Classifica al botteghino 1969
1) Nell’anno del Signore
regia di Luigi Magni con Nino Manfredi, Enrico Maria Salerno, Claudia Cardinale, Robert Hossein, Renaud Verley, Britt Ekland
2) I girasoli
un film di Vittorio De Sica con Sophia Loren, Marcello Mastroianni
3) Il Prof. Dott. Guido Tersilli Primario della Clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue
un film di Luciano Salce con Claudio Gora,Alberto Sordi,Evelyn Stewart,Ira Furstenberg,Lino Banfi
4) Un maggiolino tutto matto
un film di Robert Stevenson ,con Dean Jones; Michael Lee; Buddy Hackett
5) La caduta degli dei
un film di Luchino Visconti con Dirk Bogarde, Ingrid Thulin, Helmut Griem, Helmut Berger, Umberto Orsini, Renaud Verley
6) Amore mio aiutami
un film di Alberto Sordi con Ugo Gregoretti, Mariolina Cannuli, Silvano Tranquilli, Monica Vitti, Alberto Sordi
7) Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
un film di Elio Petri con Gian Maria Volonté; Florinda Bolkan; Gianni Santuccio; Salvo Randone
8) 007 – Al servizio di Sua Maestà
un film di Peter Hunt con George Lazenby, Diana Rigg, Telly Savalas, Gabriele Ferzetti
9) La collina degli stivali
un film di Giuseppe Colizzi,con Bud Spencer, Lionel Stander, Terence Hill, Victor Buono, Woody Strode
10) Metello
un film di Mauro Bolognini con Lucia Bosé, Tina Aumont, Ottavia Piccolo, Massimo Ranieri
11) Contestazione generale
un film di Luigi Zampa. con Nino Manfredi, Enrico Maria Salerno, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Michel Simon, Marina Vlady
12) Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca
un film di Ettore Scola con Marcello Mastroianni, Monica Vitti, Giancarlo Giannini, Marisa Merlini
13) L’uccello dalle piume di cristallo
un film di Dario Argento con Tony Musante; Suzy Kendall; Enrico Maria Salerno; Eva Renzi; Umberto Raho; Mario Adorf;
14) Il clan dei Siciliani
un film di Henri Verneuil con Jean Gabin, Alain Delon, Lino Ventura, Amedeo Nazzari, Irina Demick, Marc Porel
15) Rosolino Paternò, soldato
un film di Nanni Loy con Nino Manfredi, Jason Robards, Martin Landau, Peter Falk, Frank Latimore, Corrado Sonni
16) Fellini-Satyricon
un film di Federico Fellini con Hiram Keller, Capucine, Lucia Bosé, Fanfulla, Max Born, Salvo Randone, Martin Potter, Luigi Montefiori
17) Un uomo da marciapiede
un film di John Schlesinger con Dustin Hoffman, Jon Voight, Sylvia Miles, John McGiver, Brenda Vaccaro, Barnard Hughes
18 ) Un uomo chiamato cavallo
un film di Elliot Silverstein con Richard Harris, Judith Anderson, Jean Gascon, Manu Tupou, Corinna Tsopei
19) Il commissario Pepe
un film di Ettore Scola con Ugo Tognazzi, Silvia Dionisio, Tano Cimarosa, Elsa Vazzoler
20) Queimada
un film di Gillo Pontecorvo con Dana Ghia, Renato Salvatori, Evaristo Marquez, Marlon Brando
La profezia di Avignone
La famiglia Esperanza,guidata dall’anziano Louis,discende da Giovanni XXII.il papa che successe a Clemente V,colui che portò la sede papale da Roma ad Avignone. Ed è da secoli alla ricerca della profezia legata a papa Giovanni XXII,una profezia che,se rivelata,permetterebbe a colui che la conosce di guidare i destini del mondo,perchè ad essa è legata la storia futura dell’umanità. Alla profezia è interessata anche la setta dei Fratelli di Giuda,spietata e fanatica,guidata dal misterioso Gran cancelliere,che ha mezzi potenti e sicari pronti a uccidere o a morire pur di servire la loro causa.
Estelle Esperanza,nipote del vecchio Louis,è stata allevata dal nonno come una figlia;il vecchio è convinto che la nipote sia l’eletta,colei che svelerà la Profezia;ed è proprio Estella a dare il via alla storia,quando riuscirà a scoprire il primo indizio che porterà alla rivelazione della Profezia,
un rosone attraverso il quale un raggio luminoso permette la scoperta del tesoro di papa Giovanni XXII,primo passo per la soluzione del mistero. Ogni membro della famiglia ha un ruolo preciso e predestinato;il padre di Estella ha sposato Joyce,una seguace dei Fratelli di Giuda;Estella è convinta che la mamma sia morta in un incendio,ma nel proseguio della storia scoprirà le sue vere origini.
Olivier,un giovane all’apparenza ambiguo,ma che in realtà è un agente sotto copertura,incaricato di infiltrarsi tra i figli di Giuda,con l’aiuto di Estella,si porrà sulla strada della setta,mentre attorno a loro amici e innocenti muoiono per la Profezia.
La Profezia di Avignone è un thriller ben congegnato,pieno di colpi di scena,in cui i personaggi sono legati uno all’altro,in un complesso gioco di scatole cinesi.Nessuno sembra essere quello che è,ognuno ha un segreto o un ruolo nella vicenda,in parte volontario,in gran parte assegnato dal destino,legato al compimento della rivelazione della Profezia stessa.
Così in ogni parte del film apprendiamo segreti inconfessabili,amori e tradimenti,storie maledette.Nessuno sembra essere quello che dovrebbe,così come ognuno gioca un ruolo da semplice tassello,eppure fondamentale nella storia.Tra paranormale e storia vera,archeologia e mistero,templari e tesori,la fiction scivola via appassionante,anche se i buchi nella sceneggiatura appaiono evidenti man mano che la storia si dipana.
Per quanto il destino o la profezia si sia divertita a combinare gli elementi,essi appaiono alle volte troppo forzati,così come la catena di omicidi appare troppo lunga e alle volte troppo forzata. Il finale è in linea con il racconto,con il consueto colpo di scena legato all’identità del Gran cancelliere.
Però,per una volta,molti protagonisti escono di scena in maniera credibile,perchè i loro destini sembrano segnati proprio dall’arcana profezia,che li guida verso l’epiologo delle loro vite.
Un risultato di ottimo livello, godibile. La serie è composta da 8 episodi,di circa un’ora l’uno; bene gli attori,tutti convincenti e complimenti allo sceneggiatore che ha fatto un ottimo lavoro.Splendida la location in una Avignone resa misteriosa ed affascinante,grazie ad un’ottima fotografia e al risalto dato alle sue bellezze storiche.
Louise Monot … Estelle Esperanza
Guillaume Cramoisan … Olivier Royal
Annie Grégorio … Commissaire Renard
Jean-Marie Winling … Henri Esperanza
Marthe Keller … Dona Flores
François Dunoyer … Jean Esperanza
Bruno Madinier … David Perisse
François Perrot … Louis Esperanza
Elise Tielrooy … Nadine Esperanza
Claude Gensac … Odette Esperanza
Valeria Cavalli … Sandra Esperanza
Gonzague Montuel … Julien Esperanza
Serge Gisquière … Gil
Salem Kali … Mehdi
Emmanuelle Boidron … Elsa
Una serie di 8 puntate di 52 minuti
Scénario et dialoghi : d’Emmanuelle Rey-Magnan e Pascal Fontanille
Con la collaborazione : d’Adila Bennedjaï-Zou
Realizzazione : David Delrieux
Prodotto da François Aramburu e Pascal Fontanille
Direttrice di produzione : Marie-Christine Lefebvre
Immagini: Christophe Paturange
Montaggio : Anne Saint Macary et Marc Daquin
Suono : Claude Bertrand, Claire Meurine, Olivier Audivert
Casting : Paule Chevalet Décors Bertrand L’Herminier
Costumi : Marie Jagou
Direzione : Alain Bonnet
Musiche : Charles Court Editions musicales Amplitude
Una produzione Merlin Productions
En coproduction avec AT-PRODUCTION, RTBF Producteurs associés Arnauld de Battice et Ives Swennen
Avec la participation de France 2
Avec la participation de la Télévision Suisse Romande (TSR)
Une entreprise de SRG SSR idée suisse
Avec la participation du Centre National de la Cinématographie
Avec le soutien de la Région Provence Alpes Côté d’Azur en partenariat avec le CNC
Avec la participation de TV5MONDE
Fiction France 2 : Perrine Fontaine et Fanny Rondeau
Guillaume Cramoisan è Olivier Royal,Louise Monot è Estelle Esperanza
Francois Perrot … Louis Esperanza
Jean-Marie Winling … Henri Esperanza

Annie Grégorio … Commissario Renard
Belfagor,il fantasma del Louvre

Belfagor
C’è un’intera generazione cresciuta con un incubo televisivo indotto.
E’ la generazione dei nati dopo la prima metà degli anni 50,quella cioè che ha davvero assistito ai primi passi del nuovo media,la televisione.
Genere di lusso riservato a pochi intimi dapprima,la tv divenne,dopo l’inizio degli anni sessanta,un bene alla portata di molte tasche.
Il boom economico permise,agli italiani,di comprare quello che era,con l’auto,il frigo e la lavatrice,il sogno di ogni famiglia.
La tv iniziò la sua diffusione capillare nelle famiglie di ogni ceto sociale,e con essa nacquero i primi programmi cult.
Tra questi,ce ne fu uno che creò più scalpore,e che divenne il simbolo delle paure, e della voglia di mostrarsi più grandi che nella realtà tra il popolo televisivo degli under 14,ma non solo: Belfagor.
Belfagor ovvero il fantasma del Louvre,era una produzione televisiva francese,con attori poco conosciuti a livello cinematografico,fatta eccezione per Juliette Greco.
Divenne,ben presto,il programma più seguito in assoluto della televisione italiana,con punte di share,diremmo oggi,pari al 100% degli spettatori.
E non solo perché c’era un solo canale.
Le famiglie,la sera,restavano unite in trepida attesa,ben oltre la fatidica soglia temporale del Carosello,vero e proprio spartiacque per i bambini di ogni età.
Per una volta,il “ a letto dopo Carosello” veniva tacitamente ignorato,consentendo ai più piccoli di seguire il complesso svolgimento della trama dello sceneggiato.
Che,detto francamente,anche se con il senno di poi,era di una lentezza quasi esasperante.
Ma la figura del fantasma mascherato,vestito di nero,dalla forza sovrumana,calamitò le attenzioni di tutti,grandi e piccini,a dispetto anche della sua lentezza;il fantasma del Louvre divenne uno spauracchio,un incubo notturno per bambini di ogni età.
Che spesso chiudevano la serata nel lettone dei genitori,tra le due rassicuranti figure di mamma e papa.
In attesa,ovviamente,della puntata successiva.
Difficile spiegare a d un ragazzo di oggi cosa abbia realmente rappresentato Belfagor per un’intera generazione:era il fascino del proibito,la paura ancestrale,la sfida,il terrore inconscio,la voglia di mostrare,ai grandi,la mancanza di paura.
Era curiosità mista a coraggio,incoscienza,timore e molto altro.
Divenne ben presto argomento di discussione,con scommesse tra grandi e piccoli sul reale ruolo del fantasma,su chi si celasse dietro la figura mascherata.
I più scafati naturalmente,man mano che la storia proseguiva,erano arrivati ad una conclusione abbastanza scontata;i piccoli no.
Per loro,quella figura inquietante,era la proiezione delle proprie paure,l’esorcismo del babau,del gatto mammone,di tutte quelle figure orrorifiche e terribili che i grandi creavano per spaventare i piccoli,per farli dormire presto,la sera.
O per incutere loro paura indotta verso i pericoli della vita.
Strano destino di uno sceneggiato.
Divenne ben presto un nuovo spettro;un nuovo nemico da temere,la sera,quando i bambini si infilavano sotto le coperte.
“O dormi o faccio venire Belfagor”,era la frase ricorrente.
Dello sceneggiato in se mi occuperò prossimamente.
Ne parlerò in maniera diffusa,perché la trama è complessa.
In questo piccolo spazio mi interessa intrigare i miei amici,coloro che,come me,sia addormentavano la sera con la pura terribile di vedere proiettata,vicino la finestra,la porta,l’inquietante figura ammantata di nero.
Il fantasma di Belfagor,alto nel suo mantello nero,con quella maschera di legno inespressiva,immobile.
Una paura che non ci ha mai abbandonati.
Juliette Gréco: Luciana Borel/Stéphanie Borel
René Dary: Commissario Ménardier
François Chaumette: Boris Williams
Sylvie: Lady Hodwin
Paul Crauchet: Gautrais, guardiano del Louvre
Christine Delaroche: Colette Ménardier
Yves Rénier: André Bellegarde
George Staquet: Folco
René Alone: Doublet
Yves Bureau: Ménard
Jacky Calatayud: un bambino
Paul Cambo: Parusseau
André Dumas: Bertrand
Germaine Ledoyen: Madame Pinolet
Muni: Louise Gautrais
Palau: Graindorge
Jacques Berger: Dottor Bellay
Andrée Champeaux: Madame Balagnac
Nicolas Vogel: Bernard Charel
Robert Burnier: Dottor Marbeau
Christian Lude: Robert Borel
Marcelle Ranson-Hervé: Marie Borel
Isaac Alvarez: Belfagor (controfigura)
Etienne De Swarte: Sabourel
01. Il fantasma del Louvre (Le Louvre)
02. Il segreto del Louvre (Le secret du Louvre)
03. I Rosa Croce (prima parte) (Les Rose-Croix – Part One)
04. I Rosa Croce (seconda parte) (Les Rose-Croix – Part Two)
05. Appuntamento col fantasma (Le rendez-vous du fantôme)
Nudo di donna

Sandro, un romano, meccanico, è sposato con la bella Laura,veneziana; i due si trasferiscono a Venezia, dove la donna ha ereditato una libreria di testi antichi dal padre,gestita da un anziano e burbero commesso.
La realtà della città veneta, così distante da quella romana, la difficoltà di ambientazione, l’essere stato trapiantato in un mondo che non gli appartiene, distante anni luce dalla sua cultura popolare crea immediatamente dei grossi problemi all’uomo, e la prima cosa a risentirne è proprio il legame sentimentale con la moglie, simboleggiato dalla scena in cui di due sono a letto e nel momento topico in cui Sandro si addormenta russando tra le braccia della moglie.
Eleonora Giorgi
Un giorno, mentre è nello studio di un fotografo amico della moglie, Sandro vede una foto di una donna nuda, ripresa di spalle; lui crede di riconoscere, nella donna, la moglie. Casualmente, Sandro si imbatte in una prostituta, Riri ,perfettamente identica alla moglie, ma dalle caratteristiche diverse, spigliata, allegra, dai costumi liberi; Riri sembra il completamento di Laura, troppo formale e poco propensa a lasciarsi andare.
Eleonora Giorgi e Nino Manfredi
Inizia con lei, quindi,una relazione appagante, che mette in evidente contraddizione il suo rapporto con la moglie. Con Riri sembra riacquistare giovinezza e voglia di fare, allegria, mentre la Laura che ha sposato gli appare sempre più distante. Ben presto la storia prende sviluppi imprevedibili; quando è con Riri, Sandro crede di intravedere caratteristiche della moglie, quasi che le due donne coesistessero in due universi paralleli, ma confluenti.
Il dubbio: è Laura la donna del misterioso ritratto?
Così,in una serata stupenda, mentre per le strade impazza il carnevale veneziano, Sandro incontra la moglie, vestita a maschera; la donna sembra far coesistere le due entità distinte. E’ un pò Riri, donna fatale e libertina, un pò Laura, donna seria e distante. Ma è Laura oppure no? La donna sembra sparire e lui la rincorre per tutta la notte.
All’alba, dopo una ricerca disperata per le strade di una Venezia incantata, che sembra risvegliarsi da un sonno magico, Sandro incontra la donna mascherata, che lo guarda e gli dice “:Sandro,è il momento di decidere,o scegli me oppure l’altra” Sandro esita per un attimo, la prende per mano e si allontana nell’alba veneziana.
Commedia degli equivoci? Ricerca della perfezione che non esiste? Il finale,decisamente ambiguo, non spiega chi sia realmente la donna; può essere Laura, che ha inscenato quella strana commedia per riconquistare il marito, oppure può essere qualcosa simile ad un sogno, la ricerca spasmodica della parte nascosta che è nelle persone che amiamo.
E’ lo spettatore, quindi, a dare la risposta che più preferisce. Il film,girato da Manfredi in una Venezia sognante e magica, a tratti convince, a tratti no. Più pochade che dramma, lascia incompiute tutte le premesse iniziali, pur catturando l’attenzione grazie a quel sapore magico che si respira per tutta la durata del film. Resta però opera importante, pur molto bistrattata dalla critica proprio per le imperfezioni che mostra; ma ha dalla sua una ricerca curata dell’ambientazione,una Venezia che sembra meno crepuscolare di quella di Nicholas Roeg nel film A Venezia un dicembre rosso shocking.
Il maggior pregio della pellicola è proprio questo,l’aver mostrato una Venezia non turistica, intrigante e misteriosa, sospesa in un sogno. Da segnalare la bravura di Eleonora Giorgi, capace di evidenziare le differenze tra le due donne, Riri e Laura, e di dare loro due personalità complementari ma profondamente diverse. Bravo,al solito Manfredi.
Nudo di donna, un film di Nino Manfredi. Con Nino Manfredi, Jean-Pierre Cassel, Eleonora Giorgi, Carlo Bagno, Donato Castellaneta, Georges Wilson, Giuseppe Maffioli. Genere Drammatico, colore 106 minuti. – Produzione Italia 1981.


Nino Manfredi … Sandro
Eleonora Giorgi … Laura / Riri
Jean-Pierre Cassel … Pireddu
Georges Wilson … Arch. Zanetto
Carlo Bagno … Giovanni
Beatrice Ring … Beatrice
Donato Castellaneta … Ciccio
Toni Barpi … Il barcaiolo
Giuseppe Maffioli … Ubriacone
West Buchanan … Conte Bardolin
Gino Cavalieri … Il Professore

Regia di : Nino Manfredi
subentrato a Alberto Lattuada (non accreditato)
Collaborazioni alla stesura del film:
Silvana Buzzo
Agenore Incrocci
Paolo Levi
Ruggero Maccari
Nino Manfredi
Nino Manfredi
Giuseppe Moccia
Furio Scarpelli
Prodotto da: Franco Committeri
Musiche: Roberto Gatto, Maurizio Giammarco
Editing: Sergio Montanari
Costumi: Luca Sabatelli
Recensioni:
Nudo di donna è un film riuscito: una variazione gustosa sui vecchi temi del doppio (anche Sandro ha dentro di sé la voce d’un altro che lo deride), della duplice natura femminile, del conflitto fra vero e apparente, del sogno maschile d’avere una moglie-puttana, compiuta da Nino Manfredi, interprete e regista, con un’intelligente emulsione di comico e patetico. L’idea portante del film, che lo premia su tutte, è di avere ambientato l’azione nella Venezia del carnevale, in modo da farne la protagonista e di suggerire un continuo rapporto fra l’irrealtà d’un mondo mascherato, che di continuo intralcia le ricerche ansiose di Sandro, e il mistero d’un universo di fantasmi in cui si confondono candore e malizia.
Anche per merito della fotografia di Danilo Desideri, che cattura con grande perizia i colori più segreti di Venezia, della scenografia di Lorenzo Baraldi e dei costumi di Luca Sabatelli, Nudo di donna ci ripaga di molte amarezze ultimamente impartite dal cinema italiano. È fatto con amore, curato nei minimi particolari, attento alla definizione dei caratteri (quasi un duello fra Roma e Venezia), fornito insieme di suspense e svolte farsesche, narrativamente ben congegnato. Con qualche peccato veniale (la pubblicità alle sigarette…), ma ben calibrato nel ritmo, col saliscendi dell’ossessione e le parentesi
tenere, e una vivacità pittoresca nelle scene d’insieme che si trasmette anche a ghiotte figurine di scorcio, caratterizzanti la stramberia di certi veneziani. Punti di forza sono a loro volta gli interpreti: non soltanto lo stesso Manfredi, molto espressivo nel ritratto d’un Sandro che trascorre dal risibile al penoso, ma anche Eleonora Giorgi, la quale copre il doppio ruolo con verosimiglianza fisica e psicologica, rovesciando abilmente le personalità e rivelando qua- e là (oltre un morbido corpo) simpatici chiaroscuri nella recitazione. All’impagabile Carlo Bagno, semplicemente delizioso nella macchietta del vecchio commesso di libreria, si affianca un ben azzeccato George Wilson. Sicché, caso raro, si esce tutti contenti.
Giovanni Grazzini, Il Corriere della Sera, 7 novembre 1981
In una notte di pioggia, dopo aver litigato con la moglie Eleonora Giorgi, Nino Manfredi è andato in giro per Venezia e ha scoperto in un vecchio palazzo una grande fotografia con un nudo di donna. Quella figura, che cela il proprio volto, ha qualcosa di familiare: perciò il protagonista si ostina a scovar fuori la modella. Si tratta di una prostituta tanto somigliante alla Giorgi, che Manfredi non riesce a dissipare il sospetto: la moglie, novella Messalina, ha una doppia vita? Eppure se nel talamo domestico l’uomo era ormai condannato all’impotenza, con la ragazza di strada riesce a imbastire un perfetto dialogo erotico. Che cosa significa? Che era tempo per lui di andarsene da casa e trovare un’altra donna; o semplicemente che doveva imparare a vedere la moglie sotto una luce diversa? Il film non lo dice: preferisce lasciarci nel dubbio dopo averci coinvolti nella giostra del carnevale di Venezia, fra maschere e apparizioni varie. Subentrato ad Alberto Lattuada dopo qualche settimana di riprese (motivo ufficiale: divergenze sullo stile del film), Manfredi si e assunto l’intera responsabilità della realizzazione di un soggetto scritto con Paolo Levi. Come aveva già rivelato nelle sue rare prove precedenti, l’attore possiede buoni estri di cineasta, sa dirigere i compagni (qui ricava il meglio dalla Giorgi, ma fa cesellare -stupendamente da Carlo Bagno un personaggio di libraio), ambienta e narra con proprietà. Nell’insieme, però, Nudo di donna non va oltre il mosaico di reminiscenze cinematografiche, da Buñuel alla Garbo di Non tradirmi con me.
Tullio Kezich, Il nuovissimo Mille film. Cinque anni al cinema 1977-1982, Oscar Mondadori
Laura Gemser
Pelle ambrata,volto bellissimo,corpo sensuale e morbido.due occhi profondi;Laura Gemser,nata nel 1950 nell’isola di Giava,ha avuto tutte le doti fisiche necessarie per sfondare nel cinema.Ma,alla fine,è diventata si un’icona, ma di quel tipo di cinema definito di serie B, il cinema erotico e pruriginoso che tanto è andato di moda negli anni settanta e ottanta.

Laura Gemser nel film Voglia di donna
Laura Gemser deve comunque la sua notorietà ad uno dei numerosi cloni del film principe dell’erotismo,Emmanuelle,creato dalla regina dell’erotismo,Emanuelle Arsan,che vide la sua eroina,originariamente interpretata da Silvia Kristel,riproposta più volte come l’Antivergine.
E fu proprio nel film Emmanuelle l’antivergine,diretto da Francis Giacobelli nel 1975,che iniziò la carriera della Gemser,da quel momento indissolubilmente legata al personaggio di Emanuelle.

Con Dirce Funari in Le notti erotiche dei morti viventi
Ma il vero colpo di fortuna fu l’aver accettato il ruolo dell’eroina dell’erotismo nel film Emmanuelle nera,diretto da Adalberto Albertini,ruolo che finirà per diventare una sua seconda pelle. La carriera di Laura decolla,e gira,sempre nel 1975,Emmanuelle nera Orient reportage,per la regia di Joe D’Amato,pseudonimo dell’italianissimo Aristide Massaccesi,che diventerà oltre che il regista preferito di Laura,un vero e proprio amico.

Nel film Eva nera (1976)
La carriera di Laura decolla,il suo personaggio diventa ben presto il più amato dal pubblico maschile,quello alla ricerca di emozioni soft;perchè la Gemser gira film erotici,mai pornografici,anche se qualche produttore furbo incolla nei suoi film parti di altri film decisamente più osè,cercando grazie al nome della Gemser una maggior audience.
La donna della calda terra
Nel 1976 abbandona temporaneamente il personaggio di Emanuelle,per girare tre film;Eva nera,diretto da D’Amato,La nave dei dannati,per la regia di Stuart Rosenberg.La sua parte nel film è praticamente ridotta all’osso,difatti non parla mai come racconta in un’intervista: “Avevano mandato alla produzione tutta una serie di foto di ragazze che dovevano sembrare cubane… tra tutte queste hanno scelto proprio me. Mi ha scelto Stuart Rosemberg, il regista, e a me non sembrava vero. Poi, se guardi La Nave dei dannati devi stare attento se no non mi vedi… hanno tagliato un sacco di scene, perchè all’inizio il film doveva essere lunghissimo. Io non parlavo mai, seguivo Orson Wells ovunque andava.Era un tipo grosso (ride)… camminava malissimo proprio per questa sua stazza… Mi ricordo che passava le giornate chiuso in camera, non voleva parlare mai con nessuno. Anche quando Fay Dunaway andava a cercarlo perchè voleva parlare con lui, Orson si ritraeva, non voleva incontrarla… Poveretta, lei era venuta sul set apposta perchè voleva parlare con lui. Ma Orson dopo il ciak si chiudeva in camera.”
Laura nel film La via della prostituzione
Compare nel film I due superpiedi quasi piatti al fianco della coppia Hill-Spencer,mentre nel 1977 riprende il personaggio di Emanuelle,girando Emanuelle,perchè violenza alle donne,Suor Emanuelle e Emanuelle e gli ultimi cannibali
Nel 1976 sul set di Emanuelle nera conosce l’attore Gabriele Tinti,a cui legherà il proprio destino sentimentale,fino al 1991,in cui l’attore morirà improvvisamente per un infarto.Uno dei film americani dell’attrice è Ritorno all’inferno, nel quale assume lo pseudonimo di Moira Chen.Ecco come ricorda il film l’attrice: “Presi questo pseudonimo per volere del regista e della produzione. Loro non volevano che si collegasse il mio passato “erotico” con il film, che era una storia per tutta la famiglia. Così mi diedero il nome di Moira Chen, ma non è servito a niente perchè tutti hanno scritto: Moira Chen è Laura Gemser (ride). Hall Bartlett, il regista, era un americano che voleva cambiare la mia vita. Sai, quelle cose anche un po’ antipatiche… Un moralizzatore. Mi obbligava a negare anche davanti all’evidenza. Quando in Thailandia la gente mi diceva: “Ma tu sei Laura Gemser?” io dovevo dire: “No… no, sono Moira Chen”. Era imbarazzante.”
La carriera di Laura,dopo i sequel che la vedono protagonista nei panni di Emanuelle,prosegue con una lunga sfilza di film definibili come B movie,tra i quali gli unici degni di menzione sono:Le notti erotiche dei morti viventi,del solito D’Amato,L’Alcova.
Nel film Emanuelle in America
La sua carriera si chiude ufficialmente nel 1990,con il film una tenera storia.La morte di Tinti,il suo compagno,la convince e ritirarsi a vita privata,cosa che aveva sempre sognato,essendo Laura,paradossalmente,una donna molto timida e riservata,lontanissima dal suo personaggio di sogno erotico. Dal 1991 vive assolutamente impegnata nella difesa della sua privacy,con il nuovo compagno,George Eastman,occupandosi prevalentemente dei suoi hobby.

Laura Gemser nel film I due superpiedi quasi piatti
Black Emanuelle
Safari senza ritorno
Notti porno nel mondo
Love is forever
Love camp
L’infermiera di campagna
La signora di Wall Street
La donna della calda terra
Interzone
Horror safari
Sexy moon
Pomeriggio caldo
Metamorphosys
La spiaggia del desiderio
Il fiore della passione
Ator
11 giorni 11 notti

Queen of sados

Emanuelle e gli ultimi cannibali
Caligola, la storia mai raccontata

Love camp

Fury

Emanuelle around the world

Riflessi di luce
Emanuelle 2
Emanuelle e gli ultimi cannibali
Endgame-Bronx lotta finale
Skipper colpo imperfetto

Amore libero – Free Love
Emanuelle nera
Emmanuelle l’antivergine
Emanuelle nera – Orient Reportage
Eva nera
La nave dei dannati
La spiagga del desiderio
I due superpiedi quasi piatti
Voto di castità
Emanuelle in America
Emanuelle: perché violenza alle donne?
Emanuelle e gli ultimi cannibali
Suor Emanuelle
Velluto nero
Exit 7
La via della prostituzione
L’infermiera di campagna
Le notti porno del mondo
Voglia di donna
Collections priveés
La donna della calda terra
Laura’s desires
Malizia erotica
Sexy Moon
Brigade criminelle
Follia omicida
Le notti erotiche dei morti viventi
Sexy erotic love
Bushido, la spada del sole
Die Todesgöttin des Liebescamps
Ator l’invincibile
Caligola, la storia mai raccontata
La belva dalla calda pelle
Safari senza ritorno
Violenza in un carcere femminile
Blade Violent – I violenti
Endgame, gioco finale
Le Déchaînement pervers de Manuela
Love is forever
L’alcova
Il piacere
Voglia di guardare
Delizia
Pomeriggio caldo
Amore sporco
Riflessi di luce
Top model
Blue angel cafe
Dove vuoi quando vuoi
La signora di Wall Street
Ator l’invincible
DNA formula letale
La stanza delle parole
Undici giorni, undici notti 2
Una tenera storia









Leva lo diavolo tuo dal… convento
Il giovane Vincent viene nominato esecutore testamentario di una marchesa,ricchissima,e che in punto di morte ha deciso di lasciare tutti i suoi averi a sua figlia,che è stata mandata in un convento per bambine senza genitori.

La marchesa però non ha rivelato a Vincent il nome della ragazza; è stata colta da un accesso di risa quando ha scoperto la sua serva fornicare con un becchino.
La marchesa era famosa per la sua vita sentimentale molto avventurosa,così Vincent si reca nel convento e rintraccia 5 ragazze,Anselma, Clarissa, Piroska, Françoise e Susanna. che sono le uniche ospiti del convento a non conoscere i propri genitori.



Inizia così un’autentica corsa a dimostrare,a Vincent,di avere titolo per godere dell’eredità della marchesa;Anselma, Clarissa, Piroska raccontano al giovane le loro avventure erotiche,dimostrando di avere nel sangue la lussuria della vecchia defunta;le altre due Francoise e Susanna,viceversa,non sembrano assolutamente interessate all’eredità.

Sarà proprio Anselma a conquistare il cuore di Vincent,che scoprirà anche che tutte e cinque le ragazze sono figlie della marchesa.
Commedia scollacciata,con qualche battuta comica ma basata sopratutto sulle grazie femminile,esposte con molta buona volontà;non è uno dei prodotti peggiori,ed è diventato un cult tra i decamerotici degli anni settanta.


Leva lo diavolo tuo dal… convento, un film di Franz Antel (1973),con Femi Benussi, Kurt Großkurth, Maja Hoppe, Sonja Jeannine, Galliano Sbarra, Paul Löwinger, Christina Losta, Marika Mindzenthy,Gabriele Tinti, Teri Tordai, Margot Hielscher, Hans Terofal, Franz Muxeneder,







Gabriele Tinti … Vincent van der Straten
Femi Benussi … Clarissa
Marika Mindzenthy … Piroschka
Sonja Jeannine … Susanne
Kurt Großkurth … Monk
Teri Tordai … Sexy Susan / Susanne Delberg
Alena Penz … Anselma
Regia: Franz Antel
Sceneggiatura: Kurt Nachmann,Vittoria Vigorelli
Produzione:Franz Antel
Musiche:Stelvio Cipriani
Montaggio: Siegfried Hold
Alena Penz.
Fiorina la vacca
L’azione si svolge in Veneto,nel 1500,tra contadini,villani mariti cornuti e mogli fedifraghe; la protagonista è Fiorina, una bella vacca bianca pezzata di nero,che finisce in molte mani. In origine Fiorina appartiene a Ruzante,un contadino che non possiede null’altra ricchezza che la vacca; ma un giorno è costretto a venderla, perchè la sua unica possibilità di guadagnare denaro è diventare un mercenario.
La vende a Menego,bifolco senza denaro, che per comprarla usa i soldi di sua moglie; l’uomo,raggirato,perderà ben presto sia la vacca che la moglie. Michelon, l’autore della beffa in combutta con Guglielmina, moglie di Menego, affida Fiorina la vacca a sua moglie.
La donna,incantata da un suonatore ambulante,cede alle lusinghe del sesso e mentre giace soddisfatta nel suo letto,si vede portar via la vacca dall’occasionale amante e dai suoi complici, altri due suonatori ambulanti.
Le peripezie della vacca però non terminano qui; acquistata da Sandron,viene portata in una stalla,dove però viene rubata da tre soldati di ventura che a loro volta la vendono al ricco Beolco. L’uomo ha un’amante, ma si è stancato di essa così incarica un ruffiano di procurargli un’altra amante. E il ruffiano porta da Beolco la moglie di Ruzante,ormai ridotta alla fame.
Ruzante ritorna dalla guerra,stanco,affamato e sfiduciato; va a cercare la moglie, ma scopre che è diventata l’amante, peraltro contenta,di Beolco; allora sfida le guardie di quest’ultimo, ma viene sconfitto,bastonato e umiliato, mentre la moglie lo caccia via.
Commedia pecoreccia con il pregio di muovere qualche risata,e con un cast di ottimi comprimari,oltre che di splendide attrici fra le quali una giovanissima Ornella Muti,Angela Covello,Janet Agren,Eva Aulin,Jenny Tamburi.
Fiorina la vacca,
un film di Vittorio De Sisti. Con Ornella Muti,Janet Agren, Gianni Macchia, Gastone Moschin, Mario Carotenuto, Renzo Montagnani, Piero Vida, Ewa Aulin, Giorgio Dolfin, Graziella Galvani, Sergio Tramonti, Jenny Tamburi, Felice Andreasi, Angela Covello, Salvatore Baccaro. Genere Commedia, colore 103 minuti. – Produzione Italia 1972
Janet Agren: Tazia
Felice Andreasi: Compare Michelon
Eva Aulin: Giacomina
Rodolfo Baldini: amante di Teresa
Mario Carotenuto: padron Beolco
Angela Covello: Fiorina
Attilio Duse: Sandron
Graziella Galvani: Betta
Gianni Macchia: Checco
Renzo Montagnani: Compare Menico
Ornella Muti: Teresa
Jenny Tamburi: Zanetta
Sergio Tramonti: sarto padovano
Piero Vida: Nane il ‘ruffiano’
Gastone Moschin: Ruzante
Luigi Antonio Guerra: Tonino ‘Stropabusi’
Regia Vittorio De Sisti
Soggetto Fabio Pittorru, liberamente tratto dai testi del Ruzante
Sceneggiatura Vittorio De Sisti, Fabio Pittorru
Casa di produzione Juma Film
Fotografia Erico Menczer
Montaggio Gabriella Cristiani
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Sergio Canevari
Costumi Sergio Canevari
Il signor Robinson
Un piccolo industrialotto, Robinio, soffocato da una moglie opprimente, parte con la stessa per una crociera. Mentre è in viaggio, sente suonare la sirena dell’allarme, ma credendo che si tratti solo di un’esercitazione, continua tranquillamente a dormire.

La splendida Zeudi Araya è Venerdi

Paolo Villaggio è Robinio-Robi
Non è così, naturalmente, e il risveglio sarà tragicomico; costretto a nuotare, riesce a raggiungere la terra, dove però scopre di essere completamente solo. Hanno inizio così le sue comiche avventure, alle prese con noci di cocco che non si rompono, con la solitudine, con un boomerang che invece di colpire le prede gli ritorna sistematicamente in testa. Alla fine si adatta, in qualche modo, alla solitudine, ma un giorno scopre di non essere solo: sull’isola c’è una bella nativa, che lui battezza venerdi. Vorrebbe approfittare di lei, ma la donna e sacra al dio dell’isola, Marduk, che ogni volta in cui Robinson tenta di toccare la donna, fa tremare l’isola.
La splendida sequenza del bagno di Venerdi
Alla fine arrivano sull’isola altri indigeni, e Robinson e Venerdi vanno nella terra natia della ragazza, dove, per impalmare la sua ambita preda, sarà costretto ad affrontare prove impossibili. Nonostante esca con le ossa rotte dalle prove, il capo concede a Robinson la mano di venerdi; ma quando sembra che tutto debba finire a gonfie vele, Robinson viene raggiunto dalla moglie,che non ha mai smesso di cercarlo, e riportato a casa suo malgrado.
Apologo semiserio della civiltà dei consumi, che travia chiunque vi faccia parte, Il signor Robinson,mostruosa storia d’amor e di avventure (titolo completo del film) si regge su alcune gag simpaticissime di Paolo Villaggio, alle prese con le difficoltà di una vita allo stato brado, e sopratutto sulle grazie, abbondantemente esposte, della bellissima Zeudi Araya.
Da vedere per passare due ore in completo relax.
Il signor Robinson
Un film di Sergio Corbucci. Con Paolo Villaggio, Zeudi Araya, Percy Hogan, Anna Nogara. Genere Commedia, colore 108 minuti. – Produzione Italia 1976.

Paolo Villaggio: Robinio / Robinson
Zeudi Araya: Venerdì
Anna Nogara: Magda
Percy Hogan: Mandingo

Regia Sergio Corbucci
Soggetto Sergio Corbucci, Paolo Villaggio, Castellano e Pipolo
Sceneggiatura Sergio Corbucci, Paolo Villaggio, Castellano e Pipolo
Produttore Franco Cristaldi
Produttore esecutivo Bruno Altissimi
Casa di produzione Vides
Distribuzione (Italia) United Artists
Fotografia Marcello Gatti
Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Guido De Angelis, Maurizio De Angelis
Classifica al botteghino 1974
1) Fantozzi
Regia di Luciano Salce; con: Paolo Villaggio, Anna Mazzamauro, Gigi Reder, Giuseppe Anatrelli, Liù Bosisio, Umberto D’Orsi, Plinio Fernando
Giudizio:



2) L’esorcista (The Exorcist)
Regia di William Friedkin; con: Ellen Burstyn, Max von Sydow, Linda Blair, Jason Miller, Lee J. Cobb
Giudizio:



3) Porgi l’altra guancia
Regia di Franco Rossi; con: Terence Hill, Bud Spencer, Jean-Pierre Aumont, Mario Pilar
Giudizio:


4) A mezzanotte va la ronda del piacere
Regia di Marcello Fondato; con: Claudia Cardinale, Vittorio Gassman, Renato Pozzetto, Monica Vitti, Giancarlo Giannini, Pino Locchi, Silvio Spaccesi
Giudizio:


5) Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto
Regia di Lina Wertmuller; con: Giancarlo Giannini, Mariangela Melato, Eros Pagni, Isa Danieli, Riccardo Salvino
Giudizio:


6) Romanzo popolare
Regia di Mario Monicelli; con: Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Michele Placido, Pippo Starnazza, Vincenzo Crocitti, Alvaro Vitali
Giudizio:


7) Il bestione
Regia di Sergio Corbucci; con: Giancarlo Giannini, Michel Constantin, Giuliana Calandra, Gabriella Giorgelli, Dalila Di Lazzaro
Giudizio:

8 ) L’inferno di cristallo (The Towering Inferno)
Regia di John Guillermin; con: Steve McQueen, Paul Newman, Faye Dunaway, William Holden, Fred Astaire, Richard Chamberlain, Jennifer Jones, Susan Blakely, O.J. Simpson, Robert Wagner.
Giudizio:


9) Paolo Barca maestro elementare praticamente nudista
Regia di Flavio Mogherini; con: Renato Pozzetto, Magali Noël, Janet Agren, Paola Borboni, Stefano Satta Flores, Miranda Martino, Valeria Fabrizi
Giudizio:


10) Profondo rosso
Regia di Dario Argento; con: David Hemmings, Daria Nicolodi, Gabriele Lavia, Giulio Brogi, Clara Calamai, Macha Méril, Eros Pagni, Giuliana Calandra, Glauco Mauri, Geraldine Hooper, Glauco Onorato
Giudizio:



Altri film dopo la decima posizione:
11) Yuppi Du, di Adriano Celentano
con: Adriano Celentano, Charlotte Rampling, Claudia Mori, Lino Toffolo, Gino Santercole, Memmo Dittongo
Giudizio:


12) C’eravamo tanto amati, di Ettore Scola
con: Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Stefano Satta Flores, Stefania Sandrelli, Giovanna Ralli, Aldo Fabrizi, Ugo Gregoretti, Mike Bongiorno, Marcello Mastroianni.
Giudizio:



13) Piedone a Hong Kong, di Steno
con: Bud Spencer, Al Lettieri, Enzo Cannavale, Renato Scarpa, Francesco De Rosa
Giudizio:

14) Profumo di donna, di Dino Risi
con: Vittorio Gassman, Agostina Belli, Alessandro Momo, Moira Orfei, Alvaro Vitali
Giudizio:



15) Emmanuelle , di Just Jaeckin
con: Sylvia Kristel, Alain Cuny, Marika Green, Daniel Sarry, Christine Boisson
Giudizio:

16) La poliziotta, di Steno
con: Mariangela Melato, Mario Carotenuto, Renato Pozzetto, Alberto Lionello, Gigi Ballista, Orazio Orlando, Renato Scarpa.
Giudizio:

17) Assassinio sull’Orient Express (Murder on the Orient-Express), di Sidney Lumet
con: Albert Finney, Lauren Bacall, Martin Balsam, Ingrid Bergman, Jacqueline Bisset, Jean-Pierre Cassel, Sean Connery, John Gielgud, Anthony Perkins, Vanessa Redgrave, Richard Widmark, Michael York, Colin Blakely
Giudizio:


18 ) Zorro, di Duccio Tessari
con: Alain Delon, Ottavia Piccolo, Enzo Cerusico, Stanley Baker, Adriana Asti, Moustache
Giudizio:


19) Prima pagina (The Front Page), di Billy Wilder
con: Jack Lemmon, Walter Matthau, Susan Sarandon, Vincent Gardenia, David Wayne, Carol Burnett, Allen Garfield, Charles Durning.
Giudizio:

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20) Gruppo di famiglia in un interno, di Luchino Visconti
con: Burt Lancaster, Silvana Mangano, Helmut Berger, Romolo Valli, Elvira Cortese, Claudia Marsani, Stefano Patrizi, Claudia Cardinale, Dominique Sanda
Giudizio:






































































































































































































































































































































