Filmscoop

Tutto il mio cinema

Un anno di cinema, 1972

1972 banner

Nel 1972 un biglietto per i cinema di prima visione costa dalle 700 alle 1.000 lire, almeno nelle città di provincia; nelle sale di seconda visione i prezzi sono dalle 400 ale 600 lire, mentre i cinema di visione successiva costano tra le 150 e le 300 lire. Le sale d’essai sono molto frequentate, e nei cinema di prima visione le poltrone rivestite di velluto sono un lusso; i cinema sono strutturati con platea e galleria, nelle sale si fuma ancora, e i risultati a fine proiezione si sentono. I film hanno il divieto ai 18 e ai 14 anni;le maschere controllano i documenti, perchè non sono infrequenti i controlli in sala di carabinieri e polizia.

Il padrino
Al Pacino e Simonetta Stefanelli in Il padrino

Ultimo tango a Parigi
Maria Schneider e Marlon Brando in Ultimo tango a Parigi

Anche il 1972 si conferma un anno d’oro per la cinematografia sia italiana che mondiale. Crescono gli spettatori, aumentano le pellicole prodotte, in Italia arrivano autentici capolavori. A cominciare dal film che farà man bassa di premi, recenzioni positive e che a fine anno risulterà il più visto in assoluto. E’ Il padrino, di Francis Ford Coppola, con Marlon Brando, James Caan, Al Pacino, Robert Duvall, Diane Keaton; un film diventato ormai leggenda grazie alla trama, splendida, ricavata dall’omonimo romanzo di Mario Puzo, passando dall’interpretazione magistrale di Marlon Brando nei panni di Don Vito Corleone per finire con le splendide musiche di Nino Rota.

Corvo rosso, non avrai il mio scalpo
Corvo rosso, non avrai il mio scalpo

Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso
Woody Allen in Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso

Un flm che provoca code, tutti esaurito nei cinema dove viene proiettato e che si rivelerà un dei maggiori incassi di tutti i tempi. In Italia esplode il caso di Ultimo tango a Parigi, il film di Bertolucci più controverso, amato e doiato contemporanemante. Unico caso di un film sequestrato e condannato al rogo per un’unica scena di sesso, passata alla storia come la scena del burro. Aldilà dei suoi notevoli meriti, Ultimo tango risentì tantissimo delle polemiche che lo accompagnarono. Un film difficile, tra l’altro, con una tematica poco appetibile cinematograficamente: la storia di due solitudini che si uniscono temporaneamente solo con il sesso.

Il fascino discreto
Il fascino discreto della borghesia

Un universo parallelo, di esistenze grigie in grigie metropoli; il film di Bertolucci è questo e moltissimo altro, tuttavia il pubblico fa la fila, fino al suo sequestro, per vedere Brando sodomizzare Maria Schneider. Sempre dagli Usa arriva un altro capolavoro, buon successo di pubblico: è Corvo rosso non avrai il mio scalpo, di Sidney Pollack, con un ottimo Robert Redford. La storia di Jeremiah Johnson, che lascia tutto e va a vivere tra le montagne, dove alla fine sposa una donna nativa, che verrà uccisa da una tribù di Corvi.

Un tranquillo week end di paura
Un tranquillo week end di paura

La terribile vendetta dell’uomo lo tasformerà in un eroe; il film piace perchè è girato magnificamente, per la trama assolutamente nuova e sopratutto per il gran carisma di Redford. Ancora gli Usa propongono Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere di Woody Allen, spassosa e ironica storia in 6 episodi riguardanti il tabu sesso, visti attraverso la corrosiva regia del regista americano. Dalla Spagna arriva uno dei massimi capolavori di Bunuel, Il fascino discreto della borghesia, una veduta feroce e dissacratrice del mondo borghese: Bunuel fa tabula rasa dei valori borghesi, attraverso una galleria di personaggi grotteschi fino allo stremo. Grandi gli attori, ovvero Fernando Rey, Delphine Seyrig, Bulle Ogier, Michel Piccoli, Stéphane Audran.

Fratello sole sorella luna
Fratello sole sorella luna

Un altro film americano avvince le platee italiane; è Un tranquillo week-end di paura, di John Boorman, inqietante visione di un mondo paradisiaco brutalmente profanato dalla violenza: un insolitamente bravo Burt Reynolds e un grande John Voigt fanno parte del cast di questo film in cui si respira violenza e tensione dal primo all’ultimo minuto della pellicola.

L’Italia è presente con alcuni ottimi lavori, a cominciare dal romantico e struggente Fratello sole sorella luna, di Franco Zeffirelli, opera ispirata alla vita del poverello d’Assisi e della sua compagna d’avventura Chiara; dall’ottimo La prima notte di quiete, di Valerio Zurlini, storia drammatica di un amore impossibile tra un professore anticonformista e una sua allieva, con la terza incomoda, l’amante di lui.

La prima notte di quiete
La prima notte di quiete

Splendido Delon, splendida Lea Massari, per un film davvero bello. Elio Petri colpisce ancora con l’ottimo La classe operaia va in paradiso, una visione dall’interno delle problematiche delle grandi fabbriche. La storia dell’operaio crumiro che per i “danè” prima snobba i compagni di lavoro, poi si trasforma in un feroce sindacalista, viene accolta favorevolmente dal pubblico e dalla critica. Sugli schermi televisivi arriva il Pinocchio di Comencini, che verrà presentato anche sul grande schermo; il classico di Collodi, diretto dal grande maestro con un cast stellare fra i quali spiccano Nino Manfredi, Gina Lollobrigida, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia,Mario Adorf e Lionel Stander, si rivela un enorme successo, che riesce a coprire gli alti costi della produzione, trasformandosi nella migliore versione mai fatta sulle avventure del celebre burattino.

La classe operaia va in paradiso
Gian Maria Volontè in La classe operaia va in paradiso

Frenzy
Frenzy

Buoni successi di pubblico e di critica sono Gli insospettabili, ottimo lavoro di Mankievitz, Frenzy, ultimo lavoro cinematografico del maestro Hithcock, Getaway del grande Peckinpah. L’Italia risponde con la graffiante commedia di Lina Wertmuller Mimi metallurgico ferito nell’onore, autentico pezzo di bravura di Giancarlo Giannini,ancora Roma, di Federico Fellini, un atto d’amore anche con tratti grotteschi del maestro riminese, Il caso Mattei di Francesco Rosi, storia asciutta e ottimamente recitata dal solito Volontè. Il cinema europeo presenta Aguirre furore di Dio di Werner Herzog con Klaus Kinski nei panni del folle condottiero lanciato alla ricerca dell’Eldorado, mentre ancora dagli Usa arriva il capolavoro di Bob Fosse, Cabaret, interpretato da Liza Minnelli e Michael York

Gli insospettabili
Michael Caine in Gli insospettabili

Ottimo successo riscuote Cosa è successo tra tuo padre e mia madre, diretto dal maestro Wilder con Jack Lemmon e Juliet Mills, girato a Ischia, un film divertente e graffiante, Ma il nostro cinema presenta opere prime che avranno buon successo alla loro uscita e che nel futuro diverranno oggetto di culto; sono Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci, ottimo thriller con Florinda Bolkan, Barbara Bouchet e Marc Porel, Alfredo, Alfredo di Pietro Germi, non riuscitissimo film con Hoffman e con la Sandrelli, pure diventato un grosso successo di pubblico, Milano calibro 9 di Fernando Di Leo, ottimo lavoro tratto da un romanzo noir di Scerbanenco, teso e asciutto, un film destinato in futuro a subire una grossa rivalutazione da parte della critica miope.

