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Quella strana voglia d’amare

Due ragazzi,Angela e Marco,vivono in una villa appartata con l’unica compagnia di Rocco,un uomo con qualche problema psichico e sopratutto rimasto muto in seguito ad un incidente stradale in cui ha però salvato la vita di Angela.
I due giovani hanno una relazione incestuosa,che però subirà una brusca interruzione il giorno in cui nella villa arriva Claudia,la nuova maestra del paese che non avendo un alloggio ha approfittato dell’amicizia del parroco,Don Giuseppe,che ha convinto i due ragazzi a concederle momentanea ospitalità.
Tra Marco e Claudia nasce un’immediata simpatia,che sfocia ben presto in una relazione.
Che viene scoperta casualmente da Angela.
Marco,deciso a vivere con Claudia,si reca da Don Giuseppe con l’intenzione di chiedergli di interessarsi alla vendita della villa.
Angela ne approfitta per costringere Rocco ad assalire ed uccidere la sventurata Claudia;commesso l’omicidio,Rocco si uccide.
I due ragazzi tornano quindi ad essere di nuovo soli e ben presto riprendono la loro relazione.


Quella strana voglia d’amare è un film del 1977 di Mario Imperoli,girato in strettissima economia basato su una sceneggiatura scritta dallo stesso regista e da Giorgio Montefiori,che partecipa al film nel ruolo di Rocco.
Imperoli,al suo penultimo film (l’ultimo sarà il successivo Canne mozze girato nello stesso anno) fa di necessità virtù; il low budget lo costringe a girare con soli cinque attori,ma se la cava tutto sommato dignitosamente.
Il film non è nulla di eccezionale,ma quanto meno non è il solito polpettone erotico tipico del periodo,con il cinema avvolto in una crisi sempre più profonda e in fortissimo debito d’ossigeno economico.
Il calo degli spettatori è ormai una valanga inarrestabile;le produzioni come questa sono snobbate dal pubblico,che  privilegia le opere provenienti dall’estero.
Tornando al film,si snoda senza grossi sussulti narrando le vicende dei due fratelli legati da una relazione morbosa,mostrata da Imperoli senza  concessioni ai nudi spinti e allo sguardo voyeur.


Per quanto la trama sia semplicissima,c’è cura nei dettagli,sopratutto nei dialoghi che per lo meno hanno qualche ricercatezza.
Molto bene Beba Loncar e Philippe Leroy,rispettivamente nei ruoli di Claudia e Don Giuseppe;meno bene Christian Borromeo (ingessato se non imbalsamto) e la figlia d’arte Marina Giordana (figlia di Claudio Gora e Marina Berti nonchè sorella del più famoso Andrea),che mostra una piattezza interpretativa quasi desolante,per nulla mitigata dai generosi
nudi esposti.
Montefiori/Eastman ricopre,bene,il ruolo più adatto a lui,quello del soggetto affetto da turbe psichiche;il resto fila disciplinatamente
su binari che permettono di dare un’ampia sufficienza al film.
Che è uscito improvvisamente dalla soffitta grazie ad un utente che ha postato una versione decente su You tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=jMUBUn707Nk&t=1374s.Da non confondere con il film di Caiano Quella strana voglia di amare del 1969

Quella strana voglia d’amare
Un film di Mario Imperoli. Con George Eastman , Philippe Leroy, Beba Loncar, Christian Borromeo, Marina Giordana Drammatico, durata 93 min. – Italia 1977.

