Andavamo al cinema-Parte trentottesima

Come già ricordato,vi prego di non inserire commenti sui singoli fotogrammi ma nel post,in quanto i commenti vengono inseriti in home in automatico solo se riferiti all’articolo.Vi ricordo che potete inviarmi vecchie foto di cinema italiani all’indirizzo mail paolobari@email.it

Atrio del cinema Corso,Domodossola
Cinema estivo ideal,San Giovanni Lupatoto (Verona)
Cinema Imperia, Monreale
Cinema Imperiale,Rodi Garganico (Foggia)
Cinema Kursaal Santalucia Bari
Cinema Lutrario,Torino (grazie a Valentino)
Cinema Maestoso Monza
Cinema Moderno,Santa Maria Nuova Bertinoro (Forli)
Cinema Moderno,Venezia
Cinema Orfeo Napoli (Foto istituto Luce)
Cinema Principe Torino (prima del bombardamento)
Cinema Quinto Matera
Cinema Ricreativo,Forgaria (Udine)
Cinema Rivoli,Roma
Cinema Romano,Torino (grazie a Valentino)
Cinema Savoia,Torino
Cinema Sturniolo,Gioia Tauro (Reggio Calabria)
Cinema Torino (grazie a Valentino)
Politeama Civico,Suzzara
Sala Cinema dopolavoro Rosignano (Livorno)
Sala Cine Teatro Duni,Matera
Sala Cine Teatro Fiuggi
Sala Cinema Corso,Milano (foto Alinari)
Sala Cinema Giordano,Avellino
Sala Cinema Imperiale,Bologna
Sala Cinema Littoria,Latina (foto Alinari)
Cinema Marina di Ascea,Salerno
Supercinema,Tortona
X cine,Milano
Canterbury proibito
Un gruppo di pellegrini è diretto a Canterbury e durante il viaggio,per allontanare la noia,ecco che vengono raccontate sette storie
piccanti.
Una storia d’amore – La bella Bianca è oggetto di attenzione da parte di due giovani;ma lei,indecisa,finisce per accettare la corte ( e il resto)
da un terzo pretendente che così fa becchi i due amici;
Santa del Grande – Due vagabondi incontrano santa,una ragazza svampita;approfittando della sua ingenuità ne godranno le grazie;
Viola – In questa novella sono ben tre gli uomini che ambiscono alle grazie di Viola, moglie del noto ser Brunetto;dei tre solo il più scaltro
riuscirà a conquistare la donna;
Due suore – Suor Chiara e Suor Agnese,due religiose poco propense alle virtù e inclini a i piaceri della carne seducono due frati.Il vescovo e la badessa
del convento scoprono la cosa ,ma verranno comunque beffati dalle scaltre ragazze;

Le brache di San Grifone – Fratello Antonio,beccato in adulterio plateale con la bella moglie di un villico riesce a scansare la punizione usando uno stratagemma e convincendo gli ingenui popolani che le sue mutande sono una reliquia sacra;
Il gallo cantachiaro – dalla viva voce degli animali,furbizie e stupidaggini sugli esseri umani;
Antona e Giustina – Due donne,Antona e Giustina,sposate a due fratelli (infelicemente) si trovano un amante in comune.Ma i loro robusti appetiti sessuali alla fine alla meglio del poveraccio,che dopo tre giorni è ridotto una larva.
Dopo Boccaccio,Pietro Aretino e Masuccio Salernitano anche Geoffrey Chaucer vede le sue novelle piccanti saccheggiate e portate sul piccolo schermo in un film, Canterbury proibito dal valore presso che uguale a zero. A salvare il film dal naufragio più totale c’è un volenteroso cast fatto di belle attrici e di tanti comprimari che pur costretti a recitare in storielle di bassa lega si guadagnano il salario con la loro professionalità.
Italo Alfaro,regista del film,scomparso ad appena 50 anni,più famoso presso il grande pubblico per la serie tv I ragazzi di padre Tobia,sceglie la sua Toscana (precisamente Cortona) per assemblare sette storielle (storiacce?) che hanno poco o nulla di divertente.

