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luglio 29, 2018 Posted by | Foto biografie | | 4 commenti

Roma bene

Roma bene locandina

Lo squallido mondo che ruota attorno ai salotti della Roma che conta, la Roma bene, visto da Lizzani in questo film del 1971. Uno sguardo cattivo, crudele, sopratutto impietoso.
I vizi e le debolezze, le brutture dei Vip sono l’altra faccia della Roma bene, tratteggiata attraverso una galleria di personaggi assolutamente deprimente, radunata attorno al salotto di Silvia Santi, di origini aristocratiche, moglie di giorgio industriale con le mani in molteplici attività; i due coniugi sono la parte terminale di un iceberg composto, secondo Lizzani, da uomini e donne senza scrupoli o valori morali.

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Nino Manfredi e Enzo Cannavale

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Irene Papas

Come il titolato De Vittis, barone senza denaro che scrocca feste e inviti, e che durante una delle tante festicciole organizzate dalla Santi, la invita a ballare e riesce a rubarle un orecchino, che ingoia, e che sarà costretto poi a “depositare” dopo aver ingurgitato un purgante.
O anche come Nino Rappi, che cerca finanziamenti per una sua impresa e che perciò non esita a servirsi di sua moglie, una donna cinica e furba; Wilma, questo è il suo nome, arrotonda le sue entrate con il lavoro più antico del mondo, ha un’amante donna e anche lei non si fa nessuno scrupolo pur di mantenere il proprio status.

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Franco Fabrizi, Michele Mercier, Gigi Ballista

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Senta Berger

Non c’è un personaggio che abbia un benchè minimo senso morale, oppure che possa definirsi retto o onesto, in questo serraglio indecoroso.
La stessa Silvia Santi non esita a fingere un rapimento pur di estorcere denaro a suo marito, rapimento organizzato con la complicità dei suoi due figli,Vivi e Lando.
C’è poi Dedè Marescalchi,nobiltà pura, che va a letto con chiunque pur di agevolare gli interessi del marito, che ovviamente è consapevole della cosa e ne trae profitto, c’è Elena Teopulos, che uccide il marito simulando un incidente….

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Virna Lisi

Agnello sacrificale in mezzo al branco dei lupi, ecco Il commissario Quintilio Tartamella, chiamato dapprima a indagare sullo strano furto dell’orecchino, poi sul finto rapimento e infine sull’assassinio simulato; il cmmissari, cinico e disincantato, verrà a capo di tutti e tre gli enigmi e involontariamente riceverà una promozione; il suo capo infatti, per timore che le vicende suscitino scandalo nel dorato mondo dell’aristocrazia e del mondo degli affari romano, dopo averlo promosso lo trasferirà.

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Senta Berger

Quasi tutti i personaggi della storia, con l’eccezione di Giorgio e del Monsignore, eminenza grigia dall’animo nero, esempio di quel clero affarista e spregiudicato presente purtroppo anch’esso nella melma della Roma bene, periranno in un bagno purificatore, simboleggiato da un avvenimento che porterà i loro destini a confluire nella stessa tragica sorte.
Mentre Rappi morirà d’infarto in seguito a un cocktail di donne, alcool e stress da troppo sport, Silvia, Dedè, Elena e De Vittis e altri moriranno affogati mentre navigano con il loro yacht al largo; infatti tutti si caleranno in acqua, lasciando lo yacht senza nessuno a bordo, scordandosi anche di calare la scaletta prima di tuffarsi.

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Pia Giancaro

Un rogo simbolico, con cui Lizzani fa perire tutti gli osceni personaggi della storia; saranno loro le vittime di un possibile progrom che sia di buon auspicio per una classe sociale migliore.
Ma il fatto che si salvino i due uomini più importanti, il Monsignore e l’industriale, mostra che non c’è speranza; come un serpente a più teste, la buona borghesia ha sempre la possibilità di mordere da un’altra parte.
Lizzani usa le maniere forti, gettando acido solforico ovunque, usando l’accetta per tagliare i profili dei protagonisti;ne viene fuori un ritratto a tinte cupissime, senza speranza di una classe sociale allo sbando morale.
Alle volte l’accanimento è tale da rendere i personaggi troppo caratterizzati; tuttavia è indubbio il valore dell’operazione del film, teso a mostrare l’altro lato della medaglia, ovvero le paludi che si nascondono dietro il dorato mondo della noiltà, dei ricchi parvenue e di coloro che fanno dell’interesse, del denaro e del successo la fonte primaria di interesse.

