aveva fascino da vendere; possedeva ottime doti recitative e lo dimostrò immediatamente fin dall’esordio nel film di Camillo Mastrocinque Totò, siamo uomini o caporali?, del 1955.

Sylva Koscina-Rivelazioni di un maniaco
Rivelazioni di un maniaco sessuale…

La ragazza ventiduenne era anche sveglia e intelligente; lavorare accanto al principe della risata si rivelò assolutamente fondamentale per imparare i tempi scenici e per dosare quella sua irruenza prima maniera che la portava a voler strafare.
Ebbe anche immediatamente il colpo di fortuna di poter lavorare in quello che sarebbe diventato in seguito un film culto della commedia all’italiana, Il ferroviere, diretto sempre nel 1955 da Pietro Germi.
Nella pellicola in cui ricopre il ruolo di Giulia, figlia di un ferroviere costretta a sposare un uomo che non ama, la Koscina mette in motta tutto il suo talento drammatico.
Così, con soli due film all’attivo, l’attrice impone immediatamente la legge del più forte; è bella, ha un’aria quasi aristocratica ed è davvero brava.

Sylva Koscina La calata dei barbari
La calata dei barbari (Kamp umf rom)

Così Carmine Gallone la chiama per la riduzione cinematografica del colosso Michele Strogoff, riduzione del celebre romanzo di Verne in cui il celebre personaggio è interpretato da Curd Jürgens.
Siamo nel 1956, un momento di grande fertilità del cinema italiano; le sale cinematografiche, assieme ai bar e alle piazze erano l’unico divertimento della gente comune, che finiva per identificarsi e sognare gli attori e le attrici, protagoniste di una vita da invidiare fatta di lusso e cene, di occasioni mondane.
Arrivano così in rapida successione i ruoli di Lucia in La nonna Sabella, di Dino Risi altro grande successo degli anni 50, girato accanto ad un altro attore famosissimo in quei tempi, Peppino De Filippo così come arrivano film di buon successo come I fidanzati della morte di Romolo Marcellini, La nipote Sabella e altri film girati a uso e consumo del grande pubblico.
Spesso si tratta di fumettoni, di film girati a tempo di record; difatti tra il 1956 e il 1959 Sylva entra in ben 24 produzioni, tra le quali spicca il primo peplum da lei interpretato, quel Le fatiche di Ercole che diverrà il padre di tutti i peplum.
Un film di buona caratura, che lei gira accanto alla star del genere Steve Reeves e in cui interpreta Iole, moglie del mitico eroe greco; nel film  ci sono attori come Gabriele Antonini, Mimmo Palmara,  Ivo Garrani destinati a lusinghiere carriere cinematografiche e altre bellezze dello schermo come Gianna Maria Canale (Antea, la regina delle amazzoni) Lidia Alfonsi e la futura star Luciana Paluzzi.
Un successo, che sarà bissato da Ercole e la regina di Lidia in cui in gran parte troveremo lo stesso cast del film precedente.
Agli inizi degli anni sessanta quindi Sylva Koscina è un’attrice famosa; è la partner ideale di Totò, con il quale lavora nei film La cambiale e Totò a Parigi, ed è sopratutto un’attrice richiestissima.
Nel solo 1960 è sul set di ben 10 film, un record.
La sua fama si estende e si consolida, anche perchè Sylva mostra un talento a tutto campo.
Dai peplum ai cappa e spada, dai film storici a quelli classici della neonata commedia all’italiana, i lavori si susseguono ad un ritmo vertiginoso.

Sylva Koscina Vedo nudo
La Koscina in Vedo nudo

Alla fine del decennio, infatti, arriverà ad aver interpretato quasi 90 film, che l’hanno resa famosissima e ammirata.
Una delle prove della sua enorme popolarità è data dal film Il vigile, del 1960 diretto da Luigi Zampa.
Nel film è chiamata ad interpretare se stessa, la famosa attrice Sylva Koscina che il vigile Alberto Sordi aiuta e soccorre mentre è in panne con l’auto e alla quale, imprudentemente non chiede i documenti perchè “lei è la signora Koscina”.
Un altro fiore all’occhiello è sicuramente il film di Fellini Giulietta degli spiriti, del 1965; vi interpreta Sylva, sorella di Giulietta interpretata da una grandissima Giulietta Masina.
L’inizio del decennio settanta è da considerare come il preludio ad una fase nuova della sua carriera; alcuni biografi ed alcuni critici la considerano come una fase calante, ma in realtà si tratta di scelte obbligate anche dall’età stessa dell’attrice oltre che da motivi strettamente congiunturali.

Sylva Koscina Justine
Justine

Sylva Koscina Il cavalier Costante Nicosia
Il famosissimo morso di Buzzanca in Il cavalier Costante Nicosia

Nel 1970 l’attrice ha 37 anni; è un’età di piena maturità artistica ma contemporaneamente è anche un’età in cui è obbligatorio selezionare i ruoli; anche se fisicamente Sylva è uno splendore, è tuttavia inadatta per le pellicole che stanno imperversando sugli schermi.
Molti film richiedono per esempio scene di nudo; lei è tutt’altro che una puritana, ma ha anche il patrimonio di una fama da non disperdere banalmente. L’esordio nel decennio 70 avviene con il thriller Vertigine per un assassino di Jean-Pierre Desagnat a cui seguono due film senza importanza prima di Ninì Tirabusciò: la donna che inventò la mossa , diretto da Marcello Fondato e interpretato accanto a Monica Vitti. Celebre nel film il suo topless che la mostra in smagliante forma fisica. Nel 1971 si segnalano due pellicole appartenenti in parte al filone della commedia sexy: si tratta di Mazzabubù… quante corna stanno quaggiù? di Mariano Laurenti,

Sylva Koscina La casa dell'esorcismo
L’incompreso La casa dell’esorcismo di Mario Bava

strano film camuffato da pseudo documentario caratterizzato da un cast ricchissimo, comprendente Maurizio Arena, Lino Banfi, Isabella Biagini,Maria Pia Conte, Rosemary Dexter, Franco Franchi, Pippo Franco,Giancarlo Giannini, Carlo Giuffrè, Luciano Salce, Renzo Montagnani.
L’altra pellicola è Homo Eroticus di Marco Vicario, gustosa pochade sui vizi della provincia, in cui ancora una volta la Koscina esibisce il suo proverbiale seno.
Sono pellicole a sfondo comico, in cui la Koscina sembra essere a perfetto agio, memore delle esperienze degli esordi quando lavorava con Totò.

Sylva Koscina Gli amanti della domenica
I seduttori della domenica

Ma il genere che va per la maggiore è il thriller nostrano, nato sulle orme dei maestri Fulci e Bava e sancito dall’incredibile successo di L’uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento.
Ed ecco la Koscina comparire in alcune buone produzioni, come Nel buio del terrore (1971) di José Antonio Nieves Conde accanto a Marisa Mell e Fernando Rey, in Week end proibito di una famiglia quasi per bene (1971) di Jean Dewever. Seguono il drammatico Uccidere in silenzio di  Giuseppe Rolando nel 1972, Sette scialli di seta gialla di Pastore sempre nel 1972 e Rivelazioni di un maniaco sessuale al capo della squadra mobile di Roberto Bianchi Montero.

Sylva Koscina Uccidere in silenzio
Uccidere in silenzio

Per quanto lavori di meno, la sua fama è ben solida e si garantisce le partecipazioni a diversi produzioni.
Nel 1972, infatti, Mike Bongiorno la chiama accanto a se per presentare la consueta edizione del Festival di Sanremo, accanto ad un comico in ascesa, Paolo Villaggio.
Il suo charme e il suo fascino colpiscono ancora, ma al cinema, dopo aver interpretato Boccaccio di Bruno Corbucci al fianco di un giovanissimo Enrico Montesano, il pessimo La strana legge del dott. Menga di Fernando Merino e Beati i ricchi, una gradevole commediola di Samperi,vede ridursi le parti importanti .

Sylva Koscina I sette falsari
I sette falsari

Forse il migliore dei film dei due anni successivi ai quali lavora può essere riconosciuto in La mala ordina, diventato nel corso degli anni successivi un vero e proprio cult.
La regia asciutta di Fernando Di Leo riesce ad esaltare il suo ruolo, quello della moglie di Luca Canali, uno straordinario Mario Adorf.
Lei, la bella moglie Lucia uccisa con la figlia, si produce in una parte breve, ma intensa.
Poco significativi i lavori successivi, come La colomba non deve volare oppure Il tuo piacere è il mio; dobbiamo arrivare al 1975 per trovare un film di discreta caratura.
Si tratta di Il cav. Costante Nicosia demoniaco, ovvero: Dracula in Brianza , di Lucio Fulci, nel quale interpreta la moglie dell’industrialotto vampirizzato Buzzanca.

Sylva Koscina Homo eroticus
Due famosi topless di Sylva Koscina: quello esibito in Homo eroticus

Sylva Koscina Casanova
… e quello di Casanova e Co

Memorabile il suo nudo mentre attende il morso del marito.
Il giro di boa fatidico arriva nel 1976.
L’ormai famigerata crisi del cinema inizia a mordere ferocemente, e Sylva, che ha investito larga parte dei suoi guadagni in una lussuosa villa a Marino nei pressi di Roma, arredata con dipinti del seicento e costosissimi mobili, si ritrova all’improvviso in gravi ristrettezze economiche.
Per fatalità, proprio nel 1976 non arriva nessuna chiamata e l’attrice, subita un’inchiesta per evasione fiscale, è costretta a privarsi della cosa a cui teneva di più, la sua amata villa.
Eppure ciò non sembra smontarla, anzi.
Continua come se nulla fosse, dividendosi tra le poche chiamate cinematografiche e la sua nuova passione, la tv.
I film post 1976 non sono di certo memorabili.

Sylva Koscina Boccaccio
Con Enrico Montesano in Boccaccio

Sylva Koscina Beati i ricchi
Con Lino Toffolo in Beati i ricchi

Si va dal clamoroso fiasco del Casanova e C. di Franz Antel, un film che mandò quasi in rovina la casa cinematografica che lo produsse che dovette pagare attori del calibro di Tony Curtis, Marisa Mell, Marisa Berenson, Andréa Ferréol, Britt Ekland all’opera successiva, I seduttori della domenica, anche questo caratterizzato dalla presenza di un cast all star che comprendeva tra l’altro Roger Moore, Lino Ventura, Ugo Tognazzi, Gene Wilder e altri attori di buona fama.
Una produzione che non riscosse il successo sperato; eppure la commedia anni 80, erede della gloriosa commedia all’italiana defunta con il film di Monicelli Amici miei parte II la vede protagonista di alcuni film di successo, anche se non di certo memorabili.
Si va da Asso di Franco Castellano è Giuseppe Moccia, film costruito attorno all’improvvisa fama di Adriano Celentano alla commedia Mani di fata di Steno, accanto a Renato Pozzetto e a Eleonora Giorgi, per finire con Questo e quello di Corbucci, nel quale recita nuovamente accanto a Pozzetto e a Nino Manfredi.

Sylva Koscina Afrikan story
Afrikan story

Qualche lavoro per la tv (…e la vita continua, Una grande storia d’amore, L’Odissea di G.Recchia) e qualche film davvero da dimenticare, come Cenerentola ’80 e Ricky e Barabba sono la dimostrazione che l’attrice, ormai 55 enne, nonostante il talento viva di rendita sulla sua vita passata.
Nel 1993 le viene diagnosticato un cancro al seno; è l’ultima battaglia da affrontare per lei, colpita proprio in quello che era il suo vanto “il seno più duro del marmo di Carrara

Sylva Koscina cinerevue

E’ la battaglia che la vedrà purtroppo soccombere, nonostante una malattia affrontata con forza, con il sorriso sulle labbra.
Nel 1994, a soli 61 anni, Sylva Koscina muore il giorno di Santo Stefano.

Sylva Koscina Rimini Rimini
Gli ultimi film interpretati dalla Koscina: Rimini Rimini

Sylva Koscina Ricky e Barabba
… e Ricky e Barabba

Con lei si spegne, all’improvviso, il sogno di tante ragazze anni 50, quelle che ammiravano la sua bravura e la sua bellezza, quel suo essere diva ma allo stesso tempo simpatica.
Una donna sofisticata, amante del bello, che proprio per questa sua passione andò incontro a problemi economici molto seri, ma che seppe sedurre, con i suoi occhi e quel suo volto da tigre Belmondo e Newman, Alberto Sordi e il feroce maresciallo Tito, che per lei aveva sempre parole dolci.
Un’attrice capace e dall’ingegno multiforme, versatile e affascinante.

Sylva Koscina gallery

Sylva Koscina Jim, irresistibile detective
Con Kirk Douglas in Jim, irresistibile detective

Sylva Koscina Cyrano e D’Artagnan
Cyrano e D’Artagnan

Sylva Koscina Ercole e la regina di Lidia
Con Steve Reeves in Ercole e la regina di Lidia

