Michela Miti

Una carriera fulminea,breve e legata all’ultima stagione del cinema erotico all’italiana,quella di Michela Macaluso da Roma,in arte Michela Miti. Nata nella capitale nel 1963,Michela a soli 19 anni si mette in mostra per le rotondità mediterranee e per la sua bellezza,che la porta da subito alle copertine di riviste per soli uomini,come Playmen. Esordisce nel 1981 con un classico del trash italiano degli anni 80,Pierino contro tutti,di Marino Girolami,nel quale è al fianco di Alvaro Vitali,uno dei reduci dei film del filone marinai,dottoresse ecc.Il film,becero e sguaiato è solo un pretesto per battute e barzellette da caserma e mostra il livello di decadenza raggiunto dalla agonizzante commedia erotica.

Con Renato Pozzetto nel film Questo e quello

… e nel classico buco della serratura nel film Pierino colpisce ancora
Michela si adegua,e viene naturalmente notata da tutti,cos’ quando nel 1982 lo stesso Girolami grazie al successo incredibile di cassetta gira Pierino colpisce ancora,lei è ancora al fianco di Vitali,nel ruolo di una supplente che deve faticare non poco per tenere a bada il volgare e becero Vitali;nel film,al suo fianco,c’è anche Toni Ucci e la giovane Serena Grandi.

Dolce pelle di Angela

Biancaneve e Co.
Poichè il cinema di livello superiore non sembra interessarsi a lei,gira I figli so piezze e core,sceneggiata napoletana.Tuttavia nel 1982 ha la sua occasione;viene chiamata per il cast di Vieni avanti cretino,uno degli ultimi film di Luciano Salce,nel quale compare anche una giovane destinata ad una breve carriera nel cinema per tutti,Moana Pozzi.

Due fotogrammi tratti da Pierino contro tutti
Nello stesso anno gira W la foca,altro film trash della sempre più agonizzante commedia all’italiana e successivamente una favola erotica,Biancaneve e co.
Michela Miti è troppo giovane e evidentemente il clichè che le hanno cucito addosso la imprigiona; gira Questo e quello,una decorosa commedia,poi La dolce pelle di Angela.Ma da quel momento smette di lavorare; il cinema italiana è in crisi irreversibile e le offerte di lavoro vanno a donne con attributi fisici ben diversi dai suoi.Lei non ha occasione quindi di poter provare le sue doti,e in pratica scompare dallo schermo.Lavora per il teatro,e diventa la compagna di Alberto Bevilacqua,sotto la cui regia tornerà al cinema per il discreto Gialloparma.

Ma evidentemente il cinema la dimentica al punto che dal 1999 non ha più girato film.Michela Miti è stata una meteora,imprigionata nei ruoli softcore che tanto andava in voga negli anni 80.Forse avrebbe avuto un’altra carriera se avesse deciso di seguire con ostinazione la corrente,ma le cose,per lei,sono andate diversamente.


I ragazzi di celluloide

Sogni e bisogni

Due fotogrammi tratti dalla serie Tv I racconti del maresciallo

Cornetti alla crema

W la foca
Questo e quello
La dolce pelle di Angela
Delitti
Cornetti alla crema
Biancaneve e Co.
Vieni avanti cretino


Gialloparma (1999)
Mortacci (1989)
Delitti (1987)
Dolce pelle di Angela (1986)
Questo e quello (1983)
I Figli… so’ pezzi ‘e core (1982)
Biancaneve & Co. (1982)
W la Foca! (1982)
Vieni avanti cretino (1982)
Pierino colpisce ancora (1982)
Cornetti alla crema (1981)
Pierino contro tutti (1981)
Serena Grandi
50 anni compiuti quest’anno,per Serena Faggioli,in arte Serena Grandi,attrice che,nella seconda metà degli anni ottanta,contribuì in maniera determinante all’affermarsi di un nuovo canone estetico della bellezza femminile sullo schermo,fatta di forme giunoniche e caratteristiche fisiche preminenti,come la moda lanciata dalla biondona Anita Ekberg negli anni sessanta.

Serena Grandi nel film Rimini Rimini
Tecnicamente poco espressiva,ma dal fortissimo carsima sensuale,Serena approdò al cinema dopo aver esordito in un film della serie dei pierini,tristi epiloghi della stagione della commedia sexy;il film era Pierino contro tutti,e le forme della Grandi stridevano,in maniera notevole,con quelle più flessuose e delicate della protagonista,la giovane Michela Miti.Dopo aver partecipato a Tutti al fronte e Sturmtruppen 2,Serena viene notata dal regista del sexy-porno all’italiana,Tinto Brass,che la lancia defintivamente come bomba erotica in Miranda,uno dei successi più rilevanti del regista veneto,convertitosi al sexy dopo buone prove iniziali.La carica erotica di Serena esplode in un film dove nulla è negato allo sguardo;amplessi,nudità,situazioni erotiche conturbanti si avvicendano in una pellicola di scarso valore,ma divenuta in seguito un cult grazie proprio alla presenza della Grandi.La fama e il successo ottenuti le permettono di ottenere un altro ruolo da protagonista;questa volta interpreta Desiderando Giulia,un’altra pellicola conturbante,nella quale le sue robuste nudità vengono ancor di più messe in risalto.Nel 1986 è nel cast di Grandi magazzini,con attori del calibro di Manfredi e della Muti;ma i ruoli che le affidano continuano ad essere prigionieri del clichè pruriginoso,tant’è vero che torna a spogliarsi in La signora della notte e L’iniziazione.
Ormai è diventata un’attrice famosa,anche se relegata al solito ruolo;interpreta un altro film erotico,Le foto di Gioia,un film con ambizioni da thriller di classe,e subito dopo il film per tutti Rimini Rimini,con Villaggio,dove ancora una volta si spoglia circuendo un pretore moralista e bacchettone.I film successivi non si discostano dal filone imperante del periodo;è nel cast di Roba da ricchi,poi in Teresa e in L’insegnante di violoncello.Nel 1990 Magni la vole nel suo pretenzioso In nome del popolo sovrano,nel 1982 è nel cast di Saint Tropez Saint Tropez,solita commedia estiva con gag di scarsa presa e con nudità sparse a larghe mani.Nel frattempo i gusti del pubblico stanno rapidamente mutando,e anche le forme giunoniche non attirano più il pubblico;Serena lavora ancora in tre film,Graffiante desiderio,La strana storia di Olga O e Gli inaffidabili;dopo di che in pratica la sua carriera ha una brusca frenata.
Riesce a lavorare in Tv,in un serial di buon successo,Le ragazze di Piazza di Spagna,viene nuovamente chiamata in un film di Brass,La monella,dove però la vera protagonista è la meteora Anna Ammirati.Gira la mini serie Anni 50,ma il pubblico è sconcertato:troppe le virate a 360°.Non è facile riciclarsi da ruoli eminentemente erotici in ruoli castigati,e Serena non fa eccezione alla regola.Così,malinconicamente,si ecclissa dallo schermodopo un’ultima particina nel film d’esordio del rocker Ligabue,Radiofreccia.
Le vicissitudini personali,con un arresto per droga,le stroncano definitvamente la carriera,e solo oggi,a distanza di 10 anni,ritorna sullo schermo con il film Il papa di Giovanna.
Probabilmente la carriera di Serena avrebbe avuto un altro andamento se avesse insistito sulla Tv,verò motore degli ultimi 15 anni;ma ritagliarsi uno spazio in Tv richiede il coraggio di abbandonare certi ruoli,e forse Serena non ha potuto,o voluto,farlo.
La tv è vista da tutti,i personaggi televisivi devono avere determinate caratteristiche,e lei,per troppo tempo,è rimasta Miranda,l’erotismo troppo esplicito e scaraventato in faccia al pubblico da Tinto Brass;il che non è una referenza,ma un handicap.
Tranquille donne di campagna
In nome del popolo sovrano
Monella
Operazione Kappa sparate a vista
Piazza di Spagna
Radiofreccia
Sturmtruppen 2
Malamore
In nome del popolo sovrano
Antropophagus
Una sconfinata giovinezza
Gli inaffidabili (Tv)
Antropophagus (1980)
Tranquille donne di campagna (1980
Compagna di viaggio, La (1980)
Teste di cuoio (1981)
Sturmtruppen II (1982)
Malamore (1982)
Pierino la peste alla riscossa (1982)
Pierino colpisce ancora (1982)
Acapulco, prima spiaggia… a sinistra (1983)
Tu mi turbi (1983)
Le Avventure dell’incredibile Ercole (1985)
Miranda (1985)
“Sogni e bisogni” (1985) TV mini-series
La Signora della notte (1985)
Le Foto di Gioia (1987)
L’iniziazione (1987)
Rimini Rimini (1987)
Teresa (1987)
Abbronzatissima (1987)
Roba da ricchi (1987)
l’ insegnante di violoncello (1989)
In nome del popolo sovrano (1990)
Per odio per amore (1991)
Vendetta: Secrets of a Mafia Bride (1991) (TV)
Donne sottotetto (1992)
Saint Tropez, Saint Tropez (1992)
Graffiante desiderio (1993)
Il Prezzo della vita (1993) (TV)
“Piazza di Spagna” (1993) TV mini-serie
Delitto passionale (1994)
La Strana storia di Olga O (1995)
Ladri si nasce (1997) (TV)
Gli Inaffidabili (1997)
Le Ragazze di Piazza di Spagna 1998 Serie TV
“Anni ’50” 1998 TV mini-series
Monella 1998
Radiofreccia 1998
Filmscoop è su Facebook: richiedetemi l’amicizia.
Il profilo è il seguente:
http://www.facebook.com/filmscoopwordpress.paultemplar
Dagmar Lassander
Anche Dagmar Lassander è stata una delle attrici più desiderate dello schermo nel periodo che va grosso modo dal finire del decennio sessanta alla metà degli anni ottanta. Dagmar,al secolo Dagmar Regine Hader nasce a Praga nel 1943,da madre tedesca e da padre francese; lei resterà sempre cittadina tedesca e sarà in Germania che girerà il suo primo film,nel 1966,Sperrbezirk, regia di Will Tremper.