Getaway
Getaway

Uno dei film di maggior successo della stagione è di Mariano Laurenti, Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda, un decamerotico non privo di stile e di battute divertenti; nel film ci sono bellezze come la Fenech e la Schubert, mentre quel titolo così ammiccante richiama ovviamente un gran numero di spettatori. Pasolini, dopo il grandissimo successo di Decameron, continua la sua personale trilogia della vita con I racconti di Canterbury, liberamente tratto dai racconti di Caucher. Il film non può dirsi riuscito, perchè la personale visione di Pasolini del mondo medioevale mal si coniuga con le novelle di Caucher, intrise fino alle ossa del tipico humour inglese, così distante dal nostro.

Mimi metallurgico
Mimi metallurgico ferito nell’onore

Un regista destinato a diventare uno dei più importanti nel futuro si impone con un film drammatico dalle tinte molto cupe: America 1929 – Sterminateli senza pietà, di Martin Scorsese, racconta gli anni della grande depressione americana attraverso le vite di vagabondi e prostitute. Ancora due registi italiani impongono la loro classe attrverso due opere molto diverse, ma dal sapore ironico e amaro. Sono Luigi Comencini con Lo scopone scientifico, storia amarissima di un’impari lotta tra una coppia proletaria e una formata da una ricca signora americana con il suo segretario. Il finale è nello stile di Comencini, non lascia speranze; tutto passa attraverso le grandi interpretazioni di Joseph Cotten, Alberto Sordi, Bette Davis, Silvana Mangano. Alla fine del film si esce consapevoli di aver visto dei pezzi di recitazione senza uguali nella storia del cinema,

Aguirre furore di dio
Aguirre furore di dio

L’altro film è La più bella serata della mia vita, commedia all’italiana ancora una volta dissacrante e amarissima. Scola disegna un personaggio, quello costruito attorno a Alberto Sordi, che sembra incarnare tutti i vizi e le poche virtù degli italiani. Sordi, un esportatore di valuta, viene giudicato e condannato a morte da 4 giudici in pensione, che riescono a dimostrare come l’uomo abbia fatto tante di quelle malefatte da non meritare alcun perdono. Sembra, all’indomani, tutto uno scherzo, ma il finale è tragico. Florestano Vancini rivisita una delle pagine nere della storia d’Italia dell’unificazione con Bronte – Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato, costruito attorno alla rivolta della cittadina siciliana stroncata nel sngue da Bixio e dai suoi garibldini.

Cosa è successo tra tuo padre e mia madre
Cosa è successo tra tuo padre e mia madre

Roman Polanski presenta Che?, surreale commedia oggi assolutamente inguardabile e degna di menzione solo per la rpesenza di Mastroianni; poichè siamo negli anni d’oro del cinema di denuncia, ecco arrivare anche un atto d’accusa contro il giornalismo rampante. Lo firma Bellocchio, che con Sbatti il mostro in prima pagina offre al grande Volontè la possibilità di interpretare uno dei ruoli più convincenti della sua cariera, quello di un giornalista che si batte per far assolvere il solito mostro che in realtà è stato creato dai media. Opere minori, ma gustose, sono Una cavalla tutta nuda, di Franco Rossetti e Fiorina la vacca di Vittorio De Sisti;

Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda
Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda

il filone è quello decamerotico, ma in queste due pellicole c’è quantomeno uno sforzo creativo e sopratutto gag all’altezza. Quattro grandi del cinema americano presentano opera di ottimo livello, anche se non memorabili. Sono, nell’ordine Sam Peckinpah che presenta L’ultimo buscadero, Sidney Lumet con Rapina record a New York, Peter Bogdanovich con Ma papa ti manda sola, esilarante commedia interpretata da Barbra Streisand e John Houston con L’uomo dai sette capestri

America 1929
America 1929 – Sterminateli senza pietà

Un’altra edizione passata dal piccolo al grande schermo è Diario di un maestro, ottimo successo in tv presentato da Vittorio De Seta, caratterizzato dalla performance di Bruno Cirino, un maestro che saprà coinvolgere i suoi studenti e che riuscirà a far amare loro la scuola semplicemente raccontandola e vivendola in modo diverso. Il film si rivela un’opera onesta e coraggiosa sul mondo della scuola, e rimarrà la cosa migliore dedicata al tormentato mondo dell’insegnamento. Scorrendo quà e là i titoli usciti nel 1972, ci imbattiamo in opere che hanno avuto alterna fortuna, sia come critica sia come pubblico; è il caso di Quante volte… quella notte di Mario Bava, brutta opera del maestro ligure, nel cult L’ultima casa a sinistra di Wes Craven, truculento thriller sulla vicenda di due evasi che finiscono per trovare rifugio proprio nella casa di una delle due vittime per cui erano finiti in carcere, e che subiranno la giusta punizione dal padre di una delle ragazze,

Che
Sidney Rome in Che? di Roman Polanski

ancora La cagna, di Marco Ferreri, in cui il caustico regista denuncia questa volta la solitudine dell’uomo nella civiltà dei consumi, con due grandi interpreti come Catherine Deneuve e Marcello Mastroianni; Barbablù di Dmytryck, brutta riedizione della vicenda narrata da Perrault, nonostante uno splendido cast che include Burton, Agostina Belli e Marilu Tolo. Segnalo anche l’ottimo Nessuna pietà per Ulzana di Robert Aldrich, un western che rilancia il genere ormai quasi agonizzante, anche se il film ha rimandi alla vicenda del Vitenam, che ormai stava arrivando all’epilogo.

Fat city, città amara
Fat city, città amara

Messia selvaggio
Helen Mirren in Messia selvaggio

Degni di menzione anche Il maestro e Margherita, diretto da Aleksandar Petrovic con Ugo Tognazzi e Mimsy Farmer, tratto dall’omonimo romanzo di Bulgakov, Il clan dei marsigliesi, di Josè Giovanni con Jean-Paul Belmondo, Claudia Cardinale, Michel Constantin, una flic story dignitosa; i thriller italiani Cosa avete fatto a Solange? di Dallamano, molto bello e ben congegnato e La dama rossa uccide sette volte di Emilio Miraglia, anch’esso meritevole di menzione. Lucio Fulci presenta All’onorevole piacciono le donne, la grottesca storia di un onorevole che finisce per diventare presidente della repubblica nonostante abbia scoperto il fascino muliebre, Città amara – Fat City di John Houston, uscito a fine anno e quindi da includere nei film del 1973.

La cagna
Catherine Deneuve in La cagna

Cosa avete fatto a Solange
Cosa avete fatto a Solange

Ultime segnalazioni per il cartoon erotico Fritz il gatto, basato sulle vicende spinte di un gatto assolutamente irresistibile, Messia selvaggio di Ken Russell, opera difficile e discontinua. Un anno pieno di ottimi lavori, con il cinema prepotentemente presente tra gli hobby della gente, che riempie le sale e si appassiona a tutti i generi proposti. L’età dell’oro continua quindi, nonostante ormai si sia agli esordi di una crisi economica e sociale che ben presto travolgerà tutto e da cui anche il cinema uscirà completamente trasformato

Cabaret
Liza Minnelli in Cabaret

Lo scopone scientifico
Lo scopone scientifico

Bronte, cronaca di un massacro
Bronte, cronaca di un massacro

Sbatti il mostro in prima pagina
Sbatti il mostro in prima pagina

Una cavalla tutta nuda
Una cavalla tutta nuda

Barbablu
Barbablu

1972 banner oscar

Il padrino (Miglior film)
Bob Fosse (Miglior regia per Cabaret)
Marlon Brando (Miglior attore per Il padrino)
Liza Minnelli (Miglior attrice per Cabaret)
Joel Grey (Miglior attore non protagonista per Cabaret)
Eileen Heckart (Miglior attrice non protagonista per Le farfalle sono libere)
Il candidato (Miglior sceneggiatura originale)
Il padrino (Miglior sceneggiatura non originale)
Cabaret (Miglior fotografia)
Cabaret (Miglior adattamento musicale)
Le farfalle sono libere (Miglior colonna sonora originale)
Luci della ribalta (Miglior colonna sonora originale)
L’avventura del Poseidon (Miglior canzone)
Cabaret (Miglior scenografia)
In viaggio con la zia (Migliori costumi)
Cabaret (Miglior montaggio)
Cabaret (Miglior suono)
L’avventura del Poseidon (Migliori effetti speciali)
Il fascino discreto della borghesia (Miglior film straniero)

1972 banner palma d'0ro

Il caso Mattei (Gran premio al miglior film)
La classe operaia va in paradiso (Gran premio al miglior film)
Miklós Jancsó (Miglior regia per Salmo rosso)
George Roy Hill (Premio speciale per Mattatoio 5)
Solaris (Premio speciale della giuria)
Jean Yanne (Miglior attore per L’amante giovane)
Susannah York (Miglior attrice per Images)

1972 banner david

Franco Zeffirelli (Miglior regia per Fratello sole, sorella luna)
Sergio Leone (Miglior regia per Giù la testa)
Alberto Sordi (Miglior attore per Detenuto in attesa di giudizio)
Giancarlo Giannini
(Miglior attore per Mimì metallurgico ferito nell’onore)
Claudia Cardinale (Miglior attrice per Bello onesto emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata)
Glenda Jackson (Miglior attrice straniera per Maria Stuarda, regina di Scozia)
Vanessa Redgrave (Miglior attrice straniera per Maria Stuarda, regina di Scozia)
John Schlesinger (Miglior film straniero per Domenica, maledetta domenica)

1972 banner orso

Pier Paolo Pasolini (Orso d’oro per I racconti di Canterbury)
Arthur Hiller (Orso d’argento per Anche i dottori ce l’hanno)
Jean-Pierre Blanc (Miglior regia per La tardona)
Alberto Sordi (Miglior attore per Detenuto in attesa di giudizio)
Elizabeth Taylor (Miglior attrice per Una faccia di c…)

dicembre 13, 2009 Posted by | Box office | | Lascia un commento

Summer lovers

Summer lovers locandine

Cosa succede a due americani giovani e belli che si recano in vacanza nella meravigliosa isola di Mykonos in Grecia?
Accade di divertirsi, come è ovvio che sia, di fare meravigliosi bagni, di sguazzare tra le onde e infine di incontrare una bella e affascinante archeologa, Lina,  anche lei giovane, of course.
Accade anche che Michael e Cathy, i due giovani, trovino il tempo, che ovviamente non manca, per instaurare il classico triangolo lui-lei-lei , con piena soddisfazione di tutti, sopratutto, com’è ovvio di lui.

Summer lovers 1

Summer lovers 3

Il tutto condito da splendide immagini della greca Mykonos, popolata di giovani nudisti goderecci e disinibiti, da musiche che spaziano dal tema omonimo di Micahel Sembello, Summer lovers (lui è quello di Flashdance), passando per Johnny and Mary di Tina Turner, Take me down the ocean di Elton John, Hard to say i’ sorry dei Chicago, Paly to win degli Heaven 17.

Summer lovers 2

Summer lovers 4

Tutto qui?
Direi proprio di si.
A parte la gran mole di nudità, peraltro poco morbose, esposte come sono in un ambiente assolutamente incontaminato come quello di Mykonos, il film sembra una rivisitazione in chiave leggera delle commedie adolescenziali americane, mutuate in parte da film  come Paradise e Laguna blu, sfrondate anche di quel poco di drammaticità che quei film avevano.

Summer lovers 5

Summer lovers 6

Tutto quello che resta è una sfilata di corpi, perlomeno gradevoli, Così fanno un figurone la giovane Daryl Hannah e l’altra protagonista, Valerie Quienessen; intendiamoci, un figurone meramente fisico, visto che la recitazione passa in secondo ordine.
Peter Gallagher si impegna al meglio nel mostrare il suo sorriso a dentatura completa e smagliante, ma non va oltre. Appare anche imbarazzato nelle scene in cui è lui a doversi mostrare nudo.
Un film che dovrebbe passare come un documentario prodotto dall’ente greco per lo sviluppo al turismo: i giovani con sacco a pelo sulle spalle, nudi come bruchi intenti a fare conquiste o a divertirsi un mondo a sguazzare tra le acque blu del mar Egeo sono sicuramente una promozione straordinaria per le bellezze locali.

Summer lovers 7

Detto questo, meglio stendere un velo pietoso su quello che in teoria il film voleva dire, o forse che si proponeva di dire. La storia è insulsa,  di certo non può rappresentare uno spaccato generazionale. mancano sia la profondità dei personaggi, che uno straccio di trama che porti i personaggi fuori dai loro sorrisi e dall’estetica del corpo.
Quindi, alla fine, ci si chiede perchè mai si sia scelto di vedere un film così vuoto e inutile.

Summer lovers 8

Poichè la risposta non c’è, ci si accontenta quanto meno della location, della visione di un mare blu cobalto e di qualche seno e sedere esposto una volta tanto senza cellulite e grassi vari.
Summer lovers, un film di Randal Kleiser. Con Daryl Hannah, Peter Callagher, Valerie Quennessen Commedia,  durata 98 min. – USA  1982.

Summer lovers banner gallery

Summer lovers 9

Summer lovers 10

Summer lovers 11

Summer lovers 12

Summer lovers 13

Summer lovers 14

Summer lovers 15

Summer lovers banner protagonisti

Peter Gallagher …. Michael Pappas
Daryl Hannah …. Cathy Featherstone
Valerie Quennessen …. Lina
Barbara Rush …. Jean Featherstone
Carole Cook …. Barbara Foster
Hans Van Tongeren …. Jan Tolin
Lydia Lenossi …. Aspa
Vladimiros Kiriakos …. Yorghos
Carlos Rodriguez Ramos …. Cosmo
Rika Dialina …. Monica
Andreas Filippidis …. Andreas
Peter Pye …. Joe Saunders
Janis Benjamin …. Trish Saunders
Victor T. Salant …. John
Brigitte Perbandt …. Anna
Steven Fazekas …. Bob
Jane Moder …. Jane
Richard Montgomery …. Boy at Camp Fire
Ann Coleman …. French Girl on Yacht
Francois Manceaux …. Archeologist
Marilyn Giardino …. Woman at Hotel
Stavros Kaplandis …. Desk Clerk

Summer lovers locandina sound

Summer lovers locandina 2

Summer lovers locandina 1

Summer lovers lc.7

Summer lovers lc.6

Summer lovers lc.5

Summer lovers lc.4

Summer lovers lc.3

Summer lovers lc.2

Summer lovers lc.1

dicembre 11, 2009 Posted by | Commedia | , , , | Lascia un commento

L’uomo che uccideva a sangue freddo

L'uomo che uccideva a sangue freddo locandina

Nella clinica del dottor Deviliers convergono una serie di personaggi legati al mondo dell’alta finanza, manager, donne dell’alta borghesia, alla ricerca di una terapia del benessere, che il dottor Deviliers ha esclusivamente creato e introdotto in una clinica bellissima, a due passi dal mare. Tra i clienti della farm c’è anche Hélène Masson, una manager stressata, reduce da problemi sentimentali e di lavoro.

