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Sylvia Kristel

Sylvia Kristel foto 0

La vicenda umana e professionale di Sylvia Kristel, l’affascinante attrice di origini olandesi ha molto in comune con quelle di altre star del cinema che, conosciuto il grande successo per un film alla fine hanno visto la loro carriera cinematografica e specularmente la propria storia personale irreversibilmente mutate proprio per colpa di quello stesso successo,che ha finito per stravolgerne la vita incanalando la loro carriera cinematografica lungo binari obbligati.
Il caso di Sylvia Kristel è uno di questi, un caso in fondo triste che porta ad accostare il suo nome a quello di altre sfortunate attrici come Tina Aumont,Marisa Mell o, per fare un parallelo con il nostro cinema con le vite di Lilli Carati e Karin Schubert.
Sono solo alcuni casi, ma il cinema purtroppo può portare come esempi numerosi altri casi di vite vissute e bruciate ad una velocità molto più elevata di quella della gente comune.
Nel caso di Sylvia Kristel sono diversi i fattori che l’hanno portata ad una morte prematura, due mesi dopo aver compiuto 60 anni;un cocktail terribile fatto di dipendenze da alcool,droga e fumo di sigarette come da lei stessa raccontato nel libro Nue (Nuda), nel quale ha ripercorso la sua vita pubblica ma sopratutto privata,nella quale c’è stato spazio per due dipendenze che le hanno fatto compagnia dalla prima adolescenza, ovvero l’alcool che lei ha ammesso di aver iniziato a consumare in grandi quantità fino da quando aveva 12 anni e le sigarette, delle quali ha abusato più o meno dallo stesso periodo.
Mia madre mi addormentava mettendomi sulla bocca uno straccio imbevuto di cognac“, racconta la Kristel nella sua autobiografia e racconta della dipendenza da super alcolici di sua madre e di quella da birra di suo padre, un campione di tiro al piattello che durante una gara perde parte dell’udito per un’imprudenza e che da quel momento affogherà anche lui negli alcolici la propria delusione.
Sylvia Kristel nasce a Utrecht in Olanda il 28 settembre 1952;i suoi genitori gestiscono l’Hotel Commerce in piazza della stazione nella cittadina olandese e qui Sylvia cresce e diventa un’adolescente fino al giorno in cui suo padre non cambia la vita della ragazza e di tutta la famiglia portando a casa una donna e costringendo Sylvia e sua madre ad andare a vivere altrove.

Il suo primo grande successo: Emmanuelle

Per aiutare sua madre e la famiglia inizia a lavorare ben presto, facendo prima la segretaria,poi la cameriera e infine la modella; grazie ad un fotografo di Utrecht posa per alcune foto e la sua bellezza viene immediatamente notata.Partecipa ad alcuni concorsi di bellezza e diviene prima Miss TV Olanda, poi miss TV Europa.Ha 21 anni,è bellissima ed accetta la corte di Hugo Claus,di ventiquattro anni più grande di lei;con il suo uomo gira l’Europa, imparando a parlare in varie lingue.Diventa anche madre di Arthur e contemporaneamente accetta di fare del cinema;i primi tre film, girati tutti nel 1973, la vedono protagonista di piccole parti.
Si tratta di tre pellicole di discreto livello e di buona visibilità, ovvero L’amica di mio marito di Pim De La Parra, il suo vero esordio seguite da Perché i gatti e Nuda dietro la siepe.

Sylvia Kristel-Emmanuelle 2Con Laura Gemser in Emmanuelle 2

Nel 1974 la sua vita cambia definitivamente il giorno in cui le viene proposto il ruolo di Emmanuelle nel film omonimo diretto da Just Jaeckin su un soggetto romanzato da Emmanuelle Arsan.Il film ha un successo planetario e da un giorno all’altro Sylvia Kristel diventa una star, richiestissima da tutti.
Ma l’eroina creata dalla Arsan sarà per lei una trappola che la imprigionerà definitivamente in un personaggio dal quale non potrà più liberarsi e con il quale dovrà fare i conti per tutta la vita.Diventa un vero modello erotico, il desiderio maschile incarnato donna e il pubblico maschile la vuole così, eccitante e desiderabile.

Sylvia Kristel-Emmanuelle 3, foto A

Emmanuelle 3

Nella sua autobiografia così la Kristel racconta la sua audizione per Emmanuelle:
Io indosso un abito lingerie con spalline che termina mostrando le mie cose; mi siedo e sorrido ,ho 20 anni con tutto il coraggio di quella età, tutto il desiderio di conquistare. Approfitto di una domanda noiosa sulla mia educazione per far rotolare la spallina del vestito lentamente in avanti fino a che una cade, poi faccio lo stesso conl’altra.Loro continuano a parlare e nel frattempo l’aria un po fredda irrigidisce i miei seni. La mia apparente rilassatezza li impressiona alcuni di loro hanno anche le punte delle loro lingua fuori dalla bocca …
Le lunghe code sugli Champs Elysee,l’incredibile successo mondiale del film creano all’attrice più problemi che altro.Stordita dalla popolarità, la Kristel accetta il ruolo di Andrea nel film Es war nicht die Nachtigall uscito in Italia con il titolo L’usignolo e l’allodola , una pellicola smaccatamente erotica,mentre Mocky la chiama sul set del drammatico Un lenzuolo non ha tasche, film praticamente sconosciuto in Italia che racconta la storia di un giornalista che fonda un giornale anticonformista con il quale attacca gli scandali nascosti di alcuni partiti e che pagherà con la vita il suo impegno.

