Classifica al botteghino 1979
1) Kramer contro Kramer (Kramer vs. Kramer)
regia di Robert Benton
con Dustin Hoffman – Meryl Streep – Jane Alexander – Justin Henry – Howard Duff – George Coe
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2) Qua la mano
regia di Pasquale Festa Campanile
con Enrico Montesano – Adriano Celentano – Philippe Leroy – Renzo Montagnani – Lilli Carati – Mario Carotenuto
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3) Manhattan
regia di Woody Allen
con Woody Allen – Diane Keaton – Mariel Hemingway – Michael Murphy – Anne Byrne – Meryl Streep – Tisa Farrow
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4) Il malato immaginario
regia di Tonino Cervi
con Alberto Sordi – Laura Antonelli – Giuliana De Sio – Stefano Satta Flores – Christian De Sica – Marina Vlady – Bernard Blier – Vittorio Caprioli – Eros Pagni
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5) Apocalypse Now (Apocalipse Now)
regia di Francis Ford Coppola
con Martin Sheen – Marlon Brando – Robert Duvall – Dennis Hopper – Frederic Forrest – Laurence Fishburne – Harrison Ford
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6) Mani di velluto
regia di Castellano e Pipolo
con Adriano Celentano – Eleonora Giorgi – Olga Karlatos – John Sharp – Gina Santercole – Gianni Zurlo
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7) Café Express
regia di Nanni Loy
con Nino Manfredi – Vittorio Caprioli – Adolfo Celi – Vittorio Mezzogiorno – Gigi Reder – Marisa Laurito
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8 ) Io sto con gli ippopotami
regia di Italo Zingarelli
con Bud Spencer – Terence Hill – Joe Bugner
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9) Il campione (The champ)
regia di Franco Zeffirelli
con Jon Voight – Ricky Schroder – Faye Dunaway – Jack Warden – Elisha Cook Jr. – Joan Blondell
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10) Agente 007 – Moonraker
regia di Lewis Gilbert
con Roger Moore – Lois Chiles – Michael Lonsdale – Richard Kiel – Corinne Cléry – Bernard Lee – Desmond Llewelyn – Lois Maxwell
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Classifica oltre la decima posizione
11) Ratataplan
regia di Maurizio Nichetti
con Maurizio Nichetti – Angela Finocchiaro – Edy Angelillo – Roland Topor
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12) La patata bollente
regia di Steno
con Renato Pozzetto – Edwige Fenech – Massimo Ranieri – Massimo Scarpetta – Clara Colosimo
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13) Alien
regia di Ridley Scott
con Tom Skerritt – Sigourney Weaver – John Hurt – Harry Dean Stanton – Ian Holm – Yaphet Kotto
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14) Inferno
Regia di Dario Argento
con Irene Miracle – Leigh McCloskey – Sacha Pitoëff – Eleonora Giorgi – Daria Nicolodi – Alida Valli – Gabriele Lavia
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15) Fuga da Alcatraz (Escape From Alcatraz)
regia di Don Siegel
con Clint Eastwood – Patrick McGoohan – Fred Ward – Roberts Blossom – Jack Thibeau
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16) Il ladrone
regia di Pasquale Festa Campanile
con Enrico Montesano – Edwige Fenech – Bernadette Lafont – Claudio Cassinelli
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17) Rocky 2
regia di Sylvester Stallone
con Sylvester Stallone – Talia Shire – Burt Young – Carl Weathers – Burgess Meredith
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18 ) La luna
regia di Bernardo Bertolucci
con Jill Clayburgh – Matthew Barry – Renato Salvatori – Tomas Milian – Fred Gwynne – Veronica Lazar – Alida Valli – Roberto Benigni – Carlo Verdone – Laura Betti – Enzo Siciliano
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19) Hair
regia di Milos Forman
con John Savage – Treat Williams – Beverly D’Angelo – Annie Golden – Dorsey Wright – Don Dacus – Nicholas Ray
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20) Un sacco bello
regia di Carlo Verdone
con Carlo Verdone – Veronica Miriel – Mario Brega – Renato Scarpa – Isabella Bernardi
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Dal tramonto all’alba
Seth e Richard,due fratelli responsabili di una rapina in cui hanno ucciso 4 ranger e un ostaggio sono in fuga verso il confine con il Messico;si fermano in un grill e poco dopo arriva uno sceriffo.
I due lo uccidono e,dopo aver ucciso anche il proprietario del market,fuggono lasciandosi alle spalle le rovine della costruzione.Arrivati in un motel,i due fratelli si separano temporaneamente;al ritorno Seth trova che Richard ha ucciso anche l’ostaggio che avevano portato con se,una cassiera della banca.
Nel motel si imbattono in una famiglia,l’ex pastore Jacob Fuller e i sue due figli,Kate e Scott;li sequestrano,e approfittando del fatto che la famiglia si muove in camper,si dirigono verso il confine del Messico;sorpassato il confine,Seth obbliga Jacob a fermarsi al Titty Twister,un locale nel quale ha appuntamento,all’alba,con Carlos,un trafficante che in cambio del 30% del bottino assicurerà loro un rifugio.
Il locale è frequentato da camionisti,e all’interno,conturbanti spogliarelliste cantano e ballano per gli avventori;ma ad un certo punto ecco che uno di essi si trasforma in un essere terrificante,un vampiro.Satanico Pandemonium,una bellissima danzatrice,si rivela essere un vampiro,così come quasi tutti i presenti nel locale.
La danzatrice uccide Richard,ma Seth lo vendica immediatamente.
Seth,Jacob,Kate e Scott,dopo un attimo di smarrimento,iniziano a combattere contro i vampiri,che in realtà sono meno temibili del previsto;basta infatti un paletto conficcato nel petto per ucciderli.Aiutati da Frost e da Sex Machine,due avventori del locale,ingaggiano una furibonda lotta contro i vampiri. Ma le cose cambiano drammaticamente; nonostante il valore,decine e decine di vampiri sono riusciti ad entrare nel locale,e ben presto Frost e Sex Machine,dopo aver combattuto,vengono sopraffatti,morsi e si trasformano anche loro in vampiri.
Anche Jacob,che è riuscito con una croce a fermare i mostri,viene morso,e viene ucciso dal figlio.A sua volta Scott soccombe,e a restare vivi sono solo Richard e Kate,circondati dai vampiri superstiti.Una lama di luce entra all’improvviso da un foro in una parete:è l’alba,e pochi istanti dopo Carlos,il trafficante e i suoi due uomini sfondano la porta,causando la morte di tutti i rimanenti vampiri.Richard e Kate sono liberi,e ognuno di loro segue il proprio destino.L’inquadratura finale rivela il perché delle trasformazioni.
Truculento,splatter,violento e durissimo,Dal tramonto all’alba merita una segnalazione sia per gli effetti speciali,davvero notevoli,sia per il cast ben assortito,nel quale spiccano il regista Quentin Tarantino,nel ruolo dello psicopatico Richard,Harvey Keitel in quello del pastore Jacob,ministro di Dio in crisi,e di Gorge Clooney in quello di Seth.
Un film dalla violenza inaudita,che però è condita da molto umorismo,basti pensare alle scene più splatter,quelle delle teste rotolanti sul pavimento o agli organi mozzati che abbondano come in una macelleria.
I trenta minuti finali condensano tutto il film,in un crescendo infernale di morte,sparatorie,paletti conficcati nei cuori e membra staccate.Un film da vedere,per gli amanti del splatter.
Dal tramonto all’alba, un film di Robert Rodriguez. Con Harvey Keitel, Juliette Lewis, George Clooney, Salma Hayek, Quentin Tarantino, Tom Savini. Genere Horror, colore 95 (108) minuti. – Produzione USA 1996.
George Clooney: Seth Gecko
Quentin Tarantino: Richard Gecko
Harvey Keitel: Jacob Fuller
Juliette Lewis: Kate Fuller
Ernest Liu: Scott Fuller
Salma Hayek: Santanico Pandemonium
John Hawkes: Pete Bottoms
Tito Larriva: chitarrista e cantante
Cheech Marin: guardia di frontiera
Michael Parks: sceriffo Earl McGraw
Kelly Preston: giornalista Kelly Houge
Brenda Hillhouse: Gloria
Tom Savini: Sex Machine
John Saxon: agente F.B.I. Stanley Chase
Danny Trejo: Razor Charlie
Fred Williamson: Frost
Regia Robert Rodríguez
Soggetto Robert Kurtzman
Sceneggiatura Quentin Tarantino
Produttore Robert Rodríguez, Quentin Tarantino
Produttore esecutivo Lawrence Bender, Robert Rodríguez, Quentin Tarantino
Casa di produzione A Band Apart, Miramax Films
Distribuzione (Italia) Miramax International
Fotografia Guillermo Navarro
Montaggio Robert Rodríguez
Effetti speciali Robert Kurtzman, Greg Nicotero & Berger EFX Group
Musiche Graeme Revell, ZZ Top + AA.VV.
Tema musicale Dark Night (The Blasters)
Scenografia Cecilia Montiel, Mayne Schuyler Berke
Costumi Graciela Mazón
Trucco Robert Kurtzman
Sesso,bugie e videotape

John e Ann sono una coppia apparentemente perfetta. Lui è un brillante avvocato,lei una donna bella e efficiente.Si dedica con una cura maniacale alla pulizia della casa,supplendo,in tal modo,ad una vita sessuale e di coppia che non la soddisfa.In realtà la sua frustrazione sessuale arriva da lontano e John,il marito,alla fine cerca all’esterno quell’appagamento sessuale che non trova in casa.
Andy Mac Dowell è Ann
Così l’uomo finisce per avere una relazione segreta con Cynthia,sorella di Ann,molto diversa da quest’ultima;tanto Ann è perfezionista e frustrata,tanto Cynthia è vulcanica e disinibita.La donna accetta la relazione con il cognato,che appaga entrambi dal punto di vista dei sensi.
Laura San Giacomo è Cynthia
Ma il castello di inganni e di bugie è destinato a crollare il giorno che John incontra Graham,suo amico di anni addietro,anche lui affetto da turbe sessuali,risalenti ad un vecchio amore infantile che lo ha reso incapace di vivere una sessualità normale con una donna.
James Spader è Graham
All’inizio Ann è ostile alla presenza in casa di Graham,ma ben presto finisce con il confidare all’uomo molte delle cose che non racconta al marito;nel frattempo Cynthia,conosciuto Graham,finisce per farsi filmare da lui,che ha come segreto vizio,il riprendere donne in confessioni erotiche e intime. Alla fine tutto crolla; Ann scopre il tradimento del marito con la sorella,John scopre che la moglie si è fatta filmare da Graham,e per vendicarsi gli racconta di aver sedotto il vecchio amore di Graham.
Peter Gallagher è John Mullany
In un finale forse troppo accademico,John lascia Cynthia,che si riconcilia con Ann; quest’ultima scopre la sua femminilità proprio con Graham,che si sbarazza,una volta per tutte,delle videocassette e del suo vizio.E John perde contemporaneamente moglie,amante e un grosso cliente.
Palma d’oro a Cannes nel 1998,il film di Soderbergh,al di là del titolo ammiccante è una riuscita commedia sulle bugie di coppia,sull’uso dei mezzi meccanici che sembrano sostituirsi agli psicanalisti e un buon tentativo di fare un film d’interni.In fondo tutta la pellicola è retta dai quattro attori,basata tutta sul dialogo e sugli sguardi.Molto brava Andy McDowell,così come decisamente calata nella sua parte è Laura San Giacomo.
Sesso bugie e videotape
Un film di Steven Soderbergh. Con Andie MacDowell, Peter Gallagher, James Spader, Laura San Giacomo. Genere Commedia, colore 100 minuti. – Produzione USA 1989.
James Spader: Graham Dalton
Andie MacDowell: Ann Bishop Mullany
Peter Gallagher: John Mullany
Laura San Giacomo: Cynthia Patrice Bishop
Steven Brill: Barfly
Fotografia: Walt Lloyd
Montaggio: Steven Soderbergh
Musiche: Cliff Martinez
Scenografia: Joanne Schmidt
Trucco:Sabrina Lopez, James Ryder
Regia Steven Soderbergh
Soggetto Steven Soderbergh
Sceneggiatura Steven Soderbergh
Produttore John Hardy, Morgan Mason
Casa di produzione Outlaw Productions
Distribuzione (Italia) Life International
Fotografia Walt Lloyd
Montaggio Steven Soderbergh
Musiche Cliff Martinez
Scenografia Joanne Schmidt
Trucco Sabrina Lopez, James Ryder
La vera storia di Jack lo squartatore
Londra,1888,distretto di Whitechapel.Le esistenze miserabili di Mary e delle sue colleghe prostitute,costrette a vendersi per pochi spiccioli,per potersi pagare un lurido alloggio e per pagare la protezione di spietati delinquenti,diventa ancor più difficile il giorno in cui uno di essi chiede una cifra esosa per la sua protezione.Anne,una ragazza che è uscita dal giro e che ha trovato un ricco amante,Albert,dal quale ha avuto una figlia,affida la piccola a Mary,promettendole di chiedere la somma necessaria ad Albert.
Ma mentre è a letto con l’amante,alcuni uomini armati penetrano nella camera dove i due si incontrano,sequestrano l’uomo e la ragazza e portano costei in un posto segreto.Sottoposta ad interrogatorio,Anne rivela i nomi delle ex colleghe al corrente della sua relazione con Albert.
La sera stessa un brutale delitto sconvolge Whitechapel;una prostituta viene massacrata e squartata da un misterioso assassino;le indagini vengono affidate all’ispettore Abberline (Johnny Depp),un uomo in profonda crisi,dedito all’oppio e all’alcool,ma con una straordinaria dote.E’ infatti dotato di eccezionali poteri mediatici,che gli permettono di vedere,anche se confusamente,brandelli di passato.
E la cosa gli tornerà utilissima nello sviluppo delle indagini.Aiutato dal fido Godley,Abberline scopre che alla prostituta assassinata il misterioso killer ha strappato alcuni organi interni,con perizia tipica di un medico o comunque di uno pratico di anatomia umana.Mentre Abberline fa la macabra scoperta,la povera Anne viene sottoposta ad un procedimento sperimentale per la cura della schizofrenia,una specie di lobotomia che la rende un vegetale.Qualche sera dopo un’altra prostituta viene massacrata,dopo essere stata adescata con un pochino di uva,da un distinto signore in carrozza,del quale non si vede il volto.Le tre prostitute superstiti,su consiglio di Mary,decidono di rivolgersi ad Abberline,raccontando la verità sul rapimento di Anne e della misteriosa scomparsa di Albert;
nel frattempo il capo della polizia diffida Abberline dal continuare le indagini sulla buona società inglese,consigliandolo di rivolgere le sue indagini tra gli ebrei o tra i papponi.Abberline a poco alla volta,grazie alle preziose informazioni di Mary,ricostruisce la vicenda:un uomo dei servizi reali inglesi ha rapito Anne,l’ha fatta lobotomizzare e ha portato la piccola,figlia della donna e del misterioso Albert in un orfanotrofio;il motivo deve restare segreto,perché risulterebbe dannoso in maniera determinante per la corona inglese.Albert,infatti,è il nipote della regina,e ha sposato una donna di chiara inferiorità di classe e lignaggio,cattolica.Se la verità trapelasse,sarebbe uno scandalo terribile.
Ben presto le indagini di Abberline lo portano a intuire l’identità del misterioso Jack;è sir William,medico della regina,che ha ucciso seguendo un rituale massonico.Ma è andato ben oltre quello che i suoi pari e la regina gli avevano chiesto,e mentre Abberline sta per arrestarlo,sir William viene prelevato di nascosto,giudicato dai suoi pari e condannato alla lobotomizzazione.
Ora l’ispettore ha tutte le risposte,ma Mary,che si è salvata per miracolo dall’ultimo omicidio di Jack,è al corrente del pericoloso segreto;la donna fugge in Scozia con la piccola figlia di Anne e all’ispettore non resta da fare che suicidarsi con un’overdose di laudano e oppio.
La vera storia di jack lo squartatore è un ottimo thriller,ben congegnato e ben interpretato;l’ipotesi sulla vera identità di Jack è una di quelle ricorrenti da quando il misterioso killer fece la sua prima comparsa,ma i fratelli Albert e Allan Hughes puntano il dito sulla massoneria e sul complotto aristocratico.A fare da sfondo,una Londra cupa e intrigante,sporca,violenta,quasi gotica nei suoi colori scuri.
La vera storia di Jack lo squartatore (From hell), un film di Albert Hughes, Allen Hughes. Con Johnny Depp, Heather Graham, Robbie Coltrane, Susan Lynch, Ian Holm, Sophia Myles, Jason Flemyng. Genere Horror, colore 137 minuti. – Produzione USA 2001.
Johnny Depp: Ispettore Frederick Abberline
Heather Graham: Mary Kelly
Ian Holm: Sir William Gull
Robbie Coltrane: Sergente Peter Godley
Ian Richardson: Sir Charles Warren
Jason Flemyng: Netley, il cocchiere
Katrin Cartlidge: Dark Annie Chapman
Terence Harvey: Ben Kidney
Susan Lynch: Liz Stride
Paul Rhys: Dr. Ferral
Lesley Sharp: Kate Eddowes
Estelle Skornik: Ada
Nicholas McGaughey: Ufficiale Bolt
Annabelle Apsion: Polly
Joanna Page: Ann Crook
Mark Dexter: Albert Sickert
Regia: Allen e Albert Hughes
Soggetto: Alan Moore, Eddie Campbell (graphic novel)
Sceneggiatura: Terry Hayes, Rafael Yglesias
Produttore: Underworld Pictures
Fotografia: Peter Deming
Montaggio: Dan Lebental
Musiche: Trevor Jones
Scenografia: Martin Childs
Costumi: Kym Barrett
Holocaust 2000
Il sogno di Robert Caine è di costruire una moderna centrale termonucleare,potentissima;un sogno che però è avversato da diverse persone,per motivi svariati. Eva,sua moglie,è contraria per motivi ecologisti,il leader del paese nel quale la centrale deve essere costruita la ritiene una cosa pericolosissima;uno degli scienziati che ha studiato il progetto è convinto che i danni sarebbero superiori ai vantaggi,e c’è in ultimo un sacerdote convinto che il figlio di Caine,Angel,altro non sia che l’incarnazione del diavolo,che vorrebbe far approvare la pericolosa costruzione per provocare l’Apocalisse.
Ad uno ad uno gli avversari del progetto muoiono in circostanze misteriose;il leader del paese africano che doveva ospitare la centrale muore in maniera orribile,decapitato dai rotori di un elicottero sul quale doveva salire.
Robert,messo sull’avviso dal sacerdote,intuisce che dietro le morti c’è un disegno oscuro;aiutato dalla sua nuova compagna,la giornalista Sara,tenta di uccidere il figlio,ma viene fermato e chiuso in un manicomio,dove rischia la vita.Nel frattempo Sara,che ha dato alla luce una bambina,è in pericolo,perché Angel vuole uccidere sua figlia.Ma Robert,fuggito provvidenzialmente dal manicomio,salva sia la donna che la bambina,e scappa lontano.Angel avrebbe campo libero,ma la bimba di Sara,come recitano le profezie,può fermarlo.
Diretto nel 1977 da Alberto De Martino,con un cast di livello eccellente,del quale fanno parte Kirk Douglas,nel ruolo di Caine,Agostina Belli in quello di Sara,Romolo Valli in quello del sacerdote,Holocaust 2000 è un discreto prodotto,uscito però in ritardo rispetto ad altri film del filone demoniaco,come Omen,La maledizione di Damien.Molti punti deboli in una sceneggiatura non certo impeccabile,ma sorretta dalle buone prove degli artisti.Tutto il discorso ecologista viene affrontato di straforo,e è questo il limite del film;la trama punta troppo sul rapporto tra Robert e suo figlio Angel,sulle implicazioni demoniache invece che sull’ecologia e sul pericolo della centrale.
Un film di Alberto De Martino. Con Adolfo Celi, Anthony Quayle, Ivo Garrani, Agostina Belli, Kirk Douglas, Simon Ward, Romolo Valli, Alexander Knox, Spiros Focas, Sergio Serafini, Vittorio Fanfoni, Massimo Foschi, Eugenio Masciari, Virginia McKenna, Geoffrey Keen, John Carlin, Gerard Hely, Peter Cellier, Penelope Horner, Caroline Langrishe, Joanne Dainton. Genere Fantastico, b/n 106 minuti. – Produzione Italia, Gran Bretagna 1977.
Regia Alberto De Martino
Produzione Edmondo Amati Maurizio Amati
Scritto da Sergio Donati Alberto De Martino
Distribuito da Erico Menczer
Editing Vincenzo Tomassi
Kirk Douglas … Robert Caine
Simon Ward … Angel Caine
Agostina Belli … Sara Golan
Anthony Quayle … Professor Griffith
Virginia McKenna … Eva Caine
Spiros Focás … Harbin
Ivo Garrani … The Prime Minister
Alexander Knox … Professor Ernst Meyer
Adolfo Celi … Dr. Kerouac
Romolo Valli … Monsignor Charrier
Massimo Foschi … Arab Assassin
Geoffrey Keen … Gynecologist
John Carlin … Robertson
Peter Cellier … Sheckley
Gerard Hely … Clarke
Soldato blu
Il cinema americano, fino a Soldato blu,Piccolo grande uomo e Un uomo chiamato cavallo aveva trattato gli indiani,o pellerossa,o meglio ancora nativi americani,come i cattivi e selvaggi nei film western;anche il celebre Ombre rosse,capolavoro del western aveva dipinto i nativi come brutali selvaggi,incapaci di adattarsi alla civiltà,feroci e crudeli.
Soldato blu fa da spartiacque,anche se analizzando il film,si finisce per capire che il discorso antimilitarista è più sottile,e coinvolge anche la questione Vietnam,che proprio nei primi dei settanta esplose drammaticamente in America.Soldato blu è un atto d’accusa,durissimo e spietato,verso l’esercito occupante,le giacche blu,che in questo film si macchiano di uno dei peggiori crimini della storia americana,l’indecoroso e osceno massacro del fiume Sand Creek,quando un intero villaggio nativo venne spazzato via a colpi di cannone e mitragliatrici,dai poco eroici soldati americani,che si macchiarono di vergognose colpe,come quella di aver sterminato donne,vecchi e bambini,in un’orgia di sangue che resterà come un’onta della storia americana.
Honus Gent,soldato americano,scampa per caso all’attacco dei Cheyenne ad un carico d’oro;l’altra sopravissuta è Kathy,unica donna della spedizione.Kathy è stata moglie di un capo indiano,e conosce usi e costumi dei pellerossa,e nel corso del viaggio che faranno assieme,lo prenderà in giro per la sua scarsa conoscenza dei pellerossa.I due si imbattono in un gruppo di loro,e Honus riesce a vincere in duello il suo avversario,che viene ucciso dai compagni.
Proseguendo il loro viaggio,si imbattono in un venditore di armi,camuffato da ambulante;i due vengono fatti prigionieri quando l’uomo si accorge di essere stato scoperto.Ma Honus riesce a slegarsi,a dar fuco al carro che esplode,facendo saltare tutte le munizioni e i fucili;furibondo,l’uomo riesce a ferire ad una gamba Honus che,aiutato da Kathy,si rifugia in una caverna,dove per la prima volta la donna lo bacia. Kathy va via a cercare un cavallo;trova invece un distaccamento dell’esercito e il suo fidanzato;la donna si procura quindi la cavalcatura e torna verso la grotta dove è ancora convalescente Honus.
Nel frattempo l’esercito giunge in vista dell’accampamento indiano,e inizia a schierare cannoni e mitragliatrici;il capo indiano cerca di salvare le donne e i bambini della sua tribù alzando bandiera bianca,ma viene colpito dagli uomini comandati dal colonnello Iverson;si scatena la battaglia,e ben presto i pellerossa soccombono.A questo punto,ebbri di sangue,le giacche blu entrano nell’accampamento e si scatenano in un folle massacro.Memorabili le scene degli stupri,tra le quali quella in cui ad una pellerossa viene tagliato un seno,mentre altre vengono crocefisse.Anche i bambini non scampano alla furia vile dei soldati;Kathy,che ha fatto allontanare gli inermi per nasconderli in una valle,assiste inorridita al tiro al bersaglio sugli inermi.
Nel frattempo Honus,che si aggira inorridito tra le scene brutali delle violenze inflitte ai pellerossa,piangendo chiede pietà ai soldati,inutilmente.Il massacro si compie,e la dove c’era l’accampamento,mani pietose seppelliscono i 500 corpi dei caduti.Finale amarissimo,con Kathy che piange sui corpi dei caduti e Honus che viene portato via in catene,per aver insultato i soldati.Una voce fuori campo ricorda l’episodio storico del massacro.
Gli ultimi 15 minuti del film sono un pugno nello stomaco;non viene risparmiato nulla,e Ralph Nelson,il regista,indugia sui particolari più crudeli proprio per dare un senso di ripugnanza a quella che è una pagina nera della storia americana.Un film discusso,bello,crudele,da rivedere.
(Soldier Blue)
Soldato blu, un film di Ralph Nelson. Con Donald Pleasence, Candice Bergen, Peter Strauss. Genere Western, colore 112 minuti. – Produzione USA

Candice Bergen : Kathy Maribel Lee
Peter Strauss : Honus Gent
Donald Pleasence : Isaac Q. Cumber
John Anderson : Colonnello Iverson
Jorge Rivero : Lupo Pezzato
Dana Elcar : Capitano Battles
Bob Carraway : Tenente McNair
Martin West : Tenente Spingarn
Candice Bergen è Kathy
Peter Strauss è Honus Gent
Vestito per uccidere

Kate,una casalinga frustrata sessualmente,è in cura da uno psichiatra,il dott.Robert Elliott che a sua volta ha dei problemi con uno dei suoi pazienti,Bob,in crisi di identità.
Kate un giorno cerca di sedurre Robert,ma,rifiutata,finisce per rimorchiare uno sconosciuto,con il quale va in un albergo e ha un fugace rapporto sessuale.Svegliatasi prima dell’amante,scopre che questo è affetto da una malattia venerea;così scappa,ma mentre è in taxi si rende conto di aver lasciato sul comodino della camera da letto la fede nuziale.
Mentre sta per prendere l’ascensore,è assalita brutalmente da una bionda con un rasoio,che la uccide. All’assassinio assiste involontariamente Liz,una giovane prostituta,che da quel momento diviene un bersaglio per il killer e un sospetto per la polizia.
Nel frattempo il dottor Elliott decide di risolvere una volta per tutte il problema di Bob,il giovane che intende cambiare sesso.Si reca quindi dal nuovo psicologo del giovane,per metterlo in guardia.
Liz che è sempre sospettata dalla polizia,con l’aiuto del figlio di Kate,appassionato di fotografia,mette sotto controllo l’ufficio dello psicologo.E poco tempo dopo farà un’incredibile scoperta….
Vestito per uccidere è un evidente tributo di De Palma al suo maestro Hitchcock;un tributo peraltro mal riuscito,per gli evidenti limiti del film.Confuso all’inizio,il film scivola via senza alcuna sorpresa,incluso quello che dovrebbe essere il colpo di scena finale,che alla fine non colpisce assolutamente nessuno,tanto è scontato.
Un guazzabuglio di situazioni più pruriginose che altro,vista l’abitudine del regista,in questo film,di puntare su scene di nudo,fra le quali c’è quella davvero osè che vede protagonista Angie Dickinson in un atto di autoerotismo che non viene nascosto allo spettatore.Brutto passo falso di De Palma,che veniva dal contestato Fury;un periodo di black out del regista,prima della sua rinascita avvenuta negli anni 80.
Vestito per uccidere, un film di Brian De Palma. Con Michael Caine, Angie Dickinson, Nancy Allen. Genere Thriller, colore 105 minuti. – Produzione USA 1980.Titolo originale: Dressed to kill
Michael Caine: Dr. Robert Elliott
Angie Dickinson: Kate Miller
Keith Gordon: Peter Miller
Nancy Allen: Liz Blake
Dennis Franz: Detective Marino
David Margulies: Dr. Levy
Regia Brian De Palma
Soggetto Brian De Palma
Sceneggiatura Brian De Palma
Produttore George Litto
Fotografia Ralf Bode
Montaggio Jerry Greenberg
Musiche Pino Donaggio
Scenografia Gary Brink
Costumi Gary Jones, Ann Roth
Trucco Joseph Cranzano, Tony Lloyd (per Michael Caine)
Dagmar Lassander
Anche Dagmar Lassander è stata una delle attrici più desiderate dello schermo nel periodo che va grosso modo dal finire del decennio sessanta alla metà degli anni ottanta. Dagmar,al secolo Dagmar Regine Hader nasce a Praga nel 1943,da madre tedesca e da padre francese; lei resterà sempre cittadina tedesca e sarà in Germania che girerà il suo primo film,nel 1966,Sperrbezirk, regia di Will Tremper.


Due fotogrammi tratti dal film Femina ridens
Bella,bionda, poco teutonica ma dai tratti decisamente scandinavi,la Lassander interpreterà oltre 70 film nel corso della sua carriera,che dura fino ai giorni nostri,nei quali si è riciclata come interprete di fiction.Dopo qualche film non distribuito in Italia,si fa notare in Il club degli assassini,diretto nel 1967 da Werner Jacobs.nel 1969 fa parte del cast di Un caso di coscienza, sotto la regia di Giovanni Grimaldi.
Una rara immagine tratta dal film Lo stallone
Il tradizionale buco nella serratura,il film è Classe mista
E’ proprio il 1969 l’anno di svolta della sua carriera;interpreta,per la regia di Piero Schivazappa,Femina ridens,ottimo successo sia di critica che di pubblico,al fianco di un biondissimo Philippe Leroy,che interpreta la parte di un dottore che ha paura degli amplessi sessuali. Dagmar mostra seni e qualche nudità fugace,il massimo per la morale del tempo,e tanto basta per farla diventare prigioniera di un clichè,al quale non sfuggiranno moltissime starlet di buone speranze non mantenute.

Dagmar Lassander in La lupa mannara
Nel 1970 lavora nel thriller Il rosso segno della follia, per la regia di Mario Bava e nel famoso e scabroso Le foto proibite di una signora per bene,di Luciano Ercoli.E’ un genere cinematografico snobbato dalla critica,ma premiato dal pubblico;l’anno successivo è nel cast di L’iguana dalla lingua di fuoco,di Riccardo Freda,mentre nel 1972 gira Guardami nuda,di Italo Alfaro.

Dagmar Lassander e Pippo Franco in Zucchero miele e peperoncino

Con Lino Banfi in Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio
Dagmar Lassander con Gloria Guida in Peccati di gioventù
Nel 1973 una parte importante:il regista De Martino la vuole nel film Il consigliori;è al fianco di Martin Balsam e di Thomas Milian,in un film di buon livello sulla mafia.Nel 1974 gira ben 5 film,gli erotici Verginità e Adolescenza perversa,la commedia Basta con la guerra,facciamo l’amore e Una donna per sette bastardi e Assassinio a sangue freddo.La sua notorietà è accresciuta,anche se Dagmar non riesce ad uscire dal clichè che la vuole bella e nuda.


Due immagini dal film Le foto proibite di una signora per bene
Delitto in formula uno
Anche nel 1975 gira essenzialmente commedie velate di erotismo,come Lo stallone,Il solco di pesca,nel quale recita con una giovanissima Gloria Guida e con Martine Brochard e Il vizio ha le calze nere,con Ninetto Davoli e Daniela Giordano.
Nel film Shark
Il 1976 è un anno importante:gira 12 film,un record,con pellicole di buon livello,come Il comune senso del pudore,nel quale è un’attrice che deve girare una scena sexy e all’ultimo momento fa ammattire il regista rifiutando il ruolo;partecipa al film di Di Leo Gli amici di Nick Hezard e a Il corsaro nero,di Sollima.

Un fotogramma del film Peccati di gioventù
Sembrerebbe la consacrazione definitiva,anche se in un certo tipo di cinema,per l’attrice tedesca;viceversa la crisi del cinema,dapprima solo leggera,poi sensibile,la porta ad accettare ruoli che non sfuggono al clichè dominante;finita l’epoca dell’erotismo conventuale e dei decamerotici,si affaccia la commedia erotica all’italiana,che la vedono protagonista in film di basso livello,come W la foca,anche se non mancano buone prove in pellicole per tutta la famiglia,come Piedone l’africano,al fianco di Bud Spencer.
Pelle su pelle
Continuano le sue apparizioni nei film commedia,come Zucchero miele e peperoncino e Occhio malocchio,prezzemolo e finocchio,commedie che strizzano l’occhio al sexy,pur essendo dignitose,in confronto all’ultima generazione di film anni 80,quella del filone Pierino.
da allora le sue partecipazioni in film destinati al grande schermo si diradano;a parte Topo Galileo,di Laudadio e Il piacere,di Joe D’amato,l’unico film di gran livello in cui recita è La famiglia,di Ettore Scola.
Da quel momento il cinema sembra dimenticarsi di lei,che migra sul piccolo schermo,con buoni risultati;è nei cast di I ragazzi della 3 C e I ragazzi del muretto,grossi successi di pubblico.E’ l’ultima apparizione sugli schermi italiani,datata 1991;da quel momento la bella Dagmar scompare anche dagli schermi televisivi.
Con Ugo Pagliai in Guardami nuda
Anche lei,come molte attrici che hanno conosciuto il successo nei 20 anni trascorsi tra l’epoca d’oro del cinema,dai metà anni 60 a i metà anni 80,non ha potuto esprimersi ai livelli per i quali era sicuramente portata,simpatica,fresca,conturbante ma non bomba sexy,Dagmar ha visto la sua carriera oscillare tra interpretazioni di buon livello e partecipazioni a film pecorecci,quelli di cassetta e per palati grossi.

Ligeia forever
Sas a San Salvador

L’iguana con la lingua di fuoco

Ritornano quelli della calibro 38
Andrea,l’esasperazione dell’amore nel desiderio femminile
Quella villa accanto al cimitero

La donna che violentò se stessa

Dagmar Lassander in Il corsaro nero

Il vizio ha le calze nere

Emanuelle nera n.2
La famiglia
Il piacere
Andrè, l’esasperazione dell’amore nel desiderio femminile
Straßenbekanntschaften auf St. Pauli

Basta con la guerra facciamo l’amore
L’adolescente
Von haut zu haut
Das wunder
I gabbiani volano basso
Sfida sul fondo
Tommaso

Sperrbezirk, regia di Will Tremper (1966)
Orgel und Raketen (1967)
Jerry Cotton (1967)
Il club degli assassini (Der Mörderclub von Brooklyn), regia di Werner Jacobs (1967)
Straßenbekanntschaften auf St. Pauli, regia di Werner Klinger (1968)
Andrea – Wie ein Blatt auf nackter Haut, regia di Hans Schott-Schöbinger 1968
Quartett im Bett, regia di Ulrich Shamoni 1968
Von Haut zu Haut, regia di Hans Schott-Schöbinger (1969)
Un caso di coscienza, regia di Giovanni Grimaldi (1969)
Femina ridens, regia di Piero Schivazappa (1969)
Alibi nella luce rossa, regia di José Gutiérrez Maesso (1970)
Il rosso segno della follia, regia di Mario Bava (1970)
Le foto proibite di una signora per bene, regia di Luciano Ercoli (1970)
L’iguana dalla lingua di fuoco, regia di Riccardo Freda (1971)
Guardami nuda, regia di Italo Alfaro (1972)
Il consigliori, regia di Alberto De Martino (1973)
Verginità, regia di Marcello Andrei (1974)
Adolescenza perversa, regia di José Bénazéraf (1974)
Basta con la guerra… facciamo l’amore, regia di Andrea Bianchi (1974)
Una donna per sette bastardi, regia di Roberto Bianchi Montero (1974)
Assassinio a sangue freddo (Pusteblume / Der wilde Blonde mit der heißen Maschine), regia di Adrian Hoven (1974)
Il vizio ha le calze nere, regia di Tano Cimarosa (1975)
Lo stallone, regia di Tiziano Longo (1975)
Il solco di pesca, regia di Maurizio Liverani (1975)
Peccati di gioventù, regia di Silvio Amadio (1975)
Il torcinaso – quando il sangue diventa bollente, regia di Giancarlo Romitelli (1975)
Sfida sul fondo, regia di Melchiade Coletti (1976)
Puttana galera – colpo grosso al penitenziario, regia di Gianfranco Piccioli (1976)
La prima notte di nozze, regia di Corrado Prisco (1976)
La lupa mannara, regia di Rino Di Silvestro (1976)
Frittata all’italiana, regia di Alfonso Brescia (1976)
Il comune senso del pudore, regia di Alberto Sordi (1976)
Classe mista, regia di Mariano Laurenti (1976)
Gli amici di Nick Hezard, regia di Fernando Di Leo (1976)
L’adolescente, regia di Alfonso Brescia (1976)
Emanuelle nera No. 2, regia di Bitto Albertini (1976)
Atti impuri all’italiana, regia di Oscar Brazzi (1976)
Il corsaro nero, regia di Sergio Sollima (1976)
Ritornano quelli della calibro 38, regia di Giuseppe Vari (1977)
Niñas… al salón, regia di Vicente Escrivá (1977)
Zavrashtane ot Rim, serie TV, regia di Ilya Velchev (1977)
I gabbiani volano basso, regia di Giorgio Cristallini 1978
Piedone l’africano, regia di Steno 1978
I racconti fantastici di Edgar Allan Poe, regia di Daniele D’Anza, miniserie TV (1979)
Zucchero, miele e peperoncino, regia di Sergio Martino (1980)
Black Cat (Gatto nero), regia di Lucio Fulci (1981)
Quella villa accanto al cimitero, regia di Lucio Fulci (1981)
W la Foca!, regia di Nando Cicero (1982)
Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio, regia di Sergio Martino (1983)
S.A.S. à San Salvador, regia di Raoul Coutard (1983)
Delitto in Formula Uno, regia di Bruno Corbucci (1984)
…e la vita continua, film TV, regia di Dino Risi (1984)
Shark: Rosso nell’oceano, regia di Lamberto Bava (1984)
La Piovra 2, serie TV, regia di Florestano Vancini (1985)
Aeroporto internazionale, serie TV, regia di Enzo Tarquini (1985)
Il piacere, regia di Joe D’Amato (1985)
Das Wunder, regia di Eckhardt Schmidt (1985)
Affari di famiglia, film TV, regia di Marcello Fondato (1986)
Topo Galileo, regia di Francesco Laudadio (1987)
L’ingranaggio, regia di Silverio Blasi (1987)
La famiglia, regia di Ettore Scola (1987)
I ragazzi della 3 C, serie TV, regia di Claudio Risi (1987)
Cerco l’amore, miniserie TV, regia di Paolo Fondato (1988)
Passi d’amore, regia di Sergio Sollima (1989)
I ragazzi della 3 C – La seconda serie, serie TV, regia di Claudio Risi (1989)
I ragazzi del muretto, serie TV, regia di Gianluigi Calderone, Ruggero Deodato, Lodovico Gasparini, Gianfrancesco Lazotti, Paolo Poeti, Rodolfo Roberti, Nini Salerno e Tomaso Sherman (1991)





L’abominevole dottor Phibes
Phibes ha perso la moglie durante un incidente,rimanendo sfigurato e privo della voce; è costretto così a vivere in clandestinità,accompagnato solo da una splendida donna,Vulnavia,da un amplificatore vocale che,collegato ad un grammofono,gli permette di comunicare e con il volto coperto da una maschera di cera.Vive sognando la vendetta sui dottori che lui ritiene colpevoli di non aver saputo aiutare sua moglie;così decide di vendicarsi,usando uno schema inusuale.Le sue vittime,infatti,saranno uccise secondo quelle che furono le piaghe d’Egitto.
Coì uccide il suo primo obiettivo facendolo pungere da migliaia di api nella sua biblioteca,il secondo salassandolo mentre l’uomo sta guardando immagini sexy e lasciando in maniera macabra tutto il sangue tolto dal corpo in bella vista su un mobile.Le morti si susseguono;il terzo assassinato è ucciso in auto,grazie ad un apparecchio che fabbrica grandine,il quarto è divorato da topi mentre è alla guida del suo aereo.
La polizia è impotente pur essendo ormai arrivata all’identità del colpevole;Phibes è introvabile,anche perchè il suo nascondiglio è in un posto insospettabile,nel quale ha creato un mausoleo dedicato alla memoria dell’amata moglie,circondato da automi che suonano marce e musiche,il che costituisce un tocco sarcastico,quasi psichedelico del regista.
Mentre l’ispettore Traut da la caccia all’inaferrabile Phibes,un’altra vittima viene assassinata davanti ai suoi occhi;mentre sta entrando in una stanza,l’uomo viene trafitto da un unicorno catapultato….
La vendetta di Phibes prosegue implacabile;la vittima successiva viene uccisa mentre dorme placidamente;il dottor Phibes pratica un buco nel soffitto,dal quale fa scendere uno sciroppo viscoso addosso alla vittima;subito dopo fa entrare nella stanza centinaia di voraci locuste.
L’ultimo dei condannati subirà tuttavia la prova più dura;Phibes gli rapisce il figlio,seguendo lo schema preordinato dei castighi di dio verso gli egiziani,la morte dei primogeniti.Drammatico l’incontro tra il capo dei dottori che operò la donna e un Phibes in tonaca,a simboleggiare quasi il castigo divino.Il dottore è costretto ad operare suo figlio per liberarlo dal tavolo operatorio al quale è legato,mentre nel frattempo un liquido corrosivo scende implacabilmente verso il volto del giovane.
Vi risparmio il finale,per ovvi motivi.L’abominevole dottor Phibes è un piccolo gioiello del genere thriller,in cui viene sapientemente unito il pathos ad una certa e garbata ironia.Indimenticabile la scenza finale,con gli automi che suonano una marcia allegra mentre il dottore cerca disperatamente di salvare la vita al figlio.
Grandissimo Vincent Price nel ruolo di Phibes,a cui presta il suo vero volto conciato in maniera tale da sembrare veramente una maschera.Robert Fuest,regista inglese,non risparmiò i particolari macabri,anche se oggi sono assolutamente datati.Un film ben congegnato,ironico,un thriller horror che nel 1971,anno in cui fu girato,ebbe un grande successo.

L’abominevole Dr. Phibes,un film di Robert Fuest. Con Vincent Price, Joseph Cotten, Terry Thomas, Virginia North, Sean Bury, Susan Travers, David Hutcheson, Edward Burnham, Alex Scott, Peter Gilmore, Maurice Kaufmann, Peter Jeffrey, Derek Godfrey, Norman Jones, John Cater, Aubrey Woods, Hugh Griffith, Caroline Munro, John Laurie, John Franklyn-Robbins, Barbara Keogh Titolo originale The Abominable Dr. Phibes. Horror, Ratings: Kids+13, durata 94 min. – Gran Bretagna 1971.
Vincent Price … Dr. Anton Phibes
Joseph Cotten … Dr. Vesalius
Virginia North … Vulnavia
Terry-Thomas … Dr. Longstreet
Sean Bury … Lem Vesalius
Susan Travers … Nurse Allen
David Hutcheson … Dr. Hedgepath
Edward Burnham … Dr. Dunwoody
Alex Scott … Dr. Hargreaves
Peter Gilmore … Dr. Kitaj
Maurice Kaufmann … Dr. Whitcombe
Peter Jeffrey … Ispettore Trout
Derek Godfrey … Crow
Norman Jones … Sergente Schenley
John Cater … Waverley
Regia Robert Fuest
Sceneggiatura James Whiton, William Goldstein
Produttore Ronald Dunas e Louis M. Heyward
Fotografia Norman Warwick
Montaggio Tristam Cones
Effetti speciali George Blackwell
Musiche Elmer Albrecht e Sammy Gallop
Doppiatori italiani
Renato Turi: Anton Phibes
Paolo Ferrari: Ispett. Trout
Mario Feliciani: Vesalius
Oreste Lionello: Dott. Longstreet
Angiolina Quinterno: Infermiera Allen
Vittorio Congia: Dott. Hargeaves
Roberto Rizzi: Dott. Kitaj
Fratello homo,sorella bona
Nei primi anni del 1300 la morte nera,la peste,impazza in Toscana. Quattro giovani,per tentare di sfuggire al contagio,dopo aver corrotto i gabellieri,fuggono fuori città con quattro prostitute. Adriano, Isidoro, Bruno e Pinuccio dichiarano di voler entrare nel convento di San Prudenzio,mentre le quattro donne entrano nel convento delle clarisse.
Ma nessuno dei giovani ha,ovviamente,il desiderio di prendere i voti;i quattro ragazzi entrati nel convento di San Prudenzio,si accorgono subito di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato;una terribile siccità sta piagando le campagne,e i fedeli hanno spostato le loro preghiere (e i loro oboli) verso il patrono di un paese vicino,dove si venera San Erpinio.
L’abate del convento di San Prudenzio,un giorno,si accorge della straordinaria somiglianza di uno dei giovani,Adriano,e la raffigurazione del santo Prudenzio.Così,con scaltrezza,organizza un falso miracolo;sostituisce l’uomo in carne e ossa alla statua,e per i fedeli di bocca buona ecco il miracolo. Pochi minuti dopo nel luogo del miracolo arriva Chiarina,una bellissima ragazza promessa sposa ad un vecchio ricco.La ragazza si dona ad Adriano,e tra i due scoppia l’amore.
La ragazza,convinta di aver giaciuto con il santo,decide di entrare in convento,suscitando le ire del padre. Fattosi anticipare una grossa somma dal futuro marito,l’uomo corrompe il Cardinale,che di conseguenza vieta a Chiarina di farsi monaca. Interviene anche la mamma della futura sposa,che scongiura l’abate del convento di San Prudenzio,di cercare di fermare il matrimonio della figlia;si scopre così che la ragazza in realtà è figlia adulterina della donna,concepita proprio con l’abate.
Nel momento in cui sta per celebrarsi il matrimonio,Adriano,che si è sostituito alla statua,prende vita,mentre tra i fedeli tutti gridano al miracolo.Adriano,con i suoi amici e le 4 ragazze,che hanno nel frattempo raggiunto il posto del matrimonio,si nascondono e fuggono,portandosi dietro Chiarina.
Fratello homo,sorella bona è un discreto film della nutrita schiera dei decamerotici;girato con qualche buona trovata,mostra tutti i suoi limiti quando espone epidermidi a volontà,sfruttando il cast di belle ragazze a disposizione,fra le quali spiccano Krista Nell,la Santilli,la Adutiori e Gabriella Giorgielli.Giarto nel 1972,per la regia di Sequi,fu un discreto successo di cassetta.
Un film di Mario Sequi. Con Krista Nell, Sergio Leonardi, Nazzareno Natale, Lorenzo Piani, Gabriella Giorgelli, Patrizia Adiutori, Antonia Santilli, Franco Mazzieri. Genere Comico, colore 90 minuti. – Produzione Italia 1972.
Sergio Leonardi: Pinuccio
Krista Nell: Laura
Nazzareno Natale: Bruno
Antonia Santilli: Chiarina
Patrizia Adiutori: Elisa
Gabriella Giorgelli: Mariangela
Enrico Lazzareschi: Abbott
Loredana Mongardini: Dulcinea
Regia Mario Sequi
Sceneggiatura Alfredo Tucci
Casa di produzione Capitolina Produzioni Cinematografiche, Les Films Marbeuf
Fotografia Guglielmo Mancori
Montaggio Vincenzo Tomassi
Musiche Mario Bertolazzi
Costumi Tony Randaccio
Trucco Gianfranco Mecacci




























































































































































































































































