Beba Loncar: Claudia
Christian Borromeo: Marco
Marina Giordana: Angela
George Eastman: Rocco
Philippe Leroy: don Giuseppe

Regia Mario Imperoli
Soggetto Mario Imperoli
Sceneggiatura Mario Imperoli, Luigi Montefiori
Casa di produzione Roma International Production, Salamandra Cinematografica, Silvia 70
Fotografia Romano Albani
Montaggio Franco Letti
Musiche Manuel De Sica
Scenografia Enrico Fantacci
Costumi Claudia Schiff

agosto 6, 2017 Pubblicato da: | Drammatico | , , , , , | Lascia un commento

Gallery horror italiani

La casa dell’esorcismo

Suspiria

Operazione paura

Contronatura

Ombre roventi

La bestia uccide a sangue freddo

Byleth il demone dell’incesto

Nella stretta morsa del ragno

La notte dei diavoli

Lo strangolatore di Vienna

Il pavone nero

L’amante del demonio

La lupa mannara

Estratto dagli archivi segreti della polizia di una capitale europea

 

La morte negli occhi del gatto

L’anticristo

Chi sei?

Il profumo della signora in nero

Il mulino delle donne di pietra

La cripta e l’incubo

 

 

agosto 4, 2017 Pubblicato da: | Miscellanea | | 2 commenti

Gallery fantascienza anni 60

La decima vittima (1965)

Esperimento IS il mondo si frantuma (1965)

Terrore nello spazio (1965)

I diafanoidi vengono da Marte (1966)

Women of the Prehistoric Planet (1966)

Amanti d’oltretomba (1965)

Viaggio allucinante (1966)

Cyborg anno 2087 – metà uomo metà macchina… programmato per uccidere (1966)

L’invasione degli astromostri (1965)

I criminali della galassia (1965)

Barbarella (1968)

L’astronave degli esseri perduti (1967)

Il pianeta delle scimmie (1968)

Anno 2118: progetto X (1968)

La morte scarlatta viene dallo spazio (1968)

Doppia immagine nello spazio (1969)

 

Glen and Randa (1969)

1975 Occhi bianchi sul pianeta terra (1970)

L’uomo illustrato (1969)

agosto 2, 2017 Pubblicato da: | Miscellanea | | 4 commenti

Angelica e il Gran Sultano

Angelica e il Gran Sultano è il quinto e conclusivo atto delle avventure di Angelica di Sancé de Monteloup, Contessa di Peyrac e Marchesa del Plessis-Bellière conosciuta semplicemente come Angelica,l’eroina creata dalla penna dei coniugi Anne e Serge Golon e portata sugli schermi da Bernard Borderie che nei quattro episodi precedenti, Angelica (1964),La meravigliosa Angelica (1965),Angelica alla corte de re (1966) e L’indomabile Angelica (1967) ha raccontato le vicende della nobildonna andata sposa contro voglia a Joffrey de Peyrac,che dapprima disprezza e che in seguito finirà per amare,attraverso una serie di traversie che la porteranno,nell’ultimo capitolo della serie,questo Angelica e il Gran Sultano
a ricongiungersi con l’amato e con i suoi figli.
Una pellicola che mostra come la saga dell’eroina francese fosse ormai logora,in un episodio non sgradevole ma sicuramente poco affascinante,appesantito da una storia poco credibile come del resto anche la nutrita serie dei romanzi del duo Golon (tredici libri) aveva evidenziato.
Michele Mercier è sempre bella e affascinante,Robert Hossein sempre bravo;ma la magia dei primi due capitoli della saga è ormai svanita,travolta da un brodo troppo lungo,con una storia che già al terzo capitolo avrebbe dovuto avere la sua degna conclusione.


