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007 La spia che mi amava

007 La spia che mi amava locandina

James Bond, l’Agente 007 al servizio di sua maestà la regina di Inghilterra e il maggiore Anya Amasova,agente XXX al servizio dell’Urss vengono chiamati a collaborare, nonostante il gelo esistente tra i due paesi, ad un’indagine complicata. Un sottomarino russo ed uno americano sono misteriosamente scomparsi, e Bond e Anya, che risentono della reciproca ostilità dovuta all’ideologia e anche al fatto di essere comunque nemici, alla fine iniziano a collaborare.

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Scopriranno così che il responsabile di tutto è un miliardario, Stromberg, che vuole scatenare una guerra in superficie per ricreare sott’acqua un mondo nuovo, in città futuristiche abitate da pochi eletti. Scampati a vari attentati, fra cui quelli del pericolosissimo gigante dai denti d’acciaio, squalo, Anya e Bond arriveranno a compiere la loro missione, no prima però di un colpo di scena;

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Barbara Bach

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Roger Moore

Bond ha ucciso, in maniera del tutto casuale, il marito di Anya, che vorrebbe vendicarsi uccidendo l’agente 007, ma che alla fine riconosce allo stesso la legittimità dell’atto.
Solita girandola di colpi di scena e di avventure per James Bond, interpretato da Roger Moore e per la Bond girl di turno, la bellissima Barbara Bach, in un’avventura che spazia tra l’Egitto e la Sardegna, passando per le Alpi austriache; è la decima avventura di 007, la quarta interpretata da Moore dopo l’abbandono di Connery con Si vive solo due volte e la breve e sfortunata parentesi di Lazenby in Al servizio segreto di sua maestà.

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Il cattivo di turno è Curd Jurgens, convincente nei panni di Stromberg, il miliardario pazzoide con mire di distruzione dell’umanità. Piccole parti per Olga Bsera e per Caroline Munro, che questa volta è il pilota personale di Stromberg. di Bond
Musiche che spaziano da Bach a Mozart, passando per Jarre; bella la fotografia e gli effetti speciali. Da appalusi la lunga battaglia all’interno della nave di Stromberg e la sequenza subacquea con l’inseguimento tra l’auto di Bond e i suoi nemici.

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Agente 007 La spia che mi amava, un film di Lewis Gilbert. Con Roger Moore, Barbara Bach, Lois Maxwell, Caroline Munro, Olga Bisera, Richard Kiel, Walter Gotell, Geoffrey Keen, Bernard Lee, George Baker, Michael Billington, Desmond Llewelyn, Edward De Souza, Milton Reid, Curd Jürgens, Sydney Tafler, Robert Brown, Shane Rimmer, Vernon Dobtcheff, Milo Sperber, Eva Reuber-Staier, Nadim Sawalha, Cyril Shaps
Titolo originale The Spy Who Loved Me. Spionaggio, durata 125 min. – Gran Bretagna 1977.

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Roger Moore: James Bond
Bernard Lee: M
Lois Maxwell: Miss Moneypenny
Desmond Llewelyn: Q
Richard Kiel: Squalo
Curd Jürgens: Karl Stromberg
Barbara Bach: maggiore Anya Amasova (Agente Tripla X)
Geoffrey Keen: Frederick Gray, ministro della dfesa
Walter Gotell: generale Gogol
Eva Rueber-Staier: Rubelvitch, assistente di Gogol
Caroline Munro: Naomi, pilota dell’elicottero di Stromberg

Regia Lewis Gilbert
Sceneggiatura Richard Maibaum, Christopher Wood
Fotografia Claude Renoir
Montaggio John Glen
Effetti speciali Derek Meddings
Musiche Marvin Hamlisch
Tema musicale Nobody Does It Better – Carly Simon
(Marvin Hamlisch, Carole Bayer Sager)
Scenografia Ken Adam

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ottobre 5, 2009 Pubblicato da: | 007 | , , , , , | 2 commenti

