Classifica al botteghino 1977
1) Guerre stellari (Star Wars)
Un film di George Lucas con Mark Hamill – Carrie Fisher – Harrison Ford – Alec Guinness – Peter Cushing – Anthony Daniels – Peter Mayhew
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2) La febbre del sabato sera (Staurday Night Fever)
un film di John Badham con John Travolta, Karen Lynn Gorney, Barry Miller, Joseph Cali, Bruce Ornstein
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3) Incontri ravvicinati del 3° tipo (Close Encounters of the Third Kind)
un film di Steven Spielberg,con Richard Dreyfuss, François Truffaut, Teri Garr, Melinda Dillon, Cary Guffey, Bob Balaban
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4) Ecco noi per esempio…
un film di Sergio Corbucci con Adriano Celentano, Renato Pozzetto, Barbara Bach, Giuliana Calandra, Antonio Casagrande, Capucine, Enrica Bonaccorti
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5) Agente 007 – La spia che mi amava (The Spy Who Loved Me)
un film di Lewis Gilbert con Roger Moore, Barbara Bach, Curd Jürgens
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6) In nome del papa re
un film di Luigi Magni
con Nino Manfredi, Carmen Scarpitta, Carlo Bagno, Danilo Mattei, Salvo Randone, Ettore Manni
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7) Airport ’77
un film di Jerry Jameson con Jack Lemmon, Lee Grant, Brenda Vaccaro, George Kennedy, James Stewart, Joseph Cotten, Olivia de Havilland, Christopher Lee
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8 ) Una giornata particolare
un film di Ettore Scola
con Marcello Mastroianni,Sophia Loren
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9) L’orca assassina
un film di Michael Anderson
con Richard Harris, Charlotte Rampling, Bo Derek, Will Sampson, Robert Carradine, Keenan Wynn
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10 ) Piedone l’Africano
un film di Steno
con Bud Spencer, Enzo Cannavale, Dagmar Lassander, Baldwin Dakile
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Classifica oltre la decima posizione:
11) Tre tigri contro tre tigri
un film di Sergio Corbucci – Steno
Renato Pozzetto, Paolo Villaggio, Cochi Ponzoni, Enrico Montesano, Dalila Di Lazzaro, Nanni Loy, Anna Mazzamauro, Massimo Boldi, Gabriella Giorgelli, Renzo Ozzano
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12) Le avventure di Bianca e Bernie
Animazione
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13) Pane, burro e marmellata
un film di Giorgio Capitani
con Enrico Montesano, Rossana Podestà, Claudine Auger, Rita Tushingham, Adolfo Celi
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14) Il …Belpaese
un film di Luciano Salce
con Paolo Villaggio, Silvia Dionisio, Gigi Reder, Anna Mazzamauro, Pino Caruso, Massimo Boldi
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15) Il gatto
un film di Luigi Comencini
con Mariangela Melato, Ugo Tognazzi, Philippe Leroy, Dalila Di Lazzaro, Michel Galabru, Jean Martin, Aldo Reggiani, Bruno Gambarotta, Luigi Comencini, Matteo Spinola
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16) Abissi (The Deep)
un film di Peter Yates
con Robert Shaw, Jacqueline Bisset, Nick Nolte, Louis Gossett Jr., Eli Wallach
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17) Il prefetto di ferro
un film di Pasquale Squitieri
con Giuliano Gemma, Claudia Cardinale, Stefano Satta Flores, Francisco Rabal, Lina Sastri
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18 ) Padre padrone
un film di Paolo e Vittorio Taviani
Omero Antonutti, Fabrizio Forte, Saverio Marconi, Marcella Michelangeli, Stanko Molnar, Nanni Moretti, Gavino Ledda
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19) Quell’ultimo ponte (A Bridge Too Far)
un film di Richard Attenborough
Dirk Bogarde, James Caan, Michael Caine, Sean Connery, Edward Fox, Elliott Gould, Gene Hackman, Anthony Hopkins, Hardy Krüger, Laurence Olivier, Ryan O’Neal, Robert Redford, Maximilian Schell, Liv Ullmann
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20) Via col vento [R] (Gone with the Wind)
un film di Victor Fleming
con Vivien Leigh – Clark Gable – Leslie Howard – Olivia de Havilland – Hattie McDaniel
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C’era una volta il west