Sylva Koscina Deadlier than male
Deadlier than male

Sylva Koscina 7 scialli di seta gialla
7 scialli di seta gialla

Sylva Koscina-Psicanalista per signora

Psicanalista per signora 

Sylva Koscina-Nel buio del terrore

Nel buio del terrore

Sylva Koscina-L'assoluto naturale

L’assoluto naturale

Sylva Koscina-L'appartamento delle ragazze

L’appartamento delle ragazze

Sylva Koscina-Il sesso del diavolo

Il sesso del diavolo

Sylva Koscina Troppo caldo per giugno

Troppo caldo per giugno

Sylva Koscina La battaglia della Neretva

La battaglia della Neretva

Sylva Koscina Judex

Judex

Sylva Koscina I protagonisti

I protagonisti

Sylva Koscina Giulietta degli spiriti

Giulietta degli spiriti

Sylvia Koscina Se permettete parliamo di donne

Se permettete parliamo di donne

Sylva Koscina Asso

Asso

Sylva Koscina Il fornaretto di venezia

Il fornaretto di Venezia

Sylva Koscina Il vigile

Il vigile

Sylva Koscina Io io io e gli altri

Io io io e gli altri

Sylva Koscina L’uomo dalla maschera di ferro

L’uomo dalla maschera di ferro

Sylva Koscina La cambiale

La cambiale

Sylva Koscina La strana legge del dottor Menga

La strana legge del dottor Menga

Sylva Koscina Ladro lui ladra lei

Ladro lui ladra lei

Sylva Koscina Le 4 verità

Le 4 verità

Sylva Koscina Le massaggiatrici

Le massaggiatrici

Sylva Koscina Le naïf aux 4O enfants

Le naïf aux 40 enfants

Sylva Koscina Les distraction

Les distraction

Sylva Koscina Mani di fata

Mani di fata

Sylva Koscina Mogli pericolose

Mogli pericolose

Sylva Koscina The little nuns

The little nuns

Sylva Koscina Troppo caldo a giugno

Troppo caldo a giugno

Sylva Koscina The Secret War of Harry Frigg

The secret war of Harry Frigg

Sylva Koscina The modification

The modification

Sylva Koscina Le monachine

Le monachine

Sylva Koscina Cadavere per signora

Cadavere per signora

Sylva Koscina A Lovely Way to Die

A lovely way to die

Sylva Koscina Unser Mann in Istanbul

Unser mann in Istanbul

silvia-koscina-il-triangolo-circolare

Il triangolo circolare

silvia-koscina-la-congiura-dei-dieci

La congiura dei dieci

silvia-koscina-colpo-grosso-a-galata-bridge

Colpo grosso a Calatabridge

silvia-koscina-la-gerusalemme-liberata

La Gerusalemme liberata

silvia-koscina-lassedio-di-siracusa

L’assedio di Siracusa

Sylva Koscina filmografia

1994 C’è Kim Novak al telefono
1992 Ricky e Barabba
1991 L’odissea (TV )
1987 Rimini Rimini
1987 Una grande storia d’amore (TV )
1984 …e la vita continua (TV )
1984 Die Nacht der vier Monde
1984 Cenerentola ’80
1983 Questo e quello
1983 Mani di fata
1981 Asso
1980 I seduttori della domenica
1977 Casanova & Company
1975 Il cav. Costante Nicosia demoniaco, ovvero: Dracula in Brianza
1974 Las correrías del Vizconde Arnau
1974 Qualcuno l’ha vista uccidere
1974 Delitto d’autore
1974 Il diavolo e i morti
1973 Il tuo piacere è il mio
1972 La colomba non deve volare
1972 La mala ordina
1972 Beati i ricchi
1972 Rivelazioni di un maniaco sessuale al capo della squadra mobile
1972 Boccaccio
1972 Sette scialli di seta gialla
1972 Uccidere in silenzio
1971 La strana legge del Dr. Menga
1971 African Story
1971 Week end proibito di una famiglia quasi per bene
1971 Nel buio del terrore
1971 Trittico
1971 Homo Eroticus
1971 Mazzabubù… quante corna stanno quaggiù?
1971 Perché non ci lasciate in pace?
1970 Ninì Tirabusciò: la donna che inventò la mossa
1970 I lupi attaccano in branco
1970 La moglie nuova
1970 Vertigine per un assassino
1969 La battaglia della Neretva
1969 Justine ovvero le disavventure della virtù
1969 La guerra per Roma – Seconda parte
1969 L’assoluto naturale
1968 La calata dei barbari
1968 Jim l’irresistibile detective
1968 Guerra amore e fuga
1968 I protagonisti
1967 Johnny Banco
1967 Tre morsi nella mela
1967 Più micidiale del maschio
1966 Layton… bambole e karatè
1966 I sette falsari
1966 Io, io, io… e gli altri
1966 Agente X-77 – ordine di uccidere
1965 Made in Italy
1965 I soldi
1965 Le monachine
1965 Giulietta degli spiriti
1965 Il morbidone
1965 Colpo grosso a Galata Bridge
1965 Racconti a due piazze
1965 Corpo a corpo
1965 Thrilling
1964 Il triangolo circolare
1964 L’idea fissa
1964 Se permettete parliamo di donne
1964 Cyrano e d’Artagnan
1964 Cadavere per signora
1964 L’appartemento delle ragazze
1964 Amore in quattro dimensioni
1964 Troppo caldo per giugno
1964 Una storia di notte
1963 L’uomo in nero
1963 Il fornaretto di Venezia
1963 Il giorno più corto
1962 Il paladino della corte di Francia
1962 Le quattro verità
1962 La congiura dei dieci
1962 Copacabana Palace
1962 L’uomo dalla maschera di ferro
1962 Le massaggiatrici
1962 Jessica
1962 Le pillole di Ercole
1962 I giacobini (TV)
1961 Mani in alto
1961 Crimen
1960 Femmine di lusso
1960 Le mogli degli altri
1960 Mariti in pericolo
1960 Le distrazioni
1960 Ladro lui, ladra lei
1960 L’assedio di Siracusa
1960 I genitori in Blue-Jeans
1960 Totò a Parigi
1960 Il sicario
1960 I piaceri dello scapolo
1959 Le sorprese dell’amore
1959 Tempi duri per i vampiri
1959 Psicanalista per signora
1959 La cambiale
1959 Ercole e la regina di Lidia
1959 Erode il grande
1959 Poveri milionari
1958 Totò nella luna
1958 Mogli pericolose
1958 La Gerusalemme liberata
1958 Giovani mariti
1958 Le fatiche di Ercole
1958 La nipote Sabella
1958 Non sono più Guaglione
1958 Quando gli angeli piangono
1958 Racconti d’estate
1957 Le naïf aux 40 enfants
1957 Femmine tre volte
1957 Guendalina
1957 I fidanzati della morte
1957 La nonna Sabella
1956 Michele Strogoff
1956 Il ferroviere
1956 Siamo uomini o caporali

Sylva Koscina foto

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febbraio 3, 2011 Pubblicato da: | Biografie | | Lascia un commento

Jenny Tamburi

Jenny Tamburi banner

Un altro triste destino, quello di Jenny Tamburi, comune a diverse attrici che conobbero una certa fama nel decennio settanta, nel pieno boom  della commedia sexy all’italiana.
Quello di morire nel fiore degli anni, come Marisa Mell, Tina Aumont, Eva Czemerys… tutte attrici di buona caratura, accumunate da una sorte avversa.
Lei, Luciana Tamburini, era nata a Roma il 27 novembre 1952 e aveva esordito con il botto a soli diciasette anni nel 1969 nel film Splendori e miserie di Madame Royale, diretto da Vittorio Caprioli al fianco del grande Ugo Tognazzi, dopo essere stata notata nel celebre Piper, locale nel quale mosse i suoi primi passi come ” Piperina”
La parte di Mimmina, furba ragazzina adottata dal ballerino gay Alessio la vide protagonista di una ottima performance; Jenny aveva un viso da ragazzina acqua e sapone e un talento naturale per la recitazione.

Jenny Tamburi Splendori e miserie di Madame Royale
Una giovane  e bellissima Jenny Tamburi all’esordio in Splendori e miserie di Madame Royale

Nel 1971, complice il gran successo riscosso dai decamerotici, il regista Vittorio De Sisti la volle nel cast di Fiorina la vacca, forse uno dei prodotti del genere meglio riusciti, girato attorno alle disavventure di una vacca contesa da molta gente. Nel film Jenny aveva una piccola parte sul finale del film, quello di Zanetta, che finirà per comporre un curioso menage a quattro con due uomini e una contadina.
Nel cast figuravano anche una giovanissima Ornella Muti e altre bellezze del calibro di Janet Agren, Eva Aulin, Angela Covello e Graziella Galvani, destinate per la maggior parte a brevi carriere.
Lei riesce nonostante tutto a mettersi in mostra.

Jenny Tamburi- Morbosita.jpg

Morbosità

Jenny Tamburi La seduzione
Nel film La seduzione, di Fernando Di Leo

Non ha particolari complessi, infatti accetta di girare una breve sequenza di nudo.
L’anno successivo, il 1972, il regista Silvio Amadio la chiama per il film Il sorriso della jena nel quale interpreta Nancy, la figliastra di una ricca ereditiera che ha sposato in seconde nozze l’uomo che è responsabile poi della sua morte. Il ruolo di lolita, seducente e maliziosa, calza a pennello per Jenny o meglio, per Luciana della Robbia che è poi il nome d’arte con cui ha scelto di recitare.
Ha solo vent’anni, ma ha talento, è bella, fisicamente è ben fatta e nell’ambiente cinematografico si è fatta degli amici.
Eppure, in un periodo di pieno boom per l’industria cinematografica italiana, Jenny non lavora tantissimo.
Tant’è vero che il film successivo lo interpreta nel 1973, sotto la regia di Rino De Silvestro.

Jenny Tamburi Il tango della gelosia
Il tango della gelosia

Jenny Tamburi Il sorriso della iena
Jenny nell’introvabile Il sorriso della jena

Si tratta del film Diario segreto di un carcere femminile, uno dei pochi WIP (women in prison, donne in prigione) che meriti di essere citato.

Jenny Tamburi Morte sospetta di una minorenne 1

Jenny Tamburi Morte sospetta di una minorenne 2

Due sequenze tratte da Morte sospetta di una minorenne; qui la Tamburi è con Claudio Cassinelli

Il suo è un ruolo drammatico, quello della giovane Daniela Vinci, che nasconde un segreto riguardante un grosso carico di eroina e che verrà avvicinata in carcere dalla figlia dell’uomo accusato ingiustamente di aver fatto sparire il carico di droga.
E’ un ruolo scabroso, che interpreta benissimo e con mestiere.
Ed è proprio il 1973 l’anno della svolta per la sua carriera, che avviene grazie alla scittura per il film La seduzione (vedi recensione nel blog), diretto dal grande Fernando Di Leo.
Ancora una volta interpreta il ruolo di una ragazzina, agevolata in questo da quel suo volto così pulito eppure capace anche di malizia.
Il ruolo è quello di Graziella, figlia di Caterina, una vedova che reincontra il vecchio fidanzato e che riallaccia con quest’ultimo rapporti amorosi.

Jenny Tamburi Fiorina la vacca
Accanto a Janet Agren in Fiorina la vacca

Sarà proprio Graziella a sedurre l’uomo e a spartirlo con la madre, prima della tragedia finale.
Sono tre i film che Jenny Tamburi interpreta nel 1974; il primo, La prova d’amore di Tiziano Longo è un dramma mal riuscito che ha come protagonista un’altra giovane bellezza, Ely Galleani mentre il secondo è Morbosità di Luigi Russo, torbido dramma in cui ancora una volta interpreta una collegiale, Anna, sfruttata dalla sorella maggiore per motivi abietti.
L’ultimo film del 1974 è  Le scomunicate di San Valentino di Sergio Grieco, film del filone conventuale con velleità storiche, a dire il vero ben riposte (vedi recensione nel blog).
La parte di Lucita è di quelle da protagonista; lei è una bella ragazza innamorata però del giovane sbagliato, osteggiato dalla sua famiglia e di conseguenza esiliata in un convento, dove verrà torturata e angariata dalla crudelle badessa.
Sembrerebbe che la carriera della bella attrice sia paragonabile ad un treno in corsa.
In realtà, nonostante la bravura, Jenny resta confinata nello stretto ambito della commedia o comunque dei film di genere.

Jenny Tamburi Dove volano i falchi d'argento
Con Corrado Pani in Dove volano i corvi d’argento

E’ bella, è capace, ma non le affidano i ruoli nei film di primo piano.
Nel 1975 infatti gira ben quattro film, il primo dei quali è  Peccato senza malizia di Theo Campanelli, nel quale è Stefania una giovane orfana che viene presa in cura dallo zio dal quale subirà violenza.
Si tratta di un film a smaccato sfondo erotico, nel quale davvero l’unica cosa di interessante è la sua parte.
Il secondo film della quadrilogia del 1975 è Peccati in famiglia, commediola sexy per la regia di Bruno Gaburro caratterizzata da un buon cast (Montagnani, i coniugi Placido-Stefanelli,Juliette Mayniel, Ely Williams) ma da una sceneggiatura approssimativa. Il terzo è  Morte sospetta di una minorenne di Sergio Martino, ed in questo caso siamo davanti davvero ad un bel thriller all’italiana.

Jenny Tamburi Senza rete
Una rarissima immagine tratta da Senza rete: Jenny è con Mia Martini e Alberto Lupo

Jenny interpreta Gloria, amica di una ragazza uccisa per motivi abietti e che finirà a sua volta uccisa da una bomba che la farà saltare in aria su una Vespa.
L’ultimo film dell’anno è  Frankenstein all’italiana di Armando Crispino, film comico snobbato dagli spettatori ad onta del buon cast reclutato, che includeva Ninetto Davoli, Aldo Maccione, Gianrico Tedeschi e la bellissima Lorenza Guerrieri.
Più volte ho accennato alla svolta epocale che iniziò subito dopo la prima metà degli anni settanta e che rivoluzionò in manierà irreversibile il cinema, determinandone gli sviluppi futuri, per cui non ci tornerò su.

Jenny Tamburi Melodrammore
L’attrice con Enrico Montesano nel pessimo Melodrammore

Fatto sta che in Italia iniziò il lento declino degli spettatori paganti e un inesorabile trasferimento degli stessi davanti agli schermi televisivi.
Infatti proprio il 1976 è l’ultimo anno in cui Jenny lavora a pieno regime; ha solo 24 anni, ma ovviamente è su un percorso di maturazione principalmente fisico che la sta trasformando da eterna adolescente a donna.
Ovviamente appare più matura, quell’aria maliziosa e infantile che era stata la sua caratteristica va lentamente modificandosi.

Jenny Tamburi Diario segreto
Diario segreto di un carcere femminile

Il primo film del 1976 è Giovannino, di Paolo Nuzzi, nel quale recita la parte di Marcella.
E’ un film ambientato in Sicilia con una storia che ricalca quella di Paolo il caldo; il film nonostante il buon cast che vede protagonisti bravi attrici del calibro di Tina Aumont, Carole Andrè e Giuliana Calandra, oltre a due giovani promesse, una cinematografica ovvero Christian De Sica e l’altra ben più poledrica come Miguel Bosè, finisce praticamente inosservato.

Jenny Tamburi Le scomunicate di San Valentino
Le scomunicate di San Valentino

Segue così il discreto e sottovalutato Donna…cosa si fa per te, diretto da Giuliano Biagetti in cui è Sole ovvero una prostituta così chiamata perchè esercita la sua professione sull’autostrada.
Il film, in bilico tra commedia tout court e commedia sexy nonostante sia di buon livello non riesce ad imporsi.
Alfonso Brescia chiama Jenny per il suo Sangue di sbirro, poliziottesco una volta tanto ambientato in America; la sua parte è quella di Susan, amica del cuore del protagonista (George Eastman), che riuscirà a sfuggire ad una serie di attentati prima dell’inconsueto finale.

Jenny Tamburi Donna cosa si fa per te
Nel film Donna cosa si fa per te

Subito dopo, arriva la chiamata per il thriller a sfondo erotico La moglie di mio padre, nel quale però ha una piccola parte anche se interpretata con professionalità.
Inaspettatamente, la carriera di Jenny Tamburi entra in una fase declinante.
Difficile capire perchè, anche se al solito uno dei motivi è essenzialmente la crisi del cinema stesso.
Le scritture si diradano e infatti nel 1977 arrivano solo due chiamate, anche se per due buoni film: si tratta del fulciano Sette note in nero e di Dove volano i corvi d’argento.
Non sono due parti ampie, ma al solito la Tamburi è impeccabile.Tuttavia scopre la tv, o meglio, la tv scopre lei: memorabile la sua partecipazione a Senza rete, accanto ad Alberto Lupo e a Lino Banfi
Nel 1978 è sul set dell’inguardabile Melodrammore, diretto da Maurizio Costanzo che per fortuna dopo quell’esperienza disastrosa scelse di dedicarsi ad altro.
Il film, un fumettone scombinato caratterizzato solo dalla presenza del grande Amedeo Nazzari e da quelle inconsuete dei cantanti Nilla Pizzi e Claudio Villa, è un clamoroso fiasco e Jenny, imprigionata nel ruolo della povera Priscilla ragazzotta a cui viene preferita la prorompente (in senso fisico) Fran Fullenwider dal protagonista del film, finisce per essere più una zavorra che un biglietto di presentazione.
Stessa sorte capita a Liquirizia, film di Samperi che diverrà paradossalmente un cult solo anni dopo.
Nel frattempo Jenny è corsa ai ripari; la Tv offre molto più del cinema ed è in vertiginosa ascesa anche come offerta.
Lei lavora in due produzioni di discreto successo, Scuola serale per aspiranti italiani di Enzo Trapani, con Foa e la Mazzamauro oltre a Maurizio Micheli e Orazio Orlando e sopratutto nella famosa versione televisiva del musical Aggiungi un posto a tavola, di Gino Landi accanto a Dorelli e alla coppia Valori-Panelli.
E’ un gran successo e lei capisce che il suo futuro è quello, lavorare in sit com o in sceneggiati televisivi.
Nel 1980 tuttavia il cinema la chiama in due produzioni dalle alterne fortune: la prima è II tango della gelosia, debolissima storiella di Steno imbastita attorno ai tre personaggi principali, ovvero Jenny (Nunzia), Monica Vitti e l’emergente Abatantuono.

