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Murder obsession-Follia omicida

Murder obsession locandina

Mike con la sua donna, Debora, si reca a casa della madre, che abita in una villa.
L’uomo è un attore e dopo qualche giorno viene raggiunto da alcuni suoi colleghi, l’aiuto regista, un suo amico e l’attrice Beverly.

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Ben resto la casa della madre di Mike diventa teatro di un’orgia di sangue; ad uno ad uno tutti i presenti nella villa muoiono assassinati.
L’autore dei crimini sembra essere Mike, che da piccolo, secondo la versione di sua madre, ha ucciso il padre per difenderla.
Ma è così?

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Anita Strindberg è Glenda

Ultimo film di Riccardo Freda, girato nel 1980, Murder obsession-Follia omicida è un thriller fuori tempo massimo.
Il genere era ormai completamente abbandonato da tutti, anche per la concomitante crisi del cinema.
E Murder obsession, per stessa ammissione di Freda “Era una merda, girato senza soldi e con attori scarsi“; aldilà della pittoresca valutazione del regista, autore in passato di altri thriller, come Estratto dagli archivi segreti della polizia di una capitale europea, L’iguana dalla lingua di fuoco e di A doppia faccia, e con alle spalle una più che dignitosa carriera iniziata nel lontano 1942 con Don Cesare di Bazan, il film non presenta meriti particolari per svariati motivi.

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Il primo dei quali, fondamentale, è legato alla sceneggiatura di basso livello imbastita da Antonio Cesare Corti, riportata sullo schermo con fiacchezza dal regista, che pure aveva un notevole cast a disposizione.
Ma proprio la trama scadente, la mancanza di effetti speciali di livello perlomeno decenti portano il film a franare clamorosamente sin dall’inizio.

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Laura Gemser

In bilico tra thriller gotico, film psicanalitico e horror con connotazioni soprannaturali, Murder obsession scivola più volte anche per la scarsa volontà degli attori, quasi increduli di dover recitare in una pellicola così mal composta.
Pure i presupposti per una buona riuscita c’erano tutti; il cast infatti presentava attrici dall’ottimo passato, come Silvia Dionisio, Laura Gemser, Anita Strindberg e Martine Brochard.
Il problema alla fine si rivela proprio questo; poco supportate dalla trama, le pur volenterose attrici mostrano tutti i limiti derivanti dalle situazioni particolari di ognuna di loro.

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Silvia Dionisio

La Strindberg, palesemente invecchiata, con i tratti del volto scavati e marcati, non riesce a trasmettere nulla dell’ambiguo personaggio di Glenda, la madre del protagonista Mike; Martine Brochard, che aveva all’attivo solo il thriller di mediocre fattura Gatti rossi in un labirinto di vetro sembra spaesata, così come sembra spaesata, in misura maggiore, la bellissima Silvia Dionisio, protagonista di una scena rimasta famosa, la corsa disperata di notte fra rovi e cespugli, a seno nudo, in una sequenza che sembra sospesa tra incubo e realtà.
La Dionisio, che interpreta la donna di Mike, Deborah, è anch’essa alla sua ultima apparizione cinematografica.
Appare apatica, svogliata, quasi avesse accettato la parte per obbligo; Laura Gemser, che nel film è Beverly (Beryl) fa quello che sa fare, ovvero pochino, risultando però alla fine forse la più credibile del mazzo.

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Assolutamente fuori ruolo Stefano Patrizi nel ruolo di Mike Stanford, che avrebbe richiesto ben altro spessore e pathos recitativo.
Il risultato è quindi un ‘opera incolore, una partitura completamente scordata e stonata, in cui tutti sembrano dover assolvere in fretta al loro compito.
Così si comprende la delusione di Freda, che ebbe davvero il suo daffare per assemblare un prodotto che potesse uscire sugli schermi, senza rischiare una solenne stroncatura.
Cosa che purtroppo avvenne e a giusta ragione.

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Tutto quello che rimane del progetto di contaminazione tra gotico e thriller psicanalitico è un nulla desolante; a parte la Gemser, che in pratica è nuda in tutte le sequenze che la vedono coinvolta, il resto del film si segnala solo proprio per le scene scabrose, invero limitate solo a parziali nudità delle citate Dionisio, Brochard e Strindberg, quest’ultima ripresa con luci molto soffuse, vista l’impietosa decadenza del suo corpo.