C’era una volta il west, quarto film in tema western diretto da Sergio Leone, è un’epopea che celebra in un certo senso la fine di un’epoca, quella del cinema western e ne canta il de profundis,attraverso un’opera straordinaria di gran respiro pur molto dilatata nei tempi cinematografici.
E’ anche un’opera ambiziosa, la prima nella quale Leone ha un budget all’altezza, la possibilità di schierare un cast di livello eccelente ma non solo; vengono chiamati attori di grido,come Henry Fonda,Claudia Cardinale e Charles Bronson che interpreterà il ruolo più intenso della sua carriera.
Un film in cui tutto sembra studiato per ore, fin nei minimi particolari; dagli sguardi dei protagonisti,una delle fissazioni di Leone,all’ambientazione, passando per una colonna sonora che è possibile definire sontuosa,composta dal solito, grande Morricone. Un film che celebra un genere moribondo e che rivolge lo sguardo con nostalgia ad un’epoca ormai irrimediabilmente chiusa, ad un west selvaggio e crudele; ci sono tutti gli ingredienti delle storie classiche, dal cattivo Frank (Fonda), alla bella Jill (Cardinale), dall’uomo della vendetta, Armonica (Bronson), al bandito dal cuore d’oro, Cheyenne.
Personaggi che si mescolano e si integrano in una storia dal canovaccio classico, ormai collaudato.
Una stazione di un paesino del west; tre uomini sono uccisi da Armonica,un misterioso individuo chiamato così per la sua abitudine di suonare lo strumento a bocca. I tre sono in attesa di Frank, un crudele e spietato killer al soldo di Morton, industriale affetto da una tubercolosi ossea,che sogna di congiungere il west da una costa all’altra.Armonica resta ferito leggermente,e si rifugia in una taverna. Qui incontra Jill,una donna completamente spaesata in un ambiente tipicamente maschile (memorabile la scena della tinozza d’acqua, considerata buona solo da bere dal proprietario della taverna) e incontra anche Cheyenne, un fuorilegge che ha una banda con un segno distintivo,uno spolverino. Armonica racconta a Cheyenne di avere ucciso tre uomini con lo spolverino, ma il fuorilegge nega che i tre fossero della sua banda.
Nel frattempo Frank e i suoi uomini sterminano la famiglia McBrain,il padre e i suoi tre figli; McBrain si era da poco sistemato nella zona,dove aveva acquistato dei pezzi di terra e aveva invitato a vivere nel suo ranch Jill che aveva accettato. La donna si fa accompagnare alla fattoria e trova i corpi della famiglia Mc Bain; decide comunque di restare e durante la notte sente,in lontananza, il suono di un’armonica.
Intanto la storia si ingarbuglia; alla fattoria arriva Cheyenne,convinto che qualcuno voglia far incolpare lui e i suoi uomini dell’eccidio;apprende così da Jill le vere motivazioni dell’arrivo della donna,che in realtà è una ex prostituta,convinta da Mc Bain a venire a vivere al ranch. L’uomo le aveva raccontato di essere in procinto di diventare molto ricco. In realtà nel ranch non c’è il becco di un quattrino e la donna che ha già sposato in segreto McBain è la legittima erede del ranch. Nel frattempo Armonica uccide altri due killer di Frank,che erano venuti nella fattoria per eliminare la donna.
Frank irretisce Jill e cattura Armonica,che però viene liberato da Cheyenne,che svela all’uomo dall’armonica il piano originario di McBain;acquistare i terreni la attorno,più tutto il necessario per costruire una stazione di posta.McBain era convinto,infatti,che sui suoi terreni sarebbe passata la ferrovia di Morton.
Gli uomini di Cheyenne,usando il materiale che l’irlandese aveva previdentemente acquistato,costruiscono la stazione di posta;nel frattempo lo sceriffo mette all’asta i terreni,che diventerebbero,per soli 500 dollari,di proprietà di Frank,se all’ultimo istante non arrivasse Armonica ad offrire 5000 dollari.I soldi sono quelli della taglia sulla testa di Cheyenne,che viene così catturato dagli uomini dello sceriffo.
Morton corrompe gli uomini di Frank,per sbarazzarsi del killer,ormai fuori controllo;ma inaspettatamente è proprio Armonica a salvarlo.Ma è un espediente,perchè Armonica rivela a Frank di essere il fratello di un uomo costretto a stare sulle spalle di Armonica proprio mentre,con un cappio al collo,ascoltava il suono dello strumento.
Il duello si conclude con la morte del killer,Frank;così Armonica può consegnare a Jill la stazione di posta,proprio mentre arriva il primo treno.La donna è ormai ricca,e invita Armonica a restare con lui.
Ma l’uomo va via con Cheyenne,che nel frattempo si è liberato; ma per Cheyenne non c’è futuro,perchè Morton gli ha sparato e Cheyenne spira tra le braccia di Armonica,proprio mentre il suono della locomotiva, simbolo del progresso, lacera l’aria.
Nelle scene finali,le più alte e liriche dell’intero cinema di Leone, c’è il rimpianto per un mondo in dissoluzione;è proprio la locomotiva,che sostituisce in qualche modo il cavallo,il simbolo della fine di un’epoca, sottolineato dalle struggenti note della mitica colonna sonora di Morricone.
Un film straordinario,epico,grandissimo.Un sogno che dura tre ore,attraverso la violenza tipica del west,genetica e strettamente legata a quel mondo ormai scomparso.I volti di Armonica e di Frank,di Cheyenne e di jill sembrano mescolarsi in una saga che mostra la commozione del regista nel desrivere un mondo selvaggio,con leggi dure,ma in cui i ruoli sono rispettati.E ancora una volta il finale è amaro,ma allo stesso tempo in linea con il racconto.Armonica va via,anche se al fianco di jill potrebbe trovare la felicità e la tranquillità.Ma il richiamo della prateria,dell’avventura,è per lui troppo forte,come per l’uomo senza nome di Per un pugno di dollari,o di Monco,o di Biondo………
C’era una volta il West
Un film di Sergio Leone. Con Charles Bronson, Henry Fonda, Claudia Cardinale, Jason Robards, Gabriele Ferzetti, Paolo Stoppa, Woody Strode, Jack Elam, Keenan Wynn, Enzo Santaniello, Salvatore Basile, Spartaco Conversi, Marco Zuanelli, Al Mulock, Fabio Testi, Frank Wolff, Conrado Sanmartin, Renato Pinciroli, Benito Stefanelli, Aldo Berti, Lionel Stander, Dino Mele, Bruno Corazzari Western, Ratings: Kids+13, durata 167′ min. – Italia 1968.
Charles Bronson: Armonica
Henry Fonda: Frank
Claudia Cardinale: Jill McBain
Jason Robards: Manuel “Cheyenne” Gutiérrez
Gabriele Ferzetti: Morton
Paolo Stoppa: Sam
Woody Strode: Stony
Jack Elam: Snaky
Al Mulock: Knucles
Marco Zuanelli: Wolbers
Benito Stefanelli: 1° tenente della banda di Frank
Michael Harvey: 2° tenente della banda di Frank
Fabio Testi: membro della banda di Frank
Spartaco Conversi: membro della banda di Frank
Saturno Cerra: membro della banda di Frank
Claudio Scarchilli: membro della banda di Frank
Bruno Corazzari: membro della banda di Frank
Francisco Brana: membro della banda di Frank
Antonio Molino Rojo: membro della banda di Frank
John Frederick: membro della banda di Frank
Salvatore Basile: membro della banda di Frank
Aldo Berti: membro della banda di Frank
Keenan Wynn: Sceriffo
Frank Wolff: Brett McBain
Enzo Santaniello: Jimmy
Simonetta Santaniello: Maureen
Lionel Stander: Barista
Aldo Sambrell: uomo Cheyenne
Lorenzo Robledo: uomo Cheyenne
Luana Strode: donna indiana
Don Galloway: uomo di Frank nel flashback
Claudio Mancini: fratello di Armonica
Dino Mele: Armonica(piccolo)
Tullio Palmieri: carpentiere
Robert Spafford: costruttore
Rafael López Somoza: bigliettaio stazione
Francesca Leone: Donna alla stazione
Raffaella Leone: Donna alla stazione
Regia Sergio Leone
Soggetto Sergio Leone, Dario Argento, Bernardo Bertolucci
Sceneggiatura Sergio Leone, Sergio Donati
Produttore Bino Cicogna
Produttore esecutivo Fulvio Morsella
Casa di produzione Paramount Pictures, Rafran Cinematografica, San Marco Film
Distribuzione (Italia) Euro International Film
Fotografia Tonino Delli Colli
Montaggio Nino Baragli
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Carlo Simi
Costumi Carlo Simi
Giuseppe Rinaldi: Armonica
Nando Gazzolo: Frank
Rita Savagnone: Jill McBain
Carlo Romano: Manuel “Cheyenne” Gutiérrez
Bruno Persa: Snaky
Oreste Lionello: Wolbers
Stefano Sibaldi: Sceriffo
Corrado Gaipa: Brett McBain
Cesare Polacco: Barista
Lauro Gazzolo: uomo alla stazione
Roberto Chevalier: Patrick
Anna Rita Pasanisi: Maureen
Sandro Acerbo: Jimmy
Sergio Graziani: uomo Cheyenne
Pino Locchi: 1° tenente della banda di Frank
Glauco Onorato: 2° tenente della banda di Frank
Sergio Tedesco: Uomo della banda di Franl
Vinicio Sofia: Uomo all’asta
Mario Milita: Uomo al funerale
Chi ne ha accoppati quattro ci mette poco a fare cinque. (Cheyenne)
Come si fa a fidarsi di uno che porta insieme cinta e bretelle… di uno che non si fida nemmeno dei suoi pantaloni? (Frank)
Sai niente di uno che gira soffiando in un’armonica? Se lo vedi te lo ricordi; invece di parlare, suona… e quando dovrebbe suonare, parla! (Cheyenne) [a Jill, parlando di Armonica]
Sai Jill, mi ricordi mia madre. Era la più grande puttana di Alameda e la donna più in gamba che sia mai esistita. Chiunque sia stato mio padre, per un’ora o per un mese è stato un uomo molto felice. (Cheyenne)
Ho visto tre spolverini proprio come questi tempo fa. Dentro c’erano tre uomini. E dentro agli uomini tre pallottole. (Armonica)
Sai solo suonare o sai anche sparare? (Cheyenne)
La calma è la prima qualità per un uomo d’affari. (Armonica)
Suona qualcosa A tuo fratello! (Frank) [mettendo in bocca l’armonica al piccolo Armonica, costretto nel flashback a reggere sulle spalle il fratello sulla forca]
Sai Jill se fossi in te gli porterei da bere a quei ragazzi. Tu non immagini quanta gioia mette in corpo di un uomo una donna come te, anche solo vederla… e se qualcuno di loro ti tocca il sedere, tu fai finta di niente, lasciali fare. (Cheyenne)






