Maria Schneider
Una carriera cinematografica ma sopratutto una vita possono essere condizionate da una breve sequenza di una pellicola?
Nella stragrande maggioranza dei casi,no.
Ma per Maria Schneider, interprete di Ultimo tango a Parigi, appena vent’anni quando il film venne girato ed assolutamente inconsapevole sia del rumore che avrebbe provocato la sequenza sia della svolta che avrebbe dato alla sua carriera professionale,iniziata nel 1969 quando aveva 17 anni.
La famigerata scena del burro, della sodomia a cui viene costretta dal suo amante creerà attorno all’attrice un alone, un’aura di attrice perversa e maledetta che avrebbe condizionato pesantemente le sue scelte cinematografiche future, oltre ad avere sulla sua vita privata un impatto difficilmente quantificabile.
Nata nel 1952 a Parigi, nella stessa città nella quale si sarebbe spenta appena 59 anni dopo per un male incurabile, Maria Schneider era figlia dell’attore Daniel Gélin e di Marie-Christine Schneider; Gelin non l’avrebbe mai riconosciuta e solo durante l’adolescenza Maria avrebbe saputo la verità, portando per il resto della vita il cognome di sua madre. Non va d’accordo con sua madre, litiga spesso con lei; vorrebbe studiare ma non può.
Maria Schneider in Ultimo tango a Parigi
Poichè ha un discreto talento per le illustrazioni, scappa via di casa e si mantiene vendendo le sue realizzazioni nei ristoranti, che le usano per i menu e fa la modella per marche di jeans.
Dopo qualche anno di lavoro sui palcoscenici di alcuni teatri, lavoro intrapreso in tenera età, Maria esordisce nel 1969 nel film di Terence Young L’albero di natale; è molto giovane, la sua è poco più di una comparsata e l’attrice finisce per non trovare posto nemmeno tra i crediti.Tuttavia è bella, ha un fascino particolare e sopratutto è davvero dotata; la sua aria malinconica, quello sguardo triste ma al tempo stesso ostinato, volitivo, non possono non far breccia ed ecco che nel 1970, subito dopo un’altra particina in Les femmes di Jean Aurel (ancora una volta non accreditata) la Schneider ha la prima grande occasione della vita.
Professione reporter
Roger Kahane la chiama sul set di Madly, Il piacere dell’uomo, nel quale ha una parte di meno di trenta secondi; ma sono secondi importanti perchè la sua particolare bellezza non può non colpire.
Per tre anni la Schneider lavora in produzioni di un certo rilievo:è nel cast di Week-end proibito di una famiglia quasi perbene (Les jambes en l’air), regia di Jean Dewever, in quello di La tardona (La vieille fille), regia di Jaen-Pierre Blanc (1972) accanto ad Annie Girardot e in Un corpo da possedere (Hellé), regia di Roger Vadim (1972) film nel quale per la prima volta appare nuda, anche se per brevi sequenze.
Dopo aver girato What a Flash!, regia di Jean-Michel Barjol (1972) ecco la grande occasione: Bernardo Bertolucci la vuole come protagonista in Ultimo tango a Parigi.Inutile ricordare le vicissitudini del film, unico caso in Italia di film condannato al rogo e miracolosamente sopravvissuto grazie alle copie della cineteca di stato.Il clamore della pellicola, la torbida scena della sodomia e il clamore suscitato dalla pellicola sono una cassa di risonanza mondiale, ma Maria esce sconvolta dall’esperienza.
Violanta
Baby sitter un maledetto pasticcio
Da una sua intervista:
“Quando ho letto il copione di Ultimo tango a Parigi,non trovato nulla che mi preoccupasse . Avevo 20 anni e non volevo essere una star , tanto meno un attrice scandalosa – . Volevo semplicemente far parte del mondo del cinema . Più tardi , ho capito che sarei stata completamente manipolata da Bertolucci e Brando .” L’attrice non immagina nemmeno quello che accadrà sul set; racconta ancora in un’altra intervista che Bertolucci,il regista e Marlon Brando, il suo partner nel film la tennero all’oscuro dei loro piani, per provocare durante le riprese della sequenza una reazione naturale della Schneider.Che, sconvolta, pianse con lacrime vere, che come dirà in seguito l’attrice, erano lacrime di umiliazione.
“La scena del burro? E’ stata un’idea di Marlon Brando. E Bertolucci mi disse che cosa dovevo fare solo poco prima di girarla. Mi hanno ingannato”.
“Mi hanno quasi violentata.Quella scena non era prevista nella sceneggiatura. Io mi sono rifiutata, mi sono arrabbiata. Ma poi non ho potuto dire di no. Avrei dovuto chiamare il mio agente o il mio avvocato perché non si può obbligare un attore a fare qualcosa che non è nella sceneggiatura. Ma all’epoca ero troppo giovane, spiega, non lo sapevo. Così fui costretta a sottopormi a quella che ritengo essere stata una vera violenza. Le lacrime che si vedono nel film sono vere. Sono lacrime di umiliazione.Non ho ancora perdonato Bertolucci per il modo in cui mi ha trattata e anche quando l’ho incontrato a Tokyo 17 anni fa l’ho ignorato. Lo ricordo ancora bene sul set. Era grasso, sudato e ci ha manipolati, sia Marlon che me. Alcune mattine sul set era molto gentile e salutava, altri giorni non diceva niente, solo per vedere le nostre reazioni. Io ero troppo giovane e ingenua. E sfruttata. Per il film mi diedero solo 5 mila dollari”.
Con Monique Van de Ven nel bellissimo Una donna come Eva
Questa esperienza segnerà profondamente la vita di Maria.
Il film rappresenta un lancio incredibile, ma anche l’inizio di un personale inferno, nella quale l’attrice scivolerà lentamente.
Da lei ormai il pubblico si aspetta solo un certo tipo di cinema, mentre Maria sa di essere un’attrice vera, dal grande talento drammatico.
Nel 1973, un anno dopo Ultimo tango a Parigi, la Schneider gira Reigen, regia di Otto Schenk (1973) e sopratutto partecipa a due produzioni italiane di grande valore.
La prima, Cari genitori di Enrico Maria Salerno la vede protagonista nei panni di Antonia, una ragazza che si allontana dalla famiglia alla ricerca della sua identità; nel film recita accanto a Florinda Bolkan, dando vita ad un personaggio ricco di sfaccettature.
Un corpo da possedere
La seconda produzione è Professione reporter regia di Michelangelo Antonioni (1975), accanto a Jack Nicholson; sono passati due anni dal film diretto da Salerno, Maria Schneider è una bellissima donna e sopratutto un’attrice di talento. Ma la maledizione di Ultimo tango sembra inseguirla di nascosto.
Lo dimostra nell’anno successivo, quando gira Baby Sitter – Un maledetto pasticcio (La baby sitter), regia di René Clément (1975) un delizioso film accanto a Sydne Rome.
Ma l’anno successivo accade qualcosa che cambierà definitivamente la sua vita.
La Schneider viene scritturata per il film Caligola, diretto da Tinto Brass; è una produzione ambiziosa, ma Maria ignora che il film ha un contenuto fortemente provocatorio e che include scene di sesso non simulato.Per quanto a lei non venga richiesta la partecipazione a queste scene, dopo appena un giorno l’attrice fugge dal set, gridando che non vuole far parte di un film del genere.Ne segue un brutto esaurimento nervoso che la costringe ad una lunga degenza in un ospedale romano.
Le voci sulla sua bisessualità, l’utilizzo di droghe e la fama di attrice erotica le hanno sconvolto la vita e la carriera; la giovane che sognava il cinema e la carriera in modo ben diverso è ormai una donna alla deriva.Ha solo 24 anni ma si è fatta una fama che la condizionerà per sempre.Rifiuta di girare con Bunuel l’ultimo film Quell’oscuro oggetto del desiderio, il testamento spirituale del grande regista spagnolo perchè a suo modo di vedere nel film la figura femminile è ridicolizzata, così Bunuel affiderà la parte riservata alla Schneider all’attrice Angela Molina.
Yoroppa Tokkiu
Au large de bad ragaz
Si trasferisce a Los Angeles, ma ci vorranno tre anni prima che ritorni sul set,in Voyage au jardin des morts di Philippe Garrel accanto a Laurent Terzieff per poi girare Violanta, per la regia di Daniel Schmid accanto a Lucia Bosè.Chiude l’anno 1978 il film Io sono mia,di sofia Scandurra accanto a Stefania Sandrelli; il film, fortemente femminista, è nelle sue corde anche perchè c’è una commistione di ruoli fra l’anticonformista attrice e il soggetto del film.
Sarà il 1979 l’anno più importante della carriera di Maria Schneider: gira due film molto belli e importanti come Una donna come Eva di Nouchka van Brakel nel quale ha una relazione proibita con una donna sposata e nel quale interpreta una fotografa hippy libera e anticonformista, una parte che sembra rispecchiare la sua vita reale e La derobade – vita e rabbia di una prostituta parigina di Daniel Duval accanto a Miou Miou un film bellissimo sulla vita di due prostitute parigine.In questa pellicola ha un ruolo subalterno rispetto a Miou Miou ma da vita ad un personaggio umano dallo straordinario spessore.
Sono due film in qualche modo scabrosi, anche se ormai nel cinema lo scandalo ha lasciato finalmente il posto all’analisi del valore della pellicola e la nudità, il sesso non sono più pietre dello scandalo.
Ad ogni buon conto Maria si dedicherà a film rigorosamente selezionati; nei successivi trent’anni girarà una trentina di film, alcune serie televisive come Buio nella valle nel 1984 o Non basta una vita e film come Cercasi Gesù di Comencini accanto a Beppe Grillo.
Con Miou Miou nel bellissimo La derobade
L’ultimo suo film sarà Il cliente nel 2008 regia di Josiane Balasko; da quel momento e fino alla sua scomparsa l’attrice rilascerà solo alcune interviste.
In una di queste, con amarezza, ricorda che “Finalmente dopo che ho fatto questo per 30 anni, ho trovato alcuni articoli allegri , e ora la gente mi capisce meglio oggi rispetto al passato . Perché i media hanno lanciato autentiche pietre contro di me . Quando si leggono gli articoli degli anni ’70 ci si rende conto che erano terribili.E ora vedendo il tipo di scelte che ho fatto , mi capiscono . E mi rispettano , forse è l’età , non lo so .”
In una delle sue ultime interviste ricorda il suo rapporto con Brando:” Tra me e lui non c’era attrazione; mi diceva che gli ricordavo sua figlia Cheyenne (morta suicida ndr.).Il giorno del mio ventesimo compleanno mi inondò la roulotte di fiori, firmando il biglietto di accompagnamento con un ammiratore sconosciuto.
Mi dava consigli sul mondo del cinema…E pensare che dovevo fare un film con Alain Delon ma Morris, il mio agente, mi disse “E’ un ruolo di primo piano con Marlon Brando – non si può rifiutare”
Maria Schneider muore il 3 febbraio del 2011 di cancro; fumava moltissimo, fin dalla tenera età; le sue ultime apparizioni pubbliche ci mostrano il volto di una donna scavato dalla malattia ma segnato anche da quel percorso descritto fatto di droga, di esaurimenti nervosi.
Au pays des Juliets
Balles perdue
Una personalità complessa segnata da un episodio, per quanto importante esso sia stato: Maria non ebbe più contatti con Bertolucci al quale rimproverò sempre gli episodi descritti all’inizio, arrivando a descrivere il regista come un mostro e rifiutando, nel corso di una premiazione alla quale parteciparono entrambi di incontrarlo e stringergli la mano.
Un’attrice di qualità, indubbiamente, con un talento che è rimasto largamente inespresso.
Una donna dal temperamento duro e scevro da compromessi, che ha avuto una vita segnata da esperienze dolorose e che ha lasciato purtroppo solo un ricordo legato ad un film storico e ad una sequenza scandalosa che all’epoca venne ingigantita oltre ogni limite, creando attorno a lei una leggenda nera dalla quale non si è separata nemmeno dopo la morte.
Bunker Palace Hotel
Con Florinda Bolkan in Cari genitori
Cercasi Gesù
Crime of honour
Ecran de sable
Haine
Il girotondo dell’amore
Io sono mia
Jane Eyre
La clef
La repentie
La tardona
La vie d’artiste
Les acteurs
Madly il piacere dell’uomo
Maigret
Mama Dracula
Merry go round
Navarro (tv)
Notti selvagge
Quale amore
Residence surveillee
Mira u parizu
Something to believe
The princess and the photographer
Tristano e Isotta
Week end proibito di una famiglia quasi perbene
What a flesh
Girotondo dell’amore
L’ultimo film interpretato: Cliente
2008 Il Cliente
2008 A.D. La guerre de l’ombre (TV Mini-Series)
2007 La clef
2007 La vie d’artiste
2006 Quale amore
2006 Perds pas la boule! (Corto)
2004 Au large de Bad Ragaz
2004 Maigret (TV Serie)
2002 La repentie
2000 Actors
1998 Il cuore e la spada (Film TV )
1998 Angelo nero (Film TV )
1998 Something to Believe In
1996 Jane Eyre
1995 Commissario Navarro (TV Serie)
1993 Contrôle d’identité (Film TV )
1992 Notti selvagge
1992 Au pays des Juliets
1991 Schermi di sabbia
1991 La condanna
1989 Bunker Palace Hôtel
1988 Silvia è sola (Film TV )
1988 Non basta una vita (TV Serie)
1987 L’or noir de Lornac (TV Serie)
1987 Résidence surveillée
1985 A Song for Europe (Film TV )
1984 Buio nella valle (TV Mini-Serie)
1984 Yoroppa tokkyu
1983 Balles perdues
1982 Cercasi Gesù
1981 La chanson du mal aimé
1981 Merry-Go-Round
1981 Sezona mira u Parizu
1980 Weiße Reise
1980 Mama Dracula
1980 Haine
1979 La derobade – vita e rabbia di una prostituta parigina
1979 Una donna come Eva
1978 Io sono mia
1978 Violanta
1978 Voyage au jardin des morts
1975 Babysitter – Un maledetto pasticcio
1975 Professione: reporter
1973 Cari genitori
1973 Il girotondo dell’amore
1972 Ultimo tango a Parigi
1972 What a Flash!
1972 Un corpo da possedere
1972 La tardona
1971 Week end proibito di una famiglia quasi per bene
1970 Madly, il piacere dell’uomo
1969 Les femmes (uncredited)
1969 L’albero di Natale (uncredited)
Gabriella Giorgelli
Una volta Jean Luc Godard,uno dei registi più importanti della storia del cinema, parlando della decima arte ebbe a dire “La televisione crea l’oblio, il cinema ha sempre creato dei ricordi.”
Una frase da scolpire nel marmo, più che mai attuale in un tempo come il nostro in cui la tv imperversa senza però lasciare traccia di se.
Al contrario del cinema e dei suoi personaggi.
Per lo spettatore di sempre, esistono attori e attrici che hanno travalicato il mero mezzo di comunicazione per trasformarsi in modelli da emulare e da seguire in tutti i loro comportamenti.
Oppure semplici personaggi da ammirare per qualche dote particolare, come nel caso di chi vi scrive che si è innamorato del cinema in tenera età e che ancora oggi segue la decima musa con affetto immutato grazie anche a quei personaggi che gli hanno tenuto compagnia per tutta la vita.
Una bellissima Gabriella Giorgelli in uno dei suoi primissimi lavori, L’isola di Arturo
Personalmente non ho mai amato le grandi dive (ad eccezione della sfortunata Monroe) e ho preferito seguire attrici che presentavano doti diverse da quelle solite, ovvero bellezza e fascino.
Ci sono casi però che permettono una perfetta fusione, confluenza di quelle che sono le doti che si ammirano di più in una donna, di quelle che incontri nella vita di tutti i giorni: quando ciò accade, e l’oggetto di tale confluenza è un’attrice, ecco che trovi il tuo mito personale, la donna che racchiude in se le doti che più ammiri, che vanno dalla sensualità alla bellezza passando per un’innata simpatia che forse a quel punto diventa davvero la dote più importante.
Gabriella Giorgelli è una di queste donne.
Il mito personale, ma non solo; quello condiviso da tanti spettatori che hanno imparato ad amarla e conoscerla attraverso lo schermo, attraverso quelle presenze garbate in decine e decine di produzioni cinematografiche ma non solo.
Attraverso principalmente la capacità di apparire naturale, ovvero la donna della porta accanto priva di vezzi e capricci da star.
Con Cochi Ponzoni in Tre tigri contro Tre tigri
Nel musicarello Terzo canale-Avventura a Montecarlo
Se c’è una cosa che i numerosi ammiratori dell’attrice toscana apprezzano in lei, è quella capacità di apparire solare e disponibile, quasi fosse una vecchia conoscenza che hai re incontrato per caso dopo molti anni e che, pur non avendoti conosciuto di persona, sa trattarti come un amico e non come un fans, quella che incontri per strada e risponde al tuo saluto, senza girare in maniera altera la testa.
Chi vi scrive ha amato, in senso cinematografico e senza malizia, alcune attrici che hanno avuto percorsi differenti nel mondo della celluloide, ma che hanno saputo restare fondamentalmente prima donne piuttosto che star.
Gabriella Giorgelli,Orchidea De Santis,Malisa Longo
Donne bellissime, anche sex symbol, ma principalmente donne.
Non inafferrabili, ma concrete, tangibili.
Di Gabriella Giorgelli colpisce, ascoltando le sue interviste, la grazia e il pizzico di sana malizia che mette quando racconta il suo passato, fatto di un’ottantina di film e fiction tv, con netta predominanza di lungometraggi.
Sette orchidee macchiate di rosso
Le due facce del dollaro
Come quando racconta il primo tentativo di approccio al mondo dello spettacolo, avvenuto attraverso le selezioni per Miss Italia e alle quali ha partecipato da minorenne.
Non poteva diventare una Miss, anche se in realtà lo sarebbe stata di sicuro, per banali motivi anagrafici.
Non aveva ancora la maggiore età e così trovò il modo migliore per farsi notare.
Si ritirò dalla competizione con una motivazione francamente stupefacente e assurda: essere troppo brutta nel consesso delle protagoniste al concorso.
La boutade ottiene l’effetto voluto e della giovane e bella ragazza si interessa la stampa; arriva così la prima scrittura cinematografica e l’esordio è quello che un’attrice può solo sperare perchè a chiamarla è Bernardo Bertolucci per il film La commare secca, che si avvale di un soggetto scritto da Pier Paolo Pasolini.
E’ il 1962, inizia per la Giorgelli la grande avventura nel cinema;nello stesso anno interpreta il ruolo di Teresa in un film di Damiano Damiani, tratto dal bellissimo libro di Elsa Morante, L’isola di Arturo.
San Pasquale Baylonne, protettore delle donne
In questo film compare anche una giovanissima cantante, che diverrà qualche anno dopo una delle più sofisticate interpreti della canzone italiana,Ornella Vanoni.
Nel 1963 arriva la terza scrittura cinematografica, ancora da parte di un grandissimo regista,Mario Monicelli; il film è I compagni, un film che racconta le lotte operaie di fine ottocento a Torino e nel quale la Giorgelli lavora accanto ad un immenso Marcello Mastroianni,ad Annie Girardot e Renato Salvatori (all’epoca compagni nella vita), a Bernard Blier e ad un’altra futura star della tv italiana, Raffaella Carrà.
Ancora un tris di registi di gran classe per la Giorgelli nel 1963; è nel cast di I fuorilegge del matrimonio, film collettivo diretto da Valentino Orsini insieme ai fratelli Taviani e che affronta, con largo anticipo,il tema scottante del divorzio, in un’Italia ancora puritana e assolutamente chiusa ai diritti civili.
Con Pippo Franco in Quel gran pezzo dell’Ubalda
In questo film la Giorgelli si trova a lavorare con un altro dei magnifici quattro del cinema italiano,Ugo Tognazzi, accanto anche alle bellissime Scilla Gabel e Marina Malfatti.
Maigret a Pigalle
L’anno dopo figura in quattro film diversissimi fra loro; ma ancora una volta lavora con un grande regista, Comencini, nella riduzione cinematografica del romanzo di Carlo Cassola La ragazza di Bube, con protagonisti Claudia Cardinale e George Chakiris, poi con Luigi Zampa in Frenesie dell’estate, dove incontra il terzo moschettiere Vittorio Gassman oltre a Sandra Milo,Michèle Mercier (che non ha ancora interpretato Angelica) e Philippe Leroy.
Segue un altro film collettivo, Le più belle truffe del mondo, diretta da Ugo Gregoretti nel segmento intitolato Foglio di via, ambientato a Napoli e nel quale è sicuramente la protagonista assoluta e infine a chiudere un anno magico una parte nell’originale televisivo (non si chiamavano ancora fiction) I grandi camaleonti .
Il 1965 la vede protagonista della commedia leggera La ragassola, diretta da Giuseppe Orlandini al fianco di un’altra futura stella della tv Margaret Lee e alla sorella della più famosa Catherine Agnes Spaak;il cinema italiano è ormai lanciato come una locomotiva ed è ormai contemporaneamente un fenomeno di costume e la forma di divertimento più diffusa nel paese, anche se molto velocemente la tv sta praticamente unificando il paese, con un’esplosione di vendite di apparecchi tv, sempre più abbordabili come prezzo anche grazie al boom economico che il paese vive.
Ancora nello stesso anno, esordisce nel genere western nel film di Sergio Bergonzelli Uno straniero a Sacramento; la bruna e formosa Gabriella ha il fisico di una sudamericana, una bellezza che ricorda una donna maya o una messicana dei villaggi di frontiera, quindi è adattissima anche fisicamente alle interpretazioni di un genere, quello western, che sta rapidamente mietendo consensi, complice il gran successo di Per un pugno di dollari.
Le più belle truffe del mondo
Due fotogrammi dal film Le due facce del dollaro
In questo film il suo ruolo è marginale, quello di Lola, una ragazza che balla in un saloon ma l’importante è esserci, tenere stretti i contatti con un mondo come quello cinematografico nel quale da un momento può dimenticarsi di te.
Ultimo film del 1965 è La guerra segreta , il terzo film collettivo nel quale compare come protagonista in una pellicola ambientata nella seconda guerra mondiale diretta da Christian-Jaque, Werner Klingler, Carlo Lizzani e Terence Young accanto ad un cast da favola che include Vittorio Gassman, Henry Fonda, Maria Grazia Buccella, Annie Girardot,Bourvil, Jacques Sernas, Mario Adorf, Robert Hossein, Klaus Kinski.
Il 1966 può essere definito un anno minore, per la Giorgelli,dopo il men che mediocre Una rete piena di sabbia di Elio Ruffo arriva ancora un grande regista a dirigerla in El Greco di Luciano Salce, film storico/biografico dedicato alla figura del grandissimo Dominikos Theotokopoulos detto appunto El Greco;accanto a lei ci sono Mel Ferrer, Rossanna Schiaffino, Fernando Rey e Adolfo Celi.
L’anno si conclude con la partecipazione al film Maigret a Pigalle, nato per sfruttare l’enorme successo televisivo della serie tv dedicata al personaggio creato da Simenon e interpretato dal grande Gino Cervi.
La vita a volte è molto dura, vero provvidenza?
Dal 1967 alla fine del 1969 la Giorgelli interpreta 9 film; è ormai un personaggio affermato, stimato.
Lavora nei western I lunghi giorni della vendetta di Florestano Vancini,accanto a Giuliano Gemma, in Le due facce del dollaro di Roberto Bianchi Montero,nel giallo/thriller La locanda delle bambole crudeli,in La cintura di castità di Pasquale Festa Campanile dove compare in scena proprio all’inizio del film, che la vede in compagnia di grandi attori come Monica Vitti, Tony Curtis e Nino Castelnuovo,in I due deputati di Giovanni Grimaldi accanto ai campioni del box office Franchi-Ingrassia, prima della grande opportunità, quella che se sfruttata bene ti permette di avere una visibilità enorme, rappresentata dal film Operazione ricchezza.
Siamo nel 1968 e il regista Vittorio Musy Glory le offre il ruolo di Maria in un film che è a metà strada tra la commedia e il dramma sentimentale; il film non riscuote grande successo, ma il periodo storico non è dei migliori.Ben altri accadimenti sembrano interessare il paese, alle prese con le prime avvisaglie della crisi e sopratutto distratto dagli avvenimenti sociali che cambieranno la sua storia.
Sempre nel 1968 lavora in Brutti di notte,di Grimaldi nuovamente al fianco di Franchi e Ingrassia per poi ritrovare un duo con cui aveva già lavorato, il regista Jacque e la collega Michele Mercier, divenuta ormai famosissima grazie al personaggio di Angelica.
La polizia brancola nel buio
Il film è Le calde notti di Lady Hamilton, nel quale però interpreta un personaggio minore; l’ultimo film del decennio, così pieno di soddisfazioni, è Alla ricerca di Gregory di Peter Wood, che è anche l’unico lavoro del 1969.
Come più volte ricordato, il decennio settanta è per il cinema un decennio bifronte; fino al 1975 ci saranno migliaia di produzioni prima dell’irreversibile calo di interesse degli spettatori, per le cause che ho più volte esposto e sulle quali è inutile tornare su.
Per Gabriella inizia una nuova fase della carriera, nel corso della quale si specializzerà in ruoli di spessore ma essenzialmente da comprimaria.
Questa nuova fase inizia con il musicarello Terzo canale, opera da dimenticare del regista Giulio Paradisi in cui accanto al gruppo prog The Trip ci sono vedette della musica come Mal,New Trolls ecc. A fine film l’unica cosa di interessante è stata la presenza di Gabriella, ormai nel pieno della sua maturità di donna.
Il film successivo è sotto la regia di un altro grande regista, Stefano Vanzina; Steno chiama lei, Giuffrè e Renato Rascel ad interpretare una commedia basata sul trapianto dell’organo sessuale maschile,Il trapianto
La moglie di mio padre
Non è una delle cose migliori di Steno, ma è un film che per fortuna si mantiene lontano dalla volgarità di svolgimento alla quale il soggetto si prestava.
Arriva ancora una scrittura di un grande regista, Claude Lelouch per il film La canaglia, nel quale lavora accanto a Montand prima del ruolo da co-protagonista nel western di Mario Costa La belva.Seguiranno altri due film western, Shango, la pistola infallibile di Mulargia e Il mio nome è Mallory… M come morte di Mario Moroni nel quale è assoluta protagonista accanto a Robert Woods.
Siamo al tramonto di un genere, il western mentre all’orizzonte compare improvviso un fenomeno del tutto particolare, quello dei decamerotici.
Nel 1970 Pasolini ha diretto il Decameron, film che ha avuto un inatteso e travolgente successo; alcuni registi decidono di sfruttare la situazione ed ecco che nasce un genere che vedrà la comparsa improvvisa in tre-quattro anni di almeno un centinaio di pellicole del genere.
Con Montagnani in La moglie vergine
A Gabriella viene proposto uno dei migliori film di questo particolare genere:si tratta di Decameroticus di Biagetti.
Lei è bella, di una bellezza sensuale; ha un fisico peccaminoso che si presta a meraviglia per le parti richieste nei film del genere ed ecco che ha la possibilità di unire l’utile al dilettevole.
Sono film spesso modesti, ma danno visibilità e sopratutto qualche soldino, visto che il pubblico li gradisce oltre misura.
Così finirà, non sappiamo quanto consapevolmente, per divenire la reginetta del decamerotico, accanto ad un’altra bellezza travolgente,Orchidea De Santis.
Sono film che rischiano di crearti attorno una fama ambigua, ma Gabriella non oltrepasserà mai le soglie di un erotismo davvero soft, nel quale il massimo della trasgressione è rappresentata da qualche nudo o da qualche sequenza castigata di sesso casereccio, quelle per intenderci in cui tutto è falso come un euro russo.
Di questa serie fanno parte Il Decamerone proibito di Carlo Infascelli, Antonio Racioppi (ancora accanto a Orchidea De Santis),il mitico Quel gran pezzo della Ubalda tutta nuda e tutta calda (accanto alla Fenech e a Karin Schubert che contiene l’esilarante scena della seduzione in un fienile ad opera di uno scatenato Pippo Franco),Fratello homo sorella bona di Sequi, Novelle licenziose di vergini vogliose di Massaccesi/D’Amato.
La locanda delle bambole crudeli
La cintura di castità
Sono anni di film girati a folle velocità, in cui si cimenta in vari generi che vanno dal thriller Sette orchidee macchiate di rosso di Lenzi all’incredibile Tre nel mille di Indovina (al cui soggetto collabora Carmelo Bene) passando per la commedia Causa di divorzio di Fondato e agli ultimi bagliori del cinema western La vita, a volte, è molto dura, vero Provvidenza? di Petroni e Campa carogna… la taglia cresce di Rosati,ad uno dei migliori Wip Diario segreto da un carcere femminile di
Rino Di Silvestro al poliziottesco La polizia è al servizio del cittadino? di Guerrieri.
Un talento, quello della Giorgelli, ormai poliedrico, a tutto tondo.
Ormai il cinema però ha scoperto la sua variante sexy ed i film quasi sempre si basano su sceneggiature che prevedono soggetti più o meno arditi, commedie che svariano dal sexy soft a quello più spinto.
Lei resterà sempre assolutamente nel primo genere, spogliandosi quando necessario ma sempre nei limiti del buon gusto;una scelta confermata dai film successivi, appartenenti al genere della commedia sexy come I piaceri della contessa Gamiani (1974) regia di Rinaldo Bassi,L’educanda di Franco Lo Cascio nel quale divide la scena con Patrizia Gori,La moglie vergine (1975) di Mrino Girolami accanto a Montagnani,San Pasquale Baylonne protettore delle donne di Luigi Filippo D’Amico nel quale ricostituisce la coppia con Orchidea De Santis,La moglie di mio padre di Andrea Bianchi accanto a Jenny Tamburi, Carroll Baker e Adolfo Celi.
In mezzo anche qualche film inguardabile come La polizia brancola nel buio di Helia Colombo, un thriller inqualificabile per bruttezza nel quale è l’unica nota positiva; interpreta il personaggio di una domestica che finirà uccisa, come era accaduto nel film di Lenzi.