Me Me Lai

Me Me Lai Foto

Me Me Lai, figlia di un inglese e di madre birmana, è nata a Burma nel 1952. Trasferitasi in Inghilterra, ha iniziato a lavorare per la Tv e contemporaneamente a lavorare per il cinema, in pellicole caratterizzate dal basso budget. L’esordio avvenne con un piccolo ruolo, quello della hostess, nel telefilm The golden shot, girato nel 1967; subito dopo lavorò in un altro serial televisivo, Paul Temple, prima di approdare al cinema con il mediocre Prendi il sesso e fuggi, del 1971, film diretto da David Rea,

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Il paese del sesso selvaggio

Me Me Lai Mangiati vivi 1
Mangiati vivi

nel quale la affascinante attrice birmana interpretava iil ruolo di Bride. Sempre nel 1971 lavorò in due produzioni televisive inglesi di discreto successo, Hine e Jason King, mentre contemporaneamente entrò nel cast di La fabbrica del terrore di Ted Hooker. Il primo lavoro come protagonista risale al 1972; si tratta di Au pair girl, film costruito attorno alla figura di Gabriella Drake, la bellissima protagonista di Ufo; nel film Me Me Lai interpretava Nan Lee, una delle quattro disinibite ragazze che metteranno a soqquadro Londra.

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Me Me Lai in Ultimo mondo cannibale

La sua bellezza, il fascino esotico richiamarono l’ attenzione di Umberto Lenzi, che nel 1972 la chiamò per Il paese del sesso selvaggio, uno dei primi cannibal movie; il ruolo di Maraya, che finisce per diventare la compagna di John Bradley, il solito europeo rifugiatosi nella giungla che occupa gran parte del territorio compreso tra la Thailandia e la Birmania.

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Au pair girl

Nel film, interpretato egregiamente, Me Me Lai si innamora di John (Ivan Rassimov), lo sposa e lo rende padre, morendo subito dopo per il trauma post parto. Per 5 anni della giovane e bella Me Me Lai nessuno sa nulla; ricompare in un altro cannibal movie, quel Ultimo mondo cannibale di Deodato che suscitò enorme scalpore per le scene violente contenute; in questo film Me Me Lai era Palun, una nativa che verrà catturata e mangiata viva dai componenti della sua tribu.

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Me Me Lai in Mangiati vivi

Me Me Lai La fabbrica dell'orrore

La fabbrica dell’orrore

Nel 1978 le viene affidata una piccola parte in La vendetta della Pantera Rosa, quella di una improbabile ragazza cinese, naturalmente truccata in maniera tale da nascondere i suoi veri lineamenti. Altro film dello stesso anno è Licensed to Love and Kill diretto da Lindsay Shonteff, nel quale è ancora una cinese, Madame Wang; ma è ancora Lenzi a ricordarsi di lei, per uno degli ultimi cannibal movie, Mangiati vivi, girato nel 1980.

Me Me Lai Ultimo mondo cannibale
Ultimo mondo cannibale

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Il paese del sesso selvaggio

Film confuso, Mangiati vivi non è di certo una delle pellicole da ricordare di Lenzi; Me Me Lai interpreta la nativa Mowara, in competizione con le bellissime europee Paola Senatore e Janet Agren. L’ultimo lavoro cinematografico di Me Me Lai è L’elemento del crimine, film del 1984 diretto da Lars Von Trier; di lei, dopo un paio di partecipazioni a serial Tv, non si hanno più notizie. Famosa più per la bellezza e per il fascino particolare, la bella birmana è ricordata oggi solo da alcuni aficionados; del resto, a parte la bellezza , le occasioni in cui ha parlato si contano sulla punta delle dita di una sola mano.

