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Il thriller all’italiana

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Uno dei generi cinematografici più seguiti, e di conseguenza più remunerativi, nella storia del cinema italiano è il giallo all’italiana, ribattezzato con il solito termine riassuntivo inglese “thriller”, divenuto poi un clichè appiccicato a tutte le produzioni che spaziavano dal giallo al noir con la denominazione “thriller all’italiana”
Parafrasando la Genesi, all’inizio fu Bava; il regista ligure, a lungo considerato dalla critica miope un regista buono solo per i b movie, diresse nel 1962 il giallo La ragazza che sapeva troppo: era la prima volta che sullo schermo arrivavano contaminazioni tra generi diversi, ovvero il giallo classico, l’horror e persino il sentimentale, rappresentato dalla storia d’amore tra i protagonisti.


Un fotogramma dal film Gatto nero (Black cat) di Lucio Fulci

La casa con la scala nel buio
Scena tratta da La casa con la scala nel buio, di Lamberto Bava

Il film caratterizzato da una fotografia sontuosa, che diverrà il marchio di fabbrica di Bava, pur risentendo di una recitazione debole, fissò i paletti di quella che sarebbe diventata poi la produzione seriale di tantissimi film basati sul canovaccio assassino/morti/sangue, un trittico a cui si aggiungerà nel corso degli anni, sopratutto nel decennio settanta, un pizzico più o meno abbondante di erotismo.
Quando nel 1964 Bava diresse 6 donne per l’assassino, film di ben altro livello in confronto a La ragazza che sapeva troppo, il regista fissò un altro tassello nei canoni del genere; l’uso di una fotografia a colori molto carica, quasi saturata, che sembrava riprendere il gotico pre anni sessanta, ancora pieno di mostri di ogni genere, spesso ricavati da opere letterarie, come Frankenstein o Dracula.


Gatti rossi in un labirinto di vetro, di Umberto Lenzi


Carroll Baker e la Stewart in Il coltello di ghiaccio, di U.Lenzi

Un altro elemento di novità fissato dal grande Bava è la presenza, costante, dell’assassino: è sempre quasi invisibile, irriconoscibile, fino al colpo di scena finale. Uccide spesso donne, in maniera efferata, per svariati motivi. Interesse o lussuria, odio o altro, la vittima sacrificale è quasi sempre di sesso femminile.
Il genere inaugurato da Bava resta in incubazione per qualche anno; la morale corrente non permette ancora l’uso di immagini troppo cruente, così come una delle caratteristiche peculiari del thriller all’italiana, il nudo femminile utilizzato sopratutto nelle scene pre morte o pre agguati è ancora quasi inesistente per motivi censori.

Il medaglione insanguinato
Scena tratta da Il medaglione insanguinato, di Massimo Dallamano


La corta notte delle bambole di vetro, di Aldo Lado

L’anno in cui inzia la diffusione più importante dei primi prodotti del filone è il 1968; il regista Romolo Guerrieri dirige Il dolce corpo di Deborah, che racchiude tutti gli elementi citati come archetipi.
Il plot racchiude il classico triangolo lui-lei l’altra, la cospirazione diabolica, la vittima predestinata, qualche timida apparizione di nudo. Carroll Baker e Evelyn Stewart mostrano timidamente seni e profili nudi, la trama mescola e contamina horror e sadismo, colpi di scena e menti diaboliche, pathos e sangue. Gli ingredienti ci sono tutti ormai, il genere è pronto per iniziare la sua avventura.


La morte ha sorriso all’assassino, di Aristide Massaccesi (Joe D’Amato)

Dall’altra parte dell’oceano, in maniera assolutamente indipendente, il regista Polanski crea Rosemary’s baby, che nella trama, nello sviluppo e nelle situazioni sembra essere una specie di manifesto del giallo horror; alcuni registi italiani metabolizzano il tutto, fanno tesoro e aspettano il momento propizio.
Sempre nel 1968 esce un altro film a forti connotazioni thriller: si tratta di La morte ha fatto l’uovo, un bizzarro esperimento che coniuga il giallo ad una spruzzatina di eros contaminandolo con una trama noir; il risultato è altalenante, ma il successo del genere è ormai assicurato.


Femi Benussi in Nude per l’assassino, di Andrea Bianchi

Nel 1969 infatti ancora Bava ci riprova con Il rosso segno della follia, imbastendo una storia “forte”, con omicidi in serie operati da un colpevole che conosciamo sin dagli inizi. Un ribaltamento di situazioni, ancora una volta, e un nuovo canone da gestire. Chi l’ha detto che un film non possa partire al contrario, seguire cioè l’evoluzione di una mente malata sapendo in anticipo a chi appartiene?
E’ il 1970 però l’anno fondamentale per lo sviluppo e l’affermazione del genere.


La sanguisuga conduce la danza, di Alfredo Rizzo

Coincide con l’uscita nelle sale di L’uccello dalle piume di cristallo, di Dario Argento, che ne cura anche soggetto e sceneggiatura. Il film contiene molti elementi di novità, che si coniugano alla perfezione con una tama elaborata e ricca di colpi di scena. L’uso sapiente della ripresa in soggettiva, che da allora sarà ripresa in molti altri film del filone, si mescola alla capacità innovativa di Argento di creare atmosfera attraverso l’uso alchemico di musica, immagini e pathos, che arriveranno a toccare la vetta con Profondo rosso, probabilmente il giallo/thriller meglio riuscito della storia del cinema italiano.
Il grandissimo successo del film funziona da detonatore: tutti iniziano a scrivere soggetti in tema, molti produttori fiutano l’affare e non lesinano finanziamenti a registi che sottopongono loro dei copioni gialli.


Anita Strindberg in Una lucertola con la pelle di donna, di Lucio Fulci

Nascono così decine di film che riecheggiano, in qualche modo, il titolo del film di Argento, in modo da caratterizzare presso il pubblico il loro prodotto; sarà una costante anche degli anni a venire, che si allargherà ad altri prodotti, come i decamerotici, nati dal successo del Decameron di Pasolini, dal filone conventuale, da quello militare (dottoresse, colonnelli ecc)  e via discorrendo. Molti prodotti sono validi, molti altri di discreta fattura, la maggior parte scadenti: non può essere altrimenti, perchè le ragioni di cassetta spesso inducono i produttori ad assoldare registi o attrici di scarso valore, quando anche di valore nullo.

Il solito Bava ci riprova con  5 bambole per la luna d’agosto, questa volta fallendo clamorosamente il bersaglio con un film scontato, che lui stesso metterà tra i più brutti della sua carriera; non sarà l’unico a bucare clamorosamente un film, come del resto inevitabile, quando ci si trova a doversi confrontare con le regole del mercato, con i diktat dei produttori, con sceneggiature imposte, con cast costruiti a seconda delle necessità del momento del budget e via discorrendo.


Cosa avete fatto a Solange?, di Massimo Dallamano


La sorella di Ursula,
di Enzo Milioni

E’ il momento di dare un’occhiata alla filmografia dei registi più importanti del genere, citando, di volta in volta, i prodotti più riusciti del genere.
Uno dei registi che meglio coltivò il genere, con risultati decisamente soddisfacenti fu Umberto Lenzi, autore di Così dolce… così perversa (1969), Orgasmo (1969), Paranoia (1970), il trittico girato in poco più di due anni con la costante dell’attrice principale, Carroll Baker. Il successo della trilogia portò Lenzi a giare anche il debolissimo Un posto ideale per uccidere, con la giovanissima Ornella Muti e con Ray Lovelock come protagonista maschile, Il coltello di ghiaccio (1972), ancora con la Baker come protagonista, unitamente a Evelyn Stewart e Sette orchidee macchiate di rosso (1972),Spasmo (1974) e infine Gatti rossi in un labirinto di vetro (1975), prima di passare ad un altro redditizio filone, quello del poliziesco all’italiana, in gergo tecnico poliziottesco.


Pierre Clementi, protagonista di La vittima designata di Maurizio Lucidi

Ovviamente non si può parlare di thriller senza citare Dario Argento, che negli anni settanta dettò legge nel filone, grazie a film come il citato L’uccello dalle piume di cristallo, a Il gatto a nove code, 4 mosche di velluto grigio, Profondo rosso e Suspiria, che rappresenta una ulteriore evoluzione, la contaminazione tra thriller, horror e soprannaturale.
I film di Argento sono i più visti, i più ammirati e ovviamente anche i più copiati; le innovazioni del regista romano fanno scuola, e diventano il punto di riferimento di molti registi del genere thriller.
Un altro regista da citare, per il contributo determinante dato al filone giallo è Lucio Fulci, che propose prodotti innovativi, come Una lucertola con la pelle di donna, thriller onirico e visionario venato di erotismo, Non si sevizia un paperino, ottimo lavoro assecondato da un bel cast, nel quale spiccano nuovamente la Bolkan, già protagonista della lucertola, Thomas Milian e Barbara Bouchet, per giungere al noir paranormale, Sette note in nero, forse il suo lavoro più equilibrato.


Eva Czemerys, protagonista del film L’arma, l’ora e il movente, di Francesco Mazzei

Nel 1969 lo stesso Fulci aveva fatto da apripista con l’ottimo Una sull’altra, un film che ebbe parecchi guai con la censura, sia per la presenza di scene sexy sia per la trama morbosa. Accanto a Fulci va citato Enzo Miraglia, autore di due buoni lavori, La dama rossa uccide sette volte (1972), caratterizzato da una trama ben elaborata e da un cast all’altezza e La notte che Evelyn uscì dalla tomba (1971), forse più debole strutturalmente ma sempre di buon livello.
Scorrendo gli almanacchi cinematografici alla ricerca di registi di gialli, spesso ci si imbatte in registi come Duccio Tessari, assolutamente poliedrici, che si sono cimentati in svariati campi; nel settore giallo di lui vanno citati La morte risale a ieri sera (1970) e Una farfalla con le ali insanguinate (1971), opere discete ma nulla più, oppure nel nome di Giuseppe Bennati, autore del debole L’assassino ha riservato nove poltrone (1974)

L'iguana dalla lingua di fuoco
L’iguana dalla lingua di fuoco di Riccardo Freda


Murderock, di Lucio Fulci

Decisamente improntata al giallo la produzione di uno dei più fecondi registi italiani, Sergio Martino, che diresse Lo strano vizio della signora Wardh (1971), thriller con venature erotiche che lanciò la bella Edwige Fenech, che lavorò anche nei successivi Tutti i colori del buio (1972) e  Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave (1972), prima che il regista girasse I corpi presentano tracce di violenza carnale (1973), ultimo suo contributo al genere thriller.
Accanto ai citati registi, che decretarono la diffusione del genere elevandolo anche di rango, nonostante i pareri molto negativi della critica dell’epoca, sempre poco attenta al cinema italiano e ai suoi forti elementi di novità, vanno citati assolutamente prodotti e registi che tirano fuori opere originali e interessanti.
Dopo un omaggio ad uno dei film più belli della storia del cinema italiano, La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati, innovativo e intelligente prodotto realizzato con pochi soldi e tante idee,
citerei tra i registi Massimo Dallamano, autore dell’ottimo Cosa avete fatto a Solange?


Nero veneziano, thriller/horror diretto da Ugo Liberatore

Armando Crispino, regista di L’etrusco uccide ancora (1972), gran bel thriller caratterizzato da tensione latente, senza eccessivo uso di sangue e splatter, autore anche del visionario Macchie solari (1974), contaminazione del giallo con l’horror e il paranormale, Aldo Lado, autore di due pilastri fondamentali come Chi l’ha vista morire (1972) e L’ultimo treno della notte (1975), opere affascinanti anche se diversissime come tematiche e del mediocre La corta notte delle bambole di vetro (1971).
Ancora, occorre citare Tonino Valerii che nel 1972 diresse l’ottimo Mio caro assassino, uno dei gialli meglio congegnati, Sergio Sollima, autore di Il diavolo nel cervello (1972), Luciano Ercoli, regista di La morte accarezza a mezzanotte, La morte cammina con i tacchi alti, e poi ancora Mario Caiano, Silvio Amadio….


Orgasmo, di Umberto Lenzi

Il genere ebbe quindi una vasta diffusione, oltre a numerosi proseliti; servì inoltre da trampolino di lancio per attrici e attori che ne ricavarono vasta popolarità oltre che scritture per altri generi di film; il giallo, con la commedia sexy e il poliziottesco, fu il genere completamente autoctono con più spettatori in assoluto, complice anche la mancanza totale di concorrenza.
Sino al 1976, probabilmente l’ultimo anno dell’età dell’oro del cinema, la mancanza della Tv, che si limitava a trasmettere sui canonici canali di stato pochi film alla settimana, peraltro abbondantemente datati, permise al cinema di godere ancora dell’afflusso massiccio di spettatori.


La bellissima Susan Scott in Passi di danza su una lama di rasoio, di M. Pradeaux

Il thriller arrivò come popolarità e quindi come audience a tirare fino al 1977, quando un’insieme di più fattori ne decretò se non la scomparsa, la drastica riduzione delle opere girate; uno di questi fu la comparsa delle commedie erotiche, che pian piano finirono per soppiantare le commedie sexy, un altro motivo è quello citato dell’avvento delle tv private, che portarono alla nascita di una miriade di emittenti che programmavano e sfornavano, a getto continuo, centinaia di pellicole al giorno, con la drammatica conseguenza di far calare paurosamente il numero di spettatori nel cinema.

Quella villa accanto al cimitero
Quella villa accanto al cimitero, thriller/horror di Fulci

Fattori ve ne furono altri, ma sicuramente meno importanti di questi; naturalmente il genere non scomparve del tutto, anzi.
Molti registi continuarono a lavorare sul genere thriller, ne nacquero degli altri, accanto agli ormai collaudati nomi di lenzi, Fulci, Argento & c; ma l’epoca d’oro era ormai definitivamente tramontata, e il thriller mutò pelle, diventando sempre più estremo nei contenuti e nelle immagini.
Il sexy prese sempre più il sopravvento, mentre lo splatter divenne uno dei cardini degli stessi film; malinconicamente, anche per il genere arrivò il tramonto, fino alla sua scomparsa quasi definitiva agli albori degli anni novanta.


Una splendida Erika Blanc, protagonista di Cosi dolce cosi perversa, di Lenzi

Il giallo/thriller all’italiana è stato uno dei prodotti più snobbati dai critici; i soloni del cinema hanno sempre storto il naso davanti alle opera di Fulci, di Lado e altri, limitandosi ad una tiepida accoglienza solo per Dario Argento, arrivando persino ad etichettare Bava come maestro del B movie.
Il solito atteggiamento miope che non deve stupire; sono gli stessi critici che esaltano Tarantino, per esempio, e che sono diventati rossi di vergogna quando lo stesso ha esaltato Bava come maestro e come suo principale ispiratore.
I casi si sono ripetuti, sopratutto ultimamente; anche registi come Scorsese hanno omaggiato, pubblicamente, registi italiani poco considerati dalla critica ufficiale.


Carroll Baker e Jean Sorel in Paranoia, sempre di Lenzi

Il che non può che rallegrare, sapendo che finalmente viene resa giustizia ad un’epoca cinematografica che fu la più creativa dell’intera storia cinematografica italiana, e che ha consegnato alla stessa opere di assoluto livello, ancorchè ormai impolverate e in attesa di una riscoperta.