Paola Corazzi e Femi Benussi,Patrizia Viotti e Imelda Marani,Magda Konopka e Rosemarie Lindt sono le belle discinte,un vero piacere per gli occhi mentre Nerina Montagnani e Memè Perlini, Franco Garofalo e altri comprimari tengono alto almeno il livello qualitativo della recitazione.
Qualche scorcio della Toscana e poco altro da segnalare,per un film completamente scomparso anche dai circuiti televisivi,
tanto da essere in pratica un film “invisibile”
Canterbury proibito
Un film di Italo Alfaro. Con Femi Benussi, Magda Konopka, Fausto Tommei, Rosemarie Lindt, Rosita Torosh, Patrizia Viotti, Paola Corazzi, Enza Sbordone, Emilio Bonucci Erotico, durata 90 min. – Italia 1972.
Rosita Torosh Badessa in viaggio per Canterbury
Franco Garofalo Pellegrino
Francesco D’Adda Pellegrino
Paola Corazzi Bianca
Carla Mancini Cameriera di Bianca
Guerrino Crivello Un vagabondo
Franco Alpestre Un altro vagabondo
Edda Soligo La madre di bianca
Femi Benussi Viola
Gino Pagnani Ser Brunetto
Luigi Montini Taddeo
Patrizia Viotti Suor Chiara
Imelda Marani Suor Agnese
Magda Konopka Antona
Rosemarie Lindt Giustina
Regia: Italo Alfaro
Sceneggiatura: Italo Alfaro,Enzo Boetani
Produzione: Enzo Boetani,Giuseppe Collura
Musiche: Gianni Meccia,Bruno Zambrini
Fotografia: Giuseppe Pinori
Montaggio: Adriano Tagliavia
Costumi: Giorgio Desideri
Il commissario Montalbano
Nata nel 1999,la serie tv delle fiction Il commissario Montalbano continua ad essere la più vista in assoluto dal pubblico italiano,ma non solo.
Anche in altri paesi il personaggio creato dalla penna di Andrea Camilleri e portato sullo schermo da Luca Zingaretti ha un seguito addirittura incredibile,considerato il contesto particolare in cui si muove il poliziotto di Vigata,località immaginaria nella quale si muove Salvo Montalbano,che è quello di una cittadina siciliana,in un mondo con regole antiche,con un linguaggio anche quasi arcaico,con una cultura assolutamente a se stante.
Merito dell’innata simpatia di Salvo Montalbano,un uomo d’onore in senso positivo,con regole morali che in fondo ogni spettatore presuppone di avere in se stesso,un uomo in cui l’educazione,il rispetto,l’umanità sono parte integrante del personaggio.Un uomo anche testardo,che segue le sue idee fino in fondo;ma che agisce sempre mosso da un profondo senso della legalità, di appartenenza ad una divisa che onora fino in fondo,usando l’intelligenza e quasi mai le armi,visto che si possono contare sulle dita di una mano le volte in cui ha estratto la pistola d’ordinanza.
Ma Il commissario Montalbano è anche una fiction che ha altri protagonisti,che si integrano perfettamente nel microcosmo creato da Camilleri;dal vice del commissario Mimì Augello,donnaiolo impenitente legato da profondo affetto al suo “capo” a Giuseppe Fazio,l’ispettore insostituibile che cammina al fianco di Salvo Montalbano intuendone alle volte anche i pensieri o i desideri,che riesce a sopportarne il non facile carattere,aspro e burbero, da Livia Burlando,l’eterna fidanzata a cui salvo Montalbano è legatissimoc apace di intuire i momenti di difficoltà e le sofferenze del suo uomo.
Ancora l’incredibile Agatino Catanella,uomo dalla simpatia innata e dalla stravaganza infinita,con il suo linguaggio sgrammaticato e confuso ma che è contemporaneamente un piccolo genio dell’informatica per finire con Ingrid Sjöström,amica fidata e donna intelligente che spesso aiuta Montalbano con le sue intuizioni e Pasquano,l’anatomo patologo dal carattere irascibile che il commissario spesso provoca con una
sottile perfidia per vederne le irate reazioni,uno dei personaggi purtroppo scomparsi dalla fiction per la morte dell’attore Marcello Perracchio,deceduto nel 2017.

A tutt’oggi Il commissario Montalbano ha avuto dodici stagioni televisive,composte in globale da 32 episodi mentre i libri di Camilleri,editi tutti da Sellerio e che hanno per protagonista il commissario sono una cinquantina,il che lascia presupporre che salvo ripensamenti di Zingaretti,il beniamino del pubblico televisivo italiano andrà avanti con le sue indagini ancora parecchio.
Episodio 1 Stagione 1 Il ladro di merendine
Episodio 2 Stagione 1 La voce del violino
Episodio 3 Stagione 2 La forma dell’acqua
Episodio 4 Stagione 2 Il cane di terracotta
Episodio 5 Stagione 3 La gita a Tindari
Episodio 6 Stagione 3 Tocco d’artista
Episodio 7 Stagione 4 Il senso del tatto
Episodio 8 Stagione 4 Gli arancini di Montalbano
Episodio 9 Stagione 4 L’odore della notte
Episodio 10 Stagione 4 Gatto e cardellino
Episodio 11 Stagione 5 Il giro di boa
Episodio 12 Stagione 5 Par condicio
Episodio 13 Stagione 6 La pazienza del ragno
Episodio 14 Stagione 6 Il gioco delle tre carte
Episodio 15 Stagione 7 La vampa d’agosto
Episodio 16 Stagione 7 Le ali della sfinge
Episodio 17 Stagione 7 La pista di sabbia
Episodio 18 Stagione 7 La luna di carta
Episodio 19 Stagione 8 Il campo del vasaio
Episodio 20 Stagione 8 La danza del gabbiano
Episodio 21 Stagione 8 La caccia al tesoro
Episodio 22 Stagione 8 L’età del dubbio
Episodio 23 Stagione 9 Il sorriso di Angelica
Episodio 24 Stagione 9 Il gioco degli specchi
Episodio 25 Stagione 9 Una voce di notte
Episodio 26 Stagione 9 Una lama di luce
Episodio 27 Stagione 10 Una faccenda delicata
Episodio 28 Stagione 10 La piramide di fango
Episodio 29 Stagione 11 Un covo di vipere
Episodio 30 Stagione 11 Come voleva la prassi
Episodio 31 Stagione 12 La giostra degli scambi
Episodio 32 Stagione 12 Amore
Luca Zingaretti: Salvo Montalbano
Cesare Bocci: Mimì Augello
Peppino Mazzotta: Giuseppe Fazio
Katharina Böhm: Livia Burlando (stagioni 1-8)
Lina Perned: Livia Burlando (stagione 9)
Sonia Bergamasco: Livia Burlando (stagione 10 a oggi)
Angelo Russo: Agatino Catarella
Isabell Sollman: Ingrid Sjöström
Carmela Gentile: Beba Di Leo
Bianca Maria D’Amato: Anna Tropeano
Davide Lo Verde: Galluzzo
Marco Cavallaro: Tortorella
Francesco Stella: Gallo
Marcello Perracchio: Pasquano
Roberto Nobile: Nicolò Zito
Giovanni Guardiano: Jacomuzzi
Giacinto Ferro: Bonetti-Alderighi
Corrado Invernizzi: Lattes
Ubaldo Lo Presti: Pippo Ragonese
Ketty Governali: Adelina
Pippo Pattavina: Burgio
Ciccino Sineri: Balduccio Sinagra
Pietro Biondi: Burlando“Un autentico cretino, difficile a trovarsi in questi tempi in cui i cretini si camuffano da intelligenti.”
“È un gioco tinto, quello dei ricordi, nel quale finisci sempre col perdere.”
“Il suocero sta male, la sua zita piange disperata, il matrimonio è rimandato, la sua vita va a farsi fottere… e lui la prima cosa che fa? Telefona alla mia fidanzata… Cornutazzo!
Montalbano riferendosi a Mimì Augello, in “L’odore Della Notte”
La voce del violino
La forma dell’acqua
Il cane di terracotta
La gita a Tindari
Tocco d’artista
Il senso del tatto
Gli arancini di Montalbano
L’odore della notte
Il gatto e il cardellino
Il giro di boa
Par condicio
La pazienza del ragno
Il gioco delle tre carte
La vampa di agosto
Le ali della sfinge
La pista di sabbia
La luna di carta
Il campo del vasaio
La danza del gabbiano
Caccia al tesoro
Il sorriso di Angelica
L’età del dubbio
Il gioco degli specchi
La giostra degli scambi
Il gioco delle tre carte
Una faccenda delicata
La piramide di fango
Un covo di vipere
Come voleva la prassi
La giostra degli scambi
Amore
Andrea Camilleri
Luca Zingaretti è Il commissario Montalbano
Angelo Russo è Agatino Catarella
Cesare Bocci è Mimi Augello
Isabella Sollman è Ingrid Sjöström
Peppino Mazzotta è Giuseppe Fazio
Marcello Perracchio è Pasquano
Katharina Böhm è Livia Burlando (stagioni 1-8)
Lina Perned è Livia Burlando (stagione 9)
Sonia Bergamasco è Livia Burlando (stagione 10 a oggi)
La casa di Montalbano a Punta secca,Santa Croce Camerina
Brucoli,Siracusa
Castello di Donnafugata
Chiaromonte Gulfi,Ragusa
Comiso,Ragusa
Donnalucata,Ragusa
Ibla,Ragusa
Ispica,Ragusa
Marzameni,Siracusa
Noto,Siracusa
Porto Emedocle
Pozzallo,Ragusa
Ragusa
Sampieri,Ragusa
Scicli,Ragusa
Scopello,Trapani
Tindari,Messina
Vittoria,Ragusa
I film della Alberto Grimaldi Produzioni
I due violenti
Requiem per un agente segreto
Il buono il brutto il cattivo
Attentato ai tre grandi
Scusi,facciamo l’amore?
Un tranquillo posto di campagna
Le calde notti di Lady Hamilton
Non tirate il diavolo per la coda
La donna scarlatta
Il decameron
Africa ama
I racconti di Canterbury
Ultimo tango a Parigi
Storie scellerate
Salò
Il Casanova di Fellini
L’uomo della Mancha
Viaggio con Anita
E’ tornato Sabata,hai chiuso un’altra volta
Queimada
Enrico Maria Salerno
Estate violenta
L’assedio di Siracusa
Saffo venere di Lesbo
La bellezza di Ippolita
Le stagioni del nostro amore
Tre pistole contro Cesare
Vedo nudo
Nell’anno del signore
L’uccello dalle piume di cristallo
Noi donne siam fatte così
La polizia ringrazia
La polizia è al servizio del cittadino?
Bisturi la mafia bianca
No,il caso è felicemente risolto
La polizia sta a guardare
Il corpo
Un uomo una città
L’ultimo treno della notte
A tutte le auto della polizia
La polizia interviene:ordine di uccidere
Bestialità
Una donna di seconda mano
Scuola di ladri
Amori miei
Orgoglio e pregiudizio (1957)
Umiliati e offesi (1958)
La spada di Damocle (1957)
Mastro Don Gesualdo (1964)
Le troiane (1967)
Gli ultimi 5 minuti (1968)
La famiglia Benvenuti (1968-1970)
Tre donne 1943-Un incontro (1973)
Doris una diva di regime 1991
I flani del 1968-Seconda parte


Il flano dello 007 dell’anno,Casino Royale
Il bellissimo film di Bunuel,Bella di giorno
Grandissimo successo per Blow Up di Antonioni
Molto bello il flano di Camelot:grande battage ma scarso successo
Dalle Ardenne all’inferno
Ancora un film bellico:Sulle ali delle aquile
L’essenziale flano di Escalation
Frank Costello faccia d’angelo,il Melville dell’anno
Eli Wallach,Terence Hill,Bud Spencer in I quattro dell’Ave Maria
Un bel flano per un bellissimo film,Il giorno della civetta
Il ladro di Parigi
Un grande successo dell’anno,Indovina chi viene a cena?
La corsa del secolo
Altro grande successo del 1968,La matriarca
La morte ha fatto l’uovo
La morte non ha sesso
La fredda alba del commissario Joss
Il film di Ferreri,L’harem
Masquerade
L’ultimo film della sfortunata Sharon Tate,Per favore non mordermi sul collo
Professionisti per un massacro
Il discreto Eurospy Rose rosse per il Fuhrer
Dall’omonimo fumetto di Magnus e Bunker Satanik
Scusi facciamo l’amore?
Violenza per una monaca
L’insostenibile leggerezza dell’essere
Praga,1968
Tomas è un neurochirgo di una certa fama,economicamente ben messo e sopratutto irresistibile conquistatore di donne.
Tra di esse si distingue Sabina,un’artista prototipo della femminista,indipendente e priva di qualsiasi inibizione; tra i due,oltre al rapporto intimo
esiste un vero rapporto di amicizia. due infatti,pur volendosi bene,amano troppo la loro indipendenza,la loro libertà.
A breve le cose cambiano,in modo irreversibile.
Mentre è in trasferta per lavoro,conosce Teresa,una ragazza che coltiva l’hobby della fotografia e che vorrebbe andar via dal piccolo paese nel quale è confinata.
Sogna infatti di sfondare in un mondo che è quasi totalmente al maschile.
Tomas,che si è innamorato di lei,della sua freschezza,della sua voglia di vivere riesce a convincerla a seguirlo a Praga.

Qui Teresa e Sabina si conoscono e diventano amiche,tanto che la fotografa la riprende più volte;ma sta per scoppiare la primavera di Praga,con l’invasione dei carri armati russi che occupano militarmente la Cecoslovacchia,stritolando il sogno di libertà dei cecoslovacchi e dei loro leader,Dubcek e Svoboda.
Grazie ad alcune riprese fatte di nascosto,Teresa rimedia dei soldi e i tre vanno a rifugiarsi in Svizzera.Qui mentre Sabina conosce un insegnante universitario,sposato, Tomas nonostante il legame con Teresa continua a frequentare altre donne.L’amicizia tra i tre si interrompe,fisicamente,nel momento in cui Sabina decide di andar via dalla Svizzera,rifiutando di legarsi con il docente,che nel frattempo a lasciato moglie e figli per lei.
La sua vita libera non può accettare limitazioni,e pur amandolo,Sabina lo abbandona.
Cosa che fa anche Teresa,stanca dei tradimenti di Tomas;la ragazza torna a Praga,seguita però da Tomas,che è diventato suo marito.
Che lo fa rischiando molto,in quanto il neurochirurgo aveva pubblicato dei pamphlet anti sovietici; difatti appena arrivato a Praga
a Tomas viene ritirato il passaporto e bloccata la sua professione.
Dopo un periodo difficilissimo,Tomas e Teresa,che hanno ripreso il loro legame che è sicuramente più forte delle infedeltà dell’uomo,dopo
un tentativo di Teresa di togliersi la vita,i due dicevo vanno a vivere in un tranquillo posto di campagna,dove per breve tempo vivranno finalmente una vita serena,anzi,felice.Ma il destino è in agguato…

L’insostenibile leggerezza dell’essere (The Unbearable Lightness of Being,nella versione internazionale),tratto dall’omonimo romanzo di Milan Kundera,è un film molto bello diretto dal regista statunitense Philip Kaufman che porta sullo schermo la riduzione del romanzo considerato uno dei più ostici da rappresentare su pellicola.
Kaufman ci riesce dimenticando in parte il pedissequo ripercorrere delle parole di Kundera,lasciando in un canticcuio la più che chiara critica
alla realizzazione del socialismo reale dello stesso,badando essenzialmente a raccontare la storia d’amore con tanto di tragico finale di due amanti
che dovrebbero essere confinati in un mondo che non sentono loro,nel quale le libertà non solo sono negate,ma completamente annichilite.
Il regime sovietico infatti instaura nel paese,che appena vent’anni prima aveva conosciuto la brutale occupazione nazista,un regime forse non cosi sanguinario,ma sicuramente illiberale e oppressivo.
Il romanzo di Kundera parte da assunti che per forza di cose nel film vengono accantonati;manca la descrizione del vivace mondo culturale della Cecoslovacchia pre invasione,manca sopratutto il punto di forza del racconto,l’impossibilità da parte dell’uomo di determinare il proprio destino (uso una semplificazione massima),insomma manca lo spirito del romanzo.
Ma questo non è un punto negativo.

Il film non scende in profondità,preferisce raccontare delle vite;come dice Tomas,”Se io avessi due vite, nella prima inviterei Tereza a restare a casa mia e nella seconda la sbatterei fuori: così potrei fare un paragone e decidere come comportarmi. Ma si vive una volta sola. La vita è così leggera: è come uno schema che non si può mai riempire né correggere né migliorare. È spaventoso!”
In termini semplici,è la filosofia del libro…
Vite sospese,in balia degli avvenimenti,in balia del potere,del destino.
Che in modo lato è il fondamento del romanzo di Kundera,se vogliamo.Ma tutto finisce quà.A Kaufman interessa la descrizione delle psicologie dei suoi personaggi,tormentati più dal quotidiano che da astruse preoccupazioni filosofiche.
Molto bella la descrizione ambientale,con una parte del film che mostra le reali foto,piccoli filmati della brutale aggressione russa;imperialista ne più ne meno,molto lontana da quella idea di liberazione dei popoli che aveva ispirato Marx e in fondo la rivoluzione d’ottobre.
Kaufman,del quale ricordo con piacere lavori di ottimo livello come Terrore dallo spazio profondo,Henry & June,Sol levante,usa un’ottima fotografia,una sceneggiatura appropriata e prima di tutto degli ottimi attori per creare un film ricco d’atmosfera e di momenti interessanti.

Lena Olin,Juliette Binoche e Daniel Day Lewis sono impeccabili,intensi e credibili nei ruoli di tre persone diversissime,ma conscie di un ruolo a loro attribuito da un destino che alla fine si rivelerà anche beffardo.
Menzione d’onore per Sven Nykvist,il fotografo preferito da Bergman,fortemente voluto da Kaufman.
Un bel film,davvero,che ha avuto una buna accoglienza da parte della critica e controverse reazioni da parte del pubblico;in rete ho letto recensioni molto approssimative,legate alla presunta infedeltà del film al romanzo.Ancora una volta gioverebbe ricordarsi che un film non deve portare sullo schermo,sic e simpliciter,quella che è l’ossatura di un romanzo ma deve essere la sintesi della sensibilità del regista unita
allo “sfruttamento” delle qualità dei propri attori.
Per chi volesse vedere il film in una definizione ottima il link streaming è il seguente: http://www.altadefinizione01.zone/6592-linsostenibile-leggerezza-dellessere.html
L’insostenibile leggerezza dell’essere
Un film di Philip Kaufman. Con Juliette Binoche, Daniel Olbrychski, Daniel Day-Lewis, Lena Olin, Erland Josephson, Stellan Skarsgård, Derek de Lint, Pavel Landovský, Donald Moffat, Tomasz Borkowy, Bruce Myers, Pavel Slaby, Pascale Kalensky, Jacques Ciron, Anne Lonnberg Titolo originale The Unbearable Lightness of Being.Drammatico Commedia, durata 173 min. – USA 1988
Daniel Day-Lewis: Tomáš
Juliette Binoche: Tereza
Lena Olin: Sabina
Derek de Lint: Franz
Erland Josephson: Ambasciatore
Pavel Landovský: Pavel
Donald Moffat: Chirurgo capo
Tomek Bork: Jiri
Daniel Olbrychski: Ufficiale del Ministero degli Interni
Stellan Skarsgård: L’Ingegnere
Bruce Myers: Editore cecoslovacco
Pavel Slaby: Nipote di Pavel
Pascale Kalensky: Infermiera Katja
Jacques Ciron: Manager del ristorante svizzero
Anne Lonnberg: Fotografa svizzera
Clovis Cornillac: Ragazzo al bar
Regia Philip Kaufman
Soggetto Milan Kundera (omonimo romanzo)
Sceneggiatura Jean-Claude Carrière, Philip Kaufman
Produttore Saul Zaentz
Produttore esecutivo Bertil Ohlsson
Fotografia Sven Nykvist
Montaggio Vivien Hillgrove Gilliam, Michael Magill, Walter Murch, B.J. Sears
Effetti speciali Trielli Bros.
Musiche Mark Adler, Ernie Fosselius, Leos Janácek
Costumi Ann Roth
Trucco Suzanne Benoit
L’idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell’imbarazzo: pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l’abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! Che significato ha questo folle mito?
Il mito dell’eterno ritorno afferma, per negazione, che la vita che scompare una volta per sempre, che non ritorna, è simile a un’ombra, è priva di peso, è morta già in precedenza, e che, sia stata essa terribile, bella o splendida, quel terrore, quello splendore, quella bellezza non significano nulla. Non occorre tenerne conto, come di una guerra fra due Stati africani del quattordicesimo secolo che non ha cambiato nulla sulla faccia della terra, benché trecentomila negri vi abbiano trovato la morte fra torture indicibili. E anche in questa guerra fra due Stati africani del quattordicesimo secolo, cambierà qualcosa se si ripeterà innumerevoli volte nell’eterno ritorno? Si, qualcosa cambierà: diventerà un blocco che svetta e perdura, e la sua stupidità non avrà rimedio. Se la Rivoluzione francese dovesse ripetersi all’infinito, la storiografia francese sarebbe meno orgogliosa di Robespierre. Dal momento, però, che parla di qualcosa che non ritorna, gli anni di sangue si sono trasformati in semplici parole, in teorie, in discussioni, sono diventati più leggeri delle piume, non incutono paura. C’è un’enorme differenza tra un Robespierre che si è presentato una volta nella storia e un Robespierre che torna eternamente a tagliare la testa ai francesi. Diciamo quindi che l’idea di eterno ritorno indica una prospettiva nella quale le cose appaiono in maniera diversa da come noi le conosciamo: appaiono prive della circostanza attenuante della loro fugacità. Questa circostanza attenuante ci impedisce infatti di pronunciare qualsiasi verdetto. Si può condannare ciò che è effimero? La luce rossastra del tramonto illumina ogni cosa con il fascino della nostalgia: anche la ghigliottina. Or non è molto, mi sono sorpreso a provare una sensazione incredibile: stavo sfogliando un libro su Hitler e mi sono commosso alla vista di alcune sue fotografie; mi ricordavano la mia infanzia; io l’ho vissuta durante la guerra; parecchi miei familiari hanno trovato la morte nei campi di concentramento hitleriani; ma che cos’era la loro morte nei campi di concentramento davanti alla fotografia di Hitler che mi ricordava un periodo scomparso della mia vita, un periodo che non sarebbe più tornato? Questa riconciliazione con Hitler tradisce la profonda perversione morale che appartiene a un mondo fondato essenzialmente sull’inesistenza del ritorno, perché in un mondo simile tutto è già perdonato e quindi tutto è cinicamente permesso.
Ann and Eve
E’ una strana amicizia quella tra Ann e Eve;Ann ha ormai quasi quarantenne,Eve è molto giovane.
Mentre Ann è una giornalista affermata e rispettata,Eve nonostante la giovane età ha scelto di sposarsi con Francesco.
Durante una vacanza sulle coste dell’Istria,stranamente Ann inizia a tenere un comportamento molto disponibile verso gli uomini,incitando nel contempo la giovane amica a fare lo stesso;in questo modo Ann intende dimostrare ad Eve che la fedeltà e la castità sono semplicemente dei tabù senza valore.
In realtà Ann ha una brutta storia alle spalle;era innamorata di suo marito Amos,ma lo aveva distrutto solo per fare carriera,pubblicando tutta una teoria di articoli che avevano in pratica distrutto la carriera dell’uomo,un regista cinematografico.

Nel frattempo Eve allaccia una torbida relazione sessuale con la cantante di un night club e attraverso altre avventure scopre la propria vera natura,quella cioè di donna dai vizi nascosti dietro l’apparente virtuosità.Ad Ann arriva la notizia della morte di Amos,che non ha retto allo scandalo e si è ucciso.
La donna a questo punto decide di aiutare un giovane regista,che sta lavorando ad un soggetto cinematografico che era stato seguito dal marito mentre Eve ipocritamente sposa il suo Francesco.
Lavoro minimalista del regista svedese Arne Mattsson,praticamente sconosciuto da noi che firma nel 1970 questo Ann and Eve,indefinibile lavoro di qualche successo legato più che altro al tema scabroso trattato nel film,la libertà sessuale,l’ipocrisia di chi si finge casta e nasconde invece la propria natura viziosa e via dicendo.
Non bisogna farsi ingannare;dietro una ruvida e grossolana pretestuosità intellettuale,che vorrebbe fustigare questa bassa morale,si nasconde nulla più che un film teso a solleticare l’inguine dello spettatore.

Un lavoro ampiamente ipocrita,che in Italia ebbe un certo successo anche perchè certe tematiche erano affrontate solo cinematograficamente e se esistevano non erano certo in cima ai pensieri del cittadino medio.Siamo lontani dai vizi nascosti della provincia cosi come siamo lontani dal cinema italiano,decisamente meno pretenzioso e più ridanciano.
Se vogliamo,molto meno ipocrita;i registi nostrani creavano a bella posta pellicole pruriginose,le adornavano di bei titoli e di attricette pronte a mettere in mostra le loro doti.
Un film anche abbastanza noioso,in puro stile scandinavo,condito da dialoghi barbosi e teso a mostrare l’assunto di partenza del regista.
Che alla fine ottiene quanto si era prefisso,ovvero far parlare del suo film;lo spettatore invece deve accontentarsi delle grazie delle due attrici,la sempre bella Marie Liljedahl (ventenne all’epoca del film) e di Gio Petré.

Il film uscì in Italia nel 1972,due anni dopo l’uscita nelle sale europee,per motivi legati al visto della censura;nel 1970 le maglie dei censori erano ancora molto strette.
Praticamente impossibile trovare una versione decente del film così come difficilissimo trovare una versione in italiano.
Poco male…
Ann and Eve
Un film di Arne Mattsson. Con Francisco Rabal, Julian Mateos, Gio Petré, Marie Liljedahl Drammatico, durata 87 min. – Svezia 1972
Gio Petré … Ann
Francisco Rabal … Francesco
Marie Liljedahl … Eve
Julián Mateos … Portiere dell’Hotel
Olivera Katarina … Cantante nightclub
Heinz Hopf … Walter
Nevenka Filipovic … Moglie di Walter
Erik Hell Erik Hell …Col. Braun
Regia Arne Mattsson
Sceneggiatura Ernest Hotch
Musiche Bengt-Arne Wallin
Fotografia Max Wilén
Montaggio Wic Kjellin
La nottata
Milano.
La giovane Susy esce di casa,inseguita dalle urla della madre,che le rimprovera di essere una vagabonda.
Contemporaneamente,in un altro punto della città,Angela saluta un suo occasionale amante;le due giovani finiscono per incontrasi nelle toilette
di un locale dove una signora di mezza età,dopo essersi truccata,dimentica un anello su un lavabo.
Susy lo prende e le due escono,recandosi in un cinema dove subiscono le avance prima di uno spettatore,al quale rifilano un colpo sui genitali
per poi sbeffeggiare un esibizionista che compare loro nudo per le scale della galleria del cinema stesso.
E’ l’inizio di una nottata (quella del titolo) in cui le due ragazze passeranno,come in un road movie,attraverso varie avventure;conosciuto un tassista
gli mostrano l’anello e lui propone loro di venderlo ad un suo conoscente.

