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Coffy

Coffy locandina

Coffy di Jack Hill, con protagonista Pam Grier è probabilmente il film più famoso della Blaxploitation, il genere cinematografico ideato agli inizi del decennio settanta per catturare l’attenzione del pubblico afroamericano.
Il termine Blaxploitation nasce dalla fusione di black (nero) ed exploitation (sfruttamento) ed è un genere che tende a riportare in maniera cruda e visivamente molto forte problematiche relative alla condizione di vita della gente di colore in America.
Un genere poco amato dai critici perchè caratterizzato ( a loro modo di vedere) da un’assoluta mancanza di contenuti a tutto vantaggio di scene di violenza o di sesso: un’accusa in parte vera ma che non deve far dimenticare come molti di questi film nascessero da storie quotidiane di emarginazione e razzismo, a cui la gente di colore reagiva a volte in maniera violenta.

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Coffy riassume in se tutti gli stereotipi del genere, partendo da una storia di violenza per raccontare la violenza stessa usata dalla protagonista per vendicare la sorella morta a causa di un’overdose di eroina mal tagliata.
Ad interpretare il personaggio della dura vendicatrice di colore Coffy viene chiamata Pam Grier,

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che aveva già lavorato con Hill in due film del filone WIP, Women in prison, altro genere molto popolare tra il finire degli anni 60 e gli inizi dei 70.
I due film, ovvero Sesso in gabbia e The big bird cage avevano lanciato la prorompente sensualità e perchè no, valorizzato anche le capacità interpretative della Grier che si era fatta un nome.

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Ma è grazie anche alla blaxploitation che Pam Grier consolida la sua fama: l’attrice di colore diventa una specie di simbolo per gli afroamericani che da quel momento fanno la fila per vedere i suoi film.
La trama di Coffy è molto semplice e lineare; racconta le vicende di un’infermiera che per vendicare sua sorella non esita ad entrare nel mondo pericoloso e violento degli spacciatori di droga di colore.
La donna dapprima aggancia un potente boss offrendogli il suo corpo e poi gli fa saltare il cervello.

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E’ l’inizio di una vendetta che Coffy porterà avanti fra mille difficoltà, durante il compimento della quale vedrà anche il suo fidanzato poliziotto rimanere ferito in maniera grave con conseguente coma.
A completare la serie di ostacoli posti sul suo cammino arriverà anche la sua cattura da parte di King George, magnaccia e sfruttatore che incarna il peggio degli istinti criminali.
Vestito di rosso, agghindato come un damerino e coperto di catene d’oro, King George rappresenta quella classe di delinquenti emergenti che una volta arricchiti non esitano a mostrare tutto il loro sadismo e la frustrazione repressa sfogandola sulle vittime occasionali che incrociano le loro vite.
Coffy finirà proprio nelle grinfie dell’uomo e ne sperimenterà il sadismo fino alla conclusione, ovviamente all’insegna dell’happy end.

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Film violento e veloce, basato sul ritmo e sorretto da una sceneggiatura accettabile, Coffy è un film piacevole aldilà delle evidenti forzature del regista che estremizza le situazioni e i dialoghi per imprimere ritmo al film stesso.
La Grier caratterizza molto bene il ruolo della vittima prima e vendicatrice poi che riscatta la dignità della sorella infliggendo un duro colpo al mercato dello spaccio cittadino.
Alcune sequenze che la vedono protagonista si ricordano a lungo, come quella in cui si accapiglia con le prostitute invitate ad una festa da King George o come quelle in cui sopporta le torture del gangster.
Il finale forse poteva essere scritto meglio pur lasciando inalterato l’happy end, ma la logica di questi film era quella di accontentare una fascia particolare di pubblico per cui va bene così.

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Molto ben fatta la colonna sonora che segue nei momenti topici il film e che accompagna lo spettatore tra la visione di un cervello schizzato sulla parete e il seno prorompente della Grier non lesinato; la soundtrack è opera dell’afroamericano Roy Ayers.
Coffy è diventato nel tempo una sorta di piccolo cult non solo per la gente di colore, ma anche per il resto del pubblico; ad esserne influenzato è stato anche Quentin Tarantino, che non ha mai nascosto la sua ammirazione per la blaxploitation tanto da girare proprio con la Grier il film Jackie Brown, che ha di fatto rinverdito la fama della brava attrice americana.

