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Alla ricerca del piacere

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Ennesimo titolo strampalato e sottilmente ammiccante per un film che spazia dal thriller al giallo, inserendo, all’interno, una componente erotica esplicitata attraverso il morboso rapporto che si andrà ad instaurare tra le due protagoniste femminili.

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Barbara Bouchet è Greta

La bellissima Greta arriva a Venezia, per lavorare come dattilografa alle dipendenze di uno scrittore, Richard; la ragazza è sulle tracce di una sua amica, misteriosamente scomparsa proprio mentre era all’interno della villa, nella quale abitano anche, oltre a Richard, un domestico, Giovanni, e una giovane e bellissima donna, l’ambigua Eleonora. Greta scopre ben presto che la sua amica è effettivamente transitata per la villa, e si rende conto contemporaneamente dell’atmosfera viscida e torbida che si respira nella villa.

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Rosalba Neri e Barbara Bouchet

Nonostante gli ammonimenti del commissario Antonelli, che indaga sul fatto, che consiglia alla donna di allontanarsi dalla villa, Greta si lascia in qualche modo irretire dalla giovane e amorale Eleonora, instaurando con lei un torrido rapporto saffico. Nel frattempo Richard le detta il suo romanzo, nel quale sono evidenti i riferimenti a quanto realmente accaduto all’amica di Greta; la donna sfugge casualmente ad un attentato, proprio mentre è ormai chiaro che la sua amica è stata uccisa.

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Un torbido rapporto

Greta ricostruisce quasi tutto l’accaduto, ma non sfuggirebbe al suo tragico destino non fosse per l’amicizia che le dimostra un  giovane mentalmente instabile, che lei ha curato in precedenza. Durante la serata in cui la ragazza dovrebbe essere sacrificata, è proprio il pescatore a salvarle la vita e……..

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Alla ricerca del piacere, film diretto da Silvio Amadio nel 1972, è un thriller ben congegnato, che si avvale di un’atmosfera malsana ottimamente ricreata, in una laguna veneta quasi decadente, in cui l’atmosfera è ancor più resa decadente dall’amoralità latente che si respira nel film, con i torbidi rapporti che legano i  protagonisti. Numerose le scene erotiche, quasi tutte dal sapore saffico, in cui si segnalano le bellezze della Bouchet, che interpreta la giovane Greta, di Rosalba Neri, ormai un’autentica istituzione nei ruoli ambigui e la giovane e bella Patrizia Viotti.

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Barbara Bouchet e Patrizia Viotti

Film ben congegnato, che all’uscita venne accolto malissimo, forse proprio per l’abbondanza di scene lesbiche, che invece andrebbe rivalutato sia per l’ambientazione, come già detto molto curata, sia per una trama che non presenta evidenti buchi di sceneggiatura.

Alla ricerca del piacere, un film di Silvio Amadio. Con Barbara Bouchet, Farley Granger, Rosalba Neri, Umberto Raho, Dino Mele, Nino Segurini, Patrizia Viotti
Giallo, durata 85 min. – Italia 1972.

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Farley Granger … Richard Stuart
Barbara Bouche … Greta Franklin
Rosalba Neri… Eleonora Stuart
Petar Martinovitch … Rocco
Dino Mele… Sandro
Umberto Raho … Giovanni
Nino Segurini … Il commissario Antonelli
Patrizia Viotti … Sally Reece

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Regia: Silvio Amadio
Sceneggiatura:Silvio Amadio
Produzione:Italo Zingarelli
Musiche:Teo Usuelli
Fotografia:Aldo Giordani
Montaggio:Antonio Siciliano
Art Direction: Enzo Bulgarelli
Music Department :Edda Dell’Orso

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Si ringrazia il sito http://www.dbcult.com

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giugno 1, 2009 Pubblicato da: | Erotico | , , , | 2 commenti

Una cavalla tutta nuda

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Fate un giro su internet, digitate il titolo di questo film (ammiccante e francamente fuorviante) e vi imbatterete, una volta tanto, nel ribaltamento speculare dei ruoli critica/pubblico. Incredibilmente, per un film a sottile, sottilissima venatura erotica, identificabile in minima parte con il genere decamerotico, del quale ha soltanto l’ambientazione medioevale, c’è parte della critica che da giudizi di assoluzione, quando non anche positivi, e il pubblico che stronca senza appello il film.

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Renzo Montagnani è Guffardo

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Barbara Bouchet è Madonna Gemmata, Don Backy è Folcacchio

Un errore davvero grave, quello di alcuni recensori di questa seconda categoria, perchè Una cavalla tutta nuda, del regista Franco Rossetti, datato 1972, è forse uno dei pochi film di derivazione boccaccesca a presentare alcuni elementi di novità. Il primo dei quali è l’avere una trama organica, con due personaggi che si muovono lungo un percorso lineare, senza la consueta babele di racconti pecorecci di mogli fedifraghe e mariti cornuti, di frati gaudenti e servette vogliose.

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L’incantesimo spassoso su Madonna Gemmata

La seconda caratteristica è la quasi totale assenza di scene erotiche, fatta salva quella spassosa dell’incantesimo donna/cavalla, in cui è protagonista una splendida Barbara Bouchet. Il resto del film si muove su binari coerenti, seguendo le avventure di Folcacchio de Folcacchieri (il cantante Don Backy), un simpatico gaglioffo, di quelli candidi, ingenui ma alla bisogna scaltri  e di Guffardo De Bardi (Renzo Montagnani), paesano scultore angariato da una moglie corpulenta e traditrice, che lo fa becco sotto i suoi occhi, con tacita rassegnazione dello stesso Guffardo.