L’altra è Bello di mamma di Rino De Silvestro, curiosa commedia nellla quale l’erotomane di turno (Leroy) deve dimostrare di essere maschio gagliardo e ci riuscirà solo con la propria psicanalista.

Lei interpreta Maddalena Trinacria, una giovane vedova che vuole a tutti i costi che il suo pargoletto sia erede delle fortune di famiglia.
Il film ancora una volta non è un gran che e non riscuote molto successo, mentre paradossalmente ben più rilevante sarà il successo sia personale che di cassetta nel film Pierino la peste alla riscossa, triste epilogo della stagione della commedia sexy.
Film baciato da un incredibile successo di pubblico, assolutamente ingiustificato per la dozzinalità della pellicola.
La parabola discendente, almeno a livello cinematografico di Jenny si conclude con due film che inaspettatamente riscuotono un discreto successo, ma solo a livello economico.
Si tratta del film Lo studente, girato accanto a Nino D’Angelo per la regia di Ninì Grassia, film del filone adolescenziale/ napoletano e di Voglia di guardare di Joe D’Amato, triste epilogo di una buona carriera in cui Jenny è costretta a lavorare in un film soft core decisamente modesto e sciatto, in una parte molto scabrosa.

Jenny Tamburi- Peccato senza malizia

Peccato senza malizia

Ma ormai la bella attrice, che non dimentichiamolo ha solo 34 anni, ha scelto il suo futuro.
E’ la tv, visto che il cinema ormai è davvero in coma profondo.
Ma una tv in cui la sua esperienza di attrice si trasforma in trampolino di lancio per quella che sarà l’attività primaria che da quel momento in poi svolgerà,ovvero l’agente di spettacolo con ruolo di casting delle più importanti produzioni televisive a livello di sit com.
Lavora ancora solo per la tv, per Professione vacanze, una delle sit com più viste del decennio 80 e in Tutti in palestra, nel quale a 35 anni si mostra nuda, splendidamente e per l’ultima volta.
Infatti non lavorerà più come attrice, dedicandosi anima e corpo alla nuova professione, che le darà grandi soddisfazioni.
Da ricordare l’avvio di una delle serie più fortunate e longeve della Tv, come Incantesimo, oppure l’avvio di una fortunata scuola di recitazione, che prenderà il suo nome dopo la sua scomparsa e inaugurata nel 2001 proprio dalla Tamburi.

Jenny Tamburi Sette note in nero
Jenny nel bellissimo film di Fulci Sette note in nero

Il casting, il lavoro di colei che deve provare nuovi talenti o scritturarne alcuni per le varie produzioni si rivela la cosa che ama di più, così abbandona le idee di fare teatro (il grande rimpianto della sua vita) e sopratutto senza alcun rimpianto il cinema, che la delude profondamente.
La sua vita scorre tranquilla , fra lavoro e vita privata che difende gelosamente fino a fine 2005, quando scopre purtroppo di essere ammalata di una grave forma tumorale.

Jenny Tamburi Peccati in famiglia 2
Peccati in famiglia

E’ una battaglia che non vincerà e che la porterà via prematuramente il 1 marzo 2006, quando non ha ancora compiuto 54 anni.
Ai suoi funerali, nella chiesa degli artisti a Roma, parteciperà la gente che amava di più i suoi amici con cui condivideva il tempo libero.
Un’attrice brava, bella, simpatica.

Jenny Tamburi Voglia di guardare
L’ultima apparizione cinematografica nello scadente Voglia di guardare

Jenny Tamburi Tutti in palestra
L’ultima apparizione, nella sit- com Tutti in palestra

Che forse non ha espresso tutto il suo potenziale ma che ad un certo punto della sua carriera ha saputo e voluto cambiare, trasformando la sua vita e gratificandosi con un lavoro che le piaceva e amava.
Un’attrice che oggi vive un vero culto personale nella memoria di quanti l’hanno seguita con affetto attraverso i film che ha interpretato, che la rimpiangono con sincero affetto

Jenny Tamburi Pierino la peste
L’epilogo della carriera di Jenny Tamburi: Pierino la peste alla riscossa

Jenny Tamburi Lo studente
… e il film di Grassia Lo studente

Jenny Tamburi banner filmografia

 

Splendori e miserie di Madame Royale (1970), di Vittorio Caprioli
Fiorina la vacca (1971), di Vittorio De Sisti
Il sorriso della iena (1972), di Silvio Amadio
Diario segreto di un carcere femminile (1973), di Rino Di Silvestro
La seduzione (1973), di Fernando Di Leo
La prova d’amore (1974), di Tiziano Longo
Morbosità (1974), di Luigi Russo
Le scomunicate di San Valentino (1974), di Sergio Grieco
Peccato senza mailzia (1975), di Theo Campanelli
Peccati in famiglia (1975), di Bruno Gaburro
Morte sospetta di una minorenne (1975), di Sergio Martino
Frankenstein all’italiana (1975), di Armando Crispino
Giovannino (1976), di Paolo Nuzzi
Donna… cosa si fa per te (1976), di Giuliano Biagetti
Sangue di sbirro (1976), di Alfonso Brescia
La moglie di mio padre (1976), di Andrea Bianchi
Dove volano i corvi d’argento (1977), di Piero Livi
Melodrammore (1978), di Maurizio Costanzo
Sette note in nero (1977), di Lucio Fulci
Liquirizia (1979), di Salvatore Samperi
Il tango della gelosia (1980), di Steno
Bello di mamma (1980), di Rino Di Silvestro
Pierino la Peste alla riscossa (1982), di Umberto Lenzi
Lo studente (1983), di Nini Grassia
Voglia di guardare (1986), di Joe D’Amato

Jenny Tamburi banner lavori in tv

La paga del sabato  1975
Camilla 1976
Scuola serale per aspiranti italiani 1977
Aggiungi un posto a tavola 1978
All’ombra della grande quercia 1984
Professione vacanze 1986
Tutti in palestra 1987

Jenny Tamburi Tv La paga del sabato

La paga del sabato  1975

Jenny Tamburi Tv Aggiungi un posto a tavola

Jenny Tamburi- Aggiungi un posto a tavola

Aggiungi un posto a tavola 1978

Jenny Tamburi Senza rete 2

In Senza rete,tra Claudio Baglioni e Alberto Lupo

Jenny Tamburi- da Senza rete

gennaio 31, 2011 Pubblicato da: | Biografie | | 2 commenti

Orchidea De Santis : intervista

Orchidea De Santis intervista foto
Orchidea De Santis

Quando si cresce a pane e cinema, come ha fatto chi vi scrive, si finisce per affezionarsi in qualche modo a dei film a degli attori e a delle attrici; così si finisce per crearsi dei personali cult, che nel mio caso possono essere i film di Leone o di Kubrick, di Monicelli piuttosto che di Bertolucci, ad attori come Mastroianni e Eastwood, ad attrici come la Monroe.
Ecco, le attrici.
Nel 1970 vidi, in prima visione, un film che si chiamava Concerto per pistola solista; era un gioiellino, un thriller ironico in puro stile british, che mi divertì tantissimo.
Nel cast c’era un ‘attrice che iniziai a seguire con sempre maggiore interesse; nel film interpretava Evelyn , una cameriera un pizzico maliziosa che aveva una caratteristica che poi personalmente ho trovato fondamentale sia nelle attrici che nelle donne, ovvero il sorriso.
Lei aveva, in quel film (ma lo avrebbe mantenuto per molto tempo) quel sorriso aperto, spontaneo e sbarazzino che sarebbe poi diventato il suo personale “marchio di fabbrica”, un brutto termine che però serve a indicare la sua caratteristica peculiare.
Bella, bionda, affascinante, ecco Orchidea De Santis, attrice di talento e donna passionale, vera.
Lo intuisci dalla sua maniera di recitare, spontanea e poco costruita.
Lo intuisci quando leggi quello che scrive, quando si racconta, senza falsi pudori e con genuinità, quando “piccona” qualche mito del cinema alla sua maniera, raccontando non solo le luci ma anche le piccole e grandi meschinità che inevitabilmente ne fanno parte.
Dicevo che ho iniziato a seguirla con interesse, in quella sua carriera che non l’ha portata ad essere una star di primo piano, ma un’attrice che comunque ha un seguito assolutamente inaspettato tenendo conto che ormai sono passati quasi trent’anni da quello che fu l’ultimo film che la vide protagonista, Arrivano i gatti (anche se per la verità il suo ultimo ruolo risale al 1992, Le amiche del cuore).
Ho avuto la fortuna di poterla contattare sul suo blog e un po’ timidamente, lo confesso, le ho chiesto di rispondere a qualche mia domanda.
Con grande sorpresa, ha accettato, mostrando una disponibilità assolutamente inaspettata.
E’ nato così questo colloquio, che riporto integralmente.
Quello che viene fuori è il ritratto di una donna che non ha falsi rimpianti, che ha fatto sempre quello in cui credeva, riuscendo ad allontanarsi da un mondo, quello del cinema, che spesso ha fagocitato e distrutto alcune delle sue protagoniste, come la Antonelli, la Carati, Paola Senatore, Karin Schubert…
Colleghe meno fortunate o semplicemente meno forti caratterialmente.
Lei, la forza di carattere, ce l’ha da vendere; quante attrici avrebbero lasciato un mondo così importante come quello del cinema reinventandosi in qualche modo una vita, diversa e meno “in vista” ?
Orchidea lo ha fatto, ed è per questo che chi vi scrive ha, oggi, la certezza di aver scelto il suo personale mito senza sbagliare.
Non solo un’attrice, ma una donna.
E che donna…..

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“Nelle varie interviste che hai concesso in questi anni, come quella per la rivista Nocturno o quella più completa e esaustiva da cui è nato il libro di Melelli ti viene appiccicata, a mio giudizio in maniera molto riduttiva, l’etichetta di regina dei decamerotici, quasi che la tua carriera fosse stata costruita attorno a questo genere di pellicole, dimenticando che hai lavorato con De Sica, con Salce, con Vicario e Rossati, Sollima, Lupo ecc.
Quanto ti va stretta questa etichetta, quanto ti ha fatto “soffrire” in passato questa miopia di critici e esperti di cinema?”

-Quello che dici in parte può essere vero ma ci tengo ad evidenziare alcune cose; credo che  Nocturno quanto Melelli nutrono per me  stima e credo anche affetto e  pur incoronandomi “regina dei Decameroni” lo hanno fatto, sono certa, senza che quest’ appellativo sminuisse la mia professionalità. E’ fuori da ogni discussione che avendo partecipato a più di un decamerone e soprattutto come nel caso del “Decamerone Proibito” e  in quelli che hanno fatto degli ottimi incassi al botteghino, segno evidente del gradimento del pubblico e soprattutto quello di provincia, che questa corona può calzarmi bene. Infatti come spesso affermo, non sono mai stata premiata nè dal pubblico nè dalla critica per i film in cui speravo, mentre la “gloria” sempre tanto attesa direi che mi è arrivata dai cosiddetti film di serie B che ancora oggi vantano  numerosi estimatori. Anche se stento a comprendere ancora questo fenomeno, sono felice che abbiano una vita così duratura.
Tu citi il film di Rossati e Scavolini, a cui sono molto affezionata,  quello di Sollima e Vicario, ma  anche film più ricchi per il cast quali appunto “Ettore lo Fusto” con la pletora di attori che tu hai elencato, o “L’invasione” di Yves Allegret con Michael  Piccoli e Lisa Gastoni, oppure quello con Gerard Dèpardieu “ Tre simpatiche carogne”  e ancora e finisco una lista che potrebbe continuare, lo sconosciuto film di un regista di cui molto si è parlato in questi giorni al Festival di Venezia Jerzy Skolimowski ” Le avventure di Gerard” con Peter Mc Enery, Claudia Cardinale, Eli Wallach ed altri. Insomma l’etichetta oggi non mi va stretta ma all’epoca, non posso negare, mi ha fatto soffrire proprio perchè i miei tentativi di farmi valere in ruoli in film diciamo più di “prestigio”, è risultato sempre vano.

Orchidea De Santis Queste pazze pazze donne 2

Orchidea De Santis Queste pazze pazze donne 1
L’esordio di Orchidea nel film Queste pazze pazze donne (il ruolo è quello di Dora) 1963


“Gordiano Lupi invece, uno che di cinema se ne intende come pochi, afferma di trovare in te tanto talento, spesso mal sfruttato da registi e produttori, e ti definisce “una creatura solare”,
privilegiando in un certo senso la tua capacità di essere donna prima che attrice, quasi che il tuo lavoro, all’epoca altro non fosse che un bell’hobby più che una ragione di vivere, cosa che condivido in assoluto. E’ la verità oppure quell’appellativo, quell’etichetta di regina dei decamerotici in fondo rispecchia la realtà delle cose?”

Gordiano è una persona molto gentile e mi fa molto piacere godere della sua stima.
Lavoro e vita per me hanno da sempre marciato insieme. Mai però il lavoro è stato sopra ogni altra cosa, anche se, come saprai, il desiderio di fare l’attrice l’ho sentito già dalla  più tenera età. La mia natura è istintiva e ho sempre indirizzato il mio cammino verso l’ esperienzale che includesse tutto ciò con cui vengo in contatto.  Non mi è mai interessato un mondo  circoscritto e votato solo in una direzione. La vita è affascinante e bellissima. E’ un immenso dono.  Perché non attingere ad essa a piene mani? Ecco forse è quest’atteggiamento che viene fuori dalla mia immagine pubblica e uno sguardo attento lo può percepire nel modo che tu e Gordiano avete fatto. Voglio mettere in chiaro una cosa che delinea meglio questo mio modo di prendere le cose.  Non provengo  da una famiglia agiata che  mi ha permesso il lusso di giocare con le mie ambizioni. Non posso neanche dire che la mia estrazione sociale fosse bassa,  piuttosto direi che appartengo ad una famiglia di idealisti con mio padre in testa, ma non ricca.  Siamo stati attraversati da parecchie vicissitudini che però  non mi sembra il caso  entrarne in merito più di tanto.
La fortuna che ho  avuto è stata quella di avere in qualche modo un tacito, discreto sostegno famigliare che non mi ha messo i bastoni tra le ruote più di tanto, lasciandomi  libera e dandomi la possibilità di poter fare della mia vita la mia esperienza e la mia ricchezza. La mia prima necessità dunque è ed è sempre stata il rispetto di una certa etica personale. Sono sempre stata attenta a  rispettarmi e a farmi rispettare  e pur amando moltissimo il mio lavoro non ho ritenuto opportuno dargli quella priorità e dedizione totale che invece viene richiesta e questo è stato il conto che ho dovuto pagare riguardo la carriera.

