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La perdita dell’innocenza

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The loss of sexual innocence, titolo originale dell’opera di Mike Figgis, racconta le tappe della vita di un uomo attraverso quattro parti della sua esistenza, intervallandola con uno spezzone di pellicola che avvicina la sua vita alla cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre, una sorta di allegoria dell’esistenza dell’uomo.

La vita è quella di Nic, dapprima bambino, in rapporto conflittuale con il genitore, sopratutto quando il bambino cerca di avere delle amicizie principalmente femminili. Cresce quindi con questo tabù verso il sesso femminile, e anche dopo la morte del genitore, continua ad avere grossi problemi relazionali; sceglie di dedicarsi al cinema, diventa un regista di fama, incontra una donna e si sposa, coinvolgendo la donna in viaggi in giro per il mondo.

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Ma sarà in Africa che la sua vita e quella della compagna prenderanno una strada drammatica.

Il film è chiaramente autobiografico, e risente sia della cultura che della formazione musicale di Figgis, simboleggiata dalle musiche di Chopin e Beethoven, o in riprese cinematografiche in cui il tributo ad alcuni grandi del passato è evidente.

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Un film a volte confuso, a tratti visionario, con la parentesi di Adamo (nero) ed Eva (bianca), che si toccano, si annusano, mentre Eva orina in un’acqua limacciosa e francamente poco invitante.o, proprio per la frammentarietà delle immagini, e sopratutto per alcune scene a volte ridicole. Bravo Sand, molto bella Saffron Burrow

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La perdita dell'innocenza 1.

La perdita dell’innocenza,di Mike Figgis,con Julian Sands,Saffron Burrows,Stefano Dionisi,Kelly Macdonald,Jonathan Rhys Meyers-Titolo originale The Loss of Sexual Innocence. Drammatico, durata 106 min. – Gran Bretagna, USA 1999.

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Julian Sands … Nic Adulto
Saffron Burrows …La sorella italiana/inglese
Stefano Dionisi … Luca
Kelly Macdonald … Susan
Gina McKee … Madre di Susan
Jonathan Rhys Meyers … Nic a 16 anni
Bernard Hill … Padre di Susan
Rossy de Palma … Donna cieca
John Cowey … Nic a 5 anni
Dickson Osa-Omorogbe … Wangi
Jock Cowl Gibson …Vecchio colonialista

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Regia: Mike Figgis
Sceneggiatura:Mike Figgis
Produzione: Mike Figgis,Barney Reisz,Annie Stewart,Patrick Wachsberger
Musiche originali:Mike Figgis
Fotografia:Benoît Delhomme
Montaggio:Matthew Wood
Costumi:Firenze Nicaise

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gennaio 9, 2009 Pubblicato da: | Drammatico | , , , , , | 4 commenti

Nell’anno del signore

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Siamo nella Roma papalina, nella prima parte del 1800; il cardinale Rivarola (Ugo Tognazzi), con l’ausilio del colonnello Nardoni (Enrico Maria Salerno), delegato all’ordine pubblico, dirige con pugno di ferro la città.

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Enrico Maria Salerno, il Cap. Nardoni

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Nino Manfredi è Cornacchia

Ma c’è malcontento tra la gente, e il malcontento si esprime sopratutto tra i liberali, insofferenti al regime imposto dal papa re; il ciabattino Cornacchia (Nino Manfredi), un cinico e intelligente popolano, scopre che don Spada ha deciso di tradire la causa carbonara, e  informa il chirurgo Montanari e il giovane Targhini dell’accaduto.

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Cornacchia si trasforma in Pasquino

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Claudia Cardinale è Giuditta

I due così feriscono mortalmente lo Spada, e delle indagini si occupa il disilluso Nardoni. Nel frattempo Giuditta, una giovane e bellissima ebrea (Claudia Cardinale), che vive in casa di Cornacchia ma è innamorata di Montanari, cerca disperatamente di far scappare l’amato.

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A sinistra, Robert Hossein è il dottor Montanari

I due vengono arrestati dal colonnello, condotti davanti al ferito e riconosciuti autori dell’attentato. Ne segue un processo farsa, senza alcuna difesa, in seguito al quale i due uomini vengono mandati a morte. Giuditta, sconvolta, accusa Cornacchia di essere un cinico osservatore,che assiste impassibile anche agli unici tentativi di ridare libertà ad un popolo ormai disilluso e privo di reazioni.

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Cornacchia rivela alla donna la verità; dietro la sua figura di umile ciabattino, si nasconde nientemeno che Pasquino, l’autore di libelli più temuto dal clero, che usa la penna per sferzare una classe clericale impegnata troppo nel potere temporale e troppo poco in quello spirituale. Nel frattempo a consolare i due condannati a morte viene inviato un umile prete, innamorato della sua fede e della sua missione, che cerca di convincere i due ad accettare i sacramenti religiosi;

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Ugo Tognazzi, sua eminenza Rivarola

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Alberto Sordi, il Frate

il frate ( uno strepitoso Alberto Sordi) perorerà la salvezza dei due presso il cardinale Rivarola, ma inutilmente. Ne ricaverà una lezione di cinismo abietto, che mostra il senso di decadenza raggiunto dalla chiesa. Per salvare la vita ai due e per amore di Giuditta, Cornacchia arriva a proporre al cardinale Rivarola la consegna di Pasquino in cambio della vita dei due patrioti, inutilmente.

Il cinico cardinale si appresta a far arrestare il ciabattino, che, prudentemente, si rifugia in un convento, chiedendo asilo. I due patrioti salgono così sul patibolo, con Montanari che, scuro e triste, pronuncia davanti a mastro Titta, il famoso boia di Roma, le parole :”buonanotte,popolo”

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Nell’anno del signore, aldilà delle sue battute, è un amaro resoconto di un’epoca buia, quella del potere temporale della chiesa, che costituì una delle vergogne della Roma del XVIII secolo; amaro,cinico e crudele come i suoi protagonisti, preda delle loro passioni e vittime, pertanto delle loro scelte. Luigi Magni girò, nel 1969, questo splendido affresco di un’epoca, con un cast stellare;Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Claudia Cardinale, Enrico Maria Salerno, Pippo Franco, Robert Hossein, uno splendido e cinico Nino Manfredi, Britt Ekland, sono gli splendidi interpreti di una delle commedie satiriche più belle del cinema italiano. il film divenne campione di incassi e fu il più visto di quell’anno.

 

Nell’anno del signore, un film di Luigi Magni. Con Nino Manfredi, Claudia Cardinale, Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Robert Hossein,Enrico Maria Salerno Marco Tulli, Emilio Marchesini, Stefano Oppedisano, Pippo Franco, Britt Ekland, Stelvio Rosi, Renaud Verley. Genere Commedia, colore 105 minuti. – Produzione Italia 1969.

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Nell'anno del signore protagonisti

Nino Manfredi: Cornacchia/Pasquino

Enrico Maria Salerno: Cap. Nardoni

Claudia Cardinale: Giuditta Di Castro

Robert Hossein: Leonida Montanari

Renaud Verley: Angelo Targhini

Ugo Tognazzi: Card. Rivarola

Alberto Sordi: Frate

Britt Ekland: Principessa Spada

Pippo Franco: Allievo di Pasquino

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Fotografia: Silvano Ippoliti

Montaggio: Ruggero Mastroianni

Musiche: Armando Trovajoli

Scenografia: Carlo Egidi, Joseph Hurley

Nell'anno del signore citazioni

Popolo,sei na’ monnezza (Alberto Sordi)

“Ci sei stata a letto? (Cornacchia); “No, per terra”(Giuditta)

“Ti dirà una cosa che al mondo non sa nessuno:secondo me questi giudei sono esseri umani quasi come noi ” (Il cardinale Rivarola)

È il cuore il flagello dei popoli. Se vuoi essere un uomo strappati il cuore dal petto e buttalo lì dove sguazzano le vacche. (Cornacchia)

Li morti pesano. E morti così, senza delitto, con na burla de processo, pesano più peggio, e col tempo diventano la cattiva coscienza del padrone. (Cornacchia)

La bella che guarda il mare | lalala lalala lalala | ha un nome che fa paura | libertà libertà libertà. (Leonida Montanari)

Noi siamo sempre dalla parte giusta. (Rivarola) Pure quando sbagliamo? (Il frate)  Soprattutto quando sbagliamo. (Rivarola)

“Cornacchia noi vogliamo solo la libertà.. e anche tu la vuoi..”(Montanari)  “Io?… me premen’cappio della libertà.. a che me serve? io quando è giorno m’arzo, quando è ora de magnà me metto a sede, e quando è scuro me ne vado a letto.. io ho il precetto pasquale obbligatorio.. nun bevo, nun betemmio, nun rompo li cojoni…. e voglio bene a una donna che vuò bene a n’artro…. faccio la rivoluzione? io me sputerebben’faccia da me.. eccolo..” (Cornacchia)

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Claudia Cardinale

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Alberto Sordi

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Enrico Maria Salerno

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Nino Manfredi

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Ugo Tognazzi

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Nell'anno del signore cenni storici

