I cannibal movie
Un fenomeno eminentemente italiano, un pò come la commedia all’italiana, gli spaghetti western e i decamerotici. Un genere passato alla storia cinematografica come cannibal movie, sia per l’ambientazione, generalmente posti selvaggi e primitivi mai raggiunti prima o quasi sconosciuti,sia per i protagonisti quasi sempre cannibali, privi di civiltà di riferimento. Film che però spesso mostravano il cannibalismo come atto estremo di difesa da una civiltà incapace di capirli, che fagocitava a velocità impressionante sparute minoranze di gente che, senza alcun contatto con la civiltà, viveva con leggi e usanze tipicamente tribali,da secoli.

Emanuelle e gli ultimi cannibali
I film di questo filone, che ebbe uno straordinario quanto effimero successo, non furono in realtà moltissimi; i più conosciuti quelli di un livello accettabile,non sono più di dieci e appartengono ad un arco temporale che va grosso modo dal 1972, anno di uscita del capostipite della serie, Il paese del sesso selvaggio, di Umberto Lenzi, al 1985, anno di uscita di Nudo e selvaggio,di Massimo Michele Tarantini, uno degli ultimi prodotti del genere.
Che si caratterizzavano per l’estrema violenza delle immagini, crude e spesso estremamente realistiche, sopratutto nelle parti riguardanti le uccisioni di animali, qualche volta vere, qualche volta ricostruite. Scene violentissime che fecero la fortuna,peraltro relativa di alcuni prodotti come Cannibal holocaust e Cannibal ferox, due film diventati dei cult.
Un fortissimo impulso alla diffusione del genere lo dette il regista Ruggero Deodato con un prodotto esplicito, in cui le scene di cannibalismo non erano più limitate, ma abbondavano nella pellicola. Girato nel 1977 il film ebbe un buon successo di pubblico attirato dalle scene quasi da snuff movie e dall’erotismo che fu l’altra costante del filone. Ultimo mondo cannibale mostra un europeo, Robert, costretto ad assistere a scene violentissime, a stupri e a uccisioni rituali, tanto che,quando riuscirà a liberarsi, ucciderà il capo tribù e ne divorerà il fegato, in un’azione decisamente splatter. Anche Joe D’Amato non volle essere da meno e girò un film con protagonista la sua attrice preferita,Laura Gemser, che interpretava l’eroina Emanuelle, alle prese con gli ultimi cannibali, come recita la locandina del film; Emanuelle e gli ultimi cannibali,film del 1977, si segnala però più per le scene erotiche che per la violenza delle immagini. Nel 1978 tocca a Sergio Martino ottenere un lusinghiero successo con La montagna del dio cannibale, per il quale viene scritturata una star del calibro di Ursula Andress, nel pieno della sua maturità che non esita a mostrarsi nuda in un prodotto,in definitiva,poco più che mediocre. Ambientato in Nuova Guinea, racconta delle peripezie di una donna alla ricerca del marito scomparso.
Natura contro
Ma è nel 1979 che esce il prodotto più duro e crudo, quel Cannibal holocaust, diretto nuovamente da Ruggero Deodato, che sconvolge gli spettatori. Il film è violentissimo e culmina nell’immagine di una ragazza impalata,tanto realistica che furono in molti a pensare che si trattasse di uno snuff movie; le uccisione di animali, vere e la violenza che si respira per tutto il film ne fecero da subito un grande successo,anche se Deodato venne in pratica linciato dalla critica e vide il suo film sequestrato più volte.
In realtà nel film non manca la denuncia del mondo occidentale, che non capisce le usanze dei nativi e che condanna senza avere la cultura necessaria per capire che quel mondo,violento e selvaggio,altro non fa che seguire leggi secolari.Le traversie giudiziarie del film durarono anni,e solo nel 1984 potè tornare nelle sale, sforbiciato pesantemente,e con il divieto ai minori di 18 anni. All’estero invece il film ebbe un successo clamoroso,tanto da arrivare ad incassare l’impressionante cifra di 200 milioni di dollari.
Anche Lenzi non volle essere da meno del collega,e l’anno successivo propose Mangiati vivi,uno scialbo filmetto con Janet Agren e Paola Senatore,con qualche scena erotica e qualche immagine di cannibalismo;sempre del 1980 è Zombi holocaust,una curiosa mescolanza di due generi,quello ormai affermato degli zombi e quello del cannibal movie,con esiti alquanto deludenti.Il film,diretto da Marino Girolami,era una produzione low budget,e l’interpretazione degli attori,tutti sconosciuti,aggrava la sensazione di presappochismo della pellicola.

Ursula Andress nel film La montagna del dio cannibale
Di ben altro livello è il terrificante Antropophagus,del solito D’Amato,alias Aristide Massacesi;scene splatter abbondano,come la caverna piena di resti umani.Un film che venne contestato moltissimo sopratutto all’estero,ma che in Italia piacque molto;nel film c’è una giovane Serena Grandi e sopratutto c’è il cameo della scrittrice Margaret Mazzantini. Nel 1981 ci riprova anche Umberto Lenzi,con il terrificante Cannibal ferox,che vede scene davvero impressionanti come la Kerowa appesa per i seni a dei ganci da macellaio e la testa di un uomo aperta e svuotata del cervello.

Scena dal film Antropophagus,di Joe D’Amato
Per quattro anni in pratica,salvo qualche prodotto minore,non viene girato nessun film di rilievo.Solo nel 1985 ci saranno,nelle sale,ben tre prodotti;Schiave bianche violenza in Amazzonia di Gariazzo,Nudo e crudele di Tarantini e Inferno in diretta dell’immancabile Deodato,nel quale però di cannibali non se ne vedono.
Il genere termina bruscamente di affascinare le platee,per altro già alle prese con dottoresse,marinai e colonnelli; i B movie hanno avuto la loro stagione di gloria,e hanno chiuso il loro ciclo vitale. Oggi,a distanza di tanti anni, solo alcuni di essi,come Cannibal holocaust, sono diventati prodotti di culto.Un genere non rimpianto o almeno non tanto quanto i thriller all’italiana e i decamerotici. L’horror e le scene splatter, alla lunga, non riescono evidentemente ad affascinare generazioni differenti.

Schiave bianche, violenza in Amazzonia
Cannibal ferox
The green inferno
Natura contro
Mondo cannibal
Locandine

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Per qualche dollaro in più
Se Ombre rosse è passato alla storia del cinema per l’assalto alla diligenza,Per qualche dollaro in più deve la sua eterna fama alle sequenze conclusive del film,quelle del famoso duello tra Mortimer, un Lee Van Cleff duro come il profilo di pietra della sfinge e la maschera nervosa,psicopatica di Indio,il personaggio immortalato da Gian Maria Volontè. E sopratutto alla sequenza del carillon,con quella musica ipnotica composta da Morricone,mentre i protagonisti del duello si guardano e mentre la macchina da presa di Leone indugia sui volti dei protagonisti,lentamente,come in un thriller.
Nel solito,sperduto paese ai confini con il Messico arrivano due personaggi,il primo è un pistolero senza nome (come quello di Per un pugno di dollari,chiamato il monco,perchè spara con una mano e tiene l’altra costantemente coperta dal poncho;il secondo è un colonnello dell’esercito,anche lui un cacciatore di taglie,il colonnello Douglas Mortimer,infallibile con la pistola che usa con un calcio aggiuntivo,che gli permette di sparare quasi avesse tra le mani un fucile.
I due sono sulle tracce di Indio,un pericoloso bandito,psicopatico e assassino,che si è ricongiunto con la sua banda con l’intento di rapinare la banca di El Paso, la più fornita del New Mexico.
Monco e Mortimer, entrambi sulle tracce di Indio,si sfidano in un epico duello senza spargimento di sangue,in seguito al quale decidono di diventare soci.Monco si infiltra nella banda di Indio il giorno prima della rapina alla banca,che ha successo,con la conseguente fuga della banda verso Agua Caliente,un posto sperduto al confine con il Messico.