Orchidea De Santis Sette cadaveri per Scotland Yard
Orchidea
interpreta il ruolo di Sandy in Sette cadaveri per Scotland Yard

“La tua carriera di attrice inizia prestissimo, tuttavia è nel 1970 che inizi davvero ad interpretare ruoli importanti, tant’è vero che in due anni giri ben 16 film; il primo vero successo è Quelli belli siamo noi, con Carlo Delle Pia ne, Ric e Gian, Carlo Dapporto, la Biagini…
Nel film c’era il bello e dannato Maurizio, leader dei New Dada, c’era un giovane ed inesperto Lino Banfi; che ricordo hai di questo film e del suo cast?
In particolare vorrei chiederti una cosa; il Morandini, per alcuni  una specie di Bibbia, lo definisce “una modesta congerie di canzoni e scene di rozza comicità”.
Sembra l’inizio di un rapporto complicato tra i film che interpreti e il mondo dei soloni della critica; come hai vissuto questo ostracismo nei confronti delle pellicole in cui comparivi, spesso etichettate come rozze, scollacciate o peggio?

Il ricordo di  questo film? Innanzi tutto la Biagini che il primo giorno che ci incontrammo espresse la sua non simpatia per me  perché un suo uomo aveva una fissa per me senza che io ne fossi a conoscenza però.
Scherzi a parte Maurizio era così come lo descrivi tu. Uno strano tipo molto attraente per noi giovani fanciulle, introverso e anche molto taciturno e riservato. Ho un buon ricordo di lui e mi sono trovata a mio agio lavorandoci. Poi Dapporto. Adorabile! Si divertiva molto e ci faceva divertire. Una persona garbata elegante mai volgare e questo direi di tutto lo straordinario cast di comici presenti nel film.
In quanto alle varie Bibbie del cinema, non ho mai fatto più di tanto caso a ciò che dicono i “luminari “in nessun campo. Anzi quel loro atteggiamento di detentori della Verità mi fa sorridere. In ogni caso che dire, anch’io molti dei miei film non li consiglierei di vedere. Tuttavia ai fini della carriera so che il loro sapiente giudizio ha inciso parecchio e lungi da me  pensare che quel genere avrebbe attratto positivamente buone critiche. Il buffo è che è stato così anche nel caso di film come ” Una macchia rosa” o ” Il nero” o addirittura e torno sempre quì ” Colpo di Stato”  la critica è stata critica:-).Però ad onor del vero conservo un paio di ritagli di giornali con critiche tra cui una di Gianluigi Rondi  relativa questa a Ettore lo Fusto, in cui fa una nota di approvazione per la mia interpretazione di Briseide.

Orchidea De Santis Le amiche del cuore
L’ultimo film interpretato: Le amiche del cuore, di Michele Placido (il ruolo è quello di Elena, la mamma ex tossica)

– Sempre nel 1970 giri Concerto per pistola solista, di Lupo, un autentico gioiellino a metà strada tra il thriller e la commedia, uno splendido esempio di cinema serio ammantato di comicità. Anche qui discreto successo di pubblico, ma la rivalutazione del film arriverà solo in tempi relativamente recenti. Siamo alle solite, no? Questo film, di pura ambientazione british, ti vede al fianco della famosa soprano Moffo, di Gastone Moschin e altri bravi caratteristi, e venne girato in una splendida villa della quale non ho mai saputo l’ubicazione. Ricordi dov’era e sopratutto,toglimi una curiosità:sembra che nel film vi divertiate davvero molto. Avevate raggiunto il giusto grado di amalgama,  c’era qualcosa di speciale tra di voi del cast oppure è solo un’impressione personale?

Anche questo è un film a cui sono affezionatissima! Mi è per caso capitato di rivederlo dopo tutti questi anni recentemente in TV e sono rimasta molto colpita dall’ottima fattura. Si, hai ragione, il film è un ottimo esempio di cinema italiano con umorismo molto anglosassone. Anche quì il cast è eccezionale, c’è anche Marisa Fabbri ma anche Giacomo Rossi Stuart, padre dell’oggi famoso e bravo Kim, ma anche Chris Cittell che oggi è molto noto in Inghiterra perchè da circa vent’anni è protagonista di una fortunata serie TV.
E vengo alla tua curiosità. Il film è stato interamente girato in Inghilterra, precisamente in una località al nord di Londra; Lowestoft   nella contea del Suffolk. Un posto vicino al mare in una villa che come avrai visto era di una bellezza mozzafiato. Il film mi impegnò per diverse settimane. Tutti i personaggi ,essendo un film corale, dovevano essere a disposizione, perciò la convivenza fu direi totale ed è vero che eravamo molto affiatati e in modo molto raro e  anche se all’epoca questo succedeva spesso,  in quest’occasione la fusione è stata veramente totale.

Orchidea De Santis Gli invincibili tre

Orchidea De Santis Gli invincibili tre lc

Un fotogramma e la locandina tedesca di Gli invincibili tre


“Esco un attimo dal seminato, se non ti spiace e passo al personale; una delle tue caratteristiche è un’aria sottilmente ironica, alle volte anche sarcastica, l’aria di chi ha imparato presto cos’è la vita e di conseguenza decide di prenderla sul serio molto relativamente. E’ così?
Non ti vedo, per fare un esempio, nei panni dell’adolescente complessata o della ragazza in cerca di Godot, quanto piuttosto in quelli di una persona che da subito sa cosa chiedere alla vita e sopratutto cosa aspettarsi.
O no?”

Hai colto anche questo. Sono dovuta crescere per una serie di ragioni molto in fretta e visto che dovevo frequentare un  mondo non proprio semplice per perseguire nel mio sogno, percepivo la durezza della vita e invece di adagiarmi nei tormenti che sarebbero stati inutili e distruttivi, ho reagito adottando la maschera dell’ironia e sarcasmo come difesa. Così adattandomi a quest’atteggiamento ho fatto la mia strada  senza prendere niente sul serio, niente di quel mondo così futile e provvisorio e tanto meno me stessa in quei panni di attrice. Non immagini quanta gioia mi da  il fatto che ci siano persone che come te lo abbiano intuito.
Mi piace definirmi  una persona cresciuta sulla strada, senza che questo che dico venga mal interpretato ovviamente:-) e come si sa la strada è un’ottima maestra.

Orchidea De Santis foto
Una delle foto che mette in risalto la sua splendida figura…

“Una domanda che con il cinema centra marginalmente all’apparenza.
Hai detto (cito a memoria, perdonami): “Poi un giorno tutto finisce e tu ti chedi perchè, ma non trovi una risposta”
L’hai detto con uno dei tuoi splendidi sorrisi, che però non è riuscito a mascherare una profonda amarezza. Hai poi trovato una risposta convincente alla cosa? Ti riferivi anche alle conseguenze dell’incidente di Verona,che ti portarono ad un lungo esilio dal cinema?

No, non è per il film ” Arrivano i gatti”. Certo quello è stato un blocco forzato alla mia carriera, ma molto  è attribuibile alla mia decisione perchè dopo questa triste vicenda ho preso coscienza che stavo pasticciando troppo con la mia vita inclusa la carriera che stentava a farmi affermare come avrei voluto e l’ho interrotta volontariamente.
Invece riguardo alla annotazione,  penso di non dire niente di strano quando affermo che tutto nella vita ha una fine. Certo che lo dico con una certa amarezza, ma non si può negare che è così. Il lavoro di un attore è un pò come per i calciatori dura poco rispetto alla lunghezza di una vita.Certo è  che si può comunque continuare a cavalcare l’onda anche se si è affievolita con maestria come pochi riescono a fare, mi viene in mente la Sandrelli o la Virna Lisi ma bisogna avere coscienza che tutto è per un tempo limitato.

Orchidea De Santis Il nero
Orchidea
nel film Il nero

“L’incontro con Salce, sul set di Come imparai ad amare le donne del 1966… Quali sensazioni provasti nel recitare davanti ad uno dei registi più arguti e intelligenti del cinema italiano, come fu il primo giorno del “Ciak si gira” di quel film, circondata com’eri da Michèle Mercier e Anita Ekberg,Elsa Martinelli e Robert Hoffmann?
Ti è successo di rivivere quei momenti come accade a quasi tutti coloro che sognano il primo giorno di scuola o il giorno degli esami?”

Quei momenti li rivivo solo quando sono stimolata da domande come stai facendo ora tu. Salce è una delle persone di cinema che ho conosciuto a cui sono particolarmente affezionata perchè, non solo mi ha diretta in più di un film tra cui quello ai miei esordi,ma è stato anche un magnifico, divertente e mai volgare collega con cui ho recitato in parecchie occasioni.
Certo che durante le riprese di “Come imparai ad amare le donne” mi sentivo nella fossa dei leoni! Però l’incoscienza di quell’età mi ha molto aiutata a superare il senso di inadeguatezza e misurarmi con chi era più esperto con una certa disinvoltura.

Orchidea De Santis Il tuo dolce corpo da uccidere 1

Orchidea De Santis Il tuo dolce corpo da uccidere 2

Due fotogrammi tratti da Il tuo dolce corpo da uccidere

“In un’altra tua intervista hai smitizzato in qualche modo i rapporti che si creano tra i protagonisti dei vari film, mostrando un lato decisamente poco edificante degli stessi. Mi riferisco alle meschinerie, alle gelosie che hai stigmatizzato; quindi era davvero così difficile avere rapporti umani o d’amicizia con i colleghi e le colleghe?
Non ti chiedo dei nomi, ma ci sono stati attori e attrici con le quali proprio non sei entrata in sintonia, in che percentuale?”

Beh si gelosie tantissime e invidie anche, e sopratutto, in un mondo fatto di rapporti superficiali e opportunistici dove si respira molto l’aria dell’ipocrisia, non è possibile per una persona con certi valori accettarlo o condividere questi atteggiamenti.
Io sono per natura una persona che trova sempre il lato buono delle persone ed ho sempre evitato conflitti di questo genere, per cui non ho mai avuto particolari problemi con le mie colleghe. Inoltre, spesso nei film che ho interpretato, non mi sono mai veramente trovata gomito a gomito con le altre attrici, perciò non è che non voglio fare nomi ma è proprio perchè non ce ne sono state, ma lotte interne ne ho viste parecchie da spettatrice più che partecipante.

Orchidea De Santis foto 8

“Sempre nel 1970 giri Il tuo dolce corpo da uccidere, di Alfonso Brescia, un thriller di mediocre fattura,lenziano fino al midollo, ma anche antesignano di un cinema che ebbe tanta fortuna negli anni settanta. In questo film sei l’unica a recitare su uno standard di alto livello, visto che Ardisson e la Prevost mostrano lacune paurose. Sul set avesti la stessa impressione?
Una domanda cattiva, in aggiunta; ma un attore come Ardisson,un’attrice come la Prevost, erano scelti con quale criterio, per il loro bel volto, per il cachet o cosa?”

Vedi che anche tu non dai per buono tutti i prodotti, anche se penso che Alfonzo Brescia sia stato un discreto regista anche se non particolarmente apprezzato e riconosciuto come Lenzi?
Ti ringrazio di ciò che dici riguardo la mia recitazione ma penso che anche gli altri ce l’abbiano messa tutta. Forse è che spesso pur plasmandomi nel personaggio che interpreto cerco di essere abbastanza naturale ma soprattutto faccio attenzione a ciò che il regista vuole. Nel caso di questo film di due attori erano sulla cresta dell’onda per cui credo che se il regista non è sufficientemente forte  e consapevole di avere a disposizione delle star li lascia andare a ruota libera  può succedere che gli attori  strafacciano fino ad esagerare e si lascino sfuggire ciò che veramente l’interpretazione di quel personaggio richiede. In quanto alla scelta degli attori e ancora oggi è così, avviene  su richiesta della distribuzione, così è anche se il produttore pensa che siano nomi di richiamo.

Orchidea De Santis foto 4

“Amore e morte nel giardino degli dei, un gioiellino. Purtroppo trascurato dal pubblico e dalla critica rivalutato solo 40 anni dopo. Interpreti un ruolo drammatico, quello di Viola,  che salva Azzurra , la protagonista, da un suicidio indotto. Lavori al fianco di Erika Blanc, un’altra attrice capace e di gran fascino; com’erano i rapporti tra voi due?
Secondo te perchè Scavolini,il regista, è praticamente scomparso pur avendo mostrato ottime doti? Ci credevi, in quel film? “

Certo che ci credevo in quel film ! Sauro Scavolini ma anche Romano due fratelli che all’epoca erano in simbiosi, tipo i Taviani, il primo come anche tu dici buon regista e il secondo straordinario direttore della fotografia e operatore alla macchina, sono scomparsi perchè queste cose succedono. Non ne conosco la ragione effettiva bisognerebbe chiederlo a Sauro. Romano so che fa documentari e cinema indipendente. Anche questo è un film che ricordo con affetto perchè quella  Viola mi rassomiglia molto. Il film che tu definisci gioiellino,  era anche un pò pesante, forse anche un po’ lento  ma certamente molto curato e con una fotografia bellissima.
In quanto ai miei rapporti con Erica, che ho ritrovato parecchi anni dopo il film in una commedia teatrale con Fiorenzo Fiorentini, sono sempre stati ottimi. Erica è folle, una donna scatenata piena di vitalità, divertente e particolarmente in teatro ci siamo frequentate di più che nel cinema e siamo andate molto d’accordo.

Orchidea De Santis Eurotika 1

Orchidea De Santis Eurotika 2

Orchidea nell’intervista concessa per il documentario Eurotika!

“Hai lavorato con molti bravi caratteristi, come Montagnani, Vargas, Fiorenzo Fiorentini, Venantini, solo per citarne alcuni. Gente che ha lavorato in un mucchio di film, dando loro spesso quel tocco in più grazie alla loro professionalità. Con quali di loro sei riuscita a instaurare un rapporto umano, chi riusciva davvero a farti ridere, nel senso che sapeva essere il compagnone, l’amico e il confidente senza essere necessariamente l’uomo interessato solo alle tua bellezza e alla tua femminilità?”

Certamente uno dei miei preferiti è Renzo Montagnani con il quale, forse proprio perchè ci siamo ritrovati spesso sul set, si era stabilita una complicità recitativa che si è ripercossa anche nel rapporto umano. Ci siamo frequentati anche fuori dal set perchè eravamo rappresentati dallo stesso agente, Fausto Ferzetti. Ci si incontrava spesso in un certo ristorante romano e anche se eravamo in compagnia di altre persone univamo i tavoli per  parlare e farci due risate. Era uno spasso il toscanaccio Renzo!  Anche Fiorenzo Fiorentini, che mi tenne a battesimo a teatro, mi accolse nella sua numerosa e rumorosa famiglia, con enorme affetto. Arguto colto ed intelligente Fiorenzo ti incantava quando  parlava della sua Roma e di tutti quegli aspetti o aneddoti sconosciuti ai più. A lui/ noi, spesso si univano Gigi Magni e Ghigo De Chiara. Si organizzavano spesso cenette in una bettola romana,Candido, e intorno al tavolo di legno e carta come tovaglia, con del buon vino rosso, iniziava ogni volta una sorta di itinerario tra storie, aneddoti e  spesso la protagonista era la Roma papale.

