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Tranquille donne di campagna

Tranquille donne di campagna locandina 1

Pianura padana, un anno indeterminato durante il ventennio fascista.
Guido Maldini, uomo violento e fascista convinto è l’amministratore della villa e dei beni della cugina Floriana, una attrice di operette benestante economicamente.
Nella dimora di campagna, con l’uomo, vivono sua moglie Anna, i figli Alberto ed Elisa, la cameriera Aida.
Tutta la famiglia ruota attorno alla figura di Guido, che tratta in maniera sprezzante il nucleo famigliare, a cominciare dalla moglie Anna che umilia costringendola a degradanti rapporti sessuali per finire con Alberto, un giovane che vive all’ombra di suo padre, che disprezza e che è ricambiato nel sentimento da Guido che lo considera solo un debole ed un vigliacco.
Guido esercita un potere assoluto su tutti i componenti della famiglia; oltre ad Anna e Alberto, anche la cameriera Aida, che ha un debole per Alberto è costretta a rapporti sessuali con l’uomo, che insidia anche sua cugina Floriana e che non disdegna puntate nel lupanare del paese, nel quale porta anche suo figlio Alberto che, non pronto e schifato dall’esperienza, vomita addosso ad una prostituta.

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Alberto così sogna di fuggire dalla casa, ma è davvero un debole succube di suo padre.
Tenta anche di ucciderlo ma gli va male, costringendo suo padre ad una reazione violenta.
Ma la situazione precipita con l’arrivo nella villa di sua cugina Gloria, che ha da quando erano ragazzi un debole per lui; i due ragazzi si innamorano e Gloria è l’unica ad affrontare Guido e dirgli senza mezze misure cosa pensa di lui.
La reazione dell’uomo è violenta: davanti a suo figlio Alberto, gridando “ti faccio vedere io cosa si fa con le donne“, l’uomo stupra Gloria senza che il ragazzo, paralizzato dall’orrore ma anche sottomesso e soggiogato dalla volontà del padre possa reagire.
Gloria, che invano ha chiesto aiuto ad Alberto, lascia schifata la casa.
Ma quest’ultimo episodio ha colmato la misura e guidate da Floriana le donne della casa decidono di prendere l’iniziativa; durante la festa di compleanno di Floriana, fanno ubriacare Guido e lo portano nella stalla, dove lo attende la morte…

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Tranquille donne di campagna è un mediocre film che vorrebbe illustrare un quadretto famigliare borghese e bucolico analizzando le vicende di un gruppo di congiunti assoggettati al carattere dispotico del classico padre padrone dai mezzi autoritari.
Non a caso la vicenda si svolge durante l’era fascista, ma nel film, aldilà dell’illustrazione del carattere violento di Guido e della remissibilità dei vari personaggi che gli ruotano attorno non si va.
Abbondano invece gli stereotipi e le frasi maschiliste, le situazioni erotiche e le scene scabrose, anche se quanto meno non esposte con sfacciata disinvoltura.
La storia potrebbe anche reggere non fosse per il tono di imperdonabile leggerezza e di mancanza assoluta di profondità nel delineare i caratteri dei protagonisti che il film, pervicacemente, porta avanti fino alla fine.
Claudio Giorgi (che si firma Claudio De Molinis), il regista del film dirige il suo penultimo film; la sua carriera dietro la macchina da presa si chiuderà l’anno successivo con il pessimo C’è un fantasma nel mio letto.
Incapace di costruire un’atmosfera credibile attorno ai personaggi, Giorgi si limita ad osservarne le mosse indulgendo spesso sull’aspetto più pruriginoso della storia, ovvero dando largo spazio alle voglie malsane del padre padrone Guido, che dipinge in maniera rozza ed eccessiva.

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L’uomo appare infatti più come un animale da riproduzione, mosso dagli istinti che come un essere umano; i suoi modi sono da schiavista, attorno a lui non c’è un minimo di affetto ma solo paura e cieca obbedienza.
E la cosa ci può anche stare, non fosse per la caratterizzazione estremamente negativa degli altri personaggi, che appaiono deboli in maniera patologica.
La riprova è la sequenza finale, con lo stupro di Gloria, l’unica a mettere in discussione i suoi metodi.
La scena drammatica della violenza sulla ragazza vede come protagonista in negativo il giovane Alfredo, che guarda quasi impassibile la scena senza muovere un dito.
Colpa anche dell’assoluta rigidità recitativa di Christian Borromeo, l’attore che interpreta Alberto, che i più ricorderanno per le scialbe prestazioni in film pure di discreto livello come Ritratto di borghesia in nero,La casa sperduta nel parco o tenebre.
Il volto immobile di Borromeo è una delle caratteristiche negative del film, cosi come negativa è la mancanza totale di tensione; sembra che più che ad un dramma si stia assistendo ad una commedia bucolica a sfondo erotico, con qualche nudo assolutamente gratuito, con protagonista la bella e prosperosa Serena Grandi, qui al suo secondo film nell’annata 1980, dopo il controverso Antropophagus di Massaccesi.

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Giorgi sfrutta nel peggiore dei modi un cast di ottimo livello, che comprende un Philippe Leroy poco convincente nel ruolo del bestiale Guido, una bravissima Carmen Scarpitta nel ruolo di Floriana prima succube e poi ispiratrice del complotto che porterà alla morte di Guido, Rossana Podestà, lei si davvero brava nel disegnare il ruolo di Anna come quello di una donna completamente asservita al suo ruolo di moglie che non discute mai la volontà del marito, vera schiava senza catene dell’ortodossia maschilista della società fascista.
Molto bene Silvia Dionisio, interprete del ruolo di Gloria, unico personaggio con una personalità delineata e controcorrente; l’attrice, che all’epoca delle riprese aveva ventinove anni, risulta credibilissima in un ruolo che ne richiede diversi di meno.
Bene anche Serena Grandi, mentre Silvano Tranquilli fa poco più di una comparsata nel film.
Poche suggestioni quindi e poco ritmo.
Un filmf orse non bruttissimo, ma di certo con scarso appeal.
Il film è disponibile in un’ottima versione, completa e finalmente, una volta tanto, con una buona qualità visiva e audio su You tube, all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=HoTGql5W67Y

Tranquille donne di campagna
Un film di Claudio De Molinis. Con Philippe Leroy, Carmen Scarpitta, Silvia Dionisio, Serena Grandi,Rossana Podestà, Silvano Tranquilli, Elisa Mainardi, Mario Maranzana, Christian Borromeo, Antonio Serrano Drammatico, durata 91 min. – Italia 1980.

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Tranquille donne di campagna banner protagonisti

Silvia Dionisio … Gloria
Philippe Leroy … Guido Maldini
Carmen Scarpitta … Floriana
Christian Borromeo … Alberto
Rossana Podestà … Anna Maldini
Germana Savo … Elisa
Serena Grandi … Aida
Silvano Tranquilli … Il prefetto
Mario Maranzana … Il medico
Daniel Gohl … Antonio
Elisa Mainardi … Nena

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Regia: Claudio Giorgi (come Claudio De Molinis)
Sceneggiatura:Giancarlo Corsoni ,Nicola Fiore,Mario Sigmund
Fotografia:Emilio Loffredo
Montaggio:Alessandro Lucidi
Costumi:Chiara Ghigi

Tranquille donne di campagna banner recensioni

L’opinione di ezio dal sito http://www.filmtv.it

Storia ambientata in una tenuta di campagna che si puo’ tranquillamente collocare nel trash.E’ un misto di dramma e timido erotismo con un Leroy che tiranneggia dall’inizio alla fine.Esordio di Serena Grandi che e’ anche l’unica che si mostra integralmente nuda nel film.Distribuito nella collana dvd della Cinekult.

L’opinione di D-fens dal sito http://www.gentedirispetto.com

Film piacevole anche se un po’ lento, del resto ricalca lo scorrere della bucolica vita di campagna. Assai maliziosa l’operazione packaging della Cinekult, che mette in copertina la Grandi nonostante abbia un ruolo del tutto secondario, per di più ricorrendo ad una foto che nulla ha a che vedere col film (nel quale la Grandi è al quasi debutto ed è quindi più giovane e acerba). Pure dentro la confezione del dvd, un’altra (celebre) foto della Grandi la ritrae sostanzialmente nuda mentre offre le terga, altra immagine completamente decontestualizzata. Insomma, un’operazione per fans della Grandi. La versione del film però pare essere integrale almeno.
Bellissima la Dionisio, contraltare poetico e delicato delle altre donne di campagna, ben più ruspanti. Leroy dà una prova da Oscar, in America avrebbe certamente vinto qualcosa. Interessanti i momenti onirici di Christian Borromeo (il figlio di Leroy nel film), che spesso svelano assai di più dei dialoghi tra i personaggi. Impagabile pure l’intervista a Leroy negli exra del dvd, nella quale l’attore si lancia in improbabili celebrazioni della sua giovane vita on the road, fino quasi a commuoversi quando parla dello Yanez di Sandokan, del quale si riteneva praticamente una sorta di reincarnazione.

L’opinione di B.Legnani dal sito http://www.davinotti.com

Film di livello piuttosto basso , ma non privo di una certo decoro nella sua povertà di mezzi. Siamo nell’estate del 1936: non avendo modo per rappresentare efficacemente l’epoca, si sceglie di ambientare il tutto in campagna, ove bastano vestiti e pettinature per dare una patina al tutto. Benché i personaggi siano un po’ tagliati con l’accetta, la corretta scelta degli interpreti aiuta ad arrivare in fondo senza problemi, nonostante una certa lentezza in alcune fasi della vicenda. Alcune situazioni erotiche paiono predisposte per l’uso di inserti hard con altri interpreti.

L’opinione di Undying dal sito http://www.davinotti.com

Ambientato nel critico periodo del fascismo, narra delle tragicomiche (dis)avventure di Guido Maldini, agiato possidente di una tenuta “bucolica” (come titolo suggerisce) nelle campagne padane. La personalità dispotica ed il carattere introverso lo mettono in cattiva luce, tanto da spingere i familiari a desiderarne la morte. Commedia che si tinge di dramma, piuttosto mal diretta anche se presenta un cast interessante. Il regista è lo stesso di C’è un fantasma nel mio letto. Serena Grandi è irriconoscibile.

L’opinione di Homesick dal sito http://www.davinotti.com

Dietro il fuorviante titolo da commedia scollacciata c‘è un erotico-drammatico in perenne fase di stallo, che si rigira monotono su conflitti edipici dentro la leziosa cornice campagnola dell’Italia fascista. Sempre versatile e professionale, Leroy scolpisce il ritratto di un autentico rifiuto del genere maschile (un padre-padrone reazionario, guerrafondaio, manesco e puttaniere); effimere la Podestà e la Dionisio, più incisive l’istrionica Scarpitta e la supponente Savo.

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Christian Borromeo

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Silvano Tranquilli

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Silvia Dionisio

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Philippe Leroy

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Serena Grandi

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Rossana Podestà

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Carmen Scarpitta

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marzo 23, 2014 Posted by | Drammatico, Erotico | , , , , , , | Lascia un commento

Rimini Rimini

Rimini Rimini locandina

Rimini, capitale estiva godereccia e balneare è il teatro di alcuni episodi bizzarri che capitano ad un gruppo eterogeneo di persone.
Il pretore tutto d’un pezzo Ermenegildo Morelli fa chiudere il locale a luci rosse di Lola, che decide di vendicarsi del pretore bacchettone.
Organizza così una complicata opera di seduzione, nella quale il magistrato cade completamente.
Lola si vendicherà dell’uomo lasciandolo nudo per ore in acqua, fino a farlo vestire da donna e ballare il tango con un suo complice.

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Eleonora Brigliadori

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Serena Grandi

La giovane e bella Liliana è a Rimini per distrarsi, ma una sua amica tenta in tutti i modi di rifilarle un’avventura galante; le presenta perciò un culturista, che però è troppo preso da se stesso per interessarsi alla donna.
Liliana così finisce per accettare nel suo letto il figlio adolescente della sua amica, che al mattino le porta anche la colazione, per poi ricattarla brutalmente.
Don Andrea esce al largo con una piccola imbarcazione e si troverà a doversi difendere nientemeno che da una suora un pò troppo spigliata.
I tre macellai Bove hanno una sorella, Noce, che non fa altro che disperarsi per la scomparsa in mare del marito; riescono a convincere Pino, uno squattrinato don Giovanni da strapazzo, a tentare di sedurre la sorella.
L’uomo in qualche modo ci riesce, ma al momento di concludere si trova di fronte il redivivo marito di Noce.

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Sylvia Koscina

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Gianni Bozzi ha un disperato bisogno di convincere un imprenditore ha firmare un contratto che lo salvi dai problemi; ma l’imprenditore fa sottili allusioni sulla moglie di Gianni, che così decide di assoldare una prostituta che ne faccia le veci…..
Un cast di attori molto conosciuti, un regista come Corbucci, specializzato in film di discreta fattura a metà strada tra il comico e il grottesco, una serie di buoni sceneggiatori che lavorano al film, come Marco Risi, il fratello di Sergio Corbucci, Bruno oltre a Maurizio Micheli e Mario Amendola.
La miscela di questo film balneare è quella collaudata del cast all star impiegato in brevi sketch comici, spesso surreali, alle volte inverosimili.

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Sullo sfondo di una Rimini as usual meta preferita di vitelloni, vacanzieri e spiantati, ricconi e parvenue, si muovono personaggi quasi surreali, alle prese con vicende ai limiti del credibile.
L’episodio più riuscito è sicuramente quello che vede impegnata la coppia Villaggio-Grandi, rispettivamente il pretore Ermenegildo Morelli e la spogliarellista Lola; a parte il solito volto di Villaggio, replicato all’infinito nella stragrande maggioranza dei film da lui interpretati, l’episodio si segnala anche per la scena, divenuta ormai un cult, della bella Lola che scende in costume adamitico da un’amaca, provocando lo svenimento del pretore.
La prorompente sensualità della Grandi, anche se non accompagnata da elevate doti recitative, lascia il segno, ma il resto alla fine non sembra discostarsi molto da un prodotto nato dalle ceneri della commedia sexy, seppellita a fine anni settanta,.ma il cui spirito aleggia in molti prodotti del decennio successivo.

Rimini Rimini 17Elvire Audray e Andrea Roncato

Siamo infatti nel 1987, e guardando oggi il film, si vede eccome.
Sono gli anni dell’edonismo reganiano, della Milano da bere, degli Yuppies, gli anni delle cicale e dell’effimero, e il cinema segue la moda, la cavalca e inevitabilmente si sbraca.
Se negli anni settanta la commedia sexy aveva avuto una qualche ragione storica economica e sociale nelle sue motivazioni di affermazione, le commedie balneari come questa nascono dal bisogno quasi fisiologico di allentare la presa su problemi ben più importanti, che pure avrebbero meritato trattazione da parte di registi e produttori.
In realtà la crisi del cinema è ormai conclamata, e per fare un film occorre un cast di richiamo, un tema il più popolare possibile, una leggerezza quasi insostenibile nella trama, nella sceneggiatura, in una parola un film che sia visto senza pensieri, la caratteristica che assumeranno i famosi cinepanettoni.

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Al cinema ci si va soprattutto per ridere, e fa nulla se le risate siano provocate da battute di grana grossa.
Corbucci non va giù pesante con le volgarità (una delle caratteristiche della commedia sexy anni 70), ma non eleva certo il prodotto oltre un’aurea mediocrità.
Da Laura Antonelli a Jerry Calà, da Eleonora Brigliadori ad Andrea Roncato passando per  Paolo Villaggio.Serena Grandi, Paolo Bonacelli, Adriano Pappalardo, Elvire Audray, Maurizio Micheli, Gigi Sammarchi e tutti gli altri protagonisti, la parola d’ordine è leggerezza.
Il cast quindi si adegua, recitando la propria parte pedissequamente, senza particolari meriti, ma nemmeno demeriti.
Qualche forzatura di troppo c’è, come Andrea Roncato vestito da prete, credibile come un musulmano che si sbafi di carne di maiale, oppure il debole, fragilissimo episodio che vede protagonista la signorina buonasera della Mediaset, Eleonora Brigliadori, nei panni di una splendida donna sedotta da un dodicenne; una storia strampalata, sia come scelta dei soggetti sia come conclusione.

Rimini Rimini 8Jerry Calà

Ma siamo di fronte ad un prodotto tipicamente estivo, come l’anguria o il calippo, per cui la storia è sempre la stessa, prendere o lasciare.
Il divertimento è limitato, ma tutto ciò scende in secondo piano di fronte all’aspettativa dello spettatore; chi vede Rimini Rimini sa perfettamente cosa lo aspetta.
E allora, contento lo spettatore, contenti tutti.

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Rimini Rimini, un film di Sergio Corbucci. Con Laura Antonelli, Jerry Calà, Eleonora Brigliadori, Andrea Roncato, Paolo Villaggio, Serena Grandi, Paolo Bonacelli, Adriano Pappalardo, Elvire Audray, Maurizio Micheli, Gigi Sammarchi, Mario Pedone, Camillo Milli, Livia Romano, Sebastiano Somma, Alex Vitale, Arnaldo Ninchi, Giuliana Calandra, Monica Scattini, Sylva Koscina Italia 1987 genere Commedia

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Rimini Rimini banner protagonisti

Paolo Villaggio     …     Ermenegildo Morelli

Serena Grandi    …     Lola Sarti
Laura Antonelli    …     Noce Bove
Jerry Calà    …     Gianni Bozzi
Maurizio Micheli    …     Pino Tricarico
Andrea Roncato    …     don Andrea
Eleonora Brigliadori    Liliana Corsi
Elvire Audray    …     La suora
Livia Romano    …     Marisa
Paolo Bonacelli    …     Ing. Pedercini
Sylva Koscina    …     Contessa Pedercini
Adriano Pappalardo    …     Gustavo, marito di Noce
Monica Scattini    …     Simona
Gigi Sammarchi    …     Massimiliano Ponchielli
Arnaldo Ninchi    …     Arnaldo, fratello di don Andrea
Giuliana Calandra    …     Moglie di Jerry
Enrico Appetito    …     Fratello di Noce
Andrea Azzarito    …     Fratello di Noce

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Regia Sergio Corbucci
Soggetto Mario Amendola, Bruno Corbucci, Sergio Corbucci, Massimo Franciosa, Maurizio Micheli, Marco Risi, Gianni Romoli, Bernardino Zapponi
Sceneggiatura Mario Amendola, Bruno Corbucci, Sergio Corbucci, Massimo Franciosa, Maurizio Micheli, Marco Risi, Gianni Romoli, Bernardino Zapponi
Fotografia Danilo Desideri
Montaggio Tatiana Casini Morigi
Scenografia Marco Dentici
Costumi Nicoletta Ercole

giugno 17, 2010 Posted by | Commedia | , , , , , , | Lascia un commento

Le foto di Gioia

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Alcuni morti ammazzati, qualche scena splatter piuttosto dimessa, un colpevole insospettabile (ma solo per i meno scafati) e qualche nudo prosperoso della protagonista, Gioia, una Serena Grandi ingiudicabile come recitazione ma sicuramente apprezzabile dal punto di vista delle forme, aggiunti a quelli di Sabrina Salerno, che resta in scena (prima di essere ammazzata) una decina di minuti, anche lei nuda.
Il resto è un thriller abbastanza scontato, piuttosto scialbo sia nella trama che nella recitazione; Lamberto Bava, figlio del grande Mario, si trova a girare un thriller fuori tempo massimo, visto che ormai il genere, nel 1987, è defunto da tempo.

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Serena Grandi è Gioia

Le Foto di Gioia 1

Ergo, parlare di Le foto di Gioia significa soltanto pensare, con tristezza, ai bei tempi che furono, quando il thriller all’italiana era la la palestra e la fucina di Mario Bava, di Lucio Fulci o dello stesso Dario Argento.
La storia si sviluppa (o si aggroviglia, dipende dai punti di vista) attorno a Gioia, vedova che si trova a gestire una rivista specializzata per soli uomini; ad aiutarla c’è il fratello e una redattrice, Evelyn, dai gusti particolari.
Un giorno viene rinvenuto il cadavere di Kim, una bellissima modella, uccisa da un misterioso assassino vicino la piscina della villa di Gioia; ad assistere all’omicidio c’è un giovane paralitico, che passa le sue giornate a spiare con un telescopio la bella Goia.

Le Foto di Gioia 2

Le Foto di Gioia 3

Il giovane vede una donna dai capelli biondi (di spalle) uccidere la modella con un forcone. Il corpo di Kim viene messo poi in posa davanti ad una gigantografia della stessa Gioia.
E’ l’inizio di una catena di sangue, perchè vengono uccise in sequenza altre persone; a soccombere è anche Sabrina, un’altra bellissima fotomodella, amante di Tony, fratello di Gioia.
La ragazza viene uccida da un mucchio di vespe inferocite, che pungono a morte la donna; subito dopo si ripete il macabro rituale dell’invio delle foto con su il cadavere dell’uccisa e Gioia sullo sfondo.

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Le Foto di Gioia 5

I sospetti cadono dapprima su Flora, concorrente di Gioia, che è riuscita ad acquistare la rivista dalla donna, ormai terrorizzata, ma in seguito si capisce che non è lei l’assassina.
Ci vorranno altri omicidi prima di arrivare alla soluzione del caso, e sarà Marco, il giovane paralizzato, a salvare la vita a Gioia, grazie alle sue manie voyeuristiche.
Lamberto Bava sceglie attrici prosperose, come Serena Grandi e Sabrina Salerno, affascinanti come Trine Michelsen, ma poco capaci in recitazione, con il pessimo risltato di far cadere ancor più la relativa tensione del film.
Le uniche due a salvarsi dal grigiore generale sono Daria Nicolodi e Capucine, rispettivamente la segretaria editor di Gioia e Flora, la principale antagonista e rivale in affari; il flm non può essere definito brutto tout court, piuttosto inefficace sopratutto dal punto di vista del ritmo.

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Manca brio, le scene di sangue appaiono slegate dal resto del film; la presenza di troppi caratteristi penalizz, alla lunga il film. basti pensare ai personaggi molto neutri dell’ispettore, o di vari collaboratori di Gioia.
Il film è evidentemente costruito attorno alla Grandi, reduce dal trionfo di Miranda; l’attrice appare a disagio, un disagio che si vede anche sui volti degli altri protagonisti.
A parziale scusante, va detto che il 1987 è uno degli anni più disastrosi dal punto di vista cinematografico dell’intera storia del cinema stesso; la crisi di spettatori, unita alla contemporanea concorrenza del mezzo televisivo avevano creato condizioni davvero particolari per le produzioni nostrane.

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Quindi nella scelta del cast, della location e di tutto ciò che occorre per fare un film, Bava ha dovuto probabilmente confrontarsi con un budget ridotto, senza quindi la possibilità di avvalersi di attori di maggior fama.
In ultima analisi, non è un prodotto da gettare in toto, perchè Lamberto Bava stoffa ne ha, ma è un prodotto debole.

Le foto di Gioia, un film di Lamberto Bava. Con Serena Grandi, Capucine, Sabrina Salerno, Daria Nicolodi, Karl Zinny, David Brandon
Giallo, durata 94 min. – Italia 1987.

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Serena Grandi     …     Gioia
Daria Nicolodi    …     Evelyn
Vanni Corbellini    …     Tony
David Brandon    …     Roberto
George Eastman    …     Alex
Trine Michelsen    …     Kim
Karl Zinny    …     Mark
Lino Salemme    …     IspettoreCorsi
Sabrina Salerno    …     Sabrina
Capucine    …     Flora

Regia Lamberto Bava
Soggetto Luciano Martino
Sceneggiatura Luciano Martino, Lamberto Bava, Gianfranco Clerici, Daniele Stroppa
Produttore esecutivo Marco Grillo Spina, Massimo Manasse
Casa di produzione Dania Film, Devon Film, National Cinematografica
Distribuzione (Italia) Medusa Distribuzione
Fotografia Gianlorenzo Battaglia
Montaggio Mauro Bonanni
Musiche Simon Boswell
Scenografia Massimo Antonello Geleng
Costumi Valentina Di Palma, Nicoletta Ercole
Trucco Rosario Prestopino, Gilberto Provenghi, Maurizio Silvi

febbraio 4, 2010 Posted by | Thriller | , , , , | 2 commenti

Desiderando Giulia

Desiderando Giulia locandina

Un insolito triangolo amoroso, una femme fatale, uno scrittore in crisi (l’ennesimo), un giovane scrittore rampante che non esita a sedurre la sorella dello scrittore in crisi pur di raggiungere i propri scopi.
In sintesi la trama di Desiderando Giulia è questa; ma ovviamente fermarsi ad un Bignami del sunto non è certo chi si aspetta una descrizione del film. E allora ecco più o meno la trama di questo filmetto realizzato da Andrea Barzini con molta mediocrità e su una sceneggiatura già vista e impalpabile.

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Serena Grandi è Giulia

Emilio, che vive con sua sorella Amalia, ha da tempo smesso di scrivere; un giorno conosce Stefano, un giovane che vorrebbe diventare anche lui scrittore, e inizia a corregergli quanto scritto fino ad allora. Stefano gli fa conoscere Giulia, una strana donna dal comportamento sfuggente. La ragazza ha una vita quantomeno disordinata; lavora come modella, e si concede evidentemente diverse avventure,

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Preso dal vortice della pasione, Emilio si rende ben presto conto che Giulia è per lui una vera e propria droga; ma la donna lo tradisce senza ritegno, inoltre evita accuratamente di legarsi a lui. Così ben presto la storia tra i due diventa un delirio sensuale, al quale Giulia si concede, costringendo però il suo amante ad una serie di umilazioni. Intanto Stefano, che ha sedotto la povera Amalia, inizia a trascurarla e ad allontanarsi anche da Emilio, avendo raggiunto il suo scopo.

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Così lo scrittore tenta di consolarsi tra le braccia di Giulia, che inevitabilmente mostra di essere una donna amorale e viziosa; lo coinvolge anche in uno squallido menage a tre, durante il quale Emilio fa a pugni con l’altro lato del triangolo. Giulia mostra inoltre pericolose tendenze non solo alla poligamia, ma inclinazioni verso la droga. Emilio accetta tutto, ma nel frattempo Amalia, delusa, si uccide gettandosi nel mare. Quando Emilio, chiamato dalla polizia, vede il cadavere della sorella, si rifugia nella casa laciatagli dai genitori, dove Giulia lo raggiunge ancora una volta, prima di lasciarlo del tutto.

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Film decisamente noioso, mal interpretato, nonostante la rpesenza di Valeria D’Obici e di Sergio Rubini, Desiderando Giulia non sfugge al clichè del film erotico rivestito da una sottilissima patina di ambizioni assolutamente inespresse, permettendo allo spettatore sbadigli a non finire, intervallati dai monumentali nudi di serena Grandi, che fa del suo meglio per mettere in mostra le giunoniche forme, accontentando così almeno la parte voyeuristica dello spettatore.
Il resto è solo noia, sconfinata, in un film che non decolla mai; le premesse, sin dalle prime inquadrature, non ci sono, per cui spettatore avvisato……

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Per una volta concordo in assoluto con questo giudizio tratto dal famoso sito che spesso stigmatizzo:
“Da Senilità (1898) di Svevo, già filmato da Bolognini (1962) con Claudia Cardinale, Barzini ha ricavato un film vacuo, decorativo, al servizio del greve erotismo all’amatriciana della Grandi, trasferendo l’azione da Trieste a Roma.”
Sintetico, approvabile sic et simpliciter

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Desiderando Giulia, un film di Andrea Barzini. Con Serena Grandi, Sergio Rubini, Valeria D’Obici, Massimo Sarchielli.Giuliana Calandra, Johan Leysen
Drammatico erotico, durata 92 min. – Italia 1986.

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Desiderando Giulia 4

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Desiderando Giulia 1

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Serena Grandi: Giulia
Johan Leysen: Emilio
Valeria D’Obici: Amalia
Sergio Rubini: Stefano

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Regia Andrea Barzini
Soggetto Gianfranco Clerici, Andrea Barzini
Sceneggiatura Gianfranco Clerici, Andrea Barzini, Domenico Matteucci
Casa di produzione Dania Film – Filmes International
Distribuzione (Italia) Medusa
Fotografia Mario Vulpiani
Musiche Antonio Sechi

novembre 12, 2009 Posted by | Erotico | , , , , | Lascia un commento

L’iniziazione

L'iniziazione locandina

Roger, poco più che adolescente, terminati gli studi in città, si reca per le tradizionali vacanze estive nella residenza del padre, in una lussuosa villa nelle campagne; suo padre è un industriale, che si occupa di decorazioni militari, quindi di conseguenza aspetta le buone notizie da Parigi, riguardanti un intervento militare della Francia in guerra. Siamo infatti alla vigilia della prima guerra mondiale, e il giovane Roger arriva nella villa paterna accolto da un folto schieramento di donne.

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L'iniziazione 2

A parte lui, e gli uomini del vicino villaggio, di esseri di sesso maschile in giro non c’è nemmeno l’ombra; così il ragazzo si trova nell’invidiabile posizione di essere l’unico maschio della villa, fatta eccezione per un professore appassionato di astronomia, poeta in erba, che corteggia apparentemente senza successo la sorella della madre. Nella villa, oltre alla madre, donna inflessibile e di costumi morigerati, ancor chè giovane, ci sono la sua saccentissima e indisponente sorellina, un’altra zia,

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fidanzata con un ancor più odioso ufficiale che partirà ben presto per il fronte, l’insegnante di inglese della petulante, insopportabile sorellina, la cameriera Ursula, una simpatica,molto disponibile ragazza, un’altra cameriera. A completare il quadro, non manca anche la moglie vogliosa di un contadino, con evidenti problemi di confusione mentale. Dopo aver sperimentato i modi sgarbati dell’ufficiale fidanzato della zia, Roger impara a muoversi in quell’universo tutto al femminile.

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L'iniziazione 6

Scopre che sua madre, all’apparenza tanto arcigna e morigerata, fa strani giochi erotici con il padre; sopratutto viene iniziato alle gioie dell’amore dalla cameriera Ursula, che gli insegna i primi rudimenti del sesso. E’ una scoperta che cambia la vita del ragazzo, che da quel momento inizia a sedurre tutto ciò che incontra. Cadranno vittime (consapevoli e vogliose) dell’assatanato ragazzo la governante inglese, sedotta vicino ad uno stagno, l’altra cameriera di casa, la contadina matura e per finire anche la zia bramata dal professore poeta.

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In alcuni casi, il giovane Roger passerà nottate di fuoco in compagnia contemporaneamente di Ursula, della professoressa d’inglese e dell’altra cameriera. Alla fine dell’estate scoprirà di averne messe in cinta addirittura tre; con uno stratagemma, riuscirà ad appioppare la zia al professore poeta, l’altra zia all’ufficiale e la simpatica e prosperosa Ursula ad un contadino del posto. partirà dalla villa soddisfatto e consapevole di aver passato un’estate irripetibile.

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Preso a larghe mani dal romanzo erotico di Guillaume Apollinaire Les exploits d’un jeune Don Juan, uscito postumo nel 1923, L’iniziazione, film del 1986 diretto dal nostro Mingozzi, è un prodotto che si distacca nettamente dalla produzione erotica; è difatti un film con molte ambizioni, ben girato, con una trama fresca e di stampo boccaccesca, mai volgare nonostante le numerose scene di nudo del film.

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Ma è un film che limita al massimo gli amplessi, basandosi più che altro sulla descrizione ambientale, e non disdegnando, quando possibile, il riferimento all’antimilitarismo e all’anticlericalismo di Apollinaire, pur conservando un’aria goliardica che è il maggior pregio del film. Splendida l’ambientazione, così come splendidi sono i costumi e la fotografia.

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Molto ben assortito il cast. Bene Claudine Auger, che interpreta il ruolo della mamma di Roger, consorte dell’industriale vizioso,; bravo Fabrice Jossa, il giovane e effervescente Roger, bella e prorompente Serena Grandi nel ruolo di ursula, la cameriera che “svezzerà” l’adolescente, bene anche Virginie Ledoyen e Marina Vlady. Un film sicuramente godibile, fresco, una ventata di sano erotismo, non malato, e sopratutto mai esplicito.

L’iniziazione, un film di Gianfranco Mingozzi. Con Serena Grandi, Claudine Auger, Fabrice Josso, Marina Vlady, Bérangère Bonvoisin, François Perrot, Aurélien Recoing, Virginie Ledoyen Erotico, durata 99 min. – Italia 1986.

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Serena Grandi: Ursula
Claudine Auger: la madre
Marina Vlady: Madame Muller
Fabrice Josso: Roger
François Perrot: il padre
Aurélien Recoing: Adolphe
Rosette: Helene
Laurent Spielvogel: sig. Frank
Alexandra Vandernoot: Elisa
Marion Peterson: Kate
Yves Lambrecht: Roland
Virginie Ledoyen: Bertha
Rufus: il monaco
Bérangère Bonvoisin: zia Marguerite
Daniel Langlet: sig. Muller
Jean-Claude Frissung: Valentin

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Regia Gianfranco Mingozzi
Soggetto Guillaume Apollinaire (romanzo)
Sceneggiatura Jean-Claude Carrière, Peter Fleischmann, Gianfranco Mingozzi
Produttore Chantal Bergamo, Enzo Porcelli, Lucien Duval, Nicolas Duval-Adassovsky
Casa di produzione Antea Cinematografica, Orphée Arts, Lagonda Films, Les Films Ariane, Séléna Audiovisuel
Fotografia Luigi Verga
Montaggio Alfredo Muschietti
Musiche Nicola Piovani
Scenografia Jacques Saulnier
Costumi Yvonne Sassinot de Nesle
Trucco Gilberto Provenghi, Marc Blanchard

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Serena Verdirosi: la madre
Rossella Izzo: Madame Muller
Gianni Marzocchi: il padre
Isabella Pasanisi: Helene
Sergio Di Stefano: sig. Frank
Anna Rita Pasanisi: Elisa
Roberto Chevalier: Roland
Gianfranco Bellini: il monaco
Vittoria Febbi: zia Marguerite

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L’opinione di B.Legnani dal sito http://www.davinotti.com

Simpaticamente ribaldo. Mingozzi dirige con estro brioso, in mezzo alla natura (siamo al Castello di Béhoust) e agli amori ancillari, dando buona forma alla materia erotica, trattata con maliziosa grazia, nonostante gli eccessi recitativi del protagonista, fin troppo stupito e vertiginoso. C’è Serena Grandi, al suo massimo. Il cannocchiale (simbolo fallico) calante, c’è anche in Homo Eroticus. Essendo tratto da libro di Apollinaire, è inevitabile che la splendida fotografia sia di Verga (Luigi).

L’opinione di Undying dal sito http://www.davinotti.com

1914: il collegiale Roger (Fabrice Josso) rientra a casa per le vacanze estive. L’avvio del conflitto mondiale lo lascia unico maschio tra le mani di una variegata quantità di donne. Domestiche, mogli e persino zia e sorella. L’iniziazione al sesso -provocata dalla formosa Ursula (Serena Grandi)- per il giovane ragazzo ha il sapore dell’avventura senza fine. Il taglio erotico del film soggiace ad un’ironia raffinata e riuscita, mentre la lieve polemica sull’inutilità della guerra è surclassata da un testo sporcaccione: ricche e plebee, nel film, scopan tutte senza ritegno. Esilarante il prete.

L’opinione di Pigro dal sito http://www.davinotti.com

Un’estate particolarmente fruttuosa per l’adolescente che approda in una villa piena di donne vogliose con cui perdere la verginità. Dal romanzo di Apollinaire, una gaia ventata di libertinaggio senza troppe morbosità o retropensieri: puro istinto sessuale che governa scherzosamente e ironicamente il mondo. Ma troppa leggerezza rende un po’ vacua e manierista l’operazione, rivelando la sua sostanziale pudicizia. Non mancano i momenti brillanti, ma neanche quelli mosci perché prevedibili. Comunque simpatico.

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giugno 21, 2009 Posted by | Erotico | , , | Lascia un commento

Miranda

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Una giovane, prosperosa e vogliosa locandiera della bassa Padania, Miranda, sposata ad un uomo che non ha più fatto ritorno a casa sulla fine delle seconda guerra mondiale, agli inizi degli anni cinquanta deve badare alla sua taverna e a difendersi dagli assalti degli uomini della zona, attirati dal fare decisamente libertino delle donna, dal suo status di donna al momento single e sopratutto dalle sue prosperose forme.

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Serena Grandi è Miranda

Miranda non si fa mancare nulla, in effetti: ha un amante pressoche fisso, Berto, con il quale però ha un rapporto soddisfacente solo dal punto di vista fisico. Ogni tanto si concede anche qualche fantasia erotica, molto concreta, con un antifascista in pianta stabile, un anziano e danaroso viveur che la riempie di regali e soldi; ha anche qualche avventura erotica con un americano, del quale ad un certo punto sembra quasi innamorata e infine, come se non bastasse ammicca anche al giovane Toni, cameriere nella sua locanda, che in realtà è l’unico che sembra nutrire verso la procace Miranda un sentimento legato non solo al sesso.

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Così Miranda si concede con molta libertà al gineceo maschile, attraverso molteplici incontri sessuali, fino al giorno della partenza, in rapida successione, di tutti i suoi amanti. Solo allora rivaluterà al meglio la figura del cameriere Toni, l’unico che forse la ama davvero, si concederà a lui e deciderà di sposarlo, avendo appreso la notizia della morte del marito avvenuta al fronte.

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Quando Tinto Brass, nel 1985, dirige Miranda, ha da tempo smesso di girare film provocatori in senso positivo, innovativi nella tematica e nella direzione tecnica. Dopo La chiave, scopre la presa che il film erotico sconfinante a tratti nell’hard ha su un certo pubblico, ne approfitta e ammanisce loro quello che vogliono.

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Sceglie così un’attrice di qualche talento, nota sopratutto per le misure fisiche e per essere assolutamente disinibita davanti all’obiettivo, Serena Grandi, e la fa protagonista di una commedia pruriginosa, fintamente libertaria e moralmente discutibile. Ad una prima lettura ingenua, sembrerebbe che il personaggio di Miranda sia il prototipo della donna libera e emancipata, quella che sceglie il compagno o i compagni con cui  vivere. In realtà, a parte la generosissima esposizione delle grazie della Grandi, le scene erotiche a volte molto spinte, nel film predomina quasi totalmente la parte voyeuristica,con lunghe parti della pellicola occupate nello svelare i frequenti accoppiamenti dell’ineffabile locandiera, che si concede avventure a tutto spiano, sempre pronta a spogliarsi e a mostrarsi nature, o in posizioni quanto meno sconce, come quando orina davanti all’americano. Film i giudicabile sulle tematiche proposte, proto femministe, proprio per la propensione a dare in pasto al pubblico l’aspetto erotico della vita della protagonista, Miranda gode comunque di una buona ambientazione, di un’impeccabile fotografia e di una cura quasi eccessiva dei particolari.

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Peccato che questi particolari siano principalmente anatomici; la macchina da presa indugia tantissimo sulle rotondità della Grandi, sulle sue attività in camera da letto e fuori, sul pube generosamente esposto e su pruderie proposte con costanza dal regista. Non è più il Brass anni settanta, e fortunatamente non è ancora il Brass anni 90 e successivi; c’è ancora una cura formale, e un erotismo di facciata, ma curato.

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Miranda, un film di Tinto Brass. 1985, con Serena Grandi, Andrea Occhipinti, Franco Interlenghi, Andy J. Forest, Franco Branciaroli, Malisa Longo, Laura Sassi, Isabelle Illiers, Luciana Cirenei. Prodotto in Italia. Durata: 93 minuti.

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Serena Grandi: Miranda
Andrea Occhipinti: Berto
Franco Branciaroli: Toni
Franco Interlenghi: Carlo
Andy J. Forest: Norman

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Regia Tinto Brass
Soggetto Carlo Goldoni
Fotografia Silvano Ippoliti, Erico Menczer
Montaggio Tinto Brass
Musiche Riz Ortolani

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maggio 16, 2009 Posted by | Erotico | , , , | Lascia un commento

Serena Grandi

Serena Grandi foto 1

50 anni compiuti quest’anno,per Serena Faggioli,in arte Serena Grandi,attrice che,nella seconda metà degli anni ottanta,contribuì in maniera determinante all’affermarsi di un nuovo canone estetico della bellezza femminile sullo schermo,fatta di forme giunoniche e caratteristiche fisiche preminenti,come la moda lanciata dalla biondona Anita Ekberg negli anni sessanta.

Serena Grandi-Rimini Rimini
Serena Grandi nel film Rimini Rimini

Tecnicamente poco espressiva,ma dal fortissimo carsima sensuale,Serena approdò al cinema dopo aver esordito in un film della serie dei pierini,tristi epiloghi della stagione della commedia sexy;il film era Pierino contro tutti,e le forme della Grandi stridevano,in maniera notevole,con quelle più flessuose e delicate della protagonista,la giovane Michela Miti.Dopo aver partecipato a Tutti al fronte e Sturmtruppen 2,Serena viene notata dal regista del sexy-porno all’italiana,Tinto Brass,che la lancia defintivamente come bomba erotica in Miranda,uno dei successi più rilevanti del regista veneto,convertitosi al sexy dopo buone prove iniziali.La carica erotica di Serena esplode in un film dove nulla è negato allo sguardo;amplessi,nudità,situazioni erotiche conturbanti si avvicendano in una pellicola di scarso valore,ma divenuta in seguito un cult grazie proprio alla presenza della Grandi.La fama e il successo ottenuti le permettono di ottenere un altro ruolo da protagonista;questa volta interpreta Desiderando Giulia,un’altra pellicola conturbante,nella quale le sue robuste nudità vengono ancor di più messe in risalto.Nel 1986 è nel cast di Grandi magazzini,con attori del calibro di Manfredi e della Muti;ma i ruoli che le affidano continuano ad essere prigionieri del clichè pruriginoso,tant’è vero che torna a spogliarsi in La signora della notte e L’iniziazione.

Serena Grandi-Desiderando Giulia
Desiderando Giulia

Serena Grandi-Le foto di Gioia
Le foto di Gioia

Ormai è diventata un’attrice famosa,anche se relegata al solito ruolo;interpreta un altro film erotico,Le foto di Gioia,un film con ambizioni da thriller di classe,e subito dopo il film per tutti Rimini Rimini,con Villaggio,dove ancora una volta si spoglia circuendo un pretore moralista e bacchettone.I film successivi non si discostano dal filone imperante del periodo;è nel cast di Roba da ricchi,poi in Teresa e in L’insegnante di violoncello.Nel 1990 Magni la vole nel suo pretenzioso In nome del popolo sovrano,nel 1982 è nel cast di Saint Tropez Saint Tropez,solita commedia estiva con gag di scarsa presa e con nudità sparse a larghe mani.Nel frattempo i gusti del pubblico stanno rapidamente mutando,e anche le forme giunoniche non attirano più il pubblico;Serena lavora ancora in tre film,Graffiante desiderio,La strana storia di Olga O e Gli inaffidabili;dopo di che in pratica la sua carriera ha una brusca frenata.

Serena Grandi-L'iniziazione
Nel bel film L’iniziazione

Riesce a lavorare in Tv,in un serial di buon successo,Le ragazze di Piazza di Spagna,viene nuovamente chiamata in un film di Brass,La monella,dove però la vera protagonista è la meteora Anna Ammirati.Gira la mini serie Anni 50,ma il pubblico è sconcertato:troppe le virate a 360°.Non è facile riciclarsi da ruoli eminentemente erotici in ruoli castigati,e Serena non fa eccezione alla regola.Così,malinconicamente,si ecclissa dallo schermodopo un’ultima particina nel film d’esordio del rocker Ligabue,Radiofreccia.

Serena Grandi-Miranda
Serena Grandi in Miranda

Serena Grandi-Roba da ricchi
Roba da ricchi

Le vicissitudini personali,con un arresto per droga,le stroncano definitvamente la carriera,e solo oggi,a distanza di 10 anni,ritorna sullo schermo con il film Il papa di Giovanna.

Probabilmente la carriera di Serena avrebbe avuto un altro andamento se avesse insistito sulla Tv,verò motore degli ultimi 15 anni;ma ritagliarsi uno spazio in Tv richiede il coraggio di abbandonare certi ruoli,e forse Serena non ha potuto,o voluto,farlo.

La tv è vista da tutti,i personaggi televisivi devono avere determinate caratteristiche,e lei,per troppo tempo,è rimasta Miranda,l’erotismo troppo esplicito e scaraventato in faccia al pubblico da Tinto Brass;il che non è una referenza,ma un handicap.

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Serena Grandi-Teresa la ladra
Nel film Teresa

Serena Grandi-L'insegnante di violoncello
L’insegnante di violoncello

Serena Grandi-La strana storia di Olga O
La strana storia di Olga O.

Serena Grandi-Saint Tropez Saint Tropez
Saint Tropez Saint Tropez

Serena Grandi-Il papa di Giovanna
Il papà di Giovanna

Serena Grandi-Delitto passionale
Delitto passionale

Serena Grandi-Graffiante desiderio
Graffiante desiderio

Serena Grandi-Tranquille donne di campagna

Tranquille donne di campagna

Serena Grandi-In nome del popolo sovrano

In nome del popolo sovrano

Serena Grandi-Monella

Monella

Serena Grandi-Operazione kappa sparate a vista

Operazione Kappa sparate a vista

Serena Grandi-Piazza di Spagna

Piazza di Spagna

Serena Grandi-Radiofreccia

Radiofreccia

Serena Grandi-Sturmtruppen 2

Sturmtruppen 2

Serena Grandi Malamore

Malamore

Serena Grandi In nome del popolo sovrano

In nome del popolo sovrano

Serena Grandi Antropophagus

Antropophagus

Serena Grandi Una sconfinata giovinezza

Una sconfinata giovinezza

Gli inaffidabili (Tv)

Serena Grandi banner filmografia

Antropophagus (1980)

Tranquille donne di campagna (1980

Compagna di viaggio, La (1980)

Teste di cuoio (1981)

Sturmtruppen II (1982)
Malamore (1982)
Pierino la peste alla riscossa (1982)
Pierino colpisce ancora (1982)
Acapulco, prima spiaggia… a sinistra (1983)
Tu mi turbi (1983)
Le Avventure dell’incredibile Ercole (1985)
Miranda (1985)
“Sogni e bisogni” (1985) TV mini-series
La Signora della notte (1985)
Le Foto di Gioia (1987)
L’iniziazione (1987)
Rimini Rimini (1987)
Teresa (1987)
Abbronzatissima (1987)
Roba da ricchi (1987)
l’ insegnante di violoncello (1989)
In nome del popolo sovrano (1990)
Per odio per amore (1991)
Vendetta: Secrets of a Mafia Bride (1991) (TV)
Donne sottotetto (1992)
Saint Tropez, Saint Tropez (1992)
Graffiante desiderio (1993)
Il Prezzo della vita (1993) (TV)
“Piazza di Spagna” (1993) TV mini-serie
Delitto passionale (1994)
La Strana storia di Olga O (1995)
Ladri si nasce (1997) (TV)
Gli Inaffidabili (1997)
Le Ragazze di Piazza di Spagna 1998 Serie TV
“Anni ’50” 1998 TV mini-series
Monella 1998
Radiofreccia 1998

Filmscoop è su Facebook: richiedetemi l’amicizia.

Il profilo è il seguente:

http://www.facebook.com/filmscoopwordpress.paultemplar

 


agosto 9, 2008 Posted by | Biografie | | 1 commento