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Una storia ambigua

Una storia ambigua locandina

La contessa Anna è una donna bella, ricca ma insoddisfatta.
Sposata con Romano Guerrieri, fascista convinto e gerarca fedelissimo del duce, divide il suo tempo fra la noia e il dolce far nulla.
Nella villa di proprietà dei coniugi vive anche la giovane Marisa, figlia della coppia, anch’essa molto insoddisfatta e sopratutto molto viziata.
La ragazza, per ingannare il tempo, non trova niente di meglio da fare che spogliarsi impudicamente sapendo di essere spiata dal giardiniere della villa.

Una storia ambigua 2

In questo teatrino morboso e moralmente degradato si inserisce all’improvviso il giovane Stefano, che arriva nella villa su invito di suo zio Romolo, che spera di procurargli un lavoro nella capitale.
Il giovane ben presto scopre di essere arrivato in un posto simile ad un bordello; infatti sia sua zia Anna, sia sua cugina Marisa, iniziano una lenta opera di seduzione.
E’ sopratutto sua zia Anna a provocarlo in mille modi, arrivando a farsi fotografare nuda pur di eccitare il povero nipote.
Nel frattempo anche Marisa mette in mostra le sue arti da ammaliatrice, spinta sopratutto dallo spirito di emulazione che prova nei confronti della madre.

Tra le due inizia così una competizione sfrenata, il tutto naturalmente all’oscuro di Romolo sempre più indaffarato con la politica e poco attento a quello che accade sotto il suo naso.
Marisa prova nei confronti del cugino sentimenti contrastanti.
Da un lato il ragazzo la attrae, dall’altro la donna è presa anche dai suoi particolari vizi, come la droga e la relazione lesbica con l’amica/amante Titti.
Dopo un lungo tira e molla le cose arrivano alla conclusione; Anna finalmente si concede al giovane Stefano, per poi trattarlo con molta freddezza dopo aver avuto da lui quello che voleva, mentre Marisa gli confessa di essersi innamorata di lui.
Il giovane prende la decisione migliore fuggendo lontano dalla casa dello zio, in cui l’amoralità sembra essere una vera e propria ragione di vita.
Mario Bianchi dirige nel 1986 Una storia ambigua, film scopertamente erotico in cui la trama è essenzialmente scarna, a tutto vantaggio di situazioni scabrose e nudità femminili generosamente esposte.
Le due principali protagoniste, Minnie Minoprio che interpreta la contessa Anna e Beba Balteano, che interpreta l’amorale Marisa sono impegnate in un duello fatto con le natiche e con i seni, il tutto in luogo di un duello recitativo.
Così, mentre sullo schermo si moltiplicano le scene scabrose, il film scorre monotonamente verso la conclusione, tra la noia e gli sbadigli.

Una storia ambigua 3

Beba Balteano

Costruito attorno al successo televisivo di Minnie Minoprio, che di li a poco avrebbe posato per scatti decisamente erotici per una nota rivista solo maschile, Una storia ambigua non ha alcun pregio rimarcabile.
La storia è trita e ritrita, costruita attorno al conflitto madre/figlia risolto come al solito a colpi di amplessi mentre la sceneggiatura rimane piatta e senza lampi.

Mario Bianchi, autore tra l’altro di film come La Cameriera Nera (1976),Chiamate 6969: Taxi Per Signora (1981), Margot La Pupa Della Villa Accanto (1983) e del successivo Riflessi Di Luce (1987) gioca le sue carte solo sul sesso, ammiccando al pubblico voyeur e scontentando ovviamente chi si aspettava un dramma di ben altro taglio.
A peggiorare le cose c’è una Minnie Minoprio decisamente sotto il minimo sindacale recitativo; la soubrette mostra tutti i suoi limiti e sopratutto evidenzia un netto declino fisico (all’epoca del film la Minoprio aveva 44 anni).
A questo Bianchi cerca di porre rimedio utilizzando la macchina da presa da lontano, evitando zoom che avrebbero solo messo in risalto smagliature e cellulite dell’attrice.

La cosa più triste, in questi casi consiste nel dover parlare di questi dettagli da rotocalco rosa; ma davvero c’è ben poco da evidenziare di una pellicola della metà degli anni 80, forse il periodo più buio della storia del cinema italiano.
A voler salvare qualcosa, si può scavare parecchio e valutare pochissimo sopra la sufficienza la fotografia.
Ben poca cosa, ovviamente.

