La bella Antonia, prima monica poi dimonia
Nel borghetto medioevale di Villasanta arriva un giorno un giovane pittore; è Claudio Fornari, gaudente e impenitente donnaiolo, giunto nel paesino per ritrarre le grazie di Antonia Mencaglia, figlia di messer Domenico. La giovane è innamorata, ricambiata, di Folco Piccolomini, giovane e focoso spasimante della stessa Antonia. Ma l’amore tra i due è ostacolato da messer Domenico, in quanto il giovane Fosco non può disporre dell’eredità paterna, visto che il padre ne ostacola l’amore.
Malisa Longo
Così messer Domenico, anche lui gaudente e impenitente frequentatore di sottane sopratutto a pagamento, nega ai due giovani il permesso di sposarsi. Così Antonia decide di ritirarsi in convento; la scelta ricade su quello delle Piccole sorelle del dolore, dove licenziose e poco religiose suorine si sollazzano in ogni modo con i frati del vicino convento. Con uno stratagemma, Antonia riesce a far entrare tra le mura del convento il suo spasimante, e gli si concede.
Edwige Fenech e Piero Focaccia
Ma un giorno la tresca è scoperta dal padre di Fosco, così la vicenda si conclude con le tanto sospirate nozze tra Antonia e Fosco. Mal incorrerà il giovane nel matrimonio; la leggiadra Antonia non esiterà a cornificarlo proprio con il pittore Claudio nel giorno del banchetto nuziale. Il film si chiude, così come si era aperto, sulle note di una sguaiata canzone, La mutanda-da, cantata da Piero Focaccia, cantante dal buon passato che canta a squarciagola ” Sotto le vesti della ragazza mo’ ce trovi ‘na strana cosa/rossa, gialla, verde o rosa/ma che cosa mai sarà?/La mutanda, la mutanda/nun me so’ capito bene che cos’è ‘sta novità”
Diretto nel 1972 da Mariano Laurenti, La bella Antonia prima monica poi dimonia mostra sin dal titolo l’ammiccante riferimento al genere decamerotico, che per qualche anno impazzò sugli schermi italiani. Un film senza molte pretese, se non quelle di strappare qualche sorriso e mostrare qualche generoso, ma pudico nudo della star Edwige Fenech, bellissima e sexy come sempre e di Malisa Longo, nel ruolo di una ingenua (fino ad un certo punto) locandiera che verrà sedotta da Claudio e da un monaco.
Lucretia Love
C’ è spazio per la presenza come già detto di Piero Focaccia nel ruolo di Claudio, e della cantante Luciana Turina in quella di una suora. Film senza grosse pretese, ma tutto sommato godibile proprio per la sua mancanza di esibizione di amplessi che caratterizzerà buona parte della produzione dei film del genere decamerotico.
La bella Antonia prima monica poi dimonia, un film di Mariano Laurenti. Con Edwige Fenech, Riccardo Garrone, Luciana Turina, Piero Focaccia.,Elio Crovetto, Tiberio Murgia, Dada Gallotti, Umberto D’Orsi, Lucretia Love, Sandro Dori, Malisa Longo, Renato Cecilia, Carla Mancini
Comico, durata 92 min. – Italia 1972.
Edwige Fenech: Antonia
Piero Focaccia: il pittore Claudio Fornari
Dada Gallotti: Domicilla
Riccardo Garrone: Giovanni Piccolomini
Romano Malaspina: Folco Piccolomini
Malisa Longo: Caterina
Luciana Turina: Madre badessa
Umberto D’Orsi: Domenico Mincaglia
Lucretia Love: Ippolita
Elio Crovetto: Fra’ Pomponio
Fortunato Cecilia: Ariosto
Tiberio Murgia: Fra’ Filippuccio
Josiane Tanzilli: la servetta bionda
Sandro Dori: Raffaello
Carla Mancini: una suora
Gianni Pulone: un amico di Ariosto
Regia Mariano Laurenti
Soggetto Carlo Veo
Sceneggiatura Carlo Veo
Fotografia Tino Santoni
Montaggio Giuliana Attenni
Musiche Berto Pisano
lec vesti della ragazza mo’ ce trovi ‘na strana cosa/rossa, gi
alla, verde o rosa/ma che cosa mai sarà?/La mutanda, la mutanda/nun me so’ capito bene che cos’è ‘sta novità”).
Lo strano vizio della signora Wardh