Per un pugno di dollari

Per un pugno di dollari è un’opera fondamentale per il cinema.I motivi sono diversi,e sono legati a quell’alchimia magica che fa di un prodotto cinematografico nato senza grosse pretese,con un budget ridottissimo,con attori semi sconosciuti,uno dei capisaldi del cinema,un’opera diventata immortale ben aldilà dei pur rilevanti meriti che possiede.
Sergio Leone reinventa un genere,il western,che era in grossa crisi e lo rilancia,eliminando l’equivoco dei famigerati indiani cattivi,e sostituendo il personaggio dello sconosciuto senza nome che porta la libertà la dove c’è la tirannia del più forte agli stereotipi sepolti dalla polvere di un cinema datato,quello che voleva i prodi cowboy quasi sempre alle prese con feroci e cattivi pellerossa.
Stereotipi,appunto. In questo film un pistolero senza nome ( del quale non sapremo mai nulla,nè da dove viene,nè come si chiama,nè il suo passato) arriva a San Miguel,un polveroso e malandato paese di provincia ai confini con il Messico e per prima cosa va a sistemarsi nella locanda del burbero Silvanito,del quale,alla fine,diverra’ amico.
Da lui apprende la situazione del paese,stretto tra la morsa della famiglia Royo,capitanata dal crudele e feroce Ramon (un grandissimo Gian Maria Volontè) e quella dello sceriffo Baxter,venditore di alcool,al contrario della famiglia Royo,che traffica in armi.
L’uomo senza nome decide di vendersi,per un pugno di dollari,prima ai Baxter e poi ai Royo,in un doppio gioco molto pericoloso;mette ripetutamente le due famiglie contro,ricavandone denaro che darà a Marisol,una bellissima donna prigioniera di Ramon,separata da suo figlio e da suo marito per salvare loro la vita.E’ un gesto di grande generosità;lo straniero senza nome permette alla donna,a suo marito e al piccolo Jesus di lasciare il paese,grazie anche ai soldi che ha ricavato dalle due famiglie. Ma la buona stella che lo ha sorretto fino ad allora sembra abbandonarlo;l’uomo senza nome viene scoperto,e torturato selvaggiamente.si salva,e grazie al becchino del paese,si rifugia al sicuro,in attesa di guarire e di compiere la sua vendetta.
Ramon e i Royo,convinti che lo straniero senza nome si sia rifugiato dai Baxter,ne approfittano per liquidare i conti,e sterminano tutti i Baxter,compresi la moglie e il figlio.
E’ arrivata però l’ora della resa dei conti;l’uomo senza nome,rimessosi dalle ferite,affronta ad uno ad uno gli uomini dei Royo,uccidendoli tutti,prima di affrontare Ramon in un duello entrato nella storia del cinema.Ramon spara al cuore dell’uomo senza nome,ma quest’ultimo ha provvidenzialmente indossato una lastra di ferro,e rimane in piedi sotto i colpi di Ramon,che cadrà dopo la famosissima frase;
“Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto”.Vediamo se è vero”
Così come è arrivato,l’uomo va via,in silenzio.Le musiche di Morricone,l’atmosfera carica di tensione nel film,la recitazione senza sbavature,la location spagnola che sembra davvero il Messico,il carsima magnetico di Eastwood sono solo alcune delle componenti di un film che ha segnato un’epoca,quella che spregiativamente venne definita degli spaghetti western,e che invece dette nuova linfa al cinema di genere,scatenando una valanga di epigoni non solo in Italia,ma anche in Usa.Leone,che riprese un soggetto originale di Akira Kurosawa,Yojimbo,creò un un nuovo modo di interpretare il western,basandolo sulla personalizzazione dei vari soggetti,come lo straniero senza nome,una specie di vendicatore dalle buone motivazioni di fondo,un cavaliere della valle solitaria anni sessanta,ma ben lontano dal personaggio impomatato interpretato da Alan Ladd.
La scelta di Eastwood si rivelò intelligente,e contribuì in maniera determinante alla carriera dell’attore.Ecco cosa disse Leone a proposito della sua scelta:
« Ciò che più di ogni altra cosa mi affascinò di Clint, era il modo in cui appariva e la sua indole. Nell’episodio ‘’Incident of the Black Sheep’’ Clint non parlava molto… ma io notai il modo pigro e rilassato con cui arrivava e, senza sforzo, rubava a Eric Fleming tutte le scene. Quello che traspariva così chiaramente era la sua ‘’pigrizia’’. Quando lavoravamo insieme lui era come un serpente che passava tutto il tempo a schiacciare pisolini venti metri più in là, avvolto nelle sue spire, addormentato nel retro della macchina. Poi si srotolava, si stirava, si allungava… L’essenza del contrasto che lui era in grado di creare nasceva dalla somma di questo elemento con l’esplosione e la velocità dei colpi di pistola. Così ci costruimmo sopra tutto il suo personaggio, via via che si andava avanti, anche dal punto di vista fisico, facendogli crescere la barba e mettendogli in bocca il cigarillo che in realtà non fumava mai.Quando gli fu offerto il secondo film, ‘’Per qualche dollaro in più’’, mi disse:”Leggerò il copione, verrò a fare il film, ma per favore ti imploro solo una cosa: non mi rimettere in bocca quel sigaro!” E io gli risposi:”Clint, non possiamo tagliare fuori il sigaro. È il protagonista!”
Il debito di Leone a Kurosawa c’è,ed è evidente; in realtà Leone utilizza Goldoni,in particolare Arlecchino,ponendo il suo straniero senza nome tra i Baxter e i Royo “I Baxter da una parte,i Royo dall’altra,e io nel mezzo…”,come dice lo straniero senza nome all’inizio del film.
Ma il grande successo di Per un pugno di dollari è anche dovuto all’alter ego di Eastwood,il cattivo di turno,che ha la maschera diabolica,dura e impenetrabile di un magnifico Gian Maria Volontè nei panni di Ramon.
Per finire va citato ancora una volta Leone,che una volta,in un’intervista,disse;“Il cinema dev’essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito” E cosa c’è di più mitologico,di più vero e allo stesso tempo di più attraente del giustiziere che uccide i cattivi in un’orgia di sangue e morte e riporta la giustizia la dove non c’era più? In fondo il grande fascino di Per un pugno di dollari è anche questo.
Per un pugno di dollari,un film di Sergio Leone. Con Clint Eastwood, Gian Maria Volonté, Marianne Koch, Wolfgang Luschky, Sieghardt Rupp, Antonio Prieto, José Calvo, Margarita Lozano, Daniel Martin, Benito Stefanelli, Bruno Carotenuto, Joseph Egger, Mario Brega, Aldo Sambrell, Umberto Spadaro
Western, durata 100 min. – Italia 1964
Clint Eastwood: Joe, lo straniero
Gian Maria Volonté: Ramón Rojo
Marianne Koch: Marisol
José Calvo: Silvanito
Joseph Egger: Piripero
Antonio Prieto: Don Benito Rojo
Sieghardt Rupp: Esteban Rojo
Wolfgang Lukschy: John Baxter
Margarita Lozano: Donna Consuelo Baxter
Bruno Carotenuto: Antonio Baxter
Mario Brega: Chico
Daniel Martín: Josè
Fredy Arco: Jesus
Benito Stefanelli: Rubio
Aldo Sambrell: Dougy
Raf Baldassarre: Juan De Dios
Lorenzo Robledo: Uomo dei Baxter
Antonio Molino Rojo: Uomo dei Baxter
William Thompkins: Uomo dei Baxter
Luis Barboo: Uomo dei Baxter
Francisco Brana: Uomo dei Baxter
Julio Perez Taberneiro: Uomo dei Baxter
Nazzareno Natale: Uomo dei Rojo
Fernando Sanchez Polak: Uomo dei Rojo
Umberto Spadaro: Uomo dei Rojo
Alvaro De Luna: Uomo dei Rojo
Josè Halufi: Uomo dei Rojo
Antonio Pica: Uomo dei Rojo
Manuel Boliche Bermudez: Uomo dei Rojo
Nosher Powell: Cow-Boy
Juan Cortes: Capitano di cavalleria
Edmondo Tieghi: Soldato

Regia Sergio Leone
Soggetto Sergio Leone, Akira Kurosawa (La sfida del samurai)
Sceneggiatura Sergio Leone, Duccio Tessari, Fernando Di Leo
Produttore Arrigo Colombo, Giorgio Papi
Produttore esecutivo Franco Palaggi
Casa di produzione Jolly Film (Roma) Ocean Film (Madrid), Constantin Film Produktion GmbH (Monaco di Baviera)
Distribuzione (Italia) Unidis
Fotografia Massimo Dallamano, Federico G. Larraya
Montaggio Roberto Cinquini, Alfonso Santacana
Effetti speciali Giovanni Corridori
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Carlo Simi, Sigfrido Burmann
Costumi Carlo Simi
Trucco Rino Carboni, Dolores Clavel (truccatrice)

