Cinema:pensieri,parole e parolacce-Speciale Clint Eastwood

Avete mai fatto caso che ogni tanto si incontra qualcuno che non va fatto incazzare?
… quello sono io.
Dal film Gran Torino di Clint Eastwood (2008)
È meglio che prendi nota: io sono cattivo, incazzato e stanco.
Sono uno che mangia filo spinato, piscia napalm e riesce a mettere una palla in culo
ad una pulce a 200 metri.
Dal film Gunny di Clint Eastwood (1986)
Myles, l’unica cosa di cui io e te possiamo parlare è che tu hai una malattia inguaribile
e ti manca il fegato di ammazzarti.
Dal film Assassino sull’Eiger di Clint Eastwood(1975)
– Sembra che non amiate la pace.
– Si può amare ciò che non si conosce e in cui non si crede?!
– Se resterete a San Miguel cambierete opinione.
– Decido io quando cambio opinione.
Dal film Per un pugno di dollari di Sergio Leone(1964)
Quando devo sparare, la sera prima vado a letto presto.
Dal film Per qualche dollaro in più di Sergio Leone(1965)
Vedi, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava.
Tu scavi.
Dal film Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone (1966)
– Ha seguito quell’uomo?
– Sì, l’ho pedinato ma quando ero fuori servizio, ed è evidente che non sono stato io a picchiarlo.
– Perché?
– Perché gli è rimasta qualche parte di faccia sana.
Dal film Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! di Don Siegel (1971)
– Sei un figlio di puttana calzato e vestito, Everett, non te l’ha mai detto nessuno?
– Solo gli amici intimi e i familiari.
Dal film Fino a prova contraria di Clint Eastwood(1999)
Quando uno vuole fare lo spaccalegna deve imparare a maneggiare l’accetta.
Dal film Cielo di piombo, ispettore Callaghan di James Fargo (1976)
– Se becchi uno con questa, devi raccogliere i pezzi se vuoi le impronte digitali… .
– Questa è una 44 Magnum automatica e spara proiettili esplosivi… . Se becchi uno con questa non se ne parla neanche di impronte.
Dal film Coraggio… fatti ammazzare di Clint Eastwood (1983)
I pareri sono come i coglioni: ognuno ha i suoi.
Dal film Scommessa con la morte di Buddy Van Horn (1988)
– Le posso fare una domanda?
– Ma certo.
– Cosa deve fare una ragazza per venire a letto con lei?
– Provi a bussare alla mia porta.
Dal film Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan di Ted Post (1973)
Ho bevuto una specie di cappuccino decaffeinato che sembrava bollito in un sospensorio.
Dal film Space Cowboys di Clint Eastwood (2000)
I vecchi sogni erano bei sogni… . Non si sono avverati… comunque li ho avuti.
Dal film I ponti di Madison Country di Clint Eastwood (1995)
Il domani non si promette a nessuno.
Dal film Potere assoluto di Clint Eastwood (1997)
Sai come dice il proverbio: Dio li fa e poi li accoppa!
Dal film Cacciatore bianco, cuore nero di Clint Eastwood (1990)
– Padre, un sermone straordinario, mi sono commosso.
– Cosa ti confonde questa settimana?
– Sempre la stessa cosa: Dio, la storia della Trinità… .
– Frankie, lo capiscono quasi tutti fin dall’asilo: è una questione di fede.
– Vuole dire una specie di pane burro e marmellata infilati nel medesimo sacchetto?
Dal film Million Dollar Baby di Clint Eastwood(2004)
Dieci anni fa stavo in un bar in Alabama e due stronzi hanno cominciato a darmi addosso: è stato il loro primo sbaglio. Tirarono fuori i coltelli ed è stato il secondo sbaglio. Non sapevano neanche usarli e questo è stato l’ultimo sbaglio che hanno fatto… .
Dal film Fuga da Alcatraz di Don Siegel (1979)
– Dì un pò, tu credi nella nobiltà del suicidio?
– No, però se vuoi farti saltare il cervello, prometto che non ti ostacolo, accomodati.
Dal film Nel centro del mirino di Wolfgang Petersen(1993)
Allora, sto uscendo. Se vedo qualcuno là fuori, l’ammazzo.
Se qualche figlio di puttana mi spara addosso, non ammazzo soltanto lui,
gli ammazzo anche la moglie e tutti i suoi amici. E poi gli brucio anche la casa.
Meglio che nessuno spari. Voglio che facciate per Ned un bel funerale!
E non azzardatevi più a sfregiare prostitute! Altrimenti torno e vi ammazzo tutti,
figli di puttana.
Dal film Gli spietati di Clint Eastwood (1992)