Orchidea De Santis Una bella governante di coloreCon l’amico Renzo Montagnani in Una bella governante di colore

“Sei stata tra le prime a scoprire le potenzialità infinite della rete, aprendo un tuo sito e un blog, nel quale ti racconti con schiettezza e nel quale riveli fatti e aneddoti altrimenti sconosciuti.
Molti tuoi colleghi e colleghe viceversa snobbano Internet, rimanendo in un algido silenzio, staccando la spina da quello che potrebbe essere il filo diretto del contatto con il pubblico che ha decretato il loro successo.
Tu perchè l’hai fatto?
Hai una spiegazione sul perchè molti invece preferiscono non dare più alcuna notizia di se?

Sono una persona per natura curiosa ed attenta a ciò che mi succede intorno. Non resto chiusa nella mia torre di celluloide o nei ricordi. Ti ho già detto che vivo per la vita e non per la carriera. Non credo di peccare di presunzione dicendo di essere stato unico esempio tra i colleghi ad aver sviluppato interesse per tutto ciò che già parecchio tempo prima si intravedeva delle future tecnologie. Me lo ricordo ancora quando parlando con colleghi o gente di cinema sostenendo che la televisione avrebbe affossato pesantemente la produzione cinematografica, mi sentivo dare della visionaria. Quante volte ho tentato di far spostare l’ attenzione dai vecchi obsoleti book fotografici sostituendoli con una presentazione dell’attore davanti ad una telecamera, con la sua voce, il suo modo di esprimersi e non  solo esibendo il suo bel faccino, tra l’altro molto curato dalla sapienza del fotografo. Da subito ho apprezzato le potenzialità dell’elettronica sperimentando mie idee con  l’ausilio delle prime pesantissime telecamere. Riguardo internet devo però confessare che agli inizi anch’io mi  sono avvicinata con diffidenza e un atteggiamento snob nei confronti del computer, che poi comunque ho superato. Il motore di tutto è stato che durante le prime navigazioni notai con non poca sorpresa la mia forte presenza in rete, sto parlando di almeno 15 anni fa, anche se ciò mi fece sentire molto fiera di essere entrata in quel mondo del futuro, trovai  che quello che c’era e che mi riguardava era un pò scomposto e poco esaustivo. Così nel 2006, capitò che un amico webmaster mi chiese di occuparsi lui del mio sito ufficale e devo a lui  il convincermi a rendere vivo il sito allegandogli il blog. Non sapevo neanche cosa fosse un blog nel 2006 e soprattutto avevo una sorta di impaccio nello scrivere, non mi ero mai cimentata in questa nuova dimensione. Per cui sono molto grata al blog e sono anche molto fiera  perchè mi ha dato la possibilità di rinnovarmi con un nuovo talento, quello della scrittura.
Mi chiedi perchè i miei colleghi o colleghe snobbino questo mezzo. Ti posso dire che penso che per ognuno di loro ci possa essere una motivazione. Non so, posso azzardare qualche ipotesi se vuoi; innanzitutto scrivere e comunicare così non è proprio facile facile per chi è abituato ad avere altri che scrivono.  Poi credo che,  come è accaduto a me inizialmente, può esserci una posizione snobistica, oppure semplicemente non sono interessati. Perchè non danno notizie di se? Anche quì dovresti chiedere loro, i motivi sono tanti e penso per ognuno diverso…poi si può supporre tutto ciò che viene in mente.

Orchidea De Santis libroIl libro di Melleli

“Il vizio di famiglia, di Mariano Laurenti; un film riuscito, di successo.
C’è un’intesa speciale, per esempio, tra te e Montagnani, una complicità che rende ancora più credibile la vostra storia, quella dei due complici che alla fine beffano tutti.
Ti rendevi conto di questo, durante la lavorazione?
Mi sembra che il tuo fosse un ruolo che ti divertiva, è così?”

Con Montagnani l’ho già detto  c’era un’intesa sul piano recitativo molto forte e con lui era piuttosto semplice perchè era un collega sensibile, garbato, oltre che bravissimo e simpatico. Si è così, ci siamo molto divertiti nei  nostri personaggi in quel film, anche durante le riprese.

Orchidea De Santis La dottoressa sotto il lenzuolo
La dottoressa sotto il lenzuolo

Sempre a proposito di Il vizio di famiglia, lavori con la Fenech e con Nieves Navarro (Susan Scott), altre due bellissime dello schermo.
Come donne, aldilà della loro bellezza, come le trovavi?C’era un minimo di rapporto extra lavoro, tra di voi?

Tra le belle donne e non solo tra le attrici c’è sempre una sorta di rivalità e  competizione, ma direi anche di vulnerabilità perchè innanzitutto non si è mai contente di ciò che si ha, sembra sempre che l’altra abbia qualcosa che tu non hai e poi forse incosciamente si sente che la bellezza e la giovinezza è effimera e dura poco. Con le colleghe, non dovendo condividere scene insieme,  è difficile  entrare  in stretto contatto durante la lavorazione dei film  per questo non posso esprimere un parere.  Non era sufficiente darsi il buongiorno al trucco e poi avere tutti gli altri tempi separati per capire qualcosa dell’altra. Io poi nelle ore di pausa, che potevano essere quello un momento di incontro,  preferivo parlare e stare al tavolo con le maestranze che trovavo più divertenti e  più spontanee. L’unica nel “Il vizio di famiglia”con la quale si creò istintivamente una sorta di intesa e che ho anche frequentato fuori set è stata Juliette Meniel ( madre di Alessandro Gassman),  veramente una gran bella donna, anche simpatica, semplice e gradevole.

Orchidea De Santis I due figli di Ringo
I due figli di Ringo

“Come attrice e come donna hai attraversato gli anni più fecondi dal punto di vista artistico e sociale della nostra storia. Alla rinfusa cito il cinema più creativo e la musica rock, i cantautori e il divorzio, l’aborto e il femminismo ecc.
Eppure, larga parte della retorica di molti storici identifica quel decennio come gli anni di piombo, quasi fosse stato l’elemento più importante quello delle p38.
Come ti spieghi questa contraddizione?
Quando ti volti indietro, ti rendi conto della fortuna che abbiamo avuto a vivere quegli anni straordinari oppure li consideri solo una tappa come le altre?

Penso che innanzitutto si era giovani e ogni momento storico vissuto da giovani ha un sapore particolare ed unico. Non c’è contraddizione nell’identificare quel periodo fecondo come dici tu, con la retorica  degli storici che lo liquida come “anni di piombo”; penso che ogni periodo storico ha risvolti buoni e cattivi.
Però c’è da dire che guardando il mondo di oggi sono contenta e mi ritengo privilegiata di aver vissuto gli anni della mia giovane età in quel periodo.

Orchidea De Santis foto 3

“Il tuo processo di allontanamento dal cinema inizia sul finire degli anni settanta, e subisce il colpo definitivo con il ricordato episodio di Verona. Qualcosa quindi covava sotto la cenere; era una crisi di identità profonda legata al tuo lavoro o aveva anche implicazioni personali? Ti è pesato molto allontanarti da quel mondo che in fondo era stato così importante per te e che ti aveva dato tanto?

Certo che mi è pesato l’allontanamento dal cinema, ci sono praticamente cresciuta in quel mondo!  Non è stato per nulla facile perchè lo amavo quel lavoro e non sapevo fare altro che quello. Fa parte però del mio coraggio il mio essere nel mondo in una sorta di sfida continua . Se ho paura di saltare io salto e poi si vedrà, questa è la mia filosofia.
Sotto la cenere covava essenzialmente il mio non sentirmi realizzata nel modo in cui aspiravo e una certa insoddisfazione in ciò che stavo facendo. Stavo maturando e quei personaggi che continuavano a propormi non mi divertiva più interpretarli,  per questo motivo, dopo l’incidente andai in tournèe con Mario Scaccia e mi riaffacciai nel cinema nel ’92 accettando un ruolo nel film di Michele Placido” Le amiche del cuore” ,  proprio perchè il personaggio che avrei dovuto interpretare era totalmente diverso dai soliti. Poi in seguito un altro ruolo interessante in un tv movie per rai uno ” Il caso Redoli”. Insomma il mio atteggiamento dal ’92 è proprio quello di chi ha smesso di nutrire ulteriori speranze ma senza tirarsi indietro, infatti se una proposta la trovo molto allettante l’accetto anche se in questo panorama desertico è sempre più difficile.

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“Hai detto: “Ho amato, sono stata amata, ho fatto quello che volevo, mi sono divertita”
In fondo, quando si legge quello che scrivi, si capisce che ti consideri una privilegiata. Eppure qualcosa che volevi e che non hai avuto ci deve essere. Cosa?
E adesso, cosa farai da grande?

Si, avrei voluto poter suonare uno strumento e continuare a coltivare il canto con il quale ho iniziato i miei primi passi nel mondo dello spettacolo. Però ho imparato a comunicare in altri modi come nel blog o in radio nei programmi radiofonici per Rai 2 che ho fatto per anni. Ho prodotto e condotto  i primi programmi sugli animali per varie emittenti televisive private, ho realizzato rassegne di cinema nell’ambito dell’estate romana con grande successo. Insomma ho esteso la mia professione in altri campi e anche la mia vita ne ha beneficiato perchè ho allargato l’ambito delle mie competenze continuando a realizzare i miei sogni, per cui come faccio a non sentirmi  privilegiata? Poi cosa farò da grande, anche se questa domanda mi fa sfuggire un sorriso, non so, ma certamente è mia intenzione continuare a rispondere ad interviste come la tua e vivere sempre con più intensità la vita che per me è il più grande dei privilegi.

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Orchidea De Santis Ride bene chi ride ultimo 2

Orchidea De Santis Ride bene chi ride ultimo 1

Due fotogrammi tratti dal film Ride bene chi ride ultimo

Orchidea De Santis San Pasquale Baylonne
San Pasquale Baylonne

Orchidea De Santis Quelli belli siamo noi
Quelli belli siamo noi

Orchidea De Santis Arrivano i gatti

Arrivano i gatti

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La biografia di Orchidea: https://filmscoop.wordpress.com/2009/03/13/orchidea-de-santis/

Il sito di Orchidea: http://www.orchideadesantis.it/

Il blog di Orchideahttp://orchideadesantis.blogspot.com/

ottobre 22, 2010 Pubblicato da: | Biografie | | 4 commenti

Olga Karlatos

Olga Karlatos
Olga Karlatos

Nel 1971 la Rai trasmette la riduzione televisiva del poema epico Eneide di Virgilio , con il titolo Avventure di Enea; il regista è Franco Rossi e nel ruolo del leggendario eroe troiano compare l’ottimo Giulio Brogi. Ma c’è un’attrice bellissima, dai grandi e profondi , magnetici occhi a catalizzare l’attenzione del pubblico; è un’attrice greca che interpreta il ruolo della sfortunata Didone, donna amata da Enea e che morirà suicida. Il suo nome anagrafico è Olga Vlassopulos, è nata ad Atene nel 1947 ed è praticamente una sconosciuta,almeno da noi. In patria ha lavorato in un film diretto da suo marito, Nikos Papatakis, in un film girato 4 anni prima del suo esordio italiano, Oi voskoi (1967).

Olga Karlatos Riavanti marsch
Olga Karlatos in Riavanti, marsch

Olga Karlatos, il nome che le darà una certa fama nel nostro paese, attira quindi attenzioni di critici e spettatori per la sua straordinaria bellezza. E’ anche un’attrice capace, e lo dimostra sopratutto nella sequenza ad alta tensione che vede il suicidio di Didone.
Sembra l’inizio promettente della carriera di un’attrice che ha mostrato subito un talento drammatico non comune; invece inspiegabilmente tutto si ferma.

Olga Karlatos Oi tembelides tis eforis koiladas
Olga Karlatos nel film Oi tembelides tis eforis koiladas

Recita in Paulina 1880 (1972) e in uno sceneggiato  prodotto dalla tv tedesca, Aufs Kreuz gelegt (1974), ma dell’attrice che ha interpretato la Didone almeno da noi si sono perse le tracce.
Nel 1975 Mario Monicelli la chiama sul set del film Amici miei; le affida il ruolo di Donatella Sassaroli, la moglie del primario Adolfo Celi/Sassaroli, della quale si invaghisce perdutamente  Rambaldo Melandri (Gastone Moschin), che per lei si accolla famiglia e cane incluso.
Per la seconda volta quindi il pubblico italiano scopre questa attrice così bella e dallo sguardo intenso, che però non ama pubblicizzarsi, preferendo rimanere in disparte dalle luci della ribalta.

Olga Karlatos Mogliamante
Con Laura Antonelli nel film Mogliamante

Eppure nel 1976 volente o nolente la Karlatos sotto i riflettori ci finisce per forza; il marito Papatakis la dirige nel film Gloria mundi, distribuito poi in Italia con il titolo Tortura.
Il film suscita scandalo sia per la trama sia per le sequenze davvero forti che lo contraddistinguono; è la storia di un’attrice che deve interpretare il ruolo di una terrorista e che non esita a sperimentare sul proprio corpo, per meglio interpretare la parte che la riguarda, vari tipi di torture, come delle sigarette spente sul seno, scosse elettriche ecc.Tanto basta per darle quel pizzico di visibilità di cui ha bisogno, tant’è vero che arriva la scrittura, nello stesso anno, per il film western Keoma, di Enzo G. Castellari, nel quale è Lisa, una donna cacciata da un villaggio perchè incinta e accusata di essere una prostituta. Aiutata da un misterioso vendicatore a cavallo (Franco Nero), finirà comunque per morire dopo il parto.

Olga Karlatos Nero veneziano
Nero veneziano, diretto da Ugo Liberatore

Anche questo film conferma il suo indiscutibile talento drammatico, eppure il ruolo successivo è per un film comico.
Si tratta di Quelle strane occasioni, film a episodi diretto da Comencini, Nanni Loy e da Luigi Magni. Lei compare proprio nell’episodio diretto da Magni, tra l’altro il migliore dei tre. E’ Giovanna, la moglie adultera di Antonio/ Nino Manfredi, che avrà una breve avventura con una ragazza invaghita di lui fino dall’infanzia.
Il 1977 la vede sul set del discreto  Diamanti sporchi di sangue di Fernando Di Leo; lei, con la consueta bravura, interpreta Maria, mentre gira in contemporanea il misconosciuto Per questa notte , per la regia di
Carlo Di Carlo, film noto davvero  a pochi intimi.

