La noia


Martin è un insegnante frustrato, in profonda crisi personale dopo la separazione dalla moglie. Geloso (probabilmente) del nuovo rapporto sentimentale costruito da quest’ultima. Conosce Cecilie,una ragazza alquanto strana,dalle forme giunoniche,con un passato oscuro,del quale si vocifera in giro; la conosce casualmente andando a trovare un pittore del quale la ragazza è stata l’ultima modella e inizia così una conversazione con lei, molto limitata.

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Cecilie finisce per avere con Martin una relazione prettamente sessuale;tra i due come in Ultimo tango a Parigi, si instaura una relazione fatta esclusivamente di sesso; Martin è soggiogato sia dall’età sia dalle forme voluttuose della ragazza,oltre che dalla sua evidente mancanza di freni morali.

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Martin non è innamorato di lei tuttavia ne subisce l’oscuro fascino; l’uomo maturo cede a quello strano gioco delle parti fatto di sesso e di poche parole; si,perchè lei Cecilie,è assolutamente vuota e refrattaria ad ogni sollecitazione. Uno strano gioco delle parti,tra un pigmalione che tale non vuol essere,e la sua allieva,che nello stesso modo respinge il ruolo.

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Le continue domande di Martin sul pittore defunto sembrano ad un certo punto diventare una simbiosi tra i due uomini; il gioco si fa sempre più morboso,in una confusione di ruoli angosciante; Cecilie come se nulla fosse, lo coinvolge nella sua vita con casualità.

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Lo porta a conoscere i suoi genitori,gli confida la relazione con un suo coetaneo,gli parla del passato amoroso con il pittore;il tutto senza remore,senza coinvolgimento,sopratutto. Sembra che la ragazza viva le cose con distacco,senza provare emozioni ben definite.

La confessione della ragazza di frequentare un altro uomo scatena in Martin ,fino a quel punto desideroso solo di sesso come antidoto alla noia e al tormento personale che lo devasta, il desiderio e la bramosia del possesso; chiede a Cecilie di sposarlo, arriva anche ad offrirle dei soldi,ma la ragazza rifiuta tutto e scompare.

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Martin esce nel buio con la sua auto e finisce fuori strada; salvo per miracolo riflette su quello che è accaduto e si lascia andare ad una considerazione scritta alla moglie: “Credo che si debba vivere ad ogni costo

Tratto da un romanzo di Moravia, La noia ne riprende le tematiche pur cambiando,temporalmente,la situazione logistica e temporale.

Assistiamo ad un percorso di crescita (o involuzione?) di un uomo,che dapprima accetta una relazione puramente edonistica, poi passa al possesso e in seguito perso il giocattolo con cui credeva di potersi trastullare, scopre l’abiezione amorosa,con la gelosia e le meschinità e sempre più giù verso il degrado, fino alla scoperta finale.

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Un film freddo e distaccato,La noia. Di un freddo chirurgico che esalta lo squallore dell’esistenza, sospesa tra la noia e la realtà.

La noia (L’ennui) Un film di Cédric Kahn. Con Arielle Dombasle, Charles Berling, Sophie Guillemin, Robert Kramer, Alice Grey. Genere Erotico, colore 122 minuti. – Produzione Francia 1998.

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Charles Berling: Martin
Sophie Guillemin: Cecilia
Arielle Dombasle: Sophie, ex moglie di Martin
Robert Kramer: Myers

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Regia Cédric Kahn
Soggetto Alberto Moravia
Sceneggiatura Cédric Kahn, Laurence Ferreira Barbosa
Fotografia Pascal Marti
Montaggio Yann Dedet
Musiche Richard Wagner

La noia locandina

Una Risposta

  1. Nel film, tratto dal romanzo di Moravia, assistiamo ad uno scontro/incontro fra due persone che vivono in modo diametralmente opposto. Quanto Cecile è una ragazza così spontanea da rasentare l’indifferenza anche quando (spesso) fa l’amore, tanto Martin risulta così cerebrale da tentare di razionalizzare anche ciò che, per sua natura, è totalmente irrazionale, ovvero l’amore inteso nella sua espressione fisica e sessuale. Ovviamente, la protagonista femminile ne esce vincente, mentre l’intellettuale Martin imparerà a sue spese che è meglio lasciasi andare alle semplici emozioni vitali, senza porsi troppe domande. E’ un film indubbiamente freddo.

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