Un breve cenno storico sulla figura di Pasquino

Anche una statua può parlare.
Può farlo per secoli,e diventare portavoce di denunce e satira,di sonetti e composizioni alle volte blasfeme,ma assolutamente irresistibili.
Pasquino è la statua che più di tutte ha rappresentato nel corso dei secoli,l’anima più autenticamente goliardica e sarcastica della popolazione romana.
Una statua di età ellenistica,forse del III A.C.,danneggiata e mutilata nel corso dei secoli;eppure sempre li,sin dal giorno del suo ritrovamento,nel 1501,nei pressi di piazza Navona.
Una statua che ha finito per identificarsi anche con la piazza dove,da 5 secoli,sfida le intemperie,piazza Parione,oggi chiamata Piazza di Pasquino.
Perché venne chiamata Pasquino?
Possediamo solo leggende,sull’origine del suo nome.
Secondo alcuni era un calzolaio,divenuto famoso per i suoi versi satirici;secondo altri un taverniere,secondo altri ancora un docente con quel nome,a cui gli studenti,ravvisando una somiglianza con la statua,avevano finito per ribattezzarla goliardicamente.
La statua divenne immediatamente famosa perché qualcuno,con spirito burlesco,lasciò un’epigramma canzonatorio verso un nobile.
Da allora si diffuse l’abitudine di affiggere cartelli,sonetti,poesie in rime,accuse e denunce ai suoi piedi.
I più colpiti erano i prelati,bersaglio della popolazione e degli scrittori si sonetti;ben presto diventarono così numerosi che si moltiplicarono anche i luoghi di esposizione,e nacquero altre statue parlanti.
Ma Pasquino restò la più famosa;si prendevano in giro i papi e i cardinali,si sbeffeggiava la nobiltà e i personaggi famosi.
Celebre rimase la frase “Quod non fecerunt barbari fecerunt Barberini”,ovvero quello che non fecero i barbari fecero i Barberini,con chiaro riferimento a papa Urbano VIII,della famiglia Barberini,che aveva fatto asportare i rilievi bronzei del Pantheon per permettere a Bernini la costruzione dell’orrido baldacchino di San Pietro.
Ben presto le pasquinate divennero così pungenti da allarmare sia la santa sede che i suoi notabili;l’esercizio della satira,soprattutto ben dettagliata,con evidente intervento di qualcuno che detestava un suo collega e che riportava pettegolezzi destinati a restare nell’ombra del vaticano,finì per diventare imbarazzante per tutti.
Clamoroso l’episodio di Clemente VII,che morì dopo una lunga malattia;un papa malvisto,tant’è vero che al collo di Pasquino comparve un eloquente ecce qui tollit peccata mundi (ecco colui che toglie i peccati del mondo).,riferito evidentemente al medico che lo ebbe in cura,e che lo curò male,ma che fece,chiaramente,un piacere alla popolazione.
A qualcuno,come Adriano VI,i motti di spirito non andarono giù:definito lingua marcia dai romani,cercò di vendicarsi facendo gettare la statua,cosa che per fortuna non avvenne.
I suoi consiglieri,sicuri che la cosa avrebbe comportato una sollevazione popolare,riuscirono a distorglielo,e Pasquino restò al suo posto.
Ben presto però le pasquinate divennero così insolenti che si rese necessario un intervento del papato,che decise di comminare pene severe a chi avesse contribuito ad appendere al collo della statua qualsiasi scritto di natura satirica.
Cosa che ottenne un risultato assolutamente modesto;gli autori dei versi si moltiplicarono a dismisura,nonostante alcuni di loro,presi in fragrante,fossero stati puniti severamente.
La nascita dei sonetti satirici,tra cui i più famosi divennero quelli del Belli e la contemporanea fine del potere temporale del papato,coinciso con l’unità d’Italia,smorzarono il fenomeno.
Pasquino parlò sicuramente di meno,ma sempre con la sua lingua velenosa e tagliente.
Se ne accorse anche il Duce,quando fece rimettere a nuovo Roma per la venuta del Fuhrer.
Al collo di Pasquino comparve un eloquente:
“Povera Roma mia de travertino!T’hanno vestita tutta de cartone pè fatte rimirà da ‘n’imbianchino…”

Dal blog www.paultemplar.wordpress.com

gennaio 6, 2009 Pubblicato da: | Drammatico | , , , , , , , , | 1 commento

Les valseuses

Les valseuses è un film provocatorio fin dal titolo, che potremmo tradurre come I testicoli; che sono rappresentati nel film da Jean Claude e Pierrot, due giovani anarchici non per ideologia, ma semplicemente perchè sono alla ricerca di qualcosa che intuiscono confusamente;

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Gerard Depardieu e Patrick Dewaere

una sorta di libertà anarcoide fatta di sesso, di trasgressione delle regole, di furti, stupri e voglia selvaggia di sfuggire alla società. Ma in loro non c’è consapevolezza del ruolo che hanno, quanto piuttosto un desiderio selvaggio di raggiungere il proibito attraverso la via più semplice, che passa dal piacere sessuale, tra l’altro quasi mai raggiunto, alla sfida alle convenzioni.

I due, dopo aver tentato di rubare un auto, si imbarcano in un viaggio senza meta attraverso la Francia, nel corso del quale si imbattono in Marie Ange, una giovane sessualmente inespressa, che nonostante sia trattata da loro come un oggetto, li seguirà per un pò nel loro vagabondaggio, nella speranza di raggiungere il piacere sessuale.

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Non mancano, nel film, scene sgradevoli, come lo stupro consensuale di una giovane adolescente, Jaqueline, interpretata da una giovanissima Isabelle Huppert, che simboleggia la ribellione di una ragazza della classe media. Una ribellione confusa, che passa attraverso la deludente esperienza sessuale con i tre.

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Isabelle Huppert

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Les valseuses, girato come un on the road movie, ha i pregi del film di denuncia, pur eccedendo troppo spesso e scadendo, in alcune scene, nella pochade. Blier cerca di denunciare il vuoto che è in larga parte presente nella gioventù francese (siamo nel 1974), con risultati spesso discontinui. Molto belle le interpretazioni di Patrick Dewaere e di Gerard Depardieu, a loro agio nei ruoli dei due balordi e di Miou Miou nel ruolo di Marie Ange.

Les valseuses, un film di Bernard Blier, con Gerard Depardieu, Miou Miou, Patrick Dewaere, Isabelle Huppert, Jeanne Moreau, Brigitte Fossey. Drammatico, Francia 1974

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Jean Moreau

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Gérard Depardieu – Jean-Claude
Patrick Dewaere – Pierrot
*Miou-Miou – Marie-Ange
Jeanne Moreau – Jeanne Pirolle
Brigitte Fossey – donna nel treno

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Michel Peyrelon – il medico
Gérard Boucaron – Carnot
Jacques Chailleux – Jacques Pirolle
Eva Damien – moglie del medico
Dominique Davray – Ursula
Isabelle Huppert – Jacqueline
Marco Perrin – ispettore del supermercato
Jacques Rispal – Maton
Claude Vergues – Merian
Bruno Boëglin

 

 

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gennaio 5, 2009 Pubblicato da: | Drammatico | | 6 commenti

Betty blue

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Una storia d’amore travolgente, ossessiva, che sfocerà in un dramma finale; è quella che nasce tra Zorg, giovane talento di scrittore, inespresso, e Betty, una bellissima ragazza con problemi di equilibrio psichico.

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La scintilla tra i due scoppia nel momento migliore, quando Zorg sta cercando disperatamente di credere in se stesso e Betty intravede in lui le sue vere qualità di scrittore.

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La relazione tra i due scoppia come una tempesta: la vita di Zorg non è più la stessa, trascinata com’è nel vortice di una passione incontrollata, erotica e spinta all’estremo. Betty, convinta del genio del suo amante, si sostituisce a lui inviando alle case editrici materiale del suo amante.

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Ma il fatto che i manoscritti vengano respinti aumenta il disagio psichico della ragazza, che ben presto sfocia in una patologia di follia vera e propria. Nemmeno l’amore di Zorg può bastare, e quando la ragazza, convinta di essere incinta, scoprirà che in realtà non lo è, il dramma arriverà a compimento.

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Film sull’amore, sulla vita di coppia, sulla monotonia delle cose che cambiano improvvisamente con un incontro; Betty blue è un film che esagera certo le situazione, portandole al limite della rottura. Ma che esalta l’amore e la forza innovativa di Betty, ragazza senza compromessi, posseduta da una voglia di vivere sfrenata, ossessiva.

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Bravissima la Dalle, a suo agio Jean-Hugues Anglade, sorretti da una buona regia e sopratutto da una sontuosa colonna sonora composta da Gabriel Yared. Film candidato all’Oscar come miglior film straniero nel 1987.

Betty Blue, un film di Jean-Jacques Beineix, con Beatrice Dalle, Jean Hugues Anglade,Gerard Damon, Consuelo De Havilland.

