Le crociate
Baliano è un fabbro che vive in un piccolo paese della Francia;un giorno muore sua moglie e lui scopre che un sacerdote del villaggio ha profanato il suo corpo essendo morta suicida. Lo uccide,e da quel momento diventa un ricercato. Ma per sua fortuna sulle sue tracce c’è suo padre,Goffredo di Ibelin,che gi consiglia,per guadagnarsi il perdono,di diventare crociato,partecipando alla difesa di Gerusalemme.
Baliano accetta,proprio mentre un gruppo di soldati attacca il gruppo di Goffredo,che rimane gravemente ferito. Baliano e i sopravvissuti si recano in Puglia,dove si imbarcano per la terra santa;ma durante il viaggio la nave sulla quale è Baliano affonda;il giovane riesce miracolosamente a salvarsi e si inoltra nel deserto,dove uccide,in leale combattimento,un arabo,risparmiando la vita al suo servitore,che in realtà è il braccio destro del potente Saladino,il capo dell’esercito musulmano.
Baliano arriva a Gerusalemme,mentre suo padre,dopo avergli consegnato l’anello nobiliare,muore per le conseguenze delle ferite riportate nel combattimento. Il giovane adesso è un nobile,ma deve fare i conti con il potente Guido di Lusingano,che ha sposato la sorella de re lebbroso Baldovino IV,Sibilla. Nel frattempo,i continui attacchi dei cavalieri crociati alla popolazione araba dei dintorni di Gerusalemme,provocano una grave crisi;durante uno di essi,infatti, Reginaldo di Chatillon,crudele braccio destro di Guido,uccide senza motivo la sorella del Saladino.
Che muove all’attacco di Gerusalemme,fermato solo dal re,Baldovino,che promette di punire i colpevoli. Ma il re muore,e Guido di Lusingano,stoltamente,attacca le truppe del Saladino,che massacra l’esercito cristiano. Gerusalemme è ormai priva di difese,ma Baliano,che è riuscito a dotarla di buone difese,regge eroicamente all’assedio,aiutato da tutti gli uomini validi della città,consci che con la presa della città nessuno avrebbe avuto salva la vita.
Saladino,per non dissanguare ulteriormente le sue truppe,concede ai coraggiosi difensori l’onore delle armi,concedendo a tutti la vita,a patto di lasciare la città per sempre. Cosi’ Baliano,accompagnato da Sibilla,di cui si è innamorato,si imbarca per la Francia;ad attenderlo c’è la vecchia vita da maniscalco,in compagnia della donna amata.Ridley Scott gira un film epico e abbastanza attendibile storicamente,pieno di splendide scene di battaglia,fra le quali va segnalata quella dell’assedio di Gerusalemme. Buon ritmo,splendida fotografia e soprattutto bei costumi. Ottime le prove degli attori,fra i quali si segnalano Orlando Bloom e Eva Green un’affascinante Sibilla.
Le crociate,
un film di Ridley Scott. Con Orlando Bloom, Eva Green, Liam Neeson, Jeremy Irons, Jouko Ahola, Shane Attwooll,
Tim Barlow, Christian Boeving, Marton Csokas, Samira Draa, Eriq Ebouaney, Khaled El Nabaoui, Jon Finch, Michael Fitzgerald,
Brendan Gleeson, Ghassan Massoud, Kevin McKidd, Nasser Memarzia, Edward Norton, Michael Shaeffer, Michael Sheen,
Alexander Siddig, David Thewlis, Ulrich Thomsen, Velibor Topic. Genere Drammatico, colore 145 minuti. – Produzione USA, Spagna, Gran Bretagna 2005. –
Nathalie Cox … La moglie di Baliano
Eriq Ebouaney … Firuz
Jouko Ahola … Odo
David Thewlis … Hospitaler
Liam Neeson … Godfrey de Ibelin
Orlando Bloom … Balian de Ibelin
Bronson Webb … Appredista
Nikolaj Coster-Waldau … Sceriffo del villaggio
Steven Robertson … Marito di Angelica
Marton Csokas … Guy di Lusignano
Alexander Siddig … Imad
Velibor Topic … Almaric
Michael Shaeffer … Giovane sergente
Eva Green … Sibylla
Brendan Gleeson … Reynald de Chatillon
Nasser Memarzia … Muslim Grandee
Jeremy Irons … Tiberias
Jon Finch … Jerusalem
Edward Norton … Re Baldovino
Lotfi Yahya Jedidi … Il vecchio Ibelin
Samira Draa … Domestica di Sibylla
Ulrich Thomsen … Mestro dei templari
Matthew Rutherford … Cavaliere
Michael Fitzgerald … Humphrey
Ghassan Massoud … Saladino
Khaled Nabawy … Mullah
Karim Saleh … Messaggero dei saraceni
Shane Attwooll … Reginaldo cavaliere Templare
Giannina Facio … La sorella di saladino
Emilio Doorgasingh Ingegnere Saraceno
Peter Cant … Ragazzo paesano
Angus Wright … Richard’s Knight
Iain Glen … Riccardo Cuor di leone
Regia: Ridley Scott
Soggetto:
Sceneggiatura: William Monahan
Produttore: Ridley Scott
Casa di produzione: 20th Century Fox
Distribuzione (Italia): Medusa Film
Fotografia: John Mathieson
Musiche: Harry Gregson-Williams
È una suicida: tagliale la testa. E riporta l’accetta.