Non dimentichiamo però che la Giorgelli lavora in produzioni di assoluto rilievo, come L’Agnese va a morire (1976) di Giuliano Montaldo o addirittura con Fellini nel suo La città delle donne.
Nel 1977 Lenzi la richiama per un film che vede protagonista Thomas Milian; l’attore cubano, che interpreta “Er cinese”, è il protagonista di Il cinico, l’infame, il violento e la Giorgelli fa la conoscenza di un attore per il quale avrà parole di grande stima anche perchè lo ritroverà sul set di Delitto sull’autostrada nel quale rivestirà il ruolo di Bocconotti Cinzia.E’ un ruolo che le vale una nuova stagione di popolarità legata sia alla simpatia del personaggio sia al travolgente successo che le pellicole con protagonisti il compianto Lechner/Bombolo e Milian/Nico Giraldi ottengono al box office.
Nel frattempo ha girato ancora un film collettivo, diretto da Steno e Sergio Corbucci, Tre tigri contro tre tigri nel quale ruba la scena, per bellezza e simpatia ad una bellissima come Dalila Di Lazzaro.
La belva
Siamo ormai alle porte degli ottanta e il cinema entra nella sua crisi più pesante;la Giorgelli dirada i suoi impegni, comparendo in Ercole di Cozzi accanto a Ferrigno,Roma dalla finestra (1982) di Masuo Ikeda,Squadra selvaggia, ancora una volta diretta da Lenzi,l’ottimo Storia d’amore (1986) di Maselli accanto ad una giovanissima Valeria Golino,Bersaglio sull’autostrada (1988) di Marius Mattei nel quale incontra due divi di Hollywood, Ernest Borgnine e l’ex Regan dell’Esorcista Linda Blair fino a Maschera di cera di Sergio Stivaletti e l’ultimo suo lavoro cinematografico datato 1998, la partecipazione al film La rumbera, nel quale incontra nuovamente Michelle Mercier.
Tra le partecipazioni televisive ricordo quella in A che punto è la notte (1995), il classico di Fruttero e Lucentini nel quale Gabriella lavora nuovamente accanto a Mastroianni, che interpreta il celebre commissario Santamaria, che è anche uno degli ultimi lavori del grande attore laziale.
Come abbiamo visto, quella di Gabriella Giorgelli è una carriera ricca di soddisfazioni, con partecipazioni in film diretti da molti registi che oggi sono il vanto della cinematografia mondiale.
Il trapianto
A differenza di molte attrici divenute famose principalmente per le doti fisiche e che sicuramente possono solo invidiare un palmares che vede regie di Comencini,Monicelli, Fellini,Salce,Lelouch,Steno Lenzi ecc. Gabriella Giorgelli può vantarsi, ad alta voce, di essere stata scelta da questi registi non solo per la indiscutibile bellezza, ma anche per la bravura e per le capacità personali.
Una donna e attrice che non ha puntato sul gossip o sugli scandaletti tipici degli anni sessanta e settanta; piuttosto ha pensato a studiare e ad affinare le proprie capacità artistiche, cosa che dovrebbero emulare tante attricette di oggi convinte che basti un bel fondo schiena o un bel seno mostrato senza pudori per abbreviare la gavetta.
Lei non lo ha fatto.
E il sottoscritto, come tantissimi altri fans, le ha attribuito un posto d’onore nella selva delle attrici del nostro cinema.
Il mio nome è Mallory, M come morte
Con Ciccio Ingrassia nel Clan dei due Borsalini
Il cinico, l’infame e il violento
I lunghi giorni della vendetta
Novelle licenziose di vergini vogliose
I fuorilegge del matrimonio
I due deputati
Con Amedeo Nazzari in Frenesie dell’estate
Fratello homo, sorella bona
Franco e Ciccio Superstars
Delitto sull’autostrada
Decameroticus
Decameron proibitissimo
Campa carogna, la taglia cresce
L’educanda
Brutti di notte
Bersaglio altezza uomo
Amore mio, non farmi male
Uno straniero a Sacramento
Causa di divorzio
La commare secca
Il lumacone
Le calde notti di Lady Hamilton
Anni ’60 (TV mini-serie Tv)
1998 La rumbera
1997 M.D.C. – Maschera di cera
1995 A che punto è la notte (Film TV )
1988 Bersaglio sull’autostrada
1986 Storia d’amore
1985 Squadra selvaggia
1983 Ercole
1982 Un eroe del nostro tempo (TV mini-serie)
1982 Roma dalla finestra
1982 Delitto sull’autostrada
1981 Gnicche (Film TV )
1981 Dei miei bollenti spiriti (film TV)
1980 La città delle donne
1980 Il terno a letto
1979 Bersaglio altezza uomo
1977 Tre tigri contro tre tigri
1977 Il cinico, l’infame, il violento
1976 L’agnese va a morire
1976 La moglie di mio padre
1976 San Pasquale Baylonne protettore delle donne
1975 La moglie vergine
1975 Scusi eminenza… posso sposarmi?
1975 La polizia brancola nel buio
1975 L’educanda
1974 Il lumacone
1974 Il bestione
1974 I piaceri della contessa Gamiani
1974 Amore mio non farmi male
1973 Io e lui
1973 Novelle licenziose di vergini vogliose
1973 Diario segreto da un carcere femminile
1973 Campa carogna… la taglia cresce
1973 La polizia è al servizio del cittadino?
1972 Fratello homo sorella bona
1972 La vita, a volte, è molto dura, vero Provvidenza?
1972 Quel gran pezzo della Ubalda tutta nuda e tutta calda
1972 Le inchieste del commissario Maigret (Sceneggiato TV )
1972 Il Decamerone proibito
1972 Causa di divorzio
1972 Sette orchidee macchiate di rosso
1972 Decameroticus
1971 Tre nel mille
1971 Il mio nome è Mallory… M come morte
1971 Il clan dei due borsalini
1970 Voyou
1970 La belva
1970 Shango, la pistola infallibile
1970 Il trapianto
1970 Terzo canale
1969 Alla ricerca di Gregory
1968 Le calde notti di Lady Hamilton
1968 Brutti di notte
1968 Operazione ricchezza
1968 I 2 deputati
1967 La cintura di castità
1967 Le due facce del dollaro
1967 La locanda delle bambole crudeli
1967 I lunghi giorni della vendetta
1966 Maigret a Pigalle
1966 El Greco
1966 Una rete piena di sabbia
1965 La guerra segreta
1965 Uno straniero a Sacramento
1965 La ragazzola
1964 I grandi camaleonti (Sceneggiato TV )
1964 Le più belle truffe del mondo
1964 Frenesia dell’estate
1964 La ragazza di Bube
1963 I fuorilegge del matrimonio
1963 I compagni
1962 L’isola di Arturo
1962 La commare secca
Due lobby card pubblicitarie
Sequenze tratte dal fotoromanzo Killing
Senta Berger
E’ salita su un palcoscenico quando aveva 4 anni, per accompagnare suo padre.
Era appena terminata la guerra e Senta Berger, nata nel 1941 a Vienna, era troppo piccola per immaginare il futuro.
Ma aveva un sogno, quello di fare la ballerina; un sogno che ha coltivato fino ai sedici anni, quando ha dovuto rinunciare alla sua passione.
Ma la scuola Max Reinhardt, quella dove studiava ballo e recitazione le sarebbe servita in futuro; le basi della sua futura professione se le forma proprio qui e appena cerca un lavoro nel cinema riesce ad ottenere qualche particina anche perchè è veramente bella.
Una bellezza statuaria, aristocratica; eppure lei ,a trent’anni,non si vedeva certo tale.
Uno dei suoi ultimi film: Una notte in Hotel
Una donna di seconda mano
In un’intervista rilasciata a Luigi Cozzi nel 1971 dice a tal proposito:
“Bella io? Non scherziamo! Intanto ho un sopracciglio rovinato da un incidente d’auto, e non ho mai avuto il tempo di rimetterlo a posto con la plastica. Poi, la plastica, il giorno che dovessi farmela la imporrei anche al mio naso, che trovo orribile. Ho le gambe troppo pesanti – per tutta la danza classica che ho fatto da ragazza – non ho un’altezza imponente e tendo a ingrassare. Bella io? Allora le altre sono tutte dee!”
Aldilà di una modestia eccessiva, Senta Berger non tarda a farsi notare:dopo due brevissime apparizioni, una delle quali a 9 anni (1950) nel film Questi nostri genitori e in Du bist die Richtige del 1955, ottiene una prima particina nel film Die unentschuldigte Stunde del 1957.
E’ l’inizio di una carriera che dura ininterrottamente da allora sino ai giorni nostri e che conta ormai oltre 150 partecipazioni a film, telefilm e produzioni televisive.
Il celebre nudo in Roma bene
Praticamente, 56 anni di una carriera che le ha dato tante soddisfazioni, ma che nonostante tutto lei sottovaluta parecchio, come dirà nel corso dell’intervista citata:
“Ho fatto veramente di tutto dalle mie prime esperienze in Austria ad oggi. Ho avuto tutte le età, persino i capelli bianchi, e sono stata buona e cattiva, onesta e depravata. Gran parte di queste interpretazioni valgono poco o niente, i personaggi che ho dovuto incarnare erano irreali e zoppicanti, eppure li ho scelti tra due volte tanti, anzi dieci volte tanti, perché in fondo erano i meno peggio.”
Verò è che la parte migliore della sua carriera doveva ancora arrivare e che l’avrebbe vista protagonista per tutto il decennio settanta, con quasi quaranta film interpretati moltissimi dei quali girati in Italia.
Dove è diventata, proprio in quel decennio, una delle attrici più ammirate ed amate dal pubblico.
Tra i numerosi film interpretati nel decennio sessanta, alcuni sono degni di menzione, nonostante la bella attrice austriaca tenda a sminuire il loro valore.
Tra essi segnalerei:
–Operazione San Gennaro,interpretato nel 1966 per la regia di Dino Risi:Nei panni della bella straniera Maggie lavora accanto a mostri sacri come Toto e Nino Manfredi,in una commedia molto fresca e divertente;
–Il papavero è anche un fiore, diretto da Terence Young nel 1966 con un cast stellare che include Stephen Boyd e Yul Brinner, Rita Hayworth e Trevor Howard,Marcello Mastroianni e Anthony Quayle;
–Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano, diretto da Luigi Comencini nel 1969, miglior storia che racconti la vita del grande seduttore veneziano e nel quale la Berger interpreta la donna che inizia Casanova alla vita sessuale,Giulietta Cavamacchia.
Ritratto di borghesia in nero
Accanto a questi degni di menzione sono anche De Sade (1969),Diabolicamente tua (1967) di Julien Duvivier accanto ad Alain Delon,Sierra Charriba (1965) del grande Peckinpah accanto a Charlton Heston.
Questo film, come Il nostro uomo a Marrakesh, Quiller memorandum e altri fanno parte del periodo hollywoodiano dell’attrice, che le saranno di grandissimo aiuto nel proseguimento della carriera.
E’ proprio sui set della mecca del cinema che Senta sperimenta la sua dedizione assoluta al lavoro, che racconta nel proseguimento dell’intervista di Giusti:
“Probabilmente la serietà nel lavoro è un lato del mio carattere, è una mia dote innata. Ma anche se non l’avessi avuta, una dote del genere, l’avrei acquistata lavorando a Hollywood. Negli Stati Uniti non c’è posto per i dilettanti. Potete aver fatto mattina con l’amico, o in compagnia di una bottiglia, o magari con tutti e due, poco importa: salendo sul set bisogna essere in perfetta forma, nel pieno delle vostre possibilità di recitazione, altrimenti non vi varrà a nulla essere bella come una dea, o magari l’amica del produttore: il vostro contratto sarà immediatamente rescisso e vi sarà difficilissimo trovare qualcuno che ve ne offra un altro da firmare”.
Ti aspetterò all’inferno
The ambusher
Intanto ha sposato il regista Michael Verhoeven,che prima di incontrarla faceva il dentista e che la diresse in seguito in alcuni lavori.
Nel 1970 è una donna piena di fascino, discretamente famosa grazie ai lavori che ha interpretato in America e che le hanno permesso di apparire in film di grandi registi come il citato Peckinpah accanto a star famosissime come Kirk Douglas,Frank Sinatra ecc.
Il suo primo lavoro del decennio è Cuori solitari, diretto da Franco Giraldi e interpretato accanto a Ugo Tognazzi :”Cuori solitari è stato uno spasso, da girare. Giraldi era molto sicuro del fatto suo, come regista, e infondeva a tutti noi attori la stessa sicurezza. Così non era difficile che ci si arrischiasse, di scena in scena, in qualche interpretazione fuori copione, un tocco personale. Io e Tognazzi ci eravamo calati alla perfezione nella copia di borghesi in cerca di sensazioni nuove e fuori dai tabù (eravamo proprio noi, la donna che da timida si fa sfrenata, l’uomo che vuole portarla fuori strada per i suoi vizi e poi ne resta travolto) così si arricchivano le nostre battute, si sfaccettavano sempre più i nostri caratteri. Tognazzi era bravissimo, inesauribile, e io ero trascinata dal suo esempio, ce la mettevo tutta per non restargli troppo indietro.” ricorderà l’attrice viennese, mentre del suo primo, grandissimo successo al botteghino, quel Quando le donne avevano la coda di Pasquale Festa Campanile non parlerà affatto bene:” No. Non ho alcun ricordo positivo (di Quando le donne avevano la coda,ndr) . Né allegria né pena. Film del genere si fanno, perché si è dei professionisti, ma subito si dimenticano, perché altrimenti non si avrebbe più il coraggio di guardarsi in uno specchio. Ho faticato molto, fisicamente per girarlo ,eppure ho dimenticato anche la fatica “.
Infanzia vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova,veneziano
Sierra Charriba
Il film, nonostante il pessimo ricordo dell’attrice, diventa il successo più clamoroso della stagione 1970; il ruolo della bella e furba Filli, alle prese con un gruppo di cavernicoli ingenui le da una fama ancor maggiore e conferma il suo talento anche in ruoli prettamente comici.
Un passo falso è invece il successivo Un’anguilla da 300 milioni; anche in questo caso Senta Berger non risparmia le critiche sottilmente velenose.
“Ecco: quella doveva essere una pellicola esilarante, e invece a noi, a recitarla, costò una malinconia senza fine. Era chiaro che il regista Samperi non si trovava nel suo genere, e seguirlo era un pianto, un’angoscia. E credo che anche il pubblico se ne sia accorto: il film non ha divertito né interessato.“
L’insuccesso di pubblico e di critica non fermano minimamente la sua voglia di cinema;con la regia del marito gira Casa di vetro, un film difficile e nel quale ha una parte anche abbastanza osè.
La croce di ferro
Sier und her
Sarà un fiasco, prima delle ottime performance in Da parte degli amici: firmato mafia! di Yves Boisset e del successivo, graffiante e splendido film di Lizzani Roma bene, che molti ricorderanno per lo splendido nudo dell’attrice mentre sorride maliziosamente su un letto, una scena che ricorda il film su Casanova di Comencini.
Nel 1972, dopo L’amante dell’Orsa maggiore di Valentino Orsini prende parte al sequel di Quando le donne avevano la coda;è ancora Pasquale Festa Campanile a dirigerla in Quando le donne persero la coda, ma il film non ha il successo del precedente e immaginiamo quale sia il pensiero dell’attrice sul film stesso, brutto e scoordinato di per se.
Nel 1972, per la regia di Volker Schlöndorff lavora in La morale di Ruth Halbfass,interrompendo la serie di film italiani e confermando quindi la sua vocazione di attrice europea a tutto tondo.
Satte Farben vor Schwarz
Torna in Italia con Causa di divorzio di Marcello Fondato, accanto a Montesano e alla Spaak,prima di girare il mediocre Il girotondo dell’amore;nel frattempo accetta qualche lavoro in tv, dimostrando di credere nel mezzo televisivo come alternativa al cinema.
I film del 1973 sono Amore e ginnastica, di Luigi Filippo D’Amico, una commedia di discreto livello,La lettera scarlatta di Wim Wenders e l’ottimo Bisturi, la mafia bianca di Luigi Zampa che, come il titolo recita, è un duro atto di accusa contro le baronie del mondo della medicina.
La carriera di Senta Berger prosegue così senza grossi scossoni; è un’attrice affermata, bellissima, che può permettersi di rallentare anche un pò gli impegni, per vivere accanto al marito del quale è innamoratissima.
I film del 1974 sono Di mamma non ce n’è una sola di Alfredo Giannetti nel ruolo di Paolina Borghese,L’uomo senza memoria, un bel thriller diretto da Duccio Tessari e La bellissima estate di Sergio Martino.
Quiller memorandum
L’anno successivo la vede impegnata in tre lavori televisivi registrati per la tv tedesca, mentre nel 1976 intrepreta nuovamente alcuni film italiani, che però non sono certo lavori memorabili.
Se Brogliaccio d’amore, regia di Enrico Maria Salerno la vede protagonista accanto al regista nel film è un prodotto poco più che dignitoso,Giochi perversi di una signora perbene diretto dal marito è un flop, così come davvero mediocri sono La padrona è servita di Mario Lanfranchi e Una donna di seconda mano di Pino Tosini. Discreto invece La croce di ferro, film nel quale torna a recitare diretta da Sam Peckinpah.
Nel 1978, per la regia di Tonino Cervi, lavora in Ritratto di borghesia in nero, interpretando Carla Richter, una donna che si innamora di un giovane e che per amor suo arriverà a sedurre e ricattare una bella ragazza promessa sposa del giovane.
E’ un momento cruciale nella carriera dell’attrice tedesca; come per tante altre attrici, arriva come una mannaia la grande crisi del cinema che taglia centinaia di proiezioni.
Quando le donne avevano la coda
Quando le donne persero la coda
Ma la Berger, grazie alla professionalità che la ha da sempre contraddistinta e grazie anche alla scelta di lavorare in Tv, ottiene nuove scritture.
Per 5 anni compare in produzioni televisive come La giacca verde,Un inverno al mare prima di affrontare gli anni 80; è ormai una splendida quarantenne e sopratutto una irreprensibile professionista, un’attrice che non fa bizze, puntuale e rigorosa.
Nel 1980 lavora in Speed Driver,di Stelvio Massi e nel 1985 in Fatto su misura di Francesco Laudadio; sono le uniche due prove cinematografiche intervallate dalle produzioni citate.
Presto, a letto
Dopo La doppia vita di Mattia Pascal di Mario Monicelli, accanto a Mastroianni e al thriller Killing Cars diretto da suo marito, lavorerà ancora in Animali metropolitani di Steno e Cheese di Weber;ormai la sua attenzione è assorbita quasi totalmente dalla tv, tant’è vero che comparirà solo sporadicamente in produzioni cinematografiche;sarà nel cast di Tre colonne in cronaca (1990) di Vanzina, poi in Bin ich schön? (1998), in Ob ihr wollt oder nicht! e infine in due produzioni tedesche targate 2012, Zetl di Helmut Dietl e Ruhm di Isabel Kleefeld.
Senta Berger in Voglia di donna
L’ultimo suo lavoro è stato completato quest’anno, si tratta di Benvenuti a MeckPomm,una produzione televisiva.
Da quanto esposto, appare chiaro come la Berger sia quello che alcuni definiscono animale cinematografico, una persona che ha messo il cinema al primo posto nella vita; una vita spesa tra set cinematografici e telecamere della tv.
In entrambi i casi Senta Berger ha lasciato un segno importante, con quelle che sono state le sue caratteristiche peculiari per tutta la vita; la sua bellezza, la sua eleganza e la sua bravura non possono che essere un esempio da imitare sopratutto per le nuove leve cinematografiche.
Operazione San Gennaro
Notti e nebbie
Sierra Charriba
L’uomo senza memoria
L’ultima mazurka
Le macchine che distrussero Parigi
L’amante dell’Orsa maggiore
La spia dai due volti
La padrona è servita
La lettera scarlatta
La doppia vita di Mattia Pascal
La bellissima estate
Kirk Royal
Intrigo in Svizzera
Immer Ärger mit dem Bett
Il nostro uomo a Marrakesch
Lo scandalo Sibelius
Il bravo soldato Schweik
La morale di Ruth Halfbass
Girotondo dell’amore
Giochi perversi di una signora perbene
Fatto su misura
Exploit bella sexy e ladra
Junge Leute brauchen Liebe
Due fotogrammi da E la donna creò l’uomo
Diabolicamente tua
Di mamma non ce n’è una sola
De Sade
Da parte degli amici:firmato Mafia
Cuori solitari
Congiura di spie
Combattenti della notte
Brogliaccio d’amore
Bisturi la mafia bianca
Bin ich schön
Trennungsfieber
Organizzazione UNCLE
Operation Zucker
Nette Nachbarn küsst man nicht
Speed driver
Sherlock Holmes la valle del terrore
Quiller memorandum
Probieren Sie’s mit einem Jüngeren
Schlaflos
Satte Farben vor Schwarz
Nette Nachbarn küsst man nicht
Mama Kommt
La casa di vetro
La bellissima estate
Il testamento del dottor Mabuse
Girotondo dell’amore
Frau Böhm sagt Nein
Emilia – Familienbande
Emilia – Die zweite Chance
Einmal so wie ich will
Bis dass dein Tod uns scheidet
Liebe am fjord
Zettl
Kaly Yug la dea della vendetta
Immer Ärger mit dem Bett
Il pugnale siamese
Il papavero è anche un fiore
Di mamma non ce n’è una sola
Amore e ginnastica
Adieu liebewol goodbye
2013 Benvenuti a MeckPomm (TV)
2002-2012 Six Degrees (serie TV)
2012 Matrimoni (TV)
2012 Hochzeiten (TV movie)
2012 Operation Zucker (TV movie)
2012 Und alle haben geschwiegen (TV movie)
2012 Ruhm
2012 Zettl
2011 In den besten Jahren (TV movie)
2011 Liebe am Fjord (TV series)
2010 Satte Farben vor Schwarz
2008-2009 Four Seasons (TV mini-series)
2009 Mama kommt! (TV movie)
2009 Frau Böhm sagt Nein (TV movie)
2009 Ob ihr wollt oder nicht!
2009 Schlaflos (TV movie)
2006 Nette Nachbarn küsst man nicht (TV movie)
2005 Emilia – Familienbande (TV movie)
2005 Emilia – Die zweite Chance (TV movie)
2005 Einmal so wie ich will (TV movie)
2004 Die Konferenz (TV movie)
1989-2004 La signora col taxi (TV series)
2002 Bis dass dein Tod uns scheidet (TV movie)
2000 Probieren Sie’s mit einem Jüngeren (TV movie)
2000 Scharf aufs Leben (TV movie)
2000 Trennungsfieber (TV movie)
2000/I Zimmer mit Frühstück (TV movie)
1999 Mit fünfzig küssen Männer anders (TV movie)
1999 Nancherrow (TV movie)
1999 Liebe und weitere Katastrophen (TV movie)
1998 Bin ich schön?
1998 Mammamia (TV movie)
1997 Die Nacht der Nächte (TV movie)
1997 Lamorte (TV movie)
1997 Kap der Rache (TV movie)
1994-1996 Ärzte (TV series)
1996 Dopo la tempesta (TV movie)
1995 Il commissario Rex (TV serie)
1994 Gefangene Liebe (TV movie)
1992 Lilli Lottofee (TV serie)
1992 Sie und Er (TV movie)
1990 Tre colonne in cronaca
1990 La belle Anglaise (TV serie)
1989 Peter Strohm (TV series)
1989 Quattro storie di donne (TV mini-serie)
1989 Oceano (TV mini-series)
1988 Cheeeese
1987 Animali metropolitani
1986 Kir Royal (TV mini-serie)
1986 Killing Cars
1986 L’ultima mazurka (TV movie)
1985 La doppia vita di Mattia Pascal
1985 Diavoli volanti
1985 Fatto su misura
1984 Notti e nebbie (TV movie)
1984 La stagione delle piogge (TV movie)
1983 Die priwalov’schen Millionen (TV mini-series)
1983 Liebe Melanie (TV movie)
1982 Un inverno al mare (TV mini-series)
1982 Wortwechsel (TV series)
1982 Die Entscheidung (TV movie)
1981 Dantons Tod
1981 Der Traum ein Leben (TV movie)
1980 Speed Driver
1979 La giacca verde (TV movie)
1978 Ritratto di borghesia in nero
1978 Freiheit (short)
1977 La croce di ferro
1977 Das chinesische Wunder
1977 Abschiede (TV movie)
1977 Una donna di seconda mano
1976 La padrona è servita
1976 Signore e signori, buonanotte
1976 Intrigo in Svizzera
1976 Giochi perversi di una signora perbene
1976 Brogliaccio d’amore
1975 Dalli Dalli (TV series)
1975 Rottamopoli (TV series)
1975 Die Verschwörung des Fiesco zu Genua (TV movie)
1974 La bellissima estate
1974 L’uomo senza memoria
1974 Di mamma non ce n’è una sola
1974 Frühlingsfluten (TV movie)
1973 Bisturi, la mafia bianca
1973 La lettera scarlatta
1973 Amore e ginnastica
1973 Il girotondo dell’amore
1972 Tatort (TV series)
1972 La morale di Ruth Halbfass
1972 Causa di divorzio
1972 Quando le donne persero la coda
1971 L’amante dell’orsa maggiore
1971 Roma bene
1971 Da parte degli amici: firmato mafia!
1971 Rolf Harris Show (TV series)
1971 La casa di vetro
1971 Un’anguilla da trecento milioni
1970 Quando le donne avevano la coda
1970 Cuori solitari
1969 Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano
1968-1969 Operazione ladro (TV series)
1969 De Sade
1969 Quelli che sanno uccidere
1969 Se è martedì deve essere il Belgio
1968 Babeck (TV mini-series)
1968 Fermate l’Orient Express (TV movie)
1968 Reporter alla ribalta (TV series)
1968 Vienna (short)
1967 L’imboscata
1967 Diabolicamente tua
1967 Congiura di spie
1966 Operazione San Gennaro
1966 Quiller Memorandum
1966 Exploit bella sexy e… ladra
1966 Il nostro uomo a Marrakesh
1966 Il papavero è anche un fiore
1966 Combattenti della notte
1965 Doringo!
1965 Operazione terzo uomo
1965 Sierra Charriba
1964 Organizzazione U.N.C.L.E. (TV series)
1964 See How They Run (TV movie)
1964 Polvere di stelle (TV series)
1964 …e la donna creò l’uomo
1964 Ein schöner Herbst (TV movie)
1963 Presto… a letto!
1963 Il mistero del tempio indiano
1963 I vincitori
1963 Kali Yug, la dea della vendetta
1963 Disneyland (TV series)
1962 Sherlock Holmes la valle del terrore
1962 Il testamento del dottor Mabuse
1962 Lo scandalo Sibelius
1962 Il pugnale siamese
1961 Ramona
1961 Diesmal muß es Kaviar sein
1961 Ti aspetterò all’inferno
1961 Adieu, Lebewohl, Goodbye
1961 Immer Ärger mit dem Bett
1961 Das Wunder des Malachias
1961 Eine hübscher als die andere
1961 Junge Leute brauchen Liebe
1961 Le vie segrete
1960 O sole mio
1960 Il bravo soldato Schwejk
1960 Ich heirate Herrn Direktor
1959 Katia regina senza corona
1959 Il viaggio
1958 Un posto in paradiso
1957 Die Lindenwirtin vom Donaustrand
1957 Die unentschuldigte Stunde
1955 Du bist die Richtige
1950 Questi nostri genitori
Margaret Lee
La generazione degli over 50 ricorda tra le altre cose un epoca in cui la Tv italiana era in bianco e nero e trasmetteva su un solo canale.
Era l’epoca delle serate davanti alla tv, dei sabato sera in attesa del varietà che accompagnava immancabilmente gli italiani e che portava in casa canzoni, balletti e sketch destinati ad essere ricordati per lungo tempo.
Nel 1966 arriva in Tv un varietà condotto da Johnny Dorelli,Johnny sera; accanto a lui compare un co-conduttrice bellissima e affascinante.
Si tratta di Margaret Gwendolyn Box, conosciuta come Margaret Lee.
E’ inglese, è nata a Wolverhampton il 4 agosto 1943 e parla un italiano perfetto, reso irresistibile da una pronuncia morbida e affascinante.
La Lee era già conosciuta al grande pubblico, essendo già comparsa in decine di produzioni cinematografiche.
Aveva esordito nel 1961, a 18 anni nel film di Amendola Totò di notte n. 1, al fianco di Totò e Macario; da quel momento la bionda attrice inglese aveva lavorato in molte produzioni cinematografiche, costituite principalmente da b movie dei generi più svariati.
The numbers game
Sesso e volentieri
A scorrere l’elenco si incontrano titoli peplum come Maciste contro i mostri (1962) e Sansone contro i pirati (1963) oltre ad una partecipazione molto piccola nel Cleopatra(1963) di Mankievitz accanto alla Taylor e a Burton, a film a basso costo come I tre nemici (1962), La ballata dei mariti (1963),Vino whisky e acqua salata (1963).
Per Margaret sarà importantissimo l’incontro cinematografico con i due beniamini del pubblico cinematografico degli anni 60, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.
Sarà accanto a loro che la sua naturale simpatia (unita alla grande bellezza) risalterà ancor più donandole fama e popolarità; accanto al duo Margaret interpreta una serie di film: il primo è di Simonelli, Due samurai per cento geishe (1962),seguono poi Vino whisky e acqua salata (1963) di Amendola,
Questo pazzo,pazzo mondo della canzone
Gli imbroglioni di Lucio Fulci, Due mattacchioni al Moulin Rouge (1964) diretto da Carlo Infascelli, I maniaci (1964) sempre diretto da Fulci, I marziani hanno 12 mani (1964) di Castellano e Moccia, Un mostro e mezzo (1964) di Steno, I due pericoli pubblici (1964) sempre per la regia di Fulci, Io uccido, tu uccidi (1965) di Puccini, I due sergenti del generale Custer (1965) di Simonelli, Franco, Ciccio e le vedove allegre (1968)di Girolami.
Quando Margaret arriva in tv, ha alle spalle ben 35 film interpretati in soli 4 anni; una mole impressionante di film girati, come racconterà lei, principalmente per soldi:
“I soldi mi fanno molto comodo. Se mi offrono una parte a una buona cifra, non vedo perché dovrei rifiutare. Sono un’attrice. Il mio mestiere è quello di fare film finché me li offrono, finché la gente mi vuole. Quindi accetto ciò che mi propongono. Certo, ho interpretato molti, tanti brutti film: ma sono serviti a portarmi dove mi trovo adesso, sono serviti a darmi la sicurezza economica.”
La sensualità è un attimo di vita
Ha solo 24 anni, nel 1967, ma è una donna con i piedi ben piantati per terra: è bella ed affascinante e in tv conquista immediatamente tutti.
Subito dopo il citato Johnny sera interpreta il ruolo di Baby Eva in Arrriva Dorellik (1967) di Steno; il film è una versione farsesca del Diabolik dei fumetti.
La storia del criminale che incombe sulla Costa Azzurra con la sua orrida risata è un successo e la popolarità di Margaret sale ancora.
Nel 1968 è ancora al fianco di Dorelli in Galà per Johnny Dorelli e l’anno successivo nello storico La domenica è un’altra cosa (1969–1970) che per due anni terrà compagnia agli italiani il sabato sera.
Lei sarà la soubrette della trasmissione alternandosi alle colleghe Carmen Villani, Gloria Paul mentre la trasmissione vedeva un cast di grande livello nel quale comparivano Raffaele Pisu, Ric e Gian, Antonella Steni, Elio Pandolfi, Lara Saint Paul.
La bestia uccide a sangue freddo
La tigre profumata alla dinamite
Lavora a ciclo continuo, senza soste.
Come dirà in un’intervista:
“Diciamo che sono molto ambiziosa. Sì, non c’è niente di male ad ammetterlo, secondo me non si tratta di un difetto, ma di una giusta carica che deve esistere in ciascuno di noi. Altrimenti a che cosa serve lavorare, se non si ha una prospettiva di avanzamento, di miglioramento?”
Come del resto ammesso da lei stessa, molti dei film che interpreta sono davvero film poco interessanti; tuttavia non mancano film di pregio recitati sotto la direzione di grandi registi o accanto a grandissimi dello schermo. E’ il caso di Il più grande colpo del secolo (1967) che Margaret gira accanto al grande Gabin, oppure Casanova 70 del grande Monicelli, nel quale Margaret è accanto a Marcello Mastroianni,Virna Lisi,Michèle Mercier,Marisa Mell,Enrico Maria Salerno e il regista Marco Ferreri oppure di Banditi a Milano di Lizzani, accanto a Volontè.
Donne sopra,femmine sotto (The rogue)
Forse è proprio sul finire degli anni 60 e gli inizi degli anni settanta che la Lee interpreta i film migliori, anche se nella sua filmografia mancherà il film fiore all’occhiello, quello per cui sei ricordata per sempre.
Come ammetterà lei stessa, “Ho detto prima che tanti non me li ricordo neppure. Sono settanta, ottanta… o forse addirittura cento. I più cari, comunque, per me sono Il più grande colpo del secolo, nel quale recitavo con Jean Gabin; Banditi a Milano, di Lizzani; Questa volta parliamo di uomini con Nino Manfredi; I bastardi di Tessari e Il dio chiamato Dorian con Helmut Berger, che abbiamo girato a Londra. Poi ci sono gli ultimi, quelli che ho più vividi in mente: ma presto mi sa che li dimenticherò quasi tutti ”
Un’ammissione importante.
L’attrice lavora tantissimo ma a tutto scapito della qualità.
Siamo tutti pomicioni
Sul finire degli anni sessanta cambia anche la sua immagine cinematografica; la ragazza solare e simpatica si trasforma anche in una vamp e mostra il suo splendido corpo in alcuni film.
E’ il caso del nudo scabroso in La bestia uccide a sangue freddo di Fernando Di Leo, in cui interpreta il ruolo di Cheryl Hume,un thriller di discreto livello in cui divide la scena con un’altra bellissima dello schermo, Rosalba Neri.Le due attrici dividono anche due celebri sequenze di nudo in cui i loro corpi conturbanti appaiono in tutto il loro splendore.
Sansone contro i pirati
Recitare nuda non la imbarazza più di tanto, ha un corpo magnifico e lo sa.Eppoi il cinema sta cambiando…
“Le prime volte è stato duro. Vede, non tanto per le migliaia e migliaia di persone che vedranno il film, quanto per la gente che ci sta intorno sul set. Ti devi mettere nuda in mezzo ai tecnici, agli operatori, tutta gente che intanto si industria a sistemare la scena e ti guarda con ironica sufficienza mentre tu sei lì, nuda, che aspetti. Però, con la abitudine si acquista anche la naturalezza. Insomma, ti fai l’abito mentale ed elimini il problema. Io credo di essere diventata ormai assolutamente spontanea sullo schermo, sia quando mi spoglio che quando giro vestita“, racconta non senza un pizzico di malizia.
Tra i film da segnalare di questo periodo ci sono A doppia faccia (1969) di Riccardo Freda, un thriller discontinuo in cui lavora accanto a Klaus Kinski, Paroxismus (Venus in furs) conosciuto anche come Può una morta rivivere per amore? (1969) di Jesus Franco, un thriller giallo in cui è accanto a due bellezze come Maria Rohm e Barbara McNair,nel quale appare nuda di schiena.
Uno dei suoi film più famosi è Il trionfo della casta Susanna (1969),arrivato da noi nel 1970, nel quale interpreta maliziosamente Paolina Bonaparte;in questo film è accanto alla splendida Edwige Fenech e rivaleggia in bellezza con l’attrice di Bona.
Un altro film di buon livello è quello di Liverani Sai cosa faceva Stalin alle donne?,girato accanto a Helmut Berger e Silvia Monti,così come un altro buon film è Il dio chiamato Dorian,ancora accanto a Berger per la regia di Massimo Dallamano.
Questi fantasmi
La bella attrice inglese rallenta notevolmente la sua attività, diventando più selettiva e meno frenetica nel lavoro.
Gira The rogue, uscito in Italia con il titolo di Donne sopra, femmine sotto per la regia del duo Boro Draskovic, Gregory Simpson, una produzione internazionale nel quale ha un ruolo molto scabroso.
Subito dopo aver girato Le belve per la regia di Grimaldi si dedica alla produzione, ma resterà un caso isolato.
“Ho fondato La Roberto Film, dal nome di mio figlio. L’ho fondata insieme a Gino Malerba, il mio ex marito, con il quale sono rimasta in buoni rapporti, visto che è ancora il mio agente. Abbiamo prodotto anche un film, Appuntamento col disonore, del quale sono protagonista. Ma non posso dire di cercare un avvenire da industriale del cinema… è stato un esperimento, un tentativo per investire dei capitali.”
Può una morta rivivere per amore?
Niente rose per OSS 117
Abbandona il cinema per un pò, anche se non completamente e va in Inghilterra per lavorare in tv.
Nel 1974 torna sugli schermi girando il thriller Gli assassini sono nostri ospiti; ha 31 anni ed è nel pieno della maturità artistica.
Eppure, come accaduto a tantissime altre attrici, inizia un lento ma progressivo abbandono dello schermo.
Nel 1975 gira l’anonimo Scusi eminenza posso sposarmi? e l’enigmatico La sensualità è un attimo di vita (Un attimo di vita) di Dante Marraccini; è un film difficilissimo e verboso, nel quale la Lee compare nuda per l’ultima volta nella sua carriera.
Dopo una lunghissima pausa, torna sullo schermo con Sesso e volentieri di Dino Risi, nel 1982, nel quale ritrova l’antico amico Johnny Dorelli.
Nel 1983 troviamo il suo penultimo lavoro,Stangata napoletana diretto dall’attore Vittorio Caprioli e nel 1985 eccola alla sua ultima apparizione, il film per la Tv diretto da Nocita Giorno dopo giorno.
Letti sbagliati
E’ l’ultimo atto di una carriera cinematografica senz’altro lusinghiera e redditizia, nella quale è mancato l’acuto ma che le ha dato ricchezza e fama.
Dal giorno del suo ritiro dal set, di Margaret Lee non si è avuta più alcuna notizia; oggi sembra viva in California, lontana però dalle luci della ribalta.
Di lei c’è un’unica foto recente, che l’attrice ha inviato ad un suo ammiratore; il resoconto dell’avventurosa ricerca di Margaret Lee è disponibile a questo indirizzo http://sermonsrefuter.blogspot.it/2012/07/margaret-lee_04.html.
Dalla foto la Lee appare ancora come una donna affascinante, con quell’antico sorriso che fece innamorare il pubblico italiano e milioni di fans nel mondo.
L’ultima foto pubblica di Margaret Lee
Un mostro e mezzo
Margaret nella parodia televisiva Margaretlik
Racconti a due piazze
Maciste contro i mostri
Le belve
La vedovella
Il più grande colpo del secolo
Il lungo coltello di Londra
Il ladro della Gioconda
Il dio chiamato Dorian
I quattro tassisti
I marziani hanno 12 mani
I due nemici pubblici
I cinque draghi d’oro
Hollenjagd
Franco, Ciccio e le vedove allegre
Due mattacchioni al Moulin Rouge
Colpo maestro al servizio di sua maestà britannica
Circus of fear
Cinque per l’inverno
Casanova 70
Paroxismus
Il trono di fuoco
I due sergenti del generale Custer
Candidato per un assassinio
A doppia faccia
Agente 077 dall’oriente con furore
Arrriva Dorellik
Arriva la bomba
Banditi a Milano
Due fotogrammi da Sai cosa faceva Stalin alle donne
La vera storia di Frank Mannata
La vedovella
Il trionfo della casta Susanna
L’assassino ha le ore contate
Gli imbroglioni
Gli assassini sono nostri ospiti
Banditi a Milano
Se tutte le donne del mondo
Dick Smart 2007
Djurado
I maniaci
Il nostro uomo a Marrakesch
Io uccido tu uccidi
New York chiama Superdrago
Questa volta parliamo di uomini
Tre notti violente
I bastardi
1985 Giorno dopo giorno (TV serie)
1983 Stangata napoletana
1982 Sesso e volentieri
1975 La sensualità è un attimo di vita
1975 Scusi eminenza… posso sposarmi?
1974 Gli assassini sono nostri ospiti
1972 Gli invincibili (TV serie)
1972 The Numbers Game
1971 La bestia uccide a sangue freddo
1971 Le belve
1971 Donne sopra, femmine sotto
1970 Appuntamento col disonore
1970 Il dio chiamato Dorian
1970 Colpo rovente
1970 Il trono di fuoco
1969 Candidato per un assassinio
1969 La vera storia di Frank Mannata
1969 Sai cosa faceva Stalin alle donne?
1969 Può una morta rivivere per amore?
1969 A doppia faccia
1969 Il trionfo della casta Susanna
1969 5 per l’inferno
1968 I bastardi
1968 Niente rose per OSS 117
1968 Horror: l’assassino ha le ore contate
1968 Franco, Ciccio e le vedove allegre
1968 Banditi a Milano
1968 Il cenerentolo (TV movie)
1967 Questi fantasmi
1967 Arrriva Dorellik
1967 I 5 draghi d’oro
1967 Il più grande colpo del secolo
1967 Da Berlino l’apocalisse
1967 Dick Smart 2007
1967 Colpo maestro al servizio di Sua Maestà britannica
1966 Se tutte le donne del mondo
1966 Djurado
1966 Tre notti violente
1966 Spie contro il mondo
1966 Il ladro della Gioconda
1966 Il nostro uomo a Marrakesh
1966 Il lungo coltello di Londra
1966 New York chiama Superdrago
1965 La tigre profumata alla dinamite
1965 Il morbidone
1965 Agente 077 dall’oriente con furore
1965 I due sergenti del generale Custer
1965 Racconti a due piazze
1965 Casanova ’70
1965 Letti sbagliati
1965 Io uccido, tu uccidi
1965 Questa volta parliamo di uomini
1965 Questo pazzo, pazzo mondo della canzone
1965 Lo scippo
1965 La ragazzola
1964 I due pericoli pubblici
1964 In ginocchio da te
1964 Un mostro e mezzo
1964 I marziani hanno 12 mani
1964 Via Veneto
1964 Adolescenti al sole
1964 I maniaci
1964 La vedovella
1964 Due mattacchioni al Moulin Rouge
1963 I quattro tassisti
1963 Gli imbroglioni
1963 Sansone contro i pirati
1963 Cleopatra
1963 Avventura al motel
1963 Siamo tutti pomicioni
1963 Vino whisky e acqua salata
1963 La ballata dei mariti
1962 Due samurai per cento geishe
1962 I tre nemici
1962 Maciste contro i mostri
1962 Totò di notte n. 1
Tina Aumont
Trasgressiva, provocatoria, anticonvenzionale.
Figlia di due due attori molto conosciuti, Jean-Pierre Aumont e Maria Montez, Marie Christine Aumont è nata a Hollywood il 14 febbraio 1946.
Ha respirato sin da piccola l’aria del cinema, spinta sopratutto da suo padre Jean Pierre Aumont, attore brillante che ha interpretato nel corso della sua lunghissima carriera oltre 150 film; a soli 5 anni ha perso l’affetto della madre, Maria Montez, scomparsa il 7 settembre 1951 a soli 39 anni per un infarto che la colse mentre faceva il bagno in casa.
Ha quindi bruciato le tappe da subito, spinta da una curiosità, da una voglia di vivere e da uno spirito ribelle che hanno segnato poi la sua vita privata in tutte le sue fasi.
Nel 1963, a soli 17 anni, sposa l’attore e regista francese Christian Marquand (fratello dell’attrice e regista Nadine Marquand Trintignant) mentre esordisce nel cinema a vent’anni, nel 1966 con una piccola parte nel film Modesty Blaise. La bellissima che uccide utilizzando il diminutivo del suo nome,Tina e il cognome del marito Marquand. E’ il padre a consigliarle di rivolgersi al regista Losey (e a raccomandarla), e il regista britannico, colpito dalla bellezza di Tina la scrittura e le affida un ruolo secondario accanto a star come Monica Vitti (che interpreta Modesty Blaise), a Terence Stamp e Dirk Bogarde.
Tina Aumont nel Satyricon
Saloon Kitty
E’ l’inizio di una carriera fulminea, che la vedrà protagonista di oltre 40 film, la maggior parte dei quali girati per il cinema italiano.
Intanto Tina mostra insofferenza per le convenzioni, per la vita di routine; siamo negli anni della contestazione generale e lei è in prima fila nei movimenti, come quello degli hippy, che chiedono un cambiamento sostanziale della società.
Lavora con Vadim accanto alla sua compagna Jane Fonda nel film La calda preda e in Texas oltre il fiume al fianco di Delon e Dean Martin; il suo primo contatto, decisivo, con il cinema italiano lo ha con Alberto Sordi: il grande attore romano, da poco regista,la conosce a Taormina dove Tina è presente per la promozione del film di Vadim e la vuole nel cast di Scusi, lei è favorevole o contrario?, un film che anticipa la storica introduzione del divorzio in Italia, in un periodo storico in cui il nostro paese è in profondo mutamento.
Per la prima volta l’attrice sceglie di utilizzare il nome con cui diverrà famosa cinematograficamente, Tina Aumont; ma nel film successivo, il thriller di Michele Lupo Troppo per vivere… poco per morire è ancora Tina Marquand. L’abbandono del cognome del marito è dovuto al divorzio che dopo pochissimi anni l’attrice affronta; non si sposerà più perchè “un marito basta e avanza” come racconterà in interviste successive.

Racconti proibiti…di niente vestiti
Partner
Il 1968 è l’anno della svolta per l’attrice; viene scelta da Tinto Brass per il film L’urlo, che narra le vicende di una ragazza che pianta sull’altare lo sposo, rifiutando così di fatto la morale borghese e le convenzioni sociali.
E’ un film cucito su misura su di lei, sulla sua personalità e sui suoi atteggiamenti anticonformisti e provocatori.
La pellicola di Brass, assolutamente in anticipo sui tempi, non riscuote al momento grande successo tanto da venire proiettata in Italia due anni più tardi, ma rappresenta la consacrazione di un’attrice dalla personalità complessa ma dalle doti di attrice ormai mature.
Necropolis
Modesty Blaise
Il ruolo di Anita, la mancata sposa che vive un’esistenza alternativa accanto al compagno di avventure Coso rifiutando di accettare un matrimonio che la imprigionerebbe in un ruolo secolarmente stabilito per le donne, le cuce addosso l’immagine di donna ribelle.
E lei lo è, in qualche modo.
Basta guardare i corti Visa de censure e La révolution n’est qu’un début. Continuons.per rendersi conto di come Tina interpretasse anche nella realtà il ruolo di donna emancipata e libera, scevra da compromessi.
I lavori successivi dimostrano come Tina accettasse lavori particolari con registi non convenzionali; è il caso del western L’uomo, l’orgoglio, la vendetta di Bazzoni e di Il sosia di Bertolucci oltre che di Le lit de la vierge, il film in cui recita accanto ad un altro “ribelle” del cinema, Pierre Clementi.
La celebre scena tratta da Malizia
La Aumont in una scena tratta da L’urlo
Il cinema italiano la adotta definitivamente e arrivano per lei film come L’alibi (accanto a Gassman, che lei definirà un grande attore e un gran signore), lo sfortunato Satyricon di Polidoro, girato a tempo di record per anticipare il Satyricon di Fellini in cui la Aumont avrà una parte, Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano di Comencini.
In tutti questi film Tina ha ruoli importanti ma non da protagonista assoluta, cosa che verrà confermata anche nel successivo Metello di Bolognini, in cui le venne preferita la bravissima Ottavia Piccolo.
Nel 1970 gira Corbari, di Valentino Orsini accanto a Gemma e subito dopo in Necropolis di Franco Brocani, uno dei film più misteriosi della storia del cinema, visto solo da pochissimi spettatori e sopratutto assolutamente introvabile in qualsiasi versione.
E’ la conferma della vocazione di Tina per film particolari, non necessariamente adatti al grande pubblico; ma per lei ci sono anche lavori come Il sergente Klems e Racconti proibiti di niente vestiti di Rondi o anche Bianco rosso è…di Lattuada accanto alla Loren e Celentano.
Nel 1972 lavora in un altro film underground, Arcana di Giulio Questi, un film che ebbe vicissitudini a non finire, a cominciare dal fallimento del produttore proseguendo con la pesante censura subita per la presenza di scene di rapporti sessuali fra la Aumont e Maurizio Degli Espositi finendo con altri tagli riguardanti il rapporto incestuoso tra Maurizio Degli Espositi e Lucia Bosè.
Paradossalmente, da questo momento in poi Tina sceglie di recitare prodotti meno d’elite e più commerciali, a partire da I corpi presentano tracce di violenza carnale di Sergio Martino, per proseguire poi con Malizia di Samperi, del quale resta leggendaria la scena in cui la bellissima attrice sale in bicicletta mostrando le splendide gambe in una scena che mostra poco ma che è di un erotismo assolutamente unico.
Lifespan-Patto con il diavolo
Nel 1973 lavora ancora con Bazzoni nello sfortunato western Blu Gang e vissero per sempre felici e ammazzati mentre nel 1974 interpreta Mara in Storia de fratelli e de cortelli e subito dopo l’ottimo Fatti di gente perbene di Bolognini.
Tina ha 28 anni, è nel pieno della maturità artistica e della sua bellezza di donna; è un’attrice stimata e viene chiamata per diverse produzioni di casa nostra.
Interpreta il ruolo di Laura, una donna che per eccitare il marito aggancia un venditore per strada in Il trafficone di Bruno Corbucci, quello della protagonista Anna in Il patto con il diavolo, un piccolo ruolo in Divina creatura (accanto alla bellissima Laura Antonelli) di Giuseppe Patroni Griffi, il ruolo dell’adultera in Il messia di Rossellini.
Nel 1976 è sul set di ben sei film: si tratta di La principessa nuda di Canevari, nel quale divide il ruolo di protagonista con Ajita Wilson, di Cadaveri eccellenti di Francesco Rosi in quello di una prostituta, di Herta Wallenberg, sorella del’SS Helmut Berger in Salon Kitty, nel quale ritrova Tinto Brass.
La principessa nuda
Seguono Giovannino di Nuzzi e Nina di Minnelli, al fianco di mostri sacri come Ingrid Bergman e Liza Minnelli.
La sua carriera sembra irresistibilmente in ascesa, tant’è vero che viene “arruolata” nel celebre Satyricon di Fellini ed è proprio in questo momento che accade il fattaccio.
Subito dopo aver ultimato le riprese, Tina per riposarsi va in Malesia.
Qui acquista una statuina di oppio e se la spedisce in Italia.
Ma l’oggetto viene intercettato dalla polizia e l’attrice, informata dell’accaduto da alcuni amici, sceglie di non tornare in Italia per evitare l’arresto con conseguente inevitabile condanna penale.
Ripara in Francia ma di fatto l’accaduto le tronca per diversi anni la carriera, danneggiandola in maniera irreparabile.
I film successivi, infatti, sono davvero pochi e praticamente trascurabili.
Infanzia, vocazione prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano
Dopo Un cuore semplice (1977) Tina lavora in due produzioni televisive francesi, poi dopo una lunga pausa in Holocaust parte seconda: i ricordi, i deliri, la vendetta di Pannacciò, in un ruolo marginale.
Ha appena 34 anni, è sempre molto bella ma è un’attrice quasi finita.
Quell’errore madornale, quella brutta storia di droga la danneggia in maniera irreparabile e lei per motivi oscuri accetta addirittura di comparire nuda sulle colonne del mensile erotico Le ore, che la immortala in scene hard alle quali lei non partecipa attivamente ma come semplice spettatrice di rapporti sessuali espliciti.
L’ultimo film di rilievo è La bande du Rex (1980), che però passa praticamente inosservato mentre lavora in tv in un episodio delle Inchieste del commissario Maigret.
Dopo 3 film girati in Francia, da noi assolutamente sconosciuti come Rebelote,Les frères Pétard e ZEN – Zona Espansione Nord ha una lunghissima pausa di assenza dagli schermi, prima del ritorno dieci anni dopo nel film di Jean Rollin in Les deux orphelines vampires. Ci vorranno altri 10 anni prima di rivedere Tina in Giulia di Rob Stuart e in La mécanique des femmes, l’ultimo film che interpreta.
Siamo nel 2000 e da quel momento di lei non si sentirà più parlare, almeno cinematograficamente.
Ormai dimenticata dal grande pubblico, di lei si parlerà solo nel 2006 quando per le conseguenze di un’embolia polmonare la bella attrice scomparirà ad appena 60 anni.
Per sua volontà, viene cremata e le sue ceneri deposte accanto alla tomba della adorata madre, nel settore ebraico del cimitero di Montparnasse; una decisione strana in quanto la Montez non era di origine ebraica.
Il trafficone
Bellissima, artisticamente validissima, Tina Aumont ha pagato a carissimo prezzo l’errore citato della statuetta di oppio; viene da chiedersi quante altre prove avrebbe potuto affrontare, cinematograficamente parlando, se non fosse incappata in quel drammatico errore che di fatto le troncò la carriera.
In Italia Tina conta ancora oggi su un nutrito gruppo di fans, che non l’hanno mai dimenticata.
Che non hanno dimenticato l’attrice e la donna, quella donna anticonformista impegnata socialmente, la stessa che nel 1971 rischiò l’arresto quando firmò il Manifesto dei 343 con il quale chiedeva la depenalizzazione dell’aborto.
Di lei restano tante pellicole in cui anche i neofiti del cinema possono riscoprire la grande bellezza e la bravura di un’attrice dalle grandi capacità.

Necropolis
Tina Aumont in L’urlo
Metello
Il passatore
Due fotogrammi tratti da I corpi presentano tracce di violenza carnale
Due fotogrammi tratti da Fatti di gente perbene
Corbari
Il Casanova di Fellini
Cadaveri eccellenti
Bianco,rosso e …
Arcana
Scusi lei è favorevole o contrario?
A man of legend
Ancora dal Casanova di Fellini
Blu gang
Troppo per vivere poco per morire
Texas oltre il fiume
Nina
Marquis de slime
L’uomo, l’orgoglio la vendetta
Les hautes solitudes
Les deux orphelines vampires
Le lit de la vierge
L’alibi
La bande du rex
Il sergente Klems
Home movie
Holocaust 2
Giulia
Visa de censure x (corto)
Come ti chiami amore mio
Storia de fratelli e de cortelli
2000 La mécanique des femmes
2000 Victoire, ou la douleur des femmes (TV mini-serie)
1999/II Giulia
1997 Les deux orphelines vampires
1997 Marquis de Slime (corto)
1993 Dinosaur from the Deep (video)
1988 ZEN – Zona Espansione Nord
1986 Les frères Pétard
1984 Rebelote
1982 Les enquêtes du commissaire Maigret (TV serie)
1980 La bande du Rex
1980 Holocaust parte seconda: i ricordi, i deliri, la vendetta
1978 I problemi di Don Isidro Parodi (TV series)
1977 Emmenez-moi au Ritz (TV movie)
1977 Un cuore semplice
1976 Il Casanova di Federico Fellini
1976 Nina
1976 Giovannino
1976 Salon Kitty
1976 Cadaveri eccellenti
1976 La principessa nuda
1975 Il messia
1975 Divina creatura
1975 Il patto con il diavolo
1974 Les hautes solitudes
1974 Il trafficone
1974 Fatti di gente perbene
1974 Storia de fratelli e de cortelli
1973 Blu Gang e vissero per sempre felici e ammazzati
1973 Malizia
1973 I corpi presentano tracce di violenza carnale
1972 Arcana
1972 Bianco, rosso e…
1972 La révolte des désespoirs (corto)
1972 Racconti proibiti… di niente vestiti
1971 Il sergente Klems
1970 Necropolis
1970 Corbari
1970 Metello
1969 Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano
1969 Satyricon
1969 L’alibi
1969 Come ti chiami, amore mio?
1969 Le lit de la vierge
1968 Il sosia
1968 L’uomo, l’orgoglio, la vendetta
1968 La révolution n’est qu’un début. Continuons. (corto)
1968 Visa de censure (corto)
1968 L’urlo
1967 Troppo per vivere… poco per morire
1966 Scusi, lei è favorevole o contrario?
1966 Texas oltre il fiume
1966 La calda preda
1966 Modesty Blaise. La bellissima che uccide

Dalila Di Lazzaro

Ha vissuto diverse vite, come racconta nei suoi libri, Dalila Di Lazzaro.
Vite senza mediazioni, spericolate o tranquille fino alla noia, vite con giornate di 25 ore e vite sul set di un film oppure davanti all’obiettivo di una macchina fotografica per guadagnarsi da vivere come modella o come testimonial.
Nel mezzo, un matrimonio contratto quand’era troppo giovane, una maternità anch’essa in età precoce conclusasi con la nascita dell’adorato Christian.
E molto altro naturalmente.
Nata a Udine il 29 gennaio 1953, fisico perfetto e aspetto nordico con quei capelli biondi e gli occhi che virano dall’azzurro intenso all’azzurro chiaro, Dalila esordisce nel cinema a 19 anni nel film di Maurizio Lucidi Si può fare… amigo, in cui i protagonisti principali sono Bud Spencer e Jack Palance. La sua è davvero una particina, ma nel cinema si sa gli inizi sono difficilmente sfolgoranti.
Lei comunque un suo piccolo posto nel mondo dello spettacolo se l’è creato, lavorando come modella aiutata in questo da una bellezza notevole e dal suo fisico praticamente perfetto.
Ha già alle spalle un’adolescenza quasi bruciata, visto che a soli 15 anni è rimasta incinta e, dopo un litigio con i genitori, un matrimonio contratto con un giovane quasi coetaneo che l’ha sposata e portata a vivere con se e con sua madre.
Una vita che ovviamente non può accontentare una giovane che sente di aver bisogno di esperienze più forti, di vivere una vita che non sia quella della casalinga.
Così si tuffa nel mondo del cinema e dopo l’esordio citato, arrivano particine in film come Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave di Sergio Martino, in cui interpreta la ragazza che fa lo strip su un tavolo e in seguito ancora una parte piccolissima in Lo scopone scientifico di Luigi Comencini accanto a star come Sordi, la Mangano, Cotten e la grande Bette Davis.

Uno dei suoi primi successi, Il mostro è in tavola barone Frankenstein

Una donna dietro la porta
La prima occasione importante è la scrittura per il film Frankenstein ’80 di Mario Mancini, mentre nel 1973 lavora ancora con un microscopico ruolo in Canterbury No. 2 – nuove storie d’amore del ‘300 ; è il preludio al film Carne per Franksteinen (Flesh for Frankenstein), il bel horror con contaminazioni umoristiche diretto da Paul Morrissey e in parte da Antonio Margheriti.
Lei è la donna destinata a diventare la compagna del mostro creato da Frankenstein; la sequenza in cui la Di Lazzaro compare nuda e si muove come un automa con il corpo devastato dalle cicatrici eppur sempre bellissimo e armonico diventa un cult del cinema anni settanta.
Questo film le permette anche di trasferirsi a Londra per studiare la lingua, permettendole di iniziare così un periodo molto intenso della sua vita, a contatto con la realtà londinese e sopratutto permettendole di lavorare con più continuità come fotomodella.