Guardarsi una pellicola per ammirare una buona sala di posa e un discreto operatore fotografico è molto ma molto triste.
Una storia ambigua, un film di Mario Bianchi. Con Minnie Minoprio, Piero Gerlini, Gabriele Cori, Gabriele Gori Commedia erotica, durata 90 min. – Italia 1986

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Minnie Minoprio    …     La Contessa Anna Guerrieri
Gabriele Gori    …     Stefano
Beba Balteano    …     Marisa
Piero Gerlini    …     Romano
Paolo Merosi    …     Spacciatore

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Regia: Mario Bianchi
Sceneggiatura: Piero Regnoli
Musiche: Carlo Mezzano
Editing: Cesare Bianchini 

 

gennaio 14, 2011 Posted by | Erotico | , , | Lascia un commento

Roma bene

Roma bene locandina

Lo squallido mondo che ruota attorno ai salotti della Roma che conta, la Roma bene, visto da Lizzani in questo film del 1971. Uno sguardo cattivo, crudele, sopratutto impietoso.
I vizi e le debolezze, le brutture dei Vip sono l’altra faccia della Roma bene, tratteggiata attraverso una galleria di personaggi assolutamente deprimente, radunata attorno al salotto di Silvia Santi, di origini aristocratiche, moglie di giorgio industriale con le mani in molteplici attività; i due coniugi sono la parte terminale di un iceberg composto, secondo Lizzani, da uomini e donne senza scrupoli o valori morali.

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Nino Manfredi e Enzo Cannavale

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Irene Papas

Come il titolato De Vittis, barone senza denaro che scrocca feste e inviti, e che durante una delle tante festicciole organizzate dalla Santi, la invita a ballare e riesce a rubarle un orecchino, che ingoia, e che sarà costretto poi a “depositare” dopo aver ingurgitato un purgante.
O anche come Nino Rappi, che cerca finanziamenti per una sua impresa e che perciò non esita a servirsi di sua moglie, una donna cinica e furba; Wilma, questo è il suo nome, arrotonda le sue entrate con il lavoro più antico del mondo, ha un’amante donna e anche lei non si fa nessuno scrupolo pur di mantenere il proprio status.

Roma bene 7
Franco Fabrizi, Michele Mercier, Gigi Ballista

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Senta Berger

Non c’è un personaggio che abbia un benchè minimo senso morale, oppure che possa definirsi retto o onesto, in questo serraglio indecoroso.
La stessa Silvia Santi non esita a fingere un rapimento pur di estorcere denaro a suo marito, rapimento organizzato con la complicità dei suoi due figli,Vivi e Lando.
C’è poi Dedè Marescalchi,nobiltà pura, che va a letto con chiunque pur di agevolare gli interessi del marito, che ovviamente è consapevole della cosa e ne trae profitto, c’è Elena Teopulos, che uccide il marito simulando un incidente….

Roma bene 6
Virna Lisi

Agnello sacrificale in mezzo al branco dei lupi, ecco Il commissario Quintilio Tartamella, chiamato dapprima a indagare sullo strano furto dell’orecchino, poi sul finto rapimento e infine sull’assassinio simulato; il cmmissari, cinico e disincantato, verrà a capo di tutti e tre gli enigmi e involontariamente riceverà una promozione; il suo capo infatti, per timore che le vicende suscitino scandalo nel dorato mondo dell’aristocrazia e del mondo degli affari romano, dopo averlo promosso lo trasferirà.

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Senta Berger

Quasi tutti i personaggi della storia, con l’eccezione di Giorgio e del Monsignore, eminenza grigia dall’animo nero, esempio di quel clero affarista e spregiudicato presente purtroppo anch’esso nella melma della Roma bene, periranno in un bagno purificatore, simboleggiato da un avvenimento che porterà i loro destini a confluire nella stessa tragica sorte.
Mentre Rappi morirà d’infarto in seguito a un cocktail di donne, alcool e stress da troppo sport, Silvia, Dedè, Elena e De Vittis e altri moriranno affogati mentre navigano con il loro yacht al largo; infatti tutti si caleranno in acqua, lasciando lo yacht senza nessuno a bordo, scordandosi anche di calare la scaletta prima di tuffarsi.