Non do alcun credito alla religione. Sotto la parola religione ho visto la follia di fanatici di ogni denominazione venire chiamata “Volontà di Dio”, la santità sta nell’agire rettamente e nel coraggio da parte di coloro che non possono difendersi, la bontà, ciò che Dio desidera sta qui, secondo ciò che decidete di fare ogni giorno, sarete un uomo buono o no.
– Non abbiate timore innanzi ai vostri nemici. Siate impavidi e retti, cosicché Dio possa amarvi! Dite il vero anche se vi conduce alla morte! Salvaguardate gli indifesi. È il vostro giuramento! E questo affinché te ne ricordi. Sorga un cavaliere!… Sorga un cavaliere!
– Chi credete di essere? Pensate che fare di un uomo un cavaliere lo farebbe combattere meglio?
– Si!
Se Dio non ti ama, come hai potuto fare tutto quello che hai fatto?
Che uomo è un uomo che non rende il mondo migliore?
Sono quello che sono… qualcuno deve pur esserlo…
Come puoi essere all’Inferno se sei nei mio cuore?
Non abbiate timore innanzi ai vostri nemici, siate impavidi e retti così che Dio possa amarvi.dite il vero… anche se vi conduce alla morte, salvaguartdate gli indifesi, è il vostro giuramento. Sorga un cavaliere!
Siate senza paura di fronte al nemico;
Siate coraggiosi e giusti;
Proclamate la verità, anche a costo della vita.
Difendete gli oppressi e non piegatevi al male.
Questo è il vostro giuramento!!
A Dio non importa, e se gli dovesse importare, allora non è Dio
Amico, la tua fama sarà nota ai tuoi nemici prima ancora che tu li abbia conosciuti.
Chi conduce la resistenza?
Baliano di ibelin, mio signore.
Quello che tu hai lasciato in vita a Kerak?
Sì, lui… mi chiedevo se fosse stato meglio che tu lo uccidessi… non avrei dovuto avere te come re!
Lezioni di piano

Una donna muta dall’età di sei anni per motivi non chiari,arriva in un’isola della Nuova Zelanda assieme alla figlia nata da un precedente matrimonio;arriva in un continente sconosciuto, recando con se un pianoforte unica sua distrazione e fonte di una passione irrefrenabile. Il pianoforte è principalmente uno strumento che le serve non solo per appagare i suoi sensi, ma anche per stabilire un contatto con il mondo esterno, per entrare in sintonia con quello che la circonda.
Ada Mac Grath, questo il suo nome, dovrebbe sposare Alisdair ma sin dall’inizio appare chiaro che all’uomo non vanno giù alcune cose della donna, inclusa la sua ferma volontà di trasportare attraverso la giungla il pianoforte. A venire in soccorso di Ada è un tipo strano, George, che si invaghisce della donna; propone ad Ada di trasportare grauitamente il piano in cambio di lezioni dello stesso. Ada pur riluttante accetta il baratto. E’ l’inizio di una relazione clandestina che terminerà violentemente quando Alisdair,resosi conto della cosa, per punire Ada le taglierà un dito, impedendole così di suonare.