Due fotogrammi tratti dal film Femina ridens
Bella,bionda, poco teutonica ma dai tratti decisamente scandinavi,la Lassander interpreterà oltre 70 film nel corso della sua carriera,che dura fino ai giorni nostri,nei quali si è riciclata come interprete di fiction.Dopo qualche film non distribuito in Italia,si fa notare in Il club degli assassini,diretto nel 1967 da Werner Jacobs.nel 1969 fa parte del cast di Un caso di coscienza, sotto la regia di Giovanni Grimaldi.
Una rara immagine tratta dal film Lo stallone
Il tradizionale buco nella serratura,il film è Classe mista
E’ proprio il 1969 l’anno di svolta della sua carriera;interpreta,per la regia di Piero Schivazappa,Femina ridens,ottimo successo sia di critica che di pubblico,al fianco di un biondissimo Philippe Leroy,che interpreta la parte di un dottore che ha paura degli amplessi sessuali. Dagmar mostra seni e qualche nudità fugace,il massimo per la morale del tempo,e tanto basta per farla diventare prigioniera di un clichè,al quale non sfuggiranno moltissime starlet di buone speranze non mantenute.

Dagmar Lassander in La lupa mannara
Nel 1970 lavora nel thriller Il rosso segno della follia, per la regia di Mario Bava e nel famoso e scabroso Le foto proibite di una signora per bene,di Luciano Ercoli.E’ un genere cinematografico snobbato dalla critica,ma premiato dal pubblico;l’anno successivo è nel cast di L’iguana dalla lingua di fuoco,di Riccardo Freda,mentre nel 1972 gira Guardami nuda,di Italo Alfaro.

Dagmar Lassander e Pippo Franco in Zucchero miele e peperoncino

Con Lino Banfi in Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio
Dagmar Lassander con Gloria Guida in Peccati di gioventù
Nel 1973 una parte importante:il regista De Martino la vuole nel film Il consigliori;è al fianco di Martin Balsam e di Thomas Milian,in un film di buon livello sulla mafia.Nel 1974 gira ben 5 film,gli erotici Verginità e Adolescenza perversa,la commedia Basta con la guerra,facciamo l’amore e Una donna per sette bastardi e Assassinio a sangue freddo.La sua notorietà è accresciuta,anche se Dagmar non riesce ad uscire dal clichè che la vuole bella e nuda.


Due immagini dal film Le foto proibite di una signora per bene
Delitto in formula uno
Anche nel 1975 gira essenzialmente commedie velate di erotismo,come Lo stallone,Il solco di pesca,nel quale recita con una giovanissima Gloria Guida e con Martine Brochard e Il vizio ha le calze nere,con Ninetto Davoli e Daniela Giordano.
Nel film Shark
Il 1976 è un anno importante:gira 12 film,un record,con pellicole di buon livello,come Il comune senso del pudore,nel quale è un’attrice che deve girare una scena sexy e all’ultimo momento fa ammattire il regista rifiutando il ruolo;partecipa al film di Di Leo Gli amici di Nick Hezard e a Il corsaro nero,di Sollima.

Un fotogramma del film Peccati di gioventù
Sembrerebbe la consacrazione definitiva,anche se in un certo tipo di cinema,per l’attrice tedesca;viceversa la crisi del cinema,dapprima solo leggera,poi sensibile,la porta ad accettare ruoli che non sfuggono al clichè dominante;finita l’epoca dell’erotismo conventuale e dei decamerotici,si affaccia la commedia erotica all’italiana,che la vedono protagonista in film di basso livello,come W la foca,anche se non mancano buone prove in pellicole per tutta la famiglia,come Piedone l’africano,al fianco di Bud Spencer.
Pelle su pelle
Continuano le sue apparizioni nei film commedia,come Zucchero miele e peperoncino e Occhio malocchio,prezzemolo e finocchio,commedie che strizzano l’occhio al sexy,pur essendo dignitose,in confronto all’ultima generazione di film anni 80,quella del filone Pierino.
da allora le sue partecipazioni in film destinati al grande schermo si diradano;a parte Topo Galileo,di Laudadio e Il piacere,di Joe D’amato,l’unico film di gran livello in cui recita è La famiglia,di Ettore Scola.
Da quel momento il cinema sembra dimenticarsi di lei,che migra sul piccolo schermo,con buoni risultati;è nei cast di I ragazzi della 3 C e I ragazzi del muretto,grossi successi di pubblico.E’ l’ultima apparizione sugli schermi italiani,datata 1991;da quel momento la bella Dagmar scompare anche dagli schermi televisivi.
Con Ugo Pagliai in Guardami nuda
Anche lei,come molte attrici che hanno conosciuto il successo nei 20 anni trascorsi tra l’epoca d’oro del cinema,dai metà anni 60 a i metà anni 80,non ha potuto esprimersi ai livelli per i quali era sicuramente portata,simpatica,fresca,conturbante ma non bomba sexy,Dagmar ha visto la sua carriera oscillare tra interpretazioni di buon livello e partecipazioni a film pecorecci,quelli di cassetta e per palati grossi.

Ligeia forever
Sas a San Salvador

L’iguana con la lingua di fuoco

Ritornano quelli della calibro 38
Andrea,l’esasperazione dell’amore nel desiderio femminile
Quella villa accanto al cimitero

La donna che violentò se stessa

Dagmar Lassander in Il corsaro nero

Il vizio ha le calze nere

Emanuelle nera n.2
La famiglia
Il piacere
Andrè, l’esasperazione dell’amore nel desiderio femminile
Straßenbekanntschaften auf St. Pauli

Basta con la guerra facciamo l’amore
L’adolescente
Von haut zu haut
Das wunder
I gabbiani volano basso
Sfida sul fondo
Tommaso

Sperrbezirk, regia di Will Tremper (1966)
Orgel und Raketen (1967)
Jerry Cotton (1967)
Il club degli assassini (Der Mörderclub von Brooklyn), regia di Werner Jacobs (1967)
Straßenbekanntschaften auf St. Pauli, regia di Werner Klinger (1968)
Andrea – Wie ein Blatt auf nackter Haut, regia di Hans Schott-Schöbinger 1968
Quartett im Bett, regia di Ulrich Shamoni 1968
Von Haut zu Haut, regia di Hans Schott-Schöbinger (1969)
Un caso di coscienza, regia di Giovanni Grimaldi (1969)
Femina ridens, regia di Piero Schivazappa (1969)
Alibi nella luce rossa, regia di José Gutiérrez Maesso (1970)
Il rosso segno della follia, regia di Mario Bava (1970)
Le foto proibite di una signora per bene, regia di Luciano Ercoli (1970)
L’iguana dalla lingua di fuoco, regia di Riccardo Freda (1971)
Guardami nuda, regia di Italo Alfaro (1972)
Il consigliori, regia di Alberto De Martino (1973)
Verginità, regia di Marcello Andrei (1974)
Adolescenza perversa, regia di José Bénazéraf (1974)
Basta con la guerra… facciamo l’amore, regia di Andrea Bianchi (1974)
Una donna per sette bastardi, regia di Roberto Bianchi Montero (1974)
Assassinio a sangue freddo (Pusteblume / Der wilde Blonde mit der heißen Maschine), regia di Adrian Hoven (1974)
Il vizio ha le calze nere, regia di Tano Cimarosa (1975)
Lo stallone, regia di Tiziano Longo (1975)
Il solco di pesca, regia di Maurizio Liverani (1975)
Peccati di gioventù, regia di Silvio Amadio (1975)
Il torcinaso – quando il sangue diventa bollente, regia di Giancarlo Romitelli (1975)
Sfida sul fondo, regia di Melchiade Coletti (1976)
Puttana galera – colpo grosso al penitenziario, regia di Gianfranco Piccioli (1976)
La prima notte di nozze, regia di Corrado Prisco (1976)
La lupa mannara, regia di Rino Di Silvestro (1976)
Frittata all’italiana, regia di Alfonso Brescia (1976)
Il comune senso del pudore, regia di Alberto Sordi (1976)
Classe mista, regia di Mariano Laurenti (1976)
Gli amici di Nick Hezard, regia di Fernando Di Leo (1976)
L’adolescente, regia di Alfonso Brescia (1976)
Emanuelle nera No. 2, regia di Bitto Albertini (1976)
Atti impuri all’italiana, regia di Oscar Brazzi (1976)
Il corsaro nero, regia di Sergio Sollima (1976)
Ritornano quelli della calibro 38, regia di Giuseppe Vari (1977)
Niñas… al salón, regia di Vicente Escrivá (1977)
Zavrashtane ot Rim, serie TV, regia di Ilya Velchev (1977)
I gabbiani volano basso, regia di Giorgio Cristallini 1978
Piedone l’africano, regia di Steno 1978
I racconti fantastici di Edgar Allan Poe, regia di Daniele D’Anza, miniserie TV (1979)
Zucchero, miele e peperoncino, regia di Sergio Martino (1980)
Black Cat (Gatto nero), regia di Lucio Fulci (1981)
Quella villa accanto al cimitero, regia di Lucio Fulci (1981)
W la Foca!, regia di Nando Cicero (1982)
Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio, regia di Sergio Martino (1983)
S.A.S. à San Salvador, regia di Raoul Coutard (1983)
Delitto in Formula Uno, regia di Bruno Corbucci (1984)
…e la vita continua, film TV, regia di Dino Risi (1984)
Shark: Rosso nell’oceano, regia di Lamberto Bava (1984)
La Piovra 2, serie TV, regia di Florestano Vancini (1985)
Aeroporto internazionale, serie TV, regia di Enzo Tarquini (1985)
Il piacere, regia di Joe D’Amato (1985)
Das Wunder, regia di Eckhardt Schmidt (1985)
Affari di famiglia, film TV, regia di Marcello Fondato (1986)
Topo Galileo, regia di Francesco Laudadio (1987)
L’ingranaggio, regia di Silverio Blasi (1987)
La famiglia, regia di Ettore Scola (1987)
I ragazzi della 3 C, serie TV, regia di Claudio Risi (1987)
Cerco l’amore, miniserie TV, regia di Paolo Fondato (1988)
Passi d’amore, regia di Sergio Sollima (1989)
I ragazzi della 3 C – La seconda serie, serie TV, regia di Claudio Risi (1989)
I ragazzi del muretto, serie TV, regia di Gianluigi Calderone, Ruggero Deodato, Lodovico Gasparini, Gianfrancesco Lazotti, Paolo Poeti, Rodolfo Roberti, Nini Salerno e Tomaso Sherman (1991)