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Il regista Hill conferma le sue doti di artigiano di valore con una regia attenta e anche furba in cui cura tutto, dal soggetto alla sceneggiatura fino alla direzione del film stesso; inserisce quà e là qualche seno in più, pesta il piede sull’ acceleratore della violenza ottenendo così un prodotto che di certo non sfigura.
Bene anche il resto del cast.

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Coffy
Un film di Jack Hill. Con Pam Grier, Brooker Bradshow, Robert Doqui, Bill Elliott Drammatico, durata 91 min. – USA 1973.

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Pam Grier: Coffy

Booker Bradshaw: Howard Brunswick
Robert DoQui: King George
William Elliott: Carter
Allan Arbus: Arturo Vitroni
Sid Haig: Omar
Barry Cahill: McHenry
Lee de Broux: Nick
Ruben Moreno: Ramos
Lisa Farringer: Jeri
Carol Locatell: Priscilla
Linda Haynes: Meg
John Perak: Aleva
Mwako Cumbuka: Grover
Morris Buchanan: Sugarman

Regia Jack Hill
Soggetto Jack Hill
Sceneggiatura Jack Hill
Produttore Robert Papazian, Salvatore Billitteri
Casa di produzione American International Pictures
Fotografia Paul Lohmann
Montaggio Chuck McClelland
Effetti speciali Jack DeBron
Musiche Roy Ayers
Scenografia Chuck Pierce

gennaio 27, 2012 Posted by | Drammatico | , | Lascia un commento

Pam Grier

Pam Grier banner

Una carriera lunga e feconda, che le ha permesso di diventare molto conosciuta avendo interpretato quasi 100 tra film e serie tv, alcune delle quali sono degli autentici cult negli Usa.
Pamela Suzette Grier, conosciuta come Pam Grier è una delle attrici di colore più note, con alle spalle oltre quarant’anni di cinema e Tv.
Nata a Winston-Salem nel North Carolina il 26 maggio del 1949, primogenita dei quattro figli di un meccanico dell’aeronautica e di un’infermiera, Pam ha esordito a 21 anni con uno dei registi di culto dell’eros anni 60 e 70, quel Russ Meyer che ha creato un modo assolutamente personale di fare cinema mescolando l’erotismo all’ironia e diventando un autentico fenomeno di un cinema di cassetta amato anche da parte della critica.
Il film è Lungo la valle delle bambole (Beyond the Valley of the Dolls), nel quale usa il nome di Pamela Grier, cosa che farà altre tre volte nel corso della sua carriera; il ruolo è molto piccolo, ma nel cinema si sa è importante esserci.
Difatti nel 1971 Jack Hill la vuole nel film Sesso in gabbia (The Big Doll House), uno dei primissimi WIP (Women in prison, donne in prigione) a essere girato e che le permetterà in seguito di avere altri ruoli in questo genere dalle fortune altalenanti.

Pam Grier Bucktown
Pam Grier in Bucktown

L’attrice interpreta Grear, una detenuta violenta, in un film di discreto valore tra i migliori del genere. Il nome della Grier è nei primissimi titoli di testa, subito dietro quello della protagonista principale Judith Brown, il che è ovviamente un buon segno per la sua carriera futura.
La buona prova fornita le vale l’assunzione nel cast di Rivelazioni di un’evasa da un carcere femminile (Women in cage) dello stesso anno, film diretto da Gerardo de Leon;ritrova l’attrice Judith Brown e passa dall’altro lato della barricata interpretando l’aguzzina Alabama.
La sua presenza è adesso un buon richiamo, anche se limitatamente ad un genere che anche se diffuso non è particolarmente amato dal grande pubblico; nel 1972 arriva la terza prova in un WIP, nel film The Big Bird Cage, con l’interpretazione di Blossom nuovamente diretta da Jack Hill e con al fianco la bella Anitra Ford.

Pam Grier Hit man
Hit man

Pam Grier The big bird cage 0
The big bird cage

Poichè ha ormai una certa popolarità e si sente in grado di uscire dal ristretto ambito dei WIP, accetta un nuovo contratto per I diamanti sono pericolosi (Cool Breeze,1972) e in Hit Man di George Armitage, film con la quasi totalità di interpreti di colore.
Sono film di mediocre livello, il cinema continua a volerla per ruoli in film WIP così nel 1973 ritorna al genere che l’ha vista esordire con Donne in catene (Black Mama, White Mama), in cui interpreta Lee Daniels, una prigioniera che stabilisce un’alleanza con una bionda idealista solo per seguire la sua voglia di denaro.
Ma è con Coffy che ottiene la fama.
Il film, nuovamente diretto da Jack Hill, è un prodotto tipico blaxploitation, genere tipicamente riservato agli afro americani che erano la stragrande maggioranza del pubblico di queste pellicole.
La storia della splendida infermiera Coffy, che non esita davanti a nulla pur di vendicare la sorella morta per un’overdose di eroina, conquista non solo il pubblico tipico del blaxploitation, ma la rivela attrice completa e le consegna fama internazionale.