Olga Karlatos Murderock 3

Olga Karlatos Murderock 2
Olga Karlatos in due fotogrammi tratti da Murderock di Lucio Fulci

Un altro ruolo drammatico la attende nel 1977; si tratta del complesso personaggio della dottoressa Paola Pagano, la donna bisessuale che ha una relazione con Luigi, il commerciante dalla doppia vita che evade da una situazione famigliare davvero difficile. Il film è il riuscito Mogliamante
Sembra davvero che la Karlatos si avvii a diventare un’attrice di prima grandezza.
Ma a frenare le ambizioni e la carriera di Olga arriva strisciante la grande crisi che sta per travolgere il cinema italiano, con la conseguente riduzione dell’offerta di parti e sopratutto con la drastica diminuzione delle produzioni.
Infatti nel 1978, anno drammatico per la storia italiana, dopo aver lavorato in Ridendo e scherzando di Aleandri, caratterizzato dal sontuoso cast che ci lavora e che include Luciano Salce e Walter Chiari, Gino Bramieri e Stefano Satta Flores, Macha Meril e Orchidea De Santis, ottiene una parte solo in Nero veneziano, controverso noir/horror di Ugo Liberatore.

Olga Karlatos Il giocattolo
Olga Karlatos, accanto a Nino Manfredi, nell’ottimo Il giocattolo di Montaldo

Il suo è un ruolo complesso, perchè interpreta tre personaggi; il film ha un suo fascino, ma è stroncato da larga parte della critica.
Nonostante tutto, a dispetto anche della crisi, Olga ottiene diverse scritture per film di discreto livello, come Cyclone, diretto da René Cardona Jr., film del filone catastrofico interpretato tra gli altri da Carroll Baker e Arthur Kennedy,(lei è Monica, la donna incinta), come il successivo Un poliziotto scomodo, tardo poliziottesco diretto dallo specialista Massi e interpretato al fianco di Maurizio Merli. In questo film lei è Anna, la donna del Commissario Olmi.
Il 1979 è l’anno di massima attività dell’attrice; ha 32 anni,  il fascino della donna matura, che tecnicamente ha raggiunto quasi il top e si è fatta un certo nome.

Olga Karlatos Tortura 2

Tortura (Gloria mundi)

I film successivi, però, non sono dei film di primissimo piano; si va da Dedicato al mare Egeo, di Masuo Ikeda, in cui è Elda, una donna che ha una figlia problematica e che intesse una relazione con un suo giovane pensionante a Belli e brutti ridono tutti, film a episodi diretto da Paolella, caratterizzato da una certa sciatteria nella sceneggiatura.
Lei interpreta la Contessa Bisi, vedova di un ricchissimo conte, costretta a sfornare un bebè in 9 mesi per ereditare l’immenso patrimonio lasciato dal marito, e che per riuscirci non esiterà a sedurre Don Enzo (Walter Chiari), alla cui parrocchia andrebbe l’eredità in mancanza di un  erede nei termini previsti.

Olga Karlatos Eneide

Olga Karlatos Eneide 2
Il ruolo che la rivela al pubblico italiano: è Didone nelle Avventure di Enea

Decisamente di ben altro livello è lo splendido Il giocattolo, di Giuliano Montaldo, la drammatica storia di un semplice ragioniere, Vittorio Barletta, che scopre uno straordinario talento nell’uso delle pistole, che utilizzerà per vendicare un amico poliziotto con funeste conseguenze. Lei interpreta Laura, la moglie di Griffo, un losco figuro che diverrà la principale causa delle disavventure di Barletta.
Sempre nel 1979 è la protagonista di Zombie 2, disarmonico thriller/horror di Lucio Fulci, nel quale interpreta il ruolo di Paola Menard, divenuto famoso principalmente per la scena in cui uno zombie la afferra per i capelli e le trafigge un occhio con una scheggia di legno.

Olga Karlatos Tortura 1
Nel controverso Gloria mundi, diretto da suo marito

Questo intenso periodo di lavoro la vede protagonista ancora sul set del film Senza buccia, mediocre film erotico in cui è Adriana, la donna che “svezza” sessualmente il giovane protagonista del film, seguito dal buon Riavanti marsch di Salce, da Mani di velluto, girato accanto a Celentano e alla Giorgi in cui ancora una volta interpreta il ruolo della moglie “antipatica” che tenta di sottrarre al marito l’immenso patrimonio.
L’ultimo film del decennio 70 è Agenzia Riccardo Finzi, praticamente detective, diretto da Corbucci e tratto da un romanzo di Luciano Secchi, il celebre Max Bunker dei fumetti creatore di Kriminal, Satanik e Alan Ford. Questa volta il suo ruolo è quello della madre assassina, Clara, che fa uccidere la figlia per motivi di gelosia.
E’ davvero il culmine della sua carriera, perchè da questo momento in poi, in concomitanza con l’esplosione della crisi del cinema in tutta la sua dirompente forza, lavorerà pochissimo, almeno in Italia.

Olga Karlatos C'era una volta in America
Un celebre fotogramma che la vede protagonista in C’era una volta in America, capolavoro di Leone

Nel 1980, infatti, lavora in Italia solo nel film di Tarantini Una moglie, due amici, quattro amanti, per poi trasferirsi in Grecia dove è protagonista di Eleftherios Venizelos: 1910-1928 e di Exodos kindynou, seguiti da un’apparizione nello sceneggiato tv tedesco Der Schatz des Priamos.

In Italia ritorna solo sul piccolo schermo; i lavori per la tv sono Peter and Paul, Le rose di Danzica,Scarlatto e nero; poi arriva il piccolo ruolo (ma rimasto nella memoria di tutti) della donna del cinema in C’era una volta in America, il capolavoro di Sergio Leone.
Lei è la ragazza avvinghiata al suo uomo che le palpeggia un seno, scoperto dalla pistola del sicario che cerca Noodles.
Si avvicina a grandi passi la fine della carriera della bellissima attrice:chiamata nuovamente da Fulci per il suo Murderock, Olga interpreta il ruolo di Candice, l’assassina misteriosa.

Olga Karlatos Zombie 2,1
Zombie 2

Il film è deludente, Fulci ormai è in pieno declino e il film viene stroncato dalla critica.
Così la Karlatos, dopo aver lavorato in due film passati praticamente inosservati come Inganni del regista Luigi Faccini (1985) e Purple rain, al fianco della star del rock Prince, chiude la sua carriera cinematografica.
Riapparirà solo sul piccolo schermo in Quo vadis e nel primo episodio della fortunata serie Miami vice.
Penalizzata oltremodo dalla crisi del cinema, Olga Karlatos ha messo in mostra, nel corso della sua carriera, indubbie qualità di attrice drammatica.

Olga Karlatos Cyclone
Nel film Cyclone

Peccato, perchè avesse iniziato prima a recitare, avrebbe sicuramente trovato spazio nel cinema italiano degli anni settanta, quello che si caratterizzò non solo per la mole di opere prodotte, ma anche per la qualità offerta agli spettatori. Non dimentichiamo che tra il 1970 e il 1976 vennero prodotti lo stesso numero di film che vennero prodotti poi nei successivi 15 anni!

Olga Karlatos Purple rain
L’ultimo film, Purple rain

Anche per lei vale il discorso fatto per molte attrici di quel periodo; in pratica è scomparsa senza lasciare traccia.
A questo proposito, se qualcuno avesse sue notizie, sarei grato se mi inviasse documentazione o tramite mail oppure usando lo spazio commenti.

Olga Karlatos gallery

Olga Karlatos Agenzia Riccardo Finzi
Agenzia Riccardo Finzi praticamente detective

Olga Karlatos e Claudio Cassinelli
Olga Karlatos e Claudio Cassinelli

Olga Karlatos Un poliziotto scomodo
Un poliziotto scomodo

Olga Karlatos Senza buccia
Senza buccia

Olga Karlatos Mani di velluto
Mani di velluto

Olga Karlatos Keoma
Keoma

Olga Karlatos Zombie 2,2

Zombie 2

Olga Karlatos-Paulina 1880

Paulina 1880

Olga Karlatos-Oi voskoi

Oi voskoi

Olga Karlatos-Oi tembelides tis eforis koiladas

Oi tembelides tis eforis koiladas

Olga Karlatos-Exodos kindynou

Exodos kindynou

Olga Karlatos-Quelle strane occasioni

Quelle strane occasioni

Olga Karlatos Scarlatto e nero

Scarlatto e nero

Olga Karlatos Murderock 1Murderock

Olga Karlatos Miami vice

Miami vice

Olga Karlatos Dedicato al mare Egeo

Dedicato al mar Egeo

Olga Karlatos Ridendo e scherzando

Ridendo e scherzando

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The sins of Dorian Gray

olga-karlatos-quo-vadis

Quo Vadis

olga-karlatos-lingranaggio

L’ingranaggio

olga-karlatos-inganni

Inganni

olga-karlatos-george-sand

George Sand

Olga Karlatos filmografia

Miami Vice (1 episodio, 1986)
Quo Vadis? (1985) TV mini-serie
Inganni (1985)
Purple Rain (1984)
Murderock – uccide a passo di danza (1984)
C’era una volta in America (1984)
The Sins of Dorian Gray (1983) (TV)
Scarlatto e nero (1983) (TV)
George Sand (1981) TV mini-series
Le rose di Danzica (1981) TV mini-serie
Scruples (1981) (TV) .
Peter and Paul (1981) (TV) …. Bernice
La storia vera della signora dalle camelie (1981)
Der Schatz des Priamos (1981)
Exodos kindynou (1980)
Eleftherios Venizelos: 1910-1927 (1980)
Una moglie, due amici, quattro amanti (1980)
Agenzia Riccardo Finzi, praticamente detective (1979)
Mani di velluto (1979)
Riavanti… Marsch! (1979)
Senza buccia (1979)
Zombi 2 (1979)
Il giocattolo (1979)
Belli e brutti ridono tutti (1979)
Dedicato al mare Egeo (1979)
Un poliziotto scomodo (1978)
Oi tembelides tis eforis koiladas (1978)
Cyclone (1978)
Il ritorno di Simon Templar (Tv)
Nero veneziano (1978)
Effetti speciali (1978) (TV)
Ridendo e scherzando (1978)
Mogliamante (1977)
Per questa notte (1977)
Diamanti sporchi di sangue (1977)
Quelle strane occasioni (1976)
Keoma (1976)
Gloria mundi (1976)
Amici miei (1975)
Aufs Kreuz gelegt (1974) (Tv)
Paulina 1880 (1972)
Avventure di Enea (1971) Tv
Oi voskoi (1967)


ottobre 15, 2010 Pubblicato da: | Biografie | | 5 commenti

Lara Wendel

Lara Wendel foto

Un talento precocissimo quello di Daniela Barnes, che cambierà poi il suo nome in Lara Wendel, quasi a rimarcare le sue origini tedesche; l’attrice infatti è nata il 29 marzo 1965 a Monaco di Baviera, in Germania.
Il suo volto particolare e sopratutto la sua capacità di saper calcare le scene con padronanza, unite alla fotogenia del volto la portano da presto a girare spot pubblicitari, spinta dalla madre Britta, che in Italia ha avuto un brevissimo momento di celebrità interpretando il film Roma di Federico Fellini.
Quella sua capacità di saper padroneggiare il volto,gli atteggiamenti già in tenera età la portano a ricoprire ruoli da bambina in alcuni film del genere giallo/thriller; è il caso di Mio caro assassino, il film d’esordio sullo schermo, girato nel 1972 da Tonino Valerii.

Lara Wendel Zombie 3
Lara Wendel in Zombie 3

Il suo ruolo è quello di Stefania Moroni, la piccola che viene rapita e uccisa per una torbida storia di interessi; nel film usa ancora il suo nome e cognome anagrafico  (Daniela Rachele Barnes), cosa che farà anche con i film successivi, in cui compare,il primo dei quali è nel ruolo di Rita Canali nel film La mala ordina, di Fernando Di Leo.
Nel film è la figlia di Luca Canali (Mario Adorf) un piccolo malavitoso a cui vengono uccise sia la moglie che la figlia, interpretata appunto dalla Wendel; nel successivo Girolimoni, il mostro di Roma, di  Damiano Damiani, replica il ruolo di una bambina tedesca nel dramma dedicato allo sventurato Girolimoni, colpevole solo di essere uno scapolone impenitente accusato e imprigionato sotto l’infame accusa di essere il violentatore e uccisore di alcune bambine, in un’epoca buia come il ventennio fascista.

Lara Wendel Tenebre
Lara in Tenebre di Dario Argento

Lara Wendel Mio caro assassino
Il film d’esordio, Mio caro assassino

Nel 1973 ha 8 anni; può ancora interpretare il ruolo della bambina e Silvio Narizzano le affida il personaggio di una piccola tedesca nel drammatico Senza ragione; ma è nel 1974 che trova finalmente spazio con il personaggio di Silvia, la bambina misteriosa che rappresenta l’alter ego della protagonista, la dottoressa Silvia che vede in questa misteriosa figura di bambina un riflesso di quello che era lei nell’infanzia.
Il film diretto da  Barilli è Il profumo della signora in nero, un gioiello che le permette quindi di farsi notare, anche perchè ha avuto finalmente spazio.
Ma dovrà arrivare il 1977 perchè si torni a parlare dell’attrice, che con Maladolescenza diventa famosa, per la prima volta, con quello che sarà da allora in poi il suo nome d’arte, Lara Wendel.

Lara Wendel Morirai a mezzanotte
Morirai a mezzanotte

E’ un film scandalo, Maladolescenza; perchè parla della sessualità nei ragazzini (la Wendel interpreta il ruolo di una dodicenne, in perfetto parallelo con la sua vera età), ma sopratutto perchè sono numerose le scene ad alto contenuto erotico nelle quali recita la giovanissima attrice.
Accanto a lei c’è anche la piccola Eva Jonesco, spinta dalla madre ad interpretare un ruolo scabrosissimo in cui sono numerose le scene di sesso, anche se simulate.

Lara Wendel Un'asutraliana a Roma
Lara con una giovanissima Nicole Kidman in Un’australiana a Roma

Il film, se da un lato dà immediatamente una gran visibilità all’attrice, finirà irrimediabilmente per marchiarla come attrice erotica: a contribuire in maniera determinante è anche l’aspetto della Wendel, che avrà sempre un volto da ragazzina, un’espressione quasi adolescenziale che l’accompagnerà per molti anni ancora.
Dopo aver recitato in L’amante proibita, 1978, un clamoroso flop nonostante il cast includesse attori del calibri di Michel Piccoli e Claudia Cardinale, nel 1979 arriva la scrittura per il ruolo di Mimmina nel film di Vancini Un dramma borghese.

Lara Wendel La villa del venerdi
La villa del venerdi

Anche in questo caso Lara è alle prese con un personaggio scabroso, torbido; è infatti la figlia di un giornalista, che torna con il padre dopo la morte della madre, e che finirà per avere con quest’ultimo un rapporto a tratti morboso, comunque di profonda gelosia, che si concluderà in maniera drammatica.
Anche Samperi chiama la Wendel per il suo Ernesto (1979), in cui ricopre il doppio ruolo di Ilio e di Rachele, due fratelli che il protagonista, Ernesto, conosce casualmente e che finirà per impalmare la bella Rachele, coronando così il suo sogno di diventare qualcuno.
L’ultimo film del decennio settanta è Un’ombra nell’ombra, film altalenante di Pier Carpi; la Wendel interpreta nientemeno che la figlia del diavolo, nata da un incontro tra sua madre e il diavolo in persona, che alla fine del film, conscia dei suoi poteri, arriverà in taxi fino a Piazza San Pietro, pronta a sfidare il capo della cristianità.
Come più volte sottolineato nei precedenti articoli riguardanti il cinema degli anni ottanta, qualsiasi giudizio su di esso,  sui suoi interpreti va mediato nei giudizi attraverso l’analisi di una componente essenziale, ovvero la crisi che investì il settore cinematografico, per colpa della sovra esposizione di film in tv ad opera delle neonate tv commerciali, che di fatto svuotarono i cinema a tutto favore della visione casalinga.