Femi Benussi
E’ difficile,per chi non è stato ragazzo negli anni settanta,capire lo straordinario,magnetico erotismo che sprigionava Eufemia Benussi,in arte Femi,sull’immaginario collettivo dei giovani,ma non solo. Femi,nata a Rovigno nel 1945,ha attraversato con i suoi film tutto il decennio settanta,caratterizzandolo con la sua presenza conturbante,anche se mai volgare.Istriana,bella,affascinante,Femi girò il suo primo film nel 1965,con una pellicola di Pupillo,Il boia scarlatto,un thriller con qualche scena sexy molto castigata.Non era un granchè di parte,ma le servi per entrare nel mondo del cinema.Nel 1966 ebbe però la grande occasione,lavorare in Uccellacci e uccellini,al fianco del grande Totò in uno dei film più belli di Pier Paolo Pasolini;un biglietto di presentazione che avrebbe dovuto spalancarle le porte del cinema,in ruoli impegnativi,che erano sicuramente alla sua portata.Viceversa le cose non andarono così,e dopo due brevi apparizioni in Tre pistole contro Cesare e Brivido sulla pelle,entrò nei cast di due film poco importanti,Il tempo degli avvoltoi e Nato per uccidere,entrambi girati nel 1967.

Finalmente le mille e una notte
La svolta avviene nel 1968;gira,sotto la direzione di Malatesta,Samoa regina della giungla,al fianco di un’altra attrice di belle promesse,Edwige Fenech;da questo momento in poi diventa la femme fatale,conturbante,sexy.Partecipa ancora a qualche B movie,come L’assassino ha le mani pulite,poi le apparizioni in Vacanze sulla costa Smeralda e Quintana.Il successo arriva con l’interpretazione di Livia nel film Le calde notti di Poppea,primo vero sexy movie interpretato nel 1969,e subito dopo fa il bis con Tarzana sesso selvaggio.

Femi Benussi in Leva lo diavolo tuo da lo mio convento
Poichè nessuno sembra considerarla niente di più che una bambolona sexy, lei si adegua al clichè e dopo aver interpretato il thriller Il rosso segno della follia, entra nel cast di quello che sarà il film campione di incassi del 1971,Homo eroticus,al fianco di Lando Buzzanca,nel ruolo sexy di Ersilia.Le commedie erotiche si succedono a ritmo frenetico;interpreta decamerotici,come Finalmente le mille e una notte,nel quale è Zumurud,bella e seducente;gira Questa libertà di avere le ali bagnate e una sfilza di decamerotici,Canterbury proibito,Decameron 3,Le calde notti del Decameron ,intervallati solo dal poliziottesco La mala ordina. Si succedono altre commedie a sfondo erotico,come Poppea una prostituta al servizio dell’impero,nel quale ha la parte della protagonista,la moglie di Nerone,Poppea.
La moglie di mio padre
Gira Il prode Anselmo e il suo scudiero,film di Corbucci con un cast stellare,al fianco di Montesano,Banfi,Noschese,carotenuto e Macario.Siamo nel 1972,e la carriera della Benussi è lanciatissima;la sua bellezza,la sua sensualità attirano un vasto pubblico,e lei diventa la beniamina di quel genere un tantino scollacciato che è a metà strada tra l’erotismo pecoreccio e la pochade.Infila uno dietro l’altro film diversi come tematiche,dal buono Paolo il caldo a Bruna formosa cerca superdotato,da La ragazza di via Condotti a Carnalità,passando per uno degli ultimi decamerotici,I giochi de l’Aretino Pietro.
A parte Paolo il caldo, non sono film di alto livello,tuttavia sono seguitissimi.Il clima sociale e politico dell’Italia,che si avvia alla stagione degli anni di piombo,portano nel pubblico il disimpegno più totale. Ma il cinema sta per attraversare una grande crisi,dopo anni di vacche grasse;lavora ancora a film a sfondo erotico,come La novizia e Il domestico,e poichè la tendenza del cinema è quella di scoprire il sesso tra le mura di casa,eccola in prima fila,con i film Le dolci zie,Lezioni private,La collegiale.Ormai la chiamano solo per recitare senza veli,e lei si adegua.

Nel film Le impiegate stradali-Batton story
Negli anni successivi le sue apparizioni cinematografiche iniziano a diradarsi; i film del periodo 75-80 non sfuggono al clichè nella quale l’attrice è imprigionata;la commedia sexy,fatta di collegiali e dottoresse,di nipoti e zie fatali,la coinvolge ancora in film che si chiamano Classe mista,Che dottoressa ragazzi,La campagnola bella.
Lavora sempre meno, i suoi film si chiamano Peccatori di provincia,Il viziaccio,Malabestia.Nel 1983,dopo che negli anni ottanta si sono ricordati di lei solo per Corpi nudi e Torino centrale del vizio,recita nel suo ultimo film,Miizzica,ma che è proibitissimo?,il film di Bugnatelli che chiude le sue avventure cinematografiche.
Una vergine in famiglia
Della carriera della Benussi colpisce la mancanza di un vero film di qualità,oltre a Uccellacci e uccellini,che risale agli esordi;le sue doti di simpatia,la sua comunicativa,si rivolsero solo ai B movie,dove peraltro nobilitò pellicole improbabili. Resta il dubbio che avrebbe davvero potuto fare di più,e che alla fine sia rimasta prigioniera proprio di quel clichè che la voleva sexy e maliarda ad ogni costo.Di lei resta la bellezza non comune,un fisico minuto,ma armonico e una caterva di film non proprio memorabili.

Adolescenza perversa

Poppea… una prostituta al servizio dell’impero (1972)

Rivelazioni di un maniaco sessuale al capo della squadra mobile (1972)

I giochi proibiti de l’Aretino Pietro

Il boia scarlatto

Che fanno i nostri supermen tra le vergini della giungla?