L'uomo che uccideva a sangue freddo 1

L'uomo che uccideva a sangue freddo 2

L’interno della clinica è lussuoso, i pazienti vengono trattati con i guanti bianchi; e stranamente a nessuno viene in mente di chiedersi in cosa consista la terapia del dottor Deviliers. Tutti si limitano ad assaporare i benefici della cura stessa: ma all’interno della clinica iniziano a verificarsi fatti strani, come l’apparente suicidio di un amico di Helene, un uomo d’affari gay in pesante crisi finanziaria.

L'uomo che uccideva a sangue freddo 3

L'uomo che uccideva a sangue freddo 4

Al tempo stesso i numerosi inservienti sud americani della clinica accusano strani malori, mentre alcuni di loro scompaiono misteriosamente. Helene, che intreccia una relazione con Deviliers, inizia a sospettare che dietro la miracolosa terapia ci sia qualcosa di poco chiaro: così scopre che il dottore stesso non utilizza conigli o pecore per procurarsi il sangue di cui ha bisogno per la terapia, bensi il sangue degli inservienti.

L'uomo che uccideva a sangue freddo 5

Il diabolico dottore non utilizza solo sangue, ma anche parti di corpo; così Helene, dopo aver inutilmente tentato di mettere sull’avviso gli altri ospiti della clinica, si vede anzi minacciata dagli stessi, che non vogliono assolutamente perdere i benefici ricavati dalla cura stessa. Helene, in un drammatico finale, riesce ad uccidere il diabolico dottore, ma la cosa si trasformerà in un boomerang, per lei. Arrestata, non le viene riconosciuta la legittima difesa, perchè l’inquirente era anche lui tra i clienti della clinica.

Noir d’atmosfera, L’Uomo che uccideva a sangue freddo (Traitement De Choc) è un bel film molto curato, sopratutto nei dialoghi e nei dettagli. Elegante sopratutto nella confezione, aiutato dalle buone prove dei protagonisti, Annie Girardot, in una parte piuttosto scabrosa, che include diversi nudi integrali e Alain Delon, il dottor Deviliers, anche lui alle prese con una inedita scena di nudo in campo lungo, mentre corre sulla spiaggia per aggregarsi ai pazienti della sua clinica che stanno facendo il bagno nudi in mare.

L'uomo che uccideva a sangue freddo 6

L'uomo che uccideva a sangue freddo 7

L'uomo che uccideva a sangue freddo 8

Ben congegnato, con un ritmo adeguato, L’uomo che uccideva a sangue freddo è diretto da Alain Jessua, regista francese non molto conosciuto, assistente però di grandi registi come Ophuls e Carnè, e autore tra l’altro di Jeu de massacre.

L’ uomo che uccideva a sangue freddo,un film di Alain Jessua. Con Alain Delon, Annie Girardot, Robert Hirsch, Michel Duchaussoy, Jean-François Calvé, Jeanne Colletin, Robert Party.
Jean Rouquet, Roger Muni, Anne-Marie Deschott, Jurandir Craveiro, Salvino Di Pietra, Anna Gaylor, Jean Levrans, Joao Pareira Lopez, Jacques Pisias, Jean Raynal, Guy Saint-Jean
Titolo originale Traitement de choc. Drammatico, durata 88 min. – Francia, Italia 1972.

001 A banner Gallery generico

L'uomo che uccideva a sangue freddo 9

L'uomo che uccideva a sangue freddo 10

L'uomo che uccideva a sangue freddo 11

L'uomo che uccideva a sangue freddo 12

L'uomo che uccideva a sangue freddo 13

L'uomo che uccideva a sangue freddo 14

L'uomo che uccideva a sangue freddo 15

001 A banner Personaggi generico

Annie Girardot: Hélène Masson
Alain Delon: Dottor Devilars
Michel Duchaussoy: Dottor Bernard
Robert Hirsch: Jérôme Savignat
Jeanne Colletin: Camille Giovanelli
Jean-François Calvé: René Gassin
Gabriel Cattand: procuratore De Boissière
Robert Party: colonnello de Riberolles
Jean Roquel: Marcel Lussac
Roger Muni: Paul Giovanelli
Lucienne Legrand: Lise de Riberolle
Anne-Marie Deschodt: Henriette Lussac
Jean Leuvrais: il commissario
Anna Gaylor: Denise
João Pereira Lopez : João
Jurandin Craveiro: Manoel

001 A banner Cast generico
Regia Alain Jessua
Sceneggiatura Alain Jessua, Roger Curel
Produttore Raymond Danon, Jacques Dorfmann
Fotografia Jacques Robin
Montaggio Hélène Plemiannikov

001 A banner Locandine generico

L'uomo che uccideva a sangue freddo locandina 1

L'uomo che uccideva a sangue freddo lc 1

L'uomo che uccideva a sangue freddo foto 4

L'uomo che uccideva a sangue freddo foto 3

L'uomo che uccideva a sangue freddo foto 2

L'uomo che uccideva a sangue freddo foto 1

L'uomo che uccideva a sangue freddo locandina sound

dicembre 10, 2009 Posted by | Drammatico | , , , | 4 commenti

L’indomabile Angelica

L’indomabile Angelica locandina

Abbiamo lasciato Angelica De Plessis Belliere, ora Angelica De Peyrac, in fuga dalla corte di Francia, dopo il tentativo di omicidio nei suoi confronti ma sopratutto dopo la scoperta che il suo amato marito, Geoffrey, non è morto, ma è riuscito a scappare. Con l’aiuto del fido Savarys, Angelica carica una carrozza e parte a spron battuto verso la costa, diretta ad una costruzione a strapiombo sul mare che dovrebbe essere il rifugio del marito.

L’indomabile Angelica 1

Qui trova invece il fratello della sua mortale nemica, il duca De Vivonne, che è soprintendente alle galere del Re; con il ricatto, Angelica ottiene di farsi trasportare, con savarys, abordo della nave, per battere i porti del Mediterraneo e ritrovare finalmente De Peyrac. Il duca è alla ricerca di un pirata tristemente famoso, della cui identità nessuno sa nulla, chiamato semplicemente Il Rescator.

L’indomabile Angelica 3

Il destino ancora una volta gioca un brutto scherzo ad Angelica; la nave sulla quale viaggia viene attaccata proprio dal Rescator, che in realtà altro non è che Geoffrey De Peyrac. La nave ammiraglia viene affondata, e mentre Savarys viene raccolto morente dagli uomini di Peyrac, Angelica sopravvissuta miracolosamente aggrappata a dei relitti, viene recuperata da una nave pirata, comandata da un nobile rinnegato, Mathieu Marchese d’Escrainville. Ma il salvataggio ad opera dell’uomo si rivela ben presto una caduta dlla padella nella brace; l’uomo, che odia le donne, ben presto tratta Angelica come una sua schiava, arrivando a darla in pasto ai galeotti della nave, dai quali la donna si salva solo per l’intervento di un marinaio che ne comprende il valore economico una volta venduta come schiava.

L’indomabile Angelica 4

L’indomabile Angelica 2

La nave del rinnegato incrocia quella di De Peyrac, che sale a bordo; ma il marchese pirata non racconta a De Peyrac di aver raccolto Angelica in mare, così ancora una volta Angelica arriva ad un passo da suo marito, ma deve separarsene. Condotta a Atangeri per essere venduta come schiava, Angelica viene esposta nel mercato in cui tutti i ricchi vanno ad acquistare gli schiavi: durante un’asta in cui si arriva all’esorbitante somma di 200.000 zecchini, la donna viene aggiudicata ad un misterioso compratore.