Avevamo lasciato Angelica catturata nuovamente dai pirati nell’ultimo episodio della saga,L’indomabile Angelica. Jeoffrey de Peyrac,divenuto il temibile pirata Il Rescator,l’aveva avuta inconsapevolmente tra le mani, ma ora d’Escrainville,marchese/pirata l’ha presa con se con l’intenzione di venderla come schiava al re del Marocco.
Nell’harem del sultano la Marchesa degli angeli trova un insospettabile alleato in Osman Ferradji,braccio destro del sultano stesso;sarà grazie a lui che Angelica uscirà viva dalla terribile esperienza prima di una serie di  peripezie che la porteranno,finalmente,a ricongiungersi con suo marito.
La oggi novantaseienne Anne Golon, pseudonimo di Simone Changeux e il suo defunto marito (1972) Serge Golon, pseudonimo di Vsevolod Sergeïvich Goloubinoff diedero alle stampe,negli anni cinquanta,una serie di tredici romanzi costruiti attorno alla figura della giovane Angelica di Sancé de Monteloup sfruttando in larga parte le fortune dei romanzi di cappa e spada di Dumas padre,dei quali riprendono l’ambientazione dei tempi
storici di Luigi XIV e della sua corte,con l’identica descrizione dell’ambiente intrigante in cui si muoveva il re Sole.


Intrighi di corte,vendette e invidie,avventure a tutto spiano fanno da sfondo alle vicende di Angelica,che verranno riportate sullo schermo in una versione ovviamente condensata che riprende in gran parte lo spirito dei romanzi.
Che ebbero molta fortuna tra il pubblico,anche se va detto che non sono ovviamente paragonabili agli indimenticabili personaggi del grande Dumas,che dava alle stampe i suoi romanzi allungandoli in maniera abnorme per incassare le ricche royalties che derivavano dalle sue pubblicazioni.
Angelica e il Gran Sultano chiude quindi definitivamente il ciclo originale interpretato da Michele Mercier,assolutamente splendida in un ruolo che però,per lei,fu probabilmente più una gabbia che un trampolino di lancio.
Il film ha ritmo,una bella ambientazione esotica e quindi,limitatamente al suo genere creato ad hoc come svago,funziona senza problemi.
Riproposti praticamente ogni anno sugli schermi televisivi,i film della bella e avventurosa Angelica hanno sempre avuto largo seguito tra gli spettatori,tanto che si sono tentati due remake,che però non hanno incontrato
il favore del pubblico,indissolubilmente legato alla serie originale.

Angelica e il Gran Sultano

Un film di Bernard Borderie. Con Ettore Manni, Robert Hossein, Michèlle Mercier, Arturo Dominici,
Jean-Claude Pascal Titolo originale Angélique et le sultan. Avventura,Ratings: Kids+13, durata 99 min. – Francia 1967

 

Michèle Mercier: Angelica /Angélique de Peyrac
Robert Hossein: Jeoffrey de Peyrac
Aly Ben Ayed: sultano
Jean-Claude Pascal: Osman Ferradji
Jacques Santi: Vateville
Helmuth Schneider: Colin Paturel
Roger Pigaut: Il marchese d’Escrainville
Ettore Manni: Jason
Erno Crisa: l’ambasciatore
Bruno Dietrich: Corlano
Pasquale Martino: Savary
Renato De Carmine: Jason
Henri Cogan: Bolbec
Samia Sali: ragazza nell’harem
Gaby Messe: schiava della nave
Manja Golec: la prigioniera
Arturo Dominici: Mezza Morte

Doppiatori

Gabriella Genta: Angelica
Emilio Cigoli: Jeoffrey
Luciano Melani: sultano
Walter Maestosi: Osman
Germano Longo: Marchese
Virginio Gazzolo: Jason
Sergio Di Stefano: Corlano
Roberto Villa: ambasciatore
Giancarlo Maestri: Patorel

Regia Bernard Borderie
Soggetto Anne Golon & Serge Golon
Sceneggiatura Bernard Borderie, Francis Cosne, Pascal Jardin, Louis Agotay
Fotografia Henri Persin
Montaggio Christian Gaudin
Musiche Michel Magne