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Jean-Hugues Anglade: Zorg
Béatrice Dalle: Betty
Gérard Darmon: Eddy
Consuelo De Haviland: Lisa
Clémentine Célarié: Annie
Jacques Mathou: Bob
Vincent Lindon: Richard

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Regia Jean-Jacques Beineix
Soggetto Philippe Djian
Fotografia Jean-François Robin
Montaggio Marie-Aimée Debril, Pablo Ferro, Monique Prim
Musiche Gabriel Yared

L’opinione di Deepred 89 dal sito http://www.davinotti.com

Visionato nella versione estesa da tre ore. Prime due ore e dieci caratterizzate da leggerezza, dolcezza, ironia, talvolta con qualche eccesso macchiettistico ma perfette per entrare nel mondo dei personaggi. Parte finale che invece vira prepotentemente verso il dramma, sbilanciando un po’ l’equilibrio delle ore precedenti ma conferendo al film maggiore compiutezza. Buona regia, belle musiche, bravi attori. Nulla di sorprendente o particolarmente originale, ma piacevole a talvolta spiazzante. Un buon film.

L’opinione di Lucius dal sito http://www.davinotti.com

Film erotico/drammatico cult con molti meriti: ottima sceneggiatura, location suggestive e una coppia di attori affiatati che fanno sì che la storia prenda lo spettatore fin da subito. Un film affascinante e duro allo stesso tempo con atmosfere intriganti e musica coinvolgente. Molti momenti caldi.

L’opinione di Buiomega dal sito http://www.davinotti.com

Forse il miglior film francese – e non solo – che sia mai stato realizzato. Una delle storie d’amore più intense e struggenti mai filmate. Dalla carnalità della Dalle (qui da premio Oscar), allo score, meraviglioso, di Gabriel Yared. Indimenticabile l’inizio, con la casetta sulla spiaggia e Anglade e la Dalle che fanno l’amore in modo quasi naturale e per nulla scandaloso. Il finale è devastante, con rimandi a Qualcuno volò sul nido del cuculo, doloroso e feroce. Da antologia la pazzia crescente della Dalle. Capolavoro assoluto e necessario.

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gennaio 2, 2009 Pubblicato da: | Drammatico | , | 6 commenti

Jus primae noctis

Jus primae noctis locandina

Ariberto da Ficulle è un piccolo nobile, arrogante e arrivista; per poter diventare signore di un feudo ha però bisogno di impalmare una nobildonna. Così sceglie di sposare Matilde, nipote del re, ma brutta da far spavento. Ariberto, frustrato, decide di angariare i suoi nuovi sudditi per sfogare la sua rabbia, e grazie ad un piccolo manipolo di mercenari e al suo nuovo potere di signore, prende a tiranneggiare i sudditi con balzelli di ogni genere.

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Lando Buzzanca è Ariberto da Ficulle

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Renzo Montagnani è Gandolfo

Ma non tutti i villani sono disposti ad accettare il volere del signore; tra essi c’è Gandolfo, cervello finissimo e lucido, che si ribella alla tirannia, giocando tiri birboni ai danni di Ariberto. Che, stanco di essere preso in giro dal paesano, decide di ripristinare l’antica usanza dello Jus primae noctis, il diritto feudale del signore di giacere con la sposa nella prima notte di nozze. Gandolfo è innamorato di Venerata, una bellissima ragazza, e alla fine è costretto, cadendo in un tranello, a sposarla.

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La bellissima Marilu Tolo è Venerata

Per Ariberto è il trionfo; ma proprio nel momento in cui si appresta a giacere con la donna, uno squillo di campane annuncia una rivolta popolare, al capo della quale c’è l’astuto Gandolfo, che come vendetta consuma la sua prima notte davanti al deposto signore. Cacciato dal suo feudo, Ariberto viaggia verso Roma per chiedere aiuto al papa.

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Tra tutti i film del filone erotico-medioevale, questo di Pasquale Festa Campanile, Jus primae noctis, si segnala per una trama organica, per la presenza di bellissime donne, tra le quali vanno segnalate Marilu Tolo, una giovane e bella Enrica Bonaccorti, Ely Galleani, la compianta Ria De Simone.
Tra gli uomini, accanto ad un gigione Buzzanca, che in quel periodo girava una montagna di film, c’erano Montagnani, splendido e ironico nel ruolo di Gandolfo, il grande Paolo Stoppa e il caratterista Felice Andreasi.

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Enrica Bonaccorti

Jus primae noctis, un film  di Pasquale Festa Campanile,con Lando Buzzanca, Renzo Montagnani, Marilu’ Tolo, Felice Andreasi, Paolo Stoppa,Ely Galleani,Enrica Bonaccorti,Ria De Simone

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Jus primae noctis protagonisti

Lando Buzzanca     …     Ariberto da Ficulle
Renzo Montagnani    …     Gandolfo
Marilù Tolo    …     Venerata
Felice Andreasi    …     Frate Puccio
Toni Ucci    …     Guidone
Paolo Stoppa    …     Il papa
Gino Pernice    …     Marculfo
Alberto Sorrentino    Un mercenario
Giancarlo Cobelli    …     Curiale
Ely Galleani    …     Beata

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Regia Pasquale Festa Campanile
Soggetto Ugo Liberatore
Sceneggiatura Pasquale Festa Campanile
Ottavio Jemma
Luigi Malerba
Fotografia Silvano Ippoliti
Montaggio Nino Baragli
Musiche Riz Ortolani

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settembre 27, 2008 Pubblicato da: | Erotico | , , , , , , , , | 2 commenti

Le donne di Tinto Brass

Tinto Brass

Ho già parlato della carriera del cineasta veneziano; è il caso di guardare un pò le muse ispiratrici dei suoi film, con uno sguardo particolare alle 13 pellicole girate da Brass nel periodo tra il 1983, data di uscita di La chiave, prima pellicola dichiaratamente a sfondo erotico, interpretata da Stefania Sandrelli, fino a Monamour,film del 2005 che ad oggi resta il suo ultimo lavoro cinematografico.

Ornella Marcucci Cosi fan tutte

Ornella Marcucci,Così fan tutte

Un percorso segnato da una crescita esponenziale dell’epidermide femminile, con una conseguente perdita di credibilità cinematografica, visto che si passa da un soggetto erotico, La chiave, esplicitamente scabroso, ma girato con una certa raffinatezza ed eleganza, e con una trama ancora presente, alle sue ultime fatiche, che guardano al sesso in maniera esplicita, con abbondante esposizione di nudi ai limiti del porno e con un’esposizione abbastanza penosa di falli maschili, molto spesso finti, che in definitiva cercano di esaltare il ruolo gaudente della filosofia di Brass, contestata e scurrile quanto si vuole, ma non priva di elementi di riflessione.

Serena Grandi-Miranda

Serena Grandi in Miranda

Sarah Cosmi Fallo

Sarah Cosmi in Fallo!

Il successo di La chiave spinse Brass a tentare un’incursione che prendesse spunto da un classico della letteratura italiana, La locandiera di Goldoni. Nacque così Miranda, con protagonista Serena Grandi, nella quale la procace artista riveste il ruolo di una locandiera piuttosto disinibita, che, in attesa del ritorno del marito, disperso in guerra, non esita a divertirsi con gli avventori della sua locanda, prima di impalmare un suo dipendente. Il film ebbe un grosso risultato di audience, così, due anni dopo, Brass lancia la giovane Francesca Dellera in Capriccio, storia pruriginosa, anche se non priva di qualche eleganza formale, di una giovane coppia che si concede sani passatempi erotici, prima di tornare insieme più legati di prima.

Susanna Martinkova Monella

Susanna Martinkova in Monella

Angela Ferlaino Fallo

Angela Ferlaino in Fallo!

La Dellera è quella che, in un film di Brass, si spoglia di meno; cosa che non accadrà invece alla debuttante Debora Caprioglio, che nel film Paprika del 1991, espone più volte le proprie abbondanti grazie agli sguardi dello spettatore. La trama, con qualche pretenziosità, vorrrebbe raccontare l’iter di vita di una giovane che, in accordo con il fidanzato, per abbreviare l’attesa per potersisposare, non esita ad entrare in una casa di tolleranza, poco prima della promulgazione della legge Merlin.

Rossana Di Pierro Cosi fan tutte

Rossana Di Pierro, Così fan tutte

Raffaella Offidani-L'uomo che guarda

Raffaella Offidani in L’uomo che guarda

 

Nel 1992 Brass lancia un’altra esordiente, Claudia Koll, nel film Così fan tutte, storia di un’adultera molto libertina che sperimenta tutto quello che il sesso può offrire in materia di trasgressione. Il successo sarà rilevante, e porterà la Koll, dopo questo esordio piuttosto imbarazzante, ad una carriera paradossalmente legata alle fiction, prima della sua conversione totale che la allontanerà dallo schermo. Nell’Uomo che guarda, girato due anni dopo e liberamente ispirato a Moravia, Brass abbandona anche le tematiche care, dandosi a un film in cui c’è un’imbarazzante sfilata di falli finti e di situazioni osè, che spesso confinano con l’hard core; delle “muse” di Brass, lanciate in questo film, si ricordano Cristina Garavaglia,Katerina Vassilissa,Raffaella Offidani e Martine Brochard,

Maruska Albertazzi- Fallo

Maruska Albertazzi in Fallo!

Katerina Vassilissa-L'uomo che guarda

Katerina Vassilissa in L’uomo che guarda

che il regista aveva già scritturato per Paprika. delle prime tre non si sono più avuto tracce; la mancanza di una storia accettabile, le frequenti scene di sesso, non hanno funzionato nel caso di questo film da cassa di risonanza. Così l’anno successivo arriva un film assolutamente ai confini dell’hard, Fermo posta Tinto Brass,in cui la trama è praticamente inesistente; nello studio del regista, affiancato dalla solita procace segretaria, arrivano le lettere erotiche e un filmato di affezionati cultori di Brass, che raccontano le loro pruderie, prima di un finale assolutamente desolante. Le attrici del film si chiamano Cinzia Roccaforte, Erika Saffo Savastani, Carla Solaro,Cristina Rinaldi,Gabriella Brbuti,Alessandra Antonelli. Anche di loro si perdono ben presto le tracce, vista la scarsa mostra di abilità recitativa richiesta e mostrata nel film.

Francesca Nunzi Trasgredire

Francesca Nunzi,Trasgredire

Francesca Nunzi Monella

Ancora la Nunzi in Monella

Nel 1997 Brass propone Monella, tentativo di riportare il suo cinema ad un minimo di credibilità per quanto riguarda la trama; questa volta la protagonista è Anna Ammirati,che interpreta il ruolo di una lolita che prima di convolare a nozze si concede qualche peccatuccio nemmeno tanto veniale. Per tre anni Brass resta fermo, prima di tornare alle produzioni erotiche sempre più basate sulla sua visione di una donna subdolamente erotica, pervasa, come dice lui, “dagli stessi aneliti dell’uomo, solo più nascosti”.Con Tra(sgre)dire lancia la bellezza nordica di Yuliya Mayarchuck,affiancata da quella più nostran di Francesca Nunzi;nel film, una bella ragazza sceglie di allontanarsi dal troppo geloso fidanzato, va a Londra, dove sperimenta anche l’amore saffico, oltre a collezionare qualche trasgressione che la appagheranno fisicamente.

Federica Palmer Fallo

Federica Palmer,Fallo!

Deborah Caprioglio- Paprika

Deborah Caprioglio, Paprika

Cristina Garavaglia-L'uomo che guarda

Cristina Garavaglia in L’uomo che guarda

Con Senso 45, Brass tenta due anni dopo di rientrare dalla finestra in una dimensione cinematografica che privilegi la storia rispetto all’epidermide; un tentativo mal riuscito, nonostante la presenza della bella, matura e sensuale Anna Galliena, molto a disagio nella parte di una ricca e matura signora che cede ai sensi, tradisce il bolso marito concedendo i suoi favori ad un ufficiale nazista amorale, che punta solo ai suoi soldi. Il film ha un finale tragico, ma, nonostante le premesse permettessero lo svolgimento di un film di livello, lo stesso si perde in scene di sesso senza alcuna spiegazione.

Claudia Koll Cosi fan tutte

Claudia Koll, Così fan tutte

Nel 2003 arriva Fallo!, in cui la trama ormai non esiste più; esistono, e si vedono, uno stuolo di belle ragazze: Maruska Albertazzi,Sarah Cosmi, Silvia Rossi, Raffaella Ponzo, Angela Ferlaino, Federica Palmer, interpreti dei vari episodi, tutti pruriginosi e spesso legati solo a trasposizioni su celluloide delle fantasie del regista. Con Monamour, forse il punto più basso in assoluto toccato da Brass, la solita tiritera delle avventure galanti di giovani e vogliose, oltrechè insoddisfatte mogli, tocca il punto più basso. L’interprete principale è Anna Jimskaja, ma vengono lanciate anche Nela Lucic e qualche altra disinibita attricetta.

AnnaGaliena Senso 45

Anna Galiena,Senso 45

A parte i casi di Stefania Sandrelli e Anna Galliena, le altre protagoniste dei film di Brass o erano esordienti o erano attrici dal passato poco significativo; La Dellera, la Caprioglio, Serena Grandi e Claudia Koll in qualche modo sono tiuscite a liberarsi del pesante fardello dell’interprete di film erotici; è accaduto a molte attrici del passato di passare attraverso il soft core, per poi lanciare la propria carriera in film di ben altro livello. Tutte le altre non sono più riuscite a scrollarsi di dosso il clichè di attrici brassiane, finendo spesso in produzioni di serie B, o in film che nessuno ricorda. L’ultima delle star lanciate da Brass fu Claudia Koll; che è stata anche l’attrice che ha rinnegato in toto il proprio passato, scegliendo una vitaben diversa da quella sotto i riflettori. Da allora sono passati 16 anni, e il cinema di Brass in pratica si è specializzato in una moderna versione dell’erotico d’autore in stile Emmanuelle o Histoire d’O; pellicole ormai destinate solo ad una fascia ben definita di pubblico.

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Virginia Barrett Fallo

Virginia Barrett,Fallo!

Anna Jimskaia-Mon amour

Anna Jimskaia,Fallo!

Anna Ammirati Monella

Anna Ammirati, Monella

Anita Sanders Nerosubianco

Anita Sanders, Nerosubianco

Therese Ann Savoy Caligola

Teresa Ann Savoy,Caligola

Sonia Topazio Corto circuiti erotici

Sonia Topazio,Corto circuiti erotici

Paola Senatore Action

Paola Senatore,Action

Nicola Warren Capriccio

Nicola Warren,Capriccio

Mirella D'Angelo Caligola

Mirella D’Angelo,Caligola

Martine Brochard Paprika

Martine Brochard,Paprika

Luciana Cirenei Paprika

Luciana Cirenei,Paprika

Loredana Cannata Senso 45

Loredana Cannata,Senso 45

Laura Antonelli Le sedicenni

Laura Antonelli,Le sedicenni

Isabella Deiana Cosi fan tutte

Isabella Deiana,Cosi fan tutte

Cinzia Roccaforte Fermo posta Tinto Brass

Cinzia Roccaforte,Fermo posta Tinto Brass

Valentina Demy Paprika

Valentina Demy,Paprika

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Stefania Sandrelli foto 1

Stefania Sandrelli da La chiave

Serena Grandi foto 1

Serena Grandi da Miranda

Raffaella Ponzo Corto circuitiRaffaella Ponzo, Corti circuiti erotici

Nicola Warren Capriccio

Nicola Warren, Capriccio

Loredana Cannata Senso 45

Loredana Cannata,Senso 45

Deborah caprioglio Paprika

Deborah Caprioglio,Paprika

Yulia Mayarchuck foto 1

Yulia Mayarchuck,Trasgredire

settembre 16, 2008 Pubblicato da: | Erotico | | 2 commenti

La commedia sexy all’italiana

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Edwige Fenech nel film La patata bollente

Non c’è una data di nascita ufficiale del genere che viene oggi identificato come Commedia sexy all’italiana; non è possibile altresi determinare un padre putativo del genere, ma semplicemente basta dare un’occhiata ai titoli dei film che a partire dal 1969, lentamente, ma con costanza, invasero le sale cinematografiche, fino a ritagliarsi uno spazio ben preciso che all’epoca vide tanti detrattori, principalmente tra i critici ma anche tanti spettatori, che affollavano le sale per vedere film in cui alla pellicola che affrontava in modo più o meno graffiante i problemi della società mutuando così le peculiarità della Commedia all’italiana, si aggiungevano ben precise caratteristiche.

1 Una bella governante di coloreIl vero protagonista, il nudo integrale: Ines Pellegrini in Una bella governante di colore

Nei film comparivano spesso scene di nudo, più o meno integrale, con attrici dal talento assolutamente difforme; questa abitudine, di mostrare il nudo per esigenze di botteghino divenne ben presto un elemento caratterizzante dei film stessi, tanto che spesso finivano per mescolarsi a episodi etichettabili come commedia sexy, altri che di sexy avevano ben poco, essendo film drammatici o anche comici, che partivano però da visioni differenti delle tematiche specifiche.

Claudia Cardinale e la Spaak in Certo, certissimo, anzi…probabile

Per esempio, un film come Decameron, di Pasolini, divenne l’involontario capostipite della fortunata serie dei decamerotici, pur non condividendo praticamente nulla con essi, se non l’ambientazione medioevale e le scene di nudo. Praticamente la stessa cosa successe con i film polizieschi, da allora definiti poliziotteschi, ai thriller all’italiana, ai film horror e in definitiva a buona parte della cinematografia italiana.

