Satanik


Satanik,l’anti eroina dei fumetti,creazione della coppia magica del fumetto made in Italy,Magnus e Bunker (Secchi e Raviola) lanciò,agli inizi degli anni sessanta,il primo fumetto proto femminista della storia.La coppia Magnus e Bunker nel 1964 aveva già creato un antieroe,Kriminal.
Il successo di vendite delle gesta dell’uomo vestito con una calzamaglia raffigurante uno scheletro indusse i due editori a creare un omologo al femminile.
Nacque così Satanik,ant ieroina del dark d’autore.

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Pietro Vivarelli nel 1966 porta sullo schermo una riduzione delle avventure della rossa eroina,affidando il ruolo di interprete principale a Magda Konopka;la storia racconta le avventure di Marny Bannister,una biologa con il volto deturpato,che si impossessa di un siero che la fa ringiovanire (temporaneamente) e la rende bellissima. fa innamorare di se un malavitoso,che però la scopre mentre l”effetto del siero finisce e muore cadendo dalle scale.

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Satanik così fugge ,mentre viene braccata dall’ispettore Trent;alla fine morirà dopo aver rubato un auto con i freni rotti,precipitando in una scarpata.

Un film deludente in maniera eccezionale,girato malissimo,e in cui gli attori sembrano presi di petto dalle recite scolastiche;ridicola la Konopka,che aveva dal suo solo una discreta bellezza,ma nessuna capacità recitativa. Si segnalò,infatti,solo per una scena senza reggiseno,fugace.

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Il resto del film,assolutamente noioso e bolso pone Satanik in uno dei primi posti tra le riedizioni su grande schermo dei fumetti,un primo posto tra i film più brutti,naturalmente.

Del personaggio oscuro,ben delineato dei fumetti,di quel personaggio che vive e si muove in una società un po bacchettona e ipocrita,in cui mostra un esempio di donna al negativo,ma con fortissime prerogative di indipendenza e libertà,nella trasposizione cinematografica non resta assolutamente nulla.

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Satanik

Un film di Piero Vivarelli. Con Julio Pena, Magda Konopka, Umberto Raho, Luigi Montini, Nerio Bernardi, Armando Calvo, Isarco Ravaioli, Mirella Pamphili, Antonio Pica. Genere Noir, colore 85 minuti. – Produzione Italia, Spagna 1968.

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Satanik banner personaggi

Magda Konopka: Dr. Marnie Bannister
Julio Peña: Ispettore Trent
Umberto Raho: George Van Donan
Luigi Montini: Dodo La Roche
Armando Calvo: Gonzalez
Mimma Ippoliti: Stella Dexter
Isarco Ravaioli: Max Bermuda
Nerio Bernardi: Il professore
Joe Atlanta: Albert
Antonio Pica: Louis
Piero Vivarelli: Commissario Le Duc

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Regia Piero Vivarelli
Soggetto Magnus (fumetto), Max Bunker (fumetto), Eduardo Manzanos Brochero
Sceneggiatura Eduardo Manzanos Brochero
Produttore Eduardo Manzanos Brochero
Fotografia Silvano Ippoliti
Montaggio Gianmaria Messeri
Musiche Manuel Parada

Magnus e Bunker nel 1964 avevano già creato un antieroe,Kriminal.
Il successo di vendite delle gesta dell’uomo vestito con una calzamaglia raffigurante uno scheletro
indusse i due editori a creare un omologo al femminile.
Nacque così Satanik,antieroina del dark d’autore.
La legge del male,il primo numero in edicola,parte dalla storia di Marny Bannister,biologa affetta da un orribile angioma sul volto,intelligente si,ma schivata da tutti proprio per il suo repellente aspetto fisico.

