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Clio Goldsmith

Clio Goldsmith foto

Clio Goldsmith, attrice francese, parigina purosangue, esordisce con il botto nel 1980; Alberto Lattuada, regista sempre attento, perennemente alla ricerca di nuovi talenti e di nuovi volti, la scrittura per il suo film La cicala, nel quale Clio, esordiente, è chiamata a interpretare il personaggio omonimo, Cicala, una ragazza libera dal temperamento forte e volitivo che si troverà coinvolta, suo malgrado, in un drammone a forti tinte.

Clio Goldsmith Miele di donna 2

Clio Goldsmith Miele di donna 1

Clio Goldsmith in due scene tratte da Miele di donna

Siamo nel 1980, come già detto è Clio ha 23 anni, essendo nata a Parigi nel 1957; il cognome denota le sue origini tedesche, infatti la sua famiglia proviene dalla Germania; prima di trasferirsi definitivamente in Francia, i suoi hanno abitato per un certo tempo in Inghilterra;la sua famiglia discende da Benedict Hayum Salomon Goldschmidt, banchiere che nel 700 forniva il Granduca di Toscana.

Clio Goldsmith Il regalo 2
Il regalo (Le cadeau)

Clio Goldsmith Plein sud
Con Patrick Dewaere in Plein sud

La cicala è per lei un film importante; ha un volto fresco e giovane, buone doti espressive, e grazie al discreto successo che il film ottiene, pure in un periodo di grossa crisi cinematografica, si fa notare in un mondo estremamente competitivo come quello del cinema. Infatti il regista Gianfranco Angelucci la vuole con se in Miele di donna, nel quale le viene affidata la parte di Anny, una ragazza creata dalla fantasia di una scrittrice e protagonista di un romanzo dall’esito imprevedibile.

Clio Goldsmith Le grand pardon 1

Le grand pardon

Clio Goldsmith L’étincelle 2
Clio Goldsmith in L’enticelle

Per quanto il film sia un esperimento mal riuscito, goffo e tendenzialmente noioso, Clio non sfigura affatto, grazie a quella sua aria spaesata che rende alla perfezione il personaggio di Anny, che passerà attraverso strane esperienze in una pensione abitata da ancor più strani individui.
E’ il suo momento migliore: con soli due film , si è costruita una buona fama, tant’è vero che viene immediatamente chiamata sul set di La storia vera della signora delle camelie; a volerla è un altro regista italiano di fama, Mauro Bolognini, che riduce per lo schermo il successo letterario di Alexandre Dumas.

Clio Goldsmith Miele di donna 3
Ancora dal film Miele di donna……

Clio Goldsmith Le grand pardon 2
… e dal film Le grand pardon

Nel film Clio lavora accanto a Isabelle Huppert, la Alphonsine Plessis protagonista del romanzo, a Gian Maria Volonté e Bruno Ganz, oltre al solito Fernando Rey, con il quale ha recitato in Miele di donna.
Il suo ruolo, quello di Clemence, non è tra quelli principali, visto che la vera protagonista rimane la Huppert, eroina in negativo del romanzo e del film.
Il film successivo, sempre del 1981 è Plein sud, di Luc Béraud, girato al fianco di Patrick Dewaere e Jeanne Moreau; il film, un noir, la vede protagonista nei panni di Caroline, una donna misteriosa che sconvolge la vita di un professore universitario. Un film importante, questo, che le permette un’altra scrittura in Italia, nel film di Marco Tullio Giordana La caduta degli angeli ribelli.

Clio Goldsmith La cicala 1
Con Virna Lisi nel film La cicala

Lei ha la parte principale, quella di Cecilia, una donna normale con una vita assolutamente normale, che cambia irreparabilmente il giorno in cui apprende che  suo padre è in fin di vita. Sconvolta, la donna si concede ad un automobilista di passaggio, con il quale vivrà una storia appassionata che finirà male. Il film non riscuote successo, per colpa di una sceneggiatura approssimativa. E’ quindi una battuta d’arresto in una carriera, fino a quel momento, ricca di soddisfazioni.

Clio Goldsmith L’étincelle 1
L’enticelle

Si arriva quindi al 1982, quando la venticinquenne Clio decide di sposare Carlo Alessandro Puri Negri, un importante dirigente d’azienda, nipote del fondatore delle industrie Pirelli.
Il ruolo di moglie e successivamente di madre evidentemente la appaga, anche se continua il suo lavoro cinematografico con La donna giusta, di Paul Williams, uno strano film in cui è una delle donne della vita di un cronista donnaiolo che all’improvviso decide di convertirsi ad uno stile di vita più morigerato.
Il film non riscuote un gran successo, ma Clio lavora ancora, questa volta in Le grand pardon, di Alexandre Arcady, e nel ben più importante Le cadeau, uscito in Italia con il titolo tradotto letteralmente Il regalo, che il regista Michel Lang trae dal libro di Terzoli Anche i bancari hanno un’anima.