Lara Wendel Maladolescenza
Con Eva Ionesco nel super censurato Maladolescenza

In contemporanea nascevano i primi sistemi di registrazione ad uso domestico, che portarono ancor di più ad un allontanamento del pubblico dalle sale; pertanto i prodotti cinematografici divennero quasi tutti legati a tematiche spesso banali.
In pratica solo il cinema americano continuava a sfornare film con puntualità , mentre il cinema italiano entrava in una crisi profonda.
La Wendel, come moltissime altre attrici, vide restringersi la possibilità di scegliere copioni, che spesso riguardavano opere pruriginose oppure legati a filoni ormai esauriti, come il gotico, l’horror e il thriller all’italiana.
La commedia sexy era ormai quasi completamente scomparsa o comunque viveva le sue ultime stagioni malinconicamente; giallo, thriller horror e poliziottesco avevano esaurito la loro funzione e di conseguenza tutte le produzioni cinematografiche vivevano ormai alla giornata, in attesa che il pubblico decidesse quali opere vedere decretando così il successo o l’insuccesso di un genere.

Lara Wendel Killing birds
Killing birds

Nel 1980 Lara interpreta il ruolo di Desideria in Desideria: La vita interiore , di Gianni Barcelloni, accanto alla Sandrelli a Vittorio Mezzogiorno e ad una sconosciuta Lori Del Santo: il film tratto da un romanzo di Moravia si distingue più che altro per l’alto tasso di erotismo presente, e viene letteralmente stroncato dalla critica. Lei è Desideria, una ragazza allevata da una prostituta, che prima si ribella alla madre adottiva ma in seguito accetterà fatalmente di condividerne il destino.
Nel 1981 è sul set di Il falco e la colomba, opera di Fabrizio Lori, in cui interpreta una fotomodella che distruggerà la vita di un giovane destinato alla politica e che finirà suicida per poi lavorare in Identificazione di una donna di Antonioni.
In questo film ha un breve ruolo, quello di una ragazza anticonformista che il protagonista (Thomas Milian) incontra sul suo percorso alla ricerca di una donna da cui è affascinato.

Lara Wendel Il profumo della signora in nero 2

Lara Wendel Il profumo della signora in nero 1
Ancora bambina accanto a Mimsy Farmer in Il profumo della signora in nero

Siamo nel 1982, Lara ha soli 17 anni ma ha già alle spalle un nutrito mucchio di pellicole. Non è una star, ma è un’attrice conosciuta, sulla quale i registi possono contare sopratutto per affidarle parti da giovane candida oppure perversa, da adolescente in stile lolita o da tormentata donna in fiore. Come accennato, il cinema italiano non se la passa bene; come termine di raffronto basti pensare che solo 10 anni prima, nel 1972, arrivavano nelle sale italiane oltre 900 film, mentre nel 1982 vengono distribuite in Italia non più di 450 pellicole.
Piccola parte per lei anche in Tenebre di Dario Argento; interpreta Maria, la ragazza inseguita da un dobermann nella scena più famosa del film stesso.

Lara Wendel Identificazione di una donna 2

Lara Wendel Identificazione di una donna 1
Due fotogrammi da Identificazione di una donna

Vai alla grande,un  film diretto da Samperi nel 1983,il film che gira successivaente, rappresenta un tentativo da parte di Lara di interpretare un ruolo meno drammatico dei precedenti. Lei è Helen, una ragazza tedesca con un passato oscuro da prostituta che provoca lo scompiglio tra i vitelloni di Rimini.
Altra commedia è il lavoro successivo, Fatto su misura, diretto nel 1984 da Francesco Laudadio.
Lara interpreta Lisa, una ragazza che decide di mettere a disposizione di una banca del seme il suo corpo per permettere a coppie sterili di adottare un figlio; la commedia, pur gradevole e con un buon cast, in cui è presente anche Ugo Tognazzi  non  ottiene molto successo.

Lara Wendel Ernesto
Lara nel film Ernesto

Per due anni Lara rimane pressochè inattiva, almeno cinematograficamente; lavora in due serie televisive, I ragazzi di celluloide 2 e La piovra 2 (grande successo della Rai) per tornare al cinema nel 1985 con A me mi piace, film diretto e recitato da Montesano.
Nel 1986 lavora con Lamberto Bava nel mediocre Morirai a mezzanotte, un thriller senza acuti e nel 1987 fa da spalla ad una giovane e sconosciuta Nicole Kidman in Un’australiana a Roma, un film che visto lo scarso successo verrà proposto come tv movie.
Dopo la parte da protagonista in Killing birds – uccelli assassini di Claudio Lattanzi, un altro mediocre b movies eccola sul set del film di Fellini Intervista (lei è la sposa), ed ancora è la protagonista del tardo gotico I frati rossi, in cui è Ramona, una giovane pittrice che sposa un nobile ignorando che l’attende un terribile destino, che cambierà inaspettatamente nel finale.
I soggetti cinematografici che le propongono non la convincono e dopo il pessimo La casa 3, diretto da un Umberto Lenzi ormai in chiara crisi di idee, Lara compare solo in tre miniserie televisive,College (di gran successo), Aquile e in  Requiem per voce e pianoforte.

Lara Wendel Intervista
Intervista

Nel 1991 interpreta il suo ultimo film, La villa del venerdi, diretto da Mauro Bolognini su un soggetto di Moravia: lei è Louise, avventura di un uomo in crisi nel rapporto con sua moglie.
Da quel momento l’attrice tedesca si ritira dalle scene; continuerà però a lavorare in abito cinematografico, diventando produttrice e dedicandosi conteporaneamente al teatro, dopo essere ritornata a casa in Germania.
Aldilà della fama da ragazzina perversa che le venne cucita addosso per quel suo ruolo in Maladolescenza, che paradossalmente la vide lavorare più come vittima che come lolita nel film stesso, Lara Wendel ha saputo ricucirsi un suo ruolo ben definito in ambito cinematografico. Certo, l’essere uscita di scena a soli 26 anni, un’età in cui oggi ci si affaccia timidamente al mondo del cinema le ha impedito di mostrare tutto il suo talento in ruoli da adulta, da donna matura.

Lara Wendel Un'ombra nell'ombra
Un’ombra nell’ombra

Viceversa, quasi tutte le sue intepretazioni hanno risentito proprio della sua giovane età, che l’ha in pratica costretta ad accettare sempre e soltanto ruoli da adolescente problematica, quando non da ninfetta seduttrice.
Personalmente trovo che la Wendel sia stata una buona interprete, molto espressiva; pur non essendo bellissima, aveva un volto molto espressivo, intenso. Una brava attrice, quindi, che oggi è stata rivalutata da molti critici suoi detrattori.

Lara Wendel Un dramma borghese
Un rarissimo fotogramma tratto dall’introvabile Un dramma borghese

Lara Wendel banner filmografia

La villa del venerdì
I frati rossi
La casa 3
Intervista
Killing birds – uccelli assassini
Un’australiana a Roma
Morirai a mezzanotte
A me mi piace
Fatto su misura
Vai alla grande
Tenebre
Identificazione di una donna
Il falco e la colomba
Desideria: La vita interiore
Un ombra nell’ombra
Ernesto
Un dramma borghese
L’ amante proibita
Maladolescenza
Il profumo della signora in nero
Senza ragione
Girolimoni, il mostro di Roma
La mala ordina
Mio caro assassino

Lara Wendel banner

Lara Wendel Britta Barnes
L’attrice Britta Barnes, madre di Lara Wendel

Lara Wendel La piovraUna delle ultime apparizioni di Lara in La piovra 2

Lara Wendel Desideria 1

Lara Wendel Desideria 2

Due fotogrammi tratti da Desideria, la vita interiore

Lara Wendel Vai alla grande
Vai alla grande

Lara Wendel Il falco e la colomba

Lara Wendell-Il falco e la colomba
Due fotogrammi da Il falco e la colomba

Lara Wendel I frati rossi 2

Lara Wendel I frati rossi 1

Due fotogrammi da I frati rossi

Lara Wendel L'amante proibita

L’amante proibita

Lara Wendel La casa 3

La casa 3

Lara Wendel College

College

 

ottobre 9, 2010 Pubblicato da: | Biografie | | 1 commento

Erika Blanc

Erika Blanc foto

Occhi magnetici, di quelli che affascinano in un volto dai lineamenti forti ma belli.
Un corpo da sirena, armonico anche se lontanissimo da quello di una pin up, curve morbide e sensuali.
Enrica Maria Colombatto, in arte Erika Blanc, è stata ed è tutt’oggi una delle attrici più versatili del cinema italiano, con all’attivo quasi un centinaio di apparizioni tra cinema e tv, quest’ultima privilegiata sopratutto negli ultimi anni.Erika, nata a Gargnano sul Garda (Brescia), nel luglio del 1942 ha esordito giovanissima con Tinto Brass nel 1964 con una parte nel film Il disco volante (ruolo che non compare nei credit). Secondo quanto da lei dichiarato in un’intervista per il documentario Eurotika, nella parte dedicata al cinema horror e thriller italiano, il suo approccio con il mondo del cinema stesso fu assolutamente casuale.

Notata per strada da un talent scout, venne immediatamente scritturata dalla De Laurentis; il che le cambiò la vita, visto che le aspirazioni della giovane Erica erano quelle di fare la moglie e la madre.

Erika Blanc Io Emmanuelle
Il primo vero successo di Erika Blanc, Io Emmanuelle

Spinta da un’innegabile voglia di sperimentazione e sopratutto dal desiderio di viaggiare e conoscere nuovi posti, la Blanc accetta quindi altri ruoli cinematografici.
Così nel 1965 gira Agente 077 missione Bloody Mary,Colorado Charlie, Missione Lisbona,Agente S 03: Operazione Atlantide, utilizzando il nome di Erika Bianchi (o anche Erica senza il k); sono film minori, di un genere, quello di spionaggio, nato sull’onda lunga del successo dei primi film su 007 alias James Bond, il personaggio creato da Fleming e portato sullo schermo da Sean Connery.
Sempre nel 1965 compare nel suo primo film horror, La vendetta di Lady Morgan di Pupillo, un gotico non molto convincente in cui però la Blanc si mette in mostra nel personaggio di Lilian, cosa che le vale la scrittura nell’ottimo Operazione paura di Mario Bava, nel quale però, curiosamente il personaggio da lei interpretato, quello di Monica Schuftan è molto distante da quelli interpretati successivamente.

Erika Blanc Il terzo occhio
Il terzo occhio

Il film di Bava, anche se girato in tre settimane, è di quelli che si ricordano e la sua parte, recitata al meglio, la rende ancora più visibile.
Nello stesso anno la Blanc gira Il terzo occhio, di Guerrini accanto a Franco Nero; nel film l’attrice interpreta il doppio ruolo di Laura / Daniela che sarà poi affidato a Cinzia Monreale nel remake che ne fece Massaccesi dal titolo Buoi Omega.
In questo film l’attrice compare con un altro pseudonimo, Diana Sullivan; è un periodo molto impegnativo per la Blanc, che cerca di sfruttare il buon momento del cinema italiano.
Essendo piuttosto versatile, partecipa a diversi film di svariati generi cinematografici, etichettati con poco acume da alcuni critici come B movie.

Erika Blanc Una libelula para cada muerto
Una libelula para cada muerto

Un’etichetta che è stata appiccicata a molte attrici, quasi che l’aver partecipato a film non degni (secondo i soloni della critica, s’intende) nemmeno di una visione sia da considerare quasi una macchia indelebile.
Dimenticando che la stragrande maggioranza dei grandi attori del cinema italiano, a cominciare da Totò passando per Gassman, Sordi, la Vitti, la Loren ecc. si è fatta le ossa proprio con film girati spesso in economia, ma con tanta buona volontà da parte di un nugolo di registi, spesso molto capaci e in grado di competere con i registi più incensati come Fellini, Antonioni ecc.
Tra i lavori di questi anni si segnalano il drammatico Le spie uccidono in silenzio (1966) di Mario Caiano, il western di De Martino Django spara per primo (1966) nel ruolo di Lucy,Un milione di dollari per sette assassini (1966) di Lenzi.

Erika Blanc Operazione paura
Erika Blanc in Operazione paura di Mario Bava

Seguono una sfilza di film poco importanti, poi nel 1968 ecco arrivare Spara, Gringo, spara di Corbucci e sopratutto un ottimo successo sia di pubblico che di critica, Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? che la Blanc interpreta in un piccolo ruolo accanto alla coppia Sordi-Blier alla ricerca del cognato (nel film) di Sordi, Manfredi.
Il suo è un ruolo breve, quello della stranita Geneviève, ma recitato con bravura.
Così nel 1969 l’attrice è pronta per un ruolo da assoluta protagonista; Cesare Canevari la dirige in Io Emmanuelle, su soggetto della Arsan, molto in anticipo sul film interpretato poi da Sylvia Kristel.

Erika Blanc La notte che Evelyn
Sensualissima in La notte che Evelyn uscì dalla tomba

Il film è molto brutto e presuntuoso, e si salva solo per la ottima recitazione della Blanc che regge praticamente da sola un film che non presenta alcun elemento di interesse.
Ben più importante è Cosi dolce così perversa di Lenzi, girato nello stesso anno accanto alla star americana Carroll Baker; il film mostra una Blanc davvero bella e sensuale, e sopratutto in grado di affrontare anche ruoli impegnativi.
Gli anni 70 rappresentano la consacrazione e un periodo di intenso lavoro; si parte dal 1970 con Con quale amore con quanto amore di Festa Campanile, girato accanto alla Spaak.

Erika Blanc La lunga mano del padrino
La Blanc in La lunga mano del padrino

Un altro ruolo di contorno, quello di Zora, donna all’apparenza forte e disinibita per passare ad un horror che la rende decisamente popolare, La terrificante notte del demonio, film distribuito con più titoli in cui la Blanc, truccata in  maniera tale da apparire davvero una creatura demoniaca, recita una parte molto credibile che diverrà con il passare degli anni un autentico cult per i fans dell’attrice stessa.
Nel 1971, anno decisamente importante per lei, dopo La casa delle mele mature di Tosini arriva il personaggio di Susie in La notte che Evelyn uscì dalla tomba, diretto da Emilio Miraglia che rappresenta la fusione di più generi, gotico, horror,thriller, in cui ancora una volta ha un ruolo da cattivona, seguito da L’uomo più velenoso del cobra di Bitto Albertini, un altro lusinghiero successo.

Erika Blanc Là dove non batte il sole
Là dove non batte il sole

Sono anni d’oro, per il cinema italiano, che mostra un’invidiabile salute ma sopratutto mostra anche tante idee, voglia di creare; il pubblico risponde bene, anche perchè la tv ha ancora solo due canali, e il cinema rappresenta ancora il vettore di svago più importante.
La Blanc, grazie alle sue doti peculiari già descritte e sopratutto grazie anche alla capacità di poter interpretare tutti i ruoli cinematografici, dal comico al drammatico, lavora con sempre maggiore alacrità; arrivano così
il western Il suo nome era Pot, di Demofilo Fidani e Dandolo, L’amico del padrino di Agrama,poi I senza Dio di Roberto Bianchi Montero, un altro western.