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Un film da rivedere, a distanza di quasi quarant’anni, anche per la presenza di un cast sontuoso, che spazia da Virna Lisi a Philippe Leroy, passando per Manfredi, le bellissime Mercier e Senta Berger, tra Gastone Moschin e Irene Papas, Vittorio Caprioli e Ely Galleani, film arricchito anche da una galleria di caratteristi, come Cannavale, Ballista, Tarascio…..
Per una volta sono in disaccordo con il grande Kezich, che scrisse del film:
Molto abile nella ricostruzione naturalistica della cronaca, Lizzani appare meno a suo agio nell’affresco di costume: questo Roma bene sta alla realtà odierna della capitale come La Celestina P.R. stava alla Milano del miracolo economico. Nessuno dei numerosi attori di un cast affollato si conquista una menzione al merito: neppure Nino Manfredi nella parte di un commissario disgustato e ostinato, che dovrebbe rappresentare nel quadro una specie di personaggio positivo

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Philippe Leroy

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Gastone Moschin

Roma bene, un film di Carlo Lizzani. Con Nino Manfredi, Irene Papas, Umberto Orsini, Philippe Leroy, Vittorio Caprioli, Virna Lisi, Michèlle Mercier, Mario Feliciani, Senta Berger, Gastone Moschin, Evi Maltagliati, Vittorio Sanipoli, Carlo Hintermann, Franco Fabrizi, Nora Ricci, Enzo Tarascio, Annabella Incontrera, Enzo Cannavale, Peter Baldwin, George Wang, Gigi Ballista, Giancarlo Badessi, Gigi Rizzi, Carla Mancini, Minnie Minoprio, Dado Crostarosa, Luigi Leoni, Pupo De Luca
Drammatico, durata 113 min. – Italia 1971.

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Roma bene banner protagonisti

Senta Berger …      Dede Marescalli
Vittorio Caprioli …     Il barone Maurizio Di Vittis
Franco Fabrizi …     Nino Rappi
Mario Feliciani …     Teo Teopoulos
Philippe Leroy …     Giorgio Santi
Virna Lisi …     Silvia Santi
Nino Manfredi …     Il Commissario Quintilio Tartamella
Michèle Mercier …     Wilma Rappi
Gastone Moschin …     Il monsignore
Umberto Orsini …     Prince Rubio Marescalli
Irene Papas …     Elena Teopoulos
Gigi Ballista …     Vitozzi
Dado Crostarosa …     Lando Santi
Ely Galleani …     Vivi Santi
Annabella Incontrera …     La Lesbica
Evi Maltagliati …     La madre di Elena
Minnie Minoprio …     Minnie
Nora Ricci …     donna Serena
Gigi Rizzi …     Un playboy
Vittorio Sanipoli …     Il Questore
Giancarlo Badessi …     Rossi
Peter Baldwin …     Michele Vismara
Enzo Cannavale …     Tognon
Pia Giancaro …     L’invitata in nude-look
Margaret Rose Keil …     Suzy
Pupo De Luca …     Amante di Dede Marescalli
Enzo Tarascio …     L’avvocato di Elena
Carlo Hinterman …     Secondo avvocato di Elena
Luigi Leoni …     Altro amante di Dede Marescalli

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Regia:     Carlo Lizzani
Soggetto:     Luigi Bruno Di Belmonte
Sceneggiatura:     Luciano Vincenzoni,Nicola Badalucco,Carlo Lizzani
Fotografia:     Giuseppe Ruzzolini,Alfonso Avincola
Montaggio:     Franco Fraticelli,Sergio Fraticelli,Alessandro Gabriele
Effetti speciali:     Italo Cameracanna
Musiche:     Luis Enriquez Bacalov
Scenografia:     Flavio Mogherini,Francesco Pietropolli
Costumi:     Adriana Berselli,Marina De Laurentiis,Rosalba Menichelli

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febbraio 17, 2010 Posted by | Drammatico | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Sapore di mare

Sapore di mare locandina

Estate del 1964, Versilia: sulle spiagge toscane si incrociano le storie di un gruppo eterogeneo di ragazzi. Paolo e Marina, due ragazzi napoletani, con l’immancabile famiglia folcloristica al seguito, conoscono un gruppetto di amici in vacanza, tra i quali ci sono Luca e Felicino, due fratelli figli di un ricco industriale lombardo.