Sylvia Kristel-Una donna una preda

Una donna una preda

Sylvia Kristel-Un lenzuolo non ha tasche

Un lenzuolo non ha tasche

Nel 1975 il clamore di Emmanuelle si è in parte attenuato ma i produttori vogliono ancora sfruttare l’onda lunga dei romanzi della Arsan;così alla Kristel viene proposto un sequel chiamato Emmanuelle 2 l’antivergine diretto questa volta da Francis Giacobetti; nel film è presente, in un ruolo di secondo piano Laura Gemser.L’attrice asiatica, che nello stesso anno gira Emanuelle nera non ruba la scena alla Kriste ma alla fine i risultati del film sono davvero deludenti,sia sul piano artistico che su quello meramente commerciale.
Nel frattempo il regista Alain Robbe-Grillet la scrittura in una parte di secondo piano nello scabroso Giochi di fuoco;Grillet non è certo un regista da film erotici ma le sue pellicole comunque abbondano di sequenze di nudo e così, ancora una volta, la Kristel deve spogliarsi.
Di questa scelta dei registi, che la vogliono più nuda che vestita la Kristel si lamenterà nella sua autobiografia,mostrando tutto il suo rimpianto per non essere stata scelta per ruoli più drammatici che legati alla bellezza del suo corpo.

Sylvia Kristel-Un amore in prima classeCon Montesano in Un amore in prima classe

Sylvia Kristel lavora, nei tre film successivi in soggetti smaccatamente erotici;Una femmina infedele di Roger Vadim del 1976,Il margine (La marge) di Walerian Borowczick sempre nel 1976 e Alice ou la dernière fugue di Claude Chabrol del 1977, tre film che ne rilanciano la fama e l’immagine di donna simbolo di un erotismo delicato e sottilmente perverso.
Poi arriva un film in cui sia il regista sia la stessa Kristel tentano di modificare l’immagine stereotipata dell’artista:si tratta di Tre simpatiche carogne diretto da Francis Girod nel 1977, accanto a Depardieu e Michel Piccoli;un film ambientato durante la guerra, uno strano gangster movie dall’ambientazione del tutto particolare nel quale la Kristel è la donna di Depardieu,un ladro internato in un manicomio dal quale evaderà con un agente di polizia.
Ma l’attrice ha comunque dei rimpianti; come racconta nella sua autobiografia,”Io volevo recitare con i vestiti, i registi mi volevano invece senza vestiti” affiora la malinconia, il rimpianto per non aver mai potuto dimostrare le sue capacità recitative.
L’occasione l’avrebbe anche perchè nel 1978 il regista olandese Wim Verstappen la chiama per un film drammatico a sfondo bellico,Pastorale 1943 ambientato in un villaggio olandese dove un gruppo di partigiani organizza la resistenza armata contro l’invasore tedesco.Il film sfortunatamente non ha il successo sperato così come scarso successo raccoglie Mysteries,film drammatico girato nello stesso anno per la regia di Paul de Lussanet accanto a Ruther Hauer e Andrea Ferreol.

Sylvia Kristel-Tre simpatiche carogne

Tre simpatiche carogne

Sylvia Kristel-The nude bomb

The nude bomb

Nel 1979 la Kristel lavora nel film di Zampa Letti selvaggi; si tratta di una commedia a episodi che però la mostra in tutta la sua seducente bellezza e ottiene un discreto successo.
E’ arrivato il momento di tentare il grande salto: a ventisette anni Sylvia vuole dimostrare di essere un’attrice vera e forte della sua bellezza e della fama che ormai le si è cucita addosso sbarca ad Hollywood.
Durante la lavorazione di The Fifth Musketeer (1979) conosce e si innamora dell’attore Ian McShane:inizia così un rapporto tempestoso con quest’uomo per il quale ha lasciato il padre di suo figlio,Hugo.
Sbarcata con tante ambizioni e tante speranze ad Hollywood, la Kristel scopre amaramente che il cinema americano non vuole la sua recitazione ma che esponga il suo corpo.Contemporaneamente inizia la sua dipendenza dalla cocaina che, mescolata allo smisurato consumo di alcool ben presto la porta ad avere problemi seri di salute.In un incidente perde anche il bambino che aspettava.
Come dichiara amaramente nella sua autobiografia, “Lasciare Hugo per Ian e andare ad Hollywood è stata la cosa più stupida che abbia fatto:pensavo che Hollywood mi stesse aspettando e invece mi volevano solo nuda ed ho dovuto lottare per tenere i vestiti addosso.”

Sylvia Kristel-Perchè i gatti

Perchè i gatti

L’attrice entra nella produzione del kolossal Airport (1980) e subito dopo nel cast di The nude bomb dello stesso anno ma è solamente con il mediocre L’amante di Lady Chatterley che ottiene nuovamente un grande successo. Merito della sua bellezza e del ruolo scabroso che Just Jaeckin,il regista che l’ha lanciata, le riserva.
Ma anche se la parte di Lady Constance Chatterley è cucita addosso a lei, il film è davvero brutto e nonostante il successo riportato la ingabbia una volta in più nel personaggio dalle sottili armi erotiche,in pratica un bel viso in uno splendido corpo e nulla più.
La conferma arriva l’anno successivo nel quale si trova a far parte del cast di Lezioni maliziose ,quel Private Lessons (titolo originale) che farà gridare allo scandalo per le scene di nudo girate davanti ad un ragazzino di quindici anni.
Questo film le costa una denuncia e uno scandalo internazionale:Sylvia, deludendo i suoi fans sarà costretta ad ammettere di aver usato una controfigura nelle scene di nudo, contribuendo così ad una caduta di interessi verso la sua persona.

Sylvia Kristel-Pastorale 1943

Pastorale 1943

Sylvia Kristel-Nuda dietro la siepe

Nuda dietro la siepe

Nel 1980 Sylvia era venuta in Italia per girare il film comico-sentimentale Un amore in prima classe al fianco di Montesano diretta da Salvatore Samperi,nonostante il discreto successo ottenuto l’attrice era tornata in America dove ormai viveva stabilmente e dove la sua dipendenza da coca e alcool si era fatta massiccia.Nel 1981 comunque Sylvia è una vedette ma relegata al ruolo di sex star, un simbolo della trasgressione e dell’erotismo dal quale non può e probabilmente non vuole separarsi;ancora una volta dopo aver girato nel 1983 l’insipido American college accetta di tornare a indossare i anni di Emmanuelle in Emmanuelle 4 di Francis Leroi e Iris Letans, con scarsi esiti al botteghino.
Le offerte si diradano e il 1985, nonostante sia sul set di ben tre film, testimonia la discesa dell’attrice in quel limbo dal quale non emergerà più;Un corpo da spiare, storia romanzata della celebre spia Mata Hari è un brutto film che ottiene un qualche successo grazie alla sua presenza a alla sensualità del suo corpo, mentre non ottengono maggior fortuna Red heat girato accanto a Linda Blair e Una donna una preda di Bert I. Gordon.
Intanto la sua storia d’amore con McShane è finita e la nuova relazione con Philippe Blot la spinge a commettere un errore fatale;l’uomo è convinto di essere un grande regista e Sylvia si fa convincere a finanziare un suo film.Un’operazione costosa e completamente fallimentare, tant’è vero che un critico definirà il film “l’opera più brutta mai diretta

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Nel ruolo di Mata Hari

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Ancora nel ruolo della ballerina e spia Mata Hari in Un corpo da spiare

Il fiasco la getta sul lastrico e l’attrice resta senza soldi, con il fisico ormai debilitato da anni di dipendenza dalla coca e dall’alcool e con un mondo del cinema che le ha voltato le spalle.
Negli anni successivi infatti girerà poche opere, spesso delle serie tv di poco conto e sarà costretta ad accettare, per mantenersi economicamente,di interpretare ancora una volta Emmanuelle in una serie di tv movie di bassa qualità dai contenuti abbastanza espliciti come Éternelle Emmanuelle, Emmanuelle à Venise,L’amour d’Emmanuelle,Magique Emmanuelle,Le parfum d’Emmanuelle,Le secret d’Emmanuelle,Emmanuelle au 7ème ciel .
Un tramonto malinconico per una donna bellissima che diverrà un dramma quando agli albori del nuovo millennio la star scopre di avere un cancro alla gola, un crudele “regalo” dei tantissimi anni di eccessi con l’alcool e il fumo.
Una nuova battaglia combattuta con coraggio e lontana da quel mondo che le aveva dato fama e ricchezza, costretta nel frattempo a vivacchiare in un monolocale e a vendere, per mantenersi, vecchie foto o qualche suo quadro.
Nel 2010 interpreta l’ultimo ruolo della sua carriera,quello di Eva De Leeuw nella serie televisiva Le ragazze dello swing; il male la sta divorando, nonostante le sedute di chemioterapia.
Due anni dopo,completamente dimenticata da tutti,viene colpita da un ictus.
E’ il giugno del 2012 e l’attrice non si riprenderà più.
Quattro mesi dopo l’attrice muore ad Amsterdam, con accanto suo figlio: è la notte tra il 17 e il 18 ottobre e Sylvia da l’addio alla vita in punta di piedi.

Sylvia Kristel-Manon de Boer

Manon de Boer

Leggendo la sua autobiografia, distribuita in Italia con l’eloquente titolo di Svestendo Emmanuelle, affiora la verità sulla vita di una donna che ha pagato un prezzo pesantissimo alla celebrità, attraverso una serie di errori e di scelte sfortunate che alla fine le hanno condizionato pesantemente la vita.
Dalla violenza carnale subita a 10 anni da un collaboratore dell’hotel del padre che lei chiamava zio, al rapporto tormentato con quel suo padre e con la sua figura che poi ha cercato negli uomini della sua vita, da quell’Emmanuelle che la rese celebre agli eccessi con la droga e l’alcool, dalle relazioni con uomini famosi dello schermo come Warren Beatty e Gerard Depardieu ai suoi matrimoni per finire con gli anni dell’oblio e della povertà, gli anni della malattia e dell’unico vero grande amore per suo figlio.

Sylvia Kristel-L'usignolo e l'allodola

L’usignolo e l’allodola

Sylvia Kristel ne ha parlato in questo libro verità che restituisce alla sua figura una dimensione più dolorosamente umana, lontana da quell’immagine patinata che le è stata cucita addosso dal personaggio che l’ha resa famosa ma che al tempo stesso le ha impedito di mostrare il suo talento.
Un personaggio, un’interpretazione possono darti tutto, fama e soldi, ma possono anche trasformarsi in una trappola dalla quale è impossibile uscire.
E’ quello che è successo a Sylvia kristel, attrice bellissima e dal talento inesplorato, prigioniera per sempre di un mito e di un’immagine divenuta un’icona della sessualità.

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Sylvia Kristel-Two Sunny Days

Two sunny days

Sylvia Kristel-The arrogant

The arrogant

Sylvia Kristel-Sun sex and seventieh (short)

Dal corto Sun,sex and seventhie

Sylvia Kristel-Sexy boys

Sexy boys

Sylvia Kristel-Red heat

Red heat

Sylvia Kristel-Private lessons

Private lessons

Sylvia Kristel-Magique Emmanuelle

Magique Emmanuelle (Tv movie)

Sylvia Kristel-Lijmen Het been

Liijmen het been

Sylvia Kristel-Letti selvaggi

Letti selvaggi

Sylvia Kristel-Le secret d’Emmanuelle,

Le secret d’Emmanuelle (Tv movie)

Sylvia Kristel-Le ragazze dello swing

L’ultimo lavoro di Sylvia, Le ragazze dello swing

Sylvia Kristel-L'amante di lady Chatterley 2

Sylvia Kristel-L'amante di lady Chatterley 1

Due fotogrammi da L’amante di Lady Chatterley

Sylvia Kristel-La marge

La marge

Sylvia Kristel-Julia

Julia

Sylvia Kristel-In the Shadow of the Sandcastle

In the shadow of sandcastle

Sylvia Kristel-I 4 moschettieri

I 5 moschettieri

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Goodbye Emmanuelle

Sylvia Kristel-Giochi di fuoco

Giochi di fuoco

Sylvia Kristel-Frank en Eva

Frank en Eva

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Emmanuelle in Venice (Tv movie)

Sylvia Kristel-Emmanuelle in love tv movie

Emmanuelle in love (Tv movie)

Sylvia Kristel-Emmanuelle Forever tv movie

Emmanuelle forever (Tv movie)

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Emmanuelle 4

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Emmanuelle 3

Sylvia Kristel-Emmanuelle 3, foto A

Ancora da Emmanuelle 3

Sylvia Kristel-Dracula's Widow

Dracula’s widow

Sylvia Kristel-Die Unbesiegbaren

Die Unbesiegbaren (Tv movie)

Sylvia Kristel-Amore in prima classe 2

Un amore in prima classe

Sylvia Kristel-American college

American college

Sylvia Kristel-Alice 2

Alice

Sylvia Kristel-Alice

Sempre dal film di Chabrol Alice

Sylvia Kristel-Airport 80

Airport 80

Sylvia Kristel.Casanova (TV Movie)

Casanova (Tv movie)

Sylvia Kristel oggi 2

Sylvia Kristel oggi

Due foto di Sylvia Kristel poco prima della morte

Sylvia Kristel banner filmografia

2010 Le ragazze dello swing (TV Movie)
2010 Two Sunny Days
2002 Bank (Video)
2001 Sexy Boys
2001 De vriendschap
2001 Vergeef me
2000 Die Unbesiegbaren (TV Movie)
2000 Lijmen/Het been
1999 Harry Rents a Room
1999 An Amsterdam Tale
1999 Film 1
1997 Gaston’s War
1997 Die Sexfalle (TV Movie)
1996 Onderweg naar morgen (TV Series)
1996 De eenzame oorlog van Koos Tak (TV Series)
1993 Emmanuelle au 7ème ciel
1993 Le secret d’Emmanuelle (TV Movie)
1993 Beauty School
1993 Le parfum d’Emmanuelle (TV Movie)
1993 Magique Emmanuelle (TV Movie)
1993 L’amour d’Emmanuelle (TV Movie)
1993 Emmanuelle à Venise (TV Movie)
1993 La revanche d’Emmanuelle (TV Movie)
1993 Éternelle Emmanuelle (TV Movie)
1992 Seong-ae-ui chimmuk
1990 In the Shadow of the Sandcastle
1990 Hot Blood
1988 Dracula’s Widow
1988 The Arrogant
1987 Casanova (TV Movie)
1985 Una donna, una preda
1985 Red Heat
1985 Un corpo da spiare
1984 Emmanuelle 4
1983 American College
1981 Lezioni maliziose
1981 L’amante di Lady Chatterley
1981 Un bacio da un milione di dollari (TV Movie)
1980 Un amore in prima classe
1980 The Nude Bomb
1979 Airport ’80
1979 The Fifth Musketeer
1979 Letti selvaggi
1978 Mysteries
1978 Pastorale 1943
1977 Goodbye Emmanuelle
1977 Tre simpatiche carogne
1977 Alice ou la dernière fugue
1976 Il margine
1976 Una femmina infedele
1975 Emmanuelle l’antivergine
1975 Giochi di fuoco
1974 Un lenzuolo non ha tasche
1974 L’usignolo e l’allodola
1974 Emmanuelle
1973 Nuda dietro la siepe
1973 Perché i gatti
1973 L’amica di mio marito

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dicembre 27, 2014 Posted by | Biografie | | 1 commento

Perchè i gatti ? Because of the cats

Perchè i gatti 1

Un gruppo di sei giovani entra furtivamente in un appartamento di Amsterdam; il loro scopo è quello di rubare dalla casa quanto più possibile e poi scomparire con il bottino.
Ma le cose sono destinate ad andare diversamente perchè i coniugi Jansen e Fedora rientrano casualmente prima in casa.
I giovani teppisti così approfittano della situazione per commettere ogni sorta di violenza sulla donna, costringendo anche il malcapitato marito a guardare le fasi dello stupro della donna.
Ad indagare sul caso viene chiamato l’ispettore Van der Valk che capisce immediatamente di trovarsi per le mani una brutta gatta da pelare.

Perchè i gatti 2

Infatti il sagace ispettore, interrogando pazientemente la donna ancora scossa dalla violenza e suo marito, capisce che ad agire non è stata una banda di teppisti qualsiasi ma gente con elevato grado di istruzione e probabilmente di pari grado sociale.
La conferma la ha quando interroga il bigliettaio del treno che porta da Amsterdam alla località marina di Blumendal, posto esclusivo frequentato solo da vip.

Perchè i gatti 3

Perchè i gatti 4

Continuando le sue indagini, Van der Valk scopre l’esistenza di una banda di teppisti denominata I corvi che capisce essere i responsabili della brutale violenza aì danni di Fedora e Jansen. Ma le indagini arrivano ad un punto morto, perchè l’ispettore manca di prove certe e sopratutto perchè le autorità locali non mostrano alcuna voglia di collaborare, nel timore di scomodare i genitori dei ragazzi che ovviamente sono l’elite della società.
Ad aiutare l’ispettore e a dare una svolta alle indagini è la morte del giovane Keis, l’ultimo ammesso alla banda dei teppisti bene grazie alla quale riesce anche a scoprire che esiste una banda al femminile, chiamata Le gatte che in pratica segue quello che fanno I corvi nella speranza di compiacerli.
A capo della banda dei Corvi c’è un individuo più anziano, che ha tentato di creare un clone della Manson family (il gruppo che uccise selvaggiamente Sharon Tate sotto l’influsso malefico di Charles Manson) e che ha plagiato il gruppetto con teorie strampalate in cui si mescolano nazismo e teorie anarcoidi…

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Thriller ben congegnato, che si ispira ad Arancia meccanica in tutta la sequenza della brutale violenza iniziale, Perchè i gatti? titolo originale Because of the cats diretto nel 1973 dal regista olnadese Fons Rademakers assolutamente sconosciuto almeno come regista in Italia, è un film di livello accettabile sia come sceneggiatura (ben congegnata) sia come ambizioni.
La meno nascosta delle quali è quella di offrire una visione sul dorato mondo alto borghese della capitale olandese, i cui figli, assaliti dalla noia e privi di valori morali di riferimento, sfogano il loro malessere e la loro totale mancanza di scrupoli in gesta crudeli come quelle della sequenza iniziale.
Che resta impressa nello spettatore per il rituale brutale e violento che la distingue, come del resto era accaduto nel film di Kubrick.
Ovviamente Rademakers non è Kubrick e la raffinatezza del maestro inglese è qui un pallido riflesso di quella cieca e ferocissima di Arancia meccanica; i meccanismi sono più rozzi e più espliciti, tuttavia non mancano di un loro sinistro fascino.

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Altro punto di forza del film è rappresentato dall’ostinazione di Van der Valk nel cercare ad ogni costo la verità, anche a rischio della carriera e quello ben più concreto di inimicarsi le alte sfere; ma l’ostinazione del poliziotto in qualche modo darà i frutti sperati.
Per quanto riguarda il discorso sociale di denuncia, tutto rimane ad un livello embrionale, ma francamente nelle intenzioni del regista molto difficilmente poteva esserci un discorso così impegnativo legato ad una pellicola di ben più modeste ambizioni.

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Il cast è di medio livello, con Alexandra Stewart su tutti e con Bryan Marshall dignitoso nel ruolo dell’ispettore Van der Valk;  l’attore inglese, lasciate momentaneamente le serie tv da corpo ad un personaggio con qualche spessore cavandosela con abilità consumata, confermata del resto dal proseguimento della sua carriera che conta partecipazioni ad almeno un centinaio di serie tv.
Piccola parte per una giovane Sylvia Kristel, poco più che esordiente e non ancora diventata una star visto che il film che la lanciò a livello internazionale, Emmanuelle, lo girò nel 1974.
In definitiva una pellicola dignitosa che merita una visione

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Perché i gatti?
Un film di Fons Rademakers. Con Sylvia Kristel, Alexandra Stewart, Bryan Marshall Titolo originale Because of the Cats.

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Perchè i gatti banner personaggi

Bryan Marshall … Ispettore Van der Valk
Alexandra Stewart … Feodora
Sebastian Graham Jones … Jansen
Anthony Allen … Erik Mierle
Ida Goemans … Carmen
Nicholas Hoye … Kees van Sonneveld
Sylvia Kristel … Hannie Troost
Delia Lindsay … La signora Maris
Edward Judd … Mierle
Roger Hammond …Signor Maris
Derek Hart … Kieft
Guido de Moor … Marcousis
Lous Hensen . Van Sonneveld
George Baker … Boersma
Liliane Vincent … Mevrouw Kieft

Perchè i gatti banner cast

Regia: Fons Rademakers
Sceneggiatura: Hugo Claus, Nicolas Freeling
Produzione: Paul Collet,Fons Rademakers
Musiche : Ruud Bos
Editing: Ton Aarden

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Perche i gatti locandina 1

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dicembre 28, 2011 Posted by | Thriller | , , , | Lascia un commento

Emmanuelle 2 l’antivergine

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La bella Emmanuelle langue d’amore per suo marito, costretto alla lontananza dalla sua appassionata moglie dal lavoro che svolge nel lontano oriente, ad Hong Kong; così la donna, senza avvisarlo, si imbarca per raggiungerlo.
Naturalmente durante il viaggio si concede il solito trastullo lesbico con una archeologa, poi raggiunge suo marito, con il quale ha un patto di massima libertà; entrambi vivono infatti una vita sessuale indipendente e scevra dalla gelosia.

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Così mentre Emmanuelle si concede avventure di vario genere, come quella con un giovane e muscoloso uomo di colore, un tatuato su tutto il corpo, lui fa altrettanto, naturalmente accoppiandosi con la legittima consorte durante le pause. Alla fine i due rivolgono le loro attenzioni sulla giovanissima Anne Marie, che iniziano, con tanta soddisfazione di tutti, alle esperienze erotiche.

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Il successo del primo Emmanuelle, diretto da Just Jaeckin su soggetto della scrittrice Emmanuelle Arsan spinge il regista Francis Giacobetti nel 1975 a girare il seguito ideale intitolato Emmanuelle 2 l’antivergine, con esiti assolutamente nefasti.

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Lungi da rappresentare un film con un qualsivoglia motivo di interesse, Emmanuelle 2 è un soporifero, noioso ensemble di scontate esibizioni erotiche delle protagoniste, in qualche caso portate fino all’estremo del possibile senza sconfinare nell’hard e di conseguenza sfuggire alle forbici della censura.
Dialoghi imbarazzanti, recitazioni da avanspettacolo di terza lega, noia mortale si assemblano alla perfezione, riuscendo nell’epica impresa di ritrovarsi in un amalgama di totale non sense, che costringe il povero spettatore a star sveglio solo per osservare le grazie delle protagoniste.

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Che sicuramente sono l’unica ragione per sopportare la visione di questo film; la Kristel molto bella e sexy, pur non dotata di particolare talento, esprime se stessa nel ruolo che l’ha resa celebre, girando con disinvoltura e sospetta partecipazione le scene erotiche che la vedono protagonista, sia che appartengono alla sfera saffica che a quella etero sessuale.
Il suo compagno di vita, ovviamente nel film, è un imbarazzatissimo e anche lui imbarazzante Umberto Orsini, attore di talento qui costretto a mostrare prodezze amatorie, glutei e un fisico apprezzabile, quanto meno dalle donne che hanno assistito alla proiezione del film.

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Il resto è noia mortale, fatta salva la breve comparsa di un’altra Emmanuelle, anzi Emanuelle, ovvero Laura Gemser, che diede corpo (in tutti i sensi) alla figura della reporter di colore dai costumi altrettanto disinibiti dell’eroina della Arsan.

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Erotismo nemmeno patinato, quello del film, che finisce per muovere lo sbadiglio piuttosto che l’interesse; la sciagura aumenta quando ci si prende la briga di provare a seguire i surreali dialoghi che costellano il film, volti a dimostrare il teorema che in amore le corna sono una salvezza, una panacea per il rapporto di coppia.
Aldila della strampalata teoria, usata per motivi abiettamente e prettamente commerciali, Emmanuelle 2 l’antivergine andrebbe scansato come la peste; nei film con protagonista la Gemser spesso si assiste ad una sfilata di località esotiche e di paesaggi da fiaba, qui si vede solo una Hong Kong degna di un girone dell’inferno, con gente per strada ammassata come le formiche.

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Emmanuelle 2 l’antivergine, un film di  Francis Giacobetti. Con Sylvia Kristel, Umberto Orsini, Frédéric Lagache, Laura Gemser, Catherine Rivet, Claire Richard-Erotico 1975

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Sylvia Kristel     …     Emmanuelle
Umberto Orsini    …     Jean
Frédéric Lagache    …     Christopher
Catherine Rivet    …     Anna-Maria
Henry Czarniak    …     Igor
Tom Clark    …     Peter
Marion Womble
Florence L. Afuma    …     Laura
Claire Richard    …     Wong
Laura Gemser    …     Massaggiatrice
Jacqueline May Line
Eva Hamel    …     Massaggiatrice
Christiane Gibeline    Massaggiatrice

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luglio 7, 2010 Posted by | Erotico | , , | Lascia un commento

Giochi di fuoco

Giochi di fuoco locandina

Di Alain Robbe-Grillet , regista francese scomparso recentemente, ho visto solo due film, Spostamenti progressivi del piacere e questo Giochi di fuoco, datato 1974; dico subito che i due film che ho visto sono un’autentica sfida visiva, giocati come sono su incastri degni delle famose scatole cinesi. Grillet si divertiva a montare, rismontare e poi montare ancora i film, trasformandoli a piacimento in corso d’opera, con il risultato di lasciare lo spettatore sconcertato di fronte agli improvvisi capovolgimenti di trama, di situazioni, con finali che mettevano a dura prova lo stesso spettatore.

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Agostina Belli

Va da se che a questo punto parlare di una trama lineare diventa impossibile,visto che il film in oggetto, Giochi di fuoco, assomiglia più ad un sogno ( o ad un incubo) , con continui capovolgimenti di logica, temporali e in ultimo anche di location.
Provo a descriverne sommariamente il plot, avvisando comunque che è ampiamente contestabile, a seconda di come uno abbia interpretato le scene.
Una ragazza, Carolina, viene apparentemente rapita mentre è in stazione; la ragazza è figlia di un banchiere, e tutto sembra avere immediatamente una logica. Ma Caroline non è stata rapita e rientra regolarmente a casa. Il padre riceve richieste di riscatto da una misteriosa organizzazione, e decide quindi di nascondere la ragazza in un posto particolare, una specie di pensionato molto lussuoso.

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Jean Louis Trintignant

A consigliarlo, in tal senso, è il commissario Laurent; ma il posto si rivela ben presto, agli occhi della ragazza, come un bordello di lusso, dove avvengono strani rituali e dove arrivano ragazze che vengono rapite per essere date in pasto ai frequentatori del posto.
Laurent convince Georges De Saxe, il padre della ragazza, a pagare l’ingente riscatto richiesto dai rapitori della stessa, ma il capo dei rapitori, Franz, con uno stratagemma si impossessa della somma, beffa i poliziotti facendo arrestare un suo complice e fugge.

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Anicee Alvina e Philippe Noiret

Nel frattempo Caroline riesce a liberarsi dei suoi carcerieri e scappa, ma viene riacciuffata poco dopo e ricondotta nel suo luogo di prigionia, dove però non arriverà mai; l’auto che la trasporta incrocia Franz in fuga e nasce un conflitto a fuoco tra gli ex compagni di Franz e lo stesso. L’auto sulla quale è Caroline si ribalta e la ragazza muore. Sembra tutto finito, ma ecco ancora un cambio di rotta del film. La ragazza riappare misteriosamente, raggiunge Franz e si invola con lo steso e il bottino.
Una trama che sembrerebbe quasi comprensibile se si esclude il finale; ma garantisco che raccontarla nel modo in cui ho riassunto il tutto richiede uno sforzo notevole di fantasia oltre che un adattamento ad un percorso logico che nel film è assolutamente da interpretare.

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Già dall’inizio bisogna districarsi tra il rapimento vero o presunto della ragazza, seguito subito dopo dalla presenza del doppio personaggio interpretato da Jean Louis Trintignant, ovvero il commissario Laurent e il rapitore Franz. Da questo momento in poi si naviga davvero a vista,perchè quello che si vede sembra essere capovolto nei fotogrammi successivi, con l’aggiunta di un ulteriore elemento di confusione, ovvero i dialoghi dei vari protagonisti, che sembrano parlare della trama stessa, delle sue evoluzioni, di fatti a loro accaduti (forse), portando il tutto, e di conseguenza lo spettatore, in una dimensione in cui l’onirico, il reale, sembrano confondersi senza soluzione di continuità. Così le figure dei protagonisti assumono ambivalenze completamente ambigue; Georges De Saxe è il padre della ragazza, ma è anche in contemporanea uno dei soci del famoso pensionato.

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Sylvia Kristel

Un gioco complesso, che finisce per portare lo spettatore in un labirinto di specchi, in cui l’uscita dallo stesso non è una sola, ma molteplice.
Un cinema fatto di divertimento, quello di Robbe Grillet, di stravolgimento dei canoni del cinema stesso, che diventa surrealista o anche iperrealista; lo spettatore deve capire il ero ruolo dei personaggi, o semplicemente adattarsi ad uno di essi, senza però attendersi una qualche rivelazione o uno sviluppo che indichi qual’è, ammesso che esista, la strada indicata dal regista.

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Film complicato e strambo, se vogliamo; per due ore si è chiamati a giocare, a fare gli investigatori, o semplicemente chiamati a districarsi tra le immagini. A confondere di più le idee, ecco una sovra esposizione di corpi nudi, a partire da quello generosamente esposto della compianta Anicee Alvina, protagonista anche di Spostamenti progressivi del piacere, attrice scomparsa improvvisamente nel 2006 a soli 53 anni, bravissima anche nel giocare il ruolo fondamentale di Caroline con una serie di espressioni facciali spiazzanti.Nel cast ci sono anche Philippe Noiret, figura ambigua e inclassificabile (immagino la faccia di un ipotetico spettatore che entri a metà film e che veda il banchiere fare il bagno alla figlia con occhi poco paterni), che tratteggia da par suo il personaggio rendendolo indecifrabile oltre ogni immaginazione.

C’è Jean Louis Trintignant, anch’egli reduce da Spostamenti progressivi del piacere, dopplerganger in due ruoli antitetici, poliziotto/bandito, enigmatico fino alle battute finali; c’è Agostina Belli, in un ruolo sacrificato, quello della cameriera di casa De Saxe, c’è Sylvia Kristel, reduce dal successo di Emmanuelle.

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Il tutto è condito da un’infinità di sequenze di nudo, che hanno portato alcuni recensori a catalogalo come film erotico; il che è un errore marchiano, perchè l’erotismo presunto del film non ha nulla di morboso o accattivante.
Sembra infatti figlio di un esperimento scientifico; il sesso è asettico e serve come una cornice serve ad un pittore per arricchire la tela sulla quale ha dipinto.
In ultimo, un consiglio; se vedete Giochi di fuoco, Le jeu avec le feu come recita il titolo originale, fatelo senza aspettarvi il cinema tradizionale.

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Guardatelo come guardereste un quadro di Picasso del periodo cubista o come leggereste l’Ulisse di Joyce: senza questi accorgimenti restereste spiazzati in maniera totale da quello che è un cinema che assomiglia ad una serie di sogni notturni, quei sogni che si rincorrono senza una logica, sfalsati su più piani temporali.