Enrico Maria Salerno: Joe, lo straniero
Nando Gazzolo: Ramón Rojo
Rita Savagnone: Marisol
Luigi Pavese: Silvanito
Lauro Gazzolo: Piripero
Mario Pisu: Don Benito Rojo
Bruno Persa: Esteban Rojo
Giorgio Capecchi: John Baxter
Anna Miserocchi: Consuelo Baxter
Franco Chillemi: Antonio Baxter
Renato Turi: Chico
Nino Pavese: Josè
Pino Locchi: Rubio
Sergio Graziani: Dougy
Oreste Lionello: Juan De Dios
Ferruccio Amendola: Uomo dei Baxter, Uomo dei Rojo
Glauco Onorato: Uomo dei Baxter
Massimo Foschi: Uomo dei Baxter
Arturo Dominici: Capitano cavalleria
Corrado Gaipa: Uomo nella diligenza
Massimo Turci: Tenente
Dhia Cristiani: Donna messicana
” Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto! “
” Vuoi diventare ricco eh? Allora sei arrivato nel posto adatto, se sarai furbo; perchè qui tutti sono o molto ricchi o morti.”
” Quando si vuole uccidere un uomo bisogna colpirlo al cuore. ”
” Sono una donna abbastanza ricca per apprezzare gli uomini che si possono comprare. ”
” Devo ancora trovare un posto dove non ci siano padroni. ”
” Fate molto male a ridere: al mio mulo non piace la gente che ride. Ha subito l’impressione che si rida di lui. ”
” Starete come a casa vostra ” ” Spero di no, a casa mia stavo malissimo ”
I più belli di sempre
1) Quarto potere,di Orson Welles (1941)
con Everett Sloane, Paul Stewart, Joseph Cotten, Alan Ladd
Solo una persona può decidere il mio destino, e quella persona
sono io. (Orson Welles in “Quarto potere”)
2) Il padrino,di Francis Ford Coppola,(1972)
con Marlon Brando, Al Pacino, James Caan, Richard S. Castellano, Robert Duvall, Diane Keaton
La droga deve essere controllata come un’industria per mantenerla rispettabile! Non la voglio vicino alle scuole. Non la voglio in mano ai bambini! Questa è un’infamità. Nella mia città limiteremo il traffico ai negri e alla gente di colore. Tanto sono bestie, anche se si dannano peggio per loro.(da Il Padrino)
3) Casablanca,di Michael Curtiz (1942)
con Humphrey Bogart, Ingrid Bergman, Paul Henreid, Claude Rains, Conrad Veidt, Sydney Greenstreet
“Vi faccio notare che il revolver è puntato al cuore”. “E’ il posto meno sensibile che io ho”. (Humphrey Bogart e Claude Rains in “Casablanca”)
4) Toro scatenato,di Martin Scorsese (1980)
con Robert De Niro, Joe Pesci, Cathy Moriarty, Coley Wallace
“Per cui datemi un’arena giacchè il Toro si scatena,perchè oltre al pugilato
sono attore raffinato!!Questo è spettacolo!”(da Toro scatenato)”
5) Cantando sotto la pioggia di Stanley Donen (1952)

con Gene Kelly, Donald O’Connor, Debbie Reynolds, Jean Hagen, Millard Mitchell, Cyd Charisse
“Non è questo, siete molto cari voi due ma io stasera finalmente ho capito. Io… beh tutto quello che mi avevi detto era vero. Non sono un attore, non lo sono mai stato, sono un buffone, me ne accorgo ora!”
6) Via col vento,di Victor Fleming (1939)
con Olivia De Havilland, Clark Gable, Thomas Mitchell, Vivien Leigh,Trevor Howard
“Aspetta, Rhett… Rhett… Se te ne vai, che sarà di me, che farò?
Francamente me ne infischio.”
7) Lawrence d‘Arabia di David Lean (1962)
con Anthony Quinn, Anthony Quayle, José Ferrer, Peter O’Toole
“La speranza è una cosa buona, forse la migliore”da Lawrence d’Arabia

8 ) Schindler’s List di Steven Spielberg (1983)

con Ben Kingsley, Ralph Fiennes, Liam Neeson, Jonathan Sagalle
“Chiunque salvi una vita salva il mondo intero.” da Schindler list

9 ) Vertigo,La donna che visse due volte un film di Alfred Hitchcock
con James Stewart, Kim Novak, Barbara Bel Geddes, Henry Jones
“C’è ancora un’ultima cosa che devo fare, e poi, sarò libero dal passato.” dal film Vertigo

10 ) Il mago di Oz,regia di Victor Fleming (1939)

con Judy Garland, Frank Morgan, Ray Bolger, Billie Burke
“Toto, credo che non siamo più in Kansas”,dal film il Mago di Oz
11) Luci della città,un film di Charles Chaplin (1931)

con Charles Chaplin, Virginia Cherril, Harry Myers, Florence Lee
12) Sentieri selvaggi,un film di John Ford (1953)

con John Wayne, Natalie Wood, Ward Bond, Jeffrey Hunter
“Li troveremo alla fine! Questo è sicuro come il sorgere del sole.” dal film Sentieri selvaggi
13) Guerre stellari,un film di George Lucas (1977)

con Harrison Ford, Peter Cushing, Carrie Fisher, Alec Guinness
“La forza scorre potente in questo ragazzo” dal film Guerre stellari

14) Psycho,un film di Alfred Hitchcock (1960)

con Janet Leigh, Anthony Perkins, Vera Miles, John Gavin
“Un hobby serve a passare il tempo, non a riempirlo” dal film Psycho
15 ) 2001: Odissea nello spazio ,un film di Stanley Kubrick (1968)

con Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter
“Nessun calcolatore 9000 ha mai commesso un errore o alterato un’informazione. Noi siamo senza possibili eccezioni di sorta a prova di errore, incapaci di sbagliare”dal film 2001 odissea nello spazio
16) Viale del tramonto un film di Billy Wilder (1950)

con William Holden, Erich von Stroheim, Nancy Olson, Gloria Swanson
“Voi siete Norma Desmond. La famosa attrice del cinema muto. Eravate grande. – Io sono sempre grande. E’ il cinema che è diventato piccolo.” dal film Viale del tramonto

17) Il laureato,un film di Mike Nichols (1967)

con Anne Bancroft, Dustin Hoffman, William Daniels, Murray Hamilton
“Signora Robinson, lei… sta cercando di sedurmi…” dal film Il laureato

18 ) Fronte del porto,di Elia Kazan (1954)

con Marlon Brando, Eva Marie Saint, Karl Malden, Lee J. Cobb, Rod Steiger, Pat Henning
“Tu non capisci! Avrei potuto essere rispettato, avrei potuto essere un lottatore. Avrei potuto essere qualcuno invece di essere un buono a nulla che è quello che sono!”dal film Fronte del porto
19) La vita è meravigliosa,un film di Frank Capra (1946)

con Gloria Grahame, Thomas Mitchell, Lionel Barrymore, James Stewart
“La vita di un uomo è legata a tante altre vite. E quando questo uomo non esiste lascia un vuoto”,dal film La vita è meravigliosa
20) Chinatown,regia di Roman Polanski (1974)