Tre uomini da abbattere
Nel 1974 arriva la scrittura per il film di Sergio Corbucci Il bestione, accanto a Giancarlo Giannini e Michel Constantin nel quale intepreta la parte di una donna straniera, Magda mentre l’anno successivo ha un ruolo di contorno in La pupa del gangster di Giorgio Capitani accanto al leggendario duo Mastroianni-Loren.
In questo periodo l’attrice friulana sembra faticare ad imporsi, anche per colpa della miopia del cinema italiano che sembra privilegiare la commedia sexy e di conseguenza la presenza nei cast di attrici prosperose e disinibite.
Ma il carattere è decisamente la dote più evidente della Di Lazzaro e per lei inizia dal punto di vista professionale un periodo fecondo.

Tre tigri contro tre tigri
Nel 1976, quando le prime avvisaglie della grande crisi del cinema hanno iniziato a mostrarsi lei lavora in L’Italia s’è rotta, una gradevole commedia satirica di Steno nella quale interpreta una prostituta che viaggia con due siciliani che lavorano a Torino, Peppe e Antonio, che hanno lasciato la città piemontese subito dopo aver avuto alcune traversie con dei malviventi locali spacciatori di droga.
Con loro farà un viaggio attraverso un’Italia che sembra un paese del terzo mondo, con le sue contraddizioni e i suoi difetti; celebre la sequenza in cui la bellissima attrice fa il bagno completamente nuda con i due compagni d’avventura, interpretati da Teo Teocoli e Enrico Montesano.
Il film ottiene un discreto successo, anche di critica così nello stesso anno dalila interpreta Oh Serafina accanto a Renato Pozzetto per la regia di Alberto Lattuada.

Quando la coppia scoppia
Si tratta di un film proto ecologista che narra le vicende di una coppia davvero alternativa.
Lui, Augusto Valle, un giovane con valori antichi innamorato della natura viene rinchiuso in un manicomio dalla moglie e qui incontrerà Serafina, una ragazza figlia di un commerciante d’armi che si ribella alla sua famiglia e che per questo viene rinchiusa nello stesso manicomio in cui c’è Augusto. Tra i due nascerà una storia d’amore.
Il film di Lattuada,pur non riuscito totalmente, ha il merito di evidenziare anche il talento recitativo drammatico della Di Lazzaro che nel 1977 lavora nella commedia Il gatto accanto a Tognazzi e la Melato.

Dalila Di Lazzaro in Phenomena
Il film di Comencini conferma le qualità di Dalila che nello stesso anno compare nel film a episodi di Sergio Corbucci e Steno Tre tigri contro tre tigri nel ruolo di una contessa e in La ragazza dal pigiama giallo di Mogherini.
Dalila pur affascinante come sempre, risulta alla fine la meno convincente del gruppo, con una recitazione che spesso eccede la drammaticità del suo ruolo, che andava interpretato con più malizia e mistero.
Poi, per tre anni, Dalila Di Lazzaro resta lontana dal cinema.

Con Pozzetto in Oh Serafina

L’Italia s’è rotta
La fine degli anni settanta è caratterizzata dalla grande crisi del cinema con conseguente calo di spettatori e ovviamente le parti che vengono distribuite in campo cinematografico si restringono.
La commedia all’italiana è ormai morta e seppellita, come amaramente ricorda Comencini, ultimo grande autore di quello che può essere definito il canto del cigno del genere, Amici miei.
Il cinema italiano naviga a vista, fra commedie sexy spesso di bassa lega, poche produzioni di grande livello: l’unico genere che sembra tirare come una locomotiva è l’hard, che però conta su una ristretta cerchia di appassionati e sopratutto è ovviamente sdegnato dalle attrici vere.
Il film successivo che la Di Lazzaro gira è Stark system di Armenia Balducci su soggetto di Gian Maria Volontè e interpretato dallo stesso attore; si tratta di un film satirico rimasto praticamente sconosciuto ai più e massacrato dalla critica.

La ragazza dal pigiama giallo
In una delle sue interviste Dalila ricorda come nel mondo del cinema fosse vista più come un sexy simbol che come un’attrice di talento; parla di scelte probabilmente sbagliate ma in realtà il mondo del cinema spesso è miope in maniera patologica.
Sono tante le attrici che hanno dovuto fermare la propria carriera per ostacoli di ogni genere opposti alle proprie ambizioni e perchè no, alle proprie capacità.
Nel mondo dello spettacolo ci vogliono le doti, indubbiamente, ma occorre anche un carattere malleabile, la capacità di accettare compromessi. Lei probabilmente, per carattere, è sempre stata poco incline ad accettarne e questa può essere una chiave di lettura della sua carriera cinematografica.

Killers contro killers
Eppure per lei il 1980, inizio del decennio forse più tormentato del cinema italiano, si apre molto bene con tre film di ottimo livello; il primo, Il bandito dagli occhi azzurri la vede protagonista nel ruolo di Stella al fianco di un buon Franco Nero, mentre con il successivo Voltati Eugenio di Luigi Comencini dimostra di avere talento drammatico. Il film è un buon successo di critica anche se non chiama folle al botteghino; la storia drammatica del bimbo scaricato dai genitori e dai parenti, troppo egoisti per capire il dramma di un bambino di dieci anni è una delle perle di Comencini così come è da ricordare il ruolo di Fernanda interpretato dall’attrice friulana.Anche Tre uomini da abbattere di Deray è un discreto film, che la Di Lazzaro gira al fianco di Alain Delon, mentre i successivi Prima che sia troppo presto di De Caro e La donna giusta (1982) di Williams sono film a visibilità limitata.

Un Ugo Tognazzi sornione spia la Di Lazzaro in Il gatto
La crisi del cinema è nel frattempo esplosa e nel proseguimento degli anni 80 le parti interpretate dall’attrice pur essendo caratterizzate dalla sua professionalità sono svolte in film non particolarmente interessanti, fatta eccezione per Un dramma borghese di Florestano Vancini, una storia di incesto in un film in pratica assolutamente dimenticato, del quale oggi non esiste nemmeno una versione digitalizzata.
In questi anni le partecipazioni sono in film della nuova commedia all’italiana, rappresentata per esempio da Quando la coppia scoppia, in cui si cimenta in un ruolo comico o da Tutti dentro di Sordi, commediola che dimostra ancora una volta come il grande attore romano fosse a disagio dietro la macchina da presa.
Degli altri film si può anche solo accennare ai titoli, visto che non sono certo memorabili, come Una di troppo e Una donna dietro la porta di Tosini (quest’ultimo un gialletto erotico davvero di poco conto). Da segnalare invece l’ottima caratterizzazione della direttrice in Phenomena di Dario Argento, datato 1985.

Il bestione
Il finire del decennio la vedono protagonista suo malgrado di due scellerate produzioni: la prima, Kinski Paganini, rappresenta davvero un passo falso perchè si tratta di uno dei film più brutti e peggio realizzati della storia del cinema. Chiunque abbia visto il film ricorderà con orrore i lunghissimi minuti iniziali nei quali l’assolo di violino si mescola alla macchina da presa che sembra diretta da un ubriaco.
Non va meglio con Spogliando Valeria di Gaburro, squallido erotico in cui viene da chiedersi cosa possa aver spinto la bellissima attrice ad accettare una parte così umiliante per mancanza di contenuti e di valore.
Gli anni successivi possono essere descritti come l’agguato del destino sempre pronto a presentare un conto alla bellezza, alla bravura e alla fama.
Nel 1991 scompare tragicamente suo figlio Cristiano; ha appena 22 anni ed era una delle ragioni di vita dell’artista.
Tra i due esisteva un rapporto speciale, come raccontato dalla Di Lazzaro nel suo best sellers Il mio cielo, che rappresenta un doloroso racconto di vita di una donna che ha vissuto gli estremi della felicità e dell’infelicità, del dolore assoluto e delle gioie legate alla sua professione.

Frankenstein 80
Da quel momento sceglie volontariamente di ritirarsi dalle scene, interrompendo il silenzio in cui si è rinchiusa solo per girare delle miniserie televisive come La scalata,Tre passi nel delitto: Delitti imperfetti,La signora della città,Kidnapping – la sfida e l’ultima sua apparizione cinematografica in Una donna in fuga di Roberto Rocco.
Ma il destino decide che non è ancora il momento di darle una tregua; così il 2 novembre del 1997 ha un banale incidente con il motorino, che però si trasforma in un incubo.
Immobilizzata in un letto per la rottura di una vertebra del collo, l’attrice passa attraverso l’inferno del dolore fisico senza tregua, quello cioè che è in grado di annientare una persona e distruggerla psicologicamente.

La selvaggia bellezza di Dalila Di Lazzaro in un servizio fotografico per Playboy
Ancora una volta, con una forza di volontà immensa, riesce ad uscirne quasi del tutto e sceglie di raccontare la sua vita senza reticenze e senza falsi pudori in un libro intitolato Il mio cielo; il ritratto che vien fuori è quello di una donna che pur provata da dolori terribili, morali e fisici, trova comunque un raggio verde da seguire.
E’ l’inizio di una rinascita anche personale, perchè l’accoglienza del pubblico dimostra che non è stata dimenticata.
A questa sua prima esperienza letteraria seguiranno L’angelo della mia vita (2006), Toccami il cuore (2009)
e Il mio tesoro nascosto,(2011), tutti editi da Piemme.
Nel frattempo è stata tra le testimonial di una campagna per l’adozione di figli da parte di single, forse l’unica battaglia ce non ha ancora vinto, anche se certamente non per colpa sua.
In un paese a fortissima vocazione ( e purtroppo controllo) religioso, la sua battaglia civile appare un pò da Don Chisciotte.
Ma Dalila Di Lazzaro in fondo ha affrontato la vita da Don Chisciotte, scontrandosi con tutto, dalla famiglia alle convenzioni sociali, superando traumi come la violenza personale, la morte tragica del figlio, il dolore fisico.
Ed è quà, bella ed affascinante come quand’era una ragazza dagli occhi color del mare, un tantino enigmatica o forse solo rinchiusa in un atteggiamento di autodifesa.
Quello stesso che la faceva sembrare altezzosa, mentre in realtà era sintomo di ben altro.


Un dramma borghese

Spogliando Valeria

Rose rosse per una squillo

Una donna in fuga

Kidnapping (Tv)

Dov’era lei a quell’ora
Prima che sia troppo presto
Kinskj Paganini
Canterbury n.2
80 voglia di te

1998 Maître Da Costa (TV serie)
1998 Mashamal – ritorno al deserto
1998 Kidnapping – la sfida (TV movie)
1996 La signora della città (TV movie)
1996 Una donna in fuga
1993 Tre passi nel delitto: Delitti imperfetti (TV movie)
1993 La scalata (TV mini-serie)
1991 Power Force
1991 Strepitosamente… flop
1991 L’ulivo e l’alloro
1990 Diceria dell’untore
1990 Alcune signore per bene
1989 Disperatamente Giulia (TV mini-serie)
1989 Spogliando Valeria
1989 Kinski Paganini
1988 Racconti di donne
1987 Sicilian Connection
1985 Phenomena
1985 Killer contro killers
1985 Oniricon (corto)
1984 Tutti dentro
1984 Aeroporto internazionale (TV serie)
1983 Un dramma borghese
1982 Quando la coppia scoppia
1982 Una di troppo
1982 Una donna dietro la porta
1982 La donna giusta
1981 Prima che sia troppo presto
1980 Tre uomini da abbattere
1980 Voltati Eugenio
1980 Il bandito dagli occhi azzurri
1980 Stark System
1977 La ragazza dal pigiama giallo
1977 Il gatto
1977 Tre tigri contro tre tigri
1976 Oh, Serafina!
1976 L’Italia s’è rotta
1975 La pupa del gangster
1975 L’ultimo treno della notte
1974 Il bestione
1973 Carne per Frankenstein
1973 Canterbury No. 2 – nuove storie d’amore del ‘300
1972 Frankenstein ’80
1972 Lo scopone scientifico
1972 Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave
1972 Si può fare… amigo (come Dalila Di Lamar)






Pam Grier
Una carriera lunga e feconda, che le ha permesso di diventare molto conosciuta avendo interpretato quasi 100 tra film e serie tv, alcune delle quali sono degli autentici cult negli Usa.
Pamela Suzette Grier, conosciuta come Pam Grier è una delle attrici di colore più note, con alle spalle oltre quarant’anni di cinema e Tv.
Nata a Winston-Salem nel North Carolina il 26 maggio del 1949, primogenita dei quattro figli di un meccanico dell’aeronautica e di un’infermiera, Pam ha esordito a 21 anni con uno dei registi di culto dell’eros anni 60 e 70, quel Russ Meyer che ha creato un modo assolutamente personale di fare cinema mescolando l’erotismo all’ironia e diventando un autentico fenomeno di un cinema di cassetta amato anche da parte della critica.
Il film è Lungo la valle delle bambole (Beyond the Valley of the Dolls), nel quale usa il nome di Pamela Grier, cosa che farà altre tre volte nel corso della sua carriera; il ruolo è molto piccolo, ma nel cinema si sa è importante esserci.
Difatti nel 1971 Jack Hill la vuole nel film Sesso in gabbia (The Big Doll House), uno dei primissimi WIP (Women in prison, donne in prigione) a essere girato e che le permetterà in seguito di avere altri ruoli in questo genere dalle fortune altalenanti.
L’attrice interpreta Grear, una detenuta violenta, in un film di discreto valore tra i migliori del genere. Il nome della Grier è nei primissimi titoli di testa, subito dietro quello della protagonista principale Judith Brown, il che è ovviamente un buon segno per la sua carriera futura.
La buona prova fornita le vale l’assunzione nel cast di Rivelazioni di un’evasa da un carcere femminile (Women in cage) dello stesso anno, film diretto da Gerardo de Leon;ritrova l’attrice Judith Brown e passa dall’altro lato della barricata interpretando l’aguzzina Alabama.
La sua presenza è adesso un buon richiamo, anche se limitatamente ad un genere che anche se diffuso non è particolarmente amato dal grande pubblico; nel 1972 arriva la terza prova in un WIP, nel film The Big Bird Cage, con l’interpretazione di Blossom nuovamente diretta da Jack Hill e con al fianco la bella Anitra Ford.
Poichè ha ormai una certa popolarità e si sente in grado di uscire dal ristretto ambito dei WIP, accetta un nuovo contratto per I diamanti sono pericolosi (Cool Breeze,1972) e in Hit Man di George Armitage, film con la quasi totalità di interpreti di colore.
Sono film di mediocre livello, il cinema continua a volerla per ruoli in film WIP così nel 1973 ritorna al genere che l’ha vista esordire con Donne in catene (Black Mama, White Mama), in cui interpreta Lee Daniels, una prigioniera che stabilisce un’alleanza con una bionda idealista solo per seguire la sua voglia di denaro.
Ma è con Coffy che ottiene la fama.
Il film, nuovamente diretto da Jack Hill, è un prodotto tipico blaxploitation, genere tipicamente riservato agli afro americani che erano la stragrande maggioranza del pubblico di queste pellicole.
La storia della splendida infermiera Coffy, che non esita davanti a nulla pur di vendicare la sorella morta per un’overdose di eroina, conquista non solo il pubblico tipico del blaxploitation, ma la rivela attrice completa e le consegna fama internazionale.

Nel film The arena, in italiano La rivolta delle gladiatrici
Il fisico prorompente, la bellezza selvaggia e le buone doti di recitazione ne fanno un’attrice di ottimo livello e nel 1974 il quasi esordiente Steve Carver la chiama per The arena, un peplum americano che racconta le vicissitudini di Bodicia, sacerdossa dei galli, bionda e bellissima, catturata nel raid in terra francese e di Manawi, ballerina colored che vengono quindi ad incontrarsi in catene nella città romana di Brindisi.
Qui le donne, assieme alle sventurate compagne di prigionia, vengono utilizzate come compagne occasionali dei gladiatori impegnati nei loro cruenti combattimenti o anche come divertimento notturno dei loro carcerieri
Il ruolo di Manawi le calza a pennello e la Grier ingaggia anche un duello di bellezza con la bionda e staturia Margaret Markov che interpreta Bodicia.
Ancora nel 1974 ritorna a lavorare con Hill in Foxy Brown, storia di una donna che vuol vendicare la morte del suo uomo; ormai Pam è una star del blaxploitation e i ruoli in questo particolare genere le risultano congeniali oltre che molto amati dal pubblico afro-americano.
La troviamo infatti sul set di Assassinio all’aeroporto (Friday Foster) di Arthur Marks, film nel quale lavora anche la celebre cantante di colore Eartha Kitt, in Bucktown accanto a Fred Williamson sempre per la regia di Marks e infine in Drum, l’ultimo mandingo (1976), film nato sulla scia del grande successo di Mandingo di Richard Fleischer, uscito l’anno prima e che aveva riscosso un gran successo in tutto il mondo. La trama di Drum ricalca in qualche modo quella del film di Richard Fleischer…
The big doll house
Nel 1977 il compianto Luigi Scattini recluta Pam Grier per il suo La notte dell’alta marea; è un film debole, non all’altezza delle precedenti opere del maestro e Pam, che interpreta Sandra in pratica ha un ruolo molto piccolo.
Subito dopo aver lavorato in Il circuito della paura (Greased Lightning) di Michael Schultz accanto alla star Richard Pryor, un film che narra la storia vera di Wendell Scott primo campione di colore di corse racing per auto Pam esordisce in tv con la celebre serie Radici, diretta da Sydney A. Glass e tratta dal best sellers di Alex Haley. Si tratta di una scelta importante, perchè la ora trentenne attrice di colore sente la brutta aria che si respira attorno al cinema e sopratutto avverte il calo di interesse per i due generi per i quali è diventata famosa ovvero il WIP e la blaxploitation.
Gli anni 80 per lei iniziano infatti all’insegna delle sit com e all’insegna dello straordinario successo di Love boat, che era già in programmazione dal 1977 e che chiuderà i battenti dopo un decennio fortunatissimo nel 1986.
Nel 1981 torna al cinema con un film decisamente bello diretto da Daniel Petrie, Bronx 41 distretto di polizia (Fort Apache the Bronx) accanto alla star Paul Newman poi due anni di tregua; ritorna sugli schermi nel 1983 con Il duro più duro di Fleischer accanto a Dennis Quaid per un film ambientato nel mondo della boxe.
La situazione artistica della Grier è in un punto quasi fermo; la fama e la notorietà le sono arrivate principalmente perchè ha saputo coniugare alla perfezione le doti fisiche e di bellezza con dei ruoli di donna dura e determinata tipici dei generi in cui è diventata una star, ma il tempo ovviamente sta passando e la concomitante crisi del cinema riduce al lumicino le parti da interpretare.
Infatti nei successivi tre anni la Grier lavora per il cinema in sole due pellicole, The Vindicator (1986) di Jean-Claude Lord e in Sogni di gloria, sempre dell’86 di Nilsson.
Ma il suo è un volto noto, gli spettatori americani le sono affezionati, anche perchè Pam non è una donna che dia scandali, è simpatica e disponibile così la troviamo in tv in due serie fortunatissime, Giudice di notte che inizata nel 1984 andrà in onda fino al 1992 e nella fortunatissima sit com I Robinson.
Nonostante nel 1988 le venga diagnosticato un cancro con la concreta possibilità di non vivere più di due anni, la Grier reagisce con grinta, simile ad uno dei personaggi che ha intepretato nella carriera. E’ una battaglia che vince, ma la vita la prova ancora quando nel 1990 muore sua sorella anche lei ammalata di cancro e perde il figlio della stessa suicida, incapace di accettare la morte della madre.