Giochi di fuoco, un film di Alain Robbe-Grillet. Con Jean-Louis Trintignant, Sylvia Kristel, Philippe Noiret, Agostina Belli, Anicée Alvina,Serge Marquand, Vernon Dobtcheff
Titolo originale Le jeu avec le feu. Commedia, durata 109 min. – Francia 1974.

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Giochi di fuoco banner personaggi

Jean-Louis Trintignant     …     Franz / Francis Laurent
Philippe Noiret    …     Georges de Saxe / Il suo doppio
Anicée Alvina    …     Carolina de Saxe
Sylvia Kristel    …     Diana Van Den Berg
Agostina Belli    …     Maria, cameriera di de Saxe
Serge Marquand    …     Mathias
Charles Millot    …     Rapitore
Vernon Dobtcheff    Messaggero
Jacques Seiler    …     Conducente del taxi / Domestico di d’Erica / Il prete
Michel Berto    …     Il Vice Commissario
Christine Boisson    …     Christina la ragazza nel bagagliaio / Desdémone
Marc Mazza    …     Un messagero
Nathalie Zeiger    …     Tania, la ragazza con i cani
Joëlle Coeur    …     La sposa
Jacques Poirson    Maître d’hôtel
Gérard Melki    …     Maître d’hôtel
Mario Santini    …     Un rapitore
Elisabeth Strauss    …     La cantante / Léonore
Maurice Vallier    …     Bonaud, il capo della banda
Jean-Louis Tristan    …     Un rapitore

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Regia: Alain Robbe-Grillet
Scritto da : Alain Robbe-Grillet
Prodotto da: Alain Coiffier per  La Société du Film
Editing: Bob Wade
Costumi: Georges Bril, Hilton McConnico
Trucco: Jacky Bouban

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gennaio 8, 2010 Posted by | Commedia | , , , , , | Lascia un commento

Emmanuelle

Emmanuelle,tratto dal romanzo della Arsan,è il primo,grande successo del cinema erotico degli anni settanta;un film che riesce a mantenersi sul difficile confine tra erotismo e pornografia,e ancor più in bilico tra cinema da voyeur e cinema con una qual certa eleganza.

Emmanuelle è la moglie di un diplomatico francese che,durante un viaggio in aereo,si concede ad un sconosciuto;giunta in Thailandia,meta finale del suo viaggio,conosce dapprima i segreti dell’amore lesbico con la studiosa Bee e poi,con l’incoraggiamento di Mario,esperienze sessuali con persone sconosciute. Il tutto trattato con una certa eleganza formale,come del resto avviene nel libro della Arsan,in cui Emmanuelle ha rapporti sessuali sempre improntati ad un certo snobismo con appartenenti alla sua classe sociale,la buona borghesia. Non è la donna che si da a tutti,ma che sceglie,che è consapevole del suo fascino e che quindi pretende un suo ruolo dominante,non passivo.

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Just Jaeckin ,il regista del primo film dedicato all’eroina del sesso,sceglie come protagonista una giovane attrice di origine olandese,Sylvia Kristel,all’epoca del film appena 21 enne;una scelta intelligente,perchè la Kristel,pur non bellissima,ha esattamente l’aria esotica che la Arsan aveva creato attorno al suo personaggio. Un personaggio che però finirà per condizionare pesantemente la carriera dell’attrice,che non riuscirà mai più a liberarsi dell’aria erotica del personaggio che le si era cucito addosso.

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Emmanuelle ebbe numerosissimi sequel,quattro dei quali interpretati dalla Kristel,che ad un certo punto ne ebbe abbastanza e mollò il personaggio. La stessa Kristel ha di recente pubblicato un libro confessione,nel quale racconta di come il personaggio di Emmanuelle le abbia cambiato la vita,e di come il cinema le abbia dato fama e notorietà,ma anche problemi di dipendenza da droga.

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Emmanuelle, un film di Just Jaeckin. Con Sylvia Kristel, Alain Cuny, Marika Green, Daniel Sarry. Genere Erotico, colore 95 minuti. – Produzione Francia 1973.

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Sylvia Kristel: Emmanuelle
Alain Cuny: Mario
Marika Green: Bee
Daniel Sarky: Jean
Jeanne Colletin: Ariane
Christine Boisson: Marie-Ange

Regia    Just Jaeckin
Soggetto    Emmanuelle Arsan (romanzo)
Sceneggiatura    Jean Louis Richard
Produttore    Yves Rousset-Rouard
Casa di produzione    Trinacra Films e Orphee Productions
Distribuzione (Italia)    Cineriz
Fotografia    Richard Suzuki
Montaggio    Claudine Bouché
Musiche    Pierre Bachelet
Costumi    Sylvia Panijel, Georges Bril (costumi uomini)
Trucco    Christiane Fornelli

Emanuela Fallini: Emmanuelle
Bruno Alessandro: Mario
Paola Mannoni: Bee
Michele Kalamera: Jean
Marzia Ubaldi: Ariane

“Emmanuelle sale a Londra sull’aereo che deve condurla a Bangkok.
L’odore di cuoio nuovo, simile a quello che anche dopo anni di uso conservano le vetture britanniche, lo spessore e il silenzio delle moquettes, un’illuminazione da altro mondo, sono ciò che percepisce al suo primo impatto con questo ambiente in cui si avventura per la prima volta.
Non capisce cosa le sta dicendo l’uomo sorridente che le fa da guida; eppure non se ne preoccupa.”

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maggio 14, 2008 Posted by | Erotico | , , | Lascia un commento