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Mimsy Farmer nell’ottimo Il profumo della signora in nero, di Francesco Barilli


Una farfalla con le ali insanguinate, di Duccio Tessari


Barbara Bouchet in La dama rossa uccide sette volte, di Enzo Miraglia


Angela Covello in I corpi presentano tracce di violenza carnale, di Sergio Martino


La morte della dottoressa Ullman, Macha Meryl in Profondo rosso di Dario Argento


Reazione a catena,
di Mario Bava


L’ultimo treno della notte,
di Aldo Lado

Annie Belle in La casa sperduta nel parco, di Deodato


Barbara Bouchet
in La tarantola dal ventre nero di Paolo Cavara

Ancora Barbara Bouchet in Non si sevizia un paperino, di Lucio Fulci


Buio Omega, di Joe D’Amato


Dominique Boschero in Chi l’ha vista morire, di Aldo Lado

Filmscoop, il blog di Paul Templar

gennaio 21, 2010 Pubblicato da: | Biografie | | 2 commenti

Clio Goldsmith

Clio Goldsmith foto

Clio Goldsmith, attrice francese, parigina purosangue, esordisce con il botto nel 1980; Alberto Lattuada, regista sempre attento, perennemente alla ricerca di nuovi talenti e di nuovi volti, la scrittura per il suo film La cicala, nel quale Clio, esordiente, è chiamata a interpretare il personaggio omonimo, Cicala, una ragazza libera dal temperamento forte e volitivo che si troverà coinvolta, suo malgrado, in un drammone a forti tinte.

Clio Goldsmith Miele di donna 2

Clio Goldsmith Miele di donna 1

Clio Goldsmith in due scene tratte da Miele di donna

Siamo nel 1980, come già detto è Clio ha 23 anni, essendo nata a Parigi nel 1957; il cognome denota le sue origini tedesche, infatti la sua famiglia proviene dalla Germania; prima di trasferirsi definitivamente in Francia, i suoi hanno abitato per un certo tempo in Inghilterra;la sua famiglia discende da Benedict Hayum Salomon Goldschmidt, banchiere che nel 700 forniva il Granduca di Toscana.

Clio Goldsmith Il regalo 2
Il regalo (Le cadeau)

Clio Goldsmith Plein sud
Con Patrick Dewaere in Plein sud

La cicala è per lei un film importante; ha un volto fresco e giovane, buone doti espressive, e grazie al discreto successo che il film ottiene, pure in un periodo di grossa crisi cinematografica, si fa notare in un mondo estremamente competitivo come quello del cinema. Infatti il regista Gianfranco Angelucci la vuole con se in Miele di donna, nel quale le viene affidata la parte di Anny, una ragazza creata dalla fantasia di una scrittrice e protagonista di un romanzo dall’esito imprevedibile.

Clio Goldsmith Le grand pardon 1

Le grand pardon

Clio Goldsmith L’étincelle 2
Clio Goldsmith in L’enticelle

Per quanto il film sia un esperimento mal riuscito, goffo e tendenzialmente noioso, Clio non sfigura affatto, grazie a quella sua aria spaesata che rende alla perfezione il personaggio di Anny, che passerà attraverso strane esperienze in una pensione abitata da ancor più strani individui.
E’ il suo momento migliore: con soli due film , si è costruita una buona fama, tant’è vero che viene immediatamente chiamata sul set di La storia vera della signora delle camelie; a volerla è un altro regista italiano di fama, Mauro Bolognini, che riduce per lo schermo il successo letterario di Alexandre Dumas.

Clio Goldsmith Miele di donna 3
Ancora dal film Miele di donna……

Clio Goldsmith Le grand pardon 2
… e dal film Le grand pardon

Nel film Clio lavora accanto a Isabelle Huppert, la Alphonsine Plessis protagonista del romanzo, a Gian Maria Volonté e Bruno Ganz, oltre al solito Fernando Rey, con il quale ha recitato in Miele di donna.
Il suo ruolo, quello di Clemence, non è tra quelli principali, visto che la vera protagonista rimane la Huppert, eroina in negativo del romanzo e del film.
Il film successivo, sempre del 1981 è Plein sud, di Luc Béraud, girato al fianco di Patrick Dewaere e Jeanne Moreau; il film, un noir, la vede protagonista nei panni di Caroline, una donna misteriosa che sconvolge la vita di un professore universitario. Un film importante, questo, che le permette un’altra scrittura in Italia, nel film di Marco Tullio Giordana La caduta degli angeli ribelli.

Clio Goldsmith La cicala 1
Con Virna Lisi nel film La cicala

Lei ha la parte principale, quella di Cecilia, una donna normale con una vita assolutamente normale, che cambia irreparabilmente il giorno in cui apprende che  suo padre è in fin di vita. Sconvolta, la donna si concede ad un automobilista di passaggio, con il quale vivrà una storia appassionata che finirà male. Il film non riscuote successo, per colpa di una sceneggiatura approssimativa. E’ quindi una battuta d’arresto in una carriera, fino a quel momento, ricca di soddisfazioni.

Clio Goldsmith L’étincelle 1
L’enticelle

Si arriva quindi al 1982, quando la venticinquenne Clio decide di sposare Carlo Alessandro Puri Negri, un importante dirigente d’azienda, nipote del fondatore delle industrie Pirelli.
Il ruolo di moglie e successivamente di madre evidentemente la appaga, anche se continua il suo lavoro cinematografico con La donna giusta, di Paul Williams, uno strano film in cui è una delle donne della vita di un cronista donnaiolo che all’improvviso decide di convertirsi ad uno stile di vita più morigerato.
Il film non riscuote un gran successo, ma Clio lavora ancora, questa volta in Le grand pardon, di Alexandre Arcady, e nel ben più importante Le cadeau, uscito in Italia con il titolo tradotto letteralmente Il regalo, che il regista Michel Lang trae dal libro di Terzoli Anche i bancari hanno un’anima.

Clio Goldsmith Plein sud 2
Plein sud

Nel film è Barbara, una giovane prostituta che alcuni amici “regalano” per una sera ad un bancario in procinto di andare in pensione.
Per due anni Clio resta in attesa di una scrittura che la convinca; nel frattempo è diventata mamma, per cui torna sullo schermo solo nel 1984, nel film L’etincelle, nuovamente diretta da Lang. Nel film è Dale, una giovane sposa in attesa che è contesa da un padre e suo figlio.
Il film è il suo ultimo lavoro cinematografico, perchè comparirà, dopo di allora, solo in un film per la tv, diretto da Dino Risi, …e la vita continua.
Nel 1985 divorzia, dopo solo tre anni di matrimonio, da Carlo Alessandro Puri Negri; la delusione per la fine del matrimonio e uno strano episodio riguardante un’ammiratore che la molestava, la spingono a lasciare le scene.
Di lei si parlerà nel 1991 per il suo nuovo matrimonio con Mark Shand, fratello della compagna di Carlo d’Inghilterra, Camilla Parker-Bowles.

Clio Goldsmith La donna giusta

Nel film La donna giusta

Clio Goldsmith Il regalo 1

Il regalo

Clio Goldsmith Plein sud 3

Plein sud

Oggi, Clio Goldsmith vive in Italia con suo marito; non è più rientrata su un set televisivo, svolge solo attività benefiche.
Aldilà delle sue scelte professionali e umane, che l’hanno portata a interrompere una carriera cinematografica che si prospettava brillante, Clio è rimasta nella memoria degli spettatori come un’attrice di buon livello, affascinante e sexy, con quella sua aria da maliziosa donna in bilico tra ingenuità e malizia.

…e la vita continua (1984) (TV)
L’étincelle (1984)
Il regalo- Le cadeau (1982)
Le grand pardon (1982)
La donna giusta (1982)
La caduta degli angeli ribelli (1981)
Plein sud (1981)
La storia vera della signora dalle camelie (1981)
Miele di donna (1981)
La cicala (1980)

gennaio 2, 2010 Pubblicato da: | Biografie | | Lascia un commento

Ursula Andress

Ursula Andress foto

Come ha confessato in una sua intervista di qualche tempo fa, Ursula Andress ha l’Italia nel sangue, nel destino e nella fortuna. Quel destino che le fece incontrare, da ragazza, ancora minorenne, un giovane italiano con il quale fuggì di casa per una fuga d’amore interrotta soltanto dai genitori, che la riportarono indietro. Sempre l’Italia anche nella carriera, con un terzo dei circa 50 film interpretati di provenienza italiana.

Ursula Andress Licenza di uccidere
Ursula Andress in 007 licenza d’uccidere

Ursula, bellezza straordinaria, altera, è nata a Berna nel 1936, e dopo una fulminea carriera da fotomodella, esordisce nel cinema a diciotto anni, nel 1954, nel celebre Un americano a Roma, del grande Steno, nel quale ha una piccola parte accanto al gigante Sordi, che si apprestava a diventare ormai una star del cinema italiano. La sua eccezionale bellezza non passa inosservata,

Ursula Andress Colpo in canna
Nel film Colpo in canna

tanto che in due anni gira altri tre film, La figlia di Mata Hari di Renzo Merusi, un brutto film ambientato in oriente sull’invasione giapponese delle isole del Borneo, seguito da La catena dell’odio di Piero Coschi e da Le avventure di Giacomo Casanova ,nuovamente diretta da Steno.
Se le doti recitative sono appena sufficienti, la Andress si distingue principalmente per una bellezza assolutamente straordinaria; ed è la bellezza a valerle un ruolo cinematografico che la consegnerà alla leggenda. Terence Young, che si appresta a dirigere 007 Licenza di uccidere, tratto dal romanzo di Jan Fleming Dottor No, la scrittura e le affida la parte di Honey Rider nel film da lui diretto.

Ursula Andress L'infermiera
L’infermiera

Ursula Andress La montagna del dio cannibale
La montagna del dio cannibale

La scena in cui Honey/Ursula esce dall’acqua, in un bikini succinto bianco, guardata con stupore da James Bond-Sean Connery, diventa una seconda pelle. Il film ha un successo straordinario, e lancerà anche al cinema il mito dell’agente segreto inglese con licenza di uccidere. Ma è anche la notorietà mondiale per Ursula: siamo nel 1962, e la ventiseienne attrice svizzera diventa di colpo una star. Hollywood la chiama a se; lavora in L’idolo di Acapulco, film del 1963 diretto da Richard Thorpe, al fianco di Elvis Presley, in I quattro del texas, nel ruolo di  Maxine Richter diretto da un altro grande di Hollywood, Robert Aldrich, in un film con un grande cast, che include Frank Sinatra, la nuova stella lanciata da Fellini Anita Ekberg, Dean Martin e Charles Bronson

Ursula Andress Letti selvaggi
La Andress in Letti selvaggi

e ancora in Sfida sotto il sole di John Derek, accanto allo stesso Derek, a Sammy Davis Jr. e a Robert Duvall. E’ proprio con  Derek il primo matrimonio dell’attrice: un matrimonio destinato a durare pochissimo, e che si concluderà nel 1966 con il divorzio dall’attore/regista. I film successivi, La dea della città perduta e Ciao Pussycat, una mega produzione diretta da Donner su soggetto di Woody Allen, brillante scrittore americano, conosciuto per la verve umoristica, riscuotono un buon successo; è sopratutto Ciao Pussycat a mostrare che l’attrice può anche entrare in cast e in film dal contenuto in stile commedia brillante.

Ursula Andress Sole rosso
Sole rosso

Infatti il suo lavoro successivo è L’uomo di Hong Kong, una scatenata commedia umoristica girata al fianco di Jean Paul Belmondo, ricca di colpi di scena.
Nel 1965, sempre più famosa, accetta di lavorare in uno dei film più sottovalutati degli anni sessanta, il visionario La decima vittima, di Elio Petri,tratto da The Seventh Victim di Robert Sheckley,romanzo a metà strada tra il fantascientifico e il surreale.

Ursula Andress Spogliamoci cosi senza pudor
Nella commedia Spogliamoci così senza pudor

La Andress è Caroline Meredith, una abilissima killer che deve uccidere la sua decima vittima per diventare campione di decatlhon; la sua ultima vittima, un indolente (tipico romano almeno nelle intenzioni di Petri) Mastroianni, che finirà per innamorarsi di lei, con tanto di matrimonio finale tra vittima e cacciatrice.
Ancora una volta va rimarcata una peculiarità dell’attrice: la sua straordinaria avvenenza fisica e la sua particolare bellezza le danno però un aspetto algido e freddo, che finiscono per caratterizzarsi in una scarsa mobilità del viso e in una espressione mimica limitata. E’ uno dei motivi per cui la Andress finirà, nella seconda parte della sua carriera, per partecipare a film di scarso valore.

Ursula Andress L'infermiera 2
Ancora un fotogramma da L’infermiera

Subito dopo il film di Petri, che ebbe scarsa fortuna per poi essere rivalutato nel corso del tempo come prodotto eccezionalmente innovativo, la Andress lavora in La caduta delle aquile, classico film bellico diretto da John Guillermin che narra le gesta di una pattuglia di aviatori impegnata nella Grande guerra, e successivamente in Operazione San Gennaro di Dino Risi, divertente commedia interpretata da Totò, Nino Manfredi, Senta Berger, Mario Adorf e Dante Maggio in cui i protagonisti cercano nientemeno che di rubare il tesoro di San Gennaro.

Ursula Andress- Acapulco

Acapulco

Nel 1967 Ursula torna nel cast di un film di James Bond, nel ruolo di Vesper Lynd; si tratta dello scombinato Agente 007 Casino Royale, un fiasco clamoroso a cui parteciparono i registi John Huston, Val Guest, Ken Hughes, Joseph McGrath e Robert Parrish e il cast ricchissimo che lo componeva, ovvero David Niven, Charles Boyer, William Holden, Deborah Kerr, Ursula Andress,Daliah Lavi, Peter Sellers, Woody Allen, John Huston, Joanna Pettet, Orson Welles, George Raft, Jean-Paul Belmondo, Jacqueline Bisset.

Ursula Andress I 4 moschettieri
I quattro moschettieri

La Andress si ritrovò su un set che sembrava preda di un isterismo di massa, causato dalla lite tra Peter Sellers e sua moglie Britt Ekland, che rivolse troppe attenzioni a Orson Welles, tanto che l’attore inglese fini per non rivolgere più la parola all’illustre collega attore e regista, con il risultato finale che i registi furono costretti a girare le scene che vedevano i due attori protagonisti in controcampo. Il film, una sgangherata parodia di James Bond si rivelò un fiasco, ma la Andress, per sua fortuna, aveva un ruolo limitato; dopo aver partecipato, nel 1968 a Le dolci signore e La stella del sud, l’attrice svizzera gira nel 1970 il curioso Colpo da 500 milioni alla National Bank (Perfect Friday) , nel quale compare completamente nuda, mentre nel 1971 è nel cast del western Sole rosso, con Charles Bronson, Alain Delon, Ursula Andress, Toshiro Mifune, Capucine diretto da Terence Young; il film è un western atipico, in cui si assiste ad una strana alleanza tra un samurai e un fuorilegge per recuperare una spada che il samurai deve consegnare al Presidente degli Stati Uniti.

Ursula Andress La decima vittima
La decima vittima

Ursula Andress Scontro di titani
Scontro di titani

Anche questa volta la sua recitazione è sufficiente, ma nulla più. L’attrice ha 35 anni, quindi è nel pieno della maturità fisica; la bellezza è sempre notevole, ma il cinema inizia a riservarle le prime amarezze. In tre anni gira solo film leggeri, commedie allegre senza grosse pretese, come Africa Express, del 1975 accanto a Giuliano Gemma, l’erotico L’infermiera, classica commedia sexy degli anni 70 in cui però da modo di far apprezzare al suo pubblico il fisico assolutamente scultoreo che possiede, in una serie di nudi da antologia. Segue Spogliamoci così senza pudore, altra commedia sexy a episodi diretta da Sergio Martino, seguito da Safari express, questa volta diretta da Duccio Tessari, in cui ricostruisce la coppia formata con Giuliano Gemma con il quale aveva lavorato nel discreto Africa Express.

Ursula Andress La caduta delle aquile
Dove osano le aquile

Ormai l’attrice lavora stabilmente in Italia; infatti nel 1976 Enzo Castellari la chiama per lavorare in Le avventure e gli amori di Scaramouche, filmetto senza pretese e di scarso successo in cui è l’unica attrice di una certa fama a prendere parte al cast.Segue il buon thriller Doppio delitto, diretto da Steno, con la partecipazione anche di Agostina Belli, Peter ustinov e Marcello Mastroianni; segue il mal riuscito Colpo in canna , film del 1975, diretto da Fernando Di Leo, bizzarro tentativo da parte del regista pugliese di coniugare un poliziesco/thriller con i canoni della commedia ironica. Ancora una volta l’unica cosa degna del film è la bellezza sfolgorante della Andress, sempre ad altissimi livelli estetici.

Ursula Andress Casino royale
Casino Royale

Ursula Andress L'ultima chance
Ursula Andress in L’ultima chance

Il successivo La montagna del dio cannibale, diretto da Sergio Martino, nel quale è Susan Stevenson, una donna alla ricerca del marito, sperduto tra le foreste della Nuova Guinea infestata di cannibali. Un film di modesta levatura, ancora una volta; così come modesti sono i risultati di Letti selvaggi, film diretto da Luigi Zampa nel 1979, una delle ultime, stanche commedie all’italiana, costituito da otto episodi con protagonisti nomi di rilievo del cinema, come Monica Vitti, Sylvia Kristel e Monica Vitti, oltre ad un giovanissimo e surreale Roberto Benigni.
Questo può essere definito l’ultimo film importante in cui la Andress ha una parte da protagonista.

Ursula Andress What’s new Pussycat
What’s new Pussycat

Gira ancora I quattro moschettieri nel 1981 e Scontro di titani, una mega produzione a sfondo mitologico in cui ovviamente è chiamata a ricoprire il ruolo di Venere, dea dell’amore. Anche se ha 40 anni, l’attrice è ancora bellissima e avvenente, ma da quel momento il cinema le riserverà solo la partecipazione a Messico in fiamme del 1982; da quel momento in poi Ursula lavorerà in produzioni televisive, come Manimal e Love Boat, con l’eccezione rappresentata da Liberté, égalité, choucroute , film diretto da Jean Yanne nel 1985, ambientato durante la rivoluzione francese nel quale è Maria Antonietta, consorte di Michel Serrault/Luigi XVI.

In seguito lavorerà ancora in serie televisive, anche di fama come Falcon crest, Pietro il Grande, l’italianissimo Fantaghirò.
Se la carriera cinematografica della Andress non si può definire da grande star, la vita privata dell’attrice ha avuto invece proprio le caratteristiche della vedette, inseguita e fotografata per i suoi amori e le sue relazioni amorose, a cominciare da quella con il regista pigmalione Derek, passando per gli attori con cui ha avuto relazioni più o meno lunghe, come Jean Paul Belmondo, Warren Beatty, Ryan O Neal e Harry Hamlin, 20 anni più giovane di lei, con il quale ha avuto il figlio Dimitry.

Ursula Andress Doppio delitto
Doppio delitto

Come considerazione finale, si può dire che la bellissima attrice è oggi un mito più per le scene memorabili di 007 licenza di uccidere che per lo svolgimento della sua carriera; una carriera onorevole, in cui però manca l’acuto, il film importante, l’interpretazione memorabile.

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Ursula Andress Klassäzämekunft

Klassäzämekunft

Ursula Andress Colpo da 500 milioni

Perfect friday

Ursula Andress Fantaghiro 4

Fantaghirò 4

Ursula Andress L'uomo di Hong Kong

L’uomo di Hong Kong

Ursula Andress-Messico in fiamme

Messico in fiamme

Ursula Andress-Le dolci signore

Le dolci signore

Ursula Andress-Le avventure e gli amori di Scaramouche

Le avventure e gli amori di Scaramouche

Ursula Andress-La stella del sud

La stella del Sud

Ursula Andress-La dea della città perduta

La dea della città perduta

Ursula Andress-I 4 del Texas

I 4 del Texas

Ursula Andress-Fantaghirò 3

Fantaghirò

Ursula Andress-Cremaster 5

Cremaster

Ursula Andress Die Vogelpredigt

Die Vogelpredigt

Ursula Andress Man Against the Mob The Chinatown Murders

Man Against the Mob The Chinatown

Ursula Andress Banner filmografia

Liberté, égalité, choucroute (1985)
The Fifth Musketeer (1979)
Letti selvaggi (1979)
La montagna del dio cannibale (1978)
Doppio delitto (1977)
Le avventure e gli amori di Scaramouche (1976)
Africa Express (1976)
Safari Express (1976)
Spogliamoci così senza pudor (1976)
L’infermiera (1975)
Colpo in canna (1975)
L’ultima chance (1973)
Sole rosso (1971)
Perfect Friday (1970)
L’étoile du sud (1969)
Le dolci signore (1968)
Casino Royale (1967)
Once Before I Die (1966)
The Blue Max (1966)
La decima vittima (1965)
L’uomo di Hong Kong (1965)
What’s New Pussycat (1965)
She (1965)
Nightmare in the Sun (1965)
4 for Texas (1963)
Fun in Acapulco (1963)
007 licenza di uccidere (1962)
Le avventure di Giacomo Casanova (1955)
La catena dell’odio (1955)
Un americano a Roma (1954)

Ursula Andress- Foto 5

Ursula Andress- Foto 4

Ursula Andress- Foto 3

Ursula Andress- Foto 2

Ursula Andress- Foto 1


dicembre 25, 2009 Pubblicato da: | Biografie | | 2 commenti

Daniela Giordano

Daniela Giordano Foto 1

 

Chiunque cerchi dati anagrafici o biografici di Daniela Giordano, la bellissima attrice siciliana, troverà generalmente scarni dati relativi ai suoi 37 film, girati tra il 1967 e il 1980, data dell’ultima apparizione cinematografica. In più troverà un breve sunto tratto dal Dizionario del cinema italiano, di  Enrico Lancia e Roberto Poppi, edito da Gremese, nel quale viene definita, letteralmente “attrice di non grandissime risorse, ma splendida donna, che non sfigura nel panorama poco edificante del cinema di genere del decennio 1969-1979

Daniela Giordano Vedo nudo
Daniela Giordano in Vedo nudo

A parte la scarsa lungimiranza dei due autori, che dimenticano come il thriller all’italiana o il poliziesco all’italiana, molti film della commedia stessa, siano oggi oggetto di rivalutazione globale, oltre che essere fonte di ispirazione per molti acclamati registi di oltre oceano (Tarantino e Scorsese, solo per esempio), il giudizio su Daniela Giordano è fortemente limitativo.

Daniela Giordano Quante volte quella notte 1

Quante volte quella notte

Daniela Giordano L'infermiera di mio padre
L’infermiera di mio padre

Se è vero che tra i film interpretati non ci sono i capolavori, è indubbio che la bella attrice palermitana abbia dato un apporto personale adeguato anche i copioni che le venivano sottoposti, mostrando doti recitative all’altezza.
Sono ben altre le bellone senza talento espresse dal cinema italiano, e alcune di loro sono celebrate come delle grandi attrici, per i soliti misteri insondabili del mondo del cinema, che nega il talento ove c’è e viceversa.

Daniela Giordano Il vizio ha le calze nere
Il vizio ha le calze nere

Daniela nasce a Palermo il 7 novembre del 1947, e subito dopo aver ultimato gli studi, arriva al cinema grazie alla vittoria nel concorso di bellezza più famoso, Miss Italia, che si aggiudica nel 1966; la cosa le vale una piccola parte in Play boy, di Ezio Battaglia, uno dei tanti musicarelli costruiti attorno alla figura del cantante più popolare del momento, in questo caso casco d’oro Caterina Caselli e nello stesso anno per I barbieri di Sicilia , film comico diretto da Marcello Ciorciolini, costruito attorno all’inossidabile coppia Franchi-Ingrassia.

Daniela Giordano Le segrete esperienze di fanny e Alexander

Le segrete esperienze di Luca e Fanny

Il buon riscontro ricevuto, spinge Daniela Giordano ad accettare altri ruoli, che così partecipa, nel 1968, a due ruoli in film western. Il fatto di essere bruna, una tipica bellezza mediterranea, la rende credibile sia in Il lungo giorno del massacro, di Alberto Cardone, in cui è Paquita sia in Joe… cercati un posto per morire!, di Carnimeo, in cui è Juanita; entrambi i film sono discreti successi, come del resto accadeva a quasi tutti i film del genere western, nati attorno alla seconda giovinezza del genere dovuta al grande successo dei film di Leone. Una piccola parte è anche quella interpretata in Susanna… ed i suoi dolci vizi alla corte del re , film famoso più che altro per la presenza di altre due future star del cinema anni settanta, le bellissime Edwige Fenech, quasi agli esordi e Femi Benussi.

Daniela Giordano Inquisicion
Inquisicion

Per Daniela il cammino è decisamente difficile; le parti che le vengono offerte sono poco più che comparsate, anche se va detto che fa eccezione  quella di Luisa in Vedo nudo di Dino Risi, nel quale è una ragazza che accetta un appuntamento con un fotografo di donne discinte, e che non riuscirà ad avere con lui un rapporto perchè l’uomo all’improvviso vede sparire la sua virilità;

Daniela Giordano Malocchio
Malocchio (Erotikofollia)

le due opere sempre girate nel 1969, Un esercito di cinque uomini di Italo Zingarelli e il successivo …e vennero in quattro per uccidere Sartana! di Demofilo Fidani sono due western con piccole parti, ma importanti perchè le permettono di farsi conoscere ancora di più. Tra il 1970 e il 1971 gira Le ombre roventi, di Mario Caiano al fianco di William Berger, il western Buon funerale, amigos!… paga Sartana di Carnimeo, La sfida dei MacKenna di Klimovsky, Bolidi sull’asfalto a tutta birra di Bruno Corbucci, film costruito attorno al grande campione di motociclismo Giacomo Agostini;

Daniela Giordano Una tomba aperta una bara vuota 2
Una tomba aperta, una bara vuota

film che si fa notare anche per la presenza del cantante Sergio Leonardi, del futuro cabarettista e comico Gianfranco D’Angelo. La Giordano sembra relegata i ruoli di secondo piano in film western o in B movie, come Il suo nome era Pot, di Lucio Dandolo e Demofilo Fidani e I quattro pistoleri di Santa Trinità di Giorgio Cristallini, quando le si presenta l’occasione della vita. A scritturarla per Quante volte… quella notte è Mario Bava, che le offre il ruolo principale, quello di Tina Brandt, in un film inespresso, confuso, che racconta la storia di una ragazza che viene violentata ( o forse no) da un play boy, in un gioco d’inganni e false verità.

Daniela Giordano Le impiegate stradali
Daniela Giordano in Batton story- Le impiegate stradali

Non è il miglior Bava, ma Daniela se la cava egregiamente; nel frattempo il cinema italiano ha scoperto il filone thriller, dopo la scomparsa del western all’italiana, così Daniela Giordano entra nei cast di Una tomba aperta… una bara vuota di Alfonso Balcazar, brutto e raffazzonato film a metà strada tra l’horror e il thriller, in Violenza contro violenza e in Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave , di Sergio Martino, nel quale interpreta il ruolo di Fausta, l’amante di Oliviero, scrittore alcolizzato, e in cui ha davvero una piccola parte.

Daniela Giordano Bolidi sull'asfalto
Bolidi sull’asfalto

Nel frattempo il cinema, grazie allo straordinario successo del western comico Lo chiamavano Trinità, scopre un altro ricco filone; proliferano le commedie/western con la denominazione Trinità nei titoli; la Giordano, che come abbiamo visto aveva già alcuni western all’attivo, viene scritturata per Scansati… a Trinità arriva Eldorado, diretto da Diego Spataro nel 1972, con l’onnipresente Gordon Mitchell e per Trinità e Sartana figli di… diretto da Bolzoni. Film poco conosciuti e passati subito nel dimenticatoio, così come è un insuccesso La casa della paura, film di William Rose, che rappresenta il ritorno sullo schermo di Daniela, avvenuto nel 1974, dopo due anni di fermo;

Daniela Giordano Un toro da monta
Daniela in Un toro da monta

La casa della paura, nonostante il buon cast che include anche Rosalba Neri, Raf Vallone, Brad Harris e Karin Schubert, si rivela un fiasco, e viene anche sbeffeggiato dalla critica per la sceneggiatura pasticciata. Nonostante abbia la parte principale, Daniela Giordano non spicca nell’aurea mediocrità della pellicola, e da questo momento la sua carriera va incontro ad una involuzione costante. La riprova è La cameriera, di Roberto Bianchi Montero, stanca pellicola erotica del filone commedia sexy; non va decisamente meglio nemmeno con L’infermiera di mio padre, di Mario Bianchi, nel quale è affiancata da Maria Pia Conte, destinata a diventare una meteora.

Dopo una breve apparizione nel bel Roma violenta, di Marino Girolami, nel quale interpreta la bella Erika, la Giordano lavora in Malocchio (Eroticofollia), un thriller con connotazioni soprannaturali confuso, diretto da Mario Siciliano.In pratica la storia cinematografica di Daniela Giordano è segnata proprio da queste scelte; i film successivi sono quasi dei B movie, come Il vizio ha le calze nere, di Tano Cimarosa, thriller piatto nel quale lavora con Magda Konopka (l’ex Satanik anni 60) e con l’affascinante Dagmar Lassander. Nello stesso anno, il 1975, è con lando Buzzanca e Martine Brochard nel brutto Il fidanzamento, di Giovanni Grimaldi, nel quale è la moglie di Riccardo Garrone, fratello del protagonista Lando Buzzanca, che interpreta Luigi, uno strano tipo che inganna la fidanzata procrastinando le nozze all’infinito.Nel 1976 la troviamo sul set di ben 5 film, l’unico dei quali abbia un minimo di valore è Inquisicion, diretto e interpretato dal grande Paul Naschy;

Daniela Giordano Foto 3

gli altri, a partire da L’adolescente, di Alfonso Brescia, sono le solite stracche commediole erotiche, nelle quali l’unica cosa di rilievo sono le curve delle protagoniste, come la Sonia Viviani che lavora con lei, o come quelle di Femi Benussi, che interpreta con lei i due film successivi, Batton story- Le impiegate stradali, insulsa commedia su un gruppo di prostitute che decide di gestirsi da sole e Un toro da monta, di Roberto Mauri, film noioso in maniera patologica. Dopo aver girato La portiera nuda, di Luigi Cozzi accanto a Erika Blanc, Daniela Giordano lavora per la penultima volta in Il braccio violento della mala, uno degli ultimi film del genere poliziottesco e chiude la sua carriera cinematografica con l’orrido Le segrete esperienze di Luca e Fanny, un film in cui si trova accanto a Enzo Garinei a chiacchierare per buona parte del film nel giardino di una splendida casa, mentre il protagonista Luca, si dedica all’erotismo; il film, girato con abbondanti inserti porno, chiude in maniera desolante la carriera della bella attrice.

Un percorso cinematografico, quello della Giordano, privo di acuti e privo di quel film che illumina una carriera; colpa di scelte sbagliate, probabilmente, o colpa della miopia dei produttori che non hanno voluto insistere su di lei affidandole ruoli meno “leggeri”; un vero peccato, perchè le doti c’erano, aldilà del fascino innegabile che ci ha regalato la sua bellezza intrigante

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Daniela Giordano Violenza contro la violenza

Violenza contro la violenza

Daniela Giordano Ombre roventi

Ombre roventi

Daniela Giordano L'adolescente

L’adolescente

Daniela Giordano Joe… cercati un posto per morire

Cercati un posto per morire

Daniela Giordano I barbieri di Sicilia

I barbieri di Sicilia

Daniela Giordano La casa della paura

La casa della paura

Daniela Giordano Una tomba aperta una bara vuota 1

Una tomba aperta,una bara vuota

Daniela Giordano Un esercito di 5 uomini

Un esercito di cinque uomini

Daniela Giordano Scansati a Trinità arriva Eldorado

Scansati,a Trinità arriva Eldorado

Daniela Giordano Quante volte quella notte 2

Quante volte quella notte

Daniela Giordano La cameriera

La cameriera

Daniela Giordano il lungo giorno del massacro

Daniela Giordano il lungo giorno del massacro 2

Due fotogrammi da Il lungo giorno del massacro

Daniela Giordano Il fidanzamento 2

Il fidanzamento

Daniela Giordano Il fidanzamento 1

Ancora da Il fidanzamento

Daniela Giordano Roma violenta

Roma violenta

Daniela Giordano Susanna... ed i suoi dolci vizi alla corte del re

Susanna e i suoi dolci vizi alla corte del re

Daniela Giordano La sfida dei MacKenna

La sfida dei Mackenna

Daniela Giordano Karamurat, la belva dell'Anatolia

Karamurat la belva dell’Anatolia

Daniela Giordano Joe... cercati un posto per morire

Joe cercati un posto per morire

Daniela Giordano Buon funerale amigos... paga Sartana

Buon funerale amigos paga Sadaniela-giordanomerkwurdige-lebensgeschichte-des-friedrich-freiherrn-von-der-trenck

Merkwürdige Lebensgeschichte des Friedrich Freiherrn von der Trenck

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Trinità e Sartana figli di …

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La portiera nuda

Daniela Giordano Banner filmografia

Le segrete esperienze di Luca e Fanny (1980)
I miei peggiori amici 1978
La portiera nuda (1976)
Un toro da monta (1976)
Le impiegate stradali – Batton Story (1976)
L’adolescente (1976)
Inquisición (1976)
Il vizio ha le calze nere (1975)
Il fidanzamento (1975)
Malocchio (1975)
L’infermiera di mio padre (1975)
Roma violenta (1975)
La cameriera (1974)
La casa della paura (1973)
Trinità e Sartana figli di… (1972)
Scansati… a Trinità arriva Eldorado (1972)
Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave (1972)
Quante volte… quella notte (1972)
Violenza contro violenza 1972
Una tomba aperta… una bara vuota 1972
Il suo nome era Pot (1971)
I quattro pistoleri di Santa Trinità (1971)
Bolidi sull’asfalto a tutta birra (1970)
La sfida dei MacKenna (1970)
Le ombre roventi (1970)
Buon funerale, amigos!… paga Sartana (1970)
…e vennero in quattro per uccidere Sartana! (1969)
Un esercito di cinque uomini (1969)
Vedo nudo (1969)
Susanna… ed i suoi dolci vizi alla corte del re
Joe… cercati un posto per morire! 1968
Il lungo giorno del massacro 1968
I barbieri di Sicilia (1967)
Play-Boy (1967)

Daniela Giordano Foto 2

novembre 26, 2009 Pubblicato da: | Biografie | | 2 commenti

Dominique Sanda

Dominique Sanda foto 1

Bellissima, altera e aristocratica, un volto perfetto per il cinema. Dominique Varaigne , in arte Sanda, è stata una delle attrici più brave che la Francia abbia espresso; è comparsa in numerosi film d’autore, nei quali le è stato di fondamentale aiuto il possedere le doti elencate all’inizio. Nata a Parigi nel marzo del 1948, ha avuto la fortuna di essere notata da Robert Bresson, che l’ha lanciata come protagonista del film Une femme douce, uscito in Italia con il titolo Cosi bella così dolce. Il ruolo tormentato di Elle, la giovane donna che rifiuta di diventare un oggetto nelle mani del marito e che perciò sceglie il suicidio, la lancia immediatamente come attrice di talento; Dominique, Domino per i suoi amici, ha appena 20 anni, e alle spalle un matrimonio fallito dopo poco tempo.

Dominique Sanda Erste Liebe
Dominique Sanda nel film d’esordio, Cosi bella così dolce

Dominique si era sposata giovanissima, ad appena 16 anni, lasciando la sua ricca famiglia per vivere la sua vita. E’ proprio nel cinema che si realizzerà, girando oltre 50 film, molti dei quali con i registi più acclamati della storia del cinema.
L’esordio col botto può essere un boomerang, per una giovane donna inesperta: il cinema è spesso una palude, così come può accadere di fare scelte sbagliate che compromettono, da subito, carriere altrimenti destinate a diventare luminose. Infatti il film successivo, La notte dei fiori di Gian Vittorio Baldi, girato l’anno dopo, un thriller con venature parapsicologiche, è un film che si rivela un fiasco, e rischia di compromettere la sua carriera.

Dominique Sanda Aldilà del bene e del male
Nel film Aldilà del bene e del male, di Liliana Cavani

Ma la testarda Dominique insiste, e così raccoglie un grandissimo successo personale con Il conformista, di Bernardo Bertolucci, nel quale interpreta il tormentato ruolo di Anna Quadri, donna sentimentalmente instabile, moglie di un’antifascista che morirà in maniera tragica.
E’ sempre l’Italia a confermare la sua notorietà, grazie a registi che esaltano le sue eccezionali doti di bellezza unite a capacità recitative. Indimenticabile è il ruolo di Micol Finzi Contini nel film di Vittorio De Sica Il giardino dei Finzi Contini, splendida e raffinata elaborazione cinematografica del romanzo di Bassani.

Dominique Sanda Caboblanco
Dominique Sanda in Caboblanco

E’ ancora un ruolo tormentato, quello della bella e incomprensibile Micol, separata dal mondo dalla recinzione del giardino dei Finzi Contini, una famiglia ebrea ricchissima, che finirà inevitabilmente nei campi di concentramento, sorte che Micol condividerà. Donna fatale anche in Senza movente, splendido noir di Philippe Labrò, nel quale Dominique è Sandra, una donna ambigua apparentemente legata ad alcuni oscuri delitti.
E’ un’attrice affermata la Sanda, nel 1971;  ha interpretato pochi ruoli, ma in film importanti e sopratutto con grossi riscontri di critica e di pubblico.

Dominique Sanda Yo, la peor de todas
Yor la peor de todas

Nei successivi tre anni sarà sui set di film assolutamente importanti, come Gruppo di famiglia in un interno, di Luchino Visconti, anche se in un ruolo che non la vede nemmeno accreditata, in Il lupo della steppa, di Fred Haines, nel ruolo di Erminia, una prostituta saggia e intelligente, che salverà un intellettuale dal suicidio, nell’Agente speciale Mackintosh di John Houston, grande successo ai botteghini
Nel 1976 gira il film della vita, quel Novecento, di Bernardo Bertolucci considerato universalmente uno dei capolavori del cinema europeo; il ruolo di Ada Fiastri Paulhan , la moglie di Alfredo Berlinghieri, è veramente nelle sue corde. La donna tormentata, ancora una volta, che decide di lasciare il marito ritenendolo responsabile morale del non essersi opposto al fascismo resta una delle sue interpretazioni più belle e intense.

Dominique Sanda Il conformista

Fotogramma tratto da Il conformista, di Bertolucci

Così come una grande interpretazione è quella di Irene Carelli in Ferramonti nel film L’eredità Ferramonti, di Mauro Bolognini, ottimo affresco di fine secolo in cui Dominique tratteggia alla perfezione il ruolo di Irene, donna senza scrupoli che attraverso relazioni sentimentali con il cognato e il suocero riuscirà ad ereditare una fortuna, prima di perderla per il suicidio del cognato. Siamo nel 1976, Dominique Sanda, 28 enne, è una star a tutti gli effetti, un’attrice che garantisce con la sua presenza un valore aggiunto.

Dominique Sanda L'agente speciale McIntosh
Con Paul Newman in L’agente speciale MacKintosh

Liliana Cavani la sceglie per lo scabroso ruolo di Lou Andreas-Salomé nel suo film Aldilà del bene e del male, nel quale riesce a rendere un ritratto fortissimo della donna che si divise tra Friedrich Nietzsche e Paul Rée; e tre anni dopo, nel 1980, un altro ritratto indimenticabile, quello di Helene in Un dolce viaggio, splendido e poetico film di Michel Delville.

In un certo senso la Sanda esprime il meglio di se stessa proprio nel periodo tra il 1973 e il 1980; in seguito girerà altre ottime opere, ma meno affascinanti di quelle comprese in questo periodo. Tutto dipese anche dalla crisi che il cinema europeo ha attraversato per buona parte degli anni 80, quando molti maestri del cinema ridussero all’osso le loro regie, mentre vennero a mancare soggetti importanti e che valessero la pena di essere elaborati.

Dominique Sanda L'ultima odissea
L’ultima odissea

Dominique Sanda Poussière d'empirePoussière d’empire

Infatti nel 1980 troviamo Dominique Sanda impegnata a interpretare un ruolo molto distante da quelli a cui aveva abituato il suo pubblico; Capoblanco, girato con J. Lee Thompson, regista americano, al fianco di Charles Bronson, è un action movie appena sufficiente. Viceversa un ottimo lavoro è Storie di donne (Les ailes des colombes) per la regia di Benoît Jacquot, nel quale lavora la finaco di isabelle Huppert,di Michele Placido e di Jean Sorel. Tra il 1982 e il 1984 la Sanda rallenta le sue apparizioni sullo schermo; sono di questo periodo L’indiscretion, di Pierre Lary, al fianco di Jean Rochefort, Una camera in città, di Jacques Demy,Poussière d’empire (1983) ,distribuito in Italia come Polvere d’impero e infine Le matelot 512, diretto da René Allio, al fianco di Michel Piccoli.

Dominique Sanda Steppenwolf
Il lupo della steppa

Attratta da nuove esperienze, Dominique inizia a lavorare per la tv con opere come La naissance du jour, di Demy e nella produzione italiana Il treno di Lenin, di Damiano Damiani; ovviamente l’attrice francese non trascura il cinema, la sua vera passione. Al cinema la troviamo in Corps et biens (1986), opera di Benoît Jacquot tratto dal romanzo “Tendre femelle” di James Gunn, in Le lunghe ombre di Gianfranco Mingozzi e in Le mendiants, ancora una volta per la regia di Benoît Jacquot.

Dominique Sanda Un dolce viaggio
Dominique Sanda nello splendido Un dolce viaggio, di Delville

La costante della vita artistica di Dominique Sanda, quindi, resta sempre la stessa: scelta di copioni che abbiano ruoli consoni alle sue capacità interpretative, ma non solo; i film che accetta di girare devono essere di qualità. Infatti, caso più unico che raro, della Sanda non si conoscono pellicole dozzinali, girate e interpretate solo per la cassetta.
In Italia lavora ancora nell’ultimo film interpretato negli anni 80, In una notte di chiaro di luna, di Lina Wertmuller, al fianco di Peter O’Toole,Rutger Hauer, Faye Dunaway e Nastassja Kinski; il film, che affronta lo scottante tema della diffusione dell’Aids, nonostante l’ottimo cast, non ha un gran successo di pubblico, e passa abbastanza inosservato anche tra i critici, che lo snobbano.

Dominique Sanda L'eredità ferramonti

L’eredità Ferramonti

La ormai quarantunenne attrice francese passa così nuovamente ad un lavoro televisivo, Voglia di vivere, di Ludovico Gasperini, un buon successo in cui recita accanto a Thomas Milian. Al cinema, in questa sua nuova giovinezza cinematografica in Italia, interpreta Tolgo il disturbo, il bel film di Dino Risi, in cui è Carla, nuora del simpatico folle Augusto, film dal finale amaro, come del resto abitudine del grande regista.

Dominique Sanda 900,1
Novecento

Siamo negli anni novanta, e le apparizioni cinematografiche della Sanda si diradano, mentre crescono le sue apparizioni tv; nel 1991 lavora in Naissance d’un Golem, di Amos Gitai, film massacrato dalla critica, nel 1992 in Le vojage di Fernando E. Solanas,poi in Rosenemil , di Radu Gabrea e infine, sempre negli anni 90, in L’Affare Lucona, di Jack Gold e in Brennendes Herz di Peter Patzak. L’ultimo lavoro degli anni 90 è Garage Olimpo, di Marco bechis, un bel film in cui interpreta Diane, la madre di Maria Fabiani, un’attivista militante in una organizzazione clandestina che si oppone alla dittatura militare al governo in Argentina.

Dominique Sanda Le chanson de Roland
La chanson de Roland

Dominique Sanda Senza motivo apparente
Senza movente

Negli ultimi anni ha diradato moltissimo le sue apparizioni cinematografiche, apparendo in I fiumi di porpora, di Mathieu Kassovitz nei panni di Sorella Andree, in The Island of the Mapmaker’s Wife e infine in quello che attualmente è il suo ultimo lavoro, Suster N , per la regia di Viva Westi, film datato 2007.
Dominique Sanda, con la sua eleganza, la sua bellezza così fine e particolare, con le sue straordinarie doti drammatiche resta una delle attrici migliori espresse dal cinema francese, che pure è stato prodigo di autentici talenti.
Un’attrice completa, come ha dimostrato attraverso le sue selezionatissime apparizioni cinematografiche in una carriera ormai quarantennale.

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Dominique Sanda Une femme douce
Une femme douce

Dominique Sanda Les ailes de la colombe
Les ailes de la colombe

Dominique Sanda Il giardino dei Finzi Contini

Il giardino dei Finzi Contini

Dominique Sanda 900,2
Novecento

Dominique Sanda Albert Savarus

Albert Savarus

Dominique Sanda Grupo di famiglia in un interno

Gruppo di famiglia in un interno

Dominique Sanda-I, the Worst of All

I the worst of all

Dominique Sanda-The Crimson Rivers

The crimson rivers

Dominique Sanda Il decimo clandestino (TV Movie)

Il decimo clandestino

Dominique Sanda La notte dei fiori

La notte dei fiori

Dominique Sanda Le berceau de cristal

Le berceau de cristal

Dominique Sanda Le matelot 512

Le matelot

Dominique Sanda Le navire night

Le navire night

Dominique Sanda Les mendiants

Les mendiants

Dominique Sanda Story of a love story

Story of a love story

Dominique Sanda Tolgo il disturbo

Tolgo il disturbo

Dominique Sanda Une chambre en ville

Une chambre en ville

Dominique Sanda La notte dei fiori

La notte dei fiori

Dominique Sanda Un beau dimanche

Un beau dimanche

Dominique Sanda The Island of the Mapmaker's Wife

The Island of the Mapmaker’s Wife

Dominique Sanda Rosenemil

Rosenemil

Dominique Sanda Der grüne Heinrich

Der grüne Heinrich

Dominique Sanda Brennendes Herz

Brennendes Herz

Dominique Sanda Unser Kind soll leben

Unser kind sol leben

Dominique Sanda L'indiscretion

L’indiscretion

Dominique Sanda Warburg

Warburg

Dominique Sanda Ils n'avaient pas rendez-vous

Ils n’avaient pas rendez-vous

Dominique Sanda Il viaggio del terrore la vera storia dell'Achille Lauro

Il viaggio del terrore: la vera storia dell’Achille Lauro (TV Movie)

Dominique Sanda Il treno di Lenin

Il treno di Lenin

Dominique sanda banner filmografia

2014 Saint Laurent
2013 Un beau dimanche
2007 Suster N
2001 The Island of the Mapmaker’s Wife
2000 I fiumi di porpora
1999 Garage Olimpo
1996 Storia di un ufficiale di carriera (TV Movie)
1995 Brennendes Herz
1995 Giuseppe (TV Movie)
1994 Nobody’s Children (TV Movie)
1993 Intrigo in alto mare
1993 Rosenemil
1993 
1993 Albert Savarus (TV Movie)
1992 By Way of the Stars (TV Mini-Series)
1992 Warburg: A Man of Influence (TV Mini-Series)
1992 Il viaggio
1991 Naissance d’un Golem
1991 Non siamo soli (TV Mini-Series)
1991 Ils n’avaient pas rendez-vous (TV Movie)
1990 Voglia di vivere (TV Movie)
1990 Guerriers et captives
1990 Yo, la peor de todas
1990 Il viaggio del terrore: la vera storia dell’Achille Lauro (TV Movie)
1990 Tolgo il disturbo
1989 In una notte di chiaro di luna
1989 Il decimo clandestino (TV Movie)
1988 Il treno di Lenin (TV Movie)
1988 Les mendiants
1987 Le lunghe ombre
1986 Corps et biens
1984 Le matelot 512
1983 Poussière d’empire
1982 Una camera in città
1982 L’indiscrétion
1981 Storia di donne
1980 La naissance du jour (TV Movie)
1980 Caboblanco
1980 Un dolce viaggio
1979 Le navire Night
1978 La chanson de Roland
1978 Utopia
1977 Al di là del bene e del male
1977 L’ultima odissea
1976 L’eredità Ferramonti
1976 Novecento
1976 Le berceau de cristal
1974 Il lupo della steppa
1974 Gruppo di famiglia in un interno
1973 L’agente speciale Mackintosh
1973 Questo impossibile oggetto
1972 La notte dei fiori
1971 Senza movente
1970 Il giardino dei Finzi Contini
1970 Erste Liebe
1970 Il conformista
1969 Così bella così dolce

ottobre 24, 2009 Pubblicato da: | Biografie | | 1 commento

Rena Niehaus

Rena Niehaus-Foto
Rena Niehaus

Nella storia cinematografica di Rena Niehaus, attrice tedesca nata a Oldenburg nel dicembre del 1954 l’elemento fondamentale sembra essere la casualità, che l’ha portata per caso a diventare dapprima modella per delle foto pubblicitarie prima e di moda in seguito, per poi finire sugli schermi, in alcune produzioni molto interessanti concentrate negli anni 70, quando ha lavorato con Lattuada e Eriprando Visconti oltre che con Ugo Liberatore e altri. Sono 12 i film interpretati da Rena, girati tra il 1975 e il 1993, dieci dei quali sono racchiusi nel periodo 1975-1979

Rena Niehaus-cuore di cane
Con Cochi Ponzoni in Cuore di cane

Rena Niehaus si avvicina al mondo dello spettacolo attraverso la fotografia; contattata da un fotografo tedesco mentre era a Monaco di Baviera, diventa modella di una pubblicità creata per una nota casa di sigarette.
La sua particolare fisionomia, il volto non bellissimo ma espressivo vengono notate da Alberto Lattuada, che la scrittura per il film Cuore di cane.

Rena Niehaus Oedipus orca 2
Rena Niehaus in Oedipus orca

Rena Niehaus Il maestro di violino
Con Domenico Modugno in Il maestro di violino

Rena ha un temperamento volitivo, è affascinata da nuove eperienze e sopratutto vede nel cinema un modo per avvicinare altra gente, conoscere posti; così gira contemporaneamente alcuni film, come I baroni, di Gian Paolo Lomi, accanto a Turi Ferro, Vittorio Caprioli e Andrea Ferreol, in cui è una ragazza svedese che capita casualmente in una città del sud e fa innamorare pazzamente un maturo benestante, interpretato da Turi Ferro, Un amore targato Forli, di Sesani , nel quale interpreta Giorgia, la spregiudicata studentessa che riesce a sedurre un giovane musicista riminese e Il maestro di violino, nel quale è Laura, la bella e sensibile figlia di una famiglia di mecenati, che finirà per avere una storia d’amore con il suo insegnante di violino, il maturo Giovanni.

Rena Niehaus Un amore targato Forli
Un amore targato Forli

Rena Niehaus La orca 1
La orca

Un film creato su misura per sfruttare il successo commerciale dell’omonima canzone di Domenico Modugno, che nel film interpreta proprio Giovanni. Se la canzone è l’amaro epilogo di una carriera di primissimo livello per il grande Mimmo, il film è un trampolino di lancio per Rena, che mostra una buona padronanza delle scene e ottime doti recitative. Arriva così Cuore di cane, il film che Lattuada gira riprendendo un romanzo di Bulgakov, autore tra l’altro di Il maestro e Margherita; il film, pur non riscontrando successo di pubblico, viene ben giudicato dalla critica. Rena vi interpreta Zoja, fidanzata di Poligràph Poligràphovic, l’uomo a cui sono stati trapiantati gli organi di un cane.

Rena Niehaus  Nero veneziano 1
Rena Niehaus in Nero veneziano

Rena Niehaus Oedipus orca 1
Oedipus orca

Rena lavora, in questo film, con un cast eccellente, nel quale spiccano Max Von Sidow, Eleonora Giorgi, Cochi Ponzoni e Mario Adorf. Il successo arriva con La orca, di Eriprando Visconti, nipote del celebre Luchino. Il suo è il ruolo principale, quello di Alice, una ricca studentessa sequestrata da balordi, che riuscirà a far innamorare di se il meno sveglio dei suoi sequestratori, Michele (interpretato da Michele Placido), e che ucciderà proprio mentre sta per essere liberata dalla polizia, coperta, nel suo gesto, da un commissario che le vuole risparmiare altri dolori. In La orca Rena Niehaus interpreta perfettamente il contraddittorio personaggio di Alice, accettando anche un ruolo abbastanza scabroso.

Rena Niehaus-Una donna di seconda mano

Una donna di seconda mano

Nel 1977 Pino Tosini la scrittura per il discontinuo Una donna di seconda mano, dramma famigliare, nel quale è Simona, fidanzata di Luca, che la violenta, portandola ad accettare la corte del maturo Augusto, zio del suo fidanzato e amante di sua madre. Alla fine dello stesso anno Visconti decide di riprendere il film La orca dal punto esatto in cui finisce e ne fa un sequel, Oedipus orca, con Rena che riveste nuovamente i panni della giovane Alice, che ritorna a casa convinta che suo padre non abbia fatto nulla per liberarla. Nel film, la ragazza si convince che l’uomo non sia il vero padre, scopre che la madre, quando lei era stata concepita, aveva avuto un amante e dopo aver scoperto che quest’ultimo potrebbe essere il suo vero padre, lo seduce. Il film non ha la carica del primo capitolo, La orca, e passa abbastanza inosservato.

Due fotogrammi da Una donna di seconda mano

Il film successivo è un piccolo gioiello; si tratta di Nero veneziano, misconosciuto thriller con connotazioni horror, disprezzato dalla critica; in realtà è un buon prodotto, girato in una Venezia livida, che mescola abilmente suspence e mistero. Il ruolo di Rena, quello della giovane Christine che diventerà madre di un bambino frutto della sua relazione con il demonio, la mostra sempre più matura e padrona dei suoi mezzi recitativi. Un film in cui la Niehaus, come racconterà in un’intevista, si trova a gestire un difficilissimo rapporto con Liberatore, il regista, perfezionista maniacale.

Rena Niehaus Voglia di donna 1

Voglia di donna

Siamo sul finire degli anni settanta, e Rena gira Voglia di donna, pessima commedia ad episodi di Bottari, nonostante il film presenti un buon cast; Gianni Cavina, Laura Gemser, Carlo Giuffré, Rena Niehaus, Luciano Salce, Ilona Staller, Gabriele Tinti sono i compagni d’avventura di questa pellicola, in cui la Niehaus è Luisa, fidanzata di Paolo, che gelosissimo del datore di lavoro della donna, un notaio, cerca di registrare i due amanti, e che finirà per perdere la fidanzata.

Rena Niehaus  Nero veneziano 2

Nero veneziano

Per quanto abbia una discreta fama, Rena Niehaus non ama molto il mondo del cinema, che considera falso e ipocrita; cosi, dopo aver girato Ciao Cialtroni, film passato inosservato, sotto la regia di Danilo Rossini, si allontana dal cinema. Torna a Oldenburg, dove diventa agente di commercio; rientra in Ialia per riprendere il suo lavoro di attrice nel 1988, a distanza di 9 anni dal suo ultimo film.

Ma il cinema non concede ai suoi protagonisti licenze o ripensamenti; il pubblico dimentica in fretta, crea nuovi beniamini, così Rena deve accettare una piccola parte in Arabella,l’angelo nero di Stelvio Massi. Lavorerà,per l’ultima volta, nel 1993 in Il ritmo del silenzio, di Marfori, anche questo passato assolutamente inosservato.
Finisce così la carriera di Rena Niehaus, brava attrice ma poco malleabile, assolutamente non incline ad accettare le leggi del cinema; come da lei stessa raccontato in una lunga intervista, il suo carattere poco docile, la sua caparbietà, l’abitudine tutta interna al mondo del cinema di valutare le persone per il loro aspetto fisico, senza badare molto al carattere e alle attitudini delle persone, le creò grossi problemi, portandola ad un progressivo allontanamento dalle scene.

Rena Niehaus Cuore di cane

Cuore di cane

Rena Niehaus La orca 2

La orca

Rena Niehaus Voglia di donna 2

Voglia di donna

Il ritmo del silenzio (1993)
Arabella l’angelo nero (1989)
Ciao cialtroni! (1979)
Voglia di donna 1978
Nero veneziano 1978
Oedipus orca (1977)
Una donna di seconda mano (1977)
Cuore di cane (1976)
La orca (1976)
Maestro di violino (1976)
Un amore targato Forlì (1976)
I baroni (1975)

ottobre 19, 2009 Pubblicato da: | Biografie | | 4 commenti

Mimsy Farmer

Mimsy Farmer, americana di Chicago, dov’è nata nel febbraio del 1945, è stata una delle attrici più capaci arrivate in italia agli inizi degli anni settanta, quando venne chiamata da Dario Argento per interpretare il ruolo di Nina nel suo Quattro mosche di velluto girigio. Mimsy aveva 26 anni, ma alle spalle già una carriera consolidata, avendo esordito all’età di 17 anni in alcune produzioni americane per la Tv, come “My Three Sons” ,”The Adventures of Ozzie & Harriet”  e sopratutto in due grandi successi arrivati anche in Italia, Perry Mason e Lassie.

In Italia arriva dopo aver girato Riot of sunset strip, Devil angels al fianco di Cassavetes, in The wild racers e sopratutto More, film in cui interpreta la giovane Estelle, memorabile sopratutto per la celebre colonna sonora dei Pink Floyd. Gli spettatori italiani la apprezzano anche in due fortunate produzioni, Michele Strogoff, corriere dello zar e Quando il sole scotta, in inglese Road to Salina, scabrosa storia in cui interpreta Billy, una ragazza che in passato aveva avuto una relazione incestuosa con il fratello che poi aveva ucciso.

Mimsy Farmer Allonsenfant
Allonsanfan

Il ruolo che le consegna la fama anche da noi è il citato Quattro mosche di velluto grigio, diretto da Dario Argento nel 1971, in cui Mimsy Farmer interpreta Nina, la psicotica moglie di Roberto, che alla fine risulterà essere la vera e insospettabile assassina di una serie di delitti. Non è particolarmente bella, Mimsy, ma ha fascino e un carisma magnetico; corpo esile, anzi minuto, è lontana anni luce dal prototipo della vamp. Ma riesce a supplire con doti recitative eccezionali a quanto le manca sul piano fisico.

Mimsy Farmer Black cat gatto nero
Black cat, Gatto nero

In poco tempo gira alcuni ottimi lavori, come Corpo d’amore di Fabio Carpi, La vita in gioco di Mingozzi accanto al sex symbol Helmut Berger, l’ottimo Il maestro e Margherita, di Petrovic, tratto dal famoso romanzo di Bulgakov, nel quale interpreta splendidamente Margaretha, la moglie di un poliziotto innamorata dello scrittore Maksudov.

Mimsy Farmer 4 mosche di velluto grigio 1

Mimsy Farmer 4 mosche di velluto grigio 2

Mimsy in 4 mosche di velluto grigio

L’opera successiva ,Il camino, film del 1973 diretto da Jorge Darnell passa quasi inosservata,pur vantando nel cast Fernando Rey e Luigi Pistilli; tuttavia ottiene un altro buon successo personale lavorando con Delon e Jean Gabin in Due contro la città, opera discontinua di Josè Giovanni, in cui è la donna di Gino, un ex carcerato che finirà per essere ghigliottinato solo per aver ucciso un poliziotto che lo tormentava sadicamente.La Farmer dimostra di essere un’attrice completa, assolutamente adatta ai ruoli drammatici, in possesso di una mimica facciale che le permette di rendere al meglio i personaggi più complessi.

Mimsy Farmer Spencer Mountain
Mimsy Farmer in Spencer mountain

E’ il caso di Silvia Hacherman , personaggio principale di Il profumo della signora in nero di Barilli, uno dei film più originali del cinema italiano; il complesso personaggio di Silvia, dottoressa ossessionata dal ricordo della propria madre vista in un incontro sessuale molto crudo, dal quale esce con problemi piscologici che la porteranno sull’orlo della pazzia, mostra la maturità raggiunta. Confermata da Allonsanfant, film dei fratelli Taviani, in un altro ruolo drammatico, quello di Francesca, che riporta il nobile Fulvio sulla strada degli alti ideali rivoluzionari della carboneria, che rinnegherà tradendo i suoi compagni.

Mimsy Farmer Il maestro e Margherita
Il maestro e Margherita

Mimsy Farmer Il profumo della signora in nero
Il profumo della signora in nero

Siamo nel 1974, e l’attrice continua a interpretare parti drammatiche: la successiva è nel film La polizia indaga: siamo tutti sospettati di Michel Wyn, in cui interpreta Candice, una giovane uccisa casualmente in Francia. Il 1975 segna il ritorno della Farmer ai film di ambientazione thriller; è il caso del film di Crispino Macchie solari, opera molto discussa in cui è ancora una volta una dottoressa, Simona, coinvolta in una brutta storia di omicidi in una città in cui si abbatte un’improvvisa serie di allucinanti delitti, che le autorità attribuiscono alle macchie solari del titolo.

Mimsy Farmer More
Uno dei suoi primi lavori, il geniale More

Nei successivi due anni la Farmer lavora in Morire a Roma (La vita in gioco) di Giuseppe Mingozzi, pressochè ignorato dal pubblico e in Il sapore della paura di Leroy, un insolito film in cui interpreta Helen, una ragazza che finirà per diventare la preda di un gruppo di rispettabili notabili del posto, che dopo averla violentata la faranno morire tra le sabbie mobili.

Mimsy Farmer Quando il sole scotta
Quando il sole scotta

Per rivedere sul grande schermo la Farmer, bisognerà attendere il 1977, quando interpreterà il ruolo di Giulia in Antonio Gramsci: i giorni del carcere, diretto da Lino Del Fra; nel 1978 lavora in L’amant de poche di Bernard Queysanne, film mai distribuito in Italia, in Ciao maschio di Ferreri e in Concorde affaire, diretta da Deodato.
E’ proprio nel 1979 che la Farmer decide di accettare nuovamente ruoli televisivi, per cui la troviamo in Martin Eden, di Giacomo Battiato, ripreso dal famoso romanzo di Jack London, nel quale è Lizzie, al fianco di Delia Boccardo e Capucine e subito dopo in un’altra fiction (oppure sceneggiato Tv, com’erano chiamate all’epoca le produzioni di telefilm televisive), Il treno per Istambul, regia di Mingozzi, al fianco di William Berger e Stefano Satta Flores.

Mimsy Farmer Macchie solari 2

Mimsy Farmer Macchie solari 1

Mimsy Farmer in due fotogrammi tratti da Macchie solari

Ovviamente non dimentica il cinema, e ancora una volta lavora in un thriller, Gatto nero, di Lucio Fulci, tratto da un romanzo di Poe in cui interpreta Jill, una fotografa che rischierà di morire sepolta viva, e che sarà salvata proprio da un gatto nero. Alternando lavori in tv e al cinema, la Farmer mostra un eclettismo che ha pochi riscontri nel mondo del cinema; cosi alle produzioni tv alterna lavori selezionati, come La ragazza di trieste, il dramma di Pasquale Festa Campanile nel quale è al fianco, anche se in una parte secondaria, di ben Gazzarra e Ornella Muti, per poi passare a Don Camillo, nel quale per la prima volta si trova sul set di un film con risvolti comici, un remake del vecchio successo interpretato dagli indimenticabili Gino Cervi e Fernandel;

Mimsy Farmer Riot of sunset strip
Riot on Sunset strip

Mimsy Farmer Arcobaleno selvaggio
Con Lee Van Cleef in Arcobaleno selvaggio

in questo caso ci sono Terence Hill e Colin Blakely, e il risultato è davvero modesto. Torna in Tv, nel 1984, per La bella Otero, di José María Sánchez, che schiera attori di gran livello, come Ángela Molina, Harvey Keitel, Aurore Clément, Luciano Salce, Vittorio Caprioli,Gigi Proietti,Gianni Cavina,Lina Sastri, mentre al cinema la vediamo in La mort de Mario Ricci , Il quartetto Basileus , Arcobaleno selvaggio.

Pian piano l’attrice inizia a diradare gli impegni cinematografici e televisivi; trasferitasi in Francia, si appassiona alla scultura e alla pittura, anche per merito di Francis Poirier,lo scultore che diventerà suo marito. Interpreta qualche altro film, come La ragazza dei lilla, di Flavio Mogherini, nel 1985, Un foro nel parabrezza di Sauro Scavolini e Sensi, lavoro brutto e scoordinato di Gabriele Lavia.

Mimsy Farmer Concorde affair 1
Concorde affaire 79

Nel 1987 lavora in Camping del terrore di Deodato, brutto e pasticciato thriller, in Poisons, di Pierre Maillard, in Il segreto dell’uomo solitario, di Ernesto Guida e nei lavori Tv  Sei delitti per padre Brown, prima di chiudere definitivamente con il cinema e la stessa tv nel 1991, con la fiction Safari diretta da Roger Vadim. Da quel momento in poi Mimsy Farmer si dedicherà anima e corpo alla scenografia, lavorando principalmente in Francia, ma non solo: Troy, Marie Antoinette, La fabbrica di cioccolato sono soltanto alcuni dei film ai quali ha partecipato come realizzatrice di sculture utilizzate poi in scena.
Un’attività che la bravissima attrice svolge a tempo pieno, avendo ormai accantonato da tempo i set cinematografici che l’avevano vista protagonista di tanti film importanti.

Mimsy Farmer gallery

Mimsy Farmer Sensi

Sensi

Mimsy Farmer Le suspects
Les suspects

Mimsy Farmer Codename wildgeese
Codename wildgeese

Mimsy Farmer Corpo d'amore
Corpo d’amore

Mimsy Farmer Due contro la città
Due contro la città

Mimsy Farmer The track

La traque

Mimsy Farmer Antonio Gramsci i giorni del carcereAntonio Gramsci: i giorni del carcere

Mimsy Farmer-My three sons

Three sons

Mimsy Farmer-Micheler Strogoff corriere dello zar

Michele Strogoff corriere dello zar

Mimsy Farmer-Les suspect

Les suspect

Mimsy Farmer-La ragazza di Trieste

La ragazza di Trieste

Mimsy Farmer-La polizia indaga, siamo tutti sospettati

La polizia indaga,siamo tutti sospettati

Mimsy Farmer-Hot road to hell

Hot road to hell

Mimsy Farmer-Questa nostra estate

Questa nostra estate

Mimsy Farmer Riot of sunset strip 2

Riot on Sunset strip

Mimsy Farmer Hot roads to hell

Hot roads to hell

Mimsy Farmer Martin Eden 2

Mimsy Farmer Martin Eden

Due fotogrammi tratti dallo sceneggiato Martin Eden

Mimsy Farmer Les pieds poussent en novembre

Les pieds poussent en novembre

Mimsy Farmer La vita in gioco

La vita in gioco

Mimsy Farmer La ragazza dei lilla

La ragazza dei lilla

Mimsy Farmer La polizia indaga

La polizia indaga

Mimsy Farmer La morte di Carlo Ricci

La morte di Carlo Ricci

Mimsy Farmer Killico il pilota nero

Killico il pilota nero

Mimsy Farmer Il segreto dell'uomo solitario

Il segreto dell’uomo solitario

Mimsy Farmer Facce senza dio

Facce senza dio

Mimsy Farmer Don Camillo

Don Camillo

Mimsy Farmer Die wolfin

Die wolfin

Mimsy Farmer Ciao maschio

Ciao maschio

Mimsy Farmer Camping del terrore

Camping del terrore

Mimsy Farmer Arcobaleno selvaggio

Arcobaleno selvaggio

Mimsy Farmer Quando arriva il giudice

Quando arriva il giudice

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Morire a Roma

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Camino-La faccia violenta di New York

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Devils angels

Mimsy Farmer filmografia

Il segreto dell’uomo solitario 1988
Poisons (1987)
Camping del terrore (1987)
Her Fragrant Emulsion (1987)
Sensi (1986)
Un foro nel parabrezza (1985)
La ragazza dei lilla (1985)
Fratelli (1985)
Arcobaleno selvaggio 1984
La mort de Mario Ricci (1983)
Il quartetto Basileus (1983)
Don Camillo (1983)
La ragazza di Trieste (1982)
Black Cat (Gatto nero) (1981)
Même les mômes ont du vague à l’âme (1980)
La légion saute sur Kolwezi (1980)
Concorde Affaire ’79
Ciao maschio 1978
L’amant de poche 1978
Antonio Gramsci: i giorni del carcere (1977)
Il sapore della paura 1975
Morire a Roma (1975)
Macchie solari (1975)
La polizia indaga: siamo tutti sospettati (1975)
Allonsanfàn (1974)
Il profumo della signora in nero (1974)
Les mille et une mains (1974)
Due contro la città 1973
Camino-La faccia violenta di New York (1973)
Il maestro e Margherita (1972)
La vita in gioco (1972)
Corpo d’amore (1972)
4 mosche di velluto grigio (1971)
Quando il sole scotta 1970
Strogoff (1970)
More (1969)
The Wild Racers (1968)
Devil’s Angels (1967)
Riot on Sunset Strip (1967)
Hot Rods to Hell (1967)
Bus Riley’s Back in Town (1965)

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Mimsy Farmer-Foto 4

Mimsy Farmer-Foto 3

Mimsy Farmer-Foto 2

ottobre 10, 2009 Pubblicato da: | Biografie | | 2 commenti

Me Me Lai

Me Me Lai Foto

Me Me Lai, figlia di un inglese e di madre birmana, è nata a Burma nel 1952. Trasferitasi in Inghilterra, ha iniziato a lavorare per la Tv e contemporaneamente a lavorare per il cinema, in pellicole caratterizzate dal basso budget. L’esordio avvenne con un piccolo ruolo, quello della hostess, nel telefilm The golden shot, girato nel 1967; subito dopo lavorò in un altro serial televisivo, Paul Temple, prima di approdare al cinema con il mediocre Prendi il sesso e fuggi, del 1971, film diretto da David Rea,

Me Me Lai Il paese del sesso selvaggio 2
Il paese del sesso selvaggio

Me Me Lai Mangiati vivi 1
Mangiati vivi

nel quale la affascinante attrice birmana interpretava iil ruolo di Bride. Sempre nel 1971 lavorò in due produzioni televisive inglesi di discreto successo, Hine e Jason King, mentre contemporaneamente entrò nel cast di La fabbrica del terrore di Ted Hooker. Il primo lavoro come protagonista risale al 1972; si tratta di Au pair girl, film costruito attorno alla figura di Gabriella Drake, la bellissima protagonista di Ufo; nel film Me Me Lai interpretava Nan Lee, una delle quattro disinibite ragazze che metteranno a soqquadro Londra.

Me Me Lai Ultimo mondo cannibale 4
Me Me Lai in Ultimo mondo cannibale

La sua bellezza, il fascino esotico richiamarono l’ attenzione di Umberto Lenzi, che nel 1972 la chiamò per Il paese del sesso selvaggio, uno dei primi cannibal movie; il ruolo di Maraya, che finisce per diventare la compagna di John Bradley, il solito europeo rifugiatosi nella giungla che occupa gran parte del territorio compreso tra la Thailandia e la Birmania.

Me Me Lai Au pair girl 1
Au pair girl

Nel film, interpretato egregiamente, Me Me Lai si innamora di John (Ivan Rassimov), lo sposa e lo rende padre, morendo subito dopo per il trauma post parto. Per 5 anni della giovane e bella Me Me Lai nessuno sa nulla; ricompare in un altro cannibal movie, quel Ultimo mondo cannibale di Deodato che suscitò enorme scalpore per le scene violente contenute; in questo film Me Me Lai era Palun, una nativa che verrà catturata e mangiata viva dai componenti della sua tribu.

Me Me Lai Mangiati vivi 2
Me Me Lai in Mangiati vivi

Me Me Lai La fabbrica dell'orrore

La fabbrica dell’orrore

Nel 1978 le viene affidata una piccola parte in La vendetta della Pantera Rosa, quella di una improbabile ragazza cinese, naturalmente truccata in maniera tale da nascondere i suoi veri lineamenti. Altro film dello stesso anno è Licensed to Love and Kill diretto da Lindsay Shonteff, nel quale è ancora una cinese, Madame Wang; ma è ancora Lenzi a ricordarsi di lei, per uno degli ultimi cannibal movie, Mangiati vivi, girato nel 1980.

Me Me Lai Ultimo mondo cannibale
Ultimo mondo cannibale

Me Me Lai Il paese del sesso selvaggio 3
Il paese del sesso selvaggio

Film confuso, Mangiati vivi non è di certo una delle pellicole da ricordare di Lenzi; Me Me Lai interpreta la nativa Mowara, in competizione con le bellissime europee Paola Senatore e Janet Agren. L’ultimo lavoro cinematografico di Me Me Lai è L’elemento del crimine, film del 1984 diretto da Lars Von Trier; di lei, dopo un paio di partecipazioni a serial Tv, non si hanno più notizie. Famosa più per la bellezza e per il fascino particolare, la bella birmana è ricordata oggi solo da alcuni aficionados; del resto, a parte la bellezza , le occasioni in cui ha parlato si contano sulla punta delle dita di una sola mano.

Me Me Lai banner gallery

 

Me Me Lai Au pair girl 3

Me Me Lai Au pair girl 2
Due fotogrammi da Au pair girl

Me Me Lai L'elemento del crimine 1

Me Me Lai L'elemento del crimine 2

Me Me Lai L'elemento del crimine 3

Tre fotogrammi tratti dal film L’elemento del crimine

Me Me Lai Mangiati vivi 3

Mangiati vivi

Me Me Lai Ultimo mondo cannibale 2

Me Me Lai in Ultimo mondo cannibale

Me Me Lai banner filmografia

1984 L’elemento del crimine
1983 The Optimist (TV Serie)
1982 On the Line (TV Serie)
1981 Spearhead (TV Serie)
1980 Mangiati vivi!
1979 Licensed to Love and Kill
1978 La vendetta della pantera rosa
1977 Ultimo mondo cannibale
1972 Il paese del sesso selvaggio
1972 Le femmine sono nate per fare l’amore
1971 La fabbrica dell’orrore
1971 Jason King (TV Serie)
1971 Hine (TV Serie)
1971 Prendi il sesso e fuggi
1970 Paul Temple (TV Serie)

ottobre 3, 2009 Pubblicato da: | Biografie | | 3 commenti

Romy Schneider

Romy Schneider-Foto 2

Uno dei suoi film più famosi si intitola, Sissi, destino di un’imperatrice; verrebbe voglia, allora, di parafrasare il titolo del film e trasformarlo in Sissi, destino di un’attrice. Anche perchè la simbiosi tra Sissi, il suo personaggio più noto e lei, Rosemarie Magdalena Albach, in arte Romy Schneider è rimasta una delle costanti del grande schermo. Sono passati più di 50 anni, da quel debutto nei panni della giovane imperatrice d’Austria, ma quel ruolo, e sopratutto lei così fresca e bella negli abiti imperiali, sono uno dei passaggi obbligati di tutte le televisioni, che ne perpetuano il mito, che la ricordano anche a tantissimi spettatori che non hanno avuto la possibilità di vedere altri suoi film, ugualmente interessanti, ma meno famosi.

Romy Scheider Sissi destino di un'imperatrice
Sissi,destino di un’imperatrice

Romy Scheider Sissi la giovane imperatrice 2
Romy
con sua madre Magda Schneider in Sissi la giovane imperatrice

Anche perchè Romy ,proprio in virtù di quel destino  cui accennavo all’inizio, è morta 27 anni addietro, a soli 44 anni, mentre era nel pieno della sua maturità artistica, affinata da oltre 60 film interpretati nel corso della sua comunque lunga carriera. Lunga perchè Romy esordi giovanissima, appena 15 enne, agevolata anche dal fatto che i suoi genitori erano due attori. E con la madre lavorò anche, nella trilogia dedicata a Sissi; Magda Schneider (della quale assunse il cognome) era infatti sua madre nelle pellicole girate quando aveva solo 17 anni, essendo nata a Vienna nel settembre del 1938.

Romy Scheider Boccaccio 70,1

Romy Scheider Boccaccio 70,2
Due scene tratte dal film Boccaccio 70

Non capita tutti i giorni di diventare una star a soli 17 anni, sopratutto di avere immediatamente fama mondiale; ma la sua bellezza, assolutamente straordinaria, la sua grazia e le naturali doti recitative le agevolarono di sicuro la carriera. Tre sono i film dedicati all’imperatrice d’Austria Sissi, ovvero Elisabetta di Baviera; La principessa Sissi (1955), Sissi, la giovane imperatrice,(1956) e Sissi – il destino di un’imperatrice (1957) tutti e tre per la regia di Ernst Marischka. Tre film in cui la giovane Romy assurge al rango di star e che le valgono scritture a valanga; tra il 1957 e il 1959 gira infatti ben 11 film, tra i quali si segnalano Un amore a Parigi (Monpti), regia di Helmut Käutner al fianco di Horst Buchholz,

Romy Scheider Gli innocenti dalle mani sporche
Gli innocenti dalle mani sporche

Romy Scheider Katia
Romy Schneider è Katia

Scampolo, regia di Alfred Weidenmann, Ragazze in uniforme per la regia di Géza von Radványi ,accanto a Lilli Palmer e L’amante pura (Christine), regia di Pierre Gaspard-Huit, sul set del quale conosce un attore che avrà una parte importante nella sua vita, il bel tenebroso Alain Delon.Ha solo 20 anni, Romy, ma è bellissima, cosi’ come il 23 enne attore francese è un sex symbol; insieme sono una coppia bellissima, e i due vanno a vivere assieme a Parigi. Il lavoro la porta a viaggiare molto: arriva in Italia per girare Boccaccio ’70 di Luchino Visconti  nell’episodio “Il lavoro”  (1962); nel film interpreta Pupe, moglie di un dongiovanni che è anche impelagato in un giro di prostitute. Un altro film importante del 1962 lo gira con il grande Orson Wells: si tratta di Il processo, nel quale è Leni. Il film tratto dal romanzo di Kafka, mette in risalto le sue doti drammatiche, confermate l’anno successivo dal ruolo di Regine nel film bellico I vincitori, un film di Foreman con un cast all star, nel quale figurano George Peppard,  George Hamilton, Albert Finney, Melina Mercouri, Eli Wallach, Elke Sommer, Jeanne Moreau, Vince Edwards, Senta Berger, Rosanna Schiaffino e Peter Fonda.

Romy Scheider il montone infuriato
Con Jean Louis Trintignant in Il montone infuriato

Romy Scheider L'amante
Romy Schneider con Michel Piccoli in L’amante

Un altro film importante è Il cardinale (The Cardinal), regia di Otto Preminger,nel quale è Annemarie von Hartman una studentessa amata nientmeno che da un futuro cardinale. Star affermata, lavora a getto continuo: è nei cast di Scusa, me lo presti tuo marito? regia di David Swift (1964), in Alle 10:30 di una sera d’estate regia di Jules Dassin (1966),in Agli ordini del Fuhrer e al servizio di Sua Maestà regia di Terence Young (1966), film basato sulla storia vera di Eddy Chapman, spia doppiogiochista, nel quale la Schneider è una splendida Contessa. Nel 1969 è nel film La piscina, diretto da Deray, accanto a quello che era il suo grande amore Delon; lei è Marianne, una giornalista moglie di uno scrittore fallito, che si troverà al centro di un intrigo amoroso con il suo ex amante. Nel 1970 interpreta un ruolo stupendo in La califfa, film di Alberto Bevilacqua; lei è la bellissima e volitiva Irene Corsini, detta la Califfa, che riuscirà a far innamorare di se l’industriale Doberdò, conquistandolo alle idee socialiste. Un ruolo drammatico che mostra come la ormai trentaduenne Romy sia un’attrice con i fiocchi.

Romy Scheider L'importante è amare
L’importante è amare

Romy Scheider Il treno
Il treno

Romy Scheider Le vieux fusil
Le vieux fucil

Ma la sua vita privata diventa ben presto una collezione di fallimenti: dopo il fallimento del suo legame con Delon, divorzia dal marito,Harry Meyen, per poi risposarsi Iniziano i suoi problemi con l’alcool, che le causeranno frequenti crisi depressive. Ma è nel lavoro che la Schneider trova una parziale consolazione. Dal 1970 al 1972 gira altri otto film, fra i quali L’amante regia di Claude Sautet (1970),Uccidi uccidi, ma con dolcezza regia di John Newland (1970),Il commissario Pellissier ancora per la regia di Claude Sautet (1971),L’assassinio di Trotsky regia di Joseph Losey (1972), nel quale è Guita, la militante comunista che sarà la causa involontaria dell’omicidio del politico russo, interpretato da Richard Burton.

Romy Scheider Ludwig
Ludwig

Romy Scheider Max
La Schneider nel film Max

Come già detto, la vita privata di Romy è un naufragio continuo, mentre la sua carriera cinematografica si arriccihisce di splendide interpretazioni; Ludwig, regia di Luchino Visconti (1972), in cui ancora una volta è Elisabetta d’Austria. Ma un’Elisabetta-Sissi matura, madre del folle principe Ludwig. Gira Noi due senza domani (Le train), regia di Pierre Granier-Deferre (1973) il divertente Il montone infuriato regia di Michel Deville (1974) al fianco di Trintignant,, Trio infernale regia di Francis Girod (1974), in cui è la satanica moglie di Michel Piccoli, L’importante è amare regia di Andrzej Zulawski (1975),il controverso Gli innocenti dalle mani sporche, per regia di Claude Chabrol (1975), in cui è una moglie che ha una relazione adulterina con un uomo conosciuto casualmente,e che si troverà coinvolta in una storia a tinte nere.

Romy Scheider Una donna alla finestra
Nel film Una donna alla finestra

Romy Scheider Trio infernale
Trio infernale

A colpire ancor più duramente il fragile equilibrio dell’attrice, arrivano due fatti personali diversi, ma legati: il fallimento del suo secondo matrimonio e sopratutto la tragica morte del giovane David, di soli 15 anni, morto accidentalmente infilzato dalla protezione di un cancello. E’ il 1981, l’attrice ha appena girato Chiaro di donna di Costa Gavras (1979), l’ottimo La morte in diretta di Bertrand Tavernier (1980) e sopratutto lo struggente Fantasma d’amore, regia di Dino Risi (1981), al fianco di Mastroianni, in cui interpreta una donna morta e che si materializza come un fantasma vivendo nel ricordo del suo uomo.

Romy Scheider What's new Pussycat
Whats new Pussycat

A fine 1981 interpreta il suo penultimo film, Guardato a vista ,regia di Claude Miller (1981) accanto a Lino Ventura e Michel Serrault. Nel 1981 si lega a Laurent Petin, ma subito dopo aver ultimato La signora è di passaggio titolo originale La passante du Sans-Souci, regia di Jacques Rouffio (1982) al fianco di Michel Piccoli, il 29 maggio 1982 Romy Schneider, forse stroncata da un infarto, muore improvvisamente a soli 44 anni. Il suo corpo, privo di vita, viene trovato proprio a casa di Petin; per alcuni la morte della Schneider è da attribuirsi ad un suicidio, ma la versione ufficiale sarà quella di morte per infarto.

Romy Scheider La califfa
Romy nel ruolo di Irene in La califfa, una sua splendida interpretazione

Scompare così, a sole 44 anni, una delle attrici più affascinanti dello schermo; bella, affascinante, ma dal sorriso triste. Un sorriso che non era più quello della leggendaria Sissi, ma quello di una donna con il male di vivere, quel male che divora dentro e che porta nella spirale terribile della depressione, che Romy tento di scacciare con l’alcool, finendo per pagare un prezzo altissimo alla fama e alla fortuna avuta per qualche anno.

Romy Scheider L'assassinio di Trotskji
L’assassinio di Trotsky

Romy Scheider Noi due senza domani
Noi due senza domani

Poco prima di morire tragicamente, la Schneider concesse un’intervista alla Tv francese (che potrete trovare in rete su Youtube o Dailymotion); è una donna stanca, quella che si concede al giornalista che la intervista: ha il volto bellissimo affaticato, sembra quasi spenta. Parla con fatica, quasi le pesasse quel doversi concedere alla tv dopo la terrificante morte del figlio. Una donna stanca, triste, che sembra accettare il suo ruolo di star solo perchè le è cucito addosso come una seconda pelle. Una volta aveva detto “« Je risque toujours le tout pour le tout. Je vais jusqu’au bout des choses. Je me donne sans compter. J’aime de tout mon coeur. C’est ainsi ” , “rischio sempre tutto per tutto, vado sempre a fondo nelle cose. Mi dono senza fare conti: seguo sempre il mio cuore, sono fatta così”

Romy Scheider La morte in diretta
La morte in diretta

Romy Scheider Chiaro di donna
Chiaro di donna

In questa intervista con poco tatto il giornalista le chiese, brutalmente, come avesse fatto a superare lo choc della morte di David; rispose con uno sguardo di una tristezza infinita, dicendo ““Life must go on.  My work gives me strength.””, “la vita deve andare avanti, il mio lavoro mi da la forza di proseguire”

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Romy Scheider La piscina
Con Alain Delon in La piscina

Romy Scheider Fantasma d'amore
Uno splendido primo piano tratto da Fantasma d’amore

Romy Scheider Agli ordini del fuhrer e al servizio di sua maestà
Agli ordini del Fuhrer e al servizio di sua maestà

Romy Scheider Sissi la favorita dello zar
Sissi,la favorita sello Zar

Romy Scheider Mademoiselle Ange
Mademoiselle Ange

Romy Scheider La signora è di passaggio

La signora è di passaggio

Romy Scheider Alle 10,30 di una sera d'estate

Alle 10,30 di una sera d’estate

Romy Schneider-Sissi la giovane imperatrice

Sissi la giovane imperatrice

Romy Schneider-Scusa me lo presti tuo marito

Scusa, me lo presti tuo marito?

Romy Schneider-Portrait de groupe avec dame

Portrait de groupe avec dame

Romy Schneider-Mon premier amour

Mon premier amour

Romy Schneider-Mam'zelle Cricri

Mademoiselle Cricri

Romy Schneider-Male d'amore

Male d’amore

Romy Schneider-Mado

Mado

Romy Schneider-L'amore di una grande regina

L’amore di una grande regina

Romy Schneider-L'amante pura

L’amante pura

Romy Schneider-La voleuse

La voleuse

Romy Schneider-La signora è di passaggio

La signora è di passaggio

Romy Schneider-Katia regina senza corona

Katia regina senza corona

Romy Schneider-Il processo

Il processo

Romy Schneider-Il commissario Pelissier

Il commissario Pellissier

Romy Schneider-Il cardinale

Il cardinale

Romy Schneider-Guardato a vista

Guardato a vista

Romy Schneider-Gli amanti dell'isola

Gli amanti dell’isola

Romy Schneider-Delitto in pieno sole

Delitto in pieno sole

Romy Scheider Gruppenbild mit Dame

Gruppenbild mit Dame

Romy Scheider Jeunes filles en uniforme

Jeune filles en uniforme

Romy Scheider La principessa Sissi

La principessa Sissi

Romy Scheider L'enfer

L’enfer

Romy Scheider Les choses de la vie

Les choses de la vie

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Annie

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Eva confidenze di una minorenne

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Gruppenbild mit dame

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Le avventure di Robinson

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L’incredibile affare Kopchenko

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Linea di sangue

Romy Schneider-Banner filmografia

1982 La signora è di passaggio
1981 Guardato a vista
1981 Fantasma d’amore
1980 La banchiera
1980 La morte in diretta
1979 Chiaro di donna
1979 Linea di sangue
1978 Una donna semplice
1977 Gruppenbild mit Dame
1977 Tausend Lieder ohne Ton (TV movie)
1976 Una donna alla finestra
1976 Mado
1975 Frau Marlene
1975 Gli innocenti dalle mani sporche
1975 L’importante è amare
1974 Trio infernale
1974 Male d’amore
1974 Il montone infuriato
1973 Noi due senza domani
1972 Ludwig
1972 É simpatico, ma gli romperei il muso
1972 L’assassinio di Trotsky
1971 Un uomo in vendita
1971 Il commissario Pelissier
1970 La califfa
1970 Il cadavere dagli artigli d’acciaio
1970 Uccidi uccidi, ma con dolcezza
1970 L’amante
1969 La piscina
1968 L’incredibile affare Kopcenko
1966 Agli ordini del fuhrer e al servizio di sua maestà
1966 Alle 10:30 di una sera d’estate
1966 La voleuse
1965 Ciao Pussycat
1964 Scusa me lo presti tuo marito
1964 L’amour à la mer
1964 L’enfer
1963 Il cardinale
1963 I vincitori
1962 Il processo
1962 Gli amanti dell’isola
1962 Boccaccio ’70
1961 La rivolta di Lysistrata (TV movie)
1960 Delitto in pieno sole
1959 Katia regina senza corona
1959 Sissi la favorita dello zar
1959 Angelica ragazza jet
1959 Eva confidenze di una minorenne
1958 L’amante pura
1958 Ragazze in uniforme
1958 Sissi a Ischia
1957 Sissi – Il destino di una Imperatrice
1957 Un amore a Parigi
1957 Le avventure di Robinson
1956 Sissi – la giovane imperatrice
1956 Kitty
1955 La principessa Sissi
1955 Der letzte Mann
1955 4 fanteria
1954 L’amore di una grande regina
1954 Annie
1953 Wenn der weiße Flieder wieder blüht

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settembre 26, 2009 Pubblicato da: | Biografie | | 1 commento

Rosalba Neri

Rosalba Neri

Non è certo usuale, per un attore, girare quasi cento film nell’arco di un ventennio. E’ una media impressionante, circa 10 film all’anno; eppure Rosalba Neri dal suo esordio avvenuto nel 1955 al 1976 ha effettivamente partecipato a quasi cento produzioni cinematografiche, di cui ben 35 nell’arco di soli 4 anni,dal 1960 al 1964. Come ha dichiarato in un’intervista di qualche anno fa, Rosalba Neri avrebbe voluto un altro tipo di carriera cinematografica; non è completamente soddisfatta di ciò che ha fatto.

Rosalba Neri La muerte incierta
La morte incerta

Rosalba Neri 99 donne
99 donne

Eppure la oggi settantenne attrice romagnola (è nata a Forli nel 1939) ha spaziato in quasi tutti i generi cinematografici, dai primi peplum ai western, alle commedie fino alle produzione anni settanta, decamerotici, commedia sexy ecc. Con alcune partecipazioni sicuramente importanti, anche se a film di successo limitato; ma questa è una delle costanti della carriera cinematografica di Rosalba Neri, nonostante la brava attrice fosse preparata anche come impostazione sia linguitica che mimica, avendo frequentato la scuola di recitazione del centro sperimentale di cinematografia.Il suo primo film,I pinguini ci guardano, del 1955, lo gira con Leoni, al fianco di mostri sacri come Rascel, Isa Barzizza, Carlo Croccolo,Isa Miranda e Ave Ninchi; con Rascel lavorerà anche nel Corazziere, film del 1960
Da allora fino alla fine degli anni sessanta, Rosalba Neri interpreterà 62 film, i più noti dei quali sono:

Rosalba Neri La meravigliosa Angelica

La meravigliosa Angelica

Rosalba Neri Vivo per la tua morte

Vivo per la tua morte

Era notte a Roma, di Roberto Rossellini, con una piccola partecipazione accanto a Giovanna Ralli, Enrico Maria Salerno e Renato Salvatori;
Toto, Peppino e la dolce vita, nel ruolo di Magda nel film diretto da Bruno Corbucci, accanto alla grandissima coppia Toto-De Filippo, film del 1961;
Ercole al centro della terra, peplum targato 1961 di Mario Bava, nel ruolo di Helena ed accanto ad un’altra attrice di buone speranze, Ida Galli o Evelyn Stewart, come si farà chiamare in seguito;
Cadavere per signora, di Mario Mattioli, produzione 1964, accanto a Sylva Koscina, Lando Buzzanca e al duo Franchi e Ingrassia;

Rosalba Neri Alla ricerca del piacere
Alla ricerca del piacere

Il leone di Tebe, altro peplum datato 1964, accanto a Mark Forrest nel ruolo di Nais;
Angelica marchesa degli angeli, sempre del 1964, film di grande successo che lanciò la bellissima Michele Mercier
La meravigliosa Angelica, del 1965, ancora accanto alla Mercier;
Dinamite Jim, di Balcazar, western che la vede protagonista di primo piano nel ruolo di Margaret,accanto a Fernando Sancho;
Arizona Colt, di Michele Lupo, western del 1966 accanto a Giuliano Gemma e Fernando Sancho

Rosalba Neri Il plenilunio delle vergini
Il plenilunio delle vergini

Rosalba Neri Justine
Justine ovvero le disavventure della virtù

Uno dei film più importanti ai quali partecipa negli anni 60 è Justine ovvero le disavventure della virtù , diretto da Jesus Franco; il ruolo di Florette non è tra i più importanti, ma le consente maggiore visibilità, anche grazie al gran successo della pellicola, abbastanza osè per l’epoca, alla quale partecipa anche una giovanissima Romina Power nel ruolo della sfortunata eroina creata da De Sade. Altra parte secondaria in un film importante è in Barbagia, la società del malessere, film di Lizzani nel quale Rosalba Neri è una ragazza che partecipa al party con Terence Hill

Rosalba Neri Uno strano tipo

Uno strano tipo

Sicuramente più importanti, cinematograficamente, gli anni settanta, che iniziano con il western Arizona si scatenò… e li fece fuori tutti, accanto a Anthony Steffen; il genere western è ormai al tramonto, all’orizzonte si affacciano la commedia sexy e il thriller all’italiana. Dopo aver partecipato a Mio padre Monsignore, nel 1971 è Anna Palmieri nel thriller di Fernando Di Leo La bestia uccide a sangue freddo; il film riscuote buon successo, sopratutto all’estero dove all’interno del film vengono aggiunte sequenze hard. Successivamente, Rosalba Neri partecipa al western Il giorno del giudizio, di  Mario Gariazzo e al film di Welles La figlia di Frankenstein: è un film che la vede finalmente assoluta protagonista, nei panni di Tania Frankenstein, figlia del barone Frankenstein interpretato da Joseph Cotten.

Rosalba Neri Agente speciale LK

Agente speciale LK

Rosalba Neri La belva uccide a sangue freddoLa bestia uccide a sangue freddo

Il buon successo ricevuto le permette di essere nuovamente la prima donna di Due maschi per Alexa, girato nel 1971 da Juan Logar, in cui Rosalba Neri è Alexa, giovane moglie del maturo Curd Jurgens, che tradisce il marito ma che i vedrà castigata in maniera terribile e sopratutto inusuale. Nel 1972, la ormai trentaduenne Rosalba è un’attrice matura dal punto di vista scenico: ha alle spalle, nonostante la giovane età, un mucchio di pellicole; gira ancora un western,Monta in sella, figlio di…! , di Tonino Ricci e sopratutto il divertente Meo Patacca, diretto da Marcello Ciorciolini, accanto a Gigi Proietti.

Sempre nel 1972 interpreta il suo ultimo western, Attento gringo, è tornato Sabata , di Alfonso Balcázar, ancora una volta accanto a Fernando Sancho; il western ha i giorni, anzi le ore contate, nonostante la ventata d’aria fresca portata dal duo Terence Hill-Bud Spencer, con i loro spassosi Trinità,così sempre nel 1972, ritroviamo la Neri nel film di petroni Crescete e moltiplicatevi, anonima commedia di scarso successo, girata con la simpatica Francesca Romana Coluzzi. Ancora più anonima è la partecipazione al film di Batzella Confessioni segrete di un convento di clausura , uno dei primi esempi di film decamerotico/ conventuale, in cui proprio la Neri è l’unico motivo per vedere il film.

Rosalba Neri Lady Frankenstein 1

Rosalba Neri Lady Frankenstein 2

Due fotogrammi da Lady Frankenstein

Il 1972 è un anno di gran lavoro; la ritroviamo sul set di L’amante del demonio, di Paolo Lombardi, discreto horror-sexy girato al fianco di Edmund Purdom, e subito dopo in Alla ricerca del piacere, di Silvio Amadio,nel ruolo di Eleonore, sorella di un romanziere torbido e fascinoso; nel cast del film, ad alta tensione erotica, c’è Barbara Bouchet, con la quale girerà una delle scene saffiche più memorabili del cinema anni settanta. Ma il 1972, anno d’oro della Neri, non è di certo finito; arrivano Colpo grosso, grossissimo… anzi probabile, di Marcello Ciorciolini, che fa il verso al successo Certo certissimo anzi probabile, film di buona fattura con Luciana Paluzzi e Nino Castelnuovo, la parte di Gianna nel Sorriso della iena, di Amadio, in cui però la vera protagonista è la giovane Jenny Tamburi,

Rosalba Neri Mogli pericolose
Mogli pericolose

Rosalba Neri Barbagia

Barbagia

Casa d’appuntamento, di Ferdinando Merighi,in cui torna ad essere protagonista assoluta accanto alla diva della dolce vita, Anita Ekberg e infine lo scadente Decameron 300 e Il prode Anselmo e il suo scudiero, simpaticissimo film di Corbucci, divertente e con un cast di ottimi comprimari, come la stessa Neri, la Baxa, Femi Benussi accanto ai più titolati Montesano, Noschese, Banfi e Montagnani.
Come raccontato dalla stessa attrice nel corso di un’intervista per Stracult, Rosalba accetta praticamente tutto ciò che le viene offerto, senza selezionare i lavori che le sottopongono; così finisce per partecipare ad un mucchio di pellicole poco interessanti,con il risultato di restare lontana da quelle più importanti. Un cruccio, il suo, alimentato anche dal fatto che non le offrano ruoli comici, per i quali si sente portata.

Rosalba Neri Casa d'appuntamento
Casa d’appuntamento

Rosalba Neri Primo tango a Roma

Primo tango a Roma

Il 1973 vede un notevole rallentamento della sua attività cinematografica; gira La morte incerta, una produzione spagnola di José Ramón Larraz, film passato praticamente inosservato, Il plenilunio delle vergini con Luigi Batzella, un altro B movie in cui è la contessa Dracula accanto a Matt Damon, Primo tango a Roma – Storia d’amore e d’alchimia di Lorenzo palli con l’altra bella dello schermo, Erika Blanc, il simpatico Lo chiamavano Tresette… giocava sempre col morto, diretto da Carnimeo, nel quale ritrova una collega di tanti anni prima, Evelyn Stewart e infine l’ottimo Tony Arzenta, forse il film più importante a cui partecipa in quegli anni, accanto ad Alain Delon.

Rosalba Neri Il castello di Fu Manchu
Il castello di Fu Manchu

Rosalba Neri Ercole contro Moloch
Ercole contro Moloch

L’attività cinematografica di Rosalba si avvia rapidamente alla conclusione; il 1974 la vede sul set di The Arena, conosciuto in Italia come La rivolta delle gladiatrici, varizazione sexy dei peplum anni 60, diretto da Steve Carver con la partecipazione della prosperosa Pam Grier e di Lucretia Love. I suoi ultimi film non sono davvero degni di menzione: Lo strano ricatto di una ragazza per bene, ancora una volta sotto la regia di Batzella, Dieci bianchi uccisi da un piccolo indiano di Gianfranco Baldanello e Cugini carnali di Sergio Martino sono davvero film da dimenticare, così come la sua ultima apparizione cinematografica,

Rosalba Neri Top sensation

Top sensation

Rosalba Neri Il sorriso della iena
Il sorriso della iena

Il pomicione di Roberto Bianchi Montero, al fianco della star di Hollywood Joan Collins; non ritornerà più sul grande schermo, mentre farà una fugace apparizione in Olga e i suoi figli, fiction tv diretta da Salvatore Nocita, a dieci anni di distanza dalla sua apparizione in Il pomicione.
In definitiva l’evolversi della storia cinematografica di Rosalba Neri mostra la tendenza ad un eccessivo presenzialismo in ruoli di contorno, mentre mancano, in realtà, ruoli veramente importanti, fatto salvo qualche raro episodio.Tuttavia va detto che le sue partecipazioni sono sempre state improntate a professionalità, tanto da creare, nel pubblico, la nascita di un nutrito gruppo di fans.

Rosalba Neri La casa della paura
La casa della paura

Rosalba Neri Due maschi per Alexa
Due maschi per Alexa

Forse il suo periodo migliore è stato quello degli anni 60, quando è entrata in produzioni forse ingenue, ma sicuramente legate ad una serie di fattori, come la mancanza da parte del pubblico di un’alternativa al cinema, che ne hanno agevolato la carriera. Rosalba Neri oggi è una simpatica signora settantenne, con sul volto quel sorriso a metà strada tra l’ingenuo e il malizioso, che poi è stato davvero il suo marchio personale.Quello di un’attrice di buon livello simpatica e apprezzata da tutti.

Rosalba Neri gallery

Rosalba Neri Il leone di Tebe
Il leone di Tebe

Rosalba Neri Toto Peppino e la dolce vita
Toto Peppino e la dolce vita

Rosalba Neri Meo Patacca
Meo Patacca

Rosalba Neri Mogli pericolose
Mogli pericolose

Rosalba Neri dinamite Jim
Dinamite Jim

Rosalba Neri Tony Arzenta
Tony Arzenta

Rosalba Neri-Toto Peppino e la dolce vita

Totò Peppino e la dolce vita 

Rosalba Neri-The man to kill

The man to kill

Rosalba Neri-The arena

The Arena

Rosalba Neri-Superseven chiama Cairo

Superseven chiama Cairo

Rosalba Neri-Per 50.000 maledetti dollari

Per 50000 dollari maledetti

Rosalba Neri-L'uomo da uccidere

L’uomo da uccidere

Rosalba Neri-Le piacevoli notti di Justine

Le piacevoli notti di Justine

Rosalba Neri-Eshter and the king

Esther and the king

Rosalba Neri-Ercole contro i figli del sole

Ercole contro i figli del sole

Rosalba Neri-Foto 1

Racconti proibiti

Rosalba Neri-Due mafiosi contro Goldfinger

Due mafiosi contro Goldfinger

Rosalba Neri-Desert raidersDesert raiders

Rosalba Neri-Blood river

Blood rivers

Rosalba Neri-Arizona colt

Arizona colt

Rosalba Neri Sentivano uno strano, eccitante, pericoloso puzzo di dollari

Sentivano uno strano, eccitante, pericoloso puzzo di dollari

Rosalba Neri Sartana non perdona

Sartana non perdona

Rosalba Neri Sansone contro il corsaro nero

Sansone contro il corsaro nero

Rosalba Neri Password uccidete agente Gordon

Password: uccidete agente Gordon

Rosalba Neri L'uomo del colpo perfetto

L’uomo del colpo perfetto

Rosalba Neri Lo strano ricatto di una ragazza

Lo strano ricatto di una ragazza perbene

Rosalba Neri La taglia è tua l'uomo lo ammazzo io

La taglia è tua l’uomo lo ammazzo io

Rosalba Neri Kindar l'invulnerabile

Kindar l’invulnerabile

Rosalba Neri Killer adios

Killer adios

Rosalba Neri Johnny Yuma

Johnny Yuma

Rosalba Neri Io uccido tu uccidi

Io uccido tu uccidi

Rosalba Neri Il corazziere

Il corazziere

Rosalba Neri I racconti di Viterbury

I racconti di Viterbury

Rosalba Neri I lunghi giorni dell'odio

I lunghi giorni dell’odio

Rosalba Neri I grandi condottieri

I grandi condottieri

Rosalba Neri I dominatori del deserto

I dominatori dell’universo

Rosalba Neri Era notte a Roma

Era notte a Roma

Rosalba Neri ElCid

El Cid

Rosalba Neri Dieci bianchi uccisi da un piccolo indiano

Dieci bianchi uccisi da un piccolo indiano

Rosalba Neri Cugini carnali

Cugini carnali

Rosalba Neri Coriolano eroe senza patria

Coriolano eroe senza patria

Rosalba Neri Confessioni segrete di un convento

Confessioni segrete di un convento di clausura

Rosalba Neri Con la morte alle spalle

Con la morte alle spalle

Rosalba Neri Colpo grosso, grossissimo... anzi probabile

Colpo grosso,grossissimo anzi,probabile

Rosalba Neri Cadavere per signora

Cadavere per signore

Rosalba Neri Con la morte alle spalle

Con la morte alle spalle

Rosalba Neri Decamerone 300

Decamerone 300

Rosalba Neri Gli invincibili tre

Gli invincibili tre

Rosalba Neri I due della legione

I due della legione

Rosalba Neri Il relitto

Il relitto

Rosalba Neri La ballata dei mariti

La ballata dei mariti

Rosalba Neri La valle dell'eco tonante

La valle dell’eco tonante

Rosalba Neri Libera amore mio

Libera,amore mio

Rosalba Neri Lo sceicco rosso

Lo sceicco rosso

Rosalba Neri Monta in sella figlio di...

Monta in sella figlio di …

Rosalba Neri Sonora

Sonora

Rosalba Neri filmografia

Olga e i suoi figli” (1985) TV
Il pomicione (1976)
Cugini carnali (1974)
Dieci bianchi uccisi da un piccolo indiano (1974)
Lo strano ricatto di una ragazza per bene (1974)
The Arena (1974)
Tony Arzenta (1973)
Lo chiamavano Tresette… giocava sempre col morto (1973)
Primo tango a Roma – Storia d’amore e d’alchimia (1973)
Il plenilunio delle vergini (1973)
La morte incerta
I racconti di Viterbury – Le più allegre storie del ‘300 (1973)
La casa della paura (1973)
Libera, amore mio… (1973)
Sentivano uno strano, eccitante, pericoloso puzzo di dollari (1973)
Il prode Anselmo e il suo scudiero (1972)
Decameron ‘300 (1972)
Casa d’appuntamento (1972)

Il sorriso della iena (1972)
Colpo grosso, grossissimo… anzi probabile (1972)
Alla ricerca del piacere (1972)
L’amante del demonio (1972)
Confessioni segrete di un convento di clausura (1972)
Crescete e moltiplicatevi (1972)
Attento gringo, è tornato Sabata
Meo Patacca (1972)
Monta in sella, figlio di…! (1972)
Due maschi per Alexa
La figlia di Frankenstein (1971)
Il giorno del giudizio (1971)
La bestia uccide a sangue freddo (1971)
Mio padre Monsignore (1971)
Arizona si scatenò… e li fece fuori tutti (1970)
Le piacevoli notti di Justine
La taglia è tua… l’uomo l’ammazzo io (1969)
Barbagia (1969)
Il castello di Fu Manchu
Justine ovvero le disavventure della virtù
Top Sensation (1969)

99 donne (1968)
Sartana non perdona (1968)
Niente rose per OSS 117 (1968)
Vivo per la tua morte (1968)
Killer, adios (1968)
L’uomo del colpo perfetto (1967)
Per 50.000 maledetti dollari
Con la morte alle spalle
Agente speciale L.K.: operazione Re Mida
Johnny Texas
I giorni della violenza (1967)
I lunghi giorni dell’odio (1967)
Password: Uccidete agente Gordon (1967)
Arizona Colt (1966)
Johnny Yuma (1966)
Upperseven, l’uomo da uccidere (1966)
Dinamite Jim (1966)
Superseven chiama Cairo (1965)
I grandi condottieri (1965)
La meravigliosa Angelica
Due mafiosi contro Goldginger (1965)
Io uccido, tu uccidi (1965)
Angelica

Coriolano: eroe senza patria (1964)
Leone di Tebe (1964)
Le voci bianche (1964)
Cadavere per signora (1964)
Ercole contro i figli del sole (1964)
Gli invincibili tre (1964)
Il dominatore del deserto (1964)
Kindar l’invulnerabile (1964)
La valle dell’eco tonante (1964)
Sansone contro il corsaro nero (1964)
Lo sceicco rosso (1963)
Uno strano tipo (1963)
Ercole contro Molock (1963)
La ballata dei mariti (1963)
I due della legione straniera
Il peccato
Il sangue e la sfida (1962)
Ercole al centro della terra (1961)
El Cid (1961) (uncredited)
Vacanze alla baia d’argento (1961)

Il sepolcro dei re (1961)
Il relitto (1961)
Totò, Peppino e la dolce vita (1961)
La ragazza di mille mesi (1961)
Le italiane e l’amore (1961)
Esther and the King (1960)
Era notte a Roma
Il corazziere (1960)
Mogli pericolose (1958)
A Parigi in vacanza (1958)
Valeria ragazza poco seria (1958)
Vivendo, cantando che male ti fo? (1957)
Due sosia in allegria (1956)
I pinguini ci guardano (1955)

Rosalba Neri fotoromanzo

settembre 19, 2009 Pubblicato da: | Biografie | | 5 commenti