Lee Van Cleef è il Colonnello Douglas Mortimer
I due soci,Mortimer e Indio,si impadroniscono del bottino della banda,ma Indio,che aveva capito il gioco dei due li fa cattuare e sottoporre ad un pestaggio brutale. Nel frattempo Indio, che ha deciso di non dividere il bottino con i suoi uomini,li uccide ad uno ad uno,con la mira di far ricadere la colpa della rapina sui due soci.
Nelle scene finali,Mortimer e Monco riescono a liberarsi,e si arriva al duello finale tra Indio e il colonnello;quest’ultimo uccide Indio,e rinuncia sia alla sua parte di taglia su tutti i componenti della banda,sia al frutto della rapina.Lui aveva inseguito Indio non per i soldi,ma per vendicare la morte della sorella,uccisa durante un tentativo di rapina dal bandito.Si riprende il medaglione con la foto della sorella,che Indio aveva custodito,e dopo aver salutato Monco,si allontana velocemente a cavallo. Il secondo western di Leone,comprendente la famosa e indimenticabile trilogia del dollaro,è opera matura,equilibrata e affascinante.Le psicologie dei personaggi diventano un alibi per mostrare le varie motivazioni dei due soci,Monco,pratico e sbrigativo,interessato principalmente al denaro e Mortimer,più riflessivo e astuto,che insegue il sogno tanto cullato della vendetta.Una vendetta che però non avrebbe se alla fine non fosse proprio il suo socio temporaneo a offrirgliela su un vassoio d’argento,nella memorabile scena del duello finale,scandito dai rintocchi del carillon,con la foto della sorella di Mortimer,morta per mano dell’Indio.
Un film di una bellezza eccezionale,diventato immediatamente un culto,al pari dei celebrati western americani,che però non avevano mai avuto una simile caratterizzazione dei personaggi,nè una cura cos’ maniacale dei dettagli.
Grandissimo merito del successo del film va alle maschere dei protagonisti; Clint Eastwood tratteggia da par suo il ruolo di Monco,bounty killer con un cuore,spietato con i banditi,ma fermo sulla parola data.Lee van Cleff,nel ruolo di Mortimer,è implacabile,duro e spietato nella sua ricerca di vendetta.Sembra un idolo di ossidiana,con quella faccia scolpita nella pietra,che mostrerà la sua umanità,tuttavia,quando rinuncerà volontariamente,alla sua parte di bottino.E infine Gian Maria Volontè,nel ruolo di indio,con quel volto in cui brillano due occhi pervasi dalla follia,quelli del killer psicopatico che non esita a uccidere la moglie e i figli di un suo antico compare solo per vendicarsi di un vecchio tradimento.
Straordinarie le musiche di Morricone,che con i western di Leone ebbe fama e successo,assolutamente meritati e confermati poi in una carriera strepitosa.
Per qualche dollaro in più,un film di Sergio Leone. Con Gian Maria Volonté, Luigi Pistilli, Klaus Kinski, Lee Van Cleef, Clint Eastwood, Mario Brega, Dante Maggio, Benito Stefanelli, Roberto Camardiel, Aldo Sambrell, Rosemarie Dexter, Tomas Blanco, Mara Krupp, Joseph Egger, Panos Papadopulos, Luis Rodríguez, Mario Meniconi, Sergio Mendizábal, Lorenzo Robledo, Diana Rabito, Giovanni Tarallo
Western, durata 130 min. – Italia 1965.
Clint Eastwood: il Monco
Lee Van Cleef: colonnello Douglas Mortimer
Gian Maria Volontè: el Indio
Mario Brega: el Niño
Mara Krupp: Mary
Luigi Pistilli: Groggy
Klaus Kinski: Wild, il gobbo
Joseph Egger: il vecchio profeta
Benito Stefanelli: Luke
Aldo Sambrell: Cuchillo
Lorenzo Robledo: Fred, il traditore
Sergio Mendizábal: direttore della banca di Tucumcari
Roberto Camardiel: uomo alla stazione di Tucumcari
Tomas Blanco: addetto al telegrafo
Panos Papadopulos: Sancho Perez
Dante Maggio: Carpentiere nella cella
Giovanni Tarallo: addetto al telegrafo di Santa Cruz
Mario Meniconi: addetto ai biglietti del treno
Antonito Ruiz: Fernando
Rosemarie Dexter: sorella di Mortimer
Diana Rabito: ragazza che fa il bagno
José Terrón: Guy Callaway
Josè Marco: Baby Cavanage
Rafael López Somoza: barista di El Paso
Enrique Santiago: Sceriffo di Tucumcari
Francisco Brana: membro della banda dell’Indio
Josè Canalejas: membro della banda dell’Indio
Antonio Molino Rojo: membro della banda dell’Indio
Werner Abrolat: membro della banda dell’Indio
Eduardo Garcìa: membro della banda dell’Indio
Nazzareno Natale: membro della banda dell’Indio
Manuel Boliche Bermudez: membro della banda dell’Indio
Luis Rodriguez: membro della banda dell’Indio
Carlo Simi: direttore della banca di El Paso
Kurt Zips: portiere albergo
Guillermo Mendez: sceriffo di White Rock
Peter Lee Lawrence: cognato di Mortimer
Diana Faenza: moglie di Fred
Raffaella Leone: figlia di Fred
Ricardo Palacios: pianista del saloon di Tucumcari
Regia Sergio Leone
Soggetto Sergio Leone, Fulvio Morsella
Sceneggiatura Sergio Leone, Luciano Vincenzoni, Sergio Donati
Produttore Alberto Grimaldi
Casa di produzione P.E.A. (Produzioni Europee Associate),
Constantin Film Produktion GmbH, Arturo González Producciones Cinematográficas S.A.
Distribuzione (Italia) P.E.A. (Produzioni Europee Associate)
Fotografia Massimo Dallamano
Montaggio Eugenio Alabiso, Adriana Novelli, Giorgio Serrallonga
Effetti speciali Giovanni Corridori
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Carlo Simi
Costumi Carlo Simi
Trucco Rino Carboni
Enrico Maria Salerno: Joe “il Monco”
Emilio Cigoli: colonnello Douglas Mortimer
Nando Gazzolo: el Indio
Renato Turi: el Niño
Lydia Simoneschi: Mary
Vittorio Sanipoli: Groggy
Bruno Persa: Wild, il gobbo
Sergio Graziani: Luke
Pino Locchi: Cuchillo
Gualtiero De Angelis: Fred, il traditore
Lauro Gazzolo: il vecchio profeta
Carlo Romano: Benito Martinez
Oreste Lionello: passeggero del treno, barista di El Paso
Giorgio Capecchi: Sceriffo di Tucumcari
Luigi Pavese: uomo alla stazione di Tucumcari
Manlio Busoni: Sancho Perez
Gianfranco Bellini: direttore della banca di Tucumcari
Nino Pavese: sceriffo di White Rock
Mario Feliciani: Baby Cavanage
Massimo Foschi: Guy Calloway
Rita Savagnone: ragazza che fa il bagno
Mario Besesti: addetto al telegrafo di Santa Cruz
Rosetta Calavetta: donna che sta con lo sceriffo di White Rock
Gianni Bonagura: Blackie
Glauco Onorato: pistolero amico di Cavanage
Vinicio Sofia: portiere albergo
Sandro Acerbo: Fernando
Gino Baghetti: controllore biglietti, direttore della banca di El Paso
Arturo Dominici: barista di Tucumcari
Miranda Bonansea: moglie di Fred
Sergio Tedesco: Uomo dell’Indio