Gary Oldman è su Filmscoop
Dieci anni dopo. Posso usare la perifrasi del celebre romanzo di Dumas “Vent’anni dopo” per ricordare un marzo del 2008,quando nacque Filmscoop. Ne ho parlato negli scorsi anni, inutile tornare a quei giorni in cui decisi di scrivere di cinema, convinto che in breve tempo avrei lasciato tutto e mi sarei dedicato ad altro. Ed invece…eccomi qua.
Anzi ,eccoci qua. Oggi, grazie anche alla preziosa collaborazione di Dana, il sito festeggia 10 anni. E allora, quale miglior occasione per presentarvi un libro che parla di cinema, in particolare di uno degli attori più bravi della “nuova Hollywood“, quel Gary Oldman a cui un’ottima monografia è stata dedicata da Maria Laura Loiacono, pubblicata da AG Book Publishing. Un libro che ha anticipato di poco l’attribuzione all’attore londinese dell’Oscar come miglior attore protagonista per il film L’ora più buia (Darkest Hour), di Joe Wright, nel quale interpreta in modo impareggiabile lo statista inglese Winston Churchill. Un presagio o semplicemente un’acuta visione del cinema e di conseguenza la capacità di valutare l’effettiva abilità di un attore? Quale che sia l’antefatto, Maria Laura ha fatto centro nuovamente, dopo la splendida biografia “Romolo Valli. L’attore che parla”. E dopo “La Compagnia dei Giovani. Vent’anni di teatro tra arte, impegno e raffinatezza”, altra pubblicazione del 2017, anch’essa edita (come la biografia di Valli) da AG Book Publishing. Di recente, sorprendentemente, la mia collaboratrice Dana ha vinto “Gary Oldman. Dagli esordi in teatro al successo internazionale, il percorso artistico di un talento eclettico e prorompente” ad un concorso online sul cinema. Poi, ha scritto, a Maria Laura Loiacono, una bella lettera che riporto integralmente, assieme alla foto che la ritrae con il simpaticissimo Charlie. Un saluto a Maria Laura Loiacono e a Dana, che non ringrazierò mai abbastanza per il prezioso lavoro che svolge per il sito da tre anni ormai. Una donna giovane, intelligente, una persona con la p maiuscola, in un mondo in cui le persone iniziano sinistramente a latitare. Vista la mia età avanzata e la sua invece giovane, spero che un domani (lontano, intendiamoci) possa raccogliere il testimone e continuare l’avventura di Filmscoop. Vi lascio alle sue parole:
-Lo scorso venerdì, il postino mi ha consegnato una busta speciale, contenente la monografia del premio Oscar, Gary Oldman, curata da Maria Laura Loiacono e pubblicata dalla AG Book Publishing. Premetto che, a casa mia la posta la “ispeziona” Charlie, il mio cagnolino. Ha annusato la copertina ed è rimasto fermo a fissare il mio sorriso: “Vedi, Charlie, questo signore ha vinto l’Oscar. Ti piace? Veste molto bene il bianco e nero, proprio come te.” Credo che lui abbia gradito il complimento perché il codino gli dondolava allegramente. Tutto è nato grazie ad un incontro casuale con Maria Laura Loiacono su Filmscoop.org, dove, da appassionata, ho pubblicato alcune biografie degli attori di teatro e cinema ai quali mi sono interessata. In seguito, dopo aver partecipato al concorso Amicinema Milano e AG Book Publishing, sono stata premiata con questo bellissimo volume di cinema.
Prendendo in mano il libro, la prima qualità che ho riscontrato è stata la leggerezza, intesa in termini di peso. La copertina brillante, luminosa, e il sorriso fiducioso di Gary Oldman mi hanno subito fatto pensare ad una lettura gradevole. A mano a mano che leggevo le descrizioni dei ruoli interpretati da Gary Oldman, nella mia mente mettevo in cornice le immagini dei personaggi che lui ha saputo creare: Sid Vicious, Lee Harvey Oswald, Dracula, Ludwig van Beethoven, ecc., fino al recente Winston Churchill. Mi sono resa conto che, spesso, il cinema ha cucito addosso a Gary Oldman ruoli da “cattivo” tanto nei thriller quanto nei film storici. Tuttavia, personalmente, lo ricordo abilissimo anche nelle parti del “buono” nella serie Batman diretta da Nolan oppure nel remake di RoboCop. Maria Laura Loiacono descrive tutte queste interpretazioni e molte altre ancora; parla, poi, dell’attività di regista, sceneggiatore e produttore di Gary Oldman. Le informazioni relative alla vita privata dell’attore sono essenziali e riportate solo in quanto utili a completare la descrizione del percorso professionale. Ho apprezzato, inoltre, la scelta di inserire le fotografie al centro del lavoro e la condivisione di alcune immagini dall’archivio personale dell’autrice. Un volume, quindi, che non rappresenta una semplice monografia ma uno studio approfondito dell’evoluzione professionale di uno degli attori più talentuosi del cinema contemporaneo. Prima di concludere, sento di dover fare una menzione particolare in favore della casa editrice. Dopo la vincita, sono stata contattata da Stefano della AG Book Publishing il quale mi ha riferito che, a causa del maltempo, la spedizione avrebbe potuto ritardare di qualche giorno – un’accortezza che mi ha sorpreso piacevolmente.
Grazie e un sentito augurio di buon lavoro e buon cinema a tutti voi e, naturalmente, a Mr. Gary Oldman.-
Dana
Andavamo al cinema-Parte 34

Con questa puntata siamo a 34 edizioni di Andavamo al cinema,rassegna delle vecchie sale cinematografiche italiane.Oggi vorrei ringraziare un amico dal nick in tema con il mio,Goffredo di Buglione,che ha inviato molte immagini di cinema di Roma.Le foto provengono dal sito www.romasparita.eu uno dei miei preferiti perchè si occupa della città eterna vista attraverso immagini datate che riportano alla memoria la vita di una città stupenda e anche,purtroppo,profondamente cambiata.

Veduta aerea del cinema Arena Moderno,Bari (alla sinistra del palazzetto dello sport)
Biglietteria del cinema Ciclamino,Vico Equense (Napoli)
Cine Teatro Contavalli,Bologna
Cine Teatro Eden,Udine
Cine Teatro Comunale Predazzo ,Trento
Cine Teatro Comunale (poi Rossini) Gioia del Colle (Bari)
Cinema Teatro Sociale Sondrio
Cinema Europa,Tolentino (Macerata)
Cinema Italia,Roma
Cinema Italia Vercelli
Cinema Lux,Villasanta (Milano)
Cinema Modernissimo,Nocera inferiore (Salerno)
Cinema Odeon Firenze (in cartellone c’è I 10 comandamenti)
Cinema Plaza Roma
Cinema Quirinale, Roma
Cinema Rio, Ronchi dei legionari (Trieste)
Cinema Roma,Roccaraso (L’Aquila)
Cinema San Marco,Ponte di Brenta (Padova)
Cine Teatro San Marco,Venezia
Cinema Splendor,Firenze
Cinema Impero,Montevarchi (Arezzo)
Cinema Umberto,Bari
Cinema Vittoria,Grottaglie (Taranto)
Foyer del cinema Alcione,Roma
Ingresso del cinema San Marco,Venezia
Cine Teatro Giardino,Cagliari
Sala Cinema Al Quirinetta,Firenze
Sala Cinema Fatima,Deliceto (Foggia)
Sala Cinema Fenice,Trieste
Sala Cinema Nuovo,Bisceglie (Bari)
Cinema: pensieri,parole e parolacce-Speciale famiglia