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Marina Suma (Marina)

Del gruppo fanno parte una coppia di spocchiosi gemelli toscani, l’intellettualoide Gianni, fidanzato con la bellissima Selvaggia, Giorgia, una insipida ragazza un tantino snob. Tra i ragazzi si intrecciano storie e flirt; il più complicato capiterà proprio a Gianni, che avrà un’avventura, per altro molto platonica, con Adriana, una matura signora sposata con un industriale interessato solo alle auto.

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Jerry Cala, è  lo scapestrato e irriverente Luca

Questo metterà in crisi il rapporto tra Gianni e Selvaggia, mentre si svolge un altro flirt, quello tra Marina e Luca, che più che ad una storia seria sembra puntare alla solita avventura estiva. Il fratello di Luca, Felicino, rientra dall’Inghilterra con una inglesina piuttosto pepata e anticonformista, Susan, della quale si innamorerà perdutamente Paolo.

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Isabella Ferrari, (Selvaggia)

Il gioco delle coppie continua, tra avventure, scherzi, giochi: la fine dell’estate vedrà lo scioglimento dell’allegra compagnia, che da quel momento non si rivedrà più, se non nel 1982, quando, casualmente, Marina tornerà in Versilia alla Capannina, il mitico locale degli anni sessanta, e troverà Luca e Felicino intenti a vivere la loro vita spensierata, di playboy segnati dal tempo. Marina riceverà un biglietto da Luca, che simboleggia, in qualche modo, il tempo trascorso tra l’adolescenza e l’età matura, quasi un gesto di rimpianto del vecchio amore della donna : «Questo biglietto vale per tutte le lettere che non ti ho mai scritto. A proposito, sei sempre la più bella…».

Sapore di mare 11Christian De Sica (Felicino) 

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I giovani spensierati sono diventati adulti, e la loro vita è cambiata: Marina si è sposata, ma pensa ancora con nostalgia a quell’estate, l’estate del primo amore. Gianni non si è sposato, è in cerca del grande amore e fa il giornalista, Selvaggia si è sposata, ha divorziato e convive con un venditore di auto, mentre Paolo e Susan sono diventati marito e moglie. Adriana ora ha un nuovo amore: è il figlio, che chiede alla madre, sulle note di Celeste nostalgia, cosa avessero di speciale gli anni sessanta.

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Sapore di mare, film del 1982, diretto da Carlo Vanzina, è un film molto importante per una serie di motivi:

– arriva in un anno, il 1982, di pesante crisi dell’industria cinematografica; crisi di spettatori, ma anche crisi di idee, e riporta nelle sale un pubblico numeroso, grazie al sapiente cocktail realizzato dal figlio del grande Steno tra musica, revival, gag, simpatia degli attori, divertimento senza pensieri;

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– lancia una pattuglia di giovani attori, che ben presto diverranno famosi, o vedranno in rialzo la loro carriera, come Marina Suma, Isabella Ferrari, Jerry Cala, Christian De Sica, Karina Huff, Angelo Cannavacciuolo, integrati perfettamente ai più noti Cannavale, Virna Lisi, Ennio Antonelli;

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– diventa un cult per le musiche davvero sontuose, praticamente il meglio della produzione italiana degli anni sessanta, come Sapore di sale di Paoli, Stessa spiaggia stesso mare di Focaccia, I watussi e Abbronzatissima di Vianello, e ancora Senza fine, Ritornerai, Una carezza in un pugno, Come te non c’è nessuno, Perdono.