con Burt Young, Bruce Glover, John Huston, Jack Nicholson, Faye Dunaway
“Lascia stare, Jake… è Chinatown”dal film Chinatown
Classifica al botteghino 1969
1) Nell’anno del Signore
regia di Luigi Magni con Nino Manfredi, Enrico Maria Salerno, Claudia Cardinale, Robert Hossein, Renaud Verley, Britt Ekland
2) I girasoli
un film di Vittorio De Sica con Sophia Loren, Marcello Mastroianni
3) Il Prof. Dott. Guido Tersilli Primario della Clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue
un film di Luciano Salce con Claudio Gora,Alberto Sordi,Evelyn Stewart,Ira Furstenberg,Lino Banfi
4) Un maggiolino tutto matto
un film di Robert Stevenson ,con Dean Jones; Michael Lee; Buddy Hackett
5) La caduta degli dei
un film di Luchino Visconti con Dirk Bogarde, Ingrid Thulin, Helmut Griem, Helmut Berger, Umberto Orsini, Renaud Verley
6) Amore mio aiutami
un film di Alberto Sordi con Ugo Gregoretti, Mariolina Cannuli, Silvano Tranquilli, Monica Vitti, Alberto Sordi
7) Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
un film di Elio Petri con Gian Maria Volonté; Florinda Bolkan; Gianni Santuccio; Salvo Randone
8) 007 – Al servizio di Sua Maestà
un film di Peter Hunt con George Lazenby, Diana Rigg, Telly Savalas, Gabriele Ferzetti
9) La collina degli stivali
un film di Giuseppe Colizzi,con Bud Spencer, Lionel Stander, Terence Hill, Victor Buono, Woody Strode
10) Metello
un film di Mauro Bolognini con Lucia Bosé, Tina Aumont, Ottavia Piccolo, Massimo Ranieri
11) Contestazione generale
un film di Luigi Zampa. con Nino Manfredi, Enrico Maria Salerno, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Michel Simon, Marina Vlady
12) Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca
un film di Ettore Scola con Marcello Mastroianni, Monica Vitti, Giancarlo Giannini, Marisa Merlini
13) L’uccello dalle piume di cristallo
un film di Dario Argento con Tony Musante; Suzy Kendall; Enrico Maria Salerno; Eva Renzi; Umberto Raho; Mario Adorf;
14) Il clan dei Siciliani
un film di Henri Verneuil con Jean Gabin, Alain Delon, Lino Ventura, Amedeo Nazzari, Irina Demick, Marc Porel
15) Rosolino Paternò, soldato
un film di Nanni Loy con Nino Manfredi, Jason Robards, Martin Landau, Peter Falk, Frank Latimore, Corrado Sonni
16) Fellini-Satyricon
un film di Federico Fellini con Hiram Keller, Capucine, Lucia Bosé, Fanfulla, Max Born, Salvo Randone, Martin Potter, Luigi Montefiori
17) Un uomo da marciapiede
un film di John Schlesinger con Dustin Hoffman, Jon Voight, Sylvia Miles, John McGiver, Brenda Vaccaro, Barnard Hughes
18 ) Un uomo chiamato cavallo
un film di Elliot Silverstein con Richard Harris, Judith Anderson, Jean Gascon, Manu Tupou, Corinna Tsopei
19) Il commissario Pepe
un film di Ettore Scola con Ugo Tognazzi, Silvia Dionisio, Tano Cimarosa, Elsa Vazzoler
20) Queimada
un film di Gillo Pontecorvo con Dana Ghia, Renato Salvatori, Evaristo Marquez, Marlon Brando
La profezia di Avignone
La famiglia Esperanza,guidata dall’anziano Louis,discende da Giovanni XXII.il papa che successe a Clemente V,colui che portò la sede papale da Roma ad Avignone. Ed è da secoli alla ricerca della profezia legata a papa Giovanni XXII,una profezia che,se rivelata,permetterebbe a colui che la conosce di guidare i destini del mondo,perchè ad essa è legata la storia futura dell’umanità. Alla profezia è interessata anche la setta dei Fratelli di Giuda,spietata e fanatica,guidata dal misterioso Gran cancelliere,che ha mezzi potenti e sicari pronti a uccidere o a morire pur di servire la loro causa.
Estelle Esperanza,nipote del vecchio Louis,è stata allevata dal nonno come una figlia;il vecchio è convinto che la nipote sia l’eletta,colei che svelerà la Profezia;ed è proprio Estella a dare il via alla storia,quando riuscirà a scoprire il primo indizio che porterà alla rivelazione della Profezia,
un rosone attraverso il quale un raggio luminoso permette la scoperta del tesoro di papa Giovanni XXII,primo passo per la soluzione del mistero. Ogni membro della famiglia ha un ruolo preciso e predestinato;il padre di Estella ha sposato Joyce,una seguace dei Fratelli di Giuda;Estella è convinta che la mamma sia morta in un incendio,ma nel proseguio della storia scoprirà le sue vere origini.
Olivier,un giovane all’apparenza ambiguo,ma che in realtà è un agente sotto copertura,incaricato di infiltrarsi tra i figli di Giuda,con l’aiuto di Estella,si porrà sulla strada della setta,mentre attorno a loro amici e innocenti muoiono per la Profezia.
La Profezia di Avignone è un thriller ben congegnato,pieno di colpi di scena,in cui i personaggi sono legati uno all’altro,in un complesso gioco di scatole cinesi.Nessuno sembra essere quello che è,ognuno ha un segreto o un ruolo nella vicenda,in parte volontario,in gran parte assegnato dal destino,legato al compimento della rivelazione della Profezia stessa.
Così in ogni parte del film apprendiamo segreti inconfessabili,amori e tradimenti,storie maledette.Nessuno sembra essere quello che dovrebbe,così come ognuno gioca un ruolo da semplice tassello,eppure fondamentale nella storia.Tra paranormale e storia vera,archeologia e mistero,templari e tesori,la fiction scivola via appassionante,anche se i buchi nella sceneggiatura appaiono evidenti man mano che la storia si dipana.
Per quanto il destino o la profezia si sia divertita a combinare gli elementi,essi appaiono alle volte troppo forzati,così come la catena di omicidi appare troppo lunga e alle volte troppo forzata. Il finale è in linea con il racconto,con il consueto colpo di scena legato all’identità del Gran cancelliere.
Però,per una volta,molti protagonisti escono di scena in maniera credibile,perchè i loro destini sembrano segnati proprio dall’arcana profezia,che li guida verso l’epiologo delle loro vite.
Un risultato di ottimo livello, godibile. La serie è composta da 8 episodi,di circa un’ora l’uno; bene gli attori,tutti convincenti e complimenti allo sceneggiatore che ha fatto un ottimo lavoro.Splendida la location in una Avignone resa misteriosa ed affascinante,grazie ad un’ottima fotografia e al risalto dato alle sue bellezze storiche.
Louise Monot … Estelle Esperanza
Guillaume Cramoisan … Olivier Royal
Annie Grégorio … Commissaire Renard
Jean-Marie Winling … Henri Esperanza
Marthe Keller … Dona Flores
François Dunoyer … Jean Esperanza
Bruno Madinier … David Perisse
François Perrot … Louis Esperanza
Elise Tielrooy … Nadine Esperanza
Claude Gensac … Odette Esperanza
Valeria Cavalli … Sandra Esperanza
Gonzague Montuel … Julien Esperanza
Serge Gisquière … Gil
Salem Kali … Mehdi
Emmanuelle Boidron … Elsa
Una serie di 8 puntate di 52 minuti
Scénario et dialoghi : d’Emmanuelle Rey-Magnan e Pascal Fontanille
Con la collaborazione : d’Adila Bennedjaï-Zou
Realizzazione : David Delrieux
Prodotto da François Aramburu e Pascal Fontanille
Direttrice di produzione : Marie-Christine Lefebvre
Immagini: Christophe Paturange
Montaggio : Anne Saint Macary et Marc Daquin
Suono : Claude Bertrand, Claire Meurine, Olivier Audivert
Casting : Paule Chevalet Décors Bertrand L’Herminier
Costumi : Marie Jagou
Direzione : Alain Bonnet
Musiche : Charles Court Editions musicales Amplitude
Una produzione Merlin Productions
En coproduction avec AT-PRODUCTION, RTBF Producteurs associés Arnauld de Battice et Ives Swennen
Avec la participation de France 2
Avec la participation de la Télévision Suisse Romande (TSR)
Une entreprise de SRG SSR idée suisse
Avec la participation du Centre National de la Cinématographie
Avec le soutien de la Région Provence Alpes Côté d’Azur en partenariat avec le CNC
Avec la participation de TV5MONDE
Fiction France 2 : Perrine Fontaine et Fanny Rondeau
Guillaume Cramoisan è Olivier Royal,Louise Monot è Estelle Esperanza
Francois Perrot … Louis Esperanza
Jean-Marie Winling … Henri Esperanza