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I due passeranno attraverso la campagne toscane, destinazione Volterra imbattendosi in situazioni paradossali. Sono incaricati, dal curato del loro paese, di portare un’ambasciata al vescovo di quella città per chiedere un aiuto economico e combattere così la siccità che devasta la zona. I due, in viaggio si imbatteranno dapprima in un tonto villico, Niccolò, al quale l’abile Folcacchio farà credere di essere in grado di tramutare la bellissima moglie Gemmata (Barbara Bouchet), e che quindi lo farà becco mentre Niccolò regge il moccolo nella stalla.

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Poco avanti si imbatteranno in un furbo gaglioffo, Mattias, che si farà beffe della loro ingenuità rubando vestiti e cavalli. I due compagni d’avventura, per vestirsi e mangiare, si fingeranno modelli e durante le pose per la realizzazione di un quadro su Adamo ed Eva, faranno credere di essere appestati, e in questo modo riusciranno a procurarsi il necessario per proseguire il loro viaggio. Che apparentemente termina a Volterra; dove però, fanno una figura terribile, avendo dimenticato il messaggio del loro curato. Condannati al rogo per aver irriso il vescovo, assieme al gaglioffo Matias, catturato per le sue malefatte, Folcacchio e Guffardo riusciranno a scampare al rogo grazie ad un amico di quest’ultimo, e si rifugeranno in un convento.

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Qui, in fondo al pozzo che da acqua ai frati, troveranno un forziere pieno di monete e torneranno, dopo aver reso pan per focaccia allo scaltro Matias al loro borgo natio, dove faranno credere al curato di aver ricevuto dal vescovo l’ingente somma in loro possesso. Ma Matias, per vendicarsi, rivela ai frati la destinazione dei due, con il risultato finale che gli stessi frati si rimpossesseranno dei loro averi.

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Ai due compagni d’avventura non resta che tornare a casa; Guffardo riuscirà finalmente a tener testa alla moglie mentre Folcacchio, che stava partendo all’avventura, si imbatterà nel tonto Niccolò e questa volta compirà il prodigio. Farà credere al villico di aver trasformato sua moglie Gemmata in una magnifica cavalla bianca e con la donna finalmente libera, partirà verso il suo destino.

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Film tutto sommato piacevole, non volgare, in cui i due protagonsti, il cantante Don Backy e lo scanzonato Renzo Montagnani prestano i loro volti sorridenti, guasconi e scaltri ai due personaggi di Folcacchio e Guffardo, che attraversano la splendida campagna toscana fotografata alla perfezione, in un tripudio di colori. Un film certamente non memorabile, ma che ha  la dote di far passare 90 minuti strappando qualche risata e soprattutto non ammorbando lo schermo con le solite sconcezze erotiche o con le inevitabili trivialità

Una cavalla tutta nuda, un film di Franco Rossetti. Con Don Backy, Barbara Bouchet, Vittorio Congia, Renzo Montagnani,Carla Romanelli, Piero Vida, Lorenzo Piani, Vittorio Fanfoni, Ghigo Masino, Pietro Torrisi
Commedia, durata 92 min. – Italia 1972.

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Una cavalla tutta nuda banner protagonisti

Don Backy: Folcacchio de’ Folcacchieri
Barbara Bouchet: Gemmata
Renzo Montagnani: Gulfardo de’ Bardi
Vittorio Congia: Matias
Leopoldo Trieste: Nicolò, marito di Gemmata
Edda Ferronao: moglie dell’oste
Carla Romanelli: Pampinea

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Regia Franco Rossetti
Soggetto Franco Rossetti, liberamente ispirato a novelle di Giovanni Boccaccio e Franco Sacchetti
Sceneggiatura Franco Rossetti, con la collaborazione di Francesco Milizia e Nelda Minucci
Produttore Jack Lauder, Franco Rossetti
Casa di produzione Hubris Films
Fotografia Roberto Girometti
Montaggio Mario Morra
Musiche Don Backy[1] e Detto Mariano
Scenografia Gaia Romanini
Costumi Gaia Romanini
Trucco Ada Morandi

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Maggio 15, 2009 Pubblicato da: | Erotico | , , , , | Lascia un commento

La dama rossa uccide 7 volte

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Due sorelle, Ketty e Evelyn, sono divise, fin dall’infanzia da odio e rancore. Il nonno, discendente dei Wildenbruck, un’antica famiglia nobile, proprietaria di un castello dalla fama sinistra, un giorno, dopo l’ennesimo litigio tra le sorelle, la bionda Ketty e la bruna Evelyn, avvenuto per il possesso di una bambola, racconta alle due sorelle la leggenda che perseguita la famiglia.

Secoli addietro, quattro per la precisione, due sorelle, la dama rossa e la dama nera, completamente diverse tra loro, si affrontarono per rivalità in amore. La perfida dama rossa, che voleva ad ogni costo l’amore del ragazzo, lo concupì, così la dama nera uccise con sette coltellate la rivale in amore. Da quel momento, ogni cento anni precisi, la dama rossa tornò in vita, reclamando vendetta, uccidendo sette persone e facendo altrettanto ogni cento anni.

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A quattordici anni esatti dal racconto del vecchio Tobias, esattamente cento anni dopo l’ultima apparizione della dama rossa, ecco che la leggenda sembra prendere corpo. Una donna vestita di rosso appare una notte nella camera del vecchio, che muore per lo spavento. Ketty, che nel frattempo è diventata adulta, ha sposato il vice direttore della sua agenzia di moda; la ragazza nasconde però un segreto. Un giorno, dopo una violenta lite, ha colpito la sorella Evelyn con uno schiaffo. La ragazza è così finita contro un masso, cadendo in acqua; Ketty, convinta della sua morte, ne nasconde il corpo con la complicità di Franziska e di suo marito.