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A questo bisogna aggiungere l’aver fatto da apripista ad una serie di pellicole balneari, forse meno incisive e riuscite, ma che ebbero il merito di riportare spettatori al cinema. Un film a tratti divertente, a tratti malinconico, come quel finale alla Capannina, con le note di Celeste nostalgia di Cocciante  a chiudere mentre Virna Lisi risponde al figlio, che le chiedeva cosa avessero di speciale gli anni sessanta, ” non lo so, so soltanto che ci batteva forte il cuore”

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Estate del 1982, 18 anni dopo:  Luca, Felicino e a sinistra una giovane Alba Parietti

Un film un tantino ruffiano, ma veramente poco: il tutto assume l’aspetto di uno spaccato generazionale una volta tanto non giocato sull’mpegno o su discorsi seri e paroloni, ma sulla spensieratezza, sulla voglia di vivere, su quelle che erano davvero le estati degli anni sessanta, le estati del surf e del twist, dei balli lenti e dell’hully gully, i prototipi dei balli di gruppo. Un bel film, davvero, recitato discretamente, e che ebbe un seguito di assoluto minor rilievo, Sapore di mare due un anno dopo, diretto da Cortini, ma senza i personaggi fondamentali di marina e Luca, e sopratutto senza la magia che aveva creato Vanzina con la sua perfetta alchimia musica-nostalgia.

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In ultimo da sottolineare le prove dei vari attori: bravo Cala nei panni dello spensierato playboy Luca, bellissima e seducente Virna Lisi nel ruolo della matura Adriana, bravo De Sica nel ruolo dell’antipatico Felicino, splendida Isabella Ferrari in quello di Selvaggia. Si segnalano anche Paolo Baroni e Angelo Maggi nei panni dei marchesini Pucci, Giorgia Fiorio, futura fotografa di gran fama nel ruolo di Giorgia.

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Il film è disponibile in versione completa e in ottima qualità all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=FlLoQJHXIrs

Sapore di mare

Un film di Carlo Vanzina. Con Jerry Calà, Marina Suma, Karina Huff, Virna Lisi, Alba Parietti, Edoardo Vianello, Ennio Antonelli, Rita Forzano, Gianfranco Barra, Ugo Bologna, Guido Nicheli, Isabella Ferrari, Annabella Schiavone, Angelo Maggi, Paolo Baroni Commedia, durata 98′ min. – Italia 1983

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Sapore di mare banner protagonisti

Jerry Calà: Luca
Marina Suma: Marina
Virna Lisi: Adriana
Christian De Sica: Felicino
Karina Huff: Susan
Isabella Ferrari: Selvaggia
Angelo Cannavacciuolo: Paolo
Paolo Baroni: Marchesino Pucci
Angelo Maggi: Marchesino Pucci
Gianni Ansaldi: Gianni
Giorgia Fiorio: Giorgia
Giorgio Vignali: Maurizio
Ugo Bologna: commendator Carraro
Gianfranco Barra: padre di Paolo e di Marina
Annabella Schiavone: madre di Paolo e di Marina
Guido Nicheli: marito di Adriana
Enio Drovandi: Cecco
Ennio Antonelli: il bagnino Morino
Edoardo Vianello: se stesso

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Regia Carlo Vanzina
Soggetto Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
Sceneggiatura Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
Produttore Claudio Bonivento
Casa di produzione International Dean Film
Distribuzione (Italia) Medusa Distribuzione
Fotografia Beppe Maccari
Montaggio Raimondo Crociani
Musiche Edoardo Vianello, Mariano Perrella
Scenografia Fiorenzo Senese
Costumi Silvio Laurenzi

Sapore di mare banner citazioni

« Devi imparare a socialize… a socializzare… come un’ape, che vola su tanti fiori: prende qua, prende là e poi diventa migliore »

« Ganza ‘sta battuta! Proprio ganza! Ganzissima!!! »

« Per quest’anno, non cambiare: vengo al mare per ciullare. E, come l’anno scorso, c’è il pirla del bagnino»

“- Ma chi è? Un’amica?
– Ma che amica? È una che si trombava vent’anni fa… pisellone!”