Pam Grier The arena
Nel film The arena, in italiano La rivolta delle gladiatrici

Il fisico prorompente, la bellezza selvaggia e le buone doti di recitazione ne fanno un’attrice di ottimo livello e nel 1974 il quasi esordiente Steve Carver la chiama per The arena, un peplum americano che racconta le vicissitudini di Bodicia, sacerdossa dei galli, bionda e bellissima, catturata nel raid in terra francese e di Manawi, ballerina colored che vengono quindi ad incontrarsi in catene nella città romana di Brindisi.
Qui le donne, assieme alle sventurate compagne di prigionia, vengono utilizzate come compagne occasionali dei gladiatori impegnati nei loro cruenti combattimenti o anche come divertimento notturno dei loro carcerieri
Il ruolo di Manawi le calza a pennello e la Grier ingaggia anche un duello di bellezza con la bionda e staturia Margaret Markov che interpreta Bodicia.
Ancora nel 1974 ritorna a lavorare con Hill in Foxy Brown, storia di una donna che vuol vendicare la morte del suo uomo; ormai Pam è una star del blaxploitation e i ruoli in questo particolare genere le risultano congeniali oltre che molto amati dal pubblico afro-americano.
La troviamo infatti sul set di Assassinio all’aeroporto (Friday Foster) di Arthur Marks, film nel quale lavora anche la celebre cantante di colore Eartha Kitt, in Bucktown accanto a Fred Williamson sempre per la regia di Marks e infine in Drum, l’ultimo mandingo (1976), film nato sulla scia del grande successo di Mandingo di Richard Fleischer, uscito l’anno prima e che aveva riscosso un gran successo in tutto il mondo. La trama di Drum ricalca in qualche modo quella del film di Richard Fleischer…

Pam Grier friday foster
Friday Foster

Pam Grier The big doll house 0

The big doll house

Nel 1977 il compianto Luigi Scattini recluta Pam Grier per il suo La notte dell’alta marea; è un film debole, non all’altezza delle precedenti opere del maestro e Pam, che interpreta Sandra in pratica ha un ruolo molto piccolo.
Subito dopo aver lavorato in Il circuito della paura (Greased Lightning) di Michael Schultz accanto alla star Richard Pryor, un film che narra la storia vera di Wendell Scott primo campione di colore di corse racing per auto Pam esordisce in tv con la celebre serie Radici, diretta da Sydney A. Glass e tratta dal best sellers di Alex Haley. Si tratta di una scelta importante, perchè la ora trentenne attrice di colore sente la brutta aria che si respira attorno al cinema e sopratutto avverte il calo di interesse per i due generi per i quali è diventata famosa ovvero il WIP e la blaxploitation.
Gli anni 80 per lei iniziano infatti all’insegna delle sit com e all’insegna dello straordinario successo di Love boat, che era già in programmazione dal 1977 e che chiuderà i battenti dopo un decennio fortunatissimo nel 1986.

Pam Grier Fantasmi da Marte
Fantasmi da Marte

Nel 1981 torna al cinema con un film decisamente bello diretto da Daniel Petrie, Bronx 41 distretto di polizia (Fort Apache the Bronx) accanto alla star Paul Newman poi due anni di tregua; ritorna sugli schermi nel 1983 con Il duro più duro di Fleischer accanto a Dennis Quaid per un film ambientato nel mondo della boxe.

Pam Grier Cool breeze
Pam Grier in Cool breeze

La situazione artistica della Grier è in un punto quasi fermo; la fama e la notorietà le sono arrivate principalmente perchè ha saputo coniugare alla perfezione le doti fisiche e di bellezza con dei ruoli di donna dura e determinata tipici dei generi in cui è diventata una star, ma il tempo ovviamente sta passando e la concomitante crisi del cinema riduce al lumicino le parti da interpretare.
Infatti nei successivi tre anni la Grier lavora per il cinema in sole due pellicole, The Vindicator (1986) di Jean-Claude Lord e in Sogni di gloria, sempre dell’86 di Nilsson.
Ma il suo è un volto noto, gli spettatori americani le sono affezionati, anche perchè Pam non è una donna che dia scandali, è simpatica e disponibile così la troviamo in tv in due serie fortunatissime, Giudice di notte che inizata nel 1984 andrà in onda fino al 1992 e nella fortunatissima sit com I Robinson.

Pam Grier Coffy
Coffy

Nonostante nel 1988 le venga diagnosticato un cancro con la concreta possibilità di non vivere più di due anni, la Grier reagisce con grinta, simile ad uno dei personaggi che ha intepretato nella carriera. E’ una battaglia che vince, ma la vita la prova ancora quando nel 1990 muore sua sorella anche lei ammalata di cancro e perde il figlio della stessa suicida, incapace di accettare la morte della madre.

Pam Grier Miami Vice
L’attrice in un episodio della serie Tv Miami Vice

Nonostante queste terribili storie personali, l’attrice lavora con determinazione: in un’intervista del 2006 ha detto:

“Non posso parlare di me. Non ci riesco proprio. So che ho influenzato la gente, e sono orgogliosa di questo. Ma come la vedo io,  davvero non ho fatto niente di speciale.Non ho salvato nessuno da un edificio in fiamme. La vera Foxy Brown  mi ha avvicinato all’inizio della sua carriera per chiedermi se poteva usare il nome. Le ho detto, ‘Non hai bisogno di chiedere.’ Se sei una donna indipendente, ogni donna è Foxy Brown. – L’Atlanta Journal-Constitution, 7 Gennaio 2006”
Parole di una donna intelligente e volitiva.
Nel 1988 è accanto al quasi sconosciuto Seagal in Nico, poi è sul set di Uccidete la colomba bianca accanto a Gene Hackman; è l’inizio di una nuova era per l’attrice di colore, contrassegnata da una serie impressionante di partecipazioni a serie tv come Crime Story (nella quale lavorerà per due anni), Midnight Caller, la celebre Miami vice, e poi ancora California, Monsters,Pacific Station,The Sinbad Show,Willy, il principe di Bel Air ….
Non trascura naturalmente il cinema.
E paradossalmente lavora in film di notevole qualità, ben distanti da quelli discreti ma legati al genere blaxploitation degli inizi carriera; in pochi anni la troviamo in film come Classe 1999 (1990) di Mark L. Lester, in Un mitico viaggio (1991) di Peter Hewitt, in Posse – la leggenda di Jessie Lee (1993) di Mario Van Peebles e in Fuga da Los Angeles (1996), sequel del fortunatissimo ( e bellissimo) 1997: fuga da New York sempre diretto da John Carpenter e interpretato ancora una volta da Kurt Russell, il mitico Iena Plissken.
Con Carpenter lavorerà ancora nel 2001, quando il regista la chiamerà per interpretare il ruolo di Helena Braddock in Fantasmi da Marte; ma nel frattempo ha lavorato con Quentin Tarantino in Jackie Brown (1997), un film scritto su misura per lei dal talentuoso regista di Pulp fiction e in Mars attacks! di Tim Burton.

Pam Grier Black mama white mama
Black mama,white mama

Un salto di qualità notevole, che testimonia la sua bravura nonostante non abbia più il fisico della pin up.
Ma quando sai recitare e sopratutto quando sei la beniamina del pubblico i ruoli arrivano.
Così negli ultimi 15 anni la Grier non ha mai smesso di lavorare, comparendo in qualche film di buon successo come Bones (2001) di Ernest R. Dickerson,nel discutibile Pluto Nash (2002) accanto a Eddie Murphy e in altri lavori.
Ma la sua vera passione è rimasta la recitazione televisiva che l’ha resa ancor più popolare: emblematiche le partecipazioni a importanti serial come Justice League,Law & Order: Special Victims Unit,Caccia al killer prima dello straordinario successo di una delle serie più innovative della Tv, L-world in cui ha interpretato Kit Porter sorella della protagonista Jennifer Beals.
Questo serial, andato in onda per sei stagioni, ha raccontato storie politicamente scorrette di donne lesbiche, affrontandone i problemi e le difficoltà quotidiane; lei ha partecipato con la sua carica enorme di simpatia diventando un punto fisso del serial stesso.

Pam Grier Pluto nash…
Con Eddie Murphy in Pluto nash

Quest’anno l’attrice è ancora sulla breccia, nel film L’amore all’improvviso – Larry Crowne di Tom Hanks accanto all’attore che è anche regista del film e accanto alla star Julia Roberts. E poichè la vita inizia a sessant’anni, eccola contemporaneamente sul piccolo schermo nel serial Smallville e reduce dall’impegno in Mafia, un altro serial sul quale tutti giurano.

Pam Grier The L- world
Pam Grier in The L- world

Ne ha fatta di strada la ragazza di colore che incantava con la sua bellezza e le sue forme, tanto da essere inserita fra le 100 donne più affascinanti del XX secolo….
Oggi è ancora una donna iperattiva, che divide il suo tempo fra cinema e tv; dopo 40 anni di carriera non sente la necessità di fermarsi. E se lo fa è per dedicarsi alla sua fattoria, come racconta:

Molti dicono: ‘deve essere pazza, lei è un eremita, vive lontana dalla città,  guida un camioncino su una strada sterrata, qualcosa deve essere sbagliato in lei. Non può essere afro-americana,”

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Pam Grier Sheeba baby
Pam Grier nel film Sheeba baby

Pam Grier Greazed lighting
Greazed lighting

Pam Grier Jawbreaker
Jawbreaker

Pam Grier Mars Attaks!
Mars Attaks!

Pam Grier Jackie Brown

Jackie Brown

Pam Grier Lady of the house
Lady of the house

Pam Grier Women in cage
Women in cage

Pam Grier The big doll house
The big doll house

Pam Grier La notte dell’alta marea
La notte dell’alta marea

Pam Grier Drum l’ultimo mandingo
Drum l’ultimo mandingo

Pam Grier Bones
Bones

Pam Grier The big bird cage
The big bird cage

Pam Grier One st to die
One st to die

Pam Grier Fort apache the Bronx

Fort Apache the Bronx

Pam Grier Women in cage 0

Women in cage

Pam grier Smallville

Nel serial Tv Smallville

Pam grier Scream Blacula Scream

Scream Blacula Scream

Pam grier Rimbalzi d'amore

Rimbalzi d’amore

Pam grier Law & Order Special Victims Unit

Pam Grier nella celebre serie Tv Law and Order

Pam grier L'amore all'improvviso

L’amore all’improvviso

Pam grier La fortezza

La fortezza

Pam grier Fuga da Los Angeles

Fuga da Los Angeles

Pam grier Foxy brown

Foxy Brown

Pam grier Above the law

Above the law

Pam grier Woman Thou Art Loosed On the 7th Day

Tre signore e una grande impresa

Pam Grier banner filmografia

2011 L’amore all’improvviso – Larry Crowne
2010 Rimbalzi d’amore
2010 Smallville (TV series)
2010 The Invited
2004-2009 The L Word (TV series)
2008 Tre signore e una grande impresa (TV movie)
2005 Bad Girls Behind Bars
2005 Back in the Day
2003 Caccia al killer (TV movie)
2002-2003 Law & Order: Special Victims Unit (TV series)
2002 Justice League (TV series)
2002 Night Visions (TV series)
2002 Pluto Nash
2002 Baby of the Family
2001 Feast of All Saints (TV movie)
2001 Bones
2001 Strange Frequency (TV serie
2001 Fantasmi da Marte
2001 Love the Hard Way
2001 3 A.M.
2000 Wilder
2000 Hayley Wagner, Star (TV movie)
2000 La fortezza: segregati nello spazio
2000 Snow Day
1999 Linc’s (TV series)
1999 Tris di cuori (TV series)
1999 Happily Ever After: Fairy Tales for Every Child (TV serie)
1999 Holy Smoke – Fuoco sacro
1999 La famiglia della giungla (TV serie)
1999 No Tomorrow
1999 Ricominciare ad amare (TV movie)
1999 Amiche cattive
1998 MADtv (TV series)
1998 Pinky and the Brain (TV serie)
1997 Jackie Brown
1997 Strip Search
1996 Mars Attacks!
1996 The Wayans Bros. (TV serie)
1996 Sparks (TV serie)
1996 Fuga da Los Angeles
1996 Sfida finale
1995 Serial Killer (video)
1995 Marshal (TV serie)
1994 Willy, il principe di Bel Air (TV serie)
1994 The Sinbad Show (TV serie)
1993 Posse – la leggenda di Jessie Lee
1992 A Mother’s Right: The Elizabeth Morgan Story (TV movie)
1992 Pacific Station (TV serie)
1991 Un mitico viaggio
1991 Monsters (TV serie)
1990 California (TV serie)
1990 Classe 1999
1985-1990 Miami Vice (TV serie)
1989 Uccidete la colomba bianca
1989 Midnight Caller (TV serie)
1986-1988 Crime Story (TV serie)
1988 Nico
1988 Frank’s Place (TV serie)
1987 Una notte da ricordare
1987 I Robinson (TV serie)
1986 Giudice di notte (TV serie)
1986 Sogni di gloria
1986 The Vindicator
1985 Badge of the Assassin (TV movie)
1985 Stand Alone
1983 Qualcosa di sinistro sta per accadere
1983 Il duro più duro
1981 Bronx 41 distretto di polizia
1980 Love Boat (TV serie)
1979 Radici (TV mini-serie)
1977 Il circuito della paura
1977 La notte dell’alta marea
1976 Drum, l’ultimo mandingo
1975 Assassinio all’aeroporto
1975 Bucktown
1975 ‘Sheba, Baby’
1974 Foxy Brown
1974 La rivolta delle gladiatrici
1973 Scream Blacula Scream
1973 Coffy
1973 Donne in catene
1973 Il crepuscolo della scienza
1972/I Hit Man
1972 The Big Bird Cage
1972 I diamanti sono pericolosi
1971 Rivelazioni di un’evasa da un carcere femminile
1971 Sesso in gabbia
1970 Lungo la valle delle bambole

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novembre 11, 2011 Posted by | Biografie | | 6 commenti

La rivolta delle gladiatrici (The Arena)

La rivolta delle gladiatrici locandina 1

Durante l’occupazione romana della Gallia, un gruppo di legionari irrompe in un villaggio gallico mentre è in corso una cerimonia sacra e massacra senza pietà tutti gli uomini del villaggio.
Ad essere risparmiate sono soltanto le donne che vengono incatenate e trasportate in città. La stessa scena si ripete in Africa con le stesse modalità, solo che ovviamente le donne sono di colore.

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Pam Grier è Mamawi,Margaret Markov è  Bodicia

La rivolta delle gladiatrici 2

Bodicia, sacerdotessa dei galli, bionda e bellissima, catturata nel raid in terra francese e Manawi, ballerina colored vengono quindi ad incontrarsi in catene nella città romana di Brindisi.
Qui le donne, assieme alle sventurate compagne di prigionia, vengono utilizzate come compagne occasionali dei gladiatori impegnati nei loro cruenti combattimenti o anche come divertimento notturno dei loro carcerieri.
Una rissa avvenuta nelle stanze in cui sono rinchiuse le donne provoca l’intervento di Timarcus, il tirannico organizzatore dei giochi gladiatori.
L’uomo decide così di far addestrare le donne per farle combattere fra di loro nelle arene.
Così avviene, sotto la guida dell’istruttore Septimus, che però finisce per innamorarsi della bella Lucinia.
Nell’arena, le donne si combattono, ma senza la necessaria ferocia, evitando di farsi del male, cosa che provoca lo scontento del pubblico, assetato di sangue.
Costrette sotto la minaccia delle armi a combattere sul serio, le gladiatrici improvvisate finiscono per trucidarsi fra loro.
Saranno Mamawi e Bodicia,sopravvissute ai combattimenti, consapevoli di essere destinate alla morte comunque, a organizzare una rivolta delle schiave, che si concluderà con la fuga di poche superstiti attraverso i sotterranei della città.

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Tardo peplum datato 1974, La rivolta delle gladiatrici, più noto in America con il titolo The Arena è inaspettatamente un gradevole film d’avventura che dal peplum riprende i ritmi e l’ambientazione, utilizzando le caratteristiche che avevano reso famoso il genere negli anni 60, ovvero i combattimenti con gladi e forche, gladiatori impegnati in lotte estreme ecc.
A cambiare per una volta sono i soggetti; non più rudi traci o sassoni catturati dai romani ma bellissime ragazze poco inclini a fungere da oggetto di divertimento per il volgare pubblico.
Sostanzialmente è questa la novità apportata dal film di Steve Carver, autore del discreto F.B.I. e la banda degli angeli (Big bad mama); accanto a lui, non accreditato, figura Aristide Massaccesi che in realtà girò le scene d’azione.
E c’è da credergli perchè la mano del regista romano (che contemporaneamente stava girando il decamerotico Novelle licenziose di vergini vogliose) è visibile sopratutto nella perizia con cui le stesse vengono rappresentate.

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La rivolta delle gladiatrici ha ritmo, una sceneggiatura accettabile, scene d’azione ben girate; il che è un autentico lusso, tenendo conto che il film stesso era un prodotto low budget.
Il cast fa il suo dovere, e tra gli attori protagonisti troviamo una giovane Pam Grier (Mamawi), la bella Lucretia Love (Deirdre),Rosalba Neri (Cornelia), l’ottimo Daniele Vargas, luciferino nell’interpretazione di Timarcus e Margaret Markov, la biondissima Bodicia decisamente più bella che brava.

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Da segnalare alcune scene su tutte; in primis la sequenza girata all’interno dell’arena, con i combattimenti tra le improvvisate gladiatrici e la rissa nelle cucine organizzata da Mamawi.
Naturalmente nudi a volontà ma eros decisamente limitato il che è sicuramente una novità all’interno di un film girato, se pur in “coabitazione” dal Massaccesi/D’Amato.

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Un pizzico di femminismo ante litteram, con qualche discorso velleitario (vedi quello di Mamawi alle sue colleghe gladiatrici), seni, cosce e natiche a profusione ma anche un sostanziale equilibrio della pellicola che alla fine risulta gradevole e leggera.

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Relegato tra i B movie e spesso sconsigliato dai critici come esempio di film dozzinale e mal diretto, The Arena vale invece sicuramente una visione.
Molto più di alcuni celebrati film di provenienza cecoslovacca, polacca e via discorrendo che imperversarono sugli schermi (purtroppo) in tutto il decennio settanta.
Da rimarcare, in ultimo, l’utilizzo da parte di numerosi attori di pseudonimi americani, espediente per accreditare la provenienza americana del film stesso; così Maria Pia Conte diventò Mary Count, Rosalba Neri diventò Sara Bay, Mimmo Palmara si trasformò in Dick Palmer e via dicendo.

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Rosalba Neri

La rivolta delle gladiatrici (The Arena), un film di Steve Carver e Aristide Massaccesi (non accreditato), con Margaret Markov, Pam Grier, Lucretia Love, Paul Muller, Daniele Vargas, Marie Louise Sinclair, Maria Pia Conte, Rosalba Neri, Vassili Karis, Silvio Laurenzi, Mimmo Palmara, Antonio Casale, Franco Garofalo, Pietro Ceccarelli, Jho Jhenkins, Ivan Gasper, Pietro Torrisi, Salvatore Baccaro, Anna Melita.
Genere Peplum,sexy Italia-USA 1974

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La rivolta delle gladiatrici 10

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La rivolta delle gladiatrici banner personaggi

Margaret Markov    Bodicia
Pam Grier    …     Mamawi
Lucretia Love    …     Deidre
Paul Muller    …     Lucilius
Daniele Vargas    …     Timarchus
Marie Louise Sinclair    …     Livia
Maria Pia Conte    …     Lucinia
Rosalba Neri    …     Cornelia
Vassili Karis    …     Marcus
Silvio Laurenzi    …     Priscium
Mimmo Palmara    …     Rufinius
Antonio Casale    …     Lucan
Franco Garofalo    …     Aemilius
Pietro Ceccarelli    …     Septimus

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Regia     Steve Carver, Joe D’Amato (non accreditato)
Soggetto     John William Corrington, Joyce Hooper Corrington
Sceneggiatura     John William Corrington, Joyce Hooper Corrington
Produttore     Mark Damon
Produttore esecutivo     Roger Corman
Casa di produzione     New World Pictures, Rover Film
Fotografia     Aristide Massaccesi
Montaggio     Jahn Carver, Joe Dante
Musiche     Francesco De Masi
Scenografia     Bartolomeo Scabia
Costumi     Luciana Marinucci

La rivolta delle gladiatrici foto 1

La rivolta delle gladiatrici locandina 1

La rivolta delle gladiatrici foto 1

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 La rivolta delle gladiatrici flano

gennaio 25, 2011 Posted by | Avventura | , , , , , , , | Lascia un commento

La notte dell’alta marea

La notte dell'alta marea locandina 1

Richard Butler è un maturo e affascinante direttore di un’agenzia pubblicitaria; don Giovanni impenitente, vive separato da sua moglie.
Un giorno casualmente incontra l’androgina Diana, enigmatica ragazza alla ricerca di un lavoro.
Richard, colpito dalla personalità magnetica della ragazza, le offre un lavoro, e contemporaneamente cerca di sedurla.
Ha inizio così un gioco delle parti, in cui il cacciatore, Richard, vede la sua preda sfuggirgli con ogni sotterfugio.
La ragazza inizia a fare il classico gioco del gatto con il topo, così Richard ormai preso nella trappola, si scopre attratto in maniera fatale dalla donna.