 

agosto 1, 2017 Pubblicato da: | Avventura | , , | Lascia un commento

L’amore attraverso i secoli

Le plus vieux métier du monde,ovvero Il mestiere più vecchio del mondo,chiara allusione alla prostituzione diviene nella distribuzione italiana, per motivi inspiegabili L’amore attraverso i secoli.Ora,la prostituzione sta all’amore come un sasso sta ad un diamante per cui la scelta dei distributori italiani è assolutamente fuorviante,non lasciando immaginare il vero argomento trattato nel film.
Che è una pellicola “collettiva”,diretta cioè da 6 registi di alterna fama internazionale.
Claude Autant-Lara, Mauro Bolognini, Philippe De Broca, Jean-Luc Godard, Franco Indovina e Michel Pfeghaar dirigono nel 1967 un film con sullo sfondo il meretricio, definito “mestiere più antico del mondo“,come del resto popolarmente e universalmente indicata la prostituzione.
Con esiti modesti se non deludenti.


Discontinuo,con ambizioni di satira e riflessione sull’argomento,L’amore attraverso i secoli è invece pellicola anonima,piatta,ravvivata solo dall’esperimento dell’episodio “L’amore nel 2000” di Godard che si distingue per l’ardita operazione fotografica e l’utilizzo quasi sperimentale del colore,un episodio però fine a se stesso più che organico ad un tema che è trattato in maniera dissimile dai sei registi.
La trama:

– primo episodio,L’età della pietra:Brit è una bella cavernicola,che smania d’amore per un misterioso uomo venuto da molto lontano.Per affascinare e ammaliare il giovane,Brit si rivolge a Rak,specie di stregone della tribù il quale crea per lei l’antenato del trucco.
Ottenuto grazie alla seduzione il risultato sperato,la bella Brit decide di sfruttare “commercialmente” l’invenzione…

-secondo episodio,Notti romane:Flaiano,imperatore romano,cerca di arricchire la sua collezione di “donne allegre” andando nei lupanari,dove si congiunge con una affascinante prostituta esotica,che paga profumatamente.La donna altri non è che sua moglie Domitilla…

– terzo episodio,La ghigliottina:Mimi,prostituta francese,ha un appartamento che utilizza per i suoi incontri che si affaccia sulla piazza
dove avvengono le esecuzioni capitali.Quando tra i suoi clienti arriva Philibert,giovane squattrinato che non può pagarla,Mimi finge di concedersi gratuitamente.In realtà la donna ha visto che tra i condannati a morte c’è lo zio del giovane,un uomo ricchissimo di cui Philibert è l’unico erede.

-quarto episodio,La belle epoque:con abilità e intelligenza,usando però sopratutto le arti della seduzione,la prostituta parigina Nini
riesce a farsi sposare da un ricco banchiere semplicemente lusingandolo e facendogli credere di essere un irresistibile Casanova;

-quinto episodio,Oggi: due giovani prostitute scoprono che utilizzando un’ambulanza,che marcia a sirene spiegate,possono evadere i ferrei controlli della polizia,che addirittura le scortano durante i loro incontri amorosi;

-sesto episodio,L’amore nel 2000:in un prossimo futuro un viaggiatore scopre che l’unico modo per eccitarsi è pagare una donna…

Molto discontinuo,più insipido che brutto,sopratutto molto deludente:il tentativo di ricavare una commedia brillante e ironica affidando un tema “serio” da affrontare in maniera leggera ma intelligente da parte dei produttori del film (ben 6 importanti case europee,ovvero Athos Films, Franco London Films, Francoriz, Les Films Gibé, Rialto Film e Rizzoli Film) naufraga sia come risultato finale del film in se sia come ricavato al box office.
Il gran cast assoldato,che include star del calibro di Michèle Mercier,Enrico Maria Salerno,Gastone Moschin,Elsa Martinelli,Jeanne Moreau ecc.riesce solo a dare un pò di smalto ad un film che mostra come sia impossibile un’operazione che coinvolga registi di diversa estrazione e cultura, atutto scapito dell’omogeinità della pellicola stessa.
Gli episodi boccacceschi finiscono per essere troppo brevi e scontati,senza alcuna ricerca che coinvolga psiche,motivazioni,location storico/culturale,tutte quelle componenti cioè che sono l’ossatura di un film di livello.
Dei sei episodi,l’unico a mostrare un qualche interesse è quello citato di Godard che include un incredibile nudo integrale (per l’epoca) di Marilù Tolo,discreto quello di Autant Lara mentre gli altri raggiungono a mala pena la sufficienza.
Il film è ormai da tempo introvabile in versione italiana,mentre è di difficile reperibilità in lingua originale.