Diretto da Sergio Martino nel 1971, Lo strano vizio della signora Wardh ebbe un lusinghiero successo di pubblico, facendo da apri pista al genere thriller all’italiana che avrebbe avuto, tra i maggiori esponenti, Lucio Fulci e Dario Argento. Giocato sul doppio binario erotismo/morte, il film, pur sorretto da una buona colonna sonora, aveva però dei buchi abbastanza notevoli nella sceneggiatura, a tratti inverosimile e a tratti tirata per i capelli.
Edwige Fenech, la signora Julie Wardh
La storia parte dall’arrivo a Vienna di Julie (Edwige Fenech), splendida moglie di un diplomatico, reduce da una tempestosa relazione avuta con Jean, un sadico, che ha in qualche modo segnato la psiche della donna. L’ arrivo in città di Julie coincide con una serie di brutali omicidi che coinvolgono giovani donne, assassinate a colpi di rasoio da un misterioso killer. Proprio a Vienna Julie si imbatte nuovamente nel fantasma del suo passato, Jean, che cerca in qualche modo di attirare a se la donna. Una sera,ad un party organizzato dalla sua amica Carol, Julie conosce George, affascinante erede con Carol delle fortune di un loro zio comune.

Cristina Ayroldi, nel ruolo di Carol Brandt
Attratta dall’uomo, Julie inizia una relazione con lui, ma Jean continua a perseguitare la donna. Un giorno, in un parco, Carol viene uccisa dal killer del rasoio, che la scambia per Julie; la donna aveva sostituito l’amica ad un appuntamento al quale doveva recarsi proprio la signora Wardh, ricattata telefonicamente. Poco tempo dopo anche Julie viene aggredita, ma riesce a salvarsi; convinta che si tratti di Jean, Julie si reca a casa di quest’ultimo con il marito, e scopre che Jean è stato assassinato nella sua vasca da bagno, naturalmente a colpi di rasoio.

George Hilton interpreta George, l’amante di Julie
L’episodio convince la donna della necessità i cambiare aria; spinta da George, accetta di accompagnarlo in Spagna per una vacanza. Ma qui, in maniera assolutamente straordinaria, scopre che Jean non è morto; il fragile equilibrio della donna si incrina.
Mi fermo qui con la trama per non rivelare particolari che svelino la conclusione del film, che in un certo modo è abbastanza sorprendente. Tuttavia, come già detto all’inizio, la trama mostra i segni di una sceneggiatura stiracchiata, pur avendo, lo stesso film, una buona tensione generale. Poco sangue, qualche scena di erotismo piuttosto ardita per l’epoca, accenni ad una relazione sadomaso tra Julie e Jean sono gli ingredienti di una storia raccontata, tutto sommato, con discreta perizia dal regista.
La Fenech è assolutamente straordinaria, sia che reciti vestita, sia che mostri il suo stupendo corpo, con generosità. Molto più a disagio George Hilton, mentre Ivan Rassimov è luciferino nel ruolo di Jean. Un thriller che è particolarmente datato, ma che ha in qualche modo segnato un’epoca, lanciando la straordinaria bellezza della Fenech e facendo da volano a tutti i thriller successivi, a partire dall’ottimo L’uccello dalle piume di cristallo, di Dario Argento, nel quale viene ripresa la scena dell’omicidio di Carol nel parco.
Lo strano vizio della signora Wardh ( The Strange Vice of Mrs. Wardh )
Un film di Sergio Martino. Con George Hilton, Edwige Fenech, Ivan Rassimov, Cristina Airoldi.
Manuel Gill, Brizio Montinaro, Bruno Corazzari, Manuel Gil Giallo, durata 98 min. – Italia 1971.

* George Hilton: George Corro
* Edwige Fenech: Julie Wardh
* Conchita Airoldi: Carol Brandt
* Carlo Alighiero: fattorino
* Ivan Rassimov: Jean
* Alberto de Mendoza: Neil Wardh
* Bruno Corazzari: killer

Regia Sergio Martino
Soggetto Eduardo Manzanos Brochero
Sceneggiatura Vittorio Caronia, Ernesto Gastaldi, Eduardo Manzanos Brochero
Produttore Antonio Crescenzi, Luciano Martino
Casa di produzione Devon Film, Copercines
Fotografia Emilio Foriscot
Montaggio Eugenio Alabiso
Musiche Nora Orlandi
Scenografia Jaime Pérez Cubero, José Luis Galicia
Costumi Riccardo Domenici
Trucco Mario Di Salvio



Locandina soundtrack















Classifica al botteghino 1976
1) King Kong (King Kong) di John Guillermin
con Jessica Lange, Jeff Bridges, Charles Grodin, John Randolph, René Auberjonois, Julius Harris
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2) I due superpiedi quasi piatti di E.B. Clucher

con Terence Hill, Bud Spencer, Laura Gemser
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3) Novecento – Atto I di Bernardo Bertolucci

con Gerard Depardieu, Robert De Niro, Burt Lancaster, Sterling Hayden, Laura Betti, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Donald Sutherland, Romolo Valli, Alida Valli, Stefania Casini, Francesca Bertini, Paulo Branco, Anna Maria Gherardi
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4) Rocky (Rocky) di John G. Avildsen

con Sylvester Stallone, Talia Shire, Burt Young, Carl Weathers, Burgess Meredith, Thayer David
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5) La stanza del vescovo di Dino Risi

con Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Patrick Dewaere, Lia Tanzi, Gabriella Giacobbe, Piero Mazzarella
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6) Taxi Driver (Taxi Driver) di Martin Scorsese

con Robert De Niro, Cybill Shepherd, Jodie Foster, Harvey Keitel, Peter Boyle, Albert Brooks, Joe Spinell, Martin Scorsese
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7) La battaglia di Midway (Midway) di Jack Smight

con Charlton Heston, Henry Fonda, Glenn Ford, James Coburn, Hal Holbrook, Robert Mitchum, Cliff Robertson, Toshiro Mifune, Robert Wagner, Edward Albert, Tom Selleck
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8 ) Sturmtruppen di Salvatore Samperi

con Renato Pozzetto, Lino Toffolo, Cochi Ponzoni, Teo Teocoli, Felice Andreasi, Massimo Boldi, Corinne Cléry, Jean-Pierre Marielle, Umberto Smaila
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9) Cassandra Crossing (Cassandra Crossing) di George Pan Cosmatos

con Richard Harris, Sophia Loren, Ava Gardner, Burt Lancaster, Martin Sheen, Ingrid Thulin, Alida Valli, Lou Castel, Lee Strasberg, Lionel Stander, O.J. Simpson, John Phillip Law, Ray Lovelock
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10) Il corsaro nero di Sergio Sollima

con Kabir Bedi, Carole André, Mel Ferrer, Tony Renis, Dagmar Lassander, Guido Alberti
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Oltre la decima posizione:
11) Suspiria di Dario Argento

con Jessica Harper, Alida Valli, Stefania Casini, Joan Bennett, Flavio Bucci, Miguel Bosé, Udo Kier, Renato Scarpa
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12) Quelle strane occasioni di Nanni Loy – Luigi Comencini – Luigi Magni

con Paolo Villaggio, Nino Manfredi, Olga Karlatos, Alberto Sordi, Stefania Sandrelli, Beba Loncar
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13) Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli

con Alberto Sordi, Shelley Winters, Romolo Valli, Vincenzo Crocitti, Renzo Carboni
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14) L’altra metà del cielo di Franco Rossi

con Adriano Celentano, Monica Vitti, Venantino Venantini
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15) L’innocente di Luchino Visconti

con Giancarlo Giannini, Laura Antonelli, Rina Morelli, Jennifer O’Neill, Massimo Girotti, Didier Haudepin
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16) Il maratoneta (Marathon Man) di John Schlesinger

con Dustin Hoffman, Laurence Olivier, Roy Scheider, Marthe Keller, William Devane, Lou Jacobi, Fritz Weaver
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17) Il signor Robinson di Sergio Corbucci

con Paolo Villaggio, Zeudi Araya, Anna Nogara, Percy Hogan
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18 ) Il Casanova di Federico Fellini di Federico Fellini

con Donald Sutherland, Tina Aumont, Maria Marquez, Olimpia Carlisi, Carmen Scarpitta, Cicely Browne, Chesty Morgan
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19) L’ultima donna di Marco Ferreri

con Gerard Depardieu, Ornella Muti, Michel Piccoli, Renato Salvatori, Giuliana Calandra, Zouzou, Nathalie Baye
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20) Novecento – Atto II di Bernardo Bertolucci

con Gerard Depardieu, Robert De Niro, Burt Lancaster, Sterling Hayden, Laura Betti, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Donald Sutherland, Romolo Valli, Alida Valli, Stefania Casini, Francesca Bertini, Paulo Branco, Anna Maria Gherardi
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Vedo nudo