Che dottoressa, ragazzi

Uccellacci e uccellini

Quintana

L’infermiera di campagna

La novizia

Il tempo degli avvoltoi

Il rosso segno della follia

I sette magnifici cornuti

Carnalità

L’assassino ha le mani pulite
Requiem per un gringo
Nato per uccidere
Il giustiziere sfida la città
Il boia scarlatto
Homo eroticus
Erotic passion
Death walks in Laredo
A suon di lupara
00 ciak operazione mondo
Storia di sangue
Una vergine per il principe
La dove non batte il sole
Stangata in famiglia
Samoa regina della giungla
Paolo il caldo
Mizzica ma che è proibitissimo
La sanguisuga conduce la danza
Il prode Anselmo e il suo scudiero
El Zorro
Blood money
Susanna e i suoi dolci vizi alla corte del re
Un apprezzato professionista di sicuro avvenire
Ti darò un posto all’inferno
Questa libertà di avere le ali bagnate
Il tuo piacere è il mio
Decameron n.3
Colpo grosso alla napoletana
C’est plus facile de garder la bouche ouverte
I sette del gruppo selvaggio
La campagnola bella
Un brivido sulla pelle
Il viziaccio
L’uomo venuto per uccidere
Se t’incontro t’ammazzo

Il Boia scarlatto (1965)
Tre pistole contro Cesare (1966)
Un Brivido sulla pelle (1966)
Uccellacci e uccellini (1966)
Il Tempo degli avvoltoi, Il (1967)
Samoa, regina della giungla 1968
Nato per uccidere (1967)
Zorro, El 1968
Un Hombre vino a matar 1968
Radhapura – Endstation der Verdammten 1968
The Biggest Bundle of Them All 1968
L’Assassino ha le mani pulite 1968
A suon di lupara 1968
Réquiem para el gringo 1968
Quintana (1969)
Vacanze sulla Costa Smeralda 1968
Frau Wirtin hat auch einen Grafen 1968
La morte bussa due volte (1969)
Tarzana, sesso selvaggio (1969)
Le Calde notti di Poppea (1969)
Il Rosso segno della follia (1970
Che fanno i nostri supermen tra le vergini della giungla? (1970)
Se t’incontro, t’ammazzo (1970)
Questa libertà di avere… le ali bagnate (1971)
Un Apprezzato professionista di sicuro avvenire (1971)
Le Belve (1971)
Homo Eroticus (1971)
Rivelazioni di un maniaco sessuale al capo della squadra mobile (1972
Le Calde notti del Decameron (1972)
Decameron No. 3 – Le più belle donne del Boccaccio(1972
Storia di sangue (1972)
Canterbury proibito (1972)
Finalmente… le mille e una notte (1972)
Il Prode Anselmo e il suo scudiero (1972)
Poppea… una prostituta al servizio dell’impero (1972)
La Mala ordina (1972)
I Giochi proibiti dell’Aretino Pietro (1973)
La Ragazza di Via Condotti(1973)
Il Tuo piacere è il mio (1973)
Leva lo diavolo tuo dal… convento (1973)
Paolo il caldo (1973)
Quando l’amore è sensualità (1973)
Bruna, formosa, cerca superdotato per tango a Milano (1973)
Sette magnifici cornuti (1974)
Là dove non batte il sole (1974)
Carnalità (1974)
Il Domestico (1974)
A pugni nudi (1974)
C’est plus facile de garder la bouche ouverte (1974)
Adolescenza perversa(1974)
La Collegiale (1975)
La Commessa (1975)
Le Dolci zie (1975)
Lezioni private (1975)
Mala, amore e morte (1975)
La Novizia (1975)
La Sanguisuga conduce la danza (1975)
Una Vergine in famiglia (1975)
Nude per l’assassino (1975)
Il Giustiziere sfida la città (1975)
I Sette del gruppo selvaggio (1975)
L’Assassino è costretto ad uccidere ancora (1975)
Che dottoressa ragazzi (1976)
La Moglie di mio padre (1976)
La Cameriera nera (1976)
Campagnola bella (1976)
Classe mista (1976)
Le Impiegate stradali – Batton Story (1976)
Peccatori di provincia (1976)
La Professoressa di lingue (1976)
Stangata in famiglia (1976)
Un Toro da monta (1976)
Malabestia 1978
Dolce pelle di donna 1978
L’Infermiera di campagna 1978
Isola meccanica 1978
Cara dolce nipote 1978
Torino centrale del vizio (1979)
Il viziaccio (1980 )
Erotiko pathos (1981)
Mizzzica… ma che è proibitissimo? (1983)
Corpi nudi (1983)






Janet Agren
Oggi è una matura signora sulla soglia dei 60 anni,che porta ancora splendidamente. E’ nata in Svezia,a Landskrona il 6 aprile del 1949.Si è messa giovanissima in evidenza per la sua particolare bellezza,che le ha permesso di vincere il titolo di miss Svezia.In Italia ha fatto subito cinema, con una parte nel film Colpo di stato di Luciano Salce nel 1968.
Janet Agren nel film Aragosta a colazione
Dopo aver partecipato,sempre in ruoli marginali a pellicole poco importanti come Donne,botte e bersaglieri di Deodato,1968 e al film I due crociati, con il duo Franchi e Ingrassia, lavora al fianco di Lino Capolicchio in una parte importante nel film Il giovane normale,di Dino Risi.
Nel film Fiorina la vacca
A questo punto il produttore Cristaldi decide di scritturarla e la fa lavorare in due classici della risata,con la coppia Noschese-Montesano:il primo film è Io non spezzo,rompo mentre il successivo Io non vedo,tu non parli,lui non sente, diretto da Camerini le dona una buona notorietà.
Janet Agren in un’altra scena di Aragosta a colazione
E’ pronta per prove più importanti, che arrivano con due film di grandi registi; il primo,diretto da Billy Wilder al fianco di Jack Lemmon, Che cosa è successo tra tuo padre e mia madre mentre il secondo è diretto da Scola, al fianco di Sordi, La più bella serata della mia vita.
Janet Agren in due fotogrammi dal film Mangiati vivi
Sembrerebbe tutto facile,ma la ragazzona svedese sceglie la via meno ardua della commedia erotica all’italiana,specializzandosi in ruoli tipici di quei film,di bellona pronta a togliersi i vestiti.
Arrivano così pellicole che si chiamano Fiorina la vacca,Racconti proibiti…di niente vestiti,L’erotomane. Nel frattempo si sposa e arriva al successo della grande platea con un originale televisivo di enorme popolarità,L’amaro caso della baronessa di Carini; divide al quel punto la sua carriera tra film del filone poliziotesco, come La polizia interviene:ordine di uccidere e commedie leggere come Paolo Barca,maestro elementare praticamente nudista,al fianco di Pozzetto.
Nel film Mangiati vivi
La bionda e algida attrice svedese avrebbe anche le doti per interpretare film più importanti,ma evidentemente i registi la vogliono nel ruolo della bellona; lei si concede senza però mai sorpassare i confini di un erotismo molto soft,casalingo.

Janet Agren in Tecnica di un amore
Dopo la seconda metà degli anni settanta gira film che si chiamano Mangiati vivi,Il commissario di ferro,Il commissario Verrazzano; sono molte le sue partecipazioni marginali a film altrettanto marginali. Negli anni ottanta lavora con Villaggio nel film Sogni mostruosamente proibiti; poi passa alla commedia brillante,con Ricchi,ricchissimi,praticamente in mutande,con Aragosta a colazione,Questo e quello,Vediamoci chiaro.E’ la commedia all’italiana,resuscitata e resa brillante ma senza quelle caratteristiche pregnanti che ne avevano fatto la fortuna del cinema italiano.
Un altro film degli esordi, I due crociati
La carriera della Agren si conclude,cinematograficamente,nel 1992,con il film Il ragazzo dal kimono d’oro 5;è chiaramente stanca di un mondo che non sembra appartenerle,e passa al settore commercio,acquistando dei negozi di abbigliamento negli Usa.
La Agren è stata un’attrice specializzata in ruoli di secondo piani; brava, ma senza particolari qualità recitative,ha vissuto la notorietà derivatale dai film interpretati con freddezza nordica.E con altrettanta freddezza è uscita di scena.

La più bella serata della mia vita

Io non vedo, tu non parli, lui non sente
Vendetta napoletana
Chi dice donna dice donna
Prestami tua moglie