“Li conoscete quei bassi? Ai Vergini, a Forcella, ai Tribunali, al Pallonetto. Neri, affumicati, dove l’estate non si respira… dove non ci stanno luci nemmeno a mezzogiorno. In uno di quei bassi ci stavo io, con la famiglia mia. Quanti eravamo… una folla! La famiglia mia non lo so che fine ha fatto, non lo voglio sape’, non lo ricordo. Sempre con la faccia voltata! Sempre in urto l’uno con l’altro! Ci coricavamo senza dirci buonanotte e ci svegliavamo senza dirci buongiorno. E u’ calure… u’ calure… la sera ci mettevamo intorno alla tavola un piatto grosso con non so quante forchette. Una sola volta mio padre si interessò a me. Quando me lo ricordo, tremo. Tenevo sedici anni, disse: “Ti sei fatta grande e qua non ci sta da mangiare, tu lo sai?”. Sedici anni… passavano le signorine vestite bene con certe belle scarpe e io guardavo. Passavano sotto braccio ai fidanzati. Ci stava uno che qualche volta mi aiutava: un fornaio. Mi dava i taralli, il pane fresco… d’inverno quel forno era un sollievo. Ma mio padre aveva ragione, mi ero fatta grande. Se ne accorse pure il fornaio.”
dal film Matrimonio all’italiana (1964) di Vittorio de Sica
“- Guarda quante donne, tutte disponibili.
– E sto a guarda’.
– Si rimorchiano tutte con una facilità! Stasera papà te ne presenta una, tu ci imbastisci un rapporto e te ne vai in vacanza con lei.
– Perché devo anna’ in vacanza con lei?
– Perché non poi sta mica sempre appresso a papà, no?
– Scusa papà, mettiamo subito le cose in chiaro: che cosa intendi per rapporto te?
– Che te ne devi anna’!”
dal film In viaggio con papà (1982) di Alberto Sordi
“- Papà, noi vorremmo andare direttamente al collegio con Jim che è venuto a prenderci. Ti dispiace?
– Non me ne frega un cazzo.
– Grazie, papà!”
dal film Pane e cioccolata (1973) di Franco Brusati
“Eccolo, guarda! È proprio il figlio che abbiamo sempre sognato! Peccato che tu non possa vederlo. Guarda, sta anche in piedi.”
dal film Le avventure di Pinocchio (1972) di Luigi Comencini
“Mi dispiace che tu debba partire, lasciare la casa, andare lontano, al confine dove ti hanno assegnato. Mi è dispiaciuto molto anche per Mariuccia e Masino, mi è dispiaciuto cioè che siano morti. Forse si volevano bene e questa non è una buona ragione per morire. Non so nemmeno se ce ne siano di ragioni buone per morire ma so che ce ne sono molte per vivere. Credo che, ormai da molto tempo, nella nostra famiglia si muoia senza ragione o per ragioni che io non so capire. E come se ognuno di noi si portasse appresso dalla nascita un odore di morte che lo accompagna per tutta la vita. Sai, papà, io quell’odore non me lo sento addosso. Forse per questo sono diverso. Io penso che vivere debba significare qualcosa di più che non farsi uccidere. te l’ho detto un giorno. New York è bella ma io torno presto e verro a trovarti dove ti hanno mandato e potremo stare insieme. Vedrai che tutto si sistemerà e tu potrai tornare a casa. Ti voglio bene anche se non ho mai fatto niente per dimostrartelo. Forse avremo dovuto parlare un po’ di più o forse dobbiamo soltanto cominciare e farlo, un giorno o l’altro.”
dal film Baciamo le mani (1973) di Vittorio Schiraldi
“- Papà, noi siamo poveri?
– Cassie, ci sono tanti modi di calcolare la povertà e la ricchezza, lo spirito, i soldi, l’anima… .
– Economicamente.
– Siamo poveri in canna.”
dal film Vita da camper (2006) di Barry Sonnenfeld
“- Papà… .
– Sì?
– Papà, domani a scuola c’ho il torneo di judo. Mi vieni a vedere?
– Domani? Non credo che potrò, Andrea… .
– Papà, ma ci sono tutti i genitori, papà.
– Bene. Se appena mi sarà possibile, Andrea, eh. Ma non posso far dire alla delegazione irlandese che il console non c’è perché è andato alla gara di judo di suo figlio. Non ti pare?
– Sì, papà.
– Buonanotte.
– Forse domani vincevo, papà… .
– BUONA notte.”
dal film Incompreso (1966) di Luigi Comencini
“Anzi, adesso non si chiama più nemmeno Parlamento, si chiama Pappamento, si chiama. Eh, tu ridi, eh… C’è mica tanto da ridere, sai, ci sarebbe da piangere … altro che storie. Perché, vedi, quelli che dovrebbero pensare agli interessi pubblici pensano invece agli interessi propri. Perché purtroppo c’è questa tendenza alla disonestà, questa tendenza alla malafede. Perciò se vuoi andar bene nella vita non bisogna mai fidarsi di nessuno, mai! Mai fidarsi di nessuno, capito? Neanche di tuo padre. Ah, scherzavo. Di: papà, sì. Dà un bacetto.”
dal film I mostri (1963) di Dino Risi
“- Siamo in tre: io, mia sorella e mio fratello, tirati su all’antica.
– E che vuol dire?
– Botte e schiaffi. Adesso non c’è più nessuno che fa così.”
dal film Mio fratello è figlio unico (2007) di Daniele Luchetti
“- E allora, onori il padre e la madre?
– Io sì. Ma loro non mi onorano a me: mi danno certe tozze sulla testa!”
dal film Amarcord (1973) di Federico Fellini
“Da piccolo decisi che, se mai avessi avuto dei figli, i miei figli avrebbero saputo chi era il loro padre.”
dal film La ricerca della felicità (2006) di Gabriele Muccino
“Mi hai già chiamato papà due volte, è vero che da giovane ho scopato con molte puttane ma non ricordo con tua madre… . Hai una sua foto?”
dal film Sono affari di famiglia (1989) di Sidney Lumet
“Sono così stufa di tutto. Avrò anche un figlio. Tante complicazioni e neanche un vestito da mettermi… .”
dal film Monica e il desiderio (1952) di Ingmar Bergman
“- Chi è ‘sta cicciona?
– Mia mamma.
– Ah perbacco, bella donna!”
dal film Il sorpasso (1962) di Dino Risi
“La mamma di Regie è talmente grassa che la misura della sua cintura è l’equatore!”
dal film Il professore matto (1996) di Tom Shadyac
“– Oh, Josephine, pensa un po’! Io, Zucchero Kandinsky di Sandusky Ohio, sullo yacht di un milionario. Se mia madre potesse vedermi adesso!
– Se la mia povera mamma vedesse me… .”
dal film A qualcuno piace caldo (1959) di Billy Wilder
“- Una madre e una figlia… Che sconcertante, terribile combinazione di sentimento, di confusione, di rovina. Tutto è possibile quando viene fatto in nome della tenerezza e dell’amore. Le ferite della madre le soffre la figlia, le delusioni della madre ricadono tutte sulla figlia, l’infelicità della madre si trasmette alla figlia. È come se il cordone ombelicale non si fosse mai spezzato.
– Mamma, è così? La sconfitta della figlia è il trionfo della madre? Mamma, il mio dolore è un tuo piacere segreto?”
dal film Sinfonia d’autunno (1978) di Ingmar Bergman
“Io non ce l’ho con te, ce l’ho con nostra madre, non capisco perché non ti abbia affogato quando eri in fasce e ti faceva il bagno, ma forse non te l’ha mai fatto il bagno per questo sei uno sporco figlio di una vecchia… .”
dal film Lo chiamavano Trinità (1970) di Enzo Barboni
“- Che cos’è una mamma, Danny?
– Una mamma? Be’, una mamma è un cavallo.
– Un cavallo?
– Un cavallo da corsa. Anzi, sai che ti dico? Le mamme sono dei purosangue, i migliori cavalli da corsa del mondo. Se punti su una mamma vinci sempre.”
da La leggenda del pianista sull’oceano (1998) di Giuseppe Tornatore
“Ai figli che non danno pensieri, si dedicano pochi pensieri.”
dal film La famiglia (1986) di Ettore Scola

Il ragazzo di campagna
“Debole come inventiva nel prospettare le difficoltà e gli imprevisti della vita nei cosiddetti agglomerati urbani il raccontino si adagia pigramente
nel ricalco di situazioni stantie,rispettanti il disagio del villico inurbato:situazioni che solo un copione vivace e una regia estrosa e pungente potevano rinfrescare e riscattare.Pozzetto è in fase di stanca…”
Questo il commento del critico del giornale La Stampa l’indomani dell’uscita nelle sale di Il ragazzo di campagna (1984) per la regia del duo Castellano e Pipolo.
Una recensione che ha del sorprendente,fatta con evidente malanimo, sicuramente non obiettiva e,cosa peggiore,culminante con la chiosa “Bella prova dell’attrice Donna Osterbuhr“,commento che mostra un’imbarazzante idea del cinema e sopratutto della recitazione.
Quando Pozzetto interpreta Il ragazzo di campagna, è reduce da ottime prove,anche con sfumature drammatiche rese in film come Porca vacca o tragicomiche come in Un povero ricco, quindi,tutt’altro che una fase di stanca.

Si tratta semplicemente di scelte artistiche differenti condizionate dalla pesantissima crisi del cinema italiano che proprio dal 1984 farà sentire la sua morsa riducendo a meno della metà le produzioni italiane.
Va analizzato anche il contesto storico delle pellicole;siamo agli inizi degli anni effimeri del nuovo boom italiano,del craxismo,del benessere generalizzato;dopo la stagione degli spari e degli omicidi,della violenza politica quotidiana gli italiani hanno voglia di ridere e dimenticare oltre un decennio di violenza.
Il ragazzo di campagna assolve allo scopo con leggerezza,donando sorrisi e soprattutto facendo finalmente piazza pulita di commedie sexy senza costrutto,di banali film beceri e volgari,di soldatesse e procaci studentesse,ovvero, del trito campionario cinematografico che si era imposto sulle ceneri del cinema anni sessanta e settanta,ormai irrimediabilmente passato nell’archivio dei ricordi.
Il film della premiata ditta Castellano e Pipolo (al secolo Castellano e Moccia) presenta nuovamente uno dei loro attori totem,Pozzetto,da loro già diretto (decisamente bene) in Mia moglie è una strega e, con risultati molto più scadenti,in Grand Hotel Excelsior.

Il duo,da sempre impegnato in commedie leggere e divertenti,centra il bersaglio con un film che ha uno sfondo proto ecologista e che anticipa una delle tematiche degli anni 80,ovvero il rimpianto per la tranquilla vita campagnola da parte di tutti quelli che avevano sognato le luci della città.
“Com’è bella la città,com’è grande la città,com’è viva la città,com’è allegra la città.Vieni, vieni in città che stai a fare in campagna?
Se tu vuoi farti una vita devi venire in città.”
Così cantava Gaber,milanese Doc,nel 1969,con tanta sottile ironia,anticipando uno dei temi che nei decenni futuri sarà il fulcro dell’inquietudine sociale,l’abbandono della campagna in favore della vita frenetica e disumanizzante della metropoli.
Nel film Il ragazzo di campagna questo è un tema centrale,anche se affrontato con disimpegno e comicità,a tutto favore della istintiva simpatia del personaggio Pozzetto,qui assolutamente irresistibile con quel suo volto da “bamba” con alle spalle,però,una sorta di istintiva diffidenza mista a ingenuità,che era poi il marchio di fabbrica dell’attore milanese.
Il film narra le vicissitudini di Artemio,candido contadino della periferia milanese,stanco della vita agreste fatta di cose semplici ma anche monotone,come il letame da spalare,la mancanza assoluta di distrazioni (l’unica è guardare ammirato il treno che corre sui binari),il gallo scassa scatole che implacabilmente lo sveglia ogni mattina,l’anziana madre che non sogna altro che vederlo accasato con Maria Rosa.

Artemio il giorno del suo compleanno molla tutto e preso il trattore si reca in città;da qui l’inizio delle sue tragicomiche vicissitudini che lo porteranno a ritornare a casa,non dopo aver imparato a proprie spese che la tentacolare città è molto lontana da come l’aveva immaginata e che in fondo la campagna,forse noiosa ma sicuramente più tranquilla è la sua vita,il suo nido e il suo rifugio.
Una commedia spassosa,con momenti di irresistibile comicità,come il lancio della scarpa al gallo (“La devi smettere di rompere le scatole tutte le mattine all’alba,ti avevo avvisato.Gallo avvisato mezzo accoppato!“) o i surreali dialoghi con la madre (“Ma è possibile che tutte le volte che muore un gatto tu mi cucini il coniglio?!?“).
Pozzetto aveva già interpretato un ruolo definibile come “ecologista” nel serioso Oh Serafina di Lattuada,nel quale il personaggio Augusto Valle assomiglia per candore e ingenuità ad Artemio. Il film è disponibile in streaming all’indirizzo http://www.tantifilm.uno/guarda/il-ragazzo-di-campagna-1984-streaming/

Se le ambizioni dei due film sono chiaramente differenti,quelle di Pozzetto sono le solite:interpretare al meglio il personaggio,dandogli le caratteristiche di se stesso,di quell’attore/uomo forse come già detto “bamba” ma umano,autentico,vero.
A differenza di quanto esposto dal solone di cui ho anticipato la recensione,se il film è esile ottiene al tempo stesso quello che voleva ottenere: sano divertimento.
In quanto al resto del cast,assolutamente inguardabile Donna Osterbuhr,carina ma lontanissima da una recitazione almeno apprezzabile;del resto la sua carriera effimera nel cinema si concluse l’anno successivo con l’inguardabile Yado,al fianco di due non attori,
due autentiche negazioni della recitazione,Sylvester Stallone e l’allora sua compagna Brigitte Nielsen.
Discreto Boldi,il cugino “scoreggione” e brava Clara Colosimo;brevi parti per Enzo Cannavale,Enzo Garinei,Massimo Serato.
Un film da recuperare,per una sana e spensierata serata di allegria.
Il ragazzo di campagna
Regia di Pipolo, Franco Castellano. Un film con Renato Pozzetto, Massimo Serato, Massimo Boldi, Enzo Cannavale, Clara Colosimo, Franco Diogene. Genere Comico – Italia, 1984, durata 93 minuti.
Renato Pozzetto: Artemio
Massimo Boldi: Severino Cicerchia
Donna Osterbuhr: Angela Corsi
Clara Colosimo: signora Giovanna
Sandra Ambrosini: Maria Rosa
Renato D’Amore: il fabbro
Franco Diogene: il direttore d’assicurazione
Enzo Cannavale: il non vedente
Enzo De Toma: il paziente dell’ospedale
Enzo Garinei: il direttore del residence
Elio Veller: Margherita, l’omosessuale
Guido Spadea: il collega del direttore d’assicurazione
Massimo Serato: lo spacciatore di droga
Pongo: il dottore al centro prelievi
Dino Cassio: il commissario di Polizia “pirata”
Jimmy il Fenomeno: contadino
Armando Celso: Erpidio
Lucia Vasini: la cassiera della mensa
Daniela Piperno: la nipote del cieco
Andrea Montuschi: il tassista
Regia Castellano e Pipolo
Soggetto Castellano e Pipolo
Sceneggiatura Castellano e Pipolo
Produttore Achille Manzotti
Distribuzione (Italia) Titanus
Fotografia Danilo Desideri
Montaggio Antonio Siciliano
Musiche Mariano Detto
Scenografia Bruno Amalfitano
“La devi smettere di rompere le scatole tutte le mattine all’alba,ti avevo avvisato.Gallo avvisato mezzo accoppato!”
“Il buongiorno si vede dal mattino.
Infatti io sto caricando letame…”
“Eh beh insomma,il treno è sempre il treno…”
“Ma è possibile che tutte le volte che muore un gatto tu mi cucini il coniglio?!?”
“Ma come? Lei non mi ha lasciato morire nell’acqua, per affogarmi nella merda???”
“La Mariarosa è bella! Ecco, allora se è bella te la sposi te…”
“Sei contento che ti do una chance?
Eh beh si eh! Solo che non saprei dove metterla, ho la casa piccola. È ingombrante?”
” Mamma è una brava ragazza, è diplomata!
Allora l’è un putanun!”
“Ah sì mi ricordo, sei quello biondo che c’ha la faccia da pirla?
Ma io non sono biondo!
Allora mi ricordo fortemente la faccia.”
“40 anni…. E proprio come il castagno sono rimasto qui, e loro fanno la torta fanno la festa per festeggiare
quarant’anni passati qui in mezzo agli zulu a consumare la mia giovinezza, ma andate affanculo!”
– Quanto lo pagate il sangue al litro?
– Quaranta mila.
– Me ne tolga tre litri.
– Ma come, lei non mi ha lasciato morire nell’acqua, per affogarmi nella merda?!
Il casolare privato dove venne girato il film
Dimmi che fai tutto per me
“Gotta Get Rich Quick”, “devi diventare ricco in fretta” canta Lally Stott e viene subito voglia di cantare con lui.
Quanti di noi non l’hanno già fatto questo pensiero almeno una volta?! Certo che sentirlo cantato, quindi, espresso ad alta voce, porta forse un po’ di redenzione sia per le anime che si sono arricchite a discapito di tutto e di tutti sia per quelle che pur avendo ambito al benessere economico non hanno dato sfogo all’istinto predatorio.
Nella storia che si dipana sullo schermo la ricchezza arriva dagli Stati Uniti d’America, con quel parente benestante di cui molti aspetterebbero volentieri l’arrivo anche in una giornata torrida, afosa, nel clima estivo caratteristico della Laguna veneziana.
Atterra, infatti, a Venezia, l’aereo che ricongiunge ai suoi cari Dodo Spinacroce (Jacques Dufilho), d’ora innanzi “il nonno”. Con lui, in una bara, giunge anche la salma della defunta madre il cui ultimo desiderio, a detta del nonno, è stato quello di essere sepolta all’interno della casa ove da giovane aveva svolto servizio.

Ad attenderli sono: la figlia, Miriam (Andréa Ferréol), il genero, dottor Francesco Salmarani (Johnny Dorelli) e il nipote, Mimo (Stefano Amato). Ma i sentimenti che animano l’attesa e il ricongiungimento familiare non sono tra quelli più nobili. Infatti, Francesco Salmarani esprime vive preoccupazioni circa il ritorno del suocero e l’investimento di tutti i risparmi per l’anticipo versato per la “Villa degli oleandri”, luogo destinato alla cerimonia funebre.
A differenza di Francesco, Mimo, ragazzo sensibile e ingenuo, è sinceramente contento di fare la conoscenza del nonno. Anche Miriam, nonostante il lutto, è lieta di accogliere il padre nella città ove tutti conoscono e rispettano la famiglia Salmarani: Treviso.
Infatti, Miriam riferisce al nonno che Francesco è uno tra i più stimati medici del paese veneto.
Dall’aeroporto, si dirigono tutti in macchina seguendo il carro funebre sul Terraglio. Raggiungono, quindi, un’imponente villa palladiana a Piazzola sul Brenta.
Il nonno pare soddisfatto della sistemazione funebre. E chi non lo sarebbe?! Il luogo destinato all’eterno riposo per la defunta rimpatriata è la Villa Contarini.

Molti sono i conoscenti della famiglia che si sono premurati a porgere le condoglianze agli addolorati. Tra questi anche l’amante di Francesco, Paola Signorini (Maria Grazia Spina).
Ma è proprio il funerale l’occasione che getta le prime ombre sulla persona del nonno. Francesco viene a scoprire che il patrimonio dell’anziano sarebbe proveniente da attività di stampo mafioso poste in essere nel paese oltre oceano, patrimonio che, inoltre, sarebbe stato bruciato in un incidente. Lo stimato professionista vede nella sciagura la sua morte economica.
Pur avendo il beneficio di un cospicuo introito garantito dalla professione medica, il pagamento effettuato per la villa rappresenta una spesa insostenibile.
In questo scenario confuso fa la sua comparsa un angelo della salvezza: Mary (Pamela Villoresi), giovane giunta dall’America come governante e amante del nonno. Con la sua freschezza e spontaneità la ragazza conquista l’animo di Francesco il quale si dichiara disposto perfino a una rapina pur di reperire il denaro che gli permetterebbe di condurre una nuova esistenza, lontano dall’accomodante realtà trevigiana.

I piani, però, si complicano poiché i milioni del nonno fanno gola a tutti.
Conviene arrestare qui il racconto della trama per dare la possibilità a chi avrà la curiosità della visione di scoprire da sé il giallo in questa storia.
Infatti, il film, pur sviluppandosi come una commedia dell’azione e della parola, sorprende lo spettatore con una misurata dose di poliziesco. In seguito, ci sarà spazio per la figura del commissario di polizia, interpretato con abilità e simpatia da Pino Caruso.
La vicenda portata sullo schermo da Pasquale Festa Campanile non è tra le più originali ma la sceneggiatura (Castellano e Pipolo) è veramente ben congegnata. Sorprendentemente, la pellicola mantiene un ritmo di buon livello dalle prime alle ultime battute. A questa qualità aggiunta contribuisce indubbiamente la bravura degli attori: l’irresistibile Johnny Dorelli è quasi sempre in scena; l’intrigante Pamela Villoresi
stuzzica i sensi di tutti e l’affascinante Maria Grazia Spina pone equilibrio anche alle situazioni surreali.
La trama trova origine nel racconto di Piero Chiara, “Parlami d’amore Mariú”.

Pasquale Festa Campanile si iscrive nella lunga lista dei registi italiani che hanno portato sullo schermo racconti o romanzi di Chiara: nel 1970, Alberto Lattuada ha diretto “Venga a prendere il caffè da noi” tratto da “La spartizione”; nel 1971, Marco Vicario si è occupato di “Homo Eroticus”; nel 1974, Paolo Nuzzi ha diretto “Il piatto piange”; Francesco Massaro si è ispirato a all’omonimo racconto per “La banca di Monate”(1976); nel 1977, Dino Risi ha diretto “La stanza del vescovo”, e molti altri ancora fino al contemporaneo “Il pretore”(2014) tratto dal romanzo “Il pretore di Cuvio”, diretto da Giulio Base.
“Dimmi che fai tutto per me” è un film in cui va apprezzata la suggestiva ambientazione veneta, con la splendida villa palladiana all’interno della quale si sviluppa buona parte della vicenda.
Meno apprezzabile risulta il vocabolario dialettale sfoggiato dagli attori che, in più di un’occasione, sarà percepito come una forzatura.
Dimmi che fai tutto per me
Un film di Pasquale Festa Campanile. Con Johnny Dorelli, Andréa Ferréol, Jacques Dufilho, Pamela Villoresi, Enzo Robutti, Pino Caruso, Nanni Svampa, Stefano Amato Commedia, durata 100 min. – Italia 1976
Johnny Dorelli: Francesco Salmarani
Pamela Villoresi: Mary Mancini
Andréa Ferréol: Miriam Salmarani
Pino Caruso: il commissario
Jacques Dufilho: Spinacroce
Grazia Maria Spina: Paola
Nanni Svampa: il “biondino”
Ferdinando Murolo: Roberto Mancuso detto Robbie
Stefano Amato: Mino
Enzo Robutti: Felegatti
Regia Pasquale Festa Campanile
Soggetto Piero Chiara (racconto), Suso Cecchi d’Amico
Sceneggiatura Castellano e Pipolo
Produttore Leonardo Pescarolo
Distribuzione (Italia) Euro International Film
Fotografia Franco Di Giacomo
Montaggio Antonio Siciliano
Effetti speciali Marcello Fuga / Riccardo Vernier
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Guido Josia
– Papà, tu lo conosci il nonno?
– No, non l’ho mai visto.
– Ma la mamma lo conosce il nonno?
– Mino, non dire stupidaggini, vuoi che non conosca il suo padre?!
– Beh, domandavo… .
– Nonno, tua mamma com’è morta?
– Ah, un colpo… .
– Eh, naturale, alla sua età.
– Ma no! Un colpo de rivoltella.
– Cinque milioni di dollari aveva e si sono bruciati tutti nel fiume col motoscafo dell’irlandese, quello delle bombe! E io dovrei stare calmo, con i gangsters che vanno e vengono scassinando le bare?! Ma chi è tuo padre?! Un boss, Al Capone, Dillinger?!
– Adesso basta, Francesco, tu hai visto troppi film gialli, spegni la luce,vieni a dormire.
– Ma sai che sei la cosa più bella che mi sia capitata nella vita?! Sarebbe proprio fantastico fuggire insieme. Pensa poter dire a tutti arrivederci e grazie. No, anzi, niente arrivederci e niente grazie. Ma chi devo ringraziare?! Ma che vita è stata la mia? Una continua faticata. Ho faticato a prendere la laurea, ho faticato per crearmi una clientela e ho faticato ancor di più per far capire alla gente che non avevo sposato mia moglie per i soldi. Intanto il tempo è passato, ho visto il mondo e non ho fatto pazzie. Adesso il momento è arrivato, Mary. La facciamo una pazzia insieme? Fuggiamo. Partiamo subito.
– Se è per questo, stiamo già partendo.
– Porco Giuda… .
Festival di Cannes 1967
Quella del 1967 è l’edizione numero venti del Festival di Cannes,l’ultima prima della rivoluzione dell’anno successivo.Dal 27 aprile al 12 maggio
la “capitale” della costa Azzurra accoglie attori e attrici,registi e gente che ruota attorno al cinema per visionare le pellicole selezionate per l’anno in corso.
La giuria ha,tra i suo componenti,due italiani; sono il regista Alessandro Blasetti,presidente della stessa e il critico cinematografico Gian Luigi Rondi,oltre al regista sovietico Bondarchuck,a Miklos Jancso,Vincente Minnelli e Claude Lelouch,che però si auto escluderà dalla stessa in quanto proprietario del film Ho incontrato anche zingari felici di Aleksandar Petrovic.
Tre i film italiani presenti in concorso:Blow-Up, regia di Michelangelo Antonioni,Incompreso, regia di Luigi Comencini,A ciascuno il suo, regia di Elio Petri.
La Palma d’oro viene assegnata proprio al film di Antonioni,Blow-Up,che conferma nella città francese le trionfali accoglienze della critica e in parte del pubblico.
Il premio speciale viene assegnato in ex aequo a L’incidente (Accident), regia di Joseph Losey e a Ho incontrato anche zingari felici per la regia dello jugoslavo Aleksandar Petrovic (Jugoslavia).
Un altro prestigioso premio viene assegnato ad un italiano;Elio Petri trionfa nella sezione miglior sceneggiatura (Prix du scenario) con A ciascuno il suo.
Anche in questo caso c’è un ex aequo con il film Gioco di massacro del francese Alain Jessua.
Miglior attrice è Pia Degermark per Elvira Madigan, regia dello svedese Bo Widerberg,miglior attore è Oded Kotler interprete di Shlosha Yamim Veyeled,per la regia dell’sraeliano Uri Zohar.
Blow-Up, regia di Michelangelo Antonioni (Gran Bretagna/Italia)
Den røde kappe, regia di Gabriel Axel (Danimarca/Islanda/Svezia)
Mouchette – Tutta la vita in una notte (Mouchette), regia di Robert Bresson (Francia)
Incompreso, regia di Luigi Comencini (Italia/Francia)
Buttati Bernardo! (You’re a Big Boy Now), regia di Francis Ford Coppola (USA)
L’immorale regia di Pietro Germi

L’immorale, regia di Pietro Germi (Francia/Italia)
Gioco di massacro (Jeu de massacre), regia di Alain Jessua (Francia)
Diecimila giorni (Tízezer nap), regia di Ferenc Kósa (Ungheria)
Rih al awras, regia di Mohammed Lakhdar-Hamina (Algeria)