L’amore attraverso i secoli
Un film di Jean-Luc Godard, Mauro Bolognini, Philippe De Broca, Claude Autant-Lara, Michael Pfleghar, Franco Indovina. Con Enrico Maria Salerno, Anna Karina, Jean-Claude Brialy, Michèlle Mercier, Elsa Martinelli ,Jeanne Moreau,Raquel Welch,Marilù Tolo.Titolo originale Le plus vieux métier du monde. Commedia, durata 110 min. – Francia, Italia, Germania 1967

Michèle Mercier: Brit
Enrico Maria Salerno: Rak
Gabriele Tinti: L’uomo venuto dal mare
Gastone Moschin: L’imperatore Flavio
Elsa Martinelli: Domitilla
Jeanne Moreau: Mimi
Jean-Claude Brialy: Philibert
Jean Richard: Il commissario del popolo
Albert Rémy: uomo francese con due donne
Raquel Welch: Nini
Martin Held: Édouard
Nadia Gray: Nadia
France Anglade: Cathérine
Francis Blanche: Il dottore
Jacques Charrier: John Dimitrios
Anna Karina: Eléonore Roméovitch
Marilù Tolo: Marlène

Regia Claude Autant-Lara, Mauro Bolognini, Philippe De Broca, Jean-Luc Godard, Franco Indovina, Michel Pfeghaar.
Sceneggiatura Jean Aurenche, Daniel Boulanger, Ennio Flaiano, Jean-Luc Godard, André Tabet, Georges Tabet
Produttore Joseph Bercholz, Horst Wendlandt
Casa di produzione Athos Films, Franco London Films, Francoriz, Les Films Gibé, Rialto Film, Rizzoli Film
Distribuzione (Italia) Cineriz
Fotografia Pierre Lhomme, Alessandro D’Eva, Dario Di Palma, Heinz Hölscher
Montaggio Agnès Guillemot, Nino Baragli, Susanne Paschen
Musiche Michel Legrand

L’età della pietra: Franco Indovina
Notti romane: Mauro Bolognini
La ghigliottina: Philippe De Broca
La Belle Époque: Michael Pfeghaar
Oggi: Claude Autant-Lara
L’amore nel 2000: Jean-Luc Godard

Michele Mercier è Brit

Elsa Martinelli è Domitilla

Jeanne Moreau è Mimi

Jean Claude Brialy è Philibert

Raquel Welch è Nini

France Anglade è Cathérine

Anna Karina è Eléonore Roméovitch

Marilù Tolo è Marlene

luglio 31, 2017 Pubblicato da: | Commedia | , , , , , , , , | Lascia un commento

Il lumacone

Abbandonato da sua moglie,il siculo Gianni Rodinò va lentamente alla deriva.
La sua vita è fatta di sbronze e lunghe chiacchierate solitarie,passeggiate in una Roma indifferente,che emargina il degrado morale e la miseria.
La sua unica consolazione è l’amicizia con Ginetto,un piccolo ladro dal cuore gentile che condivide le pene di Gianni e che tenta di consolarlo.
Gianni,che è un buon cuoco,ha un’idea fissa:comprare un vagone ferroviario per trasformarlo in un ristorante e contemporaneamente aiutare
Ginetto ad uscire dalla sua vita fatta di piccoli furti e senza futuro.
Con l’aiuto della dolce Elis e di Ginetto,Gianni,dopo una serie di vicissitudini,riuscirà a coronare il suo sogno,riscattando la vita miserabile che conduce e dando a Ginetto la possibilità di vivere finalmente una vita dignitosa.


Commedia agrodolce diretta da Paolo Cavara nel 1974,Il lumacone alla sua uscita nelle sale non ebbe alcun successo,finendo per scomparire
dopo pochi giorni di programmazione.
Il che francamente è un mistero,essendo la pellicola un prodotto più che gradevole,diretto con mano esperta da Cavara che dopo il lusinghiero successo di La tarantola dal ventre nero e il buon esito ai botteghini di Virilità,ripropone la collaudata coppia Turi Ferro-Agostina Belli in una commedia amara che però  ha il classico happy end delle favole.
Solo che in questo caso l’andamento fiabesco ha i connotati della commedia sotto proletaria,con sullo sfondo una Roma indifferente e distratta,in cui il malinconico Gianni si muove quasi come un invisibile,non fosse per la disinteressata amicizia di Ginetto,sotto proletario anche lui ma decisamente meno sognatore dell’amico.


Ginetto ha imparato da subito a stare la mondo,a muoversi in una società che respinge ed emargina,costringendo chi non ha i mezzi,le possibilità per emergere a vivere in un limbo fatto di miseria e brutture.
Sarà l’ostinazione di Gianni,che ha mantenuto comunque in se la dignità alimentata dalla disinteressata amicizia di Ginetto a permettere il riscatto della “strana coppia
Da segnalare alcuni momenti particolarmente felici,come lo scontro,sul finale del film tra Gianni e l’ex moglie,o alcuni passaggi dialogati fra Ginetto e la sua donna Elisa,candida e ingenua.
Un film quindi di discreta fattura,che si vede con piacere,anche per merito dei protagonisti,un intenso Turi Ferro,un furfantesco ed irresistibile Ninetto Davoli,una bellissima Agostina Belli e  infine segnalo la piccola ma significativa parte di Gabriella Giorgelli
Dopo un lunghissimo oblio,la pellicola è ora finalmente disponibile su You tube in discreta qualità all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=5lws2LStUkU

Il lumacone

Un film di Paolo Cavara. Con Francesco Mulè, Agostina Belli, Ninetto Davoli, Turi Ferro,Alberto Sorrentino, Sandro Dori,
Lorenzo Piani, Vittorio Fanfoni, Daniele Dublino, Gabriella Giorgelli, Liù Bosisio, Enzo Robutti, Gianfranco Barra, Isa Danieli,
Mico Cundari, Tuccio Musumeci, Livio Galassi, Gerardo Scala, Stefano Amato, Franco Bracardi, Giorgio Bixio
Commedia, durata 94 min. – Italia 1974

 

Turi Ferro … Gianni
Agostina Belli … Elisa
Ninetto Davoli … Ginetto
Francesco Mulé … Pietro
Gabriella Giorgelli … Paola
Isa Danieli … Carmela
Fioretta Mari … Teresa
Liù Bosisio … L’inquilina
Franca Alma Moretti … Giorgina
Ippolita Giussani … Diana
Stefano Amato … Il garzone
Gianfranco Barra … Il portiere
Giorgio Bixio … Don Mauro

Regia … Paolo Cavara
Sceneggiatura … Paolo Cavara e Ruggero Maccari
Musiche … Daniele Patucchi
Fotografia … Arturo Zavattini
Montaggio … Antonio Siciliano
Production Design Gianni Polidori
Costumi … Marisa Crimi
Distribuzione … Italian International Film

“Quando ho voglia di bere,incomincio a pregare e la voglia mi passa.”

“Vabbè,alla fine,perso per perso,almeno abbiamo salvato l’onore.”

“Il pesce si mangia dove c’è il mare pulito.Quindi niente pesce.”

 

luglio 30, 2017 Pubblicato da: | Commedia | , , , , , | Lascia un commento

Le amorose notti di Ali Babà

Ultimo lavoro cinematografico del “bottegaio” Luigi Latini De Marchi, Le amorose notti di Ali Baba è un decamerotico sciapo e narcolettico
girato in un’economia spartana che toglie ancor più interesse ad un prodotto girato per evidenti questioni alimentari.
Sfruttando il buon momento del genere,De Marchi rabbercia una sceneggiatura incolore e insapore,rimedia un cast raccogliticcio
in cui le uniche due attrici conosciute sono Krista Nell e Barbara Marzano e raccoglie due spiccioli al botteghino.
Tant’è vero che il film sparisce per quarant’anni dalla circolazione,prima di essere editato in digitale,cosa della quale non si sentiva affatto la necessità.
Come suggerisce giustamente Segnalazioni cinematografiche,””La tenue fiaba, nelle mani di un regista che ne ha voluto approfittare, o meglio abusare,è solo un canovaccio per una tessitura fatta di sconcezze, nudità integrali, accoppiamenti, orge e linguaggio triviale.
Sfuggito completamente alla direzione del regista, di tutt’altro preoccupato, il film, ambientato in esterni e interni assolutamente improbabili, è avvilito vieppiù da una recitazione mediocre“.


Epitaffio perfetto per un prodotto di bassissima lega,che narra le vicende di Ali Babà,figlio di un giudice del Califfo, dedito esclusivamente ai piaceri della carne.
Il giudice,misogino in maniera patologica in seguito a delusioni amorose,chiama come suo assistente El Freuch,che dal momento del suo insediamento,ostacolato vanamente da Ali Babà,prende a tiranneggiare le donne del califfato.
Le quali alla fine,stufe della discriminazione fatta dal professore,si rivoltano;è costretto ad intervenire il Califfo in persona che,utilizzando filtri d’amore e un atteggiamento benevolo e permissivo,riescea guarire sia il giudice che il professore.
Ali Babà può riprendere la sua vita,prima di fuggire con la preferita del Califfo…


Le amorose notti di Alì Babà è un prodotto di bassissima lega,che fa toccare il fondo ad un genere che già di per se aveva esaurito il poco che aveva da dire.
Finito il saccheggio selvaggio di Boccaccio e Masuccio Salernitano,dell’Aretino e del Ruzante,i registi assemblano storie ai limiti dell’idiozia
infarcento le pellicole di nudi estemporanei,che però alla fine smettono di attrarre gli spettatori.
Con l’ovvio risultato di portare i decamerotici ad una fine non rimpianta da nessuno.
Tra le varie ridicolaggini del film,da segnalare un’ambientazione agreste che complice dei vestiti assurdi e una location campagnola porta lo spettatore a credere che più che l’esotico Oriente si sia in un paesino del Lazio o dell’Umbria.Guardando attentamente si possono notare le antenne sui tetti di edifici che di orientale non hanno nulla!
Nessun motivo quindi per vedere un film brutto e inutile.
La pellicola era presente fino a pochi giorni fa su You tube,ora è ritornata di difficilissima reperibilità.

Le amorose notti di Alì Babà
Un film di Luigi Latini de Marchi. Con Krista Nell, Colette Castel, Alan Barker, Pierre Mirat,Ivana Novak, Carla Mancini, Barbara Betti Commedia, durata 89 min. – Italia 1973.

Luis La Torre … Ali Baba
Krista Nell … Yashira
Pierre Mirat … Bahara ‘El Freuch’
Ivana Novak … Ibidissan
Barbara Marzano … Una schiava

Regia … Luigi Latini de Marchi
Sceneggiatura … Luigi Latini de Marchi,Renzo Genta
Produzione … Luigi Mondello
Musiche … Coriolano Gori
Fotografia … Oberdan Troiani
Montaggio … Manlio Camastro

luglio 29, 2017 Pubblicato da: | Senza Categoria | , | 3 commenti

Alain Delon

L’amante pura

Le donne sono deboli

Rocco e i suoi fratelli

L’eclisse

Colpo grosso al casinò

Il gattopardo

Il tulipano nero

Il ribelle di Algeri

Parigi brucia?

Frank Costello faccia d’angelo

Nuda sotto la pelle

La piscina

Il clan dei siciliani

I senza nome

Sole rosso

L’evaso

La prima notte di quiete

L’uomo che uccideva a sangue freddo

Tony Arzenta

Due contro la città

Zorro

Lo zingaro

Morte di una carogna

L’ultimo giorno d’amore

Mr.Klein

Con Romy Schneider

Delon con Jacqueline Sassard,Pascale Petit e Mylene Demongeot

Con Monica Vitti

Con la ex moglie Nathalie Delon

Delon e Lea Massari

Con Senta Berger

Delon tra Burt Lancaster,Paolo Stoppa,Claudia Cardinale e Rina Morelli

Con Brigitte Bardot

Con Jean Paul Belmondo e Jean Gabin

Con Lino Ventura

Con Luchino Visconti

Con Annie Girardot

Alain Delon e Virna Lisi

Con Charles Bronson

Con Catherine Deneuve

Con Salvador Dali e Mireille Darc

Con Jane Fonda

Con Marianne Faithfull

Con Mireille Mathieu

Con Dalida

Con Jean Marais

Con Yves Montand

Con Simone Signoret

Con Ornella Muti

luglio 28, 2017 Pubblicato da: | Photogallery | | 6 commenti

Andavamo al cinema-Parte 24

Supercinema,Sora (Frosinone)

Supercinema,Piove di Sacco (Padova)

Atrio Cine Teatro Duni,Matera

Atrio Cinema Moderno,Altavilla Irpina (Avellino)

Supercinema, Piombino (Livorno)

Supercinema,Orvieto (Terni)

Supercinema Orfeo,Parma

Atrio Cinema Italia,Cesena

Cine Teatro Adriatico,Vieste (Foggia)

Supercinema,Occhieppo Inferiore (Biella)

Cine teatro,Legnano (grazie a Dana)

Sala Cinema non identificata Pian Di Sco,(Arezzo)

Sala Cinema non identificata,Milano

Sala Cinema non identificata,Montagnana (Padova)

Galleria del cinema Iris,Sansepolcro (Arezzo)

Politeama Sociale,Ventimiglia (Imperia)

Politeama Ruzzi,Vasto (Chieti)

Cinema Nuovo,Mezzago (Monza e Brianza)

Cinema Nuovo,Monza

Cinema Nuovo,Pinerolo (Torino)

Cinema Nuovo,Poggio Mirteto (Rieti)

Cinema Nuovo,Avola (Siracusa)

Cinema Teatro Odeon,Biella

 

Cinema Odeon Firenze

Cinema Odeon,Grosseto

Cinema Odeon,Ittiri (Sassari)

Cinema Odeon,Latisana (Udine)

Politeama Garibaldi,Acqui Terme (Alessandria)

Politeama Nazionale,Firenze

Politeama Rossini,Senigallia

 

luglio 27, 2017 Pubblicato da: | Vecchie sale cinematografiche italiane | | 1 commento

I film su Maciste

Maciste contro lo sceicco- 1962

Maciste nella valle dei re-1960

Maciste gladiatore di Sparta-1965

Maciste contro il vampiro-1961

Maciste alla corte dello zar-1964

Maciste all’inferno-1962

Maciste e la regina di Samar-1964

Maciste nelle miniere di re Salomone-1964

Maciste il vendicatore dei Maya-1965

Ercole, Sansone, Maciste e Ursus gli invincibili-1964

Maciste alla corte del Gran Khan-1961

Maciste il gladiatore più forte del mondo-1962

Il trionfo di Maciste-1961

Gli invincibili fratelli Maciste-1964

Maciste il gladiatore più forte del mondo-1962

luglio 24, 2017 Pubblicato da: | Miscellanea | | Lascia un commento