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Me Me Lai Au pair girl 2
Due fotogrammi da Au pair girl

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Me Me Lai L'elemento del crimine 2

Me Me Lai L'elemento del crimine 3

Tre fotogrammi tratti dal film L’elemento del crimine

Me Me Lai Mangiati vivi 3

Mangiati vivi

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Me Me Lai in Ultimo mondo cannibale

Me Me Lai banner filmografia

1984 L’elemento del crimine
1983 The Optimist (TV Serie)
1982 On the Line (TV Serie)
1981 Spearhead (TV Serie)
1980 Mangiati vivi!
1979 Licensed to Love and Kill
1978 La vendetta della pantera rosa
1977 Ultimo mondo cannibale
1972 Il paese del sesso selvaggio
1972 Le femmine sono nate per fare l’amore
1971 La fabbrica dell’orrore
1971 Jason King (TV Serie)
1971 Hine (TV Serie)
1971 Prendi il sesso e fuggi
1970 Paul Temple (TV Serie)

ottobre 3, 2009 Pubblicato da: | Biografie | | 3 commenti

Il giudice e la minorenne

Il giudice e la minorenne locandina

Mentre sta per recarsi in tribunale dove svolge il suo quotidiano lavoro di giudice, il dottor Serra si trova coinvolto in una rapina con conseguente incidente dei ladri in fuga; è quasi un segno del destino, visto cosa gli succederà nel finale del film. Al giudice viene affibbiato un caso scottante, anche se all’apparenza semplice: una ragazza ha subito quella che sembra una violenza carnale da parte di un idraulico di mezza età.

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Susan Scott, la moglie del giudice

Durante gli interrogatori il giudice si trova di fronte alle testimonianze sia dell’uomo, che accusa la ragazza di averlo adescato, sia a quella della ragazza che invece conferma l’accusa di violenza. L’idraulico, durante gli interrogatori, ricorda al giudice che le ragazze,anche le più giovani, hanno ormai assunto le vesti di moderne Circe, abdicando anche in tenera età alle abitudini tipiche delle adolescenti e passando subito al mondo delle adulte.

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Il giudice vede confermate le teorie dell’uomo proprio da una delle giovanissime amiche della figlia, che lo seduce. Cosa che fa anche la presunta vittima dello stupro. A colmare la misura, arriva la scoperta che la giovane figlia, Mirella, appartiene ad un’organizzazione terroristica. Nonostante una sua ex sottoposta, ora giudice anche lei si offra di insabbiare la faccenda, il giudice decide di andare avanti. Ma è destino che le sorprese non debbano mai finire: l’uomo scopre che la moglie ha una relazione adulterina con un pilota civile, e dopo averli seguiti, decide di togliersi la vita lanciandosi con la sua auto contro quella in cui i due amanti si stanno intrattenendo.

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Film con qualche scoperta ambizione moralistica, Il giudice e la minorenne potrebbe anche raggiungere la sufficienza, non fosse per alcune cose francamente inspiegabili del film, come la decisione del magistrato donna amica del giudice che si propone per insabbiare l’inchiesta sulla figlia del giudice. Tuttavia, il tentativo di denuncia della corruzione dilagante del costume funziona, anche se solo a tratti,

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Un po troppo smaccata infatti, è l’atmosfera erotica in cui si immerge volutamente il film. Le attrici, a parte la solita splendida Susan Scott o Nieves Navarro, se preferite, sono delle sconosciute, a cominciare da Antiniska Nemour, ex centralinista del programma televisivo di Tortora, Portobello. Ci sono anche Flora Saggese e Ketty Berbero. Curioso il ruolo affidato a Teo Teocoli,quello del pilota amante della bella signora Serra. Le musiche del film sono di Mino Reitano.

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Il giudice e la minorenne

un film di Franco Nucci. Con Susan Scott, Chris Avram, Romy Schell, Flora Saggese, Giuliana Rivera, Piero Mazzarella, Romy Shell
Drammatico, durata 91 min. – Italia 1974.