L’incidente (Accident), regia di Joseph Losey (Gran Bretagna)
Hotel per stranieri (Hotel pro cizince), regia di Antonín Mása (Cecoslovacchia)
A ciascuno il suo, regia di Elio Petri (Italia)
Ho incontrato anche zingari felici (Skupljaci perja), regia di Aleksandar Petrovic (Jugoslavia)
Terra in trance (Terra em Transe), regia di Glauber Rocha (Brasile)
La vergine di Shandigor (L’inconnu de Shandigor), regia di Jean-Louis Roy (Svizzera)
Vivi ma non uccidere (Mord und Totschlag), regia di Volker Schlöndorff (Germania)
Katerina Izmajlova, regia di Michail Šapiro (Unione Sovietica)

Ulysses, regia di Joseph Strick (Gran Bretagna/USA)
La chica del lunes, regia di Leopoldo Torre Nilsson (Argentina)

Mon amour, mon amour, regia di Nadine Trintignant (Francia)
Pedro Páramo, regia di Carlos Velo (Messico)
Elvira Madigan, regia di Bo Widerberg (Svezia)
Shlosha Yamim Veyeled, regia di Uri Zohar (Israele)
Giuria
Alessandro Blasetti, regista (Italia) – presidente
Sergei Bondarchuk, regista (Unione Sovietica)
René Bonnell, produttore (Francia)
Jean-Louis Bory, critico (Francia)
Miklós Jancsó, regista (Ungheria)
Claude Lelouch, regista (Francia) – auto-squalificato
Shirley MacLaine, attrice (USA)
Vincente Minnelli, regista (USA)
Georges Neveux, scrittore (Francia)
Gian Luigi Rondi, giornalista (Italia)
Ousmane Sembène, regista (Senegal)
Fuori concorso
Natascia – L’incendio di Mosca (Voyna i mir), regia di Sergei Bondarchuk (Unione Sovietica)
Addio Lara (J’ai tué Raspoutine), regia di Robert Hossein (Italia/Francia)
Le conquérant de l’inutile, regia di Marcel Ichac (Francia)
Batouk – Africa che muore (Batouk), regia di Jean Jacques Manigot (Francia)
Treni strettamente sorvegliati (Ostre sledované vlaky), regia di Jirí Menzel (Cecoslovacchia)
Privilege, regia di Peter Watkins (Gran Bretagna)
Restauration du Grand Trianon, regia di Pierre Zimmer (Francia)
Settimana della critica
Kane, regia di Yukio Aoshima (Giappone)
Rondo, regia di Zvonimir Berkovic (Jugoslavia)
Warrendale, regia di Alan King (Canada)
Un affare di cuore (Ljubavni slucaj ili tragedija sluzbenice P.T.T.), regia di Dusan Makavejev (Jugoslavia)
Trio, regia di Gianfranco Mingozzi (Italia)
Le règne du jour, regia di Pierre Perrault (Canada)
Orizzonte rosso (L’horizon), regia di Jacques Rouffio (Francia)
Ukamau, regia di Jorge Sanjinés (Bolivia)
De minder gelukkige terugkeer van Joszef Katus naar het land van Rembrandt, regia di Wim Verstappen (Paesi Bassi)
Premi
Grand Prix: Blow-Up, regia di Michelangelo Antonioni (Gran Bretagna/Italia)
Grand Prix Speciale della Giuria: L’incidente (Accident), regia di Joseph Losey (Gran Bretagna) ex aequo Ho incontrato anche zingari felici (Skupljaci perja), regia di Aleksandar Petrovic (Jugoslavia)
Prix d’interprétation féminine: Pia Degermark – Elvira Madigan, regia di Bo Widerberg (Svezia)
Prix d’interprétation masculine: Oded Kotler – Shlosha Yamim Veyeled, regia di Uri Zohar (Israele)
Prix de la mise en scène: Ferenc Kósa – Diecimila giorni (Tízezer nap) (Ungheria)
Prix du scénario: Elio Petri, Ugo Pirro – A ciascuno il suo, regia di Elio Petri (Italia) ex aequo Alain Jessua – Gioco di massacro (Jeu de massacre), regia di Alain Jessua (Francia)
Premio per la migliore opera prima: Rih al awras, regia di Mohammed Lakhdar-Hamina (Algeria)
Premio FIPRESCI: Ho incontrato anche zingari felici (Skupljaci perja), regia di Aleksandar Petrovic (Jugoslavia) ex aequo Terra in trance (Terra em Transe), regia di Glauber Rocha (Brasile)
Premio OCIC: Mouchette – Tutta la vita in una notte (Mouchette), regia di Robert Bresson (Francia)

Antonioni,Vanessa Redgrave,Carlo Ponti,Monica Vitti
Pia Degemarck e Michel Simon
Anita Pallenberg e Keith Richards
Anita Pallenberg
Michael York e Jaqueline Sassard
Robert Bresson e Francois Truffaut
Pablo Picasso
Gina Lollobrigida
Vitti e Mastroianni
Claudia Cardinale e Elizabeth Taylor
Claude Lelouch e Yves Montand
Cinema: pensieri, parole e parolacce – Parte sesta