Clio Goldsmith Plein sud 2
Plein sud

Nel film è Barbara, una giovane prostituta che alcuni amici “regalano” per una sera ad un bancario in procinto di andare in pensione.
Per due anni Clio resta in attesa di una scrittura che la convinca; nel frattempo è diventata mamma, per cui torna sullo schermo solo nel 1984, nel film L’etincelle, nuovamente diretta da Lang. Nel film è Dale, una giovane sposa in attesa che è contesa da un padre e suo figlio.
Il film è il suo ultimo lavoro cinematografico, perchè comparirà, dopo di allora, solo in un film per la tv, diretto da Dino Risi, …e la vita continua.
Nel 1985 divorzia, dopo solo tre anni di matrimonio, da Carlo Alessandro Puri Negri; la delusione per la fine del matrimonio e uno strano episodio riguardante un’ammiratore che la molestava, la spingono a lasciare le scene.
Di lei si parlerà nel 1991 per il suo nuovo matrimonio con Mark Shand, fratello della compagna di Carlo d’Inghilterra, Camilla Parker-Bowles.

Clio Goldsmith La donna giusta

Nel film La donna giusta

Clio Goldsmith Il regalo 1

Il regalo

Clio Goldsmith Plein sud 3

Plein sud

Oggi, Clio Goldsmith vive in Italia con suo marito; non è più rientrata su un set televisivo, svolge solo attività benefiche.
Aldilà delle sue scelte professionali e umane, che l’hanno portata a interrompere una carriera cinematografica che si prospettava brillante, Clio è rimasta nella memoria degli spettatori come un’attrice di buon livello, affascinante e sexy, con quella sua aria da maliziosa donna in bilico tra ingenuità e malizia.

…e la vita continua (1984) (TV)
L’étincelle (1984)
Il regalo- Le cadeau (1982)
Le grand pardon (1982)
La donna giusta (1982)
La caduta degli angeli ribelli (1981)
Plein sud (1981)
La storia vera della signora dalle camelie (1981)
Miele di donna (1981)
La cicala (1980)

gennaio 2, 2010 Posted by | Biografie | | Lascia un commento

Miele di donna

Miele di donna locandina

Una giovane donna attraversa la città assolata, sale sulla sua Golf cabriolet e si ferma davanti ad una villa elegante; l’insegna sulla porta ci informa che si tratta della Chirone editrice.
La donna suona e ad aprire arriva un signore elegante, l’editore Chirone. La donna estrae una pistola e obbliga l’uomo ad entrare in casa; poi, dopo aver chiuso ermeticamente tutte le finestre,costringe l’uomo a sedersi e gli porge un manoscritto, costringendo Chirone a leggerlo a voce alta.

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Catherine Spaak

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Fernando Rey

Il manoscritto racconta le vicende di Anny, una giovane all’apparenza candida, che giunge nella pensione Desiderio proveniente da un posto non citato.
All’interno della pensione è accolta dalla procace proprietaria, che la mette a suo agio.
Poco alla volta Anny fa conoscenza con le strane, sopratutto stravaganti persone che sono pensionate nella struttura; si parte da Ines, una giovane governante maltrattata dalla proprietaria (scopriremo poi che è sua sorella), per passare ad uno strano e elegante maestro di ballo, passando per un affascinante sconosciuto che abita una stanza perennemente immersa nel buio nella quale non fa altro che esercitarsi nel coltivare la migliore forma fisica, per finire con una strana donna vestita come una dark lady che in seguito si rivelerà essere una donna dominante con velleità sadiche.

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Clio Goldsmith

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Donatella Damiani

La ragazza, alla fine, scoprirà la sessualità grazie al misterioso culturista.
Di colpo tutto si interrompe, e si scopre che quello di Anny era solo un sogno.
Non solo; la scrittrice con la pistola non ha minacciato l’editore casualmente.
Lei è la compagna (o forse la moglie, il film non lo spiega) dell’editore; i due in pratica hanno creato un nuovo gioco delle parti per rivitalizzare il loro rapporto.

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Letta così, la sceneggiatura sembra semplice e lineare, anche se un pochino sempliciotta.
In pratica le cose stanno diversamente, perchè dopo abbondanti 15 minuti, passati tra le schermaglie che intercorrono tra l’editore e la scrittrice, ci troviamo proiettati in un film quasi incomprensibile nelle sue vere motivazioni.
Il percorso di Anny, che sembrerebbe un percorso iniziatico, propedeutico a qualcosa di indefinito, si trasforma in un incomprensibile vagabondare tra le stanze della pensione Desiderio, in cui vive gente che si muove come in sogno, senza motivazioni e senza passato. Chi è la proprietaria della pensione, cosa fa effettivamente nella stessa? Perchè maltratta sua sorella, che relazioni ci sono tra i vari avventori? Ma la domanda principale resta una: chi è Anny, da dove viene, qual’è il suo passato?

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Domande che potrebbero non avere un senso qualora l’intento del regista, Gianfranco Angelucci sia stato quello di raccontare con l’ausilio di una storia blandamente erotica, che ricorda alla lontana l’iniziazione erotica di O, la protagonista di Histoire d’O, un percorso similare fatto dalla ingenua Anny all’interno della pensione Desiderio.
In questo caso il film non centra nessuno dei suoi obiettivi, trasformandosi in una noiosissima storia senza capo ne coda usata come pretesto per giustificare la storia esistente tra i due veri protagonisti, l’editore e la scrittrice, che forse usano la stessa per tenere sveglio il loro legame.

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Qualunque sia l’intento di Gianfranco Angelucci, il film, nonostante un gran cast, si rivela soporifero oltre ogni limite consentito; i personaggi, che sembrano muoversi senza alcuna motivazione di fondo, finiscono per perdere di interesse con conseguente trasformazione in tedio da parte dello spettatore.
Eppure il cast è di prim’ordine; a partire da Fernando Rey, l’editore, per proseguire poi con Catherine Spaak, la scrittrice, con Clio Goldsmith, la bella Anny, con Donatella Damiani, dalle forme sovrabbondanti eppure esposte con insolita sobrietà, da Adriana Russo, che è Ines per finire con la solita bella e affascinante

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Adriana Russo

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Susan Scott (Nieves Navarro)

Susan Scott o Nieves Navarro che si voglia e con Luc Merenda, il misterioso pensionante con la fissa del fisico perfetto.
Un cast assolutamente sprecato, quindi, in un film totalmente inespresso in qualsiasi ottica lo si voglia vedere, fatte salve le belle immagini della Goldsmith nature, che da sole valgono la metà del prezzo del biglietto.
Ma solo la metà, però.

Miele di donna, un film di Gianfranco Angelucci. Con Catherine Spaak, Fernando Rey, Clio Goldsmith, Luc Merenda, Adriana Russo, Lino Troisi, Donatella Damiani
Drammatico, durata 91 min. – Italia 1981.

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Miele di donna banner protagonisti

Clio Goldsmith: Annie
Catherine Spaak: scrittrice
Donatella Damiani: padrona della pensione
Fernando Rey: editore
Luc Merenda: uomo della stanza
Adriana Russo: Ines
Lino Troisi: pensionato

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Regia Gianfranco Angelucci
Soggetto Gianfranco Angelucci, Liliana Betti
Sceneggiatura Gianfranco Angelucci, Liliana Betti, Eligio Herrera
Casa di produzione Vogue Film
Fotografia Jaime Deu Casas
Montaggio Roberto Perpignani
Musiche Riz Ortolani

dicembre 29, 2009 Posted by | Erotico | , , , , , , , | 3 commenti

La cicala

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Virna Lisi è Wilma nel film La cicala

Lei non ha un nome, tutti la conoscono come “la cicala”, perchè è sempre allegra e ha sempre voglia di cantare. Un giorno il suo destino si lega inesorabilmente  a quello di Wilma Malinverni, una cantante in declino con un passato oscuro, fafto di prostituzione. Wilma arriva nel paese dove abita Cicala, e ne diventa l’amica, subito dopo che la sfortunata cantante viene cacciata dal locale dove si esibisce, perchè il suo repertorio non è più di moda.

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Clio Goldsmith ( a sinistra) è Cicala

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Barbara De Rossi è Saveria

Cicala e Wilma lasciano il paese, con destinazione incerta; tuttavia, mentre sono in un locale notturno, vengono avvicinate da Ulisse, un uomo che possiede una stazione di servizio con annesso bar albergo. Le due donne vanno a lavorare con Ulisse, contribuendo in maniera determinante al successo della stazione di servizio. Così Ulisse, pur venuto a conoscenza del passato turbolento di Wilma, le propone di sposarlo; la donna accetta e i due diventano marito e moglie, mentre la fedele Cicale lavora felice nella stazione. Un giorno, a complicare irrimediabilmente le cose, arriva la figlia di Wilma, Saveria,

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una diciottenne all’apparenza tranquilla. Ben presto la ragazza mostrerà il vero lato oscuro di se stessa; dopo aver assistito ad un breve convegno amoroso della madre con un vecchio spasimante, si concede ad un amico di Ulisse, avventore della stazione di servizio e della sala biliardo Carburo e poi a Cipria, amico anche lui di Wilma. Tra Wilma e Saveria scoppia, improvvisa, la competizione. La madre, dopo aver scoperto la tresca tra Saveria e Cipria, uccide quest’ultimo,e aiutata da Ulisse ne occulta il corpo.