Erika Blanc La portiera nuda
Un raro fotogramma tratto da La portiera nuda

Il desiderio principale della Blanc era viaggiare e viene accontentata; le varie produzioni la portano spesso in giro per il mondo, sopratutto in Turchia.
C’è un aneddoto,raccontato dall’attrice, che la vede protagonista di una precipitosa fuga da un albergo perchè la produzione del film che interpretava la lasciò senza soldi, con conseguenze immaginabili.
Nel 1972 interpreta al fianco di Orchidea De Santis il personaggio di Azzurra in Amore e morte nel giardino degli dei di Scavolini; il film è un piccolo gioiello, anche interpretativo, ma non ebbe il successo che meritava, nonostante un ottimo plot e le belle prove delle due artiste protagoniste.

Intanto la commedia sexy esplode come fenomeno cinematografico e la Blanc interpreta alcuni film del filone; entra nel cast di Bruna, formosa, cerca superdotato per tango a Milano di Alberto Cardone, un brutto film nel quale recita accanto ad un’altra star della commedia sexy, Femi Benussi, storia incentrata sulle squallide avventure di un playboy di provincia che fa credere di essere un grande seduttore.

Erika Blanc Cosi dolce cosi perversa
Erica Blanc in Cosi dolce, così perversa, di Lenzi (nel fotogramma, alle spalle Jean Luis Trintignant)

Un tantino migliore è invece il film di Nando Cicero Bella, ricca, lieve difetto fisico cerca anima gemella, nel quale è la moglie di un tipo che seduce donne con problemi fisici per sbarcare il lunario, ma che alla fine verrà tradito proprio da Rosaria (il personaggio interpretato dalla Blanc) con una splendida modella (Marisa Mell) che non è una donna, ma un uomo.
Con Peter Lee Lawrence, lo sfortunato attore destinato poi a morire giovanissimo per un cancro al cervello interpreta Giorni d’amore sul filo di una lama, di Giuseppe Pellegrini e sempre nel 1973 lavora, sull’onda del successo riscosso dai decamerotici, in una storia boccaccesca, Primo tango a Roma – Storia d’amore e d’alchimia, che si segnala principalmente per una sequenza di nudo in cui la Blanc mostra uno splendore fisico davvero invidiabile.

Erika Blanc La terrificante notte del demonio
La terrificante notte del demonio

Erika Blanc El juego de adulterio
El juego de adulterio

Il ruolo successivo è quello di una prostituta picchiata dal suo pappone nell’ottimo Tony Arzenta, di Duccio Tessari, girato accanto a Delon, storia drammatica di un ex killer che cerca inutilmente di uscire dal giro e che finirà ammazzato davanti ad una chiesa. Non è un ruolo importante, tuttavia funziona da passepartout, come lettera di presentazione.
Dopo un parte in La porta sul buio, due produzioni spagnole El juego del adulterio di Joaquín Luis Romero Marchent e El kárate, el Colt y el impostor di Antonio Margheriti, western interpretato accanto al mitico Lee Van Cleef.Siamo nel 1974, epoca di massimo fulgore dell’industria cinematografica, la Blanc lavora con Naschy in Una libélula para cada muerto, in L’ammazzatina di Ignazio Dolce e in Bello come un arcangelo, accanto a Buzzanca, attore che girava film a ripetizione dopo il successo di Il merlo maschio.

Nel 1975 la Blanc ha 32 anni; è una donna molto bella, ha fascino, nell’ambiente cinematografico è molto stimata. Ha un legame forte con il compagno della sua vita, l’attore Alberto Lionello, con il quale formerà poi anche un sodalizio artistico in ambito teatrale.

Erika Blanc Con quale amore, con quanto amore
Con quale amore, con quanto amore

Rallenta inevitabilmente la sua attività cinematografica, compare in un memorabile servizio fotografico senza veli per una nota rivista riservata ai soli uomini, in cui mostra un fisico mozzafiato.
I film degli anni 1975,76 e 77 sono davvero poca cosa; la Blanc interpreta Il domestico, accanto ad un Buzzanca ormai replica di se stesso, in seguito lo squallido Giochi erotici di una famiglia per bene diretto da Francesco Degli Espinosa su soggetto dell’ineffabile Polselli,il mediocre La padrona è servita, nel ruolo di una donna dai robusti appetiti sessuali che tenta di sedurre il figlio di un industriale volgarotto che ha affittato un’ala della villa di famiglia,La portiera nuda di Cozzi e il discreto L’Amantide, dramma famigliare in cui è la moglie di un libertino finito sulla sedia a rotelle, diretto da Amasi Damiani.

Erika Blanc Attenti al buffone
Attenti al buffone

L’unico film degno di nota di questo periodo è Attenti al buffone, di Bevilacqua, girato accanto a Manfredi, alla Melato e a Eli Wallach.
Il ruolo della Blanc è davvero ridotto, interpreta infatti una prostituta che partecipa ad una penosa orgia con degli ex fascisti radunati a casa di Wallach, anche lui ex gerarca.
Progressivamente, abbandona il cinema anche se compare ancora in un cameo nel film a episodi Io tigro tu tigri egli tigra, ultimo film degli anni settanta girato dall’attrice.
La Blanc lavorerà d’ora in poi in teatro, anche se comparirà in qualche film, sporadicamente: si tratta di Pourvoir, di Patrice Enard (1981), poi nel ruolo della moglie di Merola in Carcerato, regia di Alfonso Brescia, in Mak pigreco 100, un terrificante esempio di cinema italiano di fine anni 80, periodo in cui la crisi dello stesso è acutissima e appare quasi irreversibile.
Da quel momento la Blanc comparirà in importanti produzioni televisive e sopratutto in film di ottimo livello, a cominciare dallo splendido Le fate ignoranti di Ozpetek, passando per Il più crudele dei giorni (2003), film diretto da Ferdinando Vicentini Orgnani dedicato ad Ilaria Alpi, la giornalista uccisa in una vicenda dai confini poco chiari in Somalia e in Cuore sacro, sempre diretta da Ozpetek.

Erika Blanc Riusciranno i nostri eroi a ritrovare…

Riusciranno i nostri eroi…

In questo film una intensa e bravissima Blanc interpreta la mamma della giornalista; non contenta, appare anche in produzioni tv di ottima fattura come le fiction Lo zio d’America 2,Fratelli,Carabinieri.
Attrice e donna anticonformista, la Blanc ha attraversato 40 anni di cinema ritagliandosi un posto importante, anche se misconosciuto da alcuni critici; va detto però che le nuove generazioni degli stessi la apprezzano oggi proprio per quella personalità carismatica, quella capacità di trasmettere emozioni nonostante l’attrice sia ormai sulla soglia dei 70 anni.

Continua a fumare la pipa, è ancora una donna dal gran fascino, anche se con vezzo tipicamente femminile, tende a rimarcare la sua età.
Una donna dal gran fascino, che conserva ancora oggi un mucchio di fans che la ricordano con affetto per il suo passato e che ne ha acquisito di nuovi, sopratutto tra i giovani, molti dei quali nati ben dopo il periodo di massimo fuglore della sua carriera.

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Erika Blanc Tony Arzenta
Tony Arzenta (di spalle, Alain Delon)

Erika Blanc Red killer
Red killer

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La rossa dalla pelle che scotta

Erika Blanc Le fate ignoranti

Le fate ignoranti

Erika Blanc L’uomo più velenoso del cobra
L’uomo più velenoso del cobra

Erika Blanc Io tigro, tu tigri egli tigra
 Io tigro, tu tigri egli tigra

Erika Blanc Il giustiziere sfida la città
Il giustiziere sfida la città

Erika Blanc Il domesticoCon Lando Buzzanca in Il domestico

Erika Blanc Giorni d’amore sul filo di una lama
Giorni d’amore sul filo di una lama

Erika Blanc 1000 dollari sul nero
1000 dollari sul nero

Erika Blanc-Un milione di dollari per sette assassini

Un milione di dollari per sette assassini

Erika Blanc-Primo tango a Roma

Primo tango a Roma

Erika Blanc-L'amico del padrino

L’amico del padrino

Erika Blanc-L'amantide

L’amantide

Erika Blanc-La vendetta è il mio perdono

La vendetta è il mio perdono

Erika Blanc-La padrona è servita

La padrona è servita

Erika Blanc-Giorni d'amore sul filo di una lama

Giorni d’amore sul filo di una lama

Erika Blanc-Giochi erotici di una famiglia per bene

Giochi erotici di una famiglia perbene

Erika Blanc-Gangster per un massacro

Gangster per un massacro

Erika Blanc-Django spara per primo

Django spara per primo

Erika Blanc-C'è Sartana... vendi la pistola e comprati la bara

Sartana,vendi la pistola e comprati la bara

Erika Blanc-Amore e morte nel giardino degli dei

Amore e morte nel giardino degli dei

Erika Blanc-Una vacanza estrema

Una vacanza estrema

Erika Blanc La portiera nuda 2

La portiera nuda

Erika Blanc- La vendetta di Lady Morgan

La vendetta di Lady Morgan

Erika Blanc Operazione paura 2

Operazione paura

Erika Blanc- Sette volte sette

Sette volte sette

Erika Blanc La porta sul buio

La porta sul buio

Erika Blanc La più grande rapina del West,

La più grande rapina del West

Erika Blanc Gangsters per un massacro

Gangsters per un massacro

Erika Blanc Bello come un arcangelo

Bello come un arcangelo

Erika Blanc Bella ricca lieve difetto fisico

Bella ricca lieve difetto fisico cerca anima gemella

Erika Blanc Le streghe nere

Le streghe nere

Erika Blanc Mille dollari sul nero

Mille dollari sul nero

Erika Blanc La visita

La visita

Erika Blanc La porta sul buio

La porta sul buio

Erika Blanc Il disordine del cuore

Il disordine sul cuore

Erika Blanc Due contro due

Due contro due

Erika Blanc Le spie uccidono in silenzio

Le spie uccidono in silenzio

Erika Blanc L'ammazzatina

L’ammazzatina

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Bruna,formosa cerca superdotato

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Testa di sbarco per otto implacabili

Una sera in casa Usher (serie Tv)

Tecnica di una spia

I senza Dio

Deguejo

Il magnifico Toni Carrera

L’uomo dal pugno d’oro

                                                                                            Agente S03 Operazione Atlantide

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Erika Blanc L’attrice in un’intervista realizzata per Eurotika!
L’attrice in un’intervista realizzata per Eurotika!


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Erika Blanc filmografia

Agente A77 missione Bloody Mary, regia di Sergio Grieco (1965)
Da 077: intrigo a Lisbona, regia di Tullio De Micheli (1965)
La vendetta di Lady Morgan, regia di Massimo Pupillo (1965)
Agente S03 operazione Atlantide, regia di Domenico Paolella (1965)
Colorado Charlie, regia di Roberto Mauri (1965)
Deguejo, regia di Giuseppe Vari (1965)
Django spara per primo, regia di Alberto De Martino (1966)
L’uomo dal pugno d’oro, regia di Jaime Jesus Balcazar (1966)
Operazione paura, regia di Mario Bava (1966)
Le spie uccidono in silenzio, regia di Mario Caiano (1966)
Tecnica di una spia, regia di Franco Prosperi (1966)
Un milione di dollari per sette assassini, regia di Umberto Lenzi (1966)
1000 dollari sul nero, regia di Alberto Cardone (1966)
Gangster per un massacro, regia di Gianfranco Parolini (1967)
Per 50.000 maledetti dollari, regia di Juan De La Loma (1967)
La più grande rapina del West, regia di Maurizio Lucidi (1967)
Tom Dollar, regia di Marcello Ciorciolini (1967)
La vendetta è il mio perdono, regia di Roberto Mauri (1967)
Il magnifico Tony Carrera, regia di Juan De La Loma (1968)
Riusciranno i nostri eroi a ritrovare il diamante più grande del mondo? (1968)
Sette volte sette, regia di Michele Lupo (1968)
Spara, gringo spara!, regia di Bruno Corbucci (1968)
Summit, regia di Giorgio Bontempi (1968)
Testa da sbarco per otto implacabili, regia di Alfonso Brescia (1968)
Con quale amore, con quanto amore, regia di Pasquale Festa Campanile (1969)
Così dolce… così perversa, regia di Umberto Lenzi (1969)
Io, Emanuelle, regia di Carlo Canevari (1969)
La casa delle mele mature, regia di Piero Tosini (1970)
L’uomo più velenoso del cobra, regia di Adalberto Albertini (1970)
La notte che Evelyn uscì dalla tomba, regia di Emilio P. Miraglia (1971)
La mano lunga del padrino, regia di Nando Bonomi (1971)
La terrificante notte del demonio, regia di Jean Brismè (1971)
La rossa dalla pelle che scotta, regia di Renzo Russo (1972)
I senza Dio, regia di Roberto Bianchi Montero (1972)
Tony Arzenta, regia di Duccio Tessari (1973)
Bella, ricca, lieve difetto fisico, cerca anima gemella, regia di Nando Cicero (1973)
Giorni d’amore sul filo di una lama, regia di Glauco Pellegrini (1973)
Primo tango a Roma, regia di E Gicca Palli (1973)
Il giustiziere sfida la polizia, regia di L Klimowsky (1973)
Le streghe nere, regia di A Hoven (1973)
Amore e morte nel giardino degli dei, regia di Sauro Scavolini (1974)
Il domestico, regia di Luigi Filippo D’Amico (1974)
I figli di nessuno, regia di Bruno Gaburro (1974)
Là dove non batte il sole, regia di Antonio Margheriti (1974)
Bello come un arcangelo, regia di Alfredo Giannetti (1974)
L’ammazzatina, regia di Ignazio Dolce (1975)
Giochi erotici di una famiglia per bene, regia di Francesco Degli Espinosa (1975)
La portiera nuda, regia di Luigi Cozzi (1975)
L’amantide, regia di Amasi Damiani (1976)
L’amico del padrino, regia di Frank Agrama (1976)
Attenti al buffone, regia di Alberto Bevilacqua (1976)
La padrona è servita, regia di Mario Lanfranchi (1976)
Io tigro, tu tigri, egli tigra, regia di Giorgio Capitani (1978)
Carcerato, regia di Alfonso Brescia (1981)
Pourvoir jeunes filles à vendre, regia di Pierre Euard (1981)
Sogno di una notte d’estate, regia di Gabriele Salvatores (1983)
Mak p 100, regia di Antonio Bido (1987)
Body Puzzle, regia di Lamberto Bava (1992)
Voci, regia di Franco Giraldi (2001)
Ilaria Alpi – Il più crudele dei giorni, regia di Ferdinando Vicentini Orgnani (2002)
Le fate ignoranti, regia di Ferzan Opztek (2001)
Francesco (2002)
Poco più di un anno fa-Diario di un pornodivo (2003)
Cuore sacro (2005)
Una sconfinata giovinezza (2010)

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ottobre 2, 2010 Pubblicato da: | Biografie | | 3 commenti