L’attrice in un episodio della serie Tv Miami Vice
Nonostante queste terribili storie personali, l’attrice lavora con determinazione: in un’intervista del 2006 ha detto:
“Non posso parlare di me. Non ci riesco proprio. So che ho influenzato la gente, e sono orgogliosa di questo. Ma come la vedo io, davvero non ho fatto niente di speciale.Non ho salvato nessuno da un edificio in fiamme. La vera Foxy Brown mi ha avvicinato all’inizio della sua carriera per chiedermi se poteva usare il nome. Le ho detto, ‘Non hai bisogno di chiedere.’ Se sei una donna indipendente, ogni donna è Foxy Brown. – L’Atlanta Journal-Constitution, 7 Gennaio 2006”
Parole di una donna intelligente e volitiva.
Nel 1988 è accanto al quasi sconosciuto Seagal in Nico, poi è sul set di Uccidete la colomba bianca accanto a Gene Hackman; è l’inizio di una nuova era per l’attrice di colore, contrassegnata da una serie impressionante di partecipazioni a serie tv come Crime Story (nella quale lavorerà per due anni), Midnight Caller, la celebre Miami vice, e poi ancora California, Monsters,Pacific Station,The Sinbad Show,Willy, il principe di Bel Air ….
Non trascura naturalmente il cinema.
E paradossalmente lavora in film di notevole qualità, ben distanti da quelli discreti ma legati al genere blaxploitation degli inizi carriera; in pochi anni la troviamo in film come Classe 1999 (1990) di Mark L. Lester, in Un mitico viaggio (1991) di Peter Hewitt, in Posse – la leggenda di Jessie Lee (1993) di Mario Van Peebles e in Fuga da Los Angeles (1996), sequel del fortunatissimo ( e bellissimo) 1997: fuga da New York sempre diretto da John Carpenter e interpretato ancora una volta da Kurt Russell, il mitico Iena Plissken.
Con Carpenter lavorerà ancora nel 2001, quando il regista la chiamerà per interpretare il ruolo di Helena Braddock in Fantasmi da Marte; ma nel frattempo ha lavorato con Quentin Tarantino in Jackie Brown (1997), un film scritto su misura per lei dal talentuoso regista di Pulp fiction e in Mars attacks! di Tim Burton.
Un salto di qualità notevole, che testimonia la sua bravura nonostante non abbia più il fisico della pin up.
Ma quando sai recitare e sopratutto quando sei la beniamina del pubblico i ruoli arrivano.
Così negli ultimi 15 anni la Grier non ha mai smesso di lavorare, comparendo in qualche film di buon successo come Bones (2001) di Ernest R. Dickerson,nel discutibile Pluto Nash (2002) accanto a Eddie Murphy e in altri lavori.
Ma la sua vera passione è rimasta la recitazione televisiva che l’ha resa ancor più popolare: emblematiche le partecipazioni a importanti serial come Justice League,Law & Order: Special Victims Unit,Caccia al killer prima dello straordinario successo di una delle serie più innovative della Tv, L-world in cui ha interpretato Kit Porter sorella della protagonista Jennifer Beals.
Questo serial, andato in onda per sei stagioni, ha raccontato storie politicamente scorrette di donne lesbiche, affrontandone i problemi e le difficoltà quotidiane; lei ha partecipato con la sua carica enorme di simpatia diventando un punto fisso del serial stesso.

Con Eddie Murphy in Pluto nash…
Quest’anno l’attrice è ancora sulla breccia, nel film L’amore all’improvviso – Larry Crowne di Tom Hanks accanto all’attore che è anche regista del film e accanto alla star Julia Roberts. E poichè la vita inizia a sessant’anni, eccola contemporaneamente sul piccolo schermo nel serial Smallville e reduce dall’impegno in Mafia, un altro serial sul quale tutti giurano.
Ne ha fatta di strada la ragazza di colore che incantava con la sua bellezza e le sue forme, tanto da essere inserita fra le 100 donne più affascinanti del XX secolo….
Oggi è ancora una donna iperattiva, che divide il suo tempo fra cinema e tv; dopo 40 anni di carriera non sente la necessità di fermarsi. E se lo fa è per dedicarsi alla sua fattoria, come racconta:
” Molti dicono: ‘deve essere pazza, lei è un eremita, vive lontana dalla città, guida un camioncino su una strada sterrata, qualcosa deve essere sbagliato in lei. Non può essere afro-americana,”

Pam Grier nel film Sheeba baby
Jackie Brown
Fort Apache the Bronx
Women in cage
Nel serial Tv Smallville
Scream Blacula Scream
Rimbalzi d’amore
Pam Grier nella celebre serie Tv Law and Order
L’amore all’improvviso
La fortezza
Fuga da Los Angeles
Foxy Brown
Above the law
Tre signore e una grande impresa
2011 L’amore all’improvviso – Larry Crowne
2010 Rimbalzi d’amore
2010 Smallville (TV series)
2010 The Invited
2004-2009 The L Word (TV series)
2008 Tre signore e una grande impresa (TV movie)
2005 Bad Girls Behind Bars
2005 Back in the Day
2003 Caccia al killer (TV movie)
2002-2003 Law & Order: Special Victims Unit (TV series)
2002 Justice League (TV series)
2002 Night Visions (TV series)
2002 Pluto Nash
2002 Baby of the Family
2001 Feast of All Saints (TV movie)
2001 Bones
2001 Strange Frequency (TV serie
2001 Fantasmi da Marte
2001 Love the Hard Way
2001 3 A.M.
2000 Wilder
2000 Hayley Wagner, Star (TV movie)
2000 La fortezza: segregati nello spazio
2000 Snow Day
1999 Linc’s (TV series)
1999 Tris di cuori (TV series)
1999 Happily Ever After: Fairy Tales for Every Child (TV serie)
1999 Holy Smoke – Fuoco sacro
1999 La famiglia della giungla (TV serie)
1999 No Tomorrow
1999 Ricominciare ad amare (TV movie)
1999 Amiche cattive
1998 MADtv (TV series)
1998 Pinky and the Brain (TV serie)
1997 Jackie Brown
1997 Strip Search
1996 Mars Attacks!
1996 The Wayans Bros. (TV serie)
1996 Sparks (TV serie)
1996 Fuga da Los Angeles
1996 Sfida finale
1995 Serial Killer (video)
1995 Marshal (TV serie)
1994 Willy, il principe di Bel Air (TV serie)
1994 The Sinbad Show (TV serie)
1993 Posse – la leggenda di Jessie Lee
1992 A Mother’s Right: The Elizabeth Morgan Story (TV movie)
1992 Pacific Station (TV serie)
1991 Un mitico viaggio
1991 Monsters (TV serie)
1990 California (TV serie)
1990 Classe 1999
1985-1990 Miami Vice (TV serie)
1989 Uccidete la colomba bianca
1989 Midnight Caller (TV serie)
1986-1988 Crime Story (TV serie)
1988 Nico
1988 Frank’s Place (TV serie)
1987 Una notte da ricordare
1987 I Robinson (TV serie)
1986 Giudice di notte (TV serie)
1986 Sogni di gloria
1986 The Vindicator
1985 Badge of the Assassin (TV movie)
1985 Stand Alone
1983 Qualcosa di sinistro sta per accadere
1983 Il duro più duro
1981 Bronx 41 distretto di polizia
1980 Love Boat (TV serie)
1979 Radici (TV mini-serie)
1977 Il circuito della paura
1977 La notte dell’alta marea
1976 Drum, l’ultimo mandingo
1975 Assassinio all’aeroporto
1975 Bucktown
1975 ‘Sheba, Baby’
1974 Foxy Brown
1974 La rivolta delle gladiatrici
1973 Scream Blacula Scream
1973 Coffy
1973 Donne in catene
1973 Il crepuscolo della scienza
1972/I Hit Man
1972 The Big Bird Cage
1972 I diamanti sono pericolosi
1971 Rivelazioni di un’evasa da un carcere femminile
1971 Sesso in gabbia
1970 Lungo la valle delle bambole
Soledad Miranda
La mattina del 18 agosto 1970 José Manuel Simões guidava la sua auto sulla Costa del sol, nel tratto che conduce da Estoril a Lisbona; accanto a lui c’era sua moglie Soledad Rendón Bueno, che il pubblico cinematografico conosceva come Soledad Miranda, attrice bellissima e amata, in procinto di dare una svolta alla sua carriera.
Ha 27 anni la bella Soledad e fino a quel momento ha interpretato 31 film e 3 sceneggiati tv.

La sua prima vera apparizione nel film Ursus
Si appresta a firmare un contratto che la deve lanciare finalmente in America, sopratutto in quella latina dove la sua bellezza e quei tratti tipicamente mediterranei le possono assicurare quel successo che ha ma solo in patria e in Europa.
Artur Brauner, il suo produttore, è stato chiaro con lei; la trasformerà in una diva internazionale, allontanandola temporaneamente (o forse per sempre) da quel cinema a sfondo erotico che ormai è ddiventata la costante della sua carriera, da quando cioè ha conosciuto Jesus Franco, il regista che l’ha lanciata definitvamente in pellicole morbose, come il celebre Vampiros lesbos.
Lei si fa chiamare Susan Korda, perchè non vuole che il suo nome sia legato ai film erotici che sta interpretando: non dimentichiamo che in Spagna siamo in pieno franchismo e che la censura fortissima che opera nel paese in pratica le impedisce qualsiasi visibilità.
I film di Franco infatti, se circolano, lo fanno solo con pesantissimi tagli.
José Manuel Simões quindi accompagna sua moglie all’appuntamento.
Con loro non c’è il piccolo Antonio, nato dal matrimonio.
Sulla strada un piccolo camioncino sbanda e travolge l’auto dei due coniugi; le conseguenze sono terrificanti per Soledad che riporta gravi fratture al cranio e della colonna vertebrale, mentre suo marito ha solo poche escoriazioni.
Viene trasportata di corsa nell’ospedale San José di Lisbona, ma le sue condizioni appaiono disperate; poche ore dopo senza mai uscire dal coma la giovane attrice muore.
Soledad era nata a Siviglia in Andalusia il 9 luglio del 1943.
Nipote della famosa cantante spagnola, attrice e ballerina di flamenco Paquita Rico, era figlia di una famiglia numerosa che contava oltre lei altri cinque figli.

Una Venere senza nome per l’ispettore Forrester
Le difficoltà economiche spinsero la piccola Soledad a lavorare fin dalla tenera età come ballerina a San Fernando di Siviglia per poi andare in tour per la Spagna; a sedici anni si trasferisce a Madrid, sempre continuando la sua breve carriera di ballerina.
Nel 1960 avviene il suo esordio cinematografico; a chiamarla sul set è il regista Jesus Franco che la dirige nel film La reina del tabarin; il film è un musical e la parte di Soledad è molto breve tant’è che l’attrice non figura tra i crediti del film stesso.
Ha tuttavia modo di mettersi in luce nel 1961 con il film Ursus, diretto dal regista Carlo Campogalliani; lei ha il ruolo di Iside in un peplum ben fatto nel quale compaiono le star del genere Moira Orfei e Mariangela Giordano. La sua bellezza così mediterranea, così selvaggia non passa inosservata e nello stesso anno interpreta il film di José María Elorrieta Cancion de cuna.
Fino al 1966 l’attrice lavora in pellicole destinate al mercato spagnolo, tra le quali possiamo segnalare Eva 63 , La bella Mimí (un altro musical) e I leoni di Castiglia diretto da Javier Setó con la partecipazione di Fernando Rey e Alida Valli.
L’anno più importante per lei è il 1966; Soledad ha soli 16 anni, è bellissima e ha iniziato ad avere una certa fama nel mondo cinematografico. Conosce José Manuel Simões da Conceição un pilota di auto da corsa di origini portoghesi e lo sposa mentre nel frattempo lavora all’horror Prigionieri dell’orrore, film diretto da José Antonio Nieves Conde nel quale divide la scena con la bellissima Ingrid Pitt.

Una curiosa espressione di Soledad in La familia y… uno más
Nel 1967 nasce suo figlio Antonio e contemporaneamente lavora a due film di buona rilevanza internazionale; il primo è Avventure e gli amori di Miguel Cervantes diretto da Vincent Sherman con Horst Buchholz nel ruolo del grande Cervantes e al fianco di Gina Lollobrigida, José Ferrer, Fernando Rey e Francisco Rabal mentre il secondo è il western Sugar Colt di Franco Giraldi.
Un periodo decisamente fortunato, questo, sia dal punto di vista professionale che da quello umano.
Suo marito lascia le corse dietro sua insistenza, pur restando nel campo automobilistico e lei si dedica alla tv per la quale gira prodotti come Lola la piconera ,La última moda e Estudio amueblado 2.P.

Soledad nel film Eugenie De Sade
Il successo, quello vero, lo conosce grazie al suo mentore Jesus Franco che ormai sta facendosi una grande fama come regista di film horror. Sua è la parte di Anna nel film Sangre en la noche, conosciuto all’estero con i titoli di Les cauchemars naissent la nuit (Francia) e Nightmares Come at Night Usa e Europa)
Il film contiene scene di nudo, assolutamente vietate in Spagna e Soledad sceglie di cambiare il suo nome in Susan Korda, almeno per la distribuzione spagnola; scene che l’attrice aveva già girato nel film El Verdugo (1969) accanto a Burt Reynolds e Raquel Welch. Nel film la sua selvaggia bellezza non aveva certo lasciato indifferenti gli spettatori che da quel momento la elessero a personale culto.
A ben guardare il vero segreto di Soledad era proprio il suo volto così particolare; l’attrice non era molto alta, appena un metro e sessantacinque e non aveva un fisico esplosivo. Tuttavia da lei emanava una specie di magnetismo fortissimo che sarebbe stato esaltato proprio da Jesus Franco nel film più famoso di Soledad, Vampyros lesbos.
Nel 1970 Jesus Franco gira la sua versione di Dracula, il leggendario vampiro creato da Bram Stoker; nel ruolo del principe della notte il regista chiama Christopher Lee mentre a Soledad è riservato quello di Lucy Westenra, la bella vampirizzata dal conte che la trasforma in una letale vampira.
Il legame tra i due diventa più simbiotico e la bella Soledad recita nel film successivo di Jess, Una Venere senza nome per l’ispettore Forrester conosciuto in Spagna come El diablo que vino de Akasawa e internazionalmente come The Devil Came from Akasava.Il film è un giallo di stampo spionistico e Soledad interpreta il ruolo di Jane Morgan, un’agente segreto che dovrà affiancare un collega per scoprire cos’è accaduto ad un prezioso minerale.
I tempi sono maturi per avere finalmente un ruolo di primo piano e Jess Franco le affida quello della contessa Oskudar nel celebre Vampyros lesbos; è il film che crea il mito di Soledad anche se limitatamente ad un genere cinematografico amato molto dal pubblico e molto poco dalla critica.
Soledad è perfetta nel ruolo della contessa vampira, altera e aristocratica, bellissima eppure freddissima: consegna al cinema un ritratto indelebile che diverrà nel corso degli anni successivi un cult assoluto per gli amanti dell’horror.
Nello stesso anno Franco la dirige in She Killed in Ecstasy e successivamente in Eugenie De Sade, che sarà l’ultimo film interpretato dall’attrice andalusa prima della sua tragica scomparsa e che uscirà più tardi con il ttolo di De Sade 2000.
Siamo nel 1970 e come raccontato Soledad si apprestava a essere lanciata sul mercato internazionale; con ogni probabilità, l’attrice avrebbe avuto quanto meno la maniera di farsi conoscere da una platea non più ristretta a quella spagnola o a quella degli amanti del genere horror e del cinema di Jesus Franco.
Viceversa, il destino decise altrimenti e per caso anche quello di Franco cambiò radicalmente poco dopo; il regista infatti scelse di aumentare la dose di erotismo nei film arrivando in seguito ad un cinema di stampo prettamente pornografico nel quale la nuova musa era la sua compagna di vita Lina Romay.
Per Soledad il destino decise altrimenti, consegnandola giovanissima al culto. I pochi film interpretati infatti ebbero sempre maggior fama e oggi la bella andalusa ha un gruppo di fans che probabilmente non ebbe quando era viva.
Ha detto di lei Jesus Franco: “Lei ha effettivamente suscitato un’enorme impressione su di me e , nel corso degli anni è divenuta una figura quasi mitica. Morì in un incidente stradale pochi giorni prima che firmasse un contratto con un produttore che l’avrebbe trasformata in una star in Europa. Soledad Miranda era molto spontanea. Una zingara. Non aveva cultura ma un istinto primitivo. Una mente molto chiara e intelligente. Era una donna che amava galleggiare attraverso la vita. Era molto sentimentale e molto carnale allo stesso tempo.”