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Ma la situazione è destinata a precipitare; dopo aver notato le occhiate che il marito riserva alla figlia e gli sguardi ammiccanti con cui Saveria ricambia le attenzioni, Wilma decide di uccidersi. Dopo aver scritto una lettera nella quale confessa l’omicidio, si tuffa nelle acque del fiume, e nonostante il disperato tentativo di salvarla di Cicala, annega, proprio mentre un bambino urta involontariamente la scarpa nella quale Wilma aveva deposto la confessione scritta.  Saveria a questo punto, dopo aver sedotto Ulisse, diventa la reale proprietaria della stazione di servizio, che d’ora in poi si chiamerà La regina.

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Saveria seduce Cipria….

La tragedia scoppia improvvisa quando Cicala e Carburo decidono di vendicare la morte di Wilma; sfidato ad una partita di biliardo il pavido Ulisse, Carburo vince la posta, Saveria ; la donna segue Carburo, nel suo camion, mentre Ulisse, riscossosi dal torpore iniziale, insegue la coppia. In un drammatico incidente, Saveria vola fuori dal parabrezza del camion, restando uccisa sul colpo. Cicala decide di lasciare tutto e riprendere la sua vita errabonda.

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La cicala, film del 1980 diretto da Alberto Lattuada, è un film drammatico che ad un certo punto vira decisamente verso il noir; un film in cui si fatica a trovare un personaggio con connotazioni positive, se si esclude il personaggio solare della cicala. Tutti gli altri, a cominciare da Wilma, per finire ai suoi amanti Carburo e Cipria, passando per il marito Ulisse, o peggio, sua figlia Saveria, appaiono come anime quasi nere di una tragedia in cui non ci sono buoni, ma soltanto anime perse.

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Un film immerso in un’atmosfera abbastanza tetra, che lascia presagire, sin dall’inizio, un finale a tinte forti. Sopratutto durante la prima chiacchierata tra Cicala e Wilma, lungo un ponte, durante la quale la ragazza legge la mano di Wilma, e turbata rifiuta di dire cosa vi ha letto. Uno dei tanti simboli di una storia che è una sorta di drammone famigliare, con tanto di rivalità mortale tra madre e figlia, con il regista, il sapiente Lattuada, pronto a descrivere con colori scuri le varie psicologie dei personaggi, aiutato dalla verve degli attori.

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Brava Virna Lisi, una splendida Wilma, brava l’ex attrice di fotoromanzi Barbara De Rossi, fresca e disinibita, assolutamente a suo agio nel descrivere l’angelo dall’anima nera Saveria; bene anche l’ esordiente Clio Goldsmith, unico personaggio in chiaro del film. Forse un po azzardata la scelta di Anthony Franciosa, troppo legato e ingessato per interpretare il personaggio di Ulisse, mentre è sicuramente bravo Renato Salvatori nel ruolo di Carburo. Film molto interessante, da riscoprire. Il film è presente su You tube, in una versione ottenuta dalla tv all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=zS4L6pohOyw

La cicala, un film di Alberto Lattuada. Con Virna Lisi, Anthony Franciosa, Renato Salvatori, Barbara De Rossi, Michael Coby, Clio Goldsmith, Riccardo Garrone, Loris Bazzocchi, Corrado Olmi, Mario Novelli, Mario Maranzana, Antonello Fassari, Serena Grandi Drammatico, durata 100 min. – Italia 1980

Virna Lisi: Wilma Malinverni
Anthony Franciosa: Annibale
Renato Salvatori: Carburo
Clio Goldsmith: Cicala
Barbara De Rossi: Saveria
Aristide Caporale: Bretella
Riccardo Garrone: Ermete

 

Regia Alberto Lattuada
Soggetto Marina Di Leo, Natale Prinetto
Sceneggiatura Alberto Lattuada, Franco Ferrini
Produttore Ibrahim Moussa
Produttore esecutivo Manolo Bolognini; produttore associato: Bianca Lattuada
Casa di produzione NIR Film
Distribuzione (Italia) PIC Distribuzione
Fotografia Danilo Desideri
Montaggio Sergio Montanari
Musiche Fred Bongusto

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giugno 24, 2009 Posted by | Drammatico | , , , | Lascia un commento