Annie Grégorio … Commissario Renard
Belfagor,il fantasma del Louvre

Belfagor
C’è un’intera generazione cresciuta con un incubo televisivo indotto.
E’ la generazione dei nati dopo la prima metà degli anni 50,quella cioè che ha davvero assistito ai primi passi del nuovo media,la televisione.
Genere di lusso riservato a pochi intimi dapprima,la tv divenne,dopo l’inizio degli anni sessanta,un bene alla portata di molte tasche.
Il boom economico permise,agli italiani,di comprare quello che era,con l’auto,il frigo e la lavatrice,il sogno di ogni famiglia.
La tv iniziò la sua diffusione capillare nelle famiglie di ogni ceto sociale,e con essa nacquero i primi programmi cult.
Tra questi,ce ne fu uno che creò più scalpore,e che divenne il simbolo delle paure, e della voglia di mostrarsi più grandi che nella realtà tra il popolo televisivo degli under 14,ma non solo: Belfagor.
Belfagor ovvero il fantasma del Louvre,era una produzione televisiva francese,con attori poco conosciuti a livello cinematografico,fatta eccezione per Juliette Greco.
Divenne,ben presto,il programma più seguito in assoluto della televisione italiana,con punte di share,diremmo oggi,pari al 100% degli spettatori.
E non solo perché c’era un solo canale.
Le famiglie,la sera,restavano unite in trepida attesa,ben oltre la fatidica soglia temporale del Carosello,vero e proprio spartiacque per i bambini di ogni età.
Per una volta,il “ a letto dopo Carosello” veniva tacitamente ignorato,consentendo ai più piccoli di seguire il complesso svolgimento della trama dello sceneggiato.
Che,detto francamente,anche se con il senno di poi,era di una lentezza quasi esasperante.
Ma la figura del fantasma mascherato,vestito di nero,dalla forza sovrumana,calamitò le attenzioni di tutti,grandi e piccini,a dispetto anche della sua lentezza;il fantasma del Louvre divenne uno spauracchio,un incubo notturno per bambini di ogni età.
Che spesso chiudevano la serata nel lettone dei genitori,tra le due rassicuranti figure di mamma e papa.
In attesa,ovviamente,della puntata successiva.
Difficile spiegare a d un ragazzo di oggi cosa abbia realmente rappresentato Belfagor per un’intera generazione:era il fascino del proibito,la paura ancestrale,la sfida,il terrore inconscio,la voglia di mostrare,ai grandi,la mancanza di paura.
Era curiosità mista a coraggio,incoscienza,timore e molto altro.
Divenne ben presto argomento di discussione,con scommesse tra grandi e piccoli sul reale ruolo del fantasma,su chi si celasse dietro la figura mascherata.
I più scafati naturalmente,man mano che la storia proseguiva,erano arrivati ad una conclusione abbastanza scontata;i piccoli no.
Per loro,quella figura inquietante,era la proiezione delle proprie paure,l’esorcismo del babau,del gatto mammone,di tutte quelle figure orrorifiche e terribili che i grandi creavano per spaventare i piccoli,per farli dormire presto,la sera.
O per incutere loro paura indotta verso i pericoli della vita.
Strano destino di uno sceneggiato.
Divenne ben presto un nuovo spettro;un nuovo nemico da temere,la sera,quando i bambini si infilavano sotto le coperte.
“O dormi o faccio venire Belfagor”,era la frase ricorrente.
Dello sceneggiato in se mi occuperò prossimamente.
Ne parlerò in maniera diffusa,perché la trama è complessa.
In questo piccolo spazio mi interessa intrigare i miei amici,coloro che,come me,sia addormentavano la sera con la pura terribile di vedere proiettata,vicino la finestra,la porta,l’inquietante figura ammantata di nero.
Il fantasma di Belfagor,alto nel suo mantello nero,con quella maschera di legno inespressiva,immobile.
Una paura che non ci ha mai abbandonati.
Juliette Gréco: Luciana Borel/Stéphanie Borel
René Dary: Commissario Ménardier
François Chaumette: Boris Williams
Sylvie: Lady Hodwin
Paul Crauchet: Gautrais, guardiano del Louvre
Christine Delaroche: Colette Ménardier
Yves Rénier: André Bellegarde
George Staquet: Folco
René Alone: Doublet
Yves Bureau: Ménard
Jacky Calatayud: un bambino
Paul Cambo: Parusseau
André Dumas: Bertrand
Germaine Ledoyen: Madame Pinolet
Muni: Louise Gautrais
Palau: Graindorge
Jacques Berger: Dottor Bellay
Andrée Champeaux: Madame Balagnac
Nicolas Vogel: Bernard Charel
Robert Burnier: Dottor Marbeau
Christian Lude: Robert Borel
Marcelle Ranson-Hervé: Marie Borel
Isaac Alvarez: Belfagor (controfigura)
Etienne De Swarte: Sabourel
01. Il fantasma del Louvre (Le Louvre)
02. Il segreto del Louvre (Le secret du Louvre)
03. I Rosa Croce (prima parte) (Les Rose-Croix – Part One)
04. I Rosa Croce (seconda parte) (Les Rose-Croix – Part Two)
05. Appuntamento col fantasma (Le rendez-vous du fantôme)
Nudo di donna

Sandro, un romano, meccanico, è sposato con la bella Laura,veneziana; i due si trasferiscono a Venezia, dove la donna ha ereditato una libreria di testi antichi dal padre,gestita da un anziano e burbero commesso.
La realtà della città veneta, così distante da quella romana, la difficoltà di ambientazione, l’essere stato trapiantato in un mondo che non gli appartiene, distante anni luce dalla sua cultura popolare crea immediatamente dei grossi problemi all’uomo, e la prima cosa a risentirne è proprio il legame sentimentale con la moglie, simboleggiato dalla scena in cui di due sono a letto e nel momento topico in cui Sandro si addormenta russando tra le braccia della moglie.
Eleonora Giorgi
Un giorno, mentre è nello studio di un fotografo amico della moglie, Sandro vede una foto di una donna nuda, ripresa di spalle; lui crede di riconoscere, nella donna, la moglie. Casualmente, Sandro si imbatte in una prostituta, Riri ,perfettamente identica alla moglie, ma dalle caratteristiche diverse, spigliata, allegra, dai costumi liberi; Riri sembra il completamento di Laura, troppo formale e poco propensa a lasciarsi andare.
Eleonora Giorgi e Nino Manfredi
Inizia con lei, quindi,una relazione appagante, che mette in evidente contraddizione il suo rapporto con la moglie. Con Riri sembra riacquistare giovinezza e voglia di fare, allegria, mentre la Laura che ha sposato gli appare sempre più distante. Ben presto la storia prende sviluppi imprevedibili; quando è con Riri, Sandro crede di intravedere caratteristiche della moglie, quasi che le due donne coesistessero in due universi paralleli, ma confluenti.
Il dubbio: è Laura la donna del misterioso ritratto?
Così,in una serata stupenda, mentre per le strade impazza il carnevale veneziano, Sandro incontra la moglie, vestita a maschera; la donna sembra far coesistere le due entità distinte. E’ un pò Riri, donna fatale e libertina, un pò Laura, donna seria e distante. Ma è Laura oppure no? La donna sembra sparire e lui la rincorre per tutta la notte.
All’alba, dopo una ricerca disperata per le strade di una Venezia incantata, che sembra risvegliarsi da un sonno magico, Sandro incontra la donna mascherata, che lo guarda e gli dice “:Sandro,è il momento di decidere,o scegli me oppure l’altra” Sandro esita per un attimo, la prende per mano e si allontana nell’alba veneziana.
Commedia degli equivoci? Ricerca della perfezione che non esiste? Il finale,decisamente ambiguo, non spiega chi sia realmente la donna; può essere Laura, che ha inscenato quella strana commedia per riconquistare il marito, oppure può essere qualcosa simile ad un sogno, la ricerca spasmodica della parte nascosta che è nelle persone che amiamo.
E’ lo spettatore, quindi, a dare la risposta che più preferisce. Il film,girato da Manfredi in una Venezia sognante e magica, a tratti convince, a tratti no. Più pochade che dramma, lascia incompiute tutte le premesse iniziali, pur catturando l’attenzione grazie a quel sapore magico che si respira per tutta la durata del film. Resta però opera importante, pur molto bistrattata dalla critica proprio per le imperfezioni che mostra; ma ha dalla sua una ricerca curata dell’ambientazione,una Venezia che sembra meno crepuscolare di quella di Nicholas Roeg nel film A Venezia un dicembre rosso shocking.
Il maggior pregio della pellicola è proprio questo,l’aver mostrato una Venezia non turistica, intrigante e misteriosa, sospesa in un sogno. Da segnalare la bravura di Eleonora Giorgi, capace di evidenziare le differenze tra le due donne, Riri e Laura, e di dare loro due personalità complementari ma profondamente diverse. Bravo,al solito Manfredi.
Nudo di donna, un film di Nino Manfredi. Con Nino Manfredi, Jean-Pierre Cassel, Eleonora Giorgi, Carlo Bagno, Donato Castellaneta, Georges Wilson, Giuseppe Maffioli. Genere Drammatico, colore 106 minuti. – Produzione Italia 1981.