Laura Antonelli in Sessomatto

La liberalizzazione dei costumi e della morale portò sugli schermi un elemento di novità, il nudo femminile, che fino ad allora era stato rigorosamente tabù, imbrigliato nelle maglie severe dei censori, che spesso, sopratutto sul finire degli anni sessanta agivano con mano di ferro sulle pellicole sospettate di essere contro la morale. Si pensi, per esempio, a film come Brucia ragazzo brucia, di Fernando Di Leo, con le sue fugaci scene di nudo, ma dal contenuto scabroso ovvero l’orgasmo femminile in una donna matura.Un film che fece scandalo proprio per la sua tematica, accompagnata dai primi timidi segni che il nudo bucava lo schermo. Uno dei primi registi a usare qualche fugace scena di nudo fu Pasquale Festa Campanile, autore di pregevoli pellicole come Con quale amore, con quanto amore, del 199, Dove vai tutta nuda dello stesso anno, Quando le donne persero la coda, una surreale commedia con un ottimo cast ambientata nella preistoria, con un linguaggio preso, o sarebbe meglio dire copiato, dal Brancaleone di Monicelli. Un altro regista degli esordi della commedia sexy fu Gianni Grimaldi, che diresse un film dal gran successo, La prima notte del dottor Danieli, con l’attore che più di tutti, proprio in quegli anni, girò pellicole a sfondo sexy o comunque infarcite di scene di nudo, Lando Buzzanca. Buzzanca divenne ben presto l’emblema italico del maschio assatanato, forse un po tonto ma tanto virile; interpreterà alcuni tra i più visti film dell’epoca,come Il merlo maschio, Homo eroticus, Il debito coniugale, Jus primae noctis, Il vichingo venuto dal sud

2 Giovannona coscialunga
Ancora Edwige Fenech, dal film Giovannona coscialunga


 Ricchi ricchissimi, praticamente in mutande

La parentesi del decamerotico, film esplicitamente e dichiaratamente a sfondo sexy, portò nelle sale cinematografiche un’esposizione sempre più rilevante di nudi femminili; questi film ben presto divennero una palestra in cui si misurarono molti dei caratteristi tipici della commedia all’italiana, e servirono da trampolino di lancio per attrici che con questi film costruirono parte della loro commedia, come Edwige Fenech,Marilu Tolo, Janet Agren, Femi Benussi,Barbara Bouchet e Cramen Villani, solo per fare qualche nome. Nomi a cui si aggiunsero quelli di attrici anche dal passato “impegnato”, come Ornella Muti, Agostina Belli, Laura Antonelli. Quest’ultima, interpretando Malizia, dette il via al filone “casalingo”, zie e nipoti, matrigne e nonne pronte a sedurre parenti o estranei, giovani imberbi e mariti fedifraghi.

Susan Scott in Il vizio di famiglia

Accanto a questi veri e propri filoni, si aggiunsero ben presto thriller a metà strada tra il noir vero e proprio e il thriller infarcito di sesso, con pellicole in cui la dose di sangue e terrore era pari all’epidermide mostrata sugli schermi. Questo interesse sempre più accentuato verso film con protagoniste le bellone di turno convinse i produttori a sfruttare fino in fondo quei film che portavano un elemento di novità nella programmazione;

3 La ragazzina
Gloria Guida in La ragazzina

avvenne così che il film La poliziotta, diretto dal grande Steno, si trovò a fare da battistrada a tutta una serie di film che avevano per protagoniste procaci difensori della legge, come la Fenech, che interpretò un sequel di gran successo, La poliziotta fa carriera, sostituendo il ruolo che era stato della Melato, con evidenti intenti satirici, con quello della procace e avvenente poliziotta Gianna che fa carriera con il cervello ma anche con le curve.

Lori Del Santo in L’onorevole con l’amante sotto il letto

Parallelamente nascono altri filoni; quello delle insegnanti e delle alunne, dei professori, liceali e via discorrendo, in cui ancora una volta bellezze quasi sempre nostrane, come Gloria Guida, Lilli Carati ecc. incarnano le voglie nemmeno tanto nascoste di assatanati studenti, così come vengono guardate con occhi concupiscenti le insegnanti che siano di scienze naturali o di lettere: va tutto bene, purchè la Lassander di turno, o la Cassini, mostrino seni e glutei, in commedie che ben presto perdono anche l’originalità, trasformandosi in cloni. Un film assomiglia all’altro, la Fenech, per esempio, è contemporaneamente dottoressa in un film, insegnante nell’altro, mentre viene molestata nel ruolo di zia o addirittura di nonna. Sfruttando al massimo il momento, si inaugura la serie piuttosto becera dei marinai, film ambientati sulle navi, o anche in caserma. Lino Banfi,Annamaria Rizzoli, Renzo Montagnani,Nadia Cassini,l’immancabile Fenech,girano commedie a volte divertenti, a volte becere e sguaiate.

4 Vieni avanti cretino
Michela Miti e Lino Banfi in Vieni avanti cretino

Bene o male anche questo elemento è destinato a diventare destabilizzante; il finire degli anni 70 vede un concorrente temibile per il cinema. Sono nate le tv private, che inondano gli schermi proprio di queste pellicole, contribuendo in maniera decisiva all’agonia del cinema. Così la stagione della commedia sexy termina con la sua parte più becera e penosa, la triste serie dei Pierini, dove all’impianto cinematografico classico si sostituisce quello della gag triviale e da caserma. Protagonista è Alvaro Vitali, che aveva peraltro un passato onesto, avendo girato film anche con Fellini.

Nadia Cassini in Tutta da scoprire

Siamo al crepuscolo, alimentato anche da registi che, grazie alle ormai larghe maglie della censura, propongono film erotici in cui il sottile confine con l’erotismo sfocia nel porno, spesso e volentieri. Malombra, Maladonna e via dicendo sono film che si spingono verso il voyeurismo, cosa che diverrà la regola nei film di Brass, che inaugureranno negli anni 80 il cosiddetto erotico d’autore. Agli inizi degli anni 80 la commedia sexy muore, con qualche rimpianto da parte di alcuni, con molti sospiri di sollievo da parte dei più. L’avanzare sugli schermi del nudo e del porno estremo, reclamizzato dai famosi cinema a luce rossa segna la divisione netta tra cinema per adulti e cinema per tutti.

5 L'onorevole con l'amante sotto al letto
Janet Agren in L’onorevole con l’amante sotto il letto

6 Il gatto mammone
Il gatto mammone

Molti film perdono l’inquietante Vietato ai minori di anni 18, a tutto vantaggio dei film porno. In definitiva la stagione della commedia sexy può essere vista sotto molte angolature; una di evoluzione e cambiamento del costume, legato a necessità diverse dello spettatore,un’altra che porta la stessa dagli splendori di inizio decennio 70 al buio di inizi decennio ottanta, simboleggiato da un film, Non stop sempre buio in sala, che segna il passaggio dal soft al porno. Vanno definitivamente in archivio donne e madonne rinascimentali e medioevali, poliziotte e professoresse, zie e nipoti, cameriere e dottoresse.

Un film fortunato si intitola in maniera inequivocabile W la foca; scriverlo con la i sarebbe stato spudorato, e a quel punto l’epitaffio si trasforma in pietra tombale. il genere muore, per lasciare il posto ad una nuova stagione della commedia sexy, che cambia pelle e titoli. E’ il momento delle vacanze di natale, pasqua e sulla neve, al mare e ovunque venga spinta la fantasia dei registi.

Il fidanzamento


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Le protagoniste femminile della commedia sexy sono tantissime; stelle, stelline, semplici starlette o anche comparse, attricette alle prime armi, ragazze desiderose di mettersi in mostra oppure semplicemente ragazze che guadagnano qualche soldino come comparse o figuranti. Un’armata che partecipa alla commedia sexy con la voglia di affermarsi, di mettersi in luce, sognando un futuro nel dorato mondo del cinema, che permette l’appagamento dei propri sogni, l’affermazione personale e come logica conseguenza, fama e denaro.
Per la stragrande maggioranza di loro non sarà così; è solo una percentuale esigua a rivelare doti tali da permettere di mettersi in luce, di diventare una star.

7 Ecco lingua d'argento
Carmen Villani, protagonista di Ecco lingua d’argento

La commedia sexy forse è la via più difficile per la vera notorietà; un’attrice che compare nuda nella miriade di film che costellano il percorso di questo particolare filone cinematografico viene guardata con sospetto dai registi di calibro superiore, da coloro cioè che puntano ad un cinema di qualità.
Così, per molte attrici, diviene davvero difficile mostrare che “oltre le gambe c’è di più” ; la stragrande maggioranza di loro finirà ben presto nel dimenticatoio, una minoranza riuscirà ad ottenere scritture per film chiamiamoli d’autore, pochissime procederanno nella carriera verso tappe più esaltanti.

8 Classe mista
Dagmar Lassander spiata in Classe mista

Non di rado accade anche che la notorietà abbia effetti imprevisti e sopratutto dolorosi; il mondo del cinema avvolge lentamente e poi stritola coloro che non riescono a rimanere distaccati dalle tentazioni, dalle lusinghe che inevitabilmente si trasformano in sirene.
Un abbraccio mortale che porta alle volte alcune di loro a dare una svolta drammatica alla propria vita; la commedia sexy è solo la punta di un iceberg, un iceberg fatto di tante facce, alcune molto oscure.
La vita extra cinema finisce per essere direttamente coinvolta nel lavoro, si deve coltivare l’amicizia con quel produttore, con quel regista per sperare in una parte; la bravura spesso non conta, conta la disponibilità ad entrare nel famoso letto dell’uno o dell’altro, nelle grazie dello sceneggiatore oppure di quell’attore che può metterci la parola giusta.

9 Quaranta gradi all'ombra del lenzuolo
Sydne Rome in 40 gradi all’ombra del lenzuolo

Accettare compromessi spessi è l’unica maniera per avanzare; così le più scafate fanno strada, le altre o hanno davvero talento o ritornano nel nulla.
Ci sono poi le debolezze private, mutuate purtroppo da quel mondo fatto di scarsi valori morali; così si cede ai vizi, in primis quello della droga.
Alcune di loro, come la Senatore, la Schubert, Lilli Carati, affronteranno un vero e proprio viaggio all’inferno, con risultati drammatici.
Ma qualcuna davvero ce la fa, diventa una star e mostrerà il talento posseduto proseguendo con successo la carriera.
E’ il caso di una delle regine della commedia sexy, Edwige Fenech, che attraverserà da protagonista la storia della commedia sexy, ricavandone notorietà che le servirà per lavorare anche in altri generi.
La bellissima attrice passerà con disinvoltura dalla commedia sexy al thriller, dalla commedia in senso lato al cinema drammatico, sempre con risultati discreti.
Tra le regine c’è Barbara Bouchet, anche lei camaleontica, in grado di sostenere ruoli drammatici o comici, di lavorare senza problemi in film polizieschi o noir, nei thriller come nelle commedie sexy; la caratteristica della Bouchet è anche quella di non accettare pellicole di infimo ordine, il che mostra l’intelligenza della donna consapevole della sua bravura, ma anche dei suoi limiti.
E’ il caso anche di Orchidea De Santis, affascinante, sinuosa, con ottime capacità espressive; un potenziale enorme non completamente sfruttato, per la miopia di molti registi. Anche lei ha avuto l’accortezza di non infilarsi nelle produzioni più scadenti; così come Laura Antonelli, probabilmente l’attrice simbolo del cinema italiano per un intero decennio, capace di lavorare con registi del calibro di Visconti e al tempo stesso di girare film classici della commedia sexy.

La Antonelli, almeno per tre quarti della sua carriera, ha selezionato con cura i copioni, riuscendo ad elevarsi sulla media evitando le pellicole più dozzinali e scarse qualitativamente; il tutto fino al punto di rottura,coinciso purtroppo con l’età e con le rughe, con le debolezze private che l’hanno portata a far uso di cocaina e sopratutto con il non aver accettato i segni dell’età e con la disastrosa decisione di ricorrere ai chirurghi estetici, che ne hanno devastato il volto, rovinandole cosi la vita in tutti i sensi.
Le attrici della commedia sexy sono davvero tante, come dicevo all’inizio un nugolo; alcune di loro hanno interrotto la carriera una volta sfiorita la bellezza che aveva permesso loro di mettersi in mostra.
Nadia Cassini è una di loro, mentre per altre hanno giocato motivazioni diverse.
La fine del genere, o meglio, la sua trasformazione in qualcosa di diverso, la commedia erotica pura, ha segnato la fine di quasi tutte le carriere.
Sono state davvero poche quelle che hanno scelto di seguire l’onda, finendo poi per pagare un prezzo altissimo.
Nel cinema esiste anche un ricambio generazionale, e l’inizio degli anni ottanta ha segnato anche questo, ovvero l’avvicendarsi sullo schermo di volti nuovi.

Di che segno sei?

Ma lo spettatore di qualsiasi generazione non ha di certo dimenticato le attrici di quel periodo, che siano Annamaria Rizzoli o Susan Scott, Gabriella Giorgelli oppure la bellissima Femi Benussi, Malisa Longo o Gloria Guida.
Il cinema stesso evolve, le caratteristiche richieste alle attrici cambiano di conseguenza;oggi, per tutta una serie di fattori concomitanti, è molto difficile affermarsi solo perchè si è in possesso di un bel fisico.
La selezione è molto più dura, anche perchè si girano meno film, i produttori sono meno propensi alle scommesse.

 

settembre 14, 2008 Pubblicato da: | Erotico | | 5 commenti

Classifica al botteghino 1981

1) Innamorato pazzo di Castellano & Pipolo
con Adriano Celentano, Ornella Muti, Adolfo Celi, Milla Sannoner, Enzo Garinei

1 Innamorato pazzo locandina

1 Innamorato pazzo foto 1

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2) Il Marchese del Grillo di Mario Monicelli
con Alberto Sordi, Paolo Stoppa, Flavio Bucci, Cochi Ponzoni, Leopoldo Trieste, Marina Confalone, Renzo Rinaldi

2 Il marchese del Grillo locandina

2 Il marchese del Grillo foto 1

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3) Il tempo delle mele (La boum) di Claude Pinoteau
con Claude Brasseur, Brigitte Fossey, Sophie Marceau, Denise Grey, Bernard Giraudeau

3 Il tempo delle mele locandina

3 Il tempo delle mele foto 1

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4) Culo e camicia di Pasquale Festa Campanile
con Enrico Montesano, Renato Pozzetto, Maria Rosaria Omaggio, Daniela Poggi, Leopoldo Mastelloni

4 Culo e camicia locandina

4 Culo e camicia foto 1

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5) I predatori dell’arca perduta (The Riders of the Lost Ark) di Steven Spielberg

con Harrison Ford, Karen Allen, Paul Freeman, John Rhys-Davies, Denholm Elliott, Wolf Kahler, Anthony Higgins

5 I predatori dell’arca perduta

5 I predatori dell’arca perduta foto 1

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6) Nessuno è perfetto di Pasquale Festa Campanile
con Renato Pozzetto, Ornella Muti, Lina Volonghi, Felice Andreasi, Massimo Boldi

19 Nessuno è perfetto locandina

19 Nessuno è perfetto foto

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7) Eccezzziunale… veramente di Carlo Vanzina
con Diego Abatantuono, Massimo Boldi, Teo Teocoli, Stefania Sandrelli

6 Eccezzziunale… veramente locandina

6 Eccezzziunale… veramente foto 1

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8- Excalibur (Excalibur) di John Boorman
con Nigel Terry, Helen Mirren, Nicol Williamson, Nicholas Clay, Cherie Lunghi, Gabriel Byrne, Liam Neeson

7 Excalibur locandina

7 Excalibur foto 1

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9) Fracchia la belva umana di Neri Parenti
con Paolo Villaggio, Lino Banfi, Anna Mazzamauro, Massimo Boldi, Gigi Reder, Gianni Agus

8 Fracchia la belva umana locandina

8 Fracchia la belva umana foto 1

Giudizio:ValutazioneValutazioneValutazione

10) I fichissimi di Carlo Vanzina
con Diego Abatantuono, Jerry Calà, Mauro Di Francesco

9 I fichissimi locandina

9 I fichissimi foto 1

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Classifica dei film oltre la decima posizione:

11) Agente 007 – Solo per i tuoi occhi di John Glen
con Roger Moore, Carole Bouquet, Cassandra Harris, Topol, Julian Glover

10 Agente 007 – Solo per i tuoi occhi locandina

10 Agente 007 – Solo per i tuoi occhi foto

Giudizio:ValutazioneValutazioneValutazione

12) Il tango della gelosia di Steno
con Monica Vitti, Diego Abatantuono, Jenny Tamburi, Philippe Leroy, Tito LeDuc

11 Il tango della gelosia locandina

11 Il tango della gelosia foto

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13) Borotalco di Carlo Verdone
con Carlo Verdone, Eleonora Giorgi, Angelo Infanti, Christian De Sica, Isa Gallinelli

12 Borotalco locandina

12 Borotalco foto 1

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14) La pazza storia del mondo (History of the World – Part I) di Mel Brooks
con Mel Brooks, Dom DeLuise, Sid Caesar, Madeline Kahn, Cloris Leachman, Harvey Korman, Ron Carey, Spike Milligan, Barry Levinson

13 La pazza storia del mondolocandina

13 La pazza storia del mondo foto

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15) Pierino contro tutti di Marino Girolami
con Alvaro Vitali, Riccardo Billi, Enzo Liberti, Marisa Merlini, Francesca Romana Coluzzi, Michela Miti

14 Pierino contro tutti locandina

14 Pierino contro tutti foto 1

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16) 1997 Fuga da New York (Escape from New York) di John Carpenter
con Kurt Russell, Ernest Borgnine, Lee Van Cleef, Donald Pleasence, Isaac Hayes, Adrienne Barbeau, Harry Dean Stanton

15 1997 Fuga da New York locandina

15 1997 Fuga da New York foto 1

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17) Cristiana F. – Noi i ragazzi dello Zoo di Berlino di Uli Edel
con Nadja Brunckhorst, Thomas Haupstein, Christiane Reichelt

16 Cristiana F. – Noi i ragazzi dello Zoo di Berlino locandina

16 Cristiana F. – Noi i ragazzi dello Zoo di Berlino foto

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18- Red e Toby nemici amici (The Fox and the Haunt) di Art Stevens & Ted Berman & Richard Rich

17 Red e Toby nemici amici locandina

17 Red e Toby nemici amici foto

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19) Bolero (Les uns et les autres) di Claude Lelouch
con Robert Hossein, Nicole Garcia, Geraldine Chaplin, James Caan, Daniel Olbrychski, Macha Méril

18 Bolero (Les uns et les autres) locandina

18 Bolero (Les uns et les autres) foto 1

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20) La casa stregata di Bruno Corbucci
con Renato Pozzetto, Gloria Guida, Lia Zoppelli, Marilda Donà

20 La casa stregata locandina

20 La casa stregata foto

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settembre 11, 2008 Pubblicato da: | Box office | | 1 commento

Brancaleone alle crociate

Brancaleone da Norcia è in viaggio con la sua accozzaglia di straccioni e sbandati, diretto verso la Terra Santa per “liberare lo Santo sepolcro”

Ma è destino che la sventurata banda non ci arrivi;attaccato,il gruppo viene sterminato, ad eccezione di Brancaleone che,quando rinviene da un colpo preso in battaglia, resosi conto dell’accaduto, invoca la morte per mettere fino “ a lo disonore mio”

Brancaleone alle crociate 11

All’improvviso la morte appare davvero, e Brancaleone, spaventato, le chiede una tregua, onde possa riscattarsi dalla sua onta. Si mette in viaggio con una raccogliticcia armata di straccioni, fra i quali c’è un tedesco, Thorz, al quale ha fermato il braccio mentre quest’ultimo si apprestava ad affogare il rampollo infante di un re normanno, una strega, Tiburzia, strappata al rogo, e Pattume, un uomo che si è reso, a suo dire, colpevole di una atto così infame che “orecchie umane non possono udire

Brancaleone alle crociate 7

Trascina quest’ultimo dal santo eremita Pantaleo, per chiedere perdono delle malefatte,ma questi,udito l’inconfessabile segreto, inorridisce, e lo stesso pattume viene inghiottito da una voragine. La avventure continuano; l’armata si imbatte in un lebbroso, e accoglie anche quest’ultimo personaggio tra le sue fila; in realtà il lebbroso è una principessa, Berta. Dopo aver incontrato papa Gregorio e il suo avversario, l’antipapa Clemente, e aver diramato la questione con un giudizio di dio, finalmente la strampalata armata si imbarca per la Terra Santa.

Brancaleone alle crociate 2

Qui Brancaleone consegna il piccolo al padre e viene da questi nominato barone; potrebbe impalmare anche la bella Berta se un incantesimo fatto da Tiburzia non gli facesse perdere il duello decisivo con il campione dei musulmani.

Inferocito, Brancaleone insegue Tiburzia nel deserto, dove però riappare la morte, venuta a reclamare il suo credito. Sarà la giovane strega a salvargli la vita, morendo e liberando così Brancaleone dal suo debito.

Brancaleone alle crociate foto 1

Girato nel 1970 da Monicelli, dopo lo straordinario successo di L’armata Brancaleone,del 1966, questo secondo episodio mantiene le promesse del primo, anche se il riscontro del pubblico non fu altrettanto lusinghiero;tuttavia il film fu gradito moltissimo, grazie alla presenza di un cast di livello,con attori caratteristi davvero bravi, come Proietti,Villaggio,la Sandrelli,la Loncar e Adolfo Celi.

Brancaleone alle crociate 1

Brancaleone alle crociate 3

Brancaleone alle crociate, Un film di Mario Monicelli. Con Vittorio Gassman, Paolo Villaggio, Adolfo Celi, Stefania Sandrelli, Beba Loncar, Lino Toffolo, Luigi Proietti, Alberto Plebani, Franco Balducci, Gianrico Tedeschi, Renzo Marignano, Sandro Dori, Christian Alegny, Augusto Mastrantoni. Genere Commedia, colore 116 minuti. – Produzione Italia 1970.

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Brancaleone personaggi

Vittorio Gassman: Brancaleone da Norcia

Adolfo Celi: Re Boemondo

Stefania Sandrelli: Tiburzia da Pellocce

Beba Loncar: Berta d’Avignone

Gigi Proietti: Pattume, Colombino

Lino Toffolo: Panigotto da Vinegia

Paolo Villaggio: Thorz

Gianrico Tedeschi: Pantaleo

Sandro Dori: Rozzone

Gianluigi Crescenz: Taccone

Brancaleone doppiatori

David Norman Shapiro: Zenone

Angiola Baggi: Tiburzia de Pellocce

Noemi Gifuni: Berta d’Avignone

Nino Dal Fabbro: Panigotto da Vinegia

Enzo Liberti: Rozzone

Brancaleone cast

Fotografia: Aldo Tonti

Montaggio: Ruggero Mastroianni

Effetti speciali: Armando Grilli

Musiche: Carlo Rustichelli

Scenografia: Mario Garbuglia

“Sono impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto di lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio.”

Brancaleone gallery

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Brancaleone alle crociate banner citazioni
“Aiitaaa! Chi ode questo mio richiamo mi soccorra! Ohidimé! Chi me l’avesse detto dover rifar la… la fine dello sòricio [sorcio], nella fonda tenebra! “Opritemi! Traetemi di qua! (Brancaleone rimasto sotto lo scafo ribaltato della nave)”
“Gente mia, dove ne siete? “
“Et così moiano capovolti tutti li scismatici che capovolgono la verità “
“E voaltri, voaltri ignominiosi, come osaste restar vivi tra cotanti morti? Chi vi dette tanto infame coraggio? “
“Panigotto, a ben’anco tu sie verboso alquanto talora sei di bon consiglio, ma ch’io vi ponsi. “
“E facetelo zittire questo pupo, ché qui non si chiude oculo!”
“Et ora pendoliamo fianco a fianco come morte foglie, e lo vento benevolo a tratti un po’ ci ravvicina. “
“Né voglio vedere lacrime, né indugi, né mi dicere volemo restare con te, volemo combattere, volemo questo e volemo quello… “
“Fatevi sotto, fatevi sotto ché non temo anco se arrovesciato!”
“Lo vostro papa dice: pappate, pappate senza tema, ché forse li doni saranno più graditi allo santo cui furono destinati se essi serviranno a satollare otto cristiani affamati. “
“E qual mai potrìa esse lo meo iudicio, che da qua suso ommeni terragni tutti uguarmente brutti io vi contemplo? “
“Non sapio notare! [nuotare] “
“Childericu, figghiu miu, sia rennùta grazia a Diu! Ah Turoni, sitibondu dellu scettro di Boemondu, sii frategghiu miu minori, ma in ferocia sii maggiori! Nì tempesta, nì cicluni, ponnu stare a paraguni col tremuoto dellu cori di un regali genitori, che ritrova il suo picciottu che pensava fosse mottu!”
“Santu cielu! Che vidìa? Chistu non è figghio a mmia!”
“Re Boemondo, scusa se parlo a te da paro a paro, ma lo sdegno meo si esprime rispondendo per le rime. Lo tuo seme è vivo e sano grazie a sette sgorbi e un nano. Ed in premio? Una contea? No! Nemmanco per l’idea! Ardi un foco: per ci dare uno lauto desinare? Nooo! Né pranzi né castella, tu ci abbruci la donzella! Oh nessuno certo è più magnifico d’un re!”
“Un sol grido un solo idioma: scapòma! “

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L’opinione di Giudag dal sito http://www.mymovies.com

Brancaleone (Gassman), amareggiato per non esser riuscito ad impedire il massacro dei fedeli guidati da Zenone, stringe un patto con la Morte per riscattare la propria felloneria. Raccimolando nuovamente uno sciame di pezzenti sotto la propria guida si dirige nelle Terre Sante per trovare la sua morte eroica.
Sebbene si avverta lo stacco col primo film, specialmente per la perdita dei personaggi (in particolare Gian Maria Volonté ed Enrico Maria Salerno, sostituito da David Norman Shapiro) Brancaleone alle Crociate regge discretamente la prova, innanzitutto per la bravura di Gassman, ma specialmente grazie
all’ottimo cast: Villaggio, Toffolo, Proietti (che recita nei ruoli della Morte, il santo stilita Colombino e Pattume), Celi e non meno importante Stefania Sandrelli; in più la visione di quel Medioevo pecorone del primo film si fa inesorabilmente più tragica (la ballata degli impiccati, il rogo delle streghe),
ma allo stesso tempo più ricca e varia. La sceneggiatura tuttavia risulta meno compatta e lineare, con alcune parti troppo a sé stanti (la faccenda di Pattume) ed alcuni snodi risolti sbrigativamente come il passaggio frettoloso della scena dall’Italia alla Terra Santa. Ottima colonna sonora.

L’opinione di Jonas dal sito http://www.filmtv.it

Sequel di L’armata Brancaleone, che si concludeva appunto con la partenza dei nostri per la Terrasanta al seguito del monaco Zenone. A parte il protagonista, rispetto al primo episodio la squadra è completamente rinnovata: in particolare va segnalato l’ingresso del soldato vigliacco Paolo Villaggio (col consueto accento da professor Kranz),
del penitente Gigi Proietti e della strega Stefania Sandrelli, mentre Beba Loncar sostituisce Catherine Spaak nel ruolo della biondona oggetto dei desideri maschili. Non cambia invece la sostanza, e il gioco è ormai risaputo, anche se si cerca di rivitalizzarlo con qualche invenzione: la sfida con la Morte in stile Il settimo sigillo,
i discorsi degli impiccati, i dialoghi in ottonari a rima baciata (espediente tirato un po’ troppo per le lunghe).

Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

Cangaceiro

Così come l’opera prima anche questo è un film soprattutto da ascoltare, carico di nuove peripezie linguistiche che sfociano nella parte con Celi mirabilmente recitata quasi tutta in rima. I dialoghi sono come una linfa vitale che anima una disavventura errabonda episodica e macchinosa, in cui i guizzi divertenti
soffocano tra parentesi stiracchiate francamente noiose (ma il capostipite tutto sommato non era da meno). Gassman ancora sugli scudi rende Brancaleone eroico nel finale desertico e metafisico, mentre la Sandrelli dà freschezza al gruppo.
Gugly

Sequel che come qualità può essere eguagliato al primo film; momenti comici a parte, colpiscono le stoccate all’intolleranza (la caccia alle streghe, l’albero degli impiccati); Gassman si conferma attore “grande” per prestanza fisica, capace di ridursi ad un norcino scalcagnato e sfortunato.
Fra i comprimari la menzione speciale spetta a Celi, che ricorda delle sue origini siciliane per mettere in scena la versione in carne ed ossa dei pupi.
Fabbiu

Brancaleone da Norcia (un teatralissimo Gassman che da la massima prova di se nei monologhi) verso la Terra Santa a capo di un’armata di sfigati: un cieco in groppa a un burbero, un soldato tedesco (Paolo Vilaggio, il minore tra tutti), un peccatore masochista, una strega,
un nano e un “lebbroso” che li segue a debita distanza. Le scenografie sono deliziose e il mix latino-arcaico volgare che contraddistingue la parlata raggiunge apici di genialità assoluta (un po’ meno quando per l’abbondante parte finale diventa tutto in rima). Divertente.
Rambo90

Monicelli si diverte a gettare i suoi “eroi” in imprese ancora più assurde e grottesche che nel prototipo e il risultato è molto divertente, nonostante una durata forse eccessiva. Gassman è grande, ben coadiuvato da un cast completamente rinnovato: Celi che parla in rima,
Villaggio alemanno e un’incantevole Sandrelli sono comprimari di grande spessore (ma anche Proietti che si divide in ben tre parti). Bellissimo da un punto di vista visivo il duello con la morte. Colonna sonora fondamentale.
Jandileida

Stessi pregi e stessi difetti per il Brancaleone che si getta a liberar il sacro sepolcro. Migliora molto la scrittura e la struttura della storia, più omogenea e con l’ottima intuizione, che ricorda la scrittura cortese, di far introdurre i singoli episodi da dei cartelli;
purtroppo però i momenti di stasi permangono e sembra quasi che la maggior cura nello scrivere la storia abbia fatto perdere un po’ della sgangherata freschezza del primo episodio. Insomma, io ho riso pochino ma alcune scene sono ottime (come la lotta con la Morte nel deserto).

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settembre 7, 2008 Pubblicato da: | Commedia | , , , , , | Lascia un commento

Quando il cinema fa flop

BANNER

La macchina o la fabbrica dei sogni, Hollywood, non ha conosciuto solo successi e incassi. Ha avuto viceversa produzioni costose, fastose, che si sono rivelate fallimenti clamorosi al botteghino. Film non necessariamente brutti, ma semplicemente o troppo complessi, come nel caso del capolavoro di Cimino, I cancelli del cielo o al contrario così deludenti dopo l’uscita nelle sale da determinare il passaparola che decreta sempre, da parte del pubblico, il successo o il fiasco al botteghino.

I cancelli del cielo

Isabelle Huppert in I cancelli del cielo

Flash Gordon

Un altro flop: Flash Gordon

Il cinema vive sul biglietto staccato al box office; una regola commerciale e impietosa; oggi, a mitigare la delusione dei produttori arriva il mercato dell’home video, permettendo alle major cinematografiche di rifarsi, almeno in parte, delle somme investite. Ci sono film, come Waterworld, di Kevin Kostner, costati uno sproposito e poi rivelatisi un fallimento clamoroso, che nel corso degli anni successivi alla sua uscita ha recuperato parecchio proprio grazie al mercato dell’home video;lo stesso si può dire del faraonico Dune, di David Lynch, oggi diventato un autentico cult, ma che all’epoca dell’uscita nelle sale incassò a mala pena un decimo della somma spesa per girarlo.

Gigli

Jennifer Lopez in Gigli

Ishtar

Dustin Hoffman,protagonista di Ishtar

Last action hero

Arnold Schwarznegger nel clamoroso fiasco Last action hero

Ho citato tre film che sono stati un’autentica sciagura per le case che li hanno prodotti; paradossalmente, i tratta di tre ottimi film, sopratutto I cancelli del cielo. Un western atipico, girato da Cimino sull’onda del grandissimo successo di Il cacciatore; un film straordinario, un affresco potente e drammatico della storia nascosta degli americani, quella che non amano ricordare; un film assolutamente unico per fastosità, ambientazione e per la bellezza lirica delle immagini usate.

Per quegli strani giochi del destino che determinano il successo o il fiasco di una produzione, il film di Cimino mandò in bancarotta la United Artist, che lo aveva prodotto. Altro esempio di cinema di assoluto livello bocciato ai botteghini è Dune; chi non ha letto Herbert, l’autore del ciclo di romanzi da cui è tratto il film non può capire la difficoltà di condensare in tre ore una storia complessa e ingarbugliata come quella della saga di Arrakis, degli Harkonnen, del duca Leto; e Lynch, il regista, ci mise del suo, costruendo un film geniale e visionario, ma molto lontano dal classico film hollywoodiano, dai gusti del pubblico. Con il risultato di mandare in crisi De Laurentis.

Ragtime

Ragtime

Rambo 3

Silvester Stallone nello sfortunato Rambo III

Waterworld, di Kostner, è effettivamente un film pieno di buchi, ma dignitoso; costato uno sproposito, vide i tempi della sua realizzazione dilatati, scenografie sontuose, liti e risse verbali tra produzione e regista, con il risultato di fare fiasco al botteghino. Stessa sorte, anche se sicuramente meno deficitaria rispetto agli investimenti, toccò agli inizi degli anni 60 a Cleopatra, il film diretto da Mankiewicz, che costò uno sproposito e incassò meno della metà al botteghino. Il film, peraltro dignitoso, ebbe un suo seguito più per la storia d’amore tra i protagonisti, Liz Taylor e Richard Burton, che per le sue doti.

Il flop di Kostner, Waterworld

Uno degli insuccessi meno prevedibili e più grandi fu quello di Last action hero, diretto da John Mc Tiernan; il film, che voleva essere una parodia degli action americani, contava sulla presenza, nel cast, di Arnold Scwarznegger; lungi dall’essere attratti, gli spettatori, davvero pochi, bocciarono senza pietà una pellicola effettivamente debole. Buon per Spielberg che rifiutò la direzione del film, visto che stava preparandosi a girare il suo capolavoro, Schindler list. Mc Tiernan, che veniva da Caccia a ottobre rosso, ma anche dal clamoroso fiasco di Mato grosso,riuscirà a riprendersi solo con Die hard.

1941 allarme a Hollywood

1941 allarme a Hollywood, il fiasco di Spielberg

Beloved

Una scena dal film Beloved

Il Bounty

Bounty,con un giovane Mel Gibson

Un altro clamoroso fiasco ai botteghini fu Un sogno lungo un giorno, di Coppola;troppo in anticipo sui tempi,il film costò al regista la perdita della Zootrope,la neonata casa di produzione fondata con molte speranze e che invece fallì miseramente. Anche Cotton club, un gran bel film diretto ancora da Coppola non ebbe un buon riscontro al box office, pur non potendosi definire un autentico flop. Invece un flop clamoroso fu senz’altro 1941 allarme ad Hollywood, opera ambiziosa, divertente, in stile helzapoppin diretta da Spielberg. con un cast stellare, che andava da Belushi (praticamente ubriaco ogni giorno delle riprese) a Christopher Lee e Toshiro Mifune. Il film, una commedia sarcastica e ironica sulla paura derivata nella mecca del cinema dall’avvistamento di un sommergibile giapponese al largo della costa americana, venne impietosamente bocciata dal pubblico, nonostante i momenti spassosi non mancassero di certo.

Liz Taylor in Cleopatra

Flash Gordon, pellicola diretta da Hodges, Ragtime, di Milos Forman e Il Bounty di Donaldson possono essere definiti flop; costati tantissimo, questi film non hanno avuto assolutamente riscontro di pubblico. Come Rambo III, di Stallone, che segnò in qualche modo il declino dell’attore americano; nella storia recente si sono visti clamorosi fiaschi per registi di valore. come nel caso di Gigli, diretto da Martin Brest, con l’improbabile coppia Affleck-Lopez, di Beloved, per la regia di J.Demme, film brutto e scansato come la peste dagli spettatori.

Dune

Il bellissimo ma incompreso Dune, di David Lynch

Spesso un film diventa un flop anche per la stroncatura della critica; a questa regola non può opporsi nessuno, che sia un regista di grido o che sia un grande attore. Un caso emblematico è quello di Ishtar, ilm del 1987 diretto da Elaine May, con protagonisti Isabelle Adjani, Dustin Hoffman e Warren Beatty. Stroncato dalla critica, il film, che narra l’odissea di due cantautori in viaggio in Medio Oriente irretiti da una bella donna, e che si trovano nel bel mezzo di una rivoluzione divenne uno dei fiaschi più colossali della storia del cinema. Qualcuno arrivò a dire che rappresentava “un’offesa all’intelligenza, sia del pubblico, sia degli attori”.

Cotton club
Richard Gere in Cotton club

Un sogno lungo un giorno
Il fiasco di Coppola, Un sogno lungo un giorno

Una legge dura, quella del box office;che non risparmia praticamente nessuno, sia che si tratti del prestigioso regista che ha vinto l’oscar, sia che si tratti dell’attore sulla cresta dell’onda.

settembre 5, 2008 Pubblicato da: | Box office | , | 2 commenti