Ma la donna lo lascia e nel momento di andar via getta il pianoforte in mare,legandosi con una corda ad esso; sta per morire ma all’ultimo istante sceglie di vivere liberandosi dalla corda. Andrà a vivere con George e riprenderà seppur lentamente a parlare.
Film premiato a Cannes con la Palma d’oro, Lezioni di piano sembra un dramma a metà strada tra un racconto della Bronte e uno di Lawrence, sia per il tema trattato in cui ancora una volta si tende ad evidenziare la condizione delle donne nel primo ottocento sia per la scabrosa relazione tra Ada e George, che almeno all’inizio è solo di natura sessuale con scene esplicite di sesso.
Splendidi paesaggi,immersi in una foschia creata ad arte sembrano simboleggiare la rinascita spirituale di Ada, donna dal passato triste e doloroso, che alla fine riesce comunque a trovare lo spazio per la sua felicità, fatta di un incontro con un uomo forse rozzo ma dalla grande sensibilità,opposta a quella di Alisdair,crudele e meschino.
Un film a tratti poetico e convincente, che si avvale della straordinaria interpretazione di Holly Hunter e della regia, tecnicamente perfetta di Jane Campion; la regista neozelandese, reduce dal buon successo del film Un angelo alla mia tavola crea un film d’atmosfera con personaggi molto caratterizzati. La Ada interpretata splendidamente da Holly Hunter è una donna forte e volitiva, nonostante l’handicap dietro il quale probabilmente si nasconde per sfuggire ad un mondo che non sente suo.
Ma del quale si riappropria con il suo piano, dal quale trae giovamento e sussistenza per l’anima, attraverso la musica linguaggio universale. La Hunter è bravissima, con quell’espressione malinconica e corrucciata che si staglia sotto il cappuccio vittoriano. E’ un ritratto di donna forte, determinata, che vorrebbe rivendicare il suo ruolo ma che per la meschinità e il maschilismo imperante è costretta a mascherarsi, ad accettare un ruolo subalterno al quale tuttavia si ribellerà. Un film molto bello, quindi, questo Lezioni di piano, premiato da un eccellente successo internazionale.
Lezioni di piano
Un film di Jane Campion. Con Holly Hunter, Harvey Keitel, Sam Neill, Anna Paquin, Kerry Walker,Genevieve Lemon, Tungia Baker, Ian Mune, Peter Dennett, Te Whatanui Skipwith, Pete Smith, Bruce Allpress, Cliff Curtis, Carla Rupuha, Mahina Tunui
Titolo originale The Piano. Drammatico, durata 121 min. – Australia, Francia, Nuova Zelanda 1993
Holly Hunter: Ada McGrath
Harvey Keitel: George Baines
Anna Paquin: Flora McGrath
Sam Neill: Alisdair Stewart
Rossella Izzo: Ada McGrath
Mario Cordova: George
Perla Liberatori: Flora McGrath
Luca Ward: Alisdair Stewart
Regia Jane Campion
Soggetto Jane Campion
Sceneggiatura Jane Campion
Casa di produzione Australian Film Commission, CiBy 2000, New South Wales Film & Television Office
Fotografia Stuart Dryburgh
Montaggio Veronika Jenet
Musiche Michael Nyman
Scenografia Andrew McAlpine
Costumi Janet Patterson
Dune

Dune rappresenta uno dei progetti più ambiziosi della storia del cinema,oltre che uno dei più costosi.
E che all’epoca della realizzazione creò grossi problemi alla De Laurentis,che finanziò la produzione.Ridurre per lo schermo il romanzo principale di Herbert era considerata un’operazione impossibile,vista la complessa trama,sviluppata in un ciclo di racconti con una tematica di base molto particolare,basata più sulla spirtualità dei personaggi che sull’azione.Il risultato fu un film splendido,ma che venne capito poco dal pubblico dell’epoca,proprio in virtù di una sceneggiatura molto complessa,nonostante gli sforzi di Lynch di rendere visiva, in due ore e quaranta ,una storia con moltissimi personaggi,e con un retroterra storico di assoluto rilievo.