Lo strano terzetto finisce in una balera,dove incontrano il losco e trucido ricettatore,di qui finiscono in casa di un morto,ancora in casa di un travestito e ancora in giro, attraverso una Milano piena di svaghi trasgressivi,in anticipo sulla città da bere degli anni ottanta.
Venderanno l’anello,ma per un prezzo irrisorio,poi in casa di una donna equivoca…alla fine,dopo una nottata che sembra valere una vita,le due ragazze scopriranno che quello che resta loro di tutte le avventure bruciate in poche ore è solo quella che sembra essere l’inizio di una bella amicizia.
Film girato in economia e anche in fretta, a giudicare dalla scarsa cura delle sequenze,La nottata esce nelle sale nel 1975 per la regia di Tonino Cervi.
Il figlio del grande Gino,produttore di film di successo come Boccaccio 70 e Deserto rosso è qui alle prese con la terza delle sue undici regie cinematografiche,che segue il buon esito di Le regine-Il delitto del diavolo,un interessante horror del 1970.
La nottata è un film pieno di difetti e con pochi acuti;il suo voler essere quasi un documentario,nello stile tipico dei road movie alla fine è più un handicap che un valore aggiunto.

Nonostante il buon ritmo,del resto agevolato dal voler mostrare in poco tempo uno spaccato della Milano notturna di metà degli anni settanta,il film risente di una sceneggiatura vaga e sopratutto troppo incline a mostrare il lato “proibito” della Milano stessa per non apparire un’operazione smaccatamente tesa a rastrellare soldi al botteghino.
Ipotesi avvalorata dalla gran quantità di nudi esposti nel film,di situazioni pruriginose,in definitiva dalla monotematica del sesso come filo d’Arianna.
Forse Cervi intendeva puntare il dito sui vizi privati della Milano nascosta; ma lo fa con un linguaggio greve (anche nel senso del parlato),con situazioni ben oltre il kitsch (la balera con tanto di Casadei che canta Simpatia) e ciliegina sulla torta,i dipinti di Mao di Wahrol e i Fontana sulle pareti di in un cesso di lusso.
Film ampiamente artefatto,poco credibile,scoordinato.
Attori a corrente alternata;un Giorgio Albertazzi travestito (sicuramente una parte accettata per divertimento),una Martine Brochard versione “porcona”,Claudio Cassinelli e Giuliana Calandra presenti in camei presumibilmente “alimentari”

Susanna Javicoli e Sara Sperati,le due protagoniste,fanno quello che possono;in realtà poco,ma espongono generosamente i loro corpi e con ogni probabilità era quello che da loro si voleva.
Film smaccatamente erotico,quindi,mascherato malamente da film/indagine.
Cervi si farà valere più come sceneggiatore;come regista,almeno in questo film lascia molto a desiderare.
Il film è presente in una ottima versione all’indirizzo https://1fichier.com/?fvdhbbqq17 ;per poter scaricare il link (verificato) è necessario inserire la password SMz
La nottata
Un film di Tonino Cervi. Con Giancarlo Prete, Giorgio Albertazzi, Martine Brochard, Giuliana Calandra, Sara Sperati, Max Delys, Susanna Javicoli,
Elisa Mainardi, Aldo Bonamano, Claudio Cassinelli, Angelo Pellegrino Commedia, durata 95 min. – Italia 1974.
Sara Sperati: Susy
Susanna Javicoli: Angela
Giancarlo Prete: taxista Vito
Max Christian Delys: Piero
Giuliana Calandra: proprietaria dell’anello
Angelo Pellegrino: ricettatore
Benedetto Simonelli:
Giorgio Albertazzi: “Destino”
Martine Brochard: Marta
Claudio Cassinelli: Davide
Raoul Casadei: se stesso
Regia Tonino Cervi
Soggetto Tonino Cervi
Sceneggiatura Umberto Simonetta,
Cesare Frugoni,
Tonino Cervi
Casa di produzione P.A.C. Produzioni Atlas Cinematografica
Fotografia Franco Di Giacomo
Montaggio Nino Baragli
Musiche Vince Tempera
Scenografia Pietro Filippone
Costumi Maria Cristina Lorenzi
Trucco Dante Trani



















































































































































































































































































































































































































































































































