Nino Manfredi … Sandro
Eleonora Giorgi … Laura / Riri
Jean-Pierre Cassel … Pireddu
Georges Wilson … Arch. Zanetto
Carlo Bagno … Giovanni
Beatrice Ring … Beatrice
Donato Castellaneta … Ciccio
Toni Barpi … Il barcaiolo
Giuseppe Maffioli … Ubriacone
West Buchanan … Conte Bardolin
Gino Cavalieri … Il Professore

Regia di : Nino Manfredi
subentrato a Alberto Lattuada (non accreditato)
Collaborazioni alla stesura del film:
Silvana Buzzo
Agenore Incrocci
Paolo Levi
Ruggero Maccari
Nino Manfredi
Nino Manfredi
Giuseppe Moccia
Furio Scarpelli
Prodotto da: Franco Committeri
Musiche: Roberto Gatto, Maurizio Giammarco
Editing: Sergio Montanari
Costumi: Luca Sabatelli
Recensioni:
Nudo di donna è un film riuscito: una variazione gustosa sui vecchi temi del doppio (anche Sandro ha dentro di sé la voce d’un altro che lo deride), della duplice natura femminile, del conflitto fra vero e apparente, del sogno maschile d’avere una moglie-puttana, compiuta da Nino Manfredi, interprete e regista, con un’intelligente emulsione di comico e patetico. L’idea portante del film, che lo premia su tutte, è di avere ambientato l’azione nella Venezia del carnevale, in modo da farne la protagonista e di suggerire un continuo rapporto fra l’irrealtà d’un mondo mascherato, che di continuo intralcia le ricerche ansiose di Sandro, e il mistero d’un universo di fantasmi in cui si confondono candore e malizia.
Anche per merito della fotografia di Danilo Desideri, che cattura con grande perizia i colori più segreti di Venezia, della scenografia di Lorenzo Baraldi e dei costumi di Luca Sabatelli, Nudo di donna ci ripaga di molte amarezze ultimamente impartite dal cinema italiano. È fatto con amore, curato nei minimi particolari, attento alla definizione dei caratteri (quasi un duello fra Roma e Venezia), fornito insieme di suspense e svolte farsesche, narrativamente ben congegnato. Con qualche peccato veniale (la pubblicità alle sigarette…), ma ben calibrato nel ritmo, col saliscendi dell’ossessione e le parentesi
tenere, e una vivacità pittoresca nelle scene d’insieme che si trasmette anche a ghiotte figurine di scorcio, caratterizzanti la stramberia di certi veneziani. Punti di forza sono a loro volta gli interpreti: non soltanto lo stesso Manfredi, molto espressivo nel ritratto d’un Sandro che trascorre dal risibile al penoso, ma anche Eleonora Giorgi, la quale copre il doppio ruolo con verosimiglianza fisica e psicologica, rovesciando abilmente le personalità e rivelando qua- e là (oltre un morbido corpo) simpatici chiaroscuri nella recitazione. All’impagabile Carlo Bagno, semplicemente delizioso nella macchietta del vecchio commesso di libreria, si affianca un ben azzeccato George Wilson. Sicché, caso raro, si esce tutti contenti.
Giovanni Grazzini, Il Corriere della Sera, 7 novembre 1981
In una notte di pioggia, dopo aver litigato con la moglie Eleonora Giorgi, Nino Manfredi è andato in giro per Venezia e ha scoperto in un vecchio palazzo una grande fotografia con un nudo di donna. Quella figura, che cela il proprio volto, ha qualcosa di familiare: perciò il protagonista si ostina a scovar fuori la modella. Si tratta di una prostituta tanto somigliante alla Giorgi, che Manfredi non riesce a dissipare il sospetto: la moglie, novella Messalina, ha una doppia vita? Eppure se nel talamo domestico l’uomo era ormai condannato all’impotenza, con la ragazza di strada riesce a imbastire un perfetto dialogo erotico. Che cosa significa? Che era tempo per lui di andarsene da casa e trovare un’altra donna; o semplicemente che doveva imparare a vedere la moglie sotto una luce diversa? Il film non lo dice: preferisce lasciarci nel dubbio dopo averci coinvolti nella giostra del carnevale di Venezia, fra maschere e apparizioni varie. Subentrato ad Alberto Lattuada dopo qualche settimana di riprese (motivo ufficiale: divergenze sullo stile del film), Manfredi si e assunto l’intera responsabilità della realizzazione di un soggetto scritto con Paolo Levi. Come aveva già rivelato nelle sue rare prove precedenti, l’attore possiede buoni estri di cineasta, sa dirigere i compagni (qui ricava il meglio dalla Giorgi, ma fa cesellare -stupendamente da Carlo Bagno un personaggio di libraio), ambienta e narra con proprietà. Nell’insieme, però, Nudo di donna non va oltre il mosaico di reminiscenze cinematografiche, da Buñuel alla Garbo di Non tradirmi con me.
Tullio Kezich, Il nuovissimo Mille film. Cinque anni al cinema 1977-1982, Oscar Mondadori
Laura Gemser
Pelle ambrata,volto bellissimo,corpo sensuale e morbido.due occhi profondi;Laura Gemser,nata nel 1950 nell’isola di Giava,ha avuto tutte le doti fisiche necessarie per sfondare nel cinema.Ma,alla fine,è diventata si un’icona, ma di quel tipo di cinema definito di serie B, il cinema erotico e pruriginoso che tanto è andato di moda negli anni settanta e ottanta.

Laura Gemser nel film Voglia di donna
Laura Gemser deve comunque la sua notorietà ad uno dei numerosi cloni del film principe dell’erotismo,Emmanuelle,creato dalla regina dell’erotismo,Emanuelle Arsan,che vide la sua eroina,originariamente interpretata da Silvia Kristel,riproposta più volte come l’Antivergine.
E fu proprio nel film Emmanuelle l’antivergine,diretto da Francis Giacobelli nel 1975,che iniziò la carriera della Gemser,da quel momento indissolubilmente legata al personaggio di Emanuelle.

Con Dirce Funari in Le notti erotiche dei morti viventi
Ma il vero colpo di fortuna fu l’aver accettato il ruolo dell’eroina dell’erotismo nel film Emmanuelle nera,diretto da Adalberto Albertini,ruolo che finirà per diventare una sua seconda pelle. La carriera di Laura decolla,e gira,sempre nel 1975,Emmanuelle nera Orient reportage,per la regia di Joe D’Amato,pseudonimo dell’italianissimo Aristide Massaccesi,che diventerà oltre che il regista preferito di Laura,un vero e proprio amico.