“Abitualmente fumo dopo mangiato. Perché non torni tra dieci minuti?”. “Tra dieci minuti fumerai all’inferno“.
“Ci sono molte taglie su voi galantuomini e le taglie significano denaro. E io sul denaro non ci sputo mai sopra.”
“Le domande non sono mai indiscrete, le risposte a volte lo sono a volte.”
“Quei due piuttosto che averli alle spalle è meglio averli di fronte, in posizione orizzontale… possibilmente freddi.”
“Lee Van Cleef chiede: “Qualcosa non va, ragazzo?”. E Clint Eastwood risponde: “Niente vecchio… non mi tornavano i conti. Me ne mancava uno”.
“Dove vai?”. “A dormire. Quando devo sparare, la sera prima vado a letto presto…”
Chocolat
Vianne Rochet e la figlia di quest’ultima,Anouk,giungono a Lasquenet,un piccolo e sonnolento paese dell’entroterra francese sul finire del 1959;Vianne affitta dalla signora Armande un locale malmesso,e con pazienza lo trasforma in un’accattivante cioccolateria.
La novità non è apprezzata però dal sindaco,una specie di padre-padrone,il conte di Raynaud,che è abituato a farsi obbedire sia dai fin troppo docili abitanti del piccolo paese,sia dal giovane parroco,che gli porta anche i sermoni da correggere secondo le volontà del dispotico conte.
Ma Vianne ha temperamento,e prosegue la sua attività con successo,conquistandosi sia la stima di Armande,che l’affetto della giovane Josephine,in fuga da un marito manesco e succube del conte.Per la gente del posto la cioccolateria diventa un piacevole diversivo,oltre che un luogo per soddisfare i propri vizi di gola.Armande,la proprietaria del locale,affetta da diabete avanzato,e con una figlia formalista e rigidamente moralista,Caroline,confida alla nuova amica i suoi problemi,non ultimo quello di non volersi trasferire in un ospizio per anziani.
Nel frattempo un gruppo di zingari su un barcone,tra i quali c’è Roux,un affascinante e tenebroso gitano,arriva in paese e sconvolge ancor più la quiete del posto;è proprio Vianne la prima ad accogliere i gitani,contro la volontà del solito sindaco.Durante una festa,il marito di Josephine da fuoco ad un barcone,rischiando la tragedia.Tra Roux e Vianne c’è ormai affetto,mentre un giorno il sindaco,ormai sempre più isolato dal resto della popolazione,si introduce nel negozio di Vianne e si rimpinza di dolci.E’ li che la donna lo troverà,addormentato tra cioccolatini e dolci.
Judi Dench è Armande Voizin
Sembra la fine di un brutto sogno per il paese;il sindaco,libero dai complessi di colpa,dal puritanesimo e dai freni inibitori che lo avevano mortificato,sembra pronto a cambiare;persino il giovane parroco smette di portargli i discorsi da correggere e tiene delle omelie finalmente libere.Il paese è pronto al cambiamento,segnato anche dall’amore che ormai sembra unire il giovane Roux e Vianne;la donna smetterà di vagabondare e pianterà le sue radici con la figlia,finalmente libera da fantasmi immaginari.
Tratto dal romanzo omonimo di Joanne Harris,Chocolat si segnala per la grazia e la leggerezza con cui tratta l’argomento del conformismo,della moralità opposta al peccato,in questo caso rappresentato dalla trasgressione più dolce,quella fatta con il cioccolato.Che diventa quindi simbolo di un peccato,quello però più veniale.Un ottimo cast regala due ore di allegria e buon umore con una storia ben congegnata,splendidamente interpretata da attori del calibro della Binoche,di Depp,della Olin,di Molina e sopratutto della Dench,premio Oscar per questo film come attrice non protagonista.
Alfred Molina è il Conte De Reynaud
Chocolat, un film di Lasse Hallström. Con Juliette Binoche, Leslie Caron, Alfred Molina, Johnny Depp, Lena Olin,Peter Stormare, Judi Dench, Carrie-Ann Moss, Antonio Gil, Hélène Cardona, Hugh O’Conor, Harrison Pratt, Gaelan Connell, Elisabeth Commelin, Ron Cook, Aurelien Parent Koenig
Commedia, durata 121 min. – USA 2000.
Juliette Binoche: Vianne
Judi Dench: Armande Voizin
Alfred Molina: Conte De Reynaud
Carrie-Anne Moss: Caroline Clairmont
Johnny Depp: Roux
Lena Olin: Josephine Muscat
Victoire Thibisol: Anouk
Hugh O’Conor: Padre Henri
Peter Stormare: Serge Muscat
John Wood: Guillaume Blerot
Fotografia: Roger Pratt
Montaggio: Andrew Mondshein
Musiche: Rachel Portman
Scenografia: David Gropman
Soggetto: Joanne Harris (romanzo)
Sceneggiatura: Robert Nelson Jacobs
Produttore: David Brown Productions, Fat Free Limited, Miramax
Fotografia: Roger Pratt
Montaggio: Andrew Mondshein
Musiche: Rachel Portman
Scenografia: David Gropman
“Siamo arrivate con il vento del carnevale. Un vento tiepido per febbraio, carico degli odori caldi delle frittelle sfrigolanti, delle salsicce e delle cialde friabili e dolci cotte alla piastra proprio sul bordo della strada, con i coriandoli che scivolano simili a nevischio da colletti e polsini e finiscono sul marciapiedi come inutile antidoto contro l’inverno. C’è un’eccitazione febbrile nella folla disposta lungo la stretta via principale, i colli che si allungano per vedere il carro fasciato di carta crespata, con i suoi nastri svolazzanti e le coccarde di cartoncino.”
Black book
Rachel Stein,una ragazza di origini ebree,cantante,lascia la Germania diretta in Olanda,per cercare di raggiungere i genitori.Qui si ricongiunge con loro,ma un traditore vende lei,la famiglia e un gruppo di ebrei ai nazisti.Rachel sfugge miracolosamente all’agguato,nel quale muoiono tutti,e si arruola nella resistenza.
Le viene affidato il compito di diventare l’amante di un capitano tedesco,Muntze,e lei,grazie alle sue doti canore,ma sopratutto grazie alla sua bellezza e a insospettabili doti di seduttrice,riesce a infiltrarsi nel comando tedesco,diventando sia l’amante del capitano che la sua collaboratrice.
La donna ha assunto una nuova identità,Ellis De Vries,e come Ellis ha accesso ai salotti buoni dei nazisti.Il capitano non è il diavolo che sembra,e alla fine Rachel se ne innamora,mentre aldilà della barricata è amata da un giovane medico,Hans Akkermans.
Il tempo passa,e un giorno molti membri della resistenza vengono catturati e uccisi;nonostante Rachel sia un agente sotto copertura,finisce per essere sospettata di fare il doppio gioco.Rachel riuscirà a salvarsi,e alla fine scoprirà che nessuno di quelli che conosce è in realtà quello che sembrava,e che il nemico può nascondersi ovunque.
La guerra è il pretesto per mostrare un teorema;riesce a far emergere il peggio dell’umanità,quando quest’ultima è messa di fronte alla dura realtà del combattere,morire o mimetizzarsi.Tutti i protagonisti del film non sono,in realtà,quello che mostrano di essere.L’amico disinteressato che custodisce i valori degli ebrei,l’uomo che è nella resistenza non per aiutare la sua gente a resistere,ma per sopravvivere e arricchirsi indegnamente e altre figure,sono comparse di una tragedia vista al microscopio.
La stessa Rachel sceglie coerentemente di diventare l’amante di un nazista,e se ne innamorerà,ma tradirà l’amore per una causa superiore;anche lei,quindi,deve indossare una maschera,anche se per motivazioni superiori.
Black book è uno splendido film,che sfugge ai soliti meccanismi del film con tematiche sulla guerra,mostrando una realtà spesso dimenticata,quella delle vittime dei collaborazionisti,di gente che scelse coscientemente di tradire amici,famigliari e conoscenti per salvarsi la pelle.Ben presto,Black book diventa opera introspettiva,affacciandosi poi al genere thriller,in seguito al poliziesco,finendo comunque come un dramma.
A fare da contorno,la nascita della nazione israeliana,anche questa ostacolata,combattuta;e le scene finali del film sembrano mostrare proprio il calvario di un popolo,provato da u’esperienza inumana,e costretto,in seguito,a percorrere un calvario che dura fino a oggi.
Splendida protagonista del film è Carice van Houten,della quale sentiremo parlare,e molto.Bravissimo il regista,Verhoeven.
Black book, un film di Paul Verhoeven . Con Carice van Houten, Thom Hoffman, Halina Reijn, Sebastian Koch, Christian Berkel, Waldemar Kobus, Michiel Huisman, Derek de Lint, Peter Blok, Ronald Armbrust, Jeroen Uijttenhout, Dolf de Vries, Diana Dobbelman, Matthias Schoenaerts, Xander Straat. Genere Guerra, colore 135 minuti. – Produzione Olanda, Gran Bretagna, Germania, Belgio 2006. – Distribuzione DNC
Carice van Houten … Rachel Stein / Ellis de Vries
Sebastian Koch … Ludwig Müntze
Thom Hoffman … Hans Akkermans
Halina Reijn … Ronnie
Waldemar Kobus … Günther Franken
Derek de Lint … Gerben Kuipers
Christian Berkel … General Käutner
Dolf de Vries … Notary Wim Smaal
Peter Blok … Van Gein
Michiel Huisman … Rob
Ronald Armbrust … Tim Kuipers
Frank Lammers … Kees
Matthias Schoenaerts … Joop
Johnny de Mol … Theo
Xander Straat … Maarten
Regia: Paul Verhoeven
Soggetto: Gerard Soeteman, Paul Verhoeven
Fotografia: Karl Walter Lindenlaub
Montaggio: Job ter Burg, James Herbert
Effetti speciali:
Musiche: Anne Dudley
Scenografia: Wilbert Van Dorp
Costumi: Yan Tax
“Black Book: un pentagramma, la trama e’ una traccia di note e pause dove allo spettatore e’ dato esaltare o stemperare i toni, coglierne sfumature o decidere di ignorarle senza potersi sottrarre al requiem che fa da sottofondo. Sospendendo il giudizio “revisionismo si” – “revisionismo no”, si entra nella Storia attraverso una storia non banale, che ci fa incontrare l’odio, il tradimento, la vendetta: tutti i mali dell’uomo che si estrinsecano sul palcoscenico della guerra, ma anche l’amore, il sacrificio e l’amicizia che di questa tragedia rappresentano il “il dietro le quinte“.
“Black Book” è davvero un film intenso: racconta con passione, onestà intellettuale e spirito critico le vicende della Seconda Guerra dalla prospettiva di una donna martoriata e assetata di sangue, giustizia, amore, libertà e di una pace sempre precaria e forse chimerica( Rachel,ebrea, lotta per la Resistenza olandese ma non percepisce alcun contrassegno della vittoria e la ritroviamo a vivere due anni dopo in un kibbutz adibito a base militare ).Il film racconta le pericolose affinità tra occupazione e liberazione, tra vincitori e vinti, tra predicatori e traditori, tra amore e morte, tra giustizia e nemesi..senza alcun atteggiamento di revisionismo storico, ma con l’occhio impietoso di chi racconta,in definitiva, una guerra.Stupendo il cast.Lei superba.”
I dieci film di fantascienza più visti
Un genere,la fantascienza,che ha fatto spesso storcere la bocca ai critici e ai puristi del cinema,innamorati spesso di commedie drammatiche o di film con trame complesse,ammiccanti al sociale,al politico.
Viceversa,la fantascienza ha prodotto anche film metafisici,in cui l’effetto speciale era prestato solo per scopi descrittivi e complementari alla trama.Un film come 2001 odissea nello spazio,o anche Blade runner appartengono al genere fantascientifico solo per l’ambientazione,non di certo per le tematiche di fondo,che ne fanno due opere tra le più importanti della cinematografia di tutti i tempi.
In questa classifica mancano alcuni capolavori,ma è inevitabile quando si parla di botteghino;mancano Il pianeta delle scimmie o Ultimatum alla terra,Il villaggio dei dannati e Brazil,La guerra dei mondi e tanti altri.Ma è una classifica indicativa dei gusti del pubblico,ed è,in fondo,quello che conta.
1) Blade runner di Ridley Scott
con Harrison Ford, Sean Young, Daryl Hannah, Edward James Olmos
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“Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi stellari in fiamme al largo dei bastioni di Orione… E ho visto i raggi B balenare nel buio presso le porte di Tannhauser… E tutti quei momenti andranno persi nel tempo come… lacrime nella pioggia. È tempo di morire.“
2) Guerre stellari,di George Lucas