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A sistemare il tutto arriverà una salutare trasferta in un’isola, dove i due separeranno le loro vite per sempre; Richard avrà alla fine una notte d’amore con la bella Diana, mentre la stessa convolerà a giuste nozze con un giovane.
Luigi Scattini elabora un romanzo di Todisco, Il corpo, e lo trasforma in un film, La Notte dell’Alta Marea, che purtroppo ha pochi pregi e tanti difetti.
Il principale è la scelta dei protagonisti, Anthony Steel e Annie Belle; come racconta il regista nel suo blog, luigiscattini.wordpress.com, i protagonisti principali dovevano essere Marcello Mastroianni e Dalila Di Lazzaro.
Venuti a mancare loro, per una serie di problemi, Scattini dovette accontentarsi di Steel e Annie Belle, con conseguenze irreparabili.

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Se Steel appiattisce il personaggio di Richard attraverso una recitazione monocorde e a tratti irritante, la Belle fa di peggio, rendendo il personaggio di Diana gelido come un ghiacciolo consumato al Polo Nord.
Così, venuti a mancare i presupposti principali, ovvero la capacità degli attori di trasmettere un minimo di emozione, il film scorre senza alcun sussulto fino alla fine, appiattendosi in maniera totale.

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Annie Belle

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E a nulla valgono i tentativi del bravo Scattini di recuperare le cose attraverso la sua indubbia abilità nel presentare i paesaggi, che dovrebbero fare da contorno ad una storia di per se già vita e francamente poco attraente.
Così i paesaggi magici della Martinica, quelli splendidi del Canada, finiscono per essere l’unica attrattiva del film; a parte la colonna sonora di Timmy Thomas, autore della hit Why can’t we live together, scritturato per armonizzare il film e dargli un sottofondo esotico, non si riesce a trovare altro pregio nel film.

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Pam Grier

Che, ripeto, naufraga per colpe non imputabili al regista, che fa del suo meglio; ma Steel è davvero impresentabile e la Belle, che non ha mai avuto nella recitazione il suo punto di forza, riesce ad essere attraente solo quando si spoglia.
Bene invece Pam Grier, all’epoca poco conosciuta e bene anche Giacomo Rossi Stuart, sempre professionale e inappuntabile.
Per questa storia ci sarebbe stato bisogno di un’attrice con una personalità magnetica, capace di sedurre e attrarre lo spettatore; viceversa la platinata attrice francese appare talmente monocorde da indurre la sonnolenza piuttosto che un risveglio dei sensi.

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Scattini, che veniva dal controverso Blue nude e dal grande successo dei due film con la splendida Zeudi Araya, Il corpo e La ragazza dalla pelle di luna, chiude così in maniera anonima una carriera sicuramente dignitosa, in cui aveva messo in mostra qualità di rilievo.
La stessa Annie Belle si riciclerà in seguito nel cinema regionale, anche se non mancherà di apparire in alcune buone produzioni; Anthony Steel viceversa troverà un filone fertile nella tv, per la quale girerà delle fiction, fino alla sua morte avvenuta nel 2001 a Londra.

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In definitiva un’occasione sprecata, visto che il tema trattato, affidato ad un cast di ben altro tipo, avrebbe ottenuto il risultato di attirare lo spettatore su una storia deja vu, certo, ma non priva di fascino.
La notte dell’alta marea, un film di Luigi Scattini. Con Anthony Steel, Annie Belle, Pam Grier, Hugo Pratt, Giacomo Rossi Stuart, Gerardo Amato
Drammatico, durata 90 min. – Italia, Canada 1977.

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La notte dell'alta marea banner personaggi

Anthony Steel     …     Richard Butler
Annie Belle    …     Diana
Hugo Pratt    …     Pierre
Pam Grier    …     Sandra
Giacomo Rossi-Stuart    …     Guida
Alain Montpetit    …     Fotografo
Gerardo Amato    …     Philip

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aprile 17, 2010 Posted by | Drammatico | , , , | Lascia un commento