Estudio amueblado 2.P. (film per la Tv)
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Soledad nel film Lola la piconera
La sua collega Ingrid Pitt la ricordava con queste parole :”Da quello che ricordo era una persona divertente anche se a volte poteva essere un po’ capricciosa, ma poi in fondo chi non lo è .Abbiamo condiviso l’ interesse per il Flamenco e abiamo assistito assieme a un paio di spettacoli. Sul set era molto professionale e la fotocamera le piaceva Lei stava imparando a parlare inglese, allo stesso tempo io stavo lottando per perfezionare il mio spagnolo e ci siamo aiutate un pò. Penso che abbiamo lavorato insieme molto bene, ma non ho avuto modo di conoscerla in maniera profonda. Oltre il film, non avevamo rapporti di amicizia e da allora non l’ho rivista più.”
Es mi hombre
Eva 63
Il conte Dracula
Currito de la cruz
Les cauchemars naissent la nuit
Pyro
She killed in ecstasy
The sound of horror
Vampiros lesbos
1974 De Sade 2000 (Eugenie De Sade, girato nel 1970)
1971 Sie tötete in Ekstase
1971 Vampiros lesbos
1971 Una Venere senza nome per l’ispettore Forrester
1970 Il conte Dracula
1970 Les cauchemars naissent la nuit
1969 Estudio amueblado 2.P.
1969 Soltera y madre en la vida
1969 La última moda (TV movie)
1969 El Verdugo
1969 Estudio 1 (TV series)
1969 Lola la piconera (TV movie)
1968 …e venne l’ora della vendetta (non accreditata)
1967 Sugar Colt
1967 Avventure e gli amori di Miguel Cervantes
1966 Prigionieri dell’orrore
1966 ¡Es mi hombre!
1965 La familia y… uno más
1965 Currito de la Cruz
1964 Fin de semana
1964 A Canção da Saudade
1964 Fuego
1964 Los gatos negros
1964 Playa de Formentor
1963 Bochorno
1963 I leoni di Castiglia
1963 La bella Mimí
1963 Las hijas de Helena
1963 Cuatro bodas y pico
1963 Eva 63
1961 Canción de cuna
1961 Ursus
1960 La reina del Tabarín
Michele Mercier
“La gente non parla dei mei 50 film, ma solo del personaggio di Angelica; la differenza tra lei e me è che io non ho avuto nella vita un Joffrey De Peyrac”
Sono le parole venate di malinconia di Jocelyne Yvonne Renée Mercier, in arte Michele Mercier, l’attrice diventata un culto per 5 film interpretati a cavallo tra il 1964 e il 1968 con protagonista Angelica Marchesa degli angeli, un personaggio creato dai coniugi Anne e Serge Golon che le dedicarono ben 13 romanzi dei quali 5 portati sullo schermo proprio dalla bellissima Mercier.

Il celebre fotogramma tratto dal primo film basato sulle avventure di Angelica (Marchesa degli Angeli)

Il secondo film dedicato all’eroina: Angelica alla corte del re
Nata a Nizza il 1 gennaio del 1939, figlia di un farmacista, Michele sin da piccola sognava le luci della ribalta anche se limitatamente alla sua passione, la danza. Voleva diventare una ballerina e nonostante l’atteggiamento poco convinto del padre, brigò tanto da riuscire ad avere il suo primo tutu; e alla fine la spuntò mettendo in mostra forti doti caratteriali che la portarono a calcare le scene del Teatro dell’Opera di Nizza, a lavorare niente meno che con la compagnia di Roland Petit. Ma il destino aveva in serbo un’altra strada per Michele. La ragazza seguiva corsi di recitazione e diventava ogni giorno più bella e affascinante tanto da essere notata dai produttori cinematografici. La prima mossa che fece fu cambiare i suoi lunghissimi nomi in un sintetico Michele, in omaggio all’attrice Michele Morgan interprete di celebri film come Porto delle nebbie (accanto a Gabin) e recentemente ricomparsa sugli schermi nel film di Tornatore Stanno tutti bene. Così Jocelyne Yvonne Renée diventa Michele ed esordisce nel cinema con una piccola parte in Delitto sulla Costa Azzurra diretto da Denys de La Patellière accanto proprio all’attrice della quale ha scelto di condividere il nome, Michele Morgan.

Il quarto capitolo, L’indomabile Angelica
Siamo nel 1957 e la diciottenne Mercier è già molto bella; una bellezza acerba ma sensuale. Per qualche anno la Mercier vivacchia con film di buon calibro come Donnez-moi ma chance di Léonide Moguy o come Angelica ragazza jet di Géza von Radványi accanto alla giovane ma già famosissima Romy Schneider. Un’attrice, la Schneider che ebbe un percorso cinematografico molto simile a quello di Michele. Anch’essa infatti rimase a lungo prigioniera del planetario successo del personaggio della Principessa Sissi, da lei interpretato in una serie di film che la resero popolarissima ma che la rinchiusero in un guscio dorato dal quale la brava attrice riuscì ad affrancarsi solo dopo molti anni.

Michele Mercier in Il mestiere più antico del mondo
Nel 1960 la Mercier lavora in un film italiano, Le notti di Lucrezia Borgia diretto da Sergio Grieco per poi approdare sul set di Tirate sul pianista di Francois Truffaut; in questo film lavora accanto a Charles Aznavour ed è protagonista di un’ardita scena di nudo che resterà impressa indelebilmente nella memoria degli spettatori. Tre anni separano ormai la Mercier dalla celebrità; lei si fa le ossa con film di buona fattura come Il giustiziere dei mari (1961) diretto da Paolella, con La baia dei pirati (1961) di John Gilling accanto a Peter Cushing, con Le prigioniere dell’isola del diavolo (1962) ancora diretta da Paolella. Arriviamo così al fatidico 1963, anno in cui il produttore Francesco Cosne si assicura i diritti del personaggio di Angelica. I romanzi di Anne e Serge Golon sono molto popolari e occorre per il film un’attrice che incarni il carattere fiero e indomabile di Angelica di Sancé de Monteloup, Contessa di Peyrac e Marchesa di Plessis-Bellière.
Due celebri fotogrammi tratti da Tirate sul pianista
Iniziano le selezioni e il produttore si trova in grandi difficoltà, perchè la scelta numero uno, la popolarissima Brigitte Bardot rifiuta la parte (salvo pentirsene amaramente in seguito). Anche Catherine Deneuve è inadatta al ruolo: troppo bionda, troppo delicata. Ad una ad una vengono scartate per vari motivi Annette Stroyberg (bella ma praticamente sconosciuta), Jane Fonda, Virna Lisi (che stava lavorando negli Usa). La scelta cade sulla bella attrice di Nizza, che nello stesso anno si è messa in luce in un film molto importante diretto dal grande Mario Bava, I tre volti della paura; lei è protagonista dell’angosciante segmento La telefonata che ha girato accanto alla popolare Lidia Alfonsi. La scelta si rivelerà vincente, perchè Michele riuscirà a dar corpo nell’immaginario collettivo a tutte le qualità che i lettori dei romanzi idealizzavano in un volto nobile e forte, in un carattere determiiato che non si lascia travolgere dalle difficoltà della vita. Michele incarnerà tutto questo, rendendo indissolubile la sua personalità da quella di Angelica finendo però per essere travolta dal suo stesso successo e dalla sua abilità nell’interpretare la Marchesa degli Angeli. Tuttavia Michele questo non lo sa ancora.

Le calde notti di Lady Hamilton
Il successo di Angelica (Marchesa degli Angeli) esplode in maniera travolgente e cancella anche i film che ha interpretato nei due anni precedenti, come Alta infedeltà (diretto da un’equipe composta da Elio Petri, Mario Monicelli, Luciano Salce e Franco Rossi) accanto a star come Nino Manfredi, Monica Vitti (non ancora famosissima) Bernard Blier, come il celebre I mostri di Dino Risi oppure Lo sciacallo di Jean-Pierre Melville. Bernard Borderie, regista del film, è chiamato d’urgenza a preparare il sequel che si intitolerà Angelica alla corte del re. Siamo nel 1965 e la ormai ventiseienne attrice si consacra a livello mondiale come star di prima grandezza. La sua sensualità sembra travolgere lo stesso personaggio che incarna e ormai per tutti e a tutti gli effetti Michele Mercier è ormai Angelica De Peyrac.

Michele Mercier e Jean Gabin in The god’s thunder
In fretta e furia viene girato un terzo capitolo della serie, La meravigliosa Angelica; nel film oltre a lei ci sono Jean Louis Trintignant e Jean Rochefort oltre al nostro Giuliano Gemma. La miscela è sempre la stessa, ormai collaudata; eppure molto velocemente sta arrivando anche il periodo di saturazione per l’eroina indomabile. Nel frattempo la Mercier cerca di affrancarsi dal personaggio che le si è cucito addosso come una seconda pelle interpretando il ruolo di Noelle nel film di Monicelli Casanova 70, nel quale lavora accanto a Marcello Mastroianni per il quale avrà nel futuro parole di ammirazione. E’ un momento molto felice, professionalmente: lavora in Matrimonio alla francese di Denys de La Patellière accanto a Jean Gabin, in L’amante infedele di Christian-Jaque nel quale è nuovamente accanto a Robert Hossein e in Come imparai ad amare le donne di Luciano Salce. Nel 1967 Denys de La Patellière la dirige in L’angelica avventuriera con l’intento di attrarre pubblico giocando con l’aggettivo angelica e il nome della bella eroina interpretata da Michele. Buona parte del pubblico però chiede che l’attrice torni ad interpretare la Marchesa; così Borderie allestisce il cast di L’indomabile Angelicae naturalmente lei è la protagonista assoluta. Il film delude le aspettative, anche perchè il cast è decisamente anonimo e la storia si svolge in mare; Angelica non frequenta più la corte di Francia e non è più la donna che deve difendersi da congiure e gelosie, sembra essersi trasformata in una vittima sacrificale dei biechi desideri di individui loschi. E’ un momento particolare.
La saga di Angelica sembra essere decisamente in fase calante e la Mercier nel frattempo recita in un film ambizioso e pretenzioso come pochi, L’amore attraverso i secoli diretto da un gruppo di registi anche molto bravi come Claude Autant-Lara, Mauro Bolognini,Philippe de Broca,Jean-Luc Godard,Franco Indovina. Il film che si propone di raccontare la storia del meretricio attraverso i secoli è un clamoroso fiasco. Michele è assolutamente inadatta al ruolo affidatole. Non l’aiuta nemmeno la folta capigliatura di un assurdo biondo paglia così come non l’aiuta la debolezza del segmento affidatole, L’era preistorica diretto da Franco Indovina. Nel 1968 arriva il capitolo conclusivo delle avventure di Angelica. Si tratta di Angelica e il gran sultano, film diretto ancora una volta da Bernard Borderie che dopo questo film lavorerà al cinema solo in altri due film prima di dedicarsi alla Tv.
L’ultimo capitolo delle avventure di Angelica: Angelica e il gran Sultano
Il film non è male, ha una buona sceneggiatura ma non riscuote grandissimo successo. Lei è ormai prigioniera del suo ruolo, anche se ha bellezza e fascino da vendere. In pratica siamo di fronte al giro di boa della sua carriera cinematografica, anche se nel 1968 si segnala la sua interpretazione di Emma Lyon Hamilton in Le calde notti di Lady Hamilton, terrificante titolo appioppato dai furbastri distributori italiani al molto più rassicurante e meno trasgressivo titolo originale Lady Hamilton. La storia della giovane contadinotta che scala la società londinese grazie alla sua bellezza richiama in qualche modo il personaggio di Angelica; qui è anche l’amante di Nelson il grande ammiraglio inglese che sconfisse Bonaparte e sicuramente possiamo affermare che la sua bellezza è all’apice.

Le prigioniere dell’isola del diavolo
Ma il cinema crea, distrugge e sopratutto modella ideali di donna che all’atto pratico non hanno nulla in comune con le attrici che interpretano i vari ruoli nei film. Aamaramente confesserà nel suo libro biografia Je ne suis pas Angelique scritto con Henry Jean Servat, “gli uomini non si innamoravano di me ma di Angelica” Un’identificazione con il personaggio, quindi, quasi di simbiosi totale.

Nel film L’angelica avventuriera
La bella attrice finisce così per pagare alla sua stessa fama un tributo molto pesante. I rapporti con gli uomini saranno disastrosi; due matrimoni falliti alle spalle, storie d’amore con persone sbagliate che la illuderanno e in alcuni casi la deruberanno costringendola negli anni 2000 a dire in una malinconica intervista “Sono rovinata,senza soldi: sarò costretta a vendere parte dei miei quadri, i miei mobili, la mia proprietà, i miei gioielli e i costumi di Angelica”

Tornando al cinema, dopo Le calde notti di Lady Hamilton lavora a qualche altro film tra i quali vanno segnalati il graffiante Roma bene di Carlo Lizzani nel quale è un’arrivista moglie di un costruttore sull’orlo del fallimento che ha una relazione saffica con una donna e che tenta disperatamente con le sue arti seduttive di sollevare le sorti economiche del marito e Il richiamo della foresta, tratto dall’omonimo racconto di Jack London e interpretato al fianco di Charlton Heston. Malinconicamente la carriera di Michele si avvia ad una conclusione imprevista e sopratutto poco gloriosa. Ricomparirà saltuariamente in Les femmes du monde, un prodotto televisivo come per il piccolo schermo sono gli altri lavori successivi, Il bello delle donne e Vénus & Apollon (2009), l’ultima sua apparizione in video. L’unico film interpretato da Michele è del 1998; si tratta di La rumberadiretto da Pietro Vivarelli, un film passato totalmente inosservato.
Il cinema ha dato molto a Michele. Le ha dato una fama quasi immortale grazie al personaggio di Angelica, ma le ha anche pesantemente condizionato la vita. Il privato dell’attrice ha per diventare l’immagine distorta della sua eroina cinematografica. I mille amori di Angelica sono stati anche i mille amori di Michele Mercier. Amori non cercati, come quello con lo Scià di Persia che la ricopri di gioielli per poi tentare di violentarla (come il suo emulo nel film, il Gran Sultano), come quello con Claude Bourillot con cui visse una dozzina d’anni e che fuggì con tutti i suoi gioielli. E anche disavventure economiche, come quella che la travolse nel 1999 in seguito a sciagurate operazioni commerciali che la lasciarono sul lastrico.
Amore, fortuna e fama. Ma anche solitudine, amarezze e una carriera che non decollò mai veramente. “Ho capito che Angelica non mi può fare più fare male, quindi ho imparato a considerarla come una sorellina, con cui ho dovuto vivere mano nella mano” E’ il passaggio più amaro del suo libro, con cui condensa il dualismo con cui ha dovuto convivere per mezzo secolo. Oggi Michele Mercier è una donna dal sorriso un pò triste, in cui l’antica bellezza ha lasciato il posto a quella bellezza degli anni maturi, quella vera e non appariscente. Ma il suo sguardo ha ancora la fierezza della sua “sorellina” Angelica, la Marchesa degli Angeli.

Nel film La rumbera, l’ultima apparizione cinematografica

Con Tony Curtis in Al soldo di tutte le bandiere
Casanova 70
Lo sciacallo
L’incredibile storia di Marta Dubois
Il giovedi
Matrimonio alla francese
Delitto sulla Costa Azzurra
Götz von Berlichingen mit der eisernen Hand
Il giustiziere dei mari
Il richiamo della foresta
Venus et Apollon
Symponie pour un massacre
Retour de manivelle
Pirati della notte
Mademoiselle Ange
Le tonnerre de Dieux
Le notti di Lucrezia Borgia
Le meraviglie di Aladino
Le brune sparano
Jane de Ferchaux
L’amante infedele
La rumbera
La pupa
I nostri mariti
Götz von Berlichingen mit der eisernen Hand
Gli anni ruggenti
Fury at Sumrgless Bay
Frenesia dell’estate
Donnez moi ma chance
Alta infedeltà
Aimez vous Brahms
A global affair
Il cineracconto di Angelica e il Gran Sultano
“Vénus & Apollon” (2009) Serie tv
“Krasnaya kapella” (2004) Serie TV
“Il bello delle donne” (2001) Serie TV
La rumbera (1998)
Jeans Tonic (1984)
Götz von Berlichingen mit der eisernen Hand (1979)
Les femmes du monde (1977) (TV)
Per amore o per forza (1976)
Il richiamo della foresta (1972)
Il vitalizio (1972)
Roma bene (1971)
E venne l’alba… ma tinta di rosso (1971)
L’incredibile storia di Martha Dubois (1971)
Al soldo di tutte le bandiere (1970)
Una vedova tutta d’oro (1969)
Cimitero senza croci (1969)
Le calde notti di Lady Hamilton (1968)
Angelica e il gran sultano (1968)
L’indomabile Angelica (1967)
L’amore attraverso i secoli (1967)
L’Angelica avventuriera (1967)
La pupa (1966)
Come imparai ad amare le donne (1966)
I nostri mariti (1966)
L’amante infedele (1966)
Matrimonio alla francese (1965)
Casanova ’70 (1965)
La meravigliosa Angelica (1965)
Angelica alla corte del re (1965)
Angelica (1964)
Via Veneto (1964)
Amore in quattro dimensioni (1964)
Frenesia dell’estate (1964)
I guai di papà (1964)
Il giovedì (1964)
Alta infedeltà (1964)
I mostri (1963)
Lo sciacallo (1963)
I tre volti della paura (1963)
Sinfonia per un massacro (1963)
Le prigioniere dell’isola del diavolo (1962)
Gli anni ruggenti (1962)
Le meraviglie di Aladino (1961)
Le piace Brahms? (1961)
Le Saint mène la danse (1961)
La baia dei pirati (1961)
Tirate sul pianista (1960)
La brune que voilà (1960)
Le notti di Lucrezia Borgia (1960)
La ligne de mire (1960)
Angelica ragazza jet (1959)
Donnez-moi ma chance (1957)
Delitto sulla Costa Azzurra (1957)









































































































































































































































































































































































































































































































































