L’indomabile Angelica 5

L’uomo non è altri che Geoffrey De Peyrac, che paga 500.000 zecchini per riavere sua moglie. I due sono finalmente ricongiunti
Ma ancora una volta la bellezza di Angelica è fonte di guai: la donna viene rapita sotto gli occhi del marito……..
Siamo nel 1967, e il nuovo capitolo della saga di Angelica viene accolto bene, ma ormai la serie inizia a mostrare evidenti segni di stanchezza.

L’indomabile Angelica 6

La bella Mercier ci mette tutto il suo impegno, ma appare chiaro che l’attrice, che pur lavora in altre produzioni, inizia ad essere stufa di essere identificata con la Marchesa degli Angeli; è lo stesso destino che subi la bella Romy Schneider, che il pubblico identificò per molti anni con il personaggio di Sissi.

L’indomabile Angelica 7

Il film, quasi interamente girato in mare, a bordo di una nave, ha comunque un suo ritmo, si lascia guardare, anche se icuramente è il meno interessante di tutta la serie; come già detto, le continue vicissitudini di Angelica alla fine creano un effetto abitudine e la conseguente dissaffezione del pubblico, che comunque gremì le sale per vederlo, anche se in quantità minore rispetto al previsto. Da segnalare la buona prova di Roger Pigaut, il mefistofelico pirata poco gentiluomo, mentre dalla saga scompare Savary, interpretato da Pasquale Martino.

L’indomabile Angelica 8

L’indomabile Angelica 9

L’indomabile Angelica, un film di Bernard Borderie. Con Ettore Manni, Robert Hossein, Roger Pigaut, Michèlle Mercier,Mino Doro, Paul Müller, Mimmo Poli, Arturo Dominici, Sieghardt Rupp, Paolo Giusti, Gianni Solaro
Titolo originale L’indomptable Angélique. Avventura, durata 95 min. – Francia 1967.

L’indomabile Angelica 10

L’indomabile Angelica 11

L’indomabile Angelica 12

L’indomabile Angelica 13

L’indomabile Angelica 14

L’indomabile Angelica 15

L’indomabile Angelica 16

Michèle Mercier …     Angélica de Peyrac
Robert Hossein …     Jeoffrey de Peyrac
Roger Pigaut …     Il Marchese d’Escrainville, Mathieu il pirata
Christian Rode …     Il Duca de Vivonne
Ettore Manni …     Jason
Bruno Dietrich …     Coriano
Pasquale Martino Savary
Sieghardt Rupp …     Millerand

Regia:     Bernard Borderie
Soggetto:     Anne Golon & Serge Golon
Sceneggiatura:     Bernard Borderie, Francis Cosne, Pascal Jardin e Louis Agotay
Produttore:     François Chavane e Francis Cosne
Casa di produzione:     Films Borderie
Fotografia:     Henri Persin
Montaggio:     Christian Gaudin
Musiche:     Michel Magne
Scenografia:     Robert Giordani
Costumi:     Rosine Delamare e Maria Nasalli Rocca

Banner incipit romanzi

La carrozza del signor Desgrez, commissario aggiunto di polizia, oltrepassò il portone della sua abitazione e svoltò lentamente, sussultando sui grossi ciottoli di via della Commanderie, nel quartiere di Saint-Germain. Era un veicolo non lussuoso ma solido, in legno scuro lavorato, con guarnizioni d’oro alle tendine degli sportelli, spesso abbassate, due cavalli pomellati, un cocchiere, un valletto: la tipica vettura di un magistrato che si è fatto un nome, insomma, più ricco di quanto voglia apparire, e al quale il vicinato rimprovera solo di non essersi sposato.

L’indomabile Angelica foto 1

L’indomabile Angelica foto 2

L’indomabile Angelica foto 3

L’indomabile Angelica foto 4

L’indomabile Angelica foto 5

L’indomabile Angelica foto 6

L’indomabile Angelica foto 7

L’indomabile Angelica lc1

L’indomabile Angelica locandina 1

L’indomabile Angelica locandina 2


dicembre 9, 2009 Posted by | Avventura | , , | Lascia un commento

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno

Nonostante abbia un’età ormai matura, il Conte Federico è afflitto da più problemi, il principale dei quali è l’affetto smoderato che la madre, l’anziana contessa Mafalda nutre nei suoi confronti. La donna, rimasta vedova, vive nella grande tenuta di famiglia con Didino (il soprannome del povero Federico), accudita da due anziani servitori, Driade e Anchise, sorella e fratello che devono sottostare alle bizzarrie della donna.

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno 6
Orchidea de Santis , Jolanda, l’amica d’infanzia

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno 9
Paolo Villaggio ,Conte Fernando , Didino

Nella villa arriva ogni tanto anche lo zio di Fernando, Alberto, che aumenta la confusione dell’uomo sentenziando che è omosessuale. Didino è complessato anche nei rapporti con le donne; vive circondato da immagini porno, acquista delle bambole gonfiabili e sopratutto scatta foto sexy ogni qual volta se ne presenti l’occasione, come nel caso del matrimonio della ua amica di infanzia Jolanda, che da tempo gli fa il filo. E’ proprio al matrimonio di Jolanda che Fernando scatta, nascosto sotto una grata, foto alle donne che passano sopra di lui. I suoi tentativi di approccio con l’altro sesso sono disastrosi, come quello con una prostituta che alla fine si convince che Federico altro non sia che un depravato.

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno 10

Lila Kedrova, la Contessa Mafalda

Le cose cambiano quando muore accidentalmente Driade; a servizio della contessa arriva una giovane bella ma claudicante, Angela: Fernando inizia a corteggiarla, facendole piccoli regali, e la ragazza mostra ben presto di gradire le attenzioni. Nonostante tutto Fernando continua ad avere un rapporto problematico con l’altro sesso: un giorno, appartatosi con Jolanda, viene visto da Angela in intimità con la neo sposa, e fugge disperato, finendo nelle mani di una coppia di gay che tenta di fargli la festa.

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno 15

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno 4

Eleonora Giorgi, Angela

L’affetto per Angela cresce, tanto che l’uomo arriva a regalarle un prezioso smeraldo che appartiene alla madre: la donna, resasi conto della relazione che sta iniziando tra i due, caccia la domestica di casa. Ma Fernando è davvero innamorato di Angela, e per una volta decide di agire di testa sua. Nel giorno del compleanno della Contessa, subito dopo aver soffiato sulle candeline della torta, la stessa Matilde rovescia addosso al figlio la torta. Con la scusa di fargli l’ultimo bagno, la Contessa lo affoga. Angela, che è giù ad attendere in cortile l’arrivo di Fernando, vede uscire dalla finestra un nugolo di bolle di sapone.

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno 14

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno 13

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno è una commedia agro-dolce, forse più agra, come nello stile del regista, Luciano Salce. Che inizia con questo film la collaborazione con Paolo Villaggio, il Fernando del film; una collaborazione ben riuscita, che continuerà l’anno successivo con lo straordinario successo di Fantozzi. Il ruolo di Angela è coperto dalla bella Eleonora Giorgi, costretta a claudicare per tutto il film; un ruolo anche scabroso il suo, con numerosi nudi. Bravissima   Lila Kedrova, la Contessa Mafalda, tiranna del suo figliolo Fernando, che tratta come un bambino delle elementari, rimproverandolo continuamente arrivando a vestirlo da marinaretto.

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno 1

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno 2

Piccola parte per Orchidea De Santis, che svolge con la consueta bravura; l’attrice interpreta il ruolo di Yolanda, amica d’infanzia di Fernando, che qualche voce maligna giudica, durante la festa del matrimonio, una ninfomane. Splendida l’interpretazione di Antonino Faà di Bruno nei panni dello zio Alberto, affetto da un tic terrificante, responsabile anche lui dei molti problemi che Federico evidenzia
Una commedia amara, nel consueto stile di Salce, in cui le negatività dei personaggi hanno sempre la meglio sulle doti positive.

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno 3

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno, un film di Luciano Salce. Con Paolo Villaggio, Lila Kedrova, Eleonora Giorgi, Antonino Faa Di Bruno, Orchidea De Santis, Renato Chiantoni, Vittorio Fanfoni, Carla Mancini, Enzo Spitaleri
Commedia, durata 105 min. – Italia 1974.

Alla mia cara mamma banner gallery

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno 5

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno 7

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno 8

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno 11

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno 12

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno 1

Alla mia cara mamma banner protagonisti

Paolo Villaggio …     Conte Fernando , Didino
Lila Kedrova …     Contessa Mafalda
Eleonora Giorgi …     Angela
Antonino Faa Di Bruno …     Zio Alberto
Renato Chiantoni …     Anchise, domestico
Orchidea de Santis …     Jolanda, la Sposa
Guido Cerniglia …     Gianluca , amico di Federico
Carmine Ferrara …     Andrea
Enzo Spitaleri …     Fernando, lo Sposo
Jimmy il Fenomeno …     Peppe
Vera Drudi …     Driade, domestica

Alla mia cara mamma banner cast

Regia:     Luciano Salce
Soggetto:     Luciano Salce, Massimo Franciosa, Sergio Corbucci
Sceneggiatura:    Luciano Salce, Massimo Franciosa, Sergio Corbucci
Casa di produzione:     Rusconi
Distribuzione (Italia):     CIC
Fotografia:     Erico Menczer
Montaggio:     Amedeo Salfa
Musiche:     Franco Micalizzi

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno flano

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno locandina

dicembre 7, 2009 Posted by | Drammatico | , , , | 4 commenti

Malabimba

Malabimba locandina

Uno spirito vendicativo, una famiglia poco raccomandabile, in cui tutti i componenti hanno qualcosa di morboso da nascondere, un pizzico di sesso ( eufemismo, perchè di sesso ne vedremo a profusione), poco sangue.
Malabimba è il precursore di un mini genere che includerà pellicole molto scadenti, come La bimba di satana, che sarà un remake virtuale di questo film, o Patrick vive ancora, altro scadente film dedicato a spiriti e forze diaboliche.
Sono i classici ingredienti che mescola Andrea Bianchi in questo Malabimba ( The Malicious Whore ), un film che mescola anche qualche elemento gotico, almeno come ambientazione a qualche elemento horror, rimasto solo nelle intenzioni, visto che di horrorifico c’è solo la scena invero disgustosa della fellatio praticata da Bimba ,ormai posseduta, al vecchio zio paralitico.

Malabimba 15

Malabimba 14

Mariangela Giordano è Suor Sofia

La trama si dipana attraverso lo spirito di Lucrezia, una donna vissuta nel castello dove vive l’attuale famiglia proprietaria dello stesso, che, evocata durante una seduta spiritica peraltro abbastanza comica e scombinata, si impadronisce dello spirito della giovane Bimba. da quel momento un’ondata di lussuria sconvolge le vite degli occupanti del castello. La stessa Bimba inizia a cambiare voce, a comportarsi in modo sguaiato e sessualmente provocatorio; sua zia Nais seduce il padre di Bimba e via dicendo.

Malabimba 6

Malabimba 7

Nelle due foto: Patricia Webley è Nais

Non è immune dall’atmosfera malsana della casa nemmeno una religiosa, suor Sofia, educatrice dell’adolescente Bimba, che avverte l’oscura presenza di un’entità diabolica. Così, tra un accoppiamento innaturale tra cognati, sguardi maliziosi e gambe aperte in maniera inequivocabile, si arriva al culmine delle manifestazioni possessive, con Bimba che arriva a far morire d’infarto il suo anziano zio paralitico praticandogli una fellatio che almeno lo farà morire contento. In ultimo, Bimba indurrà al peccato anche la povera suor Sofia, costringendola ad un innaturale rapporto lesbico; suor Sofia, capita l’antifona, decide di liberare la casa dallo spirito malvagio facendosi “prendere” dallo stesso. Poi, salita sul punto più alto del castello, si getta nel vuoto. Bimba ora è libera.

Malabimba 13

Malabimba 12

Un pò Esorcista, almeno nelle intenzioni, un po pecoreccio, come testimoniato dai numerosi accoppiamenti che si susseguono durante il film, con protagonista la procace Patricia Webley, la famigerata Nais del film, Malabimba dopo un inizio dignitoso, con la solita famiglia italiana che vive nel solito castello diroccato (Balsorano,bellissimo, tra l’altro), scade ben presto nel già visto e nell’erotico più spinto. Chi ha avuto la possibilità di vedere la versione uncut per il mercato straniero ed è affetto da incontrollabile smania voyeuristica, troverà di che consolarsi. Le scene di sesso spinto abbondano, anche se va detto che non vedono coinvolte nè Mariangela Giordano e nemmeno Patricia Webley, chiaramente doppiate negli inserti hard che furono girati ad esclusivo vantaggio del mercato estero.

Malabimba 11

Malabimba 10

Un film sicuramente brutto e inutile, proprio per la preponderante presenza di erotismo a scapito della narrazione, che poteva sicuramente avviarsi su ben altri binari. Il mestiere di andrea Bianchi c’è ed è indiscutibile: tuttavia non basta a risollevare di nulla un film confuso e anche noioso, oltre che involontariamente comico in alcuni passaggi.

Malabimba, un film di Andrea Bianchi, con   Enzo Fisichella, Katell Laennec, Patricia Webley, Pupita Lea, Elisa Mainardi, Giuseppe Marrocu, Mariangela Giordano– Italia  1979

La bimba di Satana banner gallery

 

Malabimba 9

Malabimba 8

Malabimba 5

Malabimba 4

Malabimba 3

Malabimba 2

Malabimba 1

La bimba di Satana banner personaggi

Katell Laennec     …     Daniela Karoli
Patrizia Webley    …     Nais
Enzo Fisichella    …     Andrea
Giuseppe Marrocco    …     Fratello di Andrea
Elisa Mainardi    …     La Medium
Giancarlo Del Duca    …     Giorgio
Pupita Lea    …     Madre di Andrea
Mariangela Giordano    …     Suor Sofia

La bimba di Satana banner cast

Regia Andrew White
Sceneggiatura Piero Regnoli
Produttore Gabriele Crisanti
Casa di produzione Filmarte
Fotografia Franco Villa
Musiche Elsio Mancuso, Berto Pisano
Scenografia Giovanni Fratalocchi
Trucco Mauro Gavazzi

dicembre 5, 2009 Posted by | Erotico | , , | 2 commenti

Alucarda

Alucarda locandina

In un convento messicano, che funziona anche da orfanotrofio, vive la giovanissima Alucarda, che ha passato tutta la vita nel convento, senza dare particolari problemi. E’ arrivata nel convento dopo che una giovane signora l’ha data alla luce e consegnata nelle mani di una decrepita zingara. Subito dopo il gesto, una entità diabolica uccide la donna.
Quindici anni dopo nel convento arriva un’altra giovane, Justine; anch’essa è un’orfana

Alucarda 14

Tra le due, oltre all’amicizia, nasce anche qualcosa di più profondo; un giorno, mentre giocano nella foresta accanto al convento, si imbattono in un carro di zingari, a capo del quale c’è uno stranissimo gitano, che sembra essere al corrente di alcuni particolari della vita di Alucarda;l’uomo fa un gesto all’apparenza innocente. regala alle due ragazze un cofanetto; Alucarda e Justine vanno ad aprirlo proprio vicino in un cimitero.

Alucarda 10

Alucarda 2

Sul posto c’è una sepoltura che attira l’attenzione di Alucarda. Infatti la donna è morta proprio nell’anno in cui è nata la ragazza; senza sapere che si tratta della madre, Alucarda apre la bara. Da quel momento un’entità diabolica si impossessa di loro; appena rientrata in convento, Alucarda mostra i segni evidenti di una possessione diabolica. tanto che dopo una serie di avvenimenti funesti, Il dottor Oszek, che opera nel convento, visita le ragazze e notando gli strani segni sui corpi delle ragazze, informa della cosa il padre superiore, padre Lazaro. Che si rende conto ben presto della presenza di una entità diabolica che si è impossessata delle ragazze. Effettua un esorcismo, durante il quale Justine muore. Da quel momento gli eventi precipitano….

Alucarda 12

Alucarda 15

Questa in sintesi è la trama di Alucarda,la hija de las tinieblas, originalissimo horror con forti connotazioni sia vampiresche che demoniache, girato da Juan López Moctezuma nel 1975, ma uscito nelle sale nel 1978 per una serie di eventi. Il film esce dopo il successo planetario di L’esorcista, ma all’inizio il pubblico sembra snobbare la pellicola. Eppure temi come la possessione demoniaca, il satanismo, l’esorcismo, corredato da forti scene con connotazioni sessuali anche spinte, il sangue e la furia omicida che si scatena nel convento erano, all’epoca, temi molto suggestivi per il pubblico.

Alucarda 13

Il film di Moctezuma si caratterizza principalmente per la suggestiva fotografia, ma anche per il complesso equilibrio narrativo/effettistico, portato avanti con abilità indubbia.
I temi demoniaci sono mescolati con sapienza, nonostante alcune scene siano tate considerate all’epoca sacrileghe: pure l’amalgama tra le varie componenti risulta equilibrato, tanto da rendere l’opera innovativa e ben distaccata da tutti i cloni del genere che successe al lavoro di Friedkin, quell’Esorcista che di fatto aprì la strada ad una valanga di film di ispirazione demoniaca.Alucarda può essere definito uno dei migliori, sia per le componenti citate, sia per l’equilibrio mostrato dal regista, nonostante potesse esserci la tentazione di lasciarli prendere la mano dal tema sessuale, spesso componente predominante dei film dedicati al maligno. Bene le attrici, le belle Tina Romera, che interpreta il doppio ruolo di Alucarda e della madre e di Susana Kamini, che invece è Justine.

Alucarda 11

Alucarda 9

Alucarda,la hija de las tinieblas, un film di Juan López Moctezuma, con Tina Romera, Susana Kamini, David Silva, Claudio Brook, Lily Garza ,Tina French Messico 1975

Alucarda banner gallery

Alucarda 8

Alucarda 7

Alucarda 6

Alucarda 5

Alucarda 4

Alucarda 3

Alucarda 1

Alucarda 18

Alucarda 16

Alucarda banner protagonisti

Claudio Brook     …     Dr. Oszek / Hunchbacked Gypsy
David Silva    …     Padre Lázaro
Tina Romero    …     Alucarda / La madre di Alucarda
Susana Kamini    …     Justine
Lili Garza    …     Daniela Oszek
Tina French    …     Suor Angélica
Birgitta Segerskog    Madre Superiora
Adriana Roel    …     Suor Germana
Antonia Guerrero
Martin LaSalle    …     Padre  Felipe
Manuel Dondé    …     Zingaro

Alucarda banner cast

Regia     Juan López Moctezuma
Scritto da     Alexis Arroyo-Juan López Moctezuma
Juan López Moctezuma
Distribuito da     Yuma Films, Films 75
Tratto da un libro di Sheridan Le Fanu
Distribuito anche come:
Alucarda (USA)
Innocents from Hell (USA)
Mark of the Devil 3 (USA)
Sisters of Satan (USA)

Alucarda banner foto

Alucarda foto 10

Alucarda foto 9

Alucarda foto 8

Alucarda foto 7

Alucarda foto 6

Alucarda foto 5

Alucarda foto 4

Alucarda foto 3

Alucarda foto 2

Alucarda foto 1

Alucarda locandina 1

Alucarda lobby card 2

Alucarda lobby card 1

dicembre 4, 2009 Posted by | Horror | , , | Lascia un commento

Il montone infuriato

L’irresistibile ascesa di Nicola, un anonimo impiegato di banca, dallo sportello alla ricchezza e al potere.
L’uomo lavora in una banca, e vive in maniera grigia la sua vita; l’unica sua distrazione è l’incontro in un bistrot con l’amico Claude Fabre, scrittore di scarsa fama, con un handicap fisico. A lui racconta il primo gesto anticonvenzionale che fa all’improvviso; agganciare una giovane, Marie Paule, che si rivelerà essere una prostituta.

Il montone infuriato 1
Jane Birkin interpreta Marie Paule

Incitato da Claude, che vede in lui un fascino particolare, al quale a suo giudizio le donne non possono resistere, Nicola aggancia una splendida signora dell’alta società, Francesca. La donna, sposata con un professionista abbastanza grezzo, cede al fascino di Nicola e allaccia con lui una relazione. Contemporaneamente, sempre seguendo i suggerimenti dell’amico scrittore, si esercita seducendo dapprima una semplice commessa di un grande magazzino, e poi la furba ed esperta Flora, mentre allaccia una relazione amichevole con Madame Hermès, una ricchissima signora anziana che tra le altre cose è proprietaria di un settimanale, il Temoin.

Il montone infuriato 2

Romy Schneider è Roberte

L’ascesa di Nicola è irresistibile, anche se stressante e faticosa: l’uomo si divide tra Marie Paule, a cui è legato da una relazione sessualmente appagante ma anche da simpatia e affetto, tra Roberte, che in qualche modo lo ama e la intrigante Flora, che gli spalanca il mondo dell’alta società. Ben presto Nicola entra nelle grazie di Julien, un ricco finanziere che ha rilevato da Madame Hermes il settimanale Le temoin, e viene assunto nello stesso, dove si mette in luce, tanto da portare la tiratura dello stesso dapprima a 300.000 copie fino alla soglia del milione. Le cose quindi sembrano andare a gonfie vele.

Il montone infuriato 3
Jean Louis Trintignant è Nicola

Il montone infuriato 4

Ma il castello costruito da Nicola, sempre aiutato e consigliato da Claude, inzia a sgretolarsi all’improvviso; dapprima muore la sua amica e protettrice Madame Hermes, che comunque lascia all’uomo in eredità la bellissima villa in cui viveva, poi scoppia la tragedia. Un giorno il marito di Roberte segue la moglie, e proprio mentre è a colloquio con Nicola, le spara uccidendola sul colpo e subito dopo si toglie la vita. Scosso dalla morte di Roberte, Nicola inizia a porsi dei dubbi sul suo comportamento. Claude , proseguendo il suo instancabile percorso di iniziazione dell’amico, gli chiede di sedurre una nota attrice, Shirley Douglas, che Claude ama sin dai tempi dell’adolescenza, quando la donna era una semplice figlia di un farmacista.