L’onorevole con l’amante sotto al letto

Indagine su un delitto perfetto
Un giovane normale
Pulp
Mystere
Khalidor
Ingrid sulla strada
Il commissario di ferro
Racconti proibiti di niente vestiti
L’amaro caso della baronessa di Carini
Vediamoci chiaro
Vai col liscio
Superfantagenio
Stato interessante
Sette ragazze di classe
Ricchi,ricchissimi,praticamente in mutande
Paura nella città dei morti viventi
Paolo Barca maestro elementare praticamente nudista
Occhio,malocchio,prezzemolo e finocchio
L’erotomane
L’assassino ha riservato 9 poltrone
La vita a volte è molto dura,vero Provvidenza?
Il saprofita
Il commissario Verrazzano
Colpiscono senza pietà
Bermude la fossa maledetta
Bakterion
Yado
Donne botte e bersaglieri
La notte degli squali
Per amore
Vendetta dal futuro
Quantunque io (Programma TV)
A chi tocca tocca
Cosa è successo tra tuo padre e mia madre
Il ragazzo dal kimono d’oro
Io non spezzo rompo
Sensualidad
* I due crociati 1968
* Donne, botte e bersaglieri 1968
* Du soleil plein les yeux 1969
* Il giovane normale 1969
* Pussycat, Pussycat, I Love You (1970)
* Io non vedo, tu non parli, lui non sente (1971)
* Io non spezzo… rompo (1971)
* Racconti proibiti… di niente vestiti (1972)
* Fiorina la vacca (1972)
* Colpiscono senza pietà (Pulp) (1972)
* Che cosa è successo tra mio padre e tua madre? (Avanti!) (1972)
* La più bella serata della mia vita (1972)
* La vita, a volte, è molto dura, vero Provvidenza? (1972)
* Tecnica di un amore (1973)
* Ingrid sulla strada (1973)
* Il saprofita (1974)
* L’erotomane (1974)
* L’assassino ha riservato nove poltrone (1974)
* Sensualidad (1975)
* La polizia interviene: ordine di uccidere! (1975)
* Paolo Barca, maestro elementare, praticamente nudista (1975)
* L’amaro caso della baronessa di Carini (1975) Sceneggiato Tv
* Per amore (1976)
* I vivi invidieranno i morti (Bakterion) (1976)
* Chi dice donna, dice donna (1976)
* Vai col liscio (1976)
* Stato interessante (1977)
* Il commissario di ferro 1978
* Bermude: la fossa maledetta 1978
* A chi tocca, tocca…! (Agenten kennen keine Tränen) 1978
* Indagine su un delitto perfetto 1978
* Il commissario Verrazzano 1978
* I racconti fantastici di Edgar Allan Poe (1979) Miniserie TV
* Aragosta a colazione (1979)
* Sette ragazze di classe (1979)
* Prestami tua moglie (1980)
* Vendetta napoletana (Maria – Nur die Nacht war ihr Zeuge) (1980)
* Mangiati vivi! (1980)
* Paura nella città dei morti viventi (1980)
* L’onorevole con l’amante sotto il letto (1981)
* La gatta da pelare (1981)
* Se Parigi… (1982) Serie TV
* Ricchi, ricchissimi, praticamente in mutande (1982)
* Sogni mostruosamente proibiti (1982)
* Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio (1983)
* Mystère (1983)
* Questo e quello (1983)
* Vediamoci chiaro (1984)
* Red Sonja (1985)
* Superfantagenio (1986)
* Vendetta dal futuro (1986)
* La notte degli squali (1987)
* Il ragazzo dal kimono d’oro (1987)
* Quella villa in fondo al parco 1988
* Magdalene (1989)
* Per sempre (1991)
* Il ragazzo dal kimono d’oro 5 (1992)
Laura Gemser
Pelle ambrata,volto bellissimo,corpo sensuale e morbido.due occhi profondi;Laura Gemser,nata nel 1950 nell’isola di Giava,ha avuto tutte le doti fisiche necessarie per sfondare nel cinema.Ma,alla fine,è diventata si un’icona, ma di quel tipo di cinema definito di serie B, il cinema erotico e pruriginoso che tanto è andato di moda negli anni settanta e ottanta.

Laura Gemser nel film Voglia di donna
Laura Gemser deve comunque la sua notorietà ad uno dei numerosi cloni del film principe dell’erotismo,Emmanuelle,creato dalla regina dell’erotismo,Emanuelle Arsan,che vide la sua eroina,originariamente interpretata da Silvia Kristel,riproposta più volte come l’Antivergine.
E fu proprio nel film Emmanuelle l’antivergine,diretto da Francis Giacobelli nel 1975,che iniziò la carriera della Gemser,da quel momento indissolubilmente legata al personaggio di Emanuelle.

Con Dirce Funari in Le notti erotiche dei morti viventi
Ma il vero colpo di fortuna fu l’aver accettato il ruolo dell’eroina dell’erotismo nel film Emmanuelle nera,diretto da Adalberto Albertini,ruolo che finirà per diventare una sua seconda pelle. La carriera di Laura decolla,e gira,sempre nel 1975,Emmanuelle nera Orient reportage,per la regia di Joe D’Amato,pseudonimo dell’italianissimo Aristide Massaccesi,che diventerà oltre che il regista preferito di Laura,un vero e proprio amico.

Nel film Eva nera (1976)
La carriera di Laura decolla,il suo personaggio diventa ben presto il più amato dal pubblico maschile,quello alla ricerca di emozioni soft;perchè la Gemser gira film erotici,mai pornografici,anche se qualche produttore furbo incolla nei suoi film parti di altri film decisamente più osè,cercando grazie al nome della Gemser una maggior audience.
La donna della calda terra
Nel 1976 abbandona temporaneamente il personaggio di Emanuelle,per girare tre film;Eva nera,diretto da D’Amato,La nave dei dannati,per la regia di Stuart Rosenberg.La sua parte nel film è praticamente ridotta all’osso,difatti non parla mai come racconta in un’intervista: “Avevano mandato alla produzione tutta una serie di foto di ragazze che dovevano sembrare cubane… tra tutte queste hanno scelto proprio me. Mi ha scelto Stuart Rosemberg, il regista, e a me non sembrava vero. Poi, se guardi La Nave dei dannati devi stare attento se no non mi vedi… hanno tagliato un sacco di scene, perchè all’inizio il film doveva essere lunghissimo. Io non parlavo mai, seguivo Orson Wells ovunque andava.Era un tipo grosso (ride)… camminava malissimo proprio per questa sua stazza… Mi ricordo che passava le giornate chiuso in camera, non voleva parlare mai con nessuno. Anche quando Fay Dunaway andava a cercarlo perchè voleva parlare con lui, Orson si ritraeva, non voleva incontrarla… Poveretta, lei era venuta sul set apposta perchè voleva parlare con lui. Ma Orson dopo il ciak si chiudeva in camera.”
Laura nel film La via della prostituzione
Compare nel film I due superpiedi quasi piatti al fianco della coppia Hill-Spencer,mentre nel 1977 riprende il personaggio di Emanuelle,girando Emanuelle,perchè violenza alle donne,Suor Emanuelle e Emanuelle e gli ultimi cannibali
Nel 1976 sul set di Emanuelle nera conosce l’attore Gabriele Tinti,a cui legherà il proprio destino sentimentale,fino al 1991,in cui l’attore morirà improvvisamente per un infarto.Uno dei film americani dell’attrice è Ritorno all’inferno, nel quale assume lo pseudonimo di Moira Chen.Ecco come ricorda il film l’attrice: “Presi questo pseudonimo per volere del regista e della produzione. Loro non volevano che si collegasse il mio passato “erotico” con il film, che era una storia per tutta la famiglia. Così mi diedero il nome di Moira Chen, ma non è servito a niente perchè tutti hanno scritto: Moira Chen è Laura Gemser (ride). Hall Bartlett, il regista, era un americano che voleva cambiare la mia vita. Sai, quelle cose anche un po’ antipatiche… Un moralizzatore. Mi obbligava a negare anche davanti all’evidenza. Quando in Thailandia la gente mi diceva: “Ma tu sei Laura Gemser?” io dovevo dire: “No… no, sono Moira Chen”. Era imbarazzante.”
La carriera di Laura,dopo i sequel che la vedono protagonista nei panni di Emanuelle,prosegue con una lunga sfilza di film definibili come B movie,tra i quali gli unici degni di menzione sono:Le notti erotiche dei morti viventi,del solito D’Amato,L’Alcova.
Nel film Emanuelle in America
La sua carriera si chiude ufficialmente nel 1990,con il film una tenera storia.La morte di Tinti,il suo compagno,la convince e ritirarsi a vita privata,cosa che aveva sempre sognato,essendo Laura,paradossalmente,una donna molto timida e riservata,lontanissima dal suo personaggio di sogno erotico. Dal 1991 vive assolutamente impegnata nella difesa della sua privacy,con il nuovo compagno,George Eastman,occupandosi prevalentemente dei suoi hobby.

Laura Gemser nel film I due superpiedi quasi piatti
Black Emanuelle
Safari senza ritorno
Notti porno nel mondo
Love is forever
Love camp
L’infermiera di campagna
La signora di Wall Street
La donna della calda terra
Interzone
Horror safari
Sexy moon
Pomeriggio caldo
Metamorphosys
La spiaggia del desiderio
Il fiore della passione
Ator
11 giorni 11 notti

Queen of sados

Emanuelle e gli ultimi cannibali
Caligola, la storia mai raccontata

Love camp

Fury

Emanuelle around the world

Riflessi di luce
Emanuelle 2
Emanuelle e gli ultimi cannibali
Endgame-Bronx lotta finale
Skipper colpo imperfetto

Amore libero – Free Love
Emanuelle nera
Emmanuelle l’antivergine
Emanuelle nera – Orient Reportage
Eva nera
La nave dei dannati
La spiagga del desiderio
I due superpiedi quasi piatti
Voto di castità
Emanuelle in America
Emanuelle: perché violenza alle donne?
Emanuelle e gli ultimi cannibali
Suor Emanuelle
Velluto nero
Exit 7
La via della prostituzione
L’infermiera di campagna
Le notti porno del mondo
Voglia di donna
Collections priveés
La donna della calda terra
Laura’s desires
Malizia erotica
Sexy Moon
Brigade criminelle
Follia omicida
Le notti erotiche dei morti viventi
Sexy erotic love
Bushido, la spada del sole
Die Todesgöttin des Liebescamps
Ator l’invincibile
Caligola, la storia mai raccontata
La belva dalla calda pelle
Safari senza ritorno
Violenza in un carcere femminile
Blade Violent – I violenti
Endgame, gioco finale
Le Déchaînement pervers de Manuela
Love is forever
L’alcova
Il piacere
Voglia di guardare
Delizia
Pomeriggio caldo
Amore sporco
Riflessi di luce
Top model
Blue angel cafe
Dove vuoi quando vuoi
La signora di Wall Street
Ator l’invincible
DNA formula letale
La stanza delle parole
Undici giorni, undici notti 2
Una tenera storia









Edwige Fenech
Con una battuta abbastanza cattiva, un suo critico la definiva “l’attrice più pulita dello schermo“, perchè in ogni suo film era impegnata a farsi due o più docce;se vogliamo è una delle definizioni che potrebbero indicare il percorso di attrice di Edwige Fenech,da Bona (Algeria),dove è nata nel 1948 da padre maltese e madre siciliana.
Dal 1967,anno in cui interpretò una particina nel film Alle dame del castello piace molto fare quello,al 1988,quando interpretò l’ultimo film per il grande schermo,Un delitto poco comune,prima di passare alla tv come conduttrice e come attrice di fiction,la Fenech ha lavorato in produzioni in anticipo sui tempi,anche se spesso collegati a film considerati B movie;è stata una delle prime a partecipare al filone del thriller erotico,una delle prime a inaugurare la fortunata stagione dei decamerotici,ed anche l’antesignana dei film del filone militaresco,con parti da vigilessa,soldatessa,colonnello ecc.Una produzione,la sua,accentrata quasi esclusivamente sulla sua figura,quasi sempre nuda,perchè così la voleva il folto gruppo di ammiratori maschili dell’attrice; grazie ad una bellezza davvero straordinaria,e con un corpo voluttuoso e ben formato,la Fenech bucava lo schermo. I registi presero quindi a cercarla sopratutto per affidarle ruoli sexy,anche se lontani anni luce dal cinema più sguaiato;nonostante l’etichetta di attrice sexy,la Fenech non ha mai derogato al suo codice etico,e le scene dei suoi film,guardati sopratutto oggi,rivelano un mondo in cui l’erotismo è fatto più di ammiccamenti che di scene di sesso.

Non ha mai rivestito ruoli di femme fatale,ma piuttosto quelli di oscuro oggetto del desiderio;è stata nonna,zia,insegnante e pretora,poliziotta e cugina;è stata Giovannona coscialunga e Ubalda tutta nuda e tutta calda,Antonia monica e dimonia,ma anche protagonista di decorosi thriller di buona fattura,come Lo strano vizio della signora Ward e Perchè quelle gocce di sangue sul corpo di Jennifer.
Ha formato sodalizi abbastanza lunghi e fruttuosi con Lino Banfi,con Pippo Franco;ha lavorato con Tognazzi,Montesano e Pozzetto.
E’ stata,in definitiva,un’attrice per tutte le stagioni;non ha mai avuto recitazioni clamorose,osannate dalla critica,che non le ha mai perdonato,con un pizzico di supponenza,l’aver partecipato a film considerati di serie B;ma i suoi film hanno avuto il merito indiscutibile di portare al cinema tre generazioni di spettatori,e oggi,molti di quei film considerati con scetticismo dalla critica,sono diventati dei cult.

Una giovanissima Fenech in Alle dame del castello……
Interpretare film a tema definito significa anche accettare ruoli in produzioni spesso scadenti, giocate sull’avvenenza fisica delle protagoniste o quanto meno prive di una trama vera e propria, usate a pretesto per scene di nudo, cosa che sul finire degli anni sessanta caratterizzò buona parte delle produzioni cinematografiche, a partire dal 1970, quando l’allentamento delle maglie della censura, unite alla modernizzazione dei costumi, permise l’arrivo, sugli schermi, dei primi nudi integrali.
Anna quel particolare piacere
Edwige Fenech è stata una delle primissime attrici chiamate a interpretare questi ruoli, grazie come già detto alla statuaria bellezza del suo corpo, al fascino personale e sopratutto alle innate doti di simpatia della stessa. Assieme a film che si chiamano Alle dame del castello piace molto fare quello,uno dei suoi primi film arrivati più tardi, in Italia girati all’estero dove la censura era sicuramente più blanda che in Italia, la Fenech ha alternato partecipazioni a film smaccatamente a tema se non erotico, basati molto sul nudo, come Samoa regina della giungla, film del 1968 di Malatesta, in cui è una splendida regina accanto ad un’altra bellissima dello schermo, Femi Benussi, a film basati sul successo del momento,
Il tema ricorrente sia a livello sociale che cinematografico, come Don Franco e Don Ciccio nell’anno della contestazione,fil di Marino Girolami del 1969, in cui lavora per la prima volta con un suo partner storico, Lino Banfi, ancora poco conosciuto dalle grandi platee, passando per produzioni come Top Sensation, film diretto da Ottavio Alessi nel 1969, in cui recita accanto a Rosalba Neri, che all’epoca era più famosa di lei, che fanno proprio dell’erotismo la parte centrale del film, l’elemento dominante.

La Fenech in Dottor Jekyll e gentile signora
Sono gli anni di Il trionfo della casta Susanna, di Franz Antel, recitato accanto a Margareth Lee e Lando Buzzanca, di L’uomo dal pennello d’oro, titolo ammiccante per un film in cui in pratica è la vera protagonista, I peccati di Madame Bovary, film diretto da Hans Schobinger, in cui è Emma Bovary in una trasposizione sottilmente erotica del romanzo di Flaubert. Tre anni, quelli dal 1967 al 1969, in cui gira ben 14 pellicole, in cui ha modo di mostrare sensualità, bellezza e anche qualche buona dote recitativa, anche se, come abbiamo visto, limitata a pellicole non indimenticabili.

Don Franco e Don Ciccio nell’anno della contestazione
Sono proprio gli anni settanta, sin dal loro inizio, creare la sua fama e a darle notorietà, a cominciare da quel Satiricosissimo, diretto da Mariano Laurenti, in cui è una stupenda Poppea, moglie di Nerone, accanto al duo comico Franchi e Ingrassia, peraltro in fase calante.E’ un’artista eclettica, tant’è vero che troverà un’altra strada fertile nel genere del thriller all’italiana, nato sulla scia dell’incredibile successo di L’uccello dalle piume di cristallo; grazie a Mario Bava, che le affidò il ruolo di Marie nel film 5 bambole per la luna d’agosto, si impose in quelli che oggi sono considerati dei piccoli gioielli del filone, Lo strano vizio della signora Wardh, nel ruolo di Julie Wardh, per la regia di Sergio Martino, opera datata 1971,
Tutti i colori del buio, nel ruolo di Jane, sempre per la regia di Martino, nel 1972, Perchè quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer, di Carnimeo, nel ruolo di Jennifer, e infine il ruolo di Floriana in Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave,, ancora una volta diretta da Martino, sempre nel 1972, per chiudere con Anna, quel particolare piacere, ancora con Carnimeo nel ruolo di anna, uno strano film che mescolava il thriller all’erotismo al giallo.

Il tuo vizio è una stanza chiusa…
La Fenech diventò ben presto una star, pur con le limitazioni dovute alla scarsa considerazione della critica, ma con un seguito di pubblico davvero eccellente. Anche perchè, accanto ai thriller, iniziò a lavorare per produzioni della nuova commedia all’italiana, versione sexy;film come Le calde notti di Don Giovanni, i decamerotici Quel gran pezzo della Ubalda, Quando le donne si chiamavano madonne, La bella Antonia prima monica poi dimonia confermano la sua fama. Sono film spesso a basso costo, pur potendo contare su cast di buon rilievo; in Quel gran pezzo della Ubalda, regia di Laurenti,1972, la Fenech lavora con Pippo Franco e con Karin Schubert,
in Quando le donne si chiamavano madonne di Aldo Grimaldi è al fianco di Vittorio Caprioli e Mario Carotenuto,in La bella Antonia prima monica poi dimonia, sempre diretta dall’onnipresente Laurenti, è con Garrone e Malisa Longo.Ma è proprio grazie alla commedia sexy all’italiana, di cui fu la protagonista più famosa, la regina indiscussa del genere,che raggiunse il massimo della popolarità;con Giovannona coscialunga, disonorata con onore, titolo di culto del 1973, diretta da Sergio Martino, raggiunge l’apice della popolarità,accanto al solito Pippo Franco, prima di ottenere un altro grande successo personale interpretando la vedova Caterina, accanto a Carlo Giuffrè, in La vedova inconsolabile ringrazia quanti la consolarono successo bissato l’anno successivo, il 1974, con La signora gioca bene a scopa?, di Carnimeo, sempre accanto a Giuffrè.
La miscela dei film, un misto di commedia, ironia, battute comiche e qualche scenetta sexy con la Fenech impegnata a mostrare generosamente il proprio corpo, funziona oltre tutte le previsioni, e sempre più spesso, tra i film più visti, c’è una pellicola con la splendida Edwige protagonista.Arrivano così i buoni successi di Innocenza e turbamento, L’insegnante,La poliziotta fa carriera,Grazie… nonna , prima di una breve incursione nel thriller con Nude per l’assassino, film del 1975 diretto da Andrea Bianchi, nel quale è Magda, la donna di Carlo, un fotografo impersonato da Nino Castelnuovo.Edwige Fenech inaugura così altri filoni secondari della commedia sexy, interpretando Il vizio di famiglia,1975, di Laurenti, La moglie vergine,di Marino Girolami, capostipiti del genere parentale che comprenderà nonne, zie, cugine mariti e mogli e La dottoressa del distretto militare, di Nando Cicero, capostipite del genere soldatesse e colonnelli,

La poliziotta della squadra del buon costume
Tra il 1976 e il 1979 Edwige Fenech , ormai l’attrice sexy più famosa d’italia, lavora in pellicole che hanno sempre la stessa matrice, ma che sono al tempo stesso una specie di trademark personale, ovvero film semplici, spesso divertenti, in cui l’innocenza delle situazioni sexy è davvero disarmante, in netto contrasto con il proliferare di prodotti clone, con trame spesso scollacciate e infarcite di doppi sensi e nudità gratuite. Gira cosi Cattivi pensieri accanto a Tognazzi, 40 gradi all’ombra del lenzuolo di Martino accanto alla Bouchet e a Montesano, in un episodio in cui interpreta un personaggio che si chiama, omen nomen, Chiapponi;poi, in rapida successione, La pretora, taxy girl, La soldatessa alla visita militare, La soldatessa alle grandi manovre,L’insegnante viene a casa, L’insegnante va in collegio….

La signora gioca bene a scopa?
Dal 1979 seleziona ancor più i suoi lavori, scegliendo prodotti che ormai vanno bene anche per il pubblico dei giovanissimi, film in cui il tradizionale Vietato ai minori è davvero ridotto al lumicino; si tratta di film di buona fattura, come La patata bollente, accanto a Pozzetto, il film a episodi Sabato domenica e venerdi, in cui è una deliziosa giapponesina, l’ingegner Tokymoto,Amori miei e Zucchero miele e peperoncino.

La soldatessa alla visita militare

La soldatessa alle grandi manovre
Una tendenza che non tradirà pù, lavorando ancora per Sordi in Io e Caterina, con festa Campanile nell’ottimo Il ladrone, accanto a Caleb/ Montesano, e ancora in Cornetti alla crema, Asso, Sono fotogenico.Con gli inizi degli anni ottanta, sceglie di diradare le sue apparizioni, in concomitanza anche con il declino della commedia sexy all’italiana; inizierà così la citata professione di produttrice accanto a quella di conduttrice tv, dove conoscerà nuova fama, grazie alle sue straordinarie qualità di entertainer, che la porterà nelle case degli italiani con Domenica in.
Oggi, è una signora di 60 anni ricca di fascino e di charme, raffinata, elegante, a suo agio in qualsiasi situazione, grazie a quell’eleganza innata, a quella simpatia che sono state, in questi ultimi 40 anni, il suo vero segreto.

Nel film Il ladrone.….

Perchè quelle gocce di sangue sul corpo di Jennifer?

Tutti i colori del buio

Testa o croce

Sballato gasato completamente fuso

Sabato,domenica e venerdi

Quel gran pezzo della Ubalda

L’uomo dal pennello d’oro

Le Mans scorciatoia per l’inferno

Le calde notti di Don Giovanni

La vergine, il toro e il capricorno
Samoa regina della giungla

La vedova inconsolabile ringrazia quanti la consolarono

La moglie in vacanza,l’amante in città

La bella Antonia

Dio, sei proprio un padreterno

Deserto di fuoco

5 bambole per la luna d’agosto

Innocenza e turbamento

Il trionfo della casta Susanna

Il grande attacco

Fuori uno, sotto un altro arriva il Passatore

Vacanze in America
Delitti privati
Il figlio di Aquila nera
La figlia del capitano
Un altro fotogramma da Il figlio di aquila nera
Il ficcanaso
Hostel 2
Amori miei
Nude per l’assassino
Un delitto poco comune

Alle dame del castello piace molto fare quello… 1967
Samoa, regina della giungla 1968
Il figlio di Aquila Nera 1968
Susanna… ed i suoi dolci vizi alla corte del re (Frau Wirtin hat auch einen Grafen) 1968
Testa o croce (1969)
Don Franco e Don Ciccio nell’anno della contestazione 1969
Top Sensation 1969
Il trionfo della casta Susanna (Frau Wirtin hat auch eine Nichte) 1969
Mia nipote… la vergine (Madame und ihre Nichte) 1969
L’uomo dal pennello d’oro (Der Mann mit dem goldenen Pinsel) 1969
Desideri, voglie pazze di tre insaziabili ragazze (Alle Kätzchen naschen gern) 1969
I peccati di Madame Bovary (Die Nackte Bovary) 1969
Satiricosissimo 1970
Le Mans – Scorciatoia per l’inferno 1970
5 bambole per la luna d’agosto 1970
Deserto di fuoco 1971
Lo strano vizio della signora Wardh 1971
Le calde notti di Don Giovanni 1971
Tutti i colori del buio 1972
Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave 1972
Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer? 1972
Quando le donne si chiamavano Madonne 1972
La bella Antonia, prima Monica e poi Dimonia 1972
Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda 1972
Giovannona coscialunga, disonorata con onore 1973
Dio, sei proprio un padreterno! 1973
Fuori uno sotto un altro… arriva il passatore 1973
Anna, quel particolare piacere 1973
La vedova inconsolabile ringrazia quanti la consolarono 1974
La signora gioca bene a scopa? 1974
Innocenza e turbamento 1974
Il vizio di famiglia 1975
Scandali in provincia 1975
La moglie vergine 1975
L’insegnante 1975
Grazie… nonna 1975
Nude per l’assassino 1975
La dottoressa del distretto militare 1976
La poliziotta fa carriera 1976
40 gradi all’ombra del lenzuolo 1976
Cattivi pensieri 1976
La pretora 1976
La vergine, il toro e il capricorno 1977
Taxi Girl 1977
La soldatessa alla visita militare 1977
Il grande attacco 1978
L’insegnante va in collegio 1978
La soldatessa alle grandi manovre 1978
Sabato, domenica e venerdì 1979
La patata bollente 1979
Dottor Jekyll e gentile signora 1979
Amori miei 1979
La poliziotta della squadra del buon costume 1979
L’insegnante viene a casa 1979
Zucchero miele e peperoncino 1980
Sono fotogenico 1980
Il ladrone 1980
La moglie in vacanza… l’amante in città 1980
Io e Caterina 1980
Il ficcanaso 1980
Cornetti alla crema 1981
Asso 1981
Zitto quando parli (Tais-toi quand tu parles!) 1981
La poliziotta a New York 1981
Sballato, gasato, completamente fuso 1982
Ricchi, ricchissimi, praticamente in mutande 1982
Il paramedico 1982
Vacanze in America 1984
Un delitto poco comune 1988






Sergio Leone,la trilogia del dollaro
I primi anni sessanta non sono,per il cinema italiano,anni di vitalità straordinaria.
L’epoca dei film neorealisti,di quel cinema del dopoguerra fervido di idee e di voglia di ricominciare,è alle spalle.
Il cinema d’autore,in debito d’ossigeno,vive una fase di stanca,difatti
gli schermi si popolano di peplum e di film d’importazione,di piccole commedie all’italiana o di timidi film sexy,che avranno la loro consacrazione agli inizi degli anni settanta.
Il quadro d’assieme ha tinte opache.
Non ci sono molte idee,e ci si arrangia alla meglio.
Nel 1964 esce un film filmato da Bob Robertson,Per un pugno di dollari.
E’ un film girato in stretta economia,con attori quasi sconosciuti,fra i quali spiccano l’americano Clint Eastwood e l’italiano Gian Maria Volontè.
Il genere è il western,che in Italia ha avuto sempre un discreto successo.
Il cannovaccio classico fino a quel momento aveva visto come protagonisti i rudi cowboys,i pellerossa generalmente cattivi e dipinti come selvaggi senz’anima e i prodi e baldanzosi soldati a cavallo.
Il film di Robertson,dietro il cui pseudonimo si cela l’italianissimo Sergio Leone era stato girato quasi per scommessa.

Clint Eastwod, il Monco-Per qualche dollaro in più
Gian Maria Volontè, Indio- Per qualche dollaro in più
Lee Van Cleef, il colonnello Mortimer-Per qualche dollaro in più
E diventa un autentico caso internazionale.
Alla sua uscita brucia tutti i botteghini,arrivando ad incassare la cifra record di tre miliardi di lire.
L’enorme scalpore suscitato dal film portò alla ribalta il suo autore,che potè finalmente mostrare a tutti la sua identita.
Non un regista americano,ma un italianissimo figlio d’arte.
Robertson difatti significa figlio di Roberti, pseudonimo usato dal padre Vincenzo Leone.
La trama del film è sostanzialmente molto semplice.
In un paese del confine messicano arriva un cavaliere senza nome.
Affronta una banda che terrorizza la zona,la sbaraglia e scompare nel nulla,in silenzio,così com’era arrivato.Di lui non si sà nulla,nemmeno il nome.
Il film era stato girato come già detto in stretta economia,in Spagna.
Leone si era ispirato volutamente ad un’opera del 1961 di Akyra Kurosawa,La sfida del samurai.
Lo straordinario successo del film costa a Leone una denuncia di plagio,che si concluderà con una condanna:in Giappone,Corea e Formosa i diritti esclusivi del film saranno introitati dalla casa di produzione di Kurosawa,assieme al 15% dei diritti mondiali.

Clint Eastwood, lo straniero senza nome
Gian Maria Volontè ,Ramon Rojo
Leone reagirà sarcasticamente,ricordando che a maggior ragione avrebbero duvuto sentirsi defraudati Stevens,autore del Cavaliere della valle solitaria e Goldoni,autore di Arlecchino servo di due padroni.
Per un pugno di dollari diventa un caso di costume.
Ci si interroga sui reali perchè del suo successo,che al momento non vengono capiti per intero.
Eppure la risposta è semplice:il ruolo del giustiziere senza macchia e senza passato ha sempre avuto un fascino rilevante sullo spettatore.
Il film di Leone è tirato senza sorrisi e senza pause:ha una colonna sonora sontuosa,composta da un vero maestro,Ennio Morricone;Eastwood ha un volto assolutamente perfetto,con quell’espressione monocorde che lo caratterizza,così come è perfetto Gian Maria Volontè,luciferino,diabolico,con un volto da cattivo scolpito nella pietra.
I paesaggi arsi e desolati ricordano nell’immaginario collettivo la terra di frontiera,quel confine messicano che nessuno conosce dal vivo,ma che tutti immaginano esattamente com’è nel film.
Il successo del film porta Leone a replicare l’esperimento.
Nasce Per qualche dollaro in più,che migliora qualitativamente la recitazione,la suspence e il ritmo narrativo.
Nel film,alla coppia già sperimentata Eastwood-Volontè si aggiunge un altro caratterista del cinema western americano,Lee Van Cleef.
La colonna sonora è nuovamente affidata a Morricone,e tra i comprimari vengono scritturati attori molto bravi tra i quali spiccano Kijnskj e Pistilli. Tecnicamente Per qualche dollaro in più è perfetto.
Non ha cedimenti è teso come una corda di violino ed è un film tutto al maschile.
L’unica donna compare per qualche secondo solo nella rievocazione della storia del colonnello Mortimer,nelle scene memorabili del carillon,autentico colpo di genio del regista.
La caccia a Indio, il cattivo in assoluto del film, la strana alleanza tra lo straniero monco e il colonnello,fino all’olocausto finale sono quanto di più affascinante prodotto fino ad allora nel cinema western.
Ancora una volta la scenografia è limitata al massimo:l’ambientazione è pressochè la stessa di Per un pugno di dollari,le musiche sono praticamente un seguito,ampliato e reso armoniosamente “commerciale”di quelle del film precedente.
In effetti è passato solo un anno,dallo straordinario successo di Per un pugno di dollari,ma Leone appare già più maturo,più attento ai particolari,più regista d’atmosfera,in definitiva.
Adesso può dedicarsi ad un opera più complessa,più ambiziosa delle precedenti,un’opera che abbia lo stesso percorso iniziale,ma che sia anche una visione più universale,che abbia dentro qualcosa che non sia solo l’azione o la caratterizzazione del personaggio.
Nasce così Il buono,il brutto e il cattivo,forse il più completo della trilogia,disteso com’è su un arco temporale di tre ore di proiezione.
C’è ancora Clint Eastwood,l’attore che “aveva solo due espressioni:con il cappello e senza il cappello”,come affettuosamente faceva notare Leone;c’è ancora Lee Van Cleef,questa volta nella parte del cattivo,uno spietato e opportunista “Sentenza”.
Ma c’è sopratutto Eli Wallach,faccia dannata,ma di una simpatia che appare immediata pur nel ruolo non facile del fuorilegge.
Tuco è quasi italiano,nella sua psicologia:furbo e opportunista,comico e irriverente.
La colonna sonora è affidata ancora a Morricone,e funge da ideale trait d’union fra i vari punti del film,che si congiunge in un finale dal sapore ironico,ma commosso.
Il duello a tre fra i personaggi del film celebra l’idea iniziale del regista.
L’affresco è completo,con i personaggi che sono giunti alla resa dei conti:la musica di Morricone scandisce il tempo,mentre la camera da presa indulge sui volti dei protagonisti.
Biondo,Tuco e Sentenza si squadrano,nell’attesa spasmodica degli spari che sanciranno la vita o la morte.
Ed è proprio Sentenza a perire,mentre Tuco viene costretto a restare in bilico,ancora una volta,con una corda al collo.
Ma il lieto fine,ironico ,c’è,mentre si alza fortissimo il grido del fuorilegge:
“biondo sai di chi sei figlio tu?di una grandissima putta……………..aaaaaaaaaaaaaaaaa!
Scorrono i titoli di coda,con la musica di Morricone. E’ la chiusura di un percorso ideale,quello iniziato con Per un pugno di dollari.
Ma in quest’ultimo film,grazie anche ai tempi più dilatati,c’è spazio per un Leone che sottolinea la follia della guerra,simboleggiata dalla grandiosa scena della distruzione del ponte;o anche dalla scena della morte del soldato,al quale biondo accende simbolicamente la sigaretta.
Spazi di comicità e di violenza,alternati ad un ritmo meno ossessivo e meno rigoroso dei due film precedenti.
E’ questa fondamentalmente la novità di Il buono il brutto e il cattivo.
Biondo e Tuco hanno più sfumature,sono delineati meglio rispetto ai personaggi dei primi due film:c’è spazio per qualche notizia in più sul passato,anche se limitato solo al personaggio di Tuco.
Che appare come una vittima,più che come un bandito.
Memorabile il duetto con il fratello prete:”dalle nostre parti o scegli di fare il prete o scegli di fare il bandito…..Io ho scelto la parte più difficile”,dice Tuco.
Un pò di moralismo,che però si inserisce alla perfezione nell’impianto narrativo.
Così come si inserisce splendidamente la comicità fulminante di Biondo,come nel caso dell’incontro con i soldati:”Dio non è con noi,perchè anche lui odia gli stupidi”
Il giustiziere solitario,la vendetta,infine la guerra di secessione e la brama di denaro.
Tre argomenti diversi,per tre trame distinte ma unite da un filo conduttore,ovvero raccontare un West diverso,meno epico e più individualista.
Man mano che il suo progetto cresce,cresce la maestosità delle scene,che raggiunge il culmine con Il buono il brutto e il cattivo.
E’ l’apoteosi di Leone,che diventerà ancor più visibile con C’era una volta il West.
Per quasi quarant’anni il cinema italiano continuerà a interrogarsi,con stupore,sul successo straordinario delle produzioni di Leone.
Che daranno il via ad una selvaggia opera di imitazione,con oltre 400 film prodotti sulla scia dei tre capostipite.
Da Diango a Sartana a Ringo,si tenterà di emulare il personaggio vincente del giustiziere solitario come del monco e o del Biondo.
E i tre film diventeranno curiosamente oggetto di studio,nonchè di culto,proprio nel paese del selvaggio west.
Che guarderà con ammirazione ad un cinema essenziale,senza fronzoli,girato con tante idee e pochi soldi come quello di Leone.
Clint Eastwood: Joe, lo straniero
Gian Maria Volontè: Ramón Rojo
Marianne Koch: Marisol
Wolfgang Lukschy: John Baxter, lo sceriffo
Sieghardt Rupp: Esteban Rojo
Antonio Prieto: Don Miguel Rojo
José Calvo: Silvanito
Margarita Lozano: Consuelo Baxter
Daniel Martín: Julio
Benito Stefanelli: Dougy
Bruno Carotenuto: Antonio Baxter
Joseph Egger: Piripero
Mario Brega: Chico
Aldo Sambrell: Rubio
Clint Eastwood: il Monco
Lee Van Cleef: Colonnello Douglas Mortimer
Gian Maria Volontè: El Indio
Mario Brega: El Niño
Mara Krupp: Mary
Luigi Pistilli: Groggy
Klaus Kinski: Wild, il gobbo
Joseph Egger: il vecchio profeta
Benito Stefanelli: Luke, membro della banda dell’Indio
Aldo Sambrell: Cuchillo
Lorenzo Robledo: Tomaso, il traditore
Sergio Mendizábal: direttore della banca di El Paso
Clint Eastwood: Biondo, il Buono
Eli Wallach: Tuco Benedicto Pacifico Juan Maria Ramirez, il Brutto
Lee Van Cleef: Sentenza, il Cattivo
Luigi Pistilli: padre Pablo Ramirez
Aldo Giuffré: Capitano Clinton
Rada Rassimov: Maria, la prostituta
Enzo Petito: Milton, il proprietario dell’emporio
John Bartha: sceriffo
Livio Lorenzon: Baker
Antonio Casale: Jackson, alias Bill Carson
Claudio Scarchilli: membro della banda di Sentenza #1
Sandro Scarchilli: membro della banda di Sentenza #2
Benito Stefanelli: membro della banda di Sentenza #3
Lorenzo Robledo: membro della banda di Sentenza #4
Aldo Sambrell: membro della banda di Sentenza #5
Angelo Novi: monaco giovane
Antonio Casas: Stevens
Al Mulock: Elam, il cacciatore di taglie monco
Sergio Mendizábal: Cacciatore di taglie biondo
Antonio Molino Rojo: Capitano Harper
Mario Brega: Caporale Wallace












































































































































































































































































































































