con Harrison Ford, Peter Cushing, Carrie Fisher, Alec Guinness
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“Sembra che siamo fatti per soffrire, è il nostro destino nella vita.“
3) 2001 Odissea nello spazio,di Stanley Kubrick

con Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter, Leonard Rossiter, Margaret Tyzack
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“Certo nessuno avrebbe potuto ignorare le stranissime voci che circolavano prima che partissimo. Voci di qualcosa che era stata scoperta sulla Luna.Io non ho mai dato molto credito a queste storie, però considerate altre cose che sono accadute, trovo difficile scacciarle dalla mia mente“
4) Alien di Ridley Scott

con Tom Skerritt, Sigourney Weaver, Veronica Cartwright, Harry Dean Stanton, John Hurt, Ian Holm
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“Nello spazio nessuno può sentirti gridare“
5) ET l’extraterrestre,di Steven Spielberg
con Henry Thomas, Dee Wallace, Peter Coyote, Drew Barrymore, Robert McNaughton
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“Come spieghi cos’e’ la scuola ad un’intelligenza superiore?“
6) Independence day,di Roland Emmerich

con Will Smith, Jeff Goldblum, Bill Pullman, Adam Baldwin, Margaret Colin, Harvey Fierstein, Vivica A. Fox
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“Forse è il destino che oggi sia il 4 luglio. Da oggi questa giornata non sarà più ricordata come una festa americana, ma il giorno in cui milioni di Paesi hanno detto: “Noi non ci arrenderemo, Noi non moriremo senza combattere!” Oggi festeggiamo il Nostro giorno dell’Indipendenza!“
7) Terminator 2,di James Cameron
con Arnold Schwarzenegger, Linda Hamilton, Edward Furlong, Robert Patrick, Earl Boen
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“Il futuro, di nuovo ignoto, scorre verso di noi, e io lo affronto per la prima volta con un senso di speranza, perché se un robot, un Terminator, può capire il valore della vita umana, forse potremo capirlo anche noi.“
8 )Matrix di Andy e Larry Wachowsky
con Keanu Reeves, Laurence Fishburne, Carrie-Anne Moss, Hugo Weaving, Jada Pinkett
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“Che vuol dire reale? Dammi una definizione di reale. Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel reale sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello. Questo è il mondo che tu conosci. Il mondo com’era alla fine del XX secolo. E che ora esiste solo in quanto parte di una neuro-simulazione interattiva che noi chiamiamo Matrix. Sei vissuto in un mondo fittizio, Neo.
9) Armageddon,di Michael Bay
con Bruce Willis, Billy Bob Thornton, Liv Tyler, Ben Affleck, Will Patton, Peter Stormare, Keith David, Steve Buscemi
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“Questa è la terra al tempo in cui i dinosauri popolavano un pianeta lussureggiante e fertile, ma un asteroide di sei miglia di diametro cambiò tutto per sempre. Colpì con la forza di diecimila testate nucleari un trilione di tonellate di framenti si innalzò nell’atmosfera, che il sole per mille anni non riusci a penetrare, e avvenuto in passato avverrà di nuovo, la questione è solo quando.”
10) Atto di forza,di Paul Verhoeven
con Arnold Schwarzenegger, Rachel Ticotin, Sharon Stone, Ronny Cox, Michael Ironside, Marshall Bell
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“Porta le chiappe su Marte“
Cassandra crossing

Tre terroristi svedesi penetrano nella sede di Ginevra della Organizzazione mondiale della sanità per compiere un attentato.Ma qualcosa va storto:una delle guardie,pur colpita a morte,uccide uno dei terroristi,e ferisce gravemente l’altro,che entra con il complice in un laboratorio in cui ci sono provette e coltivazioni,fra le quali una contenente un micidiale virus,che provoca la peste polmonare.
Uno dei terroristi riesce a scappare,e a salire sul treno Ginevra-Stoccolma,sul quale ci sono anche persone di provenienze disparate;c’è la moglie di un fabbricante d’armi (Ava Gardner) con il suo giovane amante (Martin Sheen),c’è un famoso ricercatore e medico,il dottor Chamberlain (Richard Harris),perseguitato dalla sua ex moglie,una scrittrice (Sophia Loren),uno strano prete che in realtà è un agente sotto copertura (O.J.Simpson) e un sopravissuto ai campi di stermino,Kaplan (Lee Strasberg),che gira l’Europa vendendo patacche di orologi.
Il fuggitivo,infettato con il micidiale virus,contagia alcuni dei viaggiatori,mentre a Ginevra il controllo delle operazioni viene assunto dal colonnello McKenzie (Burt Lancaster),che,in collaborazione con la dottoressa Stradner (Ingrid Thulin) cerca di contenere il rischio del diffondersi dell’epidemia.
Ben presto però il colonnello si fa vincere dalla paura dell’epidemia,e decide di far deviare il percorso del treno;i vagoni ferroviari vengono piombati,a bordo dale un equipe medica,e il treno viene deviato verso il campo di janov,in Polonia.Ma per raggiungere il campo è necessario superare il ponte di Cassandra,detto Cassandra crossing,non più utilizzato dalla fine della guerra.
Così,in un crescendo drammatico,proprio mentre la dottoressa Stradner scopre che l’ossigeno è in grado di curare l’epidemia,il treno prosegue la sua corsa verso la morte,ma ……..
Cassandra crossing è un buon prodotto,con una buona tensione di fondo,arricchito da un cast davvero stellare;forse la storia non è una novità,ma si lascia vedere proprio per la sua tensione e per le ottime prove degli attori impegnati.
Cassandra Crossing
Un film di George Pan Cosmatos. Con Richard Harris, Sophia Loren, Ingrid Thulin, Burt Lancaster, Martin Sheen, Ava Gardner, O.J. Simpson, Alida Valli, Renzo Palmer, Lionel Stander, Roger Browne, Ray Lovelock, Lou Castel, Angela Goodwin, Stefano Patrizi, Fausta Avelli, Lee Strasberg, Ann Turkel, John Phillip Law, Tom Hunter. Genere Thriller, colore 125 minuti. – Produzione Gran Bretagna, Germania, Italia 1976.
Marcello Mastroianni: Fulvio Imbriani
Richard Harris: Jonathan Chamberlain
Sophia Loren: Jennifer Chamberlain
Martin Sheen: Baby
Burt Lancaster: col. Mackenzie
Orenthal James Simpson: Haley
Ava Gardner: sig.ra Nicole
John Phillip Law: maggiore Stark
Ingrid Thulin: dott.ssa Stradner
Lionel Stander: Max
Lee Strasberg: Herman Kaplan
Lou Castel: il terrorista svedese
Angela Goodwin: infermiera
Thomas Hunter: capitano Scott
Ray Lovelock: Tom
Renzo Palmer: bigliettaio del treno
Alida Valli: signora Chadwick
Fausta Avelli: Katherine
Ann Turkel: Susan
Stefano Patrizi: terrorista
Adam Strasberg: bambino
David Lee Strasberg: bambino
Regia George Pan Cosmatos
Soggetto Robert Katz (romanzo)
Sceneggiatura Robert Katz, George Pan Cosmatos, Tom Mankiewicz
Produttore Carlo Ponti, Lew Grade
Casa di produzione Sir Lew Grade, Associated General Films, Compagnia Cinematografica Champion
Distribuzione (Italia) Gold Film
Fotografia Ennio Guarnieri
Montaggio Roberto Silvi
Effetti speciali Aldo Gasparri
Musiche Jerry Goldsmith
Scenografia Aurelio Crugnola
Ferruccio Amendola: Martin Sheen
Pino Colizzi: John Philip Law
Rita Savagnone: Sophia Loren
Vittoria Febbi: Ingrid Thulin
Sergio Fiorentini: Lionel Stander
Sergio Graziani: Richard Harris
Anna Miserocchi: Ava Gardner
Bruno Persa: Lee Strasberg
Giuseppe Rinaldi: Burt Lancaster
Classifica al botteghino 1977
1) Guerre stellari (Star Wars)
Un film di George Lucas con Mark Hamill – Carrie Fisher – Harrison Ford – Alec Guinness – Peter Cushing – Anthony Daniels – Peter Mayhew
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2) La febbre del sabato sera (Staurday Night Fever)
un film di John Badham con John Travolta, Karen Lynn Gorney, Barry Miller, Joseph Cali, Bruce Ornstein
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3) Incontri ravvicinati del 3° tipo (Close Encounters of the Third Kind)
un film di Steven Spielberg,con Richard Dreyfuss, François Truffaut, Teri Garr, Melinda Dillon, Cary Guffey, Bob Balaban
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4) Ecco noi per esempio…
un film di Sergio Corbucci con Adriano Celentano, Renato Pozzetto, Barbara Bach, Giuliana Calandra, Antonio Casagrande, Capucine, Enrica Bonaccorti
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5) Agente 007 – La spia che mi amava (The Spy Who Loved Me)
un film di Lewis Gilbert con Roger Moore, Barbara Bach, Curd Jürgens
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6) In nome del papa re
un film di Luigi Magni
con Nino Manfredi, Carmen Scarpitta, Carlo Bagno, Danilo Mattei, Salvo Randone, Ettore Manni
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7) Airport ’77
un film di Jerry Jameson con Jack Lemmon, Lee Grant, Brenda Vaccaro, George Kennedy, James Stewart, Joseph Cotten, Olivia de Havilland, Christopher Lee
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8 ) Una giornata particolare
un film di Ettore Scola
con Marcello Mastroianni,Sophia Loren
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9) L’orca assassina
un film di Michael Anderson
con Richard Harris, Charlotte Rampling, Bo Derek, Will Sampson, Robert Carradine, Keenan Wynn
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10 ) Piedone l’Africano
un film di Steno
con Bud Spencer, Enzo Cannavale, Dagmar Lassander, Baldwin Dakile
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Classifica oltre la decima posizione:
11) Tre tigri contro tre tigri
un film di Sergio Corbucci – Steno
Renato Pozzetto, Paolo Villaggio, Cochi Ponzoni, Enrico Montesano, Dalila Di Lazzaro, Nanni Loy, Anna Mazzamauro, Massimo Boldi, Gabriella Giorgelli, Renzo Ozzano
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12) Le avventure di Bianca e Bernie
Animazione
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13) Pane, burro e marmellata
un film di Giorgio Capitani
con Enrico Montesano, Rossana Podestà, Claudine Auger, Rita Tushingham, Adolfo Celi
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14) Il …Belpaese
un film di Luciano Salce
con Paolo Villaggio, Silvia Dionisio, Gigi Reder, Anna Mazzamauro, Pino Caruso, Massimo Boldi
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15) Il gatto
un film di Luigi Comencini
con Mariangela Melato, Ugo Tognazzi, Philippe Leroy, Dalila Di Lazzaro, Michel Galabru, Jean Martin, Aldo Reggiani, Bruno Gambarotta, Luigi Comencini, Matteo Spinola
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16) Abissi (The Deep)
un film di Peter Yates
con Robert Shaw, Jacqueline Bisset, Nick Nolte, Louis Gossett Jr., Eli Wallach
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17) Il prefetto di ferro
un film di Pasquale Squitieri
con Giuliano Gemma, Claudia Cardinale, Stefano Satta Flores, Francisco Rabal, Lina Sastri
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18 ) Padre padrone
un film di Paolo e Vittorio Taviani
Omero Antonutti, Fabrizio Forte, Saverio Marconi, Marcella Michelangeli, Stanko Molnar, Nanni Moretti, Gavino Ledda
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19) Quell’ultimo ponte (A Bridge Too Far)
un film di Richard Attenborough
Dirk Bogarde, James Caan, Michael Caine, Sean Connery, Edward Fox, Elliott Gould, Gene Hackman, Anthony Hopkins, Hardy Krüger, Laurence Olivier, Ryan O’Neal, Robert Redford, Maximilian Schell, Liv Ullmann
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20) Via col vento [R] (Gone with the Wind)
un film di Victor Fleming
con Vivien Leigh – Clark Gable – Leslie Howard – Olivia de Havilland – Hattie McDaniel
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C’era una volta il west

C’era una volta il west, quarto film in tema western diretto da Sergio Leone, è un’epopea che celebra in un certo senso la fine di un’epoca, quella del cinema western e ne canta il de profundis,attraverso un’opera straordinaria di gran respiro pur molto dilatata nei tempi cinematografici.
E’ anche un’opera ambiziosa, la prima nella quale Leone ha un budget all’altezza, la possibilità di schierare un cast di livello eccelente ma non solo; vengono chiamati attori di grido,come Henry Fonda,Claudia Cardinale e Charles Bronson che interpreterà il ruolo più intenso della sua carriera.
Un film in cui tutto sembra studiato per ore, fin nei minimi particolari; dagli sguardi dei protagonisti,una delle fissazioni di Leone,all’ambientazione, passando per una colonna sonora che è possibile definire sontuosa,composta dal solito, grande Morricone. Un film che celebra un genere moribondo e che rivolge lo sguardo con nostalgia ad un’epoca ormai irrimediabilmente chiusa, ad un west selvaggio e crudele; ci sono tutti gli ingredienti delle storie classiche, dal cattivo Frank (Fonda), alla bella Jill (Cardinale), dall’uomo della vendetta, Armonica (Bronson), al bandito dal cuore d’oro, Cheyenne.
Personaggi che si mescolano e si integrano in una storia dal canovaccio classico, ormai collaudato.
Una stazione di un paesino del west; tre uomini sono uccisi da Armonica,un misterioso individuo chiamato così per la sua abitudine di suonare lo strumento a bocca. I tre sono in attesa di Frank, un crudele e spietato killer al soldo di Morton, industriale affetto da una tubercolosi ossea,che sogna di congiungere il west da una costa all’altra.Armonica resta ferito leggermente,e si rifugia in una taverna. Qui incontra Jill,una donna completamente spaesata in un ambiente tipicamente maschile (memorabile la scena della tinozza d’acqua, considerata buona solo da bere dal proprietario della taverna) e incontra anche Cheyenne, un fuorilegge che ha una banda con un segno distintivo,uno spolverino. Armonica racconta a Cheyenne di avere ucciso tre uomini con lo spolverino, ma il fuorilegge nega che i tre fossero della sua banda.
Nel frattempo Frank e i suoi uomini sterminano la famiglia McBrain,il padre e i suoi tre figli; McBrain si era da poco sistemato nella zona,dove aveva acquistato dei pezzi di terra e aveva invitato a vivere nel suo ranch Jill che aveva accettato. La donna si fa accompagnare alla fattoria e trova i corpi della famiglia Mc Bain; decide comunque di restare e durante la notte sente,in lontananza, il suono di un’armonica.
Intanto la storia si ingarbuglia; alla fattoria arriva Cheyenne,convinto che qualcuno voglia far incolpare lui e i suoi uomini dell’eccidio;apprende così da Jill le vere motivazioni dell’arrivo della donna,che in realtà è una ex prostituta,convinta da Mc Bain a venire a vivere al ranch. L’uomo le aveva raccontato di essere in procinto di diventare molto ricco. In realtà nel ranch non c’è il becco di un quattrino e la donna che ha già sposato in segreto McBain è la legittima erede del ranch. Nel frattempo Armonica uccide altri due killer di Frank,che erano venuti nella fattoria per eliminare la donna.
Frank irretisce Jill e cattura Armonica,che però viene liberato da Cheyenne,che svela all’uomo dall’armonica il piano originario di McBain;acquistare i terreni la attorno,più tutto il necessario per costruire una stazione di posta.McBain era convinto,infatti,che sui suoi terreni sarebbe passata la ferrovia di Morton.
Gli uomini di Cheyenne,usando il materiale che l’irlandese aveva previdentemente acquistato,costruiscono la stazione di posta;nel frattempo lo sceriffo mette all’asta i terreni,che diventerebbero,per soli 500 dollari,di proprietà di Frank,se all’ultimo istante non arrivasse Armonica ad offrire 5000 dollari.I soldi sono quelli della taglia sulla testa di Cheyenne,che viene così catturato dagli uomini dello sceriffo.
Morton corrompe gli uomini di Frank,per sbarazzarsi del killer,ormai fuori controllo;ma inaspettatamente è proprio Armonica a salvarlo.Ma è un espediente,perchè Armonica rivela a Frank di essere il fratello di un uomo costretto a stare sulle spalle di Armonica proprio mentre,con un cappio al collo,ascoltava il suono dello strumento.
Il duello si conclude con la morte del killer,Frank;così Armonica può consegnare a Jill la stazione di posta,proprio mentre arriva il primo treno.La donna è ormai ricca,e invita Armonica a restare con lui.
Ma l’uomo va via con Cheyenne,che nel frattempo si è liberato; ma per Cheyenne non c’è futuro,perchè Morton gli ha sparato e Cheyenne spira tra le braccia di Armonica,proprio mentre il suono della locomotiva, simbolo del progresso, lacera l’aria.
Nelle scene finali,le più alte e liriche dell’intero cinema di Leone, c’è il rimpianto per un mondo in dissoluzione;è proprio la locomotiva,che sostituisce in qualche modo il cavallo,il simbolo della fine di un’epoca, sottolineato dalle struggenti note della mitica colonna sonora di Morricone.
Un film straordinario,epico,grandissimo.Un sogno che dura tre ore,attraverso la violenza tipica del west,genetica e strettamente legata a quel mondo ormai scomparso.I volti di Armonica e di Frank,di Cheyenne e di jill sembrano mescolarsi in una saga che mostra la commozione del regista nel desrivere un mondo selvaggio,con leggi dure,ma in cui i ruoli sono rispettati.E ancora una volta il finale è amaro,ma allo stesso tempo in linea con il racconto.Armonica va via,anche se al fianco di jill potrebbe trovare la felicità e la tranquillità.Ma il richiamo della prateria,dell’avventura,è per lui troppo forte,come per l’uomo senza nome di Per un pugno di dollari,o di Monco,o di Biondo………
C’era una volta il West
Un film di Sergio Leone. Con Charles Bronson, Henry Fonda, Claudia Cardinale, Jason Robards, Gabriele Ferzetti, Paolo Stoppa, Woody Strode, Jack Elam, Keenan Wynn, Enzo Santaniello, Salvatore Basile, Spartaco Conversi, Marco Zuanelli, Al Mulock, Fabio Testi, Frank Wolff, Conrado Sanmartin, Renato Pinciroli, Benito Stefanelli, Aldo Berti, Lionel Stander, Dino Mele, Bruno Corazzari Western, Ratings: Kids+13, durata 167′ min. – Italia 1968.
Charles Bronson: Armonica
Henry Fonda: Frank
Claudia Cardinale: Jill McBain
Jason Robards: Manuel “Cheyenne” Gutiérrez
Gabriele Ferzetti: Morton
Paolo Stoppa: Sam
Woody Strode: Stony
Jack Elam: Snaky
Al Mulock: Knucles
Marco Zuanelli: Wolbers
Benito Stefanelli: 1° tenente della banda di Frank
Michael Harvey: 2° tenente della banda di Frank
Fabio Testi: membro della banda di Frank
Spartaco Conversi: membro della banda di Frank
Saturno Cerra: membro della banda di Frank
Claudio Scarchilli: membro della banda di Frank
Bruno Corazzari: membro della banda di Frank
Francisco Brana: membro della banda di Frank
Antonio Molino Rojo: membro della banda di Frank
John Frederick: membro della banda di Frank
Salvatore Basile: membro della banda di Frank
Aldo Berti: membro della banda di Frank
Keenan Wynn: Sceriffo
Frank Wolff: Brett McBain
Enzo Santaniello: Jimmy
Simonetta Santaniello: Maureen
Lionel Stander: Barista
Aldo Sambrell: uomo Cheyenne
Lorenzo Robledo: uomo Cheyenne
Luana Strode: donna indiana
Don Galloway: uomo di Frank nel flashback
Claudio Mancini: fratello di Armonica
Dino Mele: Armonica(piccolo)
Tullio Palmieri: carpentiere
Robert Spafford: costruttore
Rafael López Somoza: bigliettaio stazione
Francesca Leone: Donna alla stazione
Raffaella Leone: Donna alla stazione
Regia Sergio Leone
Soggetto Sergio Leone, Dario Argento, Bernardo Bertolucci
Sceneggiatura Sergio Leone, Sergio Donati
Produttore Bino Cicogna
Produttore esecutivo Fulvio Morsella
Casa di produzione Paramount Pictures, Rafran Cinematografica, San Marco Film
Distribuzione (Italia) Euro International Film
Fotografia Tonino Delli Colli
Montaggio Nino Baragli
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Carlo Simi
Costumi Carlo Simi
Giuseppe Rinaldi: Armonica
Nando Gazzolo: Frank
Rita Savagnone: Jill McBain
Carlo Romano: Manuel “Cheyenne” Gutiérrez
Bruno Persa: Snaky
Oreste Lionello: Wolbers
Stefano Sibaldi: Sceriffo
Corrado Gaipa: Brett McBain
Cesare Polacco: Barista
Lauro Gazzolo: uomo alla stazione
Roberto Chevalier: Patrick
Anna Rita Pasanisi: Maureen
Sandro Acerbo: Jimmy
Sergio Graziani: uomo Cheyenne
Pino Locchi: 1° tenente della banda di Frank
Glauco Onorato: 2° tenente della banda di Frank
Sergio Tedesco: Uomo della banda di Franl
Vinicio Sofia: Uomo all’asta
Mario Milita: Uomo al funerale
Chi ne ha accoppati quattro ci mette poco a fare cinque. (Cheyenne)
Come si fa a fidarsi di uno che porta insieme cinta e bretelle… di uno che non si fida nemmeno dei suoi pantaloni? (Frank)
Sai niente di uno che gira soffiando in un’armonica? Se lo vedi te lo ricordi; invece di parlare, suona… e quando dovrebbe suonare, parla! (Cheyenne) [a Jill, parlando di Armonica]
Sai Jill, mi ricordi mia madre. Era la più grande puttana di Alameda e la donna più in gamba che sia mai esistita. Chiunque sia stato mio padre, per un’ora o per un mese è stato un uomo molto felice. (Cheyenne)
Ho visto tre spolverini proprio come questi tempo fa. Dentro c’erano tre uomini. E dentro agli uomini tre pallottole. (Armonica)
Sai solo suonare o sai anche sparare? (Cheyenne)
La calma è la prima qualità per un uomo d’affari. (Armonica)
Suona qualcosa A tuo fratello! (Frank) [mettendo in bocca l’armonica al piccolo Armonica, costretto nel flashback a reggere sulle spalle il fratello sulla forca]
Sai Jill se fossi in te gli porterei da bere a quei ragazzi. Tu non immagini quanta gioia mette in corpo di un uomo una donna come te, anche solo vederla… e se qualcuno di loro ti tocca il sedere, tu fai finta di niente, lasciali fare. (Cheyenne)






Per un pugno di dollari

Per un pugno di dollari è un’opera fondamentale per il cinema.I motivi sono diversi,e sono legati a quell’alchimia magica che fa di un prodotto cinematografico nato senza grosse pretese,con un budget ridottissimo,con attori semi sconosciuti,uno dei capisaldi del cinema,un’opera diventata immortale ben aldilà dei pur rilevanti meriti che possiede.
Sergio Leone reinventa un genere,il western,che era in grossa crisi e lo rilancia,eliminando l’equivoco dei famigerati indiani cattivi,e sostituendo il personaggio dello sconosciuto senza nome che porta la libertà la dove c’è la tirannia del più forte agli stereotipi sepolti dalla polvere di un cinema datato,quello che voleva i prodi cowboy quasi sempre alle prese con feroci e cattivi pellerossa.
Stereotipi,appunto. In questo film un pistolero senza nome ( del quale non sapremo mai nulla,nè da dove viene,nè come si chiama,nè il suo passato) arriva a San Miguel,un polveroso e malandato paese di provincia ai confini con il Messico e per prima cosa va a sistemarsi nella locanda del burbero Silvanito,del quale,alla fine,diverra’ amico.
Da lui apprende la situazione del paese,stretto tra la morsa della famiglia Royo,capitanata dal crudele e feroce Ramon (un grandissimo Gian Maria Volontè) e quella dello sceriffo Baxter,venditore di alcool,al contrario della famiglia Royo,che traffica in armi.
L’uomo senza nome decide di vendersi,per un pugno di dollari,prima ai Baxter e poi ai Royo,in un doppio gioco molto pericoloso;mette ripetutamente le due famiglie contro,ricavandone denaro che darà a Marisol,una bellissima donna prigioniera di Ramon,separata da suo figlio e da suo marito per salvare loro la vita.E’ un gesto di grande generosità;lo straniero senza nome permette alla donna,a suo marito e al piccolo Jesus di lasciare il paese,grazie anche ai soldi che ha ricavato dalle due famiglie. Ma la buona stella che lo ha sorretto fino ad allora sembra abbandonarlo;l’uomo senza nome viene scoperto,e torturato selvaggiamente.si salva,e grazie al becchino del paese,si rifugia al sicuro,in attesa di guarire e di compiere la sua vendetta.
Ramon e i Royo,convinti che lo straniero senza nome si sia rifugiato dai Baxter,ne approfittano per liquidare i conti,e sterminano tutti i Baxter,compresi la moglie e il figlio.
E’ arrivata però l’ora della resa dei conti;l’uomo senza nome,rimessosi dalle ferite,affronta ad uno ad uno gli uomini dei Royo,uccidendoli tutti,prima di affrontare Ramon in un duello entrato nella storia del cinema.Ramon spara al cuore dell’uomo senza nome,ma quest’ultimo ha provvidenzialmente indossato una lastra di ferro,e rimane in piedi sotto i colpi di Ramon,che cadrà dopo la famosissima frase;
“Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto”.Vediamo se è vero”
Così come è arrivato,l’uomo va via,in silenzio.Le musiche di Morricone,l’atmosfera carica di tensione nel film,la recitazione senza sbavature,la location spagnola che sembra davvero il Messico,il carsima magnetico di Eastwood sono solo alcune delle componenti di un film che ha segnato un’epoca,quella che spregiativamente venne definita degli spaghetti western,e che invece dette nuova linfa al cinema di genere,scatenando una valanga di epigoni non solo in Italia,ma anche in Usa.Leone,che riprese un soggetto originale di Akira Kurosawa,Yojimbo,creò un un nuovo modo di interpretare il western,basandolo sulla personalizzazione dei vari soggetti,come lo straniero senza nome,una specie di vendicatore dalle buone motivazioni di fondo,un cavaliere della valle solitaria anni sessanta,ma ben lontano dal personaggio impomatato interpretato da Alan Ladd.
La scelta di Eastwood si rivelò intelligente,e contribuì in maniera determinante alla carriera dell’attore.Ecco cosa disse Leone a proposito della sua scelta:
« Ciò che più di ogni altra cosa mi affascinò di Clint, era il modo in cui appariva e la sua indole. Nell’episodio ‘’Incident of the Black Sheep’’ Clint non parlava molto… ma io notai il modo pigro e rilassato con cui arrivava e, senza sforzo, rubava a Eric Fleming tutte le scene. Quello che traspariva così chiaramente era la sua ‘’pigrizia’’. Quando lavoravamo insieme lui era come un serpente che passava tutto il tempo a schiacciare pisolini venti metri più in là, avvolto nelle sue spire, addormentato nel retro della macchina. Poi si srotolava, si stirava, si allungava… L’essenza del contrasto che lui era in grado di creare nasceva dalla somma di questo elemento con l’esplosione e la velocità dei colpi di pistola. Così ci costruimmo sopra tutto il suo personaggio, via via che si andava avanti, anche dal punto di vista fisico, facendogli crescere la barba e mettendogli in bocca il cigarillo che in realtà non fumava mai.Quando gli fu offerto il secondo film, ‘’Per qualche dollaro in più’’, mi disse:”Leggerò il copione, verrò a fare il film, ma per favore ti imploro solo una cosa: non mi rimettere in bocca quel sigaro!” E io gli risposi:”Clint, non possiamo tagliare fuori il sigaro. È il protagonista!”
Il debito di Leone a Kurosawa c’è,ed è evidente; in realtà Leone utilizza Goldoni,in particolare Arlecchino,ponendo il suo straniero senza nome tra i Baxter e i Royo “I Baxter da una parte,i Royo dall’altra,e io nel mezzo…”,come dice lo straniero senza nome all’inizio del film.
Ma il grande successo di Per un pugno di dollari è anche dovuto all’alter ego di Eastwood,il cattivo di turno,che ha la maschera diabolica,dura e impenetrabile di un magnifico Gian Maria Volontè nei panni di Ramon.
Per finire va citato ancora una volta Leone,che una volta,in un’intervista,disse;“Il cinema dev’essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito” E cosa c’è di più mitologico,di più vero e allo stesso tempo di più attraente del giustiziere che uccide i cattivi in un’orgia di sangue e morte e riporta la giustizia la dove non c’era più? In fondo il grande fascino di Per un pugno di dollari è anche questo.
Per un pugno di dollari,un film di Sergio Leone. Con Clint Eastwood, Gian Maria Volonté, Marianne Koch, Wolfgang Luschky, Sieghardt Rupp, Antonio Prieto, José Calvo, Margarita Lozano, Daniel Martin, Benito Stefanelli, Bruno Carotenuto, Joseph Egger, Mario Brega, Aldo Sambrell, Umberto Spadaro
Western, durata 100 min. – Italia 1964
Clint Eastwood: Joe, lo straniero
Gian Maria Volonté: Ramón Rojo
Marianne Koch: Marisol
José Calvo: Silvanito
Joseph Egger: Piripero
Antonio Prieto: Don Benito Rojo
Sieghardt Rupp: Esteban Rojo
Wolfgang Lukschy: John Baxter
Margarita Lozano: Donna Consuelo Baxter
Bruno Carotenuto: Antonio Baxter
Mario Brega: Chico
Daniel Martín: Josè
Fredy Arco: Jesus
Benito Stefanelli: Rubio
Aldo Sambrell: Dougy
Raf Baldassarre: Juan De Dios
Lorenzo Robledo: Uomo dei Baxter
Antonio Molino Rojo: Uomo dei Baxter
William Thompkins: Uomo dei Baxter
Luis Barboo: Uomo dei Baxter
Francisco Brana: Uomo dei Baxter
Julio Perez Taberneiro: Uomo dei Baxter
Nazzareno Natale: Uomo dei Rojo
Fernando Sanchez Polak: Uomo dei Rojo
Umberto Spadaro: Uomo dei Rojo
Alvaro De Luna: Uomo dei Rojo
Josè Halufi: Uomo dei Rojo
Antonio Pica: Uomo dei Rojo
Manuel Boliche Bermudez: Uomo dei Rojo
Nosher Powell: Cow-Boy
Juan Cortes: Capitano di cavalleria
Edmondo Tieghi: Soldato

Regia Sergio Leone
Soggetto Sergio Leone, Akira Kurosawa (La sfida del samurai)
Sceneggiatura Sergio Leone, Duccio Tessari, Fernando Di Leo
Produttore Arrigo Colombo, Giorgio Papi
Produttore esecutivo Franco Palaggi
Casa di produzione Jolly Film (Roma) Ocean Film (Madrid), Constantin Film Produktion GmbH (Monaco di Baviera)
Distribuzione (Italia) Unidis
Fotografia Massimo Dallamano, Federico G. Larraya
Montaggio Roberto Cinquini, Alfonso Santacana
Effetti speciali Giovanni Corridori
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Carlo Simi, Sigfrido Burmann
Costumi Carlo Simi
Trucco Rino Carboni, Dolores Clavel (truccatrice)

Enrico Maria Salerno: Joe, lo straniero
Nando Gazzolo: Ramón Rojo
Rita Savagnone: Marisol
Luigi Pavese: Silvanito
Lauro Gazzolo: Piripero
Mario Pisu: Don Benito Rojo
Bruno Persa: Esteban Rojo
Giorgio Capecchi: John Baxter
Anna Miserocchi: Consuelo Baxter
Franco Chillemi: Antonio Baxter
Renato Turi: Chico
Nino Pavese: Josè
Pino Locchi: Rubio
Sergio Graziani: Dougy
Oreste Lionello: Juan De Dios
Ferruccio Amendola: Uomo dei Baxter, Uomo dei Rojo
Glauco Onorato: Uomo dei Baxter
Massimo Foschi: Uomo dei Baxter
Arturo Dominici: Capitano cavalleria
Corrado Gaipa: Uomo nella diligenza
Massimo Turci: Tenente
Dhia Cristiani: Donna messicana
” Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto! “
” Vuoi diventare ricco eh? Allora sei arrivato nel posto adatto, se sarai furbo; perchè qui tutti sono o molto ricchi o morti.”
” Quando si vuole uccidere un uomo bisogna colpirlo al cuore. ”
” Sono una donna abbastanza ricca per apprezzare gli uomini che si possono comprare. ”
” Devo ancora trovare un posto dove non ci siano padroni. ”
” Fate molto male a ridere: al mio mulo non piace la gente che ride. Ha subito l’impressione che si rida di lui. ”
” Starete come a casa vostra ” ” Spero di no, a casa mia stavo malissimo ”
I più belli di sempre
1) Quarto potere,di Orson Welles (1941)
con Everett Sloane, Paul Stewart, Joseph Cotten, Alan Ladd
Solo una persona può decidere il mio destino, e quella persona
sono io. (Orson Welles in “Quarto potere”)
2) Il padrino,di Francis Ford Coppola,(1972)
con Marlon Brando, Al Pacino, James Caan, Richard S. Castellano, Robert Duvall, Diane Keaton
La droga deve essere controllata come un’industria per mantenerla rispettabile! Non la voglio vicino alle scuole. Non la voglio in mano ai bambini! Questa è un’infamità. Nella mia città limiteremo il traffico ai negri e alla gente di colore. Tanto sono bestie, anche se si dannano peggio per loro.(da Il Padrino)
3) Casablanca,di Michael Curtiz (1942)
con Humphrey Bogart, Ingrid Bergman, Paul Henreid, Claude Rains, Conrad Veidt, Sydney Greenstreet
“Vi faccio notare che il revolver è puntato al cuore”. “E’ il posto meno sensibile che io ho”. (Humphrey Bogart e Claude Rains in “Casablanca”)
4) Toro scatenato,di Martin Scorsese (1980)
con Robert De Niro, Joe Pesci, Cathy Moriarty, Coley Wallace
“Per cui datemi un’arena giacchè il Toro si scatena,perchè oltre al pugilato
sono attore raffinato!!Questo è spettacolo!”(da Toro scatenato)”
5) Cantando sotto la pioggia di Stanley Donen (1952)

con Gene Kelly, Donald O’Connor, Debbie Reynolds, Jean Hagen, Millard Mitchell, Cyd Charisse
“Non è questo, siete molto cari voi due ma io stasera finalmente ho capito. Io… beh tutto quello che mi avevi detto era vero. Non sono un attore, non lo sono mai stato, sono un buffone, me ne accorgo ora!”
6) Via col vento,di Victor Fleming (1939)
con Olivia De Havilland, Clark Gable, Thomas Mitchell, Vivien Leigh,Trevor Howard
“Aspetta, Rhett… Rhett… Se te ne vai, che sarà di me, che farò?
Francamente me ne infischio.”
7) Lawrence d‘Arabia di David Lean (1962)
con Anthony Quinn, Anthony Quayle, José Ferrer, Peter O’Toole
“La speranza è una cosa buona, forse la migliore”da Lawrence d’Arabia

8 ) Schindler’s List di Steven Spielberg (1983)

con Ben Kingsley, Ralph Fiennes, Liam Neeson, Jonathan Sagalle
“Chiunque salvi una vita salva il mondo intero.” da Schindler list

9 ) Vertigo,La donna che visse due volte un film di Alfred Hitchcock
con James Stewart, Kim Novak, Barbara Bel Geddes, Henry Jones
“C’è ancora un’ultima cosa che devo fare, e poi, sarò libero dal passato.” dal film Vertigo

10 ) Il mago di Oz,regia di Victor Fleming (1939)

con Judy Garland, Frank Morgan, Ray Bolger, Billie Burke
“Toto, credo che non siamo più in Kansas”,dal film il Mago di Oz
11) Luci della città,un film di Charles Chaplin (1931)

con Charles Chaplin, Virginia Cherril, Harry Myers, Florence Lee
12) Sentieri selvaggi,un film di John Ford (1953)

con John Wayne, Natalie Wood, Ward Bond, Jeffrey Hunter
“Li troveremo alla fine! Questo è sicuro come il sorgere del sole.” dal film Sentieri selvaggi
13) Guerre stellari,un film di George Lucas (1977)

con Harrison Ford, Peter Cushing, Carrie Fisher, Alec Guinness
“La forza scorre potente in questo ragazzo” dal film Guerre stellari

14) Psycho,un film di Alfred Hitchcock (1960)

con Janet Leigh, Anthony Perkins, Vera Miles, John Gavin
“Un hobby serve a passare il tempo, non a riempirlo” dal film Psycho
15 ) 2001: Odissea nello spazio ,un film di Stanley Kubrick (1968)

con Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter
“Nessun calcolatore 9000 ha mai commesso un errore o alterato un’informazione. Noi siamo senza possibili eccezioni di sorta a prova di errore, incapaci di sbagliare”dal film 2001 odissea nello spazio
16) Viale del tramonto un film di Billy Wilder (1950)

con William Holden, Erich von Stroheim, Nancy Olson, Gloria Swanson
“Voi siete Norma Desmond. La famosa attrice del cinema muto. Eravate grande. – Io sono sempre grande. E’ il cinema che è diventato piccolo.” dal film Viale del tramonto

17) Il laureato,un film di Mike Nichols (1967)

con Anne Bancroft, Dustin Hoffman, William Daniels, Murray Hamilton
“Signora Robinson, lei… sta cercando di sedurmi…” dal film Il laureato

18 ) Fronte del porto,di Elia Kazan (1954)

con Marlon Brando, Eva Marie Saint, Karl Malden, Lee J. Cobb, Rod Steiger, Pat Henning
“Tu non capisci! Avrei potuto essere rispettato, avrei potuto essere un lottatore. Avrei potuto essere qualcuno invece di essere un buono a nulla che è quello che sono!”dal film Fronte del porto
19) La vita è meravigliosa,un film di Frank Capra (1946)

con Gloria Grahame, Thomas Mitchell, Lionel Barrymore, James Stewart
“La vita di un uomo è legata a tante altre vite. E quando questo uomo non esiste lascia un vuoto”,dal film La vita è meravigliosa
20) Chinatown,regia di Roman Polanski (1974)

con Burt Young, Bruce Glover, John Huston, Jack Nicholson, Faye Dunaway
“Lascia stare, Jake… è Chinatown”dal film Chinatown





















































































































































































































































































































