La corrispondenza

In un bellissimo brano di Franco Battiato,La cura,c’è una frase che recita:”Supererò le correnti gravitazionali,lo spazio e la luce per non farti invecchiare…” che in qualche modo si adattano benissimo al film di Tornatore La corrispondenza del quale parlerò tra poco.
Un brano che è un inno all’amore,così come un inno all’amore,fuori dal tempo e dalle leggi fisiche è La corrispondenza,forse il film più intimista del regista di Bagheria; un film lontano da schemi ovvi e che parla d’amore in un linguaggio che non è melenso o strappalacrime,che racconta una storia che in fondo tutti vorrebbero vivere,una storia d’amore assoluto,di quelle che sublimano il più nobile dei sentimenti trasportandolo in una dimensione in cui anche la morte fisica è un dettaglio.Non di poco conto,perchè la grande livellatrice porta via con se tutto quello che si costruisce
e tutto quello che è reale ma che in fondo è solo una tappa,la più dolorosa ma anche la più inevitabile,che però può anche trasformarsi in qualcosa che vive nel ricordo di chi sopravvive perpetuandosi giorno per giorno,rinnovandosi e lasciando al superstite la consapevolezza di aver vissuto una storia straordinaria,che le barriere della fisicità può solo modificare ma non distruggere.


E’ l’assioma di partenza (e anche finale) dello straordinario film di Tornatore tornato dietro la macchina da presa dopo l’eccellente risultato di La migliore offerta,altra opera di grande spessore di quello che attualmente è il regista italiano più sensibile e
innovatore del grande schermo.
Il tema ultra terreno non è una novità per Tornatore;in qualche modo lo aveva già affrontato in Una pura formalità,l’enigmatico film del 1994 in cui il regista si era cimentato in una complessa storia in cui i rigidi confini della corporeità avevano lasciato spazio ad una storia in cui proprio la logica terrena si era fatta sfuggente,inafferrabile.
In La corrispondenza siamo di fronte ad una storia d’amore tra una giovane donna e un maturo scienziato,divisi dall’età e dall’attività frenetica dell’uomo ma uniti da una complicità,da un affetto che hanno dello straordinario.
Un rapporto che si sublima in un affetto che l’uomo elargisce alla giovane donna con un attaccamento che ha dell’incredibile,fatto di tanti piccoli gesti e di attenzioni che travalicano il rapporto passionale,trasformandosi in qualcosa di così profondo che,quando apprendiamo
della sua morte ( e sopratutto quando lo apprende lei) si resta sgomenti,in attesa dell’inevitabile dolorosa attesa dello scorrere della pellicola che ci racconti il passato della coppia.


Invece ecco la sorpresa.
Lui,Ed,sapeva di essere ammalato e aveva nascosto a lei,Amy,la sua mortale malattia;lo aveva fatto per pudore,per non far soffrire l’amata,per risparmiarle l’atroce agonia della malattia.
Ma aveva predisposto tutto per lasciarle la testimonianza del suo amore,per trasformarsi in una guida ultra terrena,per non lasciarla sola nel dolore…
Dal momento della scomparsa di Ed,Amy riceve lettere,mail,video e cd con filmati consegnati secondo uno schema studiato nei minimi particolari da Ed;avvalendosi di una serie di amici,al corrente della sua relazione con la donna,Ed si trasforma in una guida ultraterrena forse un po invadente,ma del resto cosa conta? Un uomo innamorato come lui può essere perdonato per questo estremo tentativo di vincere il vincolo invalicabile della morte.
E Amy in fondo si sente meno sola,guidata dal suo maturo amore;ha scoperto di essere vegliata in modo invisibile ma non per questo meno presente.
Tuttavia arriva la crisi.
Ed,al corrente dei problemi di Amy con sua madre è andata a trovare quest’ultima,per cercare di riavvicinare le due donne,separate dal senso di colpa di Amy che si ritiene responsabile della morte del padre in un incidente stradale.
La reazione della ragazza è drastica;come da istruzioni ricevute,compone 11 volte il nome di Ed sul telefono ed invia un messaggio,in modo da cessare i rapporti con l’invisibile innamorato.Distrugge anche un cd che l’uomo le aveva inviato,in quel modo sottilmente inquietante.
Ma quando dopo qualche giorno ad Amy appare chiaro che non riverà più nulla,ecco il pentimento.


E il percorso a ritroso,nel tentativo di recuperare quel rapporto del quale adesso sa che non può più fare a meno.Si reca a Borgo Ventoso,il loro nido d’amore (che Ed le ha lasciato in eredità,con la complicità dei figli) tenta insomma di recuperare quel rapporto impossibile
E scoprirà che anche Ed aveva le sue crisi nella parte finale della sua vita,fino all’ultimo,drammatico video…
Un film delicato,poetico ed intriso di una vena di malinconia percepibile sin dalle prime battute, e che prosegue inesorabilmente mentre la trama avviluppa lo spettatore in un labirinto delle emozioni che si percorre adagio.
Adagio come il ritmo ipnotico del film,cadenzato su passi di una lentezza che però è assolutamente funzionale ad un film delle emozioni.
Che racconta proprio questo:emozioni.
Ci si possono vedere molte cose,in La corrispondenza.
Qualcuno ci ha visto un amore malato,una persecuzione post mortem di un uomo che non vuole arrendersi al suo fato,altri ci hanno visto un inganno di amorosi sensi,altri una storia melensa e noiosa.
In realtà siamo di fronte ad una storia d’amore,nient’altro.


E in un periodo storico in cui l’amore è visto come qualcosa di cui vergognarsi o come qualcosa di mercificabile e vendibile,spendibile a seconda delle proprie necessità ecco che solo chi realmente prova questi sentimenti nella maniera più piena e pura è in grado di apprezzare una storia
che travalica il quotidiano per trasformarsi in un continuum eterno,assoluto.
Si possono cosi comprendere le reazioni scomposte di un pubblico incapace di assaporare una storia fuori dagli schemi,dalle convenzioni.
Una storia in fondo semplice,che mira direttamente ad un valore oggi in forte crisi.
Tutti parlano d’amore,confondendolo con il possesso o con mille altri orpelli che creiamo ad arte,incapaci come siamo di assaporare quelle che sono le cose pregnanti e fondamentali dell’esistenza.
Ecco,se c’è una lezione da apprendere dal film di Tornatore è proprio quella di riassaporare il sentimento nella sua forma più pura,più totalitaria.
Lasciandoci andare,per una volta,oltre stereotipi e schemi pre costruiti,vantandoci e non vergognandoci della nostra umanità,del nostro desiderio di eternare quello che è in assoluto il sentimento più nobile dell’essere umano.

Per quanto riguarda il resto del film,da gustare le splendide location,che vanno dagli ariosi spazi di Edimburgo alla stupenda Borgo Ventoso,che nella realtà è la magnifica Isola di san Giulio sul Lago d’Orta,impreziosita da qualche scena girata nella magica Isola dei Pescatori sul lago Maggiore,in quella Stresa che è uno dei suoi gioielli.
Semplicemente straordinaria la Olga Kurylenko,che regge con gli sguardi,con le espressioni del volto la stragrande maggioranza del film.
Ottimo anche Jeremy Irons,sicuramente sacrificato nel non facile ruolo del fantasma virtuale,che compare solo su Skype o attraverso registrazioni video.
Un film di rara bellezza,che trasporta lo spettatore in un oasi di pace e serenità dei sensi.
Tutto grasso che cola in tempi ostili e cupi.

La corrispondenza

Regia di Giuseppe Tornatore. Un film con Jeremy Irons, Olga Kurylenko, Simon Anthony Johns, James Warren , Shauna Macdonald. Genere Drammatico – Italia, 2015, durata 116 minuti

Jeremy Irons: Edward “Ed” Phoerum
Olga Kurylenko: Amy Ryan
Simon Johns: Jason
James Warren: Rick
Shauna MacDonald: Victoria
Oscar Sanders: Nicholas
Paolo Calabresi: Ottavio
Rod Glenn: Grip

Luca Ward: Ed Phoerum
Benedetta Degli Innocenti: Amy Ryan
Gianfranco Miranda: Jason
Alessandro Quarta: Rick
Emanuela Rossi: Vittoria
Michele Kalamera: Dott. Sobieski

Regia Giuseppe Tornatore
Soggetto Giuseppe Tornatore
Sceneggiatura Giuseppe Tornatore
Casa di produzione Paco Cinematografica, Rai Cinema, Warner Bros.
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Fabio Zamarion
Montaggio Massimo Quaglia
Effetti speciali Renato Agostini, Mario Zanot
Musiche Ennio Morricone
Costumi Patrizia Bernardini

“Il tempo matematico
entra nella stanza, s’insinua dalla finestra con le geometrie di
luce dell’alba, ha già ripreso il suo calcolo.
Prima che la luce invadesse il mondo, Ed si era già rivestito.
Amy gli resta abbracciata. Lo bacia ancora, sulle labbra, poi sul
mento”

“Ricordo esattamente l’istante in cui nel mezzo della folla annoiata mi sono accorto del tuo sguardo incantato.
In quel momento ho capito cosa deve provare un’anima sperduta quando, tra tanti corpi, riconosce quello in cui sceglie di reincarnarsi…”

““Se vivi con la testa tra le stelle, prima o poi una ti si ficcherà nel cervello”

“Il mio errore è stato non averti incontrata prima. Non aver potuto vivere a lungo accanto a te. Mi sembra un’ottima ragione per perdere il dono dell’eternità…”

“I luoghi e le cose non sono mai gli stessi, cambiano incessantemente, cambiano con noi, con l’energia che ci trasforma senza tregua.”

“La mente umana non è fatta per capire l’infinito, come non è fatta per capire l’amore.”

“Se l’icona di una nuova mail o di un nuovo messaggio appare sul tuo pc, qualcuno nel mondo là fuori sta pensando a te.”

La migliore offerta

Virgin Oldman è un noto e stimato banditore d’aste,oltre che essere un collezionista d’arte e un grande esperto di pittura.
E’ un misogino,che vive in una grande e lussuosa casa,completamente solo;non ama il contatto con gli altri,tanto da indossare sempre
dei guanti,pranza da solo,non ha amicizie maschili nè femminili.
L’unico tributo alle donne consiste nella sua straordinaria collezione di ritratti femminili,nascosta in un caveau del suo appartamento;ritratti di donne,di grandi artisti,come Raffaello,Tiziano,Modigliani,che Oldman ha raccolto nel corso della sua carriera.
Il giorno del suo compleanno Oldman riceve una telefonata;una voce femminile,che si identifica come Claire Ibbetson gli chiede la disponibilità a periziare la collezione di oggetti d’arte che la donna dice di aver ereditato dai genitori.
Poco incline ad accettare,Oldman si reca comunque alla villa in cui la ragazza vive,ma della donna non c’è traccia.Innervosito dal comportamento di Claire,che sembra sfuggire il contatto fisico con lui,Virgil è sul punto di abbandonare tutto ma alla fine,parlando con la ragazza dietro una porta chiusa,apprende alcune cose su di lei.


Claire soffre di una rara forma di agorafobia e vive praticamente come una reclusa nella grande villa visitata da Virgil,in compagnia di un servitore che comunque non l’ha mai vista di persona.Incuriosito,Virgil inizia a frequentare la villa di Claire e a ordinare la collezione di opere d’arte della stessa;parallelamente,Virgil raccoglie dagli scantinati della villa alcune parti meccaniche,che scoprirà appartenere ad un automa costruito dal leggendario Jacques de Vaucanson.
Poco alla volta il rapporto tra Virgil e Claire evolve,complice anche le confidenze che Virgil fa a Robert,un giovane esperto di meccanica al quale si è rivolto per cercare di ricostruire l’automa di Vaucanson. Contemporaneamente Virgil cerca di acquisire alla sua collezione altre opere d’arte,con l’aiuto dell’amico ( e complice) Billy Whistler,che partecipa ad
alcune aste e acquista per conto di Oldman opere di gran valore ad un prezzo irrisorio.
Con il passare dei giorni Virgil è sempre più stregato dalla personalità contraddittoria di Claire;dopo essersi nascosto riesce finalmente a vederla e in seguito,conquistata la sua fiducia,finalmente la vede da vicino


Per lui è amore,che sembra essere ricambiato da Claire;così Virgil riesce a portarla a casa,dove le mostra anche il suo tesoro di dipinti;deciso a vivere con lei,annuncia alla donna di voler lasciare il suo lavoro di banditore e sceglie Londra come ultima asta della sua carriera.Claire non parte con lui,perchè ancora poco avvezza alle uscite pubbliche.
Al ritorno Virgil non la trova in casa;anzi,il caveau dei dipinti è completamente vuoto,l’unica presenza è quella dell’automa di Vaucanson,completamente ricostruito,che,beffardamente,ripete di continuo “in ogni falso si nasconde sempre qualcosa di autentico:sono d’accordo
con te,infatti mi mancherai,Mister Oldman
Per Virgil è un colpo terribile;Claire,Robert e il suo amico Billy hanno complottato assieme per derubarlo.
La conferma Virgil la ha quando si reca nel laboratorio di Robert e lo trova completamente abbandonato.Anche la villa è vuota,e nel bar di fronte ad essa trova quella che è la vera Claire,una nana dalla memoria prodigiosa,che affitta la villa a produzioni cinematografiche.Nessuna traccia nemmeno del custode…


La migliore offerta,di Giuseppe Tornatore,è una pregevole opera in bilico tra il thriller e il dramma,un film di assoluto livello nel corso del quale il premio Oscar per Nuovo cinema Paradiso conferma il suo assoluto eclettismo
raccontando una storia inconsueta,quella tra un misogino cultore d’arte e una misteriosa ragazza che riuscirà a tirar fuori dal guscio il maturo uomo,ridandogli o meglio,dandogli per la prima volta una dimensione da uomo che però il protagonista pagherà ad un prezzo altissimo.
Il finale è beffardo ma anche esplicativo.
La scena finale,nella piazza di Praga,con Virgil che al cameriere che gli chiede se è solo risponde di no,dice tutto quello che la mancanza di un dialogo avrebbe detto.
Ovvero che l’uomo,nonostante tutto,continua ad essere innamorato della ragazza.Che gli ha mentito,della quale non sa nemmeno il vero nome,che lo ha tradito ma che forse in due occasioni è stata sincera.


Quando,per esempio,gli ha detto “ricordati che qualunque cosa accada io ti amo” o quando gli ha raccontato l’unico episodio forse non inventato,parlando di quel luogo per le speciale,forse in assoluto l’unico frammento di verità in un mare di finzione.
Davvero un bel film,con una robusta sceneggiatura e in cui la lentezza appare come elemento essenziale per fare del film un quadro d’ensemble fatto di tanti tasselli.
Che alla fine si incastrano tutti.


Ottime le prove degli attori protagonisti,fra i quali un ispirato Geoffrey Rush,una bella e misteriosa Sylvia Hoeks,un camaleontico Donald Sutherland e un ottimo Jim Sturgess.
Molto belle le musiche del maestro Morricone,per un film da riscoprire a 5 anni dalla sua uscita,una delle cose migliori del cinema italiano degli anni duemila.

La migliore offerta

Un film di Giuseppe Tornatore. Con Geoffrey Rush, Jim Sturgess, Sylvia Hoeks, Donald Sutherland, Philip Jackson, Dermot Crowley, Liya Kebede, Maximilian Dirr, Sean Buchanan, Lynn Swanson, Miles Richardson, Kiruna Stamell, Katie McGovern, Gerry Shanahan, Sylvia De Fanti, Brigitte Christensen, Jay Natelle, Anton Alexander, Laurence Belgrave, Rajeev Badhan, Patricia Meglio
Titolo originale The Best Offer. Drammatico, durata 124 min. – Italia 2012. – Warner Bros Italia

 

Geoffrey Rush: Virgil Oldman
Jim Sturgess: Robert
Sylvia Hoeks: Claire Ibbetson
Donald Sutherland: Billy Whistler
Philip Jackson: Fred
Dermot Crowley: Lambert
Kiruna Stamell: ragazza nel bar
Liya Kebede: Sarah

Rodolfo Bianchi: Virgil Oldman
Marco Vivio: Robert
Myriam Catania: Claire Ibbetson
Vittorio Di Prima: Billy Whistler
Ugo Maria Morosi: Fred
Carlo Valli: Lambert
Tiziana Avarista: ragazza nel bar
Laura Romano: Sarah

Regia Giuseppe Tornatore
Soggetto Giuseppe Tornatore
Sceneggiatura Giuseppe Tornatore
Produttore Isabella Cocuzza, Arturo Paglia, Marco Patrizi (produttore associato)
Casa di produzione Paco Cinematografica
Warner Bros. Entertainment Italia
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Entertainment Italia
Fotografia Fabio Zamarion
Montaggio Massimo Quaglia
Effetti speciali Mario Zanot (Storyteller)
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Maurizio Sabatini
Costumi Maurizio Millenotti

Vivere con una donna è come partecipare ad un’asta. Non sai mai se la tua è l’offerta migliore.

Anche in un falso d’arte c’è qualcosa di vero!

Mi dispiace di aver invaso i suoi pensieri..

L’ammirazione che provo per le donne è pari al timore che ho di conoscerle!

Claire: Allora non sono la prima: ne hai avute altre donne….
Virgil: Sì, le ho amate tutte e loro hanno amato me. Mi hanno insegnato ad attenderti.

Quando pensi che con una donna è fatta,hai già perso il senso della strategia

Gli ingranaggi sono come le persone: se stanno molto tempo insieme, finiscono per assumere le forme reciproche!

Una breve vacanza

Clara è un’operaia di una fabbrica nell’hinterland di Milano.
Sposata,ha tre figli e si divide fra l’alienante lavoro in fabbrica e quello ancor più alienante in famiglia,nella quale al momento è anche l’unica fonte di reddito.
Il lavoro,le responsabilità le minano il fisico al punto che in seguito ad una visita medica a Clara viene prescritto un soggiorno in un sanatorio della Valtellina.
Lungi dall’essere un handicap,la cosa si trasforma in una specie di vacanza,perchè da quel momento Clara,libera da impegni famigliari e di lavoro ha finalmente tempo
per se stessa.Legge,stringe amicizie,si riposa e,conosciuto un operaio,ha anche il tempo per allacciare una platonica relazione con lui.
Ma la breve vacanza termina e Clara ritorna alla vita di tutti i giorni.


Malinconico ed esistenziale,Una breve vacanza è il penultimo film di De Sica regista,prima di Il viaggio,che nel 1974 porrà fine all’esperienza dietro la macchina da presa di De Sica.
Un film che pur partendo da una trama semplice e lineare,si trasforma nella descrizione ambientale e umana di una delle miriadi di solitudini metropolitane della capitale economica italiana,una Milano grigia come il suo cielo e come i volti delle figure che si muovono come fantasmi di cera tra i palazzoni e le vie della città.
Uno stridore che si avverte ancor più lancinante a paragone con le candide stanze del sanatorio,che a questo punto non è solo il posto deputato
alla cura delle ferite del corpo quanto piuttosto una via di fuga,per la protagonista,da una vita disumanizzante,vissuta come migliaia di altre dietro le porte chiuse di appartamenti anonimi,
consumate in un ruolo che vede la donna prigioniera di una routine peggiore della galera.


De Sica gira quindi un film in cui si mescolano diversi temi,dalla solitudine individuale della protagonista,stritolata dal lavoro in fabbrica e dagli obblighi di quello in famiglia passando attraverso una veloce disanima della condizione femminile negli anni settanta,con l’immagine di una donna che non solo non ha realizzato nessuna delle tante aspirazioni femminili,ma che
al contrario ha aggiunto ad una prigione il senso di responsabilità di dover mantenere anche una famiglia allargata da parenti e figli senza soluzione di continuità.
Bravissima Florinda Bolkan a calarsi nel ruolo della sfiorita Clara,che a tratti assomiglia a quello di un’altra grande figura femminile protagonista di un altro splendido film degli anni settanta,quello di Antonietta in Una giornata particolare di Scola.


Un film bello e ben girato,ottimamente interpretato da tutti gli attori;menzione particolare per Adriana Asti,che interpreta la signora Scanziani,una donna malata terminale nel sanatorio.Brevi comparsate anche per Christian De Sica e Monica Guerritore.
Il soggetto è di De Sica ancora una volta in coppia con Cesare Zavattini,alla loro ultima fatica assieme.
Purtroppo il film è di difficilissima reperibilità,nonostante sia passato qualche volta in tv.

Una breve vacanza
Un film di Vittorio De Sica. Con Florinda Bolkan, Renato Salvatori, José Maria Prada, Teresa Gimpera, Daniel Quenaud, Anna Carena, Miranda Campa, Adriana Asti, Hugo Blanco, Maria Mizar, Mario Garriba, Monica Guerritore, Christian De Sica Drammatico, durata 104 min. – Italia 1973

 

Florinda Bolkan: Clara
Renato Salvatori: Franco, marito di Clara
Daniel Quenaud: Luigi
Josè Maria Prada: dottor Ciranni
Hugo Blanco: fratello di Franco
Maria Mizar Ferrara: l’infermiera Garin
Adriana Asti: signorina Scanziani
Christian De Sica: giovane sul treno
Paolo Limiti: un medico

Regia Vittorio De Sica
Soggetto Rodolfo Sonego
Sceneggiatura Cesare Zavattini
Produttore Marina Cicogna, Arthur Cohn
Distribuzione (Italia) CIC (Cinema International Corporation)
Fotografia Ennio Guarnieri
Montaggio Franco Arcalli
Musiche Manuel De Sica
Scenografia Luigi Scaccianoce, Adolfo Goppino

Game of Thrones

Un grande mondo immaginario,nel quale due sono i continenti principali nei quali avvengono gli avvenimenti narrati,Westeros (occidente)
e Essos (oriente).
Ma è a Westeros che è concentrato il potere,nella sua capitale, Approdo del re.
Ed è qui che avvengono le lotte narrate in Game of Throne,in italiano Il trono di spade.serie televisiva creata da David Benioff e D.B. Weiss e basata sulla serie di romanzi fantasy Cronache del ghiaccio e del fuoco (A Song of Ice and Fire) dello scrittore di Bayonne (Usa) George Raymond Richard Martin,conosciuto come George R.R.Martin
Una serie divenuta in pochi anni la più vista nella storia della tv,con una serie innumerevole di premi vinti e giunta attualmente alla settima stagione appena conclusasi,in attesa dell’ottava che dovrebbe veder la luce nel 2019.

Mappa dei continenti

Westeros,continente occidentale
Robert Baratheon,sovrano dei sette regni,che siede sul Trono di spade,invita il suo vecchio amico Eddard Stark, lord di Grande Inverno a prendere il posto di Primo cavaliere del re presso Approdo del re.
E’ un periodo molto turbolento,quello che vede Robert governare sui sette regni;le trame della famiglia Lannister,quelle degli eredi dei deposti regnanti Targaryen rendono la situazione politica estremamente complicata e pericolosa.
A nord,intanto,un antico nemico sta preparando un attacco senza precedenti alla barriera di ghiaccio che separa il mondo civile da quello oltre la barriera,abitato da barbari e dai micidiali morti viventi.
Tra draghi e maghi,lotte di potere e assassini,guerre e continui colpi di scena,si sviluppa una storia appassionante piena di personaggi agitati da varie mire,tutte ruotanti però attorno al Trono di spade, autentico fulcro della vita del pianeta.

Quali sono le ragioni del grande successo di Game of Trones?
La principale va ricercata nella grande abilità di Martin di creare un’infinità di personaggi tutti legati però,in qualche modo,tra di loro.
Dalla famiglia Stark a quella dei Lannister,da Daenerys Targaryen agli Estranei che vivono oltre la barriera,ogni singolo episodio in cui è divisa la serie crea personaggi che alla fine si troveranno tutti a lottare per lo stesso obiettivo,dapprima la conquista del Trono di spade e poi,con l’arrivo della grande minaccia dei non morti e degli estranei,alla lotta mortale con questi ultimi.
In mezzo intrighi di ogni genere e storie personali che finiscono per intrecciarsi indissolubilmente.
Come quelle dei fratelli ( e amanti) Jaime e Cercei Lannister,del nano Tyrion Lannister e degli eredi superstiti di Eddard Stark,ovvero Brandon Stark,suo figlio,Sansa e Arya,le sue figlie e John Snow (figlio illegittimo) e infine Daenerys Targaryen,la mamma dei draghi,colei che diverrà con Jon Snow la vera protagonista dell’intera saga.


Un’altra chiave di lettura del successo della saga è l’utilizzo del fantasy come elemento preponderante;l’utilizzo dell’espediente del mondo immaginario slega la storia dalla necessità della logica,permettendo quindi l’esistenza di creature leggendarie
come i draghi,i non morti,i giganti,l’esistenza della magia.
Ancora,l’utilizzo a dosi massicce di effetti speciali,che permettono la creazione di paesaggi suggestivi e la creazione di animali,esseri e location di grande suggestione.
Attualmente sono state trasmesse sessantasette puntate della serie fantasy,divise in sette stagioni
Ecco una descrizione dei principali protagonisti della serie

Gli Estranei

Nessuno sa chi siano,da dove vengano,cosa siano sopratutto;al momento della narrazione,per tutti sono soltanto una leggenda,anche se gli antichi testi raccontano di un’epica battaglia combattuta in un tempo lontanissimo
tra i Guardiani della notte e loro.Esseri soprannaturali,con poteri straordinari,come quelli di far rivivere i morti,sono esseri quasi eterei,dagli occhi azzurri e dal corpo pressoche trasparente.Possono essere distrutti solo dal vetro di drago o dal fuoco.

Robert Baratheon

Sovrano dei sette regni,è un uomo rozzo ma anche allegro;donnaiolo,ubriacone ma al tempo stesso intelligente e furbo.E’ sposato con Cencei Lannister e ha tre figli,Joffrey, Myrcella e Tommen,che però in realtà sono frutto della relazione incestuosa tra Cencei e suo fratello Jamie.
In passato è stato innamorato di Lyanna Stark ed è legato da una grande e affettuosa amicizia con Eddard Strak. Morirà in un incidente di caccia
al cinghiale,ottenebrato da vino drogato fornitogli da Lancel Lannister.

Eddad “Ned” Stark

Lord di Grande Inverno,è uomo d’onore,stimato e rispettato da tutti.Governa su Grande inverno con forza ma con giustizia;sposato con Catelyn Tully,ha cinque figli,Robb, Sansa, Arya, Bran e Rickon oltre a Jon Snow,figlio naturale.
Chiamato da Robert Baratheon ad Approdo del re,verrà tradito da un complotto di corte e subito dopo la morte di re Robert,giustiziato da Cencei Lannister con la complicità del nuovo re,suo figlio Joffrey.

Jon Snow

Creduto da tutti (e da se stesso) figlio naturale di Ned Stark,Jon Snow si chiama Aegon Targaryen ed è in realtà figlio della sorella di quest’ultimo Lyanna e del legittimo successore del Re folle, Rhaegar Targaryen.
Coraggioso e dotato di grande senso della giustizia,Jon diventa dapprima Guardiano della notte alla barriera e poi Lord Comandante.
E’ uno dei due principali protagonisti dell’intera saga,con Daenerys Targaryen,con la quale,sul finire dell’ultima stagione trasmessa ad oggi allaccerà una problematica relazione.

Robb Stark

Primogenito di Ned Stark e Catelyn Tully,alla morte del padre rifiuta di recarsi ad Approdo del Re e giurare fedeltà a Re Joffrey Lannister.Proclamatosi re del Nord,viene tradito da Casa Frey ed assassinato con sua madre nel corso
delle drammatiche Nozze rosse.

Sansa Stark

Secondogenita di casa Stark,è uno dei personaggi che ha subito maggiori evoluzioni nell’economia del racconto.Da ragazza viziata a sposa mancata di Jeoffrey Lannister, a sposa in bianco di Tryon Lannister,attraverso mille peripezie si ritrova alla
fine al fianco di Jon Snow a Grande inverno,ultimo baluardo contro gli Estranei e il popolo dei non morti.

Arya Stark

Terza figlia di Casa Stark,Arya è la più piccola quando muore suo padre e assiste alla sua esecuzione.Nonostante la giovane età,impara a maneggiare spade e stiletti;dopo numerose avventure entra nella setta degli Assassini senza volto.
Vendicherà la morte della madre e del fratello sgozzando Walder Frey e uccidendo con il veleno tutti i Frey presenti ad un banchetto.Tornata a Grande inverno,ritrova Jon e Sansa al fianco dei
qualisi prepara all’ultima,grande battaglia contro gli Estranei.

Cersei Lannister

Figlia di Tywin Lannister e moglie di Robert Baratheon,regina dei sette regni.
Crudele e enormemente ambiziosa,ha vissuto nell’ombra di Robert,sempre in attesa di un’occasione che le permettesse di liberarsi dell’odiato marito.Ha avuto tre figli,ma non dal re,bensi dal suo amato fratello Jamie.
Nel corso della saga,perderà tutti e tre i figli trasformandosi sempre più in una donna amorale e senza pietà.

Jamie Lannister

Figlio di Tywin Lannister,lord di Castel Granito e fratello/amante di Cencei.
Personaggio controverso,dopo le prime stagioni si è trasformato da amorale e insensibile guerriero a uomo con doti di coraggio e abilità militari non comuni e dalle insospettabili doti umane.
La perdita dei tre figli,la prigionia nel Nord,durante la quale perderà la mano e la contemporanea conoscenza di Brienne di Tarth ne modificheranno fortemente il comportamento.

Tyrion Lannister

Ultimo figlio di Tywin Lannister,soprannominato folletto per il fatto di essere un nano,ha non comuni doti di simpatia e umorismo che,uniti ad una implacabile auto ironia lo rendono uno dei personaggi
più importanti della saga.Sposa Sansa Stark,ma dopo l’accusa ingiusta di aver assassinato il nipote,re Joffrey Lannister,finirà per seguire le avventure di Daenerys Targaryen della quale diverrà fido consigliere.

Daenerys Targaryen

Figlia di Aerys II Targaryen,il re ucciso da Jamie Lannister che ha portato Robert Baratheon sul Trono di spade è stata costretta a vivere in esilio e a sposare khal Drogo,capo dei Dothraki,al quale finirà per legarsi sentimentalmente e dall’unione con il quale nascerà un figlio
ucciso dalla maga Mirri Maz Duur,che alla fine renderà un vegetale anche Drogo,che Daenerys sarà costretta a soffocare con un cuscino per evitare una vita vegetativa.
Proclamatasi unilateralmente regina dei sette regni,farà rinascere tre grandi draghi,che avranno un’importanza capitale nel racconto.
Nel corso della saga,in seguito alle numerose avventure vissute diverrà Daenerys della casa Targaryen, “Nata dalla tempesta”, la prima del suo nome, regina degli Andali, dei Rhoynar e dei Primi Uomini, signora dei Sette Regni, protettrice del Regno, principessa di Roccia del Drago, khaleesi del Grande Mare d’Erba, “la Non-bruciata”,
“Madre dei Draghi”, regina di Meereen, “Distruttrice di catene”

Questi i principali personaggi della fortunata serie.Ma accanto a loro si muovono una miriade di altre figure,così tante che è praticamente impossibile citarle tutte.Di seguito ne propongo alcune,quelle più significative

Stannis Baratheon

Lord di Roccia del Drago e fratello di Robert,tenterà inutilmente di prendere il posto del fratello.

Melisandre di Asshai

Sacerdotessa del Dio della luce,all’inizio appare sempre al fianco di Stannis Baratheon;grazie alle sue doti magiche,riporterà in vita Jon Snow.E’ lei ad evocare l’ombra che uccide Renly Baratheon

Renly Baratheon

Amato da tutti,Renly è l’erede designato di Robert.Mentre si appresta a far valere i suoi diritti sul trono,viene assassinato da un’ombra evocata con la magia nera dalla sacerdotessa Melisandre,amante di suo fratello Stannis.

Brienne di Tarth

Guerriera potente,abilissima con la spada,Brienne è a suo agio con la guerra,non certo con la vita di corte.Sarà lei a rintracciare Sansa Stark e anche lei entrerà nell’esercito di Jon Snow pronta all’ultima battaglia.

Theon Greyjoy

Cresciuto in compagnia di Robb e Bran Stark,Theon è uno dei personaggi che subisce la trasformazione più radicale nel racconto.Da giovane arrogante e ambizioso,in seguito alle torture di Ramsay Snow che lo priva della virilità e di parte di una mano,
diventa un pavido e rassegnato individuo privo di qualsiasi dignità,prima di un sussulto finale che lo riporterà,per un attimo,ad essere il Theon di un tempo.

Olenna Redwyne Tyrell

La matriarca di casa Tyrell,è una donna senza scrupoli che manovra a suo piacimento le persone della sua casata.Ambiziosa,riesce nell’intento di far sposare sua nipote Margaery con Tommen Lannister.Verrà costretta al suicidio da
Jamie Lannister.

Petyr Baelish, Ditocorto

Maestro del Conio presso il Concilio Ristretto dei Sette Regni,è uomo spregiudicato,senza onore e odiato da tutti ma nonostante tutto
rispettato e temuto per le sue indubbie capacità.Tradisce Ned Stark in quanto innamorato di Catelyn Stark e tenterà di fare di sansa Stark una pedina per i suoi giochi di potere,prima
di venire condannato a morte da quest’ultima quando sansa tornerà ad essere la Lady di Grande inverno.

Varys

Capo del servizio di spie dei Sette regni,eunuco,Varys riesce a sopravvivere a tutti i cambi di potere usando la sua grande intelligenza e rendendo i suoi servizi di volta in volta al nuovo,temporaneo regnante.

Jorah Mormont

Ex mercenario,figlio del Lord Comandante dei Guardiani della notte,diventa il fedele braccio destro di Daenerys Targaryen;colpito da una terribile malattia,si allontana e verrà salvato da Samwell Tarly.

Samwell Tarly

Entrato nei Guardiani della notte,riesce a superare il duro tirocinio grazie alla protezione di Jon Snow.Sarà il primo ad uccidere un Estraneo grazie ad una freccia di vetro di drago.

Davos Seaworth

Contrabbandiere e pirata,abilissimo marinaio,è al servizio di Stannis Baratheon.Alla morte di quest’ultimo entra nell’esercito di Jon Snow.

Accanto ai personaggi umani che popolano Game of Thrones ci sono tutta una serie di animali e creature dai più svariati poteri:

I metalupi,creature del bosco che vivono a Grande inverno e che sono animali di compagnia dei figli degli Stark;in origine sono 6,Spettro,Vento grigio,Lady,Nymeria,Estate e Cagnaccio.Di loro solo Spettro resta in vita,continuando a muoversi
al fianco di Jon Snow;
I draghi,nati magicamente dall’incendio della capanna in cui Daenerys Targaryen aveva cercato la morte.Drogon,Rhaegal e Viserion condivideranno le avventure della loro “madre”.Viserion verrà ucciso dal Re della Notte con una lancia di ghiaccio
e poi riportato in vita dallo stesso.Sarà lui a distruggere la grande barriera di ghiaccio


I giganti,che vivono oltre la barriera,tra i Bruti.Quelli che compaiono nei vari episodi sono 3,Dongo,che morirà durante la battaglia presso la barriera,Mag Mar Tun Doh Weg, il capo dei giganti anch’esso morto durante la battaglia della barriera e infine
Wun Weg Wun Dar Wun,che verrà ucciso durante la battaglia tra Snow e Ramsay.Diverrà poi parte dell’esercito del Re della notte come non morto.
I figli della foresta,molto simili ad elfi,difendono la grotta del Corvo con Tre Occhi dagli estranei.Moriranno tutti sacrificandosiper permettere la fuga di Bran Stark.
I non morti,esseri riportati in vita dagli Estranei.Insensibili a qualsiasi ferita,si muovono come degli zombie e possono essere distrutti solo dal fuoco o dall’ossidiana (vetro di drago).Sarà Jon Snow il primo ad ucciderne uno.

Eddard Stark … Sean Bean
Robert Baratheon… Mark Addy
Tyrion Lannister… Peter Dinklage
Jaime Lannister … Nikolaj Coster-Waldau
Catelyn Tully … Michelle Fairley
Cersei Lannister … Lena Headey
Daenerys Targaryen… Emilia Clarke
Jorah Mormont … Iain Glen
Petyr Baelish… Aidan Gillen
Viserys Targaryen… Harry Lloyd
Jon Snow … Kit Harington
Sansa Stark… Sophie Turner
Arya Stark … Maisie Williams
Robb Stark … Richard Madden
Theon Greyjoy… Alfie Allen
Brandon Stark … Isaac Hempstead-Wright
Joffrey Baratheon… Jack Gleeson

Sandor Clegane … Rory McCann
Khal Drogo … Jason Momoa
Tywin Lannister … Charles Dance
Davos Seaworth … Liam Cunningham
Samwell Tarly … John Bradley
Stannis Baratheon … Stephen Dillane
Melisandre di Asshai… Carice van Houten
Margaery Tyrell … Natalie Dormer
Jeor Mormont … James Cosmo
Bronn …Jerome Flynn
Varys … Conleth Hill
Shae … Sibel Kekilli
Talisa Maegyr … Oona Chaplin
Brienne di Tarth … Gwendoline Christie

Ned Stark

Catelyn Stark

Sansa Stark

Jon Snow

Robb Stark

Arya Stark

Bran Stark

Rickon Stark

Daenerys Targaryen

Robert Baratheon

Cercei Lannister

Jamie Lannister

Tryon Lannister

Olenna Redwine Tyrell

Peter Baelish “Ditocorto”

Varys

Melisandre

Jorah Mormont

Samwell Tarly

Davos Seaworth

Incipit di Tempesta di spade di R.R.Martin
La giornata era grigia, gelida. I cani non riuscivano a fiutare la pista. La grande cagna nera aveva accostato il muso alle orme dell’orso un’unica volta, per poi arretrare di nuovo nel branco,
tenendo la coda tra le gambe. I segugi si ammassavano tetramente gli uni contro gli altri sulla riva del fiume, mentre il vento li colpiva con aghi di gelo. Anche Chett lo sentiva pungere nonostante
gli strati di lana nera e cuoio trattato. Faceva troppo freddo, sia per gli uomini sia per gli animali. Eppure loro erano là fuori. Chett strinse le labbra, gli sembrò di sentire le vesciche che gli coprivano
le guance diventare più rosse, più infuocate. “Io dovrei starmene sulla Barriera, al sicuro, a occuparmi dei fottuti corvi e a tenere il fuoco acceso per il vecchio maestro Aemon.”
Invece no: Jon Snow il bastardo gli aveva portato via tutto, lui e quel ciccione del suo amico Sam Tarly. Era colpa loro se adesso Chett era qui, a ghiacciarsi le palle assieme a un branco di cani, nelle profondità della foresta Stregata.

Ogni notte lo uccido di nuovo. Mille morti, diecimila morti sono niente al confronto di quello che meritava. (Re Robert Baratheon su Rhaegar Targaryen)

Amore, amore… quali atti si compiono in tuo nome… (Jaime Lannister)

Tyrion si dispiacque per l’accaduto..Aveva scelto una vita aspra… o forse sarebbe stato opportuno dire che una vita aspra era stata scelta per lui…

Mai dimenticare chi sei, perché di certo il mondo non lo dimenticherà. Trasforma chi sei nella tua forza, così non potrà mai essere la tua debolezza. Fanne un’armatura, e non potrà mai essere usata contro di te. (Tyrion Lannister a Jon Snow)

Mostra che le loro parole possono ferirti, e non sarai più libero dalla derisione. Se proprio vogliono darti un nome, accettalo, fallo tuo, in modo che poi non possano mai più usarlo per farti del male. (Tyrion Lannister a Jon Snow)

Non è facile essere sempre ubriachi, lo sarebbero tutti se fosse facile…

Una borsa di conio compra il silenzio di un uomo per un po’. Un dardo di balestra compra quel silenzio per sempre. (Ditocorto a Sansa)

Stavo cercando di conquistare il trono per salvare il regno, mentre avrei dovuto cercare di salvare il regno per conquistare il trono. (Stannis Baratheon a Jon Snow)

Re Jaehaerys una volta mi disse che follia e grandezza sono le due facce della stessa moneta. Ogni volta che nasce un nuovo Targaryen, disse, gli dèi lanciano in aria quella moneta, e il mondo trattiene il fiato aspettando di vedere su quale faccia cadrà. (Ser Barristan Selmy a Daenerys)

“Chi legge vive mille vite prima di morire” disse Jojen. “Chi non legge mai, ne vive una sola.”

Prima stagione 10 puntate, 2011
Seconda stagione 10 puntate, 2012
Terza stagione 10 puntate, 2013
Quarta stagione 10 puntate, 2014
Quinta stagione 10 puntate, 2015
Sesta stagione 10 puntate, 2016
Settima stagione 7 puntate,2017

Belvedere di Dubrovnik

Uno dei Canyon in Islanda (il regno dei Dotrachi)

Il fiume di Zrnovnica,Croazia

Minceta Tower,Dubrovnik

Palazzo di Diocleziano,Croazia

Spiaggia di Dubrovnik

Zrnovnica,Croazia

Andavamo al cinema-Parte 31

Chiunque voglia contribuire alla diffusione di immagini di vecchi cinema può contattarmi tramite i commenti o tramite l’indirizzo email: paolobari@email.it

Cine Teatro Mazzini,Gioia Tauro

Cinema ABC,Bari

Cinema Aequa,Vico Equense

Cinema Balboni Masi Torello,Ravenna

Cinema Borsa,Torino

Cinema Capitol Bari (sulla destra della foto)

Cinema Castello,Pavia

Cinema Centrale,Salsomaggiore

Cinema Ritz,Eboli

Cinema Royal,Roma

Cinema Rubino,Bergamo

Cinema Savoia,Aosta

Cine Teatro Seccareccia,Sessa Aurunca

Cinema Splendor,Bari

Cinema Splendore,Napoli

Sala Cinema Tavazzano

Cine Teatro Don Bosco,San Donà di Piave

Cine Teatro Italia,Soliera

Cine Teatro Pacini,Fucecchio

Cinema Turismo,Riccione

Cinema Umberto,Bari

Cinema Venezia,Trieste

Cinema Verdi Lizzano Pistoiese

Cinema Vittoria,Roma

Cinema Vulsinia,Bolsena

Cinematofono,Torino

Gran Cinema Vittoria,Varese

Politeama Sociale,Ventimiglia

Sala Cinema Boario terme

Sala Cinema Castel Goffredo

Nicola e Alessandra

Biopic ispirata alla vita di Nicola II Romanov,ultimo imperatore russo,che parte dalla nascita dello zarevic Alessio e termina con il massacro della famiglia imperiale avvenuto la notte tra il 16 e 17 luglio 1918 a Ekaterinburg.
In un ruolo defilato appare anche la zarina Alessandra Fedorovna Romanova,nipote della regina Vittoria;la storia drammatica dei due imperatori parte in pratica dal 1904 e termina quindi nel 1918,con la rivoluzione d’ottobre e con la presa del potere da parte dei bolscevichi.
Nicola II è imperatore suo malgrado;non ama il suo ruolo e in politica ha preso decisioni che si sono rivelate funeste per il popolo russo,peraltro spietatamente sfruttato da una classe nobiliare parassita.
La guerra con il Giappone ha lasciato ferite profonde mentre sul fronte interno la carestia e la crescente insofferenza degli strati più poveri della popolazione stanno creando le premesse per una rivolta che la corte prende con leggerezza,mostrando una miopia che avrà fatali conseguenze.
A corte,intanto,arriva un personaggio ambiguo,il monaco Gregory Rasputin;ha avuto un colpo di fortuna,salvando lo zarevic Alessio da una pericolosa emorragia (il giovane erede al trono soffriva di emofilia) e da quel momento la zarina lo ha voluto a corte,subendone il malefico influsso.
Le misere condizioni di vita del popolo russo sfociano in aperta rivolta e l’esercito russo interviene per sedare la rivolta,che costa centinaia di vite di inermi cittadini.


Come conseguenza Nicola II è costretto a concedere la formazione della Duma,un organismo rappresentativo in grado di emanare leggi.Nel frattempo si diffonde sempre più l’ideale comunista,propugnato dal movimento bolscevico e dal suo maggiore esponente Vladimir Ulianov detto Lenin.
Gli anni passano,ma le condizioni della Russia continuano a peggiorare;nel 1913 ritroviamo la famiglia Romanov alle prese con le precarie condizioni di salute di Alessio e con l’ingombrante figura di Rasputin accusato da più parti di tenere una vita licenziosa.
Con lo scoppio della prima guerra mondiale la situazione precipita.
La Russia dichiara guerra all’impero tedesco e mentre lo zar è al fronte,la zarina Aessandra è sempre più soggiogata dal monaco Rasputin,finendo per seguirne tutti i consigli anche in politica estera.
L’andamento della guerra,che sembra portare la Russia sull’orlo della disfatta porta ad un’aperta rivolta del popolo mentre a corte una congiura di nobili porta all’assassinio di Rasputin;ormai è in moto un meccanismo che non è più possibile fermare.


Nicola II è costretto ad abdicare;lui e la sua famiglia vengono trasferiti a Tobol’sk per ordine del nuovo governo presieduto da Kerenskj.
Ma i bolscevichi hanno ormai iniziato la lotta finale contro la Duma e impossessatisi della famiglia imperiale la giustiziano a Ekaterinburg.
Diretto da Franklin J. Schaffner,Nicola e Alessandra è un affresco storico molto aderente ai fatti che realmente avvennero nel periodo citato.
Le figure che appaiono,da Nicola a Lenin,da Rasputin a Alessandra assomigliano anche fisicament ai protagonisti reali,dando cosi ulteriore verosimiglianza ai fatti narrati.
Un film peraltro abbastanza lungo,tre ore, in cui si cerca di raccontare,dati e documenti alla mano,quello che fu uno dei periodi storici che segnerà profondamente sia la storia della Russia che quella dell’intero novecento.


Kolossal del 1971 diretto da Franklin J. Schaffner,che l’anno precedente aveva diretto un’altra Biopic di alto valore,Patton generale d’acciaio,Nicola e Alessandra è un’opera di largo respiro,molto ben documentata e ottimamente diretta dal regista nativo del Giappone.
Tratto dall’omonimo romanzo di Robert K. Massie,Nicola e Alessandra ebbe lusinghiere recensioni critiche ma poco successo al box office;2 Oscar e altre 4 nomination,3 nomination ai Golden Globe,3 ai Bafta sono il palmares di  un film purtroppo scomparso anche dai canali tv.
Ben diretto e ben recitato,da un cast di attori anche fisicamente molto simili ai reali protagonisti,vede tra gli attori la presenza di Lawrence Olivier,Michael Jayston e Janet Suzman,tutti decisamente a loro agio e tutti davvero credibili.
Ottima fotografia,splendidi costumi.
Purtroppo in rete è un film assolutamente introvabile.

Nicola e Alessandra
Un film di Franklin J. Schaffner. Con Laurence Olivier, Michael Jayston, Janet Suzman, Brian Cox Titolo originale Nicholas and Alexandra. Storico, durata 183 min. – Gran Bretagna 1971

Michael Jayston: Zar Nicola II
Janet Suzman: Zarina Alessandra
Roderic Noble: Zarevic Alexei
Ania Marson: Granduchessa Olga Nikolaevna
Lynne Frederick: Tatiana
Candace Glendenning: Granduchessa Marie Nikolaevna
Fiona Fullerton: Anastasia
Harry Andrews: Granduca Nicholas
Irene Worth: L’imperatrice vedova Maria Feodorovna
Tom Baker: Grigorij Efimovic Rasputin
John McEnery: Kerenskij
Michael Bryant: Vladimir Lenin
Jack Hawkins: conte Fredericks
Timothy West: Dr. Sergej Botkin
Katherine Schofield: Tegleva
Jean-Claude Drouot: M. Pierre Gilliard
John Hallam: Nagorny
Guy Rolfe: Dr. Fedorov
Stanley Baker: padre Gapon
John Wood: colonnello Kobylinsky
Laurence Olivier: Vitte
Eric Porter: Stolypin
Michael Redgrave: Sazonov
Maurice Denham: Kokovtsov
Ralph Truman: Rodzianko
Gordon Gostelow: Alexander Guchkov
Vivian Pickles: Mme. Krupskaya
Brian Cox: Lev Trotsky
James Hazeldine: Josif Stalin
Stephen Greif: Martov
Steven Berkoff: Pankratov
Ian Holm: Yakovlev
Alan Webb: Yakov Yurovsky
Leon Lissek: Avdeyev
David Giles: Filipp Goloshchekin
Roy Dotrice: Generale Alekseev
Martin Potter: principe Jusupov

Regia Franklin J. Schaffner
Soggetto Robert K. Massie
Sceneggiatura James Goldman e Edward Bond
Produttore Sam Spiegel
Casa di produzione Columbia Pictures
Fotografia Freddie Young
Montaggio Ernest Walter
Musiche Richard Rodney Bennett
Scenografia John Box, Ernest Archer, Jack Maxsted e Gil Parrondo
Costumi Yvonne Blake e Antonio Castillo

Gli estranei vi fanno paura. Conoscevo una donna a Prokovskoe. È il mio paese, un piccolo paese in Siberia. E questa donna aveva tanta paura degli estranei che si comprò una cassa di legno di pino, e ci viveva dentro. E un giorno il marito la inchiodò dentro, e poi si mise a sotterrare la cassa. “No, Ivan,” urlava lei. “Ma io voglio solo farti felice,” disse lui. “Lo so. Ma il paradiso è pieno di estranei. Fammi uscire!”

Io sono diventato tardi uno starec. Avevo vent’anni quando ho avuto la visione. Noi contadini abbiamo tante visioni. Ci appare la vergine e ci dice quando vendere le pecore, se vogliamo venderle bene. A me ha detto di fare il pellegrino, e io mi sono messo in marcia. E ho aspettato che mi dicesse di fermarmi, ma non me l’ha detto. E io ho fatto duemila miglia, poi sono arrivato in Grecia, e più avanti non potevo andare, così mi sono fermato. E ho passato due anni in un monastero, e poi sono tornato a casa. Certe volte, la gente mi domanda “Cosa ci vuole per diventare starec?” E io gli dico “buone gambe.”

Nessuno di voi sarà qui quando questa guerra finirà. Tutto ciò per cui ci siamo battuti lo perderemo. Tutto ciò che abbiamo amato sarà distrutto. Sarà una sciagura per i vincitori così come per i vinti. Il mondo diventerà vecchio. Gli uomini andranno raminghi fra le ruine e impazziranno. Le tradizioni, le virtù, ogni morale spariranno. Io non piango per me stesso, ma per quelli che verranno dopo di me. Vivranno tutti senza speranza, allora non resterà altro che il rimorso, la vendetta, il terrore, e il mondo sarà pieno di fanatici e di inutili idioti.

Io sono vecchio, sire, e ne ho visto tante di guerre. Sembravano tutte così importanti. Adesso non ricordo neanche che guerre erano. Milioni di uomini morti, e non so perché. Nessuno lo sa. Voi potreste impedirla questa guerra, sire. Non dovreste far altro che alzarvi adesso in silenzio e tornare dalla vostra famiglia. Sareste il più grande di tutti gli zar.

La famiglia Romanov

Lo zarevic Alessio Romanov

La zarina Alessandra Feodorovna Romanova

Anastasia Nicolaevna Romanova

Maria Nicolaevna Romanova

Olga Nicolaevna Romanova

Tatiana Nicolaevna Romanova

Carrington

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“Dipingo quando sto bene poi mi sento ancora meglio. Non mi interessa vendere.” dice Carrington in una scena del film. 

Il titolo della pellicola riporta il cognome del più trascurato artista serio del suo tempo, Dora Carrington, abilissima pittrice di ritratti e paesaggi dell’inizio del ventesimo secolo. La pittrice inglese si è applicata anche nell’arte decorativa, in particolare nella xilografia. A lei dedica la sceneggiatura e la regia Christopher Hampton, premiato in precedenza con un Oscar per la miglior sceneggiatura del film “Le relazioni pericolose”.

Nel 1915, in un’Inghilterra alle prese con gli avvenimenti causati dalla Prima guerra mondiale, molti intellettuali si rifiutano di combattere dichiarandosi obiettori di coscienza. Tra questi, lo scrittore Lytton Strachey (Jonathan Pryce), membro del Circolo di Bloomsbury, un gruppo di artisti e scrittori i quali ritengono che il compito più alto dell’uomo sia la ricerca della conoscenza e del piacere estetico. Ciò a cui si oppongono è un “romanticismo” che non si adatta a uno stampo convenzionale e non è espresso in modo ordinario.

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La prima volta che Lytton Strachey vede Dora Carrington (Emma Thompson) chiede “Chi è quel bellissimo ragazzo biondo?” ma quando scopre che si tratta di una donna con un audace taglio dei capelli, in preda all’imbarazzo, afferra un libro e finge di leggere. Nasce così, tra la giovane pittrice e il maturo scrittore, una singolare storia d’amore. Durante una passeggiata, Lytton non resiste all’impulso di baciare la donna che reagisce malamente a quel gesto intimo. Lo confida al fidanzato Mark Gertler (Rufus Sewell), pittore anche lui, che la corteggia con insistenza da più di quattro anni.

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Tuttavia, Carrington (non le piace il nome Dora) non prova affetto nei confronti di Mark. Anzi, lo disprezza per le attenzioni focose che le riserva. In preda allo sconforto, Carrington vuole punire Lytton per quel bacio rubato. Si infila di nascosto nella sua stanza con l’intenzione di tagliargli la barba. L’uomo si sveglia e fissa lo sguardo incredulo sul volto della donna. Con tono sommesso lei spiega il motivo del suo gesto. Oltre alle sue parole, stanno affiorando i sentimenti.

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Inavvertitamente, Lytton conquista l’animo energico e idealista di Carrington la quale dichiara il suo amore per lo scrittore, suscitando la rabbia di Mark. Il fidanzato tradito condanna l’amore della donna per un omosessuale, obiettore di coscienza e scrittore dai modi alla Oscar Wilde. Carrington e Lytton decidono di vivere insieme e scelgono il Mulino di Tidmarsh nella contea Berkshire, arricchito dal classico paesaggio inglese con dolci colline e pianure verdi. Carrington si occupa della ristrutturazione dell’edificio e della decorazione della casa che Lytton trova “davvero notevole”. I due conducono un’esistenza serena in cui si dedicano all’arte della pittura e della scrittura. Si ascoltano e si sostengono a vicenda. Lytton posa per Carrington mentre lei ascolta assorta le sue letture. Pur non consumando mai un atto d’amore, condividono lo stesso letto. Dato il riserbo di Lytton, spetta a Carrington il compito di trasmettere al pubblico il calore dei sentimenti condivisi attraverso gli sguardi che rivolge al suo amato e attraverso i silenzi.

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Poi, all’improvviso, un giovane ex ufficiale, Ralph Partridge (Steven Waddington), entra nelle loro vite. Ha inizio un particolare ménage à trois in cui Carrington sposa Ralph per accontentare Lytton che fa loro compagnia durante il viaggio di nozze a Venezia. Lo scenario si anima ancora di più con l’apparizione di Gerald Brenan (Samuel West), amico di Ralph. La sua personalità romantica conquista Carrington che ne diviene l’amante. Nel frattempo, i libri di Lytton ottengono gli ambiti riconoscimenti: tra le conquiste dello scrittore il giovane Roger Senhouse (Sebastian Harcombe). Anche Ralph si innamora di una giovane donna, Frances, con la quale decide di iniziare una convivenza a Londra. Carrington assiste impotente alla nascita e allo sviluppo della relazione tra il suo amato e un altro uomo. Trova un diversivo nelle attenzioni del capitano Beacus Penrose (Jeremy Norham) verso il quale prova attrazione fisica.

Carrington L

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C’è una scena silente nel film che rappresenta la profondità del cuore di Carrington meglio di quanto potrebbe illustrarla un monologo oppure un dialogo: una sera, dopo cena, vaga per il prato della casa e attraverso le finestre illuminate osserva i suoi amanti, passati e presenti, accoppiati con i loro amanti del momento. Mentre il suo sguardo si sposta da una finestra all’altra, lo spettatore la vede come un’estranea.

Nel 1932 Lytton si ammala e muore a causa di un tumore allo stomaco. “Se è questa la morte, devo dire che non è un granchè.” Carrington ascolta addolorata le sue ultime parole. La luce nel suo cuore si spegne assieme allo sguardo del suo amato. Carrington scivola nell’oblio. In vano Ralph cerca di strapparla alla depressione. Le buone intenzioni spesso non possono compensare l’assenza della persona amata. Due mesi dopo la sua morte, Carrington decide di seguire Lytton. Si toglie la vita per raggiungerlo. Gli ultimi pensieri di Carrington sono impressi nel suo diario. Pur non essendo stati riportati nella pellicola, mi sembra coerente illustrarli:

“A man who retires from life does no harm to society. He only ceases to do good. I am not obliged to do a small good to society at the expense of a great harm to myself. Why then should I prolong a miserable existence… I believe that no man ever threw away life, while it was worth keeping.”

“Un uomo che si ritira dalla vita non nuoce alla società. Lui cessa di fare il bene. Non sono obbligata a fare un piccolo bene alla società al costo di un grande danno a me stessa. Perché allora dovrei prolungare un’esistenza miserabile … Credo che nessun uomo abbia mai buttato via la vita, quando valeva la pena conservarla”.

Emma Thompson, pur avendo guadagnato esperienza in film sull’amore non corrisposto (“Quel che resta del giorno” 1993 e “Casa Howard” 1992), non ha ricevuto grossi riconoscimenti per questo ruolo drammatico. Al contrario, Jonathan Pryce ha ottenuto il premio per il miglior attore al Festival di Cannes accanto a Christopher Hampton che si è conquistato il premio della giuria.Un film da vedere e da guardare senza paraocchi. Racconta un amore incondizionato, disinteressato e appassionato. Lo fa senza buonismo, simpatia o critica. Anzi, fa spesso sorridere o sognare, riflettere o sospirare assieme alla natura onnipresente. Poi, i dipinti di Carrington sono sicuramente un valore aggiunto. 

Carrington, un film di Christopher Hampton, con:  Emma Thompson, Jonathan Pryce, Rufus Sewell, Steven Waddington, Samuel West. Drammatico – biografico, durata 2 h 1 min; Regno Unito, Francia 1995.

Emma Thompson: Dora Carrington
Jonathan Pryce: Lytton Strachey
Steven Waddington: Ralph Partridge
Samuel West: Gerald Brenan
Rufus Sewell: Mark Gertler
Penelope Wilton: Lady Ottoline Morrell
Janet McTeer: Vanessa Bell
Peter Blythe: Phillip Morrell
Jeremy Northam: Beacus Penrose
Alex Kingston: Frances Partridge
Sebastian Harcombe: Roger Senhouse
Richard Clifford: Clive Bell
Gary Turner: Duncan Grant
Georgiana Dacombe: Marjorie Gertler

Regia: Christopher Hampton
Soggetto: Michael Holroyd
Sceneggiatura: Christopher Hampton
Produttore: John McGrath, Ronald Shedlo, Chris Thompson
Produttore esecutivo: Philippe Carcassonne, Francis Boespflug, Fabienne Vonier
Casa di produzione: Canal+, Cinéa, Freeway Films, Dora (fr), Orsans (fr), Polygram Filmed Entertainment
Fotografia: Denis Lenoir
Montaggio: George Akers
Musiche: Michael Nyman
Scenografia: Caroline Amies, Frank Walsh
Costumi: Jill Avery, Kirsten Hecktermann, Loredana Nicolao, Adrian Simmons
Trucco: Christine Beveridge, Elaine Davis, Norma Webb

“Non contribuirò mai con alcun atto volontario alla prosecuzione di questa guerra. La mia obiezione non è basata su convinzioni religiose ma su considerazioni morali che continuerò scrupolosamente a rispettare senza curarmi delle conseguenze.”

“- Lytton, mi piace molto stare con te. Sei così lucido e saggio. In questi ultimi mesi, tutte le volte che so che ti vedrò, mi sento tutta emozionata dentro. Se tu volessi baciarmi ancora non credo affatto che mi dispiacerebbe.

– Sai, è una cosa strana… ma piacerebbe anche a me.”

“Migliaia di ragazzi muoiono ogni giorno per difendere questo. Lo sapevi?! Che Dio possa dannare, fulminare, mortificare e fottere le classi elevate.” 

“Io ci ho provato, sai, ma non posso farci niente. Il corpo delle donne è, come dire, sottilmente offensivo.” 

“Mio carissimo Lytton, ho tante cose da dirti ma oggi mi sento del tutto incapace ad esprimerle. Sapevo benissimo che non potevo sperare niente da parte tua, l’ho sempre saputo, fin dall’inizio. In tutti questi anni sono sempre stata consapevole che la mia vita con te aveva dei limiti. Lytton, tu sei la sola persona per cui ho provato una passione totale e assoluta. Non ce ne sarà un’altra, non potrei adesso. Ho avuto uno degli amori più umilianti che una persona possa avere. E’ straziante, credimi, stare qui da sola ad aspettare di vederti o allungare naso e occhi fuori dalla finestra più alta del 44 di Gordon Square nella speranza di scorgerti sulla strada… . Ralph ha detto che eri nervoso perché temevi che potessi pretendere qualcosa da te e che tutti i tuoi amici si sono chiesti come hai potuto sopportarmi così a lungo visto che non capisco niente di letteratura, il che non è vero. Nessuno credo può aver amato le ballate, l’essai di Nicoli e soprattutto l’essai di Lytton quanto me. Non hai mai capito e non capirai mai l’enorme, devastante amore che ho provato per te. Quanto ho adorato ogni ricciolo della tua barba… . Al sol pensarti ora mi viene da piangere, non riesco più a vedere il foglio. Una volta mi hai detto, un mercoledì pomeriggio in salotto, che mi amavi come un’amica. Puoi dirlo ancora? Tua Carrington.” 

“Mia carissima e bene amata, lo sai quanto mi è difficile esprimere i miei sentimenti, sia a voce che per iscritto. Vuoi davvero che ti dica che ti amo come un’amica?! Ma ovviamente ciò è assurdo poiché sai benissimo che ti amo molto più che come un’amica, angelica creatura che con la tua generosità, mi hai dato felicità per tanti anni. La tua lettera mi ha fatto piangere. Mi sento un povero vecchio infelice e miserabile. Se mai la tua decisione deve aver significato che in qualche modo io debba perderti per sempre, non credo che potrei sopportarlo. Tu e Ralph e la nostra vita a Tidmarsh sono le cose alle cui tengo di più a questo mondo.”