“- Dì un po’, da quanto tempo è che non fai l’amore con una che ti piace?
– Non ho mai avuto il tempo di scegliere… ad ogni modo, è un bel po’.”
dal film La Califfa di Alberto Bevilacqua (1970)
” La speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose… e le cose buone non muoiono mai.”
dal film Le ali della libertà di Frank Darabont (1994)
“Tanto il bello quanto il brutto sono risultato di un eguale sforzo e sono qualità raggiunte.”
dal film Venga a prendere il caffè da noi di Alberto Lattuada (1970)
“I tradimenti di guerra sono bambinate a confronto dei nostri tradimenti in tempo di pace… .”
dal film Il paziente inglese di Anthony Minghella (1996)
“Qua sta Michele… qua sta Michele che vi porta il vostro conforto… café, café lungo, latte e cappuccino…
approfittate… non vi private delle piccole gioie della vita, oggi stiamo su questa terra e domani non ci state più… .”
dal film Café Express di Nanni Loy (1980)
“È davvero incredibile come possono diventare estranei due che si sono amati.”
dal film Una sull’altra di Lucio Fulci (1969)
“Perché non fate riposare quel vostro cervello da poliziotto? Il vostro cervello lavora sempre su preconcetti: un delinquente è sempre tale, chi è compromesso non può cambiare. Avanti, prendetemi la mano. Non vi farò nessun ricatto per questo.”
dal film Notorious – L’amante perduta di Alfred Hitchcock (1946)
“Ed io, essendo povero, ho solo i miei sogni, e i miei sogni ho steso ai tuoi piedi. Cammina leggera perché stai camminando sui miei sogni.”
dal film Equilibrium di Kurt Wimmer (2002)
“Un bel giorno senza dire niente a nessuno me ne andai a Genova e mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana… . Feci due volte il giro del mondo e non riuscii mai a capire che cazzo trasportasse quella nave… ma forse un giorno lo capii: droga!”
dal film Borotalco di Carlo Verdone (1982)
“All’inizio dormiva nella mia bara, affondando le sue piccole dita fra i miei capelli, finché un giorno volle una bara tutta per sé.”
dal film Intervista col vampiro di Neil Jordan (1994)
“Tu credi ancora che gli uomini ci amino come li amiamo noi? Gli uomini, vedi, godono della felicità che ricevono. Mentre noi possiamo solo godere della felicità che diamo. Loro non riescono assolutamente a dedicarsi esclusivamente, anima e corpo, a una sola donna.”
dal film Le relazioni pericolose di Stephen Freras (1988)
“La verità è che i panni sporchi non li laviamo affatto e diventano più sozzi!”
dal film Serpico di Sidney Lumet (1973)
“Da bambino chiesi al mio parroco: come si fa ad andare in paradiso e al tempo stesso a proteggersi da tutto il male che c’è nel mondo? Mi rispose con le parole che Dio disse ai suoi figli: eravate pecore tra i lupi. Siate prudenti come serpenti ma puri come colombe.”
dal film Gone Baby Gone di Ben Affleck (2007)
“Ammetto di aver visto giorni migliori, ma sono ancora lontana dal cedere per un cocktail!”
dal film Eva contro Eva di Joseph L. Mankiewicz (1950)
“- Compare Rusante, siete dentro?
– Sì, compare Menego, son dentro.
– Posso venir dentro anca’ mi?
– A dir la verità, dove son mi c’è posto per uno solo.”
dal film Fiorina la vacca di Vittorio De Sisti (1972)
“È una verità universalmente accettata che quando una parte della tua vita comincia ad andare bene, quell’altra diventa un completo disastro.”
dal film Il diario di Bridget Jones di Sharon Maguire (2001)
“- Figlio di puttana!
– Ah, ah, lassa perde pora mamma.”
dal film Febbre da cavallo di Steno (1976)
“Ehi, non denigrare la masturbazione. È sesso con qualcuno che amo.”
dal film Io e Annie di Woody Allen (1977)
“Mi pisciano in testa e mi dicono che è pioggia!”
dal film Il diavolo in blu di Carl Franklin (1995)
“Dal passato puoi scappare… oppure imparare qualcosa.”
dal film Il re leone di Roger Allers e Rob Minkoff (1994)

Andavamo al cinema-Parte 33

Da molti anni cerco immagini di cinema della mia città,Bari.Nonostante lunghe e meticolose ricerche,ho potuto colmare solo in parte la mia collezione di immagini di questi cinema.Cerco,quindi,foto dei seguenti cinema di Bari:Marilon,Orfeo,Adriatico,Jolly,Armenise,King,Arena giardino via Ravanas,Arena Moderno via Napoli,San Nicola (città vecchia),Ariston ( o Santelia),Manzoni,Savoia,Redentore (esterno),Impero (Bari città).Chiunque possegga o sia in grado di dirmi dove reperire le immagini dei cinema indicati avrà la mia imperitura gratitudine 🙂 Con questo numero sono oltre mille le immagini proposte,un archivio che spero continui ad interessarvi.La mia mail: paolobari@email.it

Arena all’aperto in Campo San Polo a Venezia
Atrio del cinema Alhambra,Firenze
Atrio del cinema Lepore,Lucera (Foggia)
Cine Teatro delle Terme,Abano Terme (Padova)
Cine Teatro Garibaldi,Padova
Cine Teatro Margherita,Bari
Cine Teatro Margherita,Napoli
Cine Teatro Orfeo,Bondeno (Ferrara)
Cinema Ariston,Firenze
Cinema Colò,Viareggio
Cinema De Caro,Forenza (Potenza)
Cinema Dolomiti,Tione di Trento
Cinema Excelsior,Firenze (1960)
Cinema Galleria,Roma
Cinema Giardino Primavera,Firenze
Cinema Imperiale,Viserba (Rimini)
Cinema Impero,Eboli
Cinema Impero,Marsala
Cinema Impero,Montagnana (Verona)
Cinema Impero,Roma
Cinema Italia,Eboli
Cinema Littorio,Carate Brianza
Cinema Massimo,Trieste
Cinema Metro Goldwin Mayer,Padova
Cinema Moderno e Modernetta,Roma
Sala Cinema Paris,Roma
Sala Cine Teatro Petruzzelli Bari
Sala Cine Teatro Sociale,Portogruaro
Sala Cinema Controluce,Sarzana (La Spezia)
Sala Cinema Italia,Cesena
Andavamo al cinema-Parte 32

Da molti anni cerco immagini di cinema della mia città,Bari.Nonostante lunghe e meticolose ricerche,ho potuto colmare solo in parte la mia collezione di immagini di questi cinema.Cerco,quindi,foto dei seguenti cinema di Bari:Marilon,Orfeo,Adriatico,Jolly,Armenise,King,Arena giardino via Ravanas,Arena Moderno via Napoli,San Nicola (città vecchia),Ariston ( o Santelia),Manzoni,Savoia,Redentore (esterno),Impero (Bari città).Chiunque possegga o sia in grado di dirmi dove reperire le immagini dei cinema indicati avrà la mia imperitura gratitudine 🙂 Con questo numero sono esattamente mille le immagini proposte,un archivio che spero continui ad interessarvi.

Cinema Casa del soldato,Bari
Cinema Excelsior,Mestre (Venezia)
Cinema Ideal,Giulianova Marche
Cinema Imperia,Bologna
Cinema Impero,Palese (Bari)
Cinema Italia,Vicenza
Cinema Littorio Vicenza (grazie alla Fondazione Vajenti)
Cinema Lux,Messina
Cinema Marco Polo,Favaro Veneto (Venezia)
Cinema Moderno,Brescia
Cinema Moderno,Ravenna
Cinema Monviso,Cuneo
Cinema Nazionale Quarrata,Pistoia
Cinema Odeon,Mercato Saraceno (Forli)
Cinema Odeon Parma
Cinema Olimpia,Venezia
Cinema Oriente,Bari (dettaglio)
Cinema Oriente,Bari (sulla sinistra,il Politeama Petruzzelli)
Cinema Oscar,Busto Arsizio (Milano)
Cinema Palestrina,Roma
Cinema Parco delle rose,Grado
Cinema Primiero,Trento
Cinema Teatro Principe,Roma
Sala Cinema Apollo Bologna
Sala Cine Don Bosco,La Spezia
Sala Cinema Astor,Torino (da notare il tetto apribile)
Sala Cinema Aurora,Trieste
Sala cinema Modernissimo,Bologna
Sala Supercinema,Canicattì











































































































































































































































































































