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Il giudice e la minorenne banner protagonisti

Chris Avram: Marco Serra, il giudice
Nieves Navarro: Laura, moglie di Serra
Antiniska Nemour: Mirella, figlia di Serra
Piero Mazzarella: Mariani, l’idraulico
Flora Saggese: Cinzia, compagna scolastica di Mirella
Caterina Barbero: Annetta Rossi, la vittima di Mariani
Giuliana Rivera: la madre di Annetta
Annibale Papetti: il padre di Mariani
Romy Schell: la donna al cimitero

Il giudice e la minorenne banner cast
Regia Franco Nucci
Soggetto Franco Nucci
Sceneggiatura Franco Nucci, Gianni Martucci
Produttore Oscar
Distribuzione (Italia) Alpherat
Fotografia Enzo Oddone
Montaggio Enzo Monachesi
Musiche Mino Reitano, Franco Reitano

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Il giudice e la minorenne banner recensioni

L’opinione del sito http://www.bmoviezone.com

La trama appare in realtà molto poco verosimile per non dire letteralmente esagerata, e così pure il finale catartico che il regista propone. La duplicità del contenuto del film poi potrebbe spiazzare più di uno spettatore (come detto Nucci infarcisce la pellicola di discorsi e ragionamenti moralisti, ma poi basa le scene clou del suo prodotto su spogliarelli e maliziose allusioni messe in bocca a ragazzine minorenni). Sembra quasi che Nucci sia addirittura maschilista nello sviluppo dell’idea cardine che c’è alla base del film (che si potrebbe riassumere in qualcosa del tipo “le femmine sono tutte puttane”).
Tra gli attori, il protagonista Chris Avram appare un po’ monoespressivo, ma tutto sommato regge con decenza il ruolo. Susan Scott/Nieves Navarro, nei panni della moglie, non è al top della sua carriera. Meglio le giovani e sconosciute attrici che interpretano le tre maliziose ragazzine del film (Flora Saggese, Caterina Barbero, Antiniska Nemour), che con i loro ammiccamenti rendono interessanti le scene su cui Nucci punta maggiormente per dare un senso al suo prodotto. Forse il migliore del cast è però Piero Mazzarella nella parte dell’idraulico accusato di stupro. Da sottolineare la colonna sonora dei fratelli Reitano, che si fa più martellante nelle scene più drammatiche, e soprattutto quando le certezze del protagonista sembrano frantumarsi da un momento all’altro. In totale: non un brutto film, ma sicuramente più particolare per la commistione di generi così diversi che ben realizzato.

L’opinione del sito http://www.robydickfilms.blogspot.it

Il film non è brutto solo non completamente riuscito, ma è apprezzabile soprattutto per la curiosa singolarità con cui commistiona i vari generi e filoni, una certa amarezza e disincanto di fondo, assieme all’azione (come nell’abbastanza bello e ben girato inseguimento iniziale) e all’intento di denuncia moralistica del malaffare, la quale però funziona a corrente alternata, anche perchè sono troppo scoperte certe assurdità della trama quali la magistrato donna collega ed innamorata del giudice, che vorrebbe nascondere l’inchiesta sul gruppo eversivo perchè coinvolge sua figlia, e la forte componente cochòn del film.
In fondo, alla fine l’unica cosa che rimane del film a cui appigliarsi, peraltro irrisolto in molte altre cose, è che semplicisticamente le donne di oggi sarebbero tutte propositive ed offerenti sé stesse, fin dall’età nella quale dovrebbero essere ancora e soltanto delle bambine, come dirà difendendosi nell’interrogatorio, l’idraulico di mezza età, paccianesco-meneghino, Mariani/Piero Mazzarella.
E soprattutto dietro la promessa di soldi come le 100’000£ a lui chieste, che queste adolescenti solo di età e per bene solo di nomea, donne adulte di fatto, perlopiù di buona famiglia, non fanno altro che provocare gli uomini per delle sane trombate no-stop. Ma dove? Nella Milano anni ’70 in cui è ambientato -anche bene- il film. Ma che appunto, è solo un film, per di più infarcito di approssimativi luoghi comuni maschilisti, da sempre molto in voga, in Italia.
Magari ‘ste lolite fossero tutte “maiale”, ma purtroppo non è mai stato proprio così. O forse si profetizzava senza saperlo le ben più spregiudicate Papi-girl delle “notti di Arcore”,in cerca addirittura di un posto in Parlamento, o ne L’Isola dei famosi?

ottobre 2, 2009 Pubblicato da: | Drammatico | , , , | 1 commento