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Martine Brochard

Film relegato in un angolino, prova finale di un regista molto amato ma che chiuse la sua carriera in maniera davvero poco gloriosa.
Murder obsession Follia omicida, un film di Riccardo Freda, con Stefano Patrizi, Martine Brochard, Silvia Dionisio, Henri Garcin, Laura Gemser, John Richardson, Anita Strindberg, Fabrizio Moroni Thriller Italia 1980

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Murder obsession banner personaggi

Stefano Patrizi     …     Michael Stanford
Martine Brochard    …     Shirley
Henri Garcin    …     Hans Schwartz
Laura Gemser    …     Beryl
John Richardson    …     Oliver
Anita Strindberg    …     Glenda
Silvia Dionisio    …     Deborah

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Regia Riccardo Freda
Soggetto Antonio Cesare Corti, Fabio Piccioni
Sceneggiatura Antonio Cesare Corti, Riccardo Freda, Fabio Piccioni
Produttore Enzo Boetani, Giuseppe Collura, Simon Mizrahi
Casa di produzione Dionysio Cinematografica, Société Nouvelle Cinévog
Fotografia Cristiano Pogany
Montaggio Riccardo Freda
Effetti speciali Angelo Mattei
Musiche Franco Mannino
Scenografia Giorgio Desideri
Costumi Giorgio Desideri
Trucco Sergio Angeloni, Lamberto Marini

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Follia omicida locandina 1

 

maggio 23, 2010 Posted by | Thriller | , , , , , , , | Lascia un commento

I corpi presentano tracce di violenza carnale

I corpi presentano tracce di violenza locandina

In uno scenario tranquillo,la verde e silenziosa Umbria,si muove un serial killer crudele e implacabile. A Perugia,vengono uccisi due giovani,un ragazzo e la sua ragazza;sono entrambi studenti dell’università della città.Passa poco tempo e vengono ritrovati altri due corpi,quello di un’altra ragazza e quello di un venditore ambulante,che ha venduto un foulard alla prima vittima,e che quindi potrebbe essere l’anello di congiunzione per arrivare al misterioso assassino.

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Patrizia Adiutori, Florence

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Daniela,che conosceva le vittime,su consiglio di un parente,decide di lasciare di soppiatto la città in compagnia di tre sue amiche,Ursula,Janet e Katia;le quattro ragazze si rifugiano quindi in una villa isolata;ma la decisione si rivela fatale.

Il misterioso assassino,infatti,riesce ad individuare il nascondiglio,e dopo aver ucciso il ragazzo di Daniela e un’occasionale guardone,penetra nella casa,dove uccide in rapida successione Ursula,Janet e Katia;per Daniela sembra finita,ma c’è il colpo di scena finale.

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L’assassino viene fermato provvidenzialmente da un dottore amico di Janet.

I corpi presentano tracce di violenza carnale, aldilà del titolo ammiccante, è un buon film che si inserisce nel florido filone dei cosiddetti thriller erotici,nati all’indomani del clamoroso successo di L’uccello dalle piume di cristallo,di Dario Argento. la miscela è sapiente e ben studiata;un assassino,belle donne,e trame spesso abbastanza complesse.

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Angela Covello

Sergio Martino,il regista,mescola da par suo questi ingredienti e ottiene un film che scorre bene,sospeso nell’angosciante attesa delle mosse del killer,che si rivelerà il solito insospettabile. Scene splatter,con la distruzione dei corpi con un seghetto,rendono il film trucululento quanto basta;c’è anche qualche clamorosa ingenuità,girata con la necessità di mostrare centimetri di epidermide,come nella scena saffica tra due ragazze con l’assassino dietro la grata dell’ascensore,che osserva attraverso la porta d’ingresso aperta!

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Nonostante questi errori,è un buon prodotto,ancora una volta stroncato dai critici,che all’epoca parteggiavano per prodotti stranieri,principalmente americani,dimenticando che spesso proprio i registi americani si ispiravano al cinema nostrano in cerca di novità e modelli da seguire.

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Carla Brait è  Ursula

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Angela Covello
è  Katia


I corpi presentano tracce di violenza carnale, un film di Sergio Martino. Con Luc Merenda, John Richardson, Tina Aumont, Suzy Kendall, Roberto Bisacco, Ernesto Colli, Giorgio Dolfin, Luciano Bartoli, Vincenzo Crocitti, Patrizia Adiutori, Carla Brait, Cristina Airoldi, Angela Covello, Luca Bonicalzi. Genere Giallo, colore 90 minuti. – Produzione Italia 1973.

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I corpi presentano tracce di violenza nammer protagonisti

Suzy Kendall …     Jane
Tina Aumont …     Daniela
Luc Merenda …     Roberto
John Richardson …     Franz
Roberto Bisacco …     Stefano Vanzi
Ernesto Colli …     Gianni Tomasso, venditore di sciarpe
Angela Covello …     Katia
Carla Brait Ursula
Conchita Airoldi …     Carol Peterson
Patrizia Adiutori …     Florence Heineken
Luciano Bartoli …     Ragazzo in motocicletta
Gianni Greco …     Ragazzo in motocicletta
Luciano De Ambrosis …     Ispettore Martino
Enrico Di Marco …     L’idiota del paese
Giorgio Dolfin …     Ragazzo

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Regia:     Sergio Martino
Soggetto:     Ernesto Gastaldi
Sceneggiatura:     Ernesto Gastaldi
Fotografia:     Giancarlo Ferrando
Montaggio:     Eugenio Alabiso
Musiche:     Maurizio De Angelis, Guido De Angelis
Scenografia:     Giantito Burchiellaro
Costumi:     Silvio Laurenzi


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maggio 20, 2008 Posted by | Drammatico | , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti