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La Regina dei Vikinghi

La regina dei Vichinghi locandina 2

Nella remota Britannia,punto più avanzato dell’impero romano, terra di confine ostile e selvaggia è morto il vecchio re saggio e amato dal popolo.Sul trono sale sua figlia Salina,che come il padre ha un’indole pacifica e vorrebbe far coesistere pacificamente i conquistatori romani e il suo popolo.
A comandare le legioni romane è Giustiniano, del quale Salina ben presto si innamora,ricambiata.
La cosa,naturalmente, non è ben vista ne dai fieri druidi,abitanti della regione ne dagli invasori romani.
A soffiare sul fuoco c’è anche Ottavio,luogotenente di Giustiniano,del quale Salina teme l’avidità di potere e l’evidente odio e disprezzo per la cultura nativa.
Così, quando Giustiniano è costretto ad assumere il comando di legioni romane in un’altra legione, il conflitto fra le truppe di occupazione e la gente del posto esplode, causando una ribellione dagli esiti drammatici…

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La regina dei vichinghi (The viking queen) è una produzione Hammer del periodo d’oro e si inserisce tardivamente nell’ormai logoro filone peplum che tanto spazio aveva avuto nella cinematografia italiana sopratutto verso il finire degli anni 50 e che conobbe il suo massimo fulgore fino alla metà degli anni sessanta.
Da notare immediatamente la stranezza del titolo che evoca le figure storiche dei vichinghi, popolo nordico dei quali non vi è traccia nel film;siamo nella Britannia, terra abitata da druidi e da britanni, che con gli scandinavi hanno ben poco a che vedere.
L’unico punto di contatto potrebbe essere il riferimento storico ai vichinghi come figure legate al saccheggio, ma anche in questo caso non si capisce bene il riferimento del titolo.

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Apparentemente però la figura di salina potrebbe essere legata a quella storica della regina Budicca, sovrana degli Iceni (una tribu che viveva nella zona orientale dell’Inghilterra) e che capeggiò la rivoltà più violenta contro le truppe d’occupazione romane.
Sconfitta nella battaglia di Watling street la regina Buticca si avvelenò per non cadere nelle mani dei romani, cosa che accade anche nel film; è quindi questo l’unico riferimento storico del film che per il resto può essere considerato come un incidente di percorso della Hammer, solitamente molto attenta alle ricostruzioni di ambienti e paesaggi.
La stessa regina Buticca, che i romani vedevano come “« una donna molto alta e dall’aspetto terrificante. Aveva gli occhi feroci e la voce aspra. Le chiome fulve le ricadevano in gran massa sui fianchi. Quanto all’abbigliamento, indossava invariabilmente una collana d’oro e una tunica variopinta. Il tutto era ricoperto da uno spesso mantello fermato da una spilla. Mentre parlava, teneva stretta una lancia che contribuiva a suscitare terrore in chiunque la guardasse. »” è raffigurata in modo molto differente nel film e interpretata in modo maldestro dall’attrice finlandese Carita,autentica meteora del cinema alla sua seconda e ultima apparizione sul grande schermo.

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A parte la dubbia collocazione storica, il film ha come suo unico punto di forza la brutalità delle scene, vera eccezione nella sterminata produzione peplum.
Il resto del film è un coacervo di situazioni standard del genere peplum;battaglie, inseguimenti, pubbliche fustigazioni, amori e il tradizionale pizzico di erotismo blando,blandissimo (siamo nel 1967) tipico delle produzioni Hammer.
A dirigere il film troviamo Don Chaffey, già autore dei più che discreti Gli argonauti,Un milione di anni fa e autore in seguito, nel 1971 di La lotta del sesso 6 milioni di anni fa
Il regista britannico,che in seguito si specializzerà in prodotti televisivi, segue la sceneggiatura del racconto di John Temple-Smith accentuando la carica di violenza e sorvolando sulla realtà storica delle cose.
Poco male perchè a questo genere di film non era certo richiesta l’aderenza storica,quanto una regia dinamica e la scorrevolezza della trama.
Da questo punto di vista le cose funzionano anche ma i dolori cominciano nell’analisi dell’espressività dei personaggi.
La recitazione è davvero ai minimi termini e sorprende principalmente per l’attenzione che la Hammer metteva nella scelta degli attori.

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Sia Carita (la regina Selina),sia Don Murray che interpreta Giustiniano sono quasi imbarazzanti e vanificano in qualche modo quel poco di buono che il regista riesce ad orchestrare.
Sempre a proposito dell’inaffidabilità storica e quindi della credibilità del racconto vanno segnalati i costumi assolutamente inadegati,con i popolani celti costretti a vagare seminudi nel clima umido e freddo della Britannia e le scene di guerra che sembrano prese di petto dalla Norma di Bellini che però è ambientata in Francia.
Prodotto quindi di evasione e nient’altro a fronte di un progetto di partenza ben più ambizioso;il budget del film ,quasi mezzo milione di sterline non venne recuperato al box office e in seguito di questo film si persero le tracce.

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La regina dei vichinghi

Un film di Don Chaffey. Con Carita,Andrew Keir, Donald Houston, Don Murray, Adrienne Corri Titolo originale The Viking Queen. Avventura, durata 91 min. – Gran Bretagna 1967

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Don Murray … Giustiniano
Carita … Salina
Donald Houston … Maelgan
Andrew Keir … Ottavio
Adrienne Corri … Beatrice
Niall MacGinnis … Tiberio
Wilfrid Lawson … Re Priam
Nicola Pagett … Talia
Percy Herbert … Catus
Patrick Troughton … Tristram
Sean Caffrey Sean … Fergus
Denis Shaw … Osiris
Philip O’Flynn … Mercante
Brendan Matthews … Nigel

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Regia Don Chaffey
Sceneggiatura Clarke Reynolds (dal soggetto di John Temple-Smith)
Musica Gary Hughes
Fotografia Stephen Dade
Montaggio Peter Boita
Produzione Hammer

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L’opinione del sito http://www.cinekolossal.com

Alla morte de re di Britannia, Alina (Salina) sale al trono e s’innamora del romano Valerio (Giustiniano), conquistatore dei territori del nord. Da questa unione Melgan (Maelgan), il gran sacerdote, per paura di perdere il proprio potere, scatena una guerra tra le parti. Alina sconfitta, si suicida.
Rustico melodramma storico-avventuroso-in costume, di produzione inglese e d’inclinazione sadica, che tenta, attraverso un soggetto bislacco, di invertire i termini della storia a favore dei britanni. Un sudiciume assoluto, zeppo di amorazzi pecorecci, battaglie nei boschi, inseguimenti a cavallo e pubbliche punizioni corporali, durissime e compiaciute. Attori in vacanza e regia inesistente. Nella versione italiana, storpiati alla grande i nomi dei protagonisti.

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La regina dei Vichinghi locandina 1

novembre 2, 2014 Posted by | Avventura | , , | 2 commenti

Io Cristiana studentessa degli scandali

Io cristiana studentessa degli scandali locandina 1

Siamo nel pieno della contestazione studentesca e il professor Davide ha il suo bel daffare nell’insegnare ai giovani di un liceo provinciale.
Gli studenti contestano un po tutto, in particolare rivendicano il proprio diritto all’autodeterminazione sessuale;tra i più decisi nella contestazione ci sono due studenti,Cristiana e Massimo, legati fra loro e che per scommessa decidono di attirare il professore in una trappola.Cristiana si occupa di sedurre il professore mentre Massimo di sedurre la bella moglie di Davide,Simona, donna affascinante ma anche frivola e dall’incerta identità sessuale.
L’operazione, nonostante qualche difficoltà, riesce e Cristiana seduce Davide, finendo però per innamorarsi profondamente dell’uomo, mentre Massimo assolve il suo compito senza problemi.

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Davide è davvero innamorato di Cristiana ed è ricambiato; ma gli amici della ragazza non accettano di buon grado la situazione, accusando la ragazza di aver tradito gli “ideali” contestatari.
Il professore ormai sogna di vivere la sua vita accanto a Cristiana e lascia la moglie,con buona pace di quest’ultima che ha ben altri interessi.
Ma la tragedia è in agguato, quando gli studenti decidono di vendicarsi…
Grezzo,rozzo,irrisolto;tre aggettivi esemplari per descrivere Io Cristiana studentessa degli scandali,opera del 1971 diretta da Segio Bergonzelli,regista piemontese scomparso nel 2002 dopo aver diretto una trentina di film non di certo memorabili.

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Il film segue Nelle pieghe della carne, forse l’opera migliore del regista uscito nelle sale nel 1970 e precede una serie di film a sfondo smaccatamente erotico come Cristiana monaca indemoniata,La cognatina, La sposina, Il compromesso erotico che già nei titoli anticipano soggetti a sfondo erotico, diretti e girati in stretta economia cavalcando l’onda lunga dell’erotismo casereccio tanto in voga negli anni settanta nel mondo dei B movie.
Io Cristiana studentessa degli scandali è un film furbetto; dietro l’apparente volontà di Bergonzelli di mostrare l’altra faccia della contestazione giovanile, fatta di rivendicazioni legittime e di accuse la mondo sociale e a quello della scuola, nasconde in realtà l’incapacità del regista di conciliare la denuncia con un linguaggio visivo potente e drammatico.
La storia finisce per trasformarsi ben presto in una confusa parabola sul mondo studentesco.
Spariscono le motivazioni della contestazione per lasciare posto ad un insieme di immagini spesso scollate fra loro, con la descrizione del mondo studentesco scollata dalla realtà.

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Predomina l’aspetto erotico e morboso della vicenda e la storia d’amore fra il professore e la sua studentessa,non certo una novità, finisce ben presto per lasciare il posto a una serie di slogan degli studenti, comportamenti schiziofrenici e amorali,un guazzabuglio di immagini e situazioni spesso in contrasto fra di loro, con il comune denominatore della contestazione ad un sistema che appare corrotto come i suoi contestatori,più opportunisti che idealisti.
Almeno è così che Bergonzelli descrive i giovani, con una miopia colpevole che sembra mescolare il peggio del movimento studentesco in un’opera di denuncia che poi tale non è.
Un film incoerente,in definitiva;a parziale riscatto c’è l’attenuante di aver risparmiato allo spettatore l’happy end sostituito da un’evoluzione a sfondo tragico della vicenda,perfettamente in linea con la schizofrenica sceneggiatura scelta da Bergonzelli, che è responsabile anche della stesura della stessa.

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Il film ebbe grossi problemi con la censura, alla sua uscita;e non poteva essere altrimenti vista la quantità di scene oseè,almeno per l’epoca, inserite dal regista mentre la censura stessa non operò tagli significativi in altre parti della pellicola, quelle politicamente scorrette.
Per quanto riguarda il cast,segnalo la buona performance di una giovanissima (e affascinante) Malisa Longo,quella di Joh Saxon e la presenza nel cast del cantante Rossano Attolico, che sarebbe scomparso tragicamente qualche anno più tardi.
Opera di difficilissima reperibilità almeno in qualità decente.

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Io cristiana studentessa degli scandali
Un film di Sergio Bergonzelli. Con Malisa Longo, Glenn Saxson, Patricia Reed, Antonella Murgia,Barbara Betti Drammatico, durata 100 min. – Italia 1971

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Glenn Saxson … Davide Andrei
Malisa Longo … Cristiana
Antonella Murgia … Poppea
Patricia Reed … Simona Andrei

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Regia: Sergio Bergonzelli
Sceneggiatura:Sergio Bergonzelli
Montaggio:Sergio Bergonzelli
Fotografia:Antonio Maccoppi
Musiche:Carlo Savina
Produzione:SARA FILM CINEMATOGRAFICA

L’opinione di Il gobbo dal sito http://www.davinotti.com

Malisa Longo studentessa eponima si innamora del prof, Glenn “Kriminal” Saxson (e già questo….) Pasticciato film sulla contestazione, parte con un delirante prologo che sembra promettere (al pari del titolo) pruriti, poi pencola a lungo indeciso fra “satira” e dramma per virare alla fine decisamente verso quest’ultimo: peccato che a quel punto ci si creda poco….Qualsiasi clichè vi venga in mente sull’argomento, qui lo troverete, ma è innegabile un certo fascino kitsch.

L’opinione di Homesick dal sito http://www.davinotti.com

Illustrativo del clima di contestazione studentesca declinata nelle sue componenti libertarie e sessuali, si carica dell’ebbrezza dei nudi profferti da una passerella di starlets trainate dalla splendida Malisa Longo, forte di occhi e seni da opera d’arte; ma questa allegra istantanea dello spirito dell’epoca in seguito s’incupisce sino a tramutarsi in dramma violento, denunciando l’infelicità della vita di coppia e soprattutto la stolida ferocia del “branco” e l’ignobile ipocrisia di chi si dichiara “contro”. Di rara fermezza e coerenza l’ombroso personaggio di Glenn Saxson.

L’opinione di Cotola dal sito http://www.davinotti.com

Terrificante film di Bergonzelli ambientato ai tempi della contestazione e contenente tutti i luoghi comuni del genere tanto da apparire oggi ridicolo oltre che estremamente datato. E se da un punto di vista sociologico le cose vanno male, non si può certo dire che la situazione migliori da quello narrativo: la storia, infatti, è stantia, puerile, inverosimile ed a tratti sembrerebbe quasi farsesca. In definitiva da evitare con cura.

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ottobre 31, 2014 Posted by | Drammatico | , | 2 commenti

Le regine dei sogni anni settanta oggi-Parte terza

Uno degli articoli più seguiti su Filmscoop riguarda certamente la gallery di foto delle attrici più belle e famose degli anni 60 e 70 ai giorni odierni https://filmscoop.wordpress.com/2010/11/05/le-regine-dei-sogni-anni-70-oggi/ e https://filmscoop.wordpress.com/2014/09/18/le-regine-dei-sogni-anni-70-oggi-parte-seconda/

Ecco una nuova galleria di altre attrici. Sono donne bellissime,sensuali alle prese con il passare degli anni; oggi sono tutte delle mature signore,ancora belle e affascinanti.Alcune di loro hanno proseguito regolarmente l’attività cinematografica,altre sono diventate manager,lavorano nel cinema ma non più come attrici, altre non hanno più avuto a che fare con il grande schermo.Questi sono i loro volti,oggi.

Camille Keaton

L’interprete di Non violentate Jennifer, Camille Keaton

Zora Kerova

Attrice di B movie, come La ragazza del vagone letto, Zora Kerova

Adriana Russo

Adriana Russo

Andrea Ferreol

La bravissima attrice francese Andrea Ferreol

Barbara Bach

Barbara Bach con suo marito Ringo Star

Candice Bergen

 A destra, l’indimenticabile interprete di Soldato blu, Candice Bergen

Carole Bouquet

Sempre bellissima e affascinante, Carole Bouquet

Catherine Spaak

Catherine Spaak

Clio Goldsmith

L’interprete di La cicala, Clio Goldsmith

Corinne Clery

L’ex Bond girl Corinne Clery

Dayle Haddon

La modella e attrice Dayle Haddon

Franca Gonella

Sempre bella e solare, Franca Gonella

Gioia Scola

Una delle regine dei fotoromanzi passata al cinema, Gioia Scola

Giovanna Ralli

Una grande del nostro cinema, Giovanna Ralli

Ira Von Furstenberg

La principessa Ira Furstemberg

Jane Birkin

Jane Birkin

Licinia Lentini

L’affascinante Licinia Lentini

Luciana Paluzzi

Ancora una Bond girl, il sex symbol Luciana Paluzzi

Maria Rosaria Omaggio

Maria Rosaria Omaggio

Michela Miti

Sempre bella, Michela Miti

Michele Mercier

L’indimenticabile Angelica, Michele Mercier

Paola Pitagora

Paola Pitagora

Paola Senatore

Il sorriso radioso di Paola Senatore

Serena Grandi

Serena Grandi

Silvia Monti

Silvia Monti

Simonetta Stefanelli

Simonetta Stefanelli

Sydne Rome

Sydne Rome

Ursula Andress

La prima delle Bond girl,Ursula Andress

ottobre 26, 2014 Posted by | Miscellanea | | Lascia un commento

Il trafficone

Il trafficone locandina 1

Per poter mantenere la sua famiglia,Vincenzo Lo Russo è costretto ad improvvisare lavori ingegnosi;Angelina,la moglie e i suoi tre figli lo attendono a casa e Vincenzo raccatta denaro abbordando i passeggeri delle auto che si fermano ai semafori proponendo loro l’acquisto di capi d’abbigliamento.
Un giorno casualmente abborda una affascinante donna con la quale ha una fugace relazione; la donna ha in realtà attirato a casa Vincenzo per compiacere il marito guardone e al termine del rapporto regala a Vincenzo stesso un libro sulla sessualità e sui rapporti di coppia.
Dopo averlo letto l’uomo prende una decisione: si improvviserà medico e aprirà uno studio nel quale cercherà di curare i problemi sessuali delle coppie, che a quanto pare sono molto più diffusi di quanto sembri.

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Tina Aumont e Carlo Giuffrè

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Rita Calderoni

Cosi con l’aiuto di Gennaro, un suo amico,Vincenzo avvia lo studio che ben presto ottiene uno straordinario successo.
Spesso infatti le coppie che si rivolgono a lui trovano nell’uomo la soluzione ai loro problemi, in particolare le partner femminili che vengono “guarite” dai loro problemi dall’infaticabile Vincenzo.
Ma il super lavoro alla fine sfianca il pur valoroso Vincenzo che nel frattempo ha cambiato il suo cognome in D’Angelo; la prima ad accorgersi dei problemi è la moglie Angelina, trascurata nel talamo nuziale dal marito.
Così, convinta da un amico a rivolgersi all’ormai famoso dottor D’Angelo, Angelina scopre il nuovo lavoro del marito.
Ad un primo attacco d’ira segue una riflessione sul cambiamento che l’attività di Vincenzo ha portato all’economia domestica; così Angelina alla fine convince suo marito ad allargare la società, diventando anch’essa una sessuologa…
Il trafficone è una commedia sexy del 1974,diretta da Bruno Corbucci, non priva di un suo rozzo ma efficace umorismo; l’idea di fondo della sceneggiatura presta infatti il fianco allo sviluppo di una storia sicuramente esile ma ben diretta dal regista romano,uno dei più fecondi sceneggiatori del cinema italiano e regista di una cinquantina di film che spaziano dal western alla commedia.

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Adriana Asti

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Irina Maaleva

Dopo aver cavalcato in maniera semi seria il filone decamerotico con film come Boccaccio e Il prode Anselmo e il suo scudiero, Corbucci passa alla commedia sexy reclutando per il cast il simpatico e sicuramente affidabile Carlo Giuffrè e affiancandogli nomi di un certo livello del cinema italiano come Lino Banfi e Enzo Cannavale con l’aggiunta di ottime e belle attrici come Tina Aumont, Marilu Tolo e Rita Calderoni, una volta tanto slegata dal suo mentore Polselli.
Per completare, Corbucci affida parti di contorno ad altri nomi importanti del cinema leggero come Gianni Agus,Vincenzo Crocitti e Adriana Asti, rendendo così quanto meno affidabile la parte recitativa.

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Marilu Tolo

Anche se nello stretto ambito del cinema di genere Il trafficone risulta alla fine un prodotto ben confezionato,gradevole e quasi esente dalle triviliatà gratuite delle commedie sexy, con scene di sesso e nudo assolutamente castigate e dirette più che altro come degli sketch satirici.
Alla fine vien fuori una commedia che si gusta con piacere,grazie sia alla professionalità del cast sia ad alcune scenette ben costruite (quella iniziale con protagonista la Aumont,quella finale con la Tolo e il siparietto costruito dalla coppia Banfi-Maleeva).
Un’ora e mezza di cinema distensivo ed allegro, senza alcuna pretesa.
Il film è disponibile in una versione più che accettabile su You tube all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=CWPPDxCsHV4
Vi ricordo che se usate Chrome è disponibile un’estensione che permette la visione del film off line; il software 4K video downloader permette altresi lo stesso lavoro.

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Il trafficone

Un film di Bruno Corbucci. Con Marilù Tolo, Tina Aumont, Carlo Giuffrè, Gianni Agus, Adriana Asti, Enzo Cannavale, Lino Banfi, Elio Zamuto, Rita Calderoni, Irina Maleeva, Massimo Dapporto Commedia, durata 91 min. – Italia 1974.

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Carlo Giuffré: Vincenzo LoRusso / dottor Gaetano D’Angelo
Enzo Cannavale: Gennaro, amico di Vincenzo
Rita Calderoni: Angela, moglie di Vincenzo
Lino Banfi: ragionier Luigi Scardocchio
Irina Maleeva: Silvana, moglie di Scardocchio
Elio Zamuto: Barone Vito Macaluso
Marilù Tolo: Rosalia, moglie del barone Macaluso
Tina Aumont: Laura Vitali
Adriana Asti: Virginia, moglie del pretore Filiberto Vettiglia
Gianni Agus: onorevole Rivolta
Renzo Marignano: Conte Everardo
Liuba Subcova: moglie del conte

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Regia Bruno Corbucci
Soggetto Bruno Corbucci, Mario Amendola
Sceneggiatura Bruno Corbucci, Mario Amendola
Produttore Galliano Juso
Casa di produzione Cinemaster
Fotografia Guglielmo Mancori
Montaggio Daniele Alabiso
Musiche Ubaldo Continiello

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L’opinione di Homesick dal sito http://www.davinotti.com

Il catalogo di inibizioni e bizzarrie sessuali nella vita di coppia si presenta in una veste solare e giocosa e oppone ai possibili rischi di caduta nel cattivo gusto la solida barriera di Giuffrè, che mantiene contegno e professionalità in tutti i pezzi proposti: alcuni sono più riusciti (le esilaranti fregole di Banfi e la cura dell’ipodotato Crocitti), altri meno, perché flosci (Agus e il transgender) o inutilmente reiterati (gli agguati della Asti). Valida spalla Cannavale; bollente la Tolo. Per la colonna sonora Continiello utilizza “Il ballo del qua qua”.

L’opinione di Motorship dal sito http://www.davinotti.com

Una curiosa commedia con protagonista assoluto il grandissimo Carlo Giuffrè nei panni del falso medico che usa la sua farlocca professione per soldi e per concedersi qualche bella occasione in quanto a donne. Giuffrè è esplosivo, divertente e non volgare, confrmando le sue doti di attore e di comico. Ottimi comprimari Enzo Cannavale, sempre all’altezza nei panni del suo sgangherato assistente, le bellissime Marilù Tolo, Tina Amount e Rita Calderoni, un giovane Lino Banfi già divertentissimo. Noioso l’episodio con Agus.

L’opinione di sasso 67 dal sito http://www.filmtv.it

Commedia abborracciata di tematica sessuale (Giuffrè, magliaro napoletano a Roma, si improvvisa sessuologo e fa i soldi), che prende a pretesto il nuovo mestiere del protagonista per avere maggior agio di creare situazioni al confine tra comicità ed erotismo. Con scarsi risultati, va detto, sull’uno e sull’altro versante. Cannavale strappa qualche risataccia, ma l’insieme è quasi deprimente, anche perché si notano errori di montaggio francamente imbarazzanti: per esempio, un attimo prima che il medico riceva i giovani sposini Vincenzo Crocitti e Pamela Villoresi, l’infermiera ha fatto alzare, nella sala d’attesa, una coppia che non somiglia nemmeno lontanamente (i due, per di più, sono vestiti in maniera completamente diversa) a quella che troviamo nello studio del “dottore”.
Tour de force di Carlo Giuffrè che, soldi a parte, avrebbe potuto dedicarsi ad altre attività umanamente più gratificanti.

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Seguite il link aggiornamenti per vedere le gallerie ricaricate!

https://filmscoop.wordpress.com/2014/09/01/aggiornamenti/

ottobre 19, 2014 Posted by | Commedia | , , , , , , , , , | 2 commenti

Classifica al botteghino 1989

1) Indiana Jones e l’ultima crociata di Steven Spielberg

1 Indiana Jones e l'ultima crociata locandina

1 Indiana Jones e l'ultima crociata foto
con Harrison Ford, Sean Connery, Alison Doody, Denholm Elliott, John Rhys-Davies, Julian Glover, River Phoenix, Michael Byrne

2) L’attimo fuggente di Peter Weir

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2 L'attimo fuggente foto
con Robin Williams, Robert Sean Leonard, Ethan Hawke, Kurtwood Smith, Lara Flynn Boyle

3) Senti chi parla di Amy Heckerling

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3 Senti chi parla foto
con John Travolta, Kirstie Alley, Olympia Dukakis, Elias Koteas, Twink Caplan, Gilbert Gottfried

4) Batman di Tim Burton

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4 Batman foto
con Michael Keaton, Jack Nicholson, Kim Basinger, Pat Hingle, Robert Wuhl, Jack Palance

5) Ritorno al futuro, Parte II di Robert Zemeckis

5 Ritorno al futuro, Parte II locandina

5 Ritorno al futuro, Parte II foto
con Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson, Thomas F. Wilson, Harry Waters Jr., Charles Fleischer, Joe Flaherty, Elisabeth Shue

6) Willy Signori e vengo da lontano di Francesco Nuti

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6 Willy Signori e vengo da lontano foto
con Francesco Nuti, Isabella Ferrari, Anna Galiena, Alessandro Haber, Cristina Gajoni

7) La guerra dei Roses di Danny DeVito

7 La guerra dei Roses locandina

7 La guerra dei Roses foto
con Michael Douglas, Kathleen Turner, Danny DeVito, Marianne Sägebrecht, G.D. Spradlin

8) Sorvegliato speciale (Lock Up) di John Flynn

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8 Sorvegliato speciale foto
con Sylvester Stallone, Donald Sutherland, Darlanne Fluegel, John Amos, Sonny Landham

9) Nato il quattro luglio di Oliver Stone

9 Nato il quattro luglio locandina

9 Nato il quattro luglio foto
con Tom Cruise, Willem Dafoe, Raymond J. Barry, Caroline Kava, Kyra Sedgwick, Bryan Larkin, Jerry Levine, Tom Berenger, Stephen Baldwin

10 ) Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi di Joe Johnston

10 Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi locandina

10 Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi foto
con Rick Moranis, Matt Frewer, Kristine Sutherland, Marcia Strassman, Robert Oliveri, Amy O’Neill

11) Ho vinto la lotteria di Capodanno di Neri Parenti

11 Ho vinto la lotteria di Capodanno locandina11 Ho vinto la lotteria di Capodanno foto
con Paolo Villaggio, Antonio Allocca, Camillo Milli, Margit Newton

12) Orchidea selvaggia (Wild Orchid) di Zalman King

12 Orchidea selvaggia locandina

12 Orchidea selvaggia foto
con Mickey Rourke, Jacqueline Bisset, Carré Otis, Assumpta Serna

13) Black Rain – Pioggia sporca (Black Rain) di Ridley Scott

13 Black Rain - Pioggia sporca locandina

13 Black Rain - Pioggia sporca foto
con Michael Douglas, Andy Garcia, Ken Takakura, Kate Capshaw

14) Oliver & Company (Oliver & Company) di George Scribner

14 Oliver & Company locandina

14 Oliver & Company foto

15) Harry ti presento Sally di Rob Reiner

15 Harry ti presento Sally locandina

15 Harry ti presento Sally foto
con Billy Crystal, Meg Ryan, Carrie Fisher, Bruno Kirby, Steven Ford, Lisa Jane Persky

16) Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore

16 Nuovo Cinema Paradiso locandina

16 Nuovo Cinema Paradiso foto
con Philippe Noiret, Salvatore Cascio, Jacques Perrin, Agnese Nano, Brigitte Fossey, Leo Gullotta, Leopoldo Trieste, Enzo Cannavale

17) Non guardarmi: non ti sento di Arthur Hill

17 Non guardarmi non ti sento locandina

17 Non guardarmi non ti sento foto
con Richard Pryor, Gene Wilder, Joan Severance, Kevin Spacey, Kirsten Childs, Alan North

18) Seduzione pericolosa (Sea of Love) di Harold Becker

18 Seduzione pericolosa locandina

18 Seduzione pericolosa foto
con Al Pacino, Ellen Barkin, John Goodman, Michael Rooker, William Hickey, Richard Jenkins, Samuel L. Jackson

19) La voce della luna di Federico Fellini

19 La voce della luna locandina

19 La voce della luna foto
con Roberto Benigni, Paolo Villaggio, Syusy Blady, Nadia Ottaviani, Marisa Ottaviani, Patrizio Roversi, Eraldo Turra, Angelo Orlando

20) Ghostbusters 2 di Ivan Reitman

20 Ghostbusters 2 locandina

20 Ghostbusters 2 foto
con Bill Murray, Dan Aykroyd, Sigourney Weaver, Harold Ramis, Rick Moranis, Annie Potts, Ernie Hudson, Peter MacNicol

ottobre 11, 2014 Posted by | Box office | | Lascia un commento

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ottobre 10, 2014 Posted by | Photogallery | | Lascia un commento

Femmine insaziabili

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Solito, ignobile titolo da porno di serie B affibbiato a questo giallo/thriller del 1969 diretto da Alberto De Martino come specchietto per le allodole per attirare il pubblico con la promessa di chissà quali pruderie celate dietro la facciata del giallo.
In realtà il film è un robusto giallo di fine anni sessanta, molto ben curato nella confezione,girato in America e impreziosito da una bella colonna sonora e da una convincente fotografia.
Il regista romano Alberto De Martino, dopo aver navigato fra western,peplum e film bellici (suo il bel Ardenne 44 un inferno) passa al genere giallo, che nel 1969 inizia a conoscere un successo sempre più vasto tra il pubblico,che in quel periodo affolla le sale cinematografiche nonostante ormai il boom economico sia ormai da tempo esaurito.
Il cinema resta però lo strumento di svago preferito dagli italiani e fra i generi più popolari il giallo si avvia a conoscere una fortunatissima stagione, per merito anche di prodotti come Una sull’altra di Fulci che mescolano con sapienza robuste sceneggiature ad un pizzico di erotismo che rappresenta la nuova frontiera del cinema.

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Robert Hoffmann e Nicoletta Machiavelli

In realtà in questo Femmine insaziabili l’erotismo latita, mentre sono presenti delle castigatissime scene di nudo, che però aggiungono un pizzico di pepe alla storia.
Che inizia mostrandoci il giovane e affascinante giornalista Paolo Sartori alle prese con la sua nuova esperienza di vita negli States,ove si è trasferito.
Qui incontra il suo vecchio amico Giulio Lamberti, perso di vista da anni e che ora è diventato un pezzo grosso della International Chemical;i rapporti tra i due si riallacciano ma per poco.
Giulio Lamberti infatti muore improvvisamente in un incidente automobilistico che suscita da subito in Paolo forti sospetti.
Aiutato dal direttore del giornale per il quale lavora,Paolo indaga sulla vita dell’amico,scoprendo però che l’uomo non aveva affatto una buona fama.
Le indagini portano alla morte di Salinger,direttore del giornale mentre Paolo grazie a Mary Sullivan,segretaria dell’industria per la quale lavorava Giulio scopre che la Chemical è sotto ricatto da un misterioso individuo che minaccia di rendere pubblici dei diari di Giulio che contengono informazioni scottanti sulla Chemical stessa.

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Dorothy Malone

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Chi è il misterioso ricattatore, perchè agisce nell’ombra e sopratutto come fa ad avere i diari di Giulio?
A Paolo il compito di sciogliere il nodo e di raccoglierne il merito dopo aver fatto luce, cosa che però lo porterà ad integrarsi in quel meccanismo fatto di seduzione del potere,di ambizioni e di egoismo che avevano già contagiato Giulio…
L’oggi ultra ottantenne cineasta romano gira un film ben equilibrato, dalla trama interessante anche se lo spettatore più smaliziato ben presto intuisce chi regge le fila del gioco;in questo è aiutato da un cast ben assortito nel quale figurano Dorothy Malone, vecchia gloria di Hollywood nel ruolo di Vanessa Brighton,maggiore azionista della Chemical e in passato amante di Giulio,Luciana Paluzzi in quello di Mary Sullivan, la segretaria dell’azienda che darà una mano decisiva a Paolo nella soluzione del giallo, Robert Hoffmann nel ruolo di Paolo.

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Luciana Paluzzi

Hoffmann,attore austriaco di sufficienti doti recitative era stato lanciato nel cinema come alter ego del ben più celebre Alain Delon, grazie alla sua prestanza fisica e al suo indubbio fascino virile.In Femmine insaziabili recita discretamente,usando il suo charme sulle “femmine insaziabili” che si muovono nella storia raccontata.
Come Romina Power, vogliosa adolescente che nel film ricopre il ruolo della figlia della Malone, con scarse doti recitative ma con un indubbio sex appeal,come Nicoletta Machiavelli (sorella di Giulio) e come Rosemarie Lindt, immancabile nelle parti di contorno di molte produzioni dell’epoca.
Un film decoroso, sorretto da un impianto valido e in cui tutte le componenti ovvero fotografia,sceneggiatura,montaggio,location eccetera sembrano ben amalgamate.
Trasmesso raramente in tv in versioni censurate (in realtà sono state oscurate solo brevi sequenze di casti nudi) è presente in rete in una buona versione rippata da Rete 4; i link per visionarlo sono i seguenti

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https://uploadto.us/file/details/aD33LeTfqOA/C6a9nal.part1.rar e https://uploadto.us/file/details/ZcC9oC4Y61k/C6a9nal.part2.rar
Femmine insaziabili
Un film di Alberto De Martino. Con Luciana Paluzzi, Robert Hoffman, Dorothy Malone, Romina Power, John Karlsen, Frank Wolff, Rosemarie Lindt, Nicoletta Machiavelli, Elena Persiani, Robert Mark, John Ireland, Roger Fritz Giallo, durata 90 min. – Italia 1969

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Romina Power

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Femmine insaziabili banner protagonisti

Dorothy Malone: Vanessa Brighton
Robert Hoffmann: Paolo Vittori
Luciana Paluzzi: Mary Sullivan
Frank Wolff: Frank Donovan
John Ireland: Walter Salinger
Roger Fritz: Giulio Lamberti
Romina Power: Gloria Brighton
Nicoletta Machiavelli: Luisa Lamberti
Ini Assmann: Segretaria di Salinger
Rainer Basedow: Donovan’s henchman
Elena Persiani: Claire
Rosemarie Lindt: Patty

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Regia Alberto De Martino
Soggetto Alberto De Martino e Vincenzo Flamini
Sceneggiatura Lianella Carell, Alberto De Martino, Vincenzo Flamini e Carlo Romano
Produttore Edmondo Amati
Fotografia Sergio D’Offizi
Montaggio Otello Colangeli
Musiche Bruno Nicolai
Scenografia Nedo Azzini
Costumi Gaia Romanini

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L’opinione di Dusso dal sito http://www.filmtv.it

Gradevole giallo di fine anni 60,è un film che è molto curato sia negli esterni californiani molto belli che nei ricchi interni.La trama purtroppo non è davvero nulla di che e gira un po’ a vuoto limitandosi a presentarci i vari personaggi del film,il quale ha uno dei suoi punti di forza in alcune scene davvero notevoli come la lunga orgia e la sequenza della piscina con una notevolissima Romina Power.Finale a sorpresa

L’opinione di mm40 dal sito http://www.filmtv.it

Nonostante il titolo a un passo dall’hardcore, Femmine insaziabili è una pellicola piuttosto casta nelle immagini e nel linguaggio, anzi pure un po’ banalotta e priva di particolare verve. Un paio di nomi stranieri nel cast (Robert Hoffman, austriaco, e la statunitense Dorothy Malone) e un altro paio di americani trapiantati in Italia (Frank Wolff, attivo nel nostro cinema già da una decina d’anni, e Romina, figlia di Tyrone, Power, a tutti gli effetti cittadina italiana) sono affiancati da nomi dignitosi, ma non altisonanti come quelli di Nicoletta Machiavelli o Luciana Paluzzi; anche sul copione le firme sono quelle che sono: Alberto De Martino, Lianella Carell, Vincenzo Flamini e Carlo Romano. Produzione modesta (Edmondo Amati) per un tentativo di giallo/thriller parzialmente riuscito; la tensione è scarsina e i colpi di scena non molto sorprendenti, nonostante una confezione non disprezzabile. De Martino proveniva da una serie di peplum e spaghetti western di poco valore, comunque riuscendo a non precipitare mai nella serie Z e proponendo un onesto cinema fatto di pochi mezzi e un po’ di mestiere. La Power era già compagna di Al Bano e qui ha una particina minore.

L’opinione del sito http://www.bmoviezone.wordpress.com

(…) Sebbene non sempre granitico nella sceneggiatura, uno dei punti forti di Femmine insaziabili è l’accattivante atmosfera sixties, con uomini determinati a tutto, giovani donne disinibite, pestaggi e festoni psichedelici (memorabile la scena dell’orgia hippie – “mentre stanno guardando un video girato in Africa in cui alcuni mercenari sono impegnati in uno stupro collettivo” – nella villa di una giovanissima Romina Power, che in un’altra sequenza girata in una piscina mostra generosamente le sue forme). Buona la componente erotica che poggia perlopiù sull’avvenenza delle giovani attrici (la rediviva Dorothy Malone si esibisce in uno spogliarello davvero inguardabile per quanto inevitabilmente cult!) e sulle avventure del misterioso Giulio “Lambert Smile”. (…)

L’opinione di Il gobbo dal sito http://www.davinotti.com

Bel thrillerone con solido cast internazionale, da B-movie con soldi, in cui spicca una sciupatissima Dorothy Malone. La trama non è priva di pecche e chi ha visto 6 o 7 film del genere indovina con largo anticipo come va a finire, ma come (quasi) sempre a far premio sul plot sono le atmosfere d’epoca. Riuscita inoltre la componente morbosetta, dall’orgiona psichedelica nella villa di Romina Power (sempre lessa), al patetico strip della Malone. Grandissima la colonna sonora. Da recuperare.

L’opinione di Ciavazzaro dal sito http://www.davinotti.com

Non male. Un cocktail 60’s con un’ottima soundtrack di Bruno Nicolai per un thriller con qualche scena per l’epoca ardita (la Power mostra le chiappe fugacemente) e un ottimo cast, sia maschile sia femminile. Cito Dorothy Malone e il suo strip, il protagonista Hoffman, ma anche il caratterista John Karlsen, la Paluzzi, Wolff, Ireland. Discreto colpo di scena nel finale, sulla scia del potere che corrompe. Merita la visione, senza ombra di dubbio.

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Luciana Paluzzi

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Dorothy Malone

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Nicoletta Machiavelli

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ottobre 5, 2014 Posted by | Drammatico | , , , , , , | Lascia un commento

Una spirale di nebbia

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Un colpo di fucile risuona nel bosco.
C’è una battuta di caccia e a sparare è Fabrizio Sangermano,sposato con Valeria e padre di due figli;il bersaglio però non è un animale ma la moglie di Fabrizio.
La donna cade,colpita mortalmente; ma è stato un terribile incidente o Fabrizio ha deliberatamente colpito sua moglie?
A indagare su quello che si presenta da subito un caso di difficilissima interpretazione è Renato Marinoni, giudice inquirente che ha il compito di raccogliere prove e testimonianze proprio all’interno della famiglia Sangermano.
Qui si troverà ben presto a cospetto di un mondo assolutamente impenetrabile, coinvolto in prima persona nell’inestricabile groviglio di segreti e inconfessabili peccati che tutti i componenti della famiglia in qualche modo tentano di occultare.
In primis c’è Fabrizio,che ha sposato la francese Valeria contro il parere della sua famiglia, oltremodo ricca la dove la ragazza è invece di umili origini;qualche tempo dopo il matrimonio l’uomo si è quasi rintanato nella tenuta della sua famiglia, dedicandosi esclusivamente alla fattoria e al commercio ad essa legato.

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Marc Porel

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Eleonora Giorgi e Stefano Satta Flores

Marinoni poco alla volta ricostruisce il puzzle dei legami sentimentali dei vari componenti della famiglia;scopre così che il matrimonio di Fabrizio con Valeria non era affatto felice, scopre che Maria Teresa, cugina di Fabrizio, sposata a Marcello ha anch’essa un matrimonio in bilico, avendo la donna scoperto che il marito era assolutamente impotente proprio la prima notte di nozze.
Via via che scorrono le indagini Marinoni ha modo di conoscere Vittorio, amico di Fabrizio che è sposato ma ha una relazione extra coniugale con l’infermiera Armida, scopre che la cameriera di Maria Teresa, Armida, ha avuto una relazione con un domestico del quale è ora incinta, ma che la stessa donna ha intenzione di dichiarare di essere incinta di Marcello allo scopo di coprire l’impotenza del suo padrone.
L’unico punto fermo di Renato sembra essere la sua relazione con Lidia, unica oasi di serenità nel corso delle indagini, che mettono a contatto il disincantato giudice con un mondo in cui i valori tradizionali sembrano essere una chimera, in cui anche i rapporti personali, amorosi o sessuali diventano cose dai contorni indistinti.

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Martine Brochard

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Marina Berti

Alla fine il giudice deve arrendersi; le indagini non hanno portato a nulla e Fabrizio potrebbe aver ucciso volontariamente la moglie oppure no; questa è la conclusione che trasmetterà ai suoi superiori.
Una spirale di nebbia, tratto da un racconto di Michele Prisco da Eriprando Visconti è un film in perenne bilico tra il thriller e il film di indagine psicologica e comportamentale.Immerso in’atmosfera volutamente fredda, quasi inanimata, vive sull’indagine introspettiva di pirandelliani personaggi in cerca d’autore.Tutti i comportamenti personali o sociali dei vari protagonisti appartengono ad una logica di base che vede i rapporti di tutti i generi che gli stessi protagonisti allacciano o hanno allacciati mediati e alla fine minati da sentimenti inesplorabili, legati come sono allo status sociale, agli obblighi verso la società stessa e in fondo ad una immatura genesi degli stessi.
Il sesso, patinato ed elegante del e nel film è volutamente rarefatto, freddo, quasi glaciale;tutte le pulsioni sessuali dei protagonisti appaiono slegate,meccaniche,tanto da rendere il film stesso gelido e al tempo stesso didascalico.

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Una spirale di nebbia 2
Visconti aveva già affrontato tematiche molto simili, analizzando comportamenti umani come farebbe invece un entomologo alle prese con il mondo degli insetti; si pensi a film come La orca o ad Oedipus orca, nei quali i personaggi sembrano essere inanimati, privi di senso d’orientamento, fatalmente avviati verso destini volutamente disperati.
Una spirale di nebbia è quindi un buon film,con momenti felici (la battuta di caccia) e qualche cedimento strutturale che però alla fine rendono in maniera dignitosa sia a livello di risultato sia come “insegnamento” impartito, ovvero la dove c’è la borghesia, la ricchezza,la dove la classe sociale si eleva ecco affiorare il retroterra della stessa, fatto di valori decadenti quando non del tutto assenti.
Bene sicuramente tutto il cast, con fior di protagonisti come Porel e Satta Flores, oltre ad un cast femminile da urlo, fra le quli segnalerei la Giorgi,Martine Brochard e Claude Jade, splendida la fotografia.
Il film è finalmente disponibile in una versione da digitale;lo potrete trovare qui https://uploadto.us/file/details/cElQ1NEGL8o/Sprl77mst.rar. Vi ricordo per l’ennesima volta che dopo averlo visionato avete l’obbligo legale di eliminare il file…

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Una spirale di nebbia

Un film di Eriprando Visconti. Con Duilio Del Prete, Stefano Satta Flores, Marc Porel, Martine Brochard,Claude Jade, Enzo Fiermonte, Marina Berti, Corrado Gaipa, Valeria Sabel, Victoria Zinny, Wendy D’Olive, Flavio Bucci, Dario Ghirardi, Eleonora Giorgi, Giorgio Trestini, Carlo Puri, Roberto Posse, Anna Bonaiuto, Flavio Andreini Drammatico, durata 104′ min. – Italia, Francia 1977.

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Claude Jade: Maria Teresa
Marc Porel: Fabrizio
Duilio Del Prete: Marcello
Carole Chauvet: Valeria
Stefano Satta Flores: Renato Marinoni
Roberto Posse: Molteni
Martine Brochard: Lavinia, l’infermiera
Flavio Bucci: Vittorio, il medico
Marina Berti: Costanza San Germano
Corrado Gaipa: Pietro San Germano
Eleonora Giorgi: Lidia
Anna Bonaiuto: Armida
Elvira Cortese: Cesira
Valeria Sabel: Cecilia
Carlo Puri: Piero
Giorgio Trestini: Boris
Victoria Zinny: la governante
Tom Felleghy: Bellini

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Regia Eriprando Visconti
Soggetto Michele Prisco (romanzo)
Sceneggiatura Luciano Lucignani, Fabio Mauri, Lisa Morpurgo, Roselyne Seboue, Eriprando Visconti
Fotografia Blasco Giurato
Montaggio Franco Arcalli
Effetti speciali
Musiche Ivan Vandor, Carl Maria von Weber

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E così continuava a fissare assorta la fotografia di sua madre e a rincorrere l’immagine di Valeria, ormai persa abbandonata dietro questo giuoco di sovrimpressioni: e forse perché adesso doveva pensarla morta, eliminata per sempre, avvertiva a un tratto un vago turbamento, un rimorso, no, non proprio un rimorso, semmai un’insofferenza confusa e delusa, una specie di, come poteva definirla, di necessità di riparazione, ma neppure è l’espressione giusta, di maggiore tolleranza e umanità, di ordine, ecco, di pulizia. Per quel bisogno che abbiamo, di fronte alla morte, di sistemare per bene i nostri rapporti con coloro che ci hanno preceduti evitando di lasciare zone d’ombra, sentimenti di cruccio o d’acredine, quasi per sentirsi in pace con noi stessi più che per non sentirsi in debito con loro. Quasi per farci perdonare d’essere ancora vivi…

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L’opinione di mm40 dal sito http://www.filmtv.it
Un Chabrol all’italiana, questo Una spirale di nebbia, penultimo film della non lunghissima carriera di Eriprando (nipote di Luchino) Visconti; è in pratica il ritratto di un ‘gruppo di famiglia in un interno’ sociale, nelle convenzioni cioè che la relazionano a sè stessa e con il prossimo (amici, servitù e via dicendo). Piano piano ognuno di questi legami si viene a scoprire in realtà debole, debolissimo, se non addirittura già sciolto nei fatti, ma mantenuto vivo solamente per confermare le apparenze; l’infedeltà sentimentale è solamente una delle mille varianti possibili in tale contesto, nel quale ogni personaggio nasconde qualcosa a tutti gli altri. Ma rispetto all’entomologo – chirurgico nell’approccio, insomma – Chabrol, Visconti si prodiga nel mostrare la vivace italianità della storia: corna e menzogne spudorate la fanno da padrone. Dignitosissimo il cast, che vanta una coppia di nomi, qui centrali, che hanno sempre sfiorato il cinema di serie A da protagonisti, senza mai riuscire però a conquistarlo: con vero peccato, perchè fra Stefano Satta Flores e Flavio Bucci è difficile scegliere il migliore, ma se la cavano bene anche Martine Brochard, Marc Porel, Duilio Del Prete, Claude Jade e ci sono infine due particine per Anna Bonaiuto ed Eleonora Giorgi. Sceneggiatura che Visconti scrive insieme a Luciano Lucignani, Fabio Mauri, Lisa Morpurgo e Roselyne Seboue, tratta da un romanzo di Michele Prisco; sontuose e patinate le musiche di Ivan Sandor e la fotografia di Blasco Giurato; montaggio di Franco Arcalli
L’opinione di Undijng dal sito http://www.davinotti.com
Durante una battuta di caccia un ricco possidente uccide (involontariamente?) la moglie. Ad un tormentato magistrato tocca il difficile compito di stabilire la verità. Ispirato dall’omonimo romanzo di Michele Prisco, Eriprando Visconti dirige un significativo erotico dalle forti componenti thriller e dai risvolti inquietanti, sempre in bilico tra menzogna e realtà. L’ottimo cast offre al regista un mezzo potente per dare corso ad una storia ambigua e compatta, spesso limitrofa al territorio dell’hard (la scena della fellatio).

L’opinione di fauno dal sito http://www.davinotti.com
…Alla fine mi sono alzato ad applaudire! Sincero, controcorrente, mette KO tutte le ipocrisie e le schifezze borghesi. Non solo il denaro non rende felici, ma non fa neppure da lenitivo quando in certe unioni matrimoniali si devono accettare ingiustizie o prevaricazioni del genere… di più: il medesimo può portare perfino all’autodistruzione. Un film talmente bello che nudità e petting si interpretano finalmente per quel che sono: le cose più belle e naturali del mondo e non quello sboccatissimo ciarpame che viene pubblicizzato adesso…

L’opinione di The gaunt dal sito http://www.filmscoop.it

Un inno all’irrisolto: una morte che rimane avvolta nel mistero, una galleria di personaggi o per meglio dire di coppie di personaggi, afflitte da una gabbia esistenziale alla quale devono soggiacere per rispetto delle convenzioni. Si è parlato della grande presenza di nudi integrali in questo film di Eriprando Visconti, ma è un erotismo volutamente sfumato e meccanico, noioso persino. In questo contesto dove tutti faticano a trovare una propria dimensione e si accetta qualsiasi compromesso, suonano amare le parole del giudice quando afferma “cosa devo mettere come movente del delitto nel fascicolo? La Vita?” Parole amare per un film amaro. apprezzabile per il soggetto di base, con un buon cast di attori, ma eccessivamente freddo, a mio parere, nella rappresentazione.

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settembre 28, 2014 Posted by | Drammatico | , , , , , , , | 5 commenti

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settembre 26, 2014 Posted by | Photogallery | | Lascia un commento

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settembre 22, 2014 Posted by | Photogallery | | Lascia un commento