“- Ma non facciamo i barboni, ma cosa volete che sia qualche chilo di caviale!
– Vorrà dire che quest’inverno ci rifacciamo con le paghe degli operai… va ben?
– Chissà perche i padri quando invecchiano diventano cosi stronzi?
– Te lo dico io il perché… perché hanno dei figli pistola come te.”

“Uhe ragazzi, mi dispiace… la musica è finita, gli amici se ne vanno… Dai Marina, andiamo in branda va!”

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* Stessa spiaggia, stesso mare – Piero Focaccia (sigla iniziale)
* Abbronzatissima – Edoardo Vianello
* Cuando calienta el sol – Los Marcellos Ferial
* Sei diventata nera – Los Marcellos Ferial
* Luglio – Riccardo Del Turco
* I Watussi – Edoardo Vianello
* Il capello – Edoardo Vianello
* Windsurf – Edoardo Vianello
* Una carezza in un pugno – Adriano Celentano
* Come te non c’è nessuno – Rita Pavone
* Senza fine – Mina
* Tremarella – Edoardo Vianello
* O mio Signore – Edoardo Vianello
* Guarda come dondolo – Edoardo Vianello
* Andavo a cento all’ora – Gianni Morandi
* Nessuno mi può giudicare – Caterina Caselli
* Se mi vuoi lasciare – Michele
* Perdono – Caterina Caselli
* C’è una strana espressione nei tuoi occhi – Rokes
* Segreti – Giorgia Fiorio
* Un anno d’amore – Mina
* Alla mia età – Rita Pavone
* Mi sono innamorato di te – Luigi Tenco
* Una rotonda sul mare – Fred Bongusto
* Non ho l’età (per amarti) – Gigliola Cinquetti
* Il cielo in una stanza – Mina
* Non son degno di te – Gianni Morandi
* Una lacrima sul viso – Bobby Solo
* When you walked in the room
* Celeste nostalgia – Riccardo Cocciante
* Il peperone – Edoardo Vianello (sigla finale)
* Prendiamo in affitto una barca – Edoardo Vianello (sigla finale)

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luglio 1, 2009 Posted by | Commedia | , , , , | 1 commento

La cicala

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Virna Lisi è Wilma nel film La cicala

Lei non ha un nome, tutti la conoscono come “la cicala”, perchè è sempre allegra e ha sempre voglia di cantare. Un giorno il suo destino si lega inesorabilmente  a quello di Wilma Malinverni, una cantante in declino con un passato oscuro, fafto di prostituzione. Wilma arriva nel paese dove abita Cicala, e ne diventa l’amica, subito dopo che la sfortunata cantante viene cacciata dal locale dove si esibisce, perchè il suo repertorio non è più di moda.

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Clio Goldsmith ( a sinistra) è Cicala

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Barbara De Rossi è Saveria

Cicala e Wilma lasciano il paese, con destinazione incerta; tuttavia, mentre sono in un locale notturno, vengono avvicinate da Ulisse, un uomo che possiede una stazione di servizio con annesso bar albergo. Le due donne vanno a lavorare con Ulisse, contribuendo in maniera determinante al successo della stazione di servizio. Così Ulisse, pur venuto a conoscenza del passato turbolento di Wilma, le propone di sposarlo; la donna accetta e i due diventano marito e moglie, mentre la fedele Cicale lavora felice nella stazione. Un giorno, a complicare irrimediabilmente le cose, arriva la figlia di Wilma, Saveria,

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una diciottenne all’apparenza tranquilla. Ben presto la ragazza mostrerà il vero lato oscuro di se stessa; dopo aver assistito ad un breve convegno amoroso della madre con un vecchio spasimante, si concede ad un amico di Ulisse, avventore della stazione di servizio e della sala biliardo Carburo e poi a Cipria, amico anche lui di Wilma. Tra Wilma e Saveria scoppia, improvvisa, la competizione. La madre, dopo aver scoperto la tresca tra Saveria e Cipria, uccide quest’ultimo,e aiutata da Ulisse ne occulta il corpo.

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Ma la situazione è destinata a precipitare; dopo aver notato le occhiate che il marito riserva alla figlia e gli sguardi ammiccanti con cui Saveria ricambia le attenzioni, Wilma decide di uccidersi. Dopo aver scritto una lettera nella quale confessa l’omicidio, si tuffa nelle acque del fiume, e nonostante il disperato tentativo di salvarla di Cicala, annega, proprio mentre un bambino urta involontariamente la scarpa nella quale Wilma aveva deposto la confessione scritta.  Saveria a questo punto, dopo aver sedotto Ulisse, diventa la reale proprietaria della stazione di servizio, che d’ora in poi si chiamerà La regina.

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Saveria seduce Cipria….

La tragedia scoppia improvvisa quando Cicala e Carburo decidono di vendicare la morte di Wilma; sfidato ad una partita di biliardo il pavido Ulisse, Carburo vince la posta, Saveria ; la donna segue Carburo, nel suo camion, mentre Ulisse, riscossosi dal torpore iniziale, insegue la coppia. In un drammatico incidente, Saveria vola fuori dal parabrezza del camion, restando uccisa sul colpo. Cicala decide di lasciare tutto e riprendere la sua vita errabonda.

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La cicala, film del 1980 diretto da Alberto Lattuada, è un film drammatico che ad un certo punto vira decisamente verso il noir; un film in cui si fatica a trovare un personaggio con connotazioni positive, se si esclude il personaggio solare della cicala. Tutti gli altri, a cominciare da Wilma, per finire ai suoi amanti Carburo e Cipria, passando per il marito Ulisse, o peggio, sua figlia Saveria, appaiono come anime quasi nere di una tragedia in cui non ci sono buoni, ma soltanto anime perse.

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Un film immerso in un’atmosfera abbastanza tetra, che lascia presagire, sin dall’inizio, un finale a tinte forti. Sopratutto durante la prima chiacchierata tra Cicala e Wilma, lungo un ponte, durante la quale la ragazza legge la mano di Wilma, e turbata rifiuta di dire cosa vi ha letto. Uno dei tanti simboli di una storia che è una sorta di drammone famigliare, con tanto di rivalità mortale tra madre e figlia, con il regista, il sapiente Lattuada, pronto a descrivere con colori scuri le varie psicologie dei personaggi, aiutato dalla verve degli attori.

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Brava Virna Lisi, una splendida Wilma, brava l’ex attrice di fotoromanzi Barbara De Rossi, fresca e disinibita, assolutamente a suo agio nel descrivere l’angelo dall’anima nera Saveria; bene anche l’ esordiente Clio Goldsmith, unico personaggio in chiaro del film. Forse un po azzardata la scelta di Anthony Franciosa, troppo legato e ingessato per interpretare il personaggio di Ulisse, mentre è sicuramente bravo Renato Salvatori nel ruolo di Carburo. Film molto interessante, da riscoprire. Il film è presente su You tube, in una versione ottenuta dalla tv all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=zS4L6pohOyw

La cicala, un film di Alberto Lattuada. Con Virna Lisi, Anthony Franciosa, Renato Salvatori, Barbara De Rossi, Michael Coby, Clio Goldsmith, Riccardo Garrone, Loris Bazzocchi, Corrado Olmi, Mario Novelli, Mario Maranzana, Antonello Fassari, Serena Grandi Drammatico, durata 100 min. – Italia 1980

Virna Lisi: Wilma Malinverni
Anthony Franciosa: Annibale
Renato Salvatori: Carburo
Clio Goldsmith: Cicala
Barbara De Rossi: Saveria
Aristide Caporale: Bretella
Riccardo Garrone: Ermete

 

Regia Alberto Lattuada
Soggetto Marina Di Leo, Natale Prinetto
Sceneggiatura Alberto Lattuada, Franco Ferrini
Produttore Ibrahim Moussa
Produttore esecutivo Manolo Bolognini; produttore associato: Bianca Lattuada
Casa di produzione NIR Film
Distribuzione (Italia) PIC Distribuzione
Fotografia Danilo Desideri
Montaggio Sergio Montanari
Musiche Fred Bongusto

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giugno 24, 2009 Posted by | Drammatico | , , , | Lascia un commento