Nel 1969 Dino Risi girò Vedo Nudo, film strutturato in sette episodi, che vanno dal grottesco al comico, sfruttando il gran momento di Nino Manfredi, attore versatile e molto amato dalle platee. Affiancò al comico ciociaro una bellezza algida e particolare, quella di Sylva Koscina, e puntò tutto sul titolo, ammiccante, e su alcune scene furtive di nudo, per veicolare la sua personale visione della società, popolata di mostri, alle prese con le pruderie del sesso, mescolando il tutto con il sarcasmo e l’ironia tipica della sua regia.
Sylva Koscina interpreta se stessa nell”pisodio “La diva“
Il film, diviso in episodi, parte con la bellissima Koscina a interpretare il ruolo di una diva che, preso per strada un ferito, lo accompagna in ospedale, dove tutti la riconoscono, disinteressandosi del povero ferito, con il risultato che lo stesso ci lascerà la pelle.Nel secondo, una contadina si rivolge al giudice per far condannare un suo vicino che ha abusato di una gallina.
Il contadino accusato riesce a dimostrare come la mancanza di alternative lo abbiano costretto al gesto, alimentato dal fatto che la gallina sculettava maliziosamente quando lo vedeva. Il giudice riconoscerà la validità della scusante, condannando il contadino a comprare il pennuto.
Veronique Vendell
Nell’episodio successivo un dipendente postale, segretamente omosessuale, intavola una fitta corrispondenza con un ragioniere di Milano, facendosi credere una donna. Quando l’uomo decide di incontrarlo, lui si finge fratello di Ornella, il suo alter ego femminile. Finirà in maniera ambigua. Il quarto episodio, il più grottesco, vede protagonista un culturista miope, che un giorno, guardando fuori dalla finestra del suo appartamento, vede un corpo nudo in quello che crede l’appartamento di fronte.
Nei due fotogrammi: Daniela Giordano
Si mette gli occhiali per spiare bene, ma alla fine si accorge che quello che sta guardando altro non è che il suo sedere riflesso nello specchio della sua camera. Anche il quinto episodio scivola nel grottesco; una ragazza, sola in casa, apprende dalla radio che un pericoloso serial killer si aggira nella zona.
Quando, il giorno dopo, vede arrivare un uomo con una bottiglia di latte, che assomiglia molto all’identikit del serial killer, decide di concedersi a lui, nella speranza che l’uomo la risparmi, come ha già fatto in un caso. In realtà l’uomo è davvero una persona qualunque, che le ha portato il latte; la ragazza lo scoprirà ascoltando la notizia della cattura del killer alla radio. Nell’episodio numero sei, sicuramente il più debole e meno riuscito, il protagonista è un uomo sposato ad una bella tedesca, che tutte le sere esce di casa misteriosamente.
La moglie sospetta che l’uomo la tradisca, mentre in realtà il marito, raggiunge ogni sera un binario ferroviario, si sdraia dentro di esso e si fa passare il convoglio addosso, eccitandosi solo in questo modo bizzarro. L’ultimo episodio è il più riuscito;un pubblicitario, ossessionato dall’erotismo, finisce per vedere donne nude dappertutto, con conseguenze disastrose per la sua vita; si fa ricoverare in una clinica e all’apparenza, quando ritorna, sembra tutto finito. In realtà, affacciandosi ad una finestra,scopre che ora invece che donne vede uomini nudi.
Vedo nudo,un film di Dino Risi. Con Nino Manfredi, Sylva Koscina, Véronique Vendell, John Karlsen.Umberto D’Orsi, Nerina Montagnani, Daniela Giordano, Bruno Boschetti, Jacques Stany Italia 1969.
Nino Manfredi: Cacopardo / Angelo Perfili / Ercole / il voyeur / operaio dei telefoni / Maurizio / Nanni
Sylva Koscina: se stessa
Enrico Maria Salerno: Carlo Alberto Rinaldo
Nerina Montagnani: contadina
Véronique Vendell: Manuela
Guido Spadea: giudice Di Lorenzo
Daniela Giordano: Luisa
Umberto D’Orsi: Federico
Marcello Prando: Marcello
Luca Sportelli: collega pugliese di Ercole
Lisa Halvorsen: Inge, moglie di Maurizio
John Karlsen: psichiatra
Jacques Stany: infermiere
Jimmy il Fenomeno: paziente nevrotico

Regia Dino Risi
Soggetto Ruggero Maccari, Fabio Carpi, Dino Risi, Bernardino Zapponi
Sceneggiatura Ruggero Maccari, Jaja Fiastri
Produttore Pio Angeletti, Adriano De Micheli
Fotografia Alessandro D’Eva, Erico Menczer
Montaggio Alberto Gallitti
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Luciano Ricceri
Costumi Ezio Altieri











































































