La Bannister ha anche altri problemi:una famiglia in cui predominano le sue due sorelle,entrambe bellissime,un padre alcolizzato e una madre assolutamente asservita alle volontà delle due figlie minori.In questo contesto,la pur intelligente Marny è costretta a vivere una vita ai margini,in cui l’unica consolazione viene proprio dal lavoro.
Rielaborando una teoria di Masopust,scienziato alla ricerca del siero della giovinezza,Marny riesce nel suo intento:crea un siero che la rende bellissima e giovane.
Ma l’effetto è solo temporaneo:sarà solo in seguito che grazie alla scoperta dei benefici derivanti dall’esposizione ai raggi provenienti da un rubino che Marny riuscirà a stabilizzare il suo stato fisico,impedendo la regressione all’aspetto iniziale.

La stupenda donna dai capelli rossi,risultato dell’esperimento,decide di vendicarsi di tutti coloro che la hanno mortificata in precedenza.
Uccide il padre ed una delle sorelle,dell’altra si vendica rubandone il fidanzato dapprima,sfregiandola poi.
E’ una creatura amorale e perversa,quella che ha sostituito in tutto la vecchia e orribile biologa.
Dietro di se lascia una scia di sangue e morte.
Sulle sue tracce si mette l’ispettore Trent,che tenterà in vano di catturarla.
Segretamente e ossessivamente attratto da lei,Trent arriva sempre ad un passo,senza però riuscire ad afferrare quella creatura selvaggia e amorale.
Satanik,come è chiamata adesso Marny,usa gli uomini per i suoi scopi:solo una volta il suo cuore sembra battere per Alex Bey,emulo del Dorian Grey di Wilde,un uomo bellissimo e corrotto che nasconde il suo marciume morale su una tela che invecchia al suo posto.
Satanik la troverà,e,tagliandola,restituirà all’uomo le sue vere fattezze,mostruose.
Una vita di vizi comparirà come per magia sulla sua figura,mentre il quadro che lo raffigura ritornerà all’antico splendore.

Il fumetto gode di vasta polarità,negli anni sessanta.
E’ un prototipo femminista,Marny.
Fuma,vive liberamente la propria sessualità,è indipendente dal mondo maschile.
La censura rivolge i suoi strali sulla Magnus e Bunker production,costringendo i due a mettere sulla copertina l’infamante marchio “Solo per adulti”.
Con il passare del tempo il fumetto perde la carica erotica e noir che ne aveva contraddistinto gli esordi;Satanik arriva anche a collaborare con la giustizia.
Le storie cambiano,diventano meno violente e più indirizzate al mondo del sovrannaturale e del fantastico.
Satanik è meno violenta,più positiva.Negli ultimi albi della serie,attorno al 1974,ha anche un fidanzato,Kris Hunter.
Nero,investigatore privato,è il vero amore dell’eroina dai capelli rossi.
Lei stessa,che all’inizio della serie sembrava irresistibilmente attratta dal denaro,dai gioielli,da quel sottile e perverso potere che aveva sugli uomini,si imborghesisce.
Magnus e Bunker ne hanno limato i tratti più selvaggi,rendendo più umano il suo carattere.
Ma i tempi stanno cambiando;nel mondo dei fumetti imperversa l’eros più spinto,e non sembra esserci più posto per la donna che si spoglia si,ma mai in nudi integrali,mai in pose oscene.
Il fumetto che lascia tutto alla fantasia,violento,ma di una violenza tacita e mai estrinsecata fino in fondo,non è al passo con i tempi.
La nostra eroina cessa di esistere,anche se non si saprà mai se la sua fine virtuale,sulle pagine in bianco e nero del fumetto,sia o no avvenuta.
Un fumetto dalla carica dirompente,erotico,ma di un erotismo fatto di sottintesi.
Sensuale,protofemminista.
Il fumetto esce dalla sua dimensione fanciullesca e ingenua per entrare in una dimensione adulta.
E’ al mondo adulto che guarda,ammicca.
In una società un po’ bacchettona e ipocrita,mostra un esempio di donna al negativo,ma con fortissime prerogative di indipendenza e libertà.
Se Diabolik è stato il capostipite del fumetto maschilista,Satanik lo è di quello femminista.
Un femminismo ingenuo e votato al negativo,ma violentemente dirompente.

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