Il montone infuriato 5

Nicola segue al solito i consigli di Claude, ma questa volta non confessa all’amico, sapendo del suo debole per la donna, di essere riuscita a sedurla non tanto con il suo fascino, quanto piuttosto con quattro colonne in prima pagina sul settimanale Temoin e con una costosa collana. Ma Claude intuisce la verità, e deluso, entra in una cabina telefonica e si suicida sparandosi un colpo di pistola in testa. Nicola decide di averne abbastanza: dedica all’amico scomparso la prima pagina del giornale, e si reca da Maire Paule, chiedendole di sposarlo. La donna accetta.

Il montone infuriato 14

 Florinda Bolkan è Flora

Tratto dall’omonimo romanzo di Roger Blondel, Il montone infuriato è un gradevole film di Michel Delville, autore, nel futuro (il film in oggetto è del 1974) di due deliziosi prodotti come Il dolce viaggio e La lettrice.
Un’opera che passa alternativamente dalla commedia alla tragedia, per finire nuovamente in commedia, abbastanza agilmente, grazie anche alle capacità indubbie del bel cast riunito da Delville.
Bravissima e sicuramente sexy è Jane Birkin, che nel film interpreta Marie Paule; misurata, affascinante e al solito splendida è Romy Schneider, che interpreta Roberte. La bisessuale e intrigante Flora è interpretata da un’altra bellezza, Florinda Bolkan. Il personaggio di Nicola è affidato a Jean Louis Trintignant, che appare leggermente imbarazzato; forse, tra gli attori del cast, è quello che appare più a disagio.
Il film, comunque, riesce a restare interessante anche nei lunghi colloqui nel bistrot tra Claude e Nicola, o nei dialoghi tra Francesca e lo stesso Nicola.

Il montone infuriato 6

Alla fine il discorso portato avanti da Deville, sul denaro, l’ambizione e i guasti che possono prodursi, si può dire riuscito anche se con qualche riserva: troppi personaggi vengono inseriti nel racconto, che a volte sembra diventare confuso. L’arrivismo di Nicola, spronato impetuosamente da Claude, sembra subito più che partecipe: almeno questa è l’impressione che si ricava dal film.
Ma sono peccati veniali in un’opera tutto sommato ben riuscita.

Il montone infuriato, un film di Michel Deville. Con Florinda Bolkan, Jean-Louis Trintignant, Romy Schneider, Jane Birkin, Jean-Pierre Cassel, Estella Blain
Titolo originale Le mouton enragé. Commedia, durata 105 min. – Francia 1973.

Il montone infuriato banner gallery

Il montone infuriato 15

Il montone infuriato 13

Il montone infuriato 12

Il montone infuriato 11

Il montone infuriato 10

Il montone infuriato 9

Il montone infuriato 8

Il montone infuriato 7

Il montone infuriato banner protagonisti

Jean-Louis Trintignant …     Nicolas Mallet
Jean-Pierre Cassel …     Claude Fabre
Romy Schneider …     Roberte Groult
Jane Birkin …     Marie-Paule
Henri Garcin …     Berthoud
Georges Beller …     Amico di Marie-Paule
Georges Wilson …     Lourceuil
Estella Blain …     Shirley Douglas
Florinda Bolkan …     Flora Danieli
Dominique Constanza …     Sabine
Jean-François Balmer …     Vischenko
Michel Vitold …     Georges Groult

 

11

Il montone infuriato foto 6

Il montone infuriato foto 7

Il montone infuriato foto 5

Il montone infuriato foto 4

Il montone infuriato foto 3

Il montone infuriato foto 2

Il montone infuriato foto 1

Il montone infuriato locandina 4

Il montone infuriato locandina 3

Il montone infuriato locandina 1

Il montone infuriato lobby card 4

Il montone infuriato lobby card 3

Il montone infuriato lobby card 2

Il montone infuriato lobby card 1

dicembre 3, 2009 Posted by | Drammatico | , , , , , , | 3 commenti

La punition

La punition locandina

Britt, una bella ragazza insofferente della vita nella provincia francese, decide di andare a Parigi, per dare una svolta alla sua vita; giunta nella capitale, conosce Francoise, una donna molto ambigua, che in cambio di denaro, le fa conoscere l’ancor più ambiguo Manuel.

La punition 9

La punition 8

Costui svolge una vita dal doppio aspetto; in realtà è uno sfruttatore della prostituzione. Infatti gestisce due case d’appuntamento, una delle quali è a Parigi, ed è destinata ad una clientela facoltosa, mentre l’altra, con sede a Lione, è solo un bordello degno dei bassifondi. Britt, che tenta di ribellarsi al suo sfruttatore, passa così dal vizioso giro della ricca Parigi a quello ancor più vizioso di Lione, dove viene custodita da Raymond, mentre intrattiene rapporti sessuali con le persone più pervertite della città. Con il passare del tempo tra Raymond e Britt nasce l’amore.

La punition 7

Così la ragazza riesce a convincere il suo ex carceriere a portarla a Parigi; al gruppo si unisce una donna mentalmente instabile, che, una volta nella capitale, uccide Manuel. Britt e Raymond, convinti di dover fare i conti con l’organizzazione del defunto pappone, fuggono ,ma vengono raggiunti da un emissario dell’organizzazione, pagato dalla madre di Manuel, che uccide Britt.

La punition 6
Karin Schubert è Britt

Giallo con forti connotazioni erotiche, La punition è un film molto convenzionale strutturato attorno ad una sceneggiatura che privilegia la parte erotica piuttosto che quella puramente narrativa. Diretto da Pierre-Alain Jolivet, nel 1973, sfrutta principalmente la bellezza fisica ( e in questo caso anche la discreta recitazione) di Karin Schubert. La parte del lercio Manuel è affidata a Georges Geret, mentre quella dell’ambigua Francoise è interpretato da Claudie Lange. Un film non brutto, ma troppo legato all’erotismo e strutturato attorno alle nudità,peraltro apprezzabili, della bella Schubert.

La punition 5

La punition 4

La punition, un film di Pierre-Alain Jolivet. Con Karin Schubert, Amidou, Georges Géret   Drammatico,  durata 91 min. – Francia  1973.

La punition 3

La punition 2

La punition 1

La punition 15

La punition 10

La punition 11

La punition 12

La punition 13

La punition 14

Karin Schubert : Britt
Georges Géret : Manuel
Amidou : Raymond
Claudie Lange : Françoise
Anne Jolivet : Gloria
Marcel Dalio : Il libanese
Jacques Destoop : L’avvocato
Marc Doelnitz : L’uomo col pappagallo
Jean-Paul Marin : Germain
Henri Déus : Antoni
Jean Lescot : L’ingegnere
André Dumas : Il promotore
Anne-Marie Coffinet : La giornalista
Albert Augier : L’albergatrice

Regia: Pierre-Alain Jolivet
Sceneggiatura:Xavière,Richard Bohringer,Pierre-Alain Jolivet
Musiche:Bookie Binkley
Fotografia:Bernard Daillencourt
Montaggio:Noëlle Balenci
Production design:Eric Simon

La punition foto 5

La punition foto 4

La punition foto 3

La punition foto 2

La punition foto 1

La punition foto 6

dicembre 2, 2009 Posted by | Erotico | , | 1 commento