Nel film Eva nera (1976)
La carriera di Laura decolla,il suo personaggio diventa ben presto il più amato dal pubblico maschile,quello alla ricerca di emozioni soft;perchè la Gemser gira film erotici,mai pornografici,anche se qualche produttore furbo incolla nei suoi film parti di altri film decisamente più osè,cercando grazie al nome della Gemser una maggior audience.
La donna della calda terra
Nel 1976 abbandona temporaneamente il personaggio di Emanuelle,per girare tre film;Eva nera,diretto da D’Amato,La nave dei dannati,per la regia di Stuart Rosenberg.La sua parte nel film è praticamente ridotta all’osso,difatti non parla mai come racconta in un’intervista: “Avevano mandato alla produzione tutta una serie di foto di ragazze che dovevano sembrare cubane… tra tutte queste hanno scelto proprio me. Mi ha scelto Stuart Rosemberg, il regista, e a me non sembrava vero. Poi, se guardi La Nave dei dannati devi stare attento se no non mi vedi… hanno tagliato un sacco di scene, perchè all’inizio il film doveva essere lunghissimo. Io non parlavo mai, seguivo Orson Wells ovunque andava.Era un tipo grosso (ride)… camminava malissimo proprio per questa sua stazza… Mi ricordo che passava le giornate chiuso in camera, non voleva parlare mai con nessuno. Anche quando Fay Dunaway andava a cercarlo perchè voleva parlare con lui, Orson si ritraeva, non voleva incontrarla… Poveretta, lei era venuta sul set apposta perchè voleva parlare con lui. Ma Orson dopo il ciak si chiudeva in camera.”
Laura nel film La via della prostituzione
Compare nel film I due superpiedi quasi piatti al fianco della coppia Hill-Spencer,mentre nel 1977 riprende il personaggio di Emanuelle,girando Emanuelle,perchè violenza alle donne,Suor Emanuelle e Emanuelle e gli ultimi cannibali
Nel 1976 sul set di Emanuelle nera conosce l’attore Gabriele Tinti,a cui legherà il proprio destino sentimentale,fino al 1991,in cui l’attore morirà improvvisamente per un infarto.Uno dei film americani dell’attrice è Ritorno all’inferno, nel quale assume lo pseudonimo di Moira Chen.Ecco come ricorda il film l’attrice: “Presi questo pseudonimo per volere del regista e della produzione. Loro non volevano che si collegasse il mio passato “erotico” con il film, che era una storia per tutta la famiglia. Così mi diedero il nome di Moira Chen, ma non è servito a niente perchè tutti hanno scritto: Moira Chen è Laura Gemser (ride). Hall Bartlett, il regista, era un americano che voleva cambiare la mia vita. Sai, quelle cose anche un po’ antipatiche… Un moralizzatore. Mi obbligava a negare anche davanti all’evidenza. Quando in Thailandia la gente mi diceva: “Ma tu sei Laura Gemser?” io dovevo dire: “No… no, sono Moira Chen”. Era imbarazzante.”
La carriera di Laura,dopo i sequel che la vedono protagonista nei panni di Emanuelle,prosegue con una lunga sfilza di film definibili come B movie,tra i quali gli unici degni di menzione sono:Le notti erotiche dei morti viventi,del solito D’Amato,L’Alcova.
Nel film Emanuelle in America
La sua carriera si chiude ufficialmente nel 1990,con il film una tenera storia.La morte di Tinti,il suo compagno,la convince e ritirarsi a vita privata,cosa che aveva sempre sognato,essendo Laura,paradossalmente,una donna molto timida e riservata,lontanissima dal suo personaggio di sogno erotico. Dal 1991 vive assolutamente impegnata nella difesa della sua privacy,con il nuovo compagno,George Eastman,occupandosi prevalentemente dei suoi hobby.

Laura Gemser nel film I due superpiedi quasi piatti
Black Emanuelle
Safari senza ritorno
Notti porno nel mondo
Love is forever
Love camp
L’infermiera di campagna
La signora di Wall Street
La donna della calda terra
Interzone
Horror safari
Sexy moon
Pomeriggio caldo
Metamorphosys
La spiaggia del desiderio
Il fiore della passione
Ator
11 giorni 11 notti

Queen of sados

Emanuelle e gli ultimi cannibali
Caligola, la storia mai raccontata

Love camp

Fury

Emanuelle around the world

Riflessi di luce
Emanuelle 2
Emanuelle e gli ultimi cannibali
Endgame-Bronx lotta finale
Skipper colpo imperfetto

Amore libero – Free Love
Emanuelle nera
Emmanuelle l’antivergine
Emanuelle nera – Orient Reportage
Eva nera
La nave dei dannati
La spiagga del desiderio
I due superpiedi quasi piatti
Voto di castità
Emanuelle in America
Emanuelle: perché violenza alle donne?
Emanuelle e gli ultimi cannibali
Suor Emanuelle
Velluto nero
Exit 7
La via della prostituzione
L’infermiera di campagna
Le notti porno del mondo
Voglia di donna
Collections priveés
La donna della calda terra
Laura’s desires
Malizia erotica
Sexy Moon
Brigade criminelle
Follia omicida
Le notti erotiche dei morti viventi
Sexy erotic love
Bushido, la spada del sole
Die Todesgöttin des Liebescamps
Ator l’invincibile
Caligola, la storia mai raccontata
La belva dalla calda pelle
Safari senza ritorno
Violenza in un carcere femminile
Blade Violent – I violenti
Endgame, gioco finale
Le Déchaînement pervers de Manuela
Love is forever
L’alcova
Il piacere
Voglia di guardare
Delizia
Pomeriggio caldo
Amore sporco
Riflessi di luce
Top model
Blue angel cafe
Dove vuoi quando vuoi
La signora di Wall Street
Ator l’invincible
DNA formula letale
La stanza delle parole
Undici giorni, undici notti 2
Una tenera storia









Leva lo diavolo tuo dal… convento
Il giovane Vincent viene nominato esecutore testamentario di una marchesa,ricchissima,e che in punto di morte ha deciso di lasciare tutti i suoi averi a sua figlia,che è stata mandata in un convento per bambine senza genitori.

La marchesa però non ha rivelato a Vincent il nome della ragazza; è stata colta da un accesso di risa quando ha scoperto la sua serva fornicare con un becchino.
La marchesa era famosa per la sua vita sentimentale molto avventurosa,così Vincent si reca nel convento e rintraccia 5 ragazze,Anselma, Clarissa, Piroska, Françoise e Susanna. che sono le uniche ospiti del convento a non conoscere i propri genitori.



Inizia così un’autentica corsa a dimostrare,a Vincent,di avere titolo per godere dell’eredità della marchesa;Anselma, Clarissa, Piroska raccontano al giovane le loro avventure erotiche,dimostrando di avere nel sangue la lussuria della vecchia defunta;le altre due Francoise e Susanna,viceversa,non sembrano assolutamente interessate all’eredità.

Sarà proprio Anselma a conquistare il cuore di Vincent,che scoprirà anche che tutte e cinque le ragazze sono figlie della marchesa.
Commedia scollacciata,con qualche battuta comica ma basata sopratutto sulle grazie femminile,esposte con molta buona volontà;non è uno dei prodotti peggiori,ed è diventato un cult tra i decamerotici degli anni settanta.


Leva lo diavolo tuo dal… convento, un film di Franz Antel (1973),con Femi Benussi, Kurt Großkurth, Maja Hoppe, Sonja Jeannine, Galliano Sbarra, Paul Löwinger, Christina Losta, Marika Mindzenthy,Gabriele Tinti, Teri Tordai, Margot Hielscher, Hans Terofal, Franz Muxeneder,







Gabriele Tinti … Vincent van der Straten
Femi Benussi … Clarissa
Marika Mindzenthy … Piroschka
Sonja Jeannine … Susanne
Kurt Großkurth … Monk
Teri Tordai … Sexy Susan / Susanne Delberg
Alena Penz … Anselma
Regia: Franz Antel
Sceneggiatura: Kurt Nachmann,Vittoria Vigorelli
Produzione:Franz Antel
Musiche:Stelvio Cipriani
Montaggio: Siegfried Hold
Alena Penz.




























































































































































































































































































