La vicenda si svolge su due piani differenti;il primo racconta la storia del duca Leto Atreides,della sua concubina Jesica e di suo figlio Paul,cresciuto in maniera rigida ma giusta,destinato a diventare il successore del duca nel casato Atreides e alla guida del pianeta Caladan;Jessica,la concubina,è invece parte di un progetto segretissimo,la sorellanza Bene Gesserit,che attraverso un programma di selezione genetica,mira ad ottenere il Kwisatz Haderah,l’essere che dominerà la galassia.
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Contempraneamente su un altro pianeta,Giedi Primo,il casato degli Harkonnen trama per distruggere la casata Atreides,grazie anche alla collaborazione occulta dell’imperatore Shaddam IV,preoccupato dallo sviluppo di una nuova,potente arma messa a punto dagli Atreides,la tecnica estraneante;il barone Vladimir Harkonnen,grazie all’aiuto dell’imperatore,ordisce una trappola per il Duca Leto,che scatterà su Arrakis,un piccolo pianeta inospitale,affidato alla custodia del duca Leto.

Silvana Mangano è la madre Bene Gesserit, Josè Ferrer è L’Imperatore

Kyle MacLachlan è Paul Atreides
Arrakis è un pianetà desertico,sul quale vivono colossali vermi,che producono la spezia,un elisir di lunga vita che permette di avere la conoscenza e la precognizione del futuro,oltre a permettere alla Gilda,costituita da un gruppo di mostruosi Navigatori,di spostarsi da una parte all’altra dell’universo.
Su Arrakis vivono anche i fieri Fremen,che sono riusciti a colonizzare l’inospitale pianeta grazie a tute distillanti,che permettono il recupero dei liquidi corporei,e che sono fieri avversari degli Harkonnen,che li hanno quasi sterminati.
A destra, Sting è Feyd
Sarà Paul Atreides a vendicare la morte del padre,a stringere un alleanza con i Fremen che lo poertà a diventare il Kwisatz Haderah,l’essere senziente più potente dell’universo.
Paul controllerà anche la sorellanza Bene Gesserit,grazie all’iuto della potente sorella Alia,e con gli immensi poteri acquisiti,controllerà la spezia,che gli aprirà la vista sul futuro,e gli donerà il potere di controllare anche gli elementi.
Dune è un film ricco di effetti speciali,assolutamente straordinari ed innovativi per l’epoca,con una caratterizzazione spinta dei personaggi,tra i quali spiccano i crudeli Harkonnen,un film che vive di dialoghi,spesso anche moltoostici,con riferimenti difficili per chi non conosca almeno in parte il piano della colossale opera di Herbert.
Sean Young è Chani
Un film che si avvale di un cast davvero di prim’ordine,con attori di calibro assoluto,come Silvana Mangano nel ruolo della madre Bene Gesserit. Un film che segnò se non un tonfo,un insuccesso pesante ai botteghini;costato l’enorme cifra di 45 miliardi di lire,riuscì ad incassarne meno della metà,rifacendosi,però,nel corso degli anni,grazie al mercato del video domestico.
Francesca Annis è Lady Jessica
Oggi Dune,diretto da quel geniaccio di Lynch,è considerato uno dei film di fantascienza cult,uno dei più belli ed affascinanti di sempre.
Dune, un film di David Lynch, con Kyle Maclachlan, Francesca Annis, Jurgen Prochnow, Kenneth Mcmillan, Jose’ Ferrer, Sting, Leonardo Cimino, Silvana Mangano, Virginia Madsen, Max Von Sydow, Sean Young, Usa 1984
Francesca Annis: Lady Jessica
Leonardo Cimino: Il medico del Barone
Brad Dourif: Piter DeVries
Linda Hunt: la Shadout Mapes
Freddie Jones: Thufir Hawat
Richard Jordan: Duncan Idaho
José Ferrer: Imperatore Padishah Shaddam IV
Virginia Madsen: Principessa Irulan
Kyle MacLachlan: Paul Atreides
Silvana Mangano: Rev. Madre Ramallo
Everett McGill: Stilgar
Kenneth McMillan: Barone Vladimir Harkonnen
Jack Nance: Capitano Iakin Nefud
Siân Phillips: Rev. Madre Gaius Helen Mohiam
Angélica Aragón: Sorella Bene Gesserit
Jürgen Prochnow: Duca Leto Atreides
Paul L. Smith: Rabban “la Bestia” (come Paul Smith)
Patrick Stewart: Gurney Halleck
Dean Stockwell: Dott. Yueh
Sting: Feyd-Rautha
Max von Sydow: Dott. Kynes
Alicia Witt: Alia (come Alicia Roanne Witt)
Sean Young: Chani
Doppiatori italiani
Kyle MacLachlan: Tonino Accolla
Jürgen Prochnow: Luigi La Monica
Kenneth McMillan: Sergio Fiorentini
Max von Sydow: Giuseppe Rinaldi
Virginia Madsen: Rossella Izzo
Sian Phillips: Gabriella Genta
Sting: Massimo Rinaldi (Fabio Boccanera nell’edizione speciale)
Dean Stockwell: Paolo Buglioni
Patrick Stewart: Paolo Poiret
Regia David Lynch
Soggetto tratto dal romanzo Dune di Frank Herbert
Sceneggiatura David Lynch
Produttore Raffaella De Laurentiis
Produttore esecutivo Dino De Laurentiis
Fotografia Freddie Francis
Montaggio Anthony Gibbs
Effetti speciali Albert J. Whitlock, Barry Nolan, John Dykstra, Kit West, Carlo Rambaldi
Musiche Toto, Brian Eno
Scenografia Anthony Masters
Nella settimana prima della partenza per Arrakis, quando il tramenio era giunto a livelli quasi insopportabili, una donna vecchia e vizza si presentò alla madre di Paul.
Era una notte calda e soffocante a Castel Caladan, e l’antico cumulo di pietre che era la dimora degli Atreides da ventisei generazioni dava quel senso di frescura umidiccia che preannunciava un cambiamento del tempo.
José Ferrer: Imperatore Padishah Shaddam IV
Silvana Mangano: Rev. Madre Ramallo
Kyle MacLachlan: Paul Atreides
Max von Sydow: Dott. Kynes
Brad Dourif: Piter DeVries
Jürgen Prochnow: Duca Leto Atreides
Virginia Madsen: Principessa Irulan
Richard Jordan: Duncan Idaho
Francesca Annis: Lady Jessica
Sting: Feyd-Rautha
Kenneth McMillan: Barone Vladimir Harkonnen
Sean Young: Chani
Freddie Jones: Thufir Hawat
Alicia Witt: Alia
David Lynch e Frank Herbert
Agente 007 missione Goldfinger

Terza missione cinematografica per l’agente speciale 007,James Bond,e terza interpretazione nel ruolo per Sean Connery.Questa volta il cattivo di turno è Auric Goldfinger,un finanziere che intende appropriarsi delle riserve auree di Fort Knox,in modo da destabilizzare il mercato dell’oro e poter aumentare a dismisura il valore dell’oro che possiede.
Bond sarà protagonista di una girandola di situazioni ai limiti,e dovrà affrontare un nemico temibile,che annovera tra i suoi sgherri il pericolosissimo Oddjob,un gigantesco coreano dalla stazza possente,armato di un cappello con una lama affilatissima. Dopo aver salvato dalla morte le sorelle Masterson,007,con l’aiuto dell’amico Felix e della bellissima Pussy,la Bond girl di turno,James riuscirà a sventare il piano del diabolico Goldfinege,sventando solo all’ultimo secondo l’attacco nucleare sferrato da Goldfinger al deposito aureo,effettuato con una bomba atomica.
Questa volta il film di 007 mette d’accordo critica e pubblico,che tributano un successo clamoroso al film;la trama è più completa,di largo respiro,e l’azione si è fatta meno caotica,più lineare. Diretto da Guy Hamlton,il film mostra evidenti segni di miglioramento;splendida la colonna sonora di Shirley Bassey,e sempre più efficaci i co protagonisti del film,fra i quali va segnalata la presenza di Honor Blackman nella parte di Pussy.
Belle le scene con la nuova auto di James Bond,la bellissima Aston Martin DB5,dotata di sedile ad espulsione, mitragliatori anteriori, schermo posteriore antiproiettile e barre trinciagomme.

Agente 007 Goldfinger,
un film di Guy Hamilton. Con Sean Connery, Gert Fröbe, Honor Blackman, Shirley Eaton, Tania Mallet, Harold Sakata, Bernard Lee, Martin Benson, Cec Linder, Austin Willis, Lois Maxwell, Bill Nagy, Michael Mellinger, Peter Cranwell, Nadja Regin. Genere Spionaggio, colore 111 minuti. – Produzione Gran Bretagna 1964.
Gert Frobe
James Bond Sean Connery
Oddjob Harold Sakata
Tilly Masterson Tania Mallet
Pussy Galore Honor Blackman
Jill Masterson Shirley Eaton
Goldfinger Gert Frobe
M Bernard Lee
Martin Solo Martin Benson
Felix Leiter Cec Linder
Simmons Austin Willis
Miss Moneypenny Lois Maxwell
Colonel Smithers Richard Vernon
Q Desmond Llewelyn
Regia Guy Hamilton
Soggetto Ian Fleming
Sceneggiatura Paul Dehn, Richard Maibaum
Fotografia Ted Moore
Montaggio Peter R. Hunt
Musiche John Barry, Monty Norman
Tema musicale Goldfinger – Shirley Bassey
Pino Locchi: James Bond
Giorgio Capecchi: Auric Goldfinger
Luigi Pavese: M
Renato Turi: Felix Leiter
Dhia Cristiani: Miss Moneypenny
Bruno Persa: Q
Rosetta Calavetta: Pussy Galore
Rita Savagnone: Tilly Masterson
Fiorella Betti: Jill Masterson
Sergio Graziani: Solon
Mario Pisu: Simmons
Gianfranco Bellini: Midnigth
Giulio Panicali: Smithers
Glauco Onorato: signora Strap
Flaminia Jandolo: Dink


Coma profondo

New York,un grande ospedale cittadino. Due medici,Mark e Susan,sono legati sentimentalmente,e lavorano nella stessa equipe.
Susan un giorno nota qualcosa di strano;alcuni pazienti,degenti per operazioni di ordinaria amministrazione,finiscono in coma. Susan fa presente la cosa all’amministrazione,ma ne riceve solo blande indicazioni su fatalità relative alle cause.ma qualche tempo dopo ad essere vittima della strana fatalità è un’amica di Susan.A questo punto la dottoressa decide di investigare,e scopre che tutti i pazienti che hanno subito lo stesso problema sono stati trasportati in un centro all’avanguardia,dove vengono tenuti sospesi mediante delle corde,per evitare che con il passare del tempo i pazienti possano riempirsi di piaghe.
A gestire il tutto è un computer,che provvede anche all’orientamento dei corpi;Susan,sempre più perplessa,continua a indagare,e scopre che c’è una parte della clinica dove i corpi vengono letteralmente congelati,ed è proprio mentre controlla una cella frigorifera che per un pelo non perde la vita.
Riesce a fuggire dalla clinica,e parla della cosa con Mark,che però minimizza.A questo punto decide di rivolgersi all’amministratore dell’ospedale,che in realtà è uno di quelli che tiene le fila di un’organizzazione criminale dedita alla vendita di parti di corpi umani per trapianto.
La stessa Susan,drogata,viene inviata in sala operatoria per essere operata di una inesistente peritonite; sarà proprio Mark,che vedrà Susan fare piccoli gesti sulla barella,mentre viene trasportata verso l’appuntamento fatale,a capire che qualcosa non va.
Riesce a scollegare il tubo del gas fatale,così,dopo l’operazione,Susan si risveglierà,proprio davanti alla faccia esterrefatta del dottor George,l’amministratore e contemporaneamente chirurgo dell’ospedale.
Buona tensione per un film diretto da Michael Crichton,nell’occasione regista di un film di un filone da allora denominato Medical thriller;da segnalare particolarmente le buone prove di Richard Widmark nei panni del dottor George,l’amministratore senza scrupoli e di Genevieve Bujold,a suo agio nel ruolo di Susan. Bene anche Michael Douglas,nei panni di Mark,l’amante di Susan che le salverà la vita.
Coma profondo, un film di Michael Crichton. Con Rip Torn, Richard Widmark, Michael Douglas, Geneviève Bujold, Elizabeth Ashley, Lance Le Gault, Lois Chiles, Tom Selleck, Ed Harris. Genere Drammatico, colore 113 minuti. – Produzione USA 1978.
Geneviève Bujold … Dr. Susan Wheeler
Michael Douglas … Dr. Mark Bellows
Elizabeth Ashley … . Emerson
Rip Torn … Dr. George
Richard Widmark … Dr. Harris
Lois Chiles … Nancy Greenly
Hari Rhodes … Dr. Morelind
Gary Barton … Teccnico Computer
Frank Downing … Kelly
Richard Doyle … Jim
Alan Haufrect … Dr. Marcus
Lance LeGault … Vince
Michael MacRae Guardiano
Betty McGuire … Nurse
Tom Selleck … Sean Murphy
Regia Michael Crichton
Soggetto Coma, romanzo di Robin Cook
Sceneggiatura Michael Crichton
Produttore Martin Erlichman
Fotografia Gerald Hirschfeld e Victor J. Kemper
Montaggio David Bretherton
Musiche Jerry Goldsmith
Il grande freddo
Un gruppo di amici si ritrova dopo alcuni anni per una triste occasione; è morto Alex,uno di loro,un suicidio assolutamente privo di motivazioni all’apparenza.
Nella villa dove viveva Alex,di proprietà di Harold e di sua moglie Sara,ad attenderli c’è anche Cloe,l’ultima compagna del defunto.Il vecchio legame tra di loro,nonostante gli anni passati,è ancora vivo,e con l’occasione si inizia a parlare di passato,di ciò che era e di ciò che non c’è più.E’ anche l’occasione per afre un bilancio delle proprie vite,di tessere nuove relazioni che all’epoca si erano interrotto,per riflettere e per amarsi,per consolidare un rapporto che con il passare del tempo non si è affatto disgregato. Karen,in profonda crisi matrimoniale,riprende l’antica simpatia per Sam,un attore anche lui alle prese con un doloroso divorzio.
Michael,giornalista di buone speranze,esuberante e vivace,cerca inutilmente di accalappiare una delle sue vecchie amiche,senza essere corrisposto da nessuna,Cloe,fresca “vedova”,allaccia una relazione con Nick,tormentato psicologo,uscito a pezzi dalla terribile esperienza del Vietnam,ancora alla ricerca di una precisa identità e sopratutto preda della droga.

Mary Kay Place è Meg, Glenn Close è Sarah
E infine un triangolo di amicizia e amore,che si sviluppa tra Sara,che si sente ancora in colpa per aver tradito il marito Harold anni prima proprio con Alex, Harold, a cui si rivolge Meg, un avvocato che desidera un figlio,e che avrà, con l’avallo di Sara, l’opportunità di averlo proprio con il marito della sua amica.
Tutte storie di persone alle prese con i postumi di una giovinezza definitivamente tramontata,come gli ideali per i quali avevano vissuto. ma l’amicizia c’è ancora,e lo dimostra la splendida storia del menage a tre tra Meg,Sara e Harold; la vita può averli cambiati,certo,ma alla fine i valori pregnanti restano sempre.
E tra il gruppo di amici c’è sempre un legame antico,indissolubile;come i loro ideali,mai veramente tramontati.
Il grande freddo è un film delicato e poetico,un ritratto di una generazione mai veramente sconfitta,una generazione che aveva dei valori,che sono stati solo accantonati;sono persone che in qualche modo sono sopravvissute al cambiamento,riuscendo però a mantenere dentro di loro le cose essenziali,nonostante le delusion idella vita.
Il film di per se è uno splendido spaccato di una generazione,a cui si aggiungono un cast di livello assolutamente eccezionale,con attori davvero bravi,come la Close,come Hurt,Goldblum,Kevin Kline,a cui si aggiungono Tom Berenger e Meg Tilly.
Inoltre il regista,Kasdaran,impreziosisce il tutto con una colonna sonora assolutamente strepitosa,nella quale spiccano i Temptation,Marvin Gaye,Aretha Franklin,Procol Harum,Rolling Stones,Beach Boys e Credence Clerwater Revival.
Un film in cui funziona davvero tutto,e che emoziona proprio per il messaggio a tratti malinconico,a tratti venato di ironia,di una generazione davvero speciale.
Il grande freddo,un film di Lawrence Kasdan. Con Tom Berenger, Glenn Close, William Hurt, Jeff Goldblum, Kevin Kline.Meg Tilly, Jo Beth Williams, Don Galloway, Mary Kay Place, Meg Kasdan, James Gillis, Ken Place, John Kasdan, Ira Stiltner, Jacob Kasdan, Muriel Moore, Patricia Gaul, Jon Kasdan
Titolo originale The Big Chill. Commedia, durata 103 min. – USA 1983.
Tom Berenger … Sam Weber
Glenn Close … Sarah Cooper
Jeff Goldblum … Michael Gold
William Hurt … Nick Carlton
Kevin Kline … Harold Cooper
Mary Kay Place … Meg Jones
Meg Tilly … Chloe
JoBeth Williams … Karen Bowens
Don Galloway … Richard Bowens
Marvin Gaye (1968): “I Heard It through the Grapevine”
The Temptations (1965): “My Girl”
The Rascals (1966): “Good Lovin'”
Smokey Robinson and The Miracles (1965) Three Dog Night (1971): “Joy to the World”
The Temptations (1966): “Ain’t Too Proud to Beg”
Aretha Franklin (1968): “(You Make Me Feel Like) A Natural Woman”
Smokey Robinson and The Miracles (1967): “I Second That Emotion”
Procol Harum (1967): “A Whiter Shade of Pale”
The Exciters (1963): “Tell Him”
The Four Tops (1965): “It’s the Same Old Song”
Martha and The Vandellas (1964): “Dancing in the Street”
Marvin Gaye (1971): “What’s Going On”
The Marvelettes (1964): “Too Many Fish in the Sea”
Con Alex facemmo l’amore la notte prima che si suicidasse. Fu fantastico!
Se n’è andato con un bang, non con uno splash
O sono sposati o checche. E se non sono checche, hanno appena rotto con la donna più bella del mondo, o hanno appena rotto con una che era una puttana e che somigliava tutta a te. Ma in fase transitoria, dopo una relazione monogama, hanno bisogno di spazio; o sono stanchi di spazio ma non si vogliono impegnare; o vogliono l’impegno ma temono di avvicinarsi; o si avvicinano e tu non li vuoi tra i piedi..
Se ci fossimo sposati, andremmo a fare la spesa così.
No: se ci fossimo sposati mi ci avresti mandato da sola.
Dove lavoro, abbiamo una sola norma editoriale: non scrivere niente di più lungo che l’uomo medio non legga durante una cacata media… Sono stufo che il mio lavoro venga letto nei cessi.
La gente leggeva Dostoevskij nel cesso.
Non in una cacata sola, però.
lo so condensare una vita intera in trentadue periodi. Feci entrare tutto un gruppo rock in una paginetta, e avevano due batterie.
Io ho la sicurezza che Richard non mi tradirà mai. È bella la fiducia.
No, è la paura dell’herpes.
Forse Michael ha ragione: mi sento di me**a per circa dieci ragioni, stasera, e non voglio rinunciare neanche a una.
Strane tradizioni: fanno una gran festa per te sapendo che non puoi venirci…
Chi avrebbe detto che noi avremmo fatto i soldi, noi contestatori!?
Voi che credete? Che stando in contatto con lui lo avreste salvato? Fate quell’effetto lì sulla gente, nella vostra vita? Li rendete tutti allegri? Ma ragionate: siamo tutti soli, là fuori, e domani ci ritroveremo là fuori di nuovo. Trovo che ha fatto bene Alex a non fare della sua vitaccia un nitido fasullo condensato alla Reader’s Digest per nostro svago: sono così stufo di gente che svende la sua psiche per un po’ di attenzioni!
Come va la tua vita?
D’incanto. E la tua?
Non d’incanto.
Oh, si dice la verità?
Lui diceva che eravamo una bella coppia perché io non avevo aspirazioni e lui troppe.
Il mondo è gelido là fuori: a volte credo di essere diventata anch’io un ghiacciolo.




































































































































