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Barbara Bouchet e Marina Malfatti

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Pia Giancaro

Il giorno dell’apertura del testamento di Tobias, ecco la sorpresa; il vecchio ha rinviato all’anno successivo l’apertura dello stesso, per evitare la maledizione che sembra accanirsi contro i proprietari del castello. Ma la precauzione sembra inutile, perchè da quel momento la misteriosa dama rossa sembra scatenarsi. Ad una alla volta muoiono persone che sono legate in qualche modo sia a Ketty che alla sua agenzia; muore il direttore della stessa,  seguito poco dopo da una modella.

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Sybill Danning e Ugo Pagliai

La stessa fine farà il fidanzato di Evelyn, che in qualche modo ha scoperto la verità sull’omicidio involontario della ragazza, e che ricattava Ketty. Mentre i delitti si susseguono, ad essere sospettato degli stessi è il marito di Ketty. La storia va avanti fino all’epilogo, per la verità alquanto scontato, ed evito di raccontarne il seguito per non rovinare l’effetto sorpresa.

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Il film, diretto da Emilio Miraglia nel 1972, pur partendo da una buona idea iniziale, finisce per perdersi nei labirinti di una trama troppo tesa al colpo di scena. Non giova nemmeno il finale, con l’immancabile sorpresa dell’identità del vero colpevole e il solito salvataggio all’ultimo minuto, questa volta aggravato da troppe combinazioni che avvengono contemporaneamente.

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Sybill Danning, l’affascinante Lulu

Per fortuna il cast si dimostra all’altezza; è sicuramente brava Barbara Bouchet, nel ruolo della tormentata Ketty, così come di buon livello è l’interpretazione di Ugo Pagliai nel ruolo di Martin, marito di Ketty e principale sospettato dalla polizia. Bella e sicuramente all’altezza Marina Malfatti, nei panni della ambigua Franziska.

Ruoli di contorno per Sybill Danning e Pia Giancaro, due delle vittime della complessa storia. Un film che avrebbe meritato un ottimo voto non fosse stato per i difetti citati; la tensione c’è, la storia si guarda e si segue, ma con difficoltà, legate anche ad alcune incertezze nella sceneggiatura. Punti di forza sono la splendida fotografia e il commento musicale all’altezza, oltre alla magnifica location.

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La dama rossa uccide 7 volte, un film di Emilio P. Miraglia. Con Barbara Bouchet, Maria Pia Giancaro, Marino Masé, Marina Malfatti, Ugo Pagliai.Fabrizio Moresco, Carla Mancini, Sybil Danning
Giallo, durata 90 min. – Italia 1972.

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Barbara Bouchet: Ketty Wildenbrück
Ugo Pagliai: Martin Hoffmann
Marina Malfatti: Franziska Wildenbrück
Marino Masé: ispettore di polizia
Maria Pia Giancaro: Rose Mary Müller
Sybil Danning: Lulù Palm
Nino Korda: Herbert
Rudolf Schündler: Tobias Wildenbrück
Fabrizio Moresco: Petar
Bruno Bertocci: Hans Mayer

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Regia Emilio P. Miraglia
Soggetto Emilio P. Miraglia e Fabio Pittorru
Sceneggiatura Emilio P. Miraglia e Fabio Pittorru
Casa di produzione Phoenix Cinematografica, Romano Film e Traian Boeru
Fotografia Alberto Spagnoli
Montaggio Romeo Ciatti
Musiche Bruno Nicolai
Scenografia Lorenzo Baraldi
Costumi Lorenzo Baraldi
Trucco Iolanda Conti e Giulio Natalucci

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Esattamente 14 anni dop il racconto, a cento anni esatti dall’ultima apparizione La dama rossa uccide sette volte locandina sound

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marzo 23, 2009 Pubblicato da: | Thriller | , , , , , , , | Lascia un commento

La calandria

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Livio è un don Giovanni, molto dotato e sopratutto sempre alla ricerca di donzelle disponibili; ma un giorno finisce per mettersi nei guai con uno dei tanti mariti che ha reso cornuti. Ferruccio, marito tradito, lo fa mettere alla gogna; Livio decide di scommettere con quest’ultimo che riuscirà a sedurre la giovane sposa di uno dei tanti feudatari del posto nel termine massimo di un mese.

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Barbara Bouchet

La donna, Fulvia, detta Calandria perchè moglie del nobile Calandro, passa per essere una donna dai costumi casti e puri, in antitesi al marito, uomo gaudente anche se assolutamente inconcludente. Livio così, allontanatosi dalla città, organizza il suo piano; si traveste da donna e si sostituisce alla prostituta Aurora per entrare nel maniero di Calandro, quest’ultima chiamata dalla vecchia suocera di Fulvia per istruire sull’arte amorosa la troppo inibita moglie.

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Grazia Maria Spina

Livio ben presto non solo riesce a sedurre la giovane moglie, ma allarga i suoi appetiti coinvolgendo anche altre donne del castello. Nel frattempo Calandro è attratto da quella strana donna (Livio) che sembra trovarsi così bene in casa sua, e inizia a corteggiarla. Livio non ha alternative se non quella di incoraggiare il vecchio, fino a quando la moglie Fulvia, in combutta con Livio, non finge di scoprire i due in flagrante adulterio.

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Agostina Belli

Livio sembrerebbe finalmente trionfante, ma alla fine esagera; beffa ancora una volta Ferruccio, l’uomo con cui aveva scommesso le sue parti intime convinto di essere capace di compiere l’impresa di violare la giovane moglie di Calandro. Il quale si vendica ferocemente, facendolo castrare e costringendolo, da quel momento in poi, a cantare nel coro delle voci bianche.

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Lando Buzzanca

Diretto da Pasquale Festa Campanile nel 1972, La Calandria, tratto da un’opera del Cardinale Bernardo Dovizi di Bibbiena è un film a metà strada tra il boccaccesco e la pochade, una commedia degli equivoci che si distacca dal filone decamerotico per la sua ironia e sopratutto per l’esibizione di epidermide femminile molto limitata e castigata.

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Il cast è di buon livello, e comprende gli attori Agostina Belli,Grazia Maria Spina, Barbara Bouchet, Lando Buzzanca, Roberto Antonelli, Salvo Randone, Giusi Raspani Dandolo, Mario Scaccia, Grazia Maria Spina, Cesare Gelli. Difficile la reperibilità in rete del film, che attualmente è limitata alla versione ricavata da un passaggio tv di diverso tempo addietro.

La calandria, un film di Pasquale Festa Campanile. Con Mario Scaccia, Barbara Bouchet, Lando Buzzanca, Agostina Belli, Giusi Raspani Dandolo, Grazia Maria Spina, Salvo Randone, Franco Fantasia, Ignazio Leone, Toni Ucci, Stefano Oppedisano, Lorenzo Piani, Roberto Antonelli, Clara Colosimo, Cesare Gelli, Giuliana Calandra
Commedia, durata 103 min. – Italia 1972.

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Lando Buzzanca: Lidio
Barbara Bouchet: Lucrezia
Salvo Randone: Calandro
Agostina Belli: Fulvia
Mario Scaccia: Ruffo
Giusi Raspani Dandolo: madre di Calandro
Cesare Gelli: Ferruccio Consagra
Maria Grazia Spina: Clizia, la cameriera
Roberto Antonelli: Tessenio
Franco Fantasia: il bargello

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Regia Pasquale Festa Campanile
Soggetto Gianfranco Clerici
Sceneggiatura Gianfranco Clerici
Pasquale Festa Campanile
Ottavio Jemma
Fotografia Silvano Ippoliti
Montaggio Gian Maria Messeri
Musiche Gianni Ferrio
Scenografia Giancarlo Bartolini Salimbeni

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gennaio 10, 2009 Pubblicato da: | Commedia | , , | 1 commento

Barbara Bouchet

Barbara Bouchet foto di Frontoni

Barbara Bouchet,al secolo Barbara Gutscher,nata in Cecoslovacchia nel 1943 è stata una delle attrici con una carriera lunghissima,iniziata nel 1964,appena ventunenne,con il film A global affair.

Barbara Bouchet 40 gradi all’ombra del lenzuolo

La Bouchet nel film 40 gradi all’ombra del lenzuolo

Il film lo girò negli Stati Uniti,dove venne notata immediatamente per la sua non comune bellezza,che le permise di trovare lavoro come modella,comparendo in diverse copertine di riviste specializzate.

Una scena dal film Amore vuol dire gelosia

La prima parte importante la ebbe nel film 007 Casino Royale,la versione del 1967,girata al fianco di David Niven,un film non brillantissimo,anche come incassi,ma che le permise di mettersi in mostra.Dopo qualche altra particina,come in Sweet charity,si fa notare nel film italiano L’asino d’oro:processo per fatti strani a Lucius Apuleius,cittadino romano.

 

Nel film Il debito coniugale

E’ da quel momento che la sua carriera decolla,tanto da interpretare una parte importante nel film on the road Il debito coniugale,al fianco di lando Buzzanca,di Pippo Franco e di Mario Carotenuto.Nello stesso anno gira Non commettere atti impuri,del regista Petroni,in cui la sua sfolgorante bellezza appare senza veli.Da quel momento la sua carriera spicca il volo,e gira film di generi vari,spaziando dal thriller all’italiana,come La tarantola dal ventre nero,ai primi decamerotici,come Racconti proibiti di niente vestiti,Una cavalla tutta nuda,La calandria,Finalmente le mille e una notte.

Barbara Bouchet L’anatra all’arancia

La Bouchet nel film L’anatra all’arancia

Quasi sempre i registi le chiedono di posare senza veli,e lei accetta con grazia,interpretando svariati ruoli,ma sempre con discrezione,senza mai accettare ruoli volgari o troppo osè.Nel periodo che va dal 1971 al 1974 interpreta oltre 20 film,non di certo memorabili,ma che le permettono una vasta notorietà.

Barbara Bouchet La badessa di Castro

Una scena tratta dall’introvabile La Badessa di Castro

Recita anche nei poliziotteschi all’italiana,come in Milano calibro 9,in thriller come Non si sevizia un paperino o La dama rossa uccide sette volte;in commedie di buon livello,come L’anatra all’arancia,Amor vuol dire gelosia,Spogliamoci così senza pudore.Con la fine del filone decamerotico,sceglie di interpretare ruoli sempre dello stesso tipo nella nuova commedia erotica all’italiana.

Nel film La dama rossa uccide sette volte

I titoli di questo periodo sono 40 gradi all’ombra del lenzuolo,La moglie in vacanza l’amante in città o Come perdere una moglie e trovare un’amante.E’ al fianco del comico Banfi in diversi film,alcuni diventano grossi successi di cassetta,come Sabato domenica e venerdi.La carriera della Bouchet corre parallelamente ad un settore cinematografico,quello dei film leggeri,che occupa una parte rilevante della produzione cinematografica.nel 1979 interpreta il film di Samperi Liquirizia,poi ecco la svolta.

Con Lino Banfi in La moglie in vacanza… l’amante in città

Anche il filone della commedia erotica mostra il segno,in concomitanza con la crisi del cinema che si accentua con la diffusione,sempre maggiore,che le tv private hanno nelle case.A cinema si va di meno,complice una programmazione televisiva imponente.

Giovanissima,nel film Le calde notti di Don Giovanni (1971)

La Bouchet appare sempre di meno in opere cinematografiche,mentre nel frattempo si occupa di fitness e benessere del corpo.Si dedica con successo alla tv,grazie anche alla sua simpatia e alla carica umana che possiede.Scrive libri sull’argomento,e si cimenta nell’attività imprenditoriale aprendo una palestra.

In una scena tratta dal film Liquirizia,di Salvatore Samperi

Entra a far parte dei cast di noti serial televisivi,come Un posto al sole e Incantesimo,Diritto di difesa e Capri.l’ultima parte cinematografica la ricopre nel film Gang of New York.

Nel film Non commettere atti impuri

Quella di Barbara Bouchet è stata una carriera decorosa,con una sessantina di film interpretati in circa 30 anni;nessun film resterà negli annali del cinema come un capolavoro,fatta eccezione per Gangs of New York,dove peraltro ha una parte limitata.Ma è indubbio che con il suo carisma e con la sua bellezza,abbia nobilitato un settore,quello della commedia erotica all’italiana.

Non si sevizia un paperino

Nel film Quelli che contano

Nella commedia Sabato,domenica e venerdi

La Bouchet nell’esilarante commedia Spaghetti a mezzanotte

Nel film Spogliamoci così senza pudor

Barbara Bouchet banner filmografia

A Global Affair (1964)
Bedtime Story (1964)
Good Neighbor Sam (1964)
Sex and the Single Girl (1964)
John Goldfarb, Please Come Home (1965)
In Harm’s Way (1965)
Agent for H.A.R.M. (1966)
James Bond 007 – Casino Royale (Casino Royale (1967)
Danger Route (1967)
Surabaya Conspiracy (1969)
Colpo rovente (1969)
Sweet Charity (1969)
Cerca di capirmi (1970)
L’asino d’oro: processo per fatti strani contro Lucius Apuleius cittadino romano (1970)
Il debito coniugale (1970)
Non commettere atti impuri (1971)
Nokaut (1971)
Forza ‘G’ (1971)
Il prete sposato (1971)
L’uomo dagli occhi di ghiaccio (1971)
La tarantola dal ventre nero (1971)
Le calde notti di Don Giovanni (1971)
Anche se volessi lavorare, che faccio? (1972)
Racconti proibiti… di niente vestiti (1972)
Finalmente… le mille e una notte (1972)
La calandria (1972)
Una cavalla tutta nuda (1972)
Milano calibro 9 (1972)
Alla ricerca del piacere (1972)
Valeria dentro e fuori (1972)
Casa d’appuntamento (1972)
La Dama Rossa uccide sette volte (1972)
Non si sevizia un paperino (1972)
Cool Million (1972) Film TV
Ancora una volta prima di lasciarci (1973)
Il tuo piacere è il mio (1973)
Ricco (1973)
La badessa di Castro (1974)
La svergognata (1974)
Quelli che contano (1974)
L’anatra all’arancia (1975)
L’amica di mia madre (1975)
Amore vuol dir gelosia (1975)

Per le antiche scale (1975)

Spogliamoci così, senza pudor (1976)
To Agistri (1976)
Brogliaccio d’amore (1976)
Con la rabbia agli occhi (1976)
40 gradi all’ombra del lenzuolo (1976)
Tutti possono arricchire tranne i poveri (1976)
Diamanti sporchi di sangue (1977)
L’appuntamento (1977)
Come perdere una moglie e trovare un’amante 1978
Travolto dagli affetti familiari 1978
Sabato, domenica e venerdì (1979)
Liquirizia (1979)
La moglie in vacanza… l’amante in città (1980)
Spaghetti a mezzanotte (1981)
Crema, cioccolata e pa… prika (1981)
Perché non facciamo l’amore? (1982)
Per favore, occupati di Amelia (1982)
Diamond Connection (1982)
Beauty Center Show (1983) Film TV
Scarlatto e nero (The Scarlet and the Black) (1983) Film TV
Quelli della speciale (1992) Miniserie TV
Mari del sud (2001)
Gangs of New York (2002)
Incantesimo 6 (2003) Serie TV
Diritto di difesa (2004) Serie TV
Un posto al sole (1996) Serie TV
Capri (2006) Serie TV

Barbara Bouchet Gallery

Barbara Bouchet Come perdere una moglie

Barbara Bouchet,Come perdere una moglie e trovare un’amante

Barbara Bouchet La Calandria
La calandria

Barbara Bouchet Con la rabbia agli occhi
Con la rabbia agli occhi

Barbara Bouchet La tarantola dal ventre nero
La tarantola dal ventre nero

Barbara Bouchet L'amica di mia madre
L’amica di mia madre

Barbara Bouchet Star trek
Star Trek

Barbara Bouchet La svergognata
La svergognata

Barbara Bouchet Casino’ Royale
Casino’ Royale

Barbara Bouchet Una cavalla tutta nuda
Una cavalla tutta nuda

Barbara Bouchet Per le antiche scale
Per le antiche scale

Barbara Bouchet Casa d'appuntamento
Casa d’appuntamento (French sex murder)

Barbara Bouchet A global affair
A global affair

Barbara Bouchet La mano che uccide
La mano che uccide

Barbara Bouchet Tutti possono arricchire tranne i poveri
Tutti possono arricchire, tranne i poveri

Barbara Bouchet Crema cioccolato e paprika
Crema cioccolato e paprika

Barbara Bouchet Ancora una volta prima di lasciarci
Ancora una volta prima di lasciarci

 Barbara Bouchet- To Agistri

To agistri

Barbara Bouchet- Spaghetti a mezzanotte

Spaghetti a mezzanotte

Barbara Bouchet- Quelli che contano

Quelli che contano

Barbara Bouchet- Prima vittoria

Prima vittoria

Barbara Bouchet- L'uomo dagli occhi di ghiaccio

L’uomo dagli occhi di ghiaccio

Barbara Bouchet- L'appuntamento

L’appuntamento

Barbara Bouchet- John Goldfarb, Please Come Home

John Goldfarb please come home

Barbara Bouchet- Istant success

Istant success

Barbara Bouchet- Amiche mie

Amiche mie

Barbara Bouchet- Alla ricerca del piacere

Alla ricerca del piacere

Barbara Bouchet- Valeria dentro e fuori

Valeria dentro e fuori

Barbara Bouchet Surabaya Conspiracy

Surabaya cospiracy

Barbara Bouchet Per favore occupati d'Amelia

Per favore occupati d’Amelia

Barbara Bouchet L’asino d’oro processo per fatti strani contro Lucius Apuleius cittadino romano

L’asino d’oro-Processo per fatti strani…

Barbara Bouchet Danger Route

Danger route

Barbara Bouchet Agent for H.A.R.M. (1966)

Agent for Harm

Barbara Bouchet Sweet charity

Sweet charity

Barbara Bouchet Voyage to the Bottom of the SeaVoyage to the bottom of the sea

Barbara Bouchet Donne v'insegno come si seduce un uomo

Donne vi insegno come si seduce un uomo

Barbara Bouchet Forza G

Forza G

Barbara Bouchet Ho sposato uno sbirro

Ho sposato uno sbirro

Barbara Bouchet Il senso della farfalla

Il senso della farfalla

Barbara Bouchet La signora e i suoi mariti

La signora e i suoi mariti

Barbara Bouchet L'uomo dell'Uncle

L’uomo dell’Uncle

Barbara Bouchet Perchè non facciamo l'amore

Perchè non facciamo l’amore

Barbara Bouchet Prima vittoria

Prima vittoria

Barbara Bouchet Scarlatto e nero

Scarlatto e nero

Barbara Bouchet Scusa me lo presti tuo marito

Scusa me lo presti tuo marito

Barbara Bouchet Gangs of NY

Gangs of New York

Barbara Bouchet Diamanti sporchi di sangue

Diamanti sporchi di sangue

Barbara Bouchet Fino allo spasimo

Fino allo spasimo

Barbara Bouchet Il prete sposato

Il prete sposato

Barbara Bouchet Incantesimo 6

Incantesimo 6

Barbara Bouchet The Darkside Streghe di Sangue

The dark side-Streghe di sangue

Barbara Bouchet Travolto dagli affetti familiari

Travolto dagli affetti familiari

Barbara Bouchet Un uomo con una faccia strana

Un uomo con una faccia strana ti cerca per ucciderti

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Barbara Bouchet su Star system

Barbara Bouchet su Cinerevue

Barbara Bouchet nudo d'autore 2

Barbara Bouchet nudo d'autore

Barbara Bouchet cineracconto 2

Barbara Bouchet cineracconto

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luglio 24, 2008 Pubblicato da: | Biografie | | 5 commenti

La tarantola dal ventre nero

Un misterioso personaggio ricatta Maria,con una foto che la ritrae con il suo amante. Ma,misteriosamente,la donna viene uccisa in maniera orribile;viene pugnalata e orribilmente straziata,con l’addome aperto.Delle indagini viene incaricato il commissario Tellini,che si trova ad avere come involontario collaboratore Catapulta,un detective privato assunto dal marito dell’assassinata.

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Barbara Bach

Poco tempo dopo l’efferato delitto,un’altra donna cade vittima del misterioso killer;è la splendida signora Ricci,una pellicciaia,anch’essa uccisa con le stesse modalità della signora Maria.

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Studiando le analogie tra i due delitti,il commissario si rende conto che l’assassino ha imitato il modus operandi dell’ape,che per uccidere i ragni (in questo caso la tarantola),la paralizza con il suo veleno e poi,con la vittima ancora viva,inizia a divorarla partendo proprio dall’addome.Intanto parallelamente,il marito di Maria e Catapulta riescono ad individuare il misterioso ricattatore,che di professione fa il fotografo;un fotografo che vivacchia seguendo giovani e bellissime donne,che immortala con i suoi scatti.

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Il commissario scopre la stessa squallida storia,ma quando arriva sul posto dove Catapulta e il fotografo sono impegnati i una lotta mortale,assiste impotente alla morte di entrambi. All’interno del laboratorio il commissario scopre anche il fotografo riprendeva le clienti di un centro di bellezza,e che uno dei prossimi ricattati sarebbe stato proprio lui.

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Giancarlo Giannini

Gli eventi precipitano,e ci sono altre due morti tra le frequentatrici del centro,con le stesse modalità delle vittime precedenti;in una corsa contro il tempo alla fine il commissario riuscirà a venire a capo dell’osura catena di delitti.

Un cast di attori di primo piano,come Giancarlo Giannini,nei panni del commissario,e alcune tipiche bellezze del cinema anni settanta,come la bella Barbara Bouchet,la prima a cadere,in una scena ad alta tensione erotica,con una scena di nudo molto maliziosa,per proseguire con Stefania Sandrelli,Barbara Bach,Claudine Auger,Annabella Incontrera e Rosella Falck.Nonostante qualche debolezza nella trama, e un finale non di certo memorabile,La tarantola dal ventre nero è un discreto prodotto,nato nell’epoca dei thriller erotici,anche se si distanzia dal genere per la sobrietà delle scene.

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Claudine Auger

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La tarantola dal ventre nero,
un film di Paolo Cavara. Con Giancarlo Giannini, Barbara Bouchet, Barbara Bach, Claudine Auger, Silvano Tranquilli, Rossella Falk, Nino Vingelli, Annabella Incontrera, Stefania Sandrelli, Daniele Dublino, Eugene Walter, Giancarlo Prete, Giorgio Dolfin,
Fulvio Mingozzi, Ezio Marano, Carla Mancini, Guerrino Crivello. Genere thriller, colore 92 minuti. – Produzione Italia 1971.

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Stefania Sandrelli

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L atarantola dal ventre nero banner protagonisti

Giancarlo Giannini     IspettoreTellini
Claudine Auger    …     Laura
Barbara Bouchet    Maria Zani
Rossella Falk    …     Franca Valentino
Silvano Tranquilli    Paolo Zani
Annabella Incontrera    Mirta Ricci
Ezio Marano    …     Masseur
Barbara Bach    …     Jenny
Stefania Sandrelli    Anna Tellini
Giancarlo Prete    …     Mario
Anna Saia    …     Amica di Maria
Eugene Walter    …     Ginetto
Nino Vingelli    …     Ispettore Di Giacomo
Daniele Dublino    …     Entomologo
Giuseppe Fortis    …     Psichiatra
Guerrino Crivello    …     Informatore
Fulvio Mingozzi    …     Sergente
Giorgio Dolfin    …     Poliziotto
Carla Mancini    …     Cliente del salone

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Regia Paolo Cavara
Sceneggiatura Lucille Laks
Scritto da  Marcello Danon (story)
Conosciuto anche come Black Belly of the Tarantula (USA)
Tarentule au ventre noir (France)
Produzione Italia/Francia
Distribuito da CIC
Musiche Ennio Morricone
Montaggio Mario Morra
Fotografia Marcello Gatti
Durata 94 minuti

Le recensioni qui sotto appartengono al sito http://www.davinotti.com

TUTTI I DIRITTI RISERVATI

Interessante prodotto para argentiano, con non molta tensione, che sconta un po’ i decenni. Non funzionano neppure qui i siparietti comici, che non funzionano neppure in Argento. Buona la trovata finale, mentre a non convincere sono gli interrogatori di Giannini (ma che razza di indagine è?), peraltro interprete corretto. Notevole gineceo Anni Settanta (bellissima la Sandrelli) e notevole la trovata dell’ingrandimento fotografico. Chi ha occhio riconoscerà la Giorgi e la Mancini (nel bagno turco!)

Discreto giallo, ispirato dal successo della trilogia con titolo d’animale diretta da Dario Argento. Ma l’opera di Cavara (regista anche del mediocre …E Tanta Paura) non è tacciabile d’emulazione/reiterazione, perché la pellicola si avvale di ottime interpretazioni (Giannini su tutti, nel ruolo di ispettore depresso e demotivato), di Barbara Bouchet e Stefania Sandrelli, di una salda regia e di un’ottima sceneggiatura. Modus operandi (spillone paralizzante da cui il titolo) rivisto in seguito in Murderock.

Thriller a forti tinte erotiche che alterna bei momenti (sia da un punto di vista visivo sia da quello della tensione narrativa) a parentesi un po’ goffe, inutili e noiose. La bella regia non è insomma supportata adeguatamente dalla sceneggiatura che a tratti è piuttosto banale (specie nello scioglimento dell’intreccio). In ogni caso un buon film, che non deluderà i fan del genere e delle bellezze muliebri, ma che avrebbe potuto essere molto migliore.

Ottimo giallo di Cavara, che si distingue per il metodo con cui vengono compiuti i delitti (un ago che paralizza la vittima che viene squartata quando non può più muoversi). Il plot giallo è solidissimo e fuorvia in modo intelligente lo spettatore varie volte (è difficile capire l’identità dell’omicida). Come contorno un cast femminile di tutto rispetto: Bouchet, Incontrera, Lange, Falk, Bach, Sandrelli e (maschio…) Giannini. Ottime anche la colonna sonora e la fotografia.

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Maggio 19, 2008 Pubblicato da: | Thriller | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Non si sevizia un paperino

Tre misteriose morti di bambini,un giornalista (Thomas Milian),una giovane donna disinibita (Barbara Bouchet),ricca e annoiata,ex tossicodipendente,una maciara,(Florinda Bolkan),ovvero una specie di strega a cui vengono attribuiti poteri malefici.

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Florinda Bolkan, la Maciara

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Barbara Bouchet

Sullo sfondo un paese della Lucania, abbarbicato tra i sassi, preda ancora di antichi retaggi medioevali, come la superstizione. In questo scenario si muove la storia di Lucio Fulci,un thriller che muove i primi passi proprio sulle indagini dei carabinieri,che cercano l’assassino dei tre bambini,mentre il giornalista,che ha fiutato lo scoop,con l’aiuto della disinibita ragazza di città,inizia ad indagare per suo conto sulla terribile storia.

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Il giornalista arriva subito ad una prima conclusione,quando si rende conto che la maciara,su cui si sono addensati i sospetti,in realtà è colpevole soltanto di aver cercato,con pratiche magiche,di colpire i tre che avevano profanato la tomba di suo figlio,nato da una relazione clandestina.

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Ma la povera donna,vittima della superstizione,cadrà sotto i colpi di pietra di una folla inferocita,che scaricherà su di lei antiche superstizioni,causando un’altra vittima innocente della storia;il giornalista così si ritrova a dover ricominciare da zero,e si imbatte in personaggi che sembrano nascondere oscuri segreti,come la madre del prete (Irene Papas),oppure lo stesso prete,che sembra all’apparenza normale.

Lo scenario inquietante sembra mutare sotto gli occhi del giornalista,che si rende conto come in quel posto sperduto si agitino storie che sono intrecciate fra di loro,forse legate ad un oscuro passato,ad una storia seppellita dal tempo.

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E proprio indagando a fondo,aiutato dalla giovane di città,farà la terribile scoperta. Lucio Fulci dirige un thriller di ottima fattura,aiutato da un cast davvero ben assortito,e sopratutto dirige un film che in alcuni momenti sembra avere caratteristiche specifiche di denuncia,o quanto meno di racconto di una realtà altrimenti poco conosciuta,come la vita di un paese legata a filo doppio all’ignoranza e alla superstizione;sono superstziosi tutti,così come sono tutti diffidenti,verso di lui e verso la ragazza di città,simboli di un mondo esterno che gli abitanti del paese guardano come fumo negli occhi.

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Ma la vera forza del film è nella tensione latente,nelle indagini del giornalista,che scava là dove gli abitanti del posto preferirebbero tacere;la scena madre è quella,terribile,della lapidazione della povera maciara,incolpevole vittima della superstizione,della caccia al colpevole diverso,perchè nel paese è inimmaginabile un colpevole dalla vita normale.

Bravi,come già detto gli attori,e bravo Fulci,con una regia sapientemente dosata tra il canovaccio del thriller e quello dell’insolito film di denuncia.

Forse questa parte non è quella più riuscita,ma la cosa è giustificata dall’impianto narrativo;quello che conta è capire come,chi e perchè può arrivare a compiere gesti inumani come l’assassinio di tre giovani vittime.La soluzione è imprevedibile,e rappresenta il colpo di scena finale;la normalità,alle volte,si veste di ferocia,e la stessa ferocia,gli stessi autori dei crimini più efferati vanno ricercati attorno a noi,all’interno della nostra tranquilla comunità.

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In ultimo riporto il giudizio dell’ineffabile Morandini, uno che il cinema lo capisce a modo suo, e che passa per un critico competente:

«Non si sevizia un paperino rientra perfettamente nelle regole più bieche di questo genere d’imitazione: disonestà nell’impiego della “suspense”, abuso dei particolari orripilanti, sadomasochismo a piene mani, recitazione a ruota libera, disprezzo della logica»

Dopo aver letto questo spezzone della sua recensione, viene da chiedersi perchè il buon Morandini non abbia dedicato il suo prezioso tempo alla coltivazione degli asparagi o in subordine delle patate.

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Non si sevizia un paperino, un film di Lucio Fulci. Con Irene Papas, Florinda Bolkan, Barbara Bouchet, Virgilio Gazzolo, Marc Porel, Tomas Milian, Georges Wilson, Linda Sini, Rosalia Maggio, Andrea Aureli, Ugo D’Alessio, Franco Balducci, Duilio Cruciani, Antonello Campodifiori, Vito Passeri, Virginio Gazzolo
Thriller, durata 110 min. – Italia 1972.

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Non si sevizia un paperino banner protagonisti

Tomas Milian: Andrea Martelli
Florinda Bolkan: la maciara
Barbara Bouchet: Patrizia
Irene Papas: Aurelia Avallone
Marc Porel: don Alberto Avallone
George Wilson: zio Francesco
Antonello Campodifiori: tenente dei carabinieri
Ugo D’Alessio: maresciallo dei carabinieri
Virginio Gazzolo: magistrato
Rosalia Maggio: madre di Michele
Franco Balducci: padre di Michele
Vito Passeri: Giuseppe Barra
Andrea Aureli: padre di Bruno Lo Cascio
Linda Sini: madre di Bruno Lo Cascio
John Bartha: ufficiale di polizia
Duilio Cruciani: Mario

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Regia:     Lucio Fulci
Soggetto:     Lucio Fulci, Roberto Gianviti
Sceneggiatura:     Gianfranco Clerici, Lucio Fulci, Roberto Gianviti
Produttore:     Agostino Pane
Produttore esecutivo:     Renato Jaboni
Casa di produzione:     Medusa Produzione
Fotografia:     Sergio D’Offizi
Montaggio:    Ornella Micheli
Effetti speciali:     Carlo Rambaldi (supervisore)
Musiche:     Riz Ortolani
Scenografia:     Pier Luigi Basile
Costumi:     Marisa Crimi
Trucco:     Franco Di Girolamo, Nilo Jacoponi, Dante Trani, Maurizio Trani (assistente)

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Maggio 13, 2008 Pubblicato da: | Thriller | , , , , , , , | Lascia un commento