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Pia Giancaro

Un rogo simbolico, con cui Lizzani fa perire tutti gli osceni personaggi della storia; saranno loro le vittime di un possibile progrom che sia di buon auspicio per una classe sociale migliore.
Ma il fatto che si salvino i due uomini più importanti, il Monsignore e l’industriale, mostra che non c’è speranza; come un serpente a più teste, la buona borghesia ha sempre la possibilità di mordere da un’altra parte.
Lizzani usa le maniere forti, gettando acido solforico ovunque, usando l’accetta per tagliare i profili dei protagonisti;ne viene fuori un ritratto a tinte cupissime, senza speranza di una classe sociale allo sbando morale.
Alle volte l’accanimento è tale da rendere i personaggi troppo caratterizzati; tuttavia è indubbio il valore dell’operazione del film, teso a mostrare l’altro lato della medaglia, ovvero le paludi che si nascondono dietro il dorato mondo della noiltà, dei ricchi parvenue e di coloro che fanno dell’interesse, del denaro e del successo la fonte primaria di interesse.

Roma bene 1

Un film da rivedere, a distanza di quasi quarant’anni, anche per la presenza di un cast sontuoso, che spazia da Virna Lisi a Philippe Leroy, passando per Manfredi, le bellissime Mercier e Senta Berger, tra Gastone Moschin e Irene Papas, Vittorio Caprioli e Ely Galleani, film arricchito anche da una galleria di caratteristi, come Cannavale, Ballista, Tarascio…..
Per una volta sono in disaccordo con il grande Kezich, che scrisse del film:
Molto abile nella ricostruzione naturalistica della cronaca, Lizzani appare meno a suo agio nell’affresco di costume: questo Roma bene sta alla realtà odierna della capitale come La Celestina P.R. stava alla Milano del miracolo economico. Nessuno dei numerosi attori di un cast affollato si conquista una menzione al merito: neppure Nino Manfredi nella parte di un commissario disgustato e ostinato, che dovrebbe rappresentare nel quadro una specie di personaggio positivo

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Philippe Leroy

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Gastone Moschin

Roma bene, un film di Carlo Lizzani. Con Nino Manfredi, Irene Papas, Umberto Orsini, Philippe Leroy, Vittorio Caprioli, Virna Lisi, Michèlle Mercier, Mario Feliciani, Senta Berger, Gastone Moschin, Evi Maltagliati, Vittorio Sanipoli, Carlo Hintermann, Franco Fabrizi, Nora Ricci, Enzo Tarascio, Annabella Incontrera, Enzo Cannavale, Peter Baldwin, George Wang, Gigi Ballista, Giancarlo Badessi, Gigi Rizzi, Carla Mancini, Minnie Minoprio, Dado Crostarosa, Luigi Leoni, Pupo De Luca
Drammatico, durata 113 min. – Italia 1971.

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Senta Berger …      Dede Marescalli
Vittorio Caprioli …     Il barone Maurizio Di Vittis
Franco Fabrizi …     Nino Rappi
Mario Feliciani …     Teo Teopoulos
Philippe Leroy …     Giorgio Santi
Virna Lisi …     Silvia Santi
Nino Manfredi …     Il Commissario Quintilio Tartamella
Michèle Mercier …     Wilma Rappi
Gastone Moschin …     Il monsignore
Umberto Orsini …     Prince Rubio Marescalli
Irene Papas …     Elena Teopoulos
Gigi Ballista …     Vitozzi
Dado Crostarosa …     Lando Santi
Ely Galleani …     Vivi Santi
Annabella Incontrera …     La Lesbica
Evi Maltagliati …     La madre di Elena
Minnie Minoprio …     Minnie
Nora Ricci …     donna Serena
Gigi Rizzi …     Un playboy
Vittorio Sanipoli …     Il Questore
Giancarlo Badessi …     Rossi
Peter Baldwin …     Michele Vismara
Enzo Cannavale …     Tognon
Pia Giancaro …     L’invitata in nude-look
Margaret Rose Keil …     Suzy
Pupo De Luca …     Amante di Dede Marescalli
Enzo Tarascio …     L’avvocato di Elena
Carlo Hinterman …     Secondo avvocato di Elena
Luigi Leoni …     Altro amante di Dede Marescalli

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Regia:     Carlo Lizzani
Soggetto:     Luigi Bruno Di Belmonte
Sceneggiatura:     Luciano Vincenzoni,Nicola Badalucco,Carlo Lizzani
Fotografia:     Giuseppe Ruzzolini,Alfonso Avincola
Montaggio:     Franco Fraticelli,Sergio Fraticelli,Alessandro Gabriele
Effetti speciali:     Italo Cameracanna
Musiche:     Luis Enriquez Bacalov
Scenografia:     Flavio Mogherini,Francesco Pietropolli
Costumi:     Adriana Berselli,Marina De Laurentiis,Rosalba Menichelli

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febbraio 17, 2010 Posted by | Drammatico | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento