Nero veneziano

Nero veneziano locandina

Mark, un ragazzo di quattordici anni, cieco e sua sorella Christine rimangono orfani dei genitori, e vanno a vivere con gli zii che gestiscono una pensione nell’isola della Giudecca a Venezia.
Mark è un ragazzo molto sensibile, dotato di particolari poteri; spesso ha delle visioni in cui anticipa il futuro, nelle quali vede chiaramente un uomo che lui è convinto essere il demonio.
All’interno della pensione infatti alcuni sinistri presagi di Mark si avverano; muore impiccato lo zio, poi è la volta della zia, poi ancora di un amico di Mark.

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Rena Niehaus è Christine

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Il ragazzo ha una sola persona che in qualche modo crede in lui; è Giorgio, il fidanzato di sua sorella, l’unico che gli mostra amicizia e che sembra prestar fede ai racconti del ragazzo.
Sua sorella intanto inizia a diventare sempre più strana, ma si avvia comunque all’altare con il suo fidanzato.
La morte improvvisa di Giorgio lascia Mark completamente solo, mentre Christine, che ha ereditato la pensione inizia a circondarsi di strani personaggi, fra i quali spicca un pensionante fascinoso, Dan, che altri non è che l’uomo visto nelle visioni da Mark.

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Ely Galleani, una delle adepte di Christine

Nella pensione arrivano anche alcune ragazze equivoche, che sembrano girare attorno a Christine con gran devozione; la ragazza intanto ha scoperto di essere incinta, pur non avendo avuto rapporti con nessuno se non in una sorta di dormiveglia, in cui appare al suo fianco il sinistro Dan.
Mark trova consolazione e credito presso padre Stefani, l’unico che sembra avvertire l’aria sinistra che gira attorno a Christine; ma anche il religioso morirà, subito dopo aver tentato di battezzare il figlio di Christine, Alex.

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Lorraine De Selle

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Ely Galleani

In un drammatico finale, Mark ha il sopravvento sul neonato, e mentre è nel cimitero dove è sepolto il cognato Giorgio, vede proprio l’amico scomparso che gli racconta e conferma la natura diabolica di Alex.
Le ultime immagini che Mark vede, dopo che ha riacquistato miracolosamente la vista bagnandosi gli occhi con l’acqua del pozzo che è nella pensione, è quella di Alex tra le braccia di Christine.
Il demonio non può morire……
Ultimo film diretto da Ugo Liberatore nel 1978, Nero veneziano è un anomalo horror con venature thriller, massacrato all’epoca della sua uscita sia dalla critica che da buona parte del pubblico.
In realtà il film non è affatto malvagio, pur essendo evidenti i tributi ai caposaldo del genere, con più di un occhio strizzato al celebre film di Roeg “A Venezia un dicembre rosso shocking”; il tributo è assolutamente chiaro, sopratutto nella scelta di ambientare il film a Venezia, nella particolare esposizione fotografica usata e nell’aria di sovra naturale che pervade la pellicola.

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Un film troppo sottovalutato, che ha delle pecche solo in fase di sceneggiatura: il soggetto di Ottavio Alessi è spesso confuso, lasciando troppa libertà di immaginazione allo spettatore.
Va aggiunta anche la scellerata decisione di Liberatore di affidare il ruolo del demonio all’insulso Yorho Voyagis, che sembra un bamboccione in vacanza premio nella sua città preferita.
Il volto dell’attore rimane quasi sempre impenetrabile, con un sorrisino che vorrebbe sembrare enigmatico e invece assomiglia ad uno spocchioso sorriso di sufficienza.
Però il film ha una sua dignità, sopratutto grazie all’ambientazione, con una Venezia misteriosa e cupa, come raccontata nel titolo; il nero veneziano è rappresentato dalla vicenda, dai luoghi misteriosi come il cimitero della Giudecca, dalla pensione in cui si svolgono i fatti.

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Un film a tratti blasfemo, come nella sequenza in cui le prostitute che circondano Christine inscenano una parodia dell’Ultima cena che è una delle cose da dimenticare del film.
Se Renato Cestiè se la cava egregiamente, anzi, bene nel ruolo di Mark, il giovane veggente cieco, molto algida e fredda appare Rena Niehaus nel ruolo dell’ambigua Christine, che sin dall’inizio appare visceralmente antipatica allo spettatore, mentre bravo è Fabio Gamma ad interpretare Giorgio, lo sfortunato fidanzato/marito della diabolica Christine.
Tra le co-protagoniste vanno citate tre attrici comprimarie come Ely Galleani, l’ex diva dei fotoromanzi Angela Covello e Lorraine De Selle, tutte interpreti di ruoli di prostitute, le stesse che diverranno la corte dei miracoli di Christine.
La migliore interpretazione di questi ruoli secondari è quella di Olga Karlatos, che interpreta Madeleine Winters.
Come già detto, la segnalazione più importante va alla fotografia e alla direzione artistica di Canevari, Ugo Liberatore dirige bene il film, che risulta alla fine il migliore dei sette girati fino al 1978, di gran lunga superiore ai mediocri Incontro d’amore e Noa Noa.

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Angela Covello

Nero veneziano, un film di Ugo Liberatore. Con Renato Cestié, José Quaglio, Rena Niehaus, Yorgo Voyagis, Fabio Gamma, Olga Karlatos, Ely Galleani, Angela Covello,Lorraine De Selle
Horror, durata 93 min. – Italia 1978

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Nero veneziano banner personaggi

Renato Cestiè     …     Mark
Rena Niehaus    …     Christine
Yorgo Voyagis    …     Dan
Fabio Gamma    …     Giorgio
José Quaglio    …     Padre Stefani
Ely Galleani    …     Christine
Angela Covello    …     Christine’s Friend
Lorraine De Selle    …     Christine’s Friend
Florence Barnes    …     Christine’s Friend
Olga Karlatos    …     Madeleine Winters / Vicky’s Mother / The Midwife on the ferry
Bettine Milne    …     Grandmother
Tom Felleghy    …     Martin Winters

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Oedipus orca

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In La orca, film precedente a questo Oedipus orca, sequel che riprende dall’esatto punto in cui finiva il film precedente, avevamo lasciato la giovane Alice nel cascinale in cui era stata segregata dopo il sequestro compiuto da tre banditi. La ragazza, che aveva ucciso inspiegabilmente il carceriere Michele, che si era innamorata di lui, si era salvata da una denuncia per eccesso di legittima difesa grazie al commissario che aveva fatto irruzione nel casolare, e che si era attribuito la paternità dell’omicidio.

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Carmen Scarpitta e Rena Niehaus

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Libera, Alice torna  a casa, dove la attendono i genitori. E’ ancora scossa dalla brutta avventura, e nonostante l’accoglienza dei suoi, che la tengono lontana dalla stampa, non riesce a recuperare la serenità perduta. Anche con il suo boy friend il rapporto diventa problematico; il principale motivo , di origine psicologica, resta il risentimento verso suo padre, che secondo Alice non ha voluto pagare il riscatto richiesto dai rapitori.
Ben presto la ragazza matura la convinzione che quello che crede suo padre in realtà non lo sia; così inizia ad indagare sul passato della madre, scoprendo che all’epoca in cui era rimasta incinta di lei, la donna aveva avuto una relazione con Lucio, un’artista.

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Rena Niehaus è Alice

E’ una supposizione, perchè manca una prova certa dell’accaduto. Decide quindi di agganciare l’uomo, che tenta di sedurre,  inutilmente.
Ma la ragazza non demorde, e dopo averlo seguito, riesce ad avere una relazione con lui.
La ragazza, paga della cosa, lascia il suo amante a letto; l’uomo, svegliandosi, cerca di inseguirla, ma scendendo le scale viene colpito accidentalmente da un lastrone di vetro, rimanendo ucciso sul colpo.
Se La orca aveva rappresentato un elemento di novità, grazie alla buona analisi fatta da Eriprando Visconti sui complessi rapporti instauratisi tra Alice e il suo carceriere Michele, Oedipus orca manca proprio di questo elemento fondamentale.

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Il rapporto tra Alice, quello che crede suo padre e il probabile padre naturale sono appena abbozzati e restano solo nelle intenzioni. Leggermente più approfondito il rapporto tra Alice e la madre, ma sempre superficiale, tanto che il film resta in realtà incompiuto.
La colpa non va attribuita certamente a Rena Niehaus, che si conferma attrice di buone qualità, quanto piuttosto ad una sceneggiatura lacunosa, che privilegia i tempi morti, le inquadrature e gli sguardi piuttosto che i dialoghi chiarificatori.
Così il film che probabilmente voleva Visconti resta una mera illusione, trasformandosi in un tedioso racconto didascalico, in cui Alice si muove senza motivi profondi, quasi casualmente.

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Il film non è brutto e condannabile sic et simpliciter, ma di certo manca di profondità.
Attori disciplinati ma nulla più; bene Gabriele Ferzetti, nel ruolo del padre di Alice, bene la Scarpitta in quello della madre della ragazza.

Oedipus orca, un film di Eriprando Visconti. Con Gabriele Ferzetti, Michele Placido, Carmen Scarpitta, Rena Niehaus,Piero Faggioni, Miguel Bosè, Eleonora Morana
Drammatico, durata 100 min. – Italia 1976.

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Rena Niehaus

Rena Niehaus-Foto
Rena Niehaus

Nella storia cinematografica di Rena Niehaus, attrice tedesca nata a Oldenburg nel dicembre del 1954 l’elemento fondamentale sembra essere la casualità, che l’ha portata per caso a diventare dapprima modella per delle foto pubblicitarie prima e di moda in seguito, per poi finire sugli schermi, in alcune produzioni molto interessanti concentrate negli anni 70, quando ha lavorato con Lattuada e Eriprando Visconti oltre che con Ugo Liberatore e altri. Sono 12 i film interpretati da Rena, girati tra il 1975 e il 1993, dieci dei quali sono racchiusi nel periodo 1975-1979

Rena Niehaus-cuore di cane
Con Cochi Ponzoni in Cuore di cane

Rena Niehaus si avvicina al mondo dello spettacolo attraverso la fotografia; contattata da un fotografo tedesco mentre era a Monaco di Baviera, diventa modella di una pubblicità creata per una nota casa di sigarette.
La sua particolare fisionomia, il volto non bellissimo ma espressivo vengono notate da Alberto Lattuada, che la scrittura per il film Cuore di cane.

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Rena Niehaus in Oedipus orca

Rena Niehaus Il maestro di violino
Con Domenico Modugno in Il maestro di violino

Rena ha un temperamento volitivo, è affascinata da nuove eperienze e sopratutto vede nel cinema un modo per avvicinare altra gente, conoscere posti; così gira contemporaneamente alcuni film, come I baroni, di Gian Paolo Lomi, accanto a Turi Ferro, Vittorio Caprioli e Andrea Ferreol, in cui è una ragazza svedese che capita casualmente in una città del sud e fa innamorare pazzamente un maturo benestante, interpretato da Turi Ferro, Un amore targato Forli, di Sesani , nel quale interpreta Giorgia, la spregiudicata studentessa che riesce a sedurre un giovane musicista riminese e Il maestro di violino, nel quale è Laura, la bella e sensibile figlia di una famiglia di mecenati, che finirà per avere una storia d’amore con il suo insegnante di violino, il maturo Giovanni.

Rena Niehaus Un amore targato Forli
Un amore targato Forli

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La orca

Un film creato su misura per sfruttare il successo commerciale dell’omonima canzone di Domenico Modugno, che nel film interpreta proprio Giovanni. Se la canzone è l’amaro epilogo di una carriera di primissimo livello per il grande Mimmo, il film è un trampolino di lancio per Rena, che mostra una buona padronanza delle scene e ottime doti recitative. Arriva così Cuore di cane, il film che Lattuada gira riprendendo un romanzo di Bulgakov, autore tra l’altro di Il maestro e Margherita; il film, pur non riscontrando successo di pubblico, viene ben giudicato dalla critica. Rena vi interpreta Zoja, fidanzata di Poligràph Poligràphovic, l’uomo a cui sono stati trapiantati gli organi di un cane.

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Rena Niehaus in Nero veneziano

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Oedipus orca

Rena lavora, in questo film, con un cast eccellente, nel quale spiccano Max Von Sidow, Eleonora Giorgi, Cochi Ponzoni e Mario Adorf. Il successo arriva con La orca, di Eriprando Visconti, nipote del celebre Luchino. Il suo è il ruolo principale, quello di Alice, una ricca studentessa sequestrata da balordi, che riuscirà a far innamorare di se il meno sveglio dei suoi sequestratori, Michele (interpretato da Michele Placido), e che ucciderà proprio mentre sta per essere liberata dalla polizia, coperta, nel suo gesto, da un commissario che le vuole risparmiare altri dolori. In La orca Rena Niehaus interpreta perfettamente il contraddittorio personaggio di Alice, accettando anche un ruolo abbastanza scabroso.

Rena Niehaus-Una donna di seconda mano

Una donna di seconda mano

Nel 1977 Pino Tosini la scrittura per il discontinuo Una donna di seconda mano, dramma famigliare, nel quale è Simona, fidanzata di Luca, che la violenta, portandola ad accettare la corte del maturo Augusto, zio del suo fidanzato e amante di sua madre. Alla fine dello stesso anno Visconti decide di riprendere il film La orca dal punto esatto in cui finisce e ne fa un sequel, Oedipus orca, con Rena che riveste nuovamente i panni della giovane Alice, che ritorna a casa convinta che suo padre non abbia fatto nulla per liberarla. Nel film, la ragazza si convince che l’uomo non sia il vero padre, scopre che la madre, quando lei era stata concepita, aveva avuto un amante e dopo aver scoperto che quest’ultimo potrebbe essere il suo vero padre, lo seduce. Il film non ha la carica del primo capitolo, La orca, e passa abbastanza inosservato.

Due fotogrammi da Una donna di seconda mano

Il film successivo è un piccolo gioiello; si tratta di Nero veneziano, misconosciuto thriller con connotazioni horror, disprezzato dalla critica; in realtà è un buon prodotto, girato in una Venezia livida, che mescola abilmente suspence e mistero. Il ruolo di Rena, quello della giovane Christine che diventerà madre di un bambino frutto della sua relazione con il demonio, la mostra sempre più matura e padrona dei suoi mezzi recitativi. Un film in cui la Niehaus, come racconterà in un’intevista, si trova a gestire un difficilissimo rapporto con Liberatore, il regista, perfezionista maniacale.

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Voglia di donna

Siamo sul finire degli anni settanta, e Rena gira Voglia di donna, pessima commedia ad episodi di Bottari, nonostante il film presenti un buon cast; Gianni Cavina, Laura Gemser, Carlo Giuffré, Rena Niehaus, Luciano Salce, Ilona Staller, Gabriele Tinti sono i compagni d’avventura di questa pellicola, in cui la Niehaus è Luisa, fidanzata di Paolo, che gelosissimo del datore di lavoro della donna, un notaio, cerca di registrare i due amanti, e che finirà per perdere la fidanzata.

Rena Niehaus  Nero veneziano 2

Nero veneziano

Per quanto abbia una discreta fama, Rena Niehaus non ama molto il mondo del cinema, che considera falso e ipocrita; cosi, dopo aver girato Ciao Cialtroni, film passato inosservato, sotto la regia di Danilo Rossini, si allontana dal cinema. Torna a Oldenburg, dove diventa agente di commercio; rientra in Ialia per riprendere il suo lavoro di attrice nel 1988, a distanza di 9 anni dal suo ultimo film.

Ma il cinema non concede ai suoi protagonisti licenze o ripensamenti; il pubblico dimentica in fretta, crea nuovi beniamini, così Rena deve accettare una piccola parte in Arabella,l’angelo nero di Stelvio Massi. Lavorerà,per l’ultima volta, nel 1993 in Il ritmo del silenzio, di Marfori, anche questo passato assolutamente inosservato.
Finisce così la carriera di Rena Niehaus, brava attrice ma poco malleabile, assolutamente non incline ad accettare le leggi del cinema; come da lei stessa raccontato in una lunga intervista, il suo carattere poco docile, la sua caparbietà, l’abitudine tutta interna al mondo del cinema di valutare le persone per il loro aspetto fisico, senza badare molto al carattere e alle attitudini delle persone, le creò grossi problemi, portandola ad un progressivo allontanamento dalle scene.

Rena Niehaus Cuore di cane

Cuore di cane

Rena Niehaus La orca 2

La orca

Rena Niehaus Voglia di donna 2

Voglia di donna

Il ritmo del silenzio (1993)
Arabella l’angelo nero (1989)
Ciao cialtroni! (1979)
Voglia di donna 1978
Nero veneziano 1978
Oedipus orca (1977)
Una donna di seconda mano (1977)
Cuore di cane (1976)
La orca (1976)
Maestro di violino (1976)
Un amore targato Forlì (1976)
I baroni (1975)

Una donna di seconda mano

Una donna di seconda mano locandina

Firenze, anni 50. Luca, uno studente orfano di entrambi i genitori, vive con suo zio Augusto, un donnaiolo cinquantenne, proprietario di un negozio di scarpe. L’uomo è legato sentimentalmente a Clelia, una sua dipendente. La donna ha una figlia, Simona, che è la ragazza di Luca. Un giorno suo zio, per svezzarlo sessualmente, lo porta in un bordello, dove il ragazzo conosce Nerina, una matura ma seducente prostituta.

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Enrico Maria Salerno è Augusto

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Rena Niehaus è Simona

Il giorno dopo, in seguito all’ennesimo rifiuto di Simona di avere rapporti con lui, la violenta.  La ragazza racconta tutto alla madre, che decide di vendicarsi. Istruisce la figlia a dovere, con l’incarico di sedurre il maturo Augusto. Il piano riesce, e Simona circuisce Augusto. Un amico di Luca scopre la ragazza mentre è in auto con il suo amante e informa il giovane, che reagisce male. Ritorna al bordello e si fa consolare da Nerina. Nerina però ha un suo piano: è stufa di essere una donna di seconda mano, come si definisce durante un colloquio con una collega, e medita di farsi sposare.

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Macha Meril

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Senta Berger

Nel frattempo Simona si sposa con Augusto, e il giovane per un pò riesce a consolarsi tra le braccia di Nerina. Ma un giorno la donna scompare, e sarà un amico camionista di Luca a scoprirla casualmente a Venezia: la donna è riuscita nel suo intento, ha sposato un ricco uomo d’affari. Luca, dopo aver respinto la corte di Simona, segue Nerina a Venezia, dove riesce a riallacciare la relazione. Ma la donna non vuol perdere quanto faticosamente conquistato, dichiara al giovane di non amarlo e lo lascia, prende un vaporetto e guarda in direzione del giovane, con uno sguardo appena velato dalla nostalgia, mentre Luca urla dal ponte che non la ama.

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Luca violenta Simona

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Nonostante l’ottimo cast, che include Enrico Maria Salerno (Augusto), Senta Berger (Nerina), Macha Meril ( Clelia), Rena Niehaus (Simona), Stefano Satta Flores (l’autista amico di Luca), Stefano Amato (Luca), Una donna di seconda mano, film del 1977 diretto da Pino Tosini e sceneggiato da Renato Izzo, scorre sullo schermo nella più assoluta indifferenza dello spettatore. Colpa principalmente di una trama scontata sin dall’inizio, di una sceneggiatura raffazzonata e sopratutto della scarsa volontà mostrata dal cast, che sembra svogliato e impigrito, quasi anestetizzato da ruoli senza spessore.

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Luca alla ricerca di Nerina nel bordello

A salvarsi è il solito Salerno, in parte la deliziosa Niehaus e parzialmente anche Senta Berger, troppo sorridente e poco incisiva. Un film che penzola tra il dramma e la commedia e che forse aveva l’ambizione di mostrare uno squarcio del mondo dei bordelli prima della legge Merlin. Alla fine tra qualche casto nudo, qualche amplesso una volta tanto mostrato con pudore, si arriva senza scossoni alla parte finale, che forse è la più interessante, non fosse per la fretta e per la scarsa incisività degli attori, tra i quali spicca in senso negativo proprio il protagonista principale, Stefano amato, che piattamente interpreta Luca.

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Poca roba, alla fine, forse l’unica cosa da rimarcare è la location, parzialmente ambientata a Firenze nelle parti iniziali e a Venezia in quelle finali. Un’altra nota dolente è il fiorentino di Augusto-Enrico Maria Salerno, davvero poco credibile anche nel doppiaggio.

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Una donna di seconda mano, un film di Pino Tosini con Stefano Amato, Senta Berger, Macha Meril, Rena Niehaus, Enrico Maria Salerno, Stefano Satta Flores, Bruno Valente, Italia 1977

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Senta Berger- Nerina
Enrico Maria Salerno:Augusto
Macha Meril:Clelia
Stefano Amato:Luca
Rena Niehaus:Simona
Stefano Satta Flores:l’autista

Una donna di seconda mano banner cast

Regia Pino Tosini
Soggetto Sergio Perillo
Sceneggiatura Renato Izzo
Casa di produzione Boxer Films
Fotografia Tonino Nardi
Montaggio Massimo Ferlicco
Musiche Michele Francesio
Scenografia Massimo Lentini

La orca

La orca locandina

Mentre passeggia per la città in compagnia di un’amica, Alice, ricca studentessa, viene rapita da tre uomini, caricata a forza su un auto e poi , dopo un trasbordo in un furgone, viene portata in un casolare, legata con una catena al letto e stordita con potenti sedativi.

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Flavio Bucci è Paolo

I tre autori del sequestro sono tre sprovveduti, manipolati da una mente; uno di essi, Gino, è un giocatore di biliardo, il secondo, Paolo, un riparatore di flipper e a tempo perso contrabbandiere, ed è anche l’amante della moglie di Gino. Il terzo, Michele, il più ingenuo dei tre, è un emigrante calabrese, che fino a poco tempo prima era un pescatore.

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Michele Placido è Michele

E’ proprio Michele a dover badare alla ragazza, a provvedere alle sue necessità fisiologiche e a doverle somministrare i sedativi. Mentre la ragazza è sotto l’effetto dei farmaci, Michele la spoglia e la accarezza, fermandosi quando la ragazza da segni di risveglio. Intanto la polizia, guidata da un astuto commissario, riesce a mettersi sulle tracce dei rapitori; arresta dapprima Gino e subito dopo, con un inseguimento a piedi, Paolo.

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Rena Niehaus è Alice

Nel frattempo nel casolare i due giovani sembrano vivere un rapporto se non d’amore, di complicità; ma all’arrivo della polizia nel casolare, Alice, ricevuta la pistola da Michele, che vuole arrendersi, gli spara brutalmente. sarà il commissario a prendersi la rsponsabilità della morte di Michele, evitando problemi alla ragazza.

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Diretto da Eriprando Visconti nel 1976, La orca è u film di dubbia colocazione; non è un thriller, perchè l’ambientazione e la trama sono distanti dal genere. Non è un poliziesco, o meglio, ha qualcosa che ricorda lontanamente il genere. In effetti è un ibrido, un film che tenta di coniugare un’analisi sociale, a volte psicologica, partendo dalle motivazioni e dai comportamenti dei protagonisti. Ma resta comunque sul vago, mantenendo una certa fumosità che pregiudica il risultato finale. Buone le prove degli attori, fra i quali si segnalano Flavio Bucci nei panni di Paolo, di un giovane ma già padrone della scena Michele Placido, nel ruolo di Michele, il carceriere ingenuo, e di Rena Niehaus, perfida quanto basta nei panni di Alice.

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Il perspicare commissario è interpretato da Vittorio Mezzogiorno. Secca la recitazione e i dialoghi, con una fotografia dai toni morbidi; l’ambientazione è spoglia e monotona, tanto che il casolare che funge da prigione finisce per riempire di un’aria di malinconia tutto il film.

La orca 9

Un film di Eriprando Visconti. Con Michele Placido, Flavio Bucci, Rena Niehaus, Bruno Corazzari.Vittorio Mezzogiorno,Piero Palermini, Otello Toso
Drammatico, durata 90 min. – Italia 1976.

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La orca 11

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La orca 15

La orca banner protagonisti

Michele Placido: Michele
Rena Niehaus: Alice
Lisa Morpurgo: Elisa
Flavio Bucci: Gino
Bruno Corazzari: Paolo
Carmen Scarpitta: Irene

La orca banner cast

Regia     Eriprando Visconti
Soggetto     Eriprando Visconti, Roberto Gandus
Sceneggiatura     Eriprando Visconti, Roberto Gandus
Produttore     Michele Placido
Fotografia     Blasco Giurato
Montaggio     Franco Arcalli
Effetti speciali     Luciano Anzelotti
Musiche     Federico Monti Arduini
